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sabato 2 agosto 2025

Indycar 2025: #14 Gran Premio di Monterey

Nello scorso fine settimana si è svolto il quarto appuntamento di fila in quattro weekend consecutivi - cinque se si considera il double header disputato in precedenza - del campionato di Indycar, sul circuito di Laguna Seca.
La pole posizion è stata conquistata da Alex Palou, seguito da Pato O'Ward, Colton Herta, Josef Newgarden, Will Power, David Malukas, Christian Lundgaard, Graham Rahal, Louis Foster, Marcus Armstrong, Christian Rasmussen, Felix Rosenqvist, Scott McLaughlin, Kyffin Simpson, Marcus Ericsson, Nolan Siegel, Rinus Veekay, Kyle Kirkwood, Scott Dixon, Santino Ferrucci, Jacob Abel, Alexander Rossi, Conor Daly, Callum Ilott, Robert Shwartzman, Sting Ray Robb e Devlin Defrancesco.
Palou ha mantenuto la prima posizione nei confronti di Herta, mentre dietro di loro si è visto Daly girare per le vie di fuga così come una delle Prema non meglio identificate. Subito dopo c'è stato un incidente tra Simpson, in livrea estremamente variopinta, e Rosenqvist, in livrea ancora più variopinta, che pareva generata da una sintesi di tutte le livree Benetton viste in Formula 1 nel corso degli anni '90.


È entrata la safety car, dopo la quale abbiamo avuto qualche altro giro con Palou in testa, seguito da O'Ward e Newgarden, fino a un ulteriore incidente di Abel che ha innescato un nuovo ingresso della safety car.
Qualcuno è andato ai box, ma nessuno dei piloti di testa, che si sono riversati in pitlane per il primo pitstop, quando Veekay è andato a sbattere, prima dell'ingresso della safety car in pista. Non l'ha fatto Siegel, che per vari giri ha fatto il figo davanti a tutti prima di essere superato dai piloti di testa.
Dopo avere riconquistato la leadership, Palou è rimasto in testa senza intoppi, mentre a gara inoltrata abbiamo visto Ericsson insabbiato ed è passato un po' prima che la gara venisse neutralizzata. Al restart, Palou era ancora davanti a tutti, precedendo Lundgaard. Abbiamo visto una fugace sbinnata di Siegel e poi, in seguito, Ferrucci insabbiato e nuovo ingresso della safety car.
Al momento del restart mancavano ormai una manciata di giri, nel corso dei quali non sono successi particolari stravolgimenti e il leader del campionato è andato a procacciarsi la vittoria, dopo non essere mai stato messo in discussione.

RISULTATO: 1. Palou/ Ganassi, 2. Lundgaard/ Arrow McLaren, 3. Herta/ Andretti, 4. O'Ward/ Arrow McLaren, 5. Dixon/ Ganassi, 6. Ilott/ Prema, 7. Power/ Penske, 8. Armstrong/ Meyer Shank, 9. Rasmussen/ Carpenter, 10. McLaughlin/ Penske, 11. Newgarden/ Penske, 12. Rahal/ Rahal Letterman, 13. Malukas/ Foyt, 14. Daly/ Juncos, 15. Rossi/ Carpenter, 16. Kirkwood/ Andretti, 17. Foster/ Rahal Letterman, 18. Siegel/ Arrow McLaren, 19. Robb/ Juncos, 20. Defrancesco/ Rahal Letterman, 21. Shwartzman/ Prema, 22. Ferrucci/ Foyt, 23. Veekay/ Coyne, 24. Rosenqvist/ Meyer Shank, Rit. Ericsson/ Andretti, Rit. Abel/ Coyne, Rit. Simpson/ Ganassi.



mercoledì 4 giugno 2025

Indycar 2025: #7 Gran Premio di Detroit

A distanza di appena una settimana dalla Cinquecento Miglia di Indianapolis vinta da Alex Palou (Ganassi), il campionato di Indycar è tornato con il settimo evento della stagione, che ha visto la seguente griglia di partenza:

1^ fila: Colton Herta - David Malukas
2^ fila: Kyle Kirkwood - Christian Lundgaard
3^ fila: Graham Rahal - Alex Palou
4^ fila: Rinus Veekay - Scott McLaughlin
5^ fila: Will Power - Scott Dixon
6^ fila: Marcus Armstrong - Christian Rasmussen
7^ fila: Marcus Ericsson - Louis Foster
8^ fila: Felix Rosenqvist - Alexander Rossi
9^ fila: Callum Ilott - Pato O'Ward
10^ fila: Kyffin Simpson - Jacob Abel
11^ fila: Santino Ferrucci - Robert Shwartzman
12^ fila: Devlin Defrancesco - Josef Newgarden
13^ fila: Conor Daly - Sting Ray Robb
14^ fila: Nolan Siegel

La location era Detroit, con il tracciato ricavato in parte sulle strade che negli anni '80 hanno ospitato anche il campionato di Formula 1... non so se avete presente, quel trash che a distanza di 40+ anni viene rivalutato perché ripensare a John Watson che vince dalle retrovie ha il suo perché. E prima che qualcuno mi accusi di confondere Detroit con Long Beach, preciso che una cosa del genere non accadrà mai, e che Watson ha vinto anche a Detroit partendo molto indietro sulla griglia, anche se non tanto indietro quanto a Long Beach.
Dopo avere fatto questa doverosa precisazione, direi che possiamo passare oltre e occuparci della gara, che prevedeva 100 giri e che è iniziata con Herta che manteneva la prima posizione, davanti a Kirkwood e Palou.



I leader erano su una strategia a tre soste partendo sulle soft, e hanno iniziato a fermarsi già intorno al 10° giro. Nel frattempo ci sono state due caution in rapida successione, la prima per un testacoda di Rosenqvist, la seconda poco dopo il restart per un contatto tra McLaughlin e Siegel, mentre al contempo c'era una ruota vagante persa da DeFrancesco. Davanti c'erano, su altra strategia, Rasmussen, Rahal e Foster, con Rahal che a un terzo di gara ai box ha avuto problemi ed è stato fermo piuttosto a lungo.
Rasmussen ha leaderato fino al 40° giro quando si è fermato ai box, dopodiché ha verniciato un muretto, ma senza dare danni. Kirkwood, Herta e Power erano i primi tre dopo i pitstop dei piloti sull'altra pitstop window, con Palou quarto. Dopo la successiva sosta Power sopravanzerà Herta.

Al 67° giro Ilott (Prema) è andato a sbattere contro le barriere, provocando una caution e ritirandosi. I piloti di testa sono rientrati ai box per la terza sosta, mentre Ferrucci, Simpson e Armstrong che si erano fermati da poco si sono ritrovati 1/2/3.
Seguivano Kirkwood, Power, Herta e Palou, che poco dopo il restart è stato speronato da Malukas finendo nelle barriere, con conseguente nuova caution. Dopo il successivo restart, Kirkwood è andato a prendersi la testa della gara, non prima di un contatto con Simpson dove ha danneggiato lievemente l'ala anteriore.
Anche Power ha rimontato posizioni andando a prendersi la seconda piazza.

All'83° giro la gara è stata redflaggata per uno spaventoso incidente dopo che Foster (Rahal Letterman) ha perso il controllo della vettura a causa di un cedimento e ha travolto Rosenqvist (Meyer Shank) con entrambi che sono finiti duramente nelle barriere. I due piloti sembrano non avere riportato conseguenze fisiche.
Nella parte finale della gara, dopo il restart (89° giro), Kirkwood ha proseguito indisturbato verso la vittoria, mentre un duello a tre per il secondo posto ha visto Ferrucci prevalere nei confronti di Herta e Power.
Oltre ai piloti menzionati in corso d'opera, anche Veekay (Coyne), Rasmussen (Carpenter) e DeFrancesco (Rahal Lettermann) sono stati costretti al ritiro. Questo è il risultato finale limitato ai piloti giunti fino al traguardo:

1. Kirkwood/ Andretti, 2. Ferrucci/ Foyt, 3. Herta/ Andretti, 4. Power/ Penske, 5. Simpson/ Ganassi, 6. Armstrong/ Meyer Shank, 7. O'Ward/ Arrow McLaren, 8. Lundgaard/ Arrow McLaren, 9. Newgarden/ Penske, 10. Rossi/ Carpenter, 11. Dixon/ Ganassi, 12. McLaughlin/ Penske, 13. Ericsson/ Andretti, 14. Malukas/ Foyt, 15. Robb/ Juncos, 16. Shwartzman/ Prema, 17. Daly/ Juncos, 18. Abel/ Coyne, 19. Siegel/ Arrow McLaren, 20. Rahal/ Rahal Letterman.

NB. Ferrucci ha mantenuto la posizione nonostante una penalità di punteggio per un'irregolarità tecnica.




mercoledì 5 luglio 2023

Indycar 2023: #9 Gran Premio di Mid-Ohio

Carissimi lettori, è giunto il momento do raccontarvi del Gran Premio di Mid-Ohio che si è svolto domenica sera e di cui ho visto l'extended highlight in pausa pranzo, seduta su una panchina fatta di bancali collocata al bordo di un campo di basket dentro l'Interporto. Non ho idea di quale sia lo scopo di un campo di basket dentro l'Interporto, ma la panchina rudimentale è all'ombra sotto un albero, quindi non si butta via niente. In attesa che venissero le 14,00 mi sono quindo gustata lo spettacolo grazie al profilo youtube dell'Indycar mettendomi finalmente in pari con quanto mi ero persa domenica sera. Insomma, era tutto perfetto tranne il fatto di indossare una gonna bianca, forse non il capo di abbigliamento più adatto per mettermi lì sopra, ma nevermind, procediamo con ordine e andiamo a riepilogare in primo luogo la entry list:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Romain Grosjean, Devlin DeFrancesco
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Felix Rosenqvist, Alexander Rossi
CARPENTER: Rinus Veekay, Ryan Hunter-Reay
COYNE: David Malukas, Sting Ray Robb
FOYT: Santino Ferrucci, Benjamin Pedersen
GANASSI: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Callum Ilott, Augustin Canapino
MEYER SHANK: Helio Castroneves, Conor Daly (one-off in gara al posto di Simon Pagenaud rimasto lievemente infortunato in un incidente con cappottamento multiplo in free practice)
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Jack Harvey, Christian Lundgaard

Herta scattava dalla pole position e precedeva nelle prime fasi di gara Rahal e Kirkwood, ma tutto è iniziato in modo altisonante per gli svedesi: mentre Ericsson terminava la propria gara subito con la sua vettura che decideva di spegnersi neanche fosse stata la McLaren Honda di Kevin Magnussen chiamato a sostituire Fernando Alonso in Australia, Rosenqvist era protagonista di una sbinnata innescata da Pedersen, che ha provocato l'ingresso della safety car e condannato Rosenqvist alle retrovie per il resto della gara.
Pedersen sembra invece essersi successivamente distinto per la capacità di ostacolare chi gli capitasse a tiro, tanto che a fine gara McLaughlin l'avrebbe esortato a imparare a imparare, se capite cosa intendo! La cosa è anche stata commentata via social, con tanto di intervento anche di Rosenqvist, oltre che di McLaughlin.
Palou è emerso vincente in termini di tack position dopo il primo stint, ritrovandosi a conquistare la vetta della gara, mentre vari piloti che si trovavano tra le prime posizioni hanno perso terreno: Kirkwood ha fatto un testacoda dopo un contatto, Rahal ha avuto una sosta lunga, infine anche Herta ha perso diverse posizioni. Con una strategia alternativa a tre soste O'Ward ha inoltre rimontato dalle retrovie fino alla top-ten.
Tra gli eventi notevoli, un bel duello nelle fasi conclusive della gara, tra DeFrancesco, Grosjean e Veekay, il quale ha visto Grosjean superare il compagno di squadra, non prima che entrambi avessero rischiato di perdere la posizione a vantaggio di Veekay.
Palou frattanto manteneva la testa della gara ed è passato sotto la bandiera a scacchi davanti a tutti, conquistando la terza vittoria di fila e consolidando la leadership in campionato.

