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venerdì 5 settembre 2025

Indycar 2025: #16 Milwaukee e #17 Nashville

Dopo la vittoria del titolo in anticipo da parte di Alex Palou, pilota del team Ganassi, ormai pluricampione della categoria, restavano ancora due eventi da svolgersi negli ultimi due fine settimana di agosto, sugli ovali di Milwaukee e Nashville. Il campione in carica si è classificato secondo in entrambe le occasioni, in cui la vittoria è andata rispettivamente a Christian Rasmussen del team Carpenter e a Josef Newgarden con Penske.
A proposito di Penske, erano le ultime gare per Will Power prima di essere rimpiazzato da David Malukas, proveniente da Foyt. Power si accaserà invece al team Andretti, al posto di Colton Herta, di cui si vocifera un passaggio in Formula 2 in vista di un potenziale futuro in Cadillac di cui è test driver per la Formula 1 (al momento possiede abbastanza punti superlicenza per la Friday licence, ma non per potere essere titolare).

Milwaukee/ 250 giri - Palou è scattato dalla pole position conservando la prima posizione davanti a Malukas. Una prima safety car è entrata immediatamente causa incidente di Nolan Siegel (Arrow McLaren), seguita da un'altra per una mezza sbinnata di qualcuno nelle retrovie. Dopo il restart, è ripreso il duello tra i primi due, Malukas è andato in testa, ma Palou lo ha superato in un secondo momento. In occasione della prima sosta, la Penske di Scott McLaughlin si è inserita in seconda posizione.
Power è finito a muro durante le seconda sosta dei leader, Palou e McLaughlin si sono ritrovati 1/2, mentre Malukas, per effetto di una lunga sosta, si è ritrovato doppiato. La terza sosta, invece, è stata effettuata in regime di safety car, quando la Prema di Callum Ilott è rientrata ai box emanando fumo. Marcus Armstrong (Meyer Shank) è rimasto fuori trovandosi brevemente in testa, per poi essere superato in fretta, lasciando Palou, McLaughin e Newgarden nelle prime tre posizioni.

C'è stata una successiva safety car a causa della pioggia, nuove soste, Rasmussen che risaliva dalla bassa top-ten fino alla zona podio, oltre che un contatto tra Newgarden e Alexander Rossi (Carpenter). A quindici giri dalla fine, Rasmussen si è portato in testa, restando leader fino alla fine e vincendo davanti a Palou, McLaughlin e Rossi, mentre le Arrow McLaren di Pato O'Ward e Christian Lundgaard hanno chiuso 5/6 davanti a Newgarden.
Malukas ha concluso in un buon ottavo posto, davanti a Scott Dixon (Ganassi) e al precedente attention seeker Armstrong. Herta si è classificato undicesimo davanti al compagno di squadra Kyle Kirkwood con a seguire Conor Daly (Juncos), Santino Ferrucci (Foyt), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Louis Foster (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Marcus Ericsson (Andretti), Kyffin Simpson (Ganassi), Jacob Abel (Coyne), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Sting Ray Robb (Juncos) e Graham Rahal (Rahal Letterman).

Nashville/ 225 giri... si può chiamare una gara "Borchetta Bourbon Music City Grand Prix"? A quanto pare sì. Rasmussen, fresco vincitore di Milwaukee, partiva dalle retrovie e ha iniziato (e brevemente finito) la gara con un incidente. Dopo la safety car, abbiamo avuto un lungo duello tra il poleman O'Ward e l'onnipresente Palou, il quale tuttavia dopo una cinquantina di giri ha avuto una foratura, dovendo anticipare la prima sosta.
Dopo 82 giri di gara, mentre si trovava in quarta piazza, Malukas è finito a muro tentando di passare il doppiato Foster, con il quale ha avuto un contatto. A seguito dell'incidente è stato portato in ospedale con l'elicottero per controlli, ma è stato successivamente dimesso.
Dopo il restart, con O'Ward e Power 1/2, Herta ha superato McLaughlin portandosi terzo, con anche Palou che si avviava verso le posizioni di spicco e in seguito avrebbe ottenuto la terza piazza.

Colpo di scena al 127° giro, quando O'Ward, leader della gara, è finito a muro lasciando la leadership a Power, che tuttavia ha avuto una sosta lunga in regime di safety car. Su un'altra finestra di pitstop, Rossi è rimasto fuori portandosi in testa davanti a Newgarden e McLaughlin, riuscendo a conservare per qualche tempo la posizione e desistendo solo poco prima della sosta.
Newgarden e McLaughlin si sono ritrovati 1/2 con Palou alle loro spalle. Dopo l'ultima sosta, sono stati Scott e Alex a lottare per la leadership. Dopo una tardiva safety car a causa di un lieve contatto di una delle vetture retrostanti con il muro, abbiamo avuto un nuovo duello e a undici giri dalla fine Newgarden è passato definitivamente in testa, da dove sarebbe andato a vincere davanti a Palou e al duo McLaughlin/ Simpson protagonisti di un acceso duello per la terza posizione, con Daly a completare la top-5.
Seguivano Kirkwood, Rosenqvist, Ferrucci, Ilott, Rossi, Herta, Dixon, Veekay, Shwartzman, Ericsson, Robb, Siegel, Defrancesco, Armstrong, Foster, Power e Rahal. Abel risulta ritirato a pochi giri dalla fine, mentre in precedenza Lundgaard si era ritirato per un guasto.



venerdì 15 agosto 2025

Indycar 2025: #15 Gran Premio di Portland // Palou campione in anticipo

La scorsa domenica si è svolto il quindicesimo appuntamento di una stagione di Indycar che volge ormai agli sgoccioli (mancano due eventi), nella quale Alex Palou è arrivato con un consistente margine nei confronti di Pato O'Ward. In una simile situazione è difficile che la storyline del giorno possa divenire un ultraquarantenne a rischio di perdere il volante che vince con Penske per la prima volta nella stagione... ma mai sottovalutare Will Power!
Iniziamo dall'inizio, quindi da O'Ward: il pilota di Arrow McLaren è infatti scattato dalla pole position, mantenendo la prima posizione davanti alla Meyer Shank di Felix Rosenqwist e allo stesso Willpowahhhh (che nei giorni successivi - il 14 agosto - avrebbe festeggiato l'anniversario del doppio dito medio in mondovisione). Il leader del campionato era soltanto quarto, al momento.

La prima parte di gara è stata quella meno tranquilla, in termini di incidenti. Al terzo giro di un totale di 110, infatti, Santino Ferrucci (Foyt) ha inaugurato le danze finendo in testacoda e andando a stampare il posteriore contro a un muro, segnando il primo ingresso della safety car. Si è visto poi un contatto tra Kyffin Simpson (Ganassi) e Louis Foster (Rahal Letterman), che tuttavia non ha provocato grossi danni ai due piloti.
Il momento clou ce l'hanno regalato Christian Rasmussen (Carpenter) e Conor Daly (Juncos): era il 15° giro ed era già da un po' che i due si tiravano delle mezze sportellate. Il botto è avvenuto e Daly è finito violentemente fuori pista andando a sbattere contro le barriere (nello screenshot qui sotto).
Dopo la gara, Daly ha criticato Rasmussen per la sua guida azzardata, mentre Rasmussen ha sostenuto che fosse stato lo stesso Daly a innescare l'incidente.


Power non si è mai fermato ai box in regime di safety car, ma ha effettuato la prima sosta intorno a un terzo di gara. Le cose sono precipitate, invece, per O'Ward: si giocava ancora il campionato con Palou, ma ha lasciato definitivamente il titolo nelle mani del pilota del team Ganassi, quando ha accusato problemi tecnici e ha trascorso parecchi giri fermo ai box dopo esserci arrivato al rallenty.
In una gara che è proseguita decisamente più tranquilla, Willpowahhhh è rimasto in testa in ciascuno stint, inseguito a gara inoltrata da Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che gli stava molto vicino. Questo, però, più che andare ad attaccare Power ha dovuto vedersela con Palou, vicino a lui tanto quanto lui lo era nei confronti del leader della gara. Nel frattempo, dopo un contatto con Scott Dixon (Ganassi), Josef Newgarden (Penske) è riuscito a levarsi di mezzo senza divenire un intoppo.

Power è andato a vincere, Lundgaard è uscito vincente da un acceso duello con Palou, il quale ha salvato la terza piazza dopo avere anche messo le ruote sulla sabbia.
Graham Rahal (Rahal Letterman) e Alexander Rossi (Carpenter) hanno completato la top-5 precedendo Callum Ilott (Prema), Scott McLaughlin (Penske) e Marcus Armstrong (Meyer Shank), mentre Rosenqvist in una posizione di spessore nel primo stint ha chiuso nono davanti a Colton Herta (Andretti).
Dixon, Rasmussen e Foster hanno preceduto Sting Ray Robb (Juncos), Robert Shwartzman (Prema), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), David Malukas (Foyt) e Kyle Kirkwood (Andretti) a completare la top-20. Simpson ha preceduto Marcus Ericsson (Andretti) e Jacob Abel (Coyne), mentre Newgarden ha chiuso solo 24° davanti a O'Ward giunto a dieci giri dal leader.


lunedì 21 luglio 2025

Indycar 2025: #13 Gran Premio di Toronto

Nel corso del fine settimana si è svolto l'appuntamento canadese del campionato di Indycar, con Colton Herta a scattare dalla pole position, precedendo il leader del campionato Alex Palou, dopodiché Marcus Armstrong, Will Power, Graham Rahal, Kyle Kirkwood, Louis Foster, Marcus Ericsson, Rinus Veekay e Pato O'Ward a completare i primi dieci. Seguivano Scott Dixon, Callum Ilott, Nolan Siegel, Kyffin Simpson, Scott McLaughlin, David Malukas, Felix Rosenqvist, Josef Newgarden, Christian Lundgaard, Robert Shwartzman, Conor Daly, Christian Rasmussen, Alexander Rossi, Sting Ray Robb, Devlin Defrancesco e Jacob Abel per un totale di ventisei vetture in griglia.


Herta ha mantenuto la posizione alla partenza, seguito da Armstrong e da un ottimo Kirkwood, mentre Palou è scivolato in quarta piazza. I primi tre sono rientrati ai box in occasione della prima caution, avvenuta dopo pochissimi giri quando McLaughlin è andato a sbattere dopo avere perso una ruota fissata male, lasciando Palou in testa alla gara davanti a Veekay e a Foster.
La gara è proseguita non priva di intoppi, dato che poi sono venuti a contatto Power e Rasmussen, con ulteriore caution. E poi è andato a sbattere Rossi... e niente, la safety car ha avuto nel frattempo un'avaria, giusto per non farci mancare niente.
Il meglio, comunque, doveva ancora avvenire, ed è arrivato non con Kirkwood comunque in testacoda in pitlane, ma con un restart ignorante nel quale abbiamo avuto Abel in aria sopra un'altra vettura e un potenziale ingorgo niente male. Le altre vetture danneggiate nel contatto sono state quelle di Newgarden e Defrancesco... e non eravamo neanche a metà gara!


Palou, che aveva rimandato la sosta ai box, è dovuto rientrare a quel punto, così come Dixon che si trovava dietro di lui sulla stessa strategia. Veekay a quel punto ha preso la testa della gara, per subire tuttavia in occasione della successiva sosta ha subito un overcut da parte di O'Ward risalito fino a quel momento al secondo posto.
Dopo una serie di contatti senza conseguenze, a pochi giri dal termine abbiamo avuto un altro incidente da caution, stavolta tra Siegel e Rosenqvist, che ha fatto sì che la gara terminasse dietro safety car.

RISULTATO: 1. O'Ward (Arrow McLaren), 2. Veekay (Coyne), 3. Simpson (Ganassi), 4. Herta (Andretti), 5. Ericsson (Andretti), 6. Kirkwood (Andretti), 7. Rahal (Rahal Letterman), 8. Ilott (Prema), 9. Malukas (Foyt), 10. Dixon (Ganassi), 11. Power (Penske), 12. Palou (Ganassi), 13. Lundgaard (Arrow McLaren), 14. Armstrong (Meyer Shank), 15. Daly (Juncos), 16. Shwartzman (Prema), 17. Robb (Juncos), 18. Siegel (Arrow McLaren), 19. Rosenqvist (Meyer Shank), 20. Rasmussen (Carpenter), 21. Foster (Rahal Letterman), 22. Defrancesco (Rahal Letterman), 23. Abel (Coyne), 24. Newgarden (Penske), 25. Rossi (Carpenter), 26. McLaughlin (Penske). Seppure qualificato 23°, Santino Ferrucci (Foyt) non ha preso parte alla gara per danni riportati alla vettura in un incidente nella sessione di prove libere antecedente alla gara.



lunedì 14 luglio 2025

Indycar 2025: #11 e #12 Iowa Speedway

Nel corso del fine settimana del 12/13 Luglio il campionato di Indycar ha gareggiato allo Iowa Speedway con un doppio appuntamento.
Dopo 275 giri di gara, sabato è stato Pato O'Ward (Arrow McLaren) a imporsi, mentre nella gara della domenica la vittoria è andata ad Alex Palou (Ganassi).

