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sabato 4 aprile 2026

Indycar 2026: #4 Barber

Nello scorso fine settimana si è svolto il quarto evento stagionale del campionato di Indycar a Barber, location dove l'anno scorso(?) una bambola gigante che penzolava su un ponte cone scenografia è caduta sul tracciato provocando una safety car. Ovviamente i puristi dell'Indycar, che avrebbero demonizzato la cosa se fosse accaduta in qualsiasi altra serie, specie se quella serie fosse stata 1) non americana, 2) la Formula 1, 3) la Formula E hanno deciso che la cosa è da very fighy. Questo è esattamente il tipo di atteggiamento per cui amando l'Indycar, trovo estremamente irritante la saccenza di quel mondo, che ogni tre per due ci tiene a ricordare che loro ce l'hanno più grosso e più duro di tutti. Ed è anche l'atteggiamento per cui sostengo a oltranza i piloti europei di provenienza Formula 1... di cui stavolta due elementi ci hanno fatto toccare vette altissime, e neanche dietro safety car in Azerbaijan! :-////
Detto questo, sostengo i piloti di europei di provenienza Formula 1, non necessariamente quelli delle relative formule minori, quindi lo dico apertamente: Alex Palou (Ganassi) mi ha abbondantemente rotto, ma cosa ci vuoi fare, si è preso la pole. XD

Nevermind la pole di Palou, ci sono altre faccende non di poco conto di cui dobbiamo occuparci, tipo in fatto che l'Indycar di oggi ogni tanto sfodera scene da very uominy e che, se ci fossero stati dei very uominy accostati alle reti, forse avremmo avuto una svolta splatter a una delle prime sessioni del fine settimana del "Children of Alabama Grand Prix" - posso dire che le gare americane hanno solitamente nomi trash? Sì, posso dirlo perché lo dico da anni, specie nei periodi della mia esistenza passata in cui seguivo categorie quali NASCAR e ARCA prima di convertirmi all'idea che il tempo che ho a disposizione è limitato e che dovevo fare una scrematura.
Torniamo a noi: Scott McLaughlin (Penske) ha avuto una brutta uscita di pista... ed è letteralmente uscito anche dalle barriere, sfondandole. Nessuno si è fatto male, ma qualche domanda sulla solidità delle stesse non sarebbe male farsela.



Come dicevo, Palou ha conquistato la pole position precedendo David Malukas (Penske), un sorprendente Graham Rahal (Rahal), Marcus Armstrong (Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), il mio eroe Romain Grosjean (Coyne), Santino Ferrucci (Foyt), il best friend forever dell'eroe nominato poco fa Marcus Ericsson (Andretti), Josef Newgarden (Penske) e Christian Lundgaard (Arrow McLaren) a completare la top-ten.
La gara non ha visto incidenti particolarmente altisonanti, ma nelle sue prime battute ha visto Ericsson mettersi all'opera e speronate nientemeno che RoGro, colui che a Baku nel 2018 l'aveva accusato di averlo speronato in regime di safety car...
...
...
...ecco, è giunto il momento di sfatare un mito. Quella frase, "I think Ericsson hit us", non è stata pronunciata da Grosjean come in tanti sostengono, bensì dal suo ingegnere Gary Gannon.
Di per sé, un pilota non aveva alcuna ragione per parlare al plurale, e soprattutto quella non è né la voce di Grosjean, né l'accento di un francese, ed è stata verosimilmente pronunciata prima che Gannon potesse vedere le immagini di quello che era realmente accaduto. RoGro ha comunque scherzato sull'avere avuto un incidente e dato la colpa a Ericsson durante un Grill the Grid negli anni seguenti.

La gara è stata un susseguirsi di Palou leader, essenzialmente ha trascorso tutta la durata in testa, con Lundgaard che si faceva largo fino alla seconda posizione. Rahal, che non vedeva il podio da tempo immemore, ha difeso fino alla bandiera a scacchi la posizione da Malukas che ha dovuto accontentarsi del quarto posto, con Kirkwood a completare la top-5, seguito da Armstrong.
Scott Dixon (Ganassi) ha chiuso settimo davanti a Ferrucci, mentre Ericsson e Newgarden hanno completato i primi dieci. Seguivano Alexander Rossi (Carpenter), Will Power (Andretti), Felix Rosenqvist (Shank), Rinus Veekay (Juncos) e Grosjean soltanto quindicesimo. :-((((
Dietro di lui si sono classificati McLaughlin, grande protagonista delle free practice come già discusso, Pato O'Ward (Arrow McLaren), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Christian Rasmussen (Carpenter), Kyffin Simpson (Ganassi), Caio Collet (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos), Dennis Hauger (Coyne), Mick Schumacher (Rahal) e Louis Foster (Rahal).


Da quanto ho visto nei giorni successivi su Twittelon, sembra che RoGro non abbia preso proprio bene l'incidente con il suo best friend forever.



martedì 17 marzo 2026

Indycar 2026: #3 Arlington

Il campionato di Indycar è tornato per la terza volta in tre fine settimana consecutivi, su una new entry, Arlington in Texas. Il weekend è iniziato con una bandiera rossa nelle prove libere perché... alcuni membri del catering si trovavano sulla pista mentre le monoposto si apprestavano a uscire dalla pitlane.
Superato questo ostacolo, tutto è proseguito normalmente. Abbiamo trovato in pole position una nostra vecchia conoscenza, Marcus Ericsson (Andretti), che precedeva Alex Palou (Ganassi), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Will Power (Andretti), Felix Rosenqvist (Shank), Marcus Armstrong (Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), Christian Rasmussen (Carpenter), David Malukas (Penske) e Alexander Rossi (Carpenter) a completare la top-ten.

Ericsson ha mantenuto la leadership, seguito da Palou. Nelle fasi iniziali della gara Christian Lundgaard (Arrow McLaren) si è esibito in un testacoda ed è finito nelle retrovie. Anche Armstrong sembra avere avuto qualche genere di danno, dato che ha perso terreno.
Ericsson è stato in testa per tutta la durata del primo stint, ma in occasione della prima sosta ha perso tempo ai box e Palou gli è passato davanti una volta che tutti si sono fermati. Seguivano O'Ward e Kirkwood, che sembrano avere avuto un contatto lieve, seguivano dietro di loro Rossi e Power.
Plot twist: contatto tra i compagni di squadra David Malukas e Josef Newgarden (Penske)! Avrebbe potuto andare ancora peggio perché l'ulteriore compagno di squadra Scott McLaughlin è uscito dai box e poco dopo si è ritrovato davanti Newgarden girato e per poco non faceva strike.
Abbiamo rivisto Malukas nelle posizioni che contavano quando a un certo punto era addirittura terzo - poi si sarebbe fermato di nuovo - mentre Newgarden l'abbiamo rivisto soltanto quando è stato speronato da Mick Schumacher (Rahal) il quale è partito in testacoda come un Sebastian Vettel qualsiasi.
Torniamo indietro: sopravvissuto a una seconda sosta lenta, Kirkwood si trovava comunque secondo alle spalle di Palou e gli sarebbe passato davanti. Malukas, invece, ha superato Power per il terzo posto, per poi rientrate per l'ultima sosta menzionata poco fa.
Svarioni, testacoda, contatti e quant'altro non hanno provocato alcuna safety car fino a quattro giri dalla fine, quando Rasmussen è andato a muro. Due giri dietro la vettura di sicurezza, poi finale stile green/ white/ checkered... in cui è stata data immediatamente caution, perché Nolan Siegel (Arrow McLaren) è stato colpito da dietro da Kyffin Simpson (Ganassi) ed è andato a centrare Romain Grosjean (Coyne). :-((((


Kirkwood ha vinto davanti a Palou, Power Ericsson, O'Ward, Malukas, Lundgaard, Scott Dixon (Ganassi) che... da dove è uscito esattamente? Poi Rossi e Armstrong a completare i primi dieci. Dietro di loro si sono classificati McLaughlin, Caio Collet (Foyt), Louis Foster (Rahal), Rinus Veekay (Juncos), Newgarden, Dennis Hauger (Coyne), Santino Ferrucci (Foyt), Graham Rahal (Rahal), Simpson, Rosenqvist, Sting Ray Robb (Juncos), Schumacher, Grosjean, Siegel e Rasmussen.


sabato 7 marzo 2026

Indycar 2026: #2 Phoenix, il primo ovale della stagione

Mentre da questo lato dell'oceano aspettiamo le cinque di domenica mattina per il GP d'Australia, di là dall'Atlantico ci aspetta il primo ovale della stagione. Ad aggiudicarsi la pole position è David Malukas (Penske), che precede Josef Newgarden (Penske), Graham Rahal (Rahal), Mick Schumacher (Rahal), Scott McLaughlin (Penske), Alexander Rossi (Carpenter), Patricio O'Ward (Arrow McLaren), Rinus Veekay (Juncos), Nolan Siegel (Arrow McLaren) e, proprio quando mi sto chiedendo chi sia almeno la metà di questa gente, ecco comparire Alex Palou (Ganassi) alla sua centesima partenza.
Prima dei 250 giri di Phoenix ecco che il nostro Phoenix Romain Grosjean (Coyne) si rifugia ai box: ci sono problemi sulla sua monoposto. :-//// Le cose non possono andare peggio di così per noi car ladies sostenitrici di RoGro, ma ci tocca andare avanti e ci tocca il trio Malukas/ Newgarden/ Rossi in testa. La speranza che qualcuno dei vari signori nessuno che precedono Palou possa tenere botta naturalmente svanisce e in particolare Siegel finisce anche fuori top-ten. Palou invece è quarto.

10° giro: Dennis Hauger (Coyne) trolla tutti con una sbinnata (ricordate questo termine ormai desueto?) e provoca la prima caution della giornata.
La seconda, a sorpresa, avviene pochi giri dopo il restart, quando Palou vernicia il muro dopo avere limonato con Veekay. Oggi non vincerà. Malukas, Newgarden e Rossi sono ancora i primi tre, Rahal che nel restart precedente ha fatto il figo adesso è quarto.
Nessuno va a sbattere nei giri che ci avvicinano a un terzo di gara, quindi si faranno le soste in regime di green flag. Qualcuno si è fermato prima con la safety car, quindi abbiamo diverse pitstop window: seguire l'effettivo andamento della gara e capire chi sia destinato a rimanere davanti da aggiornamenti social non è così immediato. Urge andare a cercare il live timing per avere un supporto e sperare che gli extended highlight di domani chiariscano i punti oscuri di questo sabato sera.

142° giro: mentre Christian Rasmussen (Carpenter) è in testa, Louis Foster (Rahal) che prima mi pare avesse avuto una sosta lunga va a baciare le barriere ed è di nuovo caution. Chi non è ancora andato ai box per la seconda sosta ci va adesso. Kyle Kirkwood (Andretti) si ritrova quindi in testa davanti a Will Power (Andretti) e a Scott Dixon (Ganassi).
Rasmussen è quarto, precede Marcus Armstrong (Shank) e O'Ward. Newgarden è settimo davanti a Santino Ferrucci (Foyt) e Felix Rosenqvist (Shank), con Hauger a completare i primi dieci. Al restart non ci sono grossi stravolgimenti, ma Rahal sembra rimontare fino alla bassa top-ten. Più avanti, Rasmussen risale e si riporta addirittura in testa al 190° giro, ma i successivi pitstop sono ormai vicini e la situazione si rimescola ancora una volta con vari cambi di leadership.
Dopo le soste, Rasmussen è leader, precede O'Ward, Kirkwood, Power, Newgarden, Malukas, Dixon, Rahal, Armstrong e Ferrucci a completare i primi dieci.

