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lunedì 1 settembre 2025

GP del Belgio 2002: doppietta Ferrari e ritiro per Raikkonen

Il 1° settembre 1985 Stefan Bellof perdeva la vita in un incidente di endurance all'Eau Rouge-Radillon a Spa Francorchamps. Curiosamente nel diciassettesimo anniversario della sua morte, lo stesso circuito era sede di un evento del mondiale di Formula 1 2002.
Ai tempi, Michael Schumacher aveva già conquistato matematicamente da tempo il titolo mondiale e la Ferrari stava dominando, tanto che ha conquistato la pole position con un vantaggio abbondante nei confronti di Kimi Raikkonen, suo più diretto inseguitore. Wikipedia ci informa di come il tempo del pilota McLaren sia stato influenzato anche da un errore alla curva Pouhon. Approfitto per segnalare che Pouhon si traduce in "sorgente", come un altro tratto dello stesso circuito.
Rubens Barrichello ha messo la seconda Ferrari in terza piazza, con a seguire le Williams di Ralf Schumacher e Juan Pablo Montoya, seguiva sesto David Coulthard sulla McLaren.

Al via le Ferrari si sono portate 1/2, Montoya ha sopravanzato Ralf e successivamente si sarebbe portato terzo a discapito di Raikkonen, che avrebbe perso una posizione ulteriore a vantaggio di Coulthard in occasione del primo giro di pitstop.
In un'epoca in cui c'erano tanti duellihhhh e sorpassihhhh, le posizioni non sono cambiate nel secondo stint e il più grosso colpo di scena nelle posizioni che assegnavano punti è stato quando Raikkonen si è ritirato per un guasto al motore come se fosse stato un Lando Norris qualsiasi per le strade di Zandvoort equiparate al suo giardino di casa.
La differenza principale con i giorni contemporanei è che attualmente al massimo vediamo un pilota ritirarsi per un guasto al motore, nel corso di un gran premio, ai tempi se ne vedevano parecchi... e peraltro anche a gara inoltrata, dato che in quei frangenti è toccato anche a Jarno Trulli.

Il pilota della Renault si trovava in zona punti davanti a Ralf Schumacher ed era l'unica Renault in pista in quei frangenti: Jenson Button si era ritirato già da tempo sempre per problemi di motore, un po' come se fosse stato ancora un pilota della B.A.R.!
Immagino che a questo punto vi aspettiate che vi dica che il successivo guasto al motore è avvenuto su una B.A.R., ebbene no, abbiamo salutato Felipe Massa sulla Sauber, dopodiché per analoghe ragioni Giancarlo Fisichella sulla Jordan...
...
...
...e poi niente, that's Olivahhhh Penis!!!111!!11!! Non poteva mancare anche il guasto al motore per una B.A.R. Honda quando mancavano ormai pochissimi giri alla bandiera a scacchi.
Michael Schumacher, Barrichello, Montoya, Coulthard, Ralf Schumacher, questi erano i primi cinque, mentre Eddie Irvine sulla Jaguar si è procacciato il punto del sesto posto.




lunedì 18 agosto 2025

GP Ungheria 2002: Barrichello vince davanti agli Schumi Bros

18 Agosto 2002: all'Hungaroring ci sono venti vetture allineate sulla griglia di partenza, il che potrebbe sembrare normale a noi rewatcher degli anni 2020, ma non lo era ai tempi. O meglio, non o era stato fino a quel momento, ma in Ungheria 2002 lo sta diventando, si tratta infatti del primo evento senza la Arrows, il che porterà per lunghi anni ad avere una Formula 1 con dieci squadre in griglia.

La prima fila della suddetta griglia è tutta rossa, con Rubens Barrichello in pole position davanti a Michael Schumacher, il quale si è già aggiudicato il titolo con largo anticipo due gran premi prima. Seguono le Williams, ma Ralf Schumacher rimane terzo, mentre Juan Pablo Montoya perde posizioni alla partenza ritrovandosi dietro alla Jordan di Giancarlo Fisichella, alla Sauber di Felipe Massa - aaaawwww! - e alla Renault di Jenson Button. Dietro di lui, le McLaren di Kimi Raikkonen e David Coulthard sono 8/10, con in mezzo la Renault di Jarno Trulli.
Le posizioni di testa rimangono a lungo invariate, è JPM a scombinare le carte in tavola, quando danneggia la vettura in un fuori pista ed è costretto ad anticipare la sosta ai box, cosa che lo farà precipitare nelle posizioni retrostanti. Nel secondo stint troviamo Button che si ritira per incidente, mentre le due McLaren sono entrambe davanti a Trulli. Nel terzo stint, le McLaren risalgono 4/5 (sono invariate le posizioni di Barrichello e dei fratelli Schumacher, 1/2/3), ritrovandosi anche davanti a Fisichella, che porta a casa l'ultimo punto disponibile (sesto posto, siamo nel 2002) e a Massa, che precede Trulli, la Sauber di Nick Heidfeld e la Jordan di Takuma Sato a completare i primi dieci.

Montoya si classifica soltanto undicesimo, precedendo la B.A.R. di Olivier Panis. A proposito di B.A.R., lascio alla vostra immaginazione il destino subito da Jacques Villeneuve. Non si segnalano tuttavia delle fumate, però c'è la gloria data dall'essere il primo ritirato della giornata, dopo avere percorso all'incirca un quarto di gara.
Un destino simile capita anche a Eddie Irvine sulla Jaguar, soltanto pochi giri più tardi, mentre sull'altra Jaguar, Pedro De La Rosa conclude la gara quattordicesimo al traguardo, ma risale tredicesimo a causa di una penalità altrui. Seguono le due Toyota, con Allan McNish e Mika Salo. Il nostro finlandese preferito sembra essersi conquistato venticinque secondi di penalità post-gara (l'equivalente di un drive through) per unsafe release. La sua penalità non impatta sulla posizione di Mark Webber: il pilota della Minardi sedicesimo era e sedicesimo rimane, mentre il suo compagno di squadra si ritira a causa di un testacoda.
So che siete dei malpensanti e la vostra mente va a Yoong, ma Alexone nostro è stato messo a piedi proprio alla vigilia di questa gara... chissà, magari potrebbe essere più veloce che in macchina! A rimpiazzarlo, Anthony Davidson, che nonostante il mesto finale è stato tranquillamente dentro al 107% in qualifica.

Veniamo agli Schumachello, perché vorrei complimentarmi con Rubinho per la lucidità che ha avuto in questa gara. C'è stato sicuramente un congelamento di posizioni in stile "bro, ormai hai vinto il titolo, quindi calma i tuoi bollenti spiriti", perché altrimenti non si spiegherebbe come mai Michael gli sia stato buono buono negli scarichi fino alla fine della gara senza mai tentare un attacco nonostante fossero a distanza ravvicinata. Però, se dietro di voi ci fosse uno squalo affamato a cui è stato detto di non divorarvi, voi stareste tranquilli? Io non tanto!




lunedì 28 luglio 2025

GP Germania 2002: un podio DoubleSchumontoya... e un curioso ordine di scuderia in Sauber!

28 luglio 2002 // è il giorno del GP di Germania e che cosa c'è di meglio di avere il pilota di casa in pole position? Avere i due piloti di casa entrambi in prima fila: Michael e Ralf Schumacher sono 1/2, dietro di loro Barrichello e Montoya. Rubens scatta bene e si accoda terzo, Juan Pablo scivola dietro alla McLaren di Raikkonen. Una Arrows rimane sulla griglia: è fermo Frentzen. Considerando che H.H. è a sua volta pilota di casa, la cosa va a controbilanciare la presenza dei fratelli Schumacher 1/2. Nel frattempo in casa Williams, JPM supera Kimi nel corso del primo stint riportandosi quarto. Le due McLaren si ritrovano dopo breve tempo 5/6 quando David Coulthard risale al sesto posto.
Il gap tra i fratelli Schumacher diminuisce, ma anche Rubens nel frattempo si avvicina a Ralf. Con il primo pitstop, tuttavia, le cose non cambiano tra di loro e allo stesso modo non cambia il resto della top-6.
Frentzen nel frattempo è stato inquadrato ritirarsi(?) ai box... quindi per una parte del primo stint è stato in gara. Si può comunque ripetere di nuovo la formula magica: è fermo Frentzen.

Passiamo alle cose serie: una vettura con motore giapponese si è ritirata in una nuvola di fumo. Non è una B.A.R. Honda, molto sorprendentemente, ma la Toyota di Allan McNish. Il leader della gara non finisce fuori pista quindi a nessuno importa un fico secco di McNish. In compenso una B.A.R. la si vede ritirata ai box, è quella di Jacques Villeneuve.
Nel frattempo capita un po' di *drama* in casa Sauber, ma lo terrei in sospeso fino alla fine perché è top quality non nel 2002, ma lo diventerà in un successivo momento. Torniamo alla B.A.R. perché Olivahhhh Panis risale sesto quando Raikkonen fora ed è costretto a farsi un breve tratto su tre ruote prima di raggiungere la pitlane (nel momento stesso in cui Jarno Trulli va a sbattere, ritirandosi - è la seconda Renault a uscire di scena dato che Jenson Button ha rotto il motore).
Con la notizia del caro Olivier in zona punti immagino vi sentirete molto sollevati. Io lo sono, ma non tanto, perché sto scrivendo questa cronaca passo passo e non ricordo se sia arrivato al traguardo, quindi temo una sfumazzata di motore da un momento all'altro...
...
...
...e difatti, giusto il tempo di scriverlo ed ecco che lo troviamo ritirato a causa di un guasto.

Nella seconda sosta qualcosa va storto per Barrichello, rimane fermo oltre venti secondi e perde la terza piazza a vantaggio di Montoya. Mi dispiace per Rubinho, ma aaaawwww stiamo per avere un podio Double Schumontoya. *-*
Enrique Bernoldi, frattanto, si ritira con un fumo bianco che esce dalla Arrows e si riversa verso la McLaren che sopraggiunge. Ho pensato che potesse essere Coulthard e che Bernoldi fosse doppiato, ma in realtà, doppiato o meno, era penultimo(?) davanti a Raikkonen, quindi è probabile che fosse Kimi e non Davidone.
Kimi sbatte, lo vediamo ritirarsi, in una gara con elevato attrition rate. Coulthard giunge quinto, primo dei doppiati. Causa terza sosta di Ralf, il podio è così cambiato: MSC/ JPM/ RSC, mentre Barrichello arriva quarto.
Siamo nel 2002 quindi solo in sei prendono punti. L'ultimo dei pochi eletti è Nick Heidfeld. Ricordate, vero, che vi avevo anticipato qualcosa di frizzante in casa Sauber?


A metà gara, in casa Sauber c'è stato un ordine di scuderia.
Hanno chiesto al compagno di squadra di Heidfeld di farlo passare in quanto più veloce di lui.
Il compagno di squadra in questione è Felipe Massa.
Il gran premio in questione è quello di Germania a Hockenheim.
Can you confirm you understood this is poetic cinema?


mercoledì 7 maggio 2025

GP Spagna 2000: quando i fratelli Schumacher facevano a ruotate

Sottotitolo: miglior attore non protagonista Nigel Stepney

MONTMELÒ - 7 MAGGIO 2000 // non so se ricordate le atmosfere di un quarto secolo fa, la Ferrari e la McLaren contrapposte, Michael Schumacher e Mika Hakkinen affiancati in prima fila, Rubens Barrichello alla prima stagione sulla Rossa, David Coulthard appena scampato a un tragico incidente aereo... e la Williams, con Ralf Schumacher e con un ragazzino che avrebbe fatto strada, tale Jenson Button.
Molti di noi erano ragazzini ai tempi, come i driverstosurvivers del giorno d'oggi, quelli che si insultano perché i loro pilotihhhh si odianohhhh, la Prova Inconfutabile(C) qualche episodio spesso irrilevante di cui si parlerà per i successivi sei mesi... forse l'abbiamo scampata? Non so, andiamo a scoprirlo.