Josef Newgarden (Penske) si apprestava a partire davanti a tutti precedendo Conor Daly (Juncos) e Felix Rosenqvist (Meyer Shank) quando la bandiera verde è stata rimandata di diversi giri dopo un testacoda di Colton Herta (Andretti) mentre la gara si apprestava a scattare. Quando finalmente è arrivato lo start, Newgarden ha mantenuto la posizione, così come Daly la seconda, mentre Rosenqvist sarebbe stato superato da Palou prima di perdere ulteriori posizioni nelle fasi seguenti.
Al 75° giro un incidente di Jacob Abel (Coyne) ha fatto entrare la safety car, in presenza della quale si sono svolti i pitstop. La sosta di Daly è stata lenta, si è ritrovato quinto superato non solo da Palou ma anche dal vincitore dello scorso evento Scott Dixon (Ganassi), da O'Ward e da Will Power (Penske). O'Ward e Daly sono i piloti per i quali il restart è andato meglio, ritrovandosi in breve tempo 2/3.

Al 153° abbiamo avuto un altro incidente, stavolta di Kyle Kirkwood (Andretti), a seguito del quale ci sono stati nuovamente i pitstop in regime di safety car, con Newgarden ancora in testa alla gara, seguito da O'Ward e Palou, con Daly al quarto posto, dietro di loro Power a lottare con Nolan Siegel (Arrow McLaren) per la quinta piazza, che poi si è procacciato.
La successiva sosta è stata effettuata a una quarantina di giri dal termine, stavolta in bandiera verde, e ci siamo ritrovati con O'Ward uscito davanti a Newgarden, con Power risalito al terzo posto davanti al compagno di squadra Scott McLaughlin che era partito dalle retrovie. Palou si trovava invece al quinto posto, quando un incidente di Siegel - che poi non avrebbe preso parte alla gara della domenica - ha determinato una bandiera rossa per rimettere a posto il muro.
A quindici giri dalla fine, il restart, seguito immediatamente da un incidente di Callum Ilott (Prema) che ha nuovamente neutralizzato la gara fino a dieci giri dalla conclusione.

Nonostante il gap molto ravvicinato, O'Ward ha mantenuto la prima posizione andando a vincere davanti a Newgarden, Power e McLaughlin, con Palou a completare la top-5. Christian Rasmussen (Carpenter) ha portato a casa il sesto posto, precedendo Daly uscito vincente da un duello per il 7/8 posto con Santino Ferrucci (Foyt) con il quale è stato protagonista nei giorni scorsi di una polemica. Marcus Armstrong (Meyer Shank) ha chiuso nono, mentre Dixon ha completato la top-ten.
Seguivano Graham Rahal (Rahal Letterman) e David Malukas (Foyt), poi Herta che ha completato la gara tredicesimo. Dietro di lui Louis Foster (Rahal Letterman), Marcus Ericsson (Andretti), Rinus Veekay (Coyne), solo diciassettesimo Rosenqvist, poi Kyffin Simpson (Ganassi), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Christian Lundgaard (Arrow McLaren) e Sting Ray Robb (Juncos).
Oltre ai piloti sopracitati in occasione di incidenti vari, anche Alexander Rossi (Carpenter) non è arrivato a vedere la bandiera a scacchi.

Nella gara della domenica Palou è partito dalla pole position e la gara è stata immediatamente neutralizzata per un incidente che ha coinvolto Defrancesco e McLaughlin. Al restart, Palou leaderava davanti a Rosenqvist, Newgarden, Malukas e Power, con Newgarden e Power che hanno recuperato ciascuno una posizione, anche se poco dopo la gara di Will è terminata per un guasto.
Al 50° c'è stato un incidente di Robb, seguito da pitstop in regime di safety car, a seguito dei quali Palou era in testa davanti a Newgarden e Malukas. Josef si è preso la testa della gara, mentre più avanti avremmo assistito a un duello piuttosto acceso tra Alex e David per la seconda posizione, con Palou che ne è uscito vincente.
Newgarden ha perso la leadership quando, poco dopo la sua successiva sosta, al 132° un incidente di Ericsson ha fatto sì che gli avversari rifornissero in regime di safety car.

Palou, Malukas e O'Ward erano i primi tre quando a un centinaio di giri dal termine Ilott è andato a sbattere provocando il successivo ingresso della safety car con tanto di pitstop dei piloti di testa. Non si è fermato Kirkwood e l'abbiamo visto duellare per la prima posizione con O'Ward che poi si è riappropriato della leadership. Kirkwood invece è stato velocemente risucchiato perdendo posizioni.
Newgarden nel frattempo era in rimonta, tanto da raggiungere il terzo posto dietro a Palou e O'Ward, per poi risalire ulteriormente ritrovandosi al 240° in testa alla gara.
Ancora una volta, tuttavia, si è fermato prima di altri - anche se stavolta non era il solo - e, quando Herta è andato a sbattere ed è entrata la safety car, Palou ha potuto approfittarne per portarsi in testa alla gara restandoci dopo la sosta in regime di SC. Precedeva Armstrong, Dixon, Shwartzman e Lundgaard.
Palou ha mantenuto la leadership vincendo davanti a Dixon, Armstrong, Malukas, O'Ward, Lundgaard, Rosenqvist, Shwartzman e Newgarden a completare la top-ten. Seguivano Abel, Veekay, Simpson, Foster, Ferrucci, Daly, Rossi, Kirkwood e Rahal. Oltre ai piloti già citati, Ericsson risulta ritirato.


martedì 25 marzo 2025

Indycar 2025: #2 Gran Premio di Thermal Club

23.03.2025 - nella domenica sera italiana si è svolta la seconda gara della stagione di Indycar, che ho recuperato al lunedì durante la pausa pranzo grazie agli extended highlight pubblicato sulla pagina ufficiale del campionato. I commenti erano equamente suddivisi in due parti: da un lato gli elogi, dall'altro quelli che si lamentavano del fatto che Thermal Club è un gran premio per ricconi e che il circuito lascia molto desiderare, ma che la gara è stata avvincente. Credo di avere letto le stesse cose l'ultima volta in cui la Formula 1 ha corso a Las Vegas!
Pato O'Ward ha conquistato la pole position davanti al compagno di squadra Christian Lundgaard e al vincitore della scorsa gara Alex Palou. Completavano la top-ten Colton Herta, Marcus Ericsson, Alexander Rossi, Marcus Armstrong, Kyle Kirkwood, Felix Rosenqvist e Louis Foster.


Alla partenza, O'Ward ha mantenuto la prima posizione, precedendo Lundgaard che si è difeso da Palou. In sintesi, dopo un 1/2 McLaren in Formula 1 in Cina, si poteva ipotizzare un remake anche in versione Indycar nella stessa giornata. Palou, tuttavia, aveva altri piani per loro e, a seguito dell'ultima sosta, è stato protagonista di un ottimo duello con Lundgaard al termine del quale si è procacciato la seconda posizione, per mettersi a caccia anche di O'Ward. Dopo alcuni giri e dopo avere staccato Lundgaard, Palou ha superato anche O'Ward, portandosi in prima posizione, che ha mantenuto fino alla fine.
Mentre Palou vinceva per la seconda volta in due gran premi, il team Prema ha avuto un fine settimana complicato, con il miglior piazzato Robert Shwartzman soltanto 22°. Callum Ilott, invece, dopo un contatto a inizio gara, ha terminato in ultima posizione, ovvero 26° su ventisei piloti in pista, dato che il solo Scott McLaughlin non ha completato la gara, dopo essere stato speronato nelle fasi iniziali da Devlin DeFrancesco (dopo la gara i due sono stati inquadrati in un momento molto stile "impara a imparare").

RISULTATO:
1) #10 Alex Palou - Chip Ganassi Racing Honda
2) #5 Pato O'Ward - Arrow McLaren Chevrolet
3) #7 Christian Lundgaard - Arrow McLaren Chevrolet
4) #26 Colton Herta - Andretti Global Honda
5) #60 Felix Rosenqvist - Meyer Shank Racing Honda
6) #12 Will Power - Team Penske Chevrolet
7) #66 Marcus Armstrong - Meyer Shank Racing Honda
8) #27 Kyle Kirkwood - Andretti Global Honda
9) #20 Alexander Rossi - Ed Carpenter Racing Chevrolet
10) #9 Scott Dixon - Chip Ganassi Racing Honda
11) #15 Graham Rahal - Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
12) #21 Christian Rasmussen - Ed Carpenter Racing Chevrolet
13) #2 Josef Newgarden - Team Penske Chevrolet
14) #14 Santino Ferrucci - AJ Foyt Enterprises Chevrolet
15) #8 Kyffin Simpson - Chip Ganassi Racing Honda
16) #76 Conor Daly - Juncos Hollinger Racing Chevrolet
17) #18 Rinus VeeKay - Dale Coyne Racing Honda
18) #4 David Malukas - AJ Foyt Enterprises Chevrolet
19) #6 Nolan Siegel - Arrow McLaren Chevrolet
20) #30 Devlin DeFrancesco - Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
21) #28 Marcus Ericsson - Andretti Global Honda
22) #83 Robert Shwartzman - PREMA Racing Chevrolet
23) #77 Sting Ray Robb - Juncos Hollinger Racing Chevrolet
24) #45 Louis Foster - Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
25) #51 Jacob Abel - Dale Coyne Racing Honda
26) #90 Callum Ilott - PREMA Racing Chevrolet
27) #3 Scott McLaughlin - Team Penske Chevrolet


domenica 8 settembre 2024

Indycar 2024: #15 e #16 Milwaukee Mile

Nel prossimo fine settimana si svolgerà l'evento finale della stagione 2024 di Indycar e, nell'attesa, credo sia il momento di narrare gli eventi che si sono svolti a Milwaukee Mile nel weekend del 31 agosto/ 1 settembre, con un double header come quindicesimo e sedicesimo evento stagionale. Questa era la line-up che ha preso parte alle due gare:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Katherine Legge (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

SATURDAY RACE - la gara è stata relativamente tranquilla, con il primo stint con protagonista e leader McLaughlin, seguito da vicino da Lundqvist il quale è riuscito ad appropriarsi della posizione superandolo in fase di doppiaggi. Un problema ai box l'ha comunque fatto precipitare indietro di diverse posizioni.
Nel successivo stint è stato O'Ward che è andato a prendersi la testa della gara ed è riuscito a mantenerla anche dopo la seconda e la terza sosta, andando a procacciarsi la vittoria. I giri di soste sono avvenuti in regime di green flag, in quanto il timing delle due entrate della safety car - la prima per un testacoda di Legge che si è comunque rimessa in strada, la seconda per un incidente Ericsson vs Newgarden - non era tale da generare soste in massa.
La gara è proseguita una ruota persa da Herta, una terza safety car e un quarto(?) giro di soste. Ferrucci ha occupato la seconda piazza per un certo tratto a gara inoltrata, ma si è visto sottrarre il podio da Power e da uno straordinario Daly risalito dalla 25^ piazza che ha regalato a Juncos il primo podio nella categoria.
TOP-TEN: O'Ward, Rossi, Daly, Ferrucci, Palou, Lundqvist, Rossi, McLaughlin, Lundgaard, Dixon.

