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domenica 27 novembre 2022

Super Aguri: la storia del team che ha inventato e mai usato il doppio diffusore

Se la prima metà degli anni era stata caratterizzata, in scia alla proliferazione di team risalente alla seconda metà degli anni '80, da scuderie di bassa classifica che andavano e venivano, facendo sì che ci fossero griglie che variavano di numero anno dopo anno, con la seconda metà degli anni '90 - per l'esattezza dal 1997 una volta uscita di scena la Lola Mastercard - la Formula 1 è arrivata a un numero decisamente più statico: undici team, ventidue vetture, destinati a rimanere inviariati per diversi anni. O meglio, ci sono stati cambi di proprietà, come ad esempio Tyrrell/ B.A.R., oppure Stewart/ Jaguar, e quando è uscita di scena la Prost GP è stata rimpiazzata seduta stante dall'ingresso della Toyota nel 2001, ma sempre undici squadre rimanevano. La situazione è cambiata con il 2002: il fallimento della Arrows, team che non ha trovato un nuovo acquirente, ha portato il numero di squadre a scendere da undici a dieci, con solo venti vetture sulla griglia.

Ci sono stati ulteriori cambiamenti e passaggi di proprietà negli anni a venire, come ad esempio Jaguar divenuta Redbull o Minardi divenuta Toro Rosso, ma per alcune stagioni sono rimaste solo dieci scuderie. Fino al 2006, quando l'ex pilota Aguri Suzuki (celebre per essere giunto in terza posizione al GP del Giappone 1990 con la Lola Larrousse, alle spalle delle Benetton di Nelson Piquet e Roberto Moreno - probabilmente il podio più tamarro della storia della Formula 1) è entrato in Formula 1 con il proprio team, la Super Aguri, fondato acquistando gli asset della Arrows e cercando di adattare quel poco che c'era a disposizione agli standard, visto il cambiamento tecnologico avvenuto durante gli anni. Per il piccolo team giapponese, una sorta di B-team della Honda (che aveva frattanto acquisito la proprietà della B.A.R.), si prospettava un esordio molto difficile, in cui la stessa presenza sulla griglia poteva essere legata all'abolizione, risalente ad alcuni anni prima, della regola del 107%.

Sia chiaro, non stiamo parlando di roba tipo Life o Andrea Moda, se dovessimo fare un paragone odierno, nella sua prima stagione la Super Aguri poteva essere comparata a quello che sono state in anni successivi la Marussia e la Caterham. Vetture quindi destinate sicuramente all'ultima piazza, ma non al punto da essere ingiustificabile la loro presenza al via di un gran premio. Il pilota di punta, fortemente voluto dalla Honda, era Takuma Sato. All'epoca ventinovenne, ai tempi Taku non era la celebrità che è al giorno d'oggi: pilota di Indycar di successo e vincitore di due edizioni della Cinquecento Miglia di Indianapolis, negli States quando non combina danni eccessivi sono in molti a elogiare la sua guida aggressiva e scatenata. La stessa guida aggressiva e scatenata, tuttavia, a fine 2005, gli aveva fatto perdere il posto alla B.A.R., venendo rimpiazzato da Rubens Barrichello, appena arrivato dalla Ferrari. D'altronde la classifica parlava chiaro: Jenson Button faceva regolarmente punti, lui no.

Non solo non faceva punti, ma spesso e volentieri faceva danni, deludendo le aspettative dopo un 2004 in cui aveva ottenuto ottimi risultati - anche un podio all'Indianapolis Road Course - tanto che era stato brevemente considerato come un potenziale top-driver. Aguri Suzuki era fissato con l'idea di una line-up interamente giapponese... e non è stata una grande idea. Al fianco di Sato, pilota caotico ma che comunque aveva la concreta possibilità di ricostruire la propria immagine, è stato ingaggiato Yuji Ide, proveniente dalla Superformula (che ai tempi si chiamava Formula Nippon). Nonostante tutto quello che si è detto di lui in un secondo momento, in Giappone non era neanche malaccio: in Superformula non ha mai vinto titoli, ma ha lottato per il campionato, e neanche contro gente famosa solo da quelle parti: giusto per dire come stanno le cose, ai tempi uno dei suoi avversari era André Lotterer, che non è esattamente il primo che passa per la strada.

Detto ciò, Ide non aveva l'esperienza sufficiente per gareggiare in Formula 1, la Super Aguri non aveva soldi per fare test e a completare l'opera Yuji parlava solo giapponese, non certo il modo migliore per comunicare, seppure in un team in gran parte giapponese. In più, non essendo considerato abbastanza esperto per potere ottenere la Superlicenza in modo definitivo, gli è stata concessa in deroga. Un caso analogo era accaduto pochi anni prima con Kimi Raikkonen, voluto fortemente da Peter Sauber nel proprio team, quattro gran premi per dimostrare di non essere un incapace totale e di riuscire quantomeno ad arrivare ultimo senza essere doppiato dal penultimo. Raikkonen aveva brillantemente superato la prova fin dal primo giorno, qualificandosi regolarmente a centro griglia con una macchina da centro griglia, girando su tempi analoghi a quelli del compagno di squadra Nick Heidfeld e arrivando addirittura a ridosso della zona punti. Ide non ne ha esattamente imitato le gesta, anzi...