In una giornata in cui Pedro Diniz (Sauber), Jean Alesi (Prost) e Pedro De La Rosa (Arrows) escono di scena nei primi due minuti contati, gli ultimi due citati per un contatto, tra gli Schukkinen cresce il gap, completano la zona punti Ralf Schumacher, Coulthard, Barrichello e Jacques Villeneuve... ma questo guida una B.A.R. quindi come potrete immaginare la sua gara non è destinata a durare a lungo.
La situazione cambia quando avviene il primo giro di soste e in casa Ferrari succede un danno: viene investito il capo dei meccanici, Nigel Stepney, colui che sarebbe divenuto celebre ai tempi dello spy-gate per avere lasciato dei progetti della Ferrari in giro in una copisteria di Maranello. Sarebbe in seguito venuto a mancare del 2014 in un incidente stradale mentre si trovava al volante di un furgone.
Nel secondo stint il gap tra i due piloti di testa era molto inferiore, mentre con il secondo pitstop Ralf Schumacher è uscito alle spalle di Coulthard. Davidone - che aveva tre costole rotte dopo l'incidente aereo di pochi giorni prima- si è procacciato il gradino più basso del podio, ma era destinato a qualcosa di meglio.
Giunto il momento della sosta, gli Schukkinen sono entrati insieme. Per Schumacher qualcosa è andato storto, il bocchettone non entrava, ha perso la posizione e poi, in pista, ne avrebbe persa un'altra: Coulthard risaliva secondo andando a completare un 1/2 McLaren.
Le peripezie per il pilota di punta della Rossa, tuttavia, non erano ancora finite e nei giri successivi Schumacher si sarebbe trovato a perdere due posizioni (tranquilli, poi ci torno) e a fare una nuova sosta ai box, senza perderne ulteriori, avendo un vantaggio abbondante su Button.
Jenson si è messo avanti con i lavori, con un bel guasto al motore come se corresse già per la B.A.R., il sesto pilota a non terminare la gara, visti i ritiri dei quattro già citati e di Jos Verstappen (Arrows) per un problema tecnico ai box.
Heinz-Harald Frentzen (Jordan) si è portato a casa il punto del sesto posto, seguito da Ricardo Zonta (B.A.R.), Giancarlo Fisichella (Benetton), Alexander Wurz (Benetton), Eddie Irvine (Jaguar), Jarno Trulli (Jordan), Johnny Herbert (Jaguar), el nuestro amigo Marc Gené (Minardi), Gaston Mazzacane (Minardi) e Nick Heidfeld (Prost).

Torniamo a come Michael Schumacher ha perso la terza piazza, a vantaggio di Barrichello e di Ralf, proprio prima di rientrare per la sosta extra. C'era la Williams dietro di lui e Michael ha cercato di bloccare in tutti i modi Ralf, un po' come se cercasse uno schianto che facesse volare entrambi nel multiverso. Invece no, serviva solo ad assicurare il podio alla Ferrari, visto che Rubinho li ha superati entrambi in un colpo solo. Le cronache dell'epoca narrano di polemiche tra i fratelli Schumacher, che comunque hanno avuto breve durata.
Avevo undici anni ai tempi, ne avrei compiuti dodici a fine mese, e devo ammettere che sono contenta di essere stata bambina in un'epoca in cui ci si prendeva addirittuta a sportellate tra parenti senza che succedessero troppi drammi shakespeariani e troppi piagnistei tra i tifosi.


venerdì 1 novembre 2024

GP Brasile 2004: la delusione soft di Rubens Barrichello

Nel lontano 2004, per la prima volta, il GP del Brasile si è svolto nella fase conclusiva della stagione invece che nella parte iniziale. Nello specifico, si è trattato dell'ultimo evento in assoluto del mondiale 2004, che già da tempo era stato assegnato alla Ferrari e a Michael Schumacher, che in questa occasione è partito dalla penultima fila a causa di una retrocessione di dieci posizioni per la sostituzione del motore. Il suo compagno di squadra Barrichello ha invece conquistato la pole position, precedendo la Williams di Juan Pablo Montoya, la McLaren di Kimi Raikkonen e un outsider molto stylish che menzionerò quando verrà il momento. Per Raikkonen viene il momento di insidiare la prima piazza di Rubinho e la leadership del pilota di casa dura poco e niente. Però la gara è partita con pista umida e con gomme intermedie e tutto può cambiare.
Causa brutta partenza di Montoya, si trova quarto. Al terzo posto c'è Jenson Button sulla gara, poi perde posizioni, infine il motore Honda perde fumo, perde molto fumo... just B.A.R. things! Barrichello, invece, si porta negli scarichi di Raikkonen, poi lo passa, si porta in testa, mentre a centro gruppo, poco prima, Michael Schumacher ha fatto una sbinnata, mentre un certo Sebastian Vettel che guardava la gara da casa esclamava: "Aaaawwww, sei il mio idolo!"

A parte le Renault e la McLaren di David Coulthard, tutti sono partiti su gomme intermedie, ma devono rientrare dopo pochi giri per passare a quelle da asciutto. Così facendo, l'outsider che partiva quarto si fa un paio di giri in testa... Se possedete un'auto, andate immediatamente a prenderla e percorrete le strade delle vostre città/ paesi di residenza e suonate il clacson all'impazzata, vomitando arcobaleni nel frattempo: si tratta di Felipe Massa al volante di una Sauber. Poi rientra anche lui e lascia strada libera a Fernando Alonso (come già detto, le Renault sono partite sulle dry).
Un duello in pitlane tra Raikkonen e Montoya si è concluso con il sorpasso di Juan Pablo, che diventa leader più avanti, quando Alonso si ferma ai box per il rifornimento di rito. Kimi insegue da vicino ed è quello che succederà anche due giri di pitstop più tardi, con Montoya che manterrà la prima posizione fino alla fine andando a vincere l'ultima gara disputata con la Williams.
Alonso sembra avviato per il terzo posto, mentre Barrichello è anche alle spalle della Williams di Ralf Schumacher e dalla B.A.R. di Takuma Sato. Superato quest'ultimo a soste ultimate è in terza piazza, con Alonso, Sato, Ralf Schumacher, Michael Schumacher e Massa a completare la zona punti.
Diciassette vetture su venti tagliano il traguardo: oltre a Button si sono ritirati anche Nick Heidfeld su Jordan per un guasto e Mark Webber su Jaguar dopo una collisione con il compagno di scuderia Christian Klien. Piccolo flashforward: nel 2005 e nel 2006 in Williams, a Interlagos Webber sarà coinvolto in incidenti anche con i successivi compagni di squadra, Antonio Pizzonia e Nico Rosberg.
Siamo rimasti a Massa ottavo, nono c'è il suo compagno di squadra Giancarlo Fisichella, mentre Jacques Villeneuve su Renault chiude la top-ten. Coulthard è undicesimo davanti alle Toyota di Jarno Trulli e Ricardo Zonta, che precedono Klien, dopodiché Timo Glock sulla Jordan e infine le Minardi di Zsolt Baumgartner e Gimmi Bruni.


Se Montoya ha vissuto il suo happy ending con la Williams, ottenendo l'unica vittoria stagionale, non si può dire che per Barrichello ci sia stato un finale altrettanto positivo. Per quanto abbia terminato il gran premio di casa per la seconda volta in carriera (la prima era stata nel lontanissimo 1994 - quarto posto), la pole position faceva sperare in quella che poteva essere una gloriosa vittoria. Quindi Rubens ha dovuto aspettare ancora per ottenere il gradino più alto del podio nel proprio circuito di cas-... ah no. E non ha vinto a Interlagos neanche in Stock Car, nonostante in quella location sia riuscito a vincere un titolo.



giovedì 10 ottobre 2024

GP Cina e Giappone 2004: parentesi asiatica prima del finale

Il campionato 2004 si avviava verso la conclusione: il 10 ottobre si svolgeva il GP del Giappone, penultimo appuntamento stagionale. In precedenza, due settimane prima, era stato disputato il GP della Cina, sull'esordiente circuito di Shanghai. In questo post intendo ripercorrere quei due eventi, iniziando da cambiamenti di line-up avvenuti in corso d'opera. Dopo la "stagione europea" infatti, la Renault ha appiedato Jarno Trulli sostituendolo con Jacques Villeneuve. In casa Williams, invece, nessun cambio di piloti precoce, ma semplicemente è tornato Ralf Schumacher assente per infortunio da tre mesi.

A Shanghai c'era una Ferrari in pole position, guidata da Rubens Barrichello, mentre un'altra partiva dalla pitlane, quella di Michael Schumacher dopo una sostituzione del motore. Rubinho ha mantenuto la prima posizione al via, seguito dalla McLaren di Kimi Raikkonen, con la Renault di Fernando Alonso e la B.A.R. di Jenson Button nelle immediate vicinanze e le Sauber che cercavano di mettersi in mostra dopo avere ottenuto ottime posizioni in griglia.
Button è risalito in seguito al terzo posto, candidandosi di fatto come principale concorrente al gradino più basso del podio. Per lui, tuttavia, era prevista una strategia diversa, a due soste anziché tre come il duo Barrichello/ Raikkonen. Kimi era molto vicino a Rubinho dopo la prima sosta, ma nel successivo stint la distanza è incrementata. La terza sosta sarebbe stata fondamentale: con Raikkonen uscito dietro a Button, sarebbe stato Jenson a conquistare il secondo posto alle spalle di Barrichello.

Alonso ha chiuso quarto, mentre Juan Pablo Montoya ha terminato in quinta piazza. Ralf avrebbe potuto puntare alla sesta piazza, se non fosse stato protagonista di un incidente con la McLaren di David Coulthard, che avrebbe costretto i due ai box e poi in seguito il pilota Williams al ritiro. Takuma Sato, sesto su B.A.R., ha preceduto le Sauber di Giancarlo Fisichella e Felipe Massa.
Per Michael Schumacher la gara cinese è stata decisamente da incubo: dopo un incidente con la Jaguar di Christian Klien, si è esibito poco più tardi in un testacoda, e non eravamo neanche a metà gara. Ha proseguito per poi avere una foratura a gara inoltrata e ha terminato la gara dodicesimo alle spalle del vecchio rivale Villeneuve.
Le cose sarebbero tuttavia migliorate molto presto, con la pole position conquistata la domenica a Suzuka davanti al fratello, dato che la sessione del sabato è stata rimandata per via del tifone Ma-on.


La gara si è svolta sull'asciutto, con i fratelli Schumacher rimasti 1/2 anche se a distanza l'uno dall'altro. Dopo una sorprendente terza piazza in griglia, Mark Webber su Jaguar ha perso posizioni al via (e poi si sarebbe ritirato a gara inoltrata per un guasto che ha provocato il surriscaldamento dell'abitacolo provocandogli lievi ustioni), con le solite B.A.R. che hanno preso il sopravvento per la terza e quarta piazza, con Button destinato a una strategia su due soste anziché le tre degli altri front runner.
Non c'è stata storia né per la prima né per la seconda piazza con Button stabilmente terzo e Sato perennemente inquadrato dalle telecamere, anche se ha dovuto accontentarsi di arrivare quarto come un Nico Hulkenberg qualsiasi. Con il 3/4 posto, la B.A.R. ha conquistato matematicamente la seconda posizione nel mondiale costruttori, proprio in casa della Honda, oltre che in occasione del centesimo gran premio della sua storia.