SUNDAY RACE - la gara del championship leader Palou è iniziata malissimo, restando fermo nel giro di formazione. Sarebbe stato successivamente mandato in pista, finendo in appatenza per collezionare solo un'enormità di giri di distacco, ma in Indycar corrispondono a punti, specie in caso di elevato attention rate. E l'attrition rate è stato elevato.
Quando la gara ha potuto partire dopo un secondo giro dietro la safety car, un incidente al via ha messo fuori gioco il poleman Newgarden speronato da dietro da Lundqvist(?). McLaughlin era quindi leader, anche se è stato sopravanzato nel primo stint da Power, lo sfidante di Palou per il titolo, che è rimasto in testa anche dopo la prima sosta e poteva puntare seriamente alla leadership del campionato.
Dopo un testacoda di Robb senza grosse conseguenze se non la safety car, un giro di soste e Rahal a muro, nel restart Power è finito in testacoda da solo. Si trovava al momento sesto e, dopo essersi dovuto fermare ai box, era 14° e doppiato.
Intanto Herta e McLaughlin erano i principali candidati alla vittoria nella seconda parte della gara, con McLaughlin che si è ripreso la testa e l'ha mantenuta dopo ulteriori soste.
L'ultima è stata verso la fine, dopo un nuovo testacoda di Robb. Power non è rientrato ed è tornato a pieni giri, non andando tuttavia oltre la decima piazza, il tutto mentre Dixon si classificata secondo alle spalle del suo "omonimo".
TOP-TEN: McLaughlin, Dixon, Herta, Ferrucci, Ericsson, Rossi, Veekay, Kirkwood, Grosjean, Power.



giovedì 30 maggio 2024

Indycar 2024: #5 Indianapolis 500

Il fine settimana antecedente a quello della Indy 500 è tempo del verdetto più importante, qualora più delle trentatré vetture ammesse alla griglia si presentino alle qualifiche. Perché va bene, Fast 12, Fast 6 e quant'altro hanno il loro fascino, ma quello che conta più di ogni altra cosa è andare in griglia e, se a provarci sono in trentaquattro, significa che uno dei candidati se ne andrà a casa anzitempo e che non avrà nemmeno la consolazione di non essere il solo. Per salvarsi con certezza da questo triste destino basta essere tra i trenta più veloci al sabato. I non-Fast fino al trentesimo posto in quel giorno si appropriano della loro casella sulla griglia, e come succede in queste situazioni sabato quattro poveri eletti non avevano ancora un posto sulla griglia. Tra di loro c'erano anche personaggi illustri: c'era Marcus Ericsson che due anni fa stava a sbevazzare latte in victory lane e c'era Graham Rahal, che non è certo il primo degli sprovveduti e che l'anno scorso a dire il vero sarebbe rimasto a guardarsi la gara in tribuna, se Stefan Wilson non si fosse infortunato.
A controbilanciare c'era Katherine Legge, presenza one-off, poi il rookie Nolan Siegel. Mentre la Legge è sembrata più veloce degli altri nella sessione della domenica, Ericsson e soprattutto Rahal sembravano pericolosamente a rischio. Sono stati momenti di tensione, che ho vissuto seguendo quelle fasi, e più il tempo passava e più si vedeva sollievo sul volto di chi era ormai vicino alla griglia. Quando Ericsson non ha battuto Legge, la posizione di Katherine si è fatta decisamente più solida, idem quella dell'ex pilota Caterham e Sauber quando Rahal non ha battuto la sua performance. Restava solo Siegel, un ultimo tentativo, che non è iniziato nel migliore dei modi ed è finito peggio: il rookie del team Coyne è finito a muro, consegnando definitivamente a Rahal l'ultima piazza sulla griglia, in una situazione che sembrava l'inverso di quando anni fa Kyle Kaiser ha condannato al bump nientemeno che Fernando Alonso (dopo che l'Indycar si era peraltro promossa per mesi con la presenza di Alonso a Indy).

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: McLaughlin/ Penske - Power/ Penske - Newgarden/ Penske
2^ fila: Rossi/ Arrow McLaren - Larson/ Arrow McLaren - Ferrucci/ Foyt
3^ fila: Veekay/ Carpenter - O'Ward/ Arrow McLaren - Rosenqvist/ Meyer Shank
4^ fila: Sato/ Meyer Shank - Kirkwood/ Andretti - Hunter-Reay/ Dreyer & Reinbold
5^ fila: Herta/ Andretti - Palou/ Ganassi - Ilott/ Arrow McLaren
6^ fila: Armstrong/ Ganassi - Carpenter/ Carpenter - Simpson/ Ganassi
7^ fila: Andretti/ Andretti - Castroneves/ Meyer Shank - Dixon/ Ganassi
8^ fila: Canapino/ Juncos - Robb/ Foyt - Rasmussen/ Carpenter
9^ fila: Blomqvist/ Meyer Shank - Grosjean/ Juncos - Lundqvist/ Ganassi
10^ fila: Lundgaard/ Rahal - Daly/ Dreyer & Reinbold - Fittipaldi/ Rahal
11^ fila: Legge/ Coyne - Ericsson/ Andretti - Rahal/ Rahal

La gara, in teoria, doveva svolgersi alle 18.45 italiane di domenica, di fatto lo stesso orario in cui TV8 trasmetteva la differita del GP di Montecarlo. Dopo cena, oltre due ore più tardi, ho pensato: adesso vado a cercarmi uno str3aming non ufficiale su Youtube, e mi vedo il finale della 500 miglia. E invece no: la 500 miglia era ben lontana dall'essere nella sua ultima fase, non era nemmeno iniziata, a causa di un lungo rain delay, con la partenza fissata intorno alle 22.45 italiane.
Sono andata a fare un giro e quando sono tornata mi sono detta: pazienza, mi preparo per andare a letto, poi domani mi vedo gli highlight. Invece no, mi sono preparata per andare a letto, poi mi sono messa a guardare la gara sul telefono, seduta vicino alla finestra perché nel resto della casa ci sono ancora problemi di ricezione a causa di un incendio a un ripetitore telefonico avvenuto qualche tempo fa.
Mi sono vista la gara per intero, che è durata oltre tre ore. Poi ho faticato ad addormentarmi, credo che alla fine avrò dormito tre ore e mezza nella notte tra domenica e lunedì... infatti lunedì ero distrutta, non ho più l'età per certe cose, e neanche il lavoro adatto, visto che quando facevo notte praticamente ogni sera facevo come orario 12.00/20.00.
La gara è stata lunga e travagliata. La safety car è entrata per ben otto volte, abbastanza distribuite nel corso di primi tre quarti di gara: 1) incidente al via di Tom Blomqvist, Marcus Ericsson e Pietro Fittipaldi, 2) guasto per Katherine Legge che procedeva al rallenty, 3) incidente di Linus Lundqvist, 4) guasto per Felix Rosenqvist che procedeva al rallenty, 5) incidente di Colton Herta, peraltro dopo una gufata micidiale fatta da un utente della chat della live che aveva appena detto che secondo lui un motorizzato Honda a random avrebbe avuto problemi, 6) incidente di Ryan Hunter-Reay dopo un contatto con Scott Dixon, il quale è riuscito a proseguire regolarmente, 7) incidente di Marco Andretti che ha messo definitivamente fine alle speranze già estremamente remote che potesse spezzare la maledizione, 8) incidente di Will Power.
Nella prima fase Scott McLaughlin ha leaderato per diversi tratti, con piloti in una diversa pitstop window che gli si sono alternati occasionalmente, tra essi anche fue outsider come Sting Ray Robb e Conor Daly. Nelle fasi più inoltrate, tuttavia, sono risaliti in lotta per la leadership altri piloti, tra cui Josef Newgarden e anche lo stesso Dixon, il che ha fatto indignare alcuni utenti della chat in quanto coinvolto nel precedente incidente di RHR.
Poi si sono aggiunti anche Rossi e O'Ward e, mentre Alexander è scivolato un po' più indietro nel finale di gara, mentre Pato sembrava il favorito per la vittoria. Sembrava, perché proprio all'ultimo giro Newgarden ha fatto il sorpasso decisivo ed è andato a prendersi la vittoria, relegando O'Ward in una deludente seconda posizione. Era dai tempi di Helio Castroneves - edizioni 2001 e 2002 - che un pilota non vinceva due edizioni consecutive della Indy 500.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden, 2. Pato O'Ward, 3. Scott Dixon, 4. Alexander Rossi, 5. Alex Palou, 6. Scott McLaughlin, 7. Kyle Kirkwood, 8. Santino Ferrucci, 9. Rinus Veekay, 10. Conor Daly, 11. Callum Ilott, 12. Christian Rasmussen, 13. Christian Lundgaard, 14. Takuma Sato, 15. Graham Rahal, 16. Sting Ray Robb, 17. Ed Carpenter, 18. Kyle Larson, 19. Romain Grosjean, 20. Helio Castroneves, 21. Kyffin Simpson, 22. Agustin Canapino // Ritirati Colton Herta, Will Power, Marco Andretti, Ryan Hunter-Reay, Felix Rosenqvist, Linus Lundqvist, Katherine Legge, Marcus Armstrong, Tom Blomqvist, Pietro Fittipaldi, Marcus Ericsson.



giovedì 14 marzo 2024

Indycar 2024: #1 GP di St.Petersburg

Lo scorso fine settimana è iniziatoil canpionato 2024 di Indycar che, come da buona tradizione, è iniziato a St.Petersburg, in Florida, con sua gara della durata di 100 giri e Newgarden che scattava dalla pole position. Prima di parlare di posizioni, tuttavia, credo sia opportuno un piccolo reminder dei piloti presenti, ventisette in totale:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, David Malukas (infortunato, sostituito da Callum Ilott), Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Colin Braun
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Agustin Canapino
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, Tom Blomqvist
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

La gara, che ho visto integralmente grazie a un caricamento "non ufficiale" su youtube trasmessa in diretta, è durata all'incirca due ore ed è stata caratterizzata, come spesso accade, dall'esistenza di due diverse strategie con pitstop window molto diverse.
Dopo una prima safety car per un'uscita di pista di Armstrong, ce n'è stata una seconda quando la vettura di Robb è rimasta ferma. Con la sosta di Newgarden e, in generale, dei piloti sulla sua stessa strategia, si è ritrovato in testa Lundgaard, almeno fino alla sua successiva sosta.
Più avanti, con la seconda fermata e il rimescolamento generale, Newgarden ha allungato su O'Ward secondo, mentre tra una cosa e l'altra perdevamo di vista delle nostre vecchie conoscenze: per esempio Ericsson si era già ritirato da tempo per un guasto, mentre anche Grosjean si è ritirato, dopo avere grosjeanizzato Lundqvist.
Nella parte finale della gara il gap tra Newgarden e O'Ward è calato notevolmente con quest'ultimo decisamente più vicino che in precedenza, ma più lontano da Newgarden di quanto non lo fosse dai suoi diretti inseguitori.

TOP-TEN: Newgarden, O'Ward, McLaughlin, Power, Herta, Palou, Rosenqvist, Rossi, Dixon, Veekay.

Si segnala che un'altra nostra vecchia conoscenza, sempre ammesso che qualcuno si ricordi di lui, ha fatto parlare di sé in positivo. Pietro Fittipaldi, che vari anni fa è stato per un totale di circa due settimane un pilota di Formula 1, è stato il "biggest mover" del giorno, in sintesi è partito 26° e ha concluso al 15° posto, ovvero tra una cosa e l'altra davanti ai compagni di squadra.

EDIT - 24/04: a distanza di diverse settimane Newgarden e McLaughlin sono stati squalificati per irregolarità legata al push to pass e al suo uso nei restart che avrebbe generato vantaggio competitivo, con la vittoria assegnata a tavolino a O'Ward. Il loro compagno di squadra Power ha ricevuto solo come penalità una decurtazione di punti, in quanto è stato giudicato che non abbia utilizzato il push to pass nei restart.
La top-ten è adesso così composta: O'Ward, Power, Herta, Palou, Rosenqvist, Rossi, Dixon, Veekay, Ferrucci, Kirkwood.

martedì 29 agosto 2023

Indycar 2023: #15 Bommarito Automotive Group 500

Nel weekend appena passato il campionato di Indycar ha fatto ritorno sull'ultimo ovale della stagione, nello specifico Gateway, che apparentemente non si chiama più Gateway. La gara, comunque, portava il nome di Bommarito Automotive Group 500 ed è così che possiamo definirla. La griglia di partenza è stata caratterizzata da un certo numero di retrocessioni in griglia, perché a quanto pare non ci sono solo in Formula 1, ma non siamo pronti ad affrontare questo discorso, né credo che lo saremo mai, quindi fingiamo che nulla sia successo.
Quello che conta è che Josef Newgarden (Penske) fosse davanti a tutti, nello specifico Colton Herta (Andretti), Pato O'Ward (Arrow McLaren), David Malukas (Coyne) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) a completare i primi cinque, che si sono accodati subito alla safety car dopo il primo di 260 giri a causa dell'incidente di Benjamin Pedersen (Foyt) che guida una vettura rossa ma non sarà mai un vero figo visto ha anche il numero 55!

Dopo il restart, Malukas ha recuperato una posizione e poi, in precedenza della prima sosta, sarebbe risalito addirittura secondo, Herta costretto a rallentare il ritmo prima di anticipare il primo pitstop, con il rischio che entrasse una safety car e favorisse i piloti che non avevano effettuato soste.
Eravamo a 50+ giri e la gara procedeva tranquilla, anche se si segnala il ritiro di Callum Ilott (Juncos) per un probabile contatto. Safety car, tuttavia, non se ne vedevano e a soste ultimate ci siamo ritrovsti con la stessa top-5 delle prime fasi della gara Newgarden/ Herta/ O'Ward/ Malukas/ Rosenqvist anche se poi O'Ward è riuscito a portarsi al secondo posto.
Nel frattempo più indietro c'era chi puntava a una strategia diversa, perché vuoi mai che funzionasse? È stato così che, quando al 123° Takuma Sato (Ganassi) è finito a muro, Scott Dixon (Ganassi) non si era ancora fermato ai box per la seconda sosta, ritrovandosi improvvisamente in una situazione che poteva giocare molto a suo favore.

Dixon precedeva provvisoriamente Newgarden e O'Ward e in realtà neanche troppo provvisoriamente, dato che si sono recati tutti ai box nello stesso momento, in regime di safety car. Dixon è così uscito in testa e, ancora una volta, su una strategia diversa dai suoi diretti inseguitori: è riuscito infattia fermarsi parecchio tempo dopo rispetto ai suoi avversari e a fare una sosta in meno.
Nel frattempo era scontro a distanza tra Newgarden e O'Ward, che al momento si trovava davanti, quando per loro è giunto il tempo di una sosta ulteriore, quella conclusiva. Poco dopo essere tornato in pista, tuttavia, Newgarden è finito a muro intorno al 220° riuscendo rientrare ai box senza safety car, il che ha consegnato definitivamente la seconda piazza a O'Ward. Non c'era molto che Pato potesse fare, il risparmio carburante di Dixon si è rivelato la manovra vincente ed è andato a conquistare la seconda vittoria consecutiva, diventando il principale sfidante nei confronti di Alex Palou (Ganassi).

