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domenica 18 gennaio 2026

Redbull e Racing Bulls svelano le loro livree

Tra le novità della settimana che si appresta a terminare ci sono le prime presentazioni. Certo, presentazioni della sola livrea, ma pur sempre in largo anticipo rispetto a quanto accadeva negli ultimi anni.
Protagoniste sono state Redbull e Racing Bulls che hanno rivelato i loro colori il 15 gennaio ora americana, quindi nella notte per noi.

Redbull ha una livrea molto "redbullesca", con un vago sentore di tamarraggine che non guasta mai:


Dettaglio di una delle foto di cui sopra:

La Racing Bulls ha una colorazione mainly white (non sto traducendo alla cazzum un testo altrui, è solo che dire prevalentemente bianca non mi sembrava stlysh), la quale non appare particolarmente tamarra per gli standard della Torohhhh Rossohhhh di Faenzahhhh (noi fangirl siamo ancora ferme al toro imbizzarrito di vent'anni fa):


Anche in questo caso vediamo il dettaglio:

Piloti: da un lato Max Verstappen con il nuovo numero 3 (adesso si può cambiare numero di gara) e Isack Hadjar, dall'altro Liam Lawson e Arvid Lindblad, che ho dovuto googlare per accertarmi di che fattezze abbia. Sto perdendo colpi (ed è anche preoccupante, dato che comunque ho seguito la Formula 2).




domenica 14 settembre 2025

Minardi Historic day 13/09/2025: l'esposizione delle Minardi e Toro Rosso al museo

Ieri vi ho parlato della mia esperienza al Minardi Day, lasciando in sospeso il passaggio al museo Checco Costa, in cui erano esposte sette vetture della scuderia faentina. L'ingresso era compreso nel prezzo del biglietto, quindi spero vivamente che chi è stato a Imola ieri o oggi non se lo sia fatto scappare.
Appena saliti al primo piano, dove si trovava la mostra, ci si ritrovava di fronte due Minardi dalle livree giallo/ nere, immortalate in questo scatto:


Quella più indietro, eccola qui in primo piano:


Dopodiché se ne incontrava una in livrea bianca:


E infine la quarta, i cui colori erano nuovamente giallo e nero:


A dividere c'era una Racing Bulls (la foto la metto più in basso, quando tornerò a parlarme) e colpiva moltissimo la differenza delle dimensioni. Le monoposto contemporanee sono enormi, con un progressivo incremento di dimensioni.
Infatti come via di mezzo c'erano le Toro Rosso. Mi sono chiesta se stessi vedendo quello che pensavo... e niente, ho letto il nome di Sebastien Buemi:


Non era quello che pensavo, ma quello che pensavo era l'altra monoposto presente. Ladies and gentlemen, ero al cospetto di "Julie", la Toro Rosso di Sebastian Vettel:





Solo in un secondo momento mi sono resa conto che si trattava dell'esatto anniversario della pole al GP d'Italia e che, di conseguenza, oggi che condivido le foto è l'anniversario della gara. È stato molto emozionante, perché va bene, non nego che le Minardi di Pierluigi Martini siano uno spettacolo piuttosto interessante, ma vedere la macchina del pilota che ha dato alla scuderia faentina la sua prima vittoria andava oltre ogni mia immaginazione.


A proposito di vittorie, la Racing Bulls esposta è stata scambiata da uno dei presenti per quella della vittoria a Monza di Pierre Gasly. Questo ha menzionato il fatto con l'altro visitatore che era con lui e ha fatto un mash-up colossale tra le edizioni del 2020 e del 2021, sostenendo che la vittoria sia arrivata dopo un incidente tra Hamilton e Verstappen.
In realtà la vittoria di Gasly è maturata a seguito di una penalità di Hamilton nelle prime fasi della gara del 2020, scontata al restart dopo una bandiera rossa, che ha reso Pierre leader per tutta la durata della gara davanti alla McLaren di Carlos Sainz. L'incidente tra Lewis e Max risale al 2021 e ha condotto a una doppietta McLaren per mano di Daniel Ricciardo e Lando Norris.
Non è la prima volta che sento confusione tra quelle due edizioni: in passato ho letto un articolo, su un sito di Formula 1 che ha anche un buon seguito, scritto da un detrattore di Sainz che lo criticava per essere stato battuto da Norris in una fantomatica doppietta McLaren avvenuta a Monza nel 2020. Avevo peraltro segnalato l'inaccuratezza della cosa su Twitter al sito interessato (e il fatto che, per assurdo, stessero attribuendo una vittoria a Norris, che ai tempi non aveva ancora vinto un gran premio), senza essere presa in considerazione e senza che l'articolo - di cui ho perso traccia - fosse corretto.
Probabilmente hanno pensato che, per fare una simile affermazione, fossi una sainzina indignata e magari, visto l'andazzo contemporaneo, potrebbero avere ritenuto che raccontare un fatto mai accaduto nella realtà fosse la cosa giusta da fare, se permetteva di portare avanti la loro narrativa. A chi si stesse chiedendo perché non ho mai desiderato scrivere di Formula 1 per lavoro, oltre che in parte perché il mio lavoro è un altro, la ragione più importante è questa: se parlo di un fatto accaduto allora deve essere accaduto davvero, se è un rumour, un'ipotesi o un mio parere ritengo corretto precisare che si tratta di un rumour, un'ipotesi o un parere, se scrivo qualcosa di fittizio allora specifico che si tratta di un alternate universe o di una fan fiction. Per molti sembra non funzionare così e questo non mi apparterrà mai.



domenica 31 agosto 2025

Formula 1 2025: #15 Commento al Gran Premio d'Olanda

Dopo la pausa estiva, la Formula 1 è tornata a Zandvoort il 31 Agosto, sesto anniversario dell'incidente in cui morì Anthoine Hubert in Formula 2 in Belgio e in cui Juan Manuel Correa rimase seriamente infortunato.
In una qualifica segnata dall'invasione animale da parte di una volpe, il Vanz sembrava avere deciso che Oscar Piastri è "baby face" e l'ha ribadito numerose volte in qualifica, acclamando con toni esagerati la sua pole position stratosferica. Ammetto di essermi stupita, quando ho guardato i distacchi, che fossero solo dodici millesimi nei confronti di Lando Norris. Va bene, bravo "baby face", ma considerando che è un gap pressoché irrisorio, non potremmo almeno ricordare che è ancora in corso una qualifica, anziché psicanalizzare gerarchie interne dimenticandoci di tutto il resto della griglia?
Max Verstappen si è piazzato terzo precedendo Isack Hadjar. Che andasse così veloce per scappare da chi vorrebbe metterlo a forza su una Redbull? Seguivano George Russell, Charles Leclerc, Lewis Hamilton, Liam Lawson, Carlos Sainz e il suo idolohhhh Fernando Alonso in top-ten. Kimi Antonelli era il primo degli esclusi in Q2, davanti a Yuki Tsunoda, Gabriel Bortoleto, Pierre Gasly e Alex Albon. Franco Colapinto, che ha ancora un volante, è stato il primo degli esclusi in Q1 e precedeva Nico Hulkenberg, Esteban Ocon, Oliver Bearman e, dopo essere andato a sbattere, Lance Stroll. Bearman è poi partito dalla pitlane lasciando la diciannovesima piazza a Strollino.

Nel quarantacinquesimo anniversario del volo olandese di Derek Daly, sempre con il logo Candy in bella mostra, ma stavolta accanto al tabellone della Michelin con l'omino gommato che sembrava correre in suo soccorso, Piastri ha mantenuto la posizione, senza che il Vanz lo chiamasse baby face, Verstappen ha tentato di lanciarsi a cannone, ha fatto uno svarione, ma gli è bastato per infilarsi tra le McLaren, ma DONNEHHHH È ARRIVATOHHHH L'ARROTINOHHHH E HA SUPERATO RUSSELL E TUTTE LE SUE -L!!!111!!11!! Adesso supererà anche Hadjar stando in bilico su due ruot-... ah no.
Mentre Hadjar conservava la quarta piazza, si narrava di pioggia in arrivo e Norris si avvicinava progressivamente a Verstappen e l'ha attaccato all'esterno.
Vanz: "No, no, no, non lo sorpassi lì."
LN: "Se permetti sorpasso dove mi pare, a meno che tu non voglia rispondere alle mie direttive nel fare la telecronaca. Per esempio, potresti cortesemente evitare di dire che Zandvoort è il mio giardino di casa?"
Voce fuori campo: "Ma la pioggia, nel frattempo? Per caso sono tornate le previsioni di Meteofrance?"
Qualche goccia occasionale andava a posarsi sulla telecamera, ma senza dare disturbo, tanto che i piloti delle retrovie iniziavano a cambiare gomme mettendo un secondo set di slick.
Leclerc è stato il primo dei piloto della top-5 a fermarsi, tentando un undercut su Hadjar. Poi è entrata una safety car proprio mentre Leclerc usciva.
CL: "Ma vaff... chi è quel coglionazzo che è andatl a sbattere?"
LH: "Io, qualche problema?"
Vanz: "Sembra quasi quella volta che Sebastian Vettel si ritirò a Sochi."
Ne ha affermato l'involontarietà, anche se è da anni che ci sono teorie del kompl8 su quella faccenda.
SV: "Cra, cra, cra."
LH: "Perché la rana è con te? Avevi promesso che me l'avresti prestata. Non sarebbe andata a muro, se avesse guidato al posto mio."

