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domenica 18 maggio 2025

Formula 1 2025: #7 Commento al Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia Romagna

18.05.2025 // Oscar Piastri, Max Verstappen, George Russell, Lando Norris, Fernando Alonso, Carlos Sainz, Alexander Albon, Lance Stroll, Isack Hadjar, Pierre Gasly, Charles Leclerc, Lewis Hamilton, Kimi Antonelli, Gabriel Bortoleto, Liam Lawson, Franco Colapinto, Nico Hulkenberg, Esteban Ocon, Oliver Bearman e Yuki Tsunoda, sono queste le posizioni con cui i piloti sono andati ad allinearsi sulla griglia di partenza del Gran Premio di Imola. Pare che il weekend sia iniziato con Gasly che ha investito una lepre, il che è fonte di grandi gaslocon vibes, dato che "lepre" in olandese si dice "haas". Al suo fianco non c'è più Jack Doohan, ma è tornato al volante l'eroe dell'intera Argentina, con una tifoseria che fa caciara in branco sui social, dove per "caciara in branco" non mi riferisco ad abitudini tutto sommato soft come quella dei tifosi turchi che invadevano le chat di qualunque serie minore in cui gareggiasse Cem Bolukbasi, inneggiando al loro idolo in maniera caotica ma senza insulti di sorta.
Nel corso della Q1, Tsunoda ha preso in pieno un cordolo, ha perso il controllo della vettura ed è andato a schiantarsi violentemente alla curva Villeneuve (lo stesso tratto di pista in cui avvenne l'incidente mortale del "pilota amatoriale" - cit.- Roland Ratzenberger, anche se la pista è stata modificata successivamente) con tanto di cappottamento. Ne è uscito illeso così come poi Colapinto da un altro schianto piuttosto violento.
L'idolo dei colapinters pare fosse uscito dai box per tornare in pitlane troppo presto dopo la bandiera rossa per l'incidente di Tsunoda, procacciandosi una posizione di grid drop: era passato in Q2 venendo classificato 15° ma è partito 16°. La Q1 è finita in bandiera rossa per l'incidente di Colapinto, mentre Bearman che aveva appena fatto un tempo valevole la Q2 se l'è visto cancellare alla cazzum nonostante la bandiera rossa non fosse ancora stata esposta.
Il top della giornata è stato quando Hulkenberg ha fatto un mezzo impeding su Antonelli e sulla grafica ne è uscito un "Perez/ Norris, no further investigation".
CL: "Prosciuttello, tu che sei un uomo di mondo anziché una capretta che ha preso il diploma in una scuola con banchi monoposto, mi spieghi cosa c'entra Checo con tutto ciò?"
LH: "Parla piano, vuoi farti scoprire? L'ho chiamato ieri sera per chiedergli ospitalità quando scapperemo in Messico per vivere in clandestinità, decisione di gran lunga migliore che continuare a correre per questa scuderia."
CL: "Sei proprio sicuro che vuoi scappare? È solo grazie alla Ferrari che abbiamo scoperto che in caso di difficoltà si può lasciare guidare le rane al posto nostro."
LH: "Il problema è che l'hanno scoperto anche gli Alonsainz e l'hanno comunicato in Aston e in Williams."
FA: "Cra, cra."
CS: "Cra, cra, cra."

Nonostante fosse la gara numero 400 per la Redbull e i numeri tondi solitamente portino iella, Verstappen si è preso la posizione al via con le McLaren che sarebbero state 2/3 quando di lì a diversi giri Norris avrebbe superato Russell portandosi terzo. Nel frattempo il quartetto delle Aston e Williams in ordine sparso teneva botta, con Leclerc che dopo essere andato a caccia di Pokemon, ha visto Gasly perdersi per la sabbia e per consolarsi è andato a superare Strollino, prima di anticipare la prima sosta in una situazione in cui non era chiaro se avesse senso pensare a una oppure a due soste.
CL: "Adesdo faccio un giro like a boss, giusto per farmi notare."
Pessima idea: Russell, Alonso, Sainz e Stroll l'hanno imitato, quindi si sono trovati undercuttati, quindi dietro di lui, quindi sapevano dove fosse e potevano testimoniare contro di lui in caso di fuga in Messico.
CS: "Cra, cra, cra."
FA: "Perché sono appena stato superato da una rana?"
CS: "Perché tu ti sei rifiutato di far guidare la rana al posto tuo. Dovresti sapere che è infallibile. So che hai battuto Massa a quel modo."
FA: "Non è vero, non ho fatto guidare la rana, ho semplicemente rapito la rana di Felipe."
Voce fuori campo: "Vorrei farvi notare che Piastri è andato ai box ed è uscito davanti a Leclerc, non pensate che questo dettaglio sia più importante del parlare della rana?"
Verstappen, Norris e Albon sono rimasti nelle posizioni di testa distaccati anni luce gli uni dagli altri. Si sono fermati in virtual safety car quando Ocon è rimasto fermo a bordo pista. Anche vari piloti che avevano già fatto una sosta si sono fermati, compreso Piastri che è rientrato quarto: i primi tre erano Verstappen, Norris e Albon tutti distaccati anni luce, anche se poi Piastri sarebbe andato a prendersi Albon tornando in zona podio.
Hadjar era quinto davanti sd Antonelli, Hamilton, Alonso, Stroll e Leclerc. Gli Aston non si erano fermati ed è stata una pessima idea, dato che sono finiti molto rapidamente fuori dalla top-ten.
Si è visto Hamilton battagliare con Antonelli, si è visto anche Leclerc da qualche parte, Hadjar intanto... who kers di Hadjar, era solo il gran premio di casa della Toro Rosso di Faenza, non si potrà certo perdere tempo a parlare di lui!
Era il gran premio di casa anche per Antonelli, nel senso che proprio poteva andare tranquillamente a casa in anticipo: la macchina l'ha salutato, ha parcheggiato decisamente in mezzo, c'è stata una safety car e sono andati ai box anche se non nello stesso momento Norris, uscito terzo dietro a Verstappen e Piastri, Albon uscito quinto dietro a Leclerc, Hamilton uscito settimo dietro a Russell, Hadjar uscito nono dietro a Sainz. Completava la top-ten Hulkenberg, ma Tsunoda ha deciso di dare un senso alla propria presenza in pista e l'ha superato entrando in zona punti.
Norris aveva gomme più fresche, ha superato Piastri. Albon ha tentato l'assalto su Leclerc, ha messo le ruote sulla sabbia, Hamilton - che già si era liberato di Russell - ha superato agevolmente entrambi e poi Leclerc ha ceduto la quinta piazza ad Albon per evitare penalità.
Passare da 11/12 a un quarto e sesto posto è stato considerato un risultato di grande entità, non dico a livelli da mondialehhhh in tascahhhh, ma poco ci manca e pare che i piani di fuga in Messico siano ancora ben presenti nella mente dei due alfieri in rosso.


La gara è finita, chissà quando sarà la prossima diretta su TV8, ma ci penseremo in un altro momento, adesso tutti a incrociate le dita affinché Marco Andretti non venga bumpato e si procacci un posto in ultima fila a Indianapolis!

RISULTATO: 1. Verstappen (autore del 100° fastest lap della storia della Redbull), 2. Norris (McLaren), 3. Piastri (McLaren), 4. Hamilton (Ferrari), 5. Albon (Williams), 6. Leclerc (Ferrari), 7. Russell (Mercedes), 8. Sainz (Williams), 9. Hadjar (Racing Bulls), 10. Tsunoda (Redbull), 11. Alonso (Aston Martin), 12. Hulkenberg (Kick Sauber), 13. Gasly (Alpine), 14. Lawson (Racing Bulls), 15. Stroll (Aston Martin), 16. Colapinto (Alpine), 17. Bearman (Haas), 18. Bortoleto (Kick Sauber), Rit. Antonelli (Mercedes), Rit. Ocon (Haas).



giovedì 24 aprile 2025

24.04.2005: il duello Alonso vs Schumacher al GP di San Marino

Il 24 Aprile 2005 la Formula 1 approda in Europa per il GP di Imola, destinato a entrare nella storia per un intenso duello per la vittoria tra Fernando Alonso e Michael Schumacher nel corso degli ultimi dodici giri di gara, che curiosamente si sarebbe ripetuto a parti invertite nell'edizione successiva. Oggi è però il ventennale dell'evento del 2005, non di quello del 2006, quindi ripercorriamolo iniziando dalla pole position di Kimi Raikkonen.
Il pilota della McLaren - la cui gara durerà nove giri prima di ritirarsi per un problema tecnico - precede la Renault di Alonso e la B.A.R. di Jenson Button, nonché una serie di soggetti random e solo in nona e dodicesima piazza le Ferrari di Barrichello e Schumacher. Rubens festeggia il suo 200° gran premio in questa circostanza che in realtà è l'entry numero 203, avendo all'attivo un DNQ e due DNS. Però per queste statistiche di solito si contano le partenze, quindi mi dispiace Rubinho, ma il numero 200 è oggi e in quanto tale porterà con sé l'aura nefasta dei gran premi con celebrazione: ritiro al 19° giro per un problema tecnico.
Anche in casa Renault perdono un pilota per strada, anzi, l'hanno già perso, perché Giancarlo Fisichella è stato il primo ritirato al 6° giro.

Michael Schumacher sembra lontano dalla vetta, ma una diversa pitstop window gli consente di andare avanti più a lungo degli avversari in occasione di entrambe le soste e, di conseguenza, di rimontare. Risale al terzo posto, dietro ad Alonso e Button, dopo la prima sosta.
Nel corso del secondo stint riesce anche a superare Button e, dopo la sua ultima sosta, è secondo alle spalle di Alonso. Il gap di mezzo minuto che Fernando aveva nei suoi confronti a un certo punto della gara è ridotto a una manciata di secondi e, quando siamo a 50 giri di gara già percorsi, Michael si porta a meno di un secondo.
I due sono incollati l'uno all'altro negli ultimi dodici giri, Schumacher tenta l'attacco, ma Alonso si difende bene. Non ci sono sorpassihhhh a ogni soffio di vento, la posizione dei due non muta mai, nonostante qualche attacco, però questo duello coglie bene non solo l'essenza della Formula 1 di vent'anni fa, ma anche la storyline del pilota giovane dal radioso futuro alle porte che batte il veterano plurititolato e sembra pronto a rubargli la scena. A volte ci si riesce anche senza fare polemica!


Sul gradino più basso del podio sale Button. Sia lui sia il compagno di squadra Takuma Sato, quinto al traguardo, hanno ottenuto un ottimo risultato, per una B.A.R. che solitamente si rompe ogni tre per due e che, da quando è succeduta alla Tyrrell, ci ha spesso mostrato fumate di motore niente male.
Ecco, appunto, è succeduta alla Tyrrell e decide di onorarne la storia: si fa cogliere sul fatto per essere sottopeso e, nello specifico, per avere attuato un escamotage che consenta di correre sottopeso una parte di gara, grazie a un serbatoio aggiuntivo.
La sanzione, che verrà decretata una decina di giorni dopo, è la doppia squalifica e due gran premi di ban. Sul podio non è salito fisicamente, ma il terzo posto viene assegnato ad Alexander Wurz che, senza più scarpe spaiate perché in McLaren lo vogliono sobrio, sostituisce Pedro De La Rosa come sostituto di Juan Pablo Montoya, che tempo prima si era infortunato a una spalla a bordo di una moto da cros-... volevo dire, durante una partita di tennis.
Per Wurz è il secondo podio, il primo avvenuto nel lontano 1997 quando sostituiva Gerhard Berger alla Benetton in quanto questo era assente per problemi di salute.

