domenica 18 ottobre 2026

Rafael Camara, i Ferrari Junior skarsihhhh, il loro capostipite e il sollievo di rileggere certe affermazioni retrò

Nei giorni scorsi è stato annunciato quello che potrebbe essere l'unico debutto della stagione 2027. Si tratta di Rafael Camara, uno dei nomi di maggiore spessore della Formula 2, che farà coppia con Oliver Bearman alla Haas.
Si tratta di un pilota della FDA e su Zuckerbook ho trovato dei post relativi a tutti i Ferrari Junior arrivati in Formula 1 da quando esiste la FDA, non necessariamente legati alla Ferrari nel momento del loro debutto e non necessariamente nemmeno negli anni successivi della loro carriera - vi sblocco un ricordo, il primo è stato Checo Perez.

Potevano mai rimanere defilati i disfattisti di turno giunti ad affermare che "tranne [NOME RANDOM] tutti sono stati degli scarsi"? Non mancavano (e quello non skarsohhhh per i loro standard, come potete immaginare, è quello che guida una Ferrari in Formula 1 da innumerevoli stagioni). Cosa dire? Il fanbase continua a essere sempre molto prevedibile. Non che quando si tratta di piloti che non hanno mai fatto parte della FDA il giudizio sia sostanzialmente diverso, ma quello è un altro discorso nel quale non intendo andare ad addentrarmi.

Ho avvertito una strana sensazione, qualcosa che per un attimo non sono riuscita a spiegarmi. Ho riflettuto un attimo e ho cercato di capire. Mi sono resa conto che ero di fronte a individui etichettabili come "tifoso medio" dell'epoca antecedente alla drivertosurviverizzazione, in sintesi, tifosi verosimilmente adulti nel corpo e nella mente che ritenevano di dovere dare un proprio parere su un gruppo ristretto di piloti.
Quel parere non era molto positivo. Non dava peso nemmeno al fatto che alcuni dei piloti menzionati avessero comunque ottenuto risultati ammirevoli, almeno in occasioni circoscritte della loro carriera, una cosa  del tipo:

Sergio Perez = skarsohhhh,
Jules Bianchi = skarsohhhh,
Lance Stroll = skarsohhhh,
Charles Leclerc = l'unikohhhh che si salvahhhh,
Antonio Giovinazzi = skarsohhhh,
Mick Schumacher = skarsohhhh,
Zhou Guanyu = skarsohhhh,
Oliver Bearman = forse non troppo skarsohhhh ma si vedrà.

Non importava se fossi d'accordo o meno. Non importava se ci fosse una ragione logica per cui tutti venivano etichettati in poche parole come skarsihhh, né se lo fossero.
Non pensavo che sarebbe mai accaduto di nuovo, che avrei mai letto dissing decontestualizzato contro lo Skarsonehhhh Supremo(C), quello che avrebbe rubatohhhh il volantehhhh in Ferrari a qualcuno di veramente meritevole per divenire un nuovo Felipe Massa. Non capitava esattamente da dodici anni, con tifosi postumi che si sbracciavano per declamare elogi giorno dopo giorno sempre meno legati all'immagine del pilota che elogiavano.

Incredibile a dirsi, ma ho provato sollievo. Per pochi minuti mi è sembrato di essere tornata al lontano 2014, a quando la gente scriveva che Bianchi era un pilota scarso e Bianchi portava una bagnarola in zona punti sul tracciato più evocativo della Formula 1.
Non mi aspetto che il tifoso medio sappia dare valore al chiudere un gran premio al nono posto al volante di una Marussia. Però è bello sapere che il tifoso medio all'occorrenza ha il coraggio di dire quello che pensa, invece di riempirsi la bocca (la tastiera) di parole vuote perché la prassi è elogiare i morti.


