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lunedì 9 marzo 2026

Formula 2 2026: Australia, il debutto di Herta

La stagione è di Formula 2 è iniziata nel weekend del Gran Premio d'Australia e, sulla carta, dovrebbe tornare il mese prossimo per Bahrain e Arabia Saudita, ma i gran premi suddetti saranno probabilmente cancellati per via della guerra in Medio Oriente quindi tecnicamente potrebbe tornare con la stagione europea.
Ha fatto molto parlare il passaggio alla classe cadetta della Formula 1 del pilota di Indycar Colton Herta (Hitech), che ha come obiettivo l'ottenimento della Superlicenza in vista di un possibile approdo in Cadillac. A onore di cronaca non ha fatto esattamente sfaceli, procacciandosi una quattordicesima piazza sulla griglia.

La pole position è stata conquistata da Dino Beganovic (DAMS), seguito da Martinius Stenshorne (Rodin) e dal compagno di squadra di costui Alex Dunne, seguivano il pilota palindromo Noel Leon (Campos) e il relativo compagno di squadra Nikola Tsolov, dopodiché Rafael Camara (Invicta), Kush Maini (ART), Oliver Goethe (MP Motorsport), Joshua Durksen (Invicta) e nientemeno che il pilota dal nome poetic cinema Tasanapol Inthrapuvasak (ART) a completare la zona reverse grid e ad aggiudicarsi quindi la pole position per la gara sprint che si è svolta al sabato.

Non è durato in testa molto a lungo, Durksen ha preso la leadership nelle prime battute, in un avvio di gara in cui abbiamo assistito a un testacoda di Goethe e un altro di Nicolas Varrone (Van Amersfoort).
Maini, inizialmente terzo dietro al duo Durksen/ Inthrapuvasak a perso alcune posizioni, stesso destino che più avanti sarebbe capitato a Inthrapuvasak.
In corso d'opera abbiamo avuto moderato caos: un contatto nel quale uno dei piloti coinvolti era Herta, un testacoda di Rafael Villagomez, compagno di squadra di Varrone, nello stesso punto in cui era andato in testacoda Varrone, un incidente di Mari Boya (Prema) dopo un contatto con un'altra vettura.

Durksen ha vinto davanti a Leon, Dunne, Intrhapuvasah, Ritomo Miyata (Hitech) partito tredicesimo, Gabriele Minì (MP Motorsport) addirittura dall'ultima fila, Laurens Van Hoepen (Trident) e Roman Bilinski (DAMS) a completare la zona punti.

La feature race della domenica è iniziata con un'investigazione che si sarebbe svolta a fine gara per un unsafe release di Sebastian Montoya (Prema) avvenuto prima della gara stessa... tutto bene?
Nelle prime battute abbiamo avuto un duello per la leadership tra i compagni di squadra Stenshorne e Dunne... finché non si sono spalmati l'uno contro l'altro. In testa è quindi passato Tsolov che, a conti fatti, ha mantenuto la posizione nel primo stint così come nel secondo ed è andato a conquistare la vittoria.
Un problema tecnico ha messo fuori gioco anche Beganovic, mentre si sono visti pezzi volare dalla macchina di Villagomez mentre era in lotta con un altro pilota.
Come già detto, Tsolov ha vinto, con Camara e Van Hoepen a completare il podio. Seguivano Goethe, Miyata, Inthrapuvasak, Herta settimo alla conquista dei suoi primi punti, Minì, Montoya e Durksen a completare la zona punti.
Seguivano Villagomez, Bilinksi, Boya, Leon, Emerson Fittipaldi JR (AIX)*, Maini, Varrone, John Bennett (Trident), Cian Shields (AIX).


*: figlio avuto da Emerson Fittipaldi, è quel ragazzino che fu speronato da Juju Noda nel 2021 durante una gara di Formula 4 danese e furono inquadrati i rispettivi padri mentre litigavano per il fatto.

venerdì 5 settembre 2025

Indycar 2025: #16 Milwaukee e #17 Nashville

Dopo la vittoria del titolo in anticipo da parte di Alex Palou, pilota del team Ganassi, ormai pluricampione della categoria, restavano ancora due eventi da svolgersi negli ultimi due fine settimana di agosto, sugli ovali di Milwaukee e Nashville. Il campione in carica si è classificato secondo in entrambe le occasioni, in cui la vittoria è andata rispettivamente a Christian Rasmussen del team Carpenter e a Josef Newgarden con Penske.
A proposito di Penske, erano le ultime gare per Will Power prima di essere rimpiazzato da David Malukas, proveniente da Foyt. Power si accaserà invece al team Andretti, al posto di Colton Herta, di cui si vocifera un passaggio in Formula 2 in vista di un potenziale futuro in Cadillac di cui è test driver per la Formula 1 (al momento possiede abbastanza punti superlicenza per la Friday licence, ma non per potere essere titolare).

Milwaukee/ 250 giri - Palou è scattato dalla pole position conservando la prima posizione davanti a Malukas. Una prima safety car è entrata immediatamente causa incidente di Nolan Siegel (Arrow McLaren), seguita da un'altra per una mezza sbinnata di qualcuno nelle retrovie. Dopo il restart, è ripreso il duello tra i primi due, Malukas è andato in testa, ma Palou lo ha superato in un secondo momento. In occasione della prima sosta, la Penske di Scott McLaughlin si è inserita in seconda posizione.
Power è finito a muro durante le seconda sosta dei leader, Palou e McLaughlin si sono ritrovati 1/2, mentre Malukas, per effetto di una lunga sosta, si è ritrovato doppiato. La terza sosta, invece, è stata effettuata in regime di safety car, quando la Prema di Callum Ilott è rientrata ai box emanando fumo. Marcus Armstrong (Meyer Shank) è rimasto fuori trovandosi brevemente in testa, per poi essere superato in fretta, lasciando Palou, McLaughin e Newgarden nelle prime tre posizioni.

C'è stata una successiva safety car a causa della pioggia, nuove soste, Rasmussen che risaliva dalla bassa top-ten fino alla zona podio, oltre che un contatto tra Newgarden e Alexander Rossi (Carpenter). A quindici giri dalla fine, Rasmussen si è portato in testa, restando leader fino alla fine e vincendo davanti a Palou, McLaughlin e Rossi, mentre le Arrow McLaren di Pato O'Ward e Christian Lundgaard hanno chiuso 5/6 davanti a Newgarden.
Malukas ha concluso in un buon ottavo posto, davanti a Scott Dixon (Ganassi) e al precedente attention seeker Armstrong. Herta si è classificato undicesimo davanti al compagno di squadra Kyle Kirkwood con a seguire Conor Daly (Juncos), Santino Ferrucci (Foyt), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Louis Foster (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Marcus Ericsson (Andretti), Kyffin Simpson (Ganassi), Jacob Abel (Coyne), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Sting Ray Robb (Juncos) e Graham Rahal (Rahal Letterman).

Nashville/ 225 giri... si può chiamare una gara "Borchetta Bourbon Music City Grand Prix"? A quanto pare sì. Rasmussen, fresco vincitore di Milwaukee, partiva dalle retrovie e ha iniziato (e brevemente finito) la gara con un incidente. Dopo la safety car, abbiamo avuto un lungo duello tra il poleman O'Ward e l'onnipresente Palou, il quale tuttavia dopo una cinquantina di giri ha avuto una foratura, dovendo anticipare la prima sosta.
Dopo 82 giri di gara, mentre si trovava in quarta piazza, Malukas è finito a muro tentando di passare il doppiato Foster, con il quale ha avuto un contatto. A seguito dell'incidente è stato portato in ospedale con l'elicottero per controlli, ma è stato successivamente dimesso.
Dopo il restart, con O'Ward e Power 1/2, Herta ha superato McLaughlin portandosi terzo, con anche Palou che si avviava verso le posizioni di spicco e in seguito avrebbe ottenuto la terza piazza.

Colpo di scena al 127° giro, quando O'Ward, leader della gara, è finito a muro lasciando la leadership a Power, che tuttavia ha avuto una sosta lunga in regime di safety car. Su un'altra finestra di pitstop, Rossi è rimasto fuori portandosi in testa davanti a Newgarden e McLaughlin, riuscendo a conservare per qualche tempo la posizione e desistendo solo poco prima della sosta.
Newgarden e McLaughlin si sono ritrovati 1/2 con Palou alle loro spalle. Dopo l'ultima sosta, sono stati Scott e Alex a lottare per la leadership. Dopo una tardiva safety car a causa di un lieve contatto di una delle vetture retrostanti con il muro, abbiamo avuto un nuovo duello e a undici giri dalla fine Newgarden è passato definitivamente in testa, da dove sarebbe andato a vincere davanti a Palou e al duo McLaughlin/ Simpson protagonisti di un acceso duello per la terza posizione, con Daly a completare la top-5.
Seguivano Kirkwood, Rosenqvist, Ferrucci, Ilott, Rossi, Herta, Dixon, Veekay, Shwartzman, Ericsson, Robb, Siegel, Defrancesco, Armstrong, Foster, Power e Rahal. Abel risulta ritirato a pochi giri dalla fine, mentre in precedenza Lundgaard si era ritirato per un guasto.



lunedì 21 luglio 2025

Indycar 2025: #13 Gran Premio di Toronto

Nel corso del fine settimana si è svolto l'appuntamento canadese del campionato di Indycar, con Colton Herta a scattare dalla pole position, precedendo il leader del campionato Alex Palou, dopodiché Marcus Armstrong, Will Power, Graham Rahal, Kyle Kirkwood, Louis Foster, Marcus Ericsson, Rinus Veekay e Pato O'Ward a completare i primi dieci. Seguivano Scott Dixon, Callum Ilott, Nolan Siegel, Kyffin Simpson, Scott McLaughlin, David Malukas, Felix Rosenqvist, Josef Newgarden, Christian Lundgaard, Robert Shwartzman, Conor Daly, Christian Rasmussen, Alexander Rossi, Sting Ray Robb, Devlin Defrancesco e Jacob Abel per un totale di ventisei vetture in griglia.


Herta ha mantenuto la posizione alla partenza, seguito da Armstrong e da un ottimo Kirkwood, mentre Palou è scivolato in quarta piazza. I primi tre sono rientrati ai box in occasione della prima caution, avvenuta dopo pochissimi giri quando McLaughlin è andato a sbattere dopo avere perso una ruota fissata male, lasciando Palou in testa alla gara davanti a Veekay e a Foster.
La gara è proseguita non priva di intoppi, dato che poi sono venuti a contatto Power e Rasmussen, con ulteriore caution. E poi è andato a sbattere Rossi... e niente, la safety car ha avuto nel frattempo un'avaria, giusto per non farci mancare niente.
Il meglio, comunque, doveva ancora avvenire, ed è arrivato non con Kirkwood comunque in testacoda in pitlane, ma con un restart ignorante nel quale abbiamo avuto Abel in aria sopra un'altra vettura e un potenziale ingorgo niente male. Le altre vetture danneggiate nel contatto sono state quelle di Newgarden e Defrancesco... e non eravamo neanche a metà gara!


Palou, che aveva rimandato la sosta ai box, è dovuto rientrare a quel punto, così come Dixon che si trovava dietro di lui sulla stessa strategia. Veekay a quel punto ha preso la testa della gara, per subire tuttavia in occasione della successiva sosta ha subito un overcut da parte di O'Ward risalito fino a quel momento al secondo posto.
Dopo una serie di contatti senza conseguenze, a pochi giri dal termine abbiamo avuto un altro incidente da caution, stavolta tra Siegel e Rosenqvist, che ha fatto sì che la gara terminasse dietro safety car.

