lunedì 20 aprile 2026

Indycar 2026: #5 Long Beach

Il Gran Premio di Long Beach si è svolto ieri in tarda serata, praticamente stanotte. Stamattina alle sei c'era già un extended highlight sul canale Youtube di "Indycar on Fox", che ho provveduto a guardare immediatamente, senza avere alcun tipo di spoiler perché ero andata a letto alle 23,45 e non avevo ancora aperto nulla che non fosse Youtube e, nello specifico, quel video.
Felix Rosenqvist (Shank) partiva dalla pole position precedendo Pato O'Ward (Arrow McLaren), Alex Palou (Ganassi), Kyle Kirkwood (Arrow McLaren), David Malukas (Penske), Scott Dixon (Ganassi), Will Power (Andretti), Scott McLaughlin (Penske), Kyffin Simpson (Ganassi), Graham Rahal (Rahal), Christian Lundgaard (Arrow McLaren), Rinus Veekay (Juncos), ecc...
La partenza è stata tranquilla. Rasmussen era davanti e davanti è rimasto, tra un'inquadratura della fontana che raffigura i delfini e l'altra.

Oserei dire che i delfini della fontana sono stati a lungo la massima attrazione, visto che perfino nei commenti (che ho letto dopo per evitare spoiler) la gente si lamentava della garahhhh noiosahhhh, specie per il vincitore. Immagino che stiate già iniziando a sospettare che vi stia servendo uno spoiler su un piatto d'argento, ma nevermind. Occupiamoci di cose serie.
C'erano venticinque vetture in pista e una curiosità poteva essere l'andare a scoprire dove si trovassero i piloti europei di provenienza Formula 1. Nel momento in cui ho avuto quella bella pensata, la classifica recitava: 23. Marcus Ericsson (Andretti), 24. Mick Schumacher (Rahal), 25. Romain Grosjean (Coyne)... non c'è che dire, sempre una garanzia di soddisfazioni! In particolare, a quel punto, RoGro reduce dal quarantesimo compleanno festeggiato tre giorni fa (quattro mentre scrivo, dato che è lunedì) era anche l'unico pilota doppiato presente in pista!
No worries, era solo una pitstop window sfavorevole, a fine gara almeno uno di loro ci avrebbe offerto la grazia di finire in top-20, ma nel frattempo le macchine in pista sarebbero rimaste solo ventiquattro e proprio per via del ritiro di Ericsson per qualche noia meccanica.

La gara procedeva più tranquilla che mai, senza che nessuno avesse la bella intenzione di finire in testacoda in un tratto cieco generando un ingorgo di quelli belli come quelli che ogni tanto si vedono a Lungaspiaggia.
Naaaahhhh, il plot twist è stato rappresentato da un detrito bello grosso, che in realtà pare fosse un pezzo di gomma, che ha portato immediatamente ai ripari, con doppie bandiere gialle, caution, gente che rientrava in branco ai box perché era il momento dell'ultimo pitstop...
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...e niente, mi sono soffermata a guardare con attenzione la monoposto di Rosenqvist ferma ai box


giungendo alla stessa conclusione a cui è arrivato anche un utente che commentava il video degli extended highlight: sembra la livrea della Benetton con cui Michael Schumacher vinse il suo primo mondiale... e a onore del vero non si contano più le livree di Indycar che mi ricordavano o l'una o l'altra livrea Benetton.