Ribadisco che la monoposto era la più scadente del lotto ed era lecito aspettarsi di trovare Sato e Ide penultimo e ultimo. È esattamente quello che succedeva, ma i tempi sui quali girava Ide in genere non si avvicinavano minimamente a quelli di Sato, talvolta sembrava faticare a tenere la vettura in pista e, al quarto gran premio della stagione, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: un incidente con Christijan Albers, che ha lanciato in aria la Midland provocandone cappottamenti multipli. Prova non superata: Ide è diventato il primo pilota della storia a vedersi ritirare la Superlicenza dopo avere già preso parte a dei gran premi. È successivamente tornato a gareggiare in Giappone, ma l'esperienza alla Super Aguri sembra avere stroncato definitivamente la sua carriera: sembra non avere più ottenuto alcun risultato di spessore anche dopo il ritorno in Superformula. Al suo posto è arrivato provvisoriamente Franck Montagny, con l'intento di sostituirlo con un altro giapponese.

Il pilota francese ha disputato sette gran premi e, con sette gran premi ancora da svolgersi, è stato rimpiazzato: era arrivato il nuovo pilota giapponese, Sakon Yamamoto, non esattamente celebre per avere un palmares di alto grido. Comunque ogni tanto riusciva a portare la macchina al traguardo secondo lo standard secondo cui chi va piano va sano e va lontano e quando non finiva le gare aveva in genere l'accortezza di finire fuori pista da solo, quindi per come era partita la stagione tutto sommato non esponeva neanche il team a figure così pessime. A fine stagione, tuttavia, il sogno della line-up tutta giapponese è stato messo da parte. Accanto a Takuma Sato, che aveva performato abbastanza bene in confronto al mezzo, ottenendo anche una decima posizione al GP del Brasile (quando purtroppo prendevano punti solo i primi otto), per il 2007 è stato ingaggiato il britannico Anthony Davidson, terzo pilota della B.A.R. che aveva disputato una manciata di gran premi tra Minardi e B.A.R. quando occupava il ruolo di riserva.

Nella sua seconda stagione, la squadra giapponese ha fatto un enorme progresso rispetto all'anno precedente, non era più relegata sistematicamente all'ultima fila e anzi, tendeva ad avvicinarsi sempre di più al centro della griglia. Giusto per specificare cosa intendo, al GP d'Australia di apertura della stagione entrambe le vetture sono passate in Q2 senza difficoltà e, una volta qui, Davidson è stato il primo degli esclusi, mentre Sato ha avuto addirittura accesso alla Q3, rimediando una decima posizione sulla griglia. Certo, la zona punti rimaneva abbastanza un miraggio, ma c'era sempre la possibilità che potesse accadere qualche episodio fortunato. Ecco quindi che in Spagna, giungendo ottavo, Sato ha colto il primo punto della scuderia nipponica, venendo accolto come un eroe. Ormai i suoi trascorsi poco tranquilli del 2005 sembravano solo un ricordo lontano e anche agli occhi degli appassionati di motori Taku iniziava a mostrare di avere le sue qualità.

Non era finita, perché l'apoteosi è arrivata nel GP del Canada, quando gli incastri tra timing dei pitstop e ingressi della safety car hanno fatto risalire Davidson fino al quinto posto... e non un quinto posto qualsiasi: davanti a lui c'erano due piloti che dovevano fermarsi per scontare una penalità, che gli avrebbe permesso di risalire terzo e di lottare addirittura per il podio! Non è andata così. Una marmotta dalle manie suicide gli ha tagliato la strada e Davidson l'ha colpita, danneggiando la vettura. Costretto a rientrare ai box, è scivolato nelle retrovie al suo ritorno in pista. Occasione sfumata, ma a quel punto per la Super Aguri non c'era altro da fare che sperare che le cose andassero bene almeno a Sato... e allora il giapponese ha iniziato ad inanellare sorpassi sbarazzini ai danni di piloti decisamente più altolocati e titolati di lui: tra le sue vittime Fernando Alonso, campione del mondo in carica al volante di una McLaren, alla quale Sato ha sottratto la sesta piazza.

Il sesto posto di Sato ha garantito al team altri tre punti salendo a un totale di quattro. Sono gli stati gli unici piazzamenti in top-8 della stagione, ma hanno permesso al team di battere notevolmente la Spyker, che di punti ne ha portato a casa solo uno verso la fine della stagione. Con la cancellazione dei punti costruttori della McLaren, la Super Aguri si è classificata nona in classifica, dopo avere occupato fino a stagione inoltrata la settima piazza davanti anche a Honda e Toro Rosso, per poi essere sopravanzata da entrambe le squadre quando Sebastian Vettel, Jenson Button e Vitantonio Liuzzi sono arrivati quarto, quinto e sesto al GP della Cina. Purtroppo al finale di stagione un po' in difficoltà si è aggiunto anche un faticoso avvio di 2008, con il team indebitato, di nuovo stabilmente nelle retrovie e prossimo al fallimento. Quattro gran premi, miglior risultato un tredicesimo posto di Sato in Spagna, poi la fine, così come l'uscita di scena di Sato e Davidson dalla Formula 1.