208° giro: risalito davanti a Kirkwood, Power è in lotta con Rasmussen per la leadership, ma i due si toccano e Will riporta danni, ma non Christian. La cosa fa indignare i fan di Willpowahhhh che scrivono su Twitter insulti nei confronti di Rasmussen, il che è notevole dato che scrivere su Twitter durante un doppio dito medio può essere complesso.
Nuova caution, di nuovo un po' di gente che rientra, tra cui O'Ward, Newgarden e Rahal tra quelli che stavano in top-ten, e altra che rimane invece in pista.
Tutto procede senza plot twist degni di nota fino a sette giri dalla fine quando Kirkwood si prende la leadership. Rasmussen perde altre posizioni, mentre due giri più tardi è Newgarden a passare in testa.
Si viaggia verso la bandiera a scacchi con Newgarden, Kirkwood, Malukas, O'Ward, Armstrong, Rossi, Dixon, McLaughlin, Rahal e la top-ten completata da Kyffin Simpson (Ganassi). Ferrucci, Rosenqvist e Christian Lundgaard (Arrow McLaren) precedono Rasmussen solo 14°, con a seguire Hauger ultimo dei piloti a pieni giro. Power è il primo dei doppiati termina la gara davanti a Marcus Ericsson (Andretti).

Il reparto gente random che guidava la Haas in Formula 1 oggi regala enormi soddisfazioni, visto che alcuni utenti di Twitter si lamentano che Mick Schumacher che ha chiuso 18° (mi viene il dubbio che fosse lui e non Foster il pilota Rahal che ha avuto problemi ai box, ma non ha rilevanza in questo contesto) a un certo punto abbia ostacolato le Penske per tentare di rimanere nel lead lap. ESTEBAN GUTIERREZ, SAPPI CHE TI STO PENSANDO TANTISSIMO <3 E PUR ESSENDO BEN LIETA CHE TU VENGA EMULATO RIMARRAI SEMPRE IL MIGLIORE. *____*
Scusate, ma Guti è Guti. <3 Segue Caio Collet (Foyt), dopodiché Siegel doppiato di due giri. Sting Ray Robb (Juncos) è doppiato di tre, mentre chiude a quattro giri Veekay. Foster doveva tornare in pista, ma non sono riusciti a rimetterlo in gara, Palou era out dalla notte dei tempi e RoGro... ti si ama sempre, RoGro, e le gare sono vuote senza di te. <3

Buona notte a tutti. Direi che entro le 16.00 di domani, orario in cui la differita della Formula 1 sarà verosimilmente terminata e potrò aprire anche app o siti diversi da EFP Fanfic o AO3 senza più dovere temere gli spoiler, l'extended highlight dovrebbe già esserci. Però è più stylish pubblicare in tempo reale e se ho scritto qualcosa di inaccurato la colpa è dei live blogger. :-PPPP



EDIT - 08/03 h.7.40: invece no, sono riuscita a non aspettare il pomeriggio e l'extended highlight l'ho visto ora.
Vorrei innanzi tutto precisare che la sbinnata di Hauger è stata pura poesia, dettaglio che dai tweet che stavo seguendo non si è capito minimamente. Essenzialmente ce lo siamo ritrovati girato di 180 gradi, ma si è girato nuovamente nel senso giusto senza toccare minimamente niente o nessuno.
Questione pitstop lungo: è stato menzionato nell'highlight ed era Schumacher, non Foster. Dato che i piloti hanno un cognome sarebbe utile venisse usato sempre quello, invece di numeri di gara. Detto ciò, le Penske avevano già subito undercut da O'Ward a quel punto e Schumacher ha tentato di omaggiare il connazionale Arnd Meier cosa comunque fallita mestamente perché non puoi omaggiarlo a pieno se ti sei qualificato tra i primi cinque.
Passiamo a Rasmussen: premesso che ha passato tutta la gara a tirare sportellate e verniciate, non è che dopo il sorpasso subito da Kirkwood per la leadership abbia perso posizioni in maniera totalmente random. No way, ha anche limonato selvaggiamente con il muro, da cui le posizioni perse nei giri conclusivi. Newgarden, invece, era più veloce della concorrenza proprio grazie al cambio gomme avvenuto durante la caution, che avevo menzionato già ieri sera.



domenica 1 marzo 2026

Indycar 2026: si parte da #1 St.Petersburg

Il campionato di Indycar inizia con 25 vetture al via, perché non ci sono le Prema. La squadra è in serie difficoltà... e niente, non ci sono più le squadre in difficoltà di una volta. Non ci sono sedicenti principi nigeriani né santoni vari a fare da contorno.

Si parte, con i commenti via social, il profilo ufficiale della categoria e quant'altro. Scott McLaughlin (Penske) parte dalla pole, seguono Marcus Ericsson (Andretti), Dennis Hauger (Coyne), Alex Palou (Ganassi), David Malukas (Penske), Romain Grosjean (Coyne), Marcus Armstrong (Shank), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Louis Foster (Rahal) e Kyffin Simpson (Ganassi) a completare la top ten sulla griglia.
Si parte e tutto fila liscio... poi niente, arriva Sting Ray Robb (Juncos). Aveva (o ha tuttora?) una sponsorizzazione religiosa, quindi si mette a girare come se fosse il tizio in gonnella del GP di Gran Bretagna 2003, però a bordo di una macchina, facendo sorgere molti dubbi, tipo come mai la sponsorizzazione religiosa in questione spenda soldi per SRR invece che per organizzare sagre della parrocchia, con la pasta fresca fatta dalle sfogline, l'orchestra di liscio che però suona revival anni '60/70 perché i vecchi che ballavano il liscio sono morti da anni, e lo spettacolo pirotecnico alle 23.30 dell'ultima serata.
Ne usciamo con una vettura che salta sopra un'altra, nessuna delle quali è guidata da SRR.


A dire il vero nessuna delle due è più guidata neanche da altri, dato che siamo a meno di un giro completato e Santino Ferrucci (Foyt) e Mick Schumacher (Rahal) sono già pronti per giocare a briscola. SRR prosegue, si becca un drive through e tante critiche sui social, cose tipo: "è ben chiaro perché abbia un volante a discapito di Conor Daly, se fosse una carta da briscola sarebbe il re di denari".
In un colpo solo riesce a far incavolare soggetti completamente diversi, quali il fanbase di Ferrucci e le schumine.

Tutto prosegue tranquillo, almeno finché Malukas non perde pezzi di gomma(?), ma il meglio deve ancora venire quando dopo una ventina di giri perdiamo per strada Will Power (Andretti) dopo avere verniciato un muretto.
Andiamo avanti, troviamo Ericsson e McLaughlin che lottano tra di loro, abbiamo Palou che ne approfitta per guadagnare tempo e abbiamo una riota vagante... c'è anche Scott Dixon (Ganassi) su tre ruote.
Quando siamo a metà gara Palou è leader davanti a Ericsson e McLaughlin, che palle la Formula 1 dove vincono sempre i soliti, mentre in Indycar abbiamo ogni volta un vincitore divers-... ah no.
La seconda gara sembra meno scoppiettante della prima, non ci sono casini vari, ma c'è Ericsson un po' meno al centro della scena, mentre Lundgaard (Arrow McLaughli) va a prendersi McLaughlin. In seguito Scott riprenderà la posizione su Christian: i due arriveranno 2/3 alle spalle di un ormai lontano Palou. Kyle Kirkwood (Andretti) precede O'Ward Ericsson, Josef Newgarden (Penske) arriva settimo davanti a RoGro, mentre Rinus Veekay (Juncos) precede Hauger.
Armstrong manca la top-ten in 11^ piazza, mentre Malukas, Foster e Simpson sono 13/14/15 tutti dietro a Felix Rosenqvist (Shank).
Alexander Rossi (Carpenter) precede Caio Collet (Foyt), Graham Rahal (Rahal), Christian Rasmussen (Carpenter) e Nolan Siegel (Shank). SRR chiude la gara in ultima piazza, con 93 giri completati su 100.
E adesso si aspetta la gara del prossimo fine settimana... ma prima, si spera, gli extended highlight di domani.

Fun fact: dopo che Esteban Gutierrez, Pietro Fittipaldi e Kevin Magnussen hanno gareggiato in passato in Indycar, e con Romain Grosjean e Mick Schumacher sulla corrente griglia, Nikita Mazepin rimane l'unico *EX* pilota di Formula 1 della Haas che non ha mai preso parte a una gara di Indycar.


mercoledì 15 ottobre 2025

La ridicola propaganda dell'Indycar, la serie che con i suoi media denigra la Formula 1 e i suoi piloti, ma si autocelebra per un test di un ex Formula 1 con due top-ten all'attivo

Vorrei iniziare questo post con una doverosa premessa: mi piace l'Indycar. Certo, non mi piace tanto quanto la Formula 1, ma visto quanto mi piace la Formula 1 penso che anche ciò che non mi piace tanto quanto quella possa comunque essere considerato di grande interesse da parte mia. Però non mi piacciono i puristi, quelli secondo cui se l'Indycar è bella, allora la Formula 1 deve fare schifo di default. E non mi piace nemmeno il modo in cui l'Indycar e i media a essi legati si autopromuovono come a lasciare intendere che la Formula 1 debba fare schifo di default.
È tutto un gran parlare di quanto i piloti di Indycar siano i migliori e quelli di Formula 1 siano più scadenti, quindi mi aspetterei un comportamento coerente. Invece no, succede che un pilotino che in Formula 1 ha concluso la bellezza di due gran premi in top-ten e mi tocca ritrovarmi con le bacheche di Zuckerbook e Twittelon intasate di post come se fosse un fatto epocale.

Voglio specificare che non seguo d'abitudine né schumine né bimbominchia vari, quindi a strapparsi le mutande erano canali ufficiali oppure esponenti del mondo dei media. Non che sia grave. Anzi, sono assolutamente favorevole al fatto che piloti che hanno gareggiato da una parte si avvicinino all'altra.
Quello che non mi torna è che un mondo sempre pronto a screditare la Formula 1 e le qualità dei suoi piloti, sbandierando ai quattro venti che solohhhh in Indycar ci sono i very uominy, mentre in Formula 1 ci sono solo degli scarsi che vinkonohhhh graziehhhh alla macchinahhhh, vada in brodo di giuggiole perché un ex pilota di Formula 1 che nella massima categoria non ha avuto alcun tipo di rilevanza e che in Formula 1 non vuole nessuno da anni ottenga neanche un volante come pilota, ma semplicemente che faccia un misero test.
Se sono così tanto convinti della loro superiorità, perché dare peso mediatico a qualcosa che per noi in Europa dovrebbe valere come se uno Zachary Claman De Melo qualsiasi testasse una Formula 1? Non che voglia paragonare Claman De Melo a Mick Schumacher, ma sono loro a dire che in Formula 1 i piloti fanno schifo e in Indycar sono tutti bravi, quindi non avranno niente in contrario se paragono il nulla cosmico di Claman con il fatto che Schumacher sia un campione di Formula Regional e di GP2.

