martedì 17 marzo 2026

Indycar 2026: #3 Arlington

Il campionato di Indycar è tornato per la terza volta in tre fine settimana consecutivi, su una new entry, Arlington in Texas. Il weekend è iniziato con una bandiera rossa nelle prove libere perché... alcuni membri del catering si trovavano sulla pista mentre le monoposto si apprestavano a uscire dalla pitlane.
Superato questo ostacolo, tutto è proseguito normalmente. Abbiamo trovato in pole position una nostra vecchia conoscenza, Marcus Ericsson (Andretti), che precedeva Alex Palou (Ganassi), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Will Power (Andretti), Felix Rosenqvist (Shank), Marcus Armstrong (Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), Christian Rasmussen (Carpenter), David Malukas (Penske) e Alexander Rossi (Carpenter) a completare la top-ten.

Ericsson ha mantenuto la leadership, seguito da Palou. Nelle fasi iniziali della gara Christian Lundgaard (Arrow McLaren) si è esibito in un testacoda ed è finito nelle retrovie. Anche Armstrong sembra avere avuto qualche genere di danno, dato che ha perso terreno.
Ericsson è stato in testa per tutta la durata del primo stint, ma in occasione della prima sosta ha perso tempo ai box e Palou gli è passato davanti una volta che tutti si sono fermati. Seguivano O'Ward e Kirkwood, che sembrano avere avuto un contatto lieve, seguivano dietro di loro Rossi e Power.
Plot twist: contatto tra i compagni di squadra David Malukas e Josef Newgarden (Penske)! Avrebbe potuto andare ancora peggio perché l'ulteriore compagno di squadra Scott McLaughlin è uscito dai box e poco dopo si è ritrovato davanti Newgarden girato e per poco non faceva strike.
Abbiamo rivisto Malukas nelle posizioni che contavano quando a un certo punto era addirittura terzo - poi si sarebbe fermato di nuovo - mentre Newgarden l'abbiamo rivisto soltanto quando è stato speronato da Mick Schumacher (Rahal) il quale è partito in testacoda come un Sebastian Vettel qualsiasi.
Torniamo indietro: sopravvissuto a una seconda sosta lenta, Kirkwood si trovava comunque secondo alle spalle di Palou e gli sarebbe passato davanti. Malukas, invece, ha superato Power per il terzo posto, per poi rientrate per l'ultima sosta menzionata poco fa.
Svarioni, testacoda, contatti e quant'altro non hanno provocato alcuna safety car fino a quattro giri dalla fine, quando Rasmussen è andato a muro. Due giri dietro la vettura di sicurezza, poi finale stile green/ white/ checkered... in cui è stata data immediatamente caution, perché Nolan Siegel (Arrow McLaren) è stato colpito da dietro da Kyffin Simpson (Ganassi) ed è andato a centrare Romain Grosjean (Coyne). :-((((


Kirkwood ha vinto davanti a Palou, Power Ericsson, O'Ward, Malukas, Lundgaard, Scott Dixon (Ganassi) che... da dove è uscito esattamente? Poi Rossi e Armstrong a completare i primi dieci. Dietro di loro si sono classificati McLaughlin, Caio Collet (Foyt), Louis Foster (Rahal), Rinus Veekay (Juncos), Newgarden, Dennis Hauger (Coyne), Santino Ferrucci (Foyt), Graham Rahal (Rahal), Simpson, Rosenqvist, Sting Ray Robb (Juncos), Schumacher, Grosjean, Siegel e Rasmussen.


