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domenica 1 marzo 2026

Indycar 2026: si parte da #1 St.Petersburg

Il campionato di Indycar inizia con 25 vetture al via, perché non ci sono le Prema. La squadra è in serie difficoltà... e niente, non ci sono più le squadre in difficoltà di una volta. Non ci sono sedicenti principi nigeriani né santoni vari a fare da contorno.

Si parte, con i commenti via social, il profilo ufficiale della categoria e quant'altro. Scott McLaughlin (Penske) parte dalla pole, seguono Marcus Ericsson (Andretti), Dennis Hauger (Coyne), Alex Palou (Ganassi), David Malukas (Penske), Romain Grosjean (Coyne), Marcus Armstrong (Shank), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Louis Foster (Rahal) e Kyffin Simpson (Ganassi) a completare la top ten sulla griglia.
Si parte e tutto fila liscio... poi niente, arriva Sting Ray Robb (Juncos). Aveva (o ha tuttora?) una sponsorizzazione religiosa, quindi si mette a girare come se fosse il tizio in gonnella del GP di Gran Bretagna 2003, però a bordo di una macchina, facendo sorgere molti dubbi, tipo come mai la sponsorizzazione religiosa in questione spenda soldi per SRR invece che per organizzare sagre della parrocchia, con la pasta fresca fatta dalle sfogline, l'orchestra di liscio che però suona revival anni '60/70 perché i vecchi che ballavano il liscio sono morti da anni, e lo spettacolo pirotecnico alle 23.30 dell'ultima serata.
Ne usciamo con una vettura che salta sopra un'altra, nessuna delle quali è guidata da SRR.


A dire il vero nessuna delle due è più guidata neanche da altri, dato che siamo a meno di un giro completato e Santino Ferrucci (Foyt) e Mick Schumacher (Rahal) sono già pronti per giocare a briscola. SRR prosegue, si becca un drive through e tante critiche sui social, cose tipo: "è ben chiaro perché abbia un volante a discapito di Conor Daly, se fosse una carta da briscola sarebbe il re di denari".
In un colpo solo riesce a far incavolare soggetti completamente diversi, quali il fanbase di Ferrucci e le schumine.

Tutto prosegue tranquillo, almeno finché Malukas non perde pezzi di gomma(?), ma il meglio deve ancora venire quando dopo una ventina di giri perdiamo per strada Will Power (Andretti) dopo avere verniciato un muretto.
Andiamo avanti, troviamo Ericsson e McLaughlin che lottano tra di loro, abbiamo Palou che ne approfitta per guadagnare tempo e abbiamo una riota vagante... c'è anche Scott Dixon (Ganassi) su tre ruote.
Quando siamo a metà gara Palou è leader davanti a Ericsson e McLaughlin, che palle la Formula 1 dove vincono sempre i soliti, mentre in Indycar abbiamo ogni volta un vincitore divers-... ah no.
La seconda gara sembra meno scoppiettante della prima, non ci sono casini vari, ma c'è Ericsson un po' meno al centro della scena, mentre Lundgaard (Arrow McLaughli) va a prendersi McLaughlin. In seguito Scott riprenderà la posizione su Christian: i due arriveranno 2/3 alle spalle di un ormai lontano Palou. Kyle Kirkwood (Andretti) precede O'Ward Ericsson, Josef Newgarden (Penske) arriva settimo davanti a RoGro, mentre Rinus Veekay (Juncos) precede Hauger.
Armstrong manca la top-ten in 11^ piazza, mentre Malukas, Foster e Simpson sono 13/14/15 tutti dietro a Felix Rosenqvist (Shank).
Alexander Rossi (Carpenter) precede Caio Collet (Foyt), Graham Rahal (Rahal), Christian Rasmussen (Carpenter) e Nolan Siegel (Shank). SRR chiude la gara in ultima piazza, con 93 giri completati su 100.
E adesso si aspetta la gara del prossimo fine settimana... ma prima, si spera, gli extended highlight di domani.

Fun fact: dopo che Esteban Gutierrez, Pietro Fittipaldi e Kevin Magnussen hanno gareggiato in passato in Indycar, e con Romain Grosjean e Mick Schumacher sulla corrente griglia, Nikita Mazepin rimane l'unico *EX* pilota di Formula 1 della Haas che non ha mai preso parte a una gara di Indycar.


venerdì 15 agosto 2025

Indycar 2025: #15 Gran Premio di Portland // Palou campione in anticipo

La scorsa domenica si è svolto il quindicesimo appuntamento di una stagione di Indycar che volge ormai agli sgoccioli (mancano due eventi), nella quale Alex Palou è arrivato con un consistente margine nei confronti di Pato O'Ward. In una simile situazione è difficile che la storyline del giorno possa divenire un ultraquarantenne a rischio di perdere il volante che vince con Penske per la prima volta nella stagione... ma mai sottovalutare Will Power!
Iniziamo dall'inizio, quindi da O'Ward: il pilota di Arrow McLaren è infatti scattato dalla pole position, mantenendo la prima posizione davanti alla Meyer Shank di Felix Rosenqwist e allo stesso Willpowahhhh (che nei giorni successivi - il 14 agosto - avrebbe festeggiato l'anniversario del doppio dito medio in mondovisione). Il leader del campionato era soltanto quarto, al momento.

La prima parte di gara è stata quella meno tranquilla, in termini di incidenti. Al terzo giro di un totale di 110, infatti, Santino Ferrucci (Foyt) ha inaugurato le danze finendo in testacoda e andando a stampare il posteriore contro a un muro, segnando il primo ingresso della safety car. Si è visto poi un contatto tra Kyffin Simpson (Ganassi) e Louis Foster (Rahal Letterman), che tuttavia non ha provocato grossi danni ai due piloti.
Il momento clou ce l'hanno regalato Christian Rasmussen (Carpenter) e Conor Daly (Juncos): era il 15° giro ed era già da un po' che i due si tiravano delle mezze sportellate. Il botto è avvenuto e Daly è finito violentemente fuori pista andando a sbattere contro le barriere (nello screenshot qui sotto).
Dopo la gara, Daly ha criticato Rasmussen per la sua guida azzardata, mentre Rasmussen ha sostenuto che fosse stato lo stesso Daly a innescare l'incidente.


Power non si è mai fermato ai box in regime di safety car, ma ha effettuato la prima sosta intorno a un terzo di gara. Le cose sono precipitate, invece, per O'Ward: si giocava ancora il campionato con Palou, ma ha lasciato definitivamente il titolo nelle mani del pilota del team Ganassi, quando ha accusato problemi tecnici e ha trascorso parecchi giri fermo ai box dopo esserci arrivato al rallenty.
In una gara che è proseguita decisamente più tranquilla, Willpowahhhh è rimasto in testa in ciascuno stint, inseguito a gara inoltrata da Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che gli stava molto vicino. Questo, però, più che andare ad attaccare Power ha dovuto vedersela con Palou, vicino a lui tanto quanto lui lo era nei confronti del leader della gara. Nel frattempo, dopo un contatto con Scott Dixon (Ganassi), Josef Newgarden (Penske) è riuscito a levarsi di mezzo senza divenire un intoppo.

Power è andato a vincere, Lundgaard è uscito vincente da un acceso duello con Palou, il quale ha salvato la terza piazza dopo avere anche messo le ruote sulla sabbia.
Graham Rahal (Rahal Letterman) e Alexander Rossi (Carpenter) hanno completato la top-5 precedendo Callum Ilott (Prema), Scott McLaughlin (Penske) e Marcus Armstrong (Meyer Shank), mentre Rosenqvist in una posizione di spessore nel primo stint ha chiuso nono davanti a Colton Herta (Andretti).
Dixon, Rasmussen e Foster hanno preceduto Sting Ray Robb (Juncos), Robert Shwartzman (Prema), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), David Malukas (Foyt) e Kyle Kirkwood (Andretti) a completare la top-20. Simpson ha preceduto Marcus Ericsson (Andretti) e Jacob Abel (Coyne), mentre Newgarden ha chiuso solo 24° davanti a O'Ward giunto a dieci giri dal leader.


mercoledì 4 giugno 2025

Indycar 2025: #7 Gran Premio di Detroit

A distanza di appena una settimana dalla Cinquecento Miglia di Indianapolis vinta da Alex Palou (Ganassi), il campionato di Indycar è tornato con il settimo evento della stagione, che ha visto la seguente griglia di partenza:

1^ fila: Colton Herta - David Malukas
2^ fila: Kyle Kirkwood - Christian Lundgaard
3^ fila: Graham Rahal - Alex Palou
4^ fila: Rinus Veekay - Scott McLaughlin
5^ fila: Will Power - Scott Dixon
6^ fila: Marcus Armstrong - Christian Rasmussen
7^ fila: Marcus Ericsson - Louis Foster
8^ fila: Felix Rosenqvist - Alexander Rossi
9^ fila: Callum Ilott - Pato O'Ward
10^ fila: Kyffin Simpson - Jacob Abel
11^ fila: Santino Ferrucci - Robert Shwartzman
12^ fila: Devlin Defrancesco - Josef Newgarden
13^ fila: Conor Daly - Sting Ray Robb
14^ fila: Nolan Siegel

La location era Detroit, con il tracciato ricavato in parte sulle strade che negli anni '80 hanno ospitato anche il campionato di Formula 1... non so se avete presente, quel trash che a distanza di 40+ anni viene rivalutato perché ripensare a John Watson che vince dalle retrovie ha il suo perché. E prima che qualcuno mi accusi di confondere Detroit con Long Beach, preciso che una cosa del genere non accadrà mai, e che Watson ha vinto anche a Detroit partendo molto indietro sulla griglia, anche se non tanto indietro quanto a Long Beach.
Dopo avere fatto questa doverosa precisazione, direi che possiamo passare oltre e occuparci della gara, che prevedeva 100 giri e che è iniziata con Herta che manteneva la prima posizione, davanti a Kirkwood e Palou.



I leader erano su una strategia a tre soste partendo sulle soft, e hanno iniziato a fermarsi già intorno al 10° giro. Nel frattempo ci sono state due caution in rapida successione, la prima per un testacoda di Rosenqvist, la seconda poco dopo il restart per un contatto tra McLaughlin e Siegel, mentre al contempo c'era una ruota vagante persa da DeFrancesco. Davanti c'erano, su altra strategia, Rasmussen, Rahal e Foster, con Rahal che a un terzo di gara ai box ha avuto problemi ed è stato fermo piuttosto a lungo.
Rasmussen ha leaderato fino al 40° giro quando si è fermato ai box, dopodiché ha verniciato un muretto, ma senza dare danni. Kirkwood, Herta e Power erano i primi tre dopo i pitstop dei piloti sull'altra pitstop window, con Palou quarto. Dopo la successiva sosta Power sopravanzerà Herta.

Al 67° giro Ilott (Prema) è andato a sbattere contro le barriere, provocando una caution e ritirandosi. I piloti di testa sono rientrati ai box per la terza sosta, mentre Ferrucci, Simpson e Armstrong che si erano fermati da poco si sono ritrovati 1/2/3.
Seguivano Kirkwood, Power, Herta e Palou, che poco dopo il restart è stato speronato da Malukas finendo nelle barriere, con conseguente nuova caution. Dopo il successivo restart, Kirkwood è andato a prendersi la testa della gara, non prima di un contatto con Simpson dove ha danneggiato lievemente l'ala anteriore.
Anche Power ha rimontato posizioni andando a prendersi la seconda piazza.

All'83° giro la gara è stata redflaggata per uno spaventoso incidente dopo che Foster (Rahal Letterman) ha perso il controllo della vettura a causa di un cedimento e ha travolto Rosenqvist (Meyer Shank) con entrambi che sono finiti duramente nelle barriere. I due piloti sembrano non avere riportato conseguenze fisiche.
Nella parte finale della gara, dopo il restart (89° giro), Kirkwood ha proseguito indisturbato verso la vittoria, mentre un duello a tre per il secondo posto ha visto Ferrucci prevalere nei confronti di Herta e Power.
Oltre ai piloti menzionati in corso d'opera, anche Veekay (Coyne), Rasmussen (Carpenter) e DeFrancesco (Rahal Lettermann) sono stati costretti al ritiro. Questo è il risultato finale limitato ai piloti giunti fino al traguardo:

1. Kirkwood/ Andretti, 2. Ferrucci/ Foyt, 3. Herta/ Andretti, 4. Power/ Penske, 5. Simpson/ Ganassi, 6. Armstrong/ Meyer Shank, 7. O'Ward/ Arrow McLaren, 8. Lundgaard/ Arrow McLaren, 9. Newgarden/ Penske, 10. Rossi/ Carpenter, 11. Dixon/ Ganassi, 12. McLaughlin/ Penske, 13. Ericsson/ Andretti, 14. Malukas/ Foyt, 15. Robb/ Juncos, 16. Shwartzman/ Prema, 17. Daly/ Juncos, 18. Abel/ Coyne, 19. Siegel/ Arrow McLaren, 20. Rahal/ Rahal Letterman.