PS. Camara è brasiliano, quindi servehhhh per venderehhhh le Fiat in Brasilehhhh. Però il suo manager non è Nicolas Todt. ç______ç


venerdì 16 ottobre 2026

domenica 11 ottobre 2026

Formula 1 2026: #17 Commento al Gran Premio di Singapore

11 ottobre 2026 - prima di dedicarmi al gran premio disputato questo fine settimana vorrei soffermarmi un attimo su questo giorno tredici anni fa. Era mattina quando Maria De Villota veniva rinvenuta morta dalla sua assistente, il decesso legato ai danni cerebrali riportati nell'incidente dell'anno precedente nel quale aveva riportato la perdita di un occhio e altri seri danni fisici. Aveva trentaquattro anni. Aveva avuto ruoli di tester prevalentemente promozionale in Lotus e in Marussia, con quest'ultima squadra l'incidente che le aveva stravolto l'esistenza. :-(((

Venerdì ho fatto male i miei calcoli. C'era la diretta sulla TV dei povery, ma come tutti i povery ero a lavorare. Avevo pensato di andare in bagno gli ultimi minuti della sprint qualifying per vedermeli sul sito di TV8, ma arrivata sul posto ho aperto Xwitter e scoperto che la sessione era appena terminata.
Il risultato era il seguente: Max Verstappen, George Russell, Charles Leclerc, Oscar Piastri, Lando Norris, Kimi Antonelli, Liam Lawson, Isack Hadjar, Pierre Gasly, Franco Colapinto, Nico Hulkenberg, Oliver Bearman, Gabriel Bortoleto, Fernando Alonso, Esteban Ocon, Arvid Lindblad, Lance Stroll, Alexander Albon, Sergio Perez, Valtteri Bottas, Carlos Sainz.
Ho letto che la direzione gara aveva pasticciato con l'overtake mode e che questo per un bug(?) non era stato utilizzabile, impattando sul risultato del SQ1. Qualcuno ha provato di indignarsi, ma la maggior parte dei commenti erano cose tipo: "tanto gli ultimi hanno tutti delle macchine skarsehhhh, non devonohhhh parlarehhhh." In realtà non conta niente il fatto che fossero ultimi. Il popolo dei social non si è lamentato specificamente perché la cosa non ha avuto effetti sui top team, in primis non c'era modo di trasformarlo in un kompl8 contro la Ferrari.

Sabato c'era la diretta sulla TV dei povery alle 11 in punto, ma alle 11 c'era un rain delay in corso, che metteva a serio rischio la slot su TV8, che alle 12.30 avrebbe dovuto lasciare la sovranità alle repliche del programma di Alessandro Borghese.
La sprint è partita dalla griglia intorno alle 17.30 locali quindi con la luce naturale, dopo due formation lap dietro la safety car, con una mezz'oretta di ritardo su gomme intermedie, Russell si è portato in testa con la scia delle sue -L nella speranza di raccattare punti prima della retrocessione in griglia della domenica a causa della sostituzione di componenti del motore, ma ha completato solo un giro. Di punto in bianco si è girato, ha sbattuto, ha attraversato la pista e incredibile ma vero nessuno gli è finito addosso. In compenso, però, Perez ha mandato in separata sede Stroll contro le barriere.
È entrata la safety car e nel frattempo sono usciti di scena Hadjar che per un guasto al motore è andato a parcheggiare in una via di fuga, e Colapinto al quale si è spenta la macchina.
Dopo diversi giri dietro la safety car abbiamo avuto un restart in cui, lontani da occhi indiscreti, ovvero non inquadrati, Albon, Bortoleto e Bottas sono usciti di scena, gli ultimi due ai box subito, l'altro diversi giri dopo.
Verstappen intanto allungava così come Hamilton, Leclerc era stabilmente terzo con le McLaren 4/5 almeno finché all'ultimo giro Norris ha tentato l'attacco su Piastri in maniera abbastanza ottimista. In maniera altrettanto ottimista, Piastri ha opposto resistenza e i due si sono girati in simultanea. Il vincitore di questo scontro senza vincitori è stato Norris dato che è riuscito a girarsi nella giusta direzione e a portarsi a casa almeno un punto. Antonelli nel frattempo recuperava due posizioni senza avere bisogno di fare alcunché.
Verstappen, Hamilton, Leclerc, Antonelli, Lawson, Bearman, Hulkenberg!!!111!!!11!!, Norris, Gasly, Ocon (Gaslocon vibes!!11!!!11!!l), Alonso, Sainz (Alonsainz vibes!!11!!!111!!11l), Lindblad, Piastri, questi i quattordici piloti giunti al traguardo anche se nel caso di baby papaya dire che sia arrivato al traguardo è un eufemismo.