lunedì 16 marzo 2026

Formula 1 2026: #2 Commento al Gran Premio della Cina

Shanghai, weekend del 15 marzo: secondo appuntamento di un mondiale 2026 iniziato da una settimana e seguito da polemiche del tipo: abbiamo avuto settant'anni di verahhhh Formula 1 e adesso dobbiamo sorbirci questo schifo. Tutte le generazioni precedenti, all'improvviso, sono diventate bellissime e tutti vorrebbero tornare ai bei sorpassi con il DRS. Lo ammetto, anche a me piacerebbe tornare a quell'epoca, ma almeno non la screditavo ogni tre per due. Il mio margine di tolleranza è molto elevato, lo ammetto. Non ho problemi con DRS, sprint, motori turbo-ibridi, dominio Mercedes, dominio Redbull, auto poco rumorose e quant'altro, l'unica cosa per la quale provo fastidio è l'outcome a random. O meglio, sono assolutamente favorevole alle gare il cui esito finisce per essere totalmente random, ma deve accadere per caso, non perché si cerca deliberatamente questo tipo di outcome. Non mi piace che A sia più veloce di B e sorpassi B, ma poi non abbia la potenza sufficiente per allontanarsi e B torni davanti, tanto che per arrivare a un sorpasso serva una trafila di dieci minuti con un esito alla cazzum.
Fine dell'invettiva, veniamo a venerdì. La TV dei povery ha deciso di dare in diretta le qualifiche sprint che iniziavano alle 8,30. Piccolo effetto collaterale: ho un lavoro e inizio proprio alle 8,30. I risultati di SQ1 e SQ2 li ho letti su Twitter mentre ero in ufficio. Per la SQ3 è stato un po' più difficile, perché proprio nel momento in cui stavo facendo un refresh al termine della sessione è entrato il titolare e ho dovuto mettere via il telefono in fretta. :-/// Prima di soffermarmi sul risultato della sprint qualifying, tuttavia, vorrei parlare un attimo di quello che è successo qualche ora più tardi in mensa. Alcune colleghe appartenenti al gruppo dei giovanihhhh stavano parlando di serie televisive di Netflix e di Sky. Qualcuno ha osservato che, per quanto riguarda Sky, c'è chi è "Team Sky" e "Team non Sky", sostenendo che chi non è stato abituato ad averlo da sempre difficilmente mette Sky.
Una ragazza dell'ufficio documentazione, ha affermato di guardare la Formula 1 su TV8, a distanza di ore da quando i gran premi vengono disputati. A quel punto mi sono fatta avanti e ho detto: "anch'io". Si è sorpresa, mi ha chiesto se seguo la Formula 1 con un sound che suonava tipo "da quando?"... tra l'altro senza alcuna necessità ho rischiato di darle una risposta da vecchio fossile di Zuckerbook, dato che stavo per dirle "da un decennio abbondante prima che tu nascessi". Mi sono ricordata per tempo che non è una colpa essere nati nei primi anni 2000 anziché negli anni '80 e ho detto "da quando ero bambina".
È intervenuto il ragazzo dell'ufficio acquisti... ecco, a questo proposito devo fare una digressione. Il primo anno in cui ero nel mio attuale posto di lavoro un lunedì ha portato pizzette e pasticcini per festeggiare il suo compleanno. Non appena ha detto quanti anni compiva, mi sono detta: OMG incredibile, è nato il 13 novembre 1994, il giorno dell'incidente tra Michael Schumacher e Damon Hill al GP d'Australia! Ho provato un'enorme delusione nello scoprire che in realtà aveva compiuto gli anni durante il fine settimana e aveva deciso di festeggiare con i colleghi al lunedì.
Torniamo a noi: il ragazzo dell'ufficio acquisti mi ha chiesto per che pilota tifassi. Ho dato una risposta edulcorata della realtà, ovvero "nessuno". La risposta reale avrebbe potuto essere: "il pilota per cui tifavo adesso ha i capelli bianchi e non corre più in Formula 1 da anni e anni". Però non sarebbe stata vera, in quanto per avere i capelli bianchi ci vogliono in primo luogo i capelli e sulla testa di Felipe Massa non è che ce ne siano molti. Mi è stato chiesto se non tifo neanche per una squadra e lì potevo dare una risposta, perché obiettivamente sono simpatizzante. Per non lasciare spazio ai dubbi, ho risposto: "quella che un tempo si chiamava Toro Rosso". Ho anche dovuto pensare al nome attuale, mi veniva Alpha Tauri. Ho detto Toro Rosso e non Minardi perché che ne sanno i 2000. La ragazza della documentazione, che ricordavo di avere visto in ufficio con una maglietta della Ferrari, la scorsa estate, mi ha dato una risposta spiazzante: "siamo più o meno della stessa famiglia, io tifo Redbull". Io appartengo alla famiglia Minardi, tu alla famiglia Stewart, ma sono dettagli. Però, obiettivamente, se tifa Redbull e indossa merchandising Ferrari, allora sì, apparteniamo alla stessa famiglia perché la Toro Rosso delle origini aveva livrea Redbull e motore Ferrari. E ha fatto pure pole e vittoria, con la pole position di Sebastian Vettel che rimane la pole più giovane di sempr-... oh wait.

Andiamo con la griglia di partenza: George Russell, Kimi Antonelli, Lando Norris, Lewis Hamilton, Oscar Piastri, Charles Leclerc, Pierre Gasly, Max Verstappen, Oliver Bearman, Isack Hadjar, Nico Hulkenberg, Esteban Ocon, Liam Lawson, Gabriel Bortoleto, Arvid Lindblad, Franco Colapinto, Carlos Sainz, Alexander Albon, Fernando Alonso, Lance Stroll, Gabriel Bortoleto, Sergio Perez e sveglia puntata alle 3,55 che alle quattro in punto c'è la diretta su TV8! Sono andata in cucina, ho acceso la televisione e scoperto che Albon non era sulla griglia di partenza, ma scattava dalla pitlane.
Antonelli si è piantato, è stato superato dalle Ferrari, dalle McLaren, da Gasly e ci mancava poco che arrivassero anche le Stewart e le Minardi. Russell invece doveva vedersela con Hamilton con il quale ha ingaggiato un duello stile A contro B del mio esempio di apertura. L'unica differenza è che Hamilton è riuscito a passare davanti non per avere la macchina più performante, ma per avere beccato Russell che si piantava nel momento propizio.
Quando Russell ha rimesso in fila tutte le sue -L e si è involato verso una leadership che non avrebbe più lasciato, ho pensato che per fortuna erano le quattro di notte e tutti stavano dormendo, quindi non avrebbero rotto eccessivamente le scatole per il duello Hamilton vs Leclerc e per le lamentele di Leclerc nei confronti di Hamilton, il quale è stato da lui sorpassato. Certo, prima o poi i ferraristi italiani si sarebbero svegliati, cosa che ho stimato potesse accadere intorno alle otto di mattina. A quell'ora, però, iniziavano le qualifiche, il cui effetto è fare sì che tutto ciò che è accaduto in una sprint venga trattato esattamente come se non fosse mai esistito.
Antonelli, nel frattempo, dopo una speronata rifilata a un Hadjar che per ora sembra avere performance in linea con quelle di Verstappen, si è procacciato dieci secondi di penalità. Ha superato le McLaren e si è messo a caccia delle Ferrari, ma c'erano i dieci secondi... che ha scontato ai box, perché la vettura ferma di Hulkenberg, che si è ritirato più o meno in concomitanza di Lindblad e Bottas, ha provocato l'ingresso della safety car, tanto che sono rimasti in pista al massimo un paio di piloti delle retrovie con le hard - neanche troppo retrovie, tra loro c'era Lawson. Per effetto dei doppi pitstop Hamilton e Piastri hanno perso posizioni in corso d'opera, tanto che i primi tre erano Russell, Leclerc e Norris. Hamilton si è comunque ripreso la terza piazza così come anche Piastri e Antonelli hanno rimontato nei pochi giri restanti.
Il risultato finale è stato: Russell, Leclerc, Hamilton, Norris, Antonelli, Piastri, Lawson e Bearman a punti, con a seguire Verstappen, Ocon, Gasly, Sainz, Bortoleto, Colapinto, Hadjar, Albon, Alonso, Stroll e Perez.