O'Ward ha dovuto accontentarsi del secondo posto, precedendo Malukas uscito indenne da un contatto con Scott McLaughlin (Penske) nell'ultimo stint, con McLaughlin che poi ha concluso la gara quinto dietro ad Alexander Rossi (Arrow McLaren). Herta era sesto, davanti al leader della classifica Palou mentre la top-ten è stata conclusa da Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Will Power (Penske) e Marcus Ericsson (Ganassi), quest'ultimo su una vettura con colori a caso perché alcune parti erano pensate per essere parte della vettura di uno dei suoi compagni di squadra.
A seguire su sono classificati Rinus Veekay (Carpenter), Romain Grosjean (Andretti), Santino Ferrucci (Foyt), Ryan Hunter-Reay (Carpenter), Kyle Kirkwood (Andretti), Conor Daly (Rahal - al posto dell'appiedato Jack Harvey, Christian Lundgaard (Rahal), Linus Lundqvist (Shank - sostituto di Simon Pagenaud), Devlin DeFrancesco (Andretti), Graham Rahal (Rahal), Stint Ray Robb (Coyne), Agustin Canapino (Juncos), Helio Castroneves (Shank) e Ed Carpenter (Carpenter).

sabato 8 aprile 2023

Indycar 2023: #2 PPG 375 Texas Motor Speedway

Domenica scorsa è iniziata con la Formula 1 all'Albert Park, gran premio su cui penso di avere già detto tutto quello che avevo da dire, ed è terminata con la Indycar a Fort Worth, evento che ci ha ricordato che il male di per sé non è la ricerca dello spettacolo, ma piuttosto il tipo di spettacolo: in Indycar inseguono un pubblico di appassionati di motorsport cercando di attirare fan di altre categorie, in Formula 1 un pubblico di teledipendenti che non sanno nulla di motori. Veniamo a noi: 250 giri, iniziati con Scott Dixon (Ganassi) e Josef Newgarden (Penske) che si alternavano in testa alla gara, dietro di loro le McLaren di Alexander Rossi, Felix Rosenqvist e Pato O'Ward, almeno finché Alex Palou (Ganassi) non si è liberato di Rosenqvist in precedenza scivolato quinto, nonché e ultimo del terzetto papaya. O'Ward nel frattempo era quello più rapido e si è ritrovato anche a superare Dixon per la seconda posizione.
Al 48° giro c'è stato il primo incidente per opera di... uno a caso, Takuma Sato (Ganassi), al suo esordio stagionale, dato che quest'anno correrà solo sugli ovali, con poca gioia di Will Power (Penske) che si era appena fermato a rifornire. Gli altri piloti sono rientrati ai box in safety car e Rossi in pitlane ha avuto un contatto con Kyle Kirkwood (Andretti).

Il restart è stato caratterizzato da un lungo duello per la leadership tra Newgarden e Palou, con O'Ward e Dixon inizialmente in lotta per il terzo posto, ma Scott superato in seguito da Romain Grosjean (Andretti). In un secondo momento Palou ha finito per allontanarsi dalla lotta per la vetta, con Newgarden inseguito da vicino da O'Ward e dietro di loro Grosjean e Dixon terzo e quarto.
Dopo la successiva sosta il terzetto Newgarden/ O'Ward/ Grosjean si è ritrovato ancora nelle prime tre posizioni, con O'Ward che si è avvicinato progressivamente a Newgarden superandolo poco dopo la metà della gara e continuando a tenere un ottimo ritmo: al 150° aveva già doppiato tutti fino al sesto, lasciando a pieni giri solo O'Ward, Grosjean e il duo Dixon vs Palou in lotta tra di loro, duo che comunque è stato ugualmente doppiato una decina di giri più tardi.
Non solo, O'Ward ha proceduto a doppiare anche RoGro, proseguendo nella sua cavalcata trionfale, almeno finché al 181° giro non c'è stata la seconda safety car della giornata, innescata da un incidente di Rosenqvist. La situazione dei pitstop si è rimescolata e varie vetture sono ritornate a pieni giri, con alcuni piloti che si sono inseriti là davanti.

O'Ward, in ogni caso, era ancora in testa con Newgarden secondo, mentre David Malukas (Coyne) si trovava terzo davanti a Palou e Grosjean. Colton Herta (Andretti) era inoltre davanti a Dixon, con Scott McLaughlin (Penske) ultimo pilota a pieni giri, il tutto con dei doppiati in mezzo. O'Ward, Newgarden e Palou sono andati a lottare per la leadership, l'ha spuntata Palou e la situazione si è in un certo senso stabilizzata fino al 209°, quando c'è stato un altro colpo di scena: Sting Ray Robb (Coyne) è finito a muro, con nuovo ingresso della safety car. O'Ward, Newgarden e Grosjean completavano al momento i primi quattro.
O'Ward e Newgarden si sono fermati in questi frangenti, lasciando Palou e Grosjean 1/2, con i due a lottare per la leadership al restart fintanto che O'Ward e Newgarden non si sono inseriti tra di loro. Grosjean è scivolato quarto, in lotta con Herta quando c'è stato un incidente di Graham Rahal (Rahal) e Devlin DeFrancesco (Andretti): era il 223°.
Al restart di nuovo lotta per la leadership, stavolta tra Palou e O'Ward, con Newgarden che poi si è messo in mezzo, con i primi quattro - c'era anche Malukas - a distanza molto ravvicinata mentre la gara era sempre più vicina alle sue battute finali, con le vetture sempre più a procedere a coppie.

Newgarden vs O'Ward, Malukas vs Palou, Dixon vs Grosjean, i quali si sono poi riavvicinati progressivamente, prima di assistere a un nuovo confronto tra Newgarden e O'Ward per la leadership, confronto a cui ha messo fine RoGro, quando in lotta per la quarta piazza con Malukas ha perso il controllo della vettura ed è finito a muro. Era il penultimo giro e la gara è finita in regime di safety car senza che la gente si indignasse o scrivesse minacce di morte random.
Posizioni congelate, i primi sette sono stati Newgarden, O'Ward, Palou, Malukas, Dixon, McLaughlin e Herta, a pieni giri, mentre la top-ten è stata completata da Marcus Ericsson (Ganassi), Callum Ilott (Juncos) e Helio Castroneves (Shank), con le due Carpenter di Rinus Veekay e Ed Carpenter rispettivamente undicesima e tredicesima con in mezzo la Juncos di Augustin Canapino.
A RoGro è stata assegnata la quattordicesima piazza dietro ai piloti doppiati di un solo giro, ha quindi preceduto Benjamin Pedersen (Foyt) e Will Power, con a seguire Simon Pagenaud (Shank), Jack Harvey (Rahal), Christian Lundgaard (Rahal), Conor Daly (Carpenter) e Santino Ferrucci (Foyt). Dopo il pitstop caotico, nel quale si era ritirato Kirkwood, Rossi aveva perso vari giri ed era stato anche penalizzato, chiudendo ultimo.


martedì 7 marzo 2023

Indycar 2023: #1 Gran Premio di St.Petersburg

Nello stesso weekend in cui è iniziaro il mondiale di Formula 1 ha avuto inizio anche quello di Indycar, con la pole position di Romain Grosjean (Andretti) per la prima gara della stagione, che prevedeva ben 100 giri e che è iniziata con il botto... in senso letterale, perché nelle retrovie c'è stata una carambola notevole, con almeno sei piloti coinvolti e con Devlin De Francesco (Andretti) già fermo che, speronato da dietro da Benjamin Pedersen (Foyt) si è visto sbalzare in aria. Oltre a loro sono usciti di scena anche Santino Ferrucci (Foyt), i due piloti del team Meyer Shank Simon Pagenaud e Helio Castroneves, nonché Sting Ray Robb (Coyne) di cui sinceramente non ho ancora capito dove finisca il nome e di dove inizi il cognome. Tra tutti loro, Robb (la grafica lo indicava così, deduco sia questo il cognome e che Ray sia un middle name) è stato l'unico che ha proseguito, mentre gli altri cinque sono stati costretti al ritiro.

Mentre Grosjean è rimasto leader per tutto il primo stint, in seconda posizione si sono avvicendati Colton Herta (Andretti) e Pato O'Ward (Arrow McLaren), con Herta primo dei top driver a rientrare ai box, cosa che gli è costata una posizione nei confronti di Marcus Ericsson (Ganassi). Alcuni piloti sono andati più a lungo rispetto alla media, tra loro Scott McLaughlin (Penske), Scott Dixon (Ganassi) e Josef Newgarden (Penske). McLaughlin, che nel primo stint era intorno alla quinta posizione, ha fatto overcut su un buon numero di piloti trovandosi in testa inseguito da RoGro, quando c'è stata una breve caution provocata da un testacoda di Conor Daly (Carpenter) che poi risulta avere regolarmente proseguito la gara. Pare che il testacoda sia stato provocato da un lieve contatto con un'altra vettura. Al restart frattanto c'è stato un accenno di duello McLaughlin/ Grosjean e O'Ward/ Ericsson.

Si è trattato solo di un accenno dato che c'è stato un gran botto: Rinus Veekay (Carpenter) è finito contro una barriera di pneumatici, Jack Harvey (Rahal) l'ha colpito di striscio e Kyle Kirkwood (Andretti) ha cozzato contro quest'ultimo prendendo il volo e ricadendo a terra al di là della vettura di Kirkwood. Il restart dopo questo incidente è stato esattamente a metà percorrenza e Dixon ha strappato la quarta posizione a Ericsson, mentre Herta è stato mandato a muro da un contatto con Will Power (Penske) e la sua gara è finita lì. Risulta ritirato poco più tardi Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), mentre per il resto la gara è proseguita normalmente, con il secondo stint che veniva completato. Grosjean è rientrato ai box un giro prima rispetto a McLaughlin, frattanto alle spalle di Augustin Canapino (Juncos) ormai sul punto di essere doppiato, un po' in mezzo in stile Esteban Gutierrez.


McLaughlin ha mantenuto la posizione nei confronti di Grosjean per un soffio, ma l'ex pilota di Formula 1 aveva la velocità per prendersela. A ripensarci, sarebbe stata una bella storia di riscatto personale se la sua prima vittoria in Indycar fosse arrivata proprio nello stesso giorno in cui si svolgeva anche il GP del Bahrein. Le belle storie, però, a volte esistono soltanto nei nostri sogni e McLaughlin e Grosjean hanno cozzato l'uno contro l'altro e sono finiti entrambi contro la barriera di pneumatici. Romain, un tempo principale rivale di Sebastian Vettel per il numero di "f*ck" pronunciati, è sceso dalla vettura e si è messo a imprecare. La sua gara e i suoi sogni di vittoria erano ormai finiti. McLaughlin se la passava un po' meglio, nel senso che la sua gara non è terminata lì, ma dietro la safety car è stato rimesso in strada e ha proseguito, anche se ormai a una tornata di ritardo dal nuovo leader.

Il nuovo leader era O'Ward, seguito da Ericsson e Dixon, quando eravamo ormai a tre quarti di gara. Alexander Rossi, su Arrows McLaren, era terzo, mentre completava la top-5 Callum Ilott. Il pilota del team Juncos si trovava intorno alla ventesima piazza nelle prime fasi della gara. Non se la stava passando male. Chi invece se la passava peggio è stato in seguito Newgarden: mancavano ormai sei giri alla conclusione quando dal posteriore della sua vettura hanno iniziato a uscire delle fiamme poco promettenti, che l'hanno costretto a dirigersi verso la pitlane e a ritirarsi. Ormai solo sedici vetture erano presenti in pista e a pensarci sedici non sarebbero neanche poche, complice il fatto che la griglia quest'anno sia piuttosto estesa: c'erano ben ventisette piloti presenti in pista al via. Anzi, quindici superstiti: pare che Robb si sia fermato proprio in quei frangenti.

Torniamo alle storie di riscatto, perché la gara non era ancora finita. Non potevamo avere una vittoria di Grosjean, che ormai era fuori dai giochi, e tutto ciò che ci rimaneva per consolarci erano i meme a proposito di Grosjean ed Ericsson, quello SkArS0 che rubava il volante in Formula 1 a piloti competitivi e che adesso vive di stent-... ah no, non vive di stenti, è un eroe in qualità di vincitore della passata Indy 500. A tre giri dalla fine ha superato O'Ward e si è portato in testa, andando a vincere, mentre Dixon, Rossi e Ilott completavano i primi cinque, precedendo Graham Rahal (Rahal). Will Power ha terminato settimo davanti ad Alex Palou (Ganassi), Christian Lundgaard (Rahal) e David Malukas (Coyne). Il debuttante Marcus Ericsson (Ganassi) ha finito undicesimo, con Canapino ultimo pilota a pieni giri, mentre McLaughlin, Daly e Kirkwood hanno concluso doppiati.


giovedì 28 luglio 2022

Indycar 2022: #11 e #12 Iowa Corn

Nello scorso weekend si sono svolti l'11° e il 12° evento della stagione 2022 di Indycar con un double header a Iowa Corn che direi di raccontarvi tutto in un solo post, dato che ci avviciniamo anche al prossimo evento della stagione che si terrà questo sabato all'Indianapolis Road Course. Questo ritorno su un ovale ha anche portato all'avere gare con nomi pittoreschi quasi in stile NASCAR, oltre che due gare con durata diversa l'una dall'altra.

