Nel weekend di Silverstone è tornata la Formula Academy ed è tornata con Chiara Bättig, pilota del Redbull junior team, come wildcard per l'evento britannico con Hitech. Nel corso del tempo siamo passati sempre più frequentemente da wildcard chicane mobili a wildcard quantomeno rispettabili, stavolta c'è stato un enorme salto di qualità, in quanto proprio la wildcard ha conquistato la pole position per la gara della domenica, precedendo la Campos di Alisha Palmowski (livrea Redbull), la ART di Lisa Billard, le Hitech di Ava Dobson e Rachel Roberston, la Rodin di Ella Lloyd (livrea McLaren), la MP Motorsport di Nina Gademan (livrea Alpine) e la Rodin di Emma Felbermayr (livrea Audi).
Proprio Felbermayr si è procacciata in questo modo la pole position della gara da reverse grid di sabato nel tardo pomeriggio, con Bättig quindi in ottava posizione. A seguire c'erano Megan Bruce su Campos, Payton Westcott su Prema (livrea Mercedes), Ella Stevens su Rodin, Natalia Granada su Prema, Alba Hurup Larsen su MP (livrea Ferrari), Rafaela Ferreira su Campos (livrea Racing Bulls), Esmee Kostermann su MP, Mathilda Paatz, infine le ART di Kaylee Countryman (livrea Haas) e Jade Jacquet (livrea Williams).
Pare che quest'ultima abbia avuto delle difficoltà nella partenza e che questa sia stata la ragione della bandiera gialla iniziale in una gara che per il resto si è svolta senza altri intoppi. Felbermayr è stata in testa dall'inizio alla fine, senza mai subire un'effettiva pressione. Allo stesso modo, Gademan è rimasta stabilmente in seconda posizione. Il gradino più basso del podio, invece, se l'è aggiudicato Lloyd, che ha tenuto agevolmente dietro Robertson, Palmowski, Billard e Dobson, con Bättig che dopo avere perso qualche posizione alla partenza è risalita ottava procacciandosi l'ultimo punto assegnato nella gara sprint.
Seguivano Bruce, Larsen uscita perdente da alcuni duelli (garahhhh falsatahhhh), Ferreira, Kostermann, Stevens, Westcott, Granada, Paatz, Countryman e Jacquet. Westcott e Granada si erano classificate un po' più avanti, ma hanno avuto delle penalità.
Al via della gara della domenica mattina, Billard ha avuto delle difficoltà a partire, anche stavolta bandiera gialla che si è conclusa in un nulla di fatto, in quanto è riuscita a partire seppure nelle retrovie.
Palmowski intanto era leader della gara fin dallo start, con Bättig relegata in seconda posizione e dietro di lei varie vetture in lotta. Da questo duello ne è uscita perdente Robertson che dopo un'ottima partenza ha perso diverse posizioni. Subito dopo, al completarsi primo giro, contatto Ferreira vs Stevens, che ha provocato il ritiro immediato di quest'ultima (Ferreira è arrivata fino ai box) e l'ingresso della safety car con un passaggio forzato in pitlane.
Al restart c'è stata lotta per la terza posizione, l'ha spuntata Felbermayr, che poi sarebbe andata a chiudere un podio su cui svettava Palmowski davanti alla seconda classificata Bättig (prima wildcard in pole e prima wildcard a podio della storia della categoria), mentre Gademan e Lloyd hanno dovuto accontentarsi di chiudere la top-5.
Nella feature i punti vanno alle prime dieci e dal sesto posto in poi se li sono aggiudicati Robertson, Granada, Dobson, Bruce e Larsen. Seguivano Westcott, Paatz, Jacquet, Billard, Kostermann e Countryman. Billard a un certo punto era arrivata a superare Paatz, poi non è chiaro cosa sia accaduto, ci sono stati avvicendamenti non inquadrati ma visibili soltanto nei distacchi.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
domenica 5 luglio 2026
domenica 28 giugno 2026
Formula 1 2026: #8 Commento al Gran Premio d'Austria
Redbullring, weekend del 28 giugno, due settimane trascorse dalla collettività ad acclamare la Ferrari per il mondialehhhh in tascahhhh. Del resto, su sette gran premi disputati fino a quel momento, era riuscita a vincerne uno. Il fine settimana austriaco doveva confermare che è arrivatohhhh l'arrotinohhhh, ma non quello solito, quanto piuttosto Chimcardascian. Dopo la vittoria nello scorso gran premio ci sono stati i soliti fenomeni che se ne sono usciti con "komehhhh avetehhhh osatohhhh kritikarehhhh i risultatihhhh passatihhhh".