NB. Ferrucci ha mantenuto la posizione nonostante una penalità di punteggio per un'irregolarità tecnica.




martedì 23 luglio 2024

Indycar 2024: #12 Toronto

Nel fine settimana passato si è svolto il dodicesimo evento della stagione 2024, che si è concluso con la vittoria di Colton Herta. Il pilota del team Andretti è stato essenzialmente in testa per tutta la durata della gara, precedendo sul podio il compagno di squadra Kyle Kirkwood e Scott Dixon (Ganassi). Il leader del campionato Alex Palou (Ganassi) partiva dalle retrovie, ma ha approfittato di una gara piuttosto caotica per rimontare fino alla quarta posizione, precedendo Marcus Armstrong (Ganassi), David Malukas (Meyer Shank), Christian Lundgaard (Rahal), Rinus Veekay (Carpenter), Romain Grosjean (Juncos) e Graham Rahal (Rahal) che hanno completato la top-ten.

La gara ha avuto un attrition rate piuttosto elevato, con incidenti fin dalle prime battute che hanno provocato prima il ritiro di Christian Rasmussen (Carpenter) e poi quello di Agustin Canapino (Juncos). Sono seguiti fatti di più lieve entità, come testacoda vari e contatti minori che non hanno generato grossi danni, finché a gara inoltrata è accaduto l'incidente più caotico.
Ci eravamo lasciati il precedente fine settimana con un grosso incidente e ci siamo ritrovati anche in questa occasione con un grosso incidente. Peraltro è iniziato con una gufata micidiale, i telecronisti stavano osservando come Pato O'Ward stesse facendo una buona gara. Tempo dieci secondi contati ed ecco il pilota della Arrow McLaren finire in testacoda e andare a sbattere.
Colpito da Marcus Ericsson (Andretti) e Pietro Fittipaldi (Rahal), è stata poi la volta di Santino Ferrucci (Foyt) il quale è ha preso il volo e si è ribaltato, come a imitare il compagno di squadra Sting Ray Robb allo Iowa Speedway.



La gara è stata redflaggata, dato che numerose altre vetture sono rimaste coinvolte - compreso anche Robb, presumo, dato che risulta ritirato - e tra gli altri di siamo ritrovati con out anche Nolan Siegel (Arrow McLaren), Kyffin Simpson (Ganassi), il debuttante Hunter McElrea (debuttante in Coyne come sostituto di al posto di Jack Harvey).
Quando la gara è ripresa, abbiamo assistito a un incidente tra le Penske di Will Power e Scott McLaughlin, quest'ultimo costretto al ritiro. Power penalizzato, ha chiuso dodicesimo ultimo dei piloti a pieni giri, alle spalle dell'altro compagno di squadra Newgarden e davanti ai pochi doppiati che hanno concluso la gara: Linus Lundqvist (Ganassi), Theo Pourchaire (sostituto di Rossi - infortunato a una mano nelle prove libere - in Arrow McLaren) e Toby Sowery (Coyne), sono giunti alla bandiera a scacchi in totale solo quindici piloti.


sabato 8 giugno 2024

Indycar 2024: #6 Gran Premio di Detroit // il caos e il Canapino-gate

Nello scorso fine settimana si è svolto il GP di Detroit di Indycar, su un circuito cittadino la cui location coincide parzialmente con quella del tracciato trash su cui si svolgeva il GP degli Stati Uniti Est di Formula 1 negli old gold days. Ho visto la gara in versione integrale grazie a delle trasmissioni "non ufficiali" su Youtube, tra cui una brasiliana in cui l'evento era stayo ribattezzato in chat come "gran premio di Destroit". L'evento ha visto alcuni cambi di line-up, come per esempio Helio Castroneves che ha preso temporaneamente il posto di Tom Blomqvist per Meyer Shank e come Tristan Vautier in Coyne nel posto in cui si sono alternati finora Colin Braun, Nolan Siegel, Luca Ghiotto e Katherine Legge. Nelle qualifiche, inoltre, ha fatto parlare di se Santino Ferrucci che, dopo una presunta ostruzione da parte di Kyle Kirkwood, l'ha ostruito di proposito e, non contento, in seguito in pitlane è andato anche a inveire contro di lui e a strattonarlo prima di essere invitato ad allontanarsi.
Dopo questa breve parentesi in stile NASCAR, è arrivata la domenica ed è arrivata una gara immensamente caotica. Giusto per chiarire il concetto: primo incidente già al via, un susseguirsi di contatti di maggiore e minore entità, una parentesi con la pioggia verso metà gara e un totale di otto ingressi della safety car, se li ho contati bene, ma potrei anche avere perso il conto. In sintesi, una gara in cui il caos era l'assoluta routine per tutti... o quasi.

Parliamo di Agustin Canapino, divenuto incredibilmente attore protagonista del post-gara. Pilota di ruote coperte, arrivato in Indycar nel 2023 con un palmares inconsueto in cui le open wheel non erano contemplare eccetto una manciata di gare in Formula 3 molti anni fa, ha mostrato risultati assolutamente rispettabili, ma ha fatto parlare di sé, finora, più che altro per le polemiche social innescate dai suoi sostenitori ogniqualvolta in pista capiti qualche evento anche minimamente controverso.
L'anno scorso il suo allora compagno di squadra Callum Ilott era stato vittima di vere e proprie campagne d'odio via Twitter, e mi spiace dirlo, il fanbase di Canapino è assolutamente pessimo. Come spesso succede per i piloti di una nazionalità non molto rappresentata in una certa categoria, si spostano a orde, un po' come i turchi per Cem Bolukbasi o i filippini per Bianca Bustamante. Con una sostanziale differenza, ovvero che tendenzialmente i fanbase molto radicati sono sostanzialmente innocui e incentrati sull'ammirazione del proprio idolo.
Purtroppo non si può dire lo stesso dei fanboy di Canapino, che fanno spesso caciara e poi usano la loro nazionalità per nascondersi: "io sono argentino e se osi contraddirmi allora è razzismo contro i latino-americani". Ricorda un po' l'atteggiamento dei messicani contro chi osa affermare che Checo Perez non è il miglior non-campione della storia della Formula 1, con la differenza sostanziale che Perez, in qualità di top driver in Formula 1, ha un fanbase più internazionale e certi soggettoni sono una parte ristretta del fanbase.

In sintesi, un paio di giorni dopo la gara Theo Pourchaire, che con Canapino era stato protagonista di un contatto che è costato poche posizioni a entrambi ed è stato penalizzato per l'incidente stesso, ha scritto in un tweet di avere ricevuto insulti e minacce di morte via social, venendo peraltro criticato da Norberto Fontana per avere parlato di quello e non dell'incidente innescato da lui stesso.
Canapino ha fatto una dichiarazione critica nei confronti del proprio fanbase, ma che in molti hanno considerato di facciata, dal momento che pare avesse messo dei like a post con insulti nei confronti di Pourchaire o che lo tacciavano di essersi inventato gli abusi online. Ciò sarebbe rimasto confinato ai social, se McLaren non avesse deciso di interrompere la partnership con Juncos a causa di questo episodio.
In sintesi nella giornata di venerdì, dopo che Canapino era stato presente a Road America dove si svolgerà la gara di questo fine settimana, è stato annunciato che Canapino non prenderà parte all'evento, ma sarà sostituito da Siegel. Juncos ha scritto un comunicato in cui si affermava tra le righe che Canapino non sarà in pista perché si sente minacciato dopo gli attacchi ricevuti online.
In sintesi, una faccenda ancora abbastanza oscura, in cui non mi stupirebbe se fosse stata la squadra a prendere questa decisione, perché comunque innescare la perdita della partnership con McLaren è provocare un danno al team stesso.

Se posso dire la mia su questa vicenda, personalmente sono convinta che il cyberbullismo nei fanbase sia un grosso problema, perché spesso viene da profili che riescono comunque a guadagnare un buon seguito e ad apparire come dei "precious cinnamon roll". La verità dei fatti è che non basta tappezzare i propri profili di cuccioli e gattini o sapere fare edit belli per essere anche persone dotate di empatia e contegno; anzi, proprio l'avere molto seguito spesso genera anche comportamenti poco edificanti al solo scopo di apparire.
In quella vasta quantità di gente che team e piloti acclamano come "best fans" o cose analoghe, ci sono tanti individui di questo tipo, che si mascherano abbastanza bene dietro al ruolo del fan infervorato. C'è chi dice che team e piloti dovrebbero fare più attenzione a chi mettono su un piedistallo, ma è pur vero che 1) team e piloti non possono scandagliare la vita di chiunque prima di mettere un like o ricondividere un post, 2) basta una storiella strappalacrime e attira like per guadagnarsi ammirazione incondizionata, pena massicci attacchi di dissing.
Per dire, Centurion Lewis - un utente di Twitter che si spacciava per un tifoso di Hamilton diciannovenne malato terminale, che ha ricevuto il supporto della Mercedes e ha sfruttato la pubblicità per organizzare una raccolta fondi a suo favore, per poi fingere la propria morte - scriveva cose che avrebbero scritto soltanto un fake o un bambino di dodici anni. Appurato che non poteva avere dodici anni, doveva per forza essere un fake.
Eppure, finché non si è scoperto che era un truffatore e che era vivo e vegeto, qualcuno era forse nella posizione di tacciarlo di essere un fake? Direi di no, chi avesse osato sarebbe stato criminalizzato.

Detto ciò, se da un lato è comprensibile come certi cyberbulli riescano a diventare popolari e a fare breccia nel cuore dei loro idoli, la vicenda Canapino è a mio avviso a sé stante. I suoi tifosi che insultano somigliano molto di più alla gente che, senza alcun seguito, su Facebook commenta i post con offese a piloti per fatti magari capitati nel 1995 o giù di lì, in sintesi un'orda di frustrati che urlano e strepitano a caso.
Pur essendo un'orda ben presente su twitter, non ha profili da "tumblrina" pieni di follower e like, semplicemente fa rumore perché è un'orda molto vasta. Canapino e/o Juncos hanno già in passato sminuito le azioni di costoro, con addirittura il team che in passato ha accusato Ilott di dare troppo peso a insulti e minacce di morte ricevuti.
Mi rendo conto che chi ha un fanbase di questo genere e non fa nulla di concreto possa anche avere molti hater, ma il comunicato sull'assenza a Road America è scritto come se Canapino 1) fosse stato fin dall'inizio la vittima di questa storia, 2) di punto in bianco, ora che i presunti insulti li ha ricevuti lui, allora non siano più qualcosa a cui non si deve dare peso, ma di colpo divengano rilevanti.
So che è banale da dire, ma rimpiango il motorsport dei "very uominy", quello in cui gli incidenti tra piloti venivano discussi tra i piloti stessi, oppure nella cabina dei commissari, e in cui incidenti banali (questo è stato un semplice contatto durante un restart) non divenivano un affare internazionale, con tanto di gente che allora sì, si traveste da tumblrina e afferma: "il mio idolo in quanto argentino deve essere al di sopra di ogni critica altrimenti è xenofobia".

Per il resto la gara è stata un caos, con il poleman Colton Herta precipitato indietro per una strategia toppata che è andato a sbattere contro le barriere, così come diversi altri top driver coinvolti nel caos, incluso Josef Newgarden, fresco vincitore della Indy 500, incluso Alex Palou che proprio con questo si è toccato, incluso Scott McLaughlin finito in precedenza fuori mentre era in zona podio.
Scott Dixon, in modalità risparmio carburante, alla fine l'ha spuntata, riuscendo a gestire nonostante Marcus Ericsson fosse piuttosto pressante nelle fasi conclusive del gran premio. La vittoria l'ha portato in testa alla classifica piloti e ha dato un segnale: mai sottovalutare Dixon, perché riserva sempre delle sorprese!