Da questo punto di vista, devo essere sincera, non mi stupisce che così tanti piloti che stavano nelle formule minori europee poco prima e poco dopo il 2020 stiano spopolando in Indycar. Non credo affatto che coincida con il poco peso che la Formula 1 avrebbe dato a questi piloti, quanto piuttosto al fatto che in quegli anni in Indylights ci fosse una manciata di macchine e che, di conseguenza, i piloti di spessore provenienti dalla Road to Indy della stessa epoca non siano stati un valido ricambio generazionale.
Però, lo ribadisco, eccitarsi per un test effettuato da un rifiuto di una categoria di scarti - a detta loro - mi pare troppo. Anzi, mi pare una presa per i fondelli non indifferente, così come certi post tipo quello "like father like son" in cui hanno photoshoppato Mick Schumacher su una vettura del team Rahal accanto al padre che taglia il traguardo del GP di Indianapolis di Formula 1.
Così, a primo impatto, mi pare che abbiano photoshoppato Mick al posto di Barrichello in quel finale del 2002 in cui Michael scambiò la safety car line per la linea del traguardo e fu superato da Rubinho al photofinish.

Tra parentesi, qualcosa come un quarto di secolo fa Michael Schumacher disse dell'Indycar e della Indy 500 più o meno quello che in America dicono 24/7 della Formula 1.
Premesso che le dichiarazioni di Schumacher dovrebbero essere prese per quello che sono, ovvero probabile dissing nei confronti di avversari che in Indycar avevano gareggiato e vinto (uno dei quali ha anche vinto un campionato di Formula 1 dopo che MSC si era arenato per le campagne di Jerez de la Frontera), è altrettanto vero che il tifoso medio non è in grado di fare una simile deduzione. Ciò che rimane è il dissing alla categoria.
Quindi la sintesi è: "la Formula 1 fa schifo, i suoi piloti sono scarsi, ma ci stiamo strappando le mutande per il fugace passaggio di uno che è andato a punti due volte, figlio di un pluricampione del mondo che venticinque anni fa ci ha paragonati a un branco di pezzenti, God bless America". A me pare cringe, non so a voi.



venerdì 5 settembre 2025

Indycar 2025: #16 Milwaukee e #17 Nashville

Dopo la vittoria del titolo in anticipo da parte di Alex Palou, pilota del team Ganassi, ormai pluricampione della categoria, restavano ancora due eventi da svolgersi negli ultimi due fine settimana di agosto, sugli ovali di Milwaukee e Nashville. Il campione in carica si è classificato secondo in entrambe le occasioni, in cui la vittoria è andata rispettivamente a Christian Rasmussen del team Carpenter e a Josef Newgarden con Penske.
A proposito di Penske, erano le ultime gare per Will Power prima di essere rimpiazzato da David Malukas, proveniente da Foyt. Power si accaserà invece al team Andretti, al posto di Colton Herta, di cui si vocifera un passaggio in Formula 2 in vista di un potenziale futuro in Cadillac di cui è test driver per la Formula 1 (al momento possiede abbastanza punti superlicenza per la Friday licence, ma non per potere essere titolare).

Milwaukee/ 250 giri - Palou è scattato dalla pole position conservando la prima posizione davanti a Malukas. Una prima safety car è entrata immediatamente causa incidente di Nolan Siegel (Arrow McLaren), seguita da un'altra per una mezza sbinnata di qualcuno nelle retrovie. Dopo il restart, è ripreso il duello tra i primi due, Malukas è andato in testa, ma Palou lo ha superato in un secondo momento. In occasione della prima sosta, la Penske di Scott McLaughlin si è inserita in seconda posizione.
Power è finito a muro durante le seconda sosta dei leader, Palou e McLaughlin si sono ritrovati 1/2, mentre Malukas, per effetto di una lunga sosta, si è ritrovato doppiato. La terza sosta, invece, è stata effettuata in regime di safety car, quando la Prema di Callum Ilott è rientrata ai box emanando fumo. Marcus Armstrong (Meyer Shank) è rimasto fuori trovandosi brevemente in testa, per poi essere superato in fretta, lasciando Palou, McLaughin e Newgarden nelle prime tre posizioni.

C'è stata una successiva safety car a causa della pioggia, nuove soste, Rasmussen che risaliva dalla bassa top-ten fino alla zona podio, oltre che un contatto tra Newgarden e Alexander Rossi (Carpenter). A quindici giri dalla fine, Rasmussen si è portato in testa, restando leader fino alla fine e vincendo davanti a Palou, McLaughlin e Rossi, mentre le Arrow McLaren di Pato O'Ward e Christian Lundgaard hanno chiuso 5/6 davanti a Newgarden.
Malukas ha concluso in un buon ottavo posto, davanti a Scott Dixon (Ganassi) e al precedente attention seeker Armstrong. Herta si è classificato undicesimo davanti al compagno di squadra Kyle Kirkwood con a seguire Conor Daly (Juncos), Santino Ferrucci (Foyt), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Louis Foster (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Marcus Ericsson (Andretti), Kyffin Simpson (Ganassi), Jacob Abel (Coyne), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Sting Ray Robb (Juncos) e Graham Rahal (Rahal Letterman).

Nashville/ 225 giri... si può chiamare una gara "Borchetta Bourbon Music City Grand Prix"? A quanto pare sì. Rasmussen, fresco vincitore di Milwaukee, partiva dalle retrovie e ha iniziato (e brevemente finito) la gara con un incidente. Dopo la safety car, abbiamo avuto un lungo duello tra il poleman O'Ward e l'onnipresente Palou, il quale tuttavia dopo una cinquantina di giri ha avuto una foratura, dovendo anticipare la prima sosta.
Dopo 82 giri di gara, mentre si trovava in quarta piazza, Malukas è finito a muro tentando di passare il doppiato Foster, con il quale ha avuto un contatto. A seguito dell'incidente è stato portato in ospedale con l'elicottero per controlli, ma è stato successivamente dimesso.
Dopo il restart, con O'Ward e Power 1/2, Herta ha superato McLaughlin portandosi terzo, con anche Palou che si avviava verso le posizioni di spicco e in seguito avrebbe ottenuto la terza piazza.

Colpo di scena al 127° giro, quando O'Ward, leader della gara, è finito a muro lasciando la leadership a Power, che tuttavia ha avuto una sosta lunga in regime di safety car. Su un'altra finestra di pitstop, Rossi è rimasto fuori portandosi in testa davanti a Newgarden e McLaughlin, riuscendo a conservare per qualche tempo la posizione e desistendo solo poco prima della sosta.
Newgarden e McLaughlin si sono ritrovati 1/2 con Palou alle loro spalle. Dopo l'ultima sosta, sono stati Scott e Alex a lottare per la leadership. Dopo una tardiva safety car a causa di un lieve contatto di una delle vetture retrostanti con il muro, abbiamo avuto un nuovo duello e a undici giri dalla fine Newgarden è passato definitivamente in testa, da dove sarebbe andato a vincere davanti a Palou e al duo McLaughlin/ Simpson protagonisti di un acceso duello per la terza posizione, con Daly a completare la top-5.
Seguivano Kirkwood, Rosenqvist, Ferrucci, Ilott, Rossi, Herta, Dixon, Veekay, Shwartzman, Ericsson, Robb, Siegel, Defrancesco, Armstrong, Foster, Power e Rahal. Abel risulta ritirato a pochi giri dalla fine, mentre in precedenza Lundgaard si era ritirato per un guasto.



venerdì 15 agosto 2025

Indycar 2025: #15 Gran Premio di Portland // Palou campione in anticipo

La scorsa domenica si è svolto il quindicesimo appuntamento di una stagione di Indycar che volge ormai agli sgoccioli (mancano due eventi), nella quale Alex Palou è arrivato con un consistente margine nei confronti di Pato O'Ward. In una simile situazione è difficile che la storyline del giorno possa divenire un ultraquarantenne a rischio di perdere il volante che vince con Penske per la prima volta nella stagione... ma mai sottovalutare Will Power!
Iniziamo dall'inizio, quindi da O'Ward: il pilota di Arrow McLaren è infatti scattato dalla pole position, mantenendo la prima posizione davanti alla Meyer Shank di Felix Rosenqwist e allo stesso Willpowahhhh (che nei giorni successivi - il 14 agosto - avrebbe festeggiato l'anniversario del doppio dito medio in mondovisione). Il leader del campionato era soltanto quarto, al momento.

La prima parte di gara è stata quella meno tranquilla, in termini di incidenti. Al terzo giro di un totale di 110, infatti, Santino Ferrucci (Foyt) ha inaugurato le danze finendo in testacoda e andando a stampare il posteriore contro a un muro, segnando il primo ingresso della safety car. Si è visto poi un contatto tra Kyffin Simpson (Ganassi) e Louis Foster (Rahal Letterman), che tuttavia non ha provocato grossi danni ai due piloti.
Il momento clou ce l'hanno regalato Christian Rasmussen (Carpenter) e Conor Daly (Juncos): era il 15° giro ed era già da un po' che i due si tiravano delle mezze sportellate. Il botto è avvenuto e Daly è finito violentemente fuori pista andando a sbattere contro le barriere (nello screenshot qui sotto).
Dopo la gara, Daly ha criticato Rasmussen per la sua guida azzardata, mentre Rasmussen ha sostenuto che fosse stato lo stesso Daly a innescare l'incidente.


Power non si è mai fermato ai box in regime di safety car, ma ha effettuato la prima sosta intorno a un terzo di gara. Le cose sono precipitate, invece, per O'Ward: si giocava ancora il campionato con Palou, ma ha lasciato definitivamente il titolo nelle mani del pilota del team Ganassi, quando ha accusato problemi tecnici e ha trascorso parecchi giri fermo ai box dopo esserci arrivato al rallenty.
In una gara che è proseguita decisamente più tranquilla, Willpowahhhh è rimasto in testa in ciascuno stint, inseguito a gara inoltrata da Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che gli stava molto vicino. Questo, però, più che andare ad attaccare Power ha dovuto vedersela con Palou, vicino a lui tanto quanto lui lo era nei confronti del leader della gara. Nel frattempo, dopo un contatto con Scott Dixon (Ganassi), Josef Newgarden (Penske) è riuscito a levarsi di mezzo senza divenire un intoppo.