Vorrei soffermarmi su questo: se un pilota sta ottenendo risultati relativamente mediocri, credo di avere il sacrosanto diritto di affermarlo (o vale solo per Felipe Massa post-molla?) indipendentemente dal fatto che in futuro questo possa vincere delle gare. Se vince delle gare in futuro, si può dire che ha fatto delle buone gare. Il numero di titoli vinti dal pilota suddetto in passato non ha alcuna rilevanza. E comunque, in ogni caso, continuo a pensare che l'ingaggio del Sir a quarant'anni suonati per iniziare un ciclohhhh vincentehhhh tra qualche anno sia abbastanza nonsense. L'unica cosa sulla quale ho cambiato idea dopo la vittoria spagnola è il fatto che il signor Chimcardascian sia destinato a essere denigrato per non avere fattohhhh vincerehhhh la Ferrari. Proprio la sua età potrebbe salvarlo, sempre ammesso che abbia l'accortezza di ritirarsi prima di iniziare a essere considerato la kausahhhh di tuttihhhh i malihhhh come se fosse un Sebastian Vettel qualsiasi.
A proposito di Vettel, che era il presidente della GPDA, l'attuale presidente George Russell si è procacciato la pole più kontroversahhhh della storiahhhh. Niente paura, è solo la prassi, tutto ciò che succede viene etichettato a ogni soffio di vento come l'evento più qualcosa della storia. Era stata una qualifica tranquilla, fino a quel momento. In Q1 fuori le Williams, le Cadillac e le Aston Martin, abbiamo salutato nell'ordine Carlos Sainz, Alexander Albon, Sergio Perez, Valtteri Bottas, Fernando Alonso e Lance Stroll. Poi è arrivata la Q1, dove ci siamo liberati di altro tre team in ordine sparso, fuori Alpine, Audi e Haas con Pierre Gasly, Gabriel Bortoleto e Ollie Bearman, dietro di loro Audi, Haas e Alpine con Nico Hulkenberg, Esteban Ocon e Franco Colapinto che di recente è stato duramente criticato da Flavio Briatore per non avere mai vinto nulla. Il commento avrebbe anche senso, se non provenisse esattamente da chi gli ha affidato un volante.
Infine la Q3, tempi acclamati con urla nonostante fossero destinati a essere battuti nella prima parte della sessione, poi Max Verstappen che andava a schiantarsi con la manche finale ormai agli sgoccioli. C'erano le Ferrari 1/2 in quel momento, quindi è stato tutto un: "DONNE, SONO ARRIVATI DUE ARROTINI E LA METTONO IN POLE POSITION, POLE POSITION, POLE POSITION, PRIMA FILA TUTTA FERRARIHHHH, MONDIALEHHHH IN TASCAHHHH!!!11!!!11!!"
In effetti ho avuto l'impressione che si stesse celebrando un mondiale. Così come certi mondiali, anche certe prime file durano trentotto secondi. Come un padre di Massa qualsiasi, il Vanz ha fatto notare come Russell avesse fatto segnare il miglior tempo, procacciandosi la pole davanti a Charles Leclerc l'Arrotino e a Lewis Hamilton Chimcardascian. La Mercedes ha portato a casa un quarto posto con Kimi Antonelli, mentre Verstappen ha mantenuto la quinta piazza davanti alle McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, alla Redbull di Isack Hadjar e alle Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad.
Ci siamo trovati in una di quelle posizioni borderline che vanno più o meno così:
"Senti, Russell, non ti pare che con doppia bandiera gialla sia opportuno rallentare vista la situazione di pericolo?"
"Sì, ma c'era una bandiera gialla singola e dato che rallentare è un concetto relativo io ho girato più lentamente in quel settore rispetto al mio giro precedente quindi guess what, conservo la pole."
Ovviamente i commenti non si sono sprecati. C'era chi segnalava un kompl8 pro-Mercedes e chi parlava di congiure contro la Ferrari. Premesso che in Ferrari dovrebbero solo essere contenti di non fare la pole perché così sarà più ragionevole giustificare l'avere perso la gara, mi sembra che sfugga un dettaglio. Siamo a fine sessione. Tecnicamente nessuno dovrebbe più avere il tempo di migliorarsi visto la gialla/ doppia gialla. La direzione gara dovrebbe essere chiara e dire: "adesso andiamo tutti a casa, la giornata è finita". Questo concetto, nel motorsport, è molto ben noto e si chiama bandiera rossa, quella stessa bandiera rossa che viene esposta a ogni soffio di vento quando può contribuire a generare spettacolo in gara grazie a standing restart.
È vero che andare a vantarsi di essere stati più furbi di altri non è il massimo dell'etica. È vero che chi fa il tempo prima proprio in vista di potenziali bandiere gialle o rosse può avere qualcosa da ridire. Però è anche e soprattutto vero che, per l'ennesima volta, la direzione gara ha preso una decisione discutibile e che la polemica è stata innescata proprio per il modo in cui la situazione di pericolo è stata gestita.