In verità per Sato si parlava di un ipotetico ingaggio in Toro Rosso nel 2009 (nel 2008 inoltrato ha anche testato la vettura con la quale Vettel ha vinto il GP d'Italia), ma l'ipotesi è sfumata e si è reinventato oltreoceano con i risultati a cui ho accennato in precedenza. Davidson, invece, si è dato all'endurance ottenendo vari successi e poi al ruolo di commentatore televisivo nei pre- e post-gara in Gran Bretagna. Tornando al 2008, la Formula 1 è tornata ad avere una griglia composta da dieci team e venti monoposto, numero rimasto tale fino all'ingresso dei "nuovi team" e tornato tale dopo la loro definitiva sparizione (o per meglio dire, tornato tale dopo la sparizione della Caterham, per tornare a undici con l'ingresso della Haas, tornando a dieci dopo l'uscita di scena della Manor). Inutile dire che, come spesso accade ai piccoli team, anche quello di Aguri Suzuki è stato dimenticato dai più, venendo ricordato ormai solo dai nerd.

La storia della Super Aguri, però, ha un risvolto molto curioso. Visto il suo ruolo di B-team della Honda, parte del suo personale è passato effettivamente alla Honda, che è anche entrata in possesso dei progetti della Super Aguri, che stava già lavorando al 2009 in vista del cambio regolamentare, ma fosse sopravvissuta avrebbe dovuto probabilmente gareggiare con una versione adattata della monoposto del 2008 per questioni di mancanza di fondi. Si vocifera (ma è solo un rumour per nerd) che alcuni staffer della Super Aguri possano essere finiti a lavorare per la Toyota e questo abbia diffuso un'invenzione della Super Aguri anche presso altri team. La Super Aguri, infatti, ha inventato il doppio diffusore (il cosiddetto "buco sul fondo") e solo dopo il suo fallimento Honda (e quindi Brawn) e altri team ne sono entrati in possesso. Non sapremo mai come sarebbe andata, ma il fallimento della Super Aguri potrebbe avere in qualche modo cambiato la storia del mondiale 2009.

Che poi, cambiato la storia del 2009 è un concetto limitativo. Ross Brawn ha deciso di proseguire nel 2009 per via della ferma convinzione di avere tra le mani una monoposto vincente. Da questo progetto vincente non è derivata solo la vittoria del titolo nel mondiale 2009, ma anche l'ingresso della Mercedes come costruttore rilevando proprio la Brawn (si era già parlato della Mercedes pronta a entrare come costruttore, ma comprando la McLaren - secondo quanto riferiva Mazzoni al GP d'Italia 2006, con Ross Brawn come team principal e Michael Schumacher come pilota rientrando dopo il ritiro, "fanta-Formula 1" - cit.) e tutto quello che ne è venuto dopo. Ovviamente non sappiamo come sarebbero andate le cose se la Super Aguri non fosse fallita. Difficilmente avrebbe avuto una monoposto vincente nel 2009 (e probabilmente non avrebbe neanche potuto gareggiare, vista l'uscita della Honda anche come motorista), ma ciò lascia pensare a molti what-if.


domenica 14 settembre 2014

Formula E 2014-2015 #1: BEIJING ePRIX, 13 Settembre 2014, COMMENTO IRONICO

Un cordiale saluto! È il momento di dedicarsi a qualcosa di nuovo: la Formula E. Vista la presenza di numerosi ex piloti di Formula 1 ho pensato che fosse più che opportuno insignire questa nuova categoria di un onore inaspettato: i commenti ai gran premi!
L’intrigante scontro per la vittoria tra Nico Prost e Nick Heidfeld, inoltre, è stato il secondo motivo che mi ha condotta a prendere questa decisione.
...
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...E l’ho detto: lo scontro.

Griglia di partenza: 1. Nico Prost (Dams Renault), 2. Lucas Di Grassi (Audi Sport ABT), 3. Daniel Abt (Audi Sport ABT), 4. Karun Chandhok (Mahindra Racing), 5. Franck Montagny (Andretti Autosport), 6. Nick Heidfeld (Venturi), 7. Jaime Alguersuari (Virgin Racing), 8. Charles Pic (Andretti Autosport), 9. Sebastien Buemi (Dams Renault), 10. Nelsinho Piquet (China Racing), 11. Oriol Servià (Dragon Racing), 12. Sam Bird (Virgin Racing), 13. Jerome D’Ambrosio (Dragon Racing), 14. Takuma Sato (Amlin Aguri), 15. Ho Pin Tung (China Racing), 16. Katherine Legge (Amlin Aguri), 17. Michela Cerruti (Trulli Racing), 18. Jarno Trulli (Trulli Racing), 19. Bruno Senna (Mahindra Racing), 20. Stephane Sarrazin (Venturi).

LA GARA
Confesso che al momento del via sono rimasta un po’ perplessa: mi sembravano solo vetture multicolori pronte a dare vita a un interminabile trenino... e invece tutto sommato un po’ di divertimento c’è stato fin dall’inizio! La cosa più divertente, lo ammetto, sono state in un primo momento le pronunce dei nomi dei piloti da parte dei telecronisti di ITV4: dopo due minuti avevo già sentito la pronuncia “ALGHERSHUARI” ed ero abbastanza sconcertata. A fine gara peraltro avrei scoperto che uno dei due telecronisti era nientemeno che Dario Franchitti!
Comunque la partenza è stata abbastanza tranquilla... davanti. Di fatto davanti non è successo nulla di particolare. A metà gruppo, invece, Montagnyyyy per poco non ha mandato Carletto Piccolo a muro, segno evidente che dopo la sua accesa rivalità con Glock, per Carletto Piccolo c’è un altro scontro epico con un compagno di squadra!