Plot twist: dopo avere spesso fatto finire in fumo le gare di Jacques Villeneuve, la B.A.R. con la doppia squalifica gli ha offerto un quarto posto su un piatto d'argento, un risultato di tutto rispetto per la Sauber.
Precede le Toyota di Jarno Trulli e Ralf Schumacher, ma quest'ultimo perde la zona punti a causa di una penalità per unsafe release applicata dopo la gara. Al sesto e settimo posto si classificano quindi le Williams di Nick Heidfeld e Mark Webber.
La squalifica delle due B.A.R. e la penalità di Ralf fa risalire all'ottavo posto colui che si era classificato undicesimo: l'esordiente Vitantonio Liuzzi, che nel corso della stagione si alternerà con Christian Klien al volante della seconda Redbull, al fianco di David Coulthard.



domenica 19 maggio 2024

Formula 1 2024: #7 Commento al Gran Premio del Made in Italy e dell'Emilia Romagna

Imola, 19.05.2024 // MONDIALE IN TASCA

Qui a casahhhh nostrahhhh!!!111!!!11!! e non so per quanto tempo ci resteremo, ma non importa, quello che conta è vivere sul momento e attendere che siano le 16.00 del sabato pomeriggio per andare a fiondarsi di fronte a TV8, dove una volta tanto all'orario delle qualifiche ci sono le qualifiche e non "Masterchef" o "4 Ristoranti". Sembra che ci sia stato un venerdì in cui i migliori tempi erano da "mondiale in tasca" per la Ferrari e che al sabato mattina (va beh, le 13.00 o giù di lì) il mondiale sia passato nelle tasche della McLaren.
Siamo nella terra in cui le nonne fanno la sfoglia invocando l'epoca in cui i piloti erano very uominy, divenendo loro stesse very uominy. Poi anche le autrici di commenti ai gran premi attuali e vintage sono very uominy di default, ma questo è un altro discorso. Solo venerdì pomeriggio ho letto un post in cui veniva screditato chi parla di Formula 1 vintage senza averla vista in diretta per limiti anagrafici, ma non aderisco a questa corrente di pensiero. W la Formula 1 vintage sempre e comunque, anche se ogni tanto bisogna metterla da parte per vedere quella attuale e raccontarla a chi ci leggerà in futuro.
Ora scusate, ma una voce fuori campo mi ha detto di smetterla con queste chiacchiere e di iniziare a parlare d'amore, quindi lo faccio, per dire che l'amore è un apostrofo rosa tra Perez e Ocon, che si sono procacciati una partenza vicini, come succedeva ai vecchi tempi. L'unico problema è che adesso Perez corre per la Redbull e Ocon per l'Alpine. In Alpine non ci corre più il Divino Ferni che comunque dopo avere danneggiato la macchina in un incidente nelle libere si è procacciato un'ultima piazza.
La griglia ha rispecchiato la qualifica se non per quel sovversivo di Baby Papaya che per impeding nei confronti di Kmag da secondo che era è stato retrocesso al quinto posto, quindi i piloti si sono allineati nella seguente maniera:

Verstappen - Norris
Leclerc - Sainz
Piastri - Russell
Tsunoda - Hamilton
Ricciardo - Hulkenberg
Perez - Ocon
Stroll - Albon
Gasly - Bottas
Zhou - Magnussen
Sargeant - Alonso

Non c'era altro ormai da fare se non aspettare che giungesse l'avvicinarsi delle 15.00 di domenica per potere vivere l'emozione della diretta TV8, ma soprattutto per vivere il cringe dell'introduzione contornata da urla a cui la Formula 1 fa da contorno, sperando di risvegliarsi un giorno in un'alternative universe in cui il mondiale è ancora sulla Rai e viene commentato in tono pacato.
Quel giorno è ancora molto lontano, ma per fortuna non era lontana la partenza, con i primi cinque che si sono involati nelle stesse posizioni di partenza, anzi i primi sei, perché c'era Russell con tutte le sue -L seguito dal compagno di squadra. Erano tutti sulle gomme medium, quindi in contatto con l'oltretomba, da cui giungevano previsioni molto ottimistiche per la gara di Perez: "è su una mescola hard, quindi si trova a novanta".
Si trovava infatti in quei momenti intorno alla decima piazza, preceduto da Piastri e da Hulkenberg, quest'ultimo ignaro del fatto che presto il Vanz l'avrebbe elevato a causa della pole position di Verstappen in quanto colpevole del fatto che Max avesse trovato la sua scia.
NH: "In che senso Verstappen ottiene pole e vittorie solo per causa mia? Se fossi capace di influenzare ad arte i risultati, perché mai dovrei pensare alle sue pole position quando potrei assegnarmi d'ufficio una posizione sul podio?"
MV: "Ma infatti, io neanche ti conosco. Si può sapere chi sei e perché sei intervenuto a caso nel commento? Bisognerebbe parlare del fatto che sto lentamente allungando, mentre Norris ha in scia Leclerc e Sainz ha in scia Piastri. Anzi, non è necessario parlare di tutti costoro, basta notare la mia posizione di prestigio. O vogliamo parlare anche del pitstop anticipato di Albon a cui non hanno imbullonato una ruota, che gira ai due all'ora per tornare ai box rischiando di divenire Alboff, finirà doppiato e verrà anche penalizzato per unsafe release?"
Voce fuori campo: "Hulk sei un truffatore!!!111!!!11!!"
La prima parte della gara è stata piuttosto piatta e senza eccessivi colpi di scena, se non che la Ferrari ha avuto la geniale intuizione di allungare lo stint di Sainz in modo che, se fosse entrata una safety car, avrebbe potuto guadagnare terreno.
CS: "Ma qui non sta entrando nessuna safety car e quando tornerò in pista mi servirà perfino il binocolo per vedere un bimbetto vestito di arancione che corre veloce verso la fermata dello scuolabus."
Piastri ha preso lo scuolabus della quarta posizione e Perez, su gomme hard, era l'ultimo a doversi fermare, venendo superato un po' da tutti prima della sosta e poi, dopo la sosta, superando piloti di minore prestigio per riappropriarsi della bassa top-ten, dove sarebbe risalito ottavo a debita distanza dalle Mercedes.
Mentre nelle retrovie c'era gente che duellava, nella terra di nessuno Russell dalla sesta piazza faceva una sosta extra in compagnia delle sue -L perdendo la posizione a vantaggio di Hamilton ma prendendo il giro veloce e la Mercedes facendo comunque 6/7 (Lewis avrebbe perso posizioni se fosse rientrato lui a cambiare gomme) e procacciandosi un punto in più.
MV: "Va bene, e adesso?"
LN: "Adesso, mentre il Vanz declama da ore che sei a rischio di uscire dai track limits e di essere penalizzato se lo farai, provocando la mia vittoria a tavolino, io sono invece perfettamente consapevole che le gare non si vincono a tavolino e mi sto avvicinando a te nella speranza di superarti stando in bilico su due ruote, trasformando quindi la mia auto in una moto e immaginando di essere il mio idolo Valentino Rossi. Perché io ho idolo fighi, mica come il mio best friend forever Carlito che tifa per un V3KkYaCç10 i cui freni hanno rischiato di andare a fuoco molti giri fa."
MV: "Cosa c'entra il Divino Ferni?"
LN: "Niente, ma mi sembrava opportuno inserire un preambolo, per non arrivare subito all'ultimo giro in cui finalmente scendo sotto al secondo. Puoi immaginarti cosa succederebbe se la gara durasse un giro in più?"
MV: "Anziché Imola 2024 sarebbe Imola 1985 e resteremmo tutti senza benzina come degli Stefan Johansson qualsiasi."
La gara, tuttavia, non è durata un giro in più e Trollando ha chiuso negli scarichi di Verstappen, accontentandosi di una seconda piazza. E intanto i ferraristi tutti contenti perché Verstappen può finalmentehhhh esserehhhh battutohhhh. Non dai Leclainz, ma questo rimane un dettaglio del tutto marginale e al grido di "lasciate cucinare Vasseur" ecco le acclamazioni generali. A cucinare su TV8, tuttavia, sono solo i cuochi di Masterchef, che non mi pare siano neanche apparsi in pubblicità nella giornata odierna.

RISULTATO:
1. Max Verstappen/ Redbull
2. Lando Norris/ McLaren
3. Charles Leclerc/ Ferrari
4. Oscar Piastri/ McLaren
5. Carlos Sainz/ Ferrari
6. Lewis Hamilton/ Mercedes
7. George Russell/ Mercedes
8. Sergio Perez/ Redbull
9. Lance Stroll/ Aston Martin
10. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
11. Nico Hulkenberg/ Haas
12. Kevin Magnussen/ Haas
13. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
14. Esteban Ocon/ Alpine
15. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
16. Pierre Gasly/ Alpine
17. Logan Sargeant/ Williams
18. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
19. Fernando Alonso/ Aston Martin
Rit. Alex Albon/ Williams


giovedì 25 aprile 2024

GP San Marino 2004: la prima pole position di Button

Carissimi lettori, oggi vi porto a fare un viaggio nel tempo, perché è il 25 aprile 2024 e il 25 aprile di vent'anni fa - sedetevi e fare un respiro profondo perché potreste rimanere traumatizzati allo scoprire che sono già passati vent'anni da allora - Jenson Button, a bordo di una B.A.R., a Imola si apprestava a scattare dalla prima pole position in Formula 1. All'epoca "Jensinho" aveva ventiquattro anni e si era messo dietro le Ferrari e le Williams alternate: Michael Schumacher, Juan Pablo Montoya, Rubens Barrichello e Ralf Schumacher. Tutta questa schiera di gente nulla ha potuto alla partenza: Button si è mantenuto in prima posizione mentre Michael Schumacher faceva a ruotate con Montoya. Erano altri tempi, non c'erano "incident noted" per simili amenità.
Juan Pablo ha messo le ruote sull'erba, Michael scappava a gambe levate, perché dopo avere tirato una ruotata a Montoya era la cosa più saggia da fare. Montoya ne ha approfittato per tirare una ruotata a Ralf facendogli mettere le ruote sull'erba e Takuma Sato su B.A.R. ne ha approfittato per portarsi quarto.
Vi chiederete forse dov'era Rubinho in tutto ciò, la risposta è che aveva perso posizioni alla partenza ed è rimasto imbottigliato dietro a Ralf. Davanti Button frattanto era ancora in testa seguito da Michael Schumacher, che ha approfittato della prima sosta - di un totale di tre - per passare davanti tramite overcut. Nei successivi tre stint ha fatto gara a sé, staccando Jenson, che tuttavia è rimasto stabilmente secondo.
Dopo le prime due soste, Barrichello era ancora dietro a Ralf, mentre in un secondo momento le Renault sono riuscire ad avanzare. Anzi, a dire il vero Trulli era già davanti ai due, Alonso è comparso in corso d'opera. Mentre Jarno si teneva dietro Barrichello, Fernando duellava con Ralf, tirandogli una speronata e facendolo precipitare finalmente dietro a Barrichello che l'aveva così lungamente inseguito.
Sato era sprofondato più indietro già dopo la prima sosta, ma era ottavo, e aveva tra le mani l'ultimo punto disponibile, se non fosse che il motore Honda della B.A.R. è esploso in una nuvola di fumo quando mancavano pochi giri alla fine.


Michael Schumacher ha vinto davanti a Button e Montoya, poi a seguire Alonso, Trulli, Barrichello, Ralf Schumacher e... il ritiro di Sato ha aperto le porte all'arrivo in ottava posizione di Kimi Raikkonen, partito in ultima fila dopo avere rotto il motore nelle qualifiche e al momento il meglio posizionato portacolori della McLaren: David Coulthard annaspava nelle retrovie dopo un incidente nelle fasi iniziali della gara.
Fuori dai punti, ma comunque in top-ten, hanno concluso le due Sauber, con al nono posto Giancarlo Fisichella e al decimo Felipe Massa che quel giorno compiva ventitré anni.

domenica 31 marzo 2024

Anno 2002: la Formula 1 arriva in Europa // GP San Marino e Spagna

Carissimi lettori, qualora apparteniate a quella piccola fetta di mondo che legge ancora gli orari sugli orologi invece che su dispositivi elettronici, vi ricordo stanotte alle due di spostare l'ora alle tre. E soprattutto non preoccupatevi, perché domani Studio Aperto dedicherà molto spazio al fatto che, se avete l'abitudine di andare a letto ogni sera alla stessa ora e di alzarvi ogni mattina alla stessa ora, allora avete dormito un'ora in meno. Personalmente appartengo alla categoria di chi possiede orologi e sveglie, ma l'orario in cui vado a letto è molto random e soprattutto essendo domani domenica e non essendovi alcun gran premio in diretta Rai non ho intenzione di mettere la sveglia alle sette come se fosse un giorno di lavoro. Immagino comunque che nessuna delle due cose vi interessi, quindi veniamo a noi: siamo in pieno periodo di inizio primavera, sta arrivando aprile e un tempo ad aprile iniziava la "stagione europea"... quindi andiamo con l'arrivo della Formula 1 in Europa nel 2002, grazie alla visione di highlights.

La stagione di Rubens Barrichello era iniziata nel peggiore dei modi, dando adito a teorie del kompl8 e a sketch in cui veniva dipinto come se fosse stato un Felipe Massa qualsiasi: coinvolto in una carambola con Ralf Schumacher e un'altra mezza dozzina di piloti in Australia, si era ritirato per problemi di motore in Malesia. Poi era arrivato il Brasile, quindi meglio non entrare nel dettaglio, fatto sta che all'epoca aveva visto la bandiera a scacchi al massimo mentre si arrampicava sui muretti.
A Imola le cose promettevano discretamente: secondo dietro a Michael Schumacher su una griglia di ventuno vetture, perché eravamo in un mondo in cui esistevano al contempo un contratto che legava Alex Yoong alla Minardi e la regola del 107%. Solo la domenica, tuttavia, ci avrebbe detto se per Rubinho fosse meglio gareggiare oppure sperare di rinascere nel corpo di Yoong e tornarsene a casa già al sabato.
La griglia era così composta: due Ferrari, due Williams, due McLaren, con un sacco di gente che ci teneva a dire "QuY a KaSa LoRo!!!111!!!11!!" Ralf ha superato subito Rubinho, ma non è riuscito ad andare a prendersi Michael e soprattutto al momento della prima sosta ha subito undercut da Barrichello. La Ferrari non solo è riuscita a vincere a casa propria, ma ha perfino fatto doppietta, con Ralf relegato terzo e Juan Pablo Montoya quarto a debita distanza.
Se le Williams hanno chiuso 3/4, è stata invece più dura per la McLaren: Kimi Raikkonen si è ritirato per un guasto, mentre a David Coulthard è andata meglio e si è portato a casa il punto finale chiudendo sesto dietro alla Renault di Jenson Button.