Alla partenza Russell è andato via con tutte le sue -L, precedendo le due Ferrari in cui Sir Chimcardascian era destinato a sopravanzare in tempi brevi l'arrotino, mentre Antonelli girava più fuori dall'asfalto che dentro. In questo modo ha superato Leclerc al quale ha dovuto ridare la posizione. Verstappen, uscito vincente da un duello con le McLaren, ne ha approfittato per passarli tutti e due.
Intanto, in casa Cadillac, Bottas e Perez avevano grossi problemi:
"I miei freni stanno andando a fuoco. Siamo al secondo giro e dovrebbero durare 71. Secondo me mi ridurrò in cenere come un vampiro esposto al sole."
"Anche i miei freni stanno andando a fuoco e ho percorso appena cinque giri, numero superiore di una sola unità a quello dei figli che ho prodotto prima di giungere alla decisione di comprare una TV."
Nel frattempo Verstappen si avvicinava al Sir e si sporgeva per guardare se avesse un mondiale nascosto nel taschino della tuta. Le performance delle Rosse hanno iniziato a calare, ma Hamilton è uscito vincente da un duello con Verstappen. Il Vanz ha sparato un "lì non si passa come a Copse"... e niente, il fantasma di quella curva ci perseguita anche al Redbullring, non c'è niente da fare.
I piloti Ferrari sono stati i primi a rientrare ai box per il primo cambio gomme, in cui in linea di massima si passava dalle medium alle hard. Russell via radio vaneggiava a proposito di fare una sola sosta, ma quando si sono fermate le Redbull anche lui è stato convocato in pitlane, così come poco dopo anche le McLaren.
Antonelli procedeva in testa, Hadjar andava like a boss ed era adesso davanti a Norris. Gli Hamilstappen inoltre si sono ingaggiati in un altro duello da cui Max stavolta è uscito vincente.
Antonelli è entrato in pitlane e alla sua uscita hanno messo virtual safety car quando una Williams si è spenta in corrispondenza della linea del traguardo. Hamilton invece è andato ai box per la seconda sosta in regime di VSC, mettendo gomma soft. I primi otto a questo punto erano Russell, Verstappen, Leclerc, Antonelli, Piastri, Hadjar, Hamilton, Norris.
Al 27° giro la fase di stallo è terminata, il Vanz si è accorto che quello che si era fermato non era Albon ma Sainz, Antonelli ha iniziato ad avvicinarsi a Leclerc per poi superarlo di lì a poco, mentre Hamilton invece superava Hadjar. Nei giri che seguivano Piastri si è ritrovato a sandwich tra i due piloti Ferrari, per poi riuscire a superare Leclerc, poi protagonista di un breve duello con il Sir. Superato dal compagno di squadra, l'Arrotino si è diretto ai box per la seconda sosta e un nuovo set di gomme hard. Pare che in fase di sorpasso tra Piastri e Leclerc ci sia stato un contatto tra di loro, con tanto di un pezzo di ala di Leclerc che volava via.
Queste, però, erano sottigliezze: "come vedete Verstappen si sta avvicinando a Russell e a tutte le sue -L, sta giungendo il momento della rissahhhh!!!11!!11!!!!"
Sottigliezze fino a un certo punto dato che Piastri e Hamilton hanno subito undercut - poi si sarebbe ripetuta la stessa trafila di prima - quindi Russell si è precipitato ai box con tutte le sue -L per evitare che Verstappen lo precedesse. Questo si è fermato diversi giri dopo, ritrovandosi piuttosto lontano dalle -L di Russell. Antonelli è stato l'ultimo a rientrare, proprio un attimo prima che uscisse un'altra virtual, dato che Albon aveva abbattuto un paletto e un temersrio commissario è corso a raccattarlo. Era il 53° giro e i primi otto erano Russell, Verstappen, Antonelli, Piastri, Hamilton, Leclerc, Hadjar, Norris. Questo pare fosse sotto investigazione per un sorpasso unsafe su Stroll in pitlane dove questo si era recato per ritirarsi, ma la cosa è finita nel nulla. Non era finita invece la gara di Leclerc, che ha subito un sorpasso da Hadjar, mentre Norris annunciava: "adesso arrivo anch'io"... e difatti Charles si è ritrovato ad arrotare coltelli in ottava piazza, per poi rifugiarsi ai box a montare una lama soft. Nel frattempo mancavano dieci giri e il gap tra i Russellstappen era sceso da dieci a poco più di cinque secondi, anche se quello che si avvicinava di più era Antonelli.
Alla fine i tre a sorpresa si sono molto avvicinati, poco più di un secondo e mezzo tra i Russelstappen, Antonelli a pochi decimi di distanza, ma le posizioni sono rimaste invariate. In quelle esatte posizioni sono saliti sul podio dove tra i Russelstappen è scoppiata una riss-... ah no.