RISULTATO: 1. Scott Dixon/ Ganassi, 2. Marcus Ericsson/ Andretti, 3. Marcus Armstrong/ Ganassi, 4. Kyle Kirkwood/ Andretti, 5. Alexander Rossi/ Arrow McLaren, 6. Will Power/ Penske, 7. Pato O'Ward/ Arrow McLaren, 8. Felix Rosenqvist/ Meyer Shank, 9. Santino Ferrucci/ Foyt, 10. Theo Pourchaire/ Arrow McLaren, 11. Christian Lundgaard/ Rahal, 12. Agustin Canapino/ Juncos, 13. Pietro Fittipaldi/ Rahal, 14. Rinus Veekay/ Carpenter 15. Graham Rahal/ Rahal, 16. Alex Palou/ Ganassi, 17. Jack Harvey/ Coyne, 18. Tristan Vautier/ Coyne, 19. Colton Herta/ Andretti, 20. Scott McLaughlin/ Penske, 21. Sting Ray Robb/ Foyt, 22. Linus Lundqvist/ Ganassi, 23. Romain Grosjean/ Juncos, 24. Kyffin Simpson/ Ganassi, 25. Helio Castroneves/ Meyer Shank, 26. Josef Newgarden/ Penske, 27. Christian Rasmussen/ Carpenter.


mercoledì 31 maggio 2023

Indycar 2023: #6 Indianapolis 500

L'edizione numero 107 della Indy 500 ha visto 34 piloti tentare di qualificarsi, il che significava una sola cosa: non tutti i piloti avrebbero avuto accesso alla griglia, con un solo escluso nella giornata della domenica precedente a quella della gara. Attualmente le qualifiche sono così strutturate: al sabato vengono assegnate le posizioni dalla 13^ alla 30^, mentre i primi dodici andranno a giocarsi in altre sessioni domenicali le prime quattro file. A giocarsi la qualificazione sono tutti i piloti qualificati oltre il 30° tempo, con i primi tre che vanno a comporre l'ultima fila della griglia. A faticare tanto, nella qualifica del sabato, sono stati tutti i piloti del team Rahal, con una sorpresa, Katherine Legge alla guida della quarta vettura con una partecipazione one-off a distanza di anni e anni, come unica della squadra a qualificarsi con il 30° tempo. I titolari, Graham Rahal, Christian Lundgaard e Jack Harvey a giocarsela con la Coyne di Sting Ray Robb. Incredibile ma vero, è stato proprio Rahal, il più altolocato di tutti, a ritrovarsi fuori dalla griglia. C'è stato tuttavia un colpo di scena l'indomani, durante una sessione di test, un incidente tra Katherine Legge e Stefan Wilson si è concluso con un infortunio a una vertebra per il pilota di Dreyer & Reinbold, che era qualificato 25°, che si è ritrovato fuori dalla gara.
Il regolamento prevede la possibilità, se il team possiede una vettura di riserva, di prendere parte alla gara con un altro pilota, partendo dall'ultima posizione. Così ecco che Rahal è rientrato in corso d'opera, ingaggiato in extremis dal team Dreyer & Reinbold per gareggiare su una loro vecchia monoposto partendo 33°. La griglia di partenza ufficiale è stata quindi la seguente (nella quale ho indicato anche il team):

1^ fila: Palou/ Ganassi, Veekay/ Carpenter, Rosenqvist/ Arrow McLaren
2^ fila: Ferrucci/ Foyt, O'Ward/ Arrow McLaren, Dixon/ Ganassi
3^ fila: Rossi/ Arrow McLaren, Sato/ Ganassi, Kanaan/ Arrow McLaren
4^ fila: Ericsson/ Ganassi, Pedersen/ Foyt, Power/ Penske
5^ fila: Carpenter/ Carpenter, McLaughlin/ Penske, Kirkwood/ Andretti
6^ fila: Daly/ Carpenter, Newgarden/ Penske, Hunter-Reay/ Dreyer & Reinbold
7^ fila: Grosjean/ Andretti, Castroneves/ Meyer Shank, Herta/ Andretti
8^ fila: Pagenaud/ Meyer Shank, Malukas/ Coyne, Andretti/ Andretti
9^ fila: DeFrancesco/ Andretti, Canapino/ Juncos, Ilott/ Juncos
10^ fila: Enerson/ Abel, Legge/ Rahal, Lundgaard/ Rahal
11^ fila: Robb/ Coyne, Harvey/ Rahal, Rahal/ Dreyer & Reinbold

La gara è iniziata a stento per Rahal, tanto che la sua vettura si è spenta ed è stata riportata ai box da cui è partito due giri dopo, mentre Alex Palou era leader davanti a Rinus Veekay e Felix Rosenqvist, ma solo l'inizio e i giri erano 200. Veekay è passato in testa a inizio gara, mentre Scott Dixon inizialmente quarto ha iniziato ad accusare problemi, ha perso posizioni e ha dovuto anticipare la prima sosta.
Dopo la sosta, Palou era di nuovo davanti a Veekay, mentre Felix Rosenqvist, strappata la quarta posizione ad Alexander Rossi, ha in seguito superato Santino Ferrucci portandosi terzo. In occasione questo giro di pitstop, Legge è andata a sbattere in pitlane subito dopo essere ripartita: sarebbe stato il primo di vari incidenti nella corsia dei box. Pare sia ripartita, dato che poi la si è vista ritirarsi parecchio tempo dopo, indicativamente un giro di pitstop più avanti.
In questo giro di soste Pato O'Ward è riuscito a portarsi in testa, con Rosenqvist secondo e Veekay ancora davanti a Palou, poi Ferrucci che ha superato lo spagnolo portandosi quarto, arrivando successivamente a giocarsi addirittura la seconda posizione con O'Ward mentre Rosenqvist si trovava in testa. Ci si avvicinava in quel momento a metà gara, ma al 92° Robb è andato a muro ed è entrata la safety car. Nel giro di soste seguito in quei frangenti, Veekay è finito in testacoda in pitlane colpendo Palou e ha ricevuto in seguito una penalità, il tutto mentre Callum Ilott non si fermava ai box e risaliva provvisoriamente in prima posizion davanti ai superstiti Rosenqvist, Ferrucci e O'Ward, venendo poi risucchiato dal gruppo a cui si aggiungevano Josef Newgarden e Marcus Ericsson, con questo che si è anche portato in testa in seguito in concomitanza con un giro di pitstop in cui un unsafe release durante la sosta di Colton Herta è culminato in un contatto in pitlane tra lui e Romain Grosjean.
Al 150° il pilota franco-svizzero è finito a muro, con relativo ingresso della safety car. Nessuno dei piloti di testa si è fermato in quanto l'ultima sosta era risalente a pochi giri prima e al restart è iniziato un duello per la leadership che ha coinvolto inizialmente Ericsson e Newgarden, poi anche Ferrucci che si è portato in testa, il tutto mentre Palou risaliva fino alla top-ten inoltrata. C'era un'altra sosta da fare, avvenuta a una trentina di giri dalla fine, con Ericsson davanti ai suoi diretti avversari, con Rosenqvist che ha stappato la posizione a Ferrucci e Rossi Newgarden che poi ha fatto lo stesso. C'era anche Kyle Kirkwood da quelle parti, che poteva puntare a posizioni di spessore.
O'Ward nel frattempo si avvicinava progressivamente a Ericsson arrivando a superarlo, mentre in testa c'era provvisoriamente Ryan Hunter-Reay davanti alle due Juncos. A 16 giri dalla fine, tuttavia, il colpo di scena: Rosenqvist è andato a sbattere, Kirkwood l'ha colpito, è finito a muro e si è ribaltato strisciando a lungo. Una ruota vagante è finita oltre le reti, fortunatamente senza finire addosso alle persone.
La gara è stata redflaggata - con RHR e le Juncos che non potevano effettuare rifornimento ma dovevano aspettare di tornare in pista - e al restart, dopo i giri dietro la safety car, restavano solo nove tornate. Ciò significava che, in caso di tardivo incidente, ci sarebbe stato il rischio di finire la gara in regime di safety car, se non fosse stata redflaggata in maniera creativa. È successo due volte, la prima delle quali, dopo che Newgarden di era portato in testa, O'Ward è finito a muro dopo un contatto con Ericsson che ha generato polemiche. Al momento però c'era altro a cui pensare, tipo Simon Pagenaud che era finito ugualmente a muro e Agustin Canapino che ha cozzato contro la vettura di O'Ward.
Al restart, dopo altri giri dietro la safety car, mancavano quattro tornate, mentre davanti era duello Ericsson vs Newgarden con Ericsson che ne è uscito vincente, dietro Benjamin Pedersen è finito a sbattere con anche Graham Rahal e Ed Carpenter coinvolti. Apparsa la bandiera rossa, ne mancavano due da completare e, mentre prima il restart era preceduto da vari giri dietro la safety car, stavolta ne è bastato solo uno, per poi avere un finale sprint di un giro.
Newgarden ha superato Ericsson ed è andato a vincere. Prima di andare in victory lane si è fermato, è sceso dalla vettura e si è messo a girare tra il pubblico, regalando alla Indy 500 quella patina di perfezione dietro alla quale stava nascosto un uso della bandiera rossa neanche tanto diverso da quello fatto in Formula 1 all'Albert Park, lasciandomi nel dubbio: bisogna focalizzarsi sulla bellezza di un tappeto pregiato o sulla spazzatura che vi viene nascosta sotto? Al momento in cui scrivo, non ho risposte.
Concludo segnalando un ultimo duello tra Castroneves e Kanaan, con Tony giunto alla fine della sua carriera in Indycar e con Helio che poi gli rivolgeva un gesto di saluto dopo avere tagliato il traguardo: è difficile pensare che la Royal Couple do Brasil non condividerà mai più lo stesso circuito, non in Indycar almeno.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden, 2. Marcus Ericsson, 3. Santino Ferrucci, 4. Alex Palou, 5. Alexander Rossi, 6. Scott Dixon, 7. Takuma Sato, 8. Conor Daly, 9. Colton Herta, 10. Rinus Veekay, 11. Ryan Hunter-Reay, 12. Callum Ilott, 13. Devlin DeFrancesco, 14. Scott McLaughlin, 15. Helio Castroneves, 16. Tony Kanaan, 17. Marco Andretti, 18. Jack Harvey, 19. Christian Lundgaard, 20. Ed Carpenter, 21. Benjamin Pedersen, 22. Graham Rahal, 23. Will Power, 24. Pato O'Ward, 25. Simon Pagenaud, 26. Agustin Canapino, 27. Felix Rosenqvist, 28. Kyle Kirkwood, 29. David Malukas, 30. Romain Grosjean, 31. Sting Ray Robb, 32. R.C.Enerson, 33. Katherine Legge.

domenica 3 maggio 2020

Il motorsport ai tempi del coronavirus, tra replay, tifosi che non sanno cosa sia successo prima della settimana scorsa, gare virtuali e polemiche trash

Quando non ci sono gare, in un modo o nell'altro ci si deve arrangiare. Adesso stanno accadendo due cose, entrambe incluse nel contesto dell'arrangiarsi. Da un lato ci sono le gare virtuali, dall'altro i Replay. Il canale ufficiale della Formula 1 ritrasmette su Youtube una gara della F1 moderna o contemporanea ogni sabato pomeriggio e una della Formula 1 anni '80/'90 ogni mercoledì sera. Le sceglie verosimilmente con gli standard del tifoso medio British, specie quelle della categoria "moderne o contemporanee", quindi vai di gare vinte da Hamilton oppure da piloti che non si possono considerare avversari che gli abbiano dato un grosso fastidio. Per gli anni '90 vanno molto le gare con vincitori strani, tipo Panis o Herbert. Belle gare, non lo metto in discussione, ma c'è qualcosa che stride, a mio parere, con l'attuale status del niubbo della Formula 1 e anche del non tanto niubbo.
Viviamo in un contesto storico in cui il tifoso medio è convinto fermamente che tutto ciò che risale a prima di novembre 2019 (data da cui peraltro siamo anche abbastanza lontani quindi già sulla via del dimenticatoio) non esiste. So che non è dovere del canale Youtube della Formula 1 debellare l'ignoranza, ma il mio suggerimento sarebbe quello di scegliere qualche "gara normale". Insomma, gare con piloti mainstream sul podio, e possibilmente più di un pilota mainstream.

Altrimenti la gente si convincerà che negli anni '90 vincevano solo piloti strani e che Gran Bretagna 2008, replay di ieri (di cui trovate un mio vecchio commento), sia totalmente indicativo di tutta la stagione. Il che porta alla considerazione che Hamilton è il miglior pilota di tutti i tempi e Massa il peggiore di tutti i tempi e, al contempo, che se Hamilton ha vinto il mondiale con un punto su Massa all'ultima gara deve essere sopravvalutato quindi i piloti contemporanei sono tutti dei brocchi. Per questo verso Bahrein 2014 era a mio parere più adatto a simboleggiare un'epoca, Gran Bretagna 2008 fino a un certo punto.
Anche Brasile 2012 penso che sia stato trasmesso con l'intento di dimostrare che in quell'anno Alonso e Vettel stavano inseguendo un titolo andando incontro a peripezie infinite, mentre Hamilton ha vinto in modo più tranquillo. Nei commenti c'era perfino gente che criticava il fatto che Vettel, mentre era ventiduesimo in un gran premio che doveva chiudere a punti per vincere il mondiale, non avesse guidato in modo conservativo. Tenetevelo in mente, quindi: quando si è ultimi ed essere ultimi è da senza speranze, l'obiettivo di un pilota dovrebbe quello di passare la gara a contemplare il retrotreno di Pic.