Sono tornata a dormire e un po' ci sono anche riuscita. Ho messo la sveglia alle 7,55 e alle otto in punto mi trovavo davanti alla televisione in cucina per le qualifiche. Non avevo pensato a quale potesse essere il risvolto della competitività Mercedes - e ancora meno di cosa potesse succedere se Russell si fosse piantato a inizio Q3 per riuscire a fare un giro soltanto in extremis. Ho vissuto la prima pole position di Antonelli senza pensare al record. Poi ci sono rimasta anche un po' male, perché il piccolo Kimi si è portato via quel poco che ancora apparteneva alla mia generazione: il più giovane poleman della storia fino a ieri era proprio Vettel con la Toro Rosso al GP d'Italia 2008, una pole position che sarebbe stata emozionante anche senza essere la più giovane di sempre.
La perdita del record, inoltre, contribuisce a rendere quello che considero il primo pilota mio coetaneo ad avere debuttato in Formula 1 come una figura che ormai appartiene a un passato lontano. Tra poco di lui non resterà che una storiella strappalacrime a proposito di un venerdì in Turchia, in cui venne multato per eccesso di velocità in pitlane nel momento stesso in cui per la prima volta usciva dalla pitlane per prendere parte a una sessione di prove libere. Andava di fretta, come si è visto con il miglior tempo della sessione, ma nevermind, è un fatto di molto tempo fa, era il 25 agosto 2006.
Poi c'è stato un gran premio one-off con la BMW Sauber, l'anno dopo, poi il passaggio alla Toro Rosso, la pole e la vittoria del 2008, i titoli vinti con la Redbull, quelli persi con la Ferrari, il tutto mentre debuttavano giovincelli in confronto ai quali la sua pole da ventunenne era opera di un V3KkYaCç10. Il record della vittoria più giovane gli è stato strappato da un Verstappen appena diciottenne, il quale, però, ha conquistato la pole per la prima volta soltanto alcuni anni dopo. Antonelli invece c'è riuscito. Pazienza, i record sono fatti per essere battuti, magari proprio da un ragazzino di diciannove anni. Però, a volte, il filo del destino fa strani giri: Antonelli è nato proprio il 25 agosto 2006. Mi sono venute le lacrime agli occhi, quando l'ho letto.