Vincitore dei due gran premi precedenti, Barrichello era partito dalle retrovie in questa occasione, per risalire fino alla zona punti. La sua gara è terminata per un incidente con Coulthard, ma c'era ancora un gran premio in cui avrebbe potuto concludere la stagione in bellezza. Unico problema? Era il suo gran premio di casa, in cui non vedeva la bandiera a scacchi dal 1994.
Anche David si è rititato per questo incidente, mentre sull'altra McLaren, Raikkonen ha conquistato la sesta piazza alle spalle della Renault di Alonso. Ancora una volta, Villeneuve non ha conquistato punti. Montoya è giunto ottavo, mentre la zona punti è stata completata da Fisichella. A proposito di italiani, in questo gran premio è tornato Jarno Trulli, al volante della Toyota.
Ha fatto coppia con Olivier Panis, con Ricardo Zonta rimasto a piedi. Sarebbe tuttavia tornato in Brasile, dato che Panis si è ritirato dalla Formula 1 con una gara d'anticipo.

Nota conclusiva: come sapete, il mio animo di fangirl prima o poi emerge e attende con ansia di vedere cose estremamente dolci. Quindi aspettavo con ansia di vedere i fratelli Schumacher insieme nel parc fermé e poi sul podio.
È stata una delusione terribile: ciascuno se n'è andato per i fatti suoi, mentre sul podio non si sono neanche considerati l'uno con l'altro, con Michael che festeggiava insieme a Button e Ralf che se ne stava per i fatti suoi. Peccato, perché non sarebbero mai più finiti 1/2, anche se comunque sarebbero finiti sul podio insieme.


domenica 29 settembre 2024

GP Italia 2004: l'ultima doppietta Ferrari a Monza

Mentre il mese di settembre si avvia neanche troppo lentamente verso la sua conclusione, ho deciso di vedermi il Gran Premio d'Italia 2004, svolto appunto nel mese di settembre, anche se decisamente più indietro nel corso del mese.
Di questa gara ricordavo una doppietta Ferrari, con la vittoria di Rubens Barrichello davanti a Michael Schumacher, che non era stata una vittoria così immediata per le Rosse e che Fernando Alonso si era impantanato dopo un testacoda, venendo costretto al ritiro. In quella circostanza, aveva gesticolato contro i commissari che non l'avevano rimesso in pista a spinta (e a giudicare dalla sua posizione, la cosa magari avrebbe anche avuto senso).

Non ricordavo molto bene le dinamiche che hanno portato i ferraristi ad allontanarsi dalle posizioni di vertice, riscoprendo quindi che Barrichello è partito - dalla pole - su gomme intermedie perché aveva piovuto in precedenza, mentre la scelta giusta sarebbe stata partire sulle slick. Schumacher, invece, era terzo sulla griglia alle spalle della Williams di Juan Pablo Montoya, ma si è ritrovato in testacoda dopo una curva ed è precipitato nelle retrovie, dando vita a una lenta risalita.
Barrichello ha dovuto fermarsi molto in anticipo, per passare alle gomme da asciutto, il che l'ha obbligato a fare tre soste anziché due come la maggior parte degli altri piloti. Superato nel primo stint da Alonso, che si è portato in testa, si è ritrovato nel secondo stint dietro al trio Button/ Alonso/ Montoya, con Jenson che ha preso la testa della gara e chissà, magari si poteva sognare anche la sua prima vittoria in Formula 1.
Successivamente Barrichello si è ritrovato dietro al solo Button, ma con pitstop window diverse. La B.A.R. si giocava la seconda piazza nel mondiale costruttori con la Renault e il ritiro di Alonso, ha permesso al team motorizzato Honda di superare la squadra francese per la seconda piazza.


Il nostro eroe Button, sventuratamente, non ha potuto fare alcunché per mantenere la prima piazza. In occasione della seconda sosta ha subito undercut da Barrichello, con Schumacher che, terzo dopo la seconda sosta, nel frattempo l'ha superato in pista ritrovandosi secondo. Contro tutte le aspettative iniziali le Ferrari erano 1/2, sempre ammesso che nel 2004 si potessero vedere le Ferrari nelle posizioni retrostanti e pensare "oggi non hanno speranze", cosa di cui, devo ammetterlo, non sono poi così tanto convinta.
Barrichello, che girava più leggero, ha allungato like a boss, dato che aveva in mano la possibilità, almeno per una volta, di sorprenderci: aveva la concreta possibilità di finire la gara davanti a Schumacher, certe cose non succedono tutti i giorni! E infatti, effettuata la terza sosta, è tornato in pista in prima posizione e l'ha mantenuta fino alla bandiera a scacchi, mettendosi a girare fianco a fianco con Schumacher durante il giro d'onore.


Button ha dovuto accontentarsi del gradino più basso del podio, con quarto il compagno di squadra Takuma Sato. Montoya è arrivato quinto, precedendo la McLaren di David Coulthard, partito dalla pitlane ma giunto fino in fondo, diversamente dal compagno di squadra Kimi Raikkonen ritirato per un guasto. Le Williams hanno chiuso in quinta e settima piazza, dato che Antonio Pizzonia si è classificato dietro al mascellone scozzese, mentre la zona punti è stata chiusa dalla Sauber di Giancarlo Fisichella.
Jarno Trulli ha concluso decimo alle spalle della Jaguar di Mark Webber: la Renault non ha preso punti. Sarebbe stata l'ultima gara del pilota abruzzese per il team gestito da Flavio Briatore, a partire dal successivo evento è stato rimpiazzato da Jacques Villeneuve.

Premio backmarker attention seeker dell'evento: Gimmi Bruni, verso metà gara incidente altisonante nel box Minardi, con la vettura a fuoco come se fosse stata la Benetton di un Jos Verstappen qualsiasi a Hockenheim. Le fiamme sono state velocemente domate e non sono stati riportati danni seri o infortuni.




mercoledì 24 luglio 2024

GP Belgio 2004: il settimo titolo di Michael Schumacher

Attualmente il GP del Belgio si svolge nel mese di luglio, ma c'è stata un'epoca storica in cui veniva disputato alla di agosto, epoca neanche troppo lontana nel tempo, ma ho deciso di raccontarvi un'edizione abbastanza datata, che di svolgeva vent'anni fa. Era il 29 agosto 2004 e al termine del primo giro le Renault di Jarno Trulli e Fernando Alonso si allineano dietro la safety car. Michael Schumacher era quarto tra le due McLaren di David Coulthard e Kimi Raikkonen e per il momento la situazione non prometteva troppo bene, considerato che poteva essere il giorno della sua settima iride. Ma finché c'è gara c'è speranza, anche se vari piloti non erano più in gara, vista la numerosa serie di contatti che si erano innescati alla partenza.
Pare che tutto sia iniziato quando Mark Webber ha tamponato Rubens Barrichello: la Jaguar con ala anteriore danneggiata era incontrollabile e l'australiano ha cozzato contro la B.A.R. di Takuma Sato. Anche il compagno di squadra di costui, Jenson Button, è stato coinvolto a qualche titolo, ma il botto più grosso ha coinvolto le Minardi di Gimmi Bruni e Zsolt Baumgartner, nonché la Jordan di Giorgio Pantano. Webber, Sato, Bruni e Pantano sono stati costretti al ritiro, altri piloti sono rientrati ai box per danni riportati, tra loro anche Olivier Panis su Toyota e Felipe Massa su Sauber.

Al restart, Raikkonen si è involato verso il terzo posto che poi sarebbe diventato leadership dopo il primo stint: se Alonso ha finito la gara con un testacoda innescato da un guasto, Trulli ha perso alcune posizioni e poi altre a seguito di un contatto con la Williams di Juan Pablo Montoya. Quest'ultimo ha proseguito la gara senza perdere posizioni: era a quel punto terzo dietro a Raikkonen e Schumacher, ma si sarebbe successivamente ritirato a causa di una foratura, andando a fare compagnia al compagno di squadra Antonio Pizzonia già messo out da un problema al cambio.
L'attrition rate è stato molto elevato, con Button che a un certo punto a causa di una foratura aveva perso il controllo colpendo Baumgartner e Coulthard che nelle prime fasi dopo il restart aveva forato a propria volta e si trovava nelle retrovie.
Le retrovie, tuttavia, non erano il male assoluto visto che ormai solo una manciata di vetture era ancora in pista: la Jordan di Nick Heidfeld risulta persa per strada per qualche motivo, la Toyota di Ricardo Zonta in assenza di B.A.R. Honda in pista ha regalato l'appuntamento con il motore giapponese in fumo.

Intanto abbiamo perso per strada Rubinho, ma lui non si era affatto perso per strada, andando a risalire, dopo il ritiro di Montoya, in terza posizione. A proposito di Zonta, preparatevi moralmente, perché sto per dirvi una cosa terribile, ovvero che il ritiro sopracitato è avvenuto mentre era ben quarto. Gli è subentrato Massa, con quinto il compagno di squadra Giancarlo Fisichella.
Christian Klien su Jaguar ha portato a casa i punti della sesta piazza, i primi della sua carriera in Formula 1, mentre Coulthard è riuscito ad arrivare settimo. Panis ha conquistato l'ultimo punto disponibile, mentre Trulli non ha avuto lo stesso onore, chiudendo al nono posto, ultimo pilota al traguardo.
Non ne ho parlato molto, ma Raikkonen in testa nel secondo stint lo è rimasto anche nel terzo, vincendo davanti alle due Ferrari. Schumacher ha conquistato il settimo titolo, impresa che finora soltanto Lewis Hamilton ha eguagliato, e non rimaneva altro che un ultimo appuntamento europeo, a Monza, prima di andare in Asia e poi in Brasile.



sabato 20 luglio 2024

GP Ungheria 2004: il quinto grand chelem di Michael Schumacher

Correva l'anno 2004, la Ferrari F2004 era la vettura dominante, Michael Schumacher aveva accumulato un numero incredibile di vittorie e non sembrava avere avversari. Le B.A.R. e le Renault cercavano di farsi vedere, ma si ritrovavano a contendersi i gradini più bassi del podio nella migliore delle ipotesi. Le Williams e le McLaren erano piuttosto disperse, in paragone alla stagione precedente e, in certe occasioni, giusto per ribadire il proprio dominio, le Rosse facevano 1/2 sulla griglia. Era il caso dell'Hungaroring, dove Rubens Barrichello ha conquistato il secondo posto sulla griglia di partenza accanto al compagno di squadra. Dietro di loro le B.A.R. di Takuma Sato e Jenson Button, dopodiché Fernando Alonso su Renault e le Williams…


Se adesso il GP d'Ungheria si svolge in luglio, vent'anni fa si è svolto a Ferragosto, con le Ferrari rimaste 1/2 alla partenza e un vano tentativo di Alonso di attaccare Barrichello. Juan Pablo Montoya, che partiva settimo dietro al compagno di squadra Antonio Pizzonia (subentrato a Marc Gené come sostituto di Ralf Schumacher infortunato al GP degli Stati Uniti), si è portato quarto complice una partenza non eccelsa delle B.A.R., con le posizioni poi rimaste invariate per tutto il primo stint.
Non che nel secondo, nel terzo e nel quarto stint ci siano stati eccessivi cambiamenti, semplicemente il gap tra i ferraristi e gli inseguitori continuava ad aumentare. Alonso ha chiuso la gara terzo a quaranta secondi di distacco, Montoya e Button ultimi a pieni giri staccati di oltre un minuto. Seguivano Sato e Pizzonia, nonché Giancarlo Fisichella su Sauber, entrato in zona punti grazie al ritiro per un guasto al motore del connazionale Jarno Trulli su Renault. La McLaren non ha portato a casa punti, Kimi Raikkonen primo dei ritirati, anche lui per un guasto al motore, David Coulthard soltanto nono.