Comunque sia, Hamilton è ancora sulla cresta dell'onda e metterlo da parte è difficile, ma è chiaro che l'intento sia quello di promuovere anche i Leclestappen. Quindi state tranquilli, difficilmente vedrete gare contemporanee che non siano state vinte da Hamilton, Leclerc o Verstappen. Eccetto gente inoffensiva tipo Ricciardo e Button.
Al di là di questo rimango convinta che il replay sia comunque un'ottima iniziativa e che in ogni caso, anche la gente che guarda le gare, potrebbe evitare di dare di matto quando non vengono mostrate le loro gare preferite. In fin dei conti, vorrei ricordare che c'è modo per vederne anche molte altre. Ci sono anche canali youtube pieni di vecchi gran premi. Almeno qualcosa di quello che vi piace, sicuramente ci sarà. Altrimenti ripiegate pure sulle gare virtuali, rigorosamente giudicandole come se fossero gare vere. Quindi il valore dei piloti si decide in base a quello che fanno nel virtuale ed eventuali soggetti random che prendono il posto di piloti titolari (molti soggetti random, in realtà) meriterebbero sicuramente di più un volante in Formula 1!!!11!!11!! dei piloti che non partecipano alle garehhhh virtualihhhh!!11!!!1!! o che non le vincono.
Tra parentesi, pur non essendo un'appassionata del genere, rimango del parere che anche questa sia una buona iniziativa. Però ci si scontra sempre con la solita corrente del tifoso ignorante che non ha idea del fatto che sia esistito qualcosa prima del novembre 2019. O del fatto che non tutti i piloti hanno una sim per gareggiare. O del fatto che magari hanno anche altre cose da fare, tipo bere vodka, nel caso di Raikkonen.

Però a mio parere bisognerebbe cercare di darsi una calmata. Ieri, nella prima serata, c'era gente che polemizzava su cosa fosse più figo tra il campionato di Formula 1 virtuale a cui partecipa Leclerc o il campionato Legends Trophy(?) a cui prendono parte diversi veterani del motorsport, in genere ultraquarantenni o ultracinquantenni, al quale ha partecipato Vettel ieri, di cui la cosa più interessante era sicuramente, stando alla lista dei partecipanti, il fatto che Vettel in quel momento fosse "in pista" insieme a uno dei suoi best friend forever, ovvero Pirro.
Mentre stavo giusto pensando che fosse più pittoresco dare peso al fatto che si gareggiava quando di là dall'oceano erano apparentemente l'una o le due del pomeriggio e che bisognasse piuttosto interrogarsi sul fatto che Montoya fosse o non fosse già andato a pranzo mentre vinceva una delle gare, pensavo che per il capitolo gare virtuali non si potesse precipitare più in basso delle polemiche trash di poco conto tra gli appassionati. Mi sbagliavo. Mi sbagliavo di grosso, perché il peggio doveva ancora venire e si sarebbe materializzato nel proseguimento di serata, grazie anche alla collaborazione di certi piloti di Indycar.

C'era una gara virtuale di Indycar, ieri sera, ed è successo di tutto. Dove per di tutto intendo che Pagenaud, dopo essere stato probabilmente chiuso da Norris, ha detto in diretta Twitch che l'avrebbe sbattuto fuori pista, cosa che ha fatto all'ultimo giro, venendo definito un perdente da Norris, che ha criticato pesantemente l'accaduto venendo a quanto pare difeso da Verstappen, mentre Pagenaud minimizzava l'accaduto postando foto del suo onnipresente cane e sostenendo che il cane è più paziente di lui.
Ma non è finita, perché nel frattempo Ferrucci buttava fuori deliberatamente Askew, sostenendo che tanto era solo un videogioco e quindi ciascuno poteva fare quel cavolo che gli pareva.
Infine pare che ci sia stata una mezza polemica, seppure dai toni molto più contenuti, tra Ericsson e O'Ward, con quest'ultimo accusato da Ericsson di avere innescato un incidente e O'Ward convinto di non avere fatto nulla di male. Quest'ultimo caso pare essere stato ormai dimenticato, perché non era ovviamente ai livelli di quanto accaduto tra gli altri.
Se Ferrucci fuori dagli schemi non ha stupito, molta gente si è indignata per il comportamento di Pagenaud, il che ha anche il suo senso, se non fosse che poi le accuse sul suo comportamento nel virtuale sono state estese, inventandosele, anche alle gare vere, per la solita regola web in cui se il 2 maggio 2020 ti sei comportato da cogl*one mentre prendevi parte a una gara virtuale, allora devi esserti per forza comportato da cogl*one in qualsiasi momento della tua vita.

Ci sono due cose che mi hanno colpita molto in negativo in tutto ciò. La prima è la palese incapacità di molti spettatori di distinguere il virtuale dal vero. E questo non significa che nel virtuale si debba essere autorizzati a infrangere le regole, ma significa piuttosto che gli effetti potenziali degli incidenti sono molto diversi. Scagliare in aria un avversario e fargli fare un volo in tribuna in stile "Driven" nel virtuale e farlo nel reale non è la stessa cosa. Ovviamente entrambe le cose sono da giudicare in negativo, ma si tratta di due tipi molto diversi di negativo. Idem le osservazioni del tipo "Norris è come Alonso, i piloti di Indycar sono indignati dal fatto che vada forte". No, fermi tutti. Alonso ha partecipato a una vera Indy 500, Norris ha partecipato a una gara virtuale, quindi questa cosa del "Norris è come Alonso" mi sembra molto labile. E peraltro non ricordo piloti di Indycar indignati dalla presenza di Alonso.
La seconda cosa che mi ha colpita in negativo è il comportamento stesso tenuto dai piloti, i colpevoli e le vittime degli incidenti, ma anche il resto del mondo motoristico che ha detto la sua sui social. Non c'è niente di strano in tutto questo, solo... è il più grande polverone della storia del motorsport recente, nemmeno per Baku 2017 e per le risse della NASCAR ricordo di avere assistito a così tante prese di posizione.
Nella realtà, con tutta probabilità, perfino gli stessi piloti coinvolti si sarebbero comportati in modo un po' più maturo (salvo forse casi eccezionali), magari accorgendosi delle loro esagerazioni.

PS. A completare l'opera ieri sera a quanto pare durante una live su Twitch, Leclerc è stato tartassato di richieste di fan che lo supplicavano di telefonare a Vettel durante la diretta, al punto da spingere Leclerc a dovere spiegare che non è educato fare telefonate random alla gente alle undici di sera. E con Leclerc che deve scomodarsi di dare al fandom lezioni di saggezza, credo che il fandom dovrebbe iniziare seriamente a porsi qualche domanda.

mercoledì 25 settembre 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Laguna Seca - 22 Settembre

Readers, start your engines e accendeteli leggendo questa comunicazione di servizio: questa è l'ultima volta in cui commenterò una gara di Indycar con il format del commento ironico al gran premio. Questo non significa, in nessun modo, che non parlerò più di Indycar, pianifico di seguire il campionato e di parlarne anche nella prossima stagione, ma semplicemente non me la sento di continuare a prendermi questo impegno, quando c'è la possibilità di commentare le gare anche in modo molto più libero e senza imporsi delle tempistiche.
Ora che vi ho detto questo, posso procedere come se niente fosse e continuare a raccontarvi quello che è successo a Laguna Seca, anzi, direi che posso INIZIARE a raccontarvelo.

La gara era prevista per domenica alle 23.30 italiane. O almeno così avevo letto, perché alle 23.30 italiane la gara era anche già finita, se ben ricordo.
Non ho potuto seguire la diretta, leggendo occasionalmente gli update sul cellulare, poi lunedì sera mi sono vista il race recap postato sul profilo youtube ufficiale del campionato di Indycar.
Piccola digressione: il "relive the action in less than 30 minutes" all'inizio non mi convinceva più di tanto, ma dopo averlo visto dall'inizio alla fine mi sono accorta che, tutto sommato, è un'idea fantastica. Ora, se postassero le gare intere come accadeva fino all'anno scorso non sarebbe male, ma per chi non ha potuto vedere una gara un recap del genere è un notevole passo avanti. Se qualcuno di Liberty Media mi stesse leggendo in incognito, vorrei ricordare che potrebbero casualmente innalzare da cinque minuti scarsi a mezz'ora la durata dei race recap per la Formula 1.

Liberty Media mi ha risposto alzando il dito al vento (quello di Willpowahhhh, non quello di Vettel), quindi posso procedere parlando di cose serie.
La più seria di tutte è che Baby Herta ha conquistato la pole position sul circuito... non saprei come definirlo, forse "di casa". Suo padre, oltre a farsi trollare da Zanardi all'ultima curva nel 1996, ci ha anche vinto nel 1998 e nel 1999 e, proprio vent'anni fa nel 1999, otteneva la pole position come il figlio. L'unica differenza era che il padre, in caso di vittoria, non sarebbe stato costretto a scolarsi del waard per questioni di età.
Nel frattempo nella nostra domenica pomeriggio è accaduta una cosa bellissima e, giusto per chiarire il concetto, è successa una cosa bellissima RELATIVA ALLA INDYCAR, perché nulla è più bello di Giovinazzi in testa a un gran premio. È successo che ho letto uno scambio di tweet tra Baby Herta e Baby O'Ward, che si auguravano di incrociare nuovamente le loro strade, prima o poi. AAAAAWWWWW, posso continuare a shipparli! *-*

GRIGLIA DI PARTENZA:
Herta - Dixon
Rossi - Newgarden
Hinchcliffe - Pagenaud
Power - Rahal
Hunter-reay - Chilton
Ericsson - Ferrucci
Daly - Rosenqvist
Pigot - Sato
Veach - Jones
Bourdais - Kimball
Kanaan - Andretti
Leist - Harvey...
...
...
...
...anzi no, perché i tempi di Rosenbitch sono stati eliminati perché è finito in testacoda facendo esporre le bandiere gialle, il che significa che se RoGro fosse un pilota di Indycar, tante volte gli sarebbe toccato partire ultimo anche se avesse fatto registrare un tempo.
Rosenbitch, che contendeva a Baby Herta il titolo di Rookie of the Year, non era per niente soddisfatto di tutto ciò.
Immagino che non fossero particolarmente soddisfatti nemmeno Newgarden, Rossi, Pagenaud e Dixon, che erano in lotta per il titolo ma per queste ragioni venivano presi in considerazione meno del dovuto.

RACE RECAP:
- si faceva un gran parlare del fatto che i championship contender "meno importanti" potessero vincere il campionato vincendo la gara con Newgarden fuori dalle posizioni di rilievo (le proiezioni erano troppo complicate perché mi ci potessi mettere d'impegno), ma nel frattempo Baby Herta stava in testa senza che nessuno in apparenza lo potesse insidiare;
- in realtà Dixon era abbastanza vicino a Baby Herta, nei momenti in cui non era impegnato a difendersi dagli attacchi della gente che aveva dietro, tipo Pagenaud;
- Willpowahhhh che in qualità di VeKkYaCç10 non era in lotta per il titolo, ha pensato bene di mettersi in mezzo e di stare davanti a un po' di gente;
- Baby Herta ha resistito a tentativi di undercut e overcut, mentre Willpowahhhh si è procacciato la seconda posizione e ha passato tutta la gara a contemplargli il retrotreno molto da vicino;
- Dixon si è dovuto accontentare della posizione più bassa del podio, con Pagenaud che agitava minaccioso la baguette a pochi decimi dal suo fondoschiena;
- Newgarden faceva una gara piuttosto tranquilla, un po' come se fosse stato Button e avesse già accumulato un vantaggio sufficiente per potere vincere il titolo anche rigirandosi i pollici, con il risultato che ha portato a casa il titolo;
- Rosenbitch era ancora inca**ato per la penalità del giorno precedente e per essere stato mandato indietro a calci nel cu*o e ne ha approfittato per bullizzare Alex Non Sono Valentino Rossi, superandolo;
- nel corso della gara, che durava in totale 90 giri, c'è stata una sola safety car, esattamente a metà, quando Daly è finito in testacoda;
- i telecronisti USA hanno insinuato che quel testacoda fosse stato fatto apposta per favorire una rimonta da parte di Alex NSVR dato che Daly correva con il team Andretti, mentre poi si è scoperto dal replay che era andato in testacoda durante un contatto con l'Uomo Noia;
- quelle immagini erano senz'altro un fake, dato che sappiamo che Sonniferetti in realtà non esiste davvero;
- al restart c'è stato un altro incidente, con Ferrucci che ha speronato un'altra vettura che risultava essere quella del Grande Samurai e con Jones che è finito in mezzo al caos.