RISULTATO: 1. O'Ward (Arrow McLaren), 2. Veekay (Coyne), 3. Simpson (Ganassi), 4. Herta (Andretti), 5. Ericsson (Andretti), 6. Kirkwood (Andretti), 7. Rahal (Rahal Letterman), 8. Ilott (Prema), 9. Malukas (Foyt), 10. Dixon (Ganassi), 11. Power (Penske), 12. Palou (Ganassi), 13. Lundgaard (Arrow McLaren), 14. Armstrong (Meyer Shank), 15. Daly (Juncos), 16. Shwartzman (Prema), 17. Robb (Juncos), 18. Siegel (Arrow McLaren), 19. Rosenqvist (Meyer Shank), 20. Rasmussen (Carpenter), 21. Foster (Rahal Letterman), 22. Defrancesco (Rahal Letterman), 23. Abel (Coyne), 24. Newgarden (Penske), 25. Rossi (Carpenter), 26. McLaughlin (Penske). Seppure qualificato 23°, Santino Ferrucci (Foyt) non ha preso parte alla gara per danni riportati alla vettura in un incidente nella sessione di prove libere antecedente alla gara.



mercoledì 4 giugno 2025

Indycar 2025: #7 Gran Premio di Detroit

A distanza di appena una settimana dalla Cinquecento Miglia di Indianapolis vinta da Alex Palou (Ganassi), il campionato di Indycar è tornato con il settimo evento della stagione, che ha visto la seguente griglia di partenza:

1^ fila: Colton Herta - David Malukas
2^ fila: Kyle Kirkwood - Christian Lundgaard
3^ fila: Graham Rahal - Alex Palou
4^ fila: Rinus Veekay - Scott McLaughlin
5^ fila: Will Power - Scott Dixon
6^ fila: Marcus Armstrong - Christian Rasmussen
7^ fila: Marcus Ericsson - Louis Foster
8^ fila: Felix Rosenqvist - Alexander Rossi
9^ fila: Callum Ilott - Pato O'Ward
10^ fila: Kyffin Simpson - Jacob Abel
11^ fila: Santino Ferrucci - Robert Shwartzman
12^ fila: Devlin Defrancesco - Josef Newgarden
13^ fila: Conor Daly - Sting Ray Robb
14^ fila: Nolan Siegel

La location era Detroit, con il tracciato ricavato in parte sulle strade che negli anni '80 hanno ospitato anche il campionato di Formula 1... non so se avete presente, quel trash che a distanza di 40+ anni viene rivalutato perché ripensare a John Watson che vince dalle retrovie ha il suo perché. E prima che qualcuno mi accusi di confondere Detroit con Long Beach, preciso che una cosa del genere non accadrà mai, e che Watson ha vinto anche a Detroit partendo molto indietro sulla griglia, anche se non tanto indietro quanto a Long Beach.
Dopo avere fatto questa doverosa precisazione, direi che possiamo passare oltre e occuparci della gara, che prevedeva 100 giri e che è iniziata con Herta che manteneva la prima posizione, davanti a Kirkwood e Palou.



I leader erano su una strategia a tre soste partendo sulle soft, e hanno iniziato a fermarsi già intorno al 10° giro. Nel frattempo ci sono state due caution in rapida successione, la prima per un testacoda di Rosenqvist, la seconda poco dopo il restart per un contatto tra McLaughlin e Siegel, mentre al contempo c'era una ruota vagante persa da DeFrancesco. Davanti c'erano, su altra strategia, Rasmussen, Rahal e Foster, con Rahal che a un terzo di gara ai box ha avuto problemi ed è stato fermo piuttosto a lungo.
Rasmussen ha leaderato fino al 40° giro quando si è fermato ai box, dopodiché ha verniciato un muretto, ma senza dare danni. Kirkwood, Herta e Power erano i primi tre dopo i pitstop dei piloti sull'altra pitstop window, con Palou quarto. Dopo la successiva sosta Power sopravanzerà Herta.

Al 67° giro Ilott (Prema) è andato a sbattere contro le barriere, provocando una caution e ritirandosi. I piloti di testa sono rientrati ai box per la terza sosta, mentre Ferrucci, Simpson e Armstrong che si erano fermati da poco si sono ritrovati 1/2/3.
Seguivano Kirkwood, Power, Herta e Palou, che poco dopo il restart è stato speronato da Malukas finendo nelle barriere, con conseguente nuova caution. Dopo il successivo restart, Kirkwood è andato a prendersi la testa della gara, non prima di un contatto con Simpson dove ha danneggiato lievemente l'ala anteriore.
Anche Power ha rimontato posizioni andando a prendersi la seconda piazza.

All'83° giro la gara è stata redflaggata per uno spaventoso incidente dopo che Foster (Rahal Letterman) ha perso il controllo della vettura a causa di un cedimento e ha travolto Rosenqvist (Meyer Shank) con entrambi che sono finiti duramente nelle barriere. I due piloti sembrano non avere riportato conseguenze fisiche.
Nella parte finale della gara, dopo il restart (89° giro), Kirkwood ha proseguito indisturbato verso la vittoria, mentre un duello a tre per il secondo posto ha visto Ferrucci prevalere nei confronti di Herta e Power.
Oltre ai piloti menzionati in corso d'opera, anche Veekay (Coyne), Rasmussen (Carpenter) e DeFrancesco (Rahal Lettermann) sono stati costretti al ritiro. Questo è il risultato finale limitato ai piloti giunti fino al traguardo:

1. Kirkwood/ Andretti, 2. Ferrucci/ Foyt, 3. Herta/ Andretti, 4. Power/ Penske, 5. Simpson/ Ganassi, 6. Armstrong/ Meyer Shank, 7. O'Ward/ Arrow McLaren, 8. Lundgaard/ Arrow McLaren, 9. Newgarden/ Penske, 10. Rossi/ Carpenter, 11. Dixon/ Ganassi, 12. McLaughlin/ Penske, 13. Ericsson/ Andretti, 14. Malukas/ Foyt, 15. Robb/ Juncos, 16. Shwartzman/ Prema, 17. Daly/ Juncos, 18. Abel/ Coyne, 19. Siegel/ Arrow McLaren, 20. Rahal/ Rahal Letterman.

NB. Ferrucci ha mantenuto la posizione nonostante una penalità di punteggio per un'irregolarità tecnica.




sabato 21 settembre 2024

Indycar 2024: #17 Nashville // Palou vince il titolo

La scorsa domenica è terminato il campionato di Indycar sull'ovale di Nashville, con Alex Palou (Ganassi) che partiva come favorito per il titolo, visto l'abbondante vantaggio in classifica nei confronti del diretto inseguitore Will Power (Penske). Quest'ultimo poteva contare su una buona qualifica, mentre il leader della classifica era solo ventiquattresimo sulla griglia. La gara di Power, tuttavia, è stata rovinata da un problema alle cinture di sicurezza e già nella prima fare di gara è dovuto rientrare ai box per una sosta extra, che gli ha fatto perdere diversi giri.
Di fatto, ormai, era fuori dai giochi, con Palou che si avviava verso almeno il centro del gruppo e che comunque era ormai (quasi) certo del titolo. C'era tuttavia una gara da assegnare, con qualche ribaltamento anche a causa di tre caution, quando sono finiti fuori pista Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Katherine Legge (Coyne) e Marcus Ericsson (Andretti).

Dalla pole position partiva Kyle Kirkwood (Andretti), che tuttavia è stato condizionato dagli ingressi della safety car ritrovandosi su una strategia diversa rispetto a quella dei diretti avversari. Tra questi Josef Newgarden (Penske), che è poi stato costretto a rallentare per risparmiare carburante, nonché Colton Herta (Andretti), che è uscito vincente dallo scontro, dopo avere superato Pato O'Ward (Arrow McLaren).
Il podio è stato Herta/ O'Ward/ Newgarden, con Kirkwood che ha chiuso la gara al quarto posto precedendo Scott McLaughlin (Penske), Santino Ferrucci (Foyt), Marcus Armstrong (Ganassi), Linus Lundqvist (Ganassi), David Malukas (Meyer Shank) e Conor Daly (Juncos) a completare la top-ten, precedendo Palou che ha chiuso undicesimo.


Anche Rinus Veekay (Carpenter), Jack Harvey (Coyne), Christian Rasmussen (Carpenter), Alexander Rossi, Romain Grosjean (Juncos), Scott Dixon (Ganassi), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Christian Lundgaard (Rahal), Sting Ray Robb (Foyt), Pietro Fittipaldi (Rahal), Kyffin Simpson (Ganassi), Graham Rahal (Rahal) hanno preceduto Power, ultimo dei piloti che sono giunti alla bandiera a scacchi.
Con il ventiquattresimo posto in gara, Power è anche scivolato al quarto posto in classifica piloti, alle spalle anche di Herta e McLaughlin.



martedì 23 luglio 2024

Indycar 2024: #12 Toronto

Nel fine settimana passato si è svolto il dodicesimo evento della stagione 2024, che si è concluso con la vittoria di Colton Herta. Il pilota del team Andretti è stato essenzialmente in testa per tutta la durata della gara, precedendo sul podio il compagno di squadra Kyle Kirkwood e Scott Dixon (Ganassi). Il leader del campionato Alex Palou (Ganassi) partiva dalle retrovie, ma ha approfittato di una gara piuttosto caotica per rimontare fino alla quarta posizione, precedendo Marcus Armstrong (Ganassi), David Malukas (Meyer Shank), Christian Lundgaard (Rahal), Rinus Veekay (Carpenter), Romain Grosjean (Juncos) e Graham Rahal (Rahal) che hanno completato la top-ten.

La gara ha avuto un attrition rate piuttosto elevato, con incidenti fin dalle prime battute che hanno provocato prima il ritiro di Christian Rasmussen (Carpenter) e poi quello di Agustin Canapino (Juncos). Sono seguiti fatti di più lieve entità, come testacoda vari e contatti minori che non hanno generato grossi danni, finché a gara inoltrata è accaduto l'incidente più caotico.
Ci eravamo lasciati il precedente fine settimana con un grosso incidente e ci siamo ritrovati anche in questa occasione con un grosso incidente. Peraltro è iniziato con una gufata micidiale, i telecronisti stavano osservando come Pato O'Ward stesse facendo una buona gara. Tempo dieci secondi contati ed ecco il pilota della Arrow McLaren finire in testacoda e andare a sbattere.
Colpito da Marcus Ericsson (Andretti) e Pietro Fittipaldi (Rahal), è stata poi la volta di Santino Ferrucci (Foyt) il quale è ha preso il volo e si è ribaltato, come a imitare il compagno di squadra Sting Ray Robb allo Iowa Speedway.



