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domenica 27 ottobre 2024

GP Messico 1962 (non championship): la morte di Ricardo Rodriguez, l'ultima shared win e... la partecipazione di un pilota radiato?!?!

Siamo in pieno weekend messicano e non credo ci sia occasione migliore per andare a ricostruire la storia del GP del Messico 1962, evento non championship nel quale perse la vita uno dei due piloti al quale è attualmente dedicato l'autodromo di Città del Messico. Ricardo Rodriguez de la Vega, messicano classe 1942, è stato uno dei primo enfant prodige del motorsport. Avrebbe partecipato alla 24 Ore di Le Mans all'età di sedici anni, se non fosse stato giudicato troppo giovane per competere. Dopodiché ha fatto il proprio debutto in Formula 1 all'età di diciannove anni al GP d'Italia 1961, con la Ferrari. Si è qualificato secondo alle spalle di Wolfgang Von Trips, precedendo tra gli altri anche Phil Hill, poi divenuto campione del mondo quel giorno stesso, con cui e con Richie Ginther ha lottato per la leadership nel corso della gara, prima di ritirarsi per un guasto.
Un palmares niente male, oltre che autore di vari record destinati a durare per molti decenni: il più giovane pilota di Formula 1 di sempre (battuto da Mike Thackwell, Canada 1981), il più giovane pilota Ferrari (battuto da Oliver Bearman, Arabia Saudita 2024), il più giovane a partire in prima fila (battuto da Max Verstappen, Belgio 2016), il più giovane a fare punti (battuto da Jenson Button, Brasile 2000).

In Formula 1 ha preso parte a cinque gran premi, miglior risultato quarto in Belgio 1962, classificandosi tredicesimo in quella classifica mondiale, nonostante abbia disputato la metà degli eventi stagionali. Nella lunga pausa tra il GP degli Stati Uniti (a cui la Ferrari non aveva preso parte) e quello del Sudafrica, avrebbe dovuto disputare un evento non championship previsto in Messico il 4 novembre, al volante di una Lotus.
Non è andata così: il 1° novembre, nel corso di una sessione di prove, a causa della rottura di una sospensione, è uscito di pista impattando contro le barriere. È morto sul colpo all'età di vent'anni ed è tuttora - e speriamo che questo record non venga mai battuto - il pilota di Formula 1 morto più giovane.
Suo fratello Pedro, più vecchio di lui di due anni, avrebbe debuttato in Formula 1 nel 1963, inizialmente per eventi one-off e successivamente come pilota full time, vincendo il GP del Sudafrica 1967 e il GP del Belgio 1970, e gareggiando per la Ferrari come aveva fatto il fratello, nel corso della stagione 1969. Pilota di Formula 1 ma non solo, ha vinto la 24 Ore di Le Mans nel 1968. Esattamente come il Ricardo, ha perso la vita al volante di una vettura da competizione, è accaduto nel 1971. Ai due è dedicato l'autodromo di Città del Messico.

Pedro e Ricardo Rodriguez

Tornando al GP del Messico 1962, che come ho già detto si è svolto il 4 novembre, ho alcune piccole curiosità da riferire, la prima delle quali è che Jim Clark risulta sia squalificato sia vincitore. Doveva scattare dalla pole position, ma a causa di un problema di batteria la vettura non si è avviata, se non a spinta da parte dei commissari. Tuttavia era un'epoca strana, in cui i commissari spingevano vetture e poi queste venivano squalificate, quindi Clark è stato blackflaggato in corso d'opera.
Niente paura, i piloti si potevano sostituire in corso d'opera, quindi in casa Lotus hanno fermato Trevor Taylor e messo Clark al suo posto. Sono abbastanza combattuta a tale proposito. Mi chiedo cosa penserei se fossi Taylor: sarei indispettita dal fatto che mi mettano a piedi per il mio compagno di squadra? O sarei felice che, siccome il mio compagno di squadra è il GOAT, allora seppure ex-equo vincerò la gara?
Clark è rientrato in pista sulla vettura di Taylor in terza piazza, a quasi un minuto dal duo di testa Jack Brabham su Brabham e Bruce McLaren su Cooper, ma ha rimontato, li ha superati e ha vinto la gara con un minuto di vantaggio su Brabham (ultima vittoria con shared drive della storia). Mentre McLaren è stato costretto al ritiro, Innes Ireland su Lotus ha completato il podio.

C'è comunque un'altra enorme curiosità: a questo gran premio ha preso parte anche il pilota Wolfgang Seidel, nonostante al momento in cui questo gran premio è stato disputato risultasse non in possesso della licenza, in quanto radiato a vita su decisione dell'Automobile Club tedesca. La vicenda mi ha incuriosito, quindi ho cercato informazioni in proposito, trovando un thread su Forum Autosports, noto sito che nei primi anni 2000 era frequentato da insaiders, da cuggggini e da cuggggini insaiders.
Non è ben chiaro cosa sia successo, ma nel 1962 Seidel avrebbe tentato di qualificarsi al proprio gran premio di casa al Nurburgring, non riuscendo a completare a causa di un guasto i cinque giri richiesti per essere ammesso in griglia, e si è visto attribuire lo status di non qualificato 1) nonostante piloti che erano stati più lenti di lui siano stati ammessi alla gara, 2) nonostante Taylor che ugualmente non aveva completato cinque giri sia stato ammesso alla gara su pressione di Colin Chapman.
Ne sarebbe seguita una polemica con l'Automobile Club, l'avrebbe quindi radiato a vita - al confronto Jean-Marie Balestre pare un uomo democratico! - per poi successivamente convertire il ban in una sospensione della durata di due anni. Non sembrano esistere ulteriori informazioni sulla vicenda, né su come sia possibile che abbia preso parte a un gran premio mentre era ufficialmente radiato o sospeso.


mercoledì 23 ottobre 2024

Duello a distanza tra Clark e Hill // GP Gran Bretagna, Germania, Italia, Stati Uniti 1962

Se il GP di Francia 1962 aveva visto la prima e unica vittoria della Porsche in Formula 1, per mano di Dan Gurney, nel GP di Gran Bretagna, che si è svolto ad Aintree, Jim Clark è emerso come principale avversario alla rincorsa del titolo da parte di Graham Hill, che dopo quattro gran premi era in testa alla classifica mondiale. Il campionato era destinato a rimanere aperto fino a dicembre, quando si sarebbe svolto il GP del Sudafrica, e dopo la Gran Bretagna ci sarebbero stati Nurburgring, Monza e Watkins Glen. Andiamo dunque a ripercorrere gli eventi che hanno portato Clark e Hill ad alternarsi sul gradino più alto del podio.

GRAN BRETAGNA - Clark ha conquistato la pole position, mentre Hill era soltanto in quinta posizione sulla griglia. Non solo lo scozzese era in pole, ma si è anche esibito in quella che sarebbe divenuta la sua specialità, ovvero conquistare il grand chelem (il primo della sua carriera, del resto era solo la sua seconda vittoria in Formula 1), il tutto vincendo con circa 50 secondi di vantaggio nei confronti della Lola di John Surtees, il quale ha occupato per tutta la gara la seconda posizione.
Dopo una primissima parte di gara in terza posizione, Gurney è lentamente scivolato fuori dalla zona punti, mentre Bruce McLaren su Cooper è andato a occupare il gradino più basso del podio. Il pilota inglese della BRM, dalla quinta posizione di partenza, si è ritrovato quarto precedendo la Brabham/Lotus di Jack Brabham e la Cooper di Tony Maggs.
La Ferrari, che aveva saltato il GP di Francia a causa di uno sciopero dei metalmeccanici, è riuscita a schierare una sola vettura in Gran Bretagna, guidata da Phil Hill, che tuttavia partito da centro griglia non ha mai occupato meglio del nono posto prima di essere costretto al ritiro.

GERMANIA - al Nurburgring la Ferrari ha schierato quattro vetture, oltre che Phil Hill erano presenti anche Lorenzo Bandini, Ricardo Rodriguez e Giancarlo Baghetti, con il messicano qualificato in decima piazza, il più altolocato sulla griglia di partenza.
La pole position è stata conquistata da Gurney al volante della Porsche. Per il costruttore "di casa" si è trattato della prima e unica pole position nella classe regina. Avrebbe conservato la posizione soltanto nelle prime battute, ma avrebbe comunque terminato la gara in una rispettabile terza piazza.
La gara è stata disputata in condizioni di bagnato estremo, dopo essere stata anche rimandata di un'ora a causa della pioggia. Ha visto Clark rimanere fermo sulla griglia di partenza, dove era terzo, e scivolare fino alla ventiseiesima piazza, per poi ritrovarsi nono al termine del primo giro.

La partenza del GP Germania 1962

Graham Hill, succeduto a Gurney in testa, è andato a vincere il gran premio: si trattava della sua seconda vittoria in Formula 1, e ha preceduto Surtees e Gurney a completare il podio. Avevamo lasciato Clark nono al termine del primo giro, al traguardo il pilota della Lotus occupava la quarta piazza già da metà gara.
McLaren e Rodriguez hanno completato la zona punti, con Ricardo migliore classificato dei ferraristi. Phil Hill aveva comunque occupato brevemente la terza posizione a inizio gara, prima di scivolare indietro ed essere costretto al ritiro.

ITALIA - a Monza, Clark ha conquistato la pole position precedendo Graham Hill, il quale ha preso la testa della gara nel corso del primo giro. Il pilota della Lotus si è accodato inizialmente in seconda posizione, per poi avere problemi al cambio che l'hanno costretto al ritiro. Più indietro anche il suo compagno di squadra Trevor Taylor ha visto successivamente la propria gara terminare anzitempo per la stessa ragione.
Hill ha mantenuto la leadership per tutta la durata della gara, mentre Richie Ginther sull'altra BRM ha duellato per la seconda piazza con Surtees, per poi assicurarsela definitivamente con il ritiro del pilota della Lola. Un duello per la terza posizione tra Gurney, McLaren e Maggs ha visto la gara di Gurney terminare con un ritiro, mentre Maggs aveva in precedenza dovuto effettuare un pitstop. Inizialmente sopravanzato da Willy Mairesse su una quinta Ferrari, McLaren si è ripreso il terzo posto a pochi metri dal traguardo. Mairesse e Baghetti hanno chiuso quarto e quinto, mentre Joakim Bonnier su Porsche ha chiuso la zona punti.
Bandini e Phil Hill hanno concluso nelle posizioni retrostanti, mentre Rodriguez si è ritirato per un guasto al motore. Per la Ferrari si è trattato dell'ultimo gran premio stagionale, dato che non era presente né a Watkins Glen né in Sudafrica. Per Ricardo Rodriguez, inoltre sarebbe stato l'ultimo gran premio disputato, dato che avrebbe perso la vita un mese e mezzo più tardi in un evento non championship disputato in Messico.