RISULTATO:
1. Colton Herta - Harding
A soli 19 anni ha già eguagliato il numero di gare vinte dal padre, ma diversamente dal padre è troppo giovane per bere champagne, quindi immagino che sia stato destinato a un podio analcolico.
2. Will Power - Penske
Mi fa piacere che alla fine nessuno abbia parlato del fatto che sia un vecchiohhhh bollitohhhh, ma credo che sia solo perché è più bello parlarne relativamente a uno dei suoi compagni di squadra.
3. Scott Dixon - Ganassi
Anche lui tecnicamente per età dovrebbe essere un vecchio pensionato, ma i suoi risultati non lasciano pensare a niente di tutto ciò. Essenzialmente tutta la griglia della Indycar è composta o da bambini o da nonni.
4. Simon Pagenaud - Penske
Per quanto non sia mai stato il favorito, nel corso di questa stagione, sono un po' sorpresa dal fatto che questo campionato sia stato visto in luce negativa e che le cose non mi siano sembrate tanto cambiate nonostante la vittoria della Indy 500. :-/// Gli States sono proprio un luogo in cui tutto funziona al contrario!
5. Felix Rosenqvist - Ganassi
Purtroppo in questa stagione non è riuscito a ottenere la sua prima vittoria in carriera, con il massimo risultato una seconda posizione. Tuttavia penso che si sia meritato il titolo di Rookie of the Year e che il suo futuro sia molto promettente. In questa gara mi è piaciuto anche più che in altre.
6. Alexander Rossi - Andretti
Sono molto stupita del fatto che non sia riuscito a vincere il campionato nonostante l'assenza di piloti spagnoli e/o catalani sulla griglia di partenza. Non riesco proprio a spiegarmi questa cosa... *roll eyes*
7. Sebastien Bourdais - Coyne
Il pilota più Mai Una Gioia della storia della Toro Rosso, carica che ricopre ex-equo con Brendon Bitch, ha già quarant'anni suonati, ma la sua età non è considerata rilevante, in quanto lui stesso non viene considerato rilevante. Da parte sua, comunque, dimostra spesso di essere più rilevante di quanto sembri, talvolta tenendosi dietro qualche nome importante del campionato.
8. Josef Newgarden - Penske
Va bene, va bene, Nuovo Giardino aveva come unico scopo quello di portarsi a casa il titolo in questo weekend. Lo voto come Button of the Day.
9. James Hinchcliffe - Schmidt
Questo è un altro di quei personaggi che esistono, ma vengono raramente presi in considerazione. Pare che verrà preso in considerazione dalla McLaren Indy che altri non è che la Schmidt in partnership con la McLaren, con la quale prenderà parte alla prossima stagione.
10. Ryan Hunter-Reay - Andretti
Non sono mai riuscita a inquadrare questo pilota in una categoria ben precisa. Passa dal lottare per il podio al lottare per la penultima piazza ad arrivare in posizioni random nella zona bassa della top-ten. Questa gara conferma la mia impressione.
11. Marcus Ericsson - Schmidt
Diversamente da altri, non correrà la prossima stagione con la McLaren Made by Schmidt, ma si dichiara convinto di avere buone opportunità per la prossima stagione. Lo spero vivamente, perché il Pollo Gigante ha il suo perché!
12. Graham Rahal - Rahal
Anche per lui vale la considerazione che sta un po' da una parte e un po' dall'altra della griglia di partenza e del risultato finale. Non importa, io ho occhi solo per il suo compagno di squadra!
13. Max Chilton - Carlin
Niente, costui non mi darà mai una piccola gioia, se non quella di arrivare davanti all'uomo più inesistente del campionato di Indycar.
14. Marco Andretti - Andretti/Herta
Error 404. Not Found. Haryanto of the Day.
15. Charlie Kimball - Carlin
Tra una cosa e l'altra è riuscito a farsi battere dal suo compagno di squadra quindi in realtà il Piccolo Chilli mi ha davvero dato una piccolissima gioia!
16. Tony Kanaan - Foyt
Continuo ogni volta a sperare che possa ottenere un podio random come quella volta qualche tempo fa, per cu*o e non per merito rendendo il podio stesso falsato. Naturalmente non succede, ma in compenso Baby Matheus sta imparando bene come si fa a stirare.
17. Matheus Leist - Foyt
A stirarehhhhh!!111!!!11!!!
18. Zach Veach - Andretti
Non mi sono accorta che fosse in pista, probabilmente ha contratto la Sindrome di Sonniferetti, essendone compagno di squadra.
19. Jack Harvey - Shank
Sono ben lontani i giorni di gloria in cui andava a podio con la sua vettura rosa, stavolta è stato nelle retrovie per tutto il tempo ed è stato l'ultimo pilota a pieni giri.
20. Spencer Pigot - Carpenter
A proposito di vetture rosa, ci tengo a ricordare che se guidasse una vettura rosa sarebbe un porcellino d'India.
21. Takuma Sato - Rahal
Stavolta mi ha delusa profondamente. Avrebbe dovuto intervenire in prima persona per speronare il primo che gli passava a fianco, invece si è fatto incastrare come un pollo gigante, facendosi sbattere fuori da un ragazzino che usa ancora il ciuccio.
22. Conor Daly - Andretti
Il suo massimo momento di gloria è che i telecronisti hanno specificato, in occasione del suo incidente con Sonniferetti, che è il best friend forever di quest'ultimo. Se Sonniferetti esistesse, partirebbe la ship.
23. Ed Jones - Carpenter
Verosimilmente vittima delle sportellate di Ferrucci, la sua gara è finita anzitempo, rendendolo ancora meno in vista di quanto lo fosse stato fino a quel momento.
24. Santino Ferrucci - Foyt
Per tutto il tempo è stato elogiato, nonostante l'incidente, perché era il primo incidente della stagione e perché è riuscito ad andare a parcheggiare in un luogo che non fosse tra le scatole e di conseguenza non ha fatto entrare la safety car.

CLASSIFICA PILOTI: Newgarden 641, Pagenaud 616, Rossi 608, Dixon 578, Power 550, Rosenqvist 425, Herta 420/2 vittorie, Hunter-Reay 420/0 vittorie, Sato 415, Rahal 389, Bourdais 387, Hinchcliffe 370, Pigot 351, Pigot 335, Kanaan 304, Andretti 303, Ericsson 290, Veach 271, Leist 261, Jones 217, Harvey 186, Chilton 184, Carpenter 161, Daly 149, Kimball 117, O'Ward 115, Karam 39, Davison 36, Castroneves 33, Hanley 31, Mann 28, Kaiser 22, Hildebrand 20, Servia 16, Enerson 13, King 12.

domenica 25 agosto 2019

Indycar 2019: Commento alla Bommarito 500 @ Gateway - 24 Agosto

La stagione 2019 di Indycar si sta avvicinando verso la sua conclusione, che è prevista per il mese di settembre. In questo weekend, in cui cade anche l'anniversario di morte di Justin Wilson, era prevista una Saturday Race, iniziata al tramonto e terminata con il buio, sull'ovale di Gateway, che nei primi tempi chiamavo eroneamente Getaway.
Questo fine settimana è stato preceduto da una settimana ad alta tensione: soltanto domenica scorsa, infatti, cinque vetture si sfracellavano l'una contro l'altra al primo giro a Pocono, con tutte le polemiche del caso, e il mondo puntava il dito contro Sato, almeno finché il suo onboard non ha ridimensionato almeno in parte le sue responsabilità. C'era anche una polemica via social tra il Grande Samurai e Alex Non Sono Valentino Rossi, ma non so fino a che punto sia necessario farci caso. Rossi è lo stesso pilota che tempo fa sosteneva di non avere potuto puntare alla vittoria a Indianapolis a causa di Servia che stava sulla sua strada. Servia è spagnolo, Sato no, ma probabilmente è diventato uno spagnolo onorario.
Nonostante l'onboard, sul web le polemiche sono rimaste piuttosto feroci anche nei giorni successivi, con gente che, al di là dell'avere qualsiasi opinione, scriveva bellamente che non era importante guardare l'onboard e farsi un'idea, perché tanto gli opinionisti avevano già spiegato cos'era successo.
L'altra parte di opinione pubblica era impegnata a criticare i media per avere parlato del quarto posto di Ferrucci nonostante Ferrucci sia un personaggio fuori dagli schemi. Da parte sua, Ferrucci ha dichiarato nel corso di questa settimana che non è per niente pentito di quello che è successo all'epoca della Formula 2 (cioè scattarsi dei selfie al volante nella pitlane, comportarsi da bullo con il suo compagno di squadra e i suoi familiari, speronare il suddetto compagno di squadra durante il giro d'onore per vendicarsi di un incidente innescato da lui stesso e deriderlo via social, non presentarsi a una convocazione dei commissari e dare la colpa del suo comportamento alle proprie origini italiane) e che si trova bene in Indycar. Poi dopo le qualifiche ha postato una foto insieme a Bourdeeeeyyyyy in cui lo definiva "dad". Sono un po' preoccupata da tutto ciò, ma spero che Bourdeeeeyyyy in qualità di padre gli tiri qualche sberla con la baguette, di tanto in tanto.
A proposito di Ferrucci, di Bourdeeeyyyy e di baguette, il risultato della qualifica, per loro, era piuttosto allettante:

1^ fila: Newgarden - Bourdais
2^ fila: Power - Pagenaud
3^ fila: Sato - Ferrucci
4^ fila: Hinchcliffe - Dixon
5^ fila: Hunter-Reay - Rosenqvist
6^ fila: Rossi - Herta
7^ fila: Pigot - Ericsson
8^ fila: Veach - Rahal
9^ fila: Carpenter - Daly
10^ fila: Kimball - Kanaan
11^^ fila: Leist - Andretti

Considerazioni random: per quanto su un ovale in Indycar partire dalla pole possa significare tutto o niente, Nuovo Giardino era nella posizione migliore per tentare di allungare in classifica e sui social c'erano già un po' di proclami nei suoi confronti. Io, da parte mia, ho deciso che per questo campionato tifo per Pagenaud, perché gli davano del VeKkY0 BoLLyT0 che dovrebbe ritirarsi mentre vinceva gare, Indy 500 compresa, ed è in lotta per il titolo a poche settimane dal termine del campionato, quindi rientra in pieno nella categoria dei diseredati che meritano la mia solidarietà.
Per il momento, comunque, ero indecisa se andare in brodo di giuggiole per la posizione di Bourdeeeyyyy, se osservare che c'erano soltanto ventuno vetture in realtà perché quella indicata all'ultimo posto non esiste davvero ma serve solo per abbellire la grafica, oppure se infierire contro un certo brasiliano ultraquarantenne che somiglia a Vin Diesel con un naso enorme che arriva costantemente tra gli ultimi.
Ho deciso di non fare nessuna di queste cose e di prepararmi moralmente a una gara in cui con tutta probabilità Nuovo Giardino e NSVR l'avrebbero messo in quel posto a chiunque.
In realtà le cose non sono andate proprio come pensavo: Alex Non Sono Valentino Rossi non è mai stato molto in vista nel corso della gara, diversamente da Nuovo Giardino.
La gara è iniziata con lui in testa, con a seguire Bourdeeeeeyyyyy e il suo best friend forever Willpowahhhh, poi c'era il piccolo teppista cacciato via a calci dalla Formula 2, c'era Dixon e c'era "Saimon". Poi una gallina ha attraversato la strada...
...
...
...
...ah, no, non era una gallina, era un pollo gigante, tale Sonyericsson: dopo avere fatto a ruotate con un personaggio random identificato, neanche a dirlo, come Sato, procedeva ai due all'ora cercando di imboccare la pitlane. Ciò ha portato al rigoroso ingresso della safety car.
Al restart speravo che Bourdeeeeyyyyy prendesse tutti a colpi di baguette, ma non è andata così bene. Willpowahhhh si è portato al secondo posto e in realtà è stato il figlio onorario di Bourdeeeyyyyy (povero Bourdeeeeyyyyy, credo che meriti un figlio più responsabile di Ferrucci) a installarsi al terzo posto.
I Ferdais si sono visti in prima e seconda posizione a fare i fighi durante un giro di pitstop, mentre attendevo che la situazione tornasse alla normalità.

La situazione non è tornata alla normalità: giro 54 su 248, ingresso della safety car per una vettura a muro. Guess what, quella vettura la guidava nientemeno che Willpowahhhh, vincitore meno di una settimana fa.
Non solo Willpowahhhh era a ridosso di un muro con la vettura a pezzi, ma subito dopo è accaduto qualcosa che ha lasciato pensare che non fosse la giornata fortunata per i "detersivi": Dixon, infatti, era fermo ai box ed è ripartito quando gli altri avevano già percorso qualcosa come dieci giri.
La sua gara sarebbe finita peggio: lo si è visto più tardi di nuovo fermo ai box per un'infinità di tempo, poi mentre la gara non era ancora terminata risultava che per lui fosse già finita. Questa, però, è un'altra storia, Dixon who, parliamo di Ferrucci, eroe delle folle.
Il figlio onorario di Bourdeeeyyyyy si trovava nientemeno che in prima posizione, davanti a Hinchy, Bourdeeeeyyyyy, Nuovo Giardino e Alex Non Sono Valentino Rossi. Scherzavo quando ho detto che non lo si è visto granché: quella parte di gara se l'è fatta in quinta piazza, anzi, in quarta, dato che ha superato Nuovo Giardino. Solo che gli occhi erano tutti concentrati su Ferrucci, e per fortuna in quel momento era piena notte, quindi non ero su Twitter a controllare se ci fosse gente che minacciava di smettere di seguire il campionato se non fosse stato fatto nulla per togliergli in modo random quella prima posizione destinata a durare nel tempo...
...
...
...
...e non solo, Bourdeeeyyyyy era anche destinato a raggiungerlo in seconda piazza, mentre tutto lasciava pensare a una potenziale doppietta Coyne, cosa che andava ben oltre l'umana immaginazione.
La prima e la seconda posizione sono state conquistate dopo una lunga safety car occorsa al 122° giro, quando le inquadrature hanno atteso qualcosa come dieci minuti per andare a inquadrare Spencer Maialotto a muro dopo un contatto con Kimball.
Dopo il restart le due Coyne erano davanti, come ho già detto, e intanto, con il passare del tempo, si è avuto un giro di pitstop che per i Coyne Bros ha segnato l'inizio della fine...