Power è andato a vincere, Lundgaard è uscito vincente da un acceso duello con Palou, il quale ha salvato la terza piazza dopo avere anche messo le ruote sulla sabbia.
Graham Rahal (Rahal Letterman) e Alexander Rossi (Carpenter) hanno completato la top-5 precedendo Callum Ilott (Prema), Scott McLaughlin (Penske) e Marcus Armstrong (Meyer Shank), mentre Rosenqvist in una posizione di spessore nel primo stint ha chiuso nono davanti a Colton Herta (Andretti).
Dixon, Rasmussen e Foster hanno preceduto Sting Ray Robb (Juncos), Robert Shwartzman (Prema), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), David Malukas (Foyt) e Kyle Kirkwood (Andretti) a completare la top-20. Simpson ha preceduto Marcus Ericsson (Andretti) e Jacob Abel (Coyne), mentre Newgarden ha chiuso solo 24° davanti a O'Ward giunto a dieci giri dal leader.


sabato 2 agosto 2025

Indycar 2025: #14 Gran Premio di Monterey

Nello scorso fine settimana si è svolto il quarto appuntamento di fila in quattro weekend consecutivi - cinque se si considera il double header disputato in precedenza - del campionato di Indycar, sul circuito di Laguna Seca.
La pole posizion è stata conquistata da Alex Palou, seguito da Pato O'Ward, Colton Herta, Josef Newgarden, Will Power, David Malukas, Christian Lundgaard, Graham Rahal, Louis Foster, Marcus Armstrong, Christian Rasmussen, Felix Rosenqvist, Scott McLaughlin, Kyffin Simpson, Marcus Ericsson, Nolan Siegel, Rinus Veekay, Kyle Kirkwood, Scott Dixon, Santino Ferrucci, Jacob Abel, Alexander Rossi, Conor Daly, Callum Ilott, Robert Shwartzman, Sting Ray Robb e Devlin Defrancesco.
Palou ha mantenuto la prima posizione nei confronti di Herta, mentre dietro di loro si è visto Daly girare per le vie di fuga così come una delle Prema non meglio identificate. Subito dopo c'è stato un incidente tra Simpson, in livrea estremamente variopinta, e Rosenqvist, in livrea ancora più variopinta, che pareva generata da una sintesi di tutte le livree Benetton viste in Formula 1 nel corso degli anni '90.


È entrata la safety car, dopo la quale abbiamo avuto qualche altro giro con Palou in testa, seguito da O'Ward e Newgarden, fino a un ulteriore incidente di Abel che ha innescato un nuovo ingresso della safety car.
Qualcuno è andato ai box, ma nessuno dei piloti di testa, che si sono riversati in pitlane per il primo pitstop, quando Veekay è andato a sbattere, prima dell'ingresso della safety car in pista. Non l'ha fatto Siegel, che per vari giri ha fatto il figo davanti a tutti prima di essere superato dai piloti di testa.
Dopo avere riconquistato la leadership, Palou è rimasto in testa senza intoppi, mentre a gara inoltrata abbiamo visto Ericsson insabbiato ed è passato un po' prima che la gara venisse neutralizzata. Al restart, Palou era ancora davanti a tutti, precedendo Lundgaard. Abbiamo visto una fugace sbinnata di Siegel e poi, in seguito, Ferrucci insabbiato e nuovo ingresso della safety car.
Al momento del restart mancavano ormai una manciata di giri, nel corso dei quali non sono successi particolari stravolgimenti e il leader del campionato è andato a procacciarsi la vittoria, dopo non essere mai stato messo in discussione.

RISULTATO: 1. Palou/ Ganassi, 2. Lundgaard/ Arrow McLaren, 3. Herta/ Andretti, 4. O'Ward/ Arrow McLaren, 5. Dixon/ Ganassi, 6. Ilott/ Prema, 7. Power/ Penske, 8. Armstrong/ Meyer Shank, 9. Rasmussen/ Carpenter, 10. McLaughlin/ Penske, 11. Newgarden/ Penske, 12. Rahal/ Rahal Letterman, 13. Malukas/ Foyt, 14. Daly/ Juncos, 15. Rossi/ Carpenter, 16. Kirkwood/ Andretti, 17. Foster/ Rahal Letterman, 18. Siegel/ Arrow McLaren, 19. Robb/ Juncos, 20. Defrancesco/ Rahal Letterman, 21. Shwartzman/ Prema, 22. Ferrucci/ Foyt, 23. Veekay/ Coyne, 24. Rosenqvist/ Meyer Shank, Rit. Ericsson/ Andretti, Rit. Abel/ Coyne, Rit. Simpson/ Ganassi.



lunedì 21 luglio 2025

Indycar 2025: #13 Gran Premio di Toronto

Nel corso del fine settimana si è svolto l'appuntamento canadese del campionato di Indycar, con Colton Herta a scattare dalla pole position, precedendo il leader del campionato Alex Palou, dopodiché Marcus Armstrong, Will Power, Graham Rahal, Kyle Kirkwood, Louis Foster, Marcus Ericsson, Rinus Veekay e Pato O'Ward a completare i primi dieci. Seguivano Scott Dixon, Callum Ilott, Nolan Siegel, Kyffin Simpson, Scott McLaughlin, David Malukas, Felix Rosenqvist, Josef Newgarden, Christian Lundgaard, Robert Shwartzman, Conor Daly, Christian Rasmussen, Alexander Rossi, Sting Ray Robb, Devlin Defrancesco e Jacob Abel per un totale di ventisei vetture in griglia.


Herta ha mantenuto la posizione alla partenza, seguito da Armstrong e da un ottimo Kirkwood, mentre Palou è scivolato in quarta piazza. I primi tre sono rientrati ai box in occasione della prima caution, avvenuta dopo pochissimi giri quando McLaughlin è andato a sbattere dopo avere perso una ruota fissata male, lasciando Palou in testa alla gara davanti a Veekay e a Foster.
La gara è proseguita non priva di intoppi, dato che poi sono venuti a contatto Power e Rasmussen, con ulteriore caution. E poi è andato a sbattere Rossi... e niente, la safety car ha avuto nel frattempo un'avaria, giusto per non farci mancare niente.
Il meglio, comunque, doveva ancora avvenire, ed è arrivato non con Kirkwood comunque in testacoda in pitlane, ma con un restart ignorante nel quale abbiamo avuto Abel in aria sopra un'altra vettura e un potenziale ingorgo niente male. Le altre vetture danneggiate nel contatto sono state quelle di Newgarden e Defrancesco... e non eravamo neanche a metà gara!


Palou, che aveva rimandato la sosta ai box, è dovuto rientrare a quel punto, così come Dixon che si trovava dietro di lui sulla stessa strategia. Veekay a quel punto ha preso la testa della gara, per subire tuttavia in occasione della successiva sosta ha subito un overcut da parte di O'Ward risalito fino a quel momento al secondo posto.
Dopo una serie di contatti senza conseguenze, a pochi giri dal termine abbiamo avuto un altro incidente da caution, stavolta tra Siegel e Rosenqvist, che ha fatto sì che la gara terminasse dietro safety car.

RISULTATO: 1. O'Ward (Arrow McLaren), 2. Veekay (Coyne), 3. Simpson (Ganassi), 4. Herta (Andretti), 5. Ericsson (Andretti), 6. Kirkwood (Andretti), 7. Rahal (Rahal Letterman), 8. Ilott (Prema), 9. Malukas (Foyt), 10. Dixon (Ganassi), 11. Power (Penske), 12. Palou (Ganassi), 13. Lundgaard (Arrow McLaren), 14. Armstrong (Meyer Shank), 15. Daly (Juncos), 16. Shwartzman (Prema), 17. Robb (Juncos), 18. Siegel (Arrow McLaren), 19. Rosenqvist (Meyer Shank), 20. Rasmussen (Carpenter), 21. Foster (Rahal Letterman), 22. Defrancesco (Rahal Letterman), 23. Abel (Coyne), 24. Newgarden (Penske), 25. Rossi (Carpenter), 26. McLaughlin (Penske). Seppure qualificato 23°, Santino Ferrucci (Foyt) non ha preso parte alla gara per danni riportati alla vettura in un incidente nella sessione di prove libere antecedente alla gara.



lunedì 14 luglio 2025

Indycar 2025: #11 e #12 Iowa Speedway

Nel corso del fine settimana del 12/13 Luglio il campionato di Indycar ha gareggiato allo Iowa Speedway con un doppio appuntamento.
Dopo 275 giri di gara, sabato è stato Pato O'Ward (Arrow McLaren) a imporsi, mentre nella gara della domenica la vittoria è andata ad Alex Palou (Ganassi).

Josef Newgarden (Penske) si apprestava a partire davanti a tutti precedendo Conor Daly (Juncos) e Felix Rosenqvist (Meyer Shank) quando la bandiera verde è stata rimandata di diversi giri dopo un testacoda di Colton Herta (Andretti) mentre la gara si apprestava a scattare. Quando finalmente è arrivato lo start, Newgarden ha mantenuto la posizione, così come Daly la seconda, mentre Rosenqvist sarebbe stato superato da Palou prima di perdere ulteriori posizioni nelle fasi seguenti.
Al 75° giro un incidente di Jacob Abel (Coyne) ha fatto entrare la safety car, in presenza della quale si sono svolti i pitstop. La sosta di Daly è stata lenta, si è ritrovato quinto superato non solo da Palou ma anche dal vincitore dello scorso evento Scott Dixon (Ganassi), da O'Ward e da Will Power (Penske). O'Ward e Daly sono i piloti per i quali il restart è andato meglio, ritrovandosi in breve tempo 2/3.

Al 153° abbiamo avuto un altro incidente, stavolta di Kyle Kirkwood (Andretti), a seguito del quale ci sono stati nuovamente i pitstop in regime di safety car, con Newgarden ancora in testa alla gara, seguito da O'Ward e Palou, con Daly al quarto posto, dietro di loro Power a lottare con Nolan Siegel (Arrow McLaren) per la quinta piazza, che poi si è procacciato.
La successiva sosta è stata effettuata a una quarantina di giri dal termine, stavolta in bandiera verde, e ci siamo ritrovati con O'Ward uscito davanti a Newgarden, con Power risalito al terzo posto davanti al compagno di squadra Scott McLaughlin che era partito dalle retrovie. Palou si trovava invece al quinto posto, quando un incidente di Siegel - che poi non avrebbe preso parte alla gara della domenica - ha determinato una bandiera rossa per rimettere a posto il muro.
A quindici giri dalla fine, il restart, seguito immediatamente da un incidente di Callum Ilott (Prema) che ha nuovamente neutralizzato la gara fino a dieci giri dalla conclusione.

Nonostante il gap molto ravvicinato, O'Ward ha mantenuto la prima posizione andando a vincere davanti a Newgarden, Power e McLaughlin, con Palou a completare la top-5. Christian Rasmussen (Carpenter) ha portato a casa il sesto posto, precedendo Daly uscito vincente da un duello per il 7/8 posto con Santino Ferrucci (Foyt) con il quale è stato protagonista nei giorni scorsi di una polemica. Marcus Armstrong (Meyer Shank) ha chiuso nono, mentre Dixon ha completato la top-ten.
Seguivano Graham Rahal (Rahal Letterman) e David Malukas (Foyt), poi Herta che ha completato la gara tredicesimo. Dietro di lui Louis Foster (Rahal Letterman), Marcus Ericsson (Andretti), Rinus Veekay (Coyne), solo diciassettesimo Rosenqvist, poi Kyffin Simpson (Ganassi), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Christian Lundgaard (Arrow McLaren) e Sting Ray Robb (Juncos).
Oltre ai piloti sopracitati in occasione di incidenti vari, anche Alexander Rossi (Carpenter) non è arrivato a vedere la bandiera a scacchi.

