Il 25 ottobre 1997, quando Jacques Villeneuve, Michael Schumacher e Heinz-Harald Frentzen hanno fatto registrare lo stesso tempo di qualifica, l'umanità intera si è convinta che fosse la prima volta. In realtà, in numerose occasioni precedenti, quando i tempi erano meno precisi (al decimo di secondo, invece che al millesimo), era capitato molto spesso, cosa di cui mi sono resa conto stamattina, quando facevo ricerche su quella che avevo stanato come prima tied pole. Ho scoperto, tuttavia, che ce n'erano già state sei in precedenza, quando è iniziato il weekend del GP di Gran Bretagna sul circuito di Aintree. Questo evento, tuttavia, è passato alla storia per una sua piccola peculiarità: Roy Salvadori è stato il primo pilota nella storia della Formula 1 a fare un tempo ex-equo con la pole position - ottenuta da Jack Brabham - senza mai conquistare una pole position in Formula 1.
In una gara di quelle poco importanti, perché non ci ha corso la Ferrari (a causa di scioperi in Italia), trenta vetture puntavano alla griglia, ma solo ventiquattro si sono qualificate. La Cooper di Brabham e l'Aston Martin di Salvadori erano 1/2, ma con lo stesso tempo. Stando all'informazione che mi è stata passata - @Bob Simbel: grazie mille, peraltro ti citerò di nuovo non appena menzionerò i Parnell - ai tempi il miglior tempo veniva assegnato con parametri diversi rispetto a quelli di Jerez 1997/ Canada 2024, ovvero semplicemente sulla base del secondo miglior tempo effettuato dal pilota.
Quella di Salvadori, tra una cosa e l'altra, è stata anche l'ultima prima fila di un'Aston Martin fino al GP dell'Arabia Saudita 2023 con Fernando Alonso, che curiosamente menzionerò di nuovo prima della fine di questo post.
La gara non è andata molto bene, per il povero Salvadori, che ha iniziato a perdere posizioni fin dalle prime battute. È difficile ricostruire cosa sia accaduto esattamente, quello che sappiamo per certo è che Brabham, invece, è stato in testa per tutta la durata della gara.
Tra gli inseguitori più diretti le BRM: nelle prime fasi Harry Schell e Jo Bonnier, con questo che a gara più avanzata si sarebbe ritirato per un guasto, poi Stirling Moss che avrebbe ottenuto la seconda piazza in precedenza appartenuta a Schell. Le Cooper di Bruce McLaren e Maurice Trintignant si sono inserite in zona punti e McLaren è anche riuscito a prendersi la terza piazza, giungendo al traguardo negli scarichi di Moss.
Brabham, Moss, McLaren, Schell, Trintignant, questa la zona punti, ai tempi contenuta ai soli primi cinque. Nessuna gioia per quel povero disgraziato di Salvadori, risalito fino alla sesta piazza. Gli è comunque andata meglio che al compagno di squadra Carroll Shelby, ritirato a pochi giri dalla fine mentre si trovava in settima piazza.
Curiosità: McLaren ha ottenuto il giro più veloce e, all'età di 21 anni e 322 giorni divenendo il più giovane pilota della storia a ottenere un fastest lap, record che sarebbe stato battuto nel GP del Canada 2003, quando Alonso avrebbe ottenuto un giro veloce a 21 anni e 321 giorni!
Dato che essere nati o meno in un anno bisestile avrebbe potuto cambiare le cose contando i giorni, sono anche andata a verificare. McLaren e Alonso sono tuttavia nati rispettivamente nel 1937 e nel 1981, cioè tutti e due nell'anno successivo a un anno bisestile. Avevano entrambi cinque anni bisestili all'attivo: 1940, 1944, 1948, 1952 e 1956 per Bruce, 1984, 1988, 1992, 1996 e 2000 per Fernando.
Se abbiamo sfatato il mito del GP d'Europa 1997 come prima tied pole della storia, non abbiamo ancora detto nulla sul fatto che sempre sul circuito di Aintree, ma due anni dopo, c'è stato un pareggio a quattro tra Phil Hill, Richie Ginther, Jo Bonnier e Wolfgang Von Trips. A parte Bonnier in Porsche, gli altri tre erano in Ferrari, quindi non oso immaginare le teorie del complotto se fosse accaduto qualcosa di simile in anni odierni.
Direi che a questo punto possiamo ammettere che Jerez 1997 ha la peculiarità di essere stata la prima tied pole al millesimo di secondo, nonché l'unica con tre piloti al millesimo, dato che in Canada 2024 Max Verstappen e George Russell hanno fatto una tied pole a due.
Rimane un'altra peculiarità, che riguarda il duo Schumacher/ Frentzen e Verstappen/ Russell. Siccome sono una gossippara impenitente, vi ricordo che Frentzen era l'ex fidanzato della signora Corinna, mentre Russell agli albori della propria carriera in Formula 1 stava insieme alla sorella di Nyck De Vries, ovvero la fidanzatina adolescenziale del giovanissimo Verstappen! Così, a primo impatto, non mi risulta che nella carrellata di tied pole a un decimale, ci fossero piloti che avevano in comune una partner!
Torniamo a noi. In Gran Bretagna nel 1959 tra i trenta piloti che hanno tentato di qualificarsi c'era anche Tim Parnell, DNQ, che sarebbe stato per la prima volta sulla griglia nel 1961 sempre in Gran Bretagna. Il già citato Bob Simbel, esperto di statistiche con cui ho una corrispondenza via email in cui parliamo di Formula 1 e di questioni di nicchia a essa inerenti, mi ha fatto notare che il nome completo di costui era Reginald Harold Haslam Parnell. Da dove provenga il diminutivo Tim non ci è dato saperlo, ma si chiamava tale e quale al padre Reg, pilota di Formula 1 tra il 1950 e il 1954 e podium finisher in Gran Bretagna nel 1950.
L'ultima entry del padre è avvenuta il 17 luglio 1954, stesso giorno in cui il figlio non si è qualificato per l'edizione 1959 e a pochi giorni di gap dall'edizione 1961 nella quale il figlio ha gareggiato. Cinque anni di gap, o sette se consideriamo solo le gare disputate, si tratta del minor gap temporale tra padre e figlio in Formula 1, comunque probabilmente reso possibile anche dal fatto che tra i due ci fossero solo ventun anni di differenza.
Curiosità: l'unico altro duo padre/ figlio degli old gold days con meno di dieci anni di gap tra le rispettive carriere è quello di André e Teddy Pilette, con nove anni e nove mesi intercorsi tra la fine della carriera del padre e quella del figlio - i due avevano ventitré anni e mezzo di differenza d'età. Nella Formula 1 moderna e contemporanea si sono aggiunti Michael e Mick Schumacher, con otto anni e cinque mesi tra le rispettive carriere, che è comunque notevole considerando che sono separati da trent'anni d'età.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
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sabato 25 ottobre 2025
mercoledì 16 luglio 2025
16.07.1955: il terzo titolo di Fangio e la prima vittoria di Moss (con relative teorie del complotto)
Mentre pubblico questo post è il 16 luglio 2025, quindi il settantesimo anniversario del giorno in cui Juan Manuel Fangio ha, almeno tecnicamente, vinto il suo terzo titolo. Correva l'anno 1955, l'argentino era ai tempi un pilota della Mercedes, aveva quarantaquattro anni, quindi almeno quindici in meno rispetto a quelli di Sonny Hayes quando ha vinto il GP di Abu Dhabi sulla Apex nel film "F1 - the movie", e avrebbe vinto due ulteriori titoli negli anni successivi.
Per ironia della sorte, Fangio sarebbe poi deceduto proprio all'indomani del quarantennale di uno dei suoi titoli, ovvero il 17 luglio 1995. Domani sarà quindi il trentesimo anniversario della sua scomparsa. :-(((
La vittoria del campionato è arrivata a seguito del secondo posto conquistato nel GP di Gran Bretagna, evento disputato ad Aintree e penultimo della stagione, dopo che diversi eventi sono stati cancellati a seguito del disastro di Le Mans avvenuto nel mese di giugno. Il mondiale, infatti, sarebbe finito due mesi più tardi, ma mancava solo un ulteriore evento, quello di Monza previsto per settembre. Non mi è del tutto chiaro se i gran premi di Germania, Svizzera e Spagna, previsti nel mezzo, fossero già stati tutti cancellati, e quindi il 16 luglio Fangio già sapesse di avere vinto il titolo, oppure se le cancellazioni siano state successive e, a posteriori, Aintree sia diventata la gara che ha assegnato il titolo.
Di questa gara esiste un video di sintesi su youtube. Erano gli anni '50 quindi non si può avere tanto, ma già avere delle immagini nitide di gara è qualcosa che non capita tutti i giorni!
C'erano quattro Mercedes nelle prime cinque caselle della griglia: 1/2 Stirling Moss precedeva Fangio, terzo c'era Jean Behra su Maserati, poi seguivano 4/5 Karl Kling e Piero Taruffi. Era una griglia di partenza estremamente falsatahhhh, dato che la meglio posizionata delle Ferrari, quella di Eugenio Castellotti, era in decima piazza. :-PPPP
Il ritiro di Behra per un problema tecnico e poi anche del suo compagno di squadra Roberto Mieres che partiva sesto, ha fatto sì che la Mercedes ottenesse una quadrupletta(?) con Moss, Fangio, Kling e Taruffi nelle prime quattro posizioni, con Luigi Musso su Maserati quinto a completare la zona punti.
All'epoca non c'erano punti per il sesto classificato, ma c'era la possibilità di cambiare pilota in corso d'opera: la meglio classificata delle Ferrari è giunta sesta, con uno shared drive in cui Mike Hawthorn ha dovuto cedere la macchina a Castellotti, dopo che questo era stato costretto al ritiro con l'auto sulla quale aveva iniziato la gara.
Il podio con tre Mercedes è anche stato l'ultimo podio interamente motorizzato Mercedes prima del GP della Cina 2010, quando Nico Rosberg avrebbe vinto su Mercedes davanti alle due McLaren motorizzate Mercedes.
Questa gara, inoltre, porta con sé una mezza teoria del kompl8, della quale, facendo ricerche, a onore del vero sembra si trovino quasi solo articoli recenti e quasi nulla che vada oltre tre o quattro anni fa, anche se ho trovato un accenno a ciò in un thread su Forum Autosport, risalente al 2002, e tuttavia incentrato su un commento di Moss agli ordini di scuderia del GP d'Austria.
Negli ultimi anni sono comparsi articoli secondo cui Fangio - che sarebbe comunque diventato campione del mondo quel giorno, dice qualcuno, il che sarebbe in contrasto con il fatto che il titolo potrebbe essere stato assegnato in un secondo momento - avrebbe deliberatamente, all'insaputa del team e del compagno di squadra, lasciato a Moss la vittoria del gran premio di casa, che sarebbe stata la prima della sua carriera in Formula 1. Pare che lo stesso Moss fosse convinto che Fangio avesse il passo per vincere, ma Fangio avrebbe sempre negato tutto ciò, sostenendo che in quell'occasione Moss sia stato più veloce di lui.
Guardando il lap by lap, emerge che Fangio ha leaderato i primi due giri, per poi essere sopravanzato da Moss. Tornato in testa, è stato superato nuovamente da Moss prima che un terzo di gara fosse completato. Nel finale, Fangio ha concluso a +0,2 di gap dal pilota inglese. C'è chi scrive che Fangio avrebbe avuto l'opportunità di superare Moss praticamente sul traguardo, ma non l'avrebbe fatto, praticamente auto-congelando le posizioni nonostante fosse prima guida del team.
A mio parere è difficile stabilire dove stia il confine tra realtà e leggenda metropolitana, specie quando "posizioni congelate" viene reso di fatto sinonimo di "posizioni invertite" e viene dato per scontato che chi è dietro, se fosse/ si sentisse libero di attaccare, porterebbe *sicuramente* a casa il risultato. Tutto quello che possiamo affermare per certo è che la Mercedes ha indubbiamente dominato, quel giorno di settant'anni fa.
Per ironia della sorte, Fangio sarebbe poi deceduto proprio all'indomani del quarantennale di uno dei suoi titoli, ovvero il 17 luglio 1995. Domani sarà quindi il trentesimo anniversario della sua scomparsa. :-(((
La vittoria del campionato è arrivata a seguito del secondo posto conquistato nel GP di Gran Bretagna, evento disputato ad Aintree e penultimo della stagione, dopo che diversi eventi sono stati cancellati a seguito del disastro di Le Mans avvenuto nel mese di giugno. Il mondiale, infatti, sarebbe finito due mesi più tardi, ma mancava solo un ulteriore evento, quello di Monza previsto per settembre. Non mi è del tutto chiaro se i gran premi di Germania, Svizzera e Spagna, previsti nel mezzo, fossero già stati tutti cancellati, e quindi il 16 luglio Fangio già sapesse di avere vinto il titolo, oppure se le cancellazioni siano state successive e, a posteriori, Aintree sia diventata la gara che ha assegnato il titolo.
Di questa gara esiste un video di sintesi su youtube. Erano gli anni '50 quindi non si può avere tanto, ma già avere delle immagini nitide di gara è qualcosa che non capita tutti i giorni!
C'erano quattro Mercedes nelle prime cinque caselle della griglia: 1/2 Stirling Moss precedeva Fangio, terzo c'era Jean Behra su Maserati, poi seguivano 4/5 Karl Kling e Piero Taruffi. Era una griglia di partenza estremamente falsatahhhh, dato che la meglio posizionata delle Ferrari, quella di Eugenio Castellotti, era in decima piazza. :-PPPP
Il ritiro di Behra per un problema tecnico e poi anche del suo compagno di squadra Roberto Mieres che partiva sesto, ha fatto sì che la Mercedes ottenesse una quadrupletta(?) con Moss, Fangio, Kling e Taruffi nelle prime quattro posizioni, con Luigi Musso su Maserati quinto a completare la zona punti.
All'epoca non c'erano punti per il sesto classificato, ma c'era la possibilità di cambiare pilota in corso d'opera: la meglio classificata delle Ferrari è giunta sesta, con uno shared drive in cui Mike Hawthorn ha dovuto cedere la macchina a Castellotti, dopo che questo era stato costretto al ritiro con l'auto sulla quale aveva iniziato la gara.
Il podio con tre Mercedes è anche stato l'ultimo podio interamente motorizzato Mercedes prima del GP della Cina 2010, quando Nico Rosberg avrebbe vinto su Mercedes davanti alle due McLaren motorizzate Mercedes.