Ferrucci è rientrato ai box, le cose sono andate male: la sosta è stata lunga, ha perso posizioni, tornando in pista alle spalle di Nuovo Giardino e di altri piloti random. È andata meglio a Bourdeeeeyyyy, la sua sosta è andata per il verso giusto, non ha perso eccessivamente terreno. Però la sosta è stato tutto quello che gli è andato bene: al 192° giro ha toccato il muro, è finito in testacoda e tutti i suoi sogni di gloria sono finiti lì.
A quel punto è entrata in pista la safety car ed è accaduto uno di quegli eventi che di tanto in tanto caratterizzano la Indycar: tutti i piloti che si erano già fermati erano precipitati, con il pitstop, sotto di un giro, giro che avrebbero recuperato con il rientro ai box dei piloti che dovevano ancora fermarsi. La safety car, tuttavia, ha fatto sì che i tre piloti che si dovevano ancora fermare potessero effettuare la sosta mantenendo le prime tre posizioni. Quei piloti erano nientemeno che Sato, Kanaan!!!111!!11!! e Carpentahhhhh: plot-twist servito su un piatto d'argento, con una gara in cui fino a quel momento erano stati favoriti dei piloti random in cui tra le prime posizioni trovavamo degli altri piloti random.
Ho iniziato a chiedermi quante possibilità avesse almeno qualcuno dei tre di conservare la posizione e ho finito per sottovalutare tutti, perché quando c'è stato il restart sembrava che non avessero poi tutta questa intenzione di schiodarsi di lì. Anzi, staccavano Nuovo Giardino che era quarto, a vedersela con Ferrucci, che a conti fatti si trovava in quel momento in top-5 e che sembrava seriamente intenzionato a finire quarto.
Ha superato Newgarden.
Newgarden si è ripreso la posizione.
Ferrucci è passato al quarto posto di nuovo.
All'ultimo giro deve essere accaduto qualcosa a Newgarden dato che procedeva lentamente e perdeva posizioni: Nuovo Giardino è arrivato dietro a "Saimon", tra gli altri.
Questo, però, non conta, parliamo di cose serie, ovvero di quello che stavano facendo i primi tre in quel momento. Non mi permetterei mai di dire che un duello per la quinta posizione fosse meno serio che uno per la vittoria, però Nuovo Giardino è Nuovo Giardino, è meno importante dei piloti random quando vince e il fatto che dei piloti random possano vincere non lo rende in automatico più importante di loro per non avere vinto.
Carpentahhhh si è installato negli scarichi di Kanaan e ho sperato con tutte le mie forze che non accadesse nulla di brutto in quel momento. Ce la siamo cavata: Carpentahhhh ha superato Kanaan, ma Kanaan era ancora terzo, quindi l'esistenza umana aveva ancora un senso. Se la doveva vedere con Ferrucci, ma la linea del traguardo gli ha garantito quel podio per cui stavo iniziando a temere. Davanti, intanto, la gara finiva al photofinish, con Carpentahhhh negli scarichi del Grande Samurai, che la bandiera a scacchi ha consacrato come vincitore.
Quanto è strano il motorsport: meno di una settimana fa Sato era un PeRiKoLoSo kRiMiNaLe che non avrebbe nemmeno dovuto avere un volante, sei giorni dopo è diventato un eroe delle folle, certe cose vanno oltre l'umana immaginazione (e il terzo posto di Kanaan, in realtà, è una di quelle).

RISULTATO: 1. Takuma Sato (Rahal), 2. Ed Carpenter (Carpenter), 3. Tony Kanaan (Foyt), 4. Santino Ferrucci (Coyne), 5. Simon Pagenaud (Penske), 6. Conor Daly (Carlin), 7. Josef Newgarden (Penske), 8. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 9. Colton Herta (Harding), 10. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 11. Felix Rosenqvist (Ganassi), 12. James Hinchcliffe (Schmidt), 13. Alexander Rossi (Andretti), 14. Zach Veach (Andretti), 15. Charlie Kimball (Carlin), 16. Marcus Ericsson (Schmidt), 17. Matheus Leist (Foyt), 18. Graham Rahal (Rahal), 19. Sebastien Bourdais (Coyne), 20. Scott Dixon (Ganassi), 21. Spencer Pigot (Carpenter), 22. Will Power (Penske).

mercoledì 5 giugno 2019

Commento al Gran Premio di Detroit - Gara 2, 2 Giugno 2019

ONE-ONE-ONE!!11!!!11!!!1!!! Alla domenica ha smesso ufficialmente di piovere e non sono accadute cose strane come rain delay o gare abbreviate.
Proprio come sabato, anche domenica sera non ero in casa, quindi ho dovuto vedere la gara sul tubo il giorno seguente. Domenica pomeriggio avevo guardato la gara di sabato, mentre lunedì mattina prima di andare a lavorare, sullo stesso canale, ho visto parte della gara di domenica, di cui avevo seguito gli update sul cellulare mentre ero fuori.
Il canale da me scelto era "Blog da Indy", quello sul quale seguivo le gare a volte l'anno scorso quando non riuscivo a vederle in diretta. Nelle note del video, tuttavia, c'era scritto che avrebbe rimosso la gara in un secondo momento per questioni di copyright.
Non so cosa sia successo esattamente ai diritti televisivi, pare che negli States almeno se li sia procacciati un altro broadcaster e che, per tale ragione, nemmeno sul canale Youtube ufficiale della Indycar vengano più caricate per intero.
Tutto ciò per dire che al lunedì sera la gara con telecronaca brasiliana non c'era più e che ho dovuto finire di guardarla su un canale dove era pubblicata con telecronaca giapponese, in cui i nomi dei piloti venivano pronunciati in modo abbastanza bizzarro. Rossi diventava Roshi, per esempio... e ovviamente Kanaan e Leist non venivano chiamati "o Tony" e "o Matheus", qualora fosse necessario menzionarli...
...
...
...
...ma in genere non è necessario, i loro nomi vengono scritti per abbellire la grafica, in particolare quello di Kanaan.
Credo che l'unica soddisfazione per lui in questo weekend sia stata la possibilità di stare a contatto con il suo best friend forever H3lio che gareggiava lì nell'IMSA, sempre ammesso che H3lio non se ne fosse già andato a casa insieme a JPM per non assistere alla gara del suo ammmmore.

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Newgarden - Rossi
2^ fila: Veach - Herta
3^ fila: Hinchcliffe - Dixon
4^ fila: Rosenqvist - O'Ward
5^ fila: Bourdais - Pigot
6^ fila: Power - Ericsson
7^ fila: Jones - Pagenaud
8^ fila: Hunter-Reay - Sato
9^ fila: Ferrucci - Kanaan
10^ fila: Andretti - Chilton
11^ fila: Leist - Rahal

#MAIUNAGIOIA PER "O TONY": la partenza non è andata nella maniera più ottimale per l'unico dei Brazilian Bros presenti in pista. Non so che cosa sia successo esattamente a Kanaan quest'anno, ma le sue performance mi sembrano abbastanza preoccupanti. A parte la sola eccezione della Indy 500, per tutto il resto della stagione finora l'abbiamo sempre visto o stazionare nelle ultime posizioni o trovarsi nel bel mezzo di qualche situazione strana.
Stavolta è stato il caso della situazione strana e la sua gara è essenzialmente finita ancora prima di iniziare, quando al via è venuto a contatto con Baby Award e con Saimon, che sì, questo weekend era destinato ad avere poche gioie, proprio come da pronostico.
Nel frattempo Nuovo Giardino svettava in testa alla gara davanti ad Alex Non Sono Valentino Rossi, anzi, in testa alla gara in quel momento c'era Servia al volante della safety car.
Poi è accaduto qualcosa.
Nello specifico varie vetture sembrano essere andate ai box già in quella prima fase di gara, con la safety car in pista.
Al momento del restart c'era davanti tanta gente a caso...
...
...
...
...no, okay, in testa c'era il detersivo al retrogusto di kiwi, quindi proprio strana la sua presenza non era.
Dietro di lui c'era Spencer Maialotto, che purtroppo se guidasse una vettura rosa guiderebbe semplicemente una Racing Point e non sarebbe più un porcellino d'India.
Nuovo Giardino era quinto dietro a Grammo Reale e NSVR era settimo dietro addirittura al Piccolo Chilli... ma in quel momento le trombe dell'Apocalisse erano pronte a risuonare su Belle Isle, che suona un po' come isola delle campane, quindi le trombe hanno contribuito a fare casino insieme alle campane stesse.
Tutto questo serve per dire che al terzo posto c'era nientemeno che il Rookie of the Year di Indianapolis, Ferrucci!

FERRUCCI IDOLO DELLE FOLLE: mentre accadevano eventi di routine come ad esempio la vettura di "o Matheus" che dava segno di avere problemi durante una sosta ai box, il caos era in attesa di scatenarsi su Detroit.
Dopo un quinto di gara Bourdeeeeyyyyy è venuto a contatto con Spencer Maialotto, riuscendo a proseguire imperterrito, ma provocando l'ingresso della safety car.
Mentre Servia probabilmente era felicissimo che il leader della gara non fosse Alex Non Sono Valentino Rossi, Dixon e un po' di gente random sono rientrati ai box per la prima sosta. Ferrucci era su una diversa mescola di gomme e pianificava di andare più a lungo, quindi non si è fermato...
...
...
...
...ritrovandosi in testa alla gara! Ammetto che mentre seguivo di tanto in tanto il livetiming e non sapevo che avesse fatto una sosta in meno degli altri pensavo che fosse giunto per lui il momento di iniziare ad essere considerato una persona seria.
Non era destinato a tanti onori, avremmo scoperto più tardi, ma l'essersi ritrovato in testa a una gara lo rendeva un Da Matta onorario, dove per Da Matta mi riferisco alla sua epoca in Formula 1 e non a quella della Indycar.
La gara è proseguita e intorno al trentesimo giro, quindi a due quinti della sua totale percorrenza, i piloti che si erano fermati all'inizio si sono fermati per la seconda sosta.
Poi anche Alex NSVR è andato vicino a fermarsi, per l'esattezza in una fiancata a Hinchcliffe e Nuovo Giardino.
Nuovo Giardino si è ritirato, Hinch era destinato a fermarsi in modo random nel bel mezzo della pista più avanti nel corso della gara facendo entrare un'ennesima safety car intorno al cinquantesimo giro o giù di lì, mentre NSVR è riuscito a proseguire senza problemi, tranne quello di ritrovarsi a un certo punto dietro a Sonniferetti.

L'ELEVAZIONE DEL POLLO GIGANTE: in certe occasioni è doveroso che qualcuno diventi un idolo delle folle e non sempre identifichiamo subito chi sia destinato a grandi cose.
Avevamo visto il Piccolo Chilli in una posizione abbastanza presentabile, ma ormai era caduto nel dimenticatoio da tempo immemore.
Avevamo visto Ferrucci in testa alla gara, ma il suo pitstop l'aveva relegato nelle zone basse della top-ten o addirittura un po' fuori dalla top-ten...
...
...
...
...ma nel frattempo c'era Ericsson che si trovava stabilmente in seconda posizione, alle spalle del detersivo al kiwi.
Non dava segno di potere impensierire neanche minimamente il detersivo al kiwi, ma non si può avere tutto dalla vita, già essere lì ed essere nella stessa finestra di pitstop altrui, aveva un fascino colossale.
Terzo c'era Sato, in un primo momento, ma poi lo si è visto fare a ruotate con NSVR e finire decisamente fuori dalle posizioni di prestigio.
C'era anche Sonniferetti in top-5, a meno che il suo nome non venisse scritto per abbellire la grafica.
Nel frattempo un algido svedese era destinato a una brutta fine e, per fortuna, l'algido svedese in questione non era quello che si trovava in quel momento in seconda posizione.
Rosenbitch ha crashato quando mancavano sei giri alla conclusione della gara, che è stata redflaggata.
Nonostante mancassero soltanto sei giri alla fine c'è stato regolarmente il restart, con la gente che si lamentava che era ingiusto che Vettel e Button avessero potuto cambiare gomme sulla griglia mentre Alonso ne era stato svantaggiato, perché anche se aveva potuto cambiarle anche lui, non ne avrebbe avuto bisogno e avrebbe potuto tranquillamente vincere il GP di Monaco.
Ah, no, ho sbagliato gara. Quella, peraltro, venne disputata il giorno del quarantesimo compleanno di Bernd Maylander, del mio ventitreesimo, nonché lo stesso giorno in cui JR Hildebrand avrebbe potuto vincere la Indy 500.
Il restart è stato tranquillo. Il Pollo Gigante è salito per la prima volta sul podio e tutto ciò mi rende mooooolto soddisfatta.