Verso la fine della gara, il Vanz ha ricordato come "Cinga pura" significhi "città del leone". Ho trovato un po' stonato il fatto che ciò venisse menzionato soltanto alla fine e che non ci fossero altre informazioni utili, quindi direi di strizzare l'occhio a Mazzoni e di aggiungere dettagli.
"Cinga pura" è in sanscrito. "Progetto cingapura" è anche il nome di un progetto di case popolari edificate là dove un tempo sorgeva una favela sullo sfondo del circuito di Interlagos a Sao Paulo in Brasile: aneddoti out of context.
L'attrazione(C) della città stato di Singapore è la Singapore Flyer, la ruota panoramica con ventotto cabine che percorre il proprio giro in una quarantina di minuti (trentasette secondo wikipedia) che agli albori della storia di Marina Bay in Formula 1 era la ruota panoramica più alta al mondo.
La storia del GP di Singapore è iniziata nell'ormai lontano 2008. Tra i vari fatti accaduti a Marina Bay, nel 2012 Felipe Massa ha fatto un mega-sorpasso nei confronti di Bruno Senna, menzionato in telecronaca nel corso delle qualifiche di sabato pomeriggio.
Aggiungo che in quell'occasione Mazzoni ha affermato, nel gran premio successivo, che Senna avesse rimediato una penalità in griglia durante la manovra con Massa, quando non era accaduto nulla di tutto ciò.

Siccome adesso Felipe fa il pilota di Stock Car Brazil mentre Bruno sembra che abbia fatto lo sviluppatore di droni elettrici da competizione in un campionato ideato da Alejandro Agag che poi non ha avuto alcuna rilevanza mediatica, andiamo a occuparci della fine della sprint: come da prassi tutto quello che è successo è divenuto inesistente come se non fosse mai accaduto, dato che era una sprint, non restava che aspettare che arrivassero le 15.30 per la sessione di qualifiche per il gran premio della domenica. Avrebbe dovuto essere alle 15, ma essendo rinviata la sprint anche la sessione successiva è stata rinviata. A Singapore erano le 21.30, quindi eravamo finalmente giunti a una sessione notturna.
Verstappen ha conquistato anche la pole position che conta, precedendo sulla griglia Leclerc, Hamilton, Antonelli, Norris, Piastri, Gasly, Lawson, Lindblad, Hulkenberg, Bearman, Ocon, Sainz, Bortoleto, Colapinto, Albon, Perez e Bottas. Russell seguiva dopo essersi qualificato in sesta piazza. Partivano invece dalla pitlane Alonso e Stroll qualificati rispettivamente diciassettesimo e diciannovesimo, nonché Hadjar che era già comunque ultimo per non avere fatto registrare un tempo nella Q1.