Montagnyyyy: “I’M THE BOOOOOOSSSSS!”
Carletto Piccolo: “Sarai ghigliottinato dalla mia baguette, impostore! Sono io il the best dei the best!”
Montagnyyyy: “La mia baguette ha più retrogusto d’ascella rispetto alla tua!”
Carletto Piccolo: “La mia baguette invece ha il retrogusto del cu*o di........”
L’Autrice: “Ehi, cosa sono questi discorsi nel mio commento?! Taci, è meglio passare ad altro, tanto c’è anche qualcun altro che merita di essere menzionato.”

Intanto c’era Trulliiii che aveva non poche difficoltà (mi è parso di vedere che ripartiva a spinta), mentre Ho Pin Tung che doveva scattare dalla pit-lane aveva delle difficoltà a partire e rischiava di perdere il giro.
Tungggg: “Nooooo! Io avevo intenzione di vincere la gara di casa mia e del mio team... adesso per puntare alla vittoria non mi resta che sperare che il mio compagno di squadra inneschi un incidente al momento più opportuno.”
Nelsinhoooo: “ma io non farei mai una cosa del genere per far vincere il mio compagno di squadra...” Si guarda intorno fischiettando. “Come mai do questa impressione?”
Tungggg: “In effetti non saprei... a volte mi vengono strane idee... pensavo che fosse un buon modo per celebrare l’imminente gran premio di Singapore, che tra una settimana verrà vinto da Max Chilton!”
Nelsinhoooo: “Secondo me lo vincerà Guido Per Il Giardino!”
Tungggg: “Cos’è questa ignoranza?! O.O Guido Per Il Giardino non guida più per il giardino. Al massimo vincerà Sonyericsson, dopo una gara calma e priva di incidenti come quella che stiamo vivendo in questl momento!”

Gara priva di incidenti e poi... THE POWER OF DOUBLE-KAMIKAZE STYLE!
Gillette Fusion: “The power of dancing samba while shaking a Katana! I’m the Brazilian Sato!”
Takuuuu: “And I’m the original Sato!”
Gillette Fusion: “OMG! O________O La fine è vicina!”
Takuuuu: “Penso di sì, specialmente quella della tua gara.”
Gillette Fusion: “Risparmiami! Potremmo allearci e combattere quei disgraziati dei nostri 18 colleghi abbattendoli a colpi di baguette.”
Takuuuu: “E come pensi di procurarti la baguette?”
Gillette Fusion: “Io distraggo Buemiiii ballando la samba e tu gliela rubi. Non ti pare una buona idea?”
Takuuuu: “L’idea di mandarti a muro è molto più bella!”
Gillette Fusion: “Nobody loves me!”
Takuuuu: “Ma come, mi amor brasileiro? Io e te siamo il Kobayashi e il Feliiiii della Formula E.”
Gillette Fusion: “Okay, a questo punto ho due alternative: 1. Tagliarmi le vene, 2. Scappare a gambe levate. Credo che propenderò per la seconda.”

Dopo lo scontro tra queste nostre due vecchie conoscenze, la vettura di Gillette Fusion ferma nel bel mezzo della pista ha comportato l’ingresso della safety car e quindici minuti buoni, se non di più, per spostare la vettura.
Finalmente la gara è ripartita, al 5° di 25 giri. Tutto è andato per il meglio anche se devo ammettere che, quando ho visto un detrito nel bel mezzo della pista (opera di Buemiiii, si sarebbe scoperto in un secondo momento) ero terrorizzata dalla prospettiva di un altro quarto d’ora di interruzione. Tutto è comunque andato per il meglio, le vetture producevano lo stesso rumore che si sente quando qualcuno sta passando l’aspirapolvere al piano di sopra e non ‘era neanche l’ombra di un colpo di scena... almeno per il momento.
Qualche giro dopo Takuuuu è rimasto fermo nel bel mezzo della pista, ma non abbiamo più saputo niente del suo destino: probabilmente è stato fatto ripartire a spinta.

A metà gara abbiamo assistito ai pit-stop, che sono letteralmente epici, perché i piloti scendono da una macchina e salgono su un'altra.
A quel punto, dopo tutte le soste, ci siamo ritrovati di nuovo Nicoooo in testa davanti a Heidiiiii che invece era più indietro. Da notare che i due sono compagni di squadra nel WEC e corrono nella stessa categoria dove corre anche Webbiiii.
Webbiiii: “Oh, miei cari colleghi! Che gioia vedervi nelle prime posizioni! Sono sicuro che otterrete un glorioso risultato.”
Nicoooo: “Okay, forse è arrivato il momento di grattarmi utilizzando la baguette.”
Heidiiii: “Me la presti?”
Nicoooo: “Tu non sei francese, su di te le baguette non fanno effetto.”
Voce fuori campo: “A meno che qualcuno non gliela metta su per il........”
L’autrice: “BASTAAAAAA! Perché i miei commenti devono sembrare il delirio di una fungirl 13enne fanatica dello slash?”
Voce fuori campo: “Perché lo scopo della tua vita è sfottere le fungirl 13enni fanatiche dello slash.”
Nicoooo: “Heidi, non basteranno tutte le tue caprette per raggiungermi!”
Heidiiii: “Io invece sono convinto del contrario! E mi farò anche prestare le pecore del Divino Pastor!”
Nicoooo: “Venezuela my love!”
Heidiiii: “Cos’è questo improvviso interesse per il Venezuela? O.O”
Nicoooo: “Temo di essere un venezuelano in incognito!”
Chandyyyy: “Ecco chi si è fumato la mia erba indiana!”
Nicoooo: “Esatto, e quella messico-venezuelana è molto migliore. Voi indiani siete degli attentatori! A proposito, dove sei Chandyyyy?”
Chandyyyy: “Sto superando Birddddd, che ora vola via disperato!”
Un parente di Chandyyyyy ai box: “Grande Chandy! Sapevo che, grazie al potere delle tue sopracciglia, avresti spaccato il culo a tutti!”
Chandyyyy: “Con la baguette è più facile! L’ho sottratta a Nicoooo per vendicarmi del suo furto dell’erba indiana.”