Tutti ai box! Per poco Norris non ha investito uno dei suoi meccanici, ma tutto si è risolto, i primi dieci erano Piastri, Norris, Verstappen, Hadjar, Russell, Leclerc, Lawson, Sainz, Ocon (che non si era mai fermato) e Albon. Subito dopo il restart, c'è stato un contatto tra Lawson e Sainz dopo il quale i due sono andati ai box ai due all'ora. Lawson aveva una gomma forata, Sainz l'ala anteriore danneggiata. I due sono tornati in pista vicini e si sono messi a duellare. Sainz ha superato la Torohhhh Rossohhhh di Faenzahhhh, cosa che non stava riuscendo a Russell e a tutte le sue -L.
Poi, di botto, ecco una virtual safety car: c'erano dei pezzi sparsi sulla pista. Al restart, Leclerc ha attaccato Russell e tutte le sue -L.
Vanz: "No, no, qua no, è impossibile!"
Voce fuori campo: "Ti prego, non farlo, perché se lo superi adesso ci sarà un'esplosione di urla."
GR: "Mi ha superato fuori pista!"
Vanz: "DONNEHHHH, È ARRIVATOHHHH L'ARROTINOHHHH!!11!!!11!! Sembra il sorpasso di Alex Zanardi a Laguna Seca, o una manovra di Valentino Rossi."
Voce fuori campo: "Passi Zanardi dato che si trattava di monoposto, ma Rossi correva in moto."
Vanz: "Eh, ma il sorpasso di Zanardi viene ancora definito come 'the pass'. Facciamolo vedere in parallelo al Predestinatohhhh."
Seriamente parlando, gran sorpasso, ma non potremmo semplicemente pensare alla gara in corso invece che a quanto avveniva ventinove anni fa in un'altra categoria? Sono la prima a volere preservare la storia del motorsport, ma magari non mentre si sta svolgendo un gran premio.
Dai Alonso, pensaci tu, mettiti a imprecare via radio perché hai delle macchine davanti, sei l'unico che può mettere fine a queste chiacchiere.
Box Mercedes: "Driiiin."
GR: "Cosa succede?"
Box Mercedes: "Hai riportato danni e sei lento, fai passare Antonelli."
GR: "Cosa ci fa qui dietro Antonelli?"
Box Mercedes: "Non ne abbiamo idea, ma tu lascialo passare per ogni evenienza."
Antonelli ha iniziato ad avvicinarsi a Leclerc, tanto da tentare un undercut.
Box Ferrari: "Driiiin."
CL: "Cosa succede?"
Box Ferrari: "Dovresti fermarti anche tu a cambiare gomme."
CL: "Ma tutti quelli sulle hard vogliono andare fino in fondo."
Box Ferrari: "Se non rientri, non ti troverai mai Antonelli attaccato al retrotreno pronto a buttarsi a cannone."
CL: "Azz. Vi ho ascoltati e adesso sono nel muro."

Dietro la safety car, dopo che i top driver si erano fermati ai box i primi dieci erano Piastri, Norris, Verstappen, Hadjar, Russell, Albon, Antonelli, Gasly, Alonso e Bortoleto. Antonelli aveva fatto nel frattempo una sosta extra perché aveva forato nell'incidente e pendevano sulla sua testa dieci secondi di penalità per l'incidente, oltre che altri cinque per eccesso di velocità nella pitlane.
C'era un po' di caos in bassa top-ten nelle retrovie, ma per noi che guardavamo la gara alla TV dei povery erano quasi le 19.30 e iniziava a esserci umidità. Ero in abito sbracciato e ciabatte infradito e avevo freddo, quindi sono andata nella mia stanza a cambiarmi, pensando: "non accadranno colpi di scena proprio in questo momento".
E niente... quando sono tornata in cucina la vettura di Norris emanava fumo: per cena papaya alla griglia. Ha abbandonato la vettura fumante, è entrata la safety car e i primi dieci erano Piastri, Verstappen... HADJAR?!, Russell, Albon, Antonelli, Bearman, Stroll, Alonso e Gasly. In tutto ciò, Tsunoda non era ancora in zona punti, ma pianificava di entrarvi.
YT: "E di buttarvi fuori Gasly!"
Non è chiaro cosa sia successo tra i due, ma dopo il restart il Pokemon è precipitato nelle retrovie.
Mentre Albon mostrava al mondo l'enormità del proprio DRS stando in scia alle -L di Russell, Antonelli ha tagliato il traguardo in sesta piazza perdendo dieci posizioni per le penalità accumulate. L'attenzione, però, fino a quel momento era stata tutta per il duello tra Piastri e Verstappen.
IH: "Direi che invece non importa proprio a nessuno. Non sono mai stato in quel luogo mistico che è il podio. Cosa si fa in quelle circostanze?"
OP: "Si sbevazza like a boss."
IH: "Non bevo, sono islamico."
MV: "No problem, così resta più alcool per noi."


RISULTATO: 1. Piastri/ McLaren, 2. Verstappen/ Redbull, 3. Hadjar/ Racing Bulls, 4. Russell/ Mercedes, 5. Albon/ Williams, 6. Bearman/ Haas, 7. Stroll/ Aston Martin, 8. Alonso/ Aston Martin, 9. Tsunoda/ Redbull, 10. Ocon/ Haas, 11. Colapinto/ Alpine, 12. Lawson/ Racing Bulls, 13. Sainz/ Williams, 14. Hulkenberg/ Sauber, 15. Bortoleto/ Sauber, 16. Antonelli/ Mercedes, 17. Gasly/ Alpine, Rit. Norris/ McLaren, Rit. Leclerc/ Ferrari, Rit. Hamilton/ Ferrari.


giovedì 27 marzo 2025

Il declassamento di Liam Lawson... dopo due gran premi?

È il 27 marzo e sono passati appena tredici giorni da quando le vetture sono scese in pista per la prima sessione di prove libere. Neanche due settimane più tardi, due qualifiche pietose, una qualifica sprint e nessun punto più tardi è invece Liam Lawson a dovere scendere dalla vettura, finito nel tritarifiuti come un Pierre Gasly qualsiasi, ma molto prima del summer break e in un'epoca storica che forse non gli consentirà di uscirne a testa alta tanto quanto Gasly.
Correva l'anno 2019 e Max Verstappen era affiancato al primo dei piloti del post-Ricciardo. Con l'uscita di scena di Danielone, il nostro Pokemon preferito faceva il grande passo, con il risultato di essere sesto a debita distanza dai primi cinque, oppure sporadicamente dietro alla McLaren di turno, in bassa top-ten. Quando è stato rimandato a Faenza a calci nel fondoschiena e rimpiazzato da Alexander Albon, qualcuno si è chiesto che cosa il gattaro avesse in più di lui. Niente, si sarebbe scoperto, se non la capacità di resistere per un anno e mezzo prima di essere messo alla porta e soprattutto di finirci con rispettabilità alla fine della stagione.
Poi è venuto Checo Perez, che inizialmente ha convinto per poi iniziare a precipitare. È stato ridicolizzato, i commenti di suo padre sono stati sbeffeggiati in tutte le salse, si è detto che era bravo solo a concepire figli (quattro, ammesso che lui e la sua signora non ne abbiano già in cantiere un altro), che doveva essere cacciato... e in effetti è stato pagato per non correre, in modo che potesse essere rimpiazzato da una giovane promessa concreta.

Il povero Figlio della Legge (nel senso di traduzione inglese/italiano del suo cognome, non che sia figlio di Katherine) è finito immediatamente in un calderone social-mediatico dal quale è molto difficile venire fuori. Non che abbia mai mostrato il massimo della simpatia, questo no. Certe sue sparate stile adolescente di Tumblr l'hanno reso anche un po' ridicolo, come quando ha fatto proclami indignati contro il fatto che la scuderia McLaren corra con licenza british seppure fondata da un neozelandese, ignorando bellamente il fatto che Bruce McLaren abbia fondato la squadra in Gran Bretagna con licenza britannica.
Al di là di questo, però, è solo un ragazzino al quale qualcuno dovrebbe ricordare di tacere, di tanto in tanto. Declassarlo in Toro Rosso (vivo nel negazionismo dei rebranding, lo so) dopo neanche due settimane dall'inizio del mondiale è come bocciare uno studente alla fine di settembre, anziché a giugno. I risultati nei primi due eventi del campionato sono stati indubbiamente pessimi, ma considerato che è il quarto pilota dietro fila che delude al fianco di Verstappen, non sono sicura che il fallimento maggiore sia quello di Lawson. C'è chi ha verosimilmente pagato prima Ricciardo per farsi da parte in Toro Rosso, poi sicuramente Perez per farsi da parte in Redbull... per uno che non è durato neanche due settimane!
Al suo posto Yuki Tsunoda, mentre il povero Lawson, che non mi stupirebbe se nel team faentino almeno qualche punto lo portasse a casa, non credo sarà visto dal pubblico con la stessa simpatia a suo tempo riservata a Gasly. Saranno sicuramente di più le voci che lo insulteranno e lo derideranno, piuttosto che quelle che lo sosterranno in un momento complicato della sua carriera. Oggi siamo tutti molto peggiorati, rispetto a sei anni fa.

Non lo so se siamo peggiorati noi o se è peggiorato tutto in generale e ci lasciamo trascinare, ma siamo in un'epoca in cui tutti devono essere Grandihhhh Eroihhhh oppure Skarsonihhhh. Non che i piloti tacciati di essere dell'una o dell'altra categoria non esistessero un tempo, ma quantomeno ce n'erano tre o quattro dell'uno e dell'altro tipo e più di mezza griglia non veniva tirata in ballo ogni tre per due, ma semplicemente ignorata.
Basta pensare all'improvvisa follia collettiva al momento del debutto di Franco Colapinto, definito il nuovo Ayrton Senna dopo che, salito su una Williams, ha completato la gara in dodicesima piazza. Nulla da togliere a Colapinto, sia chiaro, ma certi paragoni anche no. E comunque alla prima su una Williams, Senna l'ha sbinnata e si è impantanato. Era il 27 marzo di trentun anni fa, quindi perché non citare anche il GP del Brasile 1994 alla cazzum? È la prima gara che ricordo per certo di avere visto (nonostante non sia la prima), grazie anche a quell'episodio. Ero nel soggiorno dei miei nonni e il giorno dopo ho raccontato la gara alla mia maestra d'asilo.
Torniamo a Colapinto: dopo poche gare l'entusiasmo collettivo non solo era già passato, se non teniamo conto dei colapinters più accaniti (per intenderci, quei fenomeni che insultano Jack Doohan per avere un volante nel stesso team in cui è riserva), ma parte dei suoi ex ammiratori hanno anche iniziato a insultarlo. Ecco, questo è il mondo nel quale Lawson è stato appiedato dalla Redbull e declassato in Toro Rosso.



giovedì 26 settembre 2024

Messaggio per Daniel Ricciardo nel giorno del suo ritiro forzato

Caro Daniel, all'inizio non amavo il tuo sorriso. Non lo amavo perché di punto in bianco la gente aveva iniziato a idolatrarti quando tecnicamente rappresentavi tutto ciò che sosteneva di odiare: il pilota Redbull che vinceva le gare "a fortuna". Perché tecnicamente eri questo molto di più rispetto a Sebastian Vettel e alla sua monoposto dominante dell'anno precedente. Tu vincevi quando le Mercedes non arrivavano in fondo oppure facevano danni.
Questo non significa che non meritassi quei risultati, ma solo che tutti ti amavano in maniera assolutamente random e ti mettevano su un piedistallo. Per il sorriso. Per le trollate. Perché di tanto in tanto vincevi, mentre non si poteva dire lo stesso di Vettel. Perché di colpo avevi ristabilito una sorta di giustizia.
Poi, a poco a poco, quando si è spento quell'entusiasmo così esagerato, ho anche imparato ad apprezzarti. All'epoca in cui non avevo idea di quanto lunga sarebbe stata la supremazia Mercedes, ho pure creduto che un giorno avresti vinto un titolo. Non avevo idea di quello né del fatto che il futuro della Redbull fosse al volante dell'altra monoposto e che sulla tua c'era già il passato.
A distanza di dieci anni da quando la gente ti idolatrava, in molti ti schifano. Un tempo ti consideravano divertente, mentre adesso ti danno del clown. Un tempo dicevano che valevi più di Vettel, adesso ti chiamano bollito. Un tempo si indignavano per i piloti di turno che venivano appiedati dalls Redbull/ Toro Rosso, adesso dicono che era ora di mettere Liam Lawson al tuo posto, appiedandoti dall'oggi al domani.
Dicono che la tua carriera è finita con il passaggio in Renault e che in McLaren non eri all'altezza, dimenticandosi che con la Renault ci sei salito sul podio e che, soprattutto, hai riportato la McLaren alla vittoria che mancava da nove anni, e che sei stato l'unico a vincere un gran premio con loro post-2012 e prima della stagione corrente.
Probabilmente la verità è sempre stata nel mezzo, ma si preferisce affermare ciò che è estremo e altisonante. Dopotutto dire "Ricciardo fa skifohhhh ed è un pagliaccio" attira di più l'attenzione, così come dieci anni fa lo era dire che eri il best drivahhhh evahhhh.
Ed è così che, mentre oggi veniva annunciato che quello di Singapore è stato il tuo ultimo gran premio con la Visa Cash Torohhhh Rossohhhh di Faenzahhhh e venivi messo alla porta con un "aaaawwww, è stato beliximohhhh ma ora levati di torno", ho ripensato a un momento del passato.