RISULTATO: Palou, Dixon, Power, Lundgaard, McLaughlin, Malukas, Rahal, O'Ward, Armstrong, Rossi, Herta, Newgarden, Grosjean, DeFrancesco, Veekay, Ilott, Kirkwood, Harvey, Hunter-Reay, Daly, Castroneves, Robb, Canapino, Ferrucci, Rosenqvist, Pedersen.


giovedì 8 giugno 2023

Indycar 2023: #7 Gran Premio di Detroit

Ci sono momenti in cui i soliti luoghi comuni vengono allo scoperto e il caso ha voluto che domenica scorsa si presentasse una di quelle situazioni: c'era il GP di Formula 1 in Spagna a Montmelò mentre la sera c'era il GP di Detroit, stavolta sul circuito cittadino di Downtown invece che a Belle Isle come accadeva nelle passate stagioni. Ciò è stato ritenuto sufficiente ad accendere confronti che lasciano il tempo che trovano. La situazione è sempre la solita: ci sono fanboy incalliti della Formula 1 che dicono che l'Indycar fa schifo perché [inserire caratteristica tipica della serie sulla quale la serie è fondata] e fanboy incalliti dell'Indycar che dicono che la Formula 1 fa schifo perché [inserire caratteristica tipica della serie sulla quale la serie è fondata]. Tendenzialmente la reazione dei fanboy della Formula 1 è indignarsi e rispondere con luoghi comuni, guadagnandosi disprezzo da parte della gente comune. Quella dei fanboy dell'Indycar invece è mettersi a piagnucolare che il mondo è ingiusto e che le persone cool devono schifare la Formula 1 e chi la guarda, guadagnandosi rispetto da parte dei telespettatori di Formula 1 da loro appena insultati.
In sintesi, entrambe le categorie di tifosi a mio parere sono deprecabili, solo che i fanboy della Formula 1 sono tifosi da bar, quelli dell'Indycar sono tifosi snob, che si radunano in bar virtuali in cui c'è selezione all'ingresso: insomma, menti complesse che si comportano come menti semplici, lasciando spiazzate le menti semplici.
Ultimamente la situazione sta un po' degenerando, perché tendenzialmente si è aggiunta una certa quota di fanboy che ammira l'Indycar per le safety car, le maggiori occasioni di bandiera rossa e i circuitihhhh bellihhhh. Che poi il circuito bello in questione sia ricavato in parte anche dal parcheggio in cui correva la Formula 1 negli anni '80 non importa, quello che conta è che se ne parli.
Mi permetto di postare alcuni screenshot di tale motoristica beltà fatti mentre guardavo la sintesi ufficiale di trenta minuti uscita sul canale Youtube nella giornata di lunedì:



Vi ricordo la line up del campionato:
- ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Romain Grosjean, Devlin DeFrancesco
- ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Felix Rosenqvist, Alexander Rossi
- CARPENTER: Conor Daly, Rinus Veekay
- COYNE: David Malukas, Sting Ray Robb
- FOYT: Santino Ferrucci, Benjamin Pedersen
- GANASSI: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
- JUNCOS: Callum Ilott, Augustin Canapino
- MEYER SHANK: Helio Castroneves, Simon Pagenaud
- PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power
- RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Jack Harvey, Christian Lundgaard

La gara di per sé è stata rispettabile e obiettivamente certi circuiti cittadini americani che hanno un tocco di clima vintage mi fanno pensare alla Formula 1 degli anni '80, quindi poetic cinema e bei vecchi tempi in cui a Detroit vinceva John Watson partito diciassettesimo. Poi che i piloti avessero minacciato di non gareggiare causa asfalto indecente è un altro discorso.
Adesso dobbiamo accontentarci di Alex Palou, per gran parte della gara leader, anche se Will Power in certe occasioni gli ha dato molto filo da torcere, stando anche in testa, ma di fatto per una decina di giri, in una gara tormentata dagli ingressi della safety car - ho perso il conto - che si sono susseguiti uno dopo l'altro. In totale ce n'erano cento, anzi no, novantanove causa... aborted start? Si chiama così anche in Indycar?
La prima parte di gara, dopo un primo incidente Ilott/ Kirkwood, ha visto Palou leader davanti a Romain Grosjean, con Scott Dixon e Will Power a lottare per il terzo posto. L'ha spuntata Power, che ha superato anche Grosjean, avvicinandosi al leader, mentre RoGro prima della prima sosta è finito lungo in una via di fuga perdendo varie posizione.
Fino quasi a metà percorrenza tutto è stato tranquillo poi appunto sono iniziate le safety car a ripetizione: prima O'Ward, poi al restart Robb e Lundgaard per i fatti loro, con tanto di incidente di Rahal e Pedersen durante la safety car. In queste fasi della gara frattanto Power era in testa davanti a Palou, che comunque prima di effettuare la terza sosta era già davanti.
A gara inoltrata Grosjean è finito a muro, pare a causa della rottura di una sospensione, o quantomeno così ha replicato ai fanboy che lo insultavano su Twitter. Altre safety car sono entrate a causa prima di Malukas, poi di Ferrucci/ Robb. Will Power, che aveva perso una posizione a vantaggio di Alexander Rossi in corso d'opera, si è ripreso il secondo posto, lasciando Rossi a fare a sportellate con il compagno di squadra Felix Rosenqvist. Ne è uscito vincente Rosenqvist, dato che Rossi si è fatto passare anche da Dixon.

RISULTATO: Palou, Power, Rosenqvist, Dixon, Rossi, Kirkwood, McLaughlin, Armstrong, Ericsson, Newgarden, Herta, DeFrancesco, Pagenaud, Canapino, Daly, Lundgaard, Harvey, Veekay, Castroneves, Pedersen, Ferrucci, Robb, Malukas, Grosjean, Rahal, O'Ward, Ilott.

F.A.Q.: quindi chi ha ragione, chi schifa la Formula 1 o chi schifa la Indycar?
Risposta: nessuno, se qualcosa non ti piace non la guardi, non stai a insultarla 24/7 o a insultare chi la apprezza. La Formula 1 e l'Indycar sono due categorie diverse con caratteristiche diverse, non ha senso guardare una cercandovi gli elementi salienti dell'altra.


mercoledì 20 luglio 2022

Indycar 2022: #10 Gran Premio di Toronto

Nel weekend del 17 luglio si è svolto il GP di Toronto di Indycar, iniziato con una vettura in meno: non c'è più Tatiana Calderon, almeno per il momento, perché pare che il suo sponsor non abbia pagato il team. Rimane comunque un numero considerevole di vetture e quella che scatta davanti a tutti è quella di Herta, che precede Dixon. Lo precede anche dopo la partenza, appunto, e tutto sembra filare liscio, anche se in effetti c'è una vettura danneggiata da un probabile contatto: è quella di Sato, che riesce a dirigersi verso la pitlane, ma non prima di avere lasciato dei detriti che provocano la prima caution della giornata. Nel frattempo assistiamo all'ormai tradizionale differenziazione di strategie, con i piloti partiti dalle retrovie che si fermano dopo pochi giri di gara.

A proposito di piloti partiti dalle retrovie, uno di questi è Palou, che ha fatto parlare parecchio di sé nei giorni che hanno preceduto la gara. Infatti qualche giorno fa il team Ganassi ha annunciato il suo rinnovo, salvo essere smentito dal pilota stesso poche ore più tardi. Anzi, Palou ha addirittura affermato che il team si è inventato di sana pianta delle sue dichiarazioni sul rinnovo. A seguito di ciò è stato annunciato anche il suo ingaggio da parte del team Arrow McLaren... insomma, una situazione abbastanza caotica di cui molto probabilmente sentiremo parlare ancora piuttosto a lungo. Adesso però dobbiamo focalizzarci sulla gara e magari soffermarci ad assistere al duello tra Power e Grosjean. Oppure prepararci per quello che succederà in occasione del primo giro di pitstop per i piloti di testa. Si ferma Dixon. Poi si ferma Herta. Herta è davanti, ma per poco.

Dixon si prende la prima posizione, che si terrà ben stretta fino alla fine, salvo i momenti in cui, a causa delle diverse pitstop window, piloti random che tendenzialmente sono molte posizioni più indietro si fanno qualche giro tra le prime posizioni perché rientrano in momenti diversi rispetto agli altri. Newgarden, da parte sua, sembra potere avere qualcosa da dire e avvicinarsi alla testa della gara, ma perde una marea di posizioni per un problema in occasione del successivo pitstop. Il suddetto pitstop avviene in regime di safety car, dopo un incidente tra Rosenqvist e Rossi, che ha provocato il ritiro di quest'ultimo. Mettete a letto i bambini che invocano la pena di morte per chiunque sia coinvolto in un incidente e non si ritiri, perché la gara di Rosenqvist dopo la sosta sembra assumere una svolta piuttosto positiva. Risale infatti in terza posizione, nella quale è destinato a rimanere.

Ci sono altre due caution prima della fine della gara, una per detriti (non ho capito se ci fosse un pezzo di vettura sull'asfalto o se si fosse staccato un pezzo del manto stradale), l'altra per un incidente tra Kirkwood e Johnson. Ciò non cambia particolarmente l'esito della gara e le posizioni non variano radicalmente per effetto di differenziazioni di strategia. Ericsson, leader della classifica piloti, chiude quinto e allunga nei confronti del diretto inseguitore Power, che anche nella parte conclusiva della gara abbiamo ritrovato non troppo lontano da Grosjean (inquadrato occasionalmente sempre mentre era in lotta con qualcuno in modo scatenato). Venti piloti hanno finito la gara, ritirati Sato, Rossi, Kirkwood e Johnson per incidenti, oltre che Kellett per la probabile rottura del motore vista la fumata che si sollevava dal retrotreno della sua vettura, ancora in una fase non troppo avanzata della gara.

RISULTATO: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Colton Herta (Andretti), 3. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 4. Graham Rahal (Rahal), 5. Marcus Ericsson (Ganassi), 6. Alex Palou (Ganassi), 7. Simon Pagenaud (Meyer Shank), 8. Christian Lundgaard (Rahal), 9. Scott McLaughlin (Penske), 11. Josef Newgarden (Penske), 12. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 12. David Malukas (Coyne), 13. Rinus Veekay (Carpenter), 14. Callum Ilott (Juncos), 15. Will Power (Penske), 16. Romain Grosjean (Andretti), 17. Helio Castroneves (Meyer Shank), 18. Devlin DeFrancesco (Andretti), 19. Jack Harvey (Rahal), 20. Conor Daly (Carpenter), Rit. Jimmie Johnson (Ganassi), Rit. Kyle Kirkwood (Foyt), Rit. Alexander Rossi (Andretti), Rit. Dalton Kellett (Foyt), Rit. Takuma Sato (Coyne).



martedì 17 maggio 2022

Indycar 2022: #5 Gran Premio di Indianapolis

Sabato sera è tornato a trovarci un grande classico del passato, la sovrapposizionehhhh tra l'Eurovision Song Contest e l'automobilismo, nella forma del Gran Premio di Indianapolis. Sono perfettamente consapevole del fatto che l'ESC (contest musicale che peraltro mi interessa relativamente poco) non abbia nulla a che vedere con l'automobilismo, ma non funziona così ovunque, perché in questi giorni ho letto una persona - immagino statunitense - che affermava di avere visto pochi minuti dell'Eurofestival e di essersi sorpresa che gli europei si lamentassero del comportamento dei vip americani ospiti ai gran premi quando poi in Europa si organizza un contest musicale più cringe del loro comportamento. Una simile osservazione lascia pensare che questa persona venga da uno di quegli alternate universe dove sommando due spiedini di gamberi e cinque carote vengono fuori sette fragole.

Mi auguro che a queste persone Will Power abbia riservato un saluto subito dopo avere ottenuto la pole - intendo il suo tipico "saluto". Il pilota di Penske ha ottenuto la pole accanto ad Alex Palou (Ganassi), seguito da Josef Newgarden (Penske), Conor Daly (Carpenter), Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) a completare le prime tre file. La gara è partita puntual-... la gara è partita dopo un rain delay e la partenza di Willpowahhhh non è stata particolarmente eccezionale. Al termine del primo giro c'era O'Ward al comando, seguito Palou, con Power solo in terza posizione, mentre anche Newgarden aveva perso alcune posizioni. Rosenqvist invece è risalito al terzo posto e poco dopo si è portato in seconda posizione alle spalle del compagno di squadra. Nel frattempo, di lì a poco, alcuni piloti hanno iniziato a recarsi ai box per passare dalle gomme da bagnato a quelle da asciutto.

Si è intravisto un mezzo contatto, mi è parso di capire tra Graham Rahal (Rahal) e Devlin De Francesco (Andretti), che tuttavia non ha generato conseguenze peggiori di un fugace testacoda. Nel frattempo anche i piloti di testa hanno iniziato a fermarsi ai box, con conseguente difficoltà nello stare dietro alle posizioni. Resta però un dato di fatto: Pato O'Ward si è ritrovato dietro Colton Herta (Andretti) e poi se l'è ritrovato davanti. Poi ecco il primo plot-twist vero e proprio: una vettura in testacoda, nello specifico quella di Palou! Non solo la prima safety car è entrata a causa di un pilota illustre, ma poco tempo dopo anche la seconda, stavolta è stato il caso di Newgarden. La terza, invece, è arrivata per la vettura incidentata di Rinus Veekay (Carpenter), il quale prima è finito sull'erba, poi nel rientrare in pista è stato colpito dalla vettura di De Francesco ed è finito in testacoda. Mentre accadeva tutto ciò, Herta era stabilmente in testa.

Herta, che prima era davanti alle Arrow McLaren di O'Ward e Rosenqvist, con Takuma Sato (Coyne) quarto davanti a Willpowahhhh, si è ritrovato dopo la sosta O'Ward attaccato agli scarichi, ma ha mantenuto la posizione. Nel frattempo il giro di pitstop andava avanti con piloti random che facevano i fighi stando brevemente in testa alla gara a caso: questo onore è toccato anche a Tatiana Calderon (Foyt), nello stesso momento in cui Dalton Kellett (Foyt) usciva di pista. In quei momenti, appena rientrato ai box, Scott Dixon (Ganassi) rimaneva senza benzina prima di raggiungere la propria piazzola. È entrata di nuovo la safety car, intanto stava iniziando a piovere e c'erano ancora dei piloti a caso davanti, Marcus Ericsson (Ganassi) era in prima posizione davanti a Kyle Kirkwood (Foyt), con Herta in terza posizione. Nel frattempo qualcuno iniziava a rientrare ai box per passare alle gomme da pioggia, tra cui Alexander Rossi (Andretti).

Subito dopo il restart, O'Ward ha tentato il sorpasso su Herta, ma gli è andata male. Anzi, malissimo, perché subito dopo si è toccato con il compagno di squadra Rosenqvist, uno dei due è finito in testacoda e poi si è girato nel senso giusto, gli altri piloti sono passati, ma non tutti, in quanto Sato ha tagliato per i prati, poi è stata messa di nuovo la safety car. Ericsson ha continuato a fare il figo in prima posizione, mentre Dixon che apparentemente era riuscito in qualche modo a proseguire, al restart ha cercato di superare per sdoppiarsi. Ericsson invece è stato superato da diverse vetture e ben presto si sono portate in top-5 dietro a Herta le vetture di Scott McLaughlin (Penske), Jack Harvey (Rahal), Romain Grosjean (Andretti) e Simon Pagenaud (Meyer Shank). Nel frattempo le cose andavano malissimo per Rossi, perché aveva smesso di piovere. Poi hanno iniziato ad andare male anche per Grosjean.