HY-VEEDEALS 250 - la gara di sabato è iniziata con Power in testa dopo essere partito dalla pole position e Newgarden immediatamente alle sue spalle, situazione che non è cambiata se non al restart dopo la prima caution, innescata da un testacoda di Johnson che si è concluso senza conseguenze, nel senso che si è girato di trecentosessanta gradi senza toccare niente e ha ripreso così come se niente fosse. A quel punto, al momento del restart, Newgarden ha preso la leadership e di fatto da allora è stato incontrastato fino alla fine.
Ci sono state altre caution nel corso della gara - una per incidente di Rosenqvist, una per detriti, una per incidente di Carpenter - e un momento in cui in realtà Newgarden non è stato incontrastato tanto quanto ho detto, dato che gli si è quasi affiancato Ericsson, con un lieve contatto tra i due mentre lottavano per la leadership. Ericsson ha dovuto desistere e in realtà nelle parti successivi della gara non è neanche che lo si sia rivisto nelle posizioni di primissimo piano.
Se Newgarden si è portato a casa la vittoria senza problemi, O'Ward è riuscito a strappare la seconda posizione a Power, che si è dovuto accontentare della terza posizione davanti a Veekay e Dixon, unici altri piloti a pieni giri (circuito breve, nessuna safety car nelle fasi finali, piloti costretti a rallentare per preservare le gomme e risparmiare carburante). Palou ha chiuso sesto davanti a Grosjean, Ericsson, Rahal e Lundgaard a completare la top-10. Johnson, che avevamo visto stazionare anche in sesta/ settima piazza è giunto undicesimo davanti a Ilott, Rossi, Malukas, Kirkwood, Castroneves, DeFrancesco, Harvey, Daly, Kellett, Sato, McLaughlin, Pagenaud e Herta, quest'ultimo ha avuto problemi ai box in un momento precedente della gara.

HY-VEE SALUTE TO FARMERS 300 - anche nella gara della domenica Power è partito dalla pole position e ha leaderato per almeno un terzo di gara, seguito da Newgarden che, appunto, dopo circa un terzo di gara l'ha superato prendendosi la prima posizione. Dietro di loro c'era O'Ward e sono rimasti comunque i primi tre anche quando, dopo un incidente di Kirkwood - il primo incidente della giornata - sono rientrati ai box in regime di safety car. Dopo una successiva sosta, tuttavia, O'Ward si è ritrovato secondo davanti a Power e questo gli ha aperto la strada per la vittoria.
Era già gara inoltrata quando Newgarden ha perso il posteriore della vettura, dopo la probabile rottura di una sospensione, finendo violentemente a muro. Power e McLaughlin completano il podio, mentre Dixon si classifica quarto. Dopo un acceso duello con il compagno di squadra Ericsson, Johnson si procaccia la prima top-5 relegando il leader del campionato in sesta posizione, con Rosenqvist e Malukas settimo e ottavo a frapporsi tra Ericsson e Grosjean, mentre Sato chiude la top-10. Dietro di lui ci sono Ilott, Herta, Palou, Rahal, DeFrancesco, Daly, Carpenter, Rossi, Veekay, Harvey, Castroneves, Kellett e Pagenaud. Oltre ai due piloti usciti per incidente, si segnala anche il ritiro per problemi tecnici di Lundgaard nella prima parte di gara.
Newgarden, portato al centro medico e subito dimesso, è in seguito svenuto nel parcheggio del circuito e per tale ragione portato in ospedale. Dimesso l'indomani, risulterebbe essersi perfettamente ripreso, ma la sua presenza al prossimo evento è al momento in dubbio. Qualora non fosse presente, il suo sostituto sarebbe Ferrucci.

giovedì 7 luglio 2022

Indycar 2022: #9 Gran Premio di Mid-Ohio

Tra le gare che si sono svolte nello scorso fine settimana c'è stata anche quella di Indycar, per la quale Pato O'Ward (Arrow McLaren) si è procacciato la pole accanto a Scott McLaughlin (Penske), con Colton Herta (Andretti), Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Scott Dixon (Ganassi) e Simon Pagenaud (Penske) a completare le prime tre file. Dopo un falso allarme - le vetture non allineate bene dietro la safety car, cosa che ha portato a un ulteriore giro di lancio - la gara è partita regolarmente, con O'Ward davanti a tutti. Più indietro frattanto Will Power (Penske) cozzava contro qualcuno e finiva in testacoda, ma è riuscito a riprendere la retta via, senza necessitare ingressi della safety car arrivata qualche giro dopo quando Rosenqvist è rimasto fermo con la vettura che emetteva fumo.

O'Ward ha mantenuto la posizione al restart, mentre Herta cercava di infastidire McLaughlin venendo però superato da Dixon e rischiando anche un sorpasso da parte di Pagenaud. Il leader della gara ha anticipato la prima sosta sostenendo di avere dei problemi e in quel momento Kyle Kirkwood (Foyt) è finito fuori per incidente, con nuovo ingresso della safety car. Ciò ha rimescolato le posizioni e Scott McLaughlin si è ritrovato leader davanti ad Alex Palou (Ganassi) e c'è stato un accenno di duello tra i due, subito interrotto dal testacoda di Dalton Kellett, compagno di squadra di Kirkwood, dopo un contatto. Al nuovo restart le posizioni dei primi quattro - McLaughlin/ Palou/ Herta/ O'Ward - sono rimaste invariate, mentre più indietro Pagenaud sembrava perdere qualche posizione.

In generale, comunque, in bassa top-ten e oltre sembrava esserci più movimento di quanto non ce ne fosse sul momento per le primissime posizioni. Power nel frattempo risaliva addirittura nella top-ten mentre eravamo intorno a metà gara. O'Ward è rimasto quarto ancora un po', per poi essere costretto al ritiro da un guasto. Nel frattempo c'era un nuovo intoppo in pista sempre made by Foyt: stavolta la vettura era ferma per problemi tecnici ed era quella di Tatiana Calderon. Le soste di questo giro si sono svolte quindi in regime di safety car. Herta a questo punto era leader davanti a McLaughlin e Palou, mentre Power è risalito al quarto posto superando Rinus Veekay (Carpenter) il tutto mentre Callum Ilott (Juncos), nella prima parte di gara nella bassa top-ten, si dirigeva ai box lentamente per non uscirne più.

A gara inoltrata (e con Herta non più leader, a questo punto), poi, c'è stato un plot-twist, un incidente tra compagni di squadra del team Andretti, due nostre vecchie conoscenze, Alexander Rossi e nientemeno che Romain Grosjean! Rossi ha *lievemente* tagliato la strada a Grosjean con i due che si sono ritrovati a vagare entrambi sull'erba e nel caso di RoGro più a stare fermo che a vagare, in realtà. È entrata nuovamente la safety car, ma parliamo un attimo dei commenti (nell'extended highlights di Youtube) invece che della gara: una persona si è lamentata del fatto che i piloti di Formula 1 sono troppo al limite e che manovre del genere non dovrebbero avere spazio in Indycar. Il mondo del motorsport sembra essersi improvvisamente ribaltato, ai suoi occhi.

McLaughlin, Palou, Power, O'Ward e Dixon completavano la top-5 seguiti da Marcus Ericsson (Ganassi), Josef Newgarden (Penske), Helio Castroneves (Meyer Shank), David Malukas (Coyne) e Jack Harvey (Rahal) nei primi dieci. I primi nove sono rimasti invariati fino al traguardo, con Harvey invece precipitato più indietro(?). Pagenaud è risalito quindi al decimo posto, precedendo Christian Lundgaard (Rahal), Graham Rahal (Rahal), Conor Daly (Carpenter) e Takuma Sato (Coyne). Herta, protagonista di un contatto innescato da Grosjean, è giunto quindicesimo, davanti a Jimmie Johnson (Ganassi) e Devlin DeFrancesco (Andretti) protagonista inve e di un contatto innescato da Rossi. A seguire poi il team Paretta con Simona De Silvestro, davanti agli autori di gare poco tranquille, ovvero Rossi, Harvey, Grosjean e Kellett.

martedì 31 maggio 2022

Indycar 2022: #6 Indianapolis 500

Avete presente quella sensazione che si prova nel sapere che presto si svolgerà una delle gare automobilistiche più importanti e prestigiose al mondo e che solo i primi 33 qualificati avranno accesso alla griglia di partenza, mentre qualche povero sprovveduto la gara se la guarderà dall'esterno? Ecco, questa sensazione, quest'anno, non si può provare: il mese di maggio è già iniziato e non si arriva nemmeno ancora a 33, in un primo momento è difficile addirittura pensare a una griglia completa. Poi arriva il team Dragonspeed, che all'ultimo momento porta il pilota numero 33: si tratta di Stefan Wilson. Restano come facilmente prevedibile 33 e c'è la certezza che tutti quanti potranno andare sulla griglia. Credo ci siano sia lati negativi sia lati positivi in tutto ciò. Da un lato, quello negativo, non si raggiungerà mai quel turbine di emozioni provate nel vedere il confronto decisivo tra Kyle Kaiser e Fernando Alonso qualche anno fa, ma dall'altro è positivo sapere che appunto nessuno sarà escluso. Tutte le entry saranno in pista e le entry sono, nello specifico, queste:

- Penske: presente con tre vetture, guidate dai piloti titolari Josef Newgarden, Will Power e Scott McLaughlin;
- Chip Ganassi: oltre ai full time Alex Palou, Scott Dixon, Marcus Ericsson e Jimmie Johnson schiera una quinta vettura per Tony Kanaan;
- Andretti Autosport: oltre alle quattro vetture dei titolari Colton Herta, Alexander Rossi, Romain Grosjean e Devlin DeFrancesco, schiera una quinta vettura guidata da Marco Andretti;
- Arrow McLaren: porta tre vetture, guidate dai full time Felix Rosenqvist e Patricio O'Ward e da Juan Pablo Montoya che ha già preso parte anche al GP di Indianapolis Road Course;
- Carpenter: oltre alle due vetture di Conor Daly e Rinus Veekay è presente una terza vettura guidata da Ed Carpenter;
- Rahal Letterman: porta tre vetture guidate dai piloti titolari Graham Rahal, Jack Harvey e Christian Lundgaard;
- Meyer Shank: come da line-up full time schiera Helio Castroneves, quattro volte vincitore della Indy 500, e Simon Pagenaud;
- A.J.Foyt: oltre alle due vetture guidate dai titolari Dalton Kellett e Kyle Kirkwood, porta una terza vettura guidata da J.R. Hildebrand;
- Dale Coyne: è presente con due vetture, guidate dai piloti titolari Takuma Sato e David Malukas;
- Juncos: porta una sola vettura, guidata da Callum Ilott;
- come team one-off, Dreyer & Reinbold porta due vetture guidate da Sage Karam e Santino Ferrucci, mentre Dragonspeed ne porta una guidata da Stefan Wilson.

