domenica 1 marzo 2026

Indycar 2026: si parte da St.Petersburg

Il campionato di Indycar inizia con 25 vetture al via, perché non ci sono le Prema. La squadra è in serie difficoltà... e niente, non ci sono più le squadre in difficoltà di una volta. Non ci sono sedicenti principi nigeriani né santoni vari a fare da contorno.

Si parte, con i commenti via social, il profilo ufficiale della categoria e quant'altro. Scott McLaughlin (Penske) parte dalla pole, seguono Marcus Ericsson (Andretti), Dennis Hauger (Coyne), Alex Palou (Ganassi), David Malukas (Penske), Romain Grosjean (Coyne), Marcus Armstrong (Shank), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Louis Foster (Rahal) e Kyffin Simpson (Ganassi) a completare la top ten sulla griglia.
Si parte e tutto fila liscio... poi niente, arriva Sting Ray Robb (Juncos). Aveva (o ha tuttora?) una sponsorizzazione religiosa, quindi si mette a girare come se fosse il tizio in gonnella del GP di Gran Bretagna 2003, però a bordo di una macchina, facendo sorgere molti dubbi, tipo come mai la sponsorizzazione religiosa in questione spenda soldi per SRR invece che per organizzare sagre della parrocchia, con la pasta fresca fatta dalle sfogline, l'orchestra di liscio che però suona revival anni '60/70 perché i vecchi che ballavano il liscio sono morti da anni, e lo spettacolo pirotecnico alle 23.30 dell'ultima serata.
Ne usciamo con una vettura che salta sopra un'altra, nessuna delle quali è guidata da SRR.


A dire il vero nessuna delle due è più guidata neanche da altri, dato che siamo a meno di un giro completato e Santino Ferrucci (Foyt) e Mick Schumacher (Rahal) sono già pronti per giocare a briscola. SRR prosegue, si becca un drive through e tante critiche sui social, cose tipo: "è ben chiaro perché abbia un volante a discapito di Conor Daly, se fosse una carta da briscola sarebbe il re di denari".
In un colpo solo riesce a far incavolare soggetti completamente diversi, quali il fanbase di Ferrucci e le schumine.

Tutto prosegue tranquillo, almeno finché Malukas non perde pezzi di gomma(?), ma il meglio deve ancora venire quando dopo una ventina di giri perdiamo per strada Will Power (Andretti) dopo avere verniciato un muretto.
Andiamo avanti, troviamo Ericsson e McLaughlin che lottano tra di loro, abbiamo Palou che ne approfitta per guadagnare tempo e abbiamo una riota vagante... c'è anche Scott Dixon (Ganassi) su tre ruote.
Quando siamo a metà gara Palou è leader davanti a Ericsson e McLaughlin, che palle la Formula 1 dove vincono sempre i soliti, mentre in Indycar abbiamo ogni volta un vincitore divers-... ah no.
La seconda gara sembra meno scoppiettante della prima, non ci sono casini vari, ma c'è Ericsson un po' meno al centro della scena, mentre Lundgaard (Arrow McLaughli) va a prendersi McLaughlin. In seguito Scott riprenderà la posizione su Christian: i due arriveranno 2/3 alle spalle di un ormai lontano Palou. Kyle Kirkwood (Andretti) precede O'Ward Ericsson, Josef Newgarden (Penske) arriva settimo davanti a RoGro, mentre Rinus Veekay (Juncos) precede Hauger.
Armstrong manca la top-ten in 11^ piazza, mentre Malukas, Foster e Simpson sono 13/14/15 tutti dietro a Felix Rosenqvist (Shank).
Alexander Rossi (Carpenter) precede Caio Collet (Foyt), Graham Rahal (Rahal), Christian Rasmussen (Carpenter) e Nolan Siegel (Shank). SRR chiude la gara in ultima piazza, con 93 giri completati su 100.
E adesso si aspetta la gara del prossimo fine settimana... ma prima, si spera, gli extended highlight di domani.