Domenica la TV dei povery è tornata alla differita, quindi anziché alle 14 il gran premio è stato trasmesso alle 17 ed è iniziato con un timido tentativo di Leclerc di affiancare Verstappen. Considerando che c'era spazio per una sola macchina e dietro sopraggiungevano una ventina di piloti, ha scelto la seconda piazza al disastro: Verstappen, Leclerc, Hamilton, Antonelli, Norris, Piastri, con un po' di trambusto alle loro spalle.
Verstappen ha atteso prima di allungare, ha trascorso qualche giro con Leclerc negli scarichi. Dopo facevano gara ciascuno a sé, mentre Hamilton rallentava i piloti che lo seguivano e si lamentava delle gomme. I piloti in pista si riducevano a ventuno, visto che Bortoleto dopo pochi giri è stato abbandonato dal cambio e ha parcheggiato a due passi dall'uscita della pitlane, tanto che una breve virtual safety car è bastata a rimuovere la macchina.
A un terzo di gara Hamilton è stato il primo dei big a rientrare ai box, seguito dopo qualche giro da Leclerc e Antonelli: posizioni invariate tra di loro. Verstappen e le McLaren che al momento erano i primi tre hanno proseguito fino a oltre metà gara, dopo un falso allarme con Colapinto fermo. Si è ricordato di essere un pilota del team di Enstone a Singapore, quindi si è affrettato a levarsi di mezzo in una via di fuga ai due all'ora per evitare virtual o safety car. I primi sei a questo punto erano di nuovo Verstappen, Leclerc, Hamilton, Antonelli, Norris, Piastri. Russell al momento era settimo ma doveva ancora fermarsi ai box, cosa che ha fatto a due terzi di gara in concomitanza con una virtual ormai finita per Stroll la cui macchina si era fermata come al solito.
Leclerc e Antonelli si sono fermati approfittando della VSC per il secondo pitstop (Hamilton no, nonostante fosse quello che aveva gomme più vecchie - errore strategico?), i primi cinque erano adesso Verstappen, Hamilton, Leclerc, Norris, Antonelli. Seguivano Piastri, Lawson, Hulkenberg, Gasly e decimo Russell... ma plot twist! Piastri ha dovuto fermarsi subito dopo per una slow puncture, uscendo tuttavia sempre sesto.
La vicinanza tra i Leclamilton suggeriva potenziali polemiche su drivers switch vari. Per fortuna in quel momento Leclerc era molto più veloce, quindi non c'è stato modo di fare polemiche per il relativo sorpasso. Hamilton si è accodato pazientemente, cercando di portarsi a casa il terzo posto. Guess what? Non cambiare gomme non è che si sia rivelata chissà quale genialata: Norris si avvicinava e dietro lui Antonelli. Approfittando del duello tra Hamilton e Norris ha superato prima quest'ultimo e poi anche Lewis portandosi terzo e scappando a gambe levate.
Hamilton ha duellato con Norris fintanto che questo non si è stancato e gli ha fatto una pernacchia. Non era finita, perché poi è arrivato anche Piastri e si è ripetuta la trafila. Per sua fortuna gli altri erano molto lontani. Lawson ha portato a casa una settima piazza, Hulkenberg è andato a punti per due giorni di fila, Russell ha portato tutte le sue -L in nona piazza e Hadjar è riuscito a procacciarsi l'ultimo punto dopo essere stato irreperibile per tutta la durata della gara.


La parentesi asiatica si è conclusa con Antonelli che ha ormai un vantaggio abissale in classifica. Potrebbe addirittura vincere il mondiale in maniera estremamente anticlimatica qualora i gran premi del Qatar e di Abu Dhabi venissero cancellati e non rimpiazzati. Altrimenti è solo questione di tempo. Per ora, anziché a cancellazioni varie, non resta che pensare a Austin, tra due settimane.

RISULTATO: 1. Verstappen/ Redbull, 2. Leclerc/ Ferrari, 3. Antonelli/ Mercedes, 4. Norris/ McLaren, 5. Piastri/ McLaren, 6. Hamilton/ Ferrari, 7. Lawson/ Racing Bulls, 8. Hulkenberg/ Audi, 9. Russell/ Mercedes, 10. Hadjar/ Redbull, 11. Gasly/ Alpine, 12. Bearman/ Haas, 13. Ocon/ Haas, 14. Sainz/ Williams, 15. Lindblad/ Racing Bulls, 16. Alonso/ Aston Martin, 17. Perez/ Cadillac, 18. Albon/ Williams che pare essersi ritirato ai box all'ultimo giro, 19. Bottas/ Cadillac, Rit. Stroll/ Aston Martin, Rit. Colapinto/ Alpine, Rit. Bortoleto/ Audi.



giovedì 8 ottobre 2026

GP Giappone 2006: Schumacher rompe il motore, Alonso vicino al titolo

Suzuka - 8 ottobre: si svolge il penultimo gran premio della stagione con una griglia che nelle prime quattro file si è formata a coppie: ci sono le Ferrari di Felipe Massa e di Michael Schumacher, le Toyota di Ralf Schumacher e Jarno Trulli, le Renault di Fernando Alonso e Giancarlo Fisichella, le Honda di Jenson Button e Rubens Barrichello.
Michael Schumacher e Alonso sono appaiati in testa alla classifica, il ferrarista è tecnicamente in vantaggio perché ha una vittoria in più all'attivo.

