sabato 7 febbraio 2026

Ho visto il film "Ferrari" del 2023: le mie impressioni

Già da qualche tempo avevo visto il film "Ferrari" uscito nel 2023, ma non era ancora capitata l'occasione di recensirlo, quindi procediamo.
Il film è una produzione americana e con questo potrei avere detto tutto. Scendendo più nel dettaglio, tuttavia, andiamo ad analizzare meglio il plot. Ambientato nel 1957, ha due grandi filoni di trama: da un lato c'è la vita privata di Enzo Ferrari con vicissitudini coniugali ed extraconiugali, dall'altro c'è la partecipazione alla Mille Miglia con quattro vetture iscritte.

Devo dire che non ho apprezzato molto il tono quasi voyeuristico della parte privata. L'ho anche trovato molto americaneggiante, specie nella scena in cui durante una lite la moglie gli spara mancandolo di un soffio e i presenti (la madre di Ferrari e la governante) hanno una reazione tipo: "nevermind, normalissima routine domestica". È un momento one-off, la moglie non verrà mai più descritta come una psicolabile, quanto piuttosto come una donna infastidita dal fatto che il marito sia addirittura andato a figliare in altri lidi e che abbia una relazione extraconiugale ancora in corso, con tanto di amante che insiste affinché il figlio abbia il suo cognome.
Questo dà vita a una serie di polemiche e ricatti, con la moglie che controlla una parte dell'impresa del marito a ridosso del fallimento.
Ho trovato anche molto clichettosa la scena in cui Ferrari si reca sulla tomba del figlio ufficiale, morto l'anno precedente, e si mette a parlare a lungo con la lapide. Se chi ha queste pensate si recasse in un vero cimitero, molto probabilmente sarebbe sorpreso di scoprire che nella real life generalmente la gente non si mette a tenere comizi al cospetto delle tombe dei parenti.

Nel frattempo c'è la Mille Miglia, ci sono quattro auto, guidate da Piero Taruffi, Peter Collins, Wolfgang Von Trips e Alfonso De Portago.
Ecco, parliamo un attimo di De Portago (nome completo Alfonso Antonio Vicente Eduardo Ángel Blas Francisco De Borja Cabeza de Vaca y Leighton y Carvajal y Are, marqués de Portago, secondo quanto afferma wikipedia), oltre che pilota è stato anche atleta olimpico e ha partecipato alle Olimpiadi Invernali disputate a Cortina nel 1956 nel bob... giusto per stare in tema con questi giorni.
Peccato che il personaggio di De Portago sia l'ennesima prova che anche il doppiaggio italiano del film lascia un po' desiderare: abbiamo infatti uno spagnolo che ha lo stesso accento - o assenza di accento - di... essenzialmente qualsiasi altro personaggio.

A proposito di doppiaggio, visto che non compare con la sua voce originale, a primo impatto non ho riconosciuto nemmeno il nuestro amigo!


Marc Gené interpreta una breve parte, è un collaudatore che viene rimproverato perché ha fatto bagnare con la pioggia la macchina che stava testando, destinata a un aristocratico con i big money.

Il film termina con la morte di De Portago in un devastante incidente alla Mille Miglia, nel quale muoiono anche diversi spettatori tra cui bambini. Ferrari viene incolpato dell'incidente dall'opinione pubblica, ma in realtà l'incidente è stato provocato da un tombino(?) sulla strada.
La situazione con la moglie si fa meno tesa sul finale: questa gli dà il denaro che controllava che, a quanto ho capito, viene utilizzato per pagare giornalisti che scrivano con un tono più soft nei confronti di Ferrari stesso.
Giusto per non farci mancare un po' di vita privata nel finale, gli fa anche promettere che, in cambio, non darà il cognome al figlio illegittimo fintanto che lei sarà viva.