La gara è stata redflaggata, dato che numerose altre vetture sono rimaste coinvolte - compreso anche Robb, presumo, dato che risulta ritirato - e tra gli altri di siamo ritrovati con out anche Nolan Siegel (Arrow McLaren), Kyffin Simpson (Ganassi), il debuttante Hunter McElrea (debuttante in Coyne come sostituto di al posto di Jack Harvey).
Quando la gara è ripresa, abbiamo assistito a un incidente tra le Penske di Will Power e Scott McLaughlin, quest'ultimo costretto al ritiro. Power penalizzato, ha chiuso dodicesimo ultimo dei piloti a pieni giri, alle spalle dell'altro compagno di squadra Newgarden e davanti ai pochi doppiati che hanno concluso la gara: Linus Lundqvist (Ganassi), Theo Pourchaire (sostituto di Rossi - infortunato a una mano nelle prove libere - in Arrow McLaren) e Toby Sowery (Coyne), sono giunti alla bandiera a scacchi in totale solo quindici piloti.


mercoledì 17 luglio 2024

Indycar 2024: #10 e #11 Iowa Speedway

In un sabato pomeriggio di luglio del 2015 mi stavo chiedendo a che ora si sarebbe svolta la gara di Indycar di quella sera. Il nome dell'evento era "Iowa Corn 300", ai tempi. Non possedevo uno smartphone a quell'epoca, quindi finché non entravo in internet dal computer o non accendevo la televisione non avevo idea di quello che stesse succedendo nel mondo. Alla mattina non avevo ancora fatto né una cosa né l'altra e il mio primo accesso a internet era stato nel primo pomeriggio per una commissione per conto di mia mamma. A quel punto non restava altro da fare che andare su GPUpdate, un sito olandese(?), che poi è stato assorbito da motorsport punto com, e che da circa dieci anni utilizzavo come principale fonte di informazione.
Mi piaceva per come era strutturato e mi dispiace che non ci sia più. C'erano parecchie versioni in diverse lingue, sezioni dedicate a squadre e piloti con relative foto, poi in homepage i link alle ultime news e in cima alla pagina l'immagine di copertina della notizia più importante del giorno.
C'erano anche gli orari delle gare delle principali categorie. Quelli dell'Indycar su versione inglese - quella di default, se ben ricordo - erano in orario USA Eastern Time, ma bastava andare su una qualsiasi altra versione europea per trovare l'ora di partenza nel nostro fuso orario. Era quello che intendevo fare, quel primo pomeriggio, andare a verificare l'orario della gara, se sarebbe stata alla sera, oppure nella notte italiana.
Allora, in quel primo pomeriggio di luglio, sono andata su GPUpdate. L'immagine in homepage era una foto di Jules Bianchi, e poteva avere un solo significato.
Nel 2015 la gara dello Iowa si è svolta a notte inoltrata. Ho seguito in livetiming la gara di Indylights, vinta proprio dal suo ex compagno di squadra Max Chilton, che a un certo punto aveva perso la leadership a vantaggio di Ed Jones, ma chr è riuscito a tornare in testa, guadagnandosi un incredibile popolarità, anche se destinata a esaurirsi in tempi brevi dopo il suo successivo passaggio in Indycar.
Il periodo rimane lo stesso, anche se adesso di gare di Indycar su questo circuito ce ne sono due. Ho scelto di raccontarvele proprio oggi, 17 luglio, nono anniversario della morte di Bianchi, proprio perché per me questo circuito, così lontano da Jules, rimane nel mio immaginario legato al suo ricordo.

SATURDAY RACE - nella sera dello Iowa Speedway, Colton Herta (Andretti) scattava dalla pole position, in una gara che iniziava con un incidente che coinvolgeva varie vetture: sia David Malukas (Meyer Shank) sia Christian Lundgaard (Rahal) sono finiti in testacoda e il primo dei due ha coinvolto loro malgrado Romain Grosjean e Agustin Canapino (entrambi Juncos).
Herta è rimasto in testa per tutto il primo stint, con la prima sosta avvenuta in regime di safety car causata una vettura che procedeva lenta. Scott McLaughlin (Penske) è uscito dai box in prima posizione, con Herta a inseguire, ma il peggio doveva ancora avvenire. In occasione della seconda sosta, avvenuta in regime di bandiera verde, proprio mentre era ai box, è uscita una safety car... a causa di un incidente di Alex Palou (Ganassi), leader del campionato.
Palou si trovava comunque nelle retrovie a causa di un problema nella sosta prececente, ma non è certo stato il modo migliore di terminare la gara! Per Herta la gara era ancora lunga, invece, ma i suoi avversari si sono fermati ai box in regime di safety car e, diversamente da lui, non hanno perso un giro.
Non restava a quel punto che l'ultimo stint, nel quale Will Power (Penske), uno dei diretti avversari di Palou nella rincorsa al titolo, già a sua volta arretrato da una penalità per eccesso di velocità nella pitlane, ha terminato - non proprio, ha proseguito giusto per procacciarsi un'altra penalità - la propria gara in un incidente con Pietro Fittipaldi (Rahal), in cui è finito coinvolto anche Ed Carpenter che, come in occasione degli eventi disputati su ovale, era al volante su una vettura del proprio team.
McLaughlin è andato a vincere precedendo Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Josef Newgarden (Penske), mentre ha chiuso giù dal podio Scott Dixon (Ganassi) la cui quarta posizione era comunque un buon risultato al confronto di quello ottenuto da alcuni dei diretti avversari!
Rinus Veekay (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), Kyle Kirkwood (Andretti), Alexander Rossi (Arrow McLaren), Marcus Ericsson (Andretti) e Marcus Armstrong (Andretti) hanno completato la top-ten, mentre Herta ha concluso la gara soltanto undicesimo.
Nolan Siegel (Arrow McLaren), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Kyffin Simpson (Ganassi), Sting Ray Robb (Foyt), Graham Rahal (Rahal) e Katherine Legge (Coyne) hanno preceduto al traguardo Power, ultimo dei piloti a vedere la bandiera a scacchi.
Oltre ai piloti già citati si sono ritirati anche Jack Harvey (Coyne), che l'indomani non ha gareggiato per problemi fisici che si portava dietro già dall'inizio del fine settimana ed è stato sostituito da Conor Daly, e Linus Lundqvist (Ganassi).

SUNDAY RACE - diversamente dal giorno precedente, la gara si è svolta di giorno, con la pole position conquistata proprio dal vincitore del giorno precedente McLaughlin. Ha leaderato per tutto il primo stint, poi in occasione del primo giro di pitstop un incidente - Canapino è andato a sbattere - ha scombinato la situazione: Palou e Power sono riusciti a portarsi 1/2 grazie alle tempistiche delle loro soste, con McLaughlin che era stato il primo di loro a rientrare relegato in terza posizione. In occasione della seconda sosta, Power è passato in testa di overcut e ha vinto davanti a Palou e a McLaughlin.
Il risultato, dalla quarta posizione in poi, recita testualmente: Dixon, Herta, O'Ward, Newgarden, Rahal, Veekay, Grosjean, Ferrucci, Lundqvist, Malukas, Siegel, Rossi, Kirkwood, Lundgaard, Simpson, Armstrong, Fittipaldi, Robb, Carpenter, Ericsson, Legge, con Canapino, Rosenqvist e Daly ritirati. Tuttavia non si sono ritirati solo questi tre, ma anche quattro piloti rimasti coinvolti in un pazzesco incidente all'ultimo giro.




Miglior attore protagonista Robb che, ritrovandosi davanti Rossi che rallentava avendo finito la benzina, l'ha speronato decollando come un Dario Franchitti qualsiasi per le strade del Kentucky, anche se obiettivamente per Darione si trattava del giro d'onore, e come bonus, il giorno in cui ha spiccato il volo sopra a Kosuke Matsuura erano passati appena sei giorni dal suo precedente cappottamento nella gara precedente.
E niente, ecco apparire le incredibili immagini di Robb in volo, con la scritta PRAY.COM visibile sulla carrozzeria della monoposto. Diciamo che appariva alquanto appropriata! (Da una breve ricerca ho scoperto che si tratta di un suo sponsor personale ed è un'applicazione a tematica religiosa divenuta popolare trasmettendo la messa in streaming ai tempi del lockdown.)
L'incidente ha successivamente coinvolto Carpenter e Kirkwood, con Carpenter che si è ritrovato letteralmente sopra a Kirkwood. Qualcuno ha osservato che il cupolino potrebbe avere salvato qualche testa. Altri hanno replicato con fermezza che non è sicuro che senza cupolino ci fossero gravi conseguenze, il che è una prova che il cupolino non serve. Mi stavo preoccupando, era da un po' che non leggevo questo tipo di sillogismo.


sabato 29 giugno 2024

Indycar 2024: #8 Gran Premio di Laguna Seca

Chiedo scusa per il ritardo, trovandomi a parlare solo adesso del GP di Laguna Seca di Indycar che si è svolto nello scorso fine settimana (nonché ultimo evento prima del passaggio ai motori ibridi che avverrà in corso d'opera) e che ha visto un nuovo cambio di team per Siegel, attualmente pilota Arrow McLaren.

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel (subentrato a Theo Pourchaire), Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Luca Ghiotto
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Agustin Canapino
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

Palou scattava dalla pole position, ma è stato Kirkwood a procacciarsi la leadership al via della gara per poi tornare in testa in occasione del primo ingresso della safety car - incidente di Ghiotto - restando in pista quando invece Kirkwood è rientrato ai box per la seconda sosta. Palou ha iniziato ad allungare al restart nei confronti dei diretti inseguitori, il primo dei quali era Herta, uscendo di poco dietro di lui in occasione del proprio secondo pitstop.
Superato Herta di lì a poco, si è riappropriato della prima posizione e l'ha mantenuta fino alla bandiera a scacchi, senza essere particolarmente disturbato dai successivi interventi della safety car. Ha concluso la gara davanti a Herta e Rossi, con Grosjean che grazie a una strategia analoga a quella di Palou ha portato a casa una quarta piazza.
Kirkwood ha completato la gara al quinto posto, precedendo Dixon, Power (che ha perso la testa della classifica piloti proprio a vantaggio di Palou), O'Ward, Ferrucci ed Ericsson a completare i primi dieci.



lunedì 10 giugno 2024

Indycar 2024: #7 Gran Premio di Road America

Il GP di Road America di Indycar si è svolto ieri sera e si è svolto più o meno in SoVrApPoSiZiOn3 con il GP del Canada di Formula 1, o quantomeno con la differita sulla TV dei poverihhhh. Quando dopo avere visto la gara sono entrata sui social (cosa che prima non avevo fatto sia perché volevo evitare spoiler sia perché dopo un mese il "sabotaggio" è ancora in atto e il 4G del cellulare in cucina dove stavo vedendo il gran premio non prende) ho scoperto che la Indycar era già finita. Quindi stavolta mi sono messa in pari con gli extended highlight del lunedì e sono pronta per raccontarvi com'è andata. Specifico inoltre che questa era la line-up dell'evento:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Theo Pourchaire (pilota originale David Malukas che non ha mai gareggiato in quanto infortunato, in precedenza sostituito da Callum Ilott), Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Luca Ghiotto (volante in altre occasioni assegnato Colin Braun, Nolan Siegel, Katherine Legge, Tristan Vautier)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Nolan Siegel (one-off, al posto di Agustin Canapino)
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, Helio Castroneves (in precedenza c'era Tom Blomqvist, dal prossimo evento subentrerà David Malukas)
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

La gara è iniziata con Lundqvist che partiva dalla pole position, ma è stato tamponato subito al via dal compagno do squadra Amstrong innescando dietro di loro vari contatti a catena. Ci ha rimesso Herta che, nel caos, è stato tamponato da Newgarden, precipitando nelle retrovie, da dove sarebbe risalito fino alla sesta posizione. Lundqvist invece si sarebbe classificato dodicesimo.
Di fatto nei primi giri abbiamo avuto tre caution dietro fila: la prima per l'incidente, la seconda per detriti rimasti dallo stesso incidente, la terza quando Rasmussen ha tamponato Simpson mandandolo a finire contro le barriere.
Eravamo al 7° giro a quel punto e bisognava arrivare a 55... incredibile ma vero, si è arrivati a 55 senza ulteriori danni, con le Penske che sono risalite nelle prime tre posizioni, sopravanzando tra gli altri Kirkwood brevemente in testa nella prima parte di gara.
Power è tornato alla vittoria dopo due anni e, dopo la vittoria di Dixon solo una settimana fa, è il caso di dirlo: i V3KkYaCç1 hanno ancora molte sorprese da riservarci!