La tensione è alle stelle. Le Ferrari si involano 1/2, Alonso passa al via la prima delle due Toyota, per poi sopravanzare anche l'altra diverse tornate più tardi. Massa si fa cortesemente da parte dopo una manciata di giri ed è anche il primo a fermarsi per il rifornimento. Esce imbottigliato, subirà overcut da un Alonso che viaggia all'inseguimento di Schumacher. Il gap rimane invariato, qualche secondo li separa, mentre dal terzo posto in poi sono tutti piuttosto lontani.
Il colpo di scena arriva a due terzi di percorrenza, quando il motore della Ferrari numero 5 ammutolisce in una nuvola di fumo. L'ultima volta in cui Schumacher si era ritirato per un guasto al motore era il GP di Francia 2000, quello in cui in precedenza era stato salutato da David Coulthard con il dito al vento.
Michael viene inquadrato mentre abbraccia i meccanici ai box, Alonso è leader e andrà a vincere con un distacco abbondante sui suoi inseguitori più diretti, Massa e Fisichella. Ha dieci punti di vantaggio, l'unica maniera in cui Schumacher può aggiudicarsi il titolo è vincendo in Brasile con il rivale ritirato oppure fuori dai punti.
Button chiude quarto (unica Honda a finire a punti), precedendo la McLaren di Kimi Raikkonen, le Toyota di Trulli e Ralf, le BMW Sauber di Nick Heidfeld e Robert Kubica, la Williams di Nico Rosberg.

Giunto al parc fermé, Fernando festeggia come se non ci fosse un domani. Non è ancora campione del mondo, ma è come se già lo fosse. È il 2006 e tutto sembra normale, ma con la mentalità degli anni dopo a mio vedere non si può dire che lo sia.
È vero, Alonso ha un vantaggio pressoché abissale, ma ostenta una sicurezza del titolo a mio parere esagerata, non per altro, ma perché un ritiro non sarà l'ipotesi più probabile, ma è impensabile avere la garanzia che non succeda. Con Alonso fuori, una vittoria di Schumacher in Brasile non è che sembri un risultato così improponibile.
Voglio dire, non sarebbe un ribaltone così inverosimile, in questo momento. Negli anni a venire abbiamo visto cose ben più imprevedibili e titoli venire assegnati in maniera ben più da WTF. Festeggiare così senza ancora avere vinto il titolo a mio parere sarebbe meglio non farlo, perché che figura ci fai in caso di eventuale sconfitta?
Infine vado a memoria, Alonso avrebbe affermato che dalla Ferrari si aspettava ogni genere di mossa e che temeva che Massa venisse incaricato di buttarlo fuori di proposito. Anche questo genere di affermazioni a mio parere sarebbe meglio evitarle, casomai un giorno si finisse a gareggiare per la Ferrari stessa con Felipe come zerbino.


lunedì 5 ottobre 2026

Formula 1 2026: #16 Commento al Gran Premio del Bahrain in Malesia

Mentre mi appresto a pubblicare il commento al Gran Premio del Bahrain in Malesia è già lunedì, il giorno successivo alla gara di Sepang. È il 5 ottobre, il giorno in cui dodici anni fa la Formula 1 ha, di fatto, perso Jules Bianchi. Il ricordo di quel GP del Giappone è ancora vivido nella mia mente e penso che lo sarà molto a lungo e mi è sembrato giusto, prima di iniziare, fermarmi un attimo a ricordarlo.

A Sepang domenica 4 ottobre non c'è Marc Gené che si è appena sposato, ma Ivan Capelli anche se con un ruolo un po' più defilato (oppure sarà che non ripetendo ogni tre per due "mai visto kuestohhhh" si fa notare di meno).
Max Verstappen, Lewis Hamilton, Kimi Antonelli, Charles Leclerc, Lando Norris, Oscar Piastri, George Russell, Isack Hadjar (qualificato 3°, retrocesso cinque posizioni per sostituzione componenti della power unit), Pierre Gasly, Gabriel Bortoleto, Liam Lawson, Fernando Alonso, Carlos Sainz, Lance Stroll, Nico Hulkenberg, Oliver Bearman, Esteban Ocon, Alexander Albon, Valtteri Bottas, Franco Colapinto (qualificato 15°, retrocesso cinque posizioni per incidente nello scorso evento e "altre dieci" per sostituzione componenti della power unit), Arvid Lindblad (qualificato 16°, retrocesso "trenta" posizioni per sostituzione componenti), questo è l'ordine in cui i piloti si allineano sulla griglia di partenz-...
...
...
...ah no. Dopo un weekend finora sereno, nella la domenica pomeriggio del Bahrain dislocata in Malesia la pista è troppo bagnata per potere gareggiare.
Si rimanda di una quarantina(?) di minuti, poi c'è il formation lap dietro la safety car in attesa della partenza, perché i very uominy gareggiano anche con le gomme wet.
Le loro macchine, tuttavia, non sembrano molto intenzionate. Con il bagnato si riduce la potenza dei motori e le centraline saltano. Succede sulla macchina di Verstappen e ci può stare. Succede anche su quella di Hamilton e ci può stare ancora. Però succede anche a un'altra decina di piloti con tanto di macchine ferme e non resta altro da fare che esporre la bandiera rossa e rinviare di nuovo. Un giro viene stornato: non saranno più 56, ma 55.