Michael Schumacher ha conquistato il suo quinto grand chelem, in una gara che al giorno d'oggi molti ricordano come affascinante e ricca di colpi di scena. Credo sia stata l'unica volta nella mia vita in cui ho pensato, vedendola in diretta, "che gara noiosa, speriamo che finisca in fretta" ed è tuttora quello che considero uno dei gran premi più noiosi che abbia mai visto (per me è una sorta di GP di Francia 2019), quantomeno dell'epoca moderna (il che non è comunque un complimento, perché certi gran premi da caduta di palpebra dei late 70's hanno probabilmente risentito di pessime regie locali che si perdevano ogni momento saliente in quanto le inquadrature stavano pressoché tutto il tempo sul leader.

venerdì 14 giugno 2024

GP Germania 2004: il 700° gran premio per la Ferrari

Il 25 luglio 2004 si è svolto sul circuito di Hockenheim il Gran Premio di Germania, nonché 700° gran premio disputato dalla Ferrari nella propria storia, con subito una novità dal punto di vista del mercato piloti: la Williams ha promosso Antonio Pizzonia a ruolo di sostituto dell'infortunato Ralf Schumacher, subentrando al nuestro amigo Marc Gené.
Pizzonia si  è qualificato in undicesima posizione, partendo decimo a causa di una retrocessione altrui per sostituzione del motore, ma dopo i primi metri era comunque a tu per tu con Juan Pablo Montoya, partito al rallenty per un problema tecnico e scivolato in settima posizione.
Il pilota retrocesso in griglia era Jenson Button, che si era qualificato terzo alle spalle della Ferrari di Michael Schumacher e della Williams di Montoya.

Mentre Schumacher leaderava, Raikkonen ha strappato la seconda piazza a Alonso, ma per il pilota della McLaren la gara è durata poco più di uno stint, poco dopo il primo rifornimento, l'ala posteriore ha ceduto e Kimi è finito bruscamente fuori pista. Fernando frattanto si è riappropriato della seconda piazza, con la McLaren di David Coulthard uscita in precedenza indenne da un contatto con Rubens Barrichello, cosa che non si può dire per l'avversario, precipitato nelle retrovie dopo una sosta già nei primi giri.
Button si è preso la terza piazza di overcut su Coulthard in concomitanza con il secondo giro di soste per poi lanciarsi all'inseguimento di Alonso, ma senza riuscire a concretizzare, così come anche dopo la terza sosta le posizioni erano ancora invariate. I rispettivi compagni di squadra, Takuma Sato su B.A.R. e Jarno Trulli su Renault, frattanto, erano in precedenza stati in lotta tra di loro, con qualche piccolo svarione da parte di entrambi. Non erano comunque i soli, anche Montoya si era esibito in una simile prodezza.

Nelle fasi inoltrate della gara Button ha superato finalmente Alonso, andando a procacciarsi la seconda posizione, il quale ha successivamente perso contatto con Jenson, ma ha comunque conservato margine nei confronti di Coulthard. Montoya si è classificato in quinta piazza, precedendo la Jaguar di Mark Webber, mentre si segnala una gara positiva per Pizzonia, che ha concluso in settima posizione davanti a Sato.
Barrichello, dopo il caos al primo giro, non ha rimontato se non fino al nono posto, ma si è trattato di una situazione passeggera: nel corso dell'ultima tornata, proprio sul circuito in cui aveva conquistato la prima vittoria in Formula 1, ha avuto una foratura ed è precipitato fino al dodicesimo posto. In fondo era un gran premio con ricorrenza, per la Ferrari, e si sa che i gran premi con ricorrenze portano iella: se Schumacher vinceva incontrastato, allora doveva esserci qualcuno a controbilanciare!

Per Michael si è trattato dell'undicesimo successo stagionale, un record, e il vantaggio in classifica continuava ad aumentare inesorabile, con Barrichello secondo staccato di un abisso e Button terzo ancora più lontano. Per Jenson, tuttavia, c'era ancora una piccola soddisfazione: se gli alieni avessero rapito gli Schumachello, avrebbe avuto qualche possibilità di vincere il mondiale, collezionando vittorie a oltranza, privilegio che ai suoi colleghi era ormai precluso dalla matematica.


giovedì 13 giugno 2024

GP Gran Bretagna 2004: anniversari e vittorie

L'11 luglio 2004 si svolgeva il GP di Gran Bretagna dopo una qualifica in cui le condizioni meteo erano state protagoniste e Kimi Raikkonen su McLaren aveva conquistato la pole position davanti alla Ferrari di Rubens Barrichello e alla B.A.R. di Jenson Button. Era solamente quarto Michael Schumacher, leader incontrastato della classifica piloti, che fino a quel momento aveva collezionato vittorie e che pare avesse sacrificato la qualifica in nome della gara. La gara si è svolta con cielo nuvoloso, ma in condizioni di asciutto, e ha visto un ottimo spunto iniziale da parte di Raikkonen, che sembrava potere contrastare su tutto e su tutti. Tuttavia, se nel precedente gran premio in Francia la Ferrari aveva giocato la carta della sosta in più per portare a casa la vittoria, in questo caso la scelta strategica è stata quella di fermare Schumacher una volta in meno.

Con due soste anziché due, Schumacher si è fermato in entrambe le circostanze diversi giri dopo alla prima e alla seconda sosta di Raikkonen. Non solo Kimi si è ritrovato spesso nel traffico, ma Michael ha potuto approfittare dei momenti in cui era più scarico e, in sintesi, si è ritrovato davanti a Raikkonen, invece che dietro a debita distanza.
Non solo: Kimi si sarebbe fermato una terza volta. E infatti quando è giunto l'ultimo rifornimento ce lo siamo ritrovati secondo piuttosto lontano e con Barrichello attaccato al retrotreno... tuttavia la legge del caso - leggi: incidente altrui - voleva che il gruppo dei primi si ricompattasse. Una safety car ha fatto sì che Schumacher, Raikkonen e Barrichello finessero la gara molto vicini, con Michael che soltanto verso fine gara ha allungato mettendo un paio di secondi tra sé e il diretto inseguitore.
Tra una cosa e l'altra, forse vi sarà sfuggita la data: 11 luglio, era il quinto anniversario dell'incidente in cui Schumacher, proprio a Silverstone, aveva riportato una doppia frattura alla gamba destra.

La B.A.R. ha portato due vetture al traguardo, ma solo quella di Button - quarto - in zona punti, davanti alla Williams di Juan Pablo Montoya e alla Sauber di Giancarlo Fisichella partito dal fondo dello schieramento. Settimo e ottavo sono giunti David Coulthard su McLaren e Mark Webber su Jaguar.
Non è stata una gara positiva per Renault. Per iniziare in modo soft, Fernando Alonso è partito dalle retrovie dopo la sostituzione del motore e in gara ha chiuso solo decimo alle spalle della Sauber di Felipe Massa. A peggiorare la situazione, la SC citata è entrata per un incidente di Jarno Trulli, innescato da un cedimento.
Non era certo l'ideale per la Renault che, seppure in vantaggio, vedeva ridotto il proprio margine nei confronti della B.A.R. - attardata specie dai motori sistematicamente andati in fumo sulla vettura di Takuma Sato - con la quale si giocava il secondo posto nel mondiale costruttori.


mercoledì 12 giugno 2024

GP Francia 2004: quattro pitstop per la vittoria

Il mondiale 2004, dopo una parentesi nordamericana, è tornato in Europa per il GP di Francia che si è svolto il 4 luglio a Magny-Cours. Ha visto cinque team qualificarsi in ordine sparso nelle prime dieci posizioni della griglia: Renault con Fernando Alonso in pole position e Jarno Trulli quinto, Ferrari con Michael Schumacher secondo e Rubens Barrichello decimo, McLaren con David Coulthard terzo e Kimi Raikkonen nono, B.A.R. con Jenson Button quarto e Takuma Sato settimo, Williams con Juan Pablo Montoya sesto e, in ottava piazza, el nuestro amigo Marc Gené, sostituito di Ralf Schumacher che si era infortunato nel GP degli Stati Uniti.
Il campionato vedeva Michael Schumacher con un vantaggio abissale in classifica nei confronti di Barrichello, il quale aveva a sua volta un immenso vantaggio nei confronti di Button. Tuttavia la griglia di partenza parlava meno a favore delle Rosse di quanto fosse accaduto in altri momenti e, in effetti, Alonso è rimasto in prima posizione una volta che la gara è partita.

I settanta giri disputati non hanno regalato le emozioni facili che colpiscono in primis chi vede solo duelli spettacolari, né ci sono stati ritiri particolarmente altisonanti. Perfino il motore Honda della B.A.R. di Sato, quando ha dato forfait dopo una ventina di minuti di gara, non l'ha fatto il modo notevole, ma si è limitato a una fumata decisamente più lieve di quelle a cui eravamo abituati.
Nel frattempo, tuttavia, Alonso e Schumacher erano in diretta competizione per la vittoria della gara. Certo, non quella competizione ruota contro ruota che fa venire la pelle d'oca, ma Ross Brawn aveva in serbo una genialata per puntare alla vittoria della gara.
Così, mentre dalla terza piazza in poi si giungeva a una situazione di stallo con Trulli terzo, Button quarto, Barrichello quinto, poi le McLaren, davanti la sfida tra Alonso e Schumacher verteva su due strategie molto diverse: Fernando faceva tre soste, come tutti, Schumacher invece ne avrebbe fatte quattro!

In epoca di rifornimenti di benzina, di solito la strategia vincente era allungare più degli altri, per girare più scarichi, quindi più leggeri, con l'overcut come concreta possibilità. Fare quattro soste anziché tre, tuttavia, era una variante che permetteva di imbarcare meno benzina degli avversari e, di conseguenza, andare più forte di loro. Certo, c'era da considerare il tempo perso per una sosta ulteriore, ma la pitlane di Magny-Cours era la più corta del mondiale.
La strategia alternativa ha permesso a Schumacher di rimanere secondo dietro ad Alonso e poi, quando quest'ultimo ha effettuato, prendendo la testa della gara quando Fernando è rientrato per la seconda sosta e, in maniera sfasata, alternandosi con lui al comando per via delle differenti finestre di pitstop.
Quando il pilota della Renault è rientrato per la terza, quindi, il ferrarista era davanti e ha allungato abbastanza da potere avere il tempo di fermarsi ai box per la quarta sosta e di uscire davanti, andando a procacciarsi agevolmente la vittoria.