RISULTATO: 1. Russell, 2. Verstappen, 3. Antonelli, 4. Piastri, 5. Hamilton, 6. Hadjar, 7. Norris, 8. Leclerc, 9. Lawson, 10. Lindblad, 11. Bortoleto, 12. Hulkenberg, 13. Gasly, 14. Bearman, 15. Colapinto, 16. Ocon, 17. Albon, 18. Alonso, Ritirati Stroll, Sainz, Perez, Bottas.
PS. Piccola nota a margine, ho scritto il commento pari passo con l'avanzare del weekend e tutta la parte relativa alle qualifiche l'ho scritta prima di vedere la gara. Il fatto che la Ferrari non avrebbe dominato, né lottato per la vittoria neanche da lontano, smentendo chi pensava che fosse in lotta per il mondiale non dipende da ciò che si è effettivamente visto domenica, ma dall'intuito che ho sviluppato avendo visto questa dinamica decine e decine di volte.
Vorrei soffermarmi su questo: se un pilota sta ottenendo risultati relativamente mediocri, credo di avere il sacrosanto diritto di affermarlo (o vale solo per Felipe Massa post-molla?) indipendentemente dal fatto che in futuro questo possa vincere delle gare. Se vince delle gare in futuro, si può dire che ha fatto delle buone gare. Il numero di titoli vinti dal pilota suddetto in passato non ha alcuna rilevanza. E comunque, in ogni caso, continuo a pensare che l'ingaggio del Sir a quarant'anni suonati per iniziare un ciclohhhh vincentehhhh tra qualche anno sia abbastanza nonsense. L'unica cosa sulla quale ho cambiato idea dopo la vittoria spagnola è il fatto che il signor Chimcardascian sia destinato a essere denigrato per non avere fattohhhh vincerehhhh la Ferrari. Proprio la sua età potrebbe salvarlo, sempre ammesso che abbia l'accortezza di ritirarsi prima di iniziare a essere considerato la kausahhhh di tuttihhhh i malihhhh come se fosse un Sebastian Vettel qualsiasi.
A proposito di Vettel, che era il presidente della GPDA, l'attuale presidente George Russell si è procacciato la pole più kontroversahhhh della storiahhhh. Niente paura, è solo la prassi, tutto ciò che succede viene etichettato a ogni soffio di vento come l'evento più qualcosa della storia. Era stata una qualifica tranquilla, fino a quel momento. In Q1 fuori le Williams, le Cadillac e le Aston Martin, abbiamo salutato nell'ordine Carlos Sainz, Alexander Albon, Sergio Perez, Valtteri Bottas, Fernando Alonso e Lance Stroll. Poi è arrivata la Q1, dove ci siamo liberati di altro tre team in ordine sparso, fuori Alpine, Audi e Haas con Pierre Gasly, Gabriel Bortoleto e Ollie Bearman, dietro di loro Audi, Haas e Alpine con Nico Hulkenberg, Esteban Ocon e Franco Colapinto che di recente è stato duramente criticato da Flavio Briatore per non avere mai vinto nulla. Il commento avrebbe anche senso, se non provenisse esattamente da chi gli ha affidato un volante.
Infine la Q3, tempi acclamati con urla nonostante fossero destinati a essere battuti nella prima parte della sessione, poi Max Verstappen che andava a schiantarsi con la manche finale ormai agli sgoccioli. C'erano le Ferrari 1/2 in quel momento, quindi è stato tutto un: "DONNE, SONO ARRIVATI DUE ARROTINI E LA METTONO IN POLE POSITION, POLE POSITION, POLE POSITION, PRIMA FILA TUTTA FERRARIHHHH, MONDIALEHHHH IN TASCAHHHH!!!11!!!11!!"
In effetti ho avuto l'impressione che si stesse celebrando un mondiale. Così come certi mondiali, anche certe prime file durano trentotto secondi. Come un padre di Massa qualsiasi, il Vanz ha fatto notare come Russell avesse fatto segnare il miglior tempo, procacciandosi la pole davanti a Charles Leclerc l'Arrotino e a Lewis Hamilton Chimcardascian. La Mercedes ha portato a casa un quarto posto con Kimi Antonelli, mentre Verstappen ha mantenuto la quinta piazza davanti alle McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, alla Redbull di Isack Hadjar e alle Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad.
Ci siamo trovati in una di quelle posizioni borderline che vanno più o meno così:
"Senti, Russell, non ti pare che con doppia bandiera gialla sia opportuno rallentare vista la situazione di pericolo?"
"Sì, ma c'era una bandiera gialla singola e dato che rallentare è un concetto relativo io ho girato più lentamente in quel settore rispetto al mio giro precedente quindi guess what, conservo la pole."