Guess what? Rosenqvist ha avuto una sosta un po' troppo lenta. E guess what? Ha perso la leadership. Provate a fare uno sforzo di immaginazione. Chi potrebbe averlo sopravanzato? Ma ovviamente Palou, che fino a quel momento era stato buono e tranquillo in seconda piazza. Ha staccato Rosenqvist e gli inseguitori, andando a procacciarsi la vittoria. Dixon ha chiuso sul gradino più basso del podio, dietro a Felix.
Seguivano Kirkwood, O'Ward, McLaughlin, Malukas, Rahal, un Alexander Rossi (Carpenter) partito in bassa classifica che non fa testo per gli ex Formula 1 dato che è americano e in Formula 1 c'è stato per una manciata di gran premi, infine Simpson a completare la top-ten. Dennis Hauger (Coyne) ha chiuso undicesimo precedendo Nolan Siegel (Arrow McLaren), Veekay e Josef Newgarden (Penske) solo quattordicesimo dopo avere fatto il figo per qualche giro in testa alla gara essendo su una diversa finestra di pitstop... sarebbe comunque andata ancora peggio a Power.
Prima di arrivare a lui, passiamo a Christian Rasmussen (Carpenter), quindicesimo al traguardo, davanti a Louis Foster (Rahal) e a Schumacher che con una diciassettesima piazza teneva alto(?) il buon nome degli ex Formula 1. Come già detto, solo uno tra i primi venti, quindi per noi grosjeanine erranti (con "errare" inteso non come vagare, ma come sbagliare, perché abbiamo commesso l'errore di credere in lui) proprio nessuna gioia.
Venivano infatti Santino Ferrucci (Foyt), il già citato Power, Lundgaard e solo ventunesimo il nostro eroe RoGro! :-//// Seguivano Caio Collet (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos) e Marcus Armstrong (Shank) che credo abbia avuto qualche problema dato che non era stato così disgraziatamente ultimo nelle fasi precedenti.



domenica 19 aprile 2026

Modellini di monoposto francesi tamarre decisamente stylish!

Oggi era la terza domenica del mese, quindi giorno di mercatino dell'antiquariato nel paese accanto al mio. Tra i mercatini che frequento, non è esattamente quello in cui fioccano maggiormente modellini vintage, quindi non nutrivo grandi speranze in tal senso.
Percorro i portici, scambio qualche parola con il mio amico che vende trapani, attrezzi e cianfrusaglie varie, proseguo lungo i portici, vado in piazza...
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...e in piazza c'è una bancarella, accanto alla quale c'è una serie di biciclette usate, sulla quale ci sono nell'ordine: riviste che parlano di moto, modellini di Formula 1, oggetti di ceramica.

Lì accanto, un signore anziano sta parlando con una donna che intende comprare una bicicletta. Mi metto a guardare i modellini, adocchiando in particolare la Renault di René Arnoux e la Ligier di Jacques Laffite. La donna che ha comprato la bicicletta intanto se ne va e il venditore invita un altro potenziale cliente nei pressi del suo furgone, passando dieci minuti buoni a mostrargli qualcosa.
Quando finalmente il venditore riemerge, riesco ad attirare la sua attenzione e no, non faccio finta di volere comprare una bicicletta. Gli chiedo quanto costino i modellini, mi dice che li vendeva a dieci euro l'uno, ma li fa a otto.
Gli dico che voglio comprare quei due e da sedici euro si passa a quindici. Mi racconta che fanno parte della sua collezione personale che sta vendendo perché a suo nipote non interessa. Poi mi chiede: "li conosci tutti?"
Gli dico che ne conosco una parte, più anni '80 che '70. L'unica piccola delusione della giornata è che mi pare di capire che il venditore sia in primo luogo appassionato DI MODELLINI e non di Formula 1 in quanto tale.

Dopo una ripulita, le due new entry finiscono direttamente nel "garage" che sta davanti ai miei trofei di pesca sportiva risalenti all'infanzia (l'ho già detto in altre occasioni, credo, ho smesso a nove anni, non l'ho mai detto invece, ma la società di pesca aveva sede a Casalecchio di Reno, nei pressi di Bologna, che pare essere la zona di provenienza di Kimi Antonelli - che ai tempi non era neanche un pensiero lontano, dato che nove anni li avevo nel 1997).