RoGro, che ultimamente è stato al centro di polemiche con vari piloti che sembrano avere criticato la sua guida, si è ritrovato a tu per tu con Harvey ed è finita male, soprattutto per lui che è finito in testacoda. Anche Harvey ha perso qualche posizione, ma roba da poco, con Pagenaud che è passato al terzo posto, probabilmente triggerando tutti i fanboy di Lando Norris (se non sapete di cosa sto parlando oppure non ricordate, siete persone molto fortunate). O'Ward nel frattempo stava risalendo di nuovo in zona top-5, mentre la gara proseguiva tranquillamente. O almeno, è proseguita tranquillamente fintanto che non è tornato a piovere, generando una situazione in stile "prima vittoria di Barrichello a Hockenheim": c'era infatti metà pista bagnata e metà pista asciutta. Al momento tutti hanno proseguito sulle slick.

O meglio, hanno proseguito tutti sempre che quello che ha fatto Jimmie Johnson (Ganassi), ovvero finire in testacoda e impantanarsi, possa essere valevole come "proseguire". È tornata a farci visita la safety car e nel frattempo nelle zone basse della top-ten c'erano anche dei V3KkYaCçY tipo Helio Castroneves. Il pilota del team Meyer Shank era in buona compagnia, come se fosse in contemplazione di un cantiere con il giornale sotto al braccio, c'era dietro di lui anche Juan Pablo Montoya, in questo weekend presente con una terza vettura del team Arrow McLaren in attesa di partecipare alla Indy 500 a fine mese. Nel frattempo era la finestra di pitstop della maggior parte dei piloti, che sono rientrati in pitlane e ne sono usciti sulle slick. Poi è venuto a piovere e tipo dopo un giro dietro la safety car sono tornati tutti ai box in branco.

Sembra ci sia stato un contatto ai box tra Rahal e Harvey, con quest'ultimo che è precipitato indietro di diverse posizioni e Rahal penalizzato per avere innescato l'incidente. O'Ward nel frattempo era in testa, ma è stato superato da Herta, con la gara che non è durata molto a lungo in condizioni di bandiera verde, perché McLaughlin è partito in testacoda. Nel successivo restart non è chiaro cosa sia successo esattamente, ma O'Ward è rientrato ai box - mi viene in dubbio avesse fatto una sosta in meno in precedenza e quella fosse la ragione per cui era in testa - con Pagenaud risalito in seconda posizione davanti a Power: i tre successivamente hanno terminato la gara proprio in quelle posizioni, procacciandosi il podio. Nel frattempo Daly e Montoya completavano la top-5, ma Ericsson ha iniziato a farsi largo nelle posizioni che contano, purtroppo senza Grosjean, rientrato ai box da poco.

Ericsson si è portato al quarto posto superando anche Daly, che comunque ha chiuso la gara quinto, mentre è andata peggio a Montoya, che a due giri dalla fine ha forato aprendo la strada al sesto posto di Rosenqvist e al settimo di Sato. Dietro di loro, due nostre conoscenze dei tempi della Formula 2, Callum Ilott (Juncos) e Christian Lundgaard (Rahal), mentre in qualche modo Dixon è riuscito a chiudere la gara al decimo posto, precedendo Rossi e nientemeno che David Malukas (Coyne) che sembra non avere fatto danni nel corso della gara. Seguivano Harvey, Castroneves, Calderon, Rahal, Grosjean, Palou, O'Ward, McLaughlin, De Francesco, Johnson, Veekay e Montoya, mentre risultano come ritirati Newgarden, Kirkwood e Kellett. Si è conclusa così la gara di Indianapolis Road Course, in attesa la prossima settimana delle qualifiche della Indy 500 e poi della gara stessa che si svolgerà il 29 maggio in sovrapposizionehhhh con il GP di Montecarlo.

martedì 6 luglio 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Mid-Ohio

A volte arriva il momento in cui tutti tornano al proprio posto. Uno di quei "tutti" era Rosenqvist, rientrato dopo l'infortunio, per avere un esordio non proprio tranquillo in gara. Dopo qualcosa come una curva c'erano tre vetture in testacoda e una di queste era la sua. Le altre erano quelle di Hinchcliffe e di Hunter-Reay. È entrata la safety car e sono ripartiti tutti e tre(?) nelle retrovie. Poi, uscita di scena la safety car, ci si aspettava un restart tranquillo.

Dixon e Power non erano esattamente di questo parere. Si sono toccati, Power è finito in testacoda ed è stato evitato da tutte le vetture che sopraggiungevano a parte una: quella vettura era quella di Jones. A quel punto è rientrata in pista la safety car e finalmente, una volta che si è levata di mezzo, la situazione si è fatta un po' più tranquilla. Davanti c'era Newgarden, seguito da Herta, Ericsson, Dixon e Rossi a completare la top-5. Power era appunto tra le prime posizioni prima dell'incidente.

C'è stato un momento piuttosto incandescente a base di baguette appena sfornate quando Bourdais ha forzato Grosjean sull'erba. È stato penalizzato per questo, colpa dei commissari insensibili, che non conoscono RoGro bene abbastanza da sapere che l'erba è il suo habitat naturale. L'ex pilota della Haas nel frattempo si è ritrovato piuttosto arretrato, ma niente paura, evidentemente anche il campionato di Indycar è il suo habitat naturale e ci avrebbe regalato soddisfazioni.

Da quel punto in poi la gara è stata piuttosto tranquilla, insomma, perfino Johnson non ha fatto cose strane tipo finire in testacoda ogni tre per due e venire criticato dall'intero popolo del motorsport sui social. Newgarden è rimasto in testa per tutto il resto del tempo, mentre non si può dire che Herta sia rimasto secondo molto a lungo: al termine del primo stint è uscito arretrato dai box. Sarebbe precipitato in bassa top-ten, dalla quale si è ritirato(?) ai box all'ultimo giro, terminando la gara con ben poca gioia.

Risalito al secondo posto dopo i problemi di Herta, Ericsson è rimasto lì venendo anche abbastanza acclamato dal popolo del motorsport, ormai tutti convinti che questa stagione sia l'inizio di un ribaltamento di una carriera finora neanche troppo positiva. Sul gradino più basso del podio, dopo avere rimontato alcune posizioni nel corso della gara, è stato Palou, precedendo Dixon e Rossi che, appunto, erano ancora più o meno nelle posizioni che occupavano nel primo stint.

Rahal è giunto sesto, seguito da Grosjean, acclamato dal popolo del motorsport per la sua rimonta, mentre la top-ten è stata completata da O'Ward, Ferrucci (tornato ancora una volta al volante con il team Rahal) e Sato (quest'ultimo deve avere superato Bourdais più o meno all'ultimo giro dato che mi pareva di avere visto Bourdais in top-ten). Si segnala in questa gara il debutto, come one-off o come part-time in Coyne di un pilota proveniente dalla Indylights del 2019, tale Ryan Norman.

lunedì 14 giugno 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Detroit I e II

Sabato sera ho avuto un'intuizione, ovvero cercare se su Youtube ci fosse qualche account non ufficiale che stesse trasmettendo la gara in livestreaming. C'era, quindi mi sono vista gli ultimi venti giri in diretta e, quando è finita, gli altri cinquanta precedenti. Anzi, una parte di questi l'ho vista durante la bandiera rossa data a caso verso la fine. Domenica, invece, essendo la gara a un orario diverso, ho visto solo gli ultimi quindici giri o giù di lì, dato che prima stavo cenando. Comunque sono riuscita a vedere i giri maggiormente ricchi di azione. Ma andiamo con gradi e parliamo di quello che è successo in questi ultimi due giorni a Belle Isle.

Inizierò da Rosenqvist: il pilota del team Arrow McLaren ha avuto un incidente piuttosto violento a un terzo di gara sabato sera, cosa che ha provocato l'esposizione della bandiera rossa e la sospensione della gara per oltre un'ora. Il pilota svedese, a seguito di un guasto, è uscito di pista andando a schiantarsi contro una barriera e di fatto salendoci sopra, cosa che non ha facilitato la sua estrazione dalla monoposto. Nonostante la grande preoccupazione iniziale, se l'è cavata nel miglior modo possibile, senza riportare né nulla di grave né fratture. È stato dimesso dall'ospedale nella giornata di domenica e si presume possa tornare in pista già la prossima settimana a Road America, mentre nella gara di domenica è stato sostituito da Askew.

Torniamo al primo terzo di gara: inizialmente O'Ward, Rossi e Grosjean erano i primi tre, rientrati comunque ai box quasi subito perché la mescola di gomme da loro scelta non sembrava quella ottimale (poi Grosjean dovrebbe anche avere forato ed essere stato costretto a una seconda sosta). Ciò ha fatto sì che fossero Dixon e Power a risalire nelle prime posizioni prima dell'incidente di Rosenqvist. La bandiera rossa ha scombinato un po' le cose, anche Dixon è precipitato ben lontano dalle zone alte della classifica, mentre Power si è ritrovato in testa, seguito da Ericsson e Sato. Quest'ultimo, overcuttato da O'Ward al successivo pitstop, si è ripreso la posizione e ha continuato a farsi largo tra chi gli capitava a tiro.

A cinque giri dalla fine, poi, è accaduto l'episodio che ha segnato il destino di Power e ha servito la vittoria su un piatto d'argento a Ericsson: un pilota finito a muro, una bandiera rossa data a caso in nome dello spettacolohhhh e la vettura di Power che, al momento di tornare in pista, ha deciso di non riaccendersi. La cosa più pittoresca è che il pilota che ha innescato indirettamente tutto ciò non è uno qualsiasi, ma uno che in genere quando va a sbattere lo fa perché si immagina di essere stato speronato proprio da Ericsson. Inizio a pensare che se Grosjean non ci fosse bisognerebbe inventarselo. Sul podio con Ericsson sono saliti Veekay e O'Ward, mentre Sato uscito perdente dai duelli al restart si è accontentato del quarto posto, davanti a Rahal, Ferrucci (ancora presente con il team Rahal dove ha esordito in questa stagione a Indy), Rossi, Dixon, Jones e Newgarden.

La gara di domenica è stata in gran parte tranquilla, con una safety car all'inizio per un incidente di Chilton e una a una quindicina di giri dalla fine causata da Johnson, che stamattina è stato criticato sui social a vario titolo. Newgarden è stato in testa fino a due giri dalla fine, dopo un'ulteriore terza safety car. L'ha superato O'Ward, con anche un contatto tra di loro, e si è accontentato del secondo posto, così come Herta ha dovuto accontentarsi di arrivare quarto dopo avere subito in quei frangenti un sorpasso da Palou. A completare la top-ten sono stati Rahal, Power, Dixon, Pagenaud, Ericsson e Ferrucci, ma credo sia opportuno soffermarci sulla ragione della terza safety car.

I freni della vettura di Grosjean hanno deciso che ne avevano abbastanza e si è fermato. Dai freni ha iniziato ad alzarsi un principio di incendio. RoGro, sceso dalla vettura, è corso a farsi dare un estintore da alcuni commissari non in tenuta anti-incendio. È stato il primo a raggiungere la vettura in fumo, salvo poi essere trascinato via dai nuovi commissari sopraggiunti. A mio parere avrebbero fatto meglio a permettergli di aiutarli a spegnere le fiamme. Io, da parte mia, a Grosjean gli mando un abbraccio virtuale, sperando ne abbia ricevuto uno fisico da Ericsson!

lunedì 13 luglio 2020

Indycar 2020 @ Road America

In questo fine settimana si è svolto un double header a Road America, con le gare che, per confonderci un po' le idee, si sono svolte a orari diversi, una sabato sera (per noi) l'altra domenica nel tardo pomeriggio (per noi). Uscivamo dalle prime due gare della stagione vinte da Scott Dixon e si parlava, ovviamente, delle garehhhh noiosehhhh per l'assenzahhhh dei duellihhhh e dei sorpassihhhh e delle Ferrari che si rendono protagoniste di duellihhhh e di sorpassihhhh passando l'una al di sopra dell'altra. Ah, no, quella è un'altra gara di cui parleremo quando sarà il momento, adesso non è il caso di anticipare i tempi, anche perché dobbiamo iniziare a parlare di quello che è successo sabato.

Il campione in carica Josef Newgarden ha deciso di salvarci dal destino di una terza vittoria di Dixon in tre gare conquistando la pole position per la gara di sabato, davanti a nientemeno che Jack Harvey, che con la sua vettura fucsiahhhh ultimamente sta dando conferma che il Vanz ha ragione quando urla "fucsiahhhh".
Nei paraggi c'erano anche Ryan Hunter-Reay, Graham Rahal e Will Power, proprio come sarebbe accaduto alla domenica, solo, con un outcome diverso. Però non vi anticipo niente della domenica... vi basti sapere che al sabato sono rimasti tutti in pista senza nessun particolare problema, mentre il giorno dopo non avrebbero avuto la stessa fortuna.

A un certo punto una nostra vecchia conoscenza, tale Santino Ferrucci, noto al mondo per ragioni non propriamente positive, risaliva in zona podio e ci rimaneva anche quando i vari pitstop stravolgevano un po' la situazione e quando più avanti Jack Harvey andava per prati.
Willpowahhhh si è preso la testa della gara davanti a Dixon... e niente, tempo un altro pitstop e poi sarebbe stato Dixon a portarsi in testa.
Top-ten: Scott Dixon, Will Power, Alex Palou, RHR, Colton Herta, Santino Ferrucci, Graham Rahal, Patricio O'Ward, Takuma Sato e nientemeno che il Pollo Gigante Marcus Ericsson. Spero che RoGro fosse al corrente di questa notizia e che si sia emozionato. Era comunque destinato a emozionarsi ancora di più nella giornata di domenica, per fortuna non durante il gran premio.