Questo dovrebbe far riflettere: il GP di Francia 2004 viene considerato un capolavoro di strategia, servita a sopperire le difficoltà di un sorpasso in pista, che 1) non sembrava l'eventualità più probabile, 2) probabilmente non è mai stata perseguita.
Qualunque cosa ne pensino quelli che a ogni gara piangono per la mancanza di sorpassihhhh spettacolarihhhh, questa gara dovrebbe ricordare che non tutto è un susseguirsi di sorpassi - anche se Barrichello ne ha fatto uno per la terza piazza su Trulli all'ultima curva (in seguito pretesto con cui il pilota abruzzese è stato appiedato a stagione in corso) - e che l'obiettivo di chi gareggia è vincere o ottenere il miglior risultato possibile, non necessariamente dare spettacolo. Forse se dentro e fuori dal mondo della Formula 1 si accettasse questo concetto, si eviterebbero quei tentativi attuali di generare spettacolo artificiale.
Tornando al risultato, Button precipitato dietro a Barrichello dopo l'ultima sosta ha chiuso quinto, con la zona punti completata da Coulthard, Raikkonen e Montoya. Gené ha chiuso decimo, dietro alla Jaguar di Mark Webber.


venerdì 7 giugno 2024

GP Canada e Stati Uniti 2004: la squalifica della Williams e l'infortunio di Ralf Schumacher

In vista del GP del Canada, che si svolgerà nel fine settimana imminente, mi sono rivista l'edizione del 2004. La gara si è svolta il 13 giugno ed è iniziata con Ralf Schumacher che scattava dalla pole position. Precedeva Jenson Button sulla B.A.R., nonché la Renault di Jarno Trulli. Quando quest'ultimo si è ritirato pressoché al via gli è succeduto in testa il compagno di squadra Fernando Alonso, che precedeva la Williams di Juan Pablo Montoya. Dietro, nel frattempo, Christian Klien ha speronato la McLaren di David Coulthard, per poi cozzare contro la Jaguar del compagno di squadra Mark Webber. La gara è proseguita con i primi quattro a posizioni invariate, con in quinta e settima piazza le Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello; in mezzo a loro la McLaren di Raikkonen. Rubinho ha superato quest'ultimo, ma la situazione di Kimi sarebbe peggiorata ulteriormente quando in concomitanza con la prima sosta ai box ha calpestato la linea bianca della pitlane, guadagnandosi un drive through.

Alonso e le Ferrari prevedevano una strategia a due soste, mentre gli altri piloti di testa erano invece su tre soste. Alonso, tuttavia, nella seconda parte di gara si è ritirato per un guasto, mentre di fatto, dopo la seconda sosta, le due Ferrari si sono ritrovate 1/3 con la Williams di Ralf Schumacher in mezzo e Button al quarto posto davanti a Montoya. In pitlane frattanto si è consumato uno dei momenti più ad alta tensione della gara, quando nel box della Jordan, Nick Heidfeld ha investito un meccanico, il quale fortunatamente non ha riportato ferite gravi.
Raikkonen, risalito fino alla sesta piazza, ha dovuto fare un pitstop extra a causa di un problema al volante perdendo una posizione a vantaggio della Sauber di Giancarlo Fisichella. Il compagno di squadra di quest'ultimo, Felipe Massa, invece è stato protagonista di un incidente a pochi giri dalla fine, innescato dalla rottura di una sospensione. Dietro a Raikkonen - settimo - le Toyota di Cristiano Da Matta e Olivier Panis erano 8/10 con in mezzo Coulthard.

Fermi tutti, ho dimenticato una cosa importante: il Canada è il paese natale di Jacques Villeneuve, che in quel periodo storico non aveva un volante, quindi non poteva certo vedere la propria gara finire di punto in bianco in una nuvola di fumo. C'era tuttavia Takuma Sato, suo successore alla B.A.R., che si trovava a gara inoltrata in bassa top-ten, quando ha subito un destino analogo!
Detto questo, possiamo tornare a quando, a gara terminata, i fratelli Schumacher sono saliti sui due gradini più alti del podio, peraltro non certo per la prima volta a Montreal... ma Ralf sul podio c'è andato, di fatto, solo ed esclusivamente per sbevazzare champagne: gli sarebbe piovuta addosso una squalifica per irregolarità tecniche ai freni, esattamente come al compagno di squadra e ai due piloti della Toyota, con quattro piloti della top-ten che hanno perduto i loro risultati.
Michael Schumacher, Barrichello, Button, Fisichella, Raikkonen e Coulthard sono risaliti nelle prime sei posizioni, con le Jordan a completare la zona punti: settimo Timo Glock, nel suo esordio one-off al posto dell'infortunato Giorgio Pantano, nonché Heidfeld in ottava posizione.

Per la Williams, Indianapolis poteva rappresentare una potenziale rivincita dopo la doppia squalifica, ma le cose non sono iniziate molto bene: JPM ha avuto un problema sulla griglia di partenza, dovendo correre ai box a piedi per prendere il via con il muletto, quando ormai mancavano pochi secondi all'inizio della procedura di partenza.
Nel frattempo la gara è partita con il poleman Barrichello davanti a Michael Schumacher e ad Alonso, mentre nel frattempo entrava la safety car per un incidente nelle retrovie nel quale si sono ritirati Klien, Massa, Pantano e una delle Minardi, quella di Gimmy Bruni. Da Matta, invece, è riuscito a proseguire nonostante ne fosse stato coinvolto.
Una volta che la SC si è levata di torno, Michael Schumacher si è portato in testa alla gara superando Barrichello, dopo che l'aveva quasi affiancato quando la vettura di sicurezza era ancora in pista (con una manovra simile a quella che è stata messa fuori legge nelle ultime stagioni), con a seguire Alonso e le B.A.R. di Sato e Button - quest'ultimo destinato in seguito a ritirarsi per un guasto al cambio.

Pochi giri dopo il restart, Alonso ha avuto una foratura e è finito fermo in una via di fuga, mentre poco dopo - segno che non era la giornata della Williams - Ralf Schumacher non ha avuto la stessa fortuna: dopo una foratura è andato a sbattere violentemente alla curva sopraelevata.
In un'epoca in cui la bandiera rossa veniva evitata come la peste, si è proseguito in regime di safety car mentre il pilota veniva soccorso e la vettura veniva rimossa. Ralf è finito in ospedale, ma non gli sono state diagnosticate ferite gravi, anche se è stato costretto a una lunga assenza. Montoya e le B.A.R. (Button non si era ancora ritirato) sono stati gli unici a non fermarsi ai box in regime di safety car.
Le Ferrari sono rientrate una dietro all'altra e Barrichello dovendo attendere ha perso alcune posizioni. In occasione della seconda sosta, Rubinho avrebbe ritardato il rifornimento, uscendo subito dietro a Schumacher, ma avvicinandosi pericolosamente per un istante, tanto da far temere che i due potessero spalmarsi l'uno contro l'altro lasciando strada libera a Montoya.

JPM doveva ancora fermarsi ai box per la seconda sosta, però, lasciando il terzo posto a Trulli e il quarto a Sato, che aveva rimontato parecchio superando diverse vetture. Subito dopo l'uscita dai box, a gara inoltrata (diciamo tre quarti), la gara della Williams è andata definitivamente a rotoli, con la squalifica di Montoya per il cambio di vettura oltre tempo massimo. Le tempistiche hanno fatto molto discutere, specie considerato che la cosa era facile da riscontrare già molto tempo prima.
Mentre gli Schumachello erano stabilmente 1/2, con un sorpasso su Trulli, Sato si è portato al terzo posto per andarsi a prendere il suo unico podio in Formula 1, proprio sul circuito ricavato dall'ovale su cui, a distanza di parecchi anni, sarebbe entrato, per ben due volte, nella storia del motorsport. In una gara di elevato attrition rate, solo otto vetture hanno terminato, mentre Trulli ha chiuso quarto, a seguire si sono classificati Panis, Raikkonen, Coulthard... e una Minardi, guidata da nientemeno che Baumgartner, il suo unico arrivo a punti e anche l'unico arrivo a punti per un pilota ungherese.

Concludo con un piccolo aneddoto che non c'entra con il motorsport, ma che mi sembra carino riportare. Per chi non lo sapesse, nella vita di tutti i giorni lavoro come impiegata presso uno spedizioniere, occupandomi di spedizioni in export e import via mare, in prevalenza dall'Europa centrale al Messico e al Sudamerica e viceversa.
Ho a che fare anche con degli impianti che si trovano in Ungheria e in uno di questi il referente per l'import di nome si chiama Zsolt. Ogni volta in cui ho a che fare con lui mi viene inevitabile pensare a Baumgartner!



mercoledì 29 maggio 2024

GP Europa 2004: la prima front row di Takuma Sato

Il 29 maggio 2004 era sabato ed era la vigilia del GP d'Europa che di sarebbe svolto al Nurburgring. Era giorno di qualifiche... e non qualifiche da poco perché quel giorno, per la prima volta nella storia della Formula 1, un pilota asiatico si è procacciato la prima fila sulla griglia di partenza (e l'ha fatto nel giorno del compleanno di Ukyo Katayama). Il pilota in questione era il giapponese Takuma Sato, che ha conquistato il secondo tempo nelle qualifiche alle spalle della Ferrari di Michael Schumacher. Il gap era notevole, oltre sei decimi, ma Sato era al volante di una B.A.R. e non certo di una F2004 e si è messo dietro la Renault di Jarno Trulli, la McLaren di Kimi Raikkonen, il compagno di squadra Jenson Button e la Renault di Fernando Alonso, tutti quanti qualificati meglio dell'altra F2004 presente guidata da Rubens Barrichello. Dietro a Rubinho, le due Williams, ma Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher sono venuti a contatto alla partenza e Ralf ha cozzato contro la Toyota di Cristiano Da Matta, con il ritiro di entrambi.

Sato ha avuto un'esitazione, Alonso e Raikkonen si sono appropriati di seconda e terza piazza, con Sato relegato al quarto posto. Le cose, comunque, erano destinate a migliorare per Taku: verso la fine del primo stint Kimi si è ritirato in una fumata di motore, destino analogo a quello vissuto più tardi dal compagno di squadra David Coulthard, mentre dopo il secondo Sato precedeva le Renault, ormai doveva vedersela solo con Barrichello per riprendersi la seconda piazza.
Rubens era su una strategia diversa, due soste anziché tre, e dopo l'ultima fermata Sato si è ritrovato dietro di lui. Restava da vedere se avrebbe tentato il sorpasso e come sarebbe andata a finire. Takuma avrebbe tentato una manovra sbarazzina e superato oppure se ne sarebbe rimasto tranquillo? Non è rimasto tranquillo ma, a onore del vero, non ha nemmeno superato: ha cozzato contro la Ferrari danneggiando la propria ala anteriore, dovendo rientrare ai box e cedendo su un piatto d'argento la terza piazza al compagno di squadra Button: non il modo migliore per terminare la giornata.