Torno alla mia collega: dopo il discorso già citato, si è messa a raccontare delle difficoltà di evitare spoiler, sostenendo che in attesa delle gare non entra né su Instagram, né su Tiktok... e che è anche pericoloso guardare il telegiornale, perché casomai abbia vinto la Ferrari viene spoilerato il risultato. Non che questo scenario sia il più probabile, ma nevermind. Finito il sabato, è finito il giorno sprint in cui la TV dei povery dà tutto in diretta e abbiamo dovuto accontentarci della differita delle 14,00. Sulla griglia di partenza dovevano allinearsi Antonelli, Russell, Hamilton, Leclerc, Piastri, Norris, Gasly, Verstappen, Hadjar, Bearman, Hulkenberg, Colapinto, Ocon, Lawson, Lindblad, Bortoleto, Sainz, Albon, Alonso, Bottas, Stroll e Perez.
Ho evitato brillantemente gli spoiler fino alle 13,50. In realtà li ho evitati per puro caso. Convinta che la gara iniziasse alle nove anziché alle otto, verso le 8.40 sono entrata su Twitter. Per fortuna l'unico tweet sulla gara che ho letto non faceva nomi. Ho chiuso subito ed è andato tutto bene fino alle 13,50, quando ho commesso la sottigliezza di lasciare il telecomando incustodito e mio padre ha messo su Raiuno per andare brevemente a vedere le notizie di calcio sul televideo. Indovinate che cosa c'era in quel momento su Raiuno? Il telegiornale. E che servizio c'era in quel preciso momento? Sulla vittoria di Antonelli!
Prima, parlando della griglia di partenza, ho detto "dovevano allinearsi" e non "si sono allineati" perché Albon e Bortoleto hanno avuto problemi, mentre i Norrisastri hanno dato ragione al Vanz: vincevano solo grazie alla macchina. Anzi, a dire il vero correvano solo grazie alla macchina. Infatti questa non si è accesa per nessuno dei due e sono rimasti a giocare a briscola. Nel caso di Piastri, ha addirittura collezionato due DNS in due gran premi consecutivi, what a time to be alice. Volevo scrivere alive, ma what a time to be Alice era troppo divertente e mi faceva pensare al fatto che la Haas chiamandosi "lepre" in olandese(?) sarebbe stata perfetta come Bianconiglio.
Le Mercedes hanno avuto ancora una volta uno scatto non ottimale, con Hamilton e Leclerc risaliti 1/3, ma presto Antonelli e Russell sarebbero riusciti a prendersi le posizioni. Sul Bianconiglio, nel frattempo Bearman lottava con Hadjar che, secondo il Vanz, aveva "annichilito Verstappen". A quel punto le trombe hanno suonato evocando Ralf Schumacher e giusto il tempo che il Vanz terminasse quella frase Hadjar si è esibito in un testacoda micidiale, ha spiattellato le gomme, è andato ai box e si è ritrovato ultimo come uno Yuki Tsunoda qualsiasi.

Avevamo le Mercedes 1/2, le Ferrari 3/4, le Alpine 5/6... sorry what?! Neanche il tempo di chiedersi che cosa ci facesse Colapinto sesto, che Stroll è rimasto piantato ed è arrivata la safety car. Le Mercedes, le Ferrari e Gasly sono rientrati ai box, altri no. Ci siamo ritrovati Antonelli leader davanti a Colapinto e Ocon. Seguivano Russell, Hamilton, Lindblad, Leclerc, Hulkenberg, Gasly e Bearman.
Russell ha avuto un po' di difficoltà al restart, l'hanno superato le Ferrari, Colapinto e Ocon hanno provato a tenere botta, ma a lungo andare sono passati gli Hamilerc, Russell e tutte le sue -L, lasciando Colapinto e Ocon a vedersela con Bearman che arrivava da dietro. Verstappen, invece, si faceva largo in bassa top-ten.
Bearman è passato, mentre anche Verstappen si è fatto largo, relegando l'eroe degli argentini in settima posizione, ma ancora troppo in vista, quindi Colapinto levati che dobbiamo preoccuparci di cose serie...
...
...
...tipo un sorpasso di Leclerc su Hamilton, con Hamilton e Russell poi accodati subito dietro...
...
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...almeno finché Hamilton non ha superato Leclerc. I due hanno iniziato una serie di sorpassi e controsorpassi come se fossero stati due piloti Haas qualsiasi.
Il duello tra i due è terminato quando Russell ha frapposto se stesso insieme a tutte le sue -L in mezzo ai due. Poco dopo, comunque, si è messo anche davanti a Leclerc, con le Mercedes 1/2 ma who kers, parliamo di cose serie, tipo Gasly che aveva superato Colapinto senza che nessuno se lo filasse.
A quel punto il Vanz e colleghi hanno iniziato ad accennare a un kompl8 pro-Mercedes... Leclerc, Hamilton, per favore potreste ingaggiare un altro duello alla cazzum per mettere fine a questo discorso?

Ci ha pensato Ocon, dopo la sosta. O quantomeno, dopo la sosta a Colapinto. Si è buttato a cannone, l'ha speronato, i due si sono esibiti in un testacoda sincronizzato, Ocon ha anche perso pezzi che non è chiaro dove fossero andati a finire. Era ben chiaro, tuttavia, che non avevamo più alcuna Aston Martin in pista, dato che è stato inquadrato Alonso ai box fuori dalla macchina.
Visto che Colapinto al centro della scena era da evitare come la peste, Leclerc ha fatto un bloccaggio e Hamilton si è lanciato a prendere la terza piazza. L'altro gli si è piazzato negli scarichi e quando l'ha affiancato è arrivata un'altra trafila di sorpassi e controsorpassi che si è risolta a favore di Hamilton.
Frattanto la gara viaggiava verso la parte conclusiva e il Vanz ha osservato che la gara di Verstappen aveva quantomeno avuto una svolta positiva e che si stava avvicinando alla quinta piazza di Bearman. A quel punto le trombe dell'Apocalisse hanno suonato, insieme a quelle di Ralf Schumacher. Verstappen ha rallentato e si è ritirato ai box e Colapinto si è ritrovato decimo e si stava anche avvicinando a Sainz che era nono senza che nessuno se lo filasse. Forse il fatto che nessuno se lo filasse rendeva possibile quella nona piazza.