Incredibile ma vero, Yoong si è qualificato per il successivo GP di Spagna, ma a Montmelò la Minardi si è ritirata per ragioni di sicurezza dopo il warm-up quando sull'auto di Mark Webber ha ceduto di botto l'ala posteriore. Solo venti vetture sono andare sulla griglia e, quando è iniziato il formation lap, una vettura era ancora sulla griglia.
Il povero Barrichello, qualificato secondo, ha avuto un problema al cambio ed è stato portato in pitlane... dove è rimasto: DNS. I fratelli Schumacher erano 1/2 con Ralf che non solo non è riuscito ad avvicinarsi a Michael ma ha anche messo le ruote sull'erba, ha rotto l'ala anteriore, è precipitato nelle retrovie e, per non farsi mancare niente, il motore avrebbe anche ceduto all'ultimo giro. Ralf avrebbe rifiutato un passaggio di Michael che voleva scarrozzarlo nel giro d'onore, per salire sulla medical car entrando dal bagagliaio.
Montoya è andato a podio davanti a Coulthard, mentre Raikkonen ha percorso solo tre giri prima del cedimento dell'ala posteriore, rientrando ai box per ritirarsi in condizioni comunque migliori rispetto a quelle in cui versava monoposto con cui Derek Daly era in lizza per la vittoria nel rocambolesco finale del GP di Montecarlo 1982.
Le Renault viaggiavano in zona punti quando sono state costrette al ritiro, prima "Jensinho" e poi anche Jarno Trulli. Ne ha approfittato la Sauber, con Nick Heidfeld e Felipe Massa splendidi quarto e quinto, nonché la Arrows con Heinz-Harald Frentzen che ha chiuso sesto.

Come in ogni throwback ai primi anni 2000 che si rispetti, credo sia doveroso parlare della B.A.R.: incredibile ma vero, sia a San Marino che in Spagna, una volta tanto Jacques Villeneuve non solo non è stato messo a piedi dalla propria vettura, ma è anche arrivato settimo in entrambe le occasioni.
Non temete, tuttavia, perché la B.A.R. ha continuato a fare acqua da tutte le parti e in entrambe le occasioni delle misere fumate hanno messo fine alla mesta gara di Olivier Panis.



lunedì 1 maggio 2023

Ventinove anni dopo :-((((

R.I.P. Roland Ratzenberger (4 luglio 1960 - 30 aprile 1994) 🇦🇹
R.I.P. Ayrton Senna (21 marzo 1960 - 1 maggio 1994) 🇧🇷


Non vi dimenticherò mai. Non dimenticherò mai le immagini di quel primo incidente mortale che vidi alla TV, di uno sconosciuto e di una monoposto sventrata di cui non si capiva più quali fossero i suoi colori, che un giorno avrei scoperto essere bellissimi.
Non dimenticherò nemmeno del giorno dopo, quando ero una bambina che aveva appena perso il primo dente da latte e arrivarono quelle altre immagini, il migliore di tutti che ugualmente finiva fuori pista e andava incontro allo stesso destino.



domenica 12 marzo 2023

Australia, Brasile e San Marino 2000: il trittico di Michael Schumacher a inizio stagione

Carissimi motori Mercedes che vanno in fumo sulle McLaren, vi auguro una buona domenica e vi segnalo che anche ventitré anni fa, nel lontano 2000, il 12 marzo cadeva di domenica ed era il giorno in cui si gareggiava in Australia. L'Albert Park era il circuito che apriva la stagione e venivamo da due mondiali vinti da Mika Hakkinen che, ancora una volta, scattava dalla pole affiancato dal compagno di squadra David Coulthard. Fin dalla partenza dietro alle due vetture grigio-nere si sono messe in fila le Ferrari e le Jordan alternate: Michael Schumacher, Heinz-Harald Frentzen, Rubens Barrichello e Jarno Trulli. Dietro di loro una sagoma bianca, la B.A.R. di Jacques Villeneuve. Ventidue vetture erano presenti al via, ma sono diminuite in tempi molto brevi, fuori sia le Jaguar sia le Arrows. Johnny Herbert si è ritirato per un guasto, Eddie Irvine alla prima in verde nel tentativo di evitare Pedro De La Rosa finito a muro per la rottura di una sospensione, incidente che ha provocato l'ingresso della safety car. Anche Jos Verstappen, sull'altra vettura sponsorozzata Orange, ha sbattuto per un problema a una sospensione, ha raggiunto i box ma è stato comunque costretto al ritiro.
I ritiri più altisonanti, tuttavia, dovevano ancora venire e prima che Coulthard poi Hakkinen sono stati costretti a fermarsi da guasti al motore. A quel punto la strada per la Ferrari era abbastanza spianata e gli Schumachello hanno finito per fare doppietta alla loro prima uscita da compagni di squadra. I piloti della Jordan invece sono stati costretti al ritiro, come tanti altri in corso d'opera. Rubinho era su due soste invece che una, ma ha conservato agevolmente la seconda piazza.
Sul gradino più basso del podio ha chiuso Ralf Schumacher sull'unica Williams giunta al traguardo - il debuttante Jenson Button fermato da un guasto al motore. Villeneuve frattanto teneva dietro un trenino di vetture, composto dalla Benetton di Giancarlo Fisichella, dalla Sauber di Mika Salo, dall'altra B.A.R. di Ricardo Zonta e dall'altra Benetton di Alez Wurz. Dopo la squalifica di Salo per irregolarità tecniche, Zonta è risalito sesto e la B.A.R. ha messo due vetture a punti.

Le cose frattanto per la Sauber erano solo destinate ad andare peggio: sia Salo sia il compagno di squadra Pedro Diniz non avrebbero disputato la gara di lì a due settimane più tardi in Brasile, per ragioni di sicurezza a seguito di un cedimento avvenuto sulla vettura di Salo. A proposito di sicurezza, a Interlagos in varie occasioni pannelli pubblicitari si sono staccati durante le qualifiche, in una delle occasioni venendo evitati per un soffio da Jean Alesi, all'epoca pilota della Prost.
I due piloti McLaren erano ancora in prima fila, ma Schumacher si è messo tra di loro alla partenza, McLaren/ Ferrari/ McLaren/ Ferrari, almeno finché Schumacher e Barrichello, in tempi brevi, non hanno superato ciascuno la McLaren che aveva davanti. Rubinho ha anche strappato in seguito la seconda piazza a Hakkinen, venendo tuttavia costretti entrambi al ritiro in corso d'opera. A quel punto M.Schumacher e Coulthard erano i candidati più probabili per la vittoria e per il secondo posto. Dopo una gara con vari ritirati per guasti vari - e il solo Irvine per incidente - Schumacher ha preceduto Coulthard sul traguardo ed è andato a ritirare il trofeo del vincitore consegnato sul podio da Pelé.
La successiva squalifica di Coulthard per irregolarità tecniche (di cui ricordo avere appreso a suo tempo al lunedì mattina davanti all'entrata della scuola da una certa Gessica con la G della 1^B, che poi si è trasferita in corso d'opera cambiando scuola prima della fine dell'anno scolastico) ha consacrato Fisichella come secondo classificato e fatto risalire tutti gli altri piloti giunti al traguardo in classifica. Le Jordan di Frentzen e Trulli e le Williams di R.Schumacher e Button hanno completato la zona punti. Jenson, uscito vincente da un duello per quello che sembrava il settimo posto con JVes, ha portato a casa un punto, diventando per i tempi il più giovane pilota a punti in Formula 1. Nel frattempo, a proposito di punti, la McLaren si ritrovava ancora a secco, non il migliore degli inizi per la scuderia di Woking, che non poteva fare altro che sperare in una svolta positiva con il ritorno in Europa.

Il 9 aprile si è svolto il GP di San Marino, con McLaren e Ferrari alternate sulla griglia di partenza: Hakkinen, Schumacher, Coulthard, Barrichello. Rubinho si è procacciato la terza piazza, mentre davanti è rimasto del tutto inalterato, con Hakkinen in testa con qualche secondo di vantaggio. In entrambi i casi la situazione si è decisa con il secondo rifornimento: Barrichello e Coulthard sono rientrati nello stesso giro, la sosta per il pilota McLaren è stata più breve ed eccolo uscire terzo davanti al ferrarista.
Il caso Hakkinen vs Schumacher è stato un po' diverso, con Michael che ha proseguito un giro o due in più dell'avversario, riuscendo a passare davanti di overcut. In tale maniera è andato a vincere per la terza volta consecutiva nelle prime tre gare stagionali, mentre con il duo Hakkinen/ Coulthard la McLaren ha quantomeno potuto consolarsi con un doppio podio, un risultato non certo scontato visto l'andazzo nei due gran premi precedenti. Barrichello, invece, ha dovuto accontentarsi del quarto posto.
Nonostante quanto sostengano i suoi detrattori, troppo focalizzati sul fatto che passare alla B.A.R. non sia stata un'idea saggia da non vedere minimamente che certi risultati erano decisamente altisonanti quantomeno nel confronto con Zonta, Villeneuve ha sfoderato un'altra buona performance, trascorrendo tutta la gara al quinto posto e chiudendola appunto in quella posizione.
Tra i papabili per il sesto posto Trulli e Ralf Schumacher, entrambi però costretti al ritiro esattamente come i loro compagni di squadra nelle prime fasi, a portare a casa il punto finale è stato Salo. La gara non ha avuto un numero di ritirati elevato tanto quanto quelle precedenti e si segnalano due incidenti, uno con protagonista Marc Gené su Minardi nella prima fase, uno a gara inoltrata con la Arrows di De La Rosa contro le barriere.

mercoledì 8 marzo 2023

25 anni dopo: 1998 (AUS/ BRA/ ARG/ SMR), l'ascesa di Mika Hakkinen

Carissimi lettori, mi sembra giunto il momento di partire per un lungo viaggio nel 1998, un mondiale che a primo impatto avrebbe potuto sembrare uno di quelli assegnati già a luglio, ma che nella realtà dei fatti 1) a posteriori non ci rendiamo conto che il pilota che poi ha vinto, al momento di iniziare la stagione aveva all'attivo una sola vittoria, 2) si è rivelato meno prevedibile di quanto poteva sembrare inizialmente. Quel mondiale iniziava nel weekend dell'8 marzo, esattamente 25 anni fa.
Sarà un viaggio piuttosto lungo e per oggi abbiamo in programma la prima tappa di questa carrellata di 1998. Direi che per prima cosa è opportuno rievocare i fatti che hanno messo fine alla stagione precedente: Jacques Villeneuve vs Michael Schumacher, devo davvero aggiungere altro? Forse che tra i due sembra non esserci mai stato un chiarimento per i fatti di Jerez de la Frontera. Si prospetta quindi una stagione scoppiettante.
O meglio, lo sarebbe se la McLaren non avesse tirato fuori la vettura più competitiva del lotto, con Mika Hakkinen e David Coulthard pronti a svettare su tutto e su tutti iniziando con un 1/2 in griglia. Schumacher è relegato a inseguire il terzo gradino del podio, mentre Villeneuve guida una Williams non più motorizzata Renault ma Mecachrome, che non ha più livrea Rothmans ma Winfield. Dal bianco-blu è passata al rosso caotico, il che non sarebbe neanche tanto grave, il punto è che il nuovo sponsor inizia per Win- e questo tendenzialmente non è di grande auspicio.

L'1/2 in griglia degli Hakoulthard non è prerogativa del GP d'Australia, ma si ripete anche in Brasile, con le Ferrari, le Williams e altri aspiranti comprimari nelle file immediatamente successive. In entrambe le occasioni per gli avversari della scuderia di Woking sembra esserci ben poco da fare, con la McLaren destinata a una facile doppietta, Hakkinen destinato a una facile vittoria e Coulthard a inseguirlo da vicino senza metterlo in difficoltà.
La realtà dei fatti non è così semplice, in McLaren tra gli Hakoulthard e Ron Dennis vige un accordo in base alla quale i piloti non devono lottare tra di loro in gara. Tuttavia chi ha il migliore spunto in partenza e si trova davanti all'altro, ha il diritto a mantenere la posizione senza essere attaccato, chiunque esso sia tra i due. In questo contesto si inserisce l'evento anomalo dell'Albert Park, l'ordine di scuderia destinato a ristabilire il presunto ordine naturale delle cose.
Tutto a posto al via, Hakkinen prende la testa della gara, Coulthard gli rimane dietro senza mai infastidirlo, mentre gli altri piloti non possono fare nulla per infastidirli, quei pochi piloti che rimangono in pista nonostante l'elevato attrition rate. Si inizia dalle Stewart, fuori entrambe al primo giro: Rubens Barrichello per un guasto, Jan Magnussen colto in un incidente con la Jordan di Ralf Schumacher e la Arrows di Toranosuke Takagi. Tra i big, tuttavia, esce di scena solo Michael Schumacher, nelle prime fasi e dal terzo posto, per un guasto al motore, lasciando la terza piazza al vecchio rivale Villeneuve.
La Williams fa podio con Heinz-Harald Frentzen uscito "vincente" dalla differenziazione delle strategie. Il campione in carica deve accontentarsi del quinto posto alle spalle della Ferrari di Eddie Irvine, mentre l'ultimo punto se lo aggiudica Johnny Herbert su Sauber. Sono tutti doppiati.