21/22 Maggio - è il fine settimana delle qualifiche, che hanno subito qualche modifica rispetto alle stagioni precedenti. Nello specifico al sabato vengono definite le posizioni della griglia eccetto le prime quattro file. Poi, la "Fast 12", alla domenica si qualifica di nuovo, per definire le prime quattro file della griglia. Veekay, O'Ward, Rosenqvist, Palou, Kanaan, Johnson, Carpenter, Ericsson, Grosjean, Dixon, Power e Sato sono i dodici piloti che conquistano questo onore e che sabato non sanno ancora da che casella della griglia partiranno otto giorni più tardi. La qualifica della Fast 12 in realtà è successivamente divisa in Fast 6, ma questo è un altro discorso. Quello che conta, alla fine, è che Dixon conquista la pole, la più veloce della storia della Cinquecento Miglia e che sono in tanti ad affermare che meriterebbe di vincere una seconda volta. Probabilmente qualcuno che fino a pochi giorni prima pensava che Dixon sia un V3KkYaCçY0 che dovrebbe ritirarsi cambia improvvisamente idea, in attesa che accada qualcosa che gli possa permettere di screditarlo ulteriormente.
Nel frattempo, nel weekend delle qualifiche, un simpaticone scredita la Indy 500 su Twitter, sostenendo che se "un backmarker della Formula 1" può classificarsi così avanti, allora deve essere una serie per piloti scarsi. Il suddetto backmarker della Formula 1 ne approfitta per rispondergli su Twitter, ricordandogli che tipo di monoposto guidava e che, nello stesso team, il suo ex compagno di squadra sta ottenendo grandi risultati. Mi piace questa ship Grosjean/ Magnussen, sarebbe bello prima o poi rivederli nello stesso team, anche se dubito che accadrà. In più credo che la carriera di RoGro abbia preso una svolta di un certo livello, rispetto a quando stava alla Haas. Ora però, credi sia meglio tornare a noi e occuparci della griglia di partenza:

1^ fila: Dixon, Palou, Veekay
2^ fila: Carpenter, Ericsson, Kanaan
3^ fila: O'Ward, Rosenqvist, Grosjean
4^ fila: Sato, Power, Johnson
5^ fila: Malukas, Newgarden, Ferrucci
6^ fila: Pagenaud, Hildebrand, Daly
7^ fila: Ilott, Rossi, Rahal
8^ fila: Karam, Andretti, DeFrancesco
9^ fila: Herta, McLaughlin, Castroneves
10^ fila: Kyrkwood, Kellett, Montoya
11^ fila: Lundgaard, Harvey, Wilson

29 Maggio - è il giorno della gara, che inizia nel tardo pomeriggio italiano (o primissima serata, a seconda di quale sia la nostra percezione del pomeriggio/ sera). Dixon parte dalla pole position e nella prima parte di gara sono lui e il compagno di squadra Palou ad alternarsi in prima posizione, con Veekay che cerca di inserirsi. Dopo la prima sosta sembra anche davanti ai due, ma sarà il primo pilota a uscire di scena. Ci si avvicina a un quarto di gara quando va a sbattere, provocando il primo ingresso della safety car (pare guidata da Sarah Fisher).
Quando la gara riprende ci sono ancora Palou e Dixon nelle zone alte della classifica, ma la gara di Palou sta per prendere una piega poco positiva. Certo, è meno positiva la piega che prende la gara di Ilott, il secondo pilota a uscire di scena a causa di un incidente, che provoca il secondo ingresso della safety car. Ciò avviene nel bel mezzo di un giro di soste, quando Dixon è già rientrato ai box e Palou non ancora. La pitlane è chiusa ed è costretto a rientrare prima che riapra, per non finire la benzina. Dopo la sosta dovrà quindi scontare una penalità, il tutto mentre Dixon si trova in prima posizione, davanti adesso a Daly. Quest'ultimo risale brevemente in testa per poi essere passato nuovamente da Dixon.
Quando la gara arriva all'halfway point, i primi cinque sono Dixon, Daly, O'Ward, Ericsson e Kanaan.
Pochi giri più tardi Grosjean è protagonista del terzo incidente che provoca l'ingresso della safety car. In questo momento Daly è già rientrato ai box per il pitstop, mentre Dixon è uno dei piloti che rientrano in regime di safety car. Si deve accodare a Daly, ma al restart si porta di nuovo in testa, con Daly che perde la posizione anche a vantaggio di O'Ward. Quest'ultimo giunge anche a insidiare la posizione di Dixon e si porta in testa dopo un successivo giro di soste mentre la gara si avvia verso i tre quarti del proprio completamento. Nel frattempo risulta essersi ritirato Herta per un guasto: stava prendendo parte alla gara sulla vettura di riserva dopo un violento cappottamento due giorni prima nel Carb Day.
Siamo esattamente a tre quarti di gara quando McLaughlin sbatte, rischiando di essere colpito anche da una vettura che sopraggiunge ma che riesce a evitarlo. Entra di nuovo la safety car e al restart Dixon si porta in testa davanti a O'Ward, seguono Rosenqvist, Daly ed Ericsson a completare la top-5 prima dell'ultimo giro di pitstop, quando mancano circa venticinque giri alla fine della gara. In questo momento avviene un ennesimo colpo di scena: dopo avere leaderato la maggior parte della gara, Dixon arriva a ruote bloccate in pitlane, errore che si rivela fatale in quanto supera il limite consentito di velocità e viene penalizzato per questo.
Dal giro di pitstop sembrano uscirne vincenti le Arrow McLaren, ma non è detta l'ultima parola, perché in breve tempo Ericsson supera sia Rosenqvist sia O'Ward portandosi in testa alla gara. A quel punto, quando mancano sei giri alla conclusione, anche Johnson - che dopo una brutta partenza non è mai stato nelle zone alte della classifica nonostante la buona qualifica - finisce la propria gara a muro. Per evitare che la gara finisca in regime di safety car, viene data di lì a poco bandiera rossa. Dopo una serie di interminabili minuti finalmente le vetture, che sono in precedenza rientrate in pitlane, si riportano in pista alle spalle della safety car. Ericsson, O'Ward, Kanaan, Rosenqvist e Rossi sono i primi cinque in questo momento e alla bandiera verde ci saranno due giri da percorrere.
Ericsson sembra mantenere la posizione, mentre dietro di lui si vedono le due Arrow McLaren affiancate. Tra di loro la spunta O'Ward, che rimane il più vicino al leader. Un giro più tardi, quando passano sotto la bandiera bianca, O'Ward sembra affiancare Ericsson, ma è il pilota svedese a rimanere davanti e sembra anche allungare. A mettere definitivamente fine a ogni dubbio è Karam: sbatte nel corso dell'ultimo giro, congelando di fatto le posizioni: l'edizione numero 106 della Cinquecento Miglia di Indianapolis la vince Marcus Ericsson!
O'Ward, Kanaan, Rosenqvist, Rossi, Daly, Castroneves, Pagenaud, Palou e Ferrucci completano la top-ten, mentre dietro di loro si classificano Montoya, Hildebrand, Newgarden, Rahal, Power, Malukas, Kirkwood, Lundgaard, Carpenter e DeFrancesco nei primi venti. Seguono Dixon, Andretti e Karam, che viene classificato come ultimo pilota a pieni giri, mentre sono doppiati di uno o due giri Harvey, Sato, Wilson e Kellett. Il migliore dei rookie è Malukas, ma vedo che ci sono polemiche perché non è lui ad essere votato come Rookie of the Year, ma piuttosto Johnson.
Preferisco concentrarmi non sulle polemiche ma su ciò che c'è di positivo... e di spunti positivi ce ne sono tanti. Nel vedere Ericsson tagliare il traguardo da vincitore (sono riuscita a vedermi gli ultimi giri in diretta su uno streaming non ufficiale su Youtube - il resto l'ho recuperato tramite extended highlights) mi sono commossa. Quando era in Formula 1 veniva considerato una nullità, perché non era brillante abbastanza per piacere alla gente. Adesso ha vinto una delle gare automobilistiche più importanti al mondo dopo essersi costruito una carriera di successo. In un mondo in cui la tifoseria motoristica e gli addetti ai lavori sembrano dividere sempre più i piloti in predestinati e falliti, Ericsson è la dimostrazione che c'è qualcosa di più.

martedì 17 maggio 2022

Indycar 2022: #5 Gran Premio di Indianapolis

Sabato sera è tornato a trovarci un grande classico del passato, la sovrapposizionehhhh tra l'Eurovision Song Contest e l'automobilismo, nella forma del Gran Premio di Indianapolis. Sono perfettamente consapevole del fatto che l'ESC (contest musicale che peraltro mi interessa relativamente poco) non abbia nulla a che vedere con l'automobilismo, ma non funziona così ovunque, perché in questi giorni ho letto una persona - immagino statunitense - che affermava di avere visto pochi minuti dell'Eurofestival e di essersi sorpresa che gli europei si lamentassero del comportamento dei vip americani ospiti ai gran premi quando poi in Europa si organizza un contest musicale più cringe del loro comportamento. Una simile osservazione lascia pensare che questa persona venga da uno di quegli alternate universe dove sommando due spiedini di gamberi e cinque carote vengono fuori sette fragole.

Mi auguro che a queste persone Will Power abbia riservato un saluto subito dopo avere ottenuto la pole - intendo il suo tipico "saluto". Il pilota di Penske ha ottenuto la pole accanto ad Alex Palou (Ganassi), seguito da Josef Newgarden (Penske), Conor Daly (Carpenter), Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) a completare le prime tre file. La gara è partita puntual-... la gara è partita dopo un rain delay e la partenza di Willpowahhhh non è stata particolarmente eccezionale. Al termine del primo giro c'era O'Ward al comando, seguito Palou, con Power solo in terza posizione, mentre anche Newgarden aveva perso alcune posizioni. Rosenqvist invece è risalito al terzo posto e poco dopo si è portato in seconda posizione alle spalle del compagno di squadra. Nel frattempo, di lì a poco, alcuni piloti hanno iniziato a recarsi ai box per passare dalle gomme da bagnato a quelle da asciutto.

Si è intravisto un mezzo contatto, mi è parso di capire tra Graham Rahal (Rahal) e Devlin De Francesco (Andretti), che tuttavia non ha generato conseguenze peggiori di un fugace testacoda. Nel frattempo anche i piloti di testa hanno iniziato a fermarsi ai box, con conseguente difficoltà nello stare dietro alle posizioni. Resta però un dato di fatto: Pato O'Ward si è ritrovato dietro Colton Herta (Andretti) e poi se l'è ritrovato davanti. Poi ecco il primo plot-twist vero e proprio: una vettura in testacoda, nello specifico quella di Palou! Non solo la prima safety car è entrata a causa di un pilota illustre, ma poco tempo dopo anche la seconda, stavolta è stato il caso di Newgarden. La terza, invece, è arrivata per la vettura incidentata di Rinus Veekay (Carpenter), il quale prima è finito sull'erba, poi nel rientrare in pista è stato colpito dalla vettura di De Francesco ed è finito in testacoda. Mentre accadeva tutto ciò, Herta era stabilmente in testa.

Herta, che prima era davanti alle Arrow McLaren di O'Ward e Rosenqvist, con Takuma Sato (Coyne) quarto davanti a Willpowahhhh, si è ritrovato dopo la sosta O'Ward attaccato agli scarichi, ma ha mantenuto la posizione. Nel frattempo il giro di pitstop andava avanti con piloti random che facevano i fighi stando brevemente in testa alla gara a caso: questo onore è toccato anche a Tatiana Calderon (Foyt), nello stesso momento in cui Dalton Kellett (Foyt) usciva di pista. In quei momenti, appena rientrato ai box, Scott Dixon (Ganassi) rimaneva senza benzina prima di raggiungere la propria piazzola. È entrata di nuovo la safety car, intanto stava iniziando a piovere e c'erano ancora dei piloti a caso davanti, Marcus Ericsson (Ganassi) era in prima posizione davanti a Kyle Kirkwood (Foyt), con Herta in terza posizione. Nel frattempo qualcuno iniziava a rientrare ai box per passare alle gomme da pioggia, tra cui Alexander Rossi (Andretti).

Subito dopo il restart, O'Ward ha tentato il sorpasso su Herta, ma gli è andata male. Anzi, malissimo, perché subito dopo si è toccato con il compagno di squadra Rosenqvist, uno dei due è finito in testacoda e poi si è girato nel senso giusto, gli altri piloti sono passati, ma non tutti, in quanto Sato ha tagliato per i prati, poi è stata messa di nuovo la safety car. Ericsson ha continuato a fare il figo in prima posizione, mentre Dixon che apparentemente era riuscito in qualche modo a proseguire, al restart ha cercato di superare per sdoppiarsi. Ericsson invece è stato superato da diverse vetture e ben presto si sono portate in top-5 dietro a Herta le vetture di Scott McLaughlin (Penske), Jack Harvey (Rahal), Romain Grosjean (Andretti) e Simon Pagenaud (Meyer Shank). Nel frattempo le cose andavano malissimo per Rossi, perché aveva smesso di piovere. Poi hanno iniziato ad andare male anche per Grosjean.

RoGro, che ultimamente è stato al centro di polemiche con vari piloti che sembrano avere criticato la sua guida, si è ritrovato a tu per tu con Harvey ed è finita male, soprattutto per lui che è finito in testacoda. Anche Harvey ha perso qualche posizione, ma roba da poco, con Pagenaud che è passato al terzo posto, probabilmente triggerando tutti i fanboy di Lando Norris (se non sapete di cosa sto parlando oppure non ricordate, siete persone molto fortunate). O'Ward nel frattempo stava risalendo di nuovo in zona top-5, mentre la gara proseguiva tranquillamente. O almeno, è proseguita tranquillamente fintanto che non è tornato a piovere, generando una situazione in stile "prima vittoria di Barrichello a Hockenheim": c'era infatti metà pista bagnata e metà pista asciutta. Al momento tutti hanno proseguito sulle slick.

O meglio, hanno proseguito tutti sempre che quello che ha fatto Jimmie Johnson (Ganassi), ovvero finire in testacoda e impantanarsi, possa essere valevole come "proseguire". È tornata a farci visita la safety car e nel frattempo nelle zone basse della top-ten c'erano anche dei V3KkYaCçY tipo Helio Castroneves. Il pilota del team Meyer Shank era in buona compagnia, come se fosse in contemplazione di un cantiere con il giornale sotto al braccio, c'era dietro di lui anche Juan Pablo Montoya, in questo weekend presente con una terza vettura del team Arrow McLaren in attesa di partecipare alla Indy 500 a fine mese. Nel frattempo era la finestra di pitstop della maggior parte dei piloti, che sono rientrati in pitlane e ne sono usciti sulle slick. Poi è venuto a piovere e tipo dopo un giro dietro la safety car sono tornati tutti ai box in branco.