Nella seconda parte di gara del sabato sera sono entrate alcune safety car, una delle quali per Conor Daly fermo dopo essere stato speronato da un'altra vettura. Pare che questa vettura fosse quella di O'Ward, che poi ha ottenuto la pole nella gara di domenica ed era visto come colui che avrebbe potuto impedire la quarta vittoria su quattro di Scott Dixon, altresì noto per gli americani come Iceman. Altri piloti non hanno avuto questa possibilità: Willpowahhhh, RHR e Rahal sono stati coinvolti tutti in un incidente. Pare che Paul Tracy abbia dato la colpa a RHR in telecronaca e che sia stato smentito 1) su Twitter dal fratello di Justin Wilson, 2) dai commissari che hanno penalizzato Power.

O'Ward si stava involando verso la sua prima vittoria in carriera, ma era su gomme decisamente più consumate di tutti i piloti che aveva dietro, fossero essi a pieni giri oppure doppiati. In quello scenario, a due giri dalla fine, è intervenuta la legge del karma e ha perso terreno mentre Daly si stava sdoppiando. Ciò è bastato per far sì che il pilota che si trovava secondo al momento tagliasse il traguardo in testa. Quel pilota, a grande sorpresa, non era Dixon. Però guidava anche lui una vettura del team Ganassi.
Top-ten: Felix Rosenqvist, Patricio O'Ward, Alexander Rossi, Marcus Ericsson, Colton Herta, Santino Ferrucci, Alex Palou, Takuma Sato, Josef Newgarden, Charlie Kimball.
Adesso si torna in pista a fine settimana, con Iowa Speedway sempre double header il 17 e il 18 luglio.


mercoledì 25 settembre 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Laguna Seca - 22 Settembre

Readers, start your engines e accendeteli leggendo questa comunicazione di servizio: questa è l'ultima volta in cui commenterò una gara di Indycar con il format del commento ironico al gran premio. Questo non significa, in nessun modo, che non parlerò più di Indycar, pianifico di seguire il campionato e di parlarne anche nella prossima stagione, ma semplicemente non me la sento di continuare a prendermi questo impegno, quando c'è la possibilità di commentare le gare anche in modo molto più libero e senza imporsi delle tempistiche.
Ora che vi ho detto questo, posso procedere come se niente fosse e continuare a raccontarvi quello che è successo a Laguna Seca, anzi, direi che posso INIZIARE a raccontarvelo.

La gara era prevista per domenica alle 23.30 italiane. O almeno così avevo letto, perché alle 23.30 italiane la gara era anche già finita, se ben ricordo.
Non ho potuto seguire la diretta, leggendo occasionalmente gli update sul cellulare, poi lunedì sera mi sono vista il race recap postato sul profilo youtube ufficiale del campionato di Indycar.
Piccola digressione: il "relive the action in less than 30 minutes" all'inizio non mi convinceva più di tanto, ma dopo averlo visto dall'inizio alla fine mi sono accorta che, tutto sommato, è un'idea fantastica. Ora, se postassero le gare intere come accadeva fino all'anno scorso non sarebbe male, ma per chi non ha potuto vedere una gara un recap del genere è un notevole passo avanti. Se qualcuno di Liberty Media mi stesse leggendo in incognito, vorrei ricordare che potrebbero casualmente innalzare da cinque minuti scarsi a mezz'ora la durata dei race recap per la Formula 1.

Liberty Media mi ha risposto alzando il dito al vento (quello di Willpowahhhh, non quello di Vettel), quindi posso procedere parlando di cose serie.
La più seria di tutte è che Baby Herta ha conquistato la pole position sul circuito... non saprei come definirlo, forse "di casa". Suo padre, oltre a farsi trollare da Zanardi all'ultima curva nel 1996, ci ha anche vinto nel 1998 e nel 1999 e, proprio vent'anni fa nel 1999, otteneva la pole position come il figlio. L'unica differenza era che il padre, in caso di vittoria, non sarebbe stato costretto a scolarsi del waard per questioni di età.
Nel frattempo nella nostra domenica pomeriggio è accaduta una cosa bellissima e, giusto per chiarire il concetto, è successa una cosa bellissima RELATIVA ALLA INDYCAR, perché nulla è più bello di Giovinazzi in testa a un gran premio. È successo che ho letto uno scambio di tweet tra Baby Herta e Baby O'Ward, che si auguravano di incrociare nuovamente le loro strade, prima o poi. AAAAAWWWWW, posso continuare a shipparli! *-*

GRIGLIA DI PARTENZA:
Herta - Dixon
Rossi - Newgarden
Hinchcliffe - Pagenaud
Power - Rahal
Hunter-reay - Chilton
Ericsson - Ferrucci
Daly - Rosenqvist
Pigot - Sato
Veach - Jones
Bourdais - Kimball
Kanaan - Andretti
Leist - Harvey...
...
...
...
...anzi no, perché i tempi di Rosenbitch sono stati eliminati perché è finito in testacoda facendo esporre le bandiere gialle, il che significa che se RoGro fosse un pilota di Indycar, tante volte gli sarebbe toccato partire ultimo anche se avesse fatto registrare un tempo.
Rosenbitch, che contendeva a Baby Herta il titolo di Rookie of the Year, non era per niente soddisfatto di tutto ciò.
Immagino che non fossero particolarmente soddisfatti nemmeno Newgarden, Rossi, Pagenaud e Dixon, che erano in lotta per il titolo ma per queste ragioni venivano presi in considerazione meno del dovuto.

RACE RECAP:
- si faceva un gran parlare del fatto che i championship contender "meno importanti" potessero vincere il campionato vincendo la gara con Newgarden fuori dalle posizioni di rilievo (le proiezioni erano troppo complicate perché mi ci potessi mettere d'impegno), ma nel frattempo Baby Herta stava in testa senza che nessuno in apparenza lo potesse insidiare;
- in realtà Dixon era abbastanza vicino a Baby Herta, nei momenti in cui non era impegnato a difendersi dagli attacchi della gente che aveva dietro, tipo Pagenaud;
- Willpowahhhh che in qualità di VeKkYaCç10 non era in lotta per il titolo, ha pensato bene di mettersi in mezzo e di stare davanti a un po' di gente;
- Baby Herta ha resistito a tentativi di undercut e overcut, mentre Willpowahhhh si è procacciato la seconda posizione e ha passato tutta la gara a contemplargli il retrotreno molto da vicino;
- Dixon si è dovuto accontentare della posizione più bassa del podio, con Pagenaud che agitava minaccioso la baguette a pochi decimi dal suo fondoschiena;
- Newgarden faceva una gara piuttosto tranquilla, un po' come se fosse stato Button e avesse già accumulato un vantaggio sufficiente per potere vincere il titolo anche rigirandosi i pollici, con il risultato che ha portato a casa il titolo;
- Rosenbitch era ancora inca**ato per la penalità del giorno precedente e per essere stato mandato indietro a calci nel cu*o e ne ha approfittato per bullizzare Alex Non Sono Valentino Rossi, superandolo;
- nel corso della gara, che durava in totale 90 giri, c'è stata una sola safety car, esattamente a metà, quando Daly è finito in testacoda;
- i telecronisti USA hanno insinuato che quel testacoda fosse stato fatto apposta per favorire una rimonta da parte di Alex NSVR dato che Daly correva con il team Andretti, mentre poi si è scoperto dal replay che era andato in testacoda durante un contatto con l'Uomo Noia;
- quelle immagini erano senz'altro un fake, dato che sappiamo che Sonniferetti in realtà non esiste davvero;
- al restart c'è stato un altro incidente, con Ferrucci che ha speronato un'altra vettura che risultava essere quella del Grande Samurai e con Jones che è finito in mezzo al caos.

RISULTATO:
1. Colton Herta - Harding
A soli 19 anni ha già eguagliato il numero di gare vinte dal padre, ma diversamente dal padre è troppo giovane per bere champagne, quindi immagino che sia stato destinato a un podio analcolico.
2. Will Power - Penske
Mi fa piacere che alla fine nessuno abbia parlato del fatto che sia un vecchiohhhh bollitohhhh, ma credo che sia solo perché è più bello parlarne relativamente a uno dei suoi compagni di squadra.
3. Scott Dixon - Ganassi
Anche lui tecnicamente per età dovrebbe essere un vecchio pensionato, ma i suoi risultati non lasciano pensare a niente di tutto ciò. Essenzialmente tutta la griglia della Indycar è composta o da bambini o da nonni.
4. Simon Pagenaud - Penske
Per quanto non sia mai stato il favorito, nel corso di questa stagione, sono un po' sorpresa dal fatto che questo campionato sia stato visto in luce negativa e che le cose non mi siano sembrate tanto cambiate nonostante la vittoria della Indy 500. :-/// Gli States sono proprio un luogo in cui tutto funziona al contrario!
5. Felix Rosenqvist - Ganassi
Purtroppo in questa stagione non è riuscito a ottenere la sua prima vittoria in carriera, con il massimo risultato una seconda posizione. Tuttavia penso che si sia meritato il titolo di Rookie of the Year e che il suo futuro sia molto promettente. In questa gara mi è piaciuto anche più che in altre.
6. Alexander Rossi - Andretti
Sono molto stupita del fatto che non sia riuscito a vincere il campionato nonostante l'assenza di piloti spagnoli e/o catalani sulla griglia di partenza. Non riesco proprio a spiegarmi questa cosa... *roll eyes*
7. Sebastien Bourdais - Coyne
Il pilota più Mai Una Gioia della storia della Toro Rosso, carica che ricopre ex-equo con Brendon Bitch, ha già quarant'anni suonati, ma la sua età non è considerata rilevante, in quanto lui stesso non viene considerato rilevante. Da parte sua, comunque, dimostra spesso di essere più rilevante di quanto sembri, talvolta tenendosi dietro qualche nome importante del campionato.
8. Josef Newgarden - Penske
Va bene, va bene, Nuovo Giardino aveva come unico scopo quello di portarsi a casa il titolo in questo weekend. Lo voto come Button of the Day.
9. James Hinchcliffe - Schmidt
Questo è un altro di quei personaggi che esistono, ma vengono raramente presi in considerazione. Pare che verrà preso in considerazione dalla McLaren Indy che altri non è che la Schmidt in partnership con la McLaren, con la quale prenderà parte alla prossima stagione.
10. Ryan Hunter-Reay - Andretti
Non sono mai riuscita a inquadrare questo pilota in una categoria ben precisa. Passa dal lottare per il podio al lottare per la penultima piazza ad arrivare in posizioni random nella zona bassa della top-ten. Questa gara conferma la mia impressione.
11. Marcus Ericsson - Schmidt
Diversamente da altri, non correrà la prossima stagione con la McLaren Made by Schmidt, ma si dichiara convinto di avere buone opportunità per la prossima stagione. Lo spero vivamente, perché il Pollo Gigante ha il suo perché!
12. Graham Rahal - Rahal
Anche per lui vale la considerazione che sta un po' da una parte e un po' dall'altra della griglia di partenza e del risultato finale. Non importa, io ho occhi solo per il suo compagno di squadra!
13. Max Chilton - Carlin
Niente, costui non mi darà mai una piccola gioia, se non quella di arrivare davanti all'uomo più inesistente del campionato di Indycar.
14. Marco Andretti - Andretti/Herta
Error 404. Not Found. Haryanto of the Day.
15. Charlie Kimball - Carlin
Tra una cosa e l'altra è riuscito a farsi battere dal suo compagno di squadra quindi in realtà il Piccolo Chilli mi ha davvero dato una piccolissima gioia!
16. Tony Kanaan - Foyt
Continuo ogni volta a sperare che possa ottenere un podio random come quella volta qualche tempo fa, per cu*o e non per merito rendendo il podio stesso falsato. Naturalmente non succede, ma in compenso Baby Matheus sta imparando bene come si fa a stirare.
17. Matheus Leist - Foyt
A stirarehhhhh!!111!!!11!!!
18. Zach Veach - Andretti
Non mi sono accorta che fosse in pista, probabilmente ha contratto la Sindrome di Sonniferetti, essendone compagno di squadra.
19. Jack Harvey - Shank
Sono ben lontani i giorni di gloria in cui andava a podio con la sua vettura rosa, stavolta è stato nelle retrovie per tutto il tempo ed è stato l'ultimo pilota a pieni giri.
20. Spencer Pigot - Carpenter
A proposito di vetture rosa, ci tengo a ricordare che se guidasse una vettura rosa sarebbe un porcellino d'India.
21. Takuma Sato - Rahal
Stavolta mi ha delusa profondamente. Avrebbe dovuto intervenire in prima persona per speronare il primo che gli passava a fianco, invece si è fatto incastrare come un pollo gigante, facendosi sbattere fuori da un ragazzino che usa ancora il ciuccio.
22. Conor Daly - Andretti
Il suo massimo momento di gloria è che i telecronisti hanno specificato, in occasione del suo incidente con Sonniferetti, che è il best friend forever di quest'ultimo. Se Sonniferetti esistesse, partirebbe la ship.
23. Ed Jones - Carpenter
Verosimilmente vittima delle sportellate di Ferrucci, la sua gara è finita anzitempo, rendendolo ancora meno in vista di quanto lo fosse stato fino a quel momento.
24. Santino Ferrucci - Foyt
Per tutto il tempo è stato elogiato, nonostante l'incidente, perché era il primo incidente della stagione e perché è riuscito ad andare a parcheggiare in un luogo che non fosse tra le scatole e di conseguenza non ha fatto entrare la safety car.