Questa gara, inoltre, porta con sé una mezza teoria del kompl8, della quale, facendo ricerche, a onore del vero sembra si trovino quasi solo articoli recenti e quasi nulla che vada oltre tre o quattro anni fa, anche se ho trovato un accenno a ciò in un thread su Forum Autosport, risalente al 2002, e tuttavia incentrato su un commento di Moss agli ordini di scuderia del GP d'Austria.
Negli ultimi anni sono comparsi articoli secondo cui Fangio - che sarebbe comunque diventato campione del mondo quel giorno, dice qualcuno, il che sarebbe in contrasto con il fatto che il titolo potrebbe essere stato assegnato in un secondo momento - avrebbe deliberatamente, all'insaputa del team e del compagno di squadra, lasciato a Moss la vittoria del gran premio di casa, che sarebbe stata la prima della sua carriera in Formula 1. Pare che lo stesso Moss fosse convinto che Fangio avesse il passo per vincere, ma Fangio avrebbe sempre negato tutto ciò, sostenendo che in quell'occasione Moss sia stato più veloce di lui.
Guardando il lap by lap, emerge che Fangio ha leaderato i primi due giri, per poi essere sopravanzato da Moss. Tornato in testa, è stato superato nuovamente da Moss prima che un terzo di gara fosse completato. Nel finale, Fangio ha concluso a +0,2 di gap dal pilota inglese. C'è chi scrive che Fangio avrebbe avuto l'opportunità di superare Moss praticamente sul traguardo, ma non l'avrebbe fatto, praticamente auto-congelando le posizioni nonostante fosse prima guida del team.
A mio parere è difficile stabilire dove stia il confine tra realtà e leggenda metropolitana, specie quando "posizioni congelate" viene reso di fatto sinonimo di "posizioni invertite" e viene dato per scontato che chi è dietro, se fosse/ si sentisse libero di attaccare, porterebbe *sicuramente* a casa il risultato. Tutto quello che possiamo affermare per certo è che la Mercedes ha indubbiamente dominato, quel giorno di settant'anni fa.
martedì 8 luglio 2025
Formula 1 2025: #12 Commento al Gran Premio di Gran Bretagna
06.07.2025 // a Silverstone si è scritta la storia, ma non potevamo saperlo alle 16.00 ora italiana, le 15.00 ora inglese, quando ci siamo messi a guardare la gara. O per meglio dire, era già stata scritta, ma ancora non lo sapevamo, quando noi povery ci siamo messi a guardare la gara alle 19.00 sulla TV a noi dedicata. Torniamo quindi indietro e andiamo a ricostruire i fatti che ci hanno condotto al momento che tutti stavamo aspettando da anni e anni, al punto tale da considerarlo impossibile.
Max Verstappen, Oscar Piastri, Lando Norris, George Russell, Lewis Hamilton, Charles Leclerc, Fernando Alonso, Pierre Gasly, Carlos Sainz, Kimi Antonelli (+3 posizioni di penalità per incidente nello scorso gran premio), Yuki Tsunoda, Isack Hadjar, Alexander Albon, Esteban Ocon, Liam Lawson, Gabriel Bortoleto, Lance Stroll, Oliver Bearman (+10 posizioni per redflag infringiment al venerdì), Nico Hulkenberg, Franco Colapinto: così si è andata a comporre la griglia di partenza, dopo una qualifica redflaggata in Q1 dopo che Colapinto aveva abbattuto dei pannelli in un incidente.
Per tutta la durata della qualifica dalla Q1 alla Q3, tagliata nella parte della bandiera rossa nella differita della TV dei povery, il Vanz ha pronunciato il nome "Copse" solamente due volte e senza urlarlo, anche se va notato come l'abbia menzionata due volte nell'arco di circa dieci secondi. In compenso in gara durante il formation lap ha raccontato dell'incidente del 2021 tra Verstappen e Hamilton.
Causa pioggia prima della gara, tutti hanno messo gomme intermedie, mentre sei piloti dopo il giro di formazione si sono presentati in pitlane per mettere le slick e partire dalla corsia dei box. Erano Russell, Leclerc, Hadjar, Bortoleto, Bearman e Colapinto. O almeno, cinque piloti hanno messo le slick, Colapinto proprio non è uscito per un problema al cambio senza essere né considerato né inquadrato. Il fatto che uno dei piloti con la strategia jolly fosse Leclerc, lasciava sospettare che fosse una strategia azzardata e non destinata a dare frutti.
Verstappen, Piastri, Norris, Hamilton, Gasly, Alonso, Sainz, Antonelli, Albon e Tsunoda, questi i primi dieci mentre un botto tra Ocon e Lawson ha fatto sì che questo non completasse il primo giro e arrivasse una virtual safety car. Poco dopo a causa di un crash di Bortoleto è entrata anche la safety car e Antonelli ne ha approfittato per rientrare ai box. Il suo restart sulle slick non è stato dei migliori e per un po' quelli su gomme intermedie se la sono cavata meglio.
All'arrivo dell'asciutto sono capitati due fatti di spicco: Piastri ha superato Verstappen dopo un acceso duello, mentre in casa Aston Martin hanno azzeccato bene il timing della sosta di Strollino: messe le slick nel momento ideale si è ritrovato in bassa top-ten, per non parlare di come abbiano azzeccato anche il timing della sosta per tornare alle intermedie, mentre invece Alonso si lamentava via radio che le strategie peggiori spettavano sempre a lui.
Al ritorno della pioggia Verstappen faticava, si è avvicinato Norris, quando Max ha messo le ruote sull'erba Norris è passato, ma Verstappen sarebbe tornato davanti grazie a una sosta lenta in casa McLaren quando chiunque non fosse sulle intermedie è andato a metterle, non perché fosse una doppia sosta ma perché proprio è stata lenta. Il responso a quel punto è stato: Piastri, Verstappen, Norris, Stroll!!!11!!!11!! e poi Hulkenberg e Gasly che non si erano ancora fermati.
L'incrementare della pioggia ha fatto sì che la direzione gara decidesse di far entrare la safety car per questioni di visibilità. Almeno in fase di safety car, il Vanz ha evitato di citare la Copse ogniqualvolta qualcuno vi arrivasse, il che è andato a compensare il fatto che fosse stata menzionata millemila volte nei minuti precedenti.
Quando la safety car si è tolta di mezzo eravamo a circa un terzo di gara, e a quel punto si è avuta l'apoteosi: mentre era in atto un duello tra Hamilton e Russell, nelle ultime posizioni Hadjar ha tamponato Antonelli e poi è andato a sbattere, il che non sarebbe un evento di estremo spicco, di per sé, ma la location: INCIDENTE A COPSE!!!111!!!11!!
È entrata di nuovo la safety car, Antonelli ha continuato, per poi fare una sosta ai box. Poi mi sono andata un attimo nel retrocucina a prendere i piatti, dato che stavo apparecchiando, e Verstappen ne ha approfittato per affiancare Piastri prima che la safety car si togliesse di mezzo. La direzione gara ha deciso che Oscar aveva rallentato a random non prima che l'uomo contro la macchina l'avesse sbinnata. Verstappen si è ritrovato in bassa top-ten a lottare con le Williams.
I primi cinque erano Piastri, Norris, Stroll, Hulkenberg e Gasly, ma dopo essere uscito vincente da un lungo duello con Russell, Hamilton ne ha superato le -L e si è cacciato all'inseguimento di Pedro Gaseoso (cit.), ha catturato un Pokemon ed è andato ad aggiungerai alla lotta per il podio.
Stroll faticava, a due terzi di gara ha iniziato a non riuscire più a contenere gli attacchi di chi gli stava dietro. Le trombe dell'Apocalisse hanno iniziato a suonare e NICOLAS HULKENBERG DETTO NICO SI È PORTATO IN TERZA POSIZIONE, NON VI STO TROLLANDO, ANDATE A CHIAMARE TUTTI I VOSTRI AMICI E PARENTI CHE NON STANNO SEGUENDO LA GARA. Hamilton frattanto si avvicinava minaccioso a Strollino, lo superava in tempi brevi e si avvicinav-... ah no. La gara proseguiva e tutto lasciava credere che non fosse così inconcepibile l'idea di quel podio mistico che tutti stavamo aspettando.
Qualche giro più tardi, Alonso è rientrato per le slick. Non sembrava una scelta azzeccata, ma in Mercedes hanno pensato bene di copiarla con Russell, unico pilota presente in pista dato che Antonelli si era ritirato per i danni riportati nell'incidente con Hadjar. Qualche giro dopo le cose sono cambiate, Hamilton è andato ai box, ne è uscito, ha fatto una mezza sbinnata, i piloti Haas si sono scontrati e hanno fatto un testacoda in perfetta sincronia, le slick erano ormai le gomme ideale quindi tutti sono rientrati, non inquadrato dalle telecamere Leclerc ha fatto una sbinnata e ha portato il suo vecchio compagno di scorribande Sainz con sé, Piastri ha scontato la penalità di dieci secondi, Norris è passato in testa, Hulkenberg nonostante problemi con una ruota che non voleva saperne di andare su aveva un vantaggio di vari secondi nei confronti del suo diretto inseguitore e viaggiava verso il podio, Verstappen era sesto e avrebbe superato Stroll (che sarebbe stato sorpassato anche da Gasly a dire il vero) prima della fine della gara, Leclerc era penultimo in mezzo al nulla, ma aveva oltre mezzo minuto di vantaggio su Tsunoda che era ultimo e che, a parte una penalità di dieci secondi per un contatto con Bearman, nessuno aveva capito come potesse essere così tanto indietro.
La gara viaggiava ormai verso la conclusione, un finale al cardiopalma, con Norris che ormai se lo filava solo sua madre, con Piastri distante a sufficienza da essere tagliato fuori per la vittoria, con Hulkenberg che andava a prendere quello storico podio che gli mancava da sempre e che mancava alla Sauber dal GP del Giappone 2012 (giusto per contestualizzare, erano passati tre giorni dall'annuncio di Michael Schumacher di lasciare la Formula 1 a fine stagione). In sintesi, un risultato perfetto, acclamato da tutti e degno di un finale musicale, non prima di avere segnalato la presenza dell'ex partner in crime di Hulkenberg, Kevin Magnussen, come ospite nel box della Sauber. *_____* Mettete tanti like e tanti cuoricini a tutto ciò!
Oggi mi sento un'Aston Martin se un'Alpine mi afferra,
con lo sguardo dentro in tasca, ma il mondiale è per terra,
se ho molte -L impazzisco come una Mercedes,
ci sto male - male, male, male,
vorrei svagarmi, ma oggi una Q3
e poi domani un temporale - e la Papaya è impopolare.
E mi hai buttato via in un sabato non sprint
mentre andavi in cerca di uno slancio di modernità,
Liberty vuole solo cuoricini, cuoricini,
pensava solo ai cuoricini, cuoricini,
stramaledetti cuoricini, cuoricini
che ti tolgono il gusto di inseguire Hulk,
poi mi uccidi, poi mi uccidi
quegli occhi sono due sainzini, due sainzini
Che sparano sui leclerchini, leclerchini
persino sotto alla notizia "terzo posto".
Una squadra e due piloti, è la tomba dei fanboy,
ce l'ha detto anche Ham-Soy
porta un chilo di prosciutto e poi nel dubbio passa a Copse
e almeno un urlo, COPSE!
e se oggi ho le Haas davanti all'anteriore
non mi giudicare - male, male, male
che dovrei dire io che la sbinnavo
e tu nemmeno ti mettevi a imprecare?
Tu mettevi solo cuoricini, cuoricini
pensavi solo ai cuoricini, cuoricini
stramaledetti cuoricini, cuoricini
che mi tolgono il gusto di inseguire Hulk,
poi mi uccidi, poi mi uccidi
quegli occhi sono due sainzini, due sainzini
che sparano sui leclerchini, leclerchini
persino sotto alla notizia "terzo posto".
Ma fortunatamente un domenica qualunque
ci hai portati via da tutta quanta la modernità
ma dove scappi senza cuoricini, cuoricini,
per Hulk sul podio, cuoricini, cuoricini,
c'è Kmag, cuoricini, cuoricini
che non tolgono il gusto di succhiare palle.
Poi li uccidi, poi li uccidi
si fottano quei due sainzini, due sainzini
che sparano sui leclerchini, leclerchini,
persino sotto alla notizia "terzo posto"
e i prosciuttini, i verstappini,
i piastrini, i norrisini,
chi se li fila, alla notizia "terzo posto"!
RISULTATO: 1. Norris/ McLaren, 2. Piastri/ McLaren, 3. Hulkenberg/ Kick Sauber, 4. Hamilton/ Mercedes, 5. Verstappen/ Redbull, 6. Gasly/ Alpine, 7. Stroll/ Aston Martin, 8. Albon/ Williams, 9. Alonso/ Aston Martin, 10. Russell/ Mercedes, 11. Bearman/ Haas, 12. Sainz/ Williams, 13. Ocon/ Haas, 14. Leclerc/ Ferrari, 15. Tsunoda/ Redbull, Rit. Antonelli/ Mercedes, Rit. Hadjar/ Racing Bulls, Rit. Bortoleto/ Kick Sauber, Rit. Lawson/ Racing Bulls, DNS. Colapinto/ Alpine.
Max Verstappen, Oscar Piastri, Lando Norris, George Russell, Lewis Hamilton, Charles Leclerc, Fernando Alonso, Pierre Gasly, Carlos Sainz, Kimi Antonelli (+3 posizioni di penalità per incidente nello scorso gran premio), Yuki Tsunoda, Isack Hadjar, Alexander Albon, Esteban Ocon, Liam Lawson, Gabriel Bortoleto, Lance Stroll, Oliver Bearman (+10 posizioni per redflag infringiment al venerdì), Nico Hulkenberg, Franco Colapinto: così si è andata a comporre la griglia di partenza, dopo una qualifica redflaggata in Q1 dopo che Colapinto aveva abbattuto dei pannelli in un incidente.
Per tutta la durata della qualifica dalla Q1 alla Q3, tagliata nella parte della bandiera rossa nella differita della TV dei povery, il Vanz ha pronunciato il nome "Copse" solamente due volte e senza urlarlo, anche se va notato come l'abbia menzionata due volte nell'arco di circa dieci secondi. In compenso in gara durante il formation lap ha raccontato dell'incidente del 2021 tra Verstappen e Hamilton.
Causa pioggia prima della gara, tutti hanno messo gomme intermedie, mentre sei piloti dopo il giro di formazione si sono presentati in pitlane per mettere le slick e partire dalla corsia dei box. Erano Russell, Leclerc, Hadjar, Bortoleto, Bearman e Colapinto. O almeno, cinque piloti hanno messo le slick, Colapinto proprio non è uscito per un problema al cambio senza essere né considerato né inquadrato. Il fatto che uno dei piloti con la strategia jolly fosse Leclerc, lasciava sospettare che fosse una strategia azzardata e non destinata a dare frutti.