C'eri tu che in cima al podio facevi uno shoey e Nico Rosberg ti faceva un cenno, a suggerirti di riempire una scarpa di champagne e di farlo bere a un giovane e brufoloso Max Verstappen. Pessima idea, dato che poi la scarpa l'hai riempita un'altra volta e ci siamo ritrovati con un intero podio che faceva uno shoey. È incredibile quanto fossimo felici e nemmeno ce ne rendessimo conto.


sabato 10 febbraio 2024

Presentazioni 2024: Visa Cash App RB... ovvero la Toro Rosso

L'8 febbraio era il giorno della presentazione della Toro Ross-... dell'Alpha Taur-... della Visa Cash App RB, così si chiama adesso, dopo un rebranding annunciato molto tempo fa. Era stato annunciato nello specifico il rebranding, che doveva avvenire se non ricordo male qualche mese fa, ai tempi del GP degli Stati Uniti. Il nome, che si vociferava potesse essere Racing Bulls, non è tuttavia stato annunciato e sono passati mesi prima che si arrivasse al nome ufficiale, che si presta bene all'essere parodizzato in "Visa Crash". Quel "RB" dovrebbe comunque stare per Racing Bulls, anche se obiettivamente il nome è piuttosto confusionario. Durante la giornata dell'8 febbraio, che era giovedì, ho atteso pazientemente che iniziassero a girare le foto della monoposto con cui Yuki Tsunoda e Daniel Ricciardo disputeranno il campionato 2024, ma niente. Sono perfino andata a controllare più di una volta di non avere preso grosse cantonate in termini di data... e poi, finalmente, a sera inoltrata, ho scoperto l'arcano: la vettura sarebbe stata presentata alle 22.15, non nel nostro fuso orario, ma alle 7.15 del giorno seguente ora italiana, in quanto la presentazione avveniva a Las Vegas con fuso orario del posto. E infatti la presentazione è avvenuta nella giornata di venerdì mentre mi preparavo per andare a lavorare.


Dopo una settimana buona di monoposto e render di monoposto che mostravano ben pochi segni di essere state dipinte e apparivano in prevalenza nere, la Visa Cash App ha rappresentato una netta inversione di tendenza, tanto che anche le critiche nei confronti del nuovo nome hanno iniziato ad affievolirsi: non solo l'auto sarà colorata, ma addirittura ha una livrea che fa molto Toro Rosso, il che è stato considerato da molti una piacevole sorpresa.
Devo dire che non mi dispiace, anche se ammetto che sono ancora legata alla prima livrea in assoluto del team bibitaro faentino: all'epoca la consideravo orrendamente tamarra, ma non avevo ancora il gusto raffinato di oggi, che adora la tamarraggine delle monoposto.

giovedì 2 novembre 2023

Liam Lawson, la Superformula 2023 e i sedili dell'Alpha Tauri

Credo sia il momento giusto per parlare della vicenda dei sedili dell'Alpha Tauri (che nel weekend del GP degli Stati Uniti doveva annunciare il rebranding per il 2024, ma invece è scappata in Messico come tutti gli altri, senza dare alcuna delucidazione sul nuovo nome), approfittando del fatto che Daniel Ricciardo ha fatto un weekend di altissimo livello a Città del Messico, quindi i suoi hater sono diventati ad interim suoi sostenitori e, mi auguro, non si lamenteranno delle mie parole.
Come ben saprete, durante il suo infortunio, Ricciardo è stato sostituito da Liam Lawson, classe 2002, che ha ben figurato, al punto che in tanti si sono scandalizzati perché 1) non avrà un volante ufficiale per il 2024, 2) l'Alpha Tauri non ha cacciato Ricciardo a calci nel cu*o in corso d'opera e a random per dare un volante ufficiale a Lawson. Perché evidentemente l'universo Redbull è kattivohhhh quando licenzia a caso i fan favourite, ma è cosa auspicabile farlo con chi non piace più al grande pubblico.

Quest'anno Liam Lawson non ha vissuto di stenti, ma ha preso parte a un campionato di Superformula così strutturato: un double header al Fuji, Suzuka, Autopolis, Sportsland Sugo, Fuji, Motegi, un double header a Suzuka, che ha messo fine al campionato proprio nello scorso fine settimana mentre Ricciardo faceva faville sul suolo messicano.
Campionato caratterizzato dalla presenza di una griglia quasi interamente giapponese, Lawson è stato uno dei quattro non giapponesi che hanno disputato almeno una parte del campionato. Oltre a lui, il turco Cem Bolukbasi, il francese Giuliano Alesi che poi ha perso il volante in corso d'opera, nonché Raoul Hyman (vi ricordate di lui?) che ha conquistato l'ultima gloriosa posizione in campionato.
Lawson è andato like a boss, ha vinto tre gare e conquistato una pole position, per poi classificarsi secondo in campionato alle spalle del vincitore Ritomo Miyata, con una decina di punti di gap, e precedendo di mezzo punto Tomoki Nojiri, che è stato l'unico altro oltre a lui a vincere tre gare nel corso della stagione.
Miyata ha conquistato due vittorie e, di fatto, a parte loro tre nessuno ha vinto gare in corso d'opera, almeno finché nell'ultima gara della stagione ha vinto Kakunoshin Ohta, settimo in classifica piloti, anche alle spalle di Sho Tsuboi, Ryo Hirakawa e Tadasuke Makino.

In sintesi, la stagione di Lawson nel massimo campionato giapponese a ruote scoperte è stata decisamente positiva, peccato solo per il titolo sfumato. Non c'è ombra di dubbio che si meriti un volante in Formula 1 e non resta che sperare che nel 2025 possa esserci per lui un'inversione di tendenza, come accaduto in altre circostanze - basti pensare a Oscar Piastri, di cui tutti ci siamo scandalizzati perché non aveva un volante, che alla fine dopo un anno ha comunque avuto modo di procacciarsi un volante.
Quello su cui vorrei focalizzarmi è che, va bene, ci sono piloti che magari non saranno promettenti per il futuro tanto quanto Lawson, però senza ombra di dubbio la coppia formata da Danielone e da Yuki Tsunoda non è certo la coppia più scadente di tutto il campionato... e soprattutto non hanno il dovere di farsi pazientemente da parte per permettere all'enfant prodige di dimostrare quanto è bravo (quantomeno per ora, in tanti hanno fatto molto presto a cambiare totalmente opinione su Nyck De Vries, non troppo tempo fa).

In sintesi, il mercato piloti non è necessariamente uno scontro tra fazioni e il fatto che ci siano piloti che hanno un volante mentre altri non ce l'hanno non significa che debbano per forza essere contrapposti il best drivahhhh evahhhh e il pilota più scarso della Formula 1 moderna. Il fatto che Lawson si sia dimostrato un bravo pilota non significa necessariamente che allora Ricciardo - o Tsunoda, adesso è lui quello preso di mira alla luce degli eventi messicani, dove peraltro ha avuto modo di fare a sportellate mentre lottava per le zone basse della top-ten, mandando in vacca dei potenziali punti - oppure entrambi debbano essere tacciati di fare schifo e venire screditati costantemente in nome della causa neozelandese.
Detto questo, mi sento di augurare il meglio a Lawson per l'eventuale categoria in cui gareggerà nella prossima stagione - non so se farà un altro anno in Superformula, se sia stato annunciato alcunché in proposito - ma spero che il duo Ricciardo/ Tsunoda possa tenere alti i colori dell'Alpha Tauri, come è giusto che sia.




sabato 15 luglio 2023

La fine di De Vries, il nuovo inizio di Ricciardo

Lo scorso martedì, mentre venivo a casa dal lavoro in anticipo per andare a fare la denuncia dei redditi, un'autentica bomba è scoppiata nel mondo della Formula 1. Però non so neanche se sia giusto definirla bomba e se sia stata totalmente inaspettata. Si parlava da un po' di Nyck De Vries in bilico, probabilmente non in grado di conservare il sedile dopo la pausa estiva, quindi destinato a saltare i gran premi a partire da quello d'Olanda. Crudele il destino di non potere disputare nemmeno il gran premio di casa, diceva qualcuno... ebbene, l'ex campione di Formula 2 e di Formula E non disputerà nemmeno quello d'Ungheria, è ufficialmente a piedi senza neanche essere arrivato a metà stagione.
Al suo posto tornerà in Formula 1 Daniel Ricciardo, quindi il mondo si è spaccato, tra danismilers felici ed ex danismilers che l'hanno abbandonato perché è un vecchiohhhh bollitohhhh. Poca attenzione in generale viene data a De Vries, tranne da parte di pagine di meme che scrivono dichiarazioni parodia e vengono riportate in lungo e in largo da gente che non ha nemmeno cliccato sul profilo per accertarsi che non si tratti di una pagina di meme.

Nel frattempo spopolano in ogni dove liste di piloti che sono stati appiedati dalla Redbull o dalla Toro Rosso nel corso della storia a stagione in corso, liste molto accurate che includono Vitantonio Liuzzi il cui contratto tuttavia già da inizio stagione di alternarsi in alcuni gran premi a Christian Klien, Jaime Alguersuari che in realtà è arrivato a fine stagione e non è stato rinnovato, nonché Carlos Sainz che ha lasciato il team per passare in Renault al posto di Jolyon Palmer dopo che questo era stato appiedato.
Insomma, quando si fanno liste di piloti silurati da un giorno all'altro occorre necessariamente metterci in mezzo anche gente che non c'entra nulla allo scopo di potere raccontare più cose e di dimostrare esattamente la propria profonda conoscenza del motorsport. Che poi non ho mai capito perché il DJ nella lista dei piloti silurati e Sebastien Buemi no? Alla fine tra i due è questo il pilota divenuto di successo in altre categorie, non capirò mai perché debba sempre passare in secondo piano al confronto con gli occhi azzurri di DJ Squire.