CLASSIFICA PILOTI: Newgarden 641, Pagenaud 616, Rossi 608, Dixon 578, Power 550, Rosenqvist 425, Herta 420/2 vittorie, Hunter-Reay 420/0 vittorie, Sato 415, Rahal 389, Bourdais 387, Hinchcliffe 370, Pigot 351, Pigot 335, Kanaan 304, Andretti 303, Ericsson 290, Veach 271, Leist 261, Jones 217, Harvey 186, Chilton 184, Carpenter 161, Daly 149, Kimball 117, O'Ward 115, Karam 39, Davison 36, Castroneves 33, Hanley 31, Mann 28, Kaiser 22, Hildebrand 20, Servia 16, Enerson 13, King 12.

martedì 3 settembre 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Portland - 1 Settembre

Mentre scrivo il commento al gran premio è la sera del 2 Settembre ed è il ventinovesimo compleanno di Marcus Ericsson: tanti auguri e goditi il tuo ultimo anno da giovane, perché tra un anno sarai un vecchio bollito.
Qualcuno si chiederà come mai abbia iniziato questo commento parlando di Ericsson, insinuando che non sia esattamente il pilota più importante sulla griglia di partenza del campionato di Indycar. Ovviamente l'importanza è relativa, ma sono d'accordo: Ericsson non è al volante di una Caterham, quindi non può essere considerato importante, in Indycar. Tuttavia è stato co-protagonista dell'evento pur non essendo a Portland, per cui vedrò di parlare nel momento opportuno del ruolo che i telecronisti brasiliani gli hanno riservato in modo random nonostante la sua assenza.
Prima, però, veniamo al dato di fatto: il birthday boy non era presente a Portland per una ragione precisa e cristallina. Più o meno giovedì c'erano dei dubbi sul fatto che Raikkonen potesse prendere parte al GP del Belgio, per via di uno strappo muscolare, che per sua ammissione si è procurato dedicandosi alla pericolosissima attività di fare sport "invece di bere birra". Quindi Ericsson è stato impacchettato e inviato con urgenza a Spa Francorchamps, dove ha scoperto che Raikkonen era perfettamente in grado di guidare e che il suo ruolo era quello di stare lì a rigirarsi i pollici.
Mentre Ericsson si rigirava i pollici e andava a caccia di polli giganti in Belgio, la Schmidt correva ai ripari mettendo al volante un pilota a caso, nello specifico Conor Daly, che tra un team e l'altro sta collezionando più partecipazioni negli ultimi mesi di quelle degli ultimi due o tre anni.

Si è anche qualificato bene, come dimostra la seguente griglia di partenza:
1^ fila: Herta - Power
2^ fila: Dixon - Harvey
3^ fila: Rosenqvist - Hunter-Reay
4^ fila: Rossi - Hinchcliffe
5^ fila: Daly - Pigot
6^ fila: Veach - Bourdais
7^ fila: Newgarden - Ferrucci
8^ fila: Rahal - Andretti
9^ fila: Sato - Pagenaud
10^ fila: Kanaan - Chilton
11^ fila: Leist - Kimball
12^ fila: Jones forever alone

Penso di potere affermare che certe posizioni non mi sorprendono per niente e tra quelle metterei quella di Kanaan, quella di Chilton e anche quella di Leist.
Come ho già detto Daly ha sorpreso in positivo, non facendo sentire la mancanza del Pollo Gigante, ma i telecronisti do Brasil sembravano pensarla diversamente. Infatti quella che si prospettava come una gara lunga, composta da ben 105 giri, è iniziata con una gran serie di sportellate.
Mentre davanti Baby Herta procedeva imperterrito in prima posizione, precedendo il duo dei detersivi Dixon e Power, nele retrovie c'era un botto che provocava l'ingresso della safety car, innescato da Grammo Reale che in seguito è stato al centro di insulti random via social, provenienti in gran parte da pubblico non americano, infastidito dal fatto che i telecronisti USA, a quanto pare, non abbiano criticato Grammo Reale tanto quanto il Grande Samurai la volta scorsa.
Il Grande Samurai non si sa bene come si sia ritrovato coinvolto, ma dopo un po' veniva segnalato come doppiato di due giri, mentre le vetture incidentate in grande stile erano, oltre a quella di Grammo Reale, quella di Veach, quella di Hinchcliffe e quella del povero Daly che aveva atto a malapena in tempo a salire in macchina prima di essere coinvolto in un incidente.
I telecronisti hanno riconosciuto bene la sua vettura. Solo che insistevano a chiamarlo "Marcus Ericsson"...
...
...
...
...Pollo Gigante: "Ora, qualcuno mi deve dare una spiegazione. Perché l'hobby di gran parte della popolazione mondiale, in particolare di Grosjean e dei telecronisti brasiliani, è quello di mettermi in mezzo a degli incidenti nei quali non sono coinvolto? Sono in Belgio. Dal Belgio, non posso crashare in America."
RoGro: "Però potresti crashare contro la mia macchina."
Pollo Gigante: "Infatti è strano che tu sia riuscito a finire la gara senza problemi, oggi."
RoGro: "Illuminati confirmed."

La safety car è stata in pista per qualcosa come una decina di giri e c'era gente in giro per il web che si lamentava sui social del fatto che non fosse una gara di Formula 1, quindi la SC non avrebbe dovuto stare in pista così tanto. Dunque, riaggiorniamo le nostre convinzioni: Formula 1 = serie in cui la safety car entra molto più spesso che in Indycar. Dopo questa deliziosa perla di saggezza non ci resta altro da fare che andare avanti a seguire la gara di Jack Harvey e della sua vettura rosa.
RHR: "Sei Tatiana Calderon?"
Harvey: "Chi?"
RHR: "Una colombiana."
Harvey: "Come Montoya."
Kanaan: "AAAAAAAWWWWWWWWWW!"
RHR: "Vin Diesel, calma i tuoi bollenti spiriti, altrimenti sarò costretto a speronare Harvey per protesta."
Harvey: "Nooooohhhhh, perché? Non ho fatto niente di male."
RHR: "Però non sei la Calderon."
Harvey: "Se fossi la Calderon, in questo momento starei andando in giro a braccetto con qualcuno che arriva sempre ultimo tipo Leist, altresì noto come 'o Matheus'..."
Anche RHR è stato protagonista di critiche pesanti via social, sempre da parte della gang "i telecronisti non criticano RHR tanto quanto hanno criticato Sato l'altra volta".
Credo che il problema segnalato da quella fetta di fan esista, ma che il modo per risolverlo non sia prendersela così tanto con i piloti su Twitter, specie alla luce del fatto che RHR ha anche ammesso con un tweet di essere responsabile di quanto accaduto con Harvey.
Parlando d'altro, la top-ten era Herta, Dixon, Power, NSVR, Rosenbitch.
Sonniferetti era sesto al momento ed è rimasto in top-ten per un po', anche dopo avere perso la posizione. Poi, come gli si addice, è sprofondato nel nulla cosmico.

La gara di Baby Herta è proseguita senza intoppi fino al 37° giro, poi le cose hanno iniziato ad andare decisamente male, per gli standard a cui eravamo abituati fino a quel momento.
Dixon l'ha superato.
Anche Willpowahhhh l'ha superato.
Per i telecronisti brasiliani, la pronuncia di "Will" è "Wiu".
Con la pronuncia di Willpowahhhh mi stava per sfuggire il fatto che anche Alex NSVR ha superato Baby Herta.
Baby Herta: "Qualcun altro si vuole aggiungere?"
Rosenbitch: "Certo, non sto aspettando altro."
Baby Herta: "Nobody loves me."
Al 40° giro o giù di lì ci sono stati i pitstop, il primo a rientrare è stato proprio il bambino, che adesso che ci penso si sentirà solo dato che O'Ward l'ha abbandonato a se stesso emigrando in Giappone.
Baby Herta: "Sì, sono disperato. ç_______ç Gli ho ricordato che sposandomi potrebbe procacciarsi la cittadinanza americana, ma non ha voluto sentire ragioni. L'ultima volta in cui l'ho chiamato mi ha sbattuto il telefono in faccia fingendo di scambiarmi per un operatore di telemarketing. Le sue ultime parole sono state: 'la mia bolletta della Telecom non è troppo alta, dato che non ho un telefono fisso'. Trovo che tutto ciò sia terribile."
NSVR: "Taci, bimbo. Non vedi che mi ha superato Rosenbitch di strategia?"
Baby Herta: "Sì, ma non me ne frega un ca**o."
NSVR: "Cosa sono questi termini? Vai subito a lavarti la bocca con il detersivo."
Baby Herta: "Prevedo che tra poco il Detersivo avrà problemi tecnici."
Infatti circa a metà gara Dixon è rientrato ai box e ne è uscito qualcosa come dieci minuti più tardi, e non è la prima volta che gli capita di recente.
I suoi problemi sono stati per gran parte della gara l'ultimo colpo di scena, con tutto invariato anche dopo il secondo pitstop, con Willpowahhhh, Rosenbitch, NSVR e Baby Herta ancora i primi quattro. Nuovogiardino è risalito nel frattempo in quinta posizione dopo essere stato tra gli ultimi al via.
Al 96° giro Ferrucci è rimasto fermo in modo random, con ingresso ulteriore della safety car, fino al restart a quattro giri dalla fine. È stato tutto piuttosto tranquillo e Rosenbitch anche stavolta ha vinto la prossima volta. La prossima volta, a proposito, sarà la gara conclusiva della stagione, con Newgarden, Rossi e Pagenaud a giocarsi il titolo. Fino a quel giorno Kanaan stirerà gli indumenti di Leist.

RISULTATO: 1. Will Power (Penske), 2. Felix Rosenqvist (Ganassi), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Colton Herta (Harding), 5. Josef Newgarden (Penske), 6. Spencer Pigot (Carpenter), 7. Simon Pagenaud (Penske), 8. Matheus Leist (Foyt), 9. Sebastien Bourdais (Coyne), 10. Charlie Kimball (Carlin), 11. Max Chilton (Carlin), 12. Tony Kanaan (Foyt), 13. Marco Andretti (Andretti/Herta), 14. Ed Jones (Carpenter), 15. Takuma Sato (Rahal), 16. Scott Dixon (Ganassi), 17. Santino Ferrucci (Coyne), 18. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 19. Jack Harvey (Shank), 20. James Hinchcliffe (Schmidt), 21. Zach Veach (Andretti), 22. Conor Daly (Schmidt), 23. Graham Rahal (Rahal).

martedì 20 agosto 2019

Commento alla ABC Supply 500 2019 - Pocono, 18 Agosto

Ci sono giorni in cui ci sono le qualfiche della Indycar. Ci sono anche altri giorni in cui, invece, piove. Il problema si pone quando piove il giorno delle qualifiche della Indycar e quando la pioggia cade in concomitanza delle qualifiche di una gara su ovale.
In queste occasioni non si utilizzano i tempi delle prove libere, anche se ho sempre pensato che sarebbe stata la cosa più logica. Però ci ho ripensato: il miglior tempo nelle prove libere l'ha ottenuto Kanaan e sarebbe stato molto triste vederlo precipitare indietro fino alle ultime posizioni nel corso della gara.
Si vede che nutre una fiducia immensa nei confronti di Kanaan... in compenso grazie al fatto che la griglia di partenza era stilata sulla classifica piloti, ho avuto modo di rendermi conto che l'ultimo dei full time non è lui, ma il suo compagno di squadra Leist. Ci sono soddisfazioni nella vita, basta solo sapersi accontentare con poco, anzi, pochissimo.
Alla vigilia della gara non mi restava altro da fare che sperare di vedere Kanaan risalire lentamente dalla penultima fila fino alla prima posizione, sapendo che non sarebbe mai successo: certe cose non succedono mai.

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Newgarden - Rossi
2^ fila: Pagenaud - Dixon
3^ fila: Power - Hunter-Reay
4^ fila: Sato - Rahal
5^ fila: Rosenqvist - Hinchcliffe
6^ fila: Bourdais - Pigot
7^ fila: Ferrucci - Herta
8^ fila: Carpenter - Ericsson
9^ fila: Andretti - Veach
10^ fila: Kanaan - Leist
11^ fila: Kimball - Daly