La fase conclusiva della gara è stata resa alquanto interessante dal fatto che Heidiiii si stava avvicinando consistentemente e stava inseguendo la vittoria.
Tutti: “OH. MY. GOD. Perché ho il presentimento che tutto finirà molto male?”
Webbiiii: “Non so perché, ho lo stesso presentimento anch’io.”
Nicoooo: “Heidiiii, temo che il nostro destino sia segnato. In ogni caso sappi che battagliare con te è stato un piacere.”
Heidiiii: “Anche per me. Specie in questo momento, in cui sto per strapparti la leadership.”
Nicoooo: “Ti ricordo che il tuo destino è segnato tanto quanto il mio. Anzi, forse è segnato molto più del mio.”
Heidiiii: “Non illuderti! I’M THE BOSS!”
Di Gratis: “Io sono terzo. Perché nessuno mi caga?”
Heidiiii: “Perché non sei protagonista di uno scontro epico.”
Il telecronista: “Uno di questi due otterrà la vittoria.”
Mazzoniiii: “Oh, mio socio! *-* Lo penso anch’io!”
L’Autrice: “Siamo al penultimo giro! Mi spiegate che senso ha inquadrare gente ai box che se la ride senza un motivo ben preciso?!”
Il telecronista: “L’ho già detto, uno dei due otterrà la vittoria.”
Nicoooo: “E adesso?! O.O Ho barattato la mia baguette con l’erba indiana, con che cosa mi gratto?!”
Il telecronista: “Non c’è bisogno che ti gratti, stai ottenendo la vittoria e..... OHHHHHHHHHHH!”
Heidiiii ha tentato il sorpasso sul Devastatore, che l’ha speronato. Questo, però, è solo una parte del tutto: Heidiiii è rimbalzato su un cordolo, ha spiccato il volo ed è cappottato!
In un secondo momento lo si è visto correre dietro al suo socio ed esprimergli il suo disappunto in un modo molto controllato rispetto a quanto avrebbe fatto un pilota di Nascar.
In conclusione Di Gratis ha colto l’occasione per vincere davanti a Montagnyyyyy e Abt che però è stato penalizzato per qualche motivo e il terzo posto è andato a Birdddd, che evidentemente non era stato particolarmente condizionato dal sorpasso di Chandyyyy.
Successivamente a quanto ho capito il Devastatore è stato penalizzato per l’incidente: al prossimo gran premio, tra due settimane, partirà dal bagno, dopo averlo pulito con il Lisoform. C’è chi, essendo venuto a sapere dell’incidente per via del fatto che ha coinvolto anche Heidiiii, invoca la sua radiazione a vita dalla Formula E. Chissà, magari ha davvero lontane origini venezuelane! U.U
Si segnala che i due hanno commentato l’incidente scrivendosi su twitter e che Heidiiii ha scritto il suo tweet nella versione inglese del bimbominchiese.

Tornando a Di Gratis, ho avuto un’inequivocabile sensazione di deja-vu: ho visto un pilota in tuta rossa con strisce bianche laterali e casco verde-oro che camminava sulla carrozzeria della propria monoposto per celebrare una vittoria e mi sono chiesta che cosa ci facesse lì un giovane Feliiii. Per un attimo ho pensato che l’Apocalisse Maya fosse imminente.
In realtà è tutto proseguito regolarmente, con Di Gratis che è salito sul podio. Ho risentito dopo secoli l’inno brasiliano in onore del pilota. Poi ho provato un’altra sensazione di deja-vu e mi sono chiesta: “ma questa melodia che è iniziata ora, perché la conosco?” Poi mi sono resa conto che era l’inno tedesco in onore del team.

RISULTATO: 1. Lucas Di Grassi (Audi Sport Abt), 2. Franck Montagny (Andretti Autosport), 3. Sam Bird (Virgin Racing), 4. Charles Pic (Andretti Autosport), 5. Karun Chandhok (Mahindra Racing), 6. Jerome D’Ambrosio (Dragon Racing), 7. Oriol Servià (Dragon Racing), 8. Nelsinho Piquet (China Racing), 9. Stephane Sarrazin (Venturi), 10. Daniel Abt (Audi Sport Abt), 11. Jaime Alguersuari (Virgin Racing), 12. Nico Prost (Dams Renault), 13. Nick Heidfeld (Venturi), 14. Michela Cerruti (Trulli Racing), 15. Katherine Legge (Amlin Aguri), 16. Ho Pin Tung (China Racing), 17. Takuma Sato (Amlin Aguri), 18. Sebastien Buemi (Dams Renault), 19. Jarno Trulli (Trulli Racing), 20. Bruno Senna (Mahindra Racing).

mercoledì 15 febbraio 2012

Indycar 2009: #14 Sonoma (23 agosto 2009)

[REVIEW INDYCAR 2009]

Il secondo appuntamento consecutivo su un circuito stradale vede la presenza dell’ex pilota della Super Aguri Franck Montagny (pronunciato dai telecronisti americani Montani).