Veniamo a noi e iniziamo da come De Vries, dopo avere vinto la Formula 2 al terzo anno e battendo come principale avversario Nicholas Latifi, non avesse una grande reputazione. Era il 2019 e nelle parti alte della classifica c'erano un sacco di piloti di lunga permanenza, mentre dietro dei rookie che non svettavano affatto, nonostante alcuni di loro abbiano acquisito un ruolo di primo piano nelle stagioni successive - parlo di Zhou Guanyu, Callum Ilott e Mick Schumacher, a titolo di esempio. Quello di De Vries veniva da molti definito come un campionato facile, che poco dimostrava sulle sue effettive capacità. In seguito anche in Formula E è stato criticato per avere prima vinto il mondiale e poi avere concluso poco nell'anno seguente, mentre invece si imponeva il compagno di squadra Stoffel Vandoorne. Poi è arrivato il GP d'Italia 2022 ed è giunto il suo punto di svolta, quando è stato chiamato a sostituire Alex Albon, in ospedale per un intervento di appendicite, e ha conquistato punti diventando una specie di eroe delle folle.

Qual è la verità? Credo fermamente che stia nel mezzo. Da un lato non posso fare notare che, se quando Latifi è passato in Formula 1 e De Vries no, c'è stata indignazione perché non era giusto che il secondo classificato avesse un volant e il vincitore no. Dall'altro, in occasioni in cui il vincitore ha ottenuto un volante in Formula 1 e il secondo classificato no, come per esempio nel caso di Schumacher e Ilott l'anno seguente, c'è stata comunque indignazione. Quindi queste valutazioni vengono generalmente fatte da un esercito di groupie che si indignano semplicemente nel non vedere in Formula 1 il loro pilota preferito e poco dicono su chi meriti un volante e chi no.
Penso che più piloti di quelli che giungono in Formula 1 potrebbero meritarselo senza destare scandalo e De Vries sia indubbiamente uno di questi. Di per sé anche la sua presenza al fianco di Yuki Tsunoda non è uno scandalo: la monoposto è la peggiore del lotto e la sua principale colpa è quella di andare più piano di un pilota con ormai alcuni anni di esperienza e di non avere alcun lampo di genio che lasci intendere che valga la pena di aspettare prima di metterlo alla porta. La Formula 1 non perderà molto senza De Vries, ma nemmeno avrebbe perso per via della sua presenza.

Ciò che mi fa specie è come piuttosto al momento del suo esordio con la Williams, De Vries sia stato immediatamente rivalutato non dall'uomo della strada, ma anche da tantissimi addetti ai lavori, al punto da convincere addirittura Helmut Marko a dargli un volante, diventando un "esterno" che entrava nella sfera bovina, cosa che non succedeva ormai dalla notte dei tempi. Gli è bastata letteralmente una gara positiva per essere visto come il salvatore della patria, colui che avrebbe potuto diventare una stella del futuro... e niente, nessuno che per un attimo si sia mai chiesto se fosse stato un exploit che non si sarebbe ripetuto.
Allo stesso modo De Vries non ha mostrato exploit quest'anno, ma l'ha fatto nella scorsa stagione nella sua comparsa one-off, ma quello ormai non vale più, tutto dimenticato in nome dei risultati più recenti. Non dico che Alpha Tauri dovrebbe tenere conto di quello che ha fatto in un'altra scuderia, questo no, sto solo dicendo che questa tendenza a guardare solo ed esclusivamente al risultato più recente per determinare il potenziale di un pilota si sta espandendo ormai a macchia d'olio e sembra fare più danni che altro.

Se da un lato è vero che i posti sono limitati e che i piloti dovrebbero dimostrare costantemente di meritarsi di stare lì, o quantomeno di più di quelli che sono fuori, dall'altro mi sembra di notare come le scuderie stesse stiano iniziando a ragionare con una logica che un tempo era riservata più che altro ai tifosi da bar. De Vries non sarà certo quel fenomeno generazionale che è stato dipinto dopo la sua performance altisonante a Monza, ma di fatto sta pagando il non avere rispettato le aspettative *irrealistiche* che gli erano state cucite addosso: Nyck non è colpevole di non essere un fenomeno, ma semplicemente di non esserlo pur essendo stato riconosciuto erroneamente come tale. Ci sta che per l'Alpha Tauri non sia un bel vedere averlo mentre arranca, specie sapendo che Albon, pilota Redbull ceduto alla Williams, sta al contempo tenendo alte le performance del team di Grove.

Infine c'è un'altra spinosa vicenda, quella di Ricciardo. Da un lato c'è chi spera di vederlo in Redbull al posto di Checo Perez, che non è esattamente in grande spolvero, dal basso delle sue cinque top-ten mancate dietro fila, dall'altro c'è chi spera di vederlo fallire definitivamente, per dimostrare che si tratta di un vecchio bollito che non merita di essere preso in considerazione. Il tutto mi lascia pensare che si sia perso, e non di poco, il senso della misura. Da quando il fanbase si è trasformato in una mandria che attende con ansia di assistere all'umiliazione dei piloti che non gli vanno a genio oppure che smettono di andargli a genio da un giorno all'altro?
Una volta non eravamo così, e mi ci metto in mezzo anch'io, o quantomeno non lo eravamo se non avevamo scelto esplicitamente di essere troll. Perché il fallimento di qualcuno ci compiace così tanto? spesso ancora di più di assistere alla scalata al successo di qualcuno? Perché stiamo perdendo totalmente l'essenza di ciò che abbiamo davanti? Credo dovremmo tornare con i piedi per terra, riscoprire la positività e liberarci di quel senso di negatività che abbiamo dentro nei confronti di tutti.

Bentornato Ricciardo e buona fortuna, ti auguro che l'Alpha Tauri sia la tua strada.
Buona fortuna anche a te De Vries, anche se al momento la tua strada non l'hai trovata.
E buona fortuna anche a noi che le gare le guardiamo alla TV, perché anche noi la nostra strada l'abbiamo persa già da tempo.

domenica 12 febbraio 2023

Presentazioni Formula 1 2023: Alpha Tauri

La presentazione dell'Alpha Tauri è avvenuta ieri sera a New York, ieri sera quando per noi era notte e Amadeus stava conducendo ancora la finale del Festival di Sanremo, con la presenza di Charles Leclerc e Antonio Fuoco seduti in prima fila tra il pubblico.
L'orario e il fatto che chi fosse sveglio a quell'ora fosse tendenzialmente più focalizzato sul Festival che non sull'Alpha Tauri ha permesso di avere commenti un po' più limitati del solito.
Limitati fino a un certo punto, anche stavolta ci sono stati accenni di sommosse popolari, già dopo avere visto le prime immagini.


L'ingiustizia a cui siamo stati sottoposti stavolta? La livrea è brutta. Sia chiaro, i gusti sono leciti e di sicuro questa livrea non è tra quelle che si fanno notare per il loro fascino, però ho l'impressione che ci si stia ormai allontanando totalmente dalla realtà.
Non eravamo ancora arrivati a tifosi che, vedendo una livrea, reagivano come bimbe di Tumblr al cospetto di Pastor Maldonado. Adesso abbiamo raggiunto anche quel livello, ci manca poco che si invochi un intervento dall'alto per impedire a una squadra di gareggiare con colori non di proprio gusto.


Penso ci sia un grosso problema di fondo. In teoria vedendo le immagini della nuova Alpha Tauri la persona media dovrebbe pensare "Nyck De Vries e Yuki Tsunoda guideranno una monoposto brutta". La realtà dei fatti è che in molti sembrano invece pensare che tutto ciò che non gradiscono sia un affronto personale nei loro confronti e non dovrebbe esistere.

venerdì 29 luglio 2022

28 luglio ore 12,00: appuntamento sull'Instagram di Sebastian Vettel

Non potrebbe essere altro che un normale giovedì mattina, quello che precede un weekend di gara e in cui ci si focalizza già sul gran premio imminente, a meno che non si scelga di concentrarsi su polemiche vere o presunte relative all'ultimo evento o a ultime dichiarazioni, oppure a dichiarazioni random tirate fuori dal proprio contesto. È un normale giovedì mattina, quella del 28 luglio 2022, ma non lo è, come possono notare quelli che decidono di entrare su Instagram. Non è la prima cosa che faccio, giovedì mattina, devo mettermi in pari con le gare di Indycar del weekend passato prima di andare a lavorare, in modo da potere pubblicare in giornata il post in proposito. Poi, all'improvviso, entro sui social ed ecco sganciata una bomba micidiale: Sebastian Vettel, l'uomo anti-social per eccellenza, possiede un profilo Instagram e non è un fake, stavolta, c'è il verificato, anche se non ci sono ancora post.

Mi aggiungo come follower, commento con gli amici del forum la notizia dell'apertura del profilo, poi tra una cosa e l'altra si fanno le 10.50 ed è ora di scappare al lavoro. Metto da parte per una mezz'ora il ritiro di Vettel e quando questa mezz'ora passa sono nel parcheggio. Non c'è tempo per tornare sui social, non sono proprio all'ultimo, ma devo correre a timbrare l'entrata entro le 11.30. Entro in ufficio, non è ancora arrivato nessun ritiro quindi ho tempo di mettermi in pari con le registrazioni dei pallet e per le cose in sospeso. Poi, verso l'una, rileggo quanto scritto sulle gare di Indycar del weekend e vado sul blog a postare tutto. Poi viene il momento clou, quello in cui entro su Twitter per condividere il mio post. Ecco un'altra bomba, che fa molto più rumore di quella precedente. Vedo solo post non ufficiali, ma tutti post che parlano di una cosa sola.

Vettel è primo nei trending topic in Italia, che nella top-20 annovera diversi trend che hanno a che fare con la Formula 1: fuori gli argomenti di cui si parla di solito, cioè calciatori, politici, personaggi di reality show, cantanti di boyband, ecc... Sono le 13.00, è ora di pranzo e cerco di ricostruire cosa sia successo. Pare che nel corso della tarda mattinata il fratello di Vettel abbia annunciato un annuncio per le 12.00 e alle 12.00 Vettel ha annunciato in prima persona il proprio ritiro dalla Formula 1 a fine stagione. Profilo nuovo aperto nella notte, video in bianco e nero in cui sfoggia la sua chioma fluente - frutto non di un trapianto come dicono alcuni, a mio parere, ma di un riporto ben fatto - proprio mentre ci chiedevamo come mai avesse deciso di aprire un profilo Instagram così, da un giorno all'altro. L'ho già fatto, ma ritiro tutto quello che ho detto in passato a proposito delle sue presunte scarse doti comunicative.

