Felix Rosenqvist (Shank) partiva dalla pole position precedendo Pato O'Ward (Arrow McLaren), Alex Palou (Ganassi), Kyle Kirkwood (Arrow McLaren), David Malukas (Penske), Scott Dixon (Ganassi), Will Power (Andretti), Scott McLaughlin (Penske), Kyffin Simpson (Ganassi), Graham Rahal (Rahal), Christian Lundgaard (Arrow McLaren), Rinus Veekay (Juncos), ecc...
La partenza è stata tranquilla. Rasmussen era davanti e davanti è rimasto, tra un'inquadratura della fontana che raffigura i delfini e l'altra.
Oserei dire che i delfini della fontana sono stati a lungo la massima attrazione, visto che perfino nei commenti (che ho letto dopo per evitare spoiler) la gente si lamentava della garahhhh noiosahhhh, specie per il vincitore. Immagino che stiate già iniziando a sospettare che vi stia servendo uno spoiler su un piatto d'argento, ma nevermind. Occupiamoci di cose serie.
C'erano venticinque vetture in pista e una curiosità poteva essere l'andare a scoprire dove si trovassero i piloti europei di provenienza Formula 1. Nel momento in cui ho avuto quella bella pensata, la classifica recitava: 23. Marcus Ericsson (Andretti), 24. Mick Schumacher (Rahal), 25. Romain Grosjean (Coyne)... non c'è che dire, sempre una garanzia di soddisfazioni! In particolare, a quel punto, RoGro reduce dal quarantesimo compleanno festeggiato tre giorni fa (quattro mentre scrivo, dato che è lunedì) era anche l'unico pilota doppiato presente in pista!
No worries, era solo una pitstop window sfavorevole, a fine gara almeno uno di loro ci avrebbe offerto la grazia di finire in top-20, ma nel frattempo le macchine in pista sarebbero rimaste solo ventiquattro e proprio per via del ritiro di Ericsson per qualche noia meccanica.
La gara procedeva più tranquilla che mai, senza che nessuno avesse la bella intenzione di finire in testacoda in un tratto cieco generando un ingorgo di quelli belli come quelli che ogni tanto si vedono a Lungaspiaggia.
Naaaahhhh, il plot twist è stato rappresentato da un detrito bello grosso, che in realtà pare fosse un pezzo di gomma, che ha portato immediatamente ai ripari, con doppie bandiere gialle, caution, gente che rientrava in branco ai box perché era il momento dell'ultimo pitstop...
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...e niente, mi sono soffermata a guardare con attenzione la monoposto di Rosenqvist ferma ai box
giungendo alla stessa conclusione a cui è arrivato anche un utente che commentava il video degli extended highlight: sembra la livrea della Benetton con cui Michael Schumacher vinse il suo primo mondiale... e a onore del vero non si contano più le livree di Indycar che mi ricordavano o l'una o l'altra livrea Benetton.
Guess what? Rosenqvist ha avuto una sosta un po' troppo lenta. E guess what? Ha perso la leadership. Provate a fare uno sforzo di immaginazione. Chi potrebbe averlo sopravanzato? Ma ovviamente Palou, che fino a quel momento era stato buono e tranquillo in seconda piazza. Ha staccato Rosenqvist e gli inseguitori, andando a procacciarsi la vittoria. Dixon ha chiuso sul gradino più basso del podio, dietro a Felix.
Seguivano Kirkwood, O'Ward, McLaughlin, Malukas, Rahal, un Alexander Rossi (Carpenter) partito in bassa classifica che non fa testo per gli ex Formula 1 dato che è americano e in Formula 1 c'è stato per una manciata di gran premi, infine Simpson a completare la top-ten. Dennis Hauger (Coyne) ha chiuso undicesimo precedendo Nolan Siegel (Arrow McLaren), Veekay e Josef Newgarden (Penske) solo quattordicesimo dopo avere fatto il figo per qualche giro in testa alla gara essendo su una diversa finestra di pitstop... sarebbe comunque andata ancora peggio a Power.
Prima di arrivare a lui, passiamo a Christian Rasmussen (Carpenter), quindicesimo al traguardo, davanti a Louis Foster (Rahal) e a Schumacher che con una diciassettesima piazza teneva alto(?) il buon nome degli ex Formula 1. Come già detto, solo uno tra i primi venti, quindi per noi grosjeanine erranti (con "errare" inteso non come vagare, ma come sbagliare, perché abbiamo commesso l'errore di credere in lui) proprio nessuna gioia.
Venivano infatti Santino Ferrucci (Foyt), il già citato Power, Lundgaard e solo ventunesimo il nostro eroe RoGro! :-//// Seguivano Caio Collet (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos) e Marcus Armstrong (Shank) che credo abbia avuto qualche problema dato che non era stato così disgraziatamente ultimo nelle fasi precedenti.