Fun fact: dopo che Esteban Gutierrez, Pietro Fittipaldi e Kevin Magnussen hanno gareggiato in passato in Indycar, e con Romain Grosjean e Mick Schumacher sulla corrente griglia, Nikita Mazepin rimane l'unico *EX* pilota di Formula 1 della Haas che non ha mai preso parte a una gara di Indycar.


sabato 28 febbraio 2026

Ho comprato il modellino della Ferrari di Villeneuve... ed è rimasto con tre ruote!

Come ho già avuto modo di raccontare in passato, sono un'appassionata di mercatini dell'antiquariato. Anzi, no, a dire il vero non è proprio così.
È che uno dei miei più cari amici ha una bancarella ad alcuni mercatini locali, quindi ho iniziato a frequentarli (anche quello del mio paese, nonostante non ci vada), e sono disinteressata alla maggior parte della mercanzia esposta eccetto 1) vecchie edizioni dei libri di Agatha Christie, 2) modellini vintage.
Quanto al punto 1 non ci riguarda (anche se in "Non c'è più scampo"/ "Murder in mesopotamia" un personaggio dice che gli piacerebbe essere ricco e fare il gentleman driver), quindi veniamo al punto 2.

I modellini che girano ai mercatini sono solitamente malmessi, costosi o entrambe le cose, oppure troppo moderni rispetto ai miei gusti. In più, quelli grandi occupano anche moooolto spazio e ci sono soprattutto riproduzioni molto simili a quelle che ho già.
Due mesi fa avevo comprato un modellino della Brabham e uno dell'Alfa Romeo, stavolta stavo guardando un po' in giro cosa c'era... e domenica scorsa ho visto qualcosa di meraviglioso! Ho chiesto al tizio del banchetto quanto costasse. Mi ha detto dieci euro.
Costava di più di quanto avevo pagato i due modellini della Brabham e dell'Alfa che avevo preso l'altra volta, ma questa era una Ferrari turbo, quindi ho preso fuori dieci euro.
Ho impacchettato il tutto e mi sono diretta verso il banchetto del mio amico che vende attrezzi, tosaerba, trapani e cianfrusaglie varie. Ho preso fuori il modellino, gliel'ho mostrato... e niente, C'ERANO SOLO TRE RUOTE! Poesia finissima, dato che si trattava del modellino della Ferrari di Gilles Villeneuve!


Una volta a casa, ho attaccato la ruota mancante, che non è andata su proprio molto dritta, ma meglio di niente.


Infine mi sono accorta che mancava anche l'ala posteriore. Secondo Antonio del canale MotorStories, a cui ho mostrato le foto, si tratta del modellino di Long Beach 1982, quindi c'era la doppia ala posteriore. <3


venerdì 27 febbraio 2026

Serie minori invernali: Formula Regional Middle East e EAU4 2026

Gennaio e febbraio sono mesi di campionati minori invernali disputati in paesi caldi ed è stata la volta della Formula Regional Middle East, il cui titolo è stato conquistato da Kean Nakamura-Berta per pochi punti bei confronti di Rashid Al Dhaheri.
La stagione, con 30+ vetture al via, è stata composta da un totale di quattro eventi, due a Yas Marina, uno a Dubai e uno a Lusail, con un totale di undici gare dato che una di quelle del Qatar è stata annullata. I due front runner hanno conquistato rispettivamente due e tre vittorie, mentre ha vinto tre gare anche Alexander Abzhazava, che ha concluso terzo in classifica piloti.
Curiosamente i quattro piloti che li seguivano in classifica - Alex Powell, Sebastian Wheldon, Jan Przyrowski, Maximilian Popov - hanno ottenuto solo piazzamenti sui gradini più bassi del podio, mentre hanno ottenuto una vittoria ciascuno Alex Ninovic che si è classificato ottavo davanti a Kabir Anurag, Salim Hanna che ha completato la top-ten in classifica e i due part-time Taito Kato e Christian Ho, undicesimo e dodicesimo in graduatoria.

Sugli stessi circuiti ha gareggiato anche la UAE4, "discendente" della vecchia Formula 4 Emirati, con un totale di dodici gare disputate, undici delle quali vinte da piloti che hanno concluso nelle prime sei posizioni in classifica - unica eccezione quella di Bader Al Subaiti.
Il campione della categoria è Oleksandr Bondarev, che ha preceduto di una manciata di punti Andy Consani, con quattro e tre vittorie rispettivamente. Hanno vinto una e due volte il terzo e il quarto classificato Kenzo Craigie e Niccolò Maccagnani, una invece Christian Costoya, che ha chiuso la stagione sesto dietro a David Cosma Cristofor.