Da tanti anni lo vedo come uno dei tanti, ma un tempo non era così, Vettel è stato qualcosa che nessun altro pilota poteva essere per me, non per questioni di tifo, ma per questioni anagrafiche: per me che sono classe 1988 e che a 18/19 vedevo come miei coetanei solo quelli che avevano al massimo un anno di differenza, è stato il primo pilota della mia età a debuttare in Formula 1, una sorta di passaggio verso la mia generazione, che ha disputato il suo primo gran premio nel periodo in cui io facevo l'esame di maturità. Un pilota della mia età in Formula 1 è stato un passaggio che ho sentito di più di quello della fine della scuola superiore, perché quello comunque era un percorso predefinito, un momento che sarebbe arrivato, il debutto di un pilota diciannovenne in Formula 1 mentre anch'io avevo diciannove anni invece era qualcosa di inatteso, qualcosa che mi portava a pensare che anche persone della mia età potevano contare qualcosa.

Non so se mi spiego, non so se spiego cosa abbia significato tutto questo per me, né se sia chiaro che, indubbiamente, a un certo punto nel corso degli anni tutto questo si è perso: tanti piloti di un'età simile alla mia, la percezione che comunque anche un 1985 o un 1990 possano essere considerati della mia generazione adesso che di anni ne ho 30+, tanti piloti più giovani e una sorta di mashup generazionale in cui mi è difficile riconoscere i piloti come appartenenti a una specifica generazione solo ed esclusivamente per questioni di età. Però, ecco, oggi, 28 luglio 2022 (post scritto giovedì, da pubblicare venerdì mattina dopo averci riflettuto su per vedere se fosse opportuno cambiare qualcosa - no, è già a posto come l'ho scritto giovedì), quelle sensazioni di giugno 2007 ritornano alla luce. Vettel è stato il primo pilota che ho visto come mio coetaneo, l'annuncio del suo ritiro a fine stagione riapre tutto.

Riapre quella fase di passaggio, oppure ne apre una del tutto nuova, mentre sono le 13.00 da poco passate e mi rendo conto che mi è passata la fame. Sento le lacrime pizzicarmi gli occhi e cerco di mandarle indietro, perché sono decenni che vedo piloti che vanno e vengono e perché poi, ogni volta in cui qualcuno se n'è andato, mi sono sempre resa conto che tutto continuava tale e quale a prima. So che sarà così anche stavolta, ma oggi non è il futuro senza Sebastian Vettel, è il giorno dell'annuncio a sorpresa del suo ritiro, avvenuto nel più improbabile dei modi, quindi sono nella fase in cui lo vedo ancora come qualcosa che si spezza, qualcosa che sta mettendo fine a un'epoca che ho tanto amato e che forse già non esiste più, qualcosa che sta mettendo fine anche a una me stessa che c'è stata e che forse non c'è più. È un pensiero che non si schioda dalla mia testa, quando la pausa finisce, mentre sto bollettando carichi di frigo, di componenti industriali e di sanitari da toilette.


Non so cos'altro dire.
Buona fortuna Vettel, pare troppo banale?
No, non va bene, non è solo banale, ma è anche fuori luogo.
Sta per andarsene, sta per mettere deliberatamente fine alla propria carriera, forse per dedicarsi a qualcosa che fa maggiormente parte della sua vita.
Non è lui quello a cui bisogna dire buona fortuna.
Vettel, auguraci buona fortuna, a noi che continueremo a seguire una Formula 1 diversa da quella di cui una volta facevi parte.
Questo forse è meno banale, e voglio concludere così questo post.



domenica 27 febbraio 2022

Presentazioni Formula 1 2022: Alpine, Mclaren, Williams, Alfa Romeo, Alpha Tauri, Aston Martin, Haas

Come forse ricorderete, tempo fa avevo fatto un post sulla presentazione della Ferrari, mettendoci in mezzo anche Mercedes e Redbull, sostenendo che in un secondo momento avrei dedicato un post anche ai team dei miseri popolani. Quel momento è arrivato, quindi andiamo in ordine totalmente random, partendo dall'Alpine che ha come nuovo sponsor BWT, quello che anni fa ha portato il rosa sulla Force India.
Il team per cui gareggiano Fernando Alonso ed Esteban Ocon adotterà una livrea rosa "celebrativa" per i primi due eventi della stagione, per poi passare a una livrea più tradizionale, che mescola il blu e il rosa. A colori invertiti, sembra un po' la Brabham di Damon Hill:


Facendo altri passi indietro, la McLaren di Daniel Ricciardo e Lando Norris sarà ancora color papaya, anche se mi sembra di avere notato delle tute neanche troppo da clown, mentre la Williams guidata da Nicholas Latifi e Alex Albon sarà di un blu piuttosto acceso.
Dalle miniature sottostanti non si nota per via delle dimensioni delle immagini, ma i colori, che a primo impatto mi hanno ricordato la Prost di Olivahhhh Penis, sono in realtà molto simili a quelli della Simtek del 1994 (per l'esattezza quella della prima parte di stagione, in termini di rifiniture rosse):


Veniamo ai maschi alfa di tutti i tipi. In Alpha Tauri ci sono ancora Pierre Gasly e Yuki Tsunoda, così come una livrea simile a quella della scorsa stagione.
C'è stato da attendere di più (oggi) per vedere i colori dell'Alfa Romeo, la vettura guidata da Valtteri Bottas e Guanyu Zhou nei test degli scorsi giorni a Barcellona infatti aveva una livrea provvisoria che camuffava la vettura. Eccola quindi con i suoi veri colori:


Se l'Alfa/Sauber è stata l'ultima, le danze erano iniziate ai primi del mese, con la Haas di cui parlerò tra poco. Poi è stato il turno dell'Aston Martin che non ha più il rosa di BWT, adesso appunto sponsor dell'Alpine. Ci sono ancora Sebastian Vettel e Lance Stroll e Vettel sembra sfoggiare un riporto piuttosto ordinato.
Torniamo alla Haas che è stata la prima a svelarsi e che ha mostrato una livrea di fatto moooolto simile a quella della scorsa stagione, infatti ricordo che in molti si erano lamentati delle livreehhhh noiosehhhh delle vetture (perché non sapevano ancora dei colori dell'Alpine e che quindi avrebbero invocato la conservazione dei colori 2021):


Al momento il team sta vivendo una situazione piuttosto travagliata. Per effetto della guerra tra Russia e Ucraina nell'ultimo giorno di test ha sfoggiato una livrea bianca dopo che è stato depennato il logo del main sponsor Uralkali, l'azienda del magnate russo padre di Nikita Mazepin. La posizione di quest'ultimo, che sta lì in qualità di pilota pagante, non è ben chiara. Ci sono vari rumour, ovvero che possa essere Pietro Fittipaldi o Antonio Giovinazzi a fare coppia con Mick Schumacher. Oppure si narra che Michael Andretti possa acquistare il team da un giorno all'altro e mettere a piedi anche Schumacher per schierare Colton Herta e Romain Grosjean. RoGro che sta in Indycar in un top-team immagino che si stia già nascondendo al solo pensiero che ci sia gente che si auspica di vederlo tornare in Formula 1 su una carriola...

