Alonso, Raikkonen e Schumacher vanno via senza problemi, ciascuno a debita distanza dagli altri, ma la gara ha delle prime battute abbastanza caotiche. Abbiamo Tiago Monteiro tanto elogiato la stagione precedente per i pochi incidenti che nel 2006 si sta sbizzarrendo e stavolta lo fa in modo altisonante, in un contatto con il compagno di squadra Christijan Albers che si ritira. Poi abbiamo Juan Pablo Montoya che si scontra con la Williams di Nico Rosberg, costretto al ritiro.
Né il primo né il secondo giro di pitstop cambiano alcunché per le posizioni di vertice. Raikkonen e Schumacher, tuttavia, sono molto vicini nelle fasi conclusive della gara. Il ferrarista supera il pilota della McLaren per la seconda posizione quando ormai la gara viaggia verso le sue battute finali. Alonso allunga in classifica su Schumacher che allunga su Raikkonen che allunga su Fisichella giunto quarto che allunga su Felipe Massa che ha chiuso quinto: i primi cinque al traguardo sono anche i primi cinque in classifica. Purtroppo per Montoya, sesto in classifica, la sua gara è terminata malamente. Chiudono la zona punti Jarno Trulli su Toyota, Nick Heidfeld su BMW Sauber e David Coulthard su Redbull, quest'ultimo ereditando l'ultimo punto disponibile dopo un incidente di Jacques Villeneuve che in precedenza occupava proprio l'ottava piazza.
La storia cambia a Indianapolis, dove le Ferrari di Schumacher e Massa sono 1/2 in qualifica. Felipe ha lo spunto migliore in partenza e si porta in testa alla gara, ma non c'è tempo per parlarne, perché a centro gruppo c'è un groviglio epocale, sembra partire tutto dalle McLaren, Montoya si tocca con Raikkonen, poi si aggiungono la BMW Sauber di Heidfeld che cappotta, la Williams di Mark Webber, la Toro Rosso di Scott Speed, la Redbull di Christian Klien e la Super Aguri di Franck Montagny, giusto per fermarci a quelli che escono di scena lì sul posto. Nel box della Honda lo farà anche Jenson Button.
Sono rimaste quattordici vetture, ma resteranno dodici dopo che Monteiro esce di scena insieme a Takuma Sato su Super Aguri a causa di un incidente. Poi perderemo per strada in seguito Villeneuve per un guasto al motore neanche guidasse ancora la B.A.R., Albers per un problema tecnico di altra natura e anche Ralf Schumacher su Toyota a gara inoltrata.
In occasione del primo pitstop i tempi sono maturi perché Schumacher esca dai box davanti a Massa, faranno 1/2, ma il brasiliano ne ha ancora di strada da fare per salire sul gradino più alto del podio... Fisichella chiude terzo, seguito da Trulli partito dalla pitlane. Alonso dopo una gara non altisonante giunge quinto, precedendo la Honda di Rubens Barrichello. Coulthard chiude settimo portando nuovamente la Redbull a punti davanti alla sorella minore Toro Rosso di Vitantonio Liuzzi, che ha superato Rosberg (unico altro pilota ancora in gara) per l'ottava piazza. Si tratta del primo punto nella storia della Torohhhh Rossohhhh di Faenza, dopo che in precedenza Speed aveva chiuso una gara in top-8 e, convocato dai commissari che gli contestavano un sorpasso in regime di bandiere gialle(?) non aveva trovato di meglio da fare che litigare con i commissari stessi, cosa che non aveva certo contribuito a evitargli una penalità.
Dopo la trasferta americana, la love story tanto annunciata prima del passaggio di JPM in McLaren giunge bruscamente alla fine. I rapporti erano già tesi dal 2005, quando Montoya si era infortunato a una spalla giocando a tennis (si vocifera che fosse quel tipo di "tennis" nel quale era esperto anche Michael Schumacher, che consiste nello stare inizialmente in sella a una moto da competizione e in un momento successivo disteso sull'asfalto), ma adesso le cose sono cambiate. Ce lo spacciano un po' come "Montoya ne combina di tutti i colori in pista e in McLaren si sono stancati". Può darsi, ma nel frattempo Juan Pablo ha anche firmato un contratto per correre in NASCAR con Ganassi nel 2007 e pare che l'abbia fatto senza avvisare nessuno. In sintesi, la sua carriera in Formula 1 si conclude con una separazione consensuale... quel tipo di separazione in cui il pilota rimane senza volante, ma il saldo del suo conto in banca aumenta in maniera consistente. JPM fuori dall'abitacolo, Pedro De La Rosa fuori dalla cabina di commento e dentro l'abitacolo stesso.
...Almeno fino a ottobre, perché poi nel 2007 ci sarà il dream team. Chissà che cosa combinerà Alonso nel 2007 affiancato dal giovane Lewis Hamilton...