LA LEGGE DEL CAOS - prima di narrare gli eventi a cui abbiamo assistito ieri (o meglio, che ho seguito ieri sul cellulare mentre ero fuori e che ho visto stamattina - si ringrazia Blog da Indy per avere caricato la gara sul proprio canale youtube), vorrei ricordare ai miei lettori quale sia il mio posizionamento a proposito della sicurezza, a proposito degli ovali e a proposito di Pocono.
Sicurezza: credo che in molti casi si possa intervenire in modo sensato senza snaturare il motorsport e che in molti casi venga fatto progressivamente.
Ovali: non ho nulla contro gli ovali, né ho mai pensato che dovessero essere cancellati in nome della sicurezza... casomai ho pensato che in certi casi fosse possibile fare qualche intervento per rendere certe gare su ovali più sicure (ad esempio non mettendo 30+ vetture su circuiti in cui non ci starebbero).
Pocono: questo circuito mi fa venire pensieri negativi, è inutile, non posso pensare a Pocono senza pensare che qui Wilson è morto e che qui Wickens è rimasto paralizzato. Se Pocono non fosse più in calendario, è un circuito che non rimpiangerei perché i ricordi positivi sono meno di quelli negativi. Come mio stato d'animo personale preferirei vedere una gara su un altro ovale, piuttosto che su questo. Questo, però, non ha niente a che vedere con presunti problemi di sicurezza. Se dico "preferirei che la Indycar gareggiasse a Milwaukee invece che a Pocono" non sto dicendo niente di diverso da chi dice "preferirei che la Formula 1 gareggiasse a Valencia invece che a Baku". Se andiamo a parlare delle reti di protezione, per ricollegarci a quanto accaduto a Wickens, penso che se il problema sono le reti invece dei muri più alti, potrebbe essere possibile intervenire in positivo senza depennare il circuito. In più il discorso delle reti non è strettamente legato agli ovali: quando si è ribaltato Franchitti, dopo il volo sulle reti, non era un ovale, il che dimostra che non si tratterebbe, in ogni caso, di un problema legato agli ovali in sé.
L'unico commento che ho fatto è che, se c'è una ragione per cui la Indycar dovrebbe magari accantonare Pocono, non è la questione sicurezza quanto il fatto che sembra "portare sfortuna". Avrei potuto commentare la cosa in modo diverso, sostenendo che i piloti prima della gara avrebbero fatto bene a sottoporsi a una grattata di pa**e collettiva. Non vedo nulla di polemico in tutto ciò. Anzi, la mia voleva essere una battuta per sdrammatizzare sulle polemiche, fatte da gente che sembra essersi dimenticata che si può dissentire dalle opinioni altrui anche senza rispondere con un "dovresti darti fuoco". Temo che ci sia stato chi non l'ha capita. Amen, me ne farò una ragione. Per vedere una polemica anche laddove non c'è, dopotutto, basta usare un po' di immaginazione, cosa che immagino sia accaduta.
Eccoci qui, veniamo a noi.
Rossi.
Hunter-Reay.
Sato.
Rosenqvist.
Hinchcliffe.
Questi sono i nomi dei cinque "fortunati" che sono usciti fuori al primo giro e che sono usciti con grande stile. Tutto è iniziato con Rossi che partiva alla Webber e si ritrovava affiancato a RHR. Poi, essenzialmente, è arrivato il Grande Samurai che ha pensato bene di recuperare posizioni passando sopra alle altre vetture. In seguito sarebbe stato pesantemente criticato per questo: la grande legge del motorsport fa sì che le manovre folli ti rendano un eroe quando riescono e un pazzo che non dovrebbe stare al volante quando trascini con te tutto quello che trovi intorno.
Intorno c'era Rosenbitch, che ha quasi spiccato il volo, insomma, un po' si è alzato da terra e il modo in cui l'ha fatto ricordava Wickens l'anno scorso. Però non è arrivato alla rete, è rimasto sul muro, e un'altra vettura gli è andata addosso. Nel frattempo da quella di Sato si alzavano delle fiamme. Si capiva che era quella di Sato solo perché l'hanno detto i telecronisti: in quel momento era a testa in giù su un'altra vettura.
Sato è stato tirato fuori dalla vettura.
Gli altri sono scesi dalle vetture.
Se proprio vogliamo parlare di un momento in cui ho avuto qualche dubbio sulla sicurezza è quando ho visto che dopo alcuni minuto Rosenbitch era ancora nell'abitacolo: non c'entra nulla con Pocono e con gli ovali, mi sembra soltanto che nel suo specifico caso i soccorsi non siano stati così tanto tempestivi.
Il responso è stato breve e indolore in quattro casi: tutti illesi, mentre RSN veniva condotto in ospedale per ulteriori accertamenti, e soltanto in tarda serata abbiamo avuto conferma che stesse bene (dai suoi stessi tweet) e che fosse stato dimesso dall'ospedale.

UN'ORA DOPO - è passato molto tempo prima del restart e, in qualche momento successivo della gara, Hinch, Rossi e RHR si sono anche visti di nuovo al volante, anche se sotto di diversi giri e dopo avere scontato diversi giri di penalità per via degli interventi fatti sulle loro vetture in regime di bandiera rossa.
La gara, tutto sommato, è stata abbastanza tranquilla, da quel momento in poi. È iniziata con Pagenaud in testa, è proseguita, in un secondo momento, con Dixon e Power che si alternavano in prima posizione.
Sarò più specifica: l'avvicendamento con Dixon è avvenuto a gara inoltrata, Power ha superato Dixon verso la fine, dopo avere attraversato numerose peripezie. Prima di tutto in gara ci sono state due safety car, una per un incidente di Pigot, l'altra per un incidente di Herta.
Willpowahhhh era tra le ultime posizioni al momento del restart e la SC per l'incidente di Pigot sembra non essergli stata d'aiuto. Lo è stata invece quella per l'incidente di Baby Herta, che gli ha permesso di tornare a competere per le posizioni che contavano, ritrovandosi a fine gara, appunto, a lottare con Dixon per la vittoria.
Power.
Dixon.
Pagenaud.
In tutto questo il vincitore della Indy 500 non era affatto uscito di scena come potrebbe sembrare dalla mia ricostruzione, considerando che non l'ho neanche più menzionato. Ha trascorso essenzialmente tutta la gara in zona podio, mentre faceva scalpore la quarta posizione di un certo soggetto di nostra conoscenza.
Ecco, a questo proposito credo di dovere parlare un attimo di costui e della reazione che il mondo dei social ha nei suoi confronti. Su una cosa vorrei essere chiara: nella sua carriera europea, Ferrucci si è costruito una reputazione PESSIMA, considerando tutto il caos che è riuscito a fare in Formula 2 in un solo weekend. In Europa nessuno lo rimpiange e credo di potere rientrare a pieni titoli tra quelle persone.
Ci ho quasi sperato che negli States finisse per fare un'altra figura di m*rda o quantomeno che finisse per comportarsi allo stesso modo, ma con qualcuno meno democratico di Arjun Maini, che alla fine della sceneggiata gli rifilasse due sberle. Ferrucci ha smentito le aspettative: per il momento fuori pista non ha fatto, almeno pubblicamente, nulla di fuori dagli schemi, per di più in pista sta dando prova di essere migliore di Zachary Claman de Melo che stava al posto suo l'anno scorso. Ferrucci è Rookie of the Year a Indianapolis, ha fatto il salto di qualità.
Purtroppo per noi, che vorremmo seguire il motorsport senza sentire discorsi campati in aria, c'è gente che va fuori di testa ogni volta in cui Ferrucci viene nominato in telecronaca, sostenendo che i telecronisti dovrebbero concentrarsi su giovani piloti più meritevoli che non si sono mai comportati da co***oni.
Ho letto commenti che suonavano come "perché parlare del quarto posto invece che dei risultati di Patricio O'Ward"? Mhm... magari perché O'Ward adesso corre in Superformula e perché Ferrucci quel quarto posto l'ha effettivamente ottenuto. Il fatto che un pilota si sia comportato da cretino in un altro momento della sua carriera e che, a quanto riferiscono persone che hanno avuto a che fare con lui personalmente o che conoscono qualcuno che ci ha avuto a che fare, il suo comportamento fuori pista venga considerato analogo a quello avuto in pista in quel famoso weekend in cui si è giocato il posto in Formula 2, non penso che possa negare i suoi risultati sportivi. Credo che questa idea dovrebbe essere accettata...
...
...
...
...ah, già, ma sui social vengono screditati costantemente COME PILOTI anche gli attuali telecronisti/ opinionisti, se criticano qualcuno degli YdOlY di chi li scredita, che magari non ha neanche la più pallida idea di quali fossero i loro risultati sportivi. Per intenderci, una volta su Tumblahhhh Brundle venne definito come un pilota scarsissimo perché non era mai riuscito a vincere nemmeno un gran premio di Formula 1. Il fatto che in tutta la sua carriera sia capitata ben UNA volta che il suo compagno di squadra a parità di vettura ha vinto un gran premio, però, era stato taciuto.
Okay, torniamo a noi e dimentichiamoci di Brundle: la gara doveva durare 200 giri, ma arrivati a 126 è entrata la safety car perché si stava avvicinando il maltempo e c'erano dei fulmini. A 129 la gara è stata redflaggata e non è più ripartita, consacrando un'epica top-ten di Kanaan (sì, ho delle priorità, e Kanaan è una di queste).

RISULTATO:
1. Will Power - Penske
2. Scott Dixon - Ganassi
3. Simon Pagenaud - Penske
4. Santino Ferrucci - Coyne
5. Josef Newgarden - Penske
6. Ed Carpenter - CArpenter
7. Sebastien Bourdais - Coyne
8. Tony Kanaan - Foyt
9. Graham Rahal - Rahal
10. Charlie Kimball - Carlin
11. Conor Daly - Carlin
12. Marcus Ericsson - Schmidt
13. Zach Veach - Andretti
14. Matheus Leist - Foyt
15. Marco Andretti - Andretti/Herta
16. Colton Herta - Harding
17. Spencer Pigot - Carpenter
18. Alexander Rossi - Andretti
19. Ryan Hunter-Reay - Andretti
20. James Hinchcliffe - Schmidt
21. Takuma Sato - Rahal
22. Felix Rosenqvist - Ganassi

venerdì 2 agosto 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Mid-Ohio - 28 Luglio

Credo che sia arrivato il momento più opportuno per parlare di quello che è successo di recente dall'altro lato dell'oceano e di iniziare tutto da R.C. Enerson, coetaneo di Verstappino, tornato dopo un bel po' di tempo al volante, nel posto che la settimana precedente era stato occupato da Sage Karam, celebre per Ed Carpenter che gli ha fatto la predica una volta dopo una manovra da "you have to leave the space" parecchi anni fa. Parlo di Karam, ovviamente, non di Enerson. In compenso anche Enerson ha deciso di non essere da meno e nei giorni antecedenti alla gara è riuscito ad esibirsi in una simile performance, anche se Carpentahhhh non era in pista, quindi è stato un altro il vecchio saggio accorso a fargli la predica.
Il vecchio saggio in questione è nientemeno che Tony Kanaan, che la volta scorsa si era fatto notare per essere finito in top-ten invece che ultimo, posizione che occupa ormai abbastanza stabilmente in questa stagione. Nonostante sia un soggetto piuttosto trollone e festaiolo, non ha apprezzato molto lo stile di guida del piccolo Enerson e, insieme a un altro collega, è andato a rimproverarlo per la sua guida spericolata...
...
...
...
...e il collega in questione era nientemeno che Colton Herta. Sì, avete letto bene: uno dei due piloti che hanno fatto la predica a Enerson È UN 2000! È un po' come se Norris facesse la predica a qualcuno, anche se Norris è in realtà del 1999...
Ovviamente la stampa ha cercato di ingigantire le cose, parlando di cose tipo "rissa sfiorata", quando tutto ciò che si è sfiorato è stato che Kanaan prendesse per le orecchie Enerson e gli dicesse di tornarsene a gareggiare in ProMazda o qualcosa del genere.
Enerson, comunque, aveva il casco in testa, se non ricordo male, quindi le sue orecchie non hanno mai corso questo pericolo.

QUALIFICHE - ci sono sessioni in cui Sato e Bourdeeeeyyyy si fanno notare e sessioni molto più tranquille in cui non succede niente di tutto ciò, al massimo succede che Willpowahhhh ottenga la pole position.
La cosa è accaduta in questa occasione e in realtà non sorprende neanche più, perché Willpowahhhh ha un numero di pole position tale da non suscitare stupore quando si piazza davanti a tutti. Al suo fianco è comparso Alex Non Sono Valentino Rossi, che pare avere rinnovato con il team Andretti per vari ulteriori anni, invece di passare in Penske come si era ipotizzato qualche tempo fa. Questo significa che Willpowahhhh non è a rischio nonostante l'età e che Pagenaud potrebbe conservare il volante nonostante abbia vinto "solo" la Indy 500 e un paio di altre gare, roba da niente.
A proposito di Pagenaud, partiva quarto accanto a Newgarden al terzo posto, mentre seguivano in terza fila Bourdeeeeyyyy e Rosenbitch. Dietro c'erano Herta e Dixon, poi Harvey e RHR a completare la top-ten, mentre io non riuscivo a decifrare i miei appunti e mi chiedevo chi fosse quello che avevo identificato come HAR, se né Haryanto né Hartley gareggiano in Indycar.
Completavano la griglia di partenza Hinchcliffe, Ericsson, Pigot, Ferrucci, Rahal, il Piccolo Chilli, Sato, Jones, Andretti, Veach, Leist, Enerson e, a completare lo schieramento, uno dei due piloti che avevano fatto la predica a quest'ultimo.
H3lio: "Sei scandaloso. Vai immediatamente a stirare."
Tony: "A differenza tua, io ho un volante in Indycar e non nell'IMSA."
H3lio: "Fai malissimo. Se tu gareggiassi nell'IMSA, almeno potresti dare la colpa agli altri con cui condividi la macchina. Invece in Indycar se fai pietà la colpa è solo tua."
Tony: "Non dovresti essere così krudelehhhh nei miei confronti. Non ti ricordi che sono il tuo grande ammmmore?"
H3lio: "Certo che me lo ricordo, ma ormai l'unica cosa che sai fare con una certa dignità è stirare."
Tony: "Allora stai attento, se non vuoi che ti lanci il ferro da stiro sul naso."
H3lio: "OMG, così dopo mi verrebbe un naso come il tuo e saremmo direttamente gemelli. Aaaaawwwww."
Tony: "Non dirmi queste cose, se no mi imbizzarrisco e continuo a non migliorare i miei risultati."