lunedì 7 giugno 2021

Commento al Gran Premio dell'Azerbaijan 2021

Le qualifiche sono terminate con una pole position particolarmente predestinata, mentre il Minuscolo Samurai andava a verniciare il muro facendo entrare la terza bandiera rossa delle qualifiche. Saint, per non centrarlo in pieno, andava a verniciare un altro muro. Dietro al Predestinato si accodavano quindi il Gangster Rapper, Verstappino, il Pokemon, Saint, Trollando, destinato ad essere preso per le orecchie e trascinato dietro di tre posti per non avere rispettato una precedente bandiera rossa venendo sfilato da Checo, dal Minuscolo Samurai e dal Divino Ferni, con il vampiro famelico a completare il gruppo dei primi dieci in un weekend in cui la Mercedes non sembrava ottenere nulla di positivo e quel poco di positivo che otteneva lo otteneva quando a guidare era il Prosciuttello Gangster.
Crazy frog è stato il primo degli esclusi in Q2 davanti a Oki, in una sessione interrotta anzitempo dall'incidente di Dani-Smile, che si è appropriato comunque della tredicesima piazza davanti a Iceman e Multi-L. La Q1, invece, aveva visto uscire di scena per incidente Strollino e Pantene, destinati alle ultime due posizioni in griglia. In loro assenza era facilmente intuibile chi sarebbero stati gli altri tre eliminati, ovvero la marmotta del Quebec, il Piccolo Principe e Manzotin.
Approfitto per segnalare un fatto molto poetico: nel primo settore il Pokemon ha fatto un tempo migliore di quello del Predestinato, se si fosse ripetuto per tutto il giro avrebbe potuto ottenere la pole con la Tororossodifaenzahhhh e ciò sarebbe stato estremamente poetico. Però tutto sommato non mi posso lamentare di com'è andato a finire il weekend, perché Baku ha spesso riservato sorprese e lì tutto è possibile, perfino un podio Checo/ Crazy Frog/ Pokemon. Azz, non sapevate com'era andata a finire la gara e ve l'ho rivelato...
Predestinato: "Io, invece, che la gara la devo ancora iniziare, non ho idea di come sia possibile un simile scenario."
Prosciuttello Gangster: "Taci e ringrazia che la gara la stai almeno iniziando stavolta."
Predestinato: "Come sei kattivohhhh, perché mi devi ricordare gli incresciosi eventi di due settimane fa?"
Prosciuttello Gangster: "Perché ne ho voglia. E siccome ne ho voglia, ho deciso anche che ti supererò entro i prossimi cinque minuti."
Predestinato: "Non ci credo, non hai il potere di avverare tutto quello che dici."
Prosciuttello Gangster: "Vuoi scommetterci? Facciamo subito una prova. Una delle Alpine si ritirerà ai box per mancanza di power."
Divino Ferni: "Ma wtf?!"
Prosciuttello Gangster: "Non tu."
Divino Ferni: "Meno male."
Prosciuttello Gangster: "Adesso faccio un'altra magia. I Redbull Bros supereranno entrambi il Predestinato."
Predestinato: "F*ck, f*ck, f*ck."
Prosciuttello Gangster: "Chi ti credi di essere, Crazy Frog?"
Predestinato: "Crazy Frog farà il figo stando in pista molto più a lungo di noi e risalendo in prima posizione, il tutto mentre tu vieni overcuttato dai Redbull Bros."
Prosciuttello Gangster: "Sempre meglio di te che sei stato overcuttato dal Pokemon."
Il Pokemon, infatti, aveva perso alcune posizioni al via, ma stava rimontando, il tutto mentre Saint andava a farsi un giro per le vie di fuga precipitando alle spalle di Pantene, al quale ha impiegato parecchio tempo per rubare lo shampoo.
Non solo Crazy Frog ma anche Strollino erano su una strategia che consisteva nel rimandare l'unica sosta il più a lungo possibile. Strollino, peraltro, era partito con gomme della mescola intermedia, quindi è andato fino oltre a metà gara prima di fermarsi. Non l'ha fatto ai box per cambiare gomme, ma contro un muro dopo che una gomma gli era scoppiata. È entrata la safety car ed è rimasta in pista più o meno per una decina d'anni. Poi è arrivato il turno di far sdoppiare i doppiati, anzi, il doppiato, perché ce n'era solo uno ed era... cosa ve lo dico a fare? Nel frattempo alcuni piloti delle retrovie rientravano ai box per cambiare gomme e nel box della Haas hanno pasticciato abbastanza, trascinando a spinta per qualche metro la vettura del Piccolo Principe a cui si erano scordati di avvitare una ruota. Sono riusciti a mandarlo in pista in tempo per riaccodarsi, cosa che invece non è riuscita a Manzotin mentre si sdoppiava, con grande gioia degli altri piloti che non se lo sono ritrovati intorno, dato che dopo il restart viaggiava a circa un minuto di distacco da marmotte assassine del Quebec e principi vari.
Nel frattempo Verstappino, al restart, si lanciava all'inseguimento della vittoria, mentre Checo sfuggiva ai canini presi in prestito dal Prosciuttello Gangster. Bo77as i canini non li trovava più da nessuna parte, questa è la ragione per cui precipitava sempre più in basso, ben fuori dalla zona punti.
Crazy Frog: "Cra, cra, cra."
Si è fatto largo tra predestinati e Pokemon vari, piazzandosi in quarta piazza, con vista (a condizione di non essere miopi) sul fondoschiena del Prosciuttello.
Crazy Frog: "Aaaawwww."
Poi, quando mancavano più o meno cinque giri alla fine, le cose che non ti aspetti: un altro pilota ha forato ed è finito fuori di botto, all'improvviso. Però non era Strollino o uno che lottava per fare qualche misero punto. Era Verstappino, che abbandonava la gara proprio sul più bello.
Voce fuori campo: "Oh santissime ruotate dietro la safety car, siamo sul punto di avere un podio vettelton."
Direzione gara: "No, siamo sul punto di avere una bandiera rossa e un restart per soli due giri, in stile green white chequered, per fare contenti i fan che ci seguono dall'America. Solo, c'è il restart da fermi."
I fan che seguono dall'America: "Cos'è un restart da fermi?"
Al restart da fermi, il Prosciuttello ha affiancato Checo, con un grido trionfale: "voglio stare sul gradino più alto, perché tu non stia in mezzo a me e a Crazy Frog!"
Poi è finito in una via di fuga, venendo abbandonato al proprio destino da Crazy Frog. Sul podio ci sono andati l'unico pilota ad avere vinto con la Force India e gli unici due che hanno vinto con la Toro Rosso di Faenzahhhh, una cosa che è poesia allo stato puro. Il Prosciuttello Gangster si è salvato dall'arrivare ultimo grazie al cambio di Multi-L che l'ha abbandonato all'ultimo giro e alla marmotta del Quebec che si è conquistato una penalità.
Voce fuori campo: "Quindi gli United States of Russia stanno per superare la Williams in classifica costruttori."
A quel punto della gara, infatti, anche Manzotin era riuscito per effetto del restart dalla griglia ad essere in mezzo alla mischia e ne ha approfittato per superare il Piccolo Principe e mettersi a zigzagare a caso davanti a lui. Il Piccolo Principe si è ripreso la posizione guidando con una mano sola. Con l'altra, infatti, era impegnato a fare gesti di dubbia eleganza per accompagnare un coro di f*ck da fare invidia al Maestro.
Crazy Frog: "Hai imparato tante cose, bimbo. Sono felice di averti avuto come allievo."
Frattanto Checo andava a tagliare il traguardo e Ferni si guadagnava la top-5. Il povero Dani-Smile è arrivato solo nono e decisamente dietro a Trollando. In un contesto in cui generalmente viene criticato 24/7 insieme a Checo, Crazy Frog e al Divino Ferni per i risultati, ora gli occhi saranno puntati soltanto su di lui, almeno per i prossimi due minuti. Minuti impiegati dal Pokemon per guadagnarsi definitivamente la terza piazza in un duellohhhh intensissimo con il suo amico predestinato.

RISULTATO: 1. Sergio Perez (Redbull), 2. Sebastian Vettel (Aston Martin), 3. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 4. Charles Leclerc (Ferrari), 5. Fernando Alonso (Alpine), 6. Lando Norris (McLaren), 7. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 8. Carlos Sainz (Ferrari), 9. Daniel Ricciardo (McLaren), 10. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 11. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), 12. Valtteri Bottas (Mercedes), 13. Mick Schumacher (Haas), 14. Nikita Mazepin (Haas), 15. Lewis Hamilton (Mercedes), 16. Nicholas Latifi (Williams), 17. George Russell (Williams), Rit. Max Verstappen (Redbull), Rit. Lance Stroll (Aston Martin), Rit. Esteban Ocon (Alpine).

venerdì 19 febbraio 2021

Presentazione Alpha Tauri 2021

Foto di proprietà di @AlphaTauriF1
(dal loro profilo Twitter)
Se le presentazioni sono iniziate con la McLaren, con essa non si sono certo fermate e stamattina è stato il turno della Torohhhh Rossohhhh di Faenza, con i suoi piloti Pierre Gasly e Yuki Tsunoda. Se il Pokemon è ormai una celebrità per la sua vittoria a Monza, il suo compare sembra avere l'importante status di fan favourite: a parte qualche fungirl in stile tumblahhhh infastidita dal fatto che il rookie non abbia gli occhi azzurri, è raro sentire qualche commento negativo su di lui. Per di più passerà alla storia non solo perché era da qualche anno che non c'erano piloti giapponesi in Formula 1, ma anche per una questione anagrafica piuttosto stylish: è il primo 2000 a debuttare in F1. Lo farà su una vettura dai colori diversi rispetto a quella della scorsa stagione, che già più d'uno ha paragonato alla Williams dei tempi di Rosberg. Chissà tra i Gasnoda chi avrà più chance di arrivare nonno (se non cogliete la citazione, fate qualcosa ma non continuate a navigare nella nebbia dell'ignoranza)...

mercoledì 9 settembre 2020

Commento al Gran Premio d'Italia: 6 settembre 2020

A volte ritornano, quando meno te lo aspetti, con una dinamica che non ti aspetti, ieri e oggi si fondono e tutto ciò che ne viene fuori è una storia di oggi mille volte più romantica di quella di ieri, forse la storia più romantica in assoluto che ci sia stata offerta dal motorsport di questo secolo.
Allora la pioggia, adesso il sole. Allora una qualifica strana, oggi una qualifica normale. Hamilton che otteneva la sua novantaquattresima pole position (vogliate perdonarmi questo spoiler, ma è stata la cosa più consueta del fine settimana, quindi la posso anticipare così) e la grafica che erroneamente sosteneva che era la sua novantesima vittoria... non c'era altro da fare che pensare che sarebbe stato proprio così, che il giorno dopo il Gangster Rapper avrebbe vinto il suo novantesimo gran premio in carriera e ci sarebbe stato comunque un po' di romanticismo: avrebbe raggiunto quota novanta proprio nello stesso circuito dove l'aveva raggiunta Schumacher nel 2006 e sarebbe stata una coincidenza interessante per la storia di Monza. Il destino di Monza, tuttavia, non era destinato ad essere sede della novantesima vittoria di Hamilton e il romanticismo a cui andavamo incontro era di portata ben più ingombrante.
È quasi inquietante, adesso, ripensare ai giorni prima del gran premio, quando si parlava dei fatti del passato e si ricordava quel bizzarro 2008 che, in fin dei conti, era meno bizzarro di quanto al giorno d'oggi lo si voglia far apparire. Perché il 2008 non era il 2020 e su una cosa tutti erano d'accordo: la Toro Rosso di Faenza poteva vincere una gara nel 2008, ma non nel 2020.