Si parte dietro la safety car per fare due giri di formazione e poi uno standing start. Durante il primo giro di formazione Gasly fa un testacoda ma non tocca niente. Ci sono due scuole di pensiero: chi crede che sia meglio andare sulle intermedie, chi è già sulle slick. In quel momento il telespettatore medio sa già quale sia la scelta giusta: entrambe le Ferrari sono sulle slick e non rientrano, di conseguenza la scelta giusta è partire sulle intermedie. In McLaren limitano i danni: fanno partire Piastri dalla pitlane sulle intermedie e lasciano Norris sulle slick. Questo sarà il primo della "strategia alternativa" e in gara precederà Alpnso, Hamilton, Gasly, Bearman, Colapinto e Bottas.
Al via Hulkenberg e Leclerc si toccano e quest'ultimo rompe l'ala. Va ai box a cambiarla e mette le intermedie. Escito anni luce dietro al gruppo degli slick li prende in due giri contati e inizia a superarli uno dopo l'altro mentre questi sono sempre più lontani dagli inters nelle prime quattordici posizioni.
Abbiamo Antonelli e Russell 1/2 fin dalle prome battute, seguono Verstappen, Lawson, Hadjar, Sainz, Ocon, Albon, Lindblad, Piastro, Bortoleto, Hulkenberg, Stroll e Perez. Poi Verstappen supera Russell, Hadjar supera Lawson, Ocon supera Sainz.
Attenzione, momento importante: Leclerc ha superato tutti gli slick tranne Norris e anziché avvicinarsi a oltranza come era avvenuto fino a quel momento inizia a perdere terreno. Il telespettatore medio leggendo i distacchi può tranquillamente sospettare quello che i guru ancora non sanno: la pista sembra asciutta abbastanza da potere passare alle slick. Hulkenberg è il primo a rientrare. Poi niente: al 9° Bottas fa strike ed entra la safety car. Ai box ci vanno tutti, sia gli inters sia gli slick, per montare tipologie diverse di slick. Hamilton non ci va, tiene le slick che già aveva, perché tutto è stato toppato, magari anche il grande degrado delle gomme tanto decantato è una leggenda metropolitana.

Antonelli, Verstappen, Russell, Hadjar, Lawson, Ocon, Lindblad, Sainz, Bortoleto, Piastri, Stroll, Albon, Hulkenberg, Per, Hamilton, Norris, Leclerc, Bearman, Alonso, Gasly, Colapinto, questo è l'ordine in cui ripartono.
Verstappen e Russell superano Antonelli, che poi al 21° riprenderà Russell e il secondo posto e qualche giro più tardi abbatterà il paletto che limita l'ingresso alla pitlane. A questo punto i piloti della top-ten sono Verstappen, Antonelli, Russell, Hadjar, Hamilton, Lawson, Ocon, Piastri, Leclerc e Norris. Al 29° giro tra questi è Leclerc ad aprire il giro delle soste e a undercuttare Piastri. Dopo le soste entrambe le McLaren supereranno Lawson, Lindblad e Ocon usciranno dalla zona punti...
...
...
...
...ma ladies and gentlemen, ammirate quello che sta succedendo: una carriola verde entra in top-ten all'urlo di "el plan".
Vorrei spendere una parola anche a sostegno dell'altro individuo vestito di verde: non è in zona punti, non vi si sta nemmeno avvicinando troppo, ma tutto sommato la sua prestazione ha una certa rispettabilità considerando cosa guida e si sta tenendo dietro una discreta serie di macchine.