STATI UNITI - Clark è scattato dalla pole position ed è stato in testa nella prima parte di gara, per poi subire nella prima parte di gara il sorpasso da parte di Graham Hill. Pochi giri dopo Clark si è ripreso la testa della gara e vi è rimasto fino alla fine, precedendo il leader dell classifica e rimanendo matematicamente in lotta per il campionato, che poi sarebbe stato matematicamente conquistato da Hill (ho già parlato del GP del Sudafrica 1962 in un post scritto e pubblicato in passato sul blog).
Dopo il ritiro di Ginther e problemi al motore che hanno costretto Gurney a rallentare, McLaren si è installato al terzo posto, posizione nella quale ha terminato la gara. Gurney ha portato a casa il quarto posto precedendo Brabham, mentre la zona punti è stata chiusa da Masten Gregory su Lotus del team UTD Laystall.



sabato 19 ottobre 2024

Porsche come costruttore in Formula 1: due sole stagioni complete e una vittoria in Francia 1962

La storia della Porsche in Formula 1 come costruttore è stata piuttosto breve ed è ormai lontana nel tempo, ma non è una buona ragione per non andare a ripercorrere né la storia stessa, né l'evento in cui ha conquistato la sua unica vittoria nella classe regina. Siamo anche in race week negli States, quindi non c'è giorno migliore, considerato che tale vittoria è arrivata per mano di un pilota statunitense. Correva l'anno 1962 ed era solo la seconda stagione full time.
Le prime apparizioni risalgono ai GP di Germania dl 1957 e 1958, quando le Formula 2 venivano aggiunte alle Formula 1 per riempire la griglia al Nurburgring. La Porsche era presente con delle F2, guidate da Edgar Barth e Umberto Maglioli nel 1957 e dal solo Barth nella stagione successiva.
Solo nel 1959 ha schierato delle Formula 1 al GP di Montecarlo, con Wolfgang Von Trips ritirato nelle prime fasi di gara per incidente e Maria Teresa De Filippis che non è riuscita a qualificarsi. Von Trips avrebbe dovuto partecipare anche al GP di Germania disputato all'AVUS, ma la Porsche si è ritirata dall'evento dopo la morte di Jean Behra in una gara di contorno.
Anche nel 1960 vi è stata una sola apparizione, al GP d'Italia, con Hans Hermann che ha conquistato il primo punto con il sesto posto e Barth che si è classificato alle sue spalle in settima posizione.

Storia diversa il 1961, con l'intera stagione disputata. I piloti erano Dan Gurney e Joakin Bonnier, con una terza vettura guidata da Hermann negli eventi di Montecarlo e del Nurburgring. Dopo un quinto posto a Montecarlo e un sesto in Belgio, l'americano ha conquistato tre seconde piazze in Francia, a Monza e negli Stati Uniti. Nel frattempo anche Bonnier segnava due arrivi a punti, quinto in Gran Bretagna e sesto negli Stati Uniti.
La stagione seguente ha visto la stessa line-up, con Bonnier quinto a Montecarlo e sesto in Italia. Dopo avere vinto il GP di Francia (di cui vi parlerò nel prossimo paragrafo), Gurney ha conquistato un altro podio - terzo in Germania - e ha concluso la stagione con una quinta piazza a Watkins Glen. A dire il vero ci sarebbe stato anche il GP del Sudafrica, ma la squadra non era presente.
Visti gli ingenti costi, Porsche ha deciso di non proseguire la propria avventura come costruttore, ma vetture Porsche hanno disputato gare fino al 1964 con team privati (come già se ne erano visti negli anni precedenti), conquistando qualche punto occasionale. Nelle due stagioni complete disputate, Porsche si è classificata rispettivamente terza e quinta nel mondiale costruttori.


Veniamo a Rouen, in cui a scattare dalla pole position era Jim Clark (Lotus) ma a passare in testa nelle prime battute è stato Graham Hill (BRM). Dopo il ritiro di diversi piloti di un certo spessore, Hill era in testa alla gara con ampio margine, almeno finché non è rimasto coinvolto in una collisione con un doppiato, Jackie Lewis (Ecurie Galloise/ Cooper), al quale possiamo attribuire come riconoscimento l'ambito Cetriolo d'Oro.
Clark è passato in testa, Hill se l'è andato a riprendere, è successivamente tornato in prima posizione, ma poi entrambi sono stati colpiti da problemi tecnici che hanno spianato la strada a Gurney che si è ritrovato in testa in quelle che erano ormai le ultime fasi della gara.
Ha vinto con un podio tutto extraeuropeo, in quanto secondo è giunto il sudafricano Tony Maggs (Cooper) e terzo l'americano Richie Ginther (BRM) rimontato dall'ultima posizione dopo avere faticato a partire al momento del via.
Bruce McLaren (Cooper) e John Surtees (Lola) hanno completato la gara al quarto e al quinto posto, mentre la zona punti è stata completata da Carel Godin De Beaufort (il cuo nome completo era nientemeno che Jonkhee Karel Pieter Anthonie Hubertus Godin De Beaufort) a bordo di una delle già citate entry di team privati che schieravano delle Porsche, nello specifico il team era Ecurie Maarsbeegen.


NB. Non sono riuscita a trovare a chi appartenga il copyright della foto inserita, se lo conoscete fatemi sapere.


venerdì 18 ottobre 2024

La Formula 1 a Riverside// GP Stati Uniti 1960

Nella storia della Formula 1 vintage ci sono circuiti one-off e uno di questi è quello di Riverside in California. Il tracciato, utilizzato nelle competizioni americane fino alla fine degli anni '80, è stato successivamente demolito e pare che al giorno d'oggi al suo posto sorga un centro commerciale. Nel 1960, tuttavia, vi si è svolta la seconda edizione del Gran Premio degli Stati Uniti, dopo il poco successo della prima disputata a Sebring, nonché ultimo evento di una stagione in cui Jack Brabham era già matematicamente campione del mondo. Essendo questo il weekend in cui la Formula 1 gareggia negli States, quale migliore occasione per ripercorrere quell'evento?
Prima, però, è giusto avvertirvi di due fatti che turberanno senz'altro la vostra sensibilità: 1) è stata una gara poco importante, perché non c'erano le Ferrari, 2) i piloti Ferrari sono stati lasciati liberi di prendere parte al gran premio tradendohhhh la patriahhhh ovvero gareggiando per altre scuderie.

Stirling Moss (Rob Walker/ Lotus) ha conquistato la pole position precedendo il campione del mondo in carica Brabham (Cooper), Dan Gurney (BRM) e uno dei compagni di squadra di quest'ultimo, Joakim Bonnier, dopodiché in quinta piazza Jim Clark (Lotus), anche se quest'ultimo non era destinato a grandi soddisfazioni, dato che il compagno di squadra John Surtees dopo pochi giri gli è sbinnato davanti, colpendo l'anteriore della sua monoposto.
Nel frattempo Brabham leaderava dopo avere preso la testa della gara già nelle prime battute, ma problemi vari che gli hanno provocato la necessità di fermarsi ai box più di una volta hanno lasciato Moss in testa alla gara davanti a Gurney, poi costretto al ritiro, e a Bonnier, che ha perso posizioni a causa di un problema tecnico che tuttavia non gli è costato il ritiro.
Moss ha vinto con un ampio gap nei confronti del compagno di squadra Innes Ireland, mentre Bruce McLaren (Cooper) ha completato la gara in terza posizione, con Brabham quarto primo dei doppiati.
Parliamo adesso di traditorihhhh della patriahhhh, perché Phil Hill (Yeoman Credit/ Cooper) dopo essere partito tredicesimo stava viaggiando verso la quinta piazza quando una sbinnata l'ha fatto scivolare sesto alle spalle di Bonnier, quindi portarsi a casa soltanto un punto.
Gli è andata comunque decisamente meglio rispetto che all'altro ferrarista Wolfgang Von Trips (Scuderia Centro Sud/ Cooper), il quale risulta essere giunto al traguardo in nona posizione, doppiato di tre giri, il che comunque è stato un progresso rispetto alla diciannovesima posizione che aveva sulla griglia di partenza.

Il layout del circuito:



A partire dalla stagione seguente, la sede del GP degli Stati Uniti è stata Watkins Glen. La Formula 1 è comunque tornata in California a partire dal 1976 con il circuito cittadino di Long Beach, il quale era presente insieme a Watkins Glen nel mondiale, con le denominazioni rispettivamente Stati Uniti Ovest e Stati Uniti Est.




giovedì 17 ottobre 2024

Il finale di stagione 1965: GP Stati Uniti e Messico

Gli anni '60 avevano in comune con l'epoca attuale il fatto che verso ottobre venissero disputati i gran premi degli Stati Uniti e del Messico. Certo, all'epoca venivano direttamente dopo il GP d'Italia senza gare asiatiche nel mezzo, e terminavano la stagione, senza ulteriori gare asiatiche a concludere il campionato, ma sempre ottobre era, come nel 1965 quando a Watkins Glen e a Città del Messico si è gareggiato rispettivamente il 3 e il 24 ottobre.

Partiamo dagli States, dove Graham Hill si trovava a scattare dalla pole position precedendo la Lotus di Jim Clark e la Honda di Richie Ginther. Non c'era più alcun mondiale da assegnare: degli otto gran premi precedenti, Clark ne aveva vinti sei, ovvero tutti tranne Montecarlo e Monza. E la ragione principale della mancata vittoria a Montecarlo era il non essere presente in quanto impegnato alla Cinquecento Miglia di Indianapolis, dove ha conquistato la vittoria.
GH: "Ma io sono più figo di te e conquisterò questa vittoria!!!111!!!111!! sotto la pioggia!!!11!!!11!! Preparati a guardarmi il culo!!!111!!!11!!"
JC: "Perché stai parlando come parlerebbero i piloti degli anni 2020?
Ti ricordo che siamo due gentlemen britannici degli anni '60 e che io ho posato per dei photoshot in cui guido il trattore in giacca e cravatta. E comunque dato che è già il secondo giro e non ho ancora leaderato, facciamo che ti passo davanti e mi prendo la testa della gara, come è giusto che sia."
Voce fuori campo: "Perché c'è un dialogo immaginario tra gli hillark come se fossimo in un commento a un gran premio contemporaneo?"
Autrice(C): "Perché le cronache scritte parlano di un duello tra di loro durato diversi giri, ma non ci sono filmati per poterli ammirare all'opera."
GH: "Nello specifico il duello viene vinto da me."
JC: "Ma solo perché la macchina ha deciso di lasciarmi a piedi."