Ovviamente i commenti non si sono sprecati. C'era chi segnalava un kompl8 pro-Mercedes e chi parlava di congiure contro la Ferrari. Premesso che in Ferrari dovrebbero solo essere contenti di non fare la pole perché così sarà più ragionevole giustificare l'avere perso la gara, mi sembra che sfugga un dettaglio. Siamo a fine sessione. Tecnicamente nessuno dovrebbe più avere il tempo di migliorarsi visto la gialla/ doppia gialla. La direzione gara dovrebbe essere chiara e dire: "adesso andiamo tutti a casa, la giornata è finita". Questo concetto, nel motorsport, è molto ben noto e si chiama bandiera rossa, quella stessa bandiera rossa che viene esposta a ogni soffio di vento quando può contribuire a generare spettacolo in gara grazie a standing restart.
È vero che andare a vantarsi di essere stati più furbi di altri non è il massimo dell'etica. È vero che chi fa il tempo prima proprio in vista di potenziali bandiere gialle o rosse può avere qualcosa da ridire. Però è anche e soprattutto vero che, per l'ennesima volta, la direzione gara ha preso una decisione discutibile e che la polemica è stata innescata proprio per il modo in cui la situazione di pericolo è stata gestita.
Alla partenza Russell è andato via con tutte le sue -L, precedendo le due Ferrari in cui Sir Chimcardascian era destinato a sopravanzare in tempi brevi l'arrotino, mentre Antonelli girava più fuori dall'asfalto che dentro. In questo modo ha superato Leclerc al quale ha dovuto ridare la posizione. Verstappen, uscito vincente da un duello con le McLaren, ne ha approfittato per passarli tutti e due.
Intanto, in casa Cadillac, Bottas e Perez avevano grossi problemi:
"I miei freni stanno andando a fuoco. Siamo al secondo giro e dovrebbero durare 71. Secondo me mi ridurrò in cenere come un vampiro esposto al sole."
"Anche i miei freni stanno andando a fuoco e ho percorso appena cinque giri, numero superiore di una sola unità a quello dei figli che ho prodotto prima di giungere alla decisione di comprare una TV."
Nel frattempo Verstappen si avvicinava al Sir e si sporgeva per guardare se avesse un mondiale nascosto nel taschino della tuta. Le performance delle Rosse hanno iniziato a calare, ma Hamilton è uscito vincente da un duello con Verstappen. Il Vanz ha sparato un "lì non si passa come a Copse"... e niente, il fantasma di quella curva ci perseguita anche al Redbullring, non c'è niente da fare.
I piloti Ferrari sono stati i primi a rientrare ai box per il primo cambio gomme, in cui in linea di massima si passava dalle medium alle hard. Russell via radio vaneggiava a proposito di fare una sola sosta, ma quando si sono fermate le Redbull anche lui è stato convocato in pitlane, così come poco dopo anche le McLaren.
Antonelli procedeva in testa, Hadjar andava like a boss ed era adesso davanti a Norris. Gli Hamilstappen inoltre si sono ingaggiati in un altro duello da cui Max stavolta è uscito vincente.
Antonelli è entrato in pitlane e alla sua uscita hanno messo virtual safety car quando una Williams si è spenta in corrispondenza della linea del traguardo. Hamilton invece è andato ai box per la seconda sosta in regime di VSC, mettendo gomma soft. I primi otto a questo punto erano Russell, Verstappen, Leclerc, Antonelli, Piastri, Hadjar, Hamilton, Norris.
Al 27° giro la fase di stallo è terminata, il Vanz si è accorto che quello che si era fermato non era Albon ma Sainz, Antonelli ha iniziato ad avvicinarsi a Leclerc per poi superarlo di lì a poco, mentre Hamilton invece superava Hadjar. Nei giri che seguivano Piastri si è ritrovato a sandwich tra i due piloti Ferrari, per poi riuscire a superare Leclerc, poi protagonista di un breve duello con il Sir. Superato dal compagno di squadra, l'Arrotino si è diretto ai box per la seconda sosta e un nuovo set di gomme hard. Pare che in fase di sorpasso tra Piastri e Leclerc ci sia stato un contatto tra di loro, con tanto di un pezzo di ala di Leclerc che volava via.
Queste, però, erano sottigliezze: "come vedete Verstappen si sta avvicinando a Russell e a tutte le sue -L, sta giungendo il momento della rissahhhh!!!11!!11!!!!"
Sottigliezze fino a un certo punto dato che Piastri e Hamilton hanno subito undercut - poi si sarebbe ripetuta la stessa trafila di prima - quindi Russell si è precipitato ai box con tutte le sue -L per evitare che Verstappen lo precedesse. Questo si è fermato diversi giri dopo, ritrovandosi piuttosto lontano dalle -L di Russell. Antonelli è stato l'ultimo a rientrare, proprio un attimo prima che uscisse un'altra virtual, dato che Albon aveva abbattuto un paletto e un temersrio commissario è corso a raccattarlo. Era il 53° giro e i primi otto erano Russell, Verstappen, Antonelli, Piastri, Hamilton, Leclerc, Hadjar, Norris. Questo pare fosse sotto investigazione per un sorpasso unsafe su Stroll in pitlane dove questo si era recato per ritirarsi, ma la cosa è finita nel nulla. Non era finita invece la gara di Leclerc, che ha subito un sorpasso da Hadjar, mentre Norris annunciava: "adesso arrivo anch'io"... e difatti Charles si è ritrovato ad arrotare coltelli in ottava piazza, per poi rifugiarsi ai box a montare una lama soft. Nel frattempo mancavano dieci giri e il gap tra i Russellstappen era sceso da dieci a poco più di cinque secondi, anche se quello che si avvicinava di più era Antonelli.