Ho comprato una penna rossa proprio per l'occasione /
I numeri di Norris e Piastri sono vicini a un attraversamento pedonale, anche se il cartello in effetti è sbagliato /
anche Norris a dire il vero porta il numero 1 e non il 4

Antonelli nel frattempo ha fatto un paio di svarioni, per fortuna aveva un vantaggio abbondante. È andato a procacciarsi la vittoria, il ritorno di un italiano sul gradino più alto del podio quattro giorni prima del ventesimo anniversario dell'ultima vittoria di Giancarlo Fisichella.

RISULTATO: 1. Antonelli/ Mercedes, 2. Russell/ Mercedes, 3. Hamilton/ Ferrari al primo podio in rosso!!!11!!11!!, 4. Leclerc/ Ferrari, 5. Bearman/ Haas, 6. Gasly/ Alpine, 7. Lawson/ Racing Bulls, 8. Hadjar/ Redbull, 9. Sainz/ Williams, 10. Colapinto/ Alpine, 11. Hulkenberg/ Audi, 12. Lindblad/ Racing Bulls, 13. Bottas/ Cadillac, 14. Ocon/ Haas, 15. Perez/ Cadillac, Rit. Verstappen/ Redbull, Rit. Alonso/ Aston Martin, Rit. Stroll/ Aston Martin, DNS. Piastri/ McLaren, DNS. Norris/ McLaren, DNS. Bortoleto/ Audi, DNS. Albon/ Williams.



domenica 15 marzo 2026

Formula Academy 2026: Gademan vince la sprint a Shanghai, mentre Felbermayr conquista la vittoria nella feature, difficile inizio di stagione per Larsen

A Shanghai si è aperto il campionato della Formula Academy, con una griglia rinnovata dall'uscita di scena della campionessa Doriane Pin, delle altre front runner Maya Weug e Chloe Chambers e, di fatto, da parte di tutte le concorrenti che avevano già disputato due stagioni. Tra i nomi da tenere d'occhio come potenziali front runner, sicuramente Alisha Palmowski, Ella Lloyd e Nina Gademan, anche se molti parlano bene di Alba Hurup Larsen... del resto guida una monoposto con livrea Ferrari, quindi è senz'altro la best drivahhhh evahhhh. Nello specifico gareggia per MP Motorsport, così come Gademan in livrea Alpine. Con livrea non associata a nessuna squadra di Formula 1, invece, la terza vettura è guidata da Esmee Kostermann.
Lloyd è ancora in livrea McLaren, gareggia per Rodin e ha come compagne di squadra Ella Stevens, che fa sempre parte del junior team McLaren, e Emma Felbermayr in livrea Audi. Curiosità: sono abbastanza certa che, quando Ella Stevens era una bambina che correva sui kart, il suo account ufficiale mi seguisse e che per quella ragione io sia al corrente da anni della sua esistenza (ancora da prima che partecipasse anni fa alle selezioni per l'Academy Ferrari). Palmowski, invece, è in livrea Redbull con Campos, dove una delle sue compagne di squadra, Rafaela Ferreira, ha livrea Racing Bulls, mentre Megan Bruce ha una livrea non associata a squadre di Formula 1.
Prema schiera Matilda Paatz in livrea Aston Martin, Payton Westcott con i colori Mercedes e infine Natalia Granada, arrivata direttamente dai kart e annunciata soltanto pochi giorni fa. Anche ART ha due vetture con livree di Formula 1, Haas per Kaylee Countryman e Williams per Jade Jacquet, con line-up completata da Lisa Billard, che terrei d'occhio dato che non mi era sembrata male come wildcard l'anno scorso. Conclude lo schieramento Hitech, senza vetture con livree di Formula 1. Ha come line-up fissa Ava Dobson e Rachel Robertson, più una terza vettura per le wildcard.

Così come nella passata stagione, Shi Wei è la wildcard di Shanghai. Mi era rimasta impressa per performance altamente imbarazzanti e distacchi abissali, quest'anno è andata un po' meglio. Va bene, si è qualificata ultima dopo che la penultima aveva avuto un guasto e con un gap notevole, ma sembrava essere un po' più del mestiere rispetto alla passata stagione.
Palmowski, Larsen, Felbermayr, Westcott, Ferreira, Billard, Granada e Gademan sono state le prime otto, quindi Gademan era la polewoman(?) della gara sprint del sabato mattina. Seguivano Dobson, Lloyd, Stevens, Robertson, Jacquet, Bruce, Kostermann, Paatz, Countryman e Shi.