Dopo l'abbandono da parte del suo best friend forever, Hill ha leaderato senza grossi problemi, con le Brabham di Dan Gurney e di Sir Jack in seconda e terza posizione. Ginther, infatti, nelle primissime fasi di gara era stato protagonista di un incidente con la BRM di Jackie Stewart, mentre Mike Spence, su Lotus, che inizialmente era davanti alle Brabham, era finito out dopo un contatto con la Ferrari di Lorenzo Bandini.
Che poi, leaderato senza problemi è un eufemismo... voce fuori campo: "INCREDIBILE COLPO DI SCENAHHHH!!!111!!!11!!"
Fanboy del 1965: "sBinalla."
Voce fuori campo: "Perché il punto finale? Da quando i fanboy usano la punteggiatura?"
Fanboy del 1965: "hai ragione, rimedio subito... sBinalla"
GH: "Che gente disagiata, e hanno anche il coraggio di criticarmi perché sono andato a farmi un giro per i prati."
La pioggia si era prima placata e poi era ricominciata a un quarto di gara, cogliendolo di sorpresa, ma il vantaggio era tale che è rimasto in testa, ma ha dovuto vedersela con entrambi i piloti della Brabham, con i quali ha successivamente duellato per la leadership (no, non si trovano video, se ve lo state chiedendo), riuscendo a tenersela stretta e poi tornando ad allungare quando la pioggia ha smesso di cadere.
Hill ha vinto davanti a Gurney e Brabham, con le Ferrari di Bandini e Pedro Rodriguez in quarta e quinta posizione, a precedere la Cooper di Jochen Rindt. Non era presente John Surtees rimasto infortunato alla fine di settembre gareggiando in un altro campionato, mentre c'era una terza Ferrari, guidata dal pilota di casa Bob Bondurant, che ha concluso la gara in nona posizione dietro anche alla Honda di Ginther e alla Brabham/RRC Walker di Joakim Bonnier.

In Messico, Clark scattava dalla pole position, ma il motore della sua vettura ha deciso di salutarlo praticamente a inizio gara e Ginther si è involtato a conquistare la prima posizione, con Gurney a inseguire, e anche altri piloti di un certo rilievo fuori per problemi tecnici. Entrambe le BRM di Stewart e Hill hanno deciso di terminare le gare anzitempo, quindi posso immaginare che sia stato organizzato un torneo di briscola.
GH: "Sì, ma giochiamo solo io e Stewart, Clark non lo invitiamo perché c'è pericolo che vinca anche a carte."
Messa da parte la briscola, credo sia giusto focalizzarci, a questo punto, sul fatto che un pilota americano fosse in testa alla gara a bordo di una macchina giapponese, un fatto notevole, se pensiamo che tutte le gare precedenti, quell'anno, erano state vinte da squadre e piloti britannici.


Immagino che questa considerazione vi abbia fatto andare di traverso per lo stupore il tè delle cinque, ma l'ho posta male io. Di fatto i piloti che avevano vinto gare erano stati tre in totale, appartenenti a due scuderie: la BRM con Hill (Montecarlo, Watkins Glen) e Stewart (Monza) e la Lotus con Clark (tutti gli altri gran premi).
Posso quindi immaginare le proteste dei fanboy della Ferrari: "tutto ciò è inaccettabile!!!11!!!11!!!"
Sarebbero tuttavia andati incontro a una pessima sorpresa, in quanto le uniche due Ferrari presenti, guidate da Bandini e Rodriguez erano in lotta per la bassa zona punti quando i due si sono toccati precipitando indietro di diverse posizioni. E non hanno nemmeno avuto bisogno di scappare in Messico, perché erano già in Messico.
Honda ha conquistato la prima vittoria in Formula 1, con un vincitore one-off. Il podio è stato Ginther/ Gurney/ Spence, con Joseph Siffert su Brabham/RRC Walker quarto e la Honda di Ronnie Bucknum in quinta piazza a precedere la Lotus/Reg Parnell di Richard Attwood. Rodriguez ha battuto Bandini con i due settimo e ottavo, nonché rispettivamente penultimo e ultimo visto il numero esiguo di vetture al traguardo.


giovedì 1 agosto 2024

1965: dopo cinque vittorie consecutive, Clark vince il titolo in agosto

Il 1° agosto è una data che ha segnato la storia della Formula 1, e tendenzialmente non in positivo. Basti pensare al 1976, al gravissimo incidente di Niki Lauda al Nurburgring. E se quella storia si concluse con il lieto fine del suo ritorno e con due ulteriori titoli mondiali, purtroppo il 1° agosto 1980, sempre in Germania ma a Hockenheim, Patrick Depailler perse la vita in un tragico incidente accaduto in una sessione di test. Accanto a fatti tragici, comunque, c'è anche una bella storia accaduta il 1° agosto. Parlo di quando Jim Clark, quello che personalmente definirei come il miglior pilota della storia se fossi costretta a fare un calderone di tutte le epoche, vinse il suo secondo titolo, conquistando al Nurburgring la quinta vittoria consecutiva, nonché la sesta stagionale su sette gran premi disputati.

BELGIO/ Spa Francorchamps: sul circuito su cui aveva conquistato la prima vittoria in Formula 1, in condizioni di bagnato Clark ha fatto una prestazione a dir poco dominante. Partito secondo accanto alla BRM del poleman Graham Hill, ha preso la testa della gara mantenendola dall'inizio alla fine.
Hill nei primissimi giri era secondo, ma gli è succeduto in breve tempo il compagno di squadra Jackie Stewart, rimasto secondo fino alla fine, con Bruce McLaren su Cooper a completare il podio. La Brabham di Sir Jack ha preceduto Hill al quarto posto, mentre la zona punti è stata completata da Richie Ginther sulla Honda.
Si segnala un incidente notevole da parte di Richard Attwood, pilota della Lotus/ Reg Parnell, che è finito contro un palo, la macchina ha preso fuoco, ma fortunatamente ne è uscito illeso.

FRANCIA/ Clermont-Ferrand: pole position, vittoria, giro più veloce, leader dall'inizio alla fine, in sintesi il pilota della Lotus ha conquistato un grand chelem, concludendo di nuovo davanti a Stewart. La Ferrari, che nel precedente evento era stata ben lontana dalla zona punti, stavolta ha chiuso sul gradino più basso del podio con John Surtees.
Graham Hill, partito dalle retrovie, ha chiuso la gara in quinta piazza, dietro alla Brabham ufficiale di Denny Hulme e davanti alla Brabham/ RRC Walker di Jo Siffert.
Non so se ci abbiate fatto caso, ma Clark/ Stewart/ Surtees è un podio tutto British, quindi era stato inserito nel mio post sui podi al 100% connazionali.

GRAN BRETAGNA/ Silverstone: altro podio tutto British, stavolta per mano di Clark, Hill e Surtees, con il pilota della Lotus che, ancora una volta, è stato leader per tutta la durata della gara... ma non temete, prima di scomodare la noiahhhh e la mancanza di colpi di scena: accumulato un certo vantaggio nei confronti di Hill, l'ha visto sfumare da 30+ a tre secondi a causa di un problema tecnico. Ha portato comunque a casa la vittoria, ed è quello che conta, alla fine.
Attenzione, plot twist, l'intera top-5 era britannica, dato che al quarto posto ha concluso Mike Spence e al quinto Stewart. Dan Gurney sulla Brabham ha festeggiato l'indipendenza statunitense con qualche giorno di ritardo portandosi a casa il sesto posto e il punto finale.
Una top-5 di connazionali nel gran premio di casa non la si è vista mai più, la cosa più simile è stata una top-4 tutta francese al GP di Francia 1982. La settimana scorsa su Zuckenbook ho visto un post in proposito e un tizio ha commentato in modo totalmente random scrivendo un'invettiva decontestualizzata a proposito della mancanza di sicurezza nei primi anni '70, toppando il periodo di un decennio buono, e ha concluso sostenendo che Pierre Gasly sia morto nel 2016. Sorry what?! O.O

OLANDA/ Zandvoort: nel weekend c'è stato un momento che renderebbe sicuramente felice Bertrand Gachot! Colin Chapman è stato infatti arrestato per avere picchiato un agente di polizia ed è stato rilasciato dopo due giorni.
La gara nel frattempo è iniziata con Ginther in testa, al quale è succeduto poi Hill... ma nemmeno lui è durato molto ed ecco che leader è venuto a essere il solito Clark. Doveva comunque vedersela con Stewart, risalito in seconda posizione approfittando anche dei problemi altrui e giunto, appunto, in seconda posizione alla bandiera a scacchi.
Gurney ha chiuso il podio, precedendo Hill, Hulme e Ginther, con la Ferrari che non ha ottenuto punti: Surtees solo settimo, ancora più arretrato il compagno di squadra Lorenzo Bandini.
A questo punto della stagione Clark aveva un abbondante vantaggio in classifica nel confronti del diretto inseguitore Hill, le cui speranze erano essenzialmente relegate sulla possibilità che gli alieni rapissero lo scozzese. Si sa tuttavia che per ragioni di contratto con Hollywood gli alieni sbarcano solo in America, il cui suddetto gran premio era ancora lontano.

GERMANIA/ Nurburgring: Clark ha deciso di portarsi a casa un altro grand chelem, il terzo della stagione dopo quello del Sudafrica il 1° gennaio e quello già citato qualche paragrafo più giù. Stewart ha rotto una sospensione nelle prime fasi di gara mentre era in seconda piazza, Hill ha preso invece la seconda piazza e vi è rimasto, precedendo Gurney che è andato a completare il podio.
Numerosi piloti sono stati costretti al ritiro e Surtees è stato uno di questi. È andata meglio invece al compagno di squadra Bandini, che ha chiuso in sesta piazza alle spalle del quarto classificato Jochen Rindt su Cooper e del quinto Jack Brabham.
Clark ha vinto il titolo piloti con tre gran premi d'anticipo (mancavano Italia, Stati Uniti e Messico e non avrebbe vinto nessuno di quelli), mentre la Lotus ha vinto il titolo costruttori, complici le regole dell'epoca. :-//// Essenzialmente il team prendeva punti costruttori solo per la vettura meglio piazzata in gara, il che significa che nonostante la BRM nel complesso avesse la line-up migliore (Hill/ Stewart) lo prendeva regolarmente in quel posto da questo punto di vista.

Concludo con un po' di screenshot fatti mentre guardavo un highlight di trenta minuti di quest'ultimo gran premio. Le vetture si apprestano a partire:


Jim Clark a cui è stato assegnato all'iscrizione il numero 1, esattamente il numero che meglio lo rappresenta:


Clark sale sul podio:




È stato un piacere ripercorrere questa serie di eventi. Cercherò di tornare presto a raccontare qualche evento degli anni '60. Per stasera mi ritengo soddisfatta, e non solo di essere finalmente riuscita a scrivere questo post, ma anche del fatto che Clark si sia portato a casa il titolo del 1965, assolutamente meritato!


venerdì 26 luglio 2024

Throwback nel 1960: il Gran Premio del Portogallo

Prosegue la mia scelta di andare a spaziare nella Formula 1 vintage per proporre argomenti di discussione che possibilmente non siano triti e ritriti... e dove trovate gente che vi parla del GP del Portogallo 1960? L'evento si è svolto il 14 agosto sul circuito di Boavista Porto, che aveva ospitato anche l'edizione del 1958. Era un'epoca lontana, in cui non c'era gente che si lamentava perché le gare iniziavano alle 15.10 anziché alle 14.00 (sì, ho deciso di sbloccarvi un ricordo a caso, scommetto che ve n'eravate dimenticati), anche perché stando all'orologio inquadrato nel corso del breve highlight sembra sia iniziata intorno alle 17.00.
Sarà questa la ragione per cui il poleman John Surtees (Lotus), ovvero il dovere saltare il tè delle cinque, si è ritrovato direttamente al quarto posto nelle prime battute della gara? Non lo sapremo mai, sappiamo solo che, dopo diversi giri da leader da parte di Dan Gurney (BRM), Surtees è riuscito a rimontare fino a riprendersi la testa della gara, che ha lasciato solo quando la vettura l'ha abbandonato, destino comunque già toccato a Gurney.