Griglia di partenza: Franchitti, Briscoe, Castroneves, Andretti, Mutoh, Rahal, Kanaan, Montagny, Conway, Dixon, Patrick, Wheldon, Viso, Moraes, Doornbos, Hunter-Reay, Servia, Matos, Wilson, Antinucci, Carpenter, Duno. Numero di giri: 75.

Cronaca della gara
La partenza è piuttosto movimentata, con numerose vetture coinvolte in un incidente e l’ingresso della pace-car a causa dei numerosi detriti in pista. Tra i piloti coinvolti Andretti, Montagny, Patrick, Kanaan, Rahal, Viso e Dixon che ha danneggiato visibilmente la vettura.
La gara rirprende al quinto giro con Franchitti, Briscoe, Castroneves, Mutoh e Wheldon nelle prime posizioni. Wheldon sarà successivamente superato da Moraes.
Per i piloti su una strategia a due soste i primi pit-stop avvengono dopo un terzo di gara, mentre dopo una trentina di giri di gara si fermano i piloti che avevano effettuato una prima sosta nella fase iniziale della gara.  A questo punto la top-five è invariata: Franchitti, Briscoe, Castroneves, Mutoh e Moraes.
È da segnalare intorno al trentesimo giro un contatto tra Hunter-Reay e Servia, nel quale il primo dei due danneggia leggermente la vettura ed è costretto a una sosta ai box.
Al 45° giro c’è un contatto tra Montagny e Antinucci (che è il nipote di Eddie Cheever, come ha ricordato il telecronista in una passata occasione), con il francese che danneggia la vettura e deve rientrare ai box.
Nel frattempo Castroneves, che è terzo, si avvicina sempre più al compagno di squadra Briscoe che si trova in seconda posizione.
Mentre si avvicina il secondo pit-stop Franchitti, Briscoe e Castroneves, nelle prime tre posizioni, sono tutti vicinissimi, nello spazio di un secondo. Castroneves è il primo a rientrare(53° giro), seguito un giro pià tardi da Briscoe e successivamente da Franchitti. Prima del rientro di quest’ultimo (che tornerà in pista in prima posizione), inoltre, vi è un contatto tra Castroneves e Kanaan, con quest’ultimo che era risalito in quarta posizione prima di fermarsi ai box.
A 15 giri dalla fine Mutoh supera Castroneves portandosi al terzo posto e il brasiliano verrà poi superato anche da Moraes, mentre davanti tra Briscoe e Franchitti c’è meno di un secondo di gap.
A nove giri dall fine si ritirano sia Hunter-Reay sia Castroneves (che era quinto dietro a Conway, dal quale era stato recentemente superato) per la rottura di una sospensione già danneggiata dal contatto con Kanaan. Entra la pace-car.
La gara riparte a quattro giri dalla fine e Conway supera Moraes per la quarta posizione; un giro più tardi supererà anche anche Mutoh e quest’ultimo perderà a breve una posizione nei confronti di Moraes.
All’ultima curva Dixon, che era ai margini della top-ten, finisce in testacoda e perde diverse posizioni.

Il risultato
1   Dario Franchitti   10   Honda   75  
2   Ryan Briscoe   6   Honda   75 
3   Mike Conway   24   Honda   75
4   Mario Moraes   5   Honda   75  
5   Hideki Mutoh   27   Honda   75
6   Oriol Servia   06   Honda   75 
7   Justin Wilson   18   Honda   75    
8   Tony Kanaan   11   Honda   75 
9   Raphael Matos   2   Honda   75  
10   Robert Doornbos   33   Honda   75 
11   Ed Carpenter   20   Honda   75  
12   Dan Wheldon   4   Honda   75   
13   Scott Dixon   9   Honda   75 
14   Marco Andretti   26   Honda   75 
15   Richard Antinucci   98   Honda   75
16   Danica Patrick   7   Honda   74   
17   Milka Duno   23   Honda   71   
18   Helio Castroneves   3   Honda   66 
19   Ryan Hunter-Reay   14   Honda   65  
20   Franck Montagny   25   Honda   57  
21   Graham Rahal   02   Honda   30  
22   E.J. Viso   13   Honda   0
23   Will Power   12   Honda   DNS
24   Nelson Philippe   34   Honda   DNS

martedì 7 febbraio 2012

Indycar 2008: #3 Twin Ring Motegi (IRL) & #3 Long Beach (ex Champ Car)

[REVIEW INDYCAR 2008]

Prima del campionato 2008 la Champ Car è stata acquisita dalla Indycar Racing League, dando vita a un unico campionato. Per quanto riguarda il terzo appuntamento stagionale, nel weekend del 20 aprile, però, è rimasta la data di Long Beach della Champ Car, dove si svolge quella che è l’ultima gara della storia a svolgersi col regolamento della Champ Car (compreso il fatto che la gara si svolgerà a tempo e non per numero di giri). Nello stesso weekend, però, era fissato anche l’appuntamento giapponese della IRL. Conclusione: due gran premi in un solo weekend, i team che erano nella IRL nel 2007 sull’ovale di Motegi, i team della Champ Car 2007 sul circuito cittadino di Long Beach.