Non il modo migliore, certo, ma neanche il peggiore, perché ritrovarsi di punto in bianco a giocarsi la quinta piazza con Alonso - Trulli era nel frattempo risalito quarto - non era nemmeno il peggiore dei mali. Guidava una B.A.R. e il suo predecessore Jacques Villeneuve spesso terminava i propri gran premi con una grigliata in grande stile, cosa che a Sato non è success-... oh wait.
Appena un giro dopo il misfatto con Rubinho, la gara di Sato è finita in una nuvola di fumo, con Alonso che di conseguenza ha portato a casa la quinta piazza e, a seguire, anche i piloti che hanno ereditato le successive posizioni se le sono tenute fino al traguardo. Con il ritiro di Sato è risalito ottavo Montoya, che quindi ha portato a casa un punto chiudendo dietro alla Sauber di Giancarlo Fisichella e alla Jaguar di Mark Webber.
Dopo la debacle di Montecarlo, Michael Schumacher ha vinto il sesto gran premio stagionale su sette disputati fino a quel momento, nell'ultimo gran premio della prima parte di stagione europea: gli eventi seguenti, disputati nel mese di giugno, sarebbero stati il GP del Canada e quello degli Stati Uniti.


giovedì 23 maggio 2024

GP Montecarlo 2004: la vittoria di Jarno Trulli

Carissimi muretti che costeggiano il circuito di Interlagos, sui quali un giovanissimo Rubens Barrichello si arrampicava in compagnia di Alex Barros, oggi intendo parlarvi di un gran premio scoppiettante che di per sé con il Brasile non ha a che vedere. Ha tuttavia a che vedere con Rubinho, in quanto veniva disputato il 23 maggio, il giorno del suo compleanno. Più di un'edizione del GP di Montecarlo si è svolta il 23 maggio, a dire il vero, compresa quella gloriosa edizione che si svolse il giorno in cui Barrichello compiva dieci anni. Se volessi parlare di quella (cosa che sul blog ho fatto almeno tre volte in tre post distinti), tuttavia, non sarei partita da Barrichello.
Fatto questo preambolo, potete dedurre che Rubens era in pista nell'edizione che vi racconterò. Quel giorno di anni ne compiva trentadue, dato che era il 2004, e partiva dalla sesta posizione sulla griglia di partenza, il che non è granché se consideriamo che era al volante di una Ferrari F2004, ma era in buona compagnia, dato che Michael Schumacher era soltanto quarto. La pole position se l'era aggiudicata Jarno Trulli su Renault, seguito dalla B.A.R. di Jenson Button, dopodiché da Fernando Alonso sempre su Renault. Frapposto tra le due Ferrari c'era Kimi Raikkonen su McLaren.

La partenza ha visto le Renault portarsi 1/2 e le B.A.R. portarsi 3/4, dopodiché hanno iniziato a delinearsi le premesse per una scena molto usuale nel motorsport dell'epoca. Non so se avete presente quando di colpo veniva inquadrata la B.A.R. di Villeneuve dalla quale uscivano quantitativi spropositati di fumo dal retrotreno. Ecco, l'unico dettaglio mancante era Jacques che non aveva un volante, ma questo onore è andato a Takuma Sato che, partito settimo, ha stazionato in quarta piazza per una manciata di giri.
Il fumo ha ostruito la vista ai piloti che seguivano, ci siamo ritrovati con una Sauber ribaltata, era quella di Giancarlo Fisichella che, ritrovandosi improvvisamente in mezzo al fumo, aveva tamponato violentemente la McLaren di David Coulthard. Le Renault, Button, Raikkonen e le Ferrari si sono allineate dietro la safety car e, al restart, Juan Pablo Montoya su Williams si è frapposto tra le Rosse di Schumacher e Barrichello, dove sarebbe rimasto fino al primo rifornimento. Le Ferrari erano su una strategia diversa e hanno allungato, con Schumacher che è riuscito a prendersi la posizione nei confronti di Button, mentre frattanto Raikkonen si è ritirato per problemi con il motore.
Un grosso colpo di scena è arrivato intorno a metà gara, quando Alonso, mentre doppiava Ralf Schumacher che, a bordo della Williams, era nel bel mezzo di una gara difficile per problemi alla monoposto, andando a sbattere e facendo rientrare nuovamente la safety car. A parte Michael Schumacher e Barrichello, tutti si sono fermati ai box per il secondo rifornimento.

Schumacher si è ritrovato in testa alle spalle della safety car, seguito da Trulli, Button e Barrichello... questi erano a pieni giri, ma alle sue spalle fisicamente c'era Montoya, che si trovava quinto ma era già doppiato. A quel punto immagino che l'obiettivo di Michael fosse, all'uscita di scena della safety car, cercare di allungare il più possibile, casomai esistesse la possibilità di uscire dai box davanti a Trulli anziché dietro, cosa che comunque non sembrava troppo probabile. Mai sottovalutare, tuttavia, le regole non scritte della Formula 1, e una di queste recita: se metti vicini gli Schumontoya, ci sono elevate possibilità che succedano cose strane. E difatti Schumacher ha rallentato bruscamente sotto il tunnel per un bloccaggio(?), venendo centrato da Montoya e andando a cozzare contro le barriere, uscendo dal tunnel con una ruota penzolante. I commissari di gara avrebbero convocato entrambi dopo il gran premio, peraltro terminato regolarmente da Juan Pablo, ma i due ne sarebbero comunque usciti da uomini liberi.
Al restart Trulli ha allungato, ma non troppo, dato che Button gli si è avvicinato moltissimo nelle fasi finali della gara, in palio quella che per entrambi sarebbe stata la prima vittoria in Formula 1. L'ha spuntata Jarno, mentre Jenson ha dovuto aspettare altri due anni, però per Trulli è stata l'unica vittoria, mentre Button si è tolto diverse soddisfazioni. Barrichello ha concluso a debita distanza, riuscendo tuttavia a ottenere un podio nel giorno del proprio compleanno.

Tra una cosa e l'altra Montoya ha terminato proprio in quarta posizione, senza perdere terreno dopo l'incidente con Schumacher, mentre in quinta posizione... non credo ai miei occhi, Felipe Massa a bordo di una Sauber invece di essere a verniciare le barriere della Sainte Devote. Aaaawwww! Le Toyota di Cristiano Da Matta e Olivier Panis hanno chiuso 6/8 con in mezzo la Jordan di Nick Heidfeld e in totale nove piloti hanno completato la gara: l'ultimo era Zsolt Baumgartner sulla Minardi anche se, per avere completato oltre il 90% di gara prima del ritiro per un problema al cambio, Ralf Schumacher è stato classificato decimo invece che risultare DNF.


giovedì 25 aprile 2024

GP San Marino 2004: la prima pole position di Button

Carissimi lettori, oggi vi porto a fare un viaggio nel tempo, perché è il 25 aprile 2024 e il 25 aprile di vent'anni fa - sedetevi e fare un respiro profondo perché potreste rimanere traumatizzati allo scoprire che sono già passati vent'anni da allora - Jenson Button, a bordo di una B.A.R., a Imola si apprestava a scattare dalla prima pole position in Formula 1. All'epoca "Jensinho" aveva ventiquattro anni e si era messo dietro le Ferrari e le Williams alternate: Michael Schumacher, Juan Pablo Montoya, Rubens Barrichello e Ralf Schumacher. Tutta questa schiera di gente nulla ha potuto alla partenza: Button si è mantenuto in prima posizione mentre Michael Schumacher faceva a ruotate con Montoya. Erano altri tempi, non c'erano "incident noted" per simili amenità.
Juan Pablo ha messo le ruote sull'erba, Michael scappava a gambe levate, perché dopo avere tirato una ruotata a Montoya era la cosa più saggia da fare. Montoya ne ha approfittato per tirare una ruotata a Ralf facendogli mettere le ruote sull'erba e Takuma Sato su B.A.R. ne ha approfittato per portarsi quarto.
Vi chiederete forse dov'era Rubinho in tutto ciò, la risposta è che aveva perso posizioni alla partenza ed è rimasto imbottigliato dietro a Ralf. Davanti Button frattanto era ancora in testa seguito da Michael Schumacher, che ha approfittato della prima sosta - di un totale di tre - per passare davanti tramite overcut. Nei successivi tre stint ha fatto gara a sé, staccando Jenson, che tuttavia è rimasto stabilmente secondo.
Dopo le prime due soste, Barrichello era ancora dietro a Ralf, mentre in un secondo momento le Renault sono riuscire ad avanzare. Anzi, a dire il vero Trulli era già davanti ai due, Alonso è comparso in corso d'opera. Mentre Jarno si teneva dietro Barrichello, Fernando duellava con Ralf, tirandogli una speronata e facendolo precipitare finalmente dietro a Barrichello che l'aveva così lungamente inseguito.
Sato era sprofondato più indietro già dopo la prima sosta, ma era ottavo, e aveva tra le mani l'ultimo punto disponibile, se non fosse che il motore Honda della B.A.R. è esploso in una nuvola di fumo quando mancavano pochi giri alla fine.


Michael Schumacher ha vinto davanti a Button e Montoya, poi a seguire Alonso, Trulli, Barrichello, Ralf Schumacher e... il ritiro di Sato ha aperto le porte all'arrivo in ottava posizione di Kimi Raikkonen, partito in ultima fila dopo avere rotto il motore nelle qualifiche e al momento il meglio posizionato portacolori della McLaren: David Coulthard annaspava nelle retrovie dopo un incidente nelle fasi iniziali della gara.
Fuori dai punti, ma comunque in top-ten, hanno concluso le due Sauber, con al nono posto Giancarlo Fisichella e al decimo Felipe Massa che quel giorno compiva ventitré anni.

domenica 31 marzo 2024

Anno 2002: la Formula 1 arriva in Europa // GP San Marino e Spagna

Carissimi lettori, qualora apparteniate a quella piccola fetta di mondo che legge ancora gli orari sugli orologi invece che su dispositivi elettronici, vi ricordo stanotte alle due di spostare l'ora alle tre. E soprattutto non preoccupatevi, perché domani Studio Aperto dedicherà molto spazio al fatto che, se avete l'abitudine di andare a letto ogni sera alla stessa ora e di alzarvi ogni mattina alla stessa ora, allora avete dormito un'ora in meno. Personalmente appartengo alla categoria di chi possiede orologi e sveglie, ma l'orario in cui vado a letto è molto random e soprattutto essendo domani domenica e non essendovi alcun gran premio in diretta Rai non ho intenzione di mettere la sveglia alle sette come se fosse un giorno di lavoro. Immagino comunque che nessuna delle due cose vi interessi, quindi veniamo a noi: siamo in pieno periodo di inizio primavera, sta arrivando aprile e un tempo ad aprile iniziava la "stagione europea"... quindi andiamo con l'arrivo della Formula 1 in Europa nel 2002, grazie alla visione di highlights.

La stagione di Rubens Barrichello era iniziata nel peggiore dei modi, dando adito a teorie del kompl8 e a sketch in cui veniva dipinto come se fosse stato un Felipe Massa qualsiasi: coinvolto in una carambola con Ralf Schumacher e un'altra mezza dozzina di piloti in Australia, si era ritirato per problemi di motore in Malesia. Poi era arrivato il Brasile, quindi meglio non entrare nel dettaglio, fatto sta che all'epoca aveva visto la bandiera a scacchi al massimo mentre si arrampicava sui muretti.
A Imola le cose promettevano discretamente: secondo dietro a Michael Schumacher su una griglia di ventuno vetture, perché eravamo in un mondo in cui esistevano al contempo un contratto che legava Alex Yoong alla Minardi e la regola del 107%. Solo la domenica, tuttavia, ci avrebbe detto se per Rubinho fosse meglio gareggiare oppure sperare di rinascere nel corpo di Yoong e tornarsene a casa già al sabato.
La griglia era così composta: due Ferrari, due Williams, due McLaren, con un sacco di gente che ci teneva a dire "QuY a KaSa LoRo!!!111!!!11!!" Ralf ha superato subito Rubinho, ma non è riuscito ad andare a prendersi Michael e soprattutto al momento della prima sosta ha subito undercut da Barrichello. La Ferrari non solo è riuscita a vincere a casa propria, ma ha perfino fatto doppietta, con Ralf relegato terzo e Juan Pablo Montoya quarto a debita distanza.
Se le Williams hanno chiuso 3/4, è stata invece più dura per la McLaren: Kimi Raikkonen si è ritirato per un guasto, mentre a David Coulthard è andata meglio e si è portato a casa il punto finale chiudendo sesto dietro alla Renault di Jenson Button.