Alla fine i tre a sorpresa si sono molto avvicinati, poco più di un secondo e mezzo tra i Russelstappen, Antonelli a pochi decimi di distanza, ma le posizioni sono rimaste invariate. In quelle esatte posizioni sono saliti sul podio dove tra i Russelstappen è scoppiata una riss-... ah no.
RISULTATO: 1. Russell, 2. Verstappen, 3. Antonelli, 4. Piastri, 5. Hamilton, 6. Hadjar, 7. Norris, 8. Leclerc, 9. Lawson, 10. Lindblad, 11. Bortoleto, 12. Hulkenberg, 13. Gasly, 14. Bearman, 15. Colapinto, 16. Ocon, 17. Albon, 18. Alonso, Ritirati Stroll, Sainz, Perez, Bottas.
PS. Piccola nota a margine, ho scritto il commento pari passo con l'avanzare del weekend e tutta la parte relativa alle qualifiche l'ho scritta prima di vedere la gara. Il fatto che la Ferrari non avrebbe dominato, né lottato per la vittoria neanche da lontano, smentendo chi pensava che fosse in lotta per il mondiale non dipende da ciò che si è effettivamente visto domenica, ma dall'intuito che ho sviluppato avendo visto questa dinamica decine e decine di volte.
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Commenti ai GP,
F1 stagione 2026,
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venerdì 26 giugno 2026
Indycar 2026: #9 Gateway e #10 Road America
Nel mese di giugno si sono svolti due appuntamenti del campionato di Indycar, sull'ovale di Gateway a Madison due settimane fa (ormai tre) e poi a Elkhart Lake in quest'ultimo weekend (ormai lo scorso weekend). Con un totale di diciotto gare da disputare con quest'ultima siamo arrivati a completare la prima metà della stagione.
BOMMARITO AUTOMOTIVE GROUP 500 - 7 GIUGNO: il terzo ovale della stagione ha visto il ritorno delle redflag per condizioni meteo, con la pioggia che ha provocato due interruzioni della gara, iniziata con Alex Palou (Ganassi) scattato dalla pole position e iniziale leader dell'evento, salvo poi essere succeduto da Marcus Ericsson (Andretti) come pilota di testa.
Anche a causa delle due interruzioni ci sono stati piloti che hanno tentato strategie diverse. Palou, per esempio, così come il compagno di squadra Scott Dixon, ha tentato di fare una sosta in meno, ma la cosa non ha funzionato, estromettendolo dalla lotta per la vittoria, specie considerando che ha rischiato di rimanere senza benzina come un Rubens Barrichello a Interlagos nel 2003.
A giocarsi la leadership sono stati Josef Newgarden (Penske) e Christian Rasmussen (Carpenter). Newgarden l'ha spuntata, Ericsson si è inserito in seconda posizione nelle fasi conclusive e Rasmussen ha dovuto accontentarsi della terza piazza, davanti a Rinus Veekay (Juncos), Scott McLaughlin (Penske), Kyle Kirkwood (Andretti), David Malukas (Penske), Will Power (Andretti), Marcus Armstrong (Meyer Shank) e Christian Lundgaard (Arrow McLaren) a completare i primi dieci. Questo precedeva il compagno di squadra Pato O'Ward con a seguire Dixon, Santino Ferrucci (Foyt), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), il nostro eroe Romain Grosejan (Coyne), il suo concittadino(?) Mick Schumacher (Rahal Letterman) nonché solo diciassettesimo Palou. Venivano successivamente Alexander Rossi (Carpenter), Sting Ray Robb (Juncos), Louis Foster (Rahal Letterman) e Kyffin Simpson (Ganassi).
Non hanno completato la gara per problemi tecnici Caio Collet (Foyt) e Dennis Hauger (Coyne), mentre per incidenti si sono ritirati Graham Rahal (Rahal Letterman) e Nolan Siegel (Arrow McLaren).
GRAN PREMIO DI ROAD AMERICA - 21 GIUGNO: anche in questo caso abbiamo avuto Palou come primo leader di gara, che allungava sui diretti inseguitori Armstrong, Rosenqvist e Malukas. Nel mezzo del primo giro di pitstop, è uscita una caution quando Grosjean si è ritrovato su tre ruote come un Michael Schumacher qualsiasi per le strade di Shanghai nel 2012. È riuscito ad arrivare ai box e a tornare in pista.