MOTEGI (ovale, 200 giri)
Tutto inizia col diluvio universale, che fa sì che la gara venga posticipata di ben 24 ore.  Le condizioni meteo il giorno successivo sono buone e questo permette che la Indy Japan 300 possa avere luogo.

Griglia di partenza: Castroneves, Dixon, Kanaan, Andretti, Wheldon, Patrick, Carpenter, Foyt, Mutoh, Hunter-Reay, Rice, Manning, Meira, Howard, Briscoe, Bell, Roth, Yasukawa.

VIA: mentre Castroneves mantiene la prima posizione, Andretti finisce in testacoda e va a sbattere, provocando il primo ingresso della safety-car, che rimane fino alla fine del settimo giro. Al restart Castroneves rimane in testa, seguito da Dixon, mentre poco dopo Wheldon supera Kanaan (dalla cui vettura usciva del fumo durante il giro di formazione) per la terza posizione. Si prosegue in regime di verde, con Castroneves, Dixon, Wheldon, Kanaan e Danica in top5, fino al 48° giro, quando alcune vetture erano già rientrate ai box. La ragione della seconda caution è un incidente di Mutoh e un altro incidente di Roth. Chi ancora non era rientrato ai box si ferma durante la neutralizzazione. La top-ten, in attesa del restart, è: Castroneves, Briscoe, Dixon, Wheldon, Kanaan, Bell, Manning, Danica, Carpenter e Hunter-Reay.
Il restart è al 57° giro, e subito dopo Dixon riesce a risalire in seconda posizione, mentre successivamente anche Wheldon supererà Briscoe, così come Kanaan intorno al 75° giro.
Tutto procede senza colpi di scena finché al 91° giro Meira finisce a muro; un paio di giri più tardi quando la pit-lane viene aperta tutti rientrano ai box e nella pit-lane c’è un po’ di confusione. Chi ci guadagna è Dixon che si ritrova in testa al restart quando ci si avvicina a metà gara, con la top5 completata da Castroneves, Kanaan, Wheldon e Danica. Briscoe successivamente risalirà in quinta posizione superando la Patrick. Intorno al 130° giro, inoltre, Kanaan perderà due posizioni, venendo sopravanzato da Wheldon e Briscoe.
Al 142° Yasakawa si ritira per un problema ai freni rimanendo fermo sulla pista: caution. Di nuovo i pit-stop avvengono in regime di giallo, Dixon torna in pista in prima posizione, davanti a Briscoe, Kanaan, Wheldon e Danica in top5, seguono Carpenter, Castroneves, Manning, Bell e Hunter-Reay a pieni giri, quando la gara riparte al 151° giro. Danica perde alcune posizioni al restart, mentre Briscoe verrà successivamente superato sia da Kanaan sia da Wheldon. A trenta giri dalla fine in top5 ci sono Dixon, Kanaan, Wheldon, Briscoe e Hunter-Reay, che ha appena superato Carpenter.
Dal momento che la gara procede senza incidenti nelle fasi conclusive appare chiaro che molto dipenderà da chi riuscirà a evitare di fermarsi per un ultimo pit-stop e riuscirà a proseguire fino alla fine.
Hunter-Reay, a 11 giri dalla fine, è il primo a doversi fermare ai box dopo essere risalito fino alla quarta posizione, si fermano pochi giri dopo anche Bell, Manning e Carpenter, con solo sei vetture che rimangono a pieni giri. A 5 giri dal termine Dixon rientra ai box lasciando al leadership al compagno di squadra Wheldon, che però rientra un giro dopo, seguito da Kanaan.
Castroneves è in testa quando mancano quattro giri al termine, venendo superato un giro più tardi dalla Patrick, che aveva risparmiato carburante nei giri subito dopo il restart. Sono gli unici due che non si sono fermati, mentre completano la top5 Dixon, Wheldon e Kanaan.
Dopo tre giri le telecamere vanno a inquadrare la madre di Danica che urla come una gallina. O.O Come se non bastasse vanno immediatamente a intervistarla... Per favore, qualcuno le dia un calmante.
Danica arriva in victory lane e piange come una fontana, dimostrando per la prima volta di non essere un cyborg. È imbarazzante comunque il fatto che le mettano il microfono davanti alla bocca mentre sta gemendo.

Risultato
1  7  Danica Patrick  Andretti Green Racing  200  1:51:02.6739 
2  3  Hélio Castroneves  Penske Racing  200  +5.8594 
3  9  Scott Dixon  Target Chip Ganassi  200  +10.0559 
4  10  Dan Wheldon  Target Chip Ganassi  200  +13.1116
5  11  Tony Kanaan  Andretti Green Racing  200  +16.0731
6  20  Ed Carpenter  Vision Racing  200  +16.2872 
7  17  Ryan Hunter-Reay (R)  Rahal Letterman Racing  200  +17.5193 
8  14  Darren Manning  A.J. Foyt Enterprises  199  +1 Lap
9  6  Ryan Briscoe  Penske Racing  199  +1 Lap
10  23  Townsend Bell  Dreyer & Reinbold Racing  199  +1 Lap 
11  27  Hideki Mutoh (R)  Andretti Green Racing  199  +1 Lap
12  15  Buddy Rice  Dreyer & Reinbold Racing  198  +2 Laps
13  24  Jay Howard  Roth Racing  192  +8 Laps 
14  77  Roger Yasukawa  CURB/Agajanian/Beck Motorsports  134  Brakes
15  2  A.J. Foyt IV  Vision Racing  103  Accident
16  4  Vitor Meira  Panther Racing  92  Accident
17  25  Marty Roth  Roth Racing  44  Accident
18  26  Marco Andretti  Andretti Green Racing  0  Collision