Il leader successivo è stato Jack Brabham, che è arrivato fino a vedere la bandiera a scacchi, precedendo di quasi un minuto il compagno di squadra Bruce McLaren, ancora matematicamente suo avversario per il titolo. Non ci sarebbe stata tuttavia alcuna sfida per il mondiale: la Cooper ha deciso, come altre scuderie, di non prendere parte al successivo Gran Premio d'Italia, per ragioni di sicurezza, e Brabham si è ritrovato automaticamente campione del mondo, rimanendo dopo Monza soltanto l'appuntamento degli States.
A seguire, in terza piazza, si è classificato Jim Clark (Lotus), che ha conquistato così il suo primo podio nella massima categoria. *-* Voglio dire, si parla tanto di GOAT vari e delle loro performance, e poi si ignora così, a cuore leggero, proprio l'evento in cui Clark è salito sul podio per la prima volta? Capisco il volere vivere in un mondo in cui la Formula 1 degli anni '60 non è mai esistita e il nome di Jim Clark e colleghi servono solo per abbellire l'albo d'oro, ma non è la prima volta che mi ritrovo a fare questa riflessione.
In fondo gli anni '60 erano un'epoca bellissima e non falsat-... ah no, nessuna Ferrari sul podio, quindi la gara è falsata di default. Wolfgang Von Trips si è classificato al quarto posto, mentre Phil Hill si è ritirato per incidente intorno a metà gara, quando si trovava in seconda posizione.

Questa gara ha segnato il ritorno di Stirling Moss (Lotus) in pista, dopo essere rimasto infortunato in una sessione di prove libere del GP del Belgio di due mesi prima, lo stesso nefasto evento che era costato la vita a Chris Bristow e Alan Stacey.
Ha conquistato il quinto posto al traguardo, ma è stato successivamente squalificato, pare per "guida in senso opposto", stando a quanto afferma Statsf1 punto com, da sempre fonte di risultati di gran premi vintage. Verosimilmente o è rientrato in pista in una maniera non consentita dal regolamento o ha fatto retromarcia in pitlane. Comunque sia Tony Brooks (Yeoman Cooper) e Innes Ireland (Lotus) hanno completato la zona punti, con il solo Olivier Gendebien (Yeoman Cooper) unico altro pilota giunto alla bandiera a scacchi, sui quindici piloti che hanno preso il via dell'evento.



giovedì 25 luglio 2024

Throwback nel 1960: i GP di Francia e Gran Bretagna

In questi giorni sono andata alla scoperta di eventi vintage da ripercorrere sulle pagine del blog e ho deciso di spostarmi virtualmente nel 1960. In questo post cerco di ricostruire il GP di Francia e il GP di Gran Bretagna, disputati rispettivamente sui circuiti di Reims e Silverstone. In Francia si gareggiava di domenica, il 3 luglio, mentre in Gran Bretagna di sabato, il 16 dello stesso mese, come da tradizione locale che sarebbe durata fino agli anni '80. Quando si tratta di ricostruire vicende degli anni '60 non è sempre facile trovare filmati d'epoca e in questa occasione ho dovuto accontentarmi, in entrambi i casi, di brevi sintesi.


A Reims partiva dalla pole position Jack Brabham (Cooper) con ad affiancarlo in prima fila Phil Hill (Ferrari) e Graham Hill (BRM). Quest'ultimo, tuttavia, è rimasto fermo sulla griglia - è quello indicato salla freccia nell'immagine - ed è stato colpito da altre vetture, venendo immediatamente costretto al ritiro.
Brabham nel frattempo era imperterrito in testa alla gara, con Phil Hill in seconda piazza, che si è alternato con lui in prima posizione nella prima parte di gara. Tuttavia sia lui sia il compagno di squadra Wolfgang Von Trips si sono ritirati per problemi di trasmissione poco dopo la metà della gara, quando si trovavano virtualmente sui due gradini più bassi del podio.
Quattro Cooper hanno concluso nelle prime quattro posizioni: Brabham ha vinto con un vantaggio abbondante nei confronti di Olivier Gendebien (Yeoman Cooper), Bruce McLaren (Cooper) e Henry Taylor (Yeoman Cooper). Al quinto e sesto posto hanno concluso le Lotus di Jim Clark e Ron Flockhard.


Tredici giorni più tardi, in Inghilterra, Brabham partiva nuovamente dalla pole. Graham Hill era stavolta secondo in griglia, ma ancora una volta restava fermo sulla griglia - foto soprastante, è quello indicato dalla freccia.
Brabham è rimasto in testa e stavolta ha percorso in prima posizione tutta la durata della gara. Alle sue spalle si sono succeduti prima McLaren e poi Jo Bonnier (BRM), quest'ultimo infine costretto al ritiro, poi le Lotus di John Surtees e Innes Ireland che hanno concluso secondo e terzo. Anche Clark era stato per un tratto nelle posizioni di spessore, ma poi risulta essere precipitato indietro.
Mclaren ha concluso la gara al quarto posto, davanti a Tony Brooks (Yeoman Cooper) e alle Ferrari: Von Trips si è portato a casa l'ultimo punto disponibile, mentre Phil Hill ha dovuto accontentarsi della settima piazza.



giovedì 11 luglio 2024

Triplette di connazionali sul podio

[Dedicato a @TaroYamada80 di Twitter, che mi ha suggerito di scrivere questo post]

Quando ho visto George Russell, Lewis Hamilton e Lando Norris qualificarsi nelle prime tre posizioni al GP di Gran Bretagna ho iniziato a chiedermi: e se li vedessimo sul podio tutti e tre insieme? Sarebbe stato un risultato estremamente raro ed epico, vedere tre connazionali sul podio, cosa che non succedeva (e che non succede, complice anche, ma non solo, il ritiro di Russell) da oltre quarant'anni.
E che, andando a fare una piccola ricerca, non è stato neanche tanto raro quanto pensassi. Voglio dire, non succede da decenni, ma agli albori della Formula 1 non era così. In totale è successo ben diciassette volte SENZA CONSIDERARE INDIANAPOLIS, dato che quando la Cinquecento Miglia faceva parte del campionato accadeva di vedere podi 100% USA.

PARTE PRIMA: quando i piloti italiani dominavano la Formula 1 // anni '50

1) Gran Premio d'Italia 1950
Giuseppe Farina (Alfa Romeo), Dorino Serafini/ Alberto Ascari (Ferrari), Luigi Fagioli (Alfa Romeo)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
Doppio bonus: gran premio di casa
Triplo bonus: quattro piloti, grazie a uno shared drive per la seconda piazza

2) Gran Premio del Belgio 1951
Giuseppe Farina (Alfa Romeo), Alberto Ascari (Ferrari), Luigi Villoresi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane

3) Gran Premio di Francia 1952
Alberto Ascari (Ferrari), Giuseppe Farina (Ferrari), Piero Taruffi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane

4) Gran Premio d'Olanda 1952
Alberto Ascari (Ferrari), Giuseppe Farina (Ferrari), Luigi Villoresi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
Doppio bonus: secondo podio di connazionali nella stessa stagione
Triplo bonus: stessi identici piloti del Belgio 1951
Farina e Ascari entrambi presenti in TUTTE le occasioni in cui ci sono stati solo italiani sul podio

Non c'è altro da dire, se non che gli italiani nella prima metà degli anni '50 erano una garanzia e che le squadre italiane erano pressoché la maggioranza, il che ha reso le cose decisamente più semplici. Non è più successo che triplette di italiani salissero insieme sul podio, ma non vi è voluto molto affinché altre triplette di connazionali andassero insieme sul podio.

PARTE SECONDA: l'ascesa britannica // fine anni '50- anni '60

5) Gran Premio del Belgio 1958
Tony Brooks (Vanwall), Mike Hawthorn (Ferrari), Stuart Lewis-Evans (Vanwall)

6) Gran Premio di Gran Bretagna 1958
Peter Collins (Ferrari), Mike Hawthorn (Ferrari), Roy Salvadori (Cooper)
Bonus: gran premio di casa
Doppio bonus: seconda tripletta connazionale della stagione

7) Gran Premio del Portogallo 1958
Stirling Moss (Vanwall), Mike Hawthorn (Ferrari), Stuart Lewis-Evans (Vanwall)
Bonus: terza tripletta connazionale della stagione

8) Gran Premio di Gran Bretagna 1963
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Graham Hill (BRM)
Bonus: gran premio di casa

9) Gran Premio d'Olanda 1964
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Peter Arundell (Lotus)

10) Gran Premio di Gran Bretagna 1964
Jim Clark (Lotus), Graham Hill (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: gran premio di casa
Doppio bonus: per la seconda volta di fila
Triplo bonus: con gli stessi piloti dell'anno precedente
Bonus che va oltre il tempo: era l'11 luglio... e oggi è l'11 luglio 2024, sono passati esattamente 60 anni!

11) Gran Premio del Sudafrica 1965
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Graham Hill (BRM)

12) Gran Premio di Gran Francia 1965
Jim Clark (Lotus), Jackie Stewart (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: seconda volta nella stagione

13) Gran Premio di Gran Bretagna 1965
Jim Clark (Lotus), Graham Hill (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: gara consecutiva al GP Francia
Doppio bonus: gran premio di casa
Triplo bonus: per la terza volta di fila
Quadruplo bonus: ancora una volta con gli stessi piloti
Quintuplo bonus: terza tripletta connazionale della stagione

14) Gran Premio degli Stati Uniti 1968
Jackie Stewart (Matra), Graham Hill (Lotus), John Surtees (Honda)

Non c'è che dire, gli inglesi e gli scozzesi si sono difesi bene negli anni '60, inanellando podi full British in successione e dimostrando che, quando gli americani tacciano noi europei di non avere scritto alcuna pagina nella storia del motorsport, dovremmo istituire un'alleanza italo-britannica per reclamare che le nostre nazioni la storia del motorsport l'hanno scritta eccome.

TERZA PARTE: l'exploit francese a random // anni '80

15) Gran Premio del Sudafrica 1980
René Arnoux (Renault), Jacques Laffite (Ligier), Didier Pironi (Ligier)
Bonus: tutti piloti francesi su auto francesi

16) Gran Premio di Francia 1982
René Arnoux (Renault), Alain Prost (Renault), Didier Pironi (Ferrari)
Bonus: gran premio di casa

17) Patrick Tambay (Ferrari), Alain Prost (Renault), René Arnoux (Ferrari)
Bonus: Arnoux presente sul podio in tutte le occasioni in cui c'erano tre francesi sul podio

Sicuramente più casuale, in quanto a parte Prost la Francia non ha avuto altri piloti dominanti, ma bisognerebbe ricordare agli americani che la legge del caso ha voluto che gli ultimi podi interamente conquistati se li sia accaparrati proprio uno degli altri paesi presenti in Formula 1 fin dagli albori.