Nel frattempo Rosenqvist si ritrovava leader davanti a Palou, ma per Alex le cose erano destinate a peggiorare, in quanto in occasione della seconda sosta si è procacciato una penalità per speeding in pitlane, un po' come se fosse stato un qualsiasi pilota a caso al GP di Montecarlo di quest'anno. Poco dopo Rasmussen è rimasto fermo e abbiamo avuto una seconda caution.
Armstrong a questo punto era in testa seguito da Malukas, mentre è seguita poco dopo un'altra caution stavolta per causa di un detrito. Con la terza sosta Armstrong era ancora davanti ai diretti inseguitori mentre Lundgaard che era partito nelle retrovie si è inserito con un overcut davanti a Malukas che tuttavia l'ha superato. Qualche giro più tardi Christian si è ripreso la posizione, manovra che gli è valsa la vittoria quando a tre giri dalla fine il motore di Armstrong si è ammutolito in una nuvola di fumo.
Ennesima caution, un ultimo giro per Lundgaard per andarsi a prendere la vittoria, cosa che ha fatto, Malukas per arrivare secondo, duello Power vs Rahal per la terza piazza... con incidente e Graham contro le barriere. Power è riuscito a concludere terzo precedendo Simpson, Palou, Rossi, McLaughlin, Rosenqvist, Ferrucci e Kirkwood a completare la top-ten. Dietro di loro sono giunti alla bandiera a scacchi Dixon, O'Ward, Ericsson, Foster, Grosjean, Collet, Schumacher, Veekay, Robb, Hauger, Siegel e Newgarden.
BOMMARITO AUTOMOTIVE GROUP 500 - 7 GIUGNO: il terzo ovale della stagione ha visto il ritorno delle redflag per condizioni meteo, con la pioggia che ha provocato due interruzioni della gara, iniziata con Alex Palou (Ganassi) scattato dalla pole position e iniziale leader dell'evento, salvo poi essere succeduto da Marcus Ericsson (Andretti) come pilota di testa.
Anche a causa delle due interruzioni ci sono stati piloti che hanno tentato strategie diverse. Palou, per esempio, così come il compagno di squadra Scott Dixon, ha tentato di fare una sosta in meno, ma la cosa non ha funzionato, estromettendolo dalla lotta per la vittoria, specie considerando che ha rischiato di rimanere senza benzina come un Rubens Barrichello a Interlagos nel 2003.
A giocarsi la leadership sono stati Josef Newgarden (Penske) e Christian Rasmussen (Carpenter). Newgarden l'ha spuntata, Ericsson si è inserito in seconda posizione nelle fasi conclusive e Rasmussen ha dovuto accontentarsi della terza piazza, davanti a Rinus Veekay (Juncos), Scott McLaughlin (Penske), Kyle Kirkwood (Andretti), David Malukas (Penske), Will Power (Andretti), Marcus Armstrong (Meyer Shank) e Christian Lundgaard (Arrow McLaren) a completare i primi dieci. Questo precedeva il compagno di squadra Pato O'Ward con a seguire Dixon, Santino Ferrucci (Foyt), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), il nostro eroe Romain Grosejan (Coyne), il suo concittadino(?) Mick Schumacher (Rahal Letterman) nonché solo diciassettesimo Palou. Venivano successivamente Alexander Rossi (Carpenter), Sting Ray Robb (Juncos), Louis Foster (Rahal Letterman) e Kyffin Simpson (Ganassi).
Non hanno completato la gara per problemi tecnici Caio Collet (Foyt) e Dennis Hauger (Coyne), mentre per incidenti si sono ritirati Graham Rahal (Rahal Letterman) e Nolan Siegel (Arrow McLaren).
GRAN PREMIO DI ROAD AMERICA - 21 GIUGNO: anche in questo caso abbiamo avuto Palou come primo leader di gara, che allungava sui diretti inseguitori Armstrong, Rosenqvist e Malukas. Nel mezzo del primo giro di pitstop, è uscita una caution quando Grosjean si è ritrovato su tre ruote come un Michael Schumacher qualsiasi per le strade di Shanghai nel 2012. È riuscito ad arrivare ai box e a tornare in pista.
Nel frattempo Rosenqvist si ritrovava leader davanti a Palou, ma per Alex le cose erano destinate a peggiorare, in quanto in occasione della seconda sosta si è procacciato una penalità per speeding in pitlane, un po' come se fosse stato un qualsiasi pilota a caso al GP di Montecarlo di quest'anno. Poco dopo Rasmussen è rimasto fermo e abbiamo avuto una seconda caution.
Armstrong a questo punto era in testa seguito da Malukas, mentre è seguita poco dopo un'altra caution stavolta per causa di un detrito. Con la terza sosta Armstrong era ancora davanti ai diretti inseguitori mentre Lundgaard che era partito nelle retrovie si è inserito con un overcut davanti a Malukas che tuttavia l'ha superato. Qualche giro più tardi Christian si è ripreso la posizione, manovra che gli è valsa la vittoria quando a tre giri dalla fine il motore di Armstrong si è ammutolito in una nuvola di fumo.