Verstappen, Piastri, Norris, Hamilton, Gasly, Alonso, Sainz, Antonelli, Albon e Tsunoda, questi i primi dieci mentre un botto tra Ocon e Lawson ha fatto sì che questo non completasse il primo giro e arrivasse una virtual safety car. Poco dopo a causa di un crash di Bortoleto è entrata anche la safety car e Antonelli ne ha approfittato per rientrare ai box. Il suo restart sulle slick non è stato dei migliori e per un po' quelli su gomme intermedie se la sono cavata meglio.
All'arrivo dell'asciutto sono capitati due fatti di spicco: Piastri ha superato Verstappen dopo un acceso duello, mentre in casa Aston Martin hanno azzeccato bene il timing della sosta di Strollino: messe le slick nel momento ideale si è ritrovato in bassa top-ten, per non parlare di come abbiano azzeccato anche il timing della sosta per tornare alle intermedie, mentre invece Alonso si lamentava via radio che le strategie peggiori spettavano sempre a lui.
Al ritorno della pioggia Verstappen faticava, si è avvicinato Norris, quando Max ha messo le ruote sull'erba Norris è passato, ma Verstappen sarebbe tornato davanti grazie a una sosta lenta in casa McLaren quando chiunque non fosse sulle intermedie è andato a metterle, non perché fosse una doppia sosta ma perché proprio è stata lenta. Il responso a quel punto è stato: Piastri, Verstappen, Norris, Stroll!!!11!!!11!! e poi Hulkenberg e Gasly che non si erano ancora fermati.
L'incrementare della pioggia ha fatto sì che la direzione gara decidesse di far entrare la safety car per questioni di visibilità. Almeno in fase di safety car, il Vanz ha evitato di citare la Copse ogniqualvolta qualcuno vi arrivasse, il che è andato a compensare il fatto che fosse stata menzionata millemila volte nei minuti precedenti.
Quando la safety car si è tolta di mezzo eravamo a circa un terzo di gara, e a quel punto si è avuta l'apoteosi: mentre era in atto un duello tra Hamilton e Russell, nelle ultime posizioni Hadjar ha tamponato Antonelli e poi è andato a sbattere, il che non sarebbe un evento di estremo spicco, di per sé, ma la location: INCIDENTE A COPSE!!!111!!!11!!
È entrata di nuovo la safety car, Antonelli ha continuato, per poi fare una sosta ai box. Poi mi sono andata un attimo nel retrocucina a prendere i piatti, dato che stavo apparecchiando, e Verstappen ne ha approfittato per affiancare Piastri prima che la safety car si togliesse di mezzo. La direzione gara ha deciso che Oscar aveva rallentato a random non prima che l'uomo contro la macchina l'avesse sbinnata. Verstappen si è ritrovato in bassa top-ten a lottare con le Williams.
I primi cinque erano Piastri, Norris, Stroll, Hulkenberg e Gasly, ma dopo essere uscito vincente da un lungo duello con Russell, Hamilton ne ha superato le -L e si è cacciato all'inseguimento di Pedro Gaseoso (cit.), ha catturato un Pokemon ed è andato ad aggiungerai alla lotta per il podio.
Stroll faticava, a due terzi di gara ha iniziato a non riuscire più a contenere gli attacchi di chi gli stava dietro. Le trombe dell'Apocalisse hanno iniziato a suonare e NICOLAS HULKENBERG DETTO NICO SI È PORTATO IN TERZA POSIZIONE, NON VI STO TROLLANDO, ANDATE A CHIAMARE TUTTI I VOSTRI AMICI E PARENTI CHE NON STANNO SEGUENDO LA GARA. Hamilton frattanto si avvicinava minaccioso a Strollino, lo superava in tempi brevi e si avvicinav-... ah no. La gara proseguiva e tutto lasciava credere che non fosse così inconcepibile l'idea di quel podio mistico che tutti stavamo aspettando.
Qualche giro più tardi, Alonso è rientrato per le slick. Non sembrava una scelta azzeccata, ma in Mercedes hanno pensato bene di copiarla con Russell, unico pilota presente in pista dato che Antonelli si era ritirato per i danni riportati nell'incidente con Hadjar. Qualche giro dopo le cose sono cambiate, Hamilton è andato ai box, ne è uscito, ha fatto una mezza sbinnata, i piloti Haas si sono scontrati e hanno fatto un testacoda in perfetta sincronia, le slick erano ormai le gomme ideale quindi tutti sono rientrati, non inquadrato dalle telecamere Leclerc ha fatto una sbinnata e ha portato il suo vecchio compagno di scorribande Sainz con sé, Piastri ha scontato la penalità di dieci secondi, Norris è passato in testa, Hulkenberg nonostante problemi con una ruota che non voleva saperne di andare su aveva un vantaggio di vari secondi nei confronti del suo diretto inseguitore e viaggiava verso il podio, Verstappen era sesto e avrebbe superato Stroll (che sarebbe stato sorpassato anche da Gasly a dire il vero) prima della fine della gara, Leclerc era penultimo in mezzo al nulla, ma aveva oltre mezzo minuto di vantaggio su Tsunoda che era ultimo e che, a parte una penalità di dieci secondi per un contatto con Bearman, nessuno aveva capito come potesse essere così tanto indietro.
La gara viaggiava ormai verso la conclusione, un finale al cardiopalma, con Norris che ormai se lo filava solo sua madre, con Piastri distante a sufficienza da essere tagliato fuori per la vittoria, con Hulkenberg che andava a prendere quello storico podio che gli mancava da sempre e che mancava alla Sauber dal GP del Giappone 2012 (giusto per contestualizzare, erano passati tre giorni dall'annuncio di Michael Schumacher di lasciare la Formula 1 a fine stagione). In sintesi, un risultato perfetto, acclamato da tutti e degno di un finale musicale, non prima di avere segnalato la presenza dell'ex partner in crime di Hulkenberg, Kevin Magnussen, come ospite nel box della Sauber. *_____* Mettete tanti like e tanti cuoricini a tutto ciò!
Oggi mi sento un'Aston Martin se un'Alpine mi afferra,
con lo sguardo dentro in tasca, ma il mondiale è per terra,
se ho molte -L impazzisco come una Mercedes,
ci sto male - male, male, male,
vorrei svagarmi, ma oggi una Q3
e poi domani un temporale - e la Papaya è impopolare.
E mi hai buttato via in un sabato non sprint
mentre andavi in cerca di uno slancio di modernità,
Liberty vuole solo cuoricini, cuoricini,
pensava solo ai cuoricini, cuoricini,
stramaledetti cuoricini, cuoricini
che ti tolgono il gusto di inseguire Hulk,
poi mi uccidi, poi mi uccidi
quegli occhi sono due sainzini, due sainzini
Che sparano sui leclerchini, leclerchini
persino sotto alla notizia "terzo posto".
Una squadra e due piloti, è la tomba dei fanboy,
ce l'ha detto anche Ham-Soy
porta un chilo di prosciutto e poi nel dubbio passa a Copse
e almeno un urlo, COPSE!
e se oggi ho le Haas davanti all'anteriore
non mi giudicare - male, male, male
che dovrei dire io che la sbinnavo
e tu nemmeno ti mettevi a imprecare?
Tu mettevi solo cuoricini, cuoricini
pensavi solo ai cuoricini, cuoricini
stramaledetti cuoricini, cuoricini
che mi tolgono il gusto di inseguire Hulk,
poi mi uccidi, poi mi uccidi
quegli occhi sono due sainzini, due sainzini
che sparano sui leclerchini, leclerchini
persino sotto alla notizia "terzo posto".
Ma fortunatamente un domenica qualunque
ci hai portati via da tutta quanta la modernità
ma dove scappi senza cuoricini, cuoricini,
per Hulk sul podio, cuoricini, cuoricini,
c'è Kmag, cuoricini, cuoricini
che non tolgono il gusto di succhiare palle.
Poi li uccidi, poi li uccidi
si fottano quei due sainzini, due sainzini
che sparano sui leclerchini, leclerchini,
persino sotto alla notizia "terzo posto"
e i prosciuttini, i verstappini,
i piastrini, i norrisini,
chi se li fila, alla notizia "terzo posto"!
RISULTATO: 1. Norris/ McLaren, 2. Piastri/ McLaren, 3. Hulkenberg/ Kick Sauber, 4. Hamilton/ Mercedes, 5. Verstappen/ Redbull, 6. Gasly/ Alpine, 7. Stroll/ Aston Martin, 8. Albon/ Williams, 9. Alonso/ Aston Martin, 10. Russell/ Mercedes, 11. Bearman/ Haas, 12. Sainz/ Williams, 13. Ocon/ Haas, 14. Leclerc/ Ferrari, 15. Tsunoda/ Redbull, Rit. Antonelli/ Mercedes, Rit. Hadjar/ Racing Bulls, Rit. Bortoleto/ Kick Sauber, Rit. Lawson/ Racing Bulls, DNS. Colapinto/ Alpine.
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domenica 6 luglio 2025
Formula 2 2025: Redbullring e Silverstone
Nei weekend dei gran premi di Austria e Gran Bretagna, nell'ultimo fine settimana di giugno e nel primo di luglio, è tornata la Formula 2 come evento di contorno della Formula 1.
Al Redbullring l'italiano Leonardo Fornaroli (Invicta) ha conquistato la pole position, precedendo Victor Martins (AIX), Richard Verschoor (MP Motorsport), Gabriele Minì (Prema), Amaury Cordeel (Rodin), Roman Stanek (Invicta), Alex Dunne (Rodin), Joshua Durksen (AIX), Pepe Martí (Campos), e John Bennett (Van Amersfoort) a completare la zona reverse grid.
Bennett è partito dalla pole nella gara di sabato, (con ventuno vetture al via causa DNS di Jak Crawford/ DAMS), ma è stato immediatamente superato da Durksen che ha preso la testa della gara, che è iniziata nella massima tranquillità durata all'incirca due o tre minuti, perché nel corso del secondo giro abbiamo avuto una bandiera rossa, dopo un botto agghiacciante, protagonisti Sami Meguetounif (Trident), Arvin Lindblad (Campos) e Luke Browning (Hitech).
Meguetounif ha tentato l'attacco su Lindblad, che a sua volta era in lotta con Browning, ma dopo un contatto ha spiccato il volo, si è ribaltato, la sua macchina ha centrato dall'alto quella di Browning, con contatto rollbar contro rollbar, per poi atterrare ribaltata.
Quando la gara è ripartita, abbiamo avuto subito una safety car dovuta alla vettura di Dino Beganovic (Hitech), ferma dopo un incidente. Durksen nel frattempo era ancora in testa davanti a Martí, che tuttavia oltre metà gara si è appropriato della leadership. Seguivano Stanek e Cordeel, ma quest'ultimo aveva in serbo per noi un colpo di scena: all'ultimo giro è finito in testacoda a random innescando un tamponamento a catena con Minì, Fornaroli e Bennett, che ha provocato il ritiro di tutti e quattro.
Martí ha conquistato la vittoria davanti a Durksen, Stanek, mentre seguivano Verschoor, Sebastian Montoya (Prema), Alex Dunne (Rodin), Martins e Ritomo Miyata (ART) a completare la zona punti, estesa ai soli primi otto. Seguivano Rafael Villagomez (Van Amersfoort), Max Esterson (Trident), Oliver Goethe (MP Motorsport) Cian Shields (AIX), mentre Kush Maini (DAMS) che era doppiato è stato classificato dietro agli ultimi ritirati.
Nella gara della domenica, trasmessa in diretta sulla TV dei povery, Fornaroli è uscito vincente da un duello al via con Verschoor, dietro di loro si è accodato Martins, mentre poco dopo abbiamo assistito al ritiro di Minì con il motore in fumo, destino simile a quello che sarebbe toccato più tardi a Cordeel. Nel frattempo, poco dopo un contatto con Bennett ha fatto precipitare Montoya nelle retrovie.
Martins ha undercuttato Verschoor che ha undercuttato Fornaroli, che abbiamo trovato a duellare prima con Martí e poi Dunne.
Quest'ultimo nella parte centrale della gara era il più veloce in pista, ed è andato a superare Martins per poi lanciarsi all'inseguimento di Verschoor, leader virtuale in attesa che Montoya e Maini andassero ai box. Con le posizioni di Verschoor e Dunne ormai consolidate (avrebbero finito 1/2), si è acceso il duello per il terzo posto, tra Martins, Fornaroli e Martí. Inizialmente vicino al sorpasso su Martins, Fornaroli si è visto superare da Martí, per poi approfittare di un contatto Martí vs Martins per risalire terzo. Quarto al traguardo, Martí ha avuto una penalità per quanto accaduto, scivolando più indietro.
Martins ha trascorso la parte conclusiva della gara duellando con Browning, Crawford e chiunque gli capitasse a tiro. Montoya dopo la sosta ne ha approfittato per superare tutto il gruppo eccetto Crawford. Hanno chiuso quindi tra la quarta e la decima posizione Crawford, Montoya, Browning, Martins, Stanek e Beganovic, ma successivamente Dunne è stato squalificato per irregolarità tecniche. Di conseguenza Fornaroli e Crawford risultano 2/3 e tutti i piloti sopracitati hanno migliorato di una posizione, con Meguetounif risalito in zona punti.
Hanno completato l'ordine d'arrivo, Villagomez, Lindblad, Durksen, Bennett, Esterson e Maini, questi due protagonisti di un contatto dopo la sosta di Maini. Goethe si è invece ritirato all'ultimo giro per un incidente con Lindblad.
Silverstone // la pole position è andata a Martins, che ha preceduto Dunne, Crawford, Stanek, Montoya, Durksen, Verschoor, Beganovic, Maini e Fornaroli, con l'italiano che si è di conseguenza aggiudicato la pole position da reverse grid, mentre il connazionale Minì aveva invece il sedicesimo tempo, valevole per l'una e per l'altra gara.
Beganovic è dovuto partire dai box per la sprint di sabato. Maini ha strappato la leadership a Fornaroli al via, Leonardo tuttavia si è ripreso la posizione dopo un duello... alla Copse. XDXDXD Montoya nel frattempo si era accodato in terza piazza e si avvicinava a Maini.