Ci sono ottime notizie per il motorsport femminile: in un campionato di 35+ entry, una ragazza ha chiuso decima in classifica piloti, con un podio all'attivo (seconda in una gara del primo round), un'altra top-5 (nello stesso fine settimana) e altri piazzamenti a punti, si tratta di Emily Cotty, una delle varie ragazze presenti.
Hanno disputato i primi tre eventi stagionali anche Payton Westcott, Alba Hurup Larsen e Emma Felbermayr. Westcott e Larsen (21 e 22 in classifica) hanno conquistato punti due e una volta, mentre Felbermayr (26) ha ottenuto diversi risultati di centro classifica ma nessuna top-ten.
Kaylee Countryman, invece, sempre presente ai primi tre eventi, è stato il fanalino di coda della stagione con una ventottesima piazza in gara come miglior risultato.


lunedì 23 febbraio 2026

Non parliamo di motori, ma ci tenevo a parlare di questo film

Mi è capitato in diverse occasioni di parlare di film ambientati nel mondo del motorsport, ma oggi farò eccezione perché ho appena finito di vedere "Rosso volante", nel quale ci sono state alcune allusioni motoristoche, quindi si è conquistato uno spazio nonostante il protagonista sia un campione di bob.
In più su Zuckerbook ho visto dei post sul bob vintage in cui gli utenti dicevano che il bob era più bello una volta perché le gare erano più pericolose, perché c'erano incidenti mortali e perché i bobbisti erano very uominy quindi un po' di affinità c'è!

Eugenio Monti ha trentasei anni quando partecipa alle Olimpiadi Invernali del 1964 a Innsbruck. Siamo negli anni Sessanta quando oni trentaseienne che si rispetti dimostra almeno cinquant'anni. Infatti è interpretato dall'attore Giorgio Pasotti, che ne ha cinquantadue.
In vantaggio nel bob a due, a un passo da ottenere l'oro olimpico a causa delle difficoltà del team britannico, dà a questi un bullone per riparare il loro bob, venendo battuto proprio da questi ultimi.
Verrà duramente criticato per questo e poi in seguito riabilitato.

Prima allusione motoristica: lo vediamo testare un'auto da corsa, dopo essersi ritirato dagli sport invernali. Poi a un certo punto, dopo essere sceso dalla macchina ha un malore.
In ospedale incontra una dottoressa che aveva già visto in passato e che ha fatto colpo su di lui. C'è anche un altro paziente, con il quale si mette ad ascoltare - seconda allusione motoristica - la radiocronaca di una gara di motociclismo.
I due vengono cazziati dalla dottoressa perché a quanto pare se sei malato non puoi seguire il motorsport. :-////
Né il protagonista né l'altro tizio replicano che il motomondiale è più bello perché  i sono i duellihhhh e i sorpassihhh. Ciò mi delude.

Dopo la diagnosi di una malattia cardiaca, il protagonista inizia a vivere come un eremita, fintanto che non viene convocato a gareggiare alle Olimpiadi Invernali del 1968 a Grenoble.
La dottoressa non ne è molto soddisfatta. Anche il protagonista non è soddisfatto, visto che la dottoressa sta per sposarsi con un altro e per trasferirsi a New York.
Ma attenzione... prima delle Olimpiadi al protagonista viene chiesto come mai all'età di quarant'anni stia ancora gareggiando e non lasci posto ai giovani. Ho già sentito qualcosa di simile.
Nonostante per un infortunio del co-pilota questo viene sostituito alla cazzum da un ragazzo che non è del mestiere, l'Italia chiude ex equo con la Germania, ma per il miglior tempo assoluto in una manche l'Italia vince l'oro... in presenza della dottoressa, che non si è sposata e non è andata a New York, ma su questo non c'era alcun dubbio.

Valutazione finale: who kers che è uno sport che non seguo, il film è stato molto piacevole da vedere.