Ennesima caution, un ultimo giro per Lundgaard per andarsi a prendere la vittoria, cosa che ha fatto, Malukas per arrivare secondo, duello Power vs Rahal per la terza piazza... con incidente e Graham contro le barriere. Power è riuscito a concludere terzo precedendo Simpson, Palou, Rossi, McLaughlin, Rosenqvist, Ferrucci e Kirkwood a completare la top-ten. Dietro di loro sono giunti alla bandiera a scacchi Dixon, O'Ward, Ericsson, Foster, Grosjean, Collet, Schumacher, Veekay, Robb, Hauger, Siegel e Newgarden.
giovedì 18 giugno 2026
Il team ERA e il primo incidente mortale della storia della Formula 1 (Cameron Earl, test 18.06.1952)
Il 18 giugno 1952, durante un test per il team ERA, moriva Cameron Earl, la prima persona a perdere la vita al volante di una monoposto di Formula 1.
Questa vicenda, non facile da ricostruire, ci porta in un universo molto lontano da quello che conosciamo, in un mondo dell'automobilismo estremamente diverso da quella attuale.
Facciamo un preambolo e partiamo da ERA, acronimo di English Racing Automobiles, una delle prime squadre britanniche ad avere gareggiato, seppure sporadicamente, nella massima categoria, prendendo parte tra gli altri ai primi due gran premi ufficiali della storia, a Silverstone e a Montecarlo nel 1950.
L'unica entry "ufficiale" è quella di Leslie Johnson in Gran Bretagna, affiancato da entry private come quelle di Peter Walker/ shared drive con Tony Rolt, di Cuth Harrison e di Bob Gerard. Questi ultimi due hanno corso anche nel Principato e Gerard ha ottenuto i due migliori risultati con due sesti posti, che all'epoca non assegnavano punti. Harrison ha inoltre disputato a Monza il GP d'Italia dello stesso anno.
Nel 1951 vi è stata una sola presenza, al GP di Gran Bretagna ancora con Gerard e con un'altra vettura guidata da Brian Shawe-Taylor.
Il 18 giugno 1952, pochi giorni prima del GP del Belgio, è avvenuto il primo incidente mortale della storia della Formula 1 durante un test, con al volante Earl.
Classe 1923, ci porta in un mondo totalmente diverso da quello che conosciamo perché pare non fosse un pilota professionista, ma un ingegnere meccanico che lavorava per il team e che stava testando alcuni componenti della vettura.
Pare che in precedenza avesse lavorato in Germania, venendo a contatto con realtà quali Mercedes e Auto Union.
Nel 1952 ERA conta in totale tre entry "non ufficiali" per mano di Stirling Moss, che ha disputato i gran premi del Belgio, di Gran Bretagna e d'Olanda senza mai giungere alla bandiera a scacchi.
Questa vicenda, non facile da ricostruire, ci porta in un universo molto lontano da quello che conosciamo, in un mondo dell'automobilismo estremamente diverso da quella attuale.
Facciamo un preambolo e partiamo da ERA, acronimo di English Racing Automobiles, una delle prime squadre britanniche ad avere gareggiato, seppure sporadicamente, nella massima categoria, prendendo parte tra gli altri ai primi due gran premi ufficiali della storia, a Silverstone e a Montecarlo nel 1950.
L'unica entry "ufficiale" è quella di Leslie Johnson in Gran Bretagna, affiancato da entry private come quelle di Peter Walker/ shared drive con Tony Rolt, di Cuth Harrison e di Bob Gerard. Questi ultimi due hanno corso anche nel Principato e Gerard ha ottenuto i due migliori risultati con due sesti posti, che all'epoca non assegnavano punti. Harrison ha inoltre disputato a Monza il GP d'Italia dello stesso anno.
Nel 1951 vi è stata una sola presenza, al GP di Gran Bretagna ancora con Gerard e con un'altra vettura guidata da Brian Shawe-Taylor.
Il 18 giugno 1952, pochi giorni prima del GP del Belgio, è avvenuto il primo incidente mortale della storia della Formula 1 durante un test, con al volante Earl.
Classe 1923, ci porta in un mondo totalmente diverso da quello che conosciamo perché pare non fosse un pilota professionista, ma un ingegnere meccanico che lavorava per il team e che stava testando alcuni componenti della vettura.
Pare che in precedenza avesse lavorato in Germania, venendo a contatto con realtà quali Mercedes e Auto Union.
Nel 1952 ERA conta in totale tre entry "non ufficiali" per mano di Stirling Moss, che ha disputato i gran premi del Belgio, di Gran Bretagna e d'Olanda senza mai giungere alla bandiera a scacchi.
mercoledì 17 giugno 2026
martedì 16 giugno 2026
lunedì 15 giugno 2026
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