Top-ten: Power, Newgarden, McLaughlin, Palou, Kirkwood, Herta, Grosjean, O'Ward, Ericsson, Rahal.


mercoledì 5 luglio 2023

Indycar 2023: #9 Gran Premio di Mid-Ohio

Carissimi lettori, è giunto il momento do raccontarvi del Gran Premio di Mid-Ohio che si è svolto domenica sera e di cui ho visto l'extended highlight in pausa pranzo, seduta su una panchina fatta di bancali collocata al bordo di un campo di basket dentro l'Interporto. Non ho idea di quale sia lo scopo di un campo di basket dentro l'Interporto, ma la panchina rudimentale è all'ombra sotto un albero, quindi non si butta via niente. In attesa che venissero le 14,00 mi sono quindo gustata lo spettacolo grazie al profilo youtube dell'Indycar mettendomi finalmente in pari con quanto mi ero persa domenica sera. Insomma, era tutto perfetto tranne il fatto di indossare una gonna bianca, forse non il capo di abbigliamento più adatto per mettermi lì sopra, ma nevermind, procediamo con ordine e andiamo a riepilogare in primo luogo la entry list:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Romain Grosjean, Devlin DeFrancesco
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Felix Rosenqvist, Alexander Rossi
CARPENTER: Rinus Veekay, Ryan Hunter-Reay
COYNE: David Malukas, Sting Ray Robb
FOYT: Santino Ferrucci, Benjamin Pedersen
GANASSI: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Callum Ilott, Augustin Canapino
MEYER SHANK: Helio Castroneves, Conor Daly (one-off in gara al posto di Simon Pagenaud rimasto lievemente infortunato in un incidente con cappottamento multiplo in free practice)
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Jack Harvey, Christian Lundgaard

Herta scattava dalla pole position e precedeva nelle prime fasi di gara Rahal e Kirkwood, ma tutto è iniziato in modo altisonante per gli svedesi: mentre Ericsson terminava la propria gara subito con la sua vettura che decideva di spegnersi neanche fosse stata la McLaren Honda di Kevin Magnussen chiamato a sostituire Fernando Alonso in Australia, Rosenqvist era protagonista di una sbinnata innescata da Pedersen, che ha provocato l'ingresso della safety car e condannato Rosenqvist alle retrovie per il resto della gara.
Pedersen sembra invece essersi successivamente distinto per la capacità di ostacolare chi gli capitasse a tiro, tanto che a fine gara McLaughlin l'avrebbe esortato a imparare a imparare, se capite cosa intendo! La cosa è anche stata commentata via social, con tanto di intervento anche di Rosenqvist, oltre che di McLaughlin.
Palou è emerso vincente in termini di tack position dopo il primo stint, ritrovandosi a conquistare la vetta della gara, mentre vari piloti che si trovavano tra le prime posizioni hanno perso terreno: Kirkwood ha fatto un testacoda dopo un contatto, Rahal ha avuto una sosta lunga, infine anche Herta ha perso diverse posizioni. Con una strategia alternativa a tre soste O'Ward ha inoltre rimontato dalle retrovie fino alla top-ten.
Tra gli eventi notevoli, un bel duello nelle fasi conclusive della gara, tra DeFrancesco, Grosjean e Veekay, il quale ha visto Grosjean superare il compagno di squadra, non prima che entrambi avessero rischiato di perdere la posizione a vantaggio di Veekay.
Palou frattanto manteneva la testa della gara ed è passato sotto la bandiera a scacchi davanti a tutti, conquistando la terza vittoria di fila e consolidando la leadership in campionato.

RISULTATO: Palou, Dixon, Power, Lundgaard, McLaughlin, Malukas, Rahal, O'Ward, Armstrong, Rossi, Herta, Newgarden, Grosjean, DeFrancesco, Veekay, Ilott, Kirkwood, Harvey, Hunter-Reay, Daly, Castroneves, Robb, Canapino, Ferrucci, Rosenqvist, Pedersen.


domenica 25 giugno 2023

Indycar 2023: #8 Gran Premio di Road America

Entry list
Mi appresto a scrivere questo post in colpevole ritardo di quasi una settimana, ma vista la SoVrApPoSiZiOn3 con il Gran Premio del Canada di Formula 1, mi sembra equo ritardare per tutti e due la mia copertura sul blog. A Road America si è svolto il primo gran premio successivo allo split consensuale tra Conor Daly e il team Carpenter, al suo posto RHR per il resto della stagione, dopo avere già disputato la Indy 500. È stato l'unico cambiamento alla griglia di partenza e diciamo che non è stato il principale argomento di discussione, nella giornata di sabato, infatti abbiamo assistito a momenti di pura poesia.

Will Power, Scott Dixon e Romain Grosjean sono stati protagonisti di situazioni caotiche durante le sessioni del sabato e Willpowahhhh è stato colui che si è sbizzarrito più di ogni altro. Quando lui e Dixon sono finiti entrambi fuori nella prima sessione danneggiando le loro vetture dopo un contatto (in cui peraltro RoGro era stato attore non protagonista, con Dixon che, per evitare di andargli addosso dopo un'uscita di pista, ha colpito la vettura di Power), infatti, si è esibito nel suo migliore saluto: il doppio dito medio!
Sceso dalla vettura, c'è stato un momento in cui si è quasi arrivati al livello NASCAR, con una potenziale rissa tra i due fermata solo dall'intervento dei commissari. Voci di corridoio narrano che poi i due siano stati fatti salire sulla stessa medical car e che in quella sede Dixon si sia scusato per l'incidente.
La giornata di Power era ben lontana dal proseguire tranquillamente: nella sessione successiva, infatti, si è ritrovato rallentato da Grosjean, contro il quale si è messo a sbraitare durante la successiva intervista, insultandolo piuttosto pesantemente.

Colton Herta, nel frattempo, arrivate le qualifiche si è procacciato la pole e si apprestava a leaderare gran parte della gara, con Alex Palou suo più vicino inseguitore. Nel frattempo per un tratto do gara Dixon, Power e Grosjean sono stati piuttosto vicini, suscitando una certa ilarità. RoGro poi ha perso un giro a causa di una sbinnata che l'ha portato a impantanarsi.
Questo evento è stato ciò che ha causato una delle safety car che si sono viste durante la gara. I primi pitstop sono avvenuti, essenzialmente, in regime di safety car, mentre non sono arrivate le "opportune" SC nella parte inoltrata della gara. Herta, nel frattempo, rimaneva sempre davanti a Palou, con Marcus Armstrong terzo per un buon tratto di gara, anche se successivamente attardato dal non essersi fermato in regime di safety car per la seconda(?) sosta mentre gli altri si sono fermati in quel momento. Lo si è visto quindi ritrovarsi nelle retrovie nel proseguimento della gara.

Leader fino a gara inoltrata, a una decina di giri dal termine o giù di lì, Herta ha iniziato a rallentare nei confronti dei diretti inseguitori, finendo per perdere la posizione, con Palou nuovo leader. Lo sarebbe rimasto, andando a vincere anche stavolta. Herta, invece, non sarebbe rimasto secondo, Josef Newgarden e Pato O'Ward l'avrebbero superato per la seconda e la terza posizione, mandandolo giù dal podio.
Alla fine Herta ha chiuso quinto, precipitato dietro anche a Dixon, autore di un'ottima rimonta dopo essere partito dalla 23^ posizione. Ericsson, Lundgaard, McLaughlin, Kirkwood (autore di un'uscita di pista al via dopo un contatto) e Rossi hanno completato la top-ten. A seguire si sono classificati Rahal, Veekay, Power, Pagenaud, Castroneves, Ferrucci, Hunter-Reay, Ilott, Canapino, Rosenqvist, Pedersen, Robb, DeFrancesco, Armstrong, Grosjean e Harvey, mentre Malukas non ha terminato la gara dopo essere rimasto fermo in corso d'opera.

martedì 7 marzo 2023

Indycar 2023: #1 Gran Premio di St.Petersburg

Nello stesso weekend in cui è iniziaro il mondiale di Formula 1 ha avuto inizio anche quello di Indycar, con la pole position di Romain Grosjean (Andretti) per la prima gara della stagione, che prevedeva ben 100 giri e che è iniziata con il botto... in senso letterale, perché nelle retrovie c'è stata una carambola notevole, con almeno sei piloti coinvolti e con Devlin De Francesco (Andretti) già fermo che, speronato da dietro da Benjamin Pedersen (Foyt) si è visto sbalzare in aria. Oltre a loro sono usciti di scena anche Santino Ferrucci (Foyt), i due piloti del team Meyer Shank Simon Pagenaud e Helio Castroneves, nonché Sting Ray Robb (Coyne) di cui sinceramente non ho ancora capito dove finisca il nome e di dove inizi il cognome. Tra tutti loro, Robb (la grafica lo indicava così, deduco sia questo il cognome e che Ray sia un middle name) è stato l'unico che ha proseguito, mentre gli altri cinque sono stati costretti al ritiro.

Mentre Grosjean è rimasto leader per tutto il primo stint, in seconda posizione si sono avvicendati Colton Herta (Andretti) e Pato O'Ward (Arrow McLaren), con Herta primo dei top driver a rientrare ai box, cosa che gli è costata una posizione nei confronti di Marcus Ericsson (Ganassi). Alcuni piloti sono andati più a lungo rispetto alla media, tra loro Scott McLaughlin (Penske), Scott Dixon (Ganassi) e Josef Newgarden (Penske). McLaughlin, che nel primo stint era intorno alla quinta posizione, ha fatto overcut su un buon numero di piloti trovandosi in testa inseguito da RoGro, quando c'è stata una breve caution provocata da un testacoda di Conor Daly (Carpenter) che poi risulta avere regolarmente proseguito la gara. Pare che il testacoda sia stato provocato da un lieve contatto con un'altra vettura. Al restart frattanto c'è stato un accenno di duello McLaughlin/ Grosjean e O'Ward/ Ericsson.

Si è trattato solo di un accenno dato che c'è stato un gran botto: Rinus Veekay (Carpenter) è finito contro una barriera di pneumatici, Jack Harvey (Rahal) l'ha colpito di striscio e Kyle Kirkwood (Andretti) ha cozzato contro quest'ultimo prendendo il volo e ricadendo a terra al di là della vettura di Kirkwood. Il restart dopo questo incidente è stato esattamente a metà percorrenza e Dixon ha strappato la quarta posizione a Ericsson, mentre Herta è stato mandato a muro da un contatto con Will Power (Penske) e la sua gara è finita lì. Risulta ritirato poco più tardi Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), mentre per il resto la gara è proseguita normalmente, con il secondo stint che veniva completato. Grosjean è rientrato ai box un giro prima rispetto a McLaughlin, frattanto alle spalle di Augustin Canapino (Juncos) ormai sul punto di essere doppiato, un po' in mezzo in stile Esteban Gutierrez.


McLaughlin ha mantenuto la posizione nei confronti di Grosjean per un soffio, ma l'ex pilota di Formula 1 aveva la velocità per prendersela. A ripensarci, sarebbe stata una bella storia di riscatto personale se la sua prima vittoria in Indycar fosse arrivata proprio nello stesso giorno in cui si svolgeva anche il GP del Bahrein. Le belle storie, però, a volte esistono soltanto nei nostri sogni e McLaughlin e Grosjean hanno cozzato l'uno contro l'altro e sono finiti entrambi contro la barriera di pneumatici. Romain, un tempo principale rivale di Sebastian Vettel per il numero di "f*ck" pronunciati, è sceso dalla vettura e si è messo a imprecare. La sua gara e i suoi sogni di vittoria erano ormai finiti. McLaughlin se la passava un po' meglio, nel senso che la sua gara non è terminata lì, ma dietro la safety car è stato rimesso in strada e ha proseguito, anche se ormai a una tornata di ritardo dal nuovo leader.