Mentre avevamo un italiano in testa, Minì stava rimontando ed è rimasto in seguito coinvolto in un contatto con Dunne, il quale è stato costretto ad andare ai box su tre ruote ritrovandosi nelle retrovie e più tardi verso la fine della gara si è ritirato. Minì ha ricevuto invece una penalità.
Montoya in corso d'opera si è procacciato la seconda posizione, iniziando ad allungare su Maini, dietro al quale si è formato un trenino. Stanek è riuscito a passarlo, anche se con il dubbio che avesse messo le ruote fuori dalla pista nell'effettuare la manovra, ha tuttavia mantenuto il risultato, quindi a podio Fornaroli, Maini e Stanek.
All'ultimo giro un contatto tra Browning e Martins ha fatto sì che questo fosse passato da Verschoor, nella parte bassa della zona punti. Maini, Durksen, Crawford, Verschoor e Martins hanno completato la top-8 dopo, questi ultimi due risaliti dopo la penalità ricevuta da Browning, precipitato quindi dodicesimo dietro a Lindblad, Martí e Goethe. Seguivano Meguetounif, Minì penalizzato per il contatto con Dunne, dopodiché Bennett, Villagomez, Shields, Beganovic, Cordeel, Miyata, Esterson.
Nella feature della domenica la pista era umida e i piloti sono partiti sulle gomme da bagnato. Martins ha fatto una pessima partenza, venendo superato da Crawford e Dunne, ritrovandosi terzo davanti a Stanek. Fornaroli nel frattempo nella prima parte di gara è stato impegnato a duellare con Lindblad, il quale ha poi ricevuto un warning(?) per essere andato a zigzag.
Browning è risalito fino a ridosso della zona podio e ha anche superato Martins in corso d'opera mentre la pista andava via via asciugandosi, ma non abbastanza per le slick: Minì ci ha provato, ma è finito in testacoda e ha cozzato contro Goethe. In seguito è finito fuori pista con conseguente virtual safety car, divenuta poi safety car quando Stanek è rimasto fermo.
Browning era rientrato per il pitstop obbligatorio prima di questi fatti, Crawford e i piloti a seguire dopo. Le posizioni della top-5 al restart, a due giri dalla fine, erano Crawford, Dunne, Browning, Durksen e Martins. Un testacoda di Durksen rimasto poi piantato nel bel mezzo della pista ha fatto sì che la gara finisse in safety car, mentre Martins che aveva perso molte posizioni causa ala anteriore danneggiata, è rientrato ai box.
Crawford ha quindi vinto davanti a Dunne, Browning, Beganovic, Montoya, Fornaroli, Verschoor, Lindblad, Martí e Villagomez a completare la zona punti. Seguivano Goethe, Bennett, Esterson, Shields, Miyata, Maini, Cordeel e Meguetounif.
Verschoor 122, Crawford 116, Dunne 108, Fornaroli 104, Browning 98.
Al Redbullring l'italiano Leonardo Fornaroli (Invicta) ha conquistato la pole position, precedendo Victor Martins (AIX), Richard Verschoor (MP Motorsport), Gabriele Minì (Prema), Amaury Cordeel (Rodin), Roman Stanek (Invicta), Alex Dunne (Rodin), Joshua Durksen (AIX), Pepe Martí (Campos), e John Bennett (Van Amersfoort) a completare la zona reverse grid.
Bennett è partito dalla pole nella gara di sabato, (con ventuno vetture al via causa DNS di Jak Crawford/ DAMS), ma è stato immediatamente superato da Durksen che ha preso la testa della gara, che è iniziata nella massima tranquillità durata all'incirca due o tre minuti, perché nel corso del secondo giro abbiamo avuto una bandiera rossa, dopo un botto agghiacciante, protagonisti Sami Meguetounif (Trident), Arvin Lindblad (Campos) e Luke Browning (Hitech).
Meguetounif ha tentato l'attacco su Lindblad, che a sua volta era in lotta con Browning, ma dopo un contatto ha spiccato il volo, si è ribaltato, la sua macchina ha centrato dall'alto quella di Browning, con contatto rollbar contro rollbar, per poi atterrare ribaltata.
Quando la gara è ripartita, abbiamo avuto subito una safety car dovuta alla vettura di Dino Beganovic (Hitech), ferma dopo un incidente. Durksen nel frattempo era ancora in testa davanti a Martí, che tuttavia oltre metà gara si è appropriato della leadership. Seguivano Stanek e Cordeel, ma quest'ultimo aveva in serbo per noi un colpo di scena: all'ultimo giro è finito in testacoda a random innescando un tamponamento a catena con Minì, Fornaroli e Bennett, che ha provocato il ritiro di tutti e quattro.
Martí ha conquistato la vittoria davanti a Durksen, Stanek, mentre seguivano Verschoor, Sebastian Montoya (Prema), Alex Dunne (Rodin), Martins e Ritomo Miyata (ART) a completare la zona punti, estesa ai soli primi otto. Seguivano Rafael Villagomez (Van Amersfoort), Max Esterson (Trident), Oliver Goethe (MP Motorsport) Cian Shields (AIX), mentre Kush Maini (DAMS) che era doppiato è stato classificato dietro agli ultimi ritirati.
Nella gara della domenica, trasmessa in diretta sulla TV dei povery, Fornaroli è uscito vincente da un duello al via con Verschoor, dietro di loro si è accodato Martins, mentre poco dopo abbiamo assistito al ritiro di Minì con il motore in fumo, destino simile a quello che sarebbe toccato più tardi a Cordeel. Nel frattempo, poco dopo un contatto con Bennett ha fatto precipitare Montoya nelle retrovie.
Martins ha undercuttato Verschoor che ha undercuttato Fornaroli, che abbiamo trovato a duellare prima con Martí e poi Dunne.
Quest'ultimo nella parte centrale della gara era il più veloce in pista, ed è andato a superare Martins per poi lanciarsi all'inseguimento di Verschoor, leader virtuale in attesa che Montoya e Maini andassero ai box. Con le posizioni di Verschoor e Dunne ormai consolidate (avrebbero finito 1/2), si è acceso il duello per il terzo posto, tra Martins, Fornaroli e Martí. Inizialmente vicino al sorpasso su Martins, Fornaroli si è visto superare da Martí, per poi approfittare di un contatto Martí vs Martins per risalire terzo. Quarto al traguardo, Martí ha avuto una penalità per quanto accaduto, scivolando più indietro.
Martins ha trascorso la parte conclusiva della gara duellando con Browning, Crawford e chiunque gli capitasse a tiro. Montoya dopo la sosta ne ha approfittato per superare tutto il gruppo eccetto Crawford. Hanno chiuso quindi tra la quarta e la decima posizione Crawford, Montoya, Browning, Martins, Stanek e Beganovic, ma successivamente Dunne è stato squalificato per irregolarità tecniche. Di conseguenza Fornaroli e Crawford risultano 2/3 e tutti i piloti sopracitati hanno migliorato di una posizione, con Meguetounif risalito in zona punti.
Hanno completato l'ordine d'arrivo, Villagomez, Lindblad, Durksen, Bennett, Esterson e Maini, questi due protagonisti di un contatto dopo la sosta di Maini. Goethe si è invece ritirato all'ultimo giro per un incidente con Lindblad.
Silverstone // la pole position è andata a Martins, che ha preceduto Dunne, Crawford, Stanek, Montoya, Durksen, Verschoor, Beganovic, Maini e Fornaroli, con l'italiano che si è di conseguenza aggiudicato la pole position da reverse grid, mentre il connazionale Minì aveva invece il sedicesimo tempo, valevole per l'una e per l'altra gara.
Beganovic è dovuto partire dai box per la sprint di sabato. Maini ha strappato la leadership a Fornaroli al via, Leonardo tuttavia si è ripreso la posizione dopo un duello... alla Copse. XDXDXD Montoya nel frattempo si era accodato in terza piazza e si avvicinava a Maini.
Mentre avevamo un italiano in testa, Minì stava rimontando ed è rimasto in seguito coinvolto in un contatto con Dunne, il quale è stato costretto ad andare ai box su tre ruote ritrovandosi nelle retrovie e più tardi verso la fine della gara si è ritirato. Minì ha ricevuto invece una penalità.
Montoya in corso d'opera si è procacciato la seconda posizione, iniziando ad allungare su Maini, dietro al quale si è formato un trenino. Stanek è riuscito a passarlo, anche se con il dubbio che avesse messo le ruote fuori dalla pista nell'effettuare la manovra, ha tuttavia mantenuto il risultato, quindi a podio Fornaroli, Maini e Stanek.
All'ultimo giro un contatto tra Browning e Martins ha fatto sì che questo fosse passato da Verschoor, nella parte bassa della zona punti. Maini, Durksen, Crawford, Verschoor e Martins hanno completato la top-8 dopo, questi ultimi due risaliti dopo la penalità ricevuta da Browning, precipitato quindi dodicesimo dietro a Lindblad, Martí e Goethe. Seguivano Meguetounif, Minì penalizzato per il contatto con Dunne, dopodiché Bennett, Villagomez, Shields, Beganovic, Cordeel, Miyata, Esterson.
Nella feature della domenica la pista era umida e i piloti sono partiti sulle gomme da bagnato. Martins ha fatto una pessima partenza, venendo superato da Crawford e Dunne, ritrovandosi terzo davanti a Stanek. Fornaroli nel frattempo nella prima parte di gara è stato impegnato a duellare con Lindblad, il quale ha poi ricevuto un warning(?) per essere andato a zigzag.
Browning è risalito fino a ridosso della zona podio e ha anche superato Martins in corso d'opera mentre la pista andava via via asciugandosi, ma non abbastanza per le slick: Minì ci ha provato, ma è finito in testacoda e ha cozzato contro Goethe. In seguito è finito fuori pista con conseguente virtual safety car, divenuta poi safety car quando Stanek è rimasto fermo.
Browning era rientrato per il pitstop obbligatorio prima di questi fatti, Crawford e i piloti a seguire dopo. Le posizioni della top-5 al restart, a due giri dalla fine, erano Crawford, Dunne, Browning, Durksen e Martins. Un testacoda di Durksen rimasto poi piantato nel bel mezzo della pista ha fatto sì che la gara finisse in safety car, mentre Martins che aveva perso molte posizioni causa ala anteriore danneggiata, è rientrato ai box.
Crawford ha quindi vinto davanti a Dunne, Browning, Beganovic, Montoya, Fornaroli, Verschoor, Lindblad, Martí e Villagomez a completare la zona punti. Seguivano Goethe, Bennett, Esterson, Shields, Miyata, Maini, Cordeel e Meguetounif.
Verschoor 122, Crawford 116, Dunne 108, Fornaroli 104, Browning 98.
mercoledì 23 ottobre 2024
Duello a distanza tra Clark e Hill // GP Gran Bretagna, Germania, Italia, Stati Uniti 1962
Se il GP di Francia 1962 aveva visto la prima e unica vittoria della Porsche in Formula 1, per mano di Dan Gurney, nel GP di Gran Bretagna, che si è svolto ad Aintree, Jim Clark è emerso come principale avversario alla rincorsa del titolo da parte di Graham Hill, che dopo quattro gran premi era in testa alla classifica mondiale. Il campionato era destinato a rimanere aperto fino a dicembre, quando si sarebbe svolto il GP del Sudafrica, e dopo la Gran Bretagna ci sarebbero stati Nurburgring, Monza e Watkins Glen. Andiamo dunque a ripercorrere gli eventi che hanno portato Clark e Hill ad alternarsi sul gradino più alto del podio.
GRAN BRETAGNA - Clark ha conquistato la pole position, mentre Hill era soltanto in quinta posizione sulla griglia. Non solo lo scozzese era in pole, ma si è anche esibito in quella che sarebbe divenuta la sua specialità, ovvero conquistare il grand chelem (il primo della sua carriera, del resto era solo la sua seconda vittoria in Formula 1), il tutto vincendo con circa 50 secondi di vantaggio nei confronti della Lola di John Surtees, il quale ha occupato per tutta la gara la seconda posizione.
Dopo una primissima parte di gara in terza posizione, Gurney è lentamente scivolato fuori dalla zona punti, mentre Bruce McLaren su Cooper è andato a occupare il gradino più basso del podio. Il pilota inglese della BRM, dalla quinta posizione di partenza, si è ritrovato quarto precedendo la Brabham/Lotus di Jack Brabham e la Cooper di Tony Maggs.
La Ferrari, che aveva saltato il GP di Francia a causa di uno sciopero dei metalmeccanici, è riuscita a schierare una sola vettura in Gran Bretagna, guidata da Phil Hill, che tuttavia partito da centro griglia non ha mai occupato meglio del nono posto prima di essere costretto al ritiro.
GERMANIA - al Nurburgring la Ferrari ha schierato quattro vetture, oltre che Phil Hill erano presenti anche Lorenzo Bandini, Ricardo Rodriguez e Giancarlo Baghetti, con il messicano qualificato in decima piazza, il più altolocato sulla griglia di partenza.
La pole position è stata conquistata da Gurney al volante della Porsche. Per il costruttore "di casa" si è trattato della prima e unica pole position nella classe regina. Avrebbe conservato la posizione soltanto nelle prime battute, ma avrebbe comunque terminato la gara in una rispettabile terza piazza.
La gara è stata disputata in condizioni di bagnato estremo, dopo essere stata anche rimandata di un'ora a causa della pioggia. Ha visto Clark rimanere fermo sulla griglia di partenza, dove era terzo, e scivolare fino alla ventiseiesima piazza, per poi ritrovarsi nono al termine del primo giro.
Graham Hill, succeduto a Gurney in testa, è andato a vincere il gran premio: si trattava della sua seconda vittoria in Formula 1, e ha preceduto Surtees e Gurney a completare il podio. Avevamo lasciato Clark nono al termine del primo giro, al traguardo il pilota della Lotus occupava la quarta piazza già da metà gara.
McLaren e Rodriguez hanno completato la zona punti, con Ricardo migliore classificato dei ferraristi. Phil Hill aveva comunque occupato brevemente la terza posizione a inizio gara, prima di scivolare indietro ed essere costretto al ritiro.
ITALIA - a Monza, Clark ha conquistato la pole position precedendo Graham Hill, il quale ha preso la testa della gara nel corso del primo giro. Il pilota della Lotus si è accodato inizialmente in seconda posizione, per poi avere problemi al cambio che l'hanno costretto al ritiro. Più indietro anche il suo compagno di squadra Trevor Taylor ha visto successivamente la propria gara terminare anzitempo per la stessa ragione.