Anche nella sprint, tutto sommato, Shi mi è sembrata migliorata. Anziché sprofondare immediatamente a gap esagerati dalla penultima, si è messa addirittura a duellare con un'altra vettura. Il duello è terminato con un contatto nel quale Paatz ha danneggiato la vettura ed è stata costretta a un pitstop. Shi sembra non avere avuto conseguenze ed è rimasta in fondo al gruppo, dove per "in fondo al gruppo" si intende a poca distanza da chi la precedeva.
Davanti, nel frattempo, Gademan era in testa davanti a una sorprendente Granada, con Ferreira, Felbermeyr, un duello tra Larsen e Palmowski... ma non sapevamo ancora a quale dramma la gara stava per andare incontro. Come ben sapete esiste il concetto di Garahhhh Falsatahhhh. Di default, sarebbero falsate tutte le gare che non vengono vinte dalla Ferrari, ma noi non siamo così disfattisti e ci accontentiamo. Anche le gare in cui non succedono particolari disgrazie alle Ferrari possono essere dispensate da questo tragico status.
Guess what? Larsen ha tamponato lievemente Felbermayr, ma questo è stato sufficiente affinché la sua ala anteriore iniziasse a penzolare e lo facesse... per pochi istanti, si è staccata immediatamente. Larsen ha perso una posizione o due, mentre è entrata la safety car perché c'era un detrito bello grosso in pista. Paatz è tornata quindi nuovamente in coda a Shi.
Al restart, Larsen che non si era fermata ha perso ulteriori posizioni ed è stata costretta al rientro, per poi tornare in pista a debita distanza da tutto e da tutti. Paatz è finalmente uscita vincente da un duello con Shi e ha rimontato fino alla decima piazza. Shi è arrivata penultima, non troppo lontana dalla terzultima, il tutto mentre Gademan andava a conquistare la vittoria con Gademan e Felbermayr a completare il podio. Ferreira è scivolata al quarto posto seguita da Palmowski, Westcott, Lloyd e Billard in zona punti - solo le prime otto per la sprint. Seguivano Dobson, Robertson, Stevens, Bruce, Jacquet, Paatz, Kosterman, Countryman e le già citate Wei e Larsen.

Nella gara della domenica - disputata in piena notte italiana - Larsen ha strappato la leadership a Palmowski, superata anche da Felbermayr. Mentre Alba è riuscita a distanziarle quel tanto che bastava per avere una leadership relativamente stabile, le altre due avevano Westcott attaccata agli scarichi.
Granada, nel frattempo, si è toccata con Ferreira e ha rotto l'ala anteriore. Era vicina ai box ed è rientrata subito, senza spargere pezzi ed evitando bandiere gialle... ma non sono state evitate, né è stata evitata la safety car, quando Jacquet ha tamponato Kostermann, con il ritiro di entrambe.
Le sedici vetture superstiti si sono allineate dietro la vettura di sicurezza e, una volta giunto il restart, non restava altro che attendere che Larsen distanziasse le avversarie...


Larsen, però, è andata a finire nella sabbia con la vettura rossa, lasciando strada a Felbermayr e, a dire il vero, a una buona metà delle colleghe presenti, ritrovandosi in bassa top-ten. Felbermayr avrebbe quindi vinto la garahhhh falsatahhhh in questione, con Palmowski e Westcott a completare il podio, con a seguire in zona punti - estesa alle prime dieci nella feature - Gademan, Lloyd, Ferreira, Billard, Larsen, Bruce e Dobson.
Paatz, Stevens, Countrymann e Granada hanno completato l'ordine d'arrivo, in quanto a gara inoltrata Robertson ha travolto Shi costringendola al ritiro in una via di fuga, per poi rientrare ai box ed essere costretta all'abbandono a propria volta.
Devo dire che mi è dispiaciuto parecchio per Shi, la quale stava pur sempre dimostrando una certa rispettabilità, al confronto con la passata stagione. All'inizio, fintanto che era l'ultima del gruppo - Granada dopo la sosta era molto lontana - era incollata agli scarichi della penultima, mentre dopo il restart reggeva comunque il passo di chi stava nelle retrovie ed era al momento anche in lotta con Robertson e Countryman(?).

La Formula Academy sarebbe dovuta tornare il mese prossimo a Jeddah, ma proprio nella serata italiana di sabato è stato annunciato che il GP dell'Arabia Saudita, così come quello antecedente del Bahrain, sono stati cancellati in seguito alla guerra in Medio Oriente.
Il prossimo appuntamento sarà quindi quello del Canada, che sarà nel "memorial weekend".



sabato 14 marzo 2026

19.03.2006: GP Malesia, l'ultima vittoria per Fisichella (e l'ultima doppietta Renault)

Il 19 Marzo 2006 si svolgeva il secondo evento del mondiale, il Gran Premio della Malesia sul circuito di Sepang, una pista che pare essere molto apprezzata, dato che viene spesso menzionata come risposta ai sondaggi su quali tracciati si vorrebbero rivedere nel campionato di Formula 1. Quel giorno Giancarlo Fisichella scattava dalla pole position a bordo della Renault, squadra con realistiche probabilità di vittoria visto che sette giorni prima Fernando Alonso aveva chiuso davanti a tutto il GP del Bahrain.
Non potevamo saperlo, ma quel giorno avremmo avuto quello che finora è l'ultimo gran premio vinto da un pilota italiano nella storia della Formula 1. Scrivo queste parole cinque giorni prima del ventennale di questo momento: è il 14 Marzo 2026, giorno delle qualifiche del GP della Cina, e chissà, magari il momento in cui Fisichella smetterà di essere l'ultimo italiano vincitore di un gran premio è vicino... per ora accontentiamoci di sapere che domani mattina Kimi Antonelli partirà dalla pole position.