A tale proposito, non sono un'esperta di diritto di famiglia vintage, ma mi sembra che questa parte di trama sia stata gestita in maniera abbastanza superficiale e senza neanche fare una piccola ricerca storica. Nel 1957 infatti, un uomo NON SPOSATO poteva riconoscere un figlio avuto fuori dal matrimonio, ma non era altrettanto fattibile per un uomo sposato (fino al 1975, quasi due decenni più tardi), che per giunta manteneva un'amante in una casa propria (reato penale di concubinato, estinto nel 1969, quindi tecnicamente passibile di denuncia a quei tempi).


venerdì 6 febbraio 2026

Le Olimpiadi, Valentino Rossi e un pensiero a mio nonno che lo tifava

Come chi mi conosce bene probabilmente può intuire, non nutro un particolare interesse per le Olimpiadi invernali per due ragioni. La prima è che non seguo gli sport invernali - ma qui dovrò approfondire l'argomento - e la seconda è che le gare avverranno in gran parte durante giorni e orari lavorativi.
Fun fact, ovvero l'approfondimento sopra citato - da bambina ricordo che guardavo lo sci e disegnavo sui miei quaderni sciatori e soprattutto sciatrici. Erano i tempi di Alberto Tomba, ovvero quelli in cui tutta l'Italia aveva deciso improvvisamente di essere appassionata di sci.
Andavo alla scuola materna e mi piaceva il fatto che quando finiva la Formula 1 poi iniziava lo sci e viceversa. Non saprei dire se fossi destinata comunque a perdere la passione, ma penso che il fatto che la Formula 1 gareggi nel weekend e lo sci anche durante la settimana, un impedimento non da poco.
A onore del vero, non mi interessano nemmeno la montagna e l'eventuale sciare io stessa, ma non penso sia una discriminante, perché considero il guidare non qualcosa di appassionante, ma qualcosa di necessario per spostarsi da un centro abitato all'altro.
Fine della grande premessa, passiamo oltre. Ho visto solo la primissima parte della cerimonia di apertura di Milano-Cortina, perché con la TV accesa stavo sparecchiando. Ho visto il presidente Mattarella che veniva scarrozzato a bordo di un tram da Valentino Rossi... a proposito degli italiani che si appassionano in branco di uno specifico sport per via di un famoso sportivo italiano.
Curiosità: quando il motomondiale è diventato hot topic in Italia, la domenica a casa dei miei nonni si guardava il motomondiale. Ricordo Rossi fin dai tempi della 125.
Mio nonno era molto appassionato, nel senso che per anni si guardava di fila la 125, la 250 e la MotoGP, che da parte sua ha sempre continuato a chiamare "la 500". Era anche tifoso di Valentino Rossi, per lui non era "alle due parte la MotoGP", ma "alle due parte Valentino". 
Ha guardato il motomondiale fintanto che ci stava con la testa, e chissà, magari gli sarebbe piaciuto vedere Rossi in diretta TV durante l'apertura delle Olimpiadi. Ormai non c'è più da molti anni (sarebbe ultracentenario adesso), e quando se n'è andato era proprio il 6 febbraio.
Una volta, quando ero molto piccola, gli chiesi che cosa succedesse quando le persone morivano. Mi disse che i morti andavano in cielo (me lo disse la seconda volta che glielo chiesi, a dire il vero, la prima volta mi aveva detto che i morti venivano messi in una cassa e, non avendo idea di cosa fosse una bara, pensavo che dentro le casse della Coop ci fosse i morti) e io gli chiesi se ci salissero con una scala. Ricordo che quell'idea lo fece ridere. Io, però, mi figurai i morti che salivano in cielo su una lunga scala a pioli. Spero che al di sopra della scala stiano seguendo le Olimpiadi e che mio nonno abbia visto Valentino Rossi.

martedì 3 febbraio 2026

Presentazioni 2026: svelata la livrea della Williams

3 Febbraio: a distanza di pochi giorni da quando la Williams ha saltato i test collettivi a porte chiuse, questa ha presentato la propria livrea. La vettura con cui si spera sempre che Alexander Albon possa riportare la squadra alla vittoria - che comunque vedrei più probabile per mano di Carlos Sainz dato che mi sembra più propenso agli exploit, come dimostra il fatto che abbia conquistato dei podi a caso nella scorsa stagione - sfoggia un blu con le fiancate biancoazzurre.
Se sopra c'è una pila, in corrispondenza dello sponsor Duracel, sotto mi sembra quasi di vederci un flacone di dentifricio, anche se trovo la livrea comunque molto bella e neanche minimamente paragonabile alla Williams di Robert Kubica.