Il nuovo leader era O'Ward, seguito da Ericsson e Dixon, quando eravamo ormai a tre quarti di gara. Alexander Rossi, su Arrows McLaren, era terzo, mentre completava la top-5 Callum Ilott. Il pilota del team Juncos si trovava intorno alla ventesima piazza nelle prime fasi della gara. Non se la stava passando male. Chi invece se la passava peggio è stato in seguito Newgarden: mancavano ormai sei giri alla conclusione quando dal posteriore della sua vettura hanno iniziato a uscire delle fiamme poco promettenti, che l'hanno costretto a dirigersi verso la pitlane e a ritirarsi. Ormai solo sedici vetture erano presenti in pista e a pensarci sedici non sarebbero neanche poche, complice il fatto che la griglia quest'anno sia piuttosto estesa: c'erano ben ventisette piloti presenti in pista al via. Anzi, quindici superstiti: pare che Robb si sia fermato proprio in quei frangenti.

Torniamo alle storie di riscatto, perché la gara non era ancora finita. Non potevamo avere una vittoria di Grosjean, che ormai era fuori dai giochi, e tutto ciò che ci rimaneva per consolarci erano i meme a proposito di Grosjean ed Ericsson, quello SkArS0 che rubava il volante in Formula 1 a piloti competitivi e che adesso vive di stent-... ah no, non vive di stenti, è un eroe in qualità di vincitore della passata Indy 500. A tre giri dalla fine ha superato O'Ward e si è portato in testa, andando a vincere, mentre Dixon, Rossi e Ilott completavano i primi cinque, precedendo Graham Rahal (Rahal). Will Power ha terminato settimo davanti ad Alex Palou (Ganassi), Christian Lundgaard (Rahal) e David Malukas (Coyne). Il debuttante Marcus Ericsson (Ganassi) ha finito undicesimo, con Canapino ultimo pilota a pieni giri, mentre McLaughlin, Daly e Kirkwood hanno concluso doppiati.


martedì 6 settembre 2022

Indycar 2022: #16 Gran Premio di Portland

Il campionato di Indycar 2022 sta giungendo ormai alle sue battute conclusive e questa domenica si è svolto il GP di Portland, penultimo appuntamento della stagione, prima del finale la domenica che viene a Laguna Seca. Per noi appassionati di Formula 1 il pilota più chiacchierato del campionato è al momento Colton Herta: il pilota statunitense infatti non è eleggibile per la Superlicenza visti i criteri abbastanza stretti che la legano alle formule minori FIA, ma si dibatte del fatto che possa o meno ottenere una deroga per un potenziale passaggio in Formula 1, il tutto nell'ambito del potenziale passaggio di Pierre Gasly in Alpine, dietro compenso economico da parte di Alpine ad Alpha Tauri. Qualora Gasly se ne andasse, il potenziale al suo rimpiazzo sarebbe proprio Herta, manovra a sorpresa (obiettivamente parlando, fino a dieci giorni fa non se ne parlava minimamente), di cui non sappiamo ancora la conclusione!

Sono combattuta di fronte a questa possibilità, non per questioni di effettivo merito, quanto prevalentemente per questioni "burocratiche". Sono perfettamente d'accordo sul fatto che i criteri per ottenere la Superlicenza dovrebbero andare un tantino rivisti: i top driver di Indycar dovrebbero avere accesso più semplice alla Formula 1, anche se non hanno vinto titoli. Al momento attuale Colton Herta ha vinto sette gare di Indycar, è stato il più giovane vincitore di sempre della categoria e ottiene spesso e volentieri posizioni di spessore. Il campionato di Indycar è molto aperto a piloti provenienti dalla Formula 1 e non impone limiti, un pilota può passare in Indycar anche se gareggiava per una scuderia di bassa fascia e faticava anche a fare punti, non vedo perché i criteri Superlicenza debbano imporre che se sei un pilota di Indycar ma non sei Scott Dixon o Josef Newgarden allora non sei competente abbastanza per la Formula 1.

Detto questo, tuttavia, il regolamento per ottenere la Superlicenza è abbastanza chiaro e lo è da diversi anni. Sul fatto che vada rivisto sono d'accordo, sul fatto che vada rivisto in corso d'opera solo perché si è deciso che serve un pilota americano, su questo non sono tanto d'accordo. Ci sono piloti di Indycar che sulla questione Formula 1 si sono messi il cuore in pace già da tempo per mancanza di punti Superlicenza, non credo sarebbe molto corretto nei loro confronti se invece Herta non dovesse andare incontro agli stessi ostacoli. Poi, se si revisionasse il regolamento e si decidesse che, non so, magari dal 2024, i piloti di Indycar possono arrivare in Formula 1 in altra maniera, allora sarei d'accordissimo. Però non penso sia corretto farlo accadere dall'oggi al domani e soprattutto non penso sia corretto farlo accadere perché Herta è un cittadino americano, diversamente dai vari Alex Palou e Pato O'Ward del caso.

Detto questo, Scott McLaughlin nel frattempo ha vinto il GP di Portland partendo dalla pole position e facendosi la gara in testa dall'inizio alla fine, se si escludono le varie pitstop window. In un primo momento Christian Lundgaard viaggiava nelle zone alte, poi ha subito un undercut(?) da parte di Will Power e in occasione dell'ultimo pitstop ha anche avuto problemi perdendo diverse posizioni. Il secondo gradino del podio è andato quindi al pilota australiano, che ha preceduto Scott Dixon, risalito dalla sedicesima alla terza posizione. Pato O'Ward e Graham Rahal hanno completato la top-5 precedendo Colton Herta e Alexander Rossi, mentre Josef Newgarden ha chiuso la gara all'ottavo posto: lui e Dixon sono ex-equo a 20 punti di distanza da Power con delle proiezioni di classifica che non mi metto neanche all'opera per calcolare visto che sono abbastanza complicate e prevedono altri outsider potenzialmente ancora candidabili.

Callum Ilott e Felix Rosenqvist hanno completato la top-10, con a seguire Marcus Ericsson, Alex Palou, Kyke Kirkwood, David Malukas, Jack Harvey, Devlin DeFrancesco, Helio Castroneves, Takuma Sato e Romain Grosjean: il franco-svizzero è giunto solo diciannovesimo dopo avere passato gran parte della gara a viaggiare per prati. Dietro di lui hanno concluso Rinus Veekay, Christian Lundgaard e Dalton Kellett, penalizzato per un incidente con Jimmie Johnson - il secondo ritirato, il primo era stato Conor Daly ai box - mentre a vari giri di distacco ha chiuso la gara Simon Pagenaud. Adesso non rimane altro da fare che attendere che giunga domenica, quando terminerà il campionato con il diciassettesimo e ultimo evento della stagione. Oltre a non mettermi a calcolare proiezioni non mi metto neanche a fare pronostici, perché potrebbe accadere qualsiasi cosa... sia per l'assegnazione del titolo sia per la faccenda Herta in realtà!


mercoledì 20 luglio 2022

Indycar 2022: #10 Gran Premio di Toronto

Nel weekend del 17 luglio si è svolto il GP di Toronto di Indycar, iniziato con una vettura in meno: non c'è più Tatiana Calderon, almeno per il momento, perché pare che il suo sponsor non abbia pagato il team. Rimane comunque un numero considerevole di vetture e quella che scatta davanti a tutti è quella di Herta, che precede Dixon. Lo precede anche dopo la partenza, appunto, e tutto sembra filare liscio, anche se in effetti c'è una vettura danneggiata da un probabile contatto: è quella di Sato, che riesce a dirigersi verso la pitlane, ma non prima di avere lasciato dei detriti che provocano la prima caution della giornata. Nel frattempo assistiamo all'ormai tradizionale differenziazione di strategie, con i piloti partiti dalle retrovie che si fermano dopo pochi giri di gara.

A proposito di piloti partiti dalle retrovie, uno di questi è Palou, che ha fatto parlare parecchio di sé nei giorni che hanno preceduto la gara. Infatti qualche giorno fa il team Ganassi ha annunciato il suo rinnovo, salvo essere smentito dal pilota stesso poche ore più tardi. Anzi, Palou ha addirittura affermato che il team si è inventato di sana pianta delle sue dichiarazioni sul rinnovo. A seguito di ciò è stato annunciato anche il suo ingaggio da parte del team Arrow McLaren... insomma, una situazione abbastanza caotica di cui molto probabilmente sentiremo parlare ancora piuttosto a lungo. Adesso però dobbiamo focalizzarci sulla gara e magari soffermarci ad assistere al duello tra Power e Grosjean. Oppure prepararci per quello che succederà in occasione del primo giro di pitstop per i piloti di testa. Si ferma Dixon. Poi si ferma Herta. Herta è davanti, ma per poco.

Dixon si prende la prima posizione, che si terrà ben stretta fino alla fine, salvo i momenti in cui, a causa delle diverse pitstop window, piloti random che tendenzialmente sono molte posizioni più indietro si fanno qualche giro tra le prime posizioni perché rientrano in momenti diversi rispetto agli altri. Newgarden, da parte sua, sembra potere avere qualcosa da dire e avvicinarsi alla testa della gara, ma perde una marea di posizioni per un problema in occasione del successivo pitstop. Il suddetto pitstop avviene in regime di safety car, dopo un incidente tra Rosenqvist e Rossi, che ha provocato il ritiro di quest'ultimo. Mettete a letto i bambini che invocano la pena di morte per chiunque sia coinvolto in un incidente e non si ritiri, perché la gara di Rosenqvist dopo la sosta sembra assumere una svolta piuttosto positiva. Risale infatti in terza posizione, nella quale è destinato a rimanere.

Ci sono altre due caution prima della fine della gara, una per detriti (non ho capito se ci fosse un pezzo di vettura sull'asfalto o se si fosse staccato un pezzo del manto stradale), l'altra per un incidente tra Kirkwood e Johnson. Ciò non cambia particolarmente l'esito della gara e le posizioni non variano radicalmente per effetto di differenziazioni di strategia. Ericsson, leader della classifica piloti, chiude quinto e allunga nei confronti del diretto inseguitore Power, che anche nella parte conclusiva della gara abbiamo ritrovato non troppo lontano da Grosjean (inquadrato occasionalmente sempre mentre era in lotta con qualcuno in modo scatenato). Venti piloti hanno finito la gara, ritirati Sato, Rossi, Kirkwood e Johnson per incidenti, oltre che Kellett per la probabile rottura del motore vista la fumata che si sollevava dal retrotreno della sua vettura, ancora in una fase non troppo avanzata della gara.

RISULTATO: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Colton Herta (Andretti), 3. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 4. Graham Rahal (Rahal), 5. Marcus Ericsson (Ganassi), 6. Alex Palou (Ganassi), 7. Simon Pagenaud (Meyer Shank), 8. Christian Lundgaard (Rahal), 9. Scott McLaughlin (Penske), 11. Josef Newgarden (Penske), 12. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 12. David Malukas (Coyne), 13. Rinus Veekay (Carpenter), 14. Callum Ilott (Juncos), 15. Will Power (Penske), 16. Romain Grosjean (Andretti), 17. Helio Castroneves (Meyer Shank), 18. Devlin DeFrancesco (Andretti), 19. Jack Harvey (Rahal), 20. Conor Daly (Carpenter), Rit. Jimmie Johnson (Ganassi), Rit. Kyle Kirkwood (Foyt), Rit. Alexander Rossi (Andretti), Rit. Dalton Kellett (Foyt), Rit. Takuma Sato (Coyne).



mercoledì 15 giugno 2022

Indycar 2022: #8 Gran Premio di Road America

Uno degli appuntamenti del weekend appena passato è stato il GP di Road America di Indycar, che ha visto ben ventisette vetture al via, per l'ingresso random del team Paretta, che prenderà parte a un numero ristretto di appuntamenti in questa stagione, con al volante Simona De Silvestro. La sua presenza, associata a quella di Tatiana Calderon, fa sì che per la prima volta dopo parecchio tempo ci siano state di nuovo due donne al via della stessa gara di Indycar (l'ultima volta con due entry femminili era Danica Patrick/ Pippa Mann all'ultima Indy 500 della Patrick già diversi anni fa, ma la Mann non si era qualificata, quindi dobbiamo andare ancora più indietro, probabilmente proprio a quando la De Silvestro gareggiava stabilmente in Indycar).