Cosa succede tra Hakkinen e Coulthard, vi chiederete. Tra di loro, di per sé, niente. Alla prima sosta tutto va bene, alla seconda Hakkinen rientra... e niente, non è il momento della seconda sosta. Percorre la pitlane e torna fuori, in seconda piazza adesso e abbondantemente alle spalle del compagno di scuderia. È rientrato perché l'hanno chiamato dai box, pare. Non è così, non gli hanno mai detto di rientrare.
Dopo la seconda sosta, quella vera, Coulthard è davanti a Hakkinen di svariati secondi e in casa McLaren sembra che le posizioni - quelle che dovevano essere consolidate fin dal via - siano state invertite da un errore del team. Da quel presupposto si decide per l'ordine di scuderia "anomalo": Coulthard rallenta e cede la leadership a Hakkinen.
La cosa non passa inosservata, ai tempi perfino gli organizzatori del GP d'Australia non sono soddisfatti dell'accaduto e la McLaren viene tacciata più o meno velatamente di avere manipolato il risultato della gara. Non accade nulla dal punto di vista del regolamento, quanto successo non è formalmente vietato, frattanto permane il mistero sulla chiamata fantasma.
Nel 2007 Ron Dennis affermerà che qualcuno da un altro team abbia intercettato la frequenza della radio della McLaren e ordinato a Hakkinen di rientrare, ma sussistono dubbi sulla credibilità di Ron Dennis nello specifico nel 2007. Forse non sapremo mai cosa sia accaduto e chi abbia ordinato a Hakkinen di rientrare. Resta tuttavia un dato di fatto che nel terribile schianto del 1995 il pilota finlandese abbia riportato danni permanenti all'udito, quindi una teoria esistente è che questo abbia innescato una mancata comprensione di ciò che gli veniva comunicato dai box.

In Brasile va tutto bene, gli Hakoulthard fanno doppietta senza controversie, con Coulthard che relegato in seconda posizione in qualifica e nelle prime battute altro non può fare che parare il fondoschiena a Hakkinen, dove "parare il fondoschiena" serve per abbellire la frase in quanto implica che qualcuno possa impensierire il duo McLaren.
Non è così: Frentzen è terzo a debita distanza davanti alle Ferrari e dopo il primo pitstop si ritrova dietro alle Ferrari. Le Benetton di Alex Wurz e Giancarlo Fisichella sono su una strategia a una sosta sola, in questo modo riescono a risalire. Hakkinen, Coulthard, Schumacher, Wurz, Frentzen, Fisichella, questa la zona punti, con Villeneuve relegato al settimo posto quindi a secco, così come Irvine ottavo.
Ancora una volta l'attrition rate è elevato, con Ralf Schumacher ad aprire le danze con un testacoda già alla partenza. Il suo compagno di squadra Damon Hill invece arriva in fondo, per poi essere squalificato a causa della vettura sottopeso. Oltre a Ralf, l'unico altro ritirato per incidente è Shinji Nakano: il pilota della Minardi finisce in testacoda dopo pochi giri. Per il resto è tutta questione di problemi al motore, al cambio o affini, eccetto Herbert che verso fine gara si ritira per indisposizione fisica dovuta a un infortunio riportato in una precedente sessione.

Il terzo gran premio della stagione si corre a Buenos Aires e vede Coulthard partire dalla pole position accanto a Michael Schumacher, dietro di loro i rispettivi compagni di squadra. Causa rischio pioggia, quasi tutti i team optano per una strategia prevista a una sola sosta, ma non la Ferrari.
Hakkinen supera Schumacher al via e si porta secondo, ma Michael ha la vettura più scarica e leggera e lo supera in breve tempo andando poi all'inseguimento di Coulthard. David, da parte sua, qualche giro più tardi commette una sbavatura e Schumacher si infila. Più o meno. I due si toccano, Coulthard finisce in testacoda, ma procedono entrambi, Schumacher in testa, Coulthard in bassa zona punti.
Il nuovo leader deve fermarsi due volte, Hakkinen sono una. Andando più leggero a carburante, comunque, riesce a girare più veloce di Hakkinen dopo la sosta del pilota McLaren e al momento del secondo pitstop gli esce davanti. Irvine frattanto è terzo, mentre dal cielo inizia a cadere qualche goccia. La gara, che ha già visto vari piloti (tra cui Ralf Schumacher, di nuovo incidentato) guidare in maniera caotica - Coulthard frattanto è stato protagonista di un incidente con Villeneuve che ha messo fine alla gara del canadese - vede molti di loro andare per prati e combinare casini.
Wurz supera Irvine approfittando di un problema tecnico sulla Ferrari, ma una successiva sbinnata mentre è nei pressi del doppiato Takagi gli fa perdere la terza piazza appena conquistata. Fisichella commette una sbavatura perdendo la sesta piazza a vantaggio di Coulthard che risale quindi alle spalle della Sauber di Jean Alesi. Schumacher mette le ruote sull'erba, ma ritrova la via dell'asfalto mantiene la leadership su Hakkinen, a sua volta vittima di un giro sullo sterrato.
Schumacher, Hakkinen, Irvine, Wurz, Alesi e Coulthard, sono questi i piloti che si aggiudicano la zona punti. Dopo due gran premi con dominio totale da parte della McLaren, adesso qualcosa sembra cambiato. Bisogna vedere cosa succederà di ritorno in Europa, dove si inizierà con il GP di San Marino.

A Imola, comunque, il sentore è che Buenos Aires sia stata una gara dal risultato anomalo: Coulthard ottiene la pole davanti a Hakkinen e i due iniziano a staccare i loro colleghi. Quando sulla vettura di Mika il cambio si rompe, è il solo David a proseguire, ma pur sempre di McLaren imprendibile si tratta. Michael Schumacher deve accontentarsi del secondo posto e anche ringraziare per il ritiro di Hakkinen.
Rallentato dalla Tyrrell del doppiato Ricardo Rosset, Villeneuve perde terreno quando avrebbe potuto giocarsi il terzo posto e non riesce a fare meglio che quarto, dietro a Irvine e davanti al compagno di squadra Frentzen. Alesi chiude ancora una volta sesto.
Hill viaggiava verso il settimo posto nella parte finale della gara, ma è costretto al ritiro per un guasto a pochi giri dalla fine, lasciando la posizione a Ralf Schumacherz stavolta in grado di evitare il caos. La gara, comunque, ha ancora una volta elevato attrition rate, momento più eclatante il ritiro simultaneo delle Benetton, Fisichella per incidente e Wurz per problemi al motore.
Per il momento ci fermiamo qui: Hakkinen 26, Coulthard 23, M.Schumacher 20, la classifica piloti è meno marcata di quanto potrebbe sembrare. Ce la farà Hakkinen ad allungare? O Schumacher a rimontare? E quale sarà il destino di Coulthard? Lo scopriremo nel prossimo appuntamento.

domenica 8 gennaio 2023

GP San Marino 2001: Ralf Schumacher sconfigge l'aura delle trombe e la Williams torna alla vittoria

Benvenuti a Imola, benvenuti nel mese di aprile, quando più che in ogni altro momento le nonne del posto fanno la sfoglia sognando di potere essere tutte quante nonne ex-equo di Rubens Barrichello. Siamo nella patria della Rossa, ma sono le McLaren di David Coulthard e Mika Hakkinen a svettare in prima fila, precedendo i fratelli Schumacher. Ralf parte like a boss dalla terza piazza e si porta subito in testa, mettendosi dietro Coulthard. La sagoma gialla della Jordan di Jarno Trulli emerge al quarto posto, superando anche Hakkinen, mentre Michael Schumacher al momento è quinto. La situazione in casa Ferrari è poco positiva, Barrichello scende ben presto oltre la zona punti, poi Schumacher inizia ad avere problemi.
Risale quinto Juan Pablo Montoya, mentre Michael scivola a sua volta fuori dai punti, al momento la vettura più lenta tra quelle dei big, scivola dietro alla B.A.R. di Olivier Panis e perde la settima posizione a vantaggio di Barrichello. I due ferraristi supereranno Panis, prima Rubinho e poi Michael, in un secondo momento, non senza faticare.

Dopo pochi giri di gara vediamo una sagoma nera che sbatte: è una Minardi. Subito dopo una sagoma arancione rallenta: è una Arrows. Jos Verstappen annuncia: "un giorno, nel lontano 2023, mio figlio mi vendicherà al volante di una Minardi". L'altro ritirato gli risponde: "io invece non ho bisogno di in figlio, mi auto-vendicherò nel 2023, dato che allora sarò ancora una giovane promessa". Inutile dire che si tratta di Fernando Alonso.
Il suo compagno di squadra Tarso Marques, scivolato ultimo dietro alla Prost di Gaston Mazzacane, viene doppiato da Ralf Schumacher, che ha un certo vantaggio su Coulthard. Seguono a debita distanza in trenino Trulli, Hakkinen, Montoya, Barrichello e Michael Schumacher, con i ferraristi che si sono avvicinati molto, mentre Panis è rimasto attardato e deve vedersela con un giovanissimo bevitore di vodka al volante di una Sauber: ecco a voi Kimi Raikkonen! Si ritirerà finendo fuori pista e Jacques Villeneuve risalirà nono dietro al compagno di squadra, con la Jordan di Heinz-Harald Frentzen a completare i primi dieci.

Il trenino perde consistenza superato il primo terzo di gara: dopo una foratura all'anteriore sinistra Michael Schumacher va ai box, esce nelle retrovie e poi torna ai box per ritirarsi causa danni riportati alla vettura, Trulli anticipa la sosta e viene superato da Montoya dopo che anche il pilota della Williams si ferma, Hakkinen e Barrichello continuano e Rubens, ultimo a fermarsi, undercutta tutti.
Ralf Schumacher, Coulthard, Barrichello, Hakkinen, Montoya, Trulli, questi sono i primi sei, mentre perdiamo per strada alcune vetture. Si inizia con Mazzacane, problemi di motore, si vede un principio di incendio. Poi ecco un evento di routine: sulla B.A.R. di Villeneuve il motore esplode in una nuvola di fumo.
Dopodiché perdiamo per strada anche la Benetton di Giancarlo Fisichella, nonché la Jaguar di Eddie Irvine. Durante una fase di doppiaggio ha lasciato passare Ralf Schumacher senza intralciare e Murray Walker ha attribuito la sua capacità di non generare intoppo all'esperienza. Evidentemente ha imparato molte cose dal suo turbolento debutto!

Michael Schumacher viene intervistato ai microfoni della TV britannica e, interpellato in proposito, sostiene di fare il tifo per il fratello. Sarà quindi sicuramente molto felice quando la seconda sosta di Ralf fila liscia. Dopo il secondo giro di pitstop, la zona punti è occupata da Ralf, Coulthard, Barrichello, Hakkinen, Trulli e Frentzen, mentre la vettura di Montoya si è spenta durante la sosta. Ripartito dopo oltre un minuto, torna ai box un giro più tardi per ritirarsi.
Mentre anche Marques si ritira con fiamme al retrotreno, Ralf Schumacher doppia Frentzen... e non solo quello, ha da doppiare anche vari piloti sotto di due giri e Coulthard recupera parte dei dieci secondi di gap. Dopo però si ritrova i doppiati a sua volta e il gap si stabilizza su sei secondi.
Sulla Sauber, Nick Heidfeld staziona in settima piazza, mentre Panis è ottavo sull'unica B.A.R. superstite. Jean Alesi è nono sulla Prost, uscito vincente da un duello con Luciano Burti. Il pilota della Jaguar ha invece perso la decima piazza a vantaggio di Enrique Bernoldi sulla Arrows, mentre ultimo è Jenson Button sulla Benetton.