Nella gara della domenica Palou è partito dalla pole position e la gara è stata immediatamente neutralizzata per un incidente che ha coinvolto Defrancesco e McLaughlin. Al restart, Palou leaderava davanti a Rosenqvist, Newgarden, Malukas e Power, con Newgarden e Power che hanno recuperato ciascuno una posizione, anche se poco dopo la gara di Will è terminata per un guasto.
Al 50° c'è stato un incidente di Robb, seguito da pitstop in regime di safety car, a seguito dei quali Palou era in testa davanti a Newgarden e Malukas. Josef si è preso la testa della gara, mentre più avanti avremmo assistito a un duello piuttosto acceso tra Alex e David per la seconda posizione, con Palou che ne è uscito vincente.
Newgarden ha perso la leadership quando, poco dopo la sua successiva sosta, al 132° un incidente di Ericsson ha fatto sì che gli avversari rifornissero in regime di safety car.

Palou, Malukas e O'Ward erano i primi tre quando a un centinaio di giri dal termine Ilott è andato a sbattere provocando il successivo ingresso della safety car con tanto di pitstop dei piloti di testa. Non si è fermato Kirkwood e l'abbiamo visto duellare per la prima posizione con O'Ward che poi si è riappropriato della leadership. Kirkwood invece è stato velocemente risucchiato perdendo posizioni.
Newgarden nel frattempo era in rimonta, tanto da raggiungere il terzo posto dietro a Palou e O'Ward, per poi risalire ulteriormente ritrovandosi al 240° in testa alla gara.
Ancora una volta, tuttavia, si è fermato prima di altri - anche se stavolta non era il solo - e, quando Herta è andato a sbattere ed è entrata la safety car, Palou ha potuto approfittarne per portarsi in testa alla gara restandoci dopo la sosta in regime di SC. Precedeva Armstrong, Dixon, Shwartzman e Lundgaard.
Palou ha mantenuto la leadership vincendo davanti a Dixon, Armstrong, Malukas, O'Ward, Lundgaard, Rosenqvist, Shwartzman e Newgarden a completare la top-ten. Seguivano Abel, Veekay, Simpson, Foster, Ferrucci, Daly, Rossi, Kirkwood e Rahal. Oltre ai piloti già citati, Ericsson risulta ritirato.


sabato 12 luglio 2025

Indycar 2025: #10 Gran Premio di Mid-Ohio

Domenica scorsa, mentre eravamo tutti preso dal primo podio in Formula 1 di Nico Hulkenberg, dall'altra parte dell'oceano  i svolgeva il decimo appuntamento della stagione di Indycar, sul circuito di Mid-Ohio, in cui il poleman Alex Palou (Ganassi) sembrava il favorito per la vittoria, per poi essere battuto nelle fasi finali della gara dal compagno di squadra Scott Dixon, che dopo essere scattato dalla nona posizione era su una strategia alternativa.

Palou precedeva sulla griglia Christian Lundgaard (Arrow McLaren), Kyffin Simpson (Ganassi), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Colton Herta (Andretti), Louis Foster (Rahal Letterman), Kyle Kirkwood (Andretti) e Marcus Armstrong (Meyer Shank) a completare le prime quattro file. Mentre Palou ha mantenuto la leadership al via, Simpson si è preso la seconda piazza, che tuttavia Lundgaard avrebbe riconquistato al restart avvenuto di lì a pochi giri dopo la safety car entrata per l'incidente di Josef Newgarden (Penske)finito in testacoda alla partenza, toccandosi anche con altre vetture che sono riuscite a proseguire. Simpson sarebbe tuttavia sprofondato decisamente più indietro in seguito a causa di problemi alla vettura. Tutti i piloti erano su una strategia a due soste... tutti eccetto Dixon che, dopo avere rimandato la prima rimanendo in testa quando tutti gli altri si erano fermati, ha rimandato anche la seconda ritrovandosi in un'ottima seconda posizione nella parte finale della gara dopo che Palou era rientrato ai box per la terza sosta. Soltanto nelle ultime fasi della gara (era l'85° giro su un totale di 90), dopo un fuoripista di Alex, Scott si è appropriato della prima piazza ed è successivamente andato a vincere precedendo lo stesso Palou.

Dietro al duo Dixon/ Palou giunto molto ravvicinato sul traguardo, come un Hulkenberg qualsiasi Lundgaard è salito sul gradino più basso del podio e Herta quarto a precedere Pato O'Ward (Arrow McLaren), mentre Felix Rosenqvist (Meyer Shank) ha preceduto il compagno di squadra Armstrong e Kirkwood. Rinus Veekay (Coyne) è giunto nono, mentre Simpson ha completato la top-ten davanti a Siegel, Marcus Ericsson (Andretti), Callum Ilott (Prema) e Foster soltanto quattordicesimo dopo la partenza in sesta fila. Seguivano Alexander Rossi (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), David Malukas (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos), Conor Daly (Juncos), Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Jacob Abel (Coyne), Scott McLaughlin (Penske) e Graham Rahal (Rahal Letterman). Oltre al già citato Newgarden, non hanno visto il traguardo né il suo compagno di squadra Will Power, né Christian Rasmussen (Carpenter) ritirati a causa di guasti.

lunedì 23 giugno 2025

Indycar 2025: #9 Gran Premio di Road America

Nel corso del fine settimana appena terminato, il campionato di Indycar ha gareggiato a Road America. I primi dieci giri della gara sono stati addirittura trasmessi in diretta su Youtube... anche se, a onore del vero, in quei dieci giri ci sono state ben tre safety car, quindi azione non troppa.
Al via il poleman Louis Foster (Rahal Letterman) è stato insidiato da Scott McLaughlin (Penske), mentre David Malukas (Foyt) qualche posizione più indietro è finito in testacoda con la prima neutralizzazione. È stato rimesso in gara, cosa non fattibile, visti i botti più grossi, per i due piloti che hanno avuto incidenti nei giri successivi, Robert Shwartzman (Prema) e Sting Ray Robb (Juncos).
Nel frattempo, nei pochi giri di bandiera verde, McLaughlin ne aveva approfittato per portarsi in testa, con Foster finito dietro anche a Kyle Kirkwood (Andretti).

I piloti del gruppo di testa sono andati ai box per la prima sosta quando al decimo giro c'è stata la SC per l'incidente di Robb, lasciando la leadership a chi si era fermato in occasione della prima SC: nuovo leader Scott Dixon (Ganassi) davanti a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Alexander Rossi (Carpenter). Dixon è rimasto in testa fino alla successiva sosta ai box.
Al 22° giro, Conor Daly (Juncos) è andato a sbattere, con una nuova neutralizzazione, nel frattempo Christian Lundgaard (Arrow McLaren) era in testa davanti a Felix Rosenqvist (Meyer Shank) e al poleman Foster. Dopo le soste dei piloti su finestra di pitstop differente, Dixon è tornato in testa alla gara. Poco dopo la metà gara, al 30° giro (in totale erano 55 tornate) Josef Newgarden (Penske) è stato protagonista di un incidente nel quale ha anche abbattuto dei pannelli, con conseguente ingresso della safety car.
Al restart Dixon era in testa e precedeva Rossi e Alex Palou (Ganassi) per quello che è stato un seguito relativamente tranquillo della gara. Si sono visti dei testacoda, ma non hanno generato grossi intoppi se non a chi ne era protagonista, come per esempio Lundgaard che abbiamo poi ritrovato nelle retrovie.

Dopo la terza sosta, Dixon era in testa alla gara e precedeva Palou, ma la necessità di un ulteriore pitstop a due giri dalla fine ha spianato la strada al pilota spagnolo, che è quindi tornato alla vittoria precedendo Rosenqvist e Santino Ferrucci (Foyt). Kirkwood si è classificato quarto davanti a Marcus Armstrong (Meyer Shank) e Kyffin Simpson (Ganassi) mentre Malukas ha chiuso al settimo posto, con una top-ten completata da Nolan Siegel (Arrow McLaren), dallo stesso Dixon e da Rinus Veekay (Coyne).
Foster è giunto al traguardo undicesimo davanti ai già citati McLaughlin e Rossi, con a seguire Will Power (Penske), Callum Ilott (Penske) e Colton Herta (Andretti). Tra i piloti precedentemente menzionati abbiamo O'Ward sedicesimo, davanti Christian Rasmussen (Carpenter), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Graham Rahal (Rahal Letterman), Marcus Ericsson (Andretti), Daly è arrivato al traguardo ventiduesimo, precedendo Jacob Abel (Coyne), mentre l'ultimo dei classificati è stato Lundgaard.



mercoledì 18 giugno 2025

Indycar 2025: #8 Gateway

Nello scorso fine settimana il campionato di Indycar ha gareggiato a Gateway in Illinois, il secondo ovale della stagione dopo la Indy 500. La gara prevedeva 260 giri e Will Power (Penske) ha ottenuto la pole position, per poi vedersi sopravanzare al via da David Malukas (Foyt), mentre Scott McLaughlin (Penske) si è accodato in terza posizione.
La gara è stata neutralizzata al 4° giro per un incidente di Devlin Defrancesco (Rahal Letterman) che è finito a muro. Al restart c'erano ancora Malukas, Power e McLaughlin nelle prime tre posizioni, mentre dietro di loro c'erano in lotta per la quarta piazza Josef Newgarden (Penske) e Conor Daly (Juncos).
Colpo di scena al 47° giro quando Power è finito a muro. Tutti sono andati ai box in regime di safety car e si è visto Christian Lundgaard (Arrow McLaren) fermo nella pitlane. Al restart McLaughlin era in testa davanti a Malukas e Newgarden, con questi due in lotta per il secondo posto, con Josef che ha preso la seconda piazza al 75°.
Intorno al 100° giro, dopo un giro di soste in bandiera verde, Newgarden si è portato in testa davanti a Malukas e McLaughlin ed è rimasto leader fino al 130°, quando si è ritrovato davanti la vettura incidentata di Louis Foster (Rahal Letterman) finito a muro e rimbalzato sul muro opposto. Newgarden gli è finito sopra e si è ribaltato in un incidente spettacolare che fortunatamente non ha provocato infortuni ai piloti.