RISULTATO: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Marcus Ericsson (Schmidt), 3. Will Power (Penske), 4. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 5. Alexander Rossi (Andretti), 6. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 7. Graham Rahal (Rahal), 8. Zach Veach (Andretti), 9. Sebastien Bourdais (Coyne), 10. Santino Ferrucci (Coyne), 11. Patricio O'Ward (Carlin), 12. Colton Herta (Harding), 13. Takuma Sato (Rahal), 14. Ed Jones (Carpenter), 15. Max Chilton (Carlin), 16. Felix Rosenqvist (Ganassi), 17. Simon Pagenaud (Penske), 18. James Hinchcliffe (Schmidt), 19. Josef Newgarden (Penske), 20. Matheus Leist (Foyt), 21. Spencer Pigot (Carpenter), 22. Tony Kanaan (Foyt).

giovedì 6 settembre 2018

Commento al Gran Premio di Portland

Oh my Taku Banzaaaaiiii <3 /// 2 Settembre 2018

Drivers.
Start.
Your.
Engines.
And.
Streaming.
Links.
Start.
To.
Work...
...
...
...va bene, va bene, certe cose non sono immediate e alle 21.00 di domenica sera avevo già capito che sarebbe stata una lunga serata di sofferenza.
Ad ogni modo avrebbe potuto andare anche peggio, quind mi sono rassegnata, ho capito che ce l'avevo già fatta tante volte, quindi anche stavolta avrei potuto cercare di stare dietro a quello che aspiravo di vedere.
Questo weekend si è svolto il gran premio di Portland. Era dal 2007 che non si svolgeva ed era dai tempi della Champ Car, in cui correvano all'epoca sia Willpowahhhh sia il suo best friend forever Bourdeeeeyyyyy... e anche Pagenaud in realtà.
Incredibile ma non troppo, Willpowahhhh sarebbe partito dalla pole, mentre anche Bourdeeeeeyyyyyy era in una buona posizione, nella seguente griglia di partenza:

1^ fila: Power - Newgarden
2^ fila: Rossi - Bourdais
3^ fila: Hunter-Reay - Veach
4^ fila: Hinchcliffe - Jones
5^ fila: Andretti - Rahal
6^ fila: Dixon - King
7^ fila: Harvey - Muñoz
8^ fila: Chilton - Fittipaldi
9^ fila: Pigot - Ferrucci
10^ fila: Leist - Sato
11^ fila: Chaves - Pagenaud
12^ fila: Celis - Kanaan
13^ fila: Kimball forever alone...

Dopo il "drivers, start your engines" del caso, non restava altro che fare mente locale: il detestivo al kiwi Scott Dixon, altresì noto come Iceman, è arrivato a Portland come leader della classifica, in vantaggio nei confronti di Alex Non Sono Valentino Rossi, Willpowahhhhh e altri che la matematica non escludeva.
La gara prevedeva 105 giri ed è partita con mooooolta tranquillità: Hinchclife e Veach sono venuti a contatto, sono riusciti apparentemente a proseguire senza grossi danni (soprattutto Veach, che non ha perso posizioni), mentre dietro di loro si scatenava il caos e Dixon era in mezzo a tale caos.
No problem, si è ripreso abbastanza bene, riuscendo a uscire indenne dal contatto, mentre Ed Jones e Grammo Reale erano prossimi al ritiro e girati nel senso giusto, mentre Sonniferetti era prossimo al ritiro, ma prima bisognava che i commissari gli girassero la vettura nel senso giusto, dato che era cappottato e aveva il fondo al vento.
Sono seguiti sette giri di safety car, poi la gara è ripresa e all'ottavo giro ho avuto un deja-vu.

Non so se ve lo ricordate, quel giorno di undici anni fa, a Interlagos, quando all'improvviso il cambio della vettura di Hamilton andò in palla, Hamilton perse millemila posizioni, poi di punto in bianco il cambio riprese a funzionare e la vettura proseguì senza grosse difficoltà fino alla fine, se non consideriamo come difficoltà quella di essere millemila posizioni più indietro di quella utile per vincere il titolo?
Ecco, Willpowahhhhh all'improvviso ha rallentato, per problemi al cambio, ha perso almeno una decina di posizioni, dopodiché ha ripreso ad andare a un'andatura quantomeno normale.
Era in testa, prima che succedesse, ma gli è succeduto NSVR, il tutto mentre il detersivo al kiwi era nelle retrovie e NSVR sembrava quello messo meglio, tra i championship contenders.
Dietro di lui completavano la top-5 RHR, Nuovo Giardino, Veach e King.

Non è chiaro fino a che punto si estendesse l'entità dei problemi al cambio di Willpowahhhh, quello che sappiamo per certo è che ha proseguito la gara senza eccessivi problemi, sempre nel caso che non avere eccessivi problemi non fosse sinonimo di essere ben più indietro di dove avrebbe desiderato.
Risalito fino alla prima posizione in attesa di fermarsi ai box dopo circa un terzo di gara, si è ritrovato ai margini della top-ten, con il Detersivo che, invece, quando si è fermato subito dopo è finito decisamente più indietro. Subito dopo è stato penalizzato per un'irregolarità al pitstop, mi pare di avere capito eccesso di velocità nella pitlane.
A quel punto c'erano in top-ten NSVR, RHR, Nuovo Giardino, King e nientemeno che Harvey! Se a qualcuno interessasse, Veach era precipitato in sesta posizione... ma a nessuno importava niente di Veach, perché al 43° giro c'è stato un plot-twist: una vettura è finita nelle barriere e quella vettura era nientemeno che quella di Willpowahhhh!

Mentre c'era in pista la safety car ho notato che Grammo Reale commentava la gara via tweet e dai suoi commenti mi sono accorta che Nuovo Giardino era secondo davanti a RHR e non dietro a RHR dove mi ricordavo di averlo visto.
Con il risultato a cui il Detersivo sembrava andare incontro, anche Nuovo Giardino era un championship contender, quindi la sua presenza alle spalle di NSVR era abbastanza inquietante per quest'ultimo, specie considerando che gli era esattamente negli scarichi.
Poi Nuovo Giardino si è calato nella parte di un complottaro spagnolo e ha superato Rossi. Frattanto King era terzo con un sorpasso su RHR e ha iniziato ad avvicinarsi pericolosamente al diventare a sua volta un complottaro spagnolo.
Nel frattempo avevamo superato la metà gara e al 56° giro Veach ne ha approfittato per andare a fare un giro per i prati, il che ha provocato un nuovo ingresso della safety car. Nel frattempo "o Matheus" era in quinta posizione anche se Townsend Bell(?) non lo chiamava "o Matheus".

Il secondo giro di pitstop è stato effettuato dai primi in regime di safety car, con le posizioni invariate tra i primi, con la sola eccezione di RHR che invece di andare ai box è rimasto in pista e con lui anche un bel po' di altra gente, dato che sono rientrati dalla sedicesima posizione in poi.
Apparentemente buona parte della gente che avevano davanti era rientrata ai box durante la precedente safety car.
Nel frattempo King ha approfittato della situazione per fare a ruotate con Celis, che poi si è visto gironzolare a caso per le vie di fuga, mentre RHR se ne stava in tutta tranquillità in testa alla gara.
Poi, semplicemente, Nuovo Giardino e Alex Non Sono Valentino Rossi hanno iniziato a superare qualche vettura, mentre là davanti qualcuno iniziava a rientrare ai box.
Tra questi c'erano RHR e il Detersivo, che era risalito fino alla quarta posizione.

Poi, a una trentina di giri dalla fine, è accaduto un plot-twist: una vettura viola, identificata da Townsend Bell come "Santucci", ha iniziato ad andare ai due all'ora e tutti si sono precipitati ai box in vista di un ingresso della safety car.
Pagenaud stava uscendo.
Rossi stava entrando.
C'è mancato poco che finissero l'uno addosso all'altro.
Poi sono tornati tutti in pista in branco, mentre la safety car entrava in pista. Dietro alla safety car, in testa c'era il Piccolo Chilli, davanti a Sato e RHR!
Al restart Spencer Maialotto ha superato il Detersivo, mentre NSVR ha superato Nuovo Giardino e si è avviato verso la top-ten.
Il Piccolo Chilli, purtroppo, era destinato a fermarsi di lì a poco e a precipitare nelle retrovie, ma tutto ha i suoi lati positivi e il suo lato positivo è che a venti giri dalla fine il Grande Samurai si è ritrovato in testa alla gara!...
...
...
...
...e semplicemente, non ha fatto nessuna delle cose che temevo che facesse. Si è ritrovato in testa alla gara ed è stato il primo a passare sotto la bandiera a scacchi, con RHR negli scarichi, soli sei decimi a separarli nel momento definitivo.
Dopo Long Beach 2013, dopo Indy 2017, finalmente il Grande Samurai ha ottenuto la sua terza vittoria in Indycar, la prima su un circuito permanente.

Poi tutto è finito.
Il gran premio di Portland è durato due ore, solo qualche secondo di più.
Ne resterà solo uno, poi finirà la stagione.
Anche lì, di fatto, ne resterà solo uno, con il detersivo al Kiwi che è in testa alla classifica in vantaggio su Alex Non Sono Valentino Rossi.
Nuovo Giardino ha raggiunto Willpowahhhh in classifica. Sono piuttosto lontani ma a Sonoma ci saranno i doppi punti e le proiezioni sono troppo caotiche perché mi ci metta dietro.
Non sono nemmeno convinta che qualcuno ci si metta dietro.
Chiedetemi se sono felice e vi dirò di sì, perché una vittoria di Sato è sempre, a mio parere, qualcosa di cui essere felice.
Chiedetemi chi vorrei che vincesse il campionato e vi dirò che sono indifferente.
NSVR ha fatto un'ottima stagione, ma Dixon è Dixon. Ha già vinto quattro titoli ed è inarrestabile in una serie in cui esere inarrestabili è meno immediato di quanto potrebbe sembrare.

Mentre finisco di scrivere, è il 6 Settembre.
Tra dieci giorni sarà tutto finito.
O almeno, quello che succede in pista sarà finito, quello che succede fuori, chi lo sa.
Dopo il 16 Settembre passeranno mesi e mesi prima di rivedere la Indycar in azione.

RISULTATO: 1. Takuma Sato (Rahal), 2. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 3. Sebastien Bourdais (Coyne), 4. Spencer Pigot (Carpenter), 5. Scott Dixon (Ganassi), 6. Simon Pagenaud (Penske), 7. Charlie Kimball (Carlin), 8. Alexander Rossi (Andretti), 9. Pietro Fittipaldi (Coyne), 10. Josef Newgarden (Penske), 11. Tony Kanaan (Foyt), 12. Carlos Muñoz (Schmidt), 13. Gabby Chaves (Harding), 14. Matheus Leist (Foyt), 15. Jordan King (Carpenter), 16. Jack Harvey (Shank), 17. Alfonso Celis Jr (Juncos), 18. Max Chilton (Carlin), 19. Zach Veach (Andretti), 20. Santino Ferrucci (Coyne), 21. Will Power (Penske), 22. James Hinchcliffe (Schmidt), 23. Graham Rahal (Rahal), 24. Ed Jones (Ganassi), 25. Marco Andretti (Andretti/Herta).

sabato 25 agosto 2018

Il passaggio da Force India a Racing Point e le ultime news di Mercato Piloti

FORCE INDIA - Mie carissime pantere rosa, è giunto il momento di parlare degli avvenimenti che sono capitati di recente nel mondo del motorsport, uno dei quali è stata la fine e la rinascita di uno dei team che stanno prendendo parte a questo campionato.
Per chi avesse perso un po' di colpi, ci terrei a ricordare che la squadra ha iniziato a gareggiare come Jordan nel 1991 e che ha mantenuto la vecchia proprietà per quindici anni, fintanto che, al termine della stagione 2005, è stata acquistata dalla Midland.
Il team come Midland ha avuto una vita molto breve e, prima ancora che terminasse la stagione 2006, aveva già cambiato proprietà, divenendo Spyker, per intenderci, la squadra che poi ha messo in pista vetture arancioni.