Le posizioni rimangono inalterate nelle ultime battute e Ralf Schumacher va a vincere, è la sua prima in Formula 1, così come la Williams torna sul gradino più alto del podio che mancava da anni, nello specifico dal GP del Lussemburgo disputato al Nurburgring nel 1997, con la vittoria di Jacques Villeneuve.
La vittoria di Ralf Schumacher entra nella storia: lui e Michael, infatti, divengono i primi due fratelli ad essere saliti entrambi sul gradino più alto del podio nella storia della Formula 1, un record che sarà molto difficile eguagliare, dato che oggi come oggi l'unica possibilità sembra legata al fatto che Arthur Leclerc un giorno possa, nell'ordine, debuttare in Formula 1, arrivare in un top team, vincere un gran premio, condizioni progressivamente l'una meno probabile dell'altra.
I fratelli Schumacher ci hanno regalato, nel corso dei primi anni 2000, diversi duelli di in certo livello, epoca che devo ancora continuare ad approfondire, quindi vi racconterò sicuramente anche le loro imprese non presi singolarmente, ma come coppia.

lunedì 7 novembre 2022

GP San Marino 1999: il crash italiano di Hakkinen dalla leadership che tutti hanno dimenticato

Dopo un inizio di stagione in Australia e Brasile, il campionato 1999 si sposta in Europa dove il primo evento europeo è il GP di San Marino. Le due McLaren iniziano bene, Mika Hakkinen ottiene la pole affiancato dal compagno di squadra David Coulthard. Michael Schumacher ed Eddie Irvine sulle Ferrari sono terzo e quarto, mentre ottiene un ottimo quinto posto in qualifica Jacques Villeneuve sulla B.A.R., rimanendo però fermo sulla griglia perché è scontato che la B.A.R. non possa avere una gioia. Viene evitato da tutti, ma la sua gara è già finita mentre Hakkinen si invola verso il dominio. Coulthard viene presto distanziato, in seconda posizione, così come i piloti Ferrari dietro di lui. Tutto fila liscio, ma per neanche un quarto di gara: Hakkinen infatti finisce fuori pista da solo andando a muro.

Il pubblico esulta come se avesse appena assistito a un incidente di Riccardo Patrese, mentre è la mascella di Coulthard che adesso si trova in prima posizione. Schumacher però ha un asso nella manica, lo coglie di undercut ed ecco che si ritrova davanti. Può iniziare a spingere in vista del momento in cui si fermerà per la seconda volta e, quando effettua il secondo riferimento, ecco che riesce a mantenere la posizione: la Ferrari andrà a prendersi la vittoria nel gran premio di casa che mancava da tipo trecento anni. Infatti fino a quel momento l'ultima vittoria Ferrari a Imola era quella ottenuta nel 1983 da Patrick Tambay. La Ferrari potrebbe anche mettere due vetture sul podio dal momento che Irvine è terzo alle spalle di Coulthard, ma il destino decide diversamente: il folletto irlandese viene abbandonato dal motore a tre quarti di gara ed è costretto al ritiro.

Heinz-Harald Frentzen sulla Jordan becca in pieno la macchia d'olio sparsa dalla vettura di Irvine, finisce in testacoda e la sua gara finisce lì. Schumacher, frattanto, si appresta a salire sul podio in compagnia di Coulthard e di una bandiera del Brasile. La tiene tra le mani Rubens Barrichello: è il pilota della Stewart infatti a chiudere in terza posizione e sul podio si metterà a festeggiare in modo piuttosto scatenato, cercando di esibirsi in una capriola sul podio stesso. Sul podio sembrano tutti felici e sorridenti, ma non deve sfuggirci qualcosa che va oltre: quella di Schumacher è la quindicesima vittoria con i colori della Ferrari, eguaglia quindi il record di vittorie con la Rossa ottenute da Niki Lauda negli anni '70. Siccome resterà in Ferrari fino al 2006 vincendo anche cinque mondiali in corso d'opera, il record aumenterà a dismisura nel corso del tempo.

Torniamo alla gara e torniamo a una delle Jordan, l'unica che rimane ancora in pista: è quella di Damon Hill che riesce a concludere la gara al quarto posto. A pochissimi giri dalla fine Johnny Herbert su Stewart e Alex Zanardi su Williams si trovano inoltre quinto e sesto, ma accade un fattaccio che li mette fuori gara entrambi: Herbert rompe il motore, si sparge olio sulla pista e Zanardi finisce fuori come un Frentzen qualsiasi. Giancarlo Fisichella (Benetton) e Jean Alesi (Sauber) ringraziano, chiudendo la gara in quinta e sesta posizione cogliendo punti. L'unica B.A.R. superstite la guida Mika Salo (sostituto dell'infortunato Ricardo Zonta) e giunge doppiato di vari giri in settima piaza, precedendo le uniche altre due vetture ancora in pista, le due Minardi. Ottavo giunge Luca Badoer (sarebbero punti dal 2003 in poi), mentre nono è Marc Gené. Wow, non ho mai visto questo!

martedì 27 settembre 2022

La prima vittoria di Frentzen // GP San Marino 1997

Oggi non parlo di anniversari, ma vi porto in viaggio nel 1997, cosa che farò anche nei prossimi giorni raccontandovi gli eventi successivi a quello di cui vi parlo ora: Imola. Siamo in una nuvolosa domenica di fine aprile e le Williams di Jacques Villeneuve e Heinz-Harald Frentzen si apprestano a scattare dalla prima fila, mentre le nonne imolesi fanno la sfoglia invocando il nome di Michael Schumacher che scatta dalla terza posizione. Quelle mainstream, spero ce ne sia almeno qualcuna che preferisce colui che parte dalla quarta casella della griglia, ovvero Olivier Panis. Dietro di loro ci sono le Jordan di Ralf Schumacher e Giancarlo Fisichella perché siamo nel 1997 e le Jordan sono attention seeker. Quando la gara parte, quella di Ralf Schumacher si porta addirittura al quarto posto, mentre Fisichella scivola indietro. Tra i due si inseriscono la Sauber di Johnny Herbert, la Prost di Olivahhhh Penis!!111!!!11! che purtroppo ha perso posizioni e la Ferrari di Eddie Irvine.

Mentre davanti Michael Schumacher si inserisce fin dal via tra le due Williams, le Benetton non sembrano passarsela molto bene: Gerhard Berger esce quasi subito per una sbinnata, Jean Alesi si trova in una posizione di centro gruppo o giù di lì. Anche il campione del mondo in carica, Damon Hill a bordo della Arrows, non se la passa molto bene: si ritira dopo qualche giro a causa di un incidente con la Prost di Shinji Nakano. Frattanto Irvine e Fisichella tutto sommato vanno incontro a prospettive positive: varie vetture si ritirano e tra quelle ce ne sono due di quelle che li precedono, R.Schumacher e Herbert. Anche Panis precipita più indietro a un certo punto della gara, mentre Alesi lentamente risale, pare che sia su una strategia diversa. Questo, però, non deve distogliere l'attenzione dal terzetto di testa, perché il *drama* ci aspetta! Che inizi il giro di pitstop e che inizino gli undercut e gli overcut.

Schumacher entra ai box.
Esce terzo.
Villeneuve entra ai box.
Esce dietro a Schumacher.
Entra Frentzen ai box.
Guess what, esce davanti a tutti!

Immagino che in un momento simile Corinna non riesca a credere ai propri occhi, c'è Frentzen in testa a un gran premio e c'è Schumacher che lo insegue molto da vicino. Frentzen però gli dice "attaccati al ca**o", mentre in un secondo momento Villeneuve inizia a procedere decisamente più lentamente del duo di testa. Chiede verosimilmente spiegazioni alla propria monoposto ed è il cambio a rispondergli: "attaccati al ca**o". Il pilota dai capelli platinati è costretto a rientrare ai box e a ritirarsi, mentre Fretnzen frattanto mantiene la prima posizione davanti alla Ferrari di Schumacher e, con ancora diversa strada da percorrere, sembra viaggiare verso la prima vittoria in Formula 1. Continua a percorrere quella strada e a percorrerla davanti a Schumacher, il quale deve accontentarsi del secondo gradino del podio, in compagnia del compagno di squadra Irvine che riesce a giungere terzo.

Sul podio Frentzen viene inondato di champagne proprio dallo stesso Schumacher, che a un certo punto gli toglie anche il cappellino dalla testa e gli versa il contenuto della bottiglia sui capelli. Se vivessimo nell'era tumblr, le fangirl farebbero millemila edit e gif di queste scene e li shipperebbero come se non ci fosse un domani. Probabilmente qualche fangirl del 1997 li shippa come se non ci fosse un domani, solo non avendo Tumblr non può condividere la notizia con il mondo. Mi piace pensare che tra le fangirl he shippano gli Schuntzen ci sia anche Corinna, ma probabilmente loro non sarebbero soddisfatti di avere ottenuto un simile risultato. Nemmeno Fisichella deve essere molto soddisfatto di tutto ciò: è arrivato quarto e invece di parlare di lui io sto parlando di shippare Schumacher e Frentzen! Stesso discorso anche per Alesi, che ha rimontato piuttosto bene e chiude la gara al quinto posto.

L'ultimo punto se lo aggiudica Mika Hakkinen, con l'unica McLaren giunta al traguardo, David Coulthard si è infatti ritirato per un guasto al motore poco dopo la metà della gara. Nicola Larini sulla Sauber chiude la gara al settimo posto, precedendo Olivahhhh Penis!!111!!11!! e le Tyrrell di Mika Salo e Jos Verstappen. In una gara con un attrition rate abbastaza elevato l'ultimo classificato è Ukyo Katayama, portare una vettura fino alla bandiera a scacchi è l'unica nota positiva per la Minardi, che ha iniziato la gara con il DNS di Jarno Trulli per un problema tecnico. Ci sono due squadre che non portano nessuna vettura al traguardo: una è la Arrows, che oltre a Damon Hill vede anche il ritiro di Pedro Diniz dovuto a un problema tecnico, nonché la Stewart: Jan Magnussen è il primo ritirato della giornata (di quelli che sono partiti) a causa di un incidente, mentre verso metà gara anche Rubens Barrichello deve fermarsi a causa di un problema tecnico.

martedì 20 settembre 2022

Gli ultimi gran premi di Mansell // GP San Marino e Spagna 1995

Benvenuti nel 1995 e benvenuti a parlare di un gran premio di cui sventuratamente non esistono su Youtube al momento neanche degli extended highlight, ma solo una sintesi breve, oltre che un video con telecronaca in italiano del podio. È la fine di aprile, periodo in cui a Imola potrebbe esserci o una giornata che sembra estiva o una giornata che sembra autunnale. Siamo nel secondo scenario e la gara inizia con pista bagnata, anche se ha già smesso di piovere. La Benetton di Michael Schumacher si invola in testa alla gara, seguita dalla Ferrari di Gerhard Berger, che tuttavia rimane secondo solo per pochi giri: sarà il primo a rientrare ai box e a passare alle gomme slick, scelta che di fatto pagherà. Risalgono così in seconda e terza posizione le Williams di David Coulthard e Damon Hill.

Hill e Schumacher rientrano ai box nello stesso giro per passare alle gomme slick e subiscono undercut da Berger. Coulthard fa al momento il figo in testa alla gara, ma quando si ferma ai box esce dietro al compagno di squadra. Poco male, c'è a chi va decisamente peggio: dopo il passaggio alle slick, Schumacher becca in pieno un tratto umido della pista e parte in testacoda, venendo costretto al ritiro. Berger frattanto è in testa alla gara, con probabile gioia degli imolesi. Coulthard nel frattempo deve difendere la terza posizione da Jean Alesi, quindi non è ben chiaro se effettivamente gli imolesi abbiano la capacità di concentrarsi in questo momento anche sulla gara di Berger, ma nevermind. Frattanto Berger deve vedersela con Hill che sembra avvicinarsi, ma non è questo il vero problema.

Il vero problema è che quando rientra ai box per rifornire il motore della monoposto si spegne: Berger perde mezzo minuto e torna in pista perdendo così numerose posizioni. Dopo le soste altrui si trova ugualmente quarto, con Hill leader che adesso è inseguito da Coulthard. Il caro David comunque è in modalità danni, prima fa una sbinnata senza perdere posizioni, poi viene penalizzato con uno stop and go per eccesso di velocità in pitlane, poi deve fermarsi ai box perché ha la vettura danneggiata. In sintesi, ultimata tutta questa trafila si trova quarto e in quella posizione giunge. Completano la zona punti in quinta piazza la McLaren di Mika Hakkinen (mentre il suo compagno di squadra Nigel Mansell è piuttosto arretrato) e la Sauber di Heinz-Harald Frentzen, con Johnny Herbert che chiude solo settimo.

Veniamo adesso al video del podio, poi torniamo su Herbert - e non solo, in realtà. Quando Berger sale sul podio viene acclamato e il telecronista di Italia 1 osserva che se il pubblico già si comporta così con Berger, chissà cosa farà quando farà la propria comparsa Alesi. Evidentemente non c'è nulla da fare, i piloti Ferrari si dividono insindacabilmente in fighi e non fighi e Alesi appartiene alla prima categoria, Berger no. Nel frattempo Hill sta sul gradino più alto del podio senza avere problemi di sorta. Statsf1 riporta che in questo giorno è anche il trentaquattresimo compleanno di sua moglie. Auguri quindi alla signora Hill, che sarà sicuramente felice di vedere Damon in testa alla classifica piloti dopo questo successo. Montmelò è comunque dietro l'angolo e tutto potrebbe cambiare...

Non cambia per me l'assenza di almeno extended highlight in assenza della gara completa, quindi andiamo avanti di highlight brevi, che comunque racchiudono in pieno il fatto che giunta in Spagna la Benetton sembra essere in stato di grazia. Eravamo rimasti a zero punti conquistati a Imola, con Schumacher ritirato e Herbert solo settimo senza mai essere stato protagonista, ci ritroviamo con Schumacher in testa, davanti ad Alesi, Hill, Berger e, quando ha recuperato un paio di posizioni nei primi giri di gara, Coulthard al quinto posto. Tutto stavolta sembra filare liscio per il campione del mondo in carica, su una strategia a tre soste esattamente come Hill, ma in ritardo rispetto a quelle di Hill. Non fila invece molto liscio per Alesi, che sarà costretto al ritiro per un guasto al motore dopo il primo stint.