Pato O'Ward (Arrow McLaren) si è trovato in testa non essendosi fermato in regime di safety car, davanti a Daly e a Kyle Kirkwood (Andretti) nelle sue stesse condizioni, a seguire Malukas e McLaughlin che invece si erano già fermati ai box. McLaughlin non ha terminato la gara.
Daly ha leaderato fino al 191° giro quando si è fermato ai box. Dopo un giro di pitstop c'è stata una safety car quando Malukas(?) ha sfiorato il muro senza danni.
Scott Dixon (Ganassi) a quel punto era in testa davanti a O'Ward, Kirkwood, Daly e Malukas, dove è rimasto fino al momento di fermarsi ai box al 238°.
Essenzialmente nei giri finali c'era chi tentava di andare il più a lungo possibile, ma dovevano comunque fermarsi ai box, compresi Callum Ilott (Prema) e Felix Rosenqvist (Meyer Shank) che abbiamo visto lottare per la prima piazza prima di rientrare.
Alla fine ha vinto Kirkwood, davanti a O'Ward, con Christian Rasmussen (Carpenter) a completare il podio. Dixon si è classificato quarto precedendo Santino Ferrucci (Foyt), mentre Daly è giunto sesto davanti a Rinus Veekay (Coyne), Alex Palou (Ganassi), Marcus Armstrong (Meyer Shank) e Robert Shwartzman (Prema) a chiudere la top-ten. Alexander Rossi (Carpenter) undicesimo ha preceduto Malukas, mentre Marcus Ericsson (Andretti) ha chiuso davanti a Lundgaard.
Rosenqvist alla fine ha chiuso sedicesimo dietro a Kyffin Simpson (Ganassi), mentre Ilott diciottesimo dietro a Colton Herta (Andretti). Nolan Siegel (Arrow McLaren), Sting Ray Robb (Juncos), Jacob Abel (Coyne) e Graham Rahal (Rahal Letterman) hanno concluso la gara nelle ultime posizioni.


mercoledì 4 giugno 2025

Indycar 2025: #7 Gran Premio di Detroit

A distanza di appena una settimana dalla Cinquecento Miglia di Indianapolis vinta da Alex Palou (Ganassi), il campionato di Indycar è tornato con il settimo evento della stagione, che ha visto la seguente griglia di partenza:

1^ fila: Colton Herta - David Malukas
2^ fila: Kyle Kirkwood - Christian Lundgaard
3^ fila: Graham Rahal - Alex Palou
4^ fila: Rinus Veekay - Scott McLaughlin
5^ fila: Will Power - Scott Dixon
6^ fila: Marcus Armstrong - Christian Rasmussen
7^ fila: Marcus Ericsson - Louis Foster
8^ fila: Felix Rosenqvist - Alexander Rossi
9^ fila: Callum Ilott - Pato O'Ward
10^ fila: Kyffin Simpson - Jacob Abel
11^ fila: Santino Ferrucci - Robert Shwartzman
12^ fila: Devlin Defrancesco - Josef Newgarden
13^ fila: Conor Daly - Sting Ray Robb
14^ fila: Nolan Siegel

La location era Detroit, con il tracciato ricavato in parte sulle strade che negli anni '80 hanno ospitato anche il campionato di Formula 1... non so se avete presente, quel trash che a distanza di 40+ anni viene rivalutato perché ripensare a John Watson che vince dalle retrovie ha il suo perché. E prima che qualcuno mi accusi di confondere Detroit con Long Beach, preciso che una cosa del genere non accadrà mai, e che Watson ha vinto anche a Detroit partendo molto indietro sulla griglia, anche se non tanto indietro quanto a Long Beach.
Dopo avere fatto questa doverosa precisazione, direi che possiamo passare oltre e occuparci della gara, che prevedeva 100 giri e che è iniziata con Herta che manteneva la prima posizione, davanti a Kirkwood e Palou.



I leader erano su una strategia a tre soste partendo sulle soft, e hanno iniziato a fermarsi già intorno al 10° giro. Nel frattempo ci sono state due caution in rapida successione, la prima per un testacoda di Rosenqvist, la seconda poco dopo il restart per un contatto tra McLaughlin e Siegel, mentre al contempo c'era una ruota vagante persa da DeFrancesco. Davanti c'erano, su altra strategia, Rasmussen, Rahal e Foster, con Rahal che a un terzo di gara ai box ha avuto problemi ed è stato fermo piuttosto a lungo.
Rasmussen ha leaderato fino al 40° giro quando si è fermato ai box, dopodiché ha verniciato un muretto, ma senza dare danni. Kirkwood, Herta e Power erano i primi tre dopo i pitstop dei piloti sull'altra pitstop window, con Palou quarto. Dopo la successiva sosta Power sopravanzerà Herta.

Al 67° giro Ilott (Prema) è andato a sbattere contro le barriere, provocando una caution e ritirandosi. I piloti di testa sono rientrati ai box per la terza sosta, mentre Ferrucci, Simpson e Armstrong che si erano fermati da poco si sono ritrovati 1/2/3.
Seguivano Kirkwood, Power, Herta e Palou, che poco dopo il restart è stato speronato da Malukas finendo nelle barriere, con conseguente nuova caution. Dopo il successivo restart, Kirkwood è andato a prendersi la testa della gara, non prima di un contatto con Simpson dove ha danneggiato lievemente l'ala anteriore.
Anche Power ha rimontato posizioni andando a prendersi la seconda piazza.

All'83° giro la gara è stata redflaggata per uno spaventoso incidente dopo che Foster (Rahal Letterman) ha perso il controllo della vettura a causa di un cedimento e ha travolto Rosenqvist (Meyer Shank) con entrambi che sono finiti duramente nelle barriere. I due piloti sembrano non avere riportato conseguenze fisiche.
Nella parte finale della gara, dopo il restart (89° giro), Kirkwood ha proseguito indisturbato verso la vittoria, mentre un duello a tre per il secondo posto ha visto Ferrucci prevalere nei confronti di Herta e Power.
Oltre ai piloti menzionati in corso d'opera, anche Veekay (Coyne), Rasmussen (Carpenter) e DeFrancesco (Rahal Lettermann) sono stati costretti al ritiro. Questo è il risultato finale limitato ai piloti giunti fino al traguardo:

1. Kirkwood/ Andretti, 2. Ferrucci/ Foyt, 3. Herta/ Andretti, 4. Power/ Penske, 5. Simpson/ Ganassi, 6. Armstrong/ Meyer Shank, 7. O'Ward/ Arrow McLaren, 8. Lundgaard/ Arrow McLaren, 9. Newgarden/ Penske, 10. Rossi/ Carpenter, 11. Dixon/ Ganassi, 12. McLaughlin/ Penske, 13. Ericsson/ Andretti, 14. Malukas/ Foyt, 15. Robb/ Juncos, 16. Shwartzman/ Prema, 17. Daly/ Juncos, 18. Abel/ Coyne, 19. Siegel/ Arrow McLaren, 20. Rahal/ Rahal Letterman.

NB. Ferrucci ha mantenuto la posizione nonostante una penalità di punteggio per un'irregolarità tecnica.




martedì 27 maggio 2025

Indycar 2025: #6 Indianapolis 500

25 Maggio 2025 // è il giorno della 109^edizione della Cinquecento Miglia e dall'altro lato dell'oceano i colori della Prema svettano dopo la pole position conquistata da un rookie per una squadra ugualmente esordiente. Accanto a Robert Shwarztman c'è il quarantottenne Takuma Sato, one-off per Rahal Letterman, con due vittorie all'attivo. A Indianapolis, tuttavia, la posizione in griglia potrebbe non avere grossi effetti sul risultato finale, quindi quello che conta è in primo luogo andare in griglia, se si riesce in Fast12 e poi in Fast6, ma ciò che conta di più è arrivare in griglia.
Sabato 17 Maggio sono state fissate le posizioni dalla 13^ alla 30^, domenica c'era da decidere la top-12 e poi l'ultima fila. Dei primi dodici, le Penske non sono scese in pista, Scott McLaughlin per incidente nella free practice, Josef Newgarden e Will Power irregolarità tecniche. Questi ultimi due sono anche stati mandati, in seguito, in fondo alla griglia per la gara, con Power che aveva davanti la possibilità di diventare il primo pilota a vincere la Indy 500 dalla P33.
Marco Andretti, Marcus Armstrong e le Coyne, frattanto, avevano a disposizione tre posti in griglia ed erano in quattro. Nella giornata del 18 Maggio, nella Last Chance Qualifying AKA Bump Day, si poteva prospettare una sessione al cardiopalma. Tuttavia è stato molto chiaro che Jacob Abel, uno dei piloti Coyne, era palesemente il pilota destinato a guardarsi la gara in TV anziché essere incluso nella griglia di partrnza, che si è rivelata essere la seguente:

1^ fila: Shwartzman (Prema) / Sato (Rahal Letterman) / O'Ward (Arrow Mclaren)
2^ fila: Dixon (Ganassi) / Rosenqvist (Meyer Shank) / Palou (Ganassi)
3^ fila: Malukas (Foyt) / Lundgaard (Arrow McLaren) / Ericsson (Andretti)
4^ fila: McLaughlin (Penske) / Daly (Juncos) / Rossi (Carpenter)
5^ fila: Simpson (Ganassi) / Carpente (Carpenter) / Ferrucci (Foyt)
6^ fila: DeFrancesco (Rahal Letterman) / Robb (Juncos) / Rasmussen (Carpenter)
7^ fila: Larson (Arrow McLaren) / Foster (Rahal Letterman) / Ilott (Prema)
8^ fila: Castroneves (Meyer Shank) / Kirkwood (Andretti) / Siegel (Arrow McLaren )
9^ fila: Hunter-Reay (Dreyer & Reinbold) / Harvey (Dreyer & Reinbold) / Herta (Andretti)
10^ fila: Rahal (Rahal Letterman) / Andretti (Andretti) / Armstrong (Meyer Shank)
11^ fila: Veekay (Coyne) / Newgarde (Penske) / Power (Penske)

Arrivato il race day, la gara è partita in ritardo a causa della pioggia all'orario prefissato, con un ritardo di circa un'ora. Per McLaughlin la gara non è neanche iniziata, perché è andato a sbattere prima della bandiera verde. Dopo solo quattro giri di tranquillità, a seguito di un contatto con Armstrong, Andretti è stato costretto al ritiro e anche quest'anno non ha ribaltato la maledizione. :-////
Al restart, Shwartzman (che se non vado errata è il primo poleman asiatico della storia della Indy 500, ma nessuno se n'è accorto perché nell'immaginario collettivo solo i piloti giapponesi sono asiatici, al massimo a volere esagerare gli indiani) è stato risucchiato in breve tempo dagli inseguitori, con O'Ward che si è portato in testa prima che gli succedesse Sato. Quando al 20° giro è entrata la safety car a causa della pioggia e i piloti di testa si sono riversati in pitlane in branco, il premino è stato anche attardato da una sosta lenta.
Rossi e Rasmussen si sono scambiati la leadership dopo il restart. Non si erano infatti fermati ai box e si sono susseguiti nelle prime posizioni, in attesa che le soste intorno al 60° giro rimettessero davanti Sato, inseguito da Malukas.
Nei giri che sono seguiti abbiamo visto il drama in pitlane: prima Rossi ritirato per un principio d'incendio, poi Veekay che verniciava il muro della pitlane e infine il poleman, con un meccanico che cadeva a terra.
Frattanto su un'altra pitstop window Hunter-Reay si è portato in testa in un successivo momento. Al 93° c'è stata una SC quando sono finiti nelle barriere Simpson, Larson e Robb e nuovamente diverse pitstop window hanno visto altri piloti in testa, come De Francesco, Daly e di nuovo Hunter-Reay, il quale si è poi ritirato in pitlane. Anche Newgarden, nel frattempo, si ritirava a causa di un problema tecnico.
Daly ha perso diverse posizioni prima della sosta finale, mentre a pitstop ultimati Palou ha superato Malukas portandosi secondo alle spalle di Ericsson. Al 185° giro l'ha superato portandosi in testa e, nonostante questo lo inseguisse da vicino non ha avuto problemi a mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi, conquistando l'ennesima vittoria stagionale, ma la prima della sua carriera su un ovale.