Fisichella ha mantenuto la testa della gara, cosa che mi auguro che possa fare domani Antonelli, ma non sono molto fiduciosa dato che si è piantato al via sia una settimana fa in Australia sia stanotte nella sprint, seguito dalla Honda di Jenson Button, con il compagno di squadra Alonso terzo.
George Russell ha conquistato la seconda piazza sulla griglia, quindi Antonelli non avrà la fortuna di avere un terzo incomodo tra sé e un agguerrito compagno di squadra. Alonso era partito settimo, ha approfittato di duelli vari davanti a lui, tipo quello tra le Williams: Rosberg e Webber partivano 3/4 e si sono messi a battagliare. L'ha spuntata Mark, che si è ritrovato quarto, mentre Nico è scivolato sesto dietro alla McLaren di Juan Pablo Montoya. Sull'altra McLaren, l'omonimo di Antonelli è stato speronato da Christian Klien: gara finita subito contro le barriere per Raikkonen.
Non sarebbe stato l'ultimo ritirato: fuori quasi subito per un guasto al motore quel povero disgraziato di Rosberg che aveva conquistato la seconda fila al suo secondo gran premio, poi anche David Coulthard sulla Redbull per un guasto. Entro la prima metà di gara si sarebbero ritirati anche i rispettivi compagni di squadra Webber e Klien.

La gara si è svolta con una strategia a due pitstop per i piloti di testa, con Fisichella/ Button/ Alonso nelle stesse posizioni anche dopo il primo di questi. Dopo la seconda sosta, invece, Alonso ha superato Button per undercut, ma Fisichella ha continuato ad andare avanti like a boss, perché è sempre meglio tutelarsi quando si ha un compagno di squadra ingombrante.
La Renault ha fatto l'ultima doppietta della sua storia, mentre Button si è accontentato del gradino più basso del podio, un risultato comunque ottimo al confronto con il compagno di squadra Rubens Barrichello, partito dalle retrovie per una penalità legata al cambio di motore e in corso d'opera si è anche procacciato uno stop and go per eccesso di velocità nella pitlane.
Montoya ha chiuso in quarta piazza, mentre a gara inoltrata si è alzata una fumata bianca da una BMW Sauber che si trovava in quinta posizione. Si trattava di Nick Heidfeld, che si aggiungeva a una fitta schiera di ritirati, dato che dopo quelli menzionati erano uscite di scena la Super Aguri di Yuji Ide e la Toro Rosso di Scott Speed per problemi tecnici.

Vedendo l'extended highlight mi si è sbloccato un ricordo... o almeno, quello che credo possa essere un ricordo e non qualcosa che mi sono completamente immaginata. A dire il vero mi ero totalmente dimenticata di come fossero andate le cose, dato che non rivedevo questo gran premio/ un highlight dello stesso fin dagli albori di questo blog quando avevo fatto riassunti schematici di tutti i gran premi del 2006, quindi quando dopo il ritiro di Heidfeld ho visto che c'era Schumacher negli scarichi di Massa per la quinta piazza mi sono detta: ciao Felipe, è stato bello crederci.



Facciamo un passo indietro: Michael era partito quattordicesimo, mentre il suo compare nelle retrovie assolute dato che aveva rotto il motore in qualifica. Avevamo visto Schumacher lottare con Villeneuve - vi anticipo che Jacques ha chiuso settimo - ed essenzialmente pare che i due ferraristi fossero su diversa strategia, fatto sta che il bambino si è ritrovato quinto davanti a Schumacher.
Era lecito aspettarsi un ordine di scuderia, che pare non essere mai arrivato, nonostante a un certo punto sia stato inquadrato Jean Todt che sembrava sul punto di aprirsi alla radio. Il mio potenziale ricordo è che ci sia stata, dopo la gara, una reazione abbastanza netta, qualcosa tipo: ma in che senso a Massa viene permesso di tagliare il traguardo davanti a Schumacher, Barrichello could never.

A proposito di Rubinho, nonostante la gara travagliata ha conquistato una decima piazza, che per i tempi non comporta tuttavia punti, alle spalle delle Toyota di Jarno Trulli e Ralf Schumacher. Dietro di lui si è classificato Vitantonio Liuzzi con la Toro Rosso superstite, mentre più indietro c'erano le Midland di Christijan Albers e Tiago Monteiro
Si è classificato ultimo Takuma Sato, con una Super Aguri ancora in netta difficoltà. Anche stavolta, il "Piccolo Samurai" è comunque riuscito a qualificarsi dignitosamente entro il 107% che se fosse stato in vigore nel 2006 avrebbe visto Ide essere mandato a casa già al sabato. Non che essere mandato a casa al sabato fosse necessariamente un male per Yuji, dato che gli avrebbe impedito di fare disastri, ma per onore di cronaca sembra essere stato tranquillo senza fare danni finché il motore non l'ha salutato. Vorrei ricordare che gli era stata concessa la Superlicenza in deroga, quindi se avesse fatto danni avrebbe potuto essergli revocata da un momento all'altro, ma per il momento se la stava cavando. Non benissimo, ma quantomeno aveva ancora la possibilità di conservare un sedile sotto al fondoschiena.