Mentre l'ultima gara in Formula 1 di Mansell termina con un fuori pista e poi un ritiro, tra una sosta e l'altra Berger scivola dietro a Coulthard, ma poi entrambi scivolano dietro a Herbert, che si porta terzo nonostante abbia avuto problemi durante la seconda sosta (anche lui è su tre) ripartendo in anticipo e portandosi con sé il cric attaccato alla vettura, prima che questo si stacchi pochi metri dopo in pitlane. La Benetton sembra sul punto di portarsi a casa una vittoria e un terzo posto, ma all'ultimo giro c'è un plot-twist, che va proprio a favore della scuderia anglo-veneta, che coglie un'inattesa doppietta: Hill ha infatti un guasto sulla sua vettura ed è costretto a rallentare sensibilmente. Passa Herbert, passa Berger... mentre non passa Coulthard perché mi sono dimenticata di dire che si è ritirato da tempo per problemi al cambio.

Schumacher, Herbert e Berger si procacciano il podio, Hill deve accontentarsi di una quarta piazza, mentre dietro siamo rimasti con le Jordan di Eddie Irvine e Rubens Barrichello al quinto e sesto posto. Mentre tuttavia l'irlandese occupa ancora la quinta piazza, Rubinho ha appena subito il sorpasso da parte di Olivier Panis, ed è quindi il pilota della Ligier a tagliare il traguardo in sesta posizione e a portarsi a casa l'ultimo punto disponibile. Termina così il gran premio di Spagna, con Schumacher che si porta in testa alla classifica piloti con appena una lunghezza di vantaggio nei confronti di Hill. Il mondiale è ancora lungo, siamo appena a metà maggio e questo era il quarto gran premio della stagione, non resta che attendere Montecarlo per scoprire come si evolverà la situazione, se a favore di Schumacher o di Hill... oppure se i piloti Ferrari trolleranno entrambi (no, non lo faranno).

sabato 17 settembre 2022

Damon Hill a caccia del mondiale: inizio della stagione 1996

Benvenuti nel 1996 e benvenuti alla scoperta dei primi gran premi della stagione, un cui Damon Hill (che oggi 17/09/2022 compie 62 anni) ha ottenuto una tripletta di vittorie che, a conti fatti, verso la fine della stagione avrebbero avuto la loro rilevanza nell'assegnazione del titolo. La Williams si è rivelata subito la vettura da battere, ma a parte questo sono accadute anche altre cose. Nei primi tre eventi della stagione, Melbourne, Interlagos e Buenos Aires, abbiamo assistito a pole position a sorpresa, outsider qualificati in grande stile nel gran premio di casa, ma anche incidenti di un certo livello, cappottamenti di un certo livello e monoposto che prendevano fuoco. Quindi preparatevi per questo lungo viaggio extra-europeo, ricordando però sempre la natura europea della Formula 1 e del fatto che i nordamericani e i piloti di Indycar non hanno nulla a che vedere con questo modo e che dovrebbero tornarsene a cas-... ah no.

AUSTRALIA - al via c'è un intoppo che rientra nella casistica degli incidenti di un certo livello già citati. C'è una collisione multipla, vengono coinvolti a minore titolo David Coulthard (McLaren), Jos Verstappen (Footwork) e Johnny Herbert (Sauber), ma la "star" dell'incidente è Martin Brundle: il pilota della Jordan fa un gran volo, dal quale esce illeso. Viene data bandiera rossa e la sua principale preoccupazione è correre a piedi verso la pitlane per prendere parte alla seconda partenza sulla vettura di riserva!
Dopo questo intoppo si riesce a partire tranquillamente, da distanza originaria (58 giri) e il poleman mantiene la prima posizione davanti al compagno di squadra. Il poleman in questione è Jacques Villeneuve, al debutto in Formula 1, giusto per dimostrare ai suoi detrattori che anche lui è scarso tanto quanto Hill, se non di più. Non solo, si fa anche 53 giri di gara in testa, senza nessun intoppo, a parte quando poco dopo metà gara fa una mezza uscita di pista e si ritrova Hill negli scarichi. Ma niente, Hill gli resta negli scarichi e il campione di Indycar sembra destinato a vincere al suo esordio in Formula 1!
Sarebbe epico se succedesse tutto ciò, ma il motore della sua vettura non è d'accordo, anche a causa di un pezzo danneggiato proprio nella sua uscita di pista. Nei giri finali Villeneuve è costretto a rallentare e finisce per cedere la prima posizione a Hill che così si invola verso la bandiera a scacchi. I due fanno doppietta e chiude in terza posizione Eddie Irvine, alla sua prima gara in Ferrari, dopo avere superato indenne un contatto innescato uno dei piloti della Benetton e avere ereditato la terza piazza dal compagno di squadra Michael Schumacher, ritirato per un problema ai freni.
Anche in Benetton è Jean Alesi quello che illude (prima del suo incidente con Irvine) e Gerhard Berger concretizza, classificandosi quarto davanti al duo dei MikaX2 a completare la zona punti. Hakkinen giunge in sesta posizione: ottimo rientro per il pilota della McLaren dopo il grave incidente in finale di 1995, che precede il connazionale della Tyrrell Salo, primo dei doppiati in una gara in cui l'attrition rate è tutto sommato abbastanza elevato e le vetture al via sono solo venti, in quanto le Forti erano fuori dal 107%.

BRASILE - piove a Interlagos e Hill si appresta a partire dalla prima posizione affiancato da un outsider di un certo livello al volante di una Jordan... e no, vi prego di non pensare che sia qualcosa di epico o qualcosa di meravigliosamente bello. No, è solo il preludio a una giornata di sofferenza, perché a bordo di quella Jordan c'è un pilota di casa... nel senso, quello che proprio ha la casa dietro al circuito.
Rubens Barrichello ha un ottimo spunto e per poco non strappa la leadership a Hill, ma deve accontentarsi al momento della seconda piazza perché poi la perde superato da Villeneuve e anche da Alesi, con il quale ingaggia un duello che però vede in vantaggio il pilota della Benetton. Barrichello deve accontentarsi al momento della quarta piazza davanti alla Ferrari di Schumacher. La pioggia nel frattempo ha smesso di cadere e la pista va asciugandosi, pur conservando qualche tratto umido.
Distanziato da Hill che va like a boss, Villeneuve da buon pilota di Indycar finisce sull'umido e parte in testacoda: è costretto al ritiro e ciò permette ad Alesi di risalire in seconda posizione, ma a causa di un errore si vede superare da Rubinho, il quale tuttavia si ferma ai box molto prima e subisce overcut dal francese, che frattanto procede velocissimo. Non solo, anche a Schumacher riesce l'overcut nei confronti di Barrichello e il pilota della Jordan si ritrova relegato al quarto posto, i due sono a quasi un giro di distacco da Hill.
Poco male, direte voi, una quarta posizione è un risultato molto rispettabile per un pilota della Jordan, Barrichello non ha niente di cui essere affranto. Almeno finché è in pista, infatti, è proprio così. A dieci giri dalla fine, però, tenta l'attacco di Schumacher, gli strappa la posizione e la perde subito dopo. Tenta di nuovo un attacco e finisce in testacoda da solo, impantanandosi. Si ritira, mentre Hill/ Alesi/ Schumacher fanno podio precedendo Hakkinen e Salo. Irvine non fa punti, si piazza solo settimo alle spalle di Olivier Panis (Ligier), mentre Berger si è ritirato per un guasto già da tempo.

ARGENTINA - Hill e Villeneuve partono in prima fila, o per meglio dire Hill parte, mentre Villeneuve rischia di stallare e perde numerose posizioni. Ne recupera qualcuna, ma nel primo stint di gara si ritrova al quinto posto, dietro anche a Schumacher e alle Benetton di Alesi e Berger. Si prospetta per lui un cambio di strategia nel tentativo di rimontare: al momento della prima sosta effettua infatti un rifornimento piuttosto lungo, per andare più avanti rispetto ad altri nel successivo stint.
Frattanto c'è anche un ingresso della safety car, dopo un incidente che ha coinvolto la Forti di Luca Badoer e la Ligier di Pedro Diniz. Speronato(?) dal brasiliano, Badoer spicca il volo e si ribalta, mentre poco dopo la vettura di Diniz va a fuoco. Frattanto i gap tra i piloti vengono annullati dalla presenza della safety car e ciò sembra aprire la porta alla rimonta di Villeneuve, che è ancora quinto dietro a Hill, Schumacher e le Benetton.
Quando Schumacher è costretto al ritiro da una rottura dell'ala posteriore, Villeneuve deve vedersela con le sole Benetton. Dopo la successiva sosta si trova davanti a entrambi, con Berger che peraltro esce di scena per la rottura di una sospensione a causa di una probabile foratura. Le Williams sono a questo punto 1/2 e arriveranno 1/2 anche al traguardo, mentre l'unica Benetton superstite, quella di Alesi, si porta a casa il gradino più basso del podio.
Ora che non è più a casa sua, Barrichello riesce a portarsi a casa una quarta piazza senza problemi, precedendo il suo ex compagno di squadra Irvine. L'ultimo punto disponibile se lo aggiudica Verstappen con la Footwork, con Coulthard è il primo pilota a giungere fuori dalla zona punti, la McLaren chiude così il weekend argentino con uno zero, dopo anche il ritiro di Hakkinen avvenuto nelle prime fasi di gara.

Con tre vittorie in tre gare disputate, Hill ha il punteggio pieno in classifica e sembra ormai avere il campionato in tasca quando si avvicina la stagione europea. Il gran premio seguente sarà quello d'Europa, che si svolgerà al Nurburgring, ma ve lo racconterò in un secondo momento anche perché, come avrete capito, ho specificato che la stagione di Hill inizia con una tripletta di vittorie, dandovi già l'anticipazione che non sarà lui il vincitore del successivo evento.
Di questo, tuttavia, ne parleremo al momento opportuno, anche se vi posso anticipare che la quarta vittoria stagionale di Hill arriva già nel quinto gran premio della stagione, quello di San Marino. A Imola è Schumacher a procacciarsi la pole position, ma al via viene superato proprio da Hill... mentre Coulthard supera entrambi e si porta in testa!
Un giro più tardi Hill mette le ruote sull'erba e Schumacher si impossessa della seconda posizione e proseguono così, Coulthard/ Schumacher/ Hill fino al momento del primo rifornimento. Schumacher overcutta Coulthard ma Hill overcutta entrambi e ci ritroviamo con Hill/ Schumacher/ Coulthard fino al ritiro del pilota McLaren per un guasto al cambio. Tra i due McLaren Bros è lui quello che svetta in questo fine settimana: Hakkinen colleziona un testacoda e poi uno stop and go per ostruzione su Schumacher durante un doppiaggio, salvo poi finire ritirato per un guasto verso la fine della gara.
Sul podio, dove Hill e Schumacher per qualche ragione sembrano best friend forever mentre si spruzzano di champagne, chiude Berger in terza piazza. Alesi è reduce invece da una gara caotica: al via si tocca con Villeneuve che, partito dalla terza casella della griglia, fora e passa la gara nelle retrovie fino al momento del proprio ritiro verso fine gara. Era sesto, dietro a Irvine e Barrichello, e la sua sesta piazza va ad Alesi, in precedenza penalizzato con uno stop and go per eccesso di velocità nella pitlane.

sabato 20 agosto 2022

Alain Prost vs il serbatoio vuoto: la sfida continua // GP San Marino 1986

Carissime nonne imolesi che fanno la sfoglia invocando il nome di Patrick Tambay, forse ricorderete il finale del gran premio del 1985, con varie vetture che terminavano il carburante prima che la gara fosse finita e un susseguirsi di ritiri random. Oggi ci spostiamo nel 1986, per accertarci di come andranno le cose in questa occasione. Dalla pole position parte Ayrton Senna sulla Lotus nera sponsorizzata John Player Special, precedendo le due Williams. Le cose non potrebbero andare più diversamente per i due piloti del team di Grove: da un lato Nelson Piquet supera il connazionale portandosi in testa alla gara, dall'altro Nigel Mansell viene risucchiato dalle McLaren e poi è costretto a rientrare ai box: ha un problema al motore, la sua gara termina dopo pochi giri. Dovrà quindi aspettare ancora per sperare di vincere per la prima volta nella stagione, nonostante ci sia andato vicino in Spagna nell'evento precedente (poi ve ne parlerò, prima o poi).