Guess what? Ho messo la Renault accanto al modellino della Ferrari di Gilles Villeneuve. Non potevo fare altrimenti. ARNEUVE VIBES. <3




sabato 18 aprile 2026

Formula E 2026: Recap di Jeddah (#4 e #5) e Jarama (#6)

Nello scorso fine settimana e in quello attuale la Formula 1 avrebbe dovuto correre in Bahrain e in Arabia Saudita, eventi cancellati a causa della guerra in Medio Oriente. Il circuito di Jeddah, due mesi fa, era stato protagonista nella Formula E, quindi proprio in questo weekend ho deciso di andare a ripercorrere quel double header, oltre che il successivo evento in Spagna, che si è svolto nel mese di marzo, in vista del ritorno della categoria elettrica nei primi giorni di maggio.

#4 JEDDAH - Edoardo Mortara (Mahindra) ottiene la pole position, ma fa una pessima partenza e lascia Maximilian Gunther (DS Penske), Norman Nato (Nissan), Pascal Wehrlein (Porsche) e Taylor Barnard (DS Penske) nelle posizioni che contano. Siamo in un double header, quindi c'è l'obbligo del pitboost e, dopo il pitboost, non è più Gunther il favorito, neanche da lontano, ma Wehrlein che accumula un notevole vantaggio.
L'ex pilota di Manor e Sauber si invola verso la vittoria del suo centesimo eprix in carriera, mentre Mortara riesce a chiudere secondo, con il podio completato da Mitch Evans (Jaguar). Terminano la gara a punti anche Nico Muller (Porsche), Antonio Felix Da Costa (Jaguar), Nick Cassidy (Citroen), Sebastien Buemi (Envision), Jean-Eric Vergne (Citroen), Jake Dennis (Andretti) e solo undicesimo Barnard che precede il compagno di squadra Gunther.
Tra i protagonisti iniziali, Nato chiude solo tredicesimo, tra Dan Ticktum e Pepe Martì (entrambi piloti Kiro Cupra). Seguono Felipe Drugovich (Andretti), Lucas Di Grassi (Lola), Oliver Rowland (Nissan), Joel Eriksson (Envision), mentre si ritira subito Zane Maloney (Lola) e non riesce nemmeno a prendere il via Nyck De Vries (Mahindra).

#5 JEDDAH - l'indomani Mortara è di nuovo in pole e stavolta la sua partenza è buona, ma in un proseguimento di gara che ha un tocco di vintage ad alternarsi in prima posizione sono Buemi, Da Costa e Rowland.
È Da Costa a imporsi, dopo avere staccato gli inseguitori, Buemi e Rowland devono accontentarsi dei gradini più bassi del podio, ma soprattutto il poleman stavolta deve accontentarsi solo della quarta piazza, anziché del podio come nella gara precedente. Un Ticktum scatenato in zona podio scivola in quinta posizione davanti al compagno di squadra Martì, mentre Evans, Wehrlein, Vergne e Barnard completano la zona punti.
Seguono Gunther, Drugovich, Eriksson, Cassidy, Di Grassi, Muller, Nato, Maloney, Dennis e De Vries.

#6 JARAMA - Cassidy e De Vries sono affiancati in prima fila, quest'ultimo però rimane subito coinvolto in un contatto con Wehrlein. Martì e Ticktum sfilano Cassidy per il quale il peggio deve comunque ancora venire, con il pubblico spagnolo entusiasta per la momentanea leadership del pilota di casa.
C'è il pitboost in questa gara e una buona strategia mette Da Costa in una situazione di vantaggio, tanto che alla fine andrà a vincere davanti al compagno di squadra Evans, in una volata finale con quattro macchine in meno di un secondo e Wehrlein che strappa la terza piazza a Ticktum.
Mortara completa la top-5 mentre vanno a punti anche Dennis, Buemi, Muller, Martì ed Eriksson. Seguono Nato, Di Grassi, Gunther, Vergne, Drugovich, Rowland, Cassidy che appunto chiude nelle retrovie, De Vries, Barnard e Maloney.