La pole position è stata ottenuta da Alexander Rossi, precedendo Josef Newgarden, Alex Palou, Marcus Ericsson, Colton Herta e Pato O'Ward nella top-6. Tra questi, due di loro sono stati gli unici ritirati: Palou in un incidente, mentre O'Ward ha avuto un problema tecnico nelle fasi conclusive della gara. Al gruppetto dei quattro restanti si è aggiunto Romain Grosjean, che ha passato praticamente quasi tutta la gara nella top-5, spesso nell'immediato inseguimento del suo best friend forever Ericsson. Non si riscontrano incidenti avvenuti dietro la safety car, sarà che di safety car, per essere una gara di Indycar, ne sono entrate in modo abbastanza contenuto, nonostante la gara fosse iniziata in modo abbastanza caotico.

Al via, infatti, era uscito di pista Johnson, poi rimesso in gara, mentre di lì a poco c'è stata un'uscita di pista di Veekay. Nel frattempo Rossi stava in testa alla gara inseguito da Newgarden e nella prima fase sembrava anche il principale candidato alla vittoria. Non è stato così, dato che nelle fasi successive si è ritrovato a inseguire Newgarden e la situazione è anche peggiorata quando ci sono stati gli ingressi finali della safety car - per il ritiro di O'Ward e poi per un testacoda di Castroneves. Al restart, Ericsson si è procacciato immediatamente il secondo posto, mentre Rossi si è ritrovato negli scarichi Herta e Grosjean, che in precedenza nel corso della gara erano stati protagonisti di un duello piuttosto acceso che si era concluso con un sorpasso di Herta.

Tra i due l'ha spuntata Grosjean che è arrivato quarto, nonostante in un primo momento Rosenqvist si fosse avvicinato a lui e non di poco, ma per il podio non c'è stato niente da fare, il terzo gradino è andato a Rossi. Newgarden, che aveva ormai distaccato tutti, ha vinto senza problemi, mentre Ericsson ha chiuso in seconda posizione, il che fa sì che sia ancora in testa alla classifica, dove è salito dopo la vittoria alla Indy 500 due settimane fa. La gara del suo diretto inseguitore, Will Power, è stata condizionata da un incidente con Devlin DeFrancesco, che l'ha speronato abbastanza in stile torpedo. Willpowahhhh non l'ha presa molto bene e, subito dopo, ha affermato via radio che sarebbe andato a cercare DeFrancesco dopo la fine della gara.

Tutto lasciava presagire una scena da popcorn e Coca Cola dopo la fine della gara, ma non è stato nemmeno necessario aspettare il dopogara. Nel giro d'onore, infatti, Power e DeFrancesco si sono ritrovati vicini e Power gli ha tirato una sportellata. Ciò è avvenuto negli States, quindi non è considerato qualcosa di scandaloso, ma la prassi. Power ha anche scritto su Twitter di essersi chiarito con DeFrancesco, o qualcosa del genere, quindi al momento potremmo essere di fronte a un semplice episodio one-off invece che a una polemica destinata a durare nel tempo. A proposito di tempo e di tempistiche, il prossimo appuntamento sarà tra tre settimane, il primo weekend di luglio, quindi per il momento ci sarà da attendere ancora un po'.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Marcus Ericsson (Ganassi), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Romain Grosjean (Andretti), 5. Colton Herta (Andretti), 6. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 7. Scott McLaughlin (Penske), 8. Graham Rahal (Rahal), 9. Scott Dixon (Ganassi), 10. Christian Lundgaard (Rahal), 11. Callum Ilott (Juncos), 12. Simon Pagenaud (Meyer Shank), 13. Jack Harvey (Rahal), 14. Conor Daly (Carpenter), 15. Takuma Sato (Coyne), 16. David Malukas (Coyne), 17. Rinus Veekay (Carpenter), 18. Devlin DeFrancesco (Andretti), 19. Will Power (Penske), 20. Kyle Kirkwood (Foyt), 21. Simona De Silvestro (Paretta), 22. Helio Castroneves (Meyer Shank), 23. Dalton Kellett (Foyt), 24. Jimmie Johnson (Ganassi), 25. Tatiana Calderon (Foyt), Rit. Pato O'Ward (Arrow McLaren), Rit. Alex Palou (Ganassi).



martedì 17 maggio 2022

Indycar 2022: #5 Gran Premio di Indianapolis

Sabato sera è tornato a trovarci un grande classico del passato, la sovrapposizionehhhh tra l'Eurovision Song Contest e l'automobilismo, nella forma del Gran Premio di Indianapolis. Sono perfettamente consapevole del fatto che l'ESC (contest musicale che peraltro mi interessa relativamente poco) non abbia nulla a che vedere con l'automobilismo, ma non funziona così ovunque, perché in questi giorni ho letto una persona - immagino statunitense - che affermava di avere visto pochi minuti dell'Eurofestival e di essersi sorpresa che gli europei si lamentassero del comportamento dei vip americani ospiti ai gran premi quando poi in Europa si organizza un contest musicale più cringe del loro comportamento. Una simile osservazione lascia pensare che questa persona venga da uno di quegli alternate universe dove sommando due spiedini di gamberi e cinque carote vengono fuori sette fragole.

Mi auguro che a queste persone Will Power abbia riservato un saluto subito dopo avere ottenuto la pole - intendo il suo tipico "saluto". Il pilota di Penske ha ottenuto la pole accanto ad Alex Palou (Ganassi), seguito da Josef Newgarden (Penske), Conor Daly (Carpenter), Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) a completare le prime tre file. La gara è partita puntual-... la gara è partita dopo un rain delay e la partenza di Willpowahhhh non è stata particolarmente eccezionale. Al termine del primo giro c'era O'Ward al comando, seguito Palou, con Power solo in terza posizione, mentre anche Newgarden aveva perso alcune posizioni. Rosenqvist invece è risalito al terzo posto e poco dopo si è portato in seconda posizione alle spalle del compagno di squadra. Nel frattempo, di lì a poco, alcuni piloti hanno iniziato a recarsi ai box per passare dalle gomme da bagnato a quelle da asciutto.

Si è intravisto un mezzo contatto, mi è parso di capire tra Graham Rahal (Rahal) e Devlin De Francesco (Andretti), che tuttavia non ha generato conseguenze peggiori di un fugace testacoda. Nel frattempo anche i piloti di testa hanno iniziato a fermarsi ai box, con conseguente difficoltà nello stare dietro alle posizioni. Resta però un dato di fatto: Pato O'Ward si è ritrovato dietro Colton Herta (Andretti) e poi se l'è ritrovato davanti. Poi ecco il primo plot-twist vero e proprio: una vettura in testacoda, nello specifico quella di Palou! Non solo la prima safety car è entrata a causa di un pilota illustre, ma poco tempo dopo anche la seconda, stavolta è stato il caso di Newgarden. La terza, invece, è arrivata per la vettura incidentata di Rinus Veekay (Carpenter), il quale prima è finito sull'erba, poi nel rientrare in pista è stato colpito dalla vettura di De Francesco ed è finito in testacoda. Mentre accadeva tutto ciò, Herta era stabilmente in testa.

Herta, che prima era davanti alle Arrow McLaren di O'Ward e Rosenqvist, con Takuma Sato (Coyne) quarto davanti a Willpowahhhh, si è ritrovato dopo la sosta O'Ward attaccato agli scarichi, ma ha mantenuto la posizione. Nel frattempo il giro di pitstop andava avanti con piloti random che facevano i fighi stando brevemente in testa alla gara a caso: questo onore è toccato anche a Tatiana Calderon (Foyt), nello stesso momento in cui Dalton Kellett (Foyt) usciva di pista. In quei momenti, appena rientrato ai box, Scott Dixon (Ganassi) rimaneva senza benzina prima di raggiungere la propria piazzola. È entrata di nuovo la safety car, intanto stava iniziando a piovere e c'erano ancora dei piloti a caso davanti, Marcus Ericsson (Ganassi) era in prima posizione davanti a Kyle Kirkwood (Foyt), con Herta in terza posizione. Nel frattempo qualcuno iniziava a rientrare ai box per passare alle gomme da pioggia, tra cui Alexander Rossi (Andretti).

Subito dopo il restart, O'Ward ha tentato il sorpasso su Herta, ma gli è andata male. Anzi, malissimo, perché subito dopo si è toccato con il compagno di squadra Rosenqvist, uno dei due è finito in testacoda e poi si è girato nel senso giusto, gli altri piloti sono passati, ma non tutti, in quanto Sato ha tagliato per i prati, poi è stata messa di nuovo la safety car. Ericsson ha continuato a fare il figo in prima posizione, mentre Dixon che apparentemente era riuscito in qualche modo a proseguire, al restart ha cercato di superare per sdoppiarsi. Ericsson invece è stato superato da diverse vetture e ben presto si sono portate in top-5 dietro a Herta le vetture di Scott McLaughlin (Penske), Jack Harvey (Rahal), Romain Grosjean (Andretti) e Simon Pagenaud (Meyer Shank). Nel frattempo le cose andavano malissimo per Rossi, perché aveva smesso di piovere. Poi hanno iniziato ad andare male anche per Grosjean.

RoGro, che ultimamente è stato al centro di polemiche con vari piloti che sembrano avere criticato la sua guida, si è ritrovato a tu per tu con Harvey ed è finita male, soprattutto per lui che è finito in testacoda. Anche Harvey ha perso qualche posizione, ma roba da poco, con Pagenaud che è passato al terzo posto, probabilmente triggerando tutti i fanboy di Lando Norris (se non sapete di cosa sto parlando oppure non ricordate, siete persone molto fortunate). O'Ward nel frattempo stava risalendo di nuovo in zona top-5, mentre la gara proseguiva tranquillamente. O almeno, è proseguita tranquillamente fintanto che non è tornato a piovere, generando una situazione in stile "prima vittoria di Barrichello a Hockenheim": c'era infatti metà pista bagnata e metà pista asciutta. Al momento tutti hanno proseguito sulle slick.

O meglio, hanno proseguito tutti sempre che quello che ha fatto Jimmie Johnson (Ganassi), ovvero finire in testacoda e impantanarsi, possa essere valevole come "proseguire". È tornata a farci visita la safety car e nel frattempo nelle zone basse della top-ten c'erano anche dei V3KkYaCçY tipo Helio Castroneves. Il pilota del team Meyer Shank era in buona compagnia, come se fosse in contemplazione di un cantiere con il giornale sotto al braccio, c'era dietro di lui anche Juan Pablo Montoya, in questo weekend presente con una terza vettura del team Arrow McLaren in attesa di partecipare alla Indy 500 a fine mese. Nel frattempo era la finestra di pitstop della maggior parte dei piloti, che sono rientrati in pitlane e ne sono usciti sulle slick. Poi è venuto a piovere e tipo dopo un giro dietro la safety car sono tornati tutti ai box in branco.