Non è il solo pilota che abbiamo perso per strada, il primo è stato Alessandro Nannini della Minardi, fuori per incidente già alla partenza. Il secondo, invece, è stato l'idolo delle nonne imolesi che fanno la sfoglia, proprio Tambay: partito da una gloriosa undicesima piazza sulla Lola Haas, è costretto al ritiro per un guasto al motore già nelle primissime fasi del gran premio. Non andrà meglio al compagno di squadra Alan Jones, che si ritirerà in un secondo momento della gara. Prima di Mansell si sono ritirati anche Huub Rothengatter sulla Zakspeed, destino che più avanti nella gara toccherà anche al suo compagno di squadra Jonathan Palmer, nonché Johnny Dumfries sulla Lotus. Il peggio, tuttavia, per il team dalle vetture nere, deve ancora venire. Abbiamo lasciato Senna in seconda posizione ed ecco che viene superato dalle McLaren. Poi è costretto a rientrare ai box e anche la sua gara termina anzitempo.

Veniamo al capitolo McLaren: Keke Rosberg precede Alain Prost, anche se il francese ha brevemente occupato la posizione superando il baffuto finlandese, che però si è ripreso la seconda piazza. I due si portano all'inseguimento della Williams di Piquet e ci ritroviamo a un certo punto con le vetture molto vicine. È il cambio gomme che definisce le posizioni che i tre occuperanno nel secondo stint. Piquet è il primo a rientrare, la sua sosta è piuttosto lunga. Nel frattempo Prost si porta davanti a Rosberg, ma deve rientrare a sua volta. La sosta è molto più breve di Piquet e si porta quindi davanti al pilota della Williams. Poi è il turno di Rosberg: anche per lui ci sono problemi nella pitlane, deve quindi accodarsi al compagno di squadra, si trova comunque secondo davanti a Piquet. Siamo a metà gara adesso, la Ferrari di Michele Alboreto è al quarto posto e in sesta posizione c'è René Arnoux sulla Ligier, unica rimasta in pista dopo il ritiro di Jacques Laffite.

Arnoux è risalito in sesta posizione dopo le soste delle Benetton. Abbiamo visto in precedenza anche un duello tra Teo Fabi e Gerhard Berger dal quale quest'ultimo è uscito vincente... in tutti i sensi, in realtà, perché Fabi è uno dei tanti piloti che vengono costretti al ritiro, tra i quali figurano anche Elio De Angelis (Brabham), Andrea De Cesaris (Minardi), Christian Danner (Osella) e Philippe Streiff (Tyrrell)... poi viene la volta dello stesso Arnoux, sulla cui vettura pare staccarsi una ruota, ragione che lo costringe a parcheggiare. Si aggiungerà ai piloti non classificati - ovvero ritirati prima di avere completato il 90% della gara - anche un altro pilota, ovvero Piercarlo Ghinzani (Osella). Al limitare del 90% ci arrivano in dieci, verranno tutti classificati, qualunque cosa capiterà prima della bandiera a scacchi. Prost prosegue imperterrito in testa, Rosberg è secondo, Piquet terzo, Alboreto quarto...

Fermi tutti, Alboreto non è più quarto: accusa infatti un problema al motore ed è costretto a rientrare ai box. Gli viene quindi assegnata d'ufficio la decima piazza, mentre la nona va alla Arrows di Marc Surer, che si trova ottavo quando finisce la benzina prima di finire la gara. Inseguiva il compagno di squadra Thierry Boutsen, che arriva settimo senza problemi, mentre l'ottavo posto va alla Tyrrell di Martin Brundle. Adesso veniamo a ciò che c'è di più interessante, ovvero la top-6. Vi ricordo Prost/ Rosberg/ Piquet, mentre al quarto posto è risalita la Brabham di Riccardo Patrese, che precede Gerhard Berger e Stefan Johansson. Aiutohhhh: una delle due vetture dietro a Patrese è una Ferrari e siamo a Imola, cosa potrà mai andare male? Il plot-twist maggiore, comunque, è quando è Rosberg a fermarsi per avere terminato la benzina, mentre capita la stessa cosa anche a Patrese. Per i loro problemi, Berger risale terzo.

Attenzione, però, perché non è finita, Prost si sta dirigendo lentamente verso la bandiera a scacchi. Appunto, lentamente: lui stesso sta per terminare la benzina. Rallenta e dietro di sé ha Berger doppiato di un giro. Quest'ultimo rallenta a sua volta per evitare di sdoppiarsi e di percorrere un giro ulteriore, mentre Prost si ferma subito dopo la linea del traguardo. Quest'anno la sua vettura non è considerata sottopeso, quindi riesce a conservare la vittoria, seguito da Piquet e Berger. Johansson, Rosberg e Patrese vengono classificati rispettivamente quarto, quinto e sesto. Torniamo però a Berger: con la sua terza posizione, il pilota austriaco dà alla Benetton il suo primo podio, un ottimo inizio di stagione per il nuovo team, un sesto posto in Brasile, un quinto e sesto posto in Spagna e adesso una terza posizione. Si può essere abbastanza certi che sentiremo parlare piuttosto a lungo di questa scuderia... e ne sentiremo parlare già in questo 1986. Anzi, ve ne ho già parlato un po' di tempo fa.



lunedì 8 agosto 2022

Il 1987 rivive in sei giorni: episodio 1/6 (Brasile, San Marino, Belgio)

Il mondiale 1986, caratterizzato da un acceso duello tra i compagni di squadra in Williams Nigel Mansell (che oggi 08/08/2022 compie sessantanove anni) e Nelson Piquet (di cui curiosamente oggi ricorre il quarantesimo anniversario della rissa con Salazar), si è concluso con la vittoria del titolo da parte del terzo incomodo Alain Prost, in una stagione con ripetute vittorie dei tre championship contenders. Altri due piloti hanno ottenuto vittorie, due per Ayrton Senna e una per Gerhard Berger.
Mentre Prost, Mansell, Piquet e Senna sono rimasti rispettivamente in McLaren, Williams e Lotus (non più nera JPS, ma gialla Camel), Berger ha lasciato la Benetton per la Ferrari, venendo rimpiazzato da Thierry Boutsen ad affiancare Teo Fabi.
Ex pilota Ferrari, Stefan Johansson adesso fa coppia con Prost in McLaren, mentre una nuova stagione sta per iniziare. Intendo raccontarvela tutta e in questo primo episodio parleremo dei primi gran premi della stagione, iniziando da Jacarepaguà.

BRASILE - Mansell fa una brutta partenza dalla pole, lasciando il comando della gara a Piquet. Senna si inserisce in seconda posizione, mentre Mansell si trova dietro alle Benetton, che tuttavia riuscirà a superare in un secondo momento, riportandosi al terzo posto. Prost nel frattempo si trova a sua volta alle spalle delle Benetton, che poi si lascia dietro (Boutsen, Fabi si ritira e dietro a Prost non rimane molto a lungo), portandosi quarto.
La strategia della maggior parte dei piloti prevede due soste, ma in casa Williams le cose si mettono male: Piquet e Mansell sono costretti a fermarsi in largo anticipo per problemi di surriscaldamento delle rispettive vetture, ritrovandosi quindi a fare una sosta in più. Anche a Senna le cose non vanno bene, anche lui ha un problema ed è costretto a una sosta extra. Prost si ritrova quindi al comando della gara e riesce a gestire agevolmente le gomme con sole due soste.
Prost, Senna e Mansell si ritrovano nelle prime posizioni, ma Mansell è attardato da una foratura, mentre Senna si ritira per un guasto al motore a gara inoltrata. Ciò riporta in auge Piquet, che si ritrova secondo, e permette a Johansson di posizionarsi sul gradino più basso del podio. Quarta e quinta ci sono le Ferrari, ma un testacoda di Michele Alboreto a due giri dalla fine fa sì che alle spalle di Berger si classifichi invece Boutsen, mentre a Mansell va la sesta posizione.

SAN MARINO - a Imola la gara perde subito uno dei suoi protagonisti, in quanto a Piquet dopo una violenta uscita di pista al venerdì viene impedito di mettersi al volante nel resto del weekend. Il suo compagno di squadra Mansell invece si porta in testa alla gara dopo appena un giro, superando il poleman Senna che di lì a qualche giro si ritrova in apparente difficoltà perdendo posizioni a vantaggio di Prost e Alboreto, inseguito da vicino da Berger.
Si ritirano sia Prost sia Berger, i primi tre sono Mansell, Alboreto e Senna, mentre in quarta posizione c'è una Brabham. È quella di Riccardo Patrese, il pilota preferito degli imolesi, mentre il suo compagno di squadra Andrea De Cesaris è stato visto esibirsi in una sbinnata e si ritirerà più avanti nella gara a causa di una sbinnata ulteriore.
Arriva il momento dei cambi gomme e, mentre la prima posizione di Mansell è assicurata, Senna overcutta Alboreto portandosi secondo. La gara sembra calma nelle posizioni di prestigio, mentre dietro Pascal Fabre (AGS) fa una sbinnata e Philippe Alliot (Larrousse) finisce per prato per evitarlo.
La gara SEMBRA calma davanti, ma non lo è affatto, Alboreto si porta secondo dopo un bel duello con Senna. Poi Patrese supera Senna e poi - se siete imolesi sedetevi e bevetevi una camomilla, per prepararvi al trauma - supera anche la Ferrari di Alboreto portandosi secondo. Alboreto e Senna rimangono a battagliare per il secondo posto, Senna passa davanti e frattanto Patrese ha un problema di motore.
Mansell vince davanti a Senna: Sensell vibes. Se siete fan di questa "coppia", comunque, sappiate che presto sarete chiamati alla sofferenza. Terzo chiude Alboreto, quarto Johansson. In quinta posizione c'era Derek Warwick (Arrows), ma rimane senza benzina e di piazzano quinto e sesto Martin Brundle (Zakspeed) e Satoru Nakajima (Lotus). Mansell frattanto scarrozza un pilota imprecisato, forse Warwick, durante il giro d'onore.

BELGIO - la gara inizia tranquillamente davanti, ma non a centro gruppo e nelle retrovie, dove ci sono vari incidenti, uno tra Andrea De Cesaris e la Ligier di René Arnoux, uno in cui Philippe Streiff (Tyrrell) va a sbattere contro le barriere, la vettura viene di fatto spezzata in due ed è coinvolto anche il suo compagno di squadra Jonathan Palmer. La gara viene redflaggata.
La seconda partenza fila liscia, Senna parte like a boss e si porta davanti al poleman Mansell, il quale già nel corso del primo giro cerca di superarlo. La gara di entrambi finisce con un incidente - o meglio quella di Senna finisce lì sul posto, quella di Mansell per ora no - to be continued. I due lasciano la leadership a Piquet che tuttavia rimane in testa per appena un quarto di gara ritirandosi per problemi tecnici.
A ereditare la leadership del pilota Williams non è Alboreto che si trovava secondo perché anche lui si ritira (Berger era già fuori per rottura del motore), bensì Prost, che si ritrova seguito a una certa distanza dal compagno di squadra Johansson dopo che questo ha superato Fabi: i due faranno doppietta.
Fabi sarà per alcuni giri terzo poi cederà a De Cesaris, infine alla iella ritirandosi per un guasto. De Cesaris invece rimarrà terzo per tutta la gara salvo poi non vedere il traguardo rimanendo senza carburante all'ultimo giro. Essendo l'ultimo pilota a pieni giri verrà comunque classificato davanti ai doppiati, quindi ugualmente terzo, davanti alla Arrows di Eddie Cheever, alla Lotus di Satoru Nakajima e alla Ligier di René Arnoux.
Torniamo ai Sensell, perché non è finita con l'incidente: Mansell infatti ha proseguito per vari giri nelle retrovie, per poi ritirarsi per i danni riportati alla sua vettura. A quel punto, sceso dalla macchina, si è diretto nel box della Lotus per discutere civilmente con il collega dell'accaduto e tra i due è scoppiata una rissa sedata dai meccanici. Shippare i Sensell in un momento come questo non è esattamente il massimo.


lunedì 27 giugno 2022

Williams 1992: un esordio da record

Goodwood 2022:
Mansell sulla Williams 1992
L'argomento di questo post è un record, fatto registrare da Nigel Mansell nel 1992 eguagliato soltanto nel 2004 da Michael Schumacher e comunque mai battuto: il maggior numero di vittorie consecutive a partire dalla prima gara della stagione. Il nostro baffuto eroe ne ha infatti ottenute ben cinque, che andremo a ripercorrere. Per il 1992 è anche, indipendentemente dal momento della stagione o su due stagioni, al secondo posto ex-equo con Jack Brabham e Jim Clark per vittorie consecutive, al secondo posto dietro ad Alberto Ascari vincitore di sette gran premi consecutivi. Cosa dire, per il pilota della Williams è iniziata piuttosto bene.

SUDAFRICA - di ritorno dopo numerosi anni a Kyalami, adesso si corre di domenica e non più di sabato e la regia è un po' migliorata, ma neanche così tanto. Il baffuto eroe parte dalla pole e mantiene la posizione mentre secondo si installa il compagno di squadra Riccardo Patrese. Partito secondo, Ayrton Senna si ritrova terzo e vi rimane, inizialmente vicino a Patrese e spesso nella prima parte di gara immortalato da immagini onboard mentre la gara degli altri la si vede nel quadratino. Anche l'onboard di Mansell viene mostrato occasionalmente.
Per lungo tempo le vetture dalla quarta alla settima piazza, una Ferrari, una Benetton, una McLaren e un'altra Ferrari permangono in trenino. Poi i piloti Ferrari usciranno di scena per guasti, prima Ivan Capelli e poi Jean Alesi. Con il ritiro di Alesi, Schumacher risale quindi in quarta posizione, il tutto mentre il suo compagno di squadra Martin Brundle è out fin dal via per un contatto. Gerhard Berger chiude quinto, ultimo pilota a pieni giri, mentre in sesta posizione risale Johnny Herbert con la Lotus. La gara è relativamente tranquilla, non ci sono eventi altisonanti e se ci sono la regia non ha l'accortezza di inquadrarli.