Hill ha mantenuto la leadership per tutta la durata della gara, mentre Richie Ginther sull'altra BRM ha duellato per la seconda piazza con Surtees, per poi assicurarsela definitivamente con il ritiro del pilota della Lola. Un duello per la terza posizione tra Gurney, McLaren e Maggs ha visto la gara di Gurney terminare con un ritiro, mentre Maggs aveva in precedenza dovuto effettuare un pitstop. Inizialmente sopravanzato da Willy Mairesse su una quinta Ferrari, McLaren si è ripreso il terzo posto a pochi metri dal traguardo. Mairesse e Baghetti hanno chiuso quarto e quinto, mentre Joakim Bonnier su Porsche ha chiuso la zona punti.
Bandini e Phil Hill hanno concluso nelle posizioni retrostanti, mentre Rodriguez si è ritirato per un guasto al motore. Per la Ferrari si è trattato dell'ultimo gran premio stagionale, dato che non era presente né a Watkins Glen né in Sudafrica. Per Ricardo Rodriguez, inoltre sarebbe stato l'ultimo gran premio disputato, dato che avrebbe perso la vita un mese e mezzo più tardi in un evento non championship disputato in Messico.
STATI UNITI - Clark è scattato dalla pole position ed è stato in testa nella prima parte di gara, per poi subire nella prima parte di gara il sorpasso da parte di Graham Hill. Pochi giri dopo Clark si è ripreso la testa della gara e vi è rimasto fino alla fine, precedendo il leader dell classifica e rimanendo matematicamente in lotta per il campionato, che poi sarebbe stato matematicamente conquistato da Hill (ho già parlato del GP del Sudafrica 1962 in un post scritto e pubblicato in passato sul blog).
Dopo il ritiro di Ginther e problemi al motore che hanno costretto Gurney a rallentare, McLaren si è installato al terzo posto, posizione nella quale ha terminato la gara. Gurney ha portato a casa il quarto posto precedendo Brabham, mentre la zona punti è stata chiusa da Masten Gregory su Lotus del team UTD Laystall.
GRAN BRETAGNA - Clark ha conquistato la pole position, mentre Hill era soltanto in quinta posizione sulla griglia. Non solo lo scozzese era in pole, ma si è anche esibito in quella che sarebbe divenuta la sua specialità, ovvero conquistare il grand chelem (il primo della sua carriera, del resto era solo la sua seconda vittoria in Formula 1), il tutto vincendo con circa 50 secondi di vantaggio nei confronti della Lola di John Surtees, il quale ha occupato per tutta la gara la seconda posizione.
Dopo una primissima parte di gara in terza posizione, Gurney è lentamente scivolato fuori dalla zona punti, mentre Bruce McLaren su Cooper è andato a occupare il gradino più basso del podio. Il pilota inglese della BRM, dalla quinta posizione di partenza, si è ritrovato quarto precedendo la Brabham/Lotus di Jack Brabham e la Cooper di Tony Maggs.
La Ferrari, che aveva saltato il GP di Francia a causa di uno sciopero dei metalmeccanici, è riuscita a schierare una sola vettura in Gran Bretagna, guidata da Phil Hill, che tuttavia partito da centro griglia non ha mai occupato meglio del nono posto prima di essere costretto al ritiro.
GERMANIA - al Nurburgring la Ferrari ha schierato quattro vetture, oltre che Phil Hill erano presenti anche Lorenzo Bandini, Ricardo Rodriguez e Giancarlo Baghetti, con il messicano qualificato in decima piazza, il più altolocato sulla griglia di partenza.
La pole position è stata conquistata da Gurney al volante della Porsche. Per il costruttore "di casa" si è trattato della prima e unica pole position nella classe regina. Avrebbe conservato la posizione soltanto nelle prime battute, ma avrebbe comunque terminato la gara in una rispettabile terza piazza.
La gara è stata disputata in condizioni di bagnato estremo, dopo essere stata anche rimandata di un'ora a causa della pioggia. Ha visto Clark rimanere fermo sulla griglia di partenza, dove era terzo, e scivolare fino alla ventiseiesima piazza, per poi ritrovarsi nono al termine del primo giro.
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| La partenza del GP Germania 1962 |
Graham Hill, succeduto a Gurney in testa, è andato a vincere il gran premio: si trattava della sua seconda vittoria in Formula 1, e ha preceduto Surtees e Gurney a completare il podio. Avevamo lasciato Clark nono al termine del primo giro, al traguardo il pilota della Lotus occupava la quarta piazza già da metà gara.
McLaren e Rodriguez hanno completato la zona punti, con Ricardo migliore classificato dei ferraristi. Phil Hill aveva comunque occupato brevemente la terza posizione a inizio gara, prima di scivolare indietro ed essere costretto al ritiro.
ITALIA - a Monza, Clark ha conquistato la pole position precedendo Graham Hill, il quale ha preso la testa della gara nel corso del primo giro. Il pilota della Lotus si è accodato inizialmente in seconda posizione, per poi avere problemi al cambio che l'hanno costretto al ritiro. Più indietro anche il suo compagno di squadra Trevor Taylor ha visto successivamente la propria gara terminare anzitempo per la stessa ragione.
Hill ha mantenuto la leadership per tutta la durata della gara, mentre Richie Ginther sull'altra BRM ha duellato per la seconda piazza con Surtees, per poi assicurarsela definitivamente con il ritiro del pilota della Lola. Un duello per la terza posizione tra Gurney, McLaren e Maggs ha visto la gara di Gurney terminare con un ritiro, mentre Maggs aveva in precedenza dovuto effettuare un pitstop. Inizialmente sopravanzato da Willy Mairesse su una quinta Ferrari, McLaren si è ripreso il terzo posto a pochi metri dal traguardo. Mairesse e Baghetti hanno chiuso quarto e quinto, mentre Joakim Bonnier su Porsche ha chiuso la zona punti.
Bandini e Phil Hill hanno concluso nelle posizioni retrostanti, mentre Rodriguez si è ritirato per un guasto al motore. Per la Ferrari si è trattato dell'ultimo gran premio stagionale, dato che non era presente né a Watkins Glen né in Sudafrica. Per Ricardo Rodriguez, inoltre sarebbe stato l'ultimo gran premio disputato, dato che avrebbe perso la vita un mese e mezzo più tardi in un evento non championship disputato in Messico.
STATI UNITI - Clark è scattato dalla pole position ed è stato in testa nella prima parte di gara, per poi subire nella prima parte di gara il sorpasso da parte di Graham Hill. Pochi giri dopo Clark si è ripreso la testa della gara e vi è rimasto fino alla fine, precedendo il leader dell classifica e rimanendo matematicamente in lotta per il campionato, che poi sarebbe stato matematicamente conquistato da Hill (ho già parlato del GP del Sudafrica 1962 in un post scritto e pubblicato in passato sul blog).
Dopo il ritiro di Ginther e problemi al motore che hanno costretto Gurney a rallentare, McLaren si è installato al terzo posto, posizione nella quale ha terminato la gara. Gurney ha portato a casa il quarto posto precedendo Brabham, mentre la zona punti è stata chiusa da Masten Gregory su Lotus del team UTD Laystall.
domenica 18 agosto 2024
GP Gran Bretagna e Germania 1956: Fangio diventa il favorito per il titolo
Il campionato 1956 era ormai inoltrato quando si è arrivati a "casa" di Peter Collins, al momento leader del campionato, e di Stirling Moss, che a Silverstone ha conquistato la pole position precedendo la Ferrari di Juan Manuel Fangio e la BRM di Mike Hawthorn. Il futuro campione del mondo 1958 ha preso la testa della gara al via, seguito dal compagno di squadra Tony Brooks, con i due destinati a essere 1/2 per un breve tratto di gara. Hawthorn non è arrivato neanche a un quarto della percorrenza, poi è stato messo out da un guasto. Brooks, che aveva perso alcune posizioni, è invece successivamente stato protagonista di un pesante incidente nel quale è stato sbalzato fuori dalla vettura. L'auto ha poi preso fuoco, mentre il pilota fortunatamente se l'è cavata con una frattura a una gamba.
Moss a quel punto era leader, in seconda posizione c'era un'altra Maserati, ma non ufficiale, guidata da Roy Salvadori, la quale superata da poco la metà della gara ha iniziato ad accusare problemi: anche Salvadori si è ritirato, con le Ferrari di Fangio e Collins in seconda e terza posizione, almeno fino al ritiro del pilota britannico.
Erano tuttavia gli anni '50, quindi Collins ha proseguito la gara sulla vettura del compagno di squadra Alfonso De Portago, il quale non è stato mandato a giocare a briscola, bensì a terminate la gara nelle retrovie prendendo il posto dell'altro ferrarista Eugenio Castellotti.
Fangio ha vinto precedendo la vettura shared drive Portago/ Castellotti, con la Maserari di Jean Behra in terza posizione. Precedeva la Connaught di Jack Fairman e la Maserati privata di Horace Gould, che hanno completato la zona punti.
Il successivo gran premio si è svolto al Nurburgring e ha visto Fangio scattare dalla pole position davanti a Collins e a Castellotti. Non è ben chiaro cosa sia successo all'italiano, ma si è ritrovato ben presto nelle retrovie, per poi ritirarsi dopo pochi giri. Fangio e Collins nel frattempo erano 1/2 e lo sono stati fino al momento del ritiro del britannico.
Gli è succeduto in seconda piazza Moss, il quale ha anche terminato la gara in seconda posizione, mentre sul gradino più basso del podio si è classificato invece Behra. Seguivano delle Maserati private, Francisco Godia-Sales quarto e, dopo la squalifica di Bruce Halford per push start quinto Louis Rosier. Halford non è mai più riuscito a terminare una gara in top-5, quindi non ha all'attivo nemmeno un punto.
Grazie alle due vittorie consecutive, Fangio si è portato in testa alla classifica, quando restava un solo gran premio ancora da disputare.
Moss a quel punto era leader, in seconda posizione c'era un'altra Maserati, ma non ufficiale, guidata da Roy Salvadori, la quale superata da poco la metà della gara ha iniziato ad accusare problemi: anche Salvadori si è ritirato, con le Ferrari di Fangio e Collins in seconda e terza posizione, almeno fino al ritiro del pilota britannico.
Erano tuttavia gli anni '50, quindi Collins ha proseguito la gara sulla vettura del compagno di squadra Alfonso De Portago, il quale non è stato mandato a giocare a briscola, bensì a terminate la gara nelle retrovie prendendo il posto dell'altro ferrarista Eugenio Castellotti.
Fangio ha vinto precedendo la vettura shared drive Portago/ Castellotti, con la Maserari di Jean Behra in terza posizione. Precedeva la Connaught di Jack Fairman e la Maserati privata di Horace Gould, che hanno completato la zona punti.
Il successivo gran premio si è svolto al Nurburgring e ha visto Fangio scattare dalla pole position davanti a Collins e a Castellotti. Non è ben chiaro cosa sia successo all'italiano, ma si è ritrovato ben presto nelle retrovie, per poi ritirarsi dopo pochi giri. Fangio e Collins nel frattempo erano 1/2 e lo sono stati fino al momento del ritiro del britannico.
Gli è succeduto in seconda piazza Moss, il quale ha anche terminato la gara in seconda posizione, mentre sul gradino più basso del podio si è classificato invece Behra. Seguivano delle Maserati private, Francisco Godia-Sales quarto e, dopo la squalifica di Bruce Halford per push start quinto Louis Rosier. Halford non è mai più riuscito a terminare una gara in top-5, quindi non ha all'attivo nemmeno un punto.
Grazie alle due vittorie consecutive, Fangio si è portato in testa alla classifica, quando restava un solo gran premio ancora da disputare.
martedì 13 agosto 2024
Vicende vintage dimenticate: un peso, una misura - il prequel del GP di Gran Bretagna 1994
Un paio di giorni fa, parlando con Antonio di @MotorStories (canale Youtube che vi invito a visitare) siamo giunti a una conclusione comune, ovvero al fatto che molte pagine di Formula 1, specie sui social, non fanno altro che scopiazzarsi le une con le altre. Personalmente non la trovo una cosa molto elegante; è ovvio che certi argomenti sono talmente tanto nazionalpopolari che capiterà che più pagine ne dibattano, ma se arriviamo al livello di "Mercedes rosa" (a proposito, quante polemiche di anni recenti di cui si è discusso per mesi sono poi state dimenticate a random?) allora forse sarebbe meglio semplicemente fare un repost o una citazione.
Detto questo, è uscito il discorso che mi piace andare a cercare fatti di cui nessuno parla. Non è semplice, blog e siti motoristici, per non parlare di canali Youtube, sono pieni di eventi di storia recente o lontana del motorsport e trovare qualcosa di cui pochi dibattono è insidioso. Eppure mi è venuta d'aiuto un'allusione trovata su Forum Autosports, in un topic di molti anni in cui erano menzionate polemiche vintage. C'era un argomento che nessuno o quasi si è filato, nel topic, mi ci sono caduti sopra gli occhi e ho pensato: questo è da approfondire. Ed eccoci qui, parlando per certi versi del GP di Gran Bretagna 1994 e di quel polemico giro di formazione che poi avrebbe portato (insieme alla gestione della cosa da parte di pilota e soprattutto team - ma non è su questo aspetto che voglio focalizzarmi) non pochi problemi per Michael Schumacher.
Ero seriamente convinta che non fosse mai accaduto niente di così platealmente analogo... e invece, tenetevi forte, perché una cosa simile era accaduta qualche gran premio prima ed era stata totalmente ignorata. Mi direte, a questo punto: due pesi, due misure, certamente quell'altra volta non era Schumacher che superava il pilota di casa a bordo di una Williams. E invece sì, siamo di fronte a un clamoroso caso di "un peso, due misure".
Era il 27 marzo, primo gran premio della stagione, a Interlagos, e Ayrton Senna si apprestava a partire dalla pole position. Prima, però, c'era il giro di formazione, nel corso del quale, appunto, Schumacher l'ha superato così alla cazzum, come testimoniato dallo screenshot soprastante, che ho screenshottato personalmente andando a verificare quanto avevo letto nel topic di cui sopra, dopo avere trovato il video del gran premio integrale su Dailymotion. Chissà, magari prima o poi me lo rivedrò, ma questo è un altro discorso.