COME ARRIVARE ALLA VITTORIA CON UNA TORO ROSSO NEL 2008 - era un mondiale molto variegato, con Ferrari e McLaren a lottare per il titolo ma senza una supremazia netta, né tra di loro, né sulle altre scuderie. Da un lato è vero che Ferrari e McLaren potevano agevolmente stare davanti a tutti o quasi in qualifica, ma dall'altro lato, se non stavano davanti in qualifica per qualche motivo oppure se finivano dietro a gara in corso, era molto probabile che restassero dietro almeno a una parte dei loro avversari. L'errore di chi dice "non poteva succedere" è proprio questo, avere una visione troppo contemporanea del passato. Ci siamo abituati, specie nel momento in cui c'era una spaccatura netta tra Mercedes/ Redbull/ Ferrari e tutto il resto della griglia, che una di queste vetture, ritrovandosi nelle retrovie a inizio gara o a metà gara, potesse tranquillamente rimontare fino alla zona punti se non oltre. Il 2008 non era così: non c'era un terzetto di scuderie con performance talmente superiori alla media degli altri da avere la certezza del risultato spianato. In più era epoca di rifornimenti di benzina, che a mio parere, a ripensarci oggi, non aggiungevano molto e quindi tutto sommato non credo se ne senta la mancanza, e le vetture che arrivavano in Q3 dovevano qualificarsi con già a bordo il carburante del primo stint di gara. Questo comporta che, a seconda di quanto carburante si decidesse di mettere, le vetture potevano essere più leggere o più pesanti. Per chi arrivava in top-ten con una vettura magari non tanto performante quanto altre, c'era l'escamotage di avere meno benzina a bordo per qualificarsi il più avanti possibile. Ciò comportava esporsi al rischio di overcut (termine che ai tempi non si usava, si parlava di "sorpasso ai box" anche se tecnicamente non era un vero e proprio sorpasso): i piloti che stavano dietro andavano avanti qualche giro in più, chi era già rientrato aveva la vettura più pesante e magari era nel traffico e chi rimaneva in pista più a lungo poteva recuperare terreno. Una scelta di questo genere, complice un giro perfetto, ha probabilmente spianato la strada alla pole position di Vettel.
Dietro di lui c'era Kovalainen, compagno di squadra di Hamilton in McLaren, che qualcuno potrebbe non ricordare bene. Giusto per inquadrare il soggetto, Kovalainen era una sorta di Bottas dei poveri, quando stava in McLaren, capace di vincere una sola gara sulla stessa vettura con cui Hamilton vinceva il mondiale e peraltro favorito da una foratura dello stesso Hamilton per poi avere la strada spianata da una rottura del motore della vettura di Massa. Era lecito aspettarsi che Kovalainen stesse attaccato al posteriore di Vettel nella prima parte di gara, che Vettel rientrasse prima ai box e che Kovalainen potesse spingere al massimo e stargli davanti dopo essersi fermato a sua volta. Come ho detto, tuttavia, Kovalainen era una sorta di Bottas dei poveri e la cosa si è vista in gara. Vettel è andato via per i fatti suoi e Kovalainen non gli è rimasto vicino. Quindi, quando Vettel si è fermato a rifornire prima di Kovalainen, ciò non ha comportato alcun rischio e la posizione era abbondantemente conservata. Ironia della sorte, Hamilton invece, che partiva dalle retrovie su una strategia a un solo rifornimento, si stava avvicinando notevolmente ed era il pilota più veloce in pista. Lui sì che avrebbe potuto mettersi tra Vettel, la Toro Rosso e la vittoria, se le cose fossero girate per il suo verso. Purtroppo per lui, nonostante MeteoFrance avesse detto che sarebbe piovuto per tutta la gara, la pioggia ha smesso di cadere nel finale. Per questa ragione, quando con la seconda sosta gli altri piloti hanno messo gomme più adatte alle circostanze, anche Hamilton ha dovuto fermarsi una seconda volta per adeguarsi. A quel punto non c'era più nessun pilota che potesse ragionevolmente insidiare Vettel che così è giunto fino alla bandiera a scacchi, peraltro con un vantaggio di dodici secondi su un Kova che poi sul podio non sembrava particolarmente soddisfatto. Dopotutto nemmeno io lo sarei se avessi avuto il fine settimana della vita a disposizione e l'avessi preso in quel posto da un ragazzino sbucato fuori dal nulla, di cui il tifoso medio non sapeva nemmeno dell'esistenza, che non sembrava destinato a finire in un top-team nell'immediato (era già stato ingaggiato da tempo dalla Redbull per il 2009, ma contrariamente a quanto pensa certa gente, ai tempi la Redbull sembrava tutto tranne che un top-team).
Vettel, Kovalainen, Kubica sul podio e la gente di oggi che si chiede "davvero Kubica è andato a podio?" (facepalm) e parla di fortune sfacciate che hanno permesso un risultato falsato. Vorrei ricordare a questa gente che i risultati falsati sono le vittorie di chi vince sempre, nel loro immaginario, non quelli di chi vince una volta e poi il nulla cosmico per dodici anni. Purtroppo la Toro Rosso ha vinto con il pilota sbagliato, se al posto di Vettel ci fosse stato uno destinato a non vincere mai altrove magari quel risultato sarebbe stato maggiormente apprezzato dal grande pubblico in seguito. Tornando a noi, comunque, vari fattori hanno contribuito a quello che abbiamo visto nell'ormai lontano 2008: una vettura che sul bagnato performava meglio che sull'asciutto, una stagione variegata con cinque team vincitori e nove team a podio almeno una volta (nove significa tutti tranne uno, il fanalino di coda), una vettura probabilmente un po' più leggera in qualifica, un giro perfetto in qualifica da parte del pilota, una buona strategia, una gara senza errori... e probabilmente anche altre cose che al momento non mi vengono in mente. Credo che sia inutile volere demolire per forza un simile risultato, non tanto per un pilota che poi ha vinto altre 50+ gare, ma per una squadra che quel giorno ha vissuto davvero il suo momento di gloria e che con tutta probabilità pensava che un momento del genere non sarebbe arrivato mai più. Sono passati ben undici anni prima di potere puntare almeno al podio, anche se è successo ben due volte, e nulla lasciava pensare che potesse ripetersi. Lo dicevamo qualche giorno prima della gara: una Toro Rosso poteva vincere nel 2008, ma non può certo vincere nel 2020. Poi, incredibilmente, l'impossibile è diventato possibile.

COME ARRIVARE ALLA VITTORIA CON UN'ALPHA TAURI NEL 2020 - Hamilton e Bottas in prima fila, a seguire Sainz e Perez, Verstappino e Norris, Ricciardo e Strollino, Albon e Gasly a completare la top-ten. Un risultato di qualifica normalissimo completato da Kvyat, Ocon, Leclerc, Raikkonen e Kmag fuori in Q2 mentre erano usciti in Q1 RoGro, Vettel, Giovinazzi e i Russifi, anche se in effetti sono convinta che i Leclettel non lo definirebbero "risultato di qualifica normalissimo", ma che a loro sembrerebbe un enorme strazio e non avrebbero tutti i torti. Cosa può succedere con una simile griglia? O che Hamilton vince tenendosi dietro Bottas o che Bottas ha uno slancio incredibile e si porta in testa al via. Naturalmente quest'ultima possibilità è inferiore a quella precedente come probabilità e infatti Bottas ha deciso di dare il meglio di sé partendo al rallentatore. Sono passati i Norrisainz e poi anche Perez, Bottas si è ritrovato ad avere Verstappino negli scarichi e anche questo non doveva essere un bel soggetto da avere dietro. Nel frattempo Albon era in completa versione Alboff: prima è stato protagonista di un contatto con Gasly, poi ha tentato di grosjeanizzare RoGro, è stato penalizzato per il suo misfatto e... niente, l'abbiamo perso di vista per un bel po'. Anzi, no, l'abbiamo visto che faticava a superare Leclerc, il che sinceramente mi pare anche peggio che non averlo visto per niente, visto come stava andando la gara della Ferrari. Comunque le cose potevano addirittura migliorare: Vettel si è messo ad abbattere pannelli di polistirolo, non come passatempo ma perché la sua macchina all'improvviso aveva deciso di non frenare più. L'ha portata ai box e l'ha parcheggiata dentro, mentre più tardi Kmag avrebbe parcheggiato la sua fuori dai box, dopo avere avuto problemi. Quello è stato il turning point della gara, dato che ha portato a un grosso plot-twist.
In Alpha Tauri hanno chiamato Gasly ai box e il Pokemon è rientrato prima che entrasse in pista la safety car. Poi è entrata in pista la safety car e sono rientrati ai box Hamilton e Giovinazzi. Solo che la vettura di Kmag era talmente in mezzo alle pa**e che era stato deciso di chiudere la pitlane. C'era un semaforo rosso e Hamilton, Giovinazzi e le rispettive chiome fluenti hanno ignorato il suddetto semaforo. Sono stati messi sotto indagine, mentre gli altri rientravano in modo random e neanche tutti in un secondo momento, quando si poteva. Poi la safety car si è levata di torno, il Vanz si è esaltato perché Leclerc era risalito miracolosamente non olo in top-ten ma addirittura a ridosso della top-5, ma non è durata molto a lungo: il Predestinato è andato a schiantarsi contro una barriera che, diversamente da lui, non sembrava particolarmente predestinata, la scocca della sua monoposto ha retto bene l'impatto, m non si può dire lo stesso della barriera: la gara è stata redflaggata e a quanto pare adesso le regole per le gare redflaggate sono diverse. Nello specifico le vetture rientrano in pitlane, chi non ha effettuato il pitstop lo fa in pitlane a gara interrotta (Strollino, parlo di te), poi si va in pista a fare un formation lap dietro la safety car e si riparte con standing start. Mentre scoprivamo tutto ciò, i due di cui sopra venivano penalizzati e il Prosciuttello Gangster viaggiava per il paddock in monopattino, probabilmente per andare a parlare con i commissari. Oppure per andare a trovare il suo best friend forever, non lo possiamo sapere. Il pre-gara, infatti, era stato caratterizzato da Hamilton e Vettel assenti dalla manifestazione contro il razzismo, immortalati mentre raggiungevano la griglia uno di corsa e l'altro sul monopattino (immagino abbiate capito chi era quello in fissa con il monopattino, questo fine settimana). A seguire, Hamilton ha dichiarato di avere fatto tardi perché era in bagno. Quindi ciò significa che Vettel era andato a cercarlo, oppure che erano entrambi nello stesso bagno. Quindi può darsi che durante la redflag il suo collega lo aspettasse in bagno e che l'abbia rincuorato per l'imminente penalità tirandogli la coda. Qualunque cosa sia successa, comunque, quello che conta è che quando la gara è ripartita, a circa metà percorrenza, Hamilton era ancora in testa, ma costetto a scontare uno stop and go, come Giovinazzi, ma a nessuno importava un fico secco di Giovinazzi.
Strollino, che ne avrebbe ereditato la leadership, è andato un po' per prati ed è scivolato dietro a Gasly, Sainz e le Alfa Romeo, quindi il leader della gara è divenuto il Pokemon, mentre Sainz lo inseguiva ma a debita distanza, Giovinazzi rientrava ai box per scontare la penalità, Raikkonen veniva superato prima da Strollino e poi da tanta altra gente, Bottas dormiva al quinto posto alle spalle di Norris (senza più Verstappino tra le scatole visto che si era ritirato per guasto al motore subito dopo il restart) e Hamilton risaliva dai bassifondi, superando a un certo punto Albon che era tra gli ultimi. Purtroppo non l'ha speronato in corso d'opera, perché la gara di Albon sarebbe risultata decisamente più rispettabile con un ritiro, visto che mentre lui annaspava davanti al solo Giovinazzi, Latifi stava a ridosso della top-ten. Via radio comunicavano a Sainz che avrebbe preso Gasly in sette/otto giri, ma i tempi di Gasly sembravano suggerire il contrario. Incredibile ma vero, a distanza di dodici anni e con dinamiche completamnte diverse, si stava concretizzando l'ipotesi di una seconda vittoria della "Toro Rosso di Faenza"... e dal punto di vista umano sarebbe stata decisamente più romantica di quella precedente. Nel 2008 Vettel era un pilota che non sembrava avere grosse possibilità di diventare un top-driver in tempi brevissimi (doveva passare in Redbull e vi rimando alla classifica 2008 per farvi capire quali potessero essere le ipotesi per il futuro della Redbull), ma nulla lasciava pensare che non potesse diventarlo in futuro. C'erano diverse squadre di livello medio-alto che avrebbero potuto ingaggiarlo di lì a qualche anno, dato che nel suo piccolo si era comunque messo in mostra più di altri piloti debuttati più o meno ai suoi tempi e che nei top-team c'erano comunque anche piloti la cui posizione non sembrava così tanto stabile per il futuro. Mentre Vettel stava in testa a quel gran premio non mi è mai venuto da pensare, nemmeno per una volta, che quella fosse la sua UNICA possibilità di vincere un gran premio e che se non ci fosse stata quella non ci sarebbe stata mai più un'altra occasione. Il discorso Gasly è molto diverso.