In sintesi, è un piacere rivendicare ancora una volta la storia EUROPEA della Formula 1, specie in un contesto in cui essa viene ogni giorno sminuita (e, giusto per chiarire il concetto, sarei molto lieta di un'apertura del motorsport ad altre realtà, dove per altre realtà intendo a livello mondiale, non semplicemente gli States).


venerdì 21 giugno 2024

Basta con il dissing contro Al Pease!

Ieri sera prima di andare a letto sono finita in un thread su "Xwitter" nel quale si parlava di curiosità a random sulla Formula 1, a tematica fatti che sembrano inventati, ma che invece sono veri, insomma, uno di quei thread in cui arrivano puntualmente almeno dieci persone a parlare di Hans Heyer. Chiaramente ci sono certe storielle strappalacrime, oltre a quella, che vengono ripetute in ogni dove, e una di esse è la storia di Al Pease. Con una sola sostanziale differenza: molte storielle strappalacrime vengono ricostruite in modo corretto... quella di Pease non tanto!
Il post recitava (traduzione dall'inglese all'italiano): "Al Pease è stato doppiato 47 volte al GP del Canada 1967, 'meritatamente', senza un problema tecnico, era lento di suo".
Non prendiamoci in giro, la tentazione di eleggere il worst drivahhhh evahhhh c'è sempre ed è un comportamento dilagante. Quantomeno chi l'ha scritto era davvero convinto di quello che diceva, non voleva fare un attacco personale nei confronti di Pease (in passato ho trovato delle top-ten dei piloti più scarsihhhh della storiahhhh nelle quali c'erano anche personaggi tipo Ralf Schumacher, Juan Pablo Montoya, Gerhard Berger, ecc... temo anche qualche campione del mondo).

C'è solo un piccolo particolare: il fatto che questa storia sembri finta ma sia vera è esso stesso finto, perché in primo luogo non è vero che Pease non abbia avuto problemi tecnici in quella gara. Ho già parlato delle edizioni 1967 e 1969 del GP del Canada, così come fatto qualche accenno a costui, ma è bene dare un'infarinatura generale a chi non sa di cosa stiamo parlando.
Correvano gli anni '60 e specie nei gran premi dalle location extraeuropee non era inusuale che gareggiassero piloti one-off. Pease era un anglo-canadese di 47 anni con un ottimo palmares a livello nazionale, che ha preso parte a tre edizioni del suddetto gran premio, con una vettura vecchia e non al passo delle migliori. Ora, che Pease non fosse a propria volta al passo con i migliori è estremamente probabile, e per quanto varie circostanze lascino pensare che non fosse così terribile come è stato descritto nel corso degli anni, vorrei mettere da parte questo aspetto.
Allo stesso modo non sono qui per dibattere della sua successiva partenza (DNS nel 1968 per un guasto, si tratta del 1969) e della sua squalifica per essere "troppo lento", dopo le proteste di vari team di un certo rilievo, a causa di ostruzioni da lui messe in atto. Mi limito solo a osservare che la bandiera nera per essere "troppo lento" la si è vista in certe circostanze anche in altre categorie e non necessariamente nei confronti di piloti indecenti. Per dire, se l'è vista esibire pure Jean Alesi alla Indy 500, così come la compagna di squadra Simona De Silvestro, che aveva un palmares piuttosto rispettabile; entrambi in quanto guidavano vetture con motore non abbastanza potente.

Torniamo al 1967. Quello che non è vero è che Pease non abbia avuto problemi tecnici. Ha avuto un guasto alla batteria che l'ha costretto a partire con vari giri di ritardo. E poi ha avuto un altro guasto alla batteria durante la gara ed è andato ai box a cambiarla. Nel senso, ha parcheggiato fuori pista, è andato ai box a piedi, ha preso una batteria, è tornato alla vettura, ha sostituito la batteria a bordo pista, è risalito al volante e ha finito la gara. Certo, con 43 giri di distacco dal vincitore, ma pur sempre finito la gara.
Onestamente parlando, probabile che la presenza di Pease non fosse necessaria alla storia del motorsport, che il GP del Canada 1967 potesse svolgersi tranquillamente anche senza di lui, ma a mio parere questa storia merita di essere ricordata con rispetto, non essere stravolta a proprio piacimento per rendere costui lo zimbello del fanbase.
Peraltro stiamo parlando di una vicenda narrata anche sulla Wikipedia inglese alla pagina del GP del Canada 1967, non di un fatto sconosciuto ai più. O per meglio dire, sconosciuto ai più lo è, ma semplicemente perché non prendono neanche in considerazione l'idea di informarsi... e non mi sembra una scelta di cui andare fieri!

giovedì 6 giugno 2024

GP Olanda 1960: il debutto di Jim Clark

Oggi è il 6 giugno ed è una data storica per il motorsport: al via del GP d'Olanda che si svolgeva il 6 giugno 1960 (che si è svolto di lunedì, che era il giorno di Pentecoste festivo in molti paesi dell'Europa centrale), infatti, per la prima volta nella storia della Formula 1 era presente Jim Clark sulla griglia di partenza di un gran premio, il che non mi sembra esattamente una sottigliezza. Anzi... Era al volante di una Lotus e si era aggiudicato l'11^ piazza sulla griglia di partenza. Avrebbe avuto modo, in gara, di risalire fino al quarto posto prima del suo ritiro poco dopo metà gara. A scattare dalla pole position era Stirling Moss (Lotus), tuttavia fin dalla partenza è stato in testa Jack Brabham (Cooper) che gli partiva accanto. Moss ha mantenuto la seconda piazza per un quarto di gara, salvo poi essere verosimilmente costretto a una sosta ai box (le informazioni che ho reperito non sono molto chiare) precipitando nelle retrovie risalendo fino al quarto posto, dietro a Innes Ireland (Lotus) e Graham Hill (BRM).
Per Hill si è trattato del primo podio in Formula 1 e trovo estremamente poetico che ciò sia avvenuto in concomitanza con il debutto di Clark (anche per Ireland a dire il vero era il primo podio). Moss ha chiuso quarto, come dicevo, e ha preceduto due delle tre Ferrari presenti: Wolfgang Von Trips e Richie Ginther hanno concluso la gara in quinta e sesta posizione, mentre Phil Hill è stato costretto al ritiro da un guasto al motore.
Purtroppo segnalo una nota piuttosto triste, ovvero che un giovane spettatore che si trovava in un'area proibita al pubblico è deceduto dopo essere stato in qualche modo coinvolto da un incidente di Dan Gurney (BRM), innescato da un guasto ai freni. La dinamica della morte dello spettatore sembra non essere nota, o almeno non ne ho trovato traccia. Sfortunatamente le cose non sarebbero migliorate di lì a breve, in quanto al successivo GP del Belgio sono avvenuti i due incidenti mortali di Alan Stacey e Chris Bristow.


martedì 16 aprile 2024

Sessant'anni di 1964: le Ferrari bianco-blu e il titolo di Surtees (che con la mentalità odierna sarebbe leggermente controverso)

Leggermente = avverbio inserito per abbellire il titolo

Vi ho raccontato nei giorni scorsi i precedenti appuntamenti del mondiale 1964 ed è giunto il momento di concludere questo viaggio nel tempo: il 4 e il 25 ottobre rispettivamente si svolti i gran premi degli Stati Uniti e del Messico, dove il titolo si sarebbe deciso tra ben tre aspiranti campioni del mondo: Graham Hill su BRM, Jim Clark su Lotus e John Surtees su Ferrari, non una sfida da poco! Tuttavia trattandosi di eventi nordamericani vintage, i tifosi della Ferrari italiani non potevano certo seguire gli eventi passo-passo, nella speranza di assistere al trionfo di una vettura rossa. E anche se avessero avuto i mezzi moderni, Ferrari di colore rosso non ce n'erano: a causa di una polemica tra Enzo Ferrari e la Federazione, le vetture schierate per i due gran premi finali correvano con licenza americana del North American Racing Team e avevano livrea bianco-blu. Erano infatti i tempi in cui le monoposto portavano i loro colori nazionali e il rosso era il colore che rappresentava le vetture italiane, mentre quella sfoggiata a Watkins Glen e Città del Messico era la livrea americana.

Surtees, il poleman Clark e per tutta la fase restante della gara Hill si sono alternati in testa al gran premio, con Clark che ha perso due giri a metà gara per un guasto. Il team Lotus, allora, ha preso la decisione di fare uno scambio di vetture: è stato richiamato ai box Mike Spence e la sua monoposto è stata affidata a Clark, con Spence che sulla macchina di quest'ultimo è stato poi costretto al ritiro.
Mettete a letto i driverstosurvivers, perché vi spiego le ragioni alla base di questa scelta. Non erano gli anni '50, quindi gli shared drive non erano più la prassi. Però Clark avrebbe potuto classificarsi davanti agli avversari diretti e, se non poteva fare punti lui, poteva sottrarne agli altri - almeno sulla carta, dato che nella realtà Hill e Surtees erano 1/2 (con John che si è pure concesso una sbinnata in corso d'opera, perché tanto erano gli anni '60 e il tifoso medio non aveva ancora raggiunto quel livello di degrado tale per cui il pilota Ferrari debba essere schifato al primo testacoda).
In sintesi in casa Lotus hanno detto a Spence: "tu non sarai mai in grado di finire davanti a loro, quindi levati e fai guidare Clark che è il GOAT". Obiettivamente non sarebbe neanche così offensivo sentirsi dire di essere peggio dell'ineguagliabile, comunque sia Clark si è ritirato mentre era terzo.
Jo Siffert su Brabham ha chiuso terzo, seguito da due americani, Richie Ginther su BRM e Walt Hansgen su Lotus, con la BRP di Trevor Taylor sesto e ultimo.

Anche il Messico è una gara per cui è bene mettere a letto i driverstosurvivers, perché andiamo a cacciarci in un ginepraio tale da spingermi per la prima volta nella mia vita a usare il termine "ginepraio". Clark era ormai a nove punti dalla vetta, ma poteva vincere il titolo se Surtees non concludeva secondo e se - per via degli scarti - Hill non arrivava a podio.
Clark, partito dalla pole, leaderava davanti alla Brabham di Dan Gurney, con Hill che, in terza posizione, aveva il titolo in tasca, almeno finché verso metà gara non si è preso un sportellata da Lorenzo Bandini che, vorrei ricordarlo, era il compagno di squadra di Surtees, sembra un po' un plot (nel senso di trama) uscito dalla mente di Sylvester Stallone. Hill ha perso diverse posizioni, prima di ritirarsi in seguito.
I primi tre erano a questo punto Clark, Gurney e Bandini, con Surtees che, anche in caso di ritiro di di Clark, avrebbe potuto battere Hill soltanto se fosse giunto secondo. Ma Clark non si sarebbe ritirat-...ah, no. La sua vettura ha deciso di lasciarlo a piedi in finale di gara e, dopo avere tentato di portare comunque la macchina al traguardo questa gli ha detto "no, basta, sono stanca" a un giro dalla fine.
A quel punto in casa Ferrari avevano l'occasione di vincere il titolo, ma vi era un'unica possibilità: hanno esposto a Bandini un cartello per indicargli che doveva cedere la posizione a Surtees. L'ha fatto e Surtees è entrato nella storia.