MESSICO - la Williams, le Benetton e le McLaren partono dalle prime tre file e Mansell, seguito da Patrese, si invola in testa alla gara. Senna invece supera le Benetton e rimane terzo per un breve tratto di gara: dopo è costretto al ritiro per un problema tecnico. A questo punto Schumacher è stabilmente terzo e vi rimane fino alla fine, ottenendo il suo primo podio. Adesso è un bambino grande e può iniziare a comportarsi come tale - curiosità: è il 22 marzo e proprio sette anni più tardi, nell'anniversario di questo gran premio, nascerà suo figlio Mick.
Brundle, nel corso della gara, deve invece vedersela con Berger, che gli sta negli scarichi e tenta più attacchi. A gara inoltrata, dopo un primo "falso allarme" (sorpasso con controsorpasso di Brundle), riesce a completare la manovra e portarsi quarto. Purtroppo Brundle non giungerà invece al traguardo, costretto a parcheggiare ai box per un guasto al motore. Le posizioni finali della zona punti vanno alla Tyrrell di Andrea De Cesaris e alla Lotus di Mika Hakkinen.
Gara da dimenticare per la Ferrari: Ivan Capelli esce di scena in un pile-up al via quando viene urtato dalla March di Karl Wendlinger già venuto a contatto con altre vetture, Jean Alesi occupa per breve tempo la sesta piazza dopo il ritiro di Senna, per poi ritirarsi per noie tecniche dopo essere stato superato da De Cesaris. Male anche in casa Minardi, Christian Fittipaldi nella sabbia, Gianni Morbidelli contro le barriere.

BRASILE - Mansell fa la pole, ma la sua sessione di qualifiche non fila proprio liscia. In qualche modo lui e Senna riescono ad avere un incidente in qualifica. La cosa si chiude senza incidenti *fuori* dalla pista, dopo che Mansell ammette di non avere visto la presenza dell'avversario se non quando era troppo tardi.
Al via Patrese trolla Mansell che gli rimane negli scarichi per tutto il primo stint, mentre Schumacher appunto conferma di potere fare cose da bambino grande: tra lui e Senna c'è un lieve contatto! Il pilota di casa passa, ma nella prima parte di gara i due saranno piuttosto vicini e ci sarà un acceso duello. Superato inizialmente da Schumacher, Senna riprenderà poco dopo la posizione, ma se la vedrà nuovamente sottrarre in seguito. Poi, abbandonato dalla monoposto al proprio destino, sarà costretto al ritiro.
In questa gara i piloti cambiano gomme - nelle due precedenti no - e Mansell si porta in testa tramite undercut. Scivolato secondo, Patrese in un primo momento non è neanche tanto lontano dal compagno di squadra, ma più avanti rallenta per risparmiare la vettura, avendo un vantaggio abissale su Schumacher, che è terzo in pianta stabile. Giungerà terzo e pare si lamenterà della condotta di gara di Senna: una nuova amicizia sta per nascere!
Finalmente notizie positive in casa Ferrari: Alesi (rimasto in pista nonostante un incidente con Brundle costretto invece al ritiro) giunge quarto, con Capelli quinto, i primi punti della stagione. Michele Alboreto sulla Footwork verso fine gara è piuttosto vicino alla Ferrari 28, ma niente da fare, deve accontentarsi di arrivare sesto.
Gara con elevato attrition rate, giunge al suo apice con un incidente tra le Ligier: Thierry Boutsen attacca il compagno di squadra Erik Comas, urtandolo e finendo la propria corsa addosso alla Lotus di Herbert. Dei tre, Comas è l'unico che riesce a proseguire, sul momento, ma si ritirerà comunque poco dopo per problemi di motore.

SPAGNA - si parte con pista umida e la pioggia è destinata a incrementare parecchio a gara in corso. Mansell stacca Patrese che stacca Schumacher. Patrese sarà uno dei vari piloti che usciranno di pista e a quel punto si troverà Schumacher in seconda posizione, che manterrà fino alla fine della gara andando nuovamente sul podio.
Nel gruppo retrostante ci sono le McLaren e le Ferrari in ordine sparso. Alesi sta in mezzo a Senna e Berger, almeno finché non viene speronato dal futuro compagno di squadra e scivola alle spalle anche di Capelli. In seguito cambierà gomme e riprenderà a rimontare, arrivando a occupare di nuovo la sesta piazza - e rimanendo coinvolto in un contatto con Hakkinen (poi più avanti protagonista di un incidente che lo porterà al ritiro) nel frattempo.
Senna, a un certo punto protagonista di un acceso duello con Berger, frattanto è terzo avendo staccato parecchio il compagno di squadra. Alesi intanto supera Capelli e si lancia all'inseguimento di Berger che, per problemi alla vettura è costretto a rallentare l'andatura. Alesi lo raggiunge e lo supera, non prima che Senna si sia esibito in una sbinnata senza conseguenze.
Nella fase finale Alesi rimonta like a boss e potrebbe anche raggiungere Senna, se questo nel doppiare Capelli non perdesse il controllo della vettura su un rivolo d'acqua, stessa sorte che tocca anche a Capelli poco dopo: entrambi si ritirano. Alesi è terzo, Berger quarto, Alboreto quinto, mentre sesta si piazza una vettura comunque rossa: la Dallara di Pierluigi Martini.

SAN MARINO - in una prima parte di gara troviamo nell'ordine le Williams, le McLaren, le Benetton e le Ferrari nelle prime otto posizioni. Mansell e Patrese iniziano a scappare, Senna consolida una distante terza posizione. Inizialmente in lotta con Berger, adesso Brundle ha Schumacher negli scarichi. I primi otto rimangono invariati fino all'uscita di pista di Capelli: è ancora ottavo quando si insabbia e si ritira. Il secondo protagonista a uscire di scena è Schumacher. Continua a inseguire Brundle finché non commette un errore e sbatte: dopo due soste ai box si ritira.
Frattanto tutta la zona punti eccetto Alesi effettua un cambio gomme, così che il pilota della Rossa numero 27 risale terzo, dove resterà fino a gara inoltrata, pressato dalle McLaren. Senna lo supera, Berger tenta di fare altrettanto. I Bergesi vengono a contatto e sono entrambi costretti al ritiro. Ciò va a favore di Brundle che con il quarto posto ottiene i suoi primi punti stagionali davanti ad Alboreto e Martini. Quest'ultimo è uscito vincente da un duello con il compagno di squadra J.J.Lehto, comunque costretto al ritiro a un giro dal termine per problemi al motore. Sul podio i Williams Bros vanno da soli: a causa delle alte temperature, ha uno svenimento subito dopo la gara ed è costretto a saltare il podio.

Siamo giunti alla fine del nostro viaggio nella striscia vincente di Mansell e nel frattempo sono capitate tante altre cose: il debutto dell'Andrea Moda, l'avvicendamento Giovanna Amati/ Damon Hill in Brabham, ecc... Il gran premio seguente è a Montecarlo ed è quello del duello dei Sensell che senz'altro ben conoscete e che vi ho anche raccontato in passato.
Nel frattempo la Williams è emersa come vettura dominante e ormai sembra abbastanza chiaro a tutti chi sia il favorito per il titolo. Per il V3KkYaCçY0 con i baffi (va per i trentanove anni, dopotutto) sembra giunto finalmente il momento di portarsi a casa un mondiale... anche se siamo solo a maggio e di strada ce n'è ancora parecchia davanti.


mercoledì 22 giugno 2022

Eventi non ufficiali: Gran Premio Dino Ferrari - Imola 1979

Avete presente quella sensazione mistica che si prova nello scoprire qualcosa di totalmente inaspettato e inimmaginabile? Ebbene, è quello che ho provato scoprendo l'esistenza della prima gara dei late 79s con delle Formula 1 a Imola commentata da Mario Poltronieri e Clay Regazzoni - il filmato ha il logo di Raisport quindi è stato ritrasmesso in epoca moderna. Nello specifico, parlo di un evento non ufficiale, denominato "Gran Premio Dino Ferrari" svolto nel 1979 una settimana più tardi del Gran Premio d'Italia. Mancano alcune squadre tra cui la Williams (ecco perché Regazzoni sta in cabina di commento invece che al volante - probabilmente è la sua prima telecronaca), la Renault e la Ligier.
Poi ci sono squadre che portano una sola vettura o entry private: una di queste è quella di Giacomo Agostini, che è al debutto sulle quattro ruote in Italia al volante di una Williams di una stagione precedente, come compagno di squadra di Gimax, uno dei pochi piloti che gareggiano sotto pseudonimo (vero nome Carlo Franchi, lo pseudonimo sembra derivare dai nomi dei suoi figli Gigi e Max).
A proposito di Agostini, Regazzoni osserva che il minore pubblico rispetto a Monza faccia pensare che agli emiliano-romagnoli piaccia di più il motociclismo, dopo che Poltronieri ha osservato che sarebbe bello uno scenario - divenuto reale due anni dopo, in cui ci sono due GP italiani, uno a Monza e l'altro a Imola.


Allarme rosso: c'è un grosso problema che conosciamo anche in epoca contemporanea. La Ferrari ha le due monoposto in prima fila e, dopo la partenza, Gilles Villeneuve e Jody Scheckter si trovano primo e secondo staccando di un po' le vetture di due traditorihhhh della patriahhhh, Carlos Reutemann su Lotus e Niki Lauda su Brabham. Il problema naturalmente è: siamo in testa con DUE vetture, come possiamo fare per *non* vincere questo evento?
"Suggestive inquadrature della telecamera mobile" - cit. Poltronieri - lasciano vedere per vari giri le Ferrari 1/2, mentre ci giunge notizia che Bruno Giacomelli sull'Alfa Romeo è stato costretto a ritirarsi ai box pee un problema tecnico. Mentre Giacomelli viene intervistato, Lauda frattanto supera Reutemann portandosi terzo.
La regia riesce a perdersi il sorpasso di Lauda su Scheckter, ma capiamo subito dove si andrà a parare, dato che si avvicina anche al "giovane avversario" - cit. Poltronieri - Villeneuve. I due hanno rispettivamente trenta e ventinove anni, è rispettato il criterio secondo cui a trent'anni i piloti diventano dei V3KkYaCç1. Il duello tra i due ha risvolti abbastanza notevoli.


Il duello inizia dopo metà gara con Lauda che supera Villeneuve, che però non ci sta e si va a riprendere la posizione. Poi Lauda ci prova di nuovo e Villeneuve tenta di riptendersi di nuovo la posizione, fallendo nel proprio intento e ritrovandosi con l'ala anteriore penzolante che da com'è messo gli ostruisce almeno in parte la visuale: un segno premonitore!
Siccome girare con l'ala penzolante sull'asciutto non è pittoresco come farlo completamente alla cieca sul bagnato, Villeneuve si reca ai box, dove gli viene sostituita l'ala, le temperature della vettura vengono regolate rovesciandogli sopra acqua con un'innaffiatio e, secondo Poltronieri, Villeneuve torna in pista "per tentare di puntare almeno al giro più veloce": il 1979 è una grande anticipazione del 2019.
In tutto questo trambusto frattanto ci sta sfuggendo Scheckter che sembra in difficoltà e viene superato da Reutemann: si è iniziato con le Ferrari 1/2 e la convinzione generale della vittoria in tasca e si conclude (non subito) con nessuna Ferrari nelle prime due posizioni. Comunque sono altre le cose che contano nella vita, tipo l'amicizia, l'affetto, l'ammmmore e l'istigare le fangirl.


Questa foto degli Scheckterneuve (non sono riuscita a risalire al copyright), secondo quanto apprendo da Google, risulta infatti essere stata scattata proprio durante il fine settimana del GP Dino Ferrari, gran premio che si conclude con Lauda/ Reutemann/ Scheckter come primi tre. Giunge quarto Riccardo Patrese su Arrows, mentre quinto è Jean-Pierre Jarier inquadrato nel finale su Tyrrell sponsorizzata Candy.
La zona punti viene conclusa da Keke Rosberg sulla Wolf, mentre Villeneuve arriva settimo: dopo il pitstop era doppiato ma riesce a sdoppiarsi. Seguono Patrick Tambay (McLaren), Vittorio Brambilla (Alfa Romeo), Giacomo Agostini (Williams privata) e Arturo Merzario (Merzario), undici piloti al traguardo in totale.
Al via erano sedici, anzi quindici perché Beppe Gabbiani su Shadow risulta non starter. Oltre a Giacomelli e Gimax risultano essersi ritirati anche Elio De Angelis (Shadow) e Alex Ribeiro (Copersucar).