Sembra ci sia stato un contatto ai box tra Rahal e Harvey, con quest'ultimo che è precipitato indietro di diverse posizioni e Rahal penalizzato per avere innescato l'incidente. O'Ward nel frattempo era in testa, ma è stato superato da Herta, con la gara che non è durata molto a lungo in condizioni di bandiera verde, perché McLaughlin è partito in testacoda. Nel successivo restart non è chiaro cosa sia successo esattamente, ma O'Ward è rientrato ai box - mi viene in dubbio avesse fatto una sosta in meno in precedenza e quella fosse la ragione per cui era in testa - con Pagenaud risalito in seconda posizione davanti a Power: i tre successivamente hanno terminato la gara proprio in quelle posizioni, procacciandosi il podio. Nel frattempo Daly e Montoya completavano la top-5, ma Ericsson ha iniziato a farsi largo nelle posizioni che contano, purtroppo senza Grosjean, rientrato ai box da poco.

Ericsson si è portato al quarto posto superando anche Daly, che comunque ha chiuso la gara quinto, mentre è andata peggio a Montoya, che a due giri dalla fine ha forato aprendo la strada al sesto posto di Rosenqvist e al settimo di Sato. Dietro di loro, due nostre conoscenze dei tempi della Formula 2, Callum Ilott (Juncos) e Christian Lundgaard (Rahal), mentre in qualche modo Dixon è riuscito a chiudere la gara al decimo posto, precedendo Rossi e nientemeno che David Malukas (Coyne) che sembra non avere fatto danni nel corso della gara. Seguivano Harvey, Castroneves, Calderon, Rahal, Grosjean, Palou, O'Ward, McLaughlin, De Francesco, Johnson, Veekay e Montoya, mentre risultano come ritirati Newgarden, Kirkwood e Kellett. Si è conclusa così la gara di Indianapolis Road Course, in attesa la prossima settimana delle qualifiche della Indy 500 e poi della gara stessa che si svolgerà il 29 maggio in sovrapposizionehhhh con il GP di Montecarlo.

martedì 1 marzo 2022

Indycar 2022: #1 Gran Premio di St Petersburg

Carissimi cupolini che proteggono meglio dell'halo ma surriscaldano l'abitacolo (così disse Sebastien Bourdais tempo fa) credo sia il caso di iniziare con una comunicazione di servizio: in questo post sto per commentare un evento del motorsport contemporaneo, ma dopo questo post sento di avere bisogno di staccare un po' dal commentare il motorsport contemporaneo (diciamo tra i dieci giorni e le due settimane, il tempo di schiarirmi le idee su alcune cose su cui forse potrei scrivere oppure no - in ogni caso programmo di tornare attiva almeno per l'avvio del campionato di Formula 1) e dal pubblicare su questo blog post inerenti al motorsport contemporaneo stesso.

Questo non significa che non usciranno post, anzi penso che succederà tutto il contrario, significa che, dopo avere condiviso questo post, programmerò il blog con una serie di post programmati tra quelli che ho già scritto in attesa di pubblicare (quindi cose vintage e simili). Quindi potete aspettarvi che, se dovesse accadere qualcosa anche di molto importante, non sarà qui a discuterne almeno per un po'. Detto questo, credo sia il caso di partire per la nostra strada, ovvero dalla Florida, salutando cordialmente un'autoproclamata(?) giornalista neozelandese(?) che ha deciso di non fare una breve e rapida ricerca su google, ma di sottoporsi a una figura di m*rda epocale, avvenuta mentre a casa sua era notte e cancellando il post solo dopo ore:


A St Pete si è presentata una griglia di 26 piloti tutti fulltime (a parte forse Tatiana Calderon, che non sembra sarà al via degli appuntamenti su ovali), compreso Romain Grosjean che adesso si trova su una vettura gialla del team Andretti, quella che fino all'anno scorso era guidata da Ryan Hunter-Reay che dopo avere deluso le aspettative negli ultimi anni quest'anno non ha un volante, esattamente lo stesso destino che il Vanz avrebbe tanto desiderato per Vettel, ma senza vedere il proprio desiderio realizzato. Il posto di RoGro sulla vettura viola è stato preso da Takuma Sato e guess what? la prima polemica stagionale ha avuto per protagonisti proprio loro.

I due sono prima stati protagonisti durante le prove libere di azioni più da gara che da libere in compagnia di un Simon Pagenaud quest'anno in fucsia in qualità di compagno di squadra di Helio Castroneves al team Shank. Il meglio, tuttavia, doveva ancora venire, in quanto Sato ha rallentato senza segnalazioni, mentre sopraggiungeva Grosjean ad alta velocità, che ne ha colpito il posteriore. I fan dell'uno o dell'altro sono corsi sui social a difendere il proprio idolo, sostenendo che il loro idolohhhh non fa mai casini e che l'altro è un devastatore. Ebbene sì, esistono tifosi di Sato convinti che Sato sia un pilota tranquillo e tifosi di Grosjean convinti che Grosjean sia un pilota tranquillo.

Poi questi eventi sono passati in secondo piano, dato che si avvicinava il momento delle qualifiche e Scott McLaughlin, su una Penske più rossa che di altri colori, ha deciso che le qualifiche non dovevano essere falsate e ha piazzato la suddetta vettura rossa davanti a tutti. Seguivano Power, Herta, Veekay, Grosjean, Pagenaud, Dixon, Ericsson, Newgarden e il campione in carica Palou a completare i primi dieci. L'ultima piazza invece se l'è aggiudicata Johnson, che quest'anno ci delizierà (e delizierà i suoi detrattori che potranno criticarlo più frequentemente) non gareggiando soltanto sui circuiti stradali/ cittadini, ma anche sugli ovali, invece di essere sostituito sugli ovali stessi da Tony Kanaan come accadeva nella scorsa stagione.

La gara, che ho recuperato ieri sera tramite Fast Forward, il riassunto di mezz'ora pubblicato sul profilo Youtube del campionato di Indycar nel quale vengono inclusi tutti gli eventi principali della gara, ha dato segno di essere una di quelle gare in cui non avvengono eventi strampalati che possano stravolgerne il risultato, aprendo la strada ai piloti partiti dalle retrovie su una strategia con un numero differente di pitstop. Anche i due ritirati Malukas e Kellett hanno avuto la buona intuizione di non ritirarsi in momenti che randomizzassero le cose, il che è andato a favore di McLaughlin che dopo avere ottenuto la prima pole in Indycar ha proseguito ottenendo anche la sua prima vittoria in Indycar.

Palou ha dovuto accontentarsi della seconda piazza, mentre ha chiuso la top-3 Willpowahhhh, che evidentemente nonostante sia ormai un V3KkYaCç10 per ora si difende salutando con il dito al vento quelli che pensano che sia troppo vecchio per le competizioni. Baby Herta ha chiuso con un quarto posto che dubito potrebbe ottenere se fosse in Formula 1 al volante della Haas, mentre la top-5 è stata completata da un altro che quando era al volante di una Haas difficilmente otteneva delle top-5. Scivolato indietro rispetto alla posizione di partenza nella prima fase, RoGro si è ripreso like a boss. Uno dei piloti da lui superati in gara dovrebbe essere il suo best friend forever compagno di incidenti immaginari dietro la safety car.


Veniamo adesso al vincitore: McLaughlin è neozelandese, quindi sta vicino all'Australia, quindi le tradizioni di un posto e quelle dell'altro sembrano non essere tanto lontane. Nonostante la copertura mediatica del dopo-gara non strettamente legato alle interviste non sia esattamente un granché, quando si tratta di serie americane, sono giunte a noi delle foto in cui lo si vede festeggiare alla Dani-Smile, facendo uno shoey per celebrare il proprio risultato. Per fortuna del secondo e del terzo classificato, i vincitori in Indycar festeggiano per i fatti loro, non coinvolgendo chi ha avuto la disgrazia di arrivare a podio piazzando una scarpa intrisa di sudore sotto la loro bocca, come invece Ricciardo si è sbizzarrito a fare nel corso degli anni.

RISULTATO: 1. Scott McLaughlin (Penske), 2. Alex Palou (Ganassi), 3. Will Power (Penske), 4. Colton Herta (Andretti), 5. Romain Grosjean (Andretti), 6. Rinus Veekay (Carpenter), 7. Graham Rahal (Rahal), 8. Scott Dixon (Ganassi), 9. Marcus Ericsson (Ganassi), 10. Takuma Sato (Coyne), 11. Christian Lundgaard (Rahal), 12. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 13. Jack Harvey (Rahal), 14. Helio Castroneves (Shank), 15. Simon Pagenaud (Shank), 16. Josef Newgarden (Penske), 17. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 18. Kyle Kirkwood (Foyt), 19. Callum Ilott (Juncos), 20. Alexander Rossi (Andretti), 21. Conor Daly (Carpenter), 22. Devlin De Francesco (Andretti), 23. Jimmie Johnson (Ganassi), 24. Tatiana Calderon (Foyt), Rit. Dalton Kellett (Foyt), Rit. David Malukas (Coyne).

Chiudo con un fun fact: RoGro è stato il pilota più votato nel sondaggio fatto agli appassionati di Indycar (uno di quei sondaggi terribili in cui chiedono anche se dovrebbero esserci più incidenti spettacolari per convincerti a guardare le gare) e Derek Daly ha contestato tutto ciò con un tweet in cui ha detto che non può essere vero. Purtroppo questo fatto sembra non avere generato una polemica, non perché mi piacciano le polemiche, ma perché sarebbe stata una polemica trashissima e mi sarebbe piaciuto scoprire le ragioni di questo dissing in mondovisione. Pazienza, se non ci sarà un approfondimento in tal senso. Però, sinceramente, penso che Daly dovrebbe apprezzare di più RoGro: secondo me anche lui sarebbe capace di fare prodezze tipo Montecarlo 1980.

mercoledì 29 settembre 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Long Beach // Alex Palou vince il titolo

Nell'ultima domenica di settembre si chiude il campionato di Indycar e si chiude con la bellezza di ventotto vetture al via, con la stessa line-up già vista nei due eventi precedenti alla quale si aggiunge un solo pilota già visto in precedenza. Ci sono quattro Penske guidate da Josef Newgarden, Will Power, Simon Pagenaud e Scott McLaughlin, due Arrow McLaren guidate da Patricio O'Ward e Felix Rosenqvist, quattro Ganassi guidate da Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Ericsson e Jimmie Johnson e quattro Andretti guidate da Alexander Rossi, Colton Herta, James Hinchcliffe e Ryan Hunter-Reay.

Per quest'ultimo si tratta dell'ultima gara con il team, nel 2022 al suo posto ci sarà Romain Grosjean che per ora fa coppia con Ed Jones in Coyne. Takuma Sato e Graham Rahal sono ancora affiancati al team Rahal da Oliver Askew, mentre Max Chilton guida l'unica Carlin. Sebastien Bourdais, Dalton Kellett e Charlie Kimball fanno coppia per Foyt, Jack Harvey e Helio Castroneves per Shank, Conor Daly e Rinus Veekay corrono per Carpenter, mentre Callum Ilott guida l'unica vettura del team Juncos, comparso in corso d'opera e con il quale prenderà parte all'intera stagione 2022. Tra tutti i piloti citati è Kimball quello che non era presente agli ultimi due eventi finora disputati.