Sembra ci sia stato un contatto ai box tra Rahal e Harvey, con quest'ultimo che è precipitato indietro di diverse posizioni e Rahal penalizzato per avere innescato l'incidente. O'Ward nel frattempo era in testa, ma è stato superato da Herta, con la gara che non è durata molto a lungo in condizioni di bandiera verde, perché McLaughlin è partito in testacoda. Nel successivo restart non è chiaro cosa sia successo esattamente, ma O'Ward è rientrato ai box - mi viene in dubbio avesse fatto una sosta in meno in precedenza e quella fosse la ragione per cui era in testa - con Pagenaud risalito in seconda posizione davanti a Power: i tre successivamente hanno terminato la gara proprio in quelle posizioni, procacciandosi il podio. Nel frattempo Daly e Montoya completavano la top-5, ma Ericsson ha iniziato a farsi largo nelle posizioni che contano, purtroppo senza Grosjean, rientrato ai box da poco.

Ericsson si è portato al quarto posto superando anche Daly, che comunque ha chiuso la gara quinto, mentre è andata peggio a Montoya, che a due giri dalla fine ha forato aprendo la strada al sesto posto di Rosenqvist e al settimo di Sato. Dietro di loro, due nostre conoscenze dei tempi della Formula 2, Callum Ilott (Juncos) e Christian Lundgaard (Rahal), mentre in qualche modo Dixon è riuscito a chiudere la gara al decimo posto, precedendo Rossi e nientemeno che David Malukas (Coyne) che sembra non avere fatto danni nel corso della gara. Seguivano Harvey, Castroneves, Calderon, Rahal, Grosjean, Palou, O'Ward, McLaughlin, De Francesco, Johnson, Veekay e Montoya, mentre risultano come ritirati Newgarden, Kirkwood e Kellett. Si è conclusa così la gara di Indianapolis Road Course, in attesa la prossima settimana delle qualifiche della Indy 500 e poi della gara stessa che si svolgerà il 29 maggio in sovrapposizionehhhh con il GP di Montecarlo.

martedì 3 maggio 2022

Indycar 2022: #4 Gran Premio di Barber

Ieri ho parlato dell'eprix di Montecarlo, oggi è giunto il momento di parlare dell'altra gara open wheel di primo livello che si è svolta nel corso del weekend: il Gran Premio di Barber di domenica sera, ultima gara prima del mese di maggio, dedicato a Indianapolis (adesso non fate gli iper-precisi, perché domenica già era iniziato maggio, ma sforzatevi di capire il concetto). In Alabama, Rinus Veekay (Carpenter) si è procacciato la pole position davanti a Pato O'Ward (Arrow McLaren) ed Alex Palou (Ganassi), quindi largo ai giovani ma non troppo, perché c'è sempre il V3KkYaCçY0 di turno che può riservare sorprese... anche se, di fatto, il podio ha visto la top-3 delle qualifiche un po' rimescolata: ha infatti vinto O'Ward, precedendo Palou e Veekay, vittoria possibile anche grazie a una buona gestione delle strategie.

Non temete, perché di V3KkYaCçY ce ne sono stati ben due a completare la top-5 e dopo delle gare in risalita: quarto è giunto infatti Will Power (Penske) che partiva diciannovesimo e quinto Scott Dixon (Ganassi), anche lui partito oltre la top-ten, anche se non tanto indietro quanto Power - tredicesimo. Nella sua risalita abbiamo visto Willpowahhhh superare anche il compagno di squadra Scott McLaughlin, che ha chiuso la gara in sesta posizione. Poi, finalmente, dietro di loro qualcuno si è ricordato che il campionato di Indycar è un campionato nordamericano, quindi bisogna comportarsi da piloti che corrono in Nord-America. Il fattaccio è avvenuto mentre Graham Rahal (Rahal) e Romain Grosjean (Andretti) lottavano per la settima piazza. Rahal avrebbe difeso la propria posizione, cosa non gradita da RoGro, che gli avrebbe rifilato due mezze sportellate: come finire una gara in polemica!

Specifico, perché ho scritto *avrebbe*. Le sportellate gliele ha effettivamente tirate, ma che l'abbia fatto di proposito l'ha detto Rahal e anche qualcuno in telecronaca - ho visto gli extended highlight del Fast Forward. In telecronaca hanno anche parlato della loro stazza, valutando come si sarebbe evoluta una potenziale rissa post-gara tra di loro. Hanno anche lasciato intendere che il maggiore candidato alla vittoria era Rahal, che obiettivamente è un tantino più abbondante di RoGro. Ci sono state due evoluzioni a tutto ciò, la prima che Grosjean ha superato Rahal all'ultimo giro ma nessuno se n'è accorto, la seconda che Rahal non ha innescato nessuna rissa, ma una serie di lamentele che hanno generato anche qualche flame su Twitter. Se non sbaglio ha anche risposto a un tipo che lo criticava per le sue lamentele. Nel frattempo non è chiaro cosa ne pensi Grosjean.

Hanno chiuso la top-ten due compagni di squadra di RoGro, ovvero Alexander Rossi e Colton Herta. Quest'ultimo - visto a un certo punto della gara mentre in pista litigava con RoGro - poteva puntare a qualcosa di meglio, ma nello stint finale ha perso posizioni con una sbinnata. Simon Pagenaud (Meyer Shank) ha chiuso dodicesimo precedendo Marcus Ericsson (Ganassi), Takuma Sato (Coyne) e Josef Newgarden (Penske): anche quest'ultimo nel corso della gara è stato visto mentre litigava con Grosjean. Christian Lundgaard (Rahal) ha terminato la gara in quindicesima posizione, davanti a Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Devlin De Francesco (Andretti), Jack Harvey (Rahal), Conor Daly (Carpenter) e David Malukas (Coyne). Ha chiuso ventunesimo, ultimo a pieni giri, Helio Castroneves (Meyer Shank) dopo una gara deludente, nella quale ha anche litigato con Grosjean.

Obiettivamente RoGro ha cercato di infilarsi in qualsiasi casino gli capitasse a tiro, ma nevermind. Procediamo e parliamo di chi ha chiuso doppiato, perché a fine gara le vetture in pista c'erano ancora tutte. Questi illustri piloti sono stati Kyle Kirkwood (Foyt), Dalton Kellet (Foyt), Jimmie Johnson (Ganassi), Callum Ilott (Juncos) e Tatiana Calderon (Foyt). Ilott aveva anche iniziato bene, mi sembra fosse in zona top-ten o giù di lì, ma poi durante un duello con Castroneves(?) ha messo le ruote sull'erba ed è partito in una notevole sbinnata. Adesso non resta altro da fare che attendere di entrare in pieno clima Indianapolis. Tra tredici giorni (o per meglio dire, tra undici giorni, tredici dopo la gara di Barber) si svolgerà la gara di Indy Road Course, dopodiché la settimana seguente ci saranno le qualificazioni della Indy 500 e nell'ultimo fine settimana di maggio la Indy 500 stessa.

mercoledì 29 settembre 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Long Beach // Alex Palou vince il titolo

Nell'ultima domenica di settembre si chiude il campionato di Indycar e si chiude con la bellezza di ventotto vetture al via, con la stessa line-up già vista nei due eventi precedenti alla quale si aggiunge un solo pilota già visto in precedenza. Ci sono quattro Penske guidate da Josef Newgarden, Will Power, Simon Pagenaud e Scott McLaughlin, due Arrow McLaren guidate da Patricio O'Ward e Felix Rosenqvist, quattro Ganassi guidate da Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Ericsson e Jimmie Johnson e quattro Andretti guidate da Alexander Rossi, Colton Herta, James Hinchcliffe e Ryan Hunter-Reay.

Per quest'ultimo si tratta dell'ultima gara con il team, nel 2022 al suo posto ci sarà Romain Grosjean che per ora fa coppia con Ed Jones in Coyne. Takuma Sato e Graham Rahal sono ancora affiancati al team Rahal da Oliver Askew, mentre Max Chilton guida l'unica Carlin. Sebastien Bourdais, Dalton Kellett e Charlie Kimball fanno coppia per Foyt, Jack Harvey e Helio Castroneves per Shank, Conor Daly e Rinus Veekay corrono per Carpenter, mentre Callum Ilott guida l'unica vettura del team Juncos, comparso in corso d'opera e con il quale prenderà parte all'intera stagione 2022. Tra tutti i piloti citati è Kimball quello che non era presente agli ultimi due eventi finora disputati.

Lo scontro per il titolo è aperto tra lo spagnolo Alex Palou, il messicano Pato O'Ward e lo statunitense, già campione di Indycar in passato, Josef Newgarden. A Palou basterebbe un undicesimo posto per vincere il titolo qualunque cosa facciano gli altri e il campionato sarebbe quasi assicurato se dovesse confrontarsi con il solo Newgarden. Il pilota del team Penske è autore della pole position e ciò non guasta, ma sembra che tutto ciò che possa fare arrivato a questo punto sia concludere la stagione in bellezza, perché come appena specificato il titolo è qualcosa di molto lontano per lui ed è già abbastanza lontano anche per O'Ward.

Quando la gara - che ho visto su Youtube grazie a un canale "non ufficiale" - inizia, le cose per Palou si mettono ancora peggio e di fatto viene eliminato dallo scontro per il titolo fin dal via, quando rimane coinvolto in un incidente tra varie vetture, pare venendo speronato da Jones(?). Precipitato indietro, la sua gara sarà fatta di varie peripezie. Resterà fermo, uscirà dai box dopo una trentina di giri per percorrere ancora qualche giro, poi si ritirerà definitivamente. Tornando invece al via, Newgarden è in testa nella prima parte di gara, seguito da Dixon e da Castroneves. Palou è in bassa top-ten, ma se dovesse arrivare in quella posizione gli basterebbe e avanzerebbe per diventare il primo spagnolo campione di Indycar.

Castroneves tenta una strategia diversa dagli altri piloti. Nel primo terzo di gara ci sono due ulteriori ingressi della safety car, ulteriori rispetto a quello per l'incidente iniziale, uno quando si ferma O'Ward, l'altro per Ericsson a muro. Tutti o quasi si fermano durante l'una o l'altra neutralizzazione. Helio no, prosegue in testa alla gara e poi rientra più tardi. La strategia non pagherà affatto e terminerà la gara in ventesima posizione, il che non è esattamente l'ideale per chi nella prima fase di gara stava tra i primi tre. Herta, nel frattempo, ha preso la testa della gara davanti a Newgarden e a Dixon. Palou risale al quarto posto ed è lì che terminerà la gara.

La top-ten viene completata da Pagenaud, Rossi, Harvey, Bourdais, Sato e Power. Seguono McLaughlin, Jones, Rosenqvist, Hinchcliffe, Rahal, Chilton, Johnson, Kimball, Kellett, Castroneves, Daly, Askew e Hunter-Reay che non chiude esattamente nel modo migliore la sua ultima stagione con il team Andretti. Chiude comunque peggio il campionato il suo successore: Grosjean, che aveva viaggiato in top-5 a inizio gara e in top-ten in un secondo momento, danneggia una sospensione strisciando contro un muretto(?) ed è costretto al ritiro ai box. Oltre a lui anche Veekay e Ilott non hanno completato la gara, come i già citati O'Ward ed Ericsson.

mercoledì 22 settembre 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Laguna Seca

Nel weekend passato c'è stato il penultimo evento stagionale del campionato di Indycar, che ho recuperato grazie al "follow forward", il classico appuntamento con cui il giorno dopo viene caricata su Youtube la sintesi ufficiale di mezz'ora. La fine della stagione è sempre più vicina, il campionato terminerà la domenica che viene, quindi non perdiamo tempo e andiamo a ripercorrere la storia dei protagonisti (e dei meno protagonisti) dello scorso fine settimana, in cui era presente la stessa line-up del gran premio precedente (ovvero ci sono ancora Askew con il team Rahal e Ilott con il team Juncos).

P1: COLTON HERTA - vincitore dell'ultima edizione finora disputata, ha ottenuto la pole position e la sua leadership non è mai stata messa in discussione nemmeno per un momento (a parte forse quando al secondo giro Alexander Rossi cozza contro di lui, ma alla fine è Rossi l'unico a rimetterci), il che è curioso dato che si tratta dell'unico circuito su cui a suo tempo suo padre Bryan ha ottenuto più di una vittoria. Il giovane Herta con questo successo supera anche il numero di vittorie del padre, in più, avendo finalmente raggiunto l'età di ventun anni, immagino che stavolta sul podio possa finalmente sbevazzare like a boss senza commettere un reato.

P2: ALEX PALOU - il pilota spagnolo è leader della classifica e con questo secondo posto allunga sul diretto inseguitore O'Ward. Mai veramente vicino a Herta al punto da essere un candidato alla vittoria, il secondo posto è comunque un risultato di tutto rispetto in una situazione come questa. Nel corso dei primi giri è inseguito da Will Power, ma quest'ultimo uscirà di scena lasciandogli "campo libero". Soltanto nella fase finale della gara qualcuno si lancerà all'inseguimento di Palou, ma non si avvicinerà abbastanza.