La manovra è stata forse leggermente meno plateale e altisonante di quella vista poi in Gran Bretagna con Damon Hill, ma rimane un fatto inequivocabile: il sorpasso c'è stato, non vi è stata alcuna penalità e tutto è proseguito così come se niente fosse. Devo ammettere che questa disparità di visione non mi stupisce neanche più di tanto. È capitato in innumerevoli occasioni che ci fosse disparità di giudizio in situazioni molto simili e ci sta benissimo che in Brasile non ci sia stata alcuna penalità, mentre in Gran Bretagna sì, non sarebbe niente di diverso da quello che succede in molte occasioni, specie considerato che cinque secondi di stop and go, se scontati regolarmente, non avrebbero condizionato il risultato finale (quando Schumacher ha effettivamente scontato la penalità, da secondo che era ha continuato a ritrovarsi secondo) e non sarebbero rimasti nella memoria collettiva (così come probabilmente vi sarebbero rimasti molto meno se la stessa direzione gara non avesse avuto millemila sbalzi d'umore contraddicendosi su squalifica sì, squalifica no e quant'altro).
La cosa che mi stupisce maggiormente è che manca totalmente quella fase di mezzo. "È capitato un episodio controverso che non è stato penalizzato, ma ha focalizzato l'attenzione sul fatto che quanto accaduto non dovrebbe accadere." Senna si è lamentato di quanto accaduto in Brasile? No. La Williams ha presentato qualche genere di reclamo? Nemmeno. Gli addetti ai lavori hanno discusso dell'evento? No. Nemmeno a posteriori, dopo i fatti di Silverstone, qualcuno ha detto: era già successo a Interlagos.
A questo punto dovrei trovare una conclusione a questo articolo, ma il mio pensiero è che, a conti fatti, una conclusione non c'è se non che, quando ci presentano situazioni simili, il mio pensiero non è un complotto, ma proprio l'inesistenza stessa di complotti. Per dire, l'episodio del Brasile e quello della Gran Bretagna, se fossero complotti, andrebbero l'uno a favore e l'altro contro lo stesso pilota, il che non ha alcun senso logico.
Quando parlo di "inesistenza di complotti" non intendo dire che sia tutto lineare e senza intoppi, ma semplicemente che spesso e volentieri quelli che sembrano complotti sembrano essere più che altro frutto della volontà di... come si traduce "spice things up" in italiano? Perché il concetto che mi viene in mente è quello, un volere rendere a tutti i costi le cose meno prevedibili, che ha un effetto ben diverso da quello sperato.
A conti fatti o il non applicare penalità in Brasile o l'applicarla in Gran Bretagna è qualcosa che non si incastra, indipendentemente dal fatto che una penalità avrebbe potuto o meno cambiare l'esito della gara. Mi viene da chiedermi se il teatrino allestito dalla Benetton dipendesse dal fatto che nulla era successo in Brasile quindi pensassero di poterla scampare, ma penso che non sia comunque rilevante ai fini delle mie valutazioni, se dovessi commentare quest'ultimo aspetto (e, se proprio volete sapere come la penso, posso comprendere dal punto di vista "spirituale" il pilota che non si ferma, ma non la squadra che non espone un cartello con scritto "fermati subito, altrimenti dobbiamo scappare tutti in Messico").
sabato 3 agosto 2024
I drammi del mondiale 1958: gli incidenti mortali di Musso e Collins
Il 3 agosto 1958, di cui oggi è l'anniversario, si svolgeva il GP di Germania, ottava prova del mondiale 1958, settima se non consideriamo Indianapolis, a cui tendenzialmente non prendevano parte squadre e team europei, nonostante fosse parte del mondiale di Formula 1. Mike Hawthorn era in testa al mondiale precedendo Stirling Moss; in terza posizione c'era Peter Collins, colui che due anni prima aveva ceduto la propria monoposto a Juan Manuel Fangio rinunciando alla possibilità di diventare campione del mondo. Fresco vincitore del GP di Gran Bretagna, partiva dalla quarta posizione al Nurburgring. Sarebbe risalito fino alla leadership in un certo tratto di gara, ma poi sarebbe stato protagonista di un terribile incidente nel quale avrebbe perso la vita. Soltanto due gran premi prima, in Francia, era stato uno dei suoi compagni di squadra, Luigi Musso, a perdere la vita. Un mondiale assolutamente drammatico quello del 1958 e in questo post andrò a ripercorrere gli eventi di quell'estate, iniziando proprio da Reims.
In Francia, la cui partenza trovate immortalata nello screenshot soprastante, Moss, pilota della Vanwall, era in testa alla classifica con pochi punti di vantaggio sui ferraristi Hawthorn e Musso. Questi ultimi si trovavano 1/2 nelle prime fasi della gara, a Reims, quando il pilota italiano è uscito di pista, cappottando e riportando gravi ferite che ne avrebbero provocato la morte alcune ore più tardi. Era il 6 luglio 1958 e Musso aveva trentatre anni.
La gara è proseguita con Hawthorn in testa fino alla fine, Jean Behra su BRM provvisoriamente in zona podio, dopodiché Moss in seconda posizione. Un'altra Ferrari, guidata da Wolfgang Von Trips, ha chiuso la gara in terza posizione, mentre Fangio su Maserati ha concluso al quarto posto la sua ultima gara. L'ha terminata a pieni giri in quanto Hawthorn ha rallentato appositamente per lasciarlo passare.
Del gran premio successivo ho trovato un highlight di oltre un quarto d'ora, decisamente lungo per le gare di quei tempi, di cui si trovano in genere sintesi di al massimo un paio di minuti. C'è anche una breve intervista a Hawthorn in qualità di vincitore dell'evento precedente. Mike appare elegantissimo, con tanto di cravatta, e con la pipa in bocca. Sembra un giovane Lord inglese uscito da un romanzo.
La sintesi della gara di Silverstone menziona quella di Reims, ma solo per rievocare che Hawthorn vi ha vinto. Non si accennava alla morte di Musso, né probabilmente sfiorava minimamente il pensiero che, ufficialmente, Musso era addirittura il secondo pilota a perdere la vita nel mondiale 1958: Pat O'Connor aveva infatti perso la vita al via della Cinquecento Miglia di Indianapolis parte del calendario.
Erano altri tempi, in cui la morte era poco più che routine, e alla fine restavano risultati e numeri. Quella di Reims, curiosamente, sarebbe stata l'unica vittoria stagionale per Hawthorn, nonché l'ultima in carriera. Moss di gare ne avrebbe vinte invece quattro, il che è pazzesco visto che poi è stato il ferrarista a vincere il titolo. E quattro vittorie sono tante, in una stagione con undici appuntamenti, di cui ne restano dieci se non si conta la Indy 500.
A Silverstone, di cui potete vedere qui sopra l'inquadratura di Hawthorn sulla griglia, Collins che aveva chiuso quinto a Reims partiva dalla sesta piazza, ma si è portato in testa già nel corso del primo giro. Vi sarebbe rimasto fino al termine, seguito prima da vicino da Moss poi costretto al ritiro, poi proprio da Hawthorn, mai troppo vicino e successivamente ancora più lontano dopp un pitstop. Per Collins si è trattato di un ritorno alla vittoria dopo due anni, ma sarebbe stata la sua ultima.
Roy Salvadori su Cooper era quindi al terzo posto, precedendo di poco la Vanwall di Stuart Lewis-Evans. La lotta per il quinto posto era stata in precedenza tra Von Trips e Jack Brabham: il ferrarista si è ritirato per problemi tecnici pochissimi giri dopo avere superato la Cooper. Vista la location in cui è avvenuto il sorpasso, se il Vanz fosse un time traveler e dovesse commentare quella gara, potrebbe urlare: "l'ha passato a Copse!!111!!11!!1!!"
Neanche Brabham ha portato a casa il quinto posto: è giunto sesto, quindi fuori dai punti, preceduto dalla BRM di Harry Schell.
L'appuntamento successivo era al Nurburgring, dove Hawthorn ha ottenuto la pole position, ma il leader nei primi giri è stato Moss. Gli è succeduto brevemente Hawthorn, dopodiché Collins, che è stato in testa per diversi giri. Dopo di lui, a gara ormai avanzata, è stata la volta di Tony Brooks su Vanwall.
Collins era secondo e stava tentando di riavvicinarsi al leader quando è finito fuori pista e la vettura si è ribaltata, molto similmente a come era già successo a Musso. Il 26enne inglese sarebbe deceduto nel corso della giornata a causa delle ferite riportate.
Brooks ha concluso la gara in solitaria, mentre Salvadori ha chiuso secondo precedendo il compagno di squadra Maurice Trintignant. Mentre Hawthorn si era ritirato per un guasto, Von Trips ha portato a casa il quarto posto, seguito da delle Formula 2 che di fatto facevano gara a sé, ma contemporaneamente, vista la lunghezza della pista. Il quinto posto è andato a Bruce McLaren su una Cooper di Formula 2 che, di conseguenza, non ha conquistato punti.
Per la Vanwall si trattava del ritorno alla vittoria dopo i precedenti appuntamenti, ma a fine stagione - che sarebbe terminata con l'incidente mortale di Lewis-Evans e l'abbandono della Formula 1 da parte della Vanwall - sarebbe comunque stato Hawthorn a vincere il mondiale con la Ferrari, prima di ritirarsi dalle competizioni. Il campione del mondo 1958 sarebbe poi morto tre mesi dopo in un incidente stradale, alcuni rumour sostengono mentre era impegnato in una corsa clandestina. Alcune fonti riportano come, a causa di una malattia ai reni, fosse comunque destinato a una vita breve e che gli fossero stati stimati appena tre anni di vita.
In Francia, la cui partenza trovate immortalata nello screenshot soprastante, Moss, pilota della Vanwall, era in testa alla classifica con pochi punti di vantaggio sui ferraristi Hawthorn e Musso. Questi ultimi si trovavano 1/2 nelle prime fasi della gara, a Reims, quando il pilota italiano è uscito di pista, cappottando e riportando gravi ferite che ne avrebbero provocato la morte alcune ore più tardi. Era il 6 luglio 1958 e Musso aveva trentatre anni.
La gara è proseguita con Hawthorn in testa fino alla fine, Jean Behra su BRM provvisoriamente in zona podio, dopodiché Moss in seconda posizione. Un'altra Ferrari, guidata da Wolfgang Von Trips, ha chiuso la gara in terza posizione, mentre Fangio su Maserati ha concluso al quarto posto la sua ultima gara. L'ha terminata a pieni giri in quanto Hawthorn ha rallentato appositamente per lasciarlo passare.
Del gran premio successivo ho trovato un highlight di oltre un quarto d'ora, decisamente lungo per le gare di quei tempi, di cui si trovano in genere sintesi di al massimo un paio di minuti. C'è anche una breve intervista a Hawthorn in qualità di vincitore dell'evento precedente. Mike appare elegantissimo, con tanto di cravatta, e con la pipa in bocca. Sembra un giovane Lord inglese uscito da un romanzo.
La sintesi della gara di Silverstone menziona quella di Reims, ma solo per rievocare che Hawthorn vi ha vinto. Non si accennava alla morte di Musso, né probabilmente sfiorava minimamente il pensiero che, ufficialmente, Musso era addirittura il secondo pilota a perdere la vita nel mondiale 1958: Pat O'Connor aveva infatti perso la vita al via della Cinquecento Miglia di Indianapolis parte del calendario.
Erano altri tempi, in cui la morte era poco più che routine, e alla fine restavano risultati e numeri. Quella di Reims, curiosamente, sarebbe stata l'unica vittoria stagionale per Hawthorn, nonché l'ultima in carriera. Moss di gare ne avrebbe vinte invece quattro, il che è pazzesco visto che poi è stato il ferrarista a vincere il titolo. E quattro vittorie sono tante, in una stagione con undici appuntamenti, di cui ne restano dieci se non si conta la Indy 500.
A Silverstone, di cui potete vedere qui sopra l'inquadratura di Hawthorn sulla griglia, Collins che aveva chiuso quinto a Reims partiva dalla sesta piazza, ma si è portato in testa già nel corso del primo giro. Vi sarebbe rimasto fino al termine, seguito prima da vicino da Moss poi costretto al ritiro, poi proprio da Hawthorn, mai troppo vicino e successivamente ancora più lontano dopp un pitstop. Per Collins si è trattato di un ritorno alla vittoria dopo due anni, ma sarebbe stata la sua ultima.
Roy Salvadori su Cooper era quindi al terzo posto, precedendo di poco la Vanwall di Stuart Lewis-Evans. La lotta per il quinto posto era stata in precedenza tra Von Trips e Jack Brabham: il ferrarista si è ritirato per problemi tecnici pochissimi giri dopo avere superato la Cooper. Vista la location in cui è avvenuto il sorpasso, se il Vanz fosse un time traveler e dovesse commentare quella gara, potrebbe urlare: "l'ha passato a Copse!!111!!11!!1!!"
Neanche Brabham ha portato a casa il quinto posto: è giunto sesto, quindi fuori dai punti, preceduto dalla BRM di Harry Schell.
L'appuntamento successivo era al Nurburgring, dove Hawthorn ha ottenuto la pole position, ma il leader nei primi giri è stato Moss. Gli è succeduto brevemente Hawthorn, dopodiché Collins, che è stato in testa per diversi giri. Dopo di lui, a gara ormai avanzata, è stata la volta di Tony Brooks su Vanwall.
Collins era secondo e stava tentando di riavvicinarsi al leader quando è finito fuori pista e la vettura si è ribaltata, molto similmente a come era già successo a Musso. Il 26enne inglese sarebbe deceduto nel corso della giornata a causa delle ferite riportate.
Brooks ha concluso la gara in solitaria, mentre Salvadori ha chiuso secondo precedendo il compagno di squadra Maurice Trintignant. Mentre Hawthorn si era ritirato per un guasto, Von Trips ha portato a casa il quarto posto, seguito da delle Formula 2 che di fatto facevano gara a sé, ma contemporaneamente, vista la lunghezza della pista. Il quinto posto è andato a Bruce McLaren su una Cooper di Formula 2 che, di conseguenza, non ha conquistato punti.
Per la Vanwall si trattava del ritorno alla vittoria dopo i precedenti appuntamenti, ma a fine stagione - che sarebbe terminata con l'incidente mortale di Lewis-Evans e l'abbandono della Formula 1 da parte della Vanwall - sarebbe comunque stato Hawthorn a vincere il mondiale con la Ferrari, prima di ritirarsi dalle competizioni. Il campione del mondo 1958 sarebbe poi morto tre mesi dopo in un incidente stradale, alcuni rumour sostengono mentre era impegnato in una corsa clandestina. Alcune fonti riportano come, a causa di una malattia ai reni, fosse comunque destinato a una vita breve e che gli fossero stati stimati appena tre anni di vita.
giovedì 1 agosto 2024
1965: dopo cinque vittorie consecutive, Clark vince il titolo in agosto
Il 1° agosto è una data che ha segnato la storia della Formula 1, e tendenzialmente non in positivo. Basti pensare al 1976, al gravissimo incidente di Niki Lauda al Nurburgring. E se quella storia si concluse con il lieto fine del suo ritorno e con due ulteriori titoli mondiali, purtroppo il 1° agosto 1980, sempre in Germania ma a Hockenheim, Patrick Depailler perse la vita in un tragico incidente accaduto in una sessione di test. Accanto a fatti tragici, comunque, c'è anche una bella storia accaduta il 1° agosto. Parlo di quando Jim Clark, quello che personalmente definirei come il miglior pilota della storia se fossi costretta a fare un calderone di tutte le epoche, vinse il suo secondo titolo, conquistando al Nurburgring la quinta vittoria consecutiva, nonché la sesta stagionale su sette gran premi disputati.