EDIT - 15/03: Fisichella non è più l'ultimo pilota italiano ad avere vinto un gran premio, dopo diciannove anni e 361 giorni da quel giorno in Malesia, Antonelli ha conquistato la vittoria al GP della Cina.


giovedì 12 marzo 2026

12.03.2006: GP del Bahrain, duello Alonso vs Schumacher con Raikkonen a podio dalle retrovie

Ho un ricordo piuttosto marcato di quello che ho pensato alla vigilia del GP del Bahrain 2006, che si svolgeva il 12 marzo: una prima fila tutta Ferrari, dopo la difficile stagione 2006, mi ha portata ad affermare "viene a nevicare"... e difatti l'indomani è nevicato, non in Bahrain ovviamente ma a Bologna.

Alla partenza Michael Schumacher ha mantenuto la leadership, Felipe Massa alla prima in rosso ha tentennato un po', ma ha conservato per ora la posizione sulla Renault di Alonso. Fernando sarebbe comunque passato secondo molto presto. Dietro di loro c'era la McLaren di Juan Pablo Montoya, dopodiché un bel duello tra compagni di squadra alla Honda, tra Rubens Barrichrllo e Jenson Button. L'ha spuntata quest'ultimo, che poi è andato a prendersi Montoya.
Dopo pochi giri, Massa ha perso la macchina, c'è mancato poco che centrasse Alonso, ma si è esibito comunque in una sbinnata notevole, che l'ha condotto ai box dove è rimasto fermo per duecento anni, perché non importa quanto un pilota vestito di rosso abbia fatto danni, può stare sicuro che se si reca ai box ci saranno altri danni.
Ricordo che mio zio ha criticato Felipe mentre guardavamo la gara, mentre io l'ho difeso, nonostante neanche lo tifassi, dove per "neanche lo tifassi" mi riferisco al 12 marzo 2006, ma quel periodo si sarebbe concluso molto presto.

Futuro fangirlismo a parte, segnalo il ritiro della Renault di Giancarlo Fisichella. Il pilota romano, prima di vedere la propria vettura dare forfait, aveva visto la bassa zona punti. È il secondo dei ritirati, abbiamo perso di strada anche Christijan Albers con la Midland, pare già nelle prime battute.
Nevermind, non avevamo ancora visto niente, perché il ritiro più pittoresco è arrivato con una sfumazzata micidiale dalla quale poi hanno iniziato a innalzarsi notevoli fiamme, roba che neanche una B.A.R. Honda guidata da Jacques Villeneuve si sarebbe spinta a quei livelli.


Non era una B.A.R., perché tecnicamente ormai la B.A.R. era solo Honda. Non era neanche una Honda, il che è già sorprendente. Era una BMW Sauber, indovinate chi la guidava... once a B.A.R. driver, always a B.A.R. driver.

I front runner hanno fatto due pitstop, mentre Kimi Raikkonen partito dall'ultima casella della griglia con la McLaren era su una strategia diversa - una sola sosta - con l'intento di rimontare il più possibile e a metà gara stava già abbondantemente in zona punti.
Nel primo stint, Schumacher era stabilmente davanti ad Alonso, nel secondo era ancora davanti ma un po' più in difficoltà.
Non restava che l'ultima sosta, Michael è rientrato diversi giri prima di Fernando, il quale gli è uscito dai box praticamente affiancato.


Il pilota della Renault l'ha spuntata, Schumacher ha dovuto accontentarsi del secondo posto nonostante un tentativo di attacco a gara ormai inoltrata, mentre terzo è risalito nientemeno che Raikkonen. Non vale però come podio partendo ultimo, a mio parere, dato che Tiago Monteiro sulla Midland è partito dalla pitlane quindi di fatto ultimo, ma queste sono sottigliezze.

Destini diversi per i piloti Honda: Barrichello era precipitato nelle retrovie per un problema tecnico, mentre Button dopo la prima sosta aveva subito overcut da Montoya per superarlo di nuovo ed era sembrato un valido candidato al podio. Ha dovuto accontentarsi, però, soltanto del quarto posto a meno di un secondo da Kimi, precedendo lo stesso Montoya.
Mark Webber su Williams ha chiuso sesto, mentre settimo si è classificato, dopo duelli accesi con le Redbull in finale di gara, il suo compagno di squadra esordiente Nico Rosberg, che è andato anche a conquistare il giro più veloce alla prima apparizione.
La zona punti è stata chiusa da Christian Klien, mentre il suo compagno di squadra David Coulthard ha subito il sorpasso di Massa ritrovandosi decimo. A proposito di bovini, le Toro Rosso hanno fatto 11/13 con Tonio Liuzzi e Scott Speed in mezzo ai quali si è classificato Nick Heidfeld su BMW Sauber. Le Toyota sono giunte 14/16 con Ralf Schumacher e Jarno Trulli, in mezzo a loro Barrichello.
Monteiro si è classificato penultimo precedendo di parecchio Sato, al volante dell'esordiente Super Aguri il cui unico lato positivo è stato che, se fosse stata in vigore la regola del 107%, Takuma sarebbe andato in griglia. Non si può dire lo stesso di Yuji Ide, ma nevermind. La sua gara è finita per un guasto al motore, senza che combinasse guai seri.