La gara è finita con le bandiere gialle dopo che è avvenuto un incidente non inquadrato dalle telecamere, protagonista Siegel. Esistono al momento pare solo immagini amatoriali dell'incidente. La regia ufficiale è anche riuscita a perdersi il momento in cui Palou ha tagliato il traguardo. Sono seguiti poi i festeggiamenti con l'immancabile latte, il tutto mentre due donne in abiti succinti correvano a consolare Ericsson, facendo sorgere il dubbio che costui sia bigamo. :-PPPP

Nella serata di domenica abbiamo avuto il seguente risultato: 1. Alex Palou, 2. Marcus Ericsson, 3. David Malukas, 4. Pato O'Ward, 5. Felix Rosenqvist, 6. Kyle Kirkwood, 7. Santino Ferrucci, 8. Christiam Rasmussen, 9. Christian Lundgaard, 10. Conor Daly, 11. Takuma Sato, 12. Callum Ilott, 13. Helio Castroneves, 14. Devlin DeFrancesco, 15. Louis Foster, 16. Nolan Siegel, 17. Colton Herta, 18. Ed Carpenter, 19. Will Power, 20. Graham Rahal, 21. Marcus Armstrong, 22. Jack Harvey, 23. Scott Dixon, 24. Ryan Hunter-Reay, 25. Josef Newgarden, 26. Sting Ray Robb, 27. Kyle Larson, 28. Kyffin Simpson, 29. Robert Shwarztman, 30. Rinus VeeKay, 31. Alexander Rossi, 32. Marco Andretti, 33. Scott McLaughlin...

...ma attenzione, plot twist! Nella sera italiana di lunedì è stato comunicato che Ericsson, Kirkwood e Ilott, per irregolarità tecniche sono stati retrocessi nelle ultime posizioni, in sintesi un modo elegante per dire squalificati. In sintesi la nuova top-ten è Palou, Malukas, O'Ward, Rosenqvist, Ferrucci, Rasmussen, Lundgaard, Daly, Sato, Castroneves.



domenica 11 maggio 2025

Indycar 2025: #5 Gran Premio di Indianapolis

Nella giornata di ieri, 10 maggio, cinquantesimo compleanno di Helio Castroneves, che a breve tornerà per la Indy 500, si è svolto il quinto evento della stagione, il Gran Premio di Indianapolis, altresì noto come Sonsio Grand Prix, ma io preferisco citare la location piuttosto che lo sponsor, a meno che non ci siano nomi pittoreschi come nel campionato ARCA. E mi pare palese che siamo ben lontani da quei livelli.


La pole position se l'è aggiudicata Alex Palou (Ganassi), affiancato da Graham Rahal (Rahal Letterman) che si è procacciato la leadership al momento della partenza, davanti al leader del campionato e a Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman). Nel frattempo pare ci sia stato un contatto nelle retrovie tra Daly e Ilott con il premino che è finito in testacoda.
A proposito di testacoda, abbiamo visto anche una sbinnata di Marcus Ericsson (Andretti) che poi in corso d'opera si sarebbe ritirato come successo anche a Kyffin Simpson (Ganassi) e, in seguito, a Colton Herta (Andretti) e Jacob Abel (Coyne).
Dopo il primo pitstop Rahal e Palou hanno mantenuto la prima e seconda posizione mentre Scott McLaughlin (Penske) si è preso la terza piazza relegando quarto DeFrancesco, che avrebbe successivamente perso altre posizioni. A seguire, abbiamo avuto un intermezzo in cui, subito dopo che era passata in sovrimpressione la scritta del numero di giri da cui non entrava una safety car, Rosenqvist è finito in testacoda, ma si è rimesso in carreggiata giusto in tempo per non generare intoppi.

Rahal e Palou sono entrati ai box insieme per la seconda sosta, Graham ha mantenuto di poco la posizione su Alex, ma quel tanto che bastava per essere ancora leader. Nel corso dello stint, tuttavia, il campione in carica l'ha superato andandosi a prendere, più tardi, la quarta vittoria stagionale in cinque gran premi disputati.
Poco dopo, in occasione della terza sosta, Rahal ha avuto problemi, scivolando al quinto posto. Pato O'Ward (Arrow McLaren), infatti, era secondo davanti a Will Power (Penske) e a McLaughlin. Se Palou, O'Ward, Power e McLaughlin hanno mantenuto le prime quattro posizioni, non è lo stesso per Rahal scivolato sesto nel subire il sorpasso di Scott Dixon (Ganassi) nel restart a seguito della safety car entrata a causa della vettura ferma di David Malukas (Foyt), una safety car accolta con una certa gioia dai telecronisti.
Marcus Armstrong (Meyer Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), Rinus Veekay (Coyne) e Felix Rosenqvist (Meyer Shankp) hanno completato la top ten, precedendo Louis Foster (Rahal Letterman), Josef Newgarden (Penske), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Alexander Rossi (Carpenter), Conor Daly (Juncos), Christian Lundgaard (Arrow McLaren), con DeFrancesco solo diciassettesimo davanti a Robert Shwartzman (Prema), Christian Rasmussen (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos) e Callum Ilott (Prema).

Concludo con una riflessione. Come ben sapete, sono una grande appassionata di Formula 1 da sempre e seguo con piacere l'Indycar dal 2012, essendomi documentata su tutto ciò che è accaduto dal momento dello split in poi, sia in CART sia in IRL per la seconda metà degli anni '90 fino agli anni 2000 inoltrati. Penso che una cosa non escluda l'altra e non mi piace il modo in cui i puristi dell'Indycar stanno sempre a millantare superiorità trattando i fan della Formula 1 come delle capre ignoranti.
Se non vado errata, per anni hanno sbandierato ai quattro venti il fatto che in Indycar possonohhhh vincerehhhh tuttihhhh, mentre guess what? Adesso sta vincendo sempre e solo Palou e non mi sembra tanto diverso dai domini di Sebastian Vettel, Lewis Hamilton e Max Verstappen, a cui abbiamo assistito dall'epoca in cui seguo l'Indycar. Lo ribadisco: i puristi di Indycar esaltano dell'Indycar fatti che, se accadessero in Formula 1, sarebbero denigrate.


sabato 10 maggio 2025

Indycar 2025: #4 Gran Premio di Barber

Il 4 Maggio si è svolto il quarto evento della stagione di Indycar e, ora che siamo già a ridosso del quinto, mi sembra doveroso mettermi in pari raccontando di Barber, dove Palou ha conquistato la pole position precedendo McLaughlin, Herta, Power, Veekay, Siegel, Lundgaard, O'Ward, Newgarden e Simpson a completare i primi dieci sulla griglia.
La vittoria di Palou non è mai stata messa in discussione, con la sola eccezione dei pitstop è stato in testa dall'inizio alla fine, con un abbondante vantaggio nei confronti del secondo classificato, Lundgaard, che grazie a una buona strategia è riuscito a risalire di diverse posizioni rispetto a quella di partenza e si conferma uno dei protagonisti.
Nella prima parte di gara era stato secondo Herta, posizione compromessa da un problema durante il pitstop. Il duello per il terzo posto ha visto McLaughlin prevalere nei confronti di Veekay, mentre la top-5 è stata completata da Power.

Segnalazione random, sullo sfondo, una ruota panoramica che ricorda la coda di un pavone:


Piccola digressione a proposito di Palou, mi ricordo di lui fin dai tempi delle formule minori, in particolare la Formula 3 Europea nel 2018, in quanto diversamente dalla GP3 si poteva vedere gratuitamente su Youtube, con tanto di commenti in chat in cui i ragazzini trollavano a proposito delle dimensioni dell' "ala mobile" dei piloti.
Ricordo anche i fan di Ticktum che insinuavano complotti nei confronti della Prema, stessa accusa poi lanciata anche dallo stesso Dan. Ad oggi non ho ancora deciso se credo o no al fatto che la vittoria di quel campionato da parte di Mick Schumacher sia stata o meno un furto nei confronti di Ticktum. Il fatto stesso che la cosa sia stata anticipata dai suoi fan mi porta a chiedermi se il complotto fosse così lampante o se Ticktum fosse semplicemente un fanboy messo al volante di una monoposto. Alla luce del fatto che Ticktum sia passato alla storia 1) per una squalifica di un anno per avere superato in regime di safety car una decina di vetture per andare a speronare un altro pilota ai tempi della Formula 4, 2) per essere stato licenziato dalla Williams ai tempi in cui era development driver per avere cantato sui social canzoncine in cui insultava Nicholas Latifi mi porta a pensare alla seconda opzione. E a chiedermi, se la verità fosse la prima, se fosse davvero così disdicevole favorire un soggetto che pare sano di mente nei confronti di costui... no perché a Ticktum si vuole bene di default, ma qualche dubbio bisogna anche porselo!
Detto questo, di quella stagione in cui c'era Palou ricordo Marcus Armstrong che sembrava una promessa, poi Robert Shwartzman, Juri Vips, gente tipo Zhou Guanyu, Enaam Ahmed, Sasha Fenestraz o Jehan Daruvala che vinceva di tanto in tanto, Sophia Florsch, le apparizioni one-off di Charles Leong, le sfavillanti performance di Ameya Vaidyanathan... insomma, ricordo un sacco di dettagli, a parte Alex Palou, che ha portato a casa dei podi ma in generale era abbastanza meh per un pilota che aveva fatto un downgrade dalla GP3 all'EuroF3.
Se sette anni fa mi fosse stato chiesto chi era destinato a diventare il miglior pilota tra quelli che gareggiavano in quella categoria, non avrei avuto dubbi a puntare su Armstrong... e invece sette anni più tardi Palou è un due volte campione di Indycar ed è facile che altri titoli si aggiungano alle sue statistiche. Il motorsport ci riserva sempre delle grosse sorprese.