Lo scontro per il titolo è aperto tra lo spagnolo Alex Palou, il messicano Pato O'Ward e lo statunitense, già campione di Indycar in passato, Josef Newgarden. A Palou basterebbe un undicesimo posto per vincere il titolo qualunque cosa facciano gli altri e il campionato sarebbe quasi assicurato se dovesse confrontarsi con il solo Newgarden. Il pilota del team Penske è autore della pole position e ciò non guasta, ma sembra che tutto ciò che possa fare arrivato a questo punto sia concludere la stagione in bellezza, perché come appena specificato il titolo è qualcosa di molto lontano per lui ed è già abbastanza lontano anche per O'Ward.

Quando la gara - che ho visto su Youtube grazie a un canale "non ufficiale" - inizia, le cose per Palou si mettono ancora peggio e di fatto viene eliminato dallo scontro per il titolo fin dal via, quando rimane coinvolto in un incidente tra varie vetture, pare venendo speronato da Jones(?). Precipitato indietro, la sua gara sarà fatta di varie peripezie. Resterà fermo, uscirà dai box dopo una trentina di giri per percorrere ancora qualche giro, poi si ritirerà definitivamente. Tornando invece al via, Newgarden è in testa nella prima parte di gara, seguito da Dixon e da Castroneves. Palou è in bassa top-ten, ma se dovesse arrivare in quella posizione gli basterebbe e avanzerebbe per diventare il primo spagnolo campione di Indycar.

Castroneves tenta una strategia diversa dagli altri piloti. Nel primo terzo di gara ci sono due ulteriori ingressi della safety car, ulteriori rispetto a quello per l'incidente iniziale, uno quando si ferma O'Ward, l'altro per Ericsson a muro. Tutti o quasi si fermano durante l'una o l'altra neutralizzazione. Helio no, prosegue in testa alla gara e poi rientra più tardi. La strategia non pagherà affatto e terminerà la gara in ventesima posizione, il che non è esattamente l'ideale per chi nella prima fase di gara stava tra i primi tre. Herta, nel frattempo, ha preso la testa della gara davanti a Newgarden e a Dixon. Palou risale al quarto posto ed è lì che terminerà la gara.

La top-ten viene completata da Pagenaud, Rossi, Harvey, Bourdais, Sato e Power. Seguono McLaughlin, Jones, Rosenqvist, Hinchcliffe, Rahal, Chilton, Johnson, Kimball, Kellett, Castroneves, Daly, Askew e Hunter-Reay che non chiude esattamente nel modo migliore la sua ultima stagione con il team Andretti. Chiude comunque peggio il campionato il suo successore: Grosjean, che aveva viaggiato in top-5 a inizio gara e in top-ten in un secondo momento, danneggia una sospensione strisciando contro un muretto(?) ed è costretto al ritiro ai box. Oltre a lui anche Veekay e Ilott non hanno completato la gara, come i già citati O'Ward ed Ericsson.

mercoledì 22 settembre 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Laguna Seca

Nel weekend passato c'è stato il penultimo evento stagionale del campionato di Indycar, che ho recuperato grazie al "follow forward", il classico appuntamento con cui il giorno dopo viene caricata su Youtube la sintesi ufficiale di mezz'ora. La fine della stagione è sempre più vicina, il campionato terminerà la domenica che viene, quindi non perdiamo tempo e andiamo a ripercorrere la storia dei protagonisti (e dei meno protagonisti) dello scorso fine settimana, in cui era presente la stessa line-up del gran premio precedente (ovvero ci sono ancora Askew con il team Rahal e Ilott con il team Juncos).

P1: COLTON HERTA - vincitore dell'ultima edizione finora disputata, ha ottenuto la pole position e la sua leadership non è mai stata messa in discussione nemmeno per un momento (a parte forse quando al secondo giro Alexander Rossi cozza contro di lui, ma alla fine è Rossi l'unico a rimetterci), il che è curioso dato che si tratta dell'unico circuito su cui a suo tempo suo padre Bryan ha ottenuto più di una vittoria. Il giovane Herta con questo successo supera anche il numero di vittorie del padre, in più, avendo finalmente raggiunto l'età di ventun anni, immagino che stavolta sul podio possa finalmente sbevazzare like a boss senza commettere un reato.

P2: ALEX PALOU - il pilota spagnolo è leader della classifica e con questo secondo posto allunga sul diretto inseguitore O'Ward. Mai veramente vicino a Herta al punto da essere un candidato alla vittoria, il secondo posto è comunque un risultato di tutto rispetto in una situazione come questa. Nel corso dei primi giri è inseguito da Will Power, ma quest'ultimo uscirà di scena lasciandogli "campo libero". Soltanto nella fase finale della gara qualcuno si lancerà all'inseguimento di Palou, ma non si avvicinerà abbastanza.

P3: ROMAIN GROSJEAN - il suo weekend inizia con una demo a bordo della safety car, nel corso della quale sbatte con la suddetta safety car contro un muretto. Tutto ciò di per sé è iconico e meraviglioso, ma RoGro fa una gara al di sopra di ogni aspettativa. Partito dalla settima fila dopo una qualifica sfortunata, di fatto trascorre tutta la gara a superare vetture, con anche qualche doppiato che non è che gli stenda esattamente il tappeto rosso (con Jimmie Johnson si toccano anche, perché evidentemente Johnson decide di svegliarsi proprio stavolta!), giungendo fino al gradino più basso del podio e venendo nel corso del tempo elogiato e idolatrato in tutte le salse dai commentatori. Perché la Haas non ingaggia piloti di Indycar? Questo non lo so, il dubbio è piuttosto: perché gli attuali piloti della Haas non cercano di farsi ingaggiare da un team di Indycar?

P4: GRAHAM RAHAL - il suo destino sembra essere quello di avvicinarsi sempre alla vetta, ma di non avvicinarsi mai abbastanza per arrivarci. Come al solito c'è qualcuno disposto a dire che è il migliore e che un giorno ce la farà, ma quel giorno sembra ancora piuttosto lontano. Anche quest'anno Rahal il titolo lo vince l'anno prossimo.

P5: PATO O'WARD - il secondo posto di Palou non giova alle sue possibilità di procacciarsi il campionato, dal quale in termini di punteggio è abbastanza lontano, ma ci sono ancora delle speranze. Vedremo come si evolverà la situazione alla fine della settimana.

P6: MARCUS ERICSSON - nel primo tratto di gara si trova in top-5 in compagnia del compagno di squadra Scott Dixon, che tuttavia va incontro a varie peripezie (tipo essere speronato da Takuma Sato che cerca di girarsi dopo un testacoda). Lo vediamo essere superato dall'amico RoGro durante la rimonta di quest'ultimo, ma fortunatamente non ci sono safety car nelle vicinanze, quindi tutto procede nel migliore dei modi.

P7, P8, P9, P10: JOSEF NEWGARDEN, SIMON PAGENAUD, OLIVER ASKEW e ED JONES: a competare i primi dieci sono loro, nessuno mai veramente protagonista, ma quello che conta è il risultato. Tra di loro si segnala che Newgarden è al momento terzo in classifica finale, ancora ufficialmente in lotta per il titolo. Calcolare le proiezioni di classifica è una cosa un po' ostica, quindi questo post finisce qui, ci limiteremo a parlare, a suo tempo, dello scenario che si verificherà nella realtà.

martedì 24 agosto 2021

Indycar 2021: Gateway, l'ultimo ovale della stagione

È la notte tra sabato e domenica, a Le Mans si sta svolgendo la 24 Ore e di là dall'oceano sta avvenendo una SoVrApPoSiZiOn3 con l'ultimo ovale del campionato di Indycar 2021. Agli americani non importa chiaramente un fico secco di quello che succede in Francia, ma dei francesi chiaramente sì, gli importa qualcosa: ormai è nata una stella e quella stella è Romain Grosjean. In questo fine settimana fa peraltro il suo debutto sugli ovali, in vista di un 2022 full season. Alla sua prima esperienza su ovale si qualifica 15°, il che così a primo impatto potrebbe anche sembrare roba da poco, ma sta di fatto che RoGro riesce a non mettere la macchina a muro e questa non è roba da poco, specie considerato che stiamo parlando di uno che di macchine a muro ne ha messe varie anche quando non correva sugli ovali.

A portare a casa la pole è Willpowahhhh, che viene comunque sfilato in men che non si dica da Colton Herta, seguiti da Josef Newgarden e Simon Pagenaud. La prima parte della gara è piuttosto travagliata, con vari incidenti e relative safery car. Si inizia con Ed Jones vs Graham Rahal: i due spareranno a zero l'uno contro l'altro post-gara, anche se poi Rahal affermarà su Twitter di essersi chiarito con il collega dopo avere ricevuto le scuse di quest'ultimo. Si prosegue nel momento del restart con Ed Carpenter che colpisce Dalton Kellett mandandolo in testacoda. Poi al successivo restart si toccano anche i Newgenaud. Su questa pista i due avevano curiosamente litigato alcuni anni fa, quando Newgarden aveva fatto una manovra piuttosto aggressiva nei confronti di Pagenaud.

Stavolta Pagenaud rallenta, entra la safety car, lui è costretto a rientrare ai box e un utente che commenta l'exthended highlight su Youtube sostiene che il karma lo stia punendo per avere buttato fuori pista Lando Norris in una gara virtuale. Credo sia meglio continuare a parlare della gara reale, che vede alcuni giri di tranquillità. Alcuni, ho detto. Carpentahhhh stavolta va a sbattere da solo, poi al restart anche altri fanno casino: Rinus Veekay mette fuori il leader del campionato (ex leader, nel momento in cui scrivo) Alex Palou che a sua volta va a sbattere contro Scott Dixon. Davanti ringraziano e tra una cosa e l'altra davanti adesso c'è Newgarden seguito da un arrembante Alexander Rossi, seguono poi Herta e Power. Non tanto lontano c'è anche Pato O'Ward (che mentre scrivo è leader del campionato).

Assistiamo a tentativi di diversificazione delle strategie, Newgarden, Rossi e Power vengono superati da Herta, che dovrebbe fare una sosta in più di loro che invece stanno risparmiando carburante. Non scopriremo mai chi aveva ragione: Herta è attardato da un problema ai box (dove poi sarà costretto a rientrare per ritirarsi), Rossi invece finisce a muro... è l'artefice dell'ultima safety car e nel finale Newgarden è di nuovo in testa, seguito da O'Ward e Power, che andranno con lui a podio. Un ottimo Scott McLaughlin si piazza quarto davanti a un altrettanto ottimo Sebastien Bourdais su una finestra di pitstop diversa da quella dei piloti di testa per buona parte di gara. Seguono Takuma Sato, Ryan Hunter-Reay, Simon Pagenaud, Marcus Ericsson e Jack Harvey a completare i primi dieci.

Dov'è RoGro? Solo 14°, dietro a Conor Daly, Dalton Kellett e Tony Kanaan, davanti al solo James Hinchcliffe, ma il suo risultato non rende onore a quello che ha fatto vedere. Nella prima parte di gara mandava in brodo di giuggiole i telecronisti per certi suoi sorpassi che lo portavano in top-ten. Certo, dopo è arrivato un bacio (non alla francese, per sua fortuna) con un muretto e nella parte finale della gara fa una sosta in regime di bandiera verde finendo doppiato. Il bilancio è positivo, nonostante tutto, e si conferma idolo del fanbase statunitense, che adesso sembra avere una crush per i piloti che vengono dalla Formula 1. Chi l'avrebbe detto, anni fa, quando venivano regolarmente presi per i fondelli, che proprio Ericsson e Grosjean potessero far sciogliere il cuore degli americani?

In coda a questo post, vista la data odierna, voglio infine ricordare Justin Wilson, che il 23.08.2015 fu vittima di un grave incidente in Indycar a Pocono, che portò alla sua morte il giorno dopo. R.I.P. :-(((