Incredibile ma vero, Yoong si è qualificato per il successivo GP di Spagna, ma a Montmelò la Minardi si è ritirata per ragioni di sicurezza dopo il warm-up quando sull'auto di Mark Webber ha ceduto di botto l'ala posteriore. Solo venti vetture sono andare sulla griglia e, quando è iniziato il formation lap, una vettura era ancora sulla griglia.
Il povero Barrichello, qualificato secondo, ha avuto un problema al cambio ed è stato portato in pitlane... dove è rimasto: DNS. I fratelli Schumacher erano 1/2 con Ralf che non solo non è riuscito ad avvicinarsi a Michael ma ha anche messo le ruote sull'erba, ha rotto l'ala anteriore, è precipitato nelle retrovie e, per non farsi mancare niente, il motore avrebbe anche ceduto all'ultimo giro. Ralf avrebbe rifiutato un passaggio di Michael che voleva scarrozzarlo nel giro d'onore, per salire sulla medical car entrando dal bagagliaio.
Montoya è andato a podio davanti a Coulthard, mentre Raikkonen ha percorso solo tre giri prima del cedimento dell'ala posteriore, rientrando ai box per ritirarsi in condizioni comunque migliori rispetto a quelle in cui versava monoposto con cui Derek Daly era in lizza per la vittoria nel rocambolesco finale del GP di Montecarlo 1982.
Le Renault viaggiavano in zona punti quando sono state costrette al ritiro, prima "Jensinho" e poi anche Jarno Trulli. Ne ha approfittato la Sauber, con Nick Heidfeld e Felipe Massa splendidi quarto e quinto, nonché la Arrows con Heinz-Harald Frentzen che ha chiuso sesto.

Come in ogni throwback ai primi anni 2000 che si rispetti, credo sia doveroso parlare della B.A.R.: incredibile ma vero, sia a San Marino che in Spagna, una volta tanto Jacques Villeneuve non solo non è stato messo a piedi dalla propria vettura, ma è anche arrivato settimo in entrambe le occasioni.
Non temete, tuttavia, perché la B.A.R. ha continuato a fare acqua da tutte le parti e in entrambe le occasioni delle misere fumate hanno messo fine alla mesta gara di Olivier Panis.



giovedì 7 marzo 2024

Al via il 2004: Australia, Malesia e Bahrein, una tripletta facile

Oggi è il 7 marzo 2024 e mi sembra il giorno migliore per fare un viaggio nel passato. Non il passato lontano della "Formula 1 dei very uominy", ma quello che per un certo periodo è stato la nostra normalità: il 7 marzo si svolgeva il GP d'Australia 2004, che sarebbe stato seguito rispettivamente due e quattro settimane più tardi da Malesia e Bahrein, per la parte pre-europea del campionato. Sono già passati vent'anni ed effettivamente non mi sentirei di dire "sembra ieri". Ci sono fatti addirittura più retrostanti che mi sembrano ieri o che vorrei avere vissuto da adulta e ammetto che il 2004 non è uno di questi. Tuttavia in occasione del suo ventennale mi sembra doveroso parlarne e chissà, può essere che più avanti quest'anno vi racconterò anche altro di quella stagione. Prima, però, andiamo con Albert Park, Sepang e Sakhir, di cui per l'occasione ho visto extended highlights con il commento di James Allen e Martin Brundle.

GP AUSTRALIA - non è una qualifica falsata, le Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello fanno 1/2 e alla partenza mantengono le posizioni. Juan Pablo Montoya su Williams inizia con una sbinnata, mentre impegnato in un duello con Fernando Alonso su Renault e Jenson Button su B.A.R; sulle vetture gemelle nel frattempo Jarno Trulli è speronato da Takuma Sato.
La gara non è particolarmente ricca di colpi di scena. La maggior parte dei piloti sono su tre soste, con gli Schumachello stabilmente 1/2 e Alonso stabilmente terzo. Le Williams di Ralf Schumacher e Montoya completano la top-5, dopo che Juan Pablo in corso d'opera supera Button, sesto al traguardo.
Trulli chiude in settima posizione, mentre David Coulthard, ottavo, porta a casa l'ultimo punto, una piccolissima gioia per la McLaren che ha visto invece Kimi Raikkonen ritirarsi per un guasto al motore come se fosse stato un Jacques Villeneuve qualsiasi al volante di una B.A.R.; incredibile ma vero nessuna B.A.R. si ritira per problemi tecnici, mentre si segnala l'assenza dalla griglia del platinato campione del mondo 1997.

GP MALESIA - colpo di scena in qualifica! tra gli Schumachello si piazza seconda una sagoma verde. È una Jaguar e parte al rallentatore, un po' come se a guidarla fosse un Mark Webber qualsiasi al volante di una Redbull. La Jaguar infatti diventerà Redbull, un anno più tardi. Il pilota non bisogno di diventarlo, è già Webber e di lì a qualche giro si becca anche una bella tamponata da Ralf Schumacher, forando, andando ai box e avendo l'accortezza di superare anche i limiti di velocità nella pitlane venendo penalizzato. Lo ritroveremo decisamente più avanti, quando si ritirerà dopo un testacoda, ma questa è una storyline secondaria.
La gara è stata preceduta da uno scroscio di pioggia, ma tutti partono con gomme da asciutto il che non sembra essere un danno così enorme dato che la pista va progressivamente ad asciugarsi. Rubinho tuttavia perde posizioni nelle prime fasi e tutto lascia pensare che non farà doppietta con il compagno di squadra.
Michael Schumacher deve vedersela con un Montoya che sembra più vicino di quanto chiunque non lo fosse in Australia, con un duello tuttavia a distanza specie nel secondo stint. Una gara a tre soste non stravolge le cose per nessuno dei due, con Montoya che tuttavia giungendo secondo è l'unica gioia della Williams, visto il ritiro di Ralf Schumacher per un problema tecnico.
Se in precedenza la lotta per il terzo posto è stata Raikkonen vs Button vs Trulli, Kimi è messo fuori gioco prima da una sosta problematica, poi dal ritiro per un guasto. Jenson sale sul podio, mentre Jarno giunge quinto alle spalle di un Barrichello in rimonta. Coulthard giunge sesto davanti ad Alonso mentre a due giri dalla fine vediamo una B.A.R.(beque) ritirarsi con il motore in fumo: è Sato, che era ottavo e deve cedere l'ultimo punto a Felipe Massa sulla Sauber.
Oscar come miglior attore non protagonista a Olivier Panis che, rientrato ai box senza che i meccanici Toyota fossero pronti e facendo un passaggio a vuoto in pitlane un po' come se stesse scontando un drive through, supera anche i limiti di velocità nella pitlane dovendoci tornare per scontare un drive through!

GP BAHREIN - sul circuito nuovo di zecca gli Schumachello fanno 1/2 in qualifica e precendono il duo Williams Montoya/Ralf e il duo B.A.R. Sato/Button, con un duello Sato vs Ralf Schumacher dopo qualche giro, che si tramuta in un contatto, con Ralf costretto ai box e Sato che resta lì a fare altri danni, come più avanti danneggiare la propria ala anteriore su un cordolo.
Nel mentre le Ferrari sono 1/2 e Raikkonen, partito dalle retrovie per retrocessione dovuta alla sostituzione del motore, è costretto al ritiro... per una nuova rottura del motore! Le Rosse rimangono 1/2 anche dopo i tre giri di soste, con Michael Schumacher destinato alla terza vittoria stagionale. Montoya, che trascorre buona parte della gara al terzo posto, ha un problema tecnico ed è Button ad andare di nuovo a podio, mentre dietro di lui Coulthard si ritira per un guasto al motore.
Trulli e Sato si piazzano quindi a fine top-5 mentre Alonso, rimontando dal fondo dopo un contatto al via, protagonista di duelli notevoli specie con Massa e con Webber - al quale ha rivolto anche un cenno di "saluto" - chiude sesto, davanti a Ralf Schumacher e proprio alla Jaguar di Webber.

In sintesi: tre gare vinte da Michael Schumacher, McLaren con seri problemi di affidabilità, Button a podio per la prima volta in carriera che si ripete due settimane dopo andando di nuovo a podio... addirittura un momento di Angry Webbonso. <3 Però, ecco, sembra ormai palese che ci sia poco da fare, per piloti che sono al volante di vetture non rosse e che anche tra quelli al volante di vetture rosse solo uno sia un candidato al titolo mondiale.
La stagione europea alle porte - neanche troppo, Imola è tre settimane dopo il Bahrein, verso la fine di aprile - ci dirà se abbiamo qualche chance di vedere un mondiale ricco di sorprese o se ci toccherà vedere processioni noiose in luoghi a caso tipo l'Hungaroring salvo poi sentire di lì a vent'anni commenti tipo "che spettacolo il GP d'Ungheria 2004 con il grand chelem di Schumacher". Ma questo è spingersi decisamente molto in là, mancano mesi all'Hungaroring - e dovete perdonarmi, ma mi sento di dire per fortuna!


venerdì 29 dicembre 2023

La macchia d'olio, il motore di McNish e il quinto titolo di Schumacher

Lettori carissimi, oggi è il 29 dicembre 2023, ma fingete pure che sia il 21 luglio 2002 e che si stia svolgendo il Gran Premio di Francia. Però non lamentatevi della noia, non siamo al Paul Ricard, circuito che tutti odiano perché sì, quanto piuttosto a Magny-Cours, con la sua pitlane corta che tutti sono desiderosi di percorrer-... ah no. Allacciatevi le cinture, perché oggi è il compleanno di Allan McNish, ai tempi pilota della Toyota, uno di quei piloti che l'appassionato medio potrebbe avere rimosso dalla propria memoria... ma che un giorno, di botto, in maniera del tutto inaspettata ha legato il proprio nome a un importante evento del motorsport.
Quell'importante evento del motorsport, tutto sommato, si incastra in qualche modo ugualmente con la giornata di oggi. È infatti il decimo anniversario dell'incidente sciistico di Michael Schumacher e come pensiero nei suoi confronti penso sia una buona cosa, oggi, raccontare semplicemente del giorno in cui è entrato nella storia.

Ore 14.00, Rubens Barrichello dovrebbe scattare dalla terza casella della griglia di partenza, ma la Ferrari numero 2 dà segni di malfunzionamento. Poco male, direte, partirà dai box e risalirà più in fretta di in Checo Perez qualsiasi in un gran premio del 2023. Invece no, la differenza sostanziale è che Perez a partire ci arriva, Barrichello no, si guarderà la gara dai box.
In griglia ci sono solo diciotto vetture, perché la Arrows in via di fallimento era iscritta al gran premio ma, per evitare di pagare la penale per mancata partecipazione, ha fatto girare le vetture ai due all'ora per risultare non qualificata, e la Jordan schiera una sola vettura dopo che Giancarlo Fisichella è rimasto lievemente infortunato in un incidente nelle prove libere.
In sintesi, considerando Barrichello dovevano prendere parte alla gara in diciannove ed è una cosa epocale, perché deve essere più o meno dalla notte dei tempi che non c'è stato un gran premio con meno di venti vetture.
Juan Pablo Montoya su Williams è in pole e mantiene la posizione su Michael Schumacher, con dietro le McLaren di Kimi Raikkonen e David Coulthard terza e quinta, con in mezzo la Williams di Ralf Schumacher. La Sauber di Felipe Massa ha un ottimo spunto in partenza, peccato che il semaforo non abbia ancora avuto alcuno spunto: jump start, drive through, linea bianca calpestata all'uscita dalla pitlane, nuovo drive through.
Al via c'è un incidente tra la Jordan di Takuma Sato, la Jaguar di Pedro De La Rosa e la B.A.R. di Olivier Panis. Sato è il primo a salutarci, De La Rosa sembra procedere, mentre Panis finisce per fermarsi definitivamente ai box per i danni subiti. A quel punto la B.A.R. rimane in pista con la sola vettura di Jacques Villeneuve, che procederà senza essere inquadrato per metà gara. Poi... cosa ve lo dico a fare? Penso che possiate usare l'immaginazione!