BELGIO/ Spa Francorchamps: sul circuito su cui aveva conquistato la prima vittoria in Formula 1, in condizioni di bagnato Clark ha fatto una prestazione a dir poco dominante. Partito secondo accanto alla BRM del poleman Graham Hill, ha preso la testa della gara mantenendola dall'inizio alla fine.
Hill nei primissimi giri era secondo, ma gli è succeduto in breve tempo il compagno di squadra Jackie Stewart, rimasto secondo fino alla fine, con Bruce McLaren su Cooper a completare il podio. La Brabham di Sir Jack ha preceduto Hill al quarto posto, mentre la zona punti è stata completata da Richie Ginther sulla Honda.
Si segnala un incidente notevole da parte di Richard Attwood, pilota della Lotus/ Reg Parnell, che è finito contro un palo, la macchina ha preso fuoco, ma fortunatamente ne è uscito illeso.
FRANCIA/ Clermont-Ferrand: pole position, vittoria, giro più veloce, leader dall'inizio alla fine, in sintesi il pilota della Lotus ha conquistato un grand chelem, concludendo di nuovo davanti a Stewart. La Ferrari, che nel precedente evento era stata ben lontana dalla zona punti, stavolta ha chiuso sul gradino più basso del podio con John Surtees.
Graham Hill, partito dalle retrovie, ha chiuso la gara in quinta piazza, dietro alla Brabham ufficiale di Denny Hulme e davanti alla Brabham/ RRC Walker di Jo Siffert.
Non so se ci abbiate fatto caso, ma Clark/ Stewart/ Surtees è un podio tutto British, quindi era stato inserito nel mio post sui podi al 100% connazionali.
GRAN BRETAGNA/ Silverstone: altro podio tutto British, stavolta per mano di Clark, Hill e Surtees, con il pilota della Lotus che, ancora una volta, è stato leader per tutta la durata della gara... ma non temete, prima di scomodare la noiahhhh e la mancanza di colpi di scena: accumulato un certo vantaggio nei confronti di Hill, l'ha visto sfumare da 30+ a tre secondi a causa di un problema tecnico. Ha portato comunque a casa la vittoria, ed è quello che conta, alla fine.
Attenzione, plot twist, l'intera top-5 era britannica, dato che al quarto posto ha concluso Mike Spence e al quinto Stewart. Dan Gurney sulla Brabham ha festeggiato l'indipendenza statunitense con qualche giorno di ritardo portandosi a casa il sesto posto e il punto finale.
Una top-5 di connazionali nel gran premio di casa non la si è vista mai più, la cosa più simile è stata una top-4 tutta francese al GP di Francia 1982. La settimana scorsa su Zuckenbook ho visto un post in proposito e un tizio ha commentato in modo totalmente random scrivendo un'invettiva decontestualizzata a proposito della mancanza di sicurezza nei primi anni '70, toppando il periodo di un decennio buono, e ha concluso sostenendo che Pierre Gasly sia morto nel 2016. Sorry what?! O.O
OLANDA/ Zandvoort: nel weekend c'è stato un momento che renderebbe sicuramente felice Bertrand Gachot! Colin Chapman è stato infatti arrestato per avere picchiato un agente di polizia ed è stato rilasciato dopo due giorni.
La gara nel frattempo è iniziata con Ginther in testa, al quale è succeduto poi Hill... ma nemmeno lui è durato molto ed ecco che leader è venuto a essere il solito Clark. Doveva comunque vedersela con Stewart, risalito in seconda posizione approfittando anche dei problemi altrui e giunto, appunto, in seconda posizione alla bandiera a scacchi.
Gurney ha chiuso il podio, precedendo Hill, Hulme e Ginther, con la Ferrari che non ha ottenuto punti: Surtees solo settimo, ancora più arretrato il compagno di squadra Lorenzo Bandini.
A questo punto della stagione Clark aveva un abbondante vantaggio in classifica nel confronti del diretto inseguitore Hill, le cui speranze erano essenzialmente relegate sulla possibilità che gli alieni rapissero lo scozzese. Si sa tuttavia che per ragioni di contratto con Hollywood gli alieni sbarcano solo in America, il cui suddetto gran premio era ancora lontano.
GERMANIA/ Nurburgring: Clark ha deciso di portarsi a casa un altro grand chelem, il terzo della stagione dopo quello del Sudafrica il 1° gennaio e quello già citato qualche paragrafo più giù. Stewart ha rotto una sospensione nelle prime fasi di gara mentre era in seconda piazza, Hill ha preso invece la seconda piazza e vi è rimasto, precedendo Gurney che è andato a completare il podio.
Numerosi piloti sono stati costretti al ritiro e Surtees è stato uno di questi. È andata meglio invece al compagno di squadra Bandini, che ha chiuso in sesta piazza alle spalle del quarto classificato Jochen Rindt su Cooper e del quinto Jack Brabham.
Clark ha vinto il titolo piloti con tre gran premi d'anticipo (mancavano Italia, Stati Uniti e Messico e non avrebbe vinto nessuno di quelli), mentre la Lotus ha vinto il titolo costruttori, complici le regole dell'epoca. :-//// Essenzialmente il team prendeva punti costruttori solo per la vettura meglio piazzata in gara, il che significa che nonostante la BRM nel complesso avesse la line-up migliore (Hill/ Stewart) lo prendeva regolarmente in quel posto da questo punto di vista.
Concludo con un po' di screenshot fatti mentre guardavo un highlight di trenta minuti di quest'ultimo gran premio. Le vetture si apprestano a partire:
Jim Clark a cui è stato assegnato all'iscrizione il numero 1, esattamente il numero che meglio lo rappresenta:
È stato un piacere ripercorrere questa serie di eventi. Cercherò di tornare presto a raccontare qualche evento degli anni '60. Per stasera mi ritengo soddisfatta, e non solo di essere finalmente riuscita a scrivere questo post, ma anche del fatto che Clark si sia portato a casa il titolo del 1965, assolutamente meritato!
BELGIO/ Spa Francorchamps: sul circuito su cui aveva conquistato la prima vittoria in Formula 1, in condizioni di bagnato Clark ha fatto una prestazione a dir poco dominante. Partito secondo accanto alla BRM del poleman Graham Hill, ha preso la testa della gara mantenendola dall'inizio alla fine.
Hill nei primissimi giri era secondo, ma gli è succeduto in breve tempo il compagno di squadra Jackie Stewart, rimasto secondo fino alla fine, con Bruce McLaren su Cooper a completare il podio. La Brabham di Sir Jack ha preceduto Hill al quarto posto, mentre la zona punti è stata completata da Richie Ginther sulla Honda.
Si segnala un incidente notevole da parte di Richard Attwood, pilota della Lotus/ Reg Parnell, che è finito contro un palo, la macchina ha preso fuoco, ma fortunatamente ne è uscito illeso.
FRANCIA/ Clermont-Ferrand: pole position, vittoria, giro più veloce, leader dall'inizio alla fine, in sintesi il pilota della Lotus ha conquistato un grand chelem, concludendo di nuovo davanti a Stewart. La Ferrari, che nel precedente evento era stata ben lontana dalla zona punti, stavolta ha chiuso sul gradino più basso del podio con John Surtees.
Graham Hill, partito dalle retrovie, ha chiuso la gara in quinta piazza, dietro alla Brabham ufficiale di Denny Hulme e davanti alla Brabham/ RRC Walker di Jo Siffert.
Non so se ci abbiate fatto caso, ma Clark/ Stewart/ Surtees è un podio tutto British, quindi era stato inserito nel mio post sui podi al 100% connazionali.
GRAN BRETAGNA/ Silverstone: altro podio tutto British, stavolta per mano di Clark, Hill e Surtees, con il pilota della Lotus che, ancora una volta, è stato leader per tutta la durata della gara... ma non temete, prima di scomodare la noiahhhh e la mancanza di colpi di scena: accumulato un certo vantaggio nei confronti di Hill, l'ha visto sfumare da 30+ a tre secondi a causa di un problema tecnico. Ha portato comunque a casa la vittoria, ed è quello che conta, alla fine.
Attenzione, plot twist, l'intera top-5 era britannica, dato che al quarto posto ha concluso Mike Spence e al quinto Stewart. Dan Gurney sulla Brabham ha festeggiato l'indipendenza statunitense con qualche giorno di ritardo portandosi a casa il sesto posto e il punto finale.
Una top-5 di connazionali nel gran premio di casa non la si è vista mai più, la cosa più simile è stata una top-4 tutta francese al GP di Francia 1982. La settimana scorsa su Zuckenbook ho visto un post in proposito e un tizio ha commentato in modo totalmente random scrivendo un'invettiva decontestualizzata a proposito della mancanza di sicurezza nei primi anni '70, toppando il periodo di un decennio buono, e ha concluso sostenendo che Pierre Gasly sia morto nel 2016. Sorry what?! O.O
OLANDA/ Zandvoort: nel weekend c'è stato un momento che renderebbe sicuramente felice Bertrand Gachot! Colin Chapman è stato infatti arrestato per avere picchiato un agente di polizia ed è stato rilasciato dopo due giorni.
La gara nel frattempo è iniziata con Ginther in testa, al quale è succeduto poi Hill... ma nemmeno lui è durato molto ed ecco che leader è venuto a essere il solito Clark. Doveva comunque vedersela con Stewart, risalito in seconda posizione approfittando anche dei problemi altrui e giunto, appunto, in seconda posizione alla bandiera a scacchi.
Gurney ha chiuso il podio, precedendo Hill, Hulme e Ginther, con la Ferrari che non ha ottenuto punti: Surtees solo settimo, ancora più arretrato il compagno di squadra Lorenzo Bandini.
A questo punto della stagione Clark aveva un abbondante vantaggio in classifica nel confronti del diretto inseguitore Hill, le cui speranze erano essenzialmente relegate sulla possibilità che gli alieni rapissero lo scozzese. Si sa tuttavia che per ragioni di contratto con Hollywood gli alieni sbarcano solo in America, il cui suddetto gran premio era ancora lontano.
GERMANIA/ Nurburgring: Clark ha deciso di portarsi a casa un altro grand chelem, il terzo della stagione dopo quello del Sudafrica il 1° gennaio e quello già citato qualche paragrafo più giù. Stewart ha rotto una sospensione nelle prime fasi di gara mentre era in seconda piazza, Hill ha preso invece la seconda piazza e vi è rimasto, precedendo Gurney che è andato a completare il podio.
Numerosi piloti sono stati costretti al ritiro e Surtees è stato uno di questi. È andata meglio invece al compagno di squadra Bandini, che ha chiuso in sesta piazza alle spalle del quarto classificato Jochen Rindt su Cooper e del quinto Jack Brabham.
Clark ha vinto il titolo piloti con tre gran premi d'anticipo (mancavano Italia, Stati Uniti e Messico e non avrebbe vinto nessuno di quelli), mentre la Lotus ha vinto il titolo costruttori, complici le regole dell'epoca. :-//// Essenzialmente il team prendeva punti costruttori solo per la vettura meglio piazzata in gara, il che significa che nonostante la BRM nel complesso avesse la line-up migliore (Hill/ Stewart) lo prendeva regolarmente in quel posto da questo punto di vista.
Concludo con un po' di screenshot fatti mentre guardavo un highlight di trenta minuti di quest'ultimo gran premio. Le vetture si apprestano a partire:
Jim Clark a cui è stato assegnato all'iscrizione il numero 1, esattamente il numero che meglio lo rappresenta:
È stato un piacere ripercorrere questa serie di eventi. Cercherò di tornare presto a raccontare qualche evento degli anni '60. Per stasera mi ritengo soddisfatta, e non solo di essere finalmente riuscita a scrivere questo post, ma anche del fatto che Clark si sia portato a casa il titolo del 1965, assolutamente meritato!
giovedì 25 luglio 2024
Throwback nel 1960: i GP di Francia e Gran Bretagna
In questi giorni sono andata alla scoperta di eventi vintage da ripercorrere sulle pagine del blog e ho deciso di spostarmi virtualmente nel 1960. In questo post cerco di ricostruire il GP di Francia e il GP di Gran Bretagna, disputati rispettivamente sui circuiti di Reims e Silverstone. In Francia si gareggiava di domenica, il 3 luglio, mentre in Gran Bretagna di sabato, il 16 dello stesso mese, come da tradizione locale che sarebbe durata fino agli anni '80. Quando si tratta di ricostruire vicende degli anni '60 non è sempre facile trovare filmati d'epoca e in questa occasione ho dovuto accontentarmi, in entrambi i casi, di brevi sintesi.
A Reims partiva dalla pole position Jack Brabham (Cooper) con ad affiancarlo in prima fila Phil Hill (Ferrari) e Graham Hill (BRM). Quest'ultimo, tuttavia, è rimasto fermo sulla griglia - è quello indicato salla freccia nell'immagine - ed è stato colpito da altre vetture, venendo immediatamente costretto al ritiro.
Brabham nel frattempo era imperterrito in testa alla gara, con Phil Hill in seconda piazza, che si è alternato con lui in prima posizione nella prima parte di gara. Tuttavia sia lui sia il compagno di squadra Wolfgang Von Trips si sono ritirati per problemi di trasmissione poco dopo la metà della gara, quando si trovavano virtualmente sui due gradini più bassi del podio.
Quattro Cooper hanno concluso nelle prime quattro posizioni: Brabham ha vinto con un vantaggio abbondante nei confronti di Olivier Gendebien (Yeoman Cooper), Bruce McLaren (Cooper) e Henry Taylor (Yeoman Cooper). Al quinto e sesto posto hanno concluso le Lotus di Jim Clark e Ron Flockhard.
Tredici giorni più tardi, in Inghilterra, Brabham partiva nuovamente dalla pole. Graham Hill era stavolta secondo in griglia, ma ancora una volta restava fermo sulla griglia - foto soprastante, è quello indicato dalla freccia.