Surtees ha vinto un titolo non semplice, è stato necessario in sintesi che 1) il suo compagno di squadra buttasse fuori il suo avversario diretto, 2) l'altro avversario si ritirasse per un guasto a un giro dalla fine, 3) un ordine di scuderia. Come minimo con la mentalità odierna verrebbe chiesta la sua testa su un piatto d'argento, ma per sua fortuna guidava una vettura ross-... ah, no. Però era un campione di motociclismo, e sappiamo che il motomondiale è più bello per i duellihhhh e i sorpassihhhh.
In tutto ciò oserei affermare che nemmeno alla nonna di Gurney potesse importare qualcosa della vittoria del nipote in un simile momento. Detto ciò veniamo a Clark, che è stato classificato quinto, alle spalle di Spence che immagino sia stato soddisfatto che il suo ritiro sia avvenuto solo a un giro dalla fine, per non dovergli cedere di nuovo la macchina! Infine segnalo come la zona punti sia stata conclusa, su una terza Ferrari bianco-blu, dal pilota di casa Pedro Rodriguez.

domenica 14 aprile 2024

Sessant'anni di 1964: scontro Clark vs Hill, prima che la situazione cambi in corso d'opera

Dopo le prime quattro gare della stagione, soltanto un punto separava in vetta alla classifica Jim Clark e Graham Hill, in apparenza i principali contendenti al titolo. Il quinto evento in calendario era il gran premio di casa di entrambi, in Gran Bretagna a Brands Hatch, dove il pilota della Lotus ha preceduto quello della BRM in qualifica, conquistando la pole position. A seguire, le Brabham di Dan Gurney e di Sir Jack, nonché la meglio classificata delle Ferrari, quella di John Surtees, al quinto posto.
Era l'11 luglio il giorno della gara e Clark ha mantenuto la testa della gara fin dal via. Non è del tutto chiaro che cosa sia successo a Gurney, per un paio di giri in seconda posizione e poi precipitato nelle retrovie, in quanto tutto ciò che ho trovato è stato un highlight di un quarto d'ora, ma con inquadrature molto a random, ma fatto sta che gli è succeduto in seconda piazza Graham Hill.
Proprio il duo Clark/ Hill ha chiuso la gara in prima e seconda posizione, con un gap di circa due secondi. Staccato di circa un minuto e venti dal leader, Surtees ha portato a casa il terzo gradino del podio. Brabham ha preceduto l'altra Ferrari di Lorenzo Bandini, mentre la zona punti è stata conclusa da Phil Hill su Cooper.
Clark aveva a questo punto quattro punti di vantaggio su G.Hill, con gli avversari più vicini piuttosto distanziati da entrambi, ma la situazione era destinata a cambiare bruscamente.

Del successivo GP, disputato in Germania il 2 agosto, ho trovato un extended highlight con telecronaca tedesca della durata di mezz'ora, il che è assolutamente top quality. *-* Tra l'altro nei commenti ho letto di come quel periodo e quelle monoposto fosse considerato da un utente "il periodo più sicuro della Formula 1 vintage, fino alla metà degli anni '80". Non so, non mi sembra un commento tanto centrato, dato che in quel fine settimana ha perso la vita Carel Godin de Beaufort dopo un incidente in una sessione di prove libere.
Dal punto di vista del risultato, Surtees ha portato a casa la pole position, precedendo Clark e Gurney, nonché Bandini e G.Hill. Clark ha preso la posizione al via, ma già al termine del primo giro, dopo averlo superato, Surtees si è portato in testa e salvo una brevissima parentesi in cui Gurney avrebbe preso la leadership, sarebbe stato leader per quasi tutta la gara, oltre che nel momento decisivo.
Clark ha iniziato a perdere posizioni quasi subito, mentre Gurney in un momento avanzato della gara è andato incontro a un simile destino, con la sola differenza che Jim è stato costretto al ritiro, mentre Dan è riuscito a concludere la gara all'ultimo posto.
Hill ha concluso la gara in seconda posizione, precedendo Bandini. Hanno completato la zona punti Jo Siffert su Brabham, nonché Maurice Trintignant e Tony Maggs su BRM di team privati. Il filmato, in ottima qualità e che aveva permesso di assistere a diverse fasi della gara, in particolare la partenza - immortalata negli screenshot sottostanti - e il primo giro, si è concluso con un'inquadratura del podio.


Purtroppo non si può dire lo stesso dei due gran premi successivi, di cui ho trovato video riassuntivi di al massimo un minuto e pochi secondi. Tuttavia per quanto riguarda il GP d'Austria - disputato il 23 agosto - posso segnalare di come ci siano reperibili su Youtube filmati che riprendono il notevole incidente di cui è stato protagonista Phil Hill, a seguito del quale la macchina ha preso fuoco - il pilota avrebbe saltato il successivo GP d'Italia venendo sostituito da John Love, per poi tornare al volante negli ultimi due eventi stagionali.
Graham Hill scattava dalla pole, ma è partito al rallenty e si è ritirato quasi subito. Gli è succeduto in testa Surtees, che tuttavia nella prima parte di gara si sarebbe ritirato per un guasto a una sospensione. Stesso destino, prima ancora di arrivare a metà gara, per il pilota che gli era succeduto in testa, ovvero Gurney. A quel punto è passato in testa Bandini, che era risalito secondo dopo il ritiro di Clark per un problema tecnico e che è stato più fortunato dei suoi due predecessori e ha mantenuto la prima posizione fino al termine della gara, conquistando la vittoria con diversi secondi di vantaggio nei confronti della BRM di Richie Ginther, che ha concluso la gara in seconda posizione. Quella del pilota italiano è stata la prima vittoria della Ferrari a Zeltweg, nonché la seconda vittoria consecutiva per la Scuderia di Maranello in quella stagione.
Bob Anderson, su Brabham del team DW Racing, ha conquistato il suo unico podio in Formula 1, precedendo Maggs, Innes Ireland su BRP, infine Siffert a completare la zona punti.

Purtroppo anche di Monza - dove il gran premio si è svolto il 6 settembre - non si trovano video che mostrino qualcosa, ma dal lap-by-lap sembra che per i primi due terzi di gara Surtees, partito dalla pole position, e Gurney, che scattava dalla seconda posizione, si siano alternati in testa alla gara. Le posizioni si sono stabilizzate con Gurney secondo almeno fino alla parte ormai conclusiva della gara, quando ha perso diverse posizioni precipitando nuovamente nelle retrovie. In seconda posizione gli è succeduto Bruce McLaren su Cooper, mentre nel giro finale Bandini risulta avere superato Ginther per il terzo posto, con Ireland e Mike Spence su Lotus a completare la zona punti.
La Ferrari ha quindi conquistato la terza vittoria consecutiva e Surtees ha vinto - peraltro con un minuto di vantaggio sul secondo classificato - mentre i due principali contendenti al titolo non portavano a casa nemmeno l'ombra di un punto: scattato dalla terza casella della griglia, G.Hill non ha completato nemmeno un giro per un problema tecnico avvenuto alla partenza, mentre Clark si è ritirato dopo circa un terzo di gara mentre si trovava in terza posizione. La classifica era del tutto stravolta rispetto a qualche gran premio prima: Hill in testa con 32 punti, Clark secondo con 30, Surtees terzo con 28, un mondiale che si preannunciava ancora apertissimo, quando mancavano soltanto i due appuntamenti d'oltreoceano.

Per oggi il nostro viaggio nel 1964 termina qui. Vi lascio con il fiato sospeso, come se davvero non sapeste come sia andato a finire, almeno a livello di posizioni in classifica. Nel prossimo post dedicato a questa stagione ricostruiremo gli ultimi due eventi del campionato. Non ho ancora cercato niente, ma sono abbastanza sicura che non ci saranno video di extended highlights.


mercoledì 10 aprile 2024

Sessant'anni di 1964: Clark vince in Olanda e Belgio, ma il primo ritiro stagionale è alle porte

Sono passate due settimane da quando il campionato di Formula 1 1964 è iniziato con il Gran Premio di Montecarlo e il 24 maggio è la volta dell'Olanda, di cui come per quello precedente sembrano essere arrivate ai giorni nostri ben poche tracce video dell'evento.
Anche di tracce scritte, in realtà, non è che ce ne sia l'abbondanza, quindi ricostruire i fatti non è qualcosa che si possa fare proprio nel dettaglio. Sappiamo tuttavia della pole position di Dan Gurney al volante di una Brabham e di come Jim Clark su Lotus e Graham Hill su BRM l'abbiano superato già al via.
Per Clark, la gara è proseguita staccando tutto e tutti, mentre Gurney e Hill dovevano vedersela con la Ferrari di John Surtees, il quale li ha superati entrambi in corso d'opera. Dan si è anche ritirato per problemi tecnici, mentre Graham ha dovuto effettuare un pitstop a causa del quale ha perso diverse posizioni.
Peter Arundell su Lotus è salito al terzo posto, mentre Hill ha poi recuperato fino alla quarta posizione, precedendo a completare la zona punti Chris Amon su Lotus/Reg Parnell e Bob Anderson su Brabham/DW Racing.

Ovviamente il fatto che ci fosse una Ferrari in seconda posizione a 50+ secondi da Clark al traguardo potrebbe portare a pensare che fosse una gara falsata! Ma vi assicuro che c'era di peggio alle porte e che il 14 giugno al GP del Belgio sia Surtees sia il compagno di squadra Lorenzo Bandini si sono ritirati per guasti a motore. A peggiorare la situazione, il ritiro di Surtees è avvenuto dopo appena tre giri quando aveva appena preso la testa della gara davanti al poleman Gurney.
Riprendersi la leadership dopo il ritiro di una Rossa è un affronto inaccettabile, quindi oserei dire che, se esistesse il karma, Dan avrebbe dovuto pagare per la sua falsata azione! Non voglio dibattere sull'esistenza del karma, tuttavia mi limito a osservare che se i ferraristi facevano macumbe contro di lui, esse hanno avuto il loro effetto: è infatti stato costretto a rientrare ai box per un rifornimento di benzina quando mancavano due giri alla fine della gara, ma il team non aveva benzina! Quindi è tornato fuori senza avere fatto rifornimento e in corso d'opera è stato costretto al ritiro perché la benzina era finita.
Non è comunque andata meglio a Graham Hill, che ne aveva ereditato la leadership: un guasto l'ha messo fuori gioco quando ormai mancava solo un giro alla conclusione della gara! È passato in testa quindi Bruce McLaren sulla Cooper, ma ha avuto un problema tecnico a pochi metri dal traguardo e ha cercato comunque di arrivare a oltrepassarlo. Ce l'ha fatta, ma tre secondi dopo Clark che, dopo avere passato la gara a oscillare tra il terzo e il quarto posto, ha conquistato la vittoria a random.