Torniamo in topic (non che le rotture dei motori Honda non facciano parte del topic stesso), sembra che là davanti la strategia sia a due soste. Montoya fatica con le gomme, nel primo stint tiene dietro Michael Schumacher, il quale lo overcutta in occasione del primo pitstop. Però ha calpestato la linea bianca come Massa e viene penalizzato con un drive through, scivolando terzo.
La prima volta è un caso. La seconda anche, può essere un caso. Il problema, tuttavia, inizia a diventare patologico: capita la stessa cosa anche a Coulthard, in occsdione del successivo rifornimeto! E poi a Ralf Schumacher, sempre dopo la seconda sosta!
Le McLaren hanno allungato molto, mentre Montoya è stato il primo a rifornire nel secondo giro, adesso staziona al quarto posto, Raikkonen leader davanti a Michael Schumacher, Juan Pablo relegato quarto a inseguire Coulthard.

Il giovane Kimi è la storyline del giorno, sembra destinato alla conferma in McLaren, ma soprattutto alla prima vittoria in Formula 1, in un GP di Francia in cui l'affidabilità trucida le speranze di molti piloti, costretti a non vedere la bandiera a scacchi. L'apice lo si è raggiunto probabilmente vedendo il ritiro simultaneo di Mika Salo su Toyota e Jarno Trulli su Renault in punti diversi della pista, mentre al box della Sauber anche Massa è costretto a fermarsi.
Da quando l'alettone posteriore della Jaguar si è staccato provocando un testacoda di Eddie Irvine, in pista ci sono solo in undici, ma a lottare per la vittoria sono due, separati da un secondo anche scarso in certe occasioni. Prima, quando erano ancora dietro a Montoya, Michael ha anche tentato l'attacco sul finlandese, mentre doppiavano McNish, ma non ha funzionato: se non vince questa gara, il discorso quinto titolo è rimandato a data da destinarsi, anche se comunque sarà molto presto.

Allan McNish, nel frattempo, si trova al nono posto, almeno finché a quattro giri il motore della Toyota non lo abbandona e lo costringe a fermarsi a bordo pista, non prima di avere inondato di olio l'asfalto. Raikkonen si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, scivola sull'olio e va lungo.
Non sarebbe un errore irreparabile, se non avesse Schumacher negli scarichi. Il problema è che ce l'ha e, per effetto della scivolata, si ritrova lui stesso negli scarichi di Schumacher, con Michael leader che viaggia verso il quinto titolo. È un momento storico, dopo oltre quarant'anni viene eguagliato il record di Juan Manuel Fangio e, se da un lato le epoche non si possono giustamente paragonare, dall'altro questo 21 luglio 2002 rimarrà un grande punto di rottura, il polverizzare i record diventerà obiettivo prima dello stesso Schumacher e poi di chi verrà dopo di lui.
Prima che accadesse, non solo era poco prevedibile che qualcuno potesse arrivare a cinque titoli, ma addirittura che quel record potesse essere non solo raggiunto ma anche abbondantemente superato era quasi impensabile. Chissà, forse quel giorno si è frantumato un pezzo della nostra storia.

Il neo-cinque volte titolato sale sul podio con i McLaren Boys. Dopo la vittoria sfumata, Raikkonen sta imbambolato sul secondo gradino più alto del podio, dà l'idea di non avere un'espressione facciale e, appena prende lo champagne tra le mani, inizia a sbevazzare come se non ci fosse un domani. Si vede la delusion-... in realtà no, probabilmente è esattamente quello che farebbe se avesse vinto.
Montoya, Ralf Schumacher e Button completano la zona punti, con Jenson ancora a piedi per il 2004, dato che il suo posto in Renault verrà preso da - who else? - Fernando Alonso.
Solo dieci vetture giungono al traguardo, dal settimo in poi ci sono Nick Heidfeld su Sauber, Mark Webber su Minardi, Pedro De La Rosa su Jaguar, quattro tartarughe, trentasei lumache, settantacinque bradipi, infine Alex Yoong. Il pilota della Minardi giunge al traguardo doppiato di ben quattro giri, il compagno Webber doppiato di un giro soltanto.
Anche nel caso in cui Mark fosse stato sul punto di prendere un secondo giro, ciò significa che il gap tra Schumacher a bordo di una F2002 e Webber a bordo di una Minardi è minore rispetto a quello tra Webber e Yoong a parità di vettura. Lo voglio vedere scritto su tutti i dizionari come definizione di "poesia"!


lunedì 25 dicembre 2023

GP Gran Bretagna 2002: la gloriosa scalata ai punti della B.A.R. Honda

Carissimi lettori, forse vi sarete accorti che non sono assolutamente persona da ricorrenze, a meno che non siano motoristiche, quindi non sono assolutamente quel tipo di persona da commedie romantiche natalizie in cui lui e lei si amano ma uno dei due lavora troppo, quindi si allontanano, finché non accade un miracolo di Natale, i due tornano insieme sotto la neve a New York (città che ha l'esclusiva dei miracoli di Natale allo stesso modo in cui l'intero territorio degli States ha l'esclusiva degli sbarchi degli alieni), in cui il/la lavoratore/trice incallito/a molla il lavoro, si rimette insieme all'amato/a e vivono insieme felici e contenti con i big money ma senza lavorare. Il caso vuole, comunque, che possa ugualmente raccontarvi di un miracolo, in cui per fortuna non ci sono coppie in crisi, ma semplicemente coppie di sventurati individui, nella fattispecie un canadese e un francese, che guidano monoposto con sponsor anglo-statunitensi di tabacco, i cui motori giapponesi tendenzialmente vanno in fumo non più tardi delle 14,30 della domenica.

Siamo in piena estate, siamo a Silverstone e Juan Pablo Montoya sulla Williams ottiene la pole position davanti alle Ferrari di Rubens Barrichello e Michael Schumacher. Le cose, tuttavia, si mettono storte per il povero Rubinho, la cui vettura non dà segni di volere partire. È tutto uno sventolare di bandiere gialle, con la Rossa numero 2 ferma sulla griglia e Barrichello costretto a partire ventiduesimo. Anzi, no, ventunesimo: siamo ai tempi in cui Alex Yoong corre per la Minardi, quindi non c'è in quanto fuori dal 107%.
Anzi, ventesimo: durante il formation lap la B.A.R. Honda di Olivier Panis si ferma e il nostro eroe deve partire dalla pitlane, lasciando nelle mani di Jacques Villeneuve, in top-ten, il fardello di portare la B.A.R. sul tetto del mondo. Arriva una Sauber che tenta di passarlo... ma niente da fare, Felipe Massa si esibisce in una sbinnata.
Montoya nel frattempo ha Michael Schumacher negli scarichi, mentre per la terza piazza va più o meno allo stesso modo in cui la Williams Ralf Schumacher ha negli scarichi la McLaren di Raikkonen. Preparatevi per un urlo micidiale, in quanto richiesto dalla prassi, perché Kimi effettua il sorpasso per il terzo posto e

L'HA PASSATO A COPSE! L'HA PASSATO A COPSE!!!111!!!111!!!

Massa nel frattempo fa un altro testacoda, un po' come nel mezzo di un trip futuristico in cui non è il 2002 ma il 2008. Il suo connazionale Barrichello nel frattempo rimonta a tempi record e dopo sei giri da ventesimo che era - o diciannovesimo, Allan McNish su Toyota si è ritirato praticamente alla partenza - si ritrova ottavo. È alla guida di una F2002 quindi tutto potrebbe apparire facile, sarebbe un po' come mettere Checo Perez in fondo al gruppo su una Redbull del 2023, risalirebbe in cinque minuti contat-... ah no.

Subito dopo arriva la pioggia e in casa Ferrari si passa alle Bridgestone intermedie, che vanno assolutamente meglio delle Michelin full wet scelte dalla Williams e dal rimandare la sosta restando sulle slick come optato dalla McLaren, con tanto di David Coulthard che fatica a stare in strada.
Schumacher passa Montoya e, ormai persi per strada tutti i Button qualsiasi che stavano in zona punti al volante di una Renault, anche Barrichello supera Montoya ed è secondo, un po' come se fosse partito dalla seconda casella della griglia e non dal fondo. Massa nel frattempo ha rimontato dalle retrovie, ma vogliamo farcelo mancare un nuovo testacoda?
In casa McLaren e Renault scelgono di rimettersi in carreggiata al momento della successiva sosta, quindi sono tra i primi a montare le slick appena la pioggia cala di intensità. Ecco però che la pioggia riprende a incrementare e anche questo tentativo va in vacca. Almeno Jarno Trulli si libera presto dallo strazio: verso metà gara la Renault dà forfait.
Ne abbiamo già persi altri per strada, prima di lui, Mark Webber su Minardi per un testacoda, Mika Salo su Toyota per un guasto, Eddie Irvine su Jaguar per un'uscita di pista ed entrambe le Arrows, guidare da Heinz-Harald Frentzen ed Enrique Bernoldi per problemi tecnici, nel caso di H.H. quando si trovava a ridosso della zona punti grazie a un'ottima strategia.

I piloti Ferrari effettuano una sosta in più di quelli Williams, ma Ralf Schumacher ha una sosta molto lunga e perde terreno. A gara inoltrata, tutti faranno un'ultima sosta, per passare a gomme da asciutto e avviarsi verso il finale della gara, con Michael Schumacher che insegue la vittoria numero 60. Montoya frattanto supera Barrichello, il quale tuttavia si riprenderà la seconda posizione.
La gara delle McLaren è ai minimi storici e diviene la gara DELLA McLaren quando Raikkonen ha un guasto e resta in pista solo Coulthard. Kimi non è l'ultimo ritirato, dopo di lui tocca alla Jordan di Takuma Sato per un guasto al motore e alla Renault di Jenson Button, che si ferma pare per una ruota non ben fissata.
Nel frattempo, per una volta, in casa B.A.R. tutto sta andando divinamente: non solo Villeneuve è quarto dopo avere azzeccato le gomme giuste, ma addirittura c'è anche Panis quinto e i due scivolano dritti verso la zon punti, i primi punti stagionali per il team!
Epic win, potrei anche fermarmi qui, ma mi sembra doveroso citare il sesto posto di Nick Heidfeld sulla Sauber.
Segue Giancarlo Fisichella sulla Jordan, per tutta la fase conclusiva di gara neglo scarichi di "Heidi", che precede Ralf Schumacher, Massa e Coulthard. L'ultimo al traguardo è Pedro De La Rosa al volante di una Jaguar, con undici vetture che vedono la bandiera a scacchi a fronte di dieci ritirate.