Al 43° giro succede uno di quei fatti che fanno sorgere dubbi esistenziali del tipo: esiste qualche principio della fisica per cui mezzi in grado di rimuovere una vettura ferma nell'arco di sessanta secondi scarsi possano essere utilizzati soltanto entro le mura del Principato di Monaco, mentre in qualsiasi altro luogo del mondo debba iniziare una trafila di un quarto d'ora?
Albon è fermo. Si va in regime di virtual safety car. No problem, la macchina la si sposta a mano. Peccato che la ragione del ritiro sia la rottura del cambio, che ci sia una marcia inserita e che la macchina non si muova. Servono rinforzi e serve la safety car. Nel frattempo un po' chiunque è andato ai box e dietro la safety car questo è l'ordine delle vetture: Verstappen, Antonelli, Russell, Hadjar, Hamilton, Leclerc, Piastri, Norris, Lawson, Alonso, Hulkenberg, Lindblad, Stroll, Bearman, Colapinto, Ocon, Gasly, Sainz, Bortoleto, Perez.
Si parla dei doppiati che si devono sdoppiare e di tutta la trafila, ma niente paura, si ferma un'altra macchina quindi c'è più tempo per queste operazioni. Plot twist: la macchina ferma è quella di Russell! C'è un po' di confusione, tutti rallentano. Norris urla un "ciao nonna, sono in TV" rischiando di travolgere chi gli sta davanti, ma finisce solo per i prati e rientra accodandosi in undicesima piazza da dove dopo il restart risalirà fino al nono posto.
In tutto ciò Alonso è ottavo e mantiene la posizione, mentre le due Ferrari si procacciano le posizioni 3/4 a spese di Hadjar, che fino a quel momento sembra essere destinato ad andare a sbevazzare sul podio, stavolta davvero perché con il fatto che siamo in Malesia ma paga il Bahrain è il Bahrain che decide cosa si beve sul podio, ovvero acqua di rose.


Vorrei concludere con una riflessione, che però non sarà "che macchine di merda quelle dell'attuale generazione". Indipendentemente dal fatto che le macchine di una generazione siano "di merda" o meno sarebbe lecito aspettarsi che siano in grado di non spegnersi quando piove, indipendentemente dal fatto che poi in caso di pioggia si gareggi o meno, o quantomeno che se si sa che c'è un problema del genere si intervenga prima di fare figuracce in mondovisione. A mio parere è qualcosa che va ben oltre la questione "macchine di merda". È piuttosto che a certe cose palesemente si pensa solo ed esclusivamente quando succedono, un po' tutti gli aspetti (tipo punteggio pieno assegnato in Giappone 2022, perché una regola prevedeva come assegnare i punti in caso di gara terminata anzitempo prima del 75% di gara in caso di bandiera rossa, ma non in caso di gara terminata prima del 75% in caso si andasse oltre il tempo massimo di durata).
Aggiungo un'altra cosa. Ricordate quando Albon fece un buon risultato sotto la pioggia perché Sainz ritirato era andato fuori a vedere se piovesse e la Williams aveva azzeccato il timing corretto per il cambio gomme, e partirono titoloni secondo cui tutto ciò sarebbe stato geniale? Ecco, una cosa di cui non mi capacito è che in certe condizioni si guardi solo il radar e non si vada fuori a guardare se piove.
In più, per quanto in certi casi non sia stata un'idea così drammatica come poteva sembrare in un primo momento, mi sfugge la ragione del tenere le slick a oltranza per averle già quando è il momento, perdendo nel frattempo molto di più rispetto al tempo impiegato per effettuare il pitstop. La logica alla base quale sarebbe? Che si faceva così nel 1980 quando il solo atto del cambiare gomme portava via mezzo minuto anziché tre secondi? Che i very uominy devono in primo luogo fare vedere di essere bravi a guidare sulle slick con la pista bagnata, indipendentemente da quello che sarà il risultato finale?