Il finale, a leggerlo, sembra una prova generale del GP di Montecarlo 1982, anche se mancano vari elementi come il pilota che vince dopo avere mandato in vacca la vittoria pochi minuti prima, oppure piloti di fatto ritirati sul podio. I primi tre sono stati Clark/ McLaren/ Jack Brabham, con Richie Ginther su BRM classificato quarto. Hill e Gurney sono riusciti entrambi a prendere punti, giungendo rispettivamente al quinto e al sesto posto.
Purtroppo non ci sono video reperibili del finale della gara di Spa, mentre del successivo gran premio di Francia, avvenuto il 28 giugno, è ancora più difficile andare a scoprire gli eventi. Comunque sia, a Rouen Gurney non ha conquistato la pole, diversamente dai due eventi precedenti, tuttavia ha conquistato la vittoria succedendo in testa a Clark dopo che questo ha rotto il motore.
A proposito di rotture di motore, quel destino l'ha subito anche Surtees quando si trovava in terza piazza, e dopo pochissimi giri di gara, quindi potete comprendere facilmente come anche questo gran premio fosse falsato!
Dopo il ritiro di Surtees, Brabham gli era succeduto al terzo posto, ritrovandosi secondo. Graham Hill, invece, è risalito in zona podio dopo avere preso la posizione ad Arundell. In sintesi, Gurney/ G.Hill/ Brabham è stato il podio, con Arundell che ha concluso la gara al quarto posto precedendo Ginther. McLaren ha concluso la zona punti, classificandosi sesto davanti al compagno di squadra Phil Hill.

A questo punto della stagione Clark e Hill erano primo e secondo in classifica staccati di un punto l'uno dall'altro, mentre altri cinque piloti precedevano Surtees, al punto che verrebbe strano pensare che in un campionato di dieci gran premi totali, Surtees poi possa avere vinto il campionato. Com'è stato possibile? Lo scopriremo nei prossimi post dedicati al mondiale 1964.


martedì 9 aprile 2024

Sessant'anni di 1964: l'esordio stagionale a Montecarlo

Sono passati ormai sessant'anni dal lontano 1964 e, in occasione di questo anniversario, ho deciso di ripercorrere, con una serie di appositi post, tutta quella stagione, iniziata il 10 maggio con il Gran Premio di Montecarlo. Sulle anguste e tortuose stradine del Principato, come le avrebbe definite Mazzoni se fosse un viaggiatore nel tempo e fosse andato nel 1964 a raccontare questo evento, Jim Clark ha conquistato la pole position.
Questo è facilmente ricostruibile, mentre è un po' più difficile andare a ripescare gli eventi della gara, dato che esistono video di durata di un minuto, due quando va bene, mentre mi ero entusiasmata nel trovare su Youtube un video della durata di ben cinque minuti per poi scoprire, mentre lo guardavo, che non era un video sul gran premio, ma semplicemente un breve servizio del 1964, in stile guida turistica, su Montecarlo. Però, ecco, mi ha fatto pensare a Mazzoni quindi mi sento ugualmente soddisfatta!

Torniamo al pilota della Lotus che scattava dalla pole position davanti a Jack Brabham su una vettura del suo omonimo team, a Graham Hill su BRM, a John Surtees su Ferrari e a Dan Gurney su Brabham a completare i primi cinque. In totale c'erano sedici vetture sulla griglia di partenza, perché ai tempi in griglia a Montecarlo andavano solo in sedici, con gli altri che potevano tornarsene tranquillamente a casa. Uno dei non qualificati era Chris Amon, a bordo di una Lotus del team Reg Parnall.
La gara durava cento giri e Clark l'ha iniziata mantenendo la testa, seguito brevemente da Brabham che poi è stato costretto al ritiro. Gli è succeduto in seconda posizione Gurney, seguito da Graham Hill. Sono stati proprio Gurney e Hill, quando Clark ha iniziato ad accusare dei problemi di motore a circa un terzo di gara, a prendere la prima e la seconda posizione, con Hill successivamente passato in testa appena superata la metà gara, dove è rimasto fino alla bandiera a scacchi, andando nuovamente a vincere sul tracciato monegasco.
Con il ritiro di Gurney per un problema al cambio, Clark si è riappropriato almeno della seconda piazza, ma non era destinato a fare 1/2 con il suo best friend forever Hill, in quanto la vettura l'ha lasciato a piedi a quattro giri dalla fine. Visto che comunque non c'era nessuno a pieni giri, ha chiuso comunque in quarta piazza, con secondo Richie Ginther su BRM e terzo Peter Arundell su Lotus.

Hanno concluso la zona punti Joakim Bonnier su Cooper e Mike Hailwood su Lotus. Sfortunatamente si è trattato di una gara falsata, in quanto nessun pilota Ferrari ha visto la bandiera a scacchi: Surtees si è ritirato ancora nelle prime fasi per un guasto mentre si trovava in bassa zona punti, mentre destino analogo è toccato, a gran premio invece inoltrato, al suo compagno di squadra Lorenzo Bandini, quando si trovava al quarto posto.
Come potete facilmente dedurre, la Scuderia di Maranello non sembrava avere al momento il mondiale in tasca. Aveva comunque il fascino rappresentato dalla presenza di un campione di motociclismo al volante e sappiamo tutti che le moto sono più interessanti delle auto, secondo la legge del motorsport da bar! In più, così come non è tutto oro quello che luccica, anche quello che non luccica non necessariamente è falsato: stay tooned, che i mondiali finiscono all'ultimo gran premio della stagione e che, anche se non li vincono vetture rosse, non sempre le vetture bianco-blu sono meno ricche di fascino!

lunedì 19 febbraio 2024

GP Italia 1960: l'ultima vittoria di un motore anteriore

Carissimi lettori, dopo le presentazioni delle monoposto che mi hanno tenuta con il focus sul presente, sono andata sul solito sito Statsf1 per vedere se si avvicinasse qualche data interessante che potesse offrire spunti in termini di eventi del passato del motorsport. Così, per puro caso, notando che il 19 febbraio 1923 nasceva Giulio Cabianca, pilota della Scuderia Castellotti, sono incappata nella storia del GP d'Italia 1960, disputato a Monza come penultimo evento della stagione, nel quale sia Cabianca sia il team hanno ottenuto il loro migliore risultato in Formula 1. Come spesso succede in questi casi, la ragione per cui sono finita a raccogliere informazioni in proposito è passata in secondo piano, perché a Monza nel 1960 sono accaduti fatti piuttosto interessanti, di cui si parla poco nonostante questo gran premio abbia avuto due peculiarità.
La prima è che, con il boicottaggio del gran premio da parte delle principali squadre britanniche per ragioni legate alla sicurezza - la configurazione usata ai tempi non veniva considerata adatta alle vetture dell'epoca - nessuno dei piloti presenti al via aveva mai vinto un gran premio in Formula 1. Non che fossero tanti, solo undici, tanto che la griglia è stata riempita con sei Formula 2.

La Ferrari ha fatto 1/2/3 in qualifica con Phil Hill, Richie Ginther e Willy Mairesse, al culmine di una stagione piuttosto negativa dovuta al non avere una vettura all'avanguardia: la Rossa era l'unica spinta da un motore anteriore, mentre gli avversari gareggiavano con vetture a motore posteriore. E così, proprio in questo contesto, a Monza nel 1960 è maturata l'ultima vittoria di un motore anteriore nella storia della Formula 1.
Ricostruire gli eventi strettamente di gara non è così semplice, ma il lap by lap ci informa di Ginther in testa fin dalle prime battute, seguito da P.Hill, con Mairesse invece scivoltato indietro di alcune posizioni per poi risalire a gara inoltrata al terzo posto.
Ginther è stato in testa per metà dell'evento, poi risulta essere scivolato in seconda posizione alle spalle di P.Hill, che è andato a vincere la gara. È stata la prima vittoria di un pilota statunitense in un gran premio di Formula 1 (naturalmente senza considerare le edizioni della Indy 500 incluse nel mondiale come dei gran premi) e la Ferrari è giunta 1/2/3 al traguardo, con Cabianca al volante di una Cooper della Scuderia Castellotti in quarta posizione, davanti alla Ferrari di Wolfgang Von Trips che, stando a quanto riporta Statsf1 era una Formula 2.

Cabianca aveva già all'attivo due gran premi nelle stagioni precedenti, al volante di Maserati di team privati. La sua partecipazione al GP d'Italia 1960 è stata la sua ultima presenza in Formula 1, anche perché nemmeno un anno più tardi ha perso la vita testando una vettura sull'allora circuito di Modena.
Anche per la Scuderia Castellotti la presenza al GP d'Italia è stata l'ultima della sua breve storia in Formula 1, nonché l'unico arrivo a punti.

giovedì 28 dicembre 2023

GP Sudafrica 1963: East London a dicembre

Il campionato 1963, dominato da Jim Clark e vinto in largo anticipo, visto la propria conclusione con East London il 28 dicembre 1963 - proprio oggi ne cade il 60° anniversario, quindi quale giorno migliore per andare a scoprire i fatti di quell'evento? Partiamo dall'inizio e specifichiamo: era sabato, perché in Sudafrica si gareggiava tradizionalmente di sabato. Clark, su Lotus, ha ottenuto la pole position davanti alle Brabham di Sir Jack e Dan Gurney. Brabham ha preso la testa della gara al via, per poi essere superato poco dopo dal campione del mondo, che si è riportato davanti, dove sarebbe rimasto fino alla fine portandosi a casa un'ennesima vittoria.

La gara di Brabham non è stata molto positiva, ha iniziato ad accusare infatti problemi di motore, tanto che sia Gurney sia John Surtees su Ferrari sono riusciti a sopravanzarlo. Surtees dal motore è stato proprio abbandonato e costretto al ritiro, Brabham nel frattempo aveva perso diverse altre posizioni. Risulta ritirato per incidente nella parte conclusiva della gara - di cui non ho trovato filmati, nemmeno brevi.
Mentre Clark spettava con un ampio gap nei confronti di Gurney, Graham Hill si è portato al terzo posto, con l'altra BRM di Richie Ginther quarta, almeno fino al momento del ritiro per un guasto. Sono stati quindi Bruce McLaren su Cooper, Lorenzo Bandini su Ferrari e Jo Bonnier su Cooper a completare la zona punti.