LA RIVINCITA DEL POKEMON - poco più di un anno fa Gasly stava al volante di una Redbull e veniva criticato per non cavare un ragno dal buco. Non solo veniva criticato, ma è stato anche cacciato via a calci e sostituito da uno che, risultati alla mano, non è che si stia rivelando così tanto più competitivo. È stato messo da parte, gli è stato fatto capire che non era abbastanza per stare in un top-team. Tanti altri al posto suo si sarebbero demoralizzati, avrebbero finito per disperdersi da qualche parte a fondo classifica, in attesa di vedere anche la loro posizione da piloti di classifica medio-bassa disintegrarsi una volta per tutte. Quando Gasly è stato messo da parte dalla Redbull, poteva sembrare destinato a non andare più da nessuna parte, ad essere solo una misera comparsa che un giorno o l'altro non avrebbe più avuto nemmeno un volante di serie B. Una volta ottenuto quel volante di serie B, tuttavia, il Pokemon non si è mai lasciato scoraggiare ed è riuscito a diventare quello che non era quando stava in un top-team. Ha dimostrato il proprio valore cogliendo prima un rocambolesco podio in Brasile e poi la consacrazione definitiva, questa vittoria, qualcosa di impensabile nell'immaginario collettivo. Ha mantenuto un gap costante nei confronti di Sainz fino all'ultimo giro e quando questo è finalmente riuscito a scendere in zona DRS, ancora una volta Gasly ha mantenuto la posizione. Ha visto il mondo dal gradino più alto del podio, ha visto la delusione negli occhi del suo inseguitore e ha visto quello che nessuno credeva di poter vedere, forse nemmeno lui stesso. Perché non sali su un'Alpha Tauri convinto che vincerai il gran premio, questo è poco ma sicuro, e non oso immaginare cosa possa essergli passato per la testa in quella metà gara che ha passato là davanti a tutti, probabilmente consapevole che, con una "Toro Rosso di Faenza" difficilmente gli sarebbe capitata una seconda occasione. In più si narra perfino che Gasly sia stato un fanboy di Vettel... e ora me lo immagino ragazzino, mentre sogna a occhi aperti di emulare il suo Yd0l0 e di vincere un gran premio al volante della Toro Rosso. Ce l'ha fatta ed è la cosa più fiabesca che potesse accadere, al punto tale che non me la sento di aggiungere altro, né dialoghi immaginari né considerazioni sugli altri hot topic del giorno (Ocon che polemizza con il team ma non è cool abbastanza per non essere insultato via social, Hamilton che per poco non raggiunge Bottas, le considerazioni sulla bellezza delle gare con reverse grid nonostante questa non avesse una reverse grid e tutto quello che si è detto in questi giorni).

RISULTATO: 1. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 2. Carlos Sainz (McLaren), 3. Lance Stroll (Racing Point), 4. Lando Norris (McLaren), 5. Valtteri Bottas (Mercedes), 6. Daniel Ricciardo (Renault), 7. Lewis Hamilton (Mercedes), 8. Esteban Ocon (Renault), 9. Daniil Kvyat (Alpha Tauri), 10. Sergio Perez (Racing Point), 11. Nicholas Latifi (Williams), 12. Romain Grosjean (Haas), 13. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 14. George Russell (Williams), 15. Alex Albon (Redbull), 16. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), Rit. Max Verstappen (Redbull), Rit. Charles Leclerc (Ferrari), Rit. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Sebastian Vettel (Ferrari).

venerdì 4 settembre 2020

Perché la Toro Rosso è riuscita a vincere un gran premio

Ieri il profilo twitter ufficiale della Formula 1 ha postato un tweet sul Gran Premio d'Italia 2008 e c'è gente che non seguiva la Formula 1 ai tempi che si è scatenata interpretando i fatti della Formula 1 del 2008 come se fosse stata la Formula 1 del 2020.
Voglio fare una doverosa premessa: non ho apprezzato per niente quel tweet dato che c'era scritto solo che si trattava della prima vittoria in carriera per Vettel (cosa a mio parere irrilevante, dato che stiamo parlando di uno che ha vinto 50+ gare, e non vedo che rilievo possa avere una di queste vittorie sul motorsport) e non c'era alcuna menzione al fatto che si trattava dell'unica vittoria della Toro Rosso (cosa a mio parere molto rilevante, dato che appunto è stata l'unica vittoria, e proprio il fatto che sia stata ottenuta da un pilota divenuto in seguito rilevante invece che dal primo Panis che passava per la strada è la ragione per cui se ne discute). Nonostante ciò, tuttavia, credo che il mio dovere sia quello di combattere l'ignoranza da social e spiegare come sia stato possibile che la Toro Rosso abbia vinto un gran premio nel 2008.

La prima osservazione che mi ha colpita è stata: "non è possibile che un team sesto in classifica abbia vinto una gara meritatamente, deve essersi trattato di un colpo di fortuna". In tal caso sarebbe stato più o meno lo stesso tipo di fortuna avuta da Panis quella volta, ma lasciamo stare. Anche perché il caso Monza 2008 e il caso Monaco 1996 non hanno niente in comune. In più, credo sia doverosa una premessa: il sesto posto in classifica finale della Toro Rosso tiene conto di tutto quello che è successo nella stagione.
Quella stessa stagione è iniziata con le vetture della stagione precedente e soprattutto a fine anno il team ha fatto 30+ punti, dei quali solo quattro ottenuti da Bourdais. Quest'ultimo ha dichiarato di essersi trovato meglio con la vettura di inizio stagione e di non essersi adattato alla vettura 2008. In più ha avuto sfortune random proprio nelle occasioni in cui stava andando bene e poteva portare a casa un discreto numero di punti. Se Bourdais fosse riuscito a fare gli stessi punti di Vettel o almeno ci fosse stato un gap minore tra i piloti, poteva essere possibile una posizione migliore. In sintesi, il concetto che voglio esprimere è questo: il fatto che la Toro Rosso sia arrivata sesta in classifica costruttori, non implica che sia stata 24/7 la sesta forza del mondiale 2008.

Altre considerazioni sono che era competitiva tanto quanto la Redbull e che i top-driver fossero fuori dalla Q3 e che questo abbia condizionato fortemente il risultato. Parto dalla questione Redbull: è vero che le vetture erano pressoché uguali, ma appunto erano due team da centro classifica. La Redbull dei tempi non era la Redbull di oggi. Il punto, tuttavia, è che non solo Redbull e Toro Rosso erano vetture quasi identiche, ma che in termini di performance tante vetture diverse avevano performance più o meno simili. Dei dieci team che hanno completato la stagione, nove hanno ottenuto almeno un podio, con la sola eccezione della Force India, backmarker senza punti in quel campionato, e cinque su dieci hanno ottenuto almeno una vittoria.
Nessuno di tali risultati sembrerebbe avvenuto in maniera particolarmente fortunosa, fatta eccezione per due risultati ottenuti dalla Renault, ovvero il podio di Piquet dovuto a un propizio ingresso della safety car e una delle vittorie di Alonso, dovuta a un propizio ingresso della safety car che è stato riconosciuto come innescato ad arte. A parte questo, comunque, la Renault ha vinto anche un'altra gara.

Vero che alcuni piloti di un certo spessore non sono andati in top-ten nella qualifica del GP d'Italia, tuttavia non è vero che tutti i contendenti al titolo fossero fuori in Q2. Dei due piloti che avrebbero lottato per il mondiale fino all'ultima gara, uno era Massa che in top-ten c'era eccome. Comunque, in ogni caso, vorrei anche ricordare che ai tempi ci si qualificava con il carburante per il primo stint di gara e che non era impossibile che team di seconda fascia cercassero di stare più leggeri per ottenere un risultato migliore in qualifica.
Rientrare ai box qualche giro prima dei top-driver significava rischiare di subire un overcut da parte di questi, in quanto giravano per qualche giro in più con vettura scarica. Per salvarsi da questo triste destino bisognava riuscire, nel corso dello stint, ad andare più veloci di chi stava dietro, al punto da rimanere davanti a costoro anche dopo la sosta. Nel primo stint Vettel è andato più veloce di Kovalainen e questo ha inciso sulla sua capacità di rimanere in testa.

In più aggiungerei un paio di cose random, come da contorno, che sono le seguenti. 1) Il giro di qualifica fatto da Vettel è stato molto buono, anche in confronto a quello di Bourdais, nonostante il quarto posto di quest'ultimo in griglia. 2) La gara è stata piuttosto tranquilla senza stravolgimenti e nel corso di quella gara Kovalainen, nonostante fosse su una McLaren, non andava forte abbastanza da avvicinarsi. 3) Hamilton era il pilota più veloce in pista e, con la strategia pianificata a una sola sosta, molto probabilmente sarebbe riuscito a superare Vettel nel corso della gara o a stargli davanti dopo il pitstop, ma ciò non è stato possibile in quanto, contrariamente alle previsioni meteo, la pioggia ha smesso di cadere e Hamilton è stato costretto a una seconda sosta per cambiare gomme. 4) Seppure quello di Monza sia stato il principale exploit della Toro Rosso, i risultati sembrano suggerire che, con la pioggia, fosse una vettura ben più competitiva che con l'asciutto (Bourdais è stato vicino ad andare a podio in Belgio, Vettel ha passato tutta la gara con i top-driver in Brasile ed era lui e non Glock il pilota che Hamilton inseguiva quando poi hanno superato entrambi Glock).

Con questo voglio dire che purtroppo questo gran premio è stato spesso dipinto in maniera sbagliata, e tutto perché il pilota era Vettel e non Panis. I suoi sostenitori quindi hanno sempre descritto il tutto come una performance eccezionale ottenuta solo grazie alle prestazioni del pilota, mentre i suoi detrattori hanno dipinto la Toro Rosso come la squadra più forte di quella stagione. Tutti sembrano essersi dimenticati del contesto e del fatto che, nel 2008, con una strategia giusta o una vettura adatta alle condizioni meteo in tanti potessero competere per il podio, con le giuste opportunità. Ovviamente il pilota non doveva mandare in vacca il risultato facendo errori o facendo performance al di sotto di quanto la vettura permetteva.
Da ultimo vorrei aggiungere una cosa: anche la retorica secondo cui Vettel sarebbe stato promosso in Redbull per questo evento non corrisponde a realtà. Vettel era stato ufficializzato dalla Redbull (per i tempi team da metà classifica - come da settimo posto finale) per il 2009 esattamente due mesi prima, per effetto del ritiro di Coulthard a fine anno (e un probabile rifiuto di Alonso, che già puntava alla Ferrari nel 2010).