RISULTATO: 1. Verstappen/ Redbull, 2. Antonelli/ Mercedes, 3. Hamilton/ Ferrari, 4. Leclerc/ Ferrari, 5. Hadjar/ Redbull, 6. Piastri/ McLaren, 7. Lawson/ Racing Bulls, 8. Alonso/ Aston Martin, 9. Norris/ McLaren, 10. Lindblad/ Racing Bulls, 11. Hulkenberg/ Audi, 12. Stroll/ Aston Martin, 13. Colapinto/ Alpine, 14. Bearman/ Haas, 15. Ocon/ Haas, 16. Gasly/ Alpine, 17. Sainz/ Williams, 18. Bortoleto/ Audi, 19. Perez/ Cadillac, 20. Russell/ Mercedes, Rit. Albon/ Williams, Rit. Bottas/ Cadillac.


venerdì 2 ottobre 2026

Historic Minardi Day 2026: throwback // foto Formula 3 e GP3 in pista

Immagini ottenute facendo screenshot da video registrato il 19 settembre, sessione del mattino al Minardi Day:




















giovedì 1 ottobre 2026

GP Cina 2006: Schumacher batte Alonso e sogna il titolo

Shanghai, 1° ottobre 2006: le Renault di Fernando Alonso e Giancarlo Fisichella sono 1/2 sulla griglia di partenza e precedono nientemeno che le due Honda di Rubens Barrichello e Jenson Button. Le cose non vanno molto bene in casa Ferrari: Michael Schumacher è solo sesto tra le McLaren di Kimi Raikkonen e Pedro De La Rosa, mentre Massa uscito in Q2 parte dalle retrovie perché ha cambiato anche il motore - Felipe concluderà la gara anzitempo ritirandosi per incidente.
La domenica è un giorno di pioggia, esattamente come il sabato. Le Renault rimangono 1/2, Raikkonen si porta già terzo nel corso del primo giro, mentre Schumacher rimane ad annaspare dietro alle Honda. Siamo in epoca di Michelin vs Bridgestone e le gomme giapponesi faticano a performare... almeno all'inizio, perché poi, a un terzo di gara, il ferrarista dopo essersi liberato delle due Honda risale terzo dopo anche il ritiro di Raikkonen per un guasto.

Al momento della prima sosta Alonso cambia gomme. Fisichella e Schumacher invece riforniscono e basta, sembra la scelta giusta dato che adesso Fernando fatica. Poco dopo metà gara viene addirittura superato dal compagno di squadra e, un giro più tardi, anche da Schumacher.
Nel secondo stint pitstop Alonso passa alle gomme da asciutto, unico tra i big(?), e questo fa sì che riesca a rimontare molto in fretta, a superare Fisichella e a staccarlo. Per la vittoria, però, non c'è nulla da fare: Michael Schumacher conquista il successo numero novantuno in carriera, quello che scopriremo essere l'ultimo, e si porta ex-aequo in classifica con lo spagnolo. Per effetto di una vittoria in più è al momento leader del mondiale quando mancano due soli gran premi, Giappone e Brasile.

Schumacher/ Alonso/ Fisichella, questo è il podio, ma credo sia giusto occuparsi anche di quello che succede dietro. Nick Heidfeld su BMW è stabilmente quarto davanti a Barrichello, De La Rosa e Button quando nel finale succedono diversi plot twist. Il primo è che ritorna la pioggia e con una certa puntualità Jensinho nostro si ritrova che nientemeno da settimo a quarto un sorpasso dopo l'altro nell'arco di un paio di tornate: #JustButtonThings.
Quando Barrichello e Heidfeld si toccano a pochi metri dal traguardo, il secondo plot twist, De La Rosa che al momento si trovava dietro di loro risale quinto. Barrichello e Heidfeld riescono a chiudere 6/7 e la zona punti viene completata dalla Williams di Mark Webber.
Redbull e Toro Rosso completano la top ten con David Coulthard e Vitantonio Liuzzi, mentre seguono Nico Rosberg su Williams e Robert Doornbos alla sua prima apparizione in Redbull dove è succeduto a Christian Klien.
Seguono Robert Kubica su BMW Sauber, Scott Speed su Toro Rosso, Christijan Alberts su Midland e Sakon Yamamoto su Super Aguri. Takuma Sato, compagno di squadra di quest'ultimo, ha concluso al 13° posto ma è stato squalificato per mancato rispetto delle bandiere blu.
Oltre ai due ritirati illustri già menzionati non vedono la bandiera a scacchi nemmeno Tiago Monteiro su Midland ritirato per incidente ed entrambe le Toyota di Jarno Trulli e Ralf Schumacher per problemi tecnici.

01.10.2006 - 01.10.2026: vent'anni fa oggi.