GARA: ci sono gare in cui alla partenza qualcuno vorrebbe salutare Willpowahhhh con il dito al vento, ma Willpowahhhh è e resterà sempre pluricampione del mondo di sventolamento del dito medio. Quindi ha salutato in modo festoso tutti quelli che gli stavano dietro e ha conservato la posizione nei confronti di Alex NSVR nella speranza di poterla reggere per tutti i 90 giri, alcuni dei quali sono riuscita a vedere, alcuni dei quali non ho visto.
Sono riuscita comunque a seguire i momenti salienti, quindi mi è abbastanza chiaro tutto quello che è successo o quasi. Innanzi tutto al via c'è stato un probabile contatto tra le Schmidt, con Hinchcliffe in giro sull'erba. C'era anche Sato che vagava per la sabbia: non mi sono sorpresa particolarmente nel vedere il Grande Samurai nel bel mezzo di un simile exploit.
Parlando di cose serie (non che il Grande Samurai non lo sia), Willpowahhhh e Alex NSVR penso che fossero su una strategia diversa rispetto ad altri piloti, dato che sono stati Nuovo Giardino e Pagenaud a ritrovarsi in testa a un certo punto, mentre Willpowahhhh doveva vedersela con Dixon.
C'è stato un duello molto lungo e intenso, che se fossero stati Villeneuve e Arnoux se ne sarebbe parlato anche tra quarant'anni, ma Willpowahhhh e Dixon non sono gli Arneuve, ma soltanto due detersivi.
Detersivo: "Willpowaaahhhhh, levati di mezzo, che ho vinto cinque titoli!"
Willpowahhhh: "Allora vai a schiantarti come il Gangster Rapper."
Detersivo: "Ma quale schiantarmi come il Gangster Rapper, tutto quello che voglio fare è asfaltarti."
Willpowahhhh: "Lo sai che se fosse Formula 1 non potresti prendermi a ruotate senza essere penalizzato di numerosi secondi?"
Detersivo: "Lo stesso vale per te. E quel dito te lo puoi ficcare su per il cu*o perché sono più figo di te."
Dixon si è dimostrato più figo di Willpowahhhh, appunto, e si è appropriato della posizione, non senza che le cose si prolungassero nel tempo.
Poi, verso metà gara, Nuovo Giardino ha avuto qualche problema ai box, anche se poi l'abbiamo trovato quarto(?) verso la fine della gara.
I primi tre erano Dixon, un algidohhhh figonehhhh nordicohhhh e RHR che passa tranquillamente dall'essere ultimo all'essere in zona podio da una gara all'altra. La sua differenza con Kanaan è che Kanaan non è mai in zona podio, ma è sempre ultimo.
L'algido svedese che si trovava secondo in quel momento non era il Pollo Gigante, bensì Rosenbitch, compagno di squadra di Dixon che lo inseguiva con il coltello tra i denti. Poi ha conficcato il coltello in qualche doppiato di passaggio, dato che c'erano Andretti e Sato in mezzo ai due.
Una volta che si sono liberati dei doppiati, Rosenbitch si è lanciato all'inseguimento del Detersivo e il gap è sceso in quella che in F1 sarebbe stata zona DRS. Tra i due c'è stata una sportellata che se fossero stati i Leclestappen se ne sarebbe parlato in lungo e in largo per ore e ore, con Rosenbitch che sperava di potere conquistare la sua prima vittoria, ma che si è dovuto accontentare di guardare il posteriore di Dixon anche sulla linea del traguardo. Nel frattempo Nuovo Giardino era stato coinvolto in un contatto e precipitato giù di diverse posizioni.
Rosenbitch: "Non illuderti, prima o poi ti prenderò a bottigliate come farebbero i finlandesi con le bottiglie vuote di vodka e te lo metterò in quel posto."
Detersivo: "Può darsi, ma ne devi fare ancora di strada..."
Rosenbitch: "Però sono biondo con gli occhi azzurri e le fungirl sicuramente svengono al mio passaggio."
E così, sentendo quelle parole, Dixon è andato a nascondersi con la coda tra le gambe (è segretamente un rettiliano, ragione per cui gli Illuminati gli hanno fatto vincere cinque titoli) ed è terminato il weekend che, con il mio commento, è invece terminato effettivamente con un po' di ritardo.

RISULTATO: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Felix Rosenqvist (Ganassi), 3. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 4. Will Power (Penske), 5. Alexander Rossi (Andretti), 6. Simon Pagenaud (Penske), 7. Spencer Pigot (Carpenter), 8. Colton Herta (Harding), 9. Graham Rahal (Rahal), 10. Jack Harvey (Shank), 11. Sebastien Bourdais (Coyne), 12. Santino Ferrucci (Coyne), 13. Ed Jones (Carpenter), 14. Josef Newgarden (Penske), 15. Marco Andretti (Andretti/Herta), 16. Max Chilton (Carlin), 17. R.C. Enerson (Carlin), 18. Matheus Leist (Foyt), 19. Takuma Sato (Rahal), 20. Tony Kanaan (Foyt), 21. Zach Veach (Andretti), 22. James Hinchcliffe (Schmidt), 23. Marcus Ericsson (Schmidt).

domenica 12 maggio 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Indianapolis - 11 Aprile

Ladies & Gentlemen, start your engines, aspettate che Mario Andretti abbia scortato un personaggio famoso random in giro su una safety car a due posti e poi ci arriverà il momento anche degli 85 giri di gara dell'Indianapolis Road Course o come si chiama, per intenderci, il circuito preferito di Ralf Schumacher.
Siamo in vista della Indy 500, alla quale mancano appena due settimane, quindi questo significa che è ritornato nientemeno che H3lio Castroneves, che venerdì, giorno delle qualifiche, ha festeggiato il suo quarantaquattresimo compleanno. Diversamente dagli altri anni, pare che non abbia risposto a tutti gli auguri ricevuto su Twitter, in quanto impegnato in pista.
Quando non era in pista, probabilmente, stava accatastando indumenti random di sua proprietà, da far stirare a Kanaan vista la posizione di qualifica di quest'ultimo. Kanaan, ovviamente, aveva come volante per la gara un ferro da stiro.
H3lio: "Aaaaawwwww."
Tony: "Quindi adesso ti esalti quando stiro? Una volta ti esaltavi nei momenti intimi."
H3lio: "Adesso siamo due V3KkYaCçY, non dobbiamo pensare sempre ai momenti intimi. Piuttosto dovremmo pensare agli orti dei pensionati e alle partite a bocce."
Tony: "Per non dimenticare la tombola."
H3lio: "Esatto, specie considerando che arriva fino a novanta, la posizione in cui stai generalmente quest'anno quando sei in pista."
Tony: "Taci, se non vuoi che ti rasi i capelli."
H3lio: "Nooooohhhhh, i capelli nohhhhhh."
Voce fuori campo: "Va beh, andiamo ad analizzare la griglia di partenza, dove svetta un algido figone nordico. No, Pollo Gigante, non tu!"

GRIGLIA DI PARTENZA:
Rosenqvist - Dixon
Harvey - Herta
Jones - Power
Rahal - Pagenaud
Ericsson - Bourdais
Sato - Pigot
Newgarden - Ferrucci
Castroneves - Hunter-Reay
Rossi - Hinchcliffe
O'Ward - Veach
Leist - Chilton
Andretti - Kanaan

TUTTA KOLPAHHHH DI ROGRO: qualora qualcuno di voi si stesse chiedendo se ho sbagliato a trascrivere la griglia o se mi sia fumata una canna prima di inserire Harvey in seconda fila, vi assicuro che non è andata così. Anzi, non solo Harvey è partito terzo, ma allo start ha anche superato Dixon.
Nel frattempo nelle retrovie Alex Non Sono Valentino Rossi andava in giro con la vettura che cadeva a pezzi dopo un contatto con O'Ward, divenuto di recente membro della Redbull Junior Academy, senza possibilità di passare in Formula 1 in tempi brevi, perché come punteggio Superlicenza la Indycar conta meno della Formula 2.
Dal momento che non è stato necessario l'intervento della safety car, il detersivo al retrogusto di kiwi ha tentato di riprendersi la posizione, ma non c'è stato niente da fare. Harvey ha mantenuto il secondo posto e il telecronista si è messo a parlare di quella volta che ha vinto in Indylights.
Sono seguiti una decina di giri di calma piatta, con qualche dubbio esistenziale tipo: se viene a piovere, bisogna andarsene tutti ai box in branco o si può continuare a gareggiare?
Poi, all'11° giro, una vettura ha fatto un testacoda micidiale, ha superato una via di fuga ed è finita a schiantarsi contro il muretto oltre la via di fuga. Era uno di quegli incidenti in cui avrebbe potuto ritrovarsi coinvolto Grosjean, se fosse stato lì. Infatti era Ericsson, quindi era un altro lato della stessa medaglia. Per l'esattezza Ericsson è il lato della medaglia che essendo passato in Indycar fa bella figura. Grosjean, invece, è da dieci anni che si ripete e fa la figura che tutti sappiamo...
...
...
...
...e niente, mentre la safety car era in pista, è arrivato una specie di trattore che ha rimesso Ericsson in gara e l'abbiamo visto dirigersi verso i box (non si sa bene perché dato che dopo è stato visto in giro a piedi, ma nevermind).

IKEA IN DECLINO: qualche giro dopo c'è stato il restart, con Dixon che non aveva intenzione di starsene dietro a Harvey.
L'ha superato.
Poi ha superato anche Rosenbitch dopo un arrivo a ruote bloccate di quest'ultimo.
Baby Herta nel frattempo è finito in testacoda, mentre più indietro anche H3lio...
...
...
...
...ma no, telecronisti, cosa dite? ha la vettura gialla come H3lio, ma è RHR! RHR è stato toccato da Hinchcliffe ed è finito a sua volta in testacoda.
La safety car è entrata una seconda volta e al restart Dixon è partito dritto come un razzo.
Diero di lui c'era una vettura blu che era quella di Jones. Wait, wait, wait, cos'è successo?
Dietro c'erano Harvey e Rosenbitch, quindi Harvey era ancora in zona podo, quindi tutto andava bene. H3lio era 12° e Kanaan 15°, quindo tutto confermava ancora una volta che Kanaan stava guidando con il ferro da stiro tra le mani.
Si è visto un po' di trambusto, si è vista una vettura che tagliava per i prati... "that's Takuma Sato", cit. i telecronisti, oh che cosa strana, non l'avrei mai detto.
Nel frattempo si parlava di gocce di pioggia e di gomme rain, che però non andavano bene per la poca pioggia che cadeva.
Poi H3lio si è portato in top-ten superando Willpowahhhh e anche Ferrucci ha superato Willpowahhhh.
Intanto eravamo a un terzo di gara ed era il momento del primo giro di pitstop, dove pare che Harvey abbia fatto una sosta un po' più lunga del normale. C'è voluto parecchio perché il giro di pitstop fosse completato, con la telecamera sulla quale spiccavano di tanto in tanto gocce di pioggia... e via di calma piatta per una ventina di giri, poi qualcuno ha ricominciato a tornare ai box e Nuovo Giardino, che era su una diversa strategia, si è ritrovato in testa alla gara davanti a O'Ward e a Hinchcliffe!

SAMBA PARTY: tutto è proseguito tranquillo, con la pioggia che andava e veniva, fino a due terzi di gara, quando H3lio è andato a fare un giro per i prati, impantanandosi, ed è rimasto fermo a lato della pista abbastanza a lungo prima di ripartire.
Non è chiaro come sia ripartito dato che le telecamere erano concentrate sulle vetture che rientravano in pitlane, quella di Rosenbitch venendo anche avvolta da una fiammata durante il rifornimento. Dixon è passato dalle slick alle rain, quando non era ben chiaro se fosse la scelta giusta quella di passare sulle rain.
Tony: "Intanto sono precipitato sotto di due giri già da tempo, ma presto cederò il ferro da stiro al mio ammmmore."
H3lio: "Nobody loves me."
Tony: "Sì che ti amo. *-* Siamo la best ship evahhhh e i Rosbilton possono solo rosicare."
H3lio: "Chi di noi è Hamilton e chi di noi è Rosberg?"
Tony: "Non saprei, secondo me siamo entrambi Rosberg, in pista saltiamo all'occhio tanto quanto lui, con la sola differenza che noi in pista ci andiamo davvero."
Voce fuori campo: "Adesso piove, quindi anche se Helio è di nuovo in pista c'è bisogno della safety car per una mezz'ora buona"...
...
...
...
...e infatti Sarah Fisher è stata mandata in testa alla gara al volante della safety car.
Altri piloti sono entrati per le rain, Nuovo Giardino ha perso una ruota, c'è stato un po' di caos ai box e nel frattempo in pista il Grande Samurai Sato, who else? andava in giro per prati.
Dixon nel frattempo era in testa dietro ala safety car, con Harvey di nuovo in seconda posizione, che sosteneva via radio che sarebbe stato divertente guidare per la prima volta in carriera con la pioggia in Indycar.
Mancavano quindici giri al termine e me ne sono persa una decina. Quando sono tornata a seguire la gara, Harvey era terzo dietro a Pagenaud, che si avvicinava sempre di più al detersivo al kiwi!
L'ha superato a due giri dalla fine, mentre l'ammmmore trionfava dato che i Castronaan hanno chiuso entrambi con due giri di gap dalla vetta della classifica. Contro tutte le aspettative Kanaan si è ripreso like a boss: H3lio a stirare!
Io, nel frattempo, ho superato tutti i miei record, scrivendo il commento letteralmente in diretta, mentre seguivo la gara, che è finita alle 23.50 di questa sera. A mezzanotte sono già pronta per postarlo, sono soddisfatta del mio risultato. #SunshineWomanOfRecords.