RISULTATO:
1) Alex Palou/ Chip Ganassi Racing Honda
2) Christian Lundgaard/ Arrow McLaren Chevrolet
3) Scott McLaughlin/ Team Penske Chevrolet
4) Rinus VeeKay/ Dale Coyne Racing Honda
5) Will Power/ Team Penske Chevrolet
6) Pato O'Ward/ Arrow McLaren Chevrolet
7) Colton Herta/ Andretti Global w/ Curb-Agajanian Honda
8) Alexander Rossi/ ECR Chevrolet
9) Nolan Siegel/ Arrow McLaren Chevrolet
10) Josef Newgarden/ Team Penske Chevrolet
11) Kyle Kirkwood/ Andretti Global Honda
12) Scott Dixon/ Chip Ganassi Racing Honda
13) Felix Rosenqvist/ Meyer Shank Racing Honda
14) Graham Rahal/ Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
15) Christian Rasmussen/ ECR Chevrolet
16) David Malukas /A.J.Foyt Racing Chevrolet
17) Marcus Armstrong/ Meyer Shank Racing Honda
18) Santino Ferrucci/ A.J.Foyt Racing Chevrolet
19) Conor Daly/ Juncos Hollinger Racing Chevrolet
20) Marcus Ericsson/ Andretti Global Honda
21) Kyffin Simpson/ Chip Ganassi Racing Honda
22) Sting Ray Robb/ Juncos Hollinger Racing Chevrolet
23) Callum Ilott/ Prema Racing Chevrolet
24) Devlin Defrancesco/ Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
25) Robert Shwartzman/ R Prema Racing Chevrolet
26) Louis Foster/ R Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
27) Jacob Abel/ R Dale Coyne Racing Honda


lunedì 14 aprile 2025

Indycar 2025: #3 Gran Premio di Long Beach

Quello appena vissuto è stato un weekend piuttosto ricco, per le competizioni open wheel, e dall'altra parte dell'oceano si è svolto il terzo appuntamento del campionato di Indycar, sul circuito di Long Beach. La gara è iniziata mentre su TV8 si svolgeva la differita del GP del Bahrein, sul quale sarà incentrato il mio prossimo post, e dovrebbe essere finita praticamente a notte inoltrata in Europa.
Sono passati ormai anni da quando mi vedevo tutte (o quasi) le gare di Indycar in diretta, adesso nella maggior parte dei casi mi tocca aspettare il lunedì e di conseguenza la pubblicazione degli highlight di trenta minuti. Oggi, durante la mia pausa pranzo, gli highlight di trenta minuti non c'erano, però c'era un highlight da venti e direi che, tutto sommato, non mi posso lamentare troppo.
La gara, se vogliamo essere obiettivi, non è stata troppo movimentata, anche se non sono certa che si possa dirlo, perché è Indycar e in Indycar ci sono sempre i duellihhhh e i sorpassihhhh. L'unico lato negativo e che le probabilità che vinca una Ferrari sono nulle, ma non è troppo diverso che guardando la Formula 1.
Non sono successe cose strane (a parte qualche problema che ha costretto Newgarden a una lunga sosta ai box e Kirkwood ha leaderato tutta la gara, giri dei pitstop esclusi, dopo essere partito dalla pole position, contenendo bene Palou, che a due terzi di gara è andato abbastanza vicino a procacciarsi un undercut, ma ha dovuto accontentarsi della seconda posizione, dopo avere vinto le due gare inaugurali della stagione.
Si segnala che, in occasione delle soste, ci sono stati dei momenti stile "race leader Da Matta". Sono sicura di avere visto brevemente in testa... Robb? Ray Robb? Non ho ancora capito dove inizi il cognome. Ha anche chiuso nono, che eguaglia il suo miglior risultato in carriera!

RISULTATO: 1. Kyle Kirkwood (Andretti), 2. Alex Palou (Ganassi), 3. Christian Lundgaard (Arrow McLaren), 4. Felix Rosenqvist (Meyer Shank), 5. Will Power (Penske), 6. Scott McLahghlin (Penske), 7. Colton Herta (Andretti), 8. Scott Dixon (Ganassi), 9. Sting Ray Robb (Juncos), 10. Kyffin Simpson (Ganassi), 11. Santino Ferrucci (Foyt), 12. Marcus Ericsson (Andretti), 13. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 14. Marcus Armstrong (Meyer Shank), 15. Alexander Rossi (Carpenter), 16. Louis Foster (Rahal Letterman), 17. David Malukas (Foyt), 18. Robert Shwartzman (Prema), 19. Rinus Veekay (Coyne), 20. Nolan Siegel (Arrow McLaren), 21. Callum Ilott (Prema), 22. Graham Rahal (Rahal Letterman), 23. Christian Rasmussem (Carpenter), 24. Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman), 25. Conor Daly (Juncos), 26. Jacob Abel (Coyne), 27. Josef Newgarden (Penske).



martedì 25 marzo 2025

Indycar 2025: #2 Gran Premio di Thermal Club

23.03.2025 - nella domenica sera italiana si è svolta la seconda gara della stagione di Indycar, che ho recuperato al lunedì durante la pausa pranzo grazie agli extended highlight pubblicato sulla pagina ufficiale del campionato. I commenti erano equamente suddivisi in due parti: da un lato gli elogi, dall'altro quelli che si lamentavano del fatto che Thermal Club è un gran premio per ricconi e che il circuito lascia molto desiderare, ma che la gara è stata avvincente. Credo di avere letto le stesse cose l'ultima volta in cui la Formula 1 ha corso a Las Vegas!
Pato O'Ward ha conquistato la pole position davanti al compagno di squadra Christian Lundgaard e al vincitore della scorsa gara Alex Palou. Completavano la top-ten Colton Herta, Marcus Ericsson, Alexander Rossi, Marcus Armstrong, Kyle Kirkwood, Felix Rosenqvist e Louis Foster.


Alla partenza, O'Ward ha mantenuto la prima posizione, precedendo Lundgaard che si è difeso da Palou. In sintesi, dopo un 1/2 McLaren in Formula 1 in Cina, si poteva ipotizzare un remake anche in versione Indycar nella stessa giornata. Palou, tuttavia, aveva altri piani per loro e, a seguito dell'ultima sosta, è stato protagonista di un ottimo duello con Lundgaard al termine del quale si è procacciato la seconda posizione, per mettersi a caccia anche di O'Ward. Dopo alcuni giri e dopo avere staccato Lundgaard, Palou ha superato anche O'Ward, portandosi in prima posizione, che ha mantenuto fino alla fine.
Mentre Palou vinceva per la seconda volta in due gran premi, il team Prema ha avuto un fine settimana complicato, con il miglior piazzato Robert Shwartzman soltanto 22°. Callum Ilott, invece, dopo un contatto a inizio gara, ha terminato in ultima posizione, ovvero 26° su ventisei piloti in pista, dato che il solo Scott McLaughlin non ha completato la gara, dopo essere stato speronato nelle fasi iniziali da Devlin DeFrancesco (dopo la gara i due sono stati inquadrati in un momento molto stile "impara a imparare").

RISULTATO:
1) #10 Alex Palou - Chip Ganassi Racing Honda
2) #5 Pato O'Ward - Arrow McLaren Chevrolet
3) #7 Christian Lundgaard - Arrow McLaren Chevrolet
4) #26 Colton Herta - Andretti Global Honda
5) #60 Felix Rosenqvist - Meyer Shank Racing Honda
6) #12 Will Power - Team Penske Chevrolet
7) #66 Marcus Armstrong - Meyer Shank Racing Honda
8) #27 Kyle Kirkwood - Andretti Global Honda
9) #20 Alexander Rossi - Ed Carpenter Racing Chevrolet
10) #9 Scott Dixon - Chip Ganassi Racing Honda
11) #15 Graham Rahal - Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
12) #21 Christian Rasmussen - Ed Carpenter Racing Chevrolet
13) #2 Josef Newgarden - Team Penske Chevrolet
14) #14 Santino Ferrucci - AJ Foyt Enterprises Chevrolet
15) #8 Kyffin Simpson - Chip Ganassi Racing Honda
16) #76 Conor Daly - Juncos Hollinger Racing Chevrolet
17) #18 Rinus VeeKay - Dale Coyne Racing Honda
18) #4 David Malukas - AJ Foyt Enterprises Chevrolet
19) #6 Nolan Siegel - Arrow McLaren Chevrolet
20) #30 Devlin DeFrancesco - Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
21) #28 Marcus Ericsson - Andretti Global Honda
22) #83 Robert Shwartzman - PREMA Racing Chevrolet
23) #77 Sting Ray Robb - Juncos Hollinger Racing Chevrolet
24) #45 Louis Foster - Rahal Letterman Lanigan Racing Honda
25) #51 Jacob Abel - Dale Coyne Racing Honda
26) #90 Callum Ilott - PREMA Racing Chevrolet
27) #3 Scott McLaughlin - Team Penske Chevrolet


venerdì 7 marzo 2025

Indycar 2025: #1 Gran Premio di St.Petersburg

2 Marzo - parte il campionato di Indycar 2025 con il Gran Premio di St.Petersburg. Ci sono ventisette vetture al via, con l'ingresso del team italiano Prema, i cui piloti sono due nostre vecchie conoscenze, ovvero Callum Ilott, che abbiamo già visto in passato con il team Juncos, e Robert Shwartzman, che avevamo visto con i colori della Prema in Formula 2 qualche anno fa.

Scott McLaughlin ha conquistato la pole position, precedendo Colton Herta, Felix Rosenqvist, Marcus Armstrong, Christian Lundgaard, Scott Dixon, Marcus Ericsson, Alex Palou, Kyle Kirkwood e Felix Newgarden, con quest'ultimo a completare la top-ten.
La gara è iniziata con un incidente tra Will Power, Nolan Siegel e Louis Foster, con Power che ha tamponato Siegel e Foster che si è ritrovato accidentalmente in mezzo, ma nel proseguimento è stata decisamente più tranquilla e senza eccessivi colpi di scena. Nelle posizioni di primo piano, è stata una gara di strategia.
Il poleman McLaughlin è stato leader nella parte iniziale della gara, ma dopo due soste si è ritrovato in quarta piazza alle spalle di Palou, Newgarden e Dixon.
Palou è rimasto in testa fino al termine della gara, mentre Dixon si è avvicinato progressivamente e all'ultimo giro ha ultimato un sorpasso per la seconda posizione ai danni di Newgarden, un ottimo risultato considerato che ha disputato quasi interamente la gara con un'avaria alla radio.
Entrambe le Prema sono riuscite ad arrivare al traguardo, con Ilott 19° e Shwartzman 20°. Oltre ai tre piloti coinvolti nell'incidente, anche un quarto "fortunato" non è giunto al traguardo e si tratta di Marcus Armstrong, ritirato a causa di un guasto.


RISULTATO: 1. Alex Palou (Chip Ganassi), 2. Scott Dixon (Chip Ganassi), 3. Josef Newgarden (Team Penske), 4. Scott McLaughlin (Team Penske), 5. Kyle Kirkwood (Andretti Global), 6. Marcus Ericsson (Andretti Global), 7. Felix Rosenqvist (Meyer Shank), 8. Christian Lundgaard (Arrow McLaren), 9. Rinus Veekay (Dale Coyne), 10. Alexander Rossi (Ed Carpenter), 11. Pato O’Ward (Arrow McLaren), 12. Graham Rahal (Rahal Letterman Lanigan), 13. David Malukas (A.J. Foyt), 14. Santino Ferrucci (A.J. Foyt), 15. Christian Rasmussen (Ed Carpenter), 16. Colton Herta (Andretti Global), 17. Conor Daly (Juncos Hollinger), 18. Kyffin Simpson (Chip Ganassi), 19. Callum Ilott (Prema), 20. Robert Shwartzman (Prema), 21. Sting Ray Robb (Juncos Hollinger), 22. Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman Lanigan), 23. Jacob Abel (Dale Coyne), DNF. Marcus Armstrong (Meyer Shank), DNF. Nolan Siegel (Arrow McLaren), DNF. Will Power (Team Penske), DNF. Louis Foster (Rahal Letterman Lanigan).

Il campionato tornerà tra tre settimane (poco più di due nel momento in cui scrivo), il 23 Marzo, con la gara a Thermal Club, sede che l'anno scorso ospitò la non championship race. Ammetto che avevo praticamente rimosso dalla mia memoria quell'evento trashissimo, ma mi consola sapere che quest'anno ci sarà un evento normale!