Come in ogni gran premio del Sudafrica degli anni '60 che si rispetti, una certa quantità di piloti locali hanno preso parte all'evento.
Il più celebre di questi è senza dubbio John Love, che ha chiuso la gara al nono posto dietro, oltre ai già citati piloti in zona punti, alla Cooper di Tony Maggs e alla Lotus di Trevor Taylor.

mercoledì 27 dicembre 2023

Montecarlo/ Indianapolis 1960, l'ultima sovrapposizione

Il mondiale 1960 è stato l'ultimo, nella storia della Formula 1, nel quale è stata inclusa la Cinquecento Miglia di Indianapolis. Il tentativo di mashup tra due mondi diversi non aveva mai funzionato molto e ancora meno può funzionare quando le due gare si svolgono praticamente in SoVrApPoSiZiOn3: il Gran Premio di Montecarlo si svolgeva il 29 maggio 1960, la Indy 500 il 30. Inutile dire che c'erano griglie totalmente diverse e che squadre e piloti che disputavano il mondiale di Formula 1 stavano in griglia nel Principato, o almeno ci provavano, visto che solo le sedici vetture più veloci vi avevano accessotre Ferrari si sono qualificate a centro gruppo: Wolfgang Von Trips, Richie Ginther, Phil Hill. Non ha avuto questo onore, invece, Cliff Allison, che con il diciottesimo tempo è stato il secondo dei non qualificati.

Il GP di Montecarlo durava ai tempi cento giri e Stirling Moss, su Lotus, che partiva dalla pole position, è scivolato al via alle spalle di Jo Bonnier sulla BRM e inizialmente anche alla Cooper di Jack Brabham. Superato quest'ultimo si è lanciato a inseguire Bonnier, superandolo dopo sedici giri e a quel punto iniziando ad allungare.
In un secondo momento Brabham ha iniziato a rimontare, fino a portarsi in testa, se non che durante uno scroscio di pioggia prima di metà gara, è andato a sbattere alla Sainte-Devote mentre era in testa. Altri piloti hanno fatto delle sbinnate, tra cui Bruce McLaren e Phil Hill, ma sono riusciti a proseguire.
Nel frattempo le vetture - tra cui la Ferrari di Von Trips, ferma per avaria - diminuivano a vista d'occhio. In una seconda parte di gara senza pioggia, Moss era di nuovo in testa anche se poi una sosta l'ha fatto scivolare dietro a Bonnier, da lui comunque superato in seguito. Bonnier ha avuto un guasto in seguito, verso tre quarti di gara e McLaren su Cooper ha chiuso secondo, con P.Hill terzo.
Tony Brooks, su Cooper, era l'unico altro pilota ancora in pista, anche se Bonnier e Ginther risultano non solo classificati quinto e sesto, ma hanno anche portato a casa i punti delle rispettive posizioni.

A Indianapolis, è stato Eddie Sachs a partire dalla pole position, ma fin dalle prime fasi sono stati Jim Rathmann e Rodger Ward, entrambi del team A.J. Watson, che partivano secondo e terzo, a svettare e a lottare per la prima posizione. Sachs è uscito di scena in corso d'opera, per un guasto, e tra i piloti che inizialmente potevano infastidire i leader c'era Troy Ruttman, poi ritirato per incidente.
Il duello Rathmann vs Ward è perdurato praticamente per tutta la gara, nonostante Ward a un certo punto fosse rimasto fermo durante un pitstop, perdendo terreno. Nella parte finale, lo scontro si è fatto ancora più acceso, con sorpassi e controsorpassi e il terzo, al momento, Johnny Thomson che si avvicinava. Ha dovuto comunque fermarsi ai box per cambiare gomme e avrebbe terminato la gara quinto.
Sono state le gomme a essere fatali a Ward, costretto a rallentare quando era in testa a causa del degrado. Superato a tre giri dalla fine da Rathmann, ha gestito per la seconda piazza per arrivare almeno al traguardo, mentre parecchio più indietro Paul Goldsmith ha battuto per un soffio Don Branson - in precedenza autore di un testacoda in pitlane - per il terzo posto.

Piccola curiosità: oltre a Jim Rathmann, a questa edizione prendeva parte anche il fratello maggiore Dick, scattato dalla quarta casella della griglia e ritirato per un problema tecnico. I due fratelli usavano ciascuno il nome dell'altro: Jim sarebbe diminutivo di James, Dick sarebbe diminutivo di Richard... ebbene, Jim Rathmann in realtà si chiamava Richard, mentre Dick Rathmann in realtà si chiamava James.
Sembra che lo scambio di nomi sia avvenuto quando Richard/Jim all'età di sedici anni iniziò a gareggiare con l'identità del fratello (quindi Jim Rathmann), affermandosi con quel nome - a quel punto James/Dick prese a sua volta il nome del fratello (quindi Dick Rathmann) e per evitare confusione si tennero quei nomi vita natural durante, almeno nel mondo delle corse. Sarei molto curiosa di sapere chi si girava quando qualcuno chiamava o l'uno o l'altro.


martedì 26 dicembre 2023

GP Argentina 1960: si riparte da Bruce McLaren

Carissimi appassionati di Formula 1 vintage, oggi vi porto alla scoperta del GP di Buenos Aires del 1960, gara inaugurale di una stagione che ovviamente, non essendo avvenuta dagli anni '90 in poi, è stata rimossa come d'abitudine dalla memoria collettiva. Non c'era neanche più Juan Manuel Fangio al volante, il pilota di casa più celebre era José Frolain Gonzalez, presente al volante di una quarta Ferrari, accanto a Phil Hill, Wolfgang Von Trips e Cliff Allison. Sarebbe stata la sua ultima partecipazione. La pole position è andata a Stirling Moss su Cooper, il leader dopo il primo giro risulta Innes Ireland su Lotus, ma i due hanno dovuto ben presto lasciare strada alle BRM di Jo Bonnier e Graham Hill che si sono portati 1/2: tutto questo lo sto ricostruendo dal giro per giro, perché erano gli anni '60, quindi i riassunti sono sommari, ci parlano di Moss ritirato mentre era in testa alla gara per la rottura di una sospensione, ma non di tutto il resto.

Moss, di fatto, si è alternato in testa alla gara con Bonnier, in seguito, con Bonnier che, di fatto, ha leaderato più di Moss, il quale ha poi completato la gara sulla vettura del compagno di squadra Maurice Trintignant, anche se dal 1958 non esistevano più i punti condivisi tra diversi piloti.
Non è chiaro cosa sia accaduto esattamente a Bonnier. Mentre G.Hill era già ritirato da parecchio tempo, Bonnier stava in testa alla gara mentre questa viaggiava verso la parte conclusiva. Poi risulta scivolato indietro di diverse posizioni, con Bruce McLaren su Cooper come "erede" della prima posizione, che ha conservato fino al traguardo.
Aveva vinto nel precedente finale di stagione a Sebring, quindi ha conquistato le prime due vittorie in Formula 1 in gare back to back, anche se in stagioni diverse (un po' come Mika Hakkinen con Europa 1997/ Australia 1998).

Come in ogni gara cliché che si rispetti, la Ferrari ha conquistato la seconda posizione. Per Allison è stato l'unico podio in carriera. Al terzo posto ha terminato Moss sulla vettura di Trintignant, con i due che sono accreditati del terzo posto, ma i punti del terzo posto non sono stati assegnati a nessuno.
Il pilota argentino Carlos Menditeguy ha conquistato la quarta posizione, è stato il pilota "di casa" meglio classificato in questa gara, al volante di una Cooper e ha anche contribuito a falsarehhhh la garahhhh essendosi classificato davanti alla Ferrari di Von Trips.
Ireland ha chiuso la zona punti, mentre Bonnier ha terminato la gara al settimo posto. Le Ferrari di P.Hill e Gonzalez hanno invece chiuso rispettivamente ottava e decima, in mezzo a loro in nona piazza la Lotus di Alberto Rodriguez Larreta, pilota argentino alla sua unica partecipazione in Formula 1.


sabato 16 dicembre 2023

Quarantadue sorpassi per la leadership e la prima vittoria di Stewart: GP Italia 1965

Visto che non si fa altro che parlare di duellihhhh e sorpassihhhh che rendono i gran premi interessanti, ho deciso di dedicarmi a una piccola ricerca e scoprire quale sia stato il gran premio che, nella storia della Formula 1, ha avuto il maggior numero non di sorpassi in generale, ma di sorpassi per la prima posizione. Mi dicevo: sarà un gran premio che viene, a distanza di tanti anni, esaltato in tutte le salse come uno dei più emozionanti di sempre, che viene narrato con toni altisonanti... e invece no, niente, anche se probabilmente i titoli altisonanti se li meriterebbe.
Probabilmente perché ho provato a cercare video d'epoca su Youtube, ma niente, dobbiamo accontentarci di qualche cronaca scritta: correva l'anno 1965 e, dato che Monza nella configurazione dei tempi favoriva i cambi di leadership e posizioni in generale, non c'era dubbio che fosse proprio quella, la sede di un simile evento. I cambi di leadership sono stati in totale ben quarantadue!

Va bene tutto, va bene i tempi lontani, va bene che i piloti degli anni '60 erano scarsi di default, perché tra i migliori di sempre si considera solo gente che in Formula 1 vi ha gareggiato dagli anni '80 in poi, bonus se anziche '80 si inizia dagli anni '90. Però ecco, un minimo di rispetto per i piloti del passato più passato ci vorrebbe: il duello per la leadership, perdurato dall'inizio alla fine, ha visto come protagonisti Jim Clark, Graham Hill e Jackie Stewart! Non mi pare esattamente roba da poco.
Al duello sembra essersi unito per un breve e fugace istante anche John Surtees, che guidava una Ferrari, e nonostante il suo ritiro poco più tardi, quando mancava ancora tanto alla bandiera a scacchi, dovrebbe avere reso falsato questo gran premio... e niente, neanche le lamentele per il fatto che a lottare per la vittoria ci fossero una Lotus e due BRM. Forse era una gara noiosa di default, dato che Clark aveva dominato il campionato, già assegnato in largo anticipo.

Ci sono domande a cui non c'è risposta ed effettivamente il karma è intervenuto a ricordare a Clark che un pilota che non sta al volante di una Rossa non può dominare un mondiale così come se niente fosse. Nelle fasi conclusive della gara è stato lasciato a piedi dalla sua vettura, con Stewart e Hill a competere per la prima posizione.
Incredibile ma vero, c'è pure un semi-kompl8, quantomeno per gli standard odierni! Graham Hill infatti era all'epoca un campione affermato nonché prima guida: era lecito aspettarsi che Stewart si levasse gentilmente di mezzo e gli cedesse la strada.
Eppure Hill, favorito dal fatto che, a quanto pareva, i fan degli anni '60 non bollavano i piloti come incapaci per il minimo errore, ha messo le ruote sull'erba all'ultimo giro, perdendo terreno quel tanto che ha consentito a Stewart di procacciarsi la prima vittoria in Formula 1.

Il podio è stato completato da Dan Gurney su Brabham, mentre hanno concluso la zona punti Lorenzo Bandini su Ferrari, Bruce McLaren su Cooper e Richard Attwood su Lotus. L'attrition rate è stato molto elevato: soltanto nove vetture sono arrivate a vedere il traguardo.
Era l'ottavo evento della stagione, l'ultimo disputato in Europa, il mondiale sarebbe finito con gli eventi di Watkins Glen e Città del Messico.