1. Simon Pagenaud (Penske), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. Jack Harvey (Shank), 4. Matheus Leist (Foyt), 5. Spencer Pigot (Carpenter), 6. Ed Jones (Carpenter), 7. Graham Rahal (Rahal), 8. Will Power (Penske), 9. Felix Rosenqvist (Ganassi), 10. Santino Ferrucci (Coyne), 11. Sebastien Bourdais (Coyne), 12. Zach Veach (Andretti), 13. James Hinchcliffe (Schmidt), 14. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 15. Takuma Sato (Rahal), 16. Josef Newgarden (Penske) 17. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 18. Max Chilton (Carlin), 19. Patricio O'Ward (Carlin), 20. Tony Kanaan (Foyt), 21. Helio Castroneves (Penske), 22. Alexander Rossi (Andretti), 23. Colton Herta (Harding), 24. Marcus Ericsson (Schmidt).

martedì 26 marzo 2019

Indycar 2019: Commento all'Indycar Classic Grand Prix @ Circuit of the Americas - 24 Marzo

Ladies and gentlemen, start your engines... anzi, no, che sono le 18.20 ed è ancora presto.
La gara è fissata per le 12.30 ET, ovvero le 18.30 italiane, anche se alle 18.30 abbiamo raggiunto a malapena il momento di "drivers start your engines".
Sui social è già da un po' che ci sono polemiche: il campionato di Indycar è giunto in una location conosciuta anche perché vi si svolge il campionato di Formula 1, di conseguenza bisogna assolutamente decidere quale delle due serie sia bella, ricca di duellihhhh e sorpassihhhh e quale faccia ca*are. Mi meraviglio più di me stessa che ancora mi stupisco che accadano queste cose...

La gara al Circuit of the Americas prevede un totale di 60 giri, anticipati da Helio Castroneves che scarrozza un attore su una indycar a due posti.
Immagino che la sua presenza renda piuttosto emozionato il suo best friend forever, che sia questa la ragione per cui in qualifica ha lasciato alquanto desiderare?
La griglia di partenza non parla infatti esattamente a favore dell'unico dei Brazilian Bros presente al volante, mentre parla ancora una volta a favore di Willpowahhhh e di Alexander Non Sono Valentino Rossi:

1^ fila: Power - Rossi
2^ fila: Hunter-Reay - Herta
3^ fila: Rosenqvist - Dixon
4^ fila: Newgarden - O'Ward
5^ fila: Veach - Rahal
6^ fila: Ferrucci - Leist
7^ fila: Chilton - Sato
8^ fila: Hinchcliffe - Ericsson
9^ fila: Bourdais - Jones
10^ fila: Pigot - Andretti
11^ fila: Kaiser - Pagenaud
12^ fila: Harvey - Kanaan

La gara viene preceduta da un qualy-recap, in cui viene mostrata una vettura che va a sbattere contro le barriere. Dietro la barriera c'era una toilette mobile, dalla quale un tipo è uscito in gran fretta, probabilmente terrorizzato dall'idea che la vettura ribaltasse la suddetta toilette nonostante una barriera le separasse! #JustIndycarThings.
Arriva poi il momento della partenza, con Willpowahhhh che mantiene la testa della gara, mentre NSVR si deve accodare. Quello che stupisce i telecronisti è la presenza di Baby Herta in terza posizione perché OMG!!!11!!11!! ha solo diciotto anni!!111!!11!! e tutto ciò a cui non posso fare a meno è che se salisse sul podio non potrebbe bere champagne, anche se il momento dello champagne non viene mai inquadrato dalle telecamere.
Veach nel frattempo va in giro per prati ed è costretto a una sosta extra ai box, ma suvvia, chi se ne frega di Veach! Là davanti ci sono Willpowahhhh e Alex Non Sono Valentino Rossi molto vicini l'uno all'altro, con NSVR che quasi affianca Willpowahhhh, ma non c'è storia.
Willpowahhhh: "Levati subito, se non vuoi che ti infili il mio dito preferito su per il cu*o!"
Baby Herta: "Magari gli piace..."
Alex Non Sono Valentino Rossi: "Taci, poppante, e mettiti subito il ciuccio in bocca."
Baby Herta: "Quello di O'Ward. Aaaawwww."
Willpowahhhh: "Stai zitto, bimbo, se no diciamo a tuo padre di prenderti a sberle."
Baby Herta: "Sono un enfant prodige, ma non sono figlio di J-Ves!"

Il primo pitstop avviene all'incirca dopo il primo quarto di gara e qui succede un piccolo plot-twist: il Piccolo Herta riesce invatti a undercuttare nientemeno che Alex Non Sono Valentino Rossi, il che significa essenzialmente che un ragazzino a cui deve ancora spuntare la barba sta in mezzo ai co***oni a uno che l'anno scorso lottava per il titolo.
Mi sembra un segnale positivo, non per l'età di questo giovane pilota, quanto piuttosto per il fatto che provenga dalla Indylight, che in teoria dovrebbe essere la GP2 della Indycar.
Negli ultimi anni abbiamo visto Rossi arrivare dalla GP2/Formula 1, Wickens arrivare dal DTM e adesso Rosenbitch arrivare da F3/Formula E/altre serie random (quindi essenzialmente piloti con un curriculum euro-centrico) e ottenere risultati che saltavano all'occhio, ma raramente capitava di vedere piloti arrivati dalla Indylights che saltassero all'occhio fin dal primo momento. Adesso sembra che stia succedendo, anche se la Indylights non è una serie molto popolata, e questo chissà, può fare ben sperare per il futuro delle serie minori Made in USA.
Voce fuori campo: "Fermi tutti. Sta accadendo qualcosa di eroico."
Autrice(C): "Holy chicken!"
Il Pollo Gigante, su una strategia diversa dagi altri, suppongo, è nientemeno che in sesta posizione dietro al trio di testa, a Nuovo Giardino e RHR, quando siamo a un terzo di gara. <3 Non lo vedevo in una posizione così altolocata fin da quel giorno di quella qualifica in cui tutti lo volevano in Ferrari al posto di Vettel e Leclerc (sì, avete letto bene, non al posto di Vettel O Leclerc, al posto di Vettel E Leclerc).
Alex Non Sono Valentino Rossi: "Dato che nessuno mi sta più prendendo in considerazione per parlare del Pollo Gigante non posso fare altro che contrastare questa brutta abitudine superando Baby Herta!"
Baby Herta: "Noooooohhhhhh, come sei kattivohhhhh! Voglio subito il mio biberon pieno di vodka."
Alex Non Sono Valentino Rossi: "Sei pikkolohhhhh! Non puoi bere la vodka!"
Baby Herta: "Sapevo che avrei dovuto nascere in Olanda ed essere figlio di J-Ves. Là avrei potuto non solo bere liberamente la vodka, ma anche farmi le canne!"

Verso metà gara, dopo essermi persa alcuni giri, faccio caso a dove sia il Pollo Gigante e lo vedo nientemeno che in quinta posizine! Adesso è davanti a RHR e ritengo tutto ciò piuttosto soddisfacente. <3
Non rimane davanti molto a lungo, ma c'è comunque un duello piuttosto acceso nel quale il Pollo Gigante cerca di difendersi finché può.
In compenso uno svedese che vada per prati ci vuole sempre e, qualche giro dopo, Rosenbitch ne approfitta per fare un balletto che gli fa perdere qualche posizione precipitando fuori dalla top-ten.
Nel frattempo un'altra vettura arriva dietro al Pollo Gigante a cui hanno appena chiesto di risparmiare carburante.
Pollo Gigante: "Chiunque tu sia, non ho paura di te!!!!11!!!!11!"
Il Detersivo: "Sono il campione in carica. Se pensi di potere competere con me..."
Pollo Gigante: "Azz... però sono comunque settimo, quindi sono figo, quindi i telecronisti parlano di me e di quando da bambino ho iniziato a gareggiare sui kart rivelandomi una giovane promessa. Che emozione..."
Il Detersivo: "Certo che ti emozioni proprio con poco..."
Pollo Gigante: "Eh, non mi capita tanto spesso di essere elogiato. Di solito dicono tutti che dovrei andare a zappare."
Il Detersivo: "Si vede che ti confondono con il Piccolo Chilli."
Pollo Gigante: "A proposito, esiste ancora il Piccolo Chilli? Ricordo che una volta gareggiavamo fianco a fianco, se continuo così potrei addirittura doppiarlo. Peraltro è strano che non si faccia vedere, su questo circuito è consentito ignorare i track limits e gironzolare a caso."
Verstappino: "Come siete kattivihhhh!!11!!11!! Io sono stato preso per le orecchie e trascinato via dal podio per molto meno, quando stavo per andare a dimostrare che non me ne frega niente della drinking age!"

Intorno al quarantesimo giro Alex Non Sono Valentino Rossi arriva esattamente negli scarichi di Willpowahhhh, mentre si avvicina sempre più il momento della successiva sosta e mentre Grammo Reale supera il Pollo Gigante che probabilmente per non consumare benzina sta facendo andare avanti la vettura a pedali.
Pollo Gigante: "Tanto ci sono abituato, andava a pedali anche la Caterham."
La sua vettura: "Adesso però basta, ho sete. Voglio subito del carburante misto a vodka."
Nella pitlane pare esserci un po' di caos, con un contatto con Spencer Maialotto che si sta fermando. Se i due fossero Rosberg e Perez, uno dei due darebbe all'altro del pirla.
Nel frattempo tra il trio di testa è Baby Herta il primo a rientrare. Manca ormai poco più dell'ultimo quarto di gara e in pista i Powerossi sono vicini.
Poi c'è un crash.
Rosenbitch va a sbattere dopo un contatto con Hinch e si ferma in mezzo alle pa**e: i Powerossi e Dixon, che sono i primi tre, entreranno ai box in regime di safety car, lasciando il campo libero a Baby Herta.
Willpowahhhh lascia il campo libero anche agli altri: gli si spegne la vettura nel bel mezzo del pitstop...
...
...
...e intanto si è fatta ora di cena: gli ultimi 15 giri li vedrò lunedì sera.
Arrivato il lunedì sera, vedo il finale della gara sul profilo Blog da Indy, quello che pubblica gare con telecronaca brasiliana: la prima cosa che vedo è un banner pubblicitario a proposito di un fastfood in cui si mangia pollo.
Pollo Gigante: "Nooooohhhhh, RoGro mi ha saltato in padella, orrorehhhhh!"
Willpowahhhh: "Taci, che mi sono ritirato."
Pollo Gigante: "Peggio per te."
Willpowahhhh: "Come sei kattivohhhh! Non hai visto che sono rimasto fermo ai box quando sono entrato in regime di safety car?"
Pollo Gigante: "Almeno tu avrai la scusa pronta, Alex Non Sono Valentino Rossi è quindicesimo e non c'è neanche un Marquez davanti a lui, quindi non può scomodare teorie del kompl8."
Alex Non Sono Valentino Rossi: "Vogliamo parlare di dove sei tu?"
Pollo Gigante: "Io non sto facendo a sportellae con Veach sperando di prendere il volo."

Forse qualcuno si chiederà se ci sia qualcun altro in pista oltre a NSVR e il Pollo Gigante e infatti c'è qualcun altro in pista, Baby Herta compreso.
Si trova in testa, mentre il mondo si interroga sul senso della pitlane chiusa quando entra in pista la safety car. Me lo sono chiesta anch'io in passato sia in occasione di Canada 2007 sia in occasione di Singapore 2008, ma quella era Formula 1 e là non succede più. Anzi, c'è caso che entrare ai box in regime di safety car possa anche essere d'aiuto per recuperare posizioni.
Quello che succede in Formula 1 non è a mio parere un buon metro di giudizio per quello che dovrebbe accadere in Indycar e per il momento preferisco non prendere una posizione e lasciare che tutto vada come deve andare. È vero, Willpowahhhh è stato in testa alla gara per i tre quarti della sua percorrenza, ma adesso che la gara va verso la fine risulta ritirato. Dai box non è mai uscito. Possiamo chiederci se la pitlane chiusa sia o non sia una saggia idea, questo sì, ma non è in ogni caso l'unica ragione per cui Willpowahhhh è ormai fuori dai giochi.
Baby Herta è in testa davanti a Nuovo Giardino e RHR, con tanta gente un po' a caso che si ritrova dove non sarebbe stata in altre circostanze.
Preferisco non dire che non si meritino i risultati che stanno per ottenere, perché appunto è una gara di Indycar, quindi i metri di giudizio F1-centrici ce li possiamo togliere dalla testa. Se siamo in un contesto in cui la vittoria di un outsider partito ultimo e dovuta alla strategia sarebbe accettata senza problemi, non vedo dove sia il problema per Baby Herta, che è partito dalla quarta casella della griglia di partenza. Al massimo scriviamoci sul calendario che prima o poi dovremo iniziare a criticarlo perché non ha mai vinto partendo oltre la quarta casella della griglia di partenza, perché se proprio dobbiamo essere così ignoranti da mescolare per forza Indycar e F1 è meglio farlo con citazioni colte tra le righe.
Gli ultimi giri sono una cavalcata trionfale per Baby Herta, che stacca Nuovo Giardino, pronto a diventare il primo 2000 a vincere una gara di Indycar.
Compirà 19 anni alla fine di marzo, quindi mancano ancora più di due anni al giorno in cui potrà bere alcolici. Al posto dello champagne, per lui, c'è qualcosa di analcolico. Foto random dimostra che le bottiglie sono state scambiate tra lui e Nuovo Giardino e che Baby Herta ha bevuto champagne. Orrorehhhhh! XD

RISULTATO: 1. Colton Herta (Harding), 2. Josef Newgarden (Penske) 3. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 4. Graham Rahal (Rahal), 5. Sebastien Bourdais (Coyne), 6. Marco Andretti (Andretti/Herta), 7. Takuma Sato (Rahal), 8. Patricio O'Ward (Carlin), 9. Alexander Rossi (Andretti), 10. Jack Harvey (Shank), 11. Spencer Pigot (Carpenter), 12. Tony Kanaan (Foyt), 13. Scott Dixon (Ganassi), 14. Ed Jones (Carpenter), 15. Marcus Ericsson (Schmidt), 16. James Hinchcliffe (Schmidt), 17. Matheus Leist (Foyt), 18. Kyle Kaiser (Juncos), 19. Simon Pagenaud (Penske), 20. Santino Ferrucci (Coyne), 22. Zach Veach (Andretti), 23. Felix Rosenqvist (Ganassi), Rit. Will Power (Penske).