La Spyker è a sua volta durata fino alla fine del 2007, iscrivendosi al campionato 2008 con il nome di Force India, dopo essere passata nelle mani di un nuovo proprietario indiano.
Inaspettatamente, nel giro di pochi anni, la Force India è passata dall'essere una delle lumache della Formula 1 ad essere un team che contava, ottenendo nel 2009 una pole position e, da allora in poi, diversi piazzamenti a podio. Nel 2017 si è addirittura classificata quarta nella classifica costruttori, che è stato un risultato decisamente di tutto rispetto...
...
...
...
...ma c'è sempre stato un problema che si trascinava dagli albori della Force India, a volte in modo più intenso e a volte in modo meno intenso: i debiti e il rischio di fallimento, con la tendenza, a quanto pare, di non pagare le forniture di motori.
I debiti della Force India sono stati protagonisti indiscussi di molte telecronache dell'epoca di Mazzoni, in particolare a suo tempo il team indiano non ha pagato alla Ferrari i motori avuti per il campionato 2008 e la cosa si è risolta soltanto dopo Spa 2009. Era l'epoca in cui Badoer era in Ferrari al posto di Massa e la Ferrari cercava qualcuno che andasse in Ferrari al posto di Badoer. La Force India non ha pagato i motori, ma li ha barattati cedendo Fisichella alla Ferrari.
Stavolta non pagava i motori alla Mercedes e, in realtà, pare che non pagasse nemmeno lo stipendio a Perez.

Sia la Mercedes sia Perez hanno fatto causa alla Force India, che è finita in amministrazione controllata circa un mese fa. Si cercava un nuovo titolare che acquistasse il team e ne pagasse i debiti e il nuovo titolare è arrivato: si tratta di un consorzio di proprietà di Lawrence Stroll, padre di Lance. Tutto ciò ha provocato le polemiche del caso, che hanno avuto quasi più rilievo del fatto che, in ogni caso, la squadra si è salvata e che, tecnicamente, l'obiettivo è stato realizzato. Poi se Strollino finirà in Force India amen, è sempre meglio che vedere una squadra andare via e che centinaia di persone perdano il lavoro, giusto?
Il fatto che a prendere il posto di Strollino in Williams potrebbe essere Kubica pare avere calmato un po' gli animi, disposti ad accettare un piccolo sacrificio in cambio di ciò che desiderano da tanti anni (o meglio, da quando si è iniziato a parlare del ritorno di Kubica, prima lo prendevano per i fondelli per i suoi incidenti nei rally).

La vicenda ha avuto non poche complicazioni e, per questioni burocratiche, il team è arrivato in Belgio con il rischio di non potere prendere parte al gran premio.
Il consorzio di Stroll Sr è titolare degli asset della squadra, ma il marchio Force India è ancora dei vecchi proprietari, o meglio, delle banche che in fase di amministrazione controllata sono succedute alla vecchia proprietà.
C'erano due soluzioni: saltare il gran premio e attendere di entrare in possesso del marchio ma saltare un gran premio non è una cosa esattamente praticabile oppure cambiare nome che a sua volta è una cosa meno praticabile di quanto possa sembrare.

Giovedì è stato annunciato il nuovo nome del team, Racing Point Force India eccetera eccetera eccetera, che prenderà parte al resto del campionato.
Tuttavia non c'è più continuità con il vecchio team: la Force India è divenuta ufficialmente inesistente e con essa non sono più esistenti nemmeno i punti finora conquistati dalla Force India come costruttore. Mentre Perez e Ocon manterranno ovviamente i loro punti, la Racing Point inizierà da zero nella classifica costruttori.

STROLL / OCON / VANDOORNE / KUBICA - Con la nuova proprietà si è intensificato un rumour arrivato tempo fa dalla Polonia, che voleva Stroll in Force India, Ocon in McLaren al posto di Vandoorne e Kubica in Williams già a partire dal gran premio del Belgio.
Ciò non è ovviamente accaduto, ma è bastato un piccolo ritocco per mantenere il rumour inalterato: tutto ciò potrebbe accadere a partire dal GP d'Italia, che sarà disputato tra una sola settimana.
Tendenzialmente sarei propensa a non credere che avverrà nulla di tutto ciò, ma dato che non credevo che Gasly avrebbe preso il posto di Sainz in corso d'opera dopo il passaggio di Sainz in Renault al posto di Palmer, l'anno scorso, ho la tendenza a non escludere più nulla così, per partito preso.

GASLY @ REDBULL - Con il passaggio di Ricciardo in Renault nel 2019 restava da definire chi andrà a occupare il suo volante e, da qualche settimana a questa parte, si sono fatte varie ipotesi.
Si era parlato di Alonso, che non mi sembra corrispondesse tanto alla definizione di pilota junior proveniente dalla Toro Rosso, almeno finché Chris Horner in persona non ha lasciato intendere, secondo la mia parafrasi, che l'hobby di Alonso tende a portare polemiche nei team presso i quali si accasa e che dato che un soggetto del genere già ce l'hanno, Alonso non è esattamente il pilota più adatto da affiancare a Verstappino.
Si era parlato di Raikkonen, che ugualmente non mi sembra un pilota junior, dato che l'alternativa delle news di mercato piloti è vederlo fuori dalla Formula 1 per sopraggiunti limiti di età.
Poi Alonso ha annunciato che lascerà la Formula 1 a fine stagione, quindi ciò lo escludeva automaticamente. Sainz ha annunciato che prenderà il posto del suo idolo, pertanto anche il nome di Sainz non era più un'ipotesi possibile. Infine è stato annunciato l'arrivo di Gasly e ciò è possibile.

Nessun pilota junior della Redbull dispone attualmente della Superlicenza (in realtà ce l'ha Buemi, ma non è più un pilota junior), pertanto Hartley sembra avere possibilità di conservare il volante in Toro Rosso.
Su chi lo affiancherà, non mi è chiaro, ma c'è gente che afferma che il programma dei piloti junior della Redbull si sia rivelato un fallimento da sempre.
Sono perplessa. Il fatto che apparentemente al giorno d'oggi non esistano piloti junior che possono essere piazzati su una Toro Rosso dall'oggi al domani significa che portare in Formula 1 piloti che hanno vinto mondiali come Vettel o piloti che hanno vinto dei gran premi come Ricciardo e Verstappen, o piloti validi come Buemi, Kvyat, Sainz, eccetera... sia stato un fallimento? A volte se si facessero discorsi oggettivi dimenticandosi di essere hater della Redbull, forse si apparirebbe un po' più obiettivi.

TICKTUM @ TORO ROSSO? - Il pilota junior più associato alla Toro Rosso al giorno d'oggi è Dan Ticktum, attuale leader della classifica nel campionato di Formula 3 Europea. Se lo vincesse, otterrebbe 30 punti su 40 di quelli che servono per entrare in possesso della Superlicenza.
Al momento nulla lascia pensare che possa arrivare a 40 punti entro la fine del 2018, ma non si sa mai perché esistono campionati nazionali che si svolgeranno più avanti nel corso dell'autunno/inverno e non è detto che la Redbull non lo mandi a correre là perché ottenga punti ulteriori.
Ticktum ha un passato travagliato alle spalle, con una squalifica di un anno per avere commesso un'azione decisamente *molto* fuori dagli schemi, quando in Formula 4, dopo essere stato coinvolto in un contatto al via, ha superato una decina di vetture in regime di safety car per andare a speronare il pilota che aveva innescato il contatto al via.
Personalmente rimango del parere che Ticktum sia un "personaggio decisamente fuori dagli schemi" (la locuzione tra virgolette non è quella a cui avevo pensato, ma l'ho scritta nel rispetto dei eventuali lettori minorenni), ma non vedo il senso delle polemiche se un giorno dovesse arrivare in Formula 1. In fin dei conti la sua squalifica l'ha già scontata molto tempo fa e sta dimostrando di avere risultati positivi. Poi che possa non piacermi come soggetto è un altro discorso, ma l'essere stato un "personaggio decisamente fuori dagli schemi" agli albori della sua carriera non significa che non abbia performance all'altezza dei suoi colleghi della Formula 3.

FERRUCCI HAAS GOT THE POWER - Il soggetto protagonista del maggior numero di polemiche, tuttavia, è il fenomeno che un mese e mezzo fa ha innescato in un weekend due incidenti con il compagno di squadra, nel giro d'onore l'ha speronato per vendicarsi di due incidenti in realtà innescati da lui stesso, si è vantato di averlo fatto con dei tweet da bimbominchia, ha disertato una convocazione dei commissari, è stato accusato dal team di atti di bullismo e insulti razzisti prolungati per mesi nei confronti del suo compagno di squadra e, ciliegina sulla torta, ha guidato una monoposto in pitlane smanettando sul cellulare mentre era al volante.
Ho già detto a suo tempo che la sua squalifica per due gran premi e il suo licenziamento da parte della Trident non mi avrebbero fatto perdere il sonno, anzi, erano più un bene che un male, specie considerando che stavamo parlando di un pilota che in Formula 2 non stava dimostrando risultati particolarmente positivi (per intenderci, era 19esimo in classifica, se non ricordo male) e che aveva scambiato la Formula 2 per la NASCAR e che sfruttava i vantaggi che l'essere in Formula 2 invece che in NASCAR gli offriva (che vada a speronare Kyle Busch nel giro d'onore, non penso che Busch reagisca lamentandosi alla radio come Arjun Maini).

Ferrucci ha recentemente ottenuto un ingaggio in Indycar da parte del team Coyne, per cui ha già disputato due gare quest'anno, e prenderà parte agli ultimi due eventi della stagione come terzo pilota del team.
Sono rimasta abbastanza perplessa di fronte alla scelta del team, perché la mia impressione è che ci siano tanti piloti migliori. Anzi, la mia impressione è che ci siano anche tanti *piloti paganti* migliori (Gutierrez, che è stato con il team l'anno scorso, era sicuramente uno di questi), o quantomeno piloti paganti con una migliore reputazione (perché no, De Melo, mi ricorda Karthikeyan, ma così come Karthikeyan non è mai stato coinvolto in particolari polemiche, che io sappia).
La Haas, che intendeva attendere prima di decidere se rimuoverlo dal ruolo di "development driver", ha deciso, per ora, di attendere di vedere quello che combinerà in Indycar. Ciò ha provocato un'insurrezione popolare da parte del popolo della rete, con tanto di insulti nei confronti del team Haas.

Ora, certe accuse che ho letto nei confronti della Haas mi sembrano abbastanza esagerate, dato che tutto il team è stato accusato di promuovere tutte le cose molto fuori dagli schemi di Santino Ferrucci.
Credo che queste persone dovrebbero rendersi conto di come funziona la vita reale. Molta gente del popolo dei social network, specie americana, sembra convinta che, se chiunque fa qualcosa fuori dagli schemi svolge qualche genere di professione, chiunque abbia con lui un rapporto di lavoro approvi ogni genere di comportamento fuori dagli schemi e che lo promuova, a meno che non lo licenzi immediatamente.
Dunque, insisto sostenendo che Ferrucci non mi sembra avere dimostrato performance tali da giustificare la sua presenza come development driver in un team di Formula 1 (per cortesia, niente paragoni come quelli che ho letto con Stroll e Sirotkin, Stroll ha vinto la F3 europea, non è arrivato 12°, mentre Sirotkin è arrivato terzo in GP2, non si è classificato 19°), ma esistono legami contrattuali di cui non siamo informati e, per quanto ne sappiamo noi, è possibile che per la Haas sia più conveniente liberarsi di lui alla scadenza del suo contratto, piuttosto che farlo oggi. Inoltre non vedo perché dovremmo metterci delle preoccupazioni: l'unico modo che ha Ferrucci per ottenere i punti necessari per la Superlicenza è vincere il campionato di Indycar. È probabile? Tanto quanto che la Racing Point vinca il titolo costruttori quest'anno. Di conseguenza, dubito che Ferrucci riuscirà mai ad arrivare in Formula 1.

Per quanto riguarda i piloti 2019, la Haas pare non avere ancora annunciato nessuno, tuttavia si vocifera che Magnussen sia vicino al rinnovo con il team americano.
Non è ancora chiaro quale sia il destino di Grosjean, ma sono deliziata dal fatto che ci sia gente, in rete, che si auspica uno scambio con Leclerc. Se Grosjean andasse al posto di Leclerc, diventerebbe compagno di squadra del suo best friend forever Ericsson!
Quella di Leclerc/Grosjean, tuttavia, ci tengo a precisare che è solo una supposizione del popolo della rete, che in certe occasioni ha anche di meglio da fare che insultare dei team sulla base di chi sono i loro development driver, ovvero gente che ha possibilità generalmente nulle di appoggiare il fondoschiena su un sedile.
Con questo vi saluto, ricordandovi che ci attende un lungo weekend: ci saranno la Formula 1, la Formula 2, la GP3, la MotoGP, non ci sarà la NASCAR ma l'Indycar sì, il DTM, la Formula 3 europea. Inoltre ci sarà il ventesimo anniversario di un celebre evento del motorsport a proposito di tamponamenti sotto al diluvio universale e di mascelle di abbondanti dimensioni...