LONG BEACH (circuito cittadino, 1 ora e 45)
Sono passate meno di 24 ore dalla gara di Motegi e, dall’altra parte del mondo, gareggiano i team che nel 2007 erano in Champ Car. Se avete sentito la mancanza di Bernoldi, è il momento giusto per ammirare la sua presenza. E non è tutto: ci sono anche Montagny, Pizzonia e Moreno!

Griglia di partenza: Wilson, Tagliani, Perera, Power, Tracy, Montagny, Philippe, Bernoldi, Rahal, Dominguez, Junqueira, Servia, Vasser, Viso, Pizzonia, Figge, Moreno, Martinez, Moraes, Annala.

VIA: si parte da fermi come nella Champ Car, giusto il tempo che si spengano i semafori e Power supera tutti portandosi in testa, mentre Servia rimane fermo ed entra la safety-car. Al restart Power tiene la prima posizione davanti a Wilson e Tagliani, mentre dietro di loro ci sono Tracy e Perera, con quest’ultimo che un giro più tardi finisce in una via di fuga durante un tentativo di sorpasso su Tracy, approfittando di un errore di quest’ultimo che ha danneggiato la vettura ed è costretto a rientrare ai box.
Dopo circa dieci minuti di gara Moraes va a sbattere contro il muro: seconda caution. Nel frattempo viene intervistato Castroneves, tornato dal Giappone appositamente per assistere al GP di Long Beach. Al restart tutto procede regolarmente, ma dopo qualche giro ci sono problemi per Wilson, che è costretto al ritiro parcheggiando in una via di fuga. Top-5 al momento: Power, Tagliani, Perera, Montagny, Rahal.
Dopo 40 minuti di gara Pizzonia ha un problema ai box, mentre poco dopo si ritira Philippe. Tra i piloti di testa Power era l’unico a non essersi ancora fermato per il pit-stop quando entra in pista la safety-car.
Power, Tagliani, Montagny, Rahal, Bernodi, Junquera, Viso, Servia, Moreno e Vasser sono in top-ten quando la gara riparte e mancano 58 minuti alla scadenza del tempo.
Diversi giri dopo c’è n contatto tra Montagny e Rahal che manda quest’ultimo in testacoda: perde diverse posizioni, mentre per il francese sembrano non esserci conseguenze.
Quando manca mezz’ora al termine, ovvero a circa una sessantina di giri di gara, c’è il secondo giro di pit-stop, dopo il quale Power si ritrova ancora in testa mentre Tagliani, uscito dai box dietro a Montagny(?), lo supera tornando secondo. Successivamente però Montagny  si riprende il secondo posto. Tagliani perde terreno, in seguito, ritrovandosi Perera e Bernoldi negli scarichi (verrà superato da entrambi e anche da altre due vetture nei giri conclusivi).
In cabina di commento frattanto arriva Danica che raggiunge i telecronisti. Stando a quanto dice, è scesa da una ventina di minuti dall’aereo proveniente dal Giappone.
Power vince e, proprio mentre lui taglia il traguardo, Rahal finisce a muro. Per Power, già vincitore di due gare in Champ Car nel 2007, si tratta della terza vittoria in carriera, la prima valida per il campionato di Indycar.

Risultato
1  8  Will Power  KV Racing Technology  83  1:45:25.415
2  7  Franck Montagny (R)  Forsythe/Pettit Racing  83  +5.094
3  96  Mario Domínguez  Pacific Coast Motorsports  83  +15.516
4  36  Enrique Bernoldi (R)  Conquest Racing  83  +25.677
5  5  Oriol Servià  KV Racing Technology  83  +26.276
6  34  Franck Perera (R)  Conquest Racing  83  +28.067
7  15  Alex Tagliani  Walker Racing  83  +36.518 
8  37  David Martínez (R)  Forsythe/Pettit Racing  83  +37.127
9  33  Ernesto Viso (R)  HVM Racing  83  +44.944 
10  12  Jimmy Vasser  KV Racing Technology  83  +48.635
11  3  Paul Tracy  Forsythe/Pettit Racing  83  +55.956
12  18  Bruno Junqueira  Dale Coyne Racing  83  +1:07.553
13  06  Graham Rahal  Newman/Haas/Lanigan Racing  82  +1 Lap
14  29  Alex Figge  Pacific Coast Motorsports  82  +1 Lap 
15  4  Nelson Philippe  HVM Racing  80  +3 Laps
16  9  Antônio Pizzonia (R)  Rocketsports  80  +3 Laps
17  14  Roberto Moreno  HVM Racing  63  Mechanical
18  10  Annala (R)  Rocketsports  42  Mechanical
19  02  Justin Wilson  Newman/Haas/Lanigan Racing  12  Engine
20  19  Mario Moraes (R)  Dale Coyne Racing  5  Accident