P3: ROMAIN GROSJEAN - il suo weekend inizia con una demo a bordo della safety car, nel corso della quale sbatte con la suddetta safety car contro un muretto. Tutto ciò di per sé è iconico e meraviglioso, ma RoGro fa una gara al di sopra di ogni aspettativa. Partito dalla settima fila dopo una qualifica sfortunata, di fatto trascorre tutta la gara a superare vetture, con anche qualche doppiato che non è che gli stenda esattamente il tappeto rosso (con Jimmie Johnson si toccano anche, perché evidentemente Johnson decide di svegliarsi proprio stavolta!), giungendo fino al gradino più basso del podio e venendo nel corso del tempo elogiato e idolatrato in tutte le salse dai commentatori. Perché la Haas non ingaggia piloti di Indycar? Questo non lo so, il dubbio è piuttosto: perché gli attuali piloti della Haas non cercano di farsi ingaggiare da un team di Indycar?

P4: GRAHAM RAHAL - il suo destino sembra essere quello di avvicinarsi sempre alla vetta, ma di non avvicinarsi mai abbastanza per arrivarci. Come al solito c'è qualcuno disposto a dire che è il migliore e che un giorno ce la farà, ma quel giorno sembra ancora piuttosto lontano. Anche quest'anno Rahal il titolo lo vince l'anno prossimo.

P5: PATO O'WARD - il secondo posto di Palou non giova alle sue possibilità di procacciarsi il campionato, dal quale in termini di punteggio è abbastanza lontano, ma ci sono ancora delle speranze. Vedremo come si evolverà la situazione alla fine della settimana.

P6: MARCUS ERICSSON - nel primo tratto di gara si trova in top-5 in compagnia del compagno di squadra Scott Dixon, che tuttavia va incontro a varie peripezie (tipo essere speronato da Takuma Sato che cerca di girarsi dopo un testacoda). Lo vediamo essere superato dall'amico RoGro durante la rimonta di quest'ultimo, ma fortunatamente non ci sono safety car nelle vicinanze, quindi tutto procede nel migliore dei modi.

P7, P8, P9, P10: JOSEF NEWGARDEN, SIMON PAGENAUD, OLIVER ASKEW e ED JONES: a competare i primi dieci sono loro, nessuno mai veramente protagonista, ma quello che conta è il risultato. Tra di loro si segnala che Newgarden è al momento terzo in classifica finale, ancora ufficialmente in lotta per il titolo. Calcolare le proiezioni di classifica è una cosa un po' ostica, quindi questo post finisce qui, ci limiteremo a parlare, a suo tempo, dello scenario che si verificherà nella realtà.

lunedì 16 agosto 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Indianapolis Road Course (Big Machine Spiked Coolers Grand Prix)

Il campionato di Indycar è ricominciato una settimana fa dopo oltre un mese di stop e subito è iniziato con un triple header, stavolta con una Saturday Race avvenuta sull'Indianapolis Road Course, che domenica ospitava per la prima volta una gara di NASCAR su questo layout (gara di NASCAR che pare essere stata la versione stock car del GP di Nashville di Indycar della scorsa settimna, solo più caotica). Si trattava della seconda gara disputata in questa stagione all'Indy Road Course, dopo quella ormai consueta che si svolge in maggio due settimana prima della Indy 500. Stavolta siamo saliti da ventisette vetture a ventotto, con due novità: il team Rahal ha schierato Christian Lundgaard (pilota di Formula 2) come one-off al posto di Santino Ferrucci, mentre ha fatto il proprio esordio il team Top Gun Racing, quello che non si era qualificato per la Indy 500, con al volante R.C. Enerson (destinato a ritirarsi in pitlane nell'anonimato più totale).

Il weekend è iniziato con la pole position di O'Ward, seguito da Power, che su questo tracciato ha vinto diverse volte, Grosjean e un sorprendente Lundgaard che ha immediatamente scatenato un grande interesse e una quantità di sostenitori che non ho mai visto nei suoi confronti durante la Formula 2. Fatto sta che quando è iniziata la gara (che ho recuperato domenica tramite l'extended highlight di mezz'ora) ha perso una posizione, venendo superato da Herta, ma ha comunque viaggiato in top-5 per tutta la durata del primo stint, nonostante subisse gli effetti di un'intossicazione alimentare, che faceva tanto Gran Premio di Singapore. Tra parentesi, stando all'aspetto che la maggior parte del cibo americano aveva nelle pubblicità onnipresenti quando guardavo le gare in streaming, mi stupisce come le intossicazioni alimentari tra i piloti che corrono negli States non siano più frequenti.

Non sono qui né per parlare di hamburger estremamente unti né di pizze alla banana con candeline tipo torta di compleanno, quindi possiamo passare oltre e tornare in topic: dopo la prima sosta, Lundgaard ha iniziato a perdere posizioni e ha viaggiato per un po' di tempo nella zona bassa della top-ten, per poi uscire anche da quella. L'entusiasmo nei suoi confronti si è almeno in parte spento, così come si spegnevano le speranze di vittoria di O'Ward. Dopo la prima sosta è scivolato alle spalle di Power, per poi perdere nel corso della gara - una gara piuttosto tranquilla in cui nessuno faceva cose strane, al massimo mettevano le ruote sull'erba ma senza provocare danni - altre posizioni nei confronti di Hrrta, Grosjean e Palou, nonostante quest'ultimo a inizio gara si fosse lamentato di un "no power" alla radio. I problemi a inizio gara si sono presentati in formato più eclatante nella fase conclusiva, quando è stato costretto al ritiro per un guasto al motore. O'Ward, che era stato superato anche da Rossi, ne ha approfittato per tornare in top-5.

La vettura ferma di Palou ha provocato la prima caution della giornata. Al restart Power, nonostante prima avesse progressivamente visto il proprio margine nei confronti di Herta accorciarsi, è riuscito a mantenere la leadership, che avrebbe conservato fino alla bandiera a scacchi, mentre è stato proprio Herta a perdere una posizione, venendo superato da Grosjean. Il pilota franco-svizzero era destinato ad arrivare secondo e ad essere acclamato a fine gara dalla moglie e dai tre figli che in America hanno definitivamente accantonato il sacchetto di carta venendo occasionalmente inquadrati dalle telecamere. Herta si è ripreso dalla delusione della scorsa gara (finito a muro quando era in zona podio) giungendo terzo, mentre in quella fase di gara è scoppiato un acceso duello tra Rossi e O'Ward. Quest'ultimo ha tentato di superare l'omonimo di Valentino, che tuttavia si è ripreso la posizione, che ha poi conservato.

Da come l'ho raccontata sembra che tutto si sia messo tranquillo, ma non è esattamente così, perché a una decina di giri dalla fine c'è stato anche un vero e proprio incidente, indicativamente dopo la top-15: Veekay è finito in testacoda dopo essere stato tamponato da McLaughlin, il che ha provocato l'ingresso della safety car. Per fortuna c'erano abbastanza giri da percorrere da non portare alla decisione trash di redflaggare la gara per questioni di spettacolo e si è ripreso in modo piuttosto normale, con gli ultimi giri in regime di green flag. Nulla è cambiato nelle posizioni della top-5, confermando il risultato che ho già anticipato e con Grosjean a podio a una sola settimana di distanza da quando avverrà il suo debutto su un ovale, nel prossimo fine settimana, ovviamente acclamato come avviene costantemente da quando è passato in Indycar.

RISULTATO: 1. Will Power (Penske), 2. Romain Grosjean (Coyne), 3. Colton Herta (Andretti), 4. Alexander Rossi (Andretti), 5. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 6. Jack Harvey (Shank), 7. Graham Rahal (Rahal), 8. Josef Newgarden (Penske), 9. Marcus Ericsson (Ganassi), 10. Takuma Sato (Rahal), 11. Conor Daly (Carpenter), 12. Christian Lundgaard (Rahal), 13. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 14. Ed Jones (Coyne), 15. Sebastien Bourdais (Foyt), 16. Simon Pagenaud (Penske), 17. Scott Dixon (Ganassi), 18. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 19. Jimmie Johnson (Ganassi), 20. Max Chilton (Carlin), 21. Helio Castroneves (Shank), 22. James Hinchcliffe (Andretti), 23. Scott McLaughlin (Penske), 24. Rinus Veekay (Carpenter), 25. Cody Ware (Coyne), 26. Dalton Kellett (Foyt), 27. Alex Palou (Ganassi), 28. R.C. Enerson (Top Gun).



lunedì 14 giugno 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Detroit I e II

Sabato sera ho avuto un'intuizione, ovvero cercare se su Youtube ci fosse qualche account non ufficiale che stesse trasmettendo la gara in livestreaming. C'era, quindi mi sono vista gli ultimi venti giri in diretta e, quando è finita, gli altri cinquanta precedenti. Anzi, una parte di questi l'ho vista durante la bandiera rossa data a caso verso la fine. Domenica, invece, essendo la gara a un orario diverso, ho visto solo gli ultimi quindici giri o giù di lì, dato che prima stavo cenando. Comunque sono riuscita a vedere i giri maggiormente ricchi di azione. Ma andiamo con gradi e parliamo di quello che è successo in questi ultimi due giorni a Belle Isle.

Inizierò da Rosenqvist: il pilota del team Arrow McLaren ha avuto un incidente piuttosto violento a un terzo di gara sabato sera, cosa che ha provocato l'esposizione della bandiera rossa e la sospensione della gara per oltre un'ora. Il pilota svedese, a seguito di un guasto, è uscito di pista andando a schiantarsi contro una barriera e di fatto salendoci sopra, cosa che non ha facilitato la sua estrazione dalla monoposto. Nonostante la grande preoccupazione iniziale, se l'è cavata nel miglior modo possibile, senza riportare né nulla di grave né fratture. È stato dimesso dall'ospedale nella giornata di domenica e si presume possa tornare in pista già la prossima settimana a Road America, mentre nella gara di domenica è stato sostituito da Askew.

Torniamo al primo terzo di gara: inizialmente O'Ward, Rossi e Grosjean erano i primi tre, rientrati comunque ai box quasi subito perché la mescola di gomme da loro scelta non sembrava quella ottimale (poi Grosjean dovrebbe anche avere forato ed essere stato costretto a una seconda sosta). Ciò ha fatto sì che fossero Dixon e Power a risalire nelle prime posizioni prima dell'incidente di Rosenqvist. La bandiera rossa ha scombinato un po' le cose, anche Dixon è precipitato ben lontano dalle zone alte della classifica, mentre Power si è ritrovato in testa, seguito da Ericsson e Sato. Quest'ultimo, overcuttato da O'Ward al successivo pitstop, si è ripreso la posizione e ha continuato a farsi largo tra chi gli capitava a tiro.

A cinque giri dalla fine, poi, è accaduto l'episodio che ha segnato il destino di Power e ha servito la vittoria su un piatto d'argento a Ericsson: un pilota finito a muro, una bandiera rossa data a caso in nome dello spettacolohhhh e la vettura di Power che, al momento di tornare in pista, ha deciso di non riaccendersi. La cosa più pittoresca è che il pilota che ha innescato indirettamente tutto ciò non è uno qualsiasi, ma uno che in genere quando va a sbattere lo fa perché si immagina di essere stato speronato proprio da Ericsson. Inizio a pensare che se Grosjean non ci fosse bisognerebbe inventarselo. Sul podio con Ericsson sono saliti Veekay e O'Ward, mentre Sato uscito perdente dai duelli al restart si è accontentato del quarto posto, davanti a Rahal, Ferrucci (ancora presente con il team Rahal dove ha esordito in questa stagione a Indy), Rossi, Dixon, Jones e Newgarden.

La gara di domenica è stata in gran parte tranquilla, con una safety car all'inizio per un incidente di Chilton e una a una quindicina di giri dalla fine causata da Johnson, che stamattina è stato criticato sui social a vario titolo. Newgarden è stato in testa fino a due giri dalla fine, dopo un'ulteriore terza safety car. L'ha superato O'Ward, con anche un contatto tra di loro, e si è accontentato del secondo posto, così come Herta ha dovuto accontentarsi di arrivare quarto dopo avere subito in quei frangenti un sorpasso da Palou. A completare la top-ten sono stati Rahal, Power, Dixon, Pagenaud, Ericsson e Ferrucci, ma credo sia opportuno soffermarci sulla ragione della terza safety car.

I freni della vettura di Grosjean hanno deciso che ne avevano abbastanza e si è fermato. Dai freni ha iniziato ad alzarsi un principio di incendio. RoGro, sceso dalla vettura, è corso a farsi dare un estintore da alcuni commissari non in tenuta anti-incendio. È stato il primo a raggiungere la vettura in fumo, salvo poi essere trascinato via dai nuovi commissari sopraggiunti. A mio parere avrebbero fatto meglio a permettergli di aiutarli a spegnere le fiamme. Io, da parte mia, a Grosjean gli mando un abbraccio virtuale, sperando ne abbia ricevuto uno fisico da Ericsson!