Brabham è rimasto in testa e stavolta ha percorso in prima posizione tutta la durata della gara. Alle sue spalle si sono succeduti prima McLaren e poi Jo Bonnier (BRM), quest'ultimo infine costretto al ritiro, poi le Lotus di John Surtees e Innes Ireland che hanno concluso secondo e terzo. Anche Clark era stato per un tratto nelle posizioni di spessore, ma poi risulta essere precipitato indietro.
Mclaren ha concluso la gara al quarto posto, davanti a Tony Brooks (Yeoman Cooper) e alle Ferrari: Von Trips si è portato a casa l'ultimo punto disponibile, mentre Phil Hill ha dovuto accontentarsi della settima piazza.
A Reims partiva dalla pole position Jack Brabham (Cooper) con ad affiancarlo in prima fila Phil Hill (Ferrari) e Graham Hill (BRM). Quest'ultimo, tuttavia, è rimasto fermo sulla griglia - è quello indicato salla freccia nell'immagine - ed è stato colpito da altre vetture, venendo immediatamente costretto al ritiro.
Brabham nel frattempo era imperterrito in testa alla gara, con Phil Hill in seconda piazza, che si è alternato con lui in prima posizione nella prima parte di gara. Tuttavia sia lui sia il compagno di squadra Wolfgang Von Trips si sono ritirati per problemi di trasmissione poco dopo la metà della gara, quando si trovavano virtualmente sui due gradini più bassi del podio.
Quattro Cooper hanno concluso nelle prime quattro posizioni: Brabham ha vinto con un vantaggio abbondante nei confronti di Olivier Gendebien (Yeoman Cooper), Bruce McLaren (Cooper) e Henry Taylor (Yeoman Cooper). Al quinto e sesto posto hanno concluso le Lotus di Jim Clark e Ron Flockhard.
Tredici giorni più tardi, in Inghilterra, Brabham partiva nuovamente dalla pole. Graham Hill era stavolta secondo in griglia, ma ancora una volta restava fermo sulla griglia - foto soprastante, è quello indicato dalla freccia.
Brabham è rimasto in testa e stavolta ha percorso in prima posizione tutta la durata della gara. Alle sue spalle si sono succeduti prima McLaren e poi Jo Bonnier (BRM), quest'ultimo infine costretto al ritiro, poi le Lotus di John Surtees e Innes Ireland che hanno concluso secondo e terzo. Anche Clark era stato per un tratto nelle posizioni di spessore, ma poi risulta essere precipitato indietro.
Mclaren ha concluso la gara al quarto posto, davanti a Tony Brooks (Yeoman Cooper) e alle Ferrari: Von Trips si è portato a casa l'ultimo punto disponibile, mentre Phil Hill ha dovuto accontentarsi della settima piazza.
giovedì 11 luglio 2024
Triplette di connazionali sul podio
[Dedicato a @TaroYamada80 di Twitter, che mi ha suggerito di scrivere questo post]
Quando ho visto George Russell, Lewis Hamilton e Lando Norris qualificarsi nelle prime tre posizioni al GP di Gran Bretagna ho iniziato a chiedermi: e se li vedessimo sul podio tutti e tre insieme? Sarebbe stato un risultato estremamente raro ed epico, vedere tre connazionali sul podio, cosa che non succedeva (e che non succede, complice anche, ma non solo, il ritiro di Russell) da oltre quarant'anni.
E che, andando a fare una piccola ricerca, non è stato neanche tanto raro quanto pensassi. Voglio dire, non succede da decenni, ma agli albori della Formula 1 non era così. In totale è successo ben diciassette volte SENZA CONSIDERARE INDIANAPOLIS, dato che quando la Cinquecento Miglia faceva parte del campionato accadeva di vedere podi 100% USA.
PARTE PRIMA: quando i piloti italiani dominavano la Formula 1 // anni '50
1) Gran Premio d'Italia 1950
Giuseppe Farina (Alfa Romeo), Dorino Serafini/ Alberto Ascari (Ferrari), Luigi Fagioli (Alfa Romeo)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
Doppio bonus: gran premio di casa
Triplo bonus: quattro piloti, grazie a uno shared drive per la seconda piazza
2) Gran Premio del Belgio 1951
Giuseppe Farina (Alfa Romeo), Alberto Ascari (Ferrari), Luigi Villoresi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
3) Gran Premio di Francia 1952
Alberto Ascari (Ferrari), Giuseppe Farina (Ferrari), Piero Taruffi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
4) Gran Premio d'Olanda 1952
Alberto Ascari (Ferrari), Giuseppe Farina (Ferrari), Luigi Villoresi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
Doppio bonus: secondo podio di connazionali nella stessa stagione
Triplo bonus: stessi identici piloti del Belgio 1951
Farina e Ascari entrambi presenti in TUTTE le occasioni in cui ci sono stati solo italiani sul podio
Non c'è altro da dire, se non che gli italiani nella prima metà degli anni '50 erano una garanzia e che le squadre italiane erano pressoché la maggioranza, il che ha reso le cose decisamente più semplici. Non è più successo che triplette di italiani salissero insieme sul podio, ma non vi è voluto molto affinché altre triplette di connazionali andassero insieme sul podio.
PARTE SECONDA: l'ascesa britannica // fine anni '50- anni '60
5) Gran Premio del Belgio 1958
Tony Brooks (Vanwall), Mike Hawthorn (Ferrari), Stuart Lewis-Evans (Vanwall)
6) Gran Premio di Gran Bretagna 1958
Peter Collins (Ferrari), Mike Hawthorn (Ferrari), Roy Salvadori (Cooper)
Bonus: gran premio di casa
Doppio bonus: seconda tripletta connazionale della stagione
7) Gran Premio del Portogallo 1958
Stirling Moss (Vanwall), Mike Hawthorn (Ferrari), Stuart Lewis-Evans (Vanwall)
Bonus: terza tripletta connazionale della stagione
8) Gran Premio di Gran Bretagna 1963
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Graham Hill (BRM)
Bonus: gran premio di casa
9) Gran Premio d'Olanda 1964
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Peter Arundell (Lotus)
10) Gran Premio di Gran Bretagna 1964
Jim Clark (Lotus), Graham Hill (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: gran premio di casa
Doppio bonus: per la seconda volta di fila
Triplo bonus: con gli stessi piloti dell'anno precedente
Bonus che va oltre il tempo: era l'11 luglio... e oggi è l'11 luglio 2024, sono passati esattamente 60 anni!
11) Gran Premio del Sudafrica 1965
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Graham Hill (BRM)
12) Gran Premio di Gran Francia 1965
Jim Clark (Lotus), Jackie Stewart (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: seconda volta nella stagione
13) Gran Premio di Gran Bretagna 1965
Jim Clark (Lotus), Graham Hill (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: gara consecutiva al GP Francia
Doppio bonus: gran premio di casa
Triplo bonus: per la terza volta di fila
Quadruplo bonus: ancora una volta con gli stessi piloti
Quintuplo bonus: terza tripletta connazionale della stagione
14) Gran Premio degli Stati Uniti 1968
Jackie Stewart (Matra), Graham Hill (Lotus), John Surtees (Honda)
Non c'è che dire, gli inglesi e gli scozzesi si sono difesi bene negli anni '60, inanellando podi full British in successione e dimostrando che, quando gli americani tacciano noi europei di non avere scritto alcuna pagina nella storia del motorsport, dovremmo istituire un'alleanza italo-britannica per reclamare che le nostre nazioni la storia del motorsport l'hanno scritta eccome.
TERZA PARTE: l'exploit francese a random // anni '80
15) Gran Premio del Sudafrica 1980
René Arnoux (Renault), Jacques Laffite (Ligier), Didier Pironi (Ligier)
Bonus: tutti piloti francesi su auto francesi
16) Gran Premio di Francia 1982
René Arnoux (Renault), Alain Prost (Renault), Didier Pironi (Ferrari)
Bonus: gran premio di casa
17) Patrick Tambay (Ferrari), Alain Prost (Renault), René Arnoux (Ferrari)
Bonus: Arnoux presente sul podio in tutte le occasioni in cui c'erano tre francesi sul podio
Sicuramente più casuale, in quanto a parte Prost la Francia non ha avuto altri piloti dominanti, ma bisognerebbe ricordare agli americani che la legge del caso ha voluto che gli ultimi podi interamente conquistati se li sia accaparrati proprio uno degli altri paesi presenti in Formula 1 fin dagli albori.
In sintesi, è un piacere rivendicare ancora una volta la storia EUROPEA della Formula 1, specie in un contesto in cui essa viene ogni giorno sminuita (e, giusto per chiarire il concetto, sarei molto lieta di un'apertura del motorsport ad altre realtà, dove per altre realtà intendo a livello mondiale, non semplicemente gli States).
Quando ho visto George Russell, Lewis Hamilton e Lando Norris qualificarsi nelle prime tre posizioni al GP di Gran Bretagna ho iniziato a chiedermi: e se li vedessimo sul podio tutti e tre insieme? Sarebbe stato un risultato estremamente raro ed epico, vedere tre connazionali sul podio, cosa che non succedeva (e che non succede, complice anche, ma non solo, il ritiro di Russell) da oltre quarant'anni.
E che, andando a fare una piccola ricerca, non è stato neanche tanto raro quanto pensassi. Voglio dire, non succede da decenni, ma agli albori della Formula 1 non era così. In totale è successo ben diciassette volte SENZA CONSIDERARE INDIANAPOLIS, dato che quando la Cinquecento Miglia faceva parte del campionato accadeva di vedere podi 100% USA.
PARTE PRIMA: quando i piloti italiani dominavano la Formula 1 // anni '50
1) Gran Premio d'Italia 1950
Giuseppe Farina (Alfa Romeo), Dorino Serafini/ Alberto Ascari (Ferrari), Luigi Fagioli (Alfa Romeo)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
Doppio bonus: gran premio di casa
Triplo bonus: quattro piloti, grazie a uno shared drive per la seconda piazza
2) Gran Premio del Belgio 1951
Giuseppe Farina (Alfa Romeo), Alberto Ascari (Ferrari), Luigi Villoresi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
3) Gran Premio di Francia 1952
Alberto Ascari (Ferrari), Giuseppe Farina (Ferrari), Piero Taruffi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
4) Gran Premio d'Olanda 1952
Alberto Ascari (Ferrari), Giuseppe Farina (Ferrari), Luigi Villoresi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
Doppio bonus: secondo podio di connazionali nella stessa stagione
Triplo bonus: stessi identici piloti del Belgio 1951
Farina e Ascari entrambi presenti in TUTTE le occasioni in cui ci sono stati solo italiani sul podio
Non c'è altro da dire, se non che gli italiani nella prima metà degli anni '50 erano una garanzia e che le squadre italiane erano pressoché la maggioranza, il che ha reso le cose decisamente più semplici. Non è più successo che triplette di italiani salissero insieme sul podio, ma non vi è voluto molto affinché altre triplette di connazionali andassero insieme sul podio.
PARTE SECONDA: l'ascesa britannica // fine anni '50- anni '60
5) Gran Premio del Belgio 1958
Tony Brooks (Vanwall), Mike Hawthorn (Ferrari), Stuart Lewis-Evans (Vanwall)
6) Gran Premio di Gran Bretagna 1958
Peter Collins (Ferrari), Mike Hawthorn (Ferrari), Roy Salvadori (Cooper)
Bonus: gran premio di casa
Doppio bonus: seconda tripletta connazionale della stagione
7) Gran Premio del Portogallo 1958
Stirling Moss (Vanwall), Mike Hawthorn (Ferrari), Stuart Lewis-Evans (Vanwall)
Bonus: terza tripletta connazionale della stagione
8) Gran Premio di Gran Bretagna 1963
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Graham Hill (BRM)
Bonus: gran premio di casa
9) Gran Premio d'Olanda 1964
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Peter Arundell (Lotus)
10) Gran Premio di Gran Bretagna 1964
Jim Clark (Lotus), Graham Hill (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: gran premio di casa
Doppio bonus: per la seconda volta di fila
Triplo bonus: con gli stessi piloti dell'anno precedente
Bonus che va oltre il tempo: era l'11 luglio... e oggi è l'11 luglio 2024, sono passati esattamente 60 anni!
11) Gran Premio del Sudafrica 1965
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Graham Hill (BRM)
12) Gran Premio di Gran Francia 1965
Jim Clark (Lotus), Jackie Stewart (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: seconda volta nella stagione
13) Gran Premio di Gran Bretagna 1965
Jim Clark (Lotus), Graham Hill (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: gara consecutiva al GP Francia
Doppio bonus: gran premio di casa
Triplo bonus: per la terza volta di fila
Quadruplo bonus: ancora una volta con gli stessi piloti
Quintuplo bonus: terza tripletta connazionale della stagione
14) Gran Premio degli Stati Uniti 1968
Jackie Stewart (Matra), Graham Hill (Lotus), John Surtees (Honda)
Non c'è che dire, gli inglesi e gli scozzesi si sono difesi bene negli anni '60, inanellando podi full British in successione e dimostrando che, quando gli americani tacciano noi europei di non avere scritto alcuna pagina nella storia del motorsport, dovremmo istituire un'alleanza italo-britannica per reclamare che le nostre nazioni la storia del motorsport l'hanno scritta eccome.
TERZA PARTE: l'exploit francese a random // anni '80
15) Gran Premio del Sudafrica 1980
René Arnoux (Renault), Jacques Laffite (Ligier), Didier Pironi (Ligier)
Bonus: tutti piloti francesi su auto francesi
16) Gran Premio di Francia 1982
René Arnoux (Renault), Alain Prost (Renault), Didier Pironi (Ferrari)
Bonus: gran premio di casa
17) Patrick Tambay (Ferrari), Alain Prost (Renault), René Arnoux (Ferrari)
Bonus: Arnoux presente sul podio in tutte le occasioni in cui c'erano tre francesi sul podio
Sicuramente più casuale, in quanto a parte Prost la Francia non ha avuto altri piloti dominanti, ma bisognerebbe ricordare agli americani che la legge del caso ha voluto che gli ultimi podi interamente conquistati se li sia accaparrati proprio uno degli altri paesi presenti in Formula 1 fin dagli albori.
In sintesi, è un piacere rivendicare ancora una volta la storia EUROPEA della Formula 1, specie in un contesto in cui essa viene ogni giorno sminuita (e, giusto per chiarire il concetto, sarei molto lieta di un'apertura del motorsport ad altre realtà, dove per altre realtà intendo a livello mondiale, non semplicemente gli States).
domenica 7 luglio 2024
Formula 1 2024: #12 Commento al Gran Premio di Gran Bretagna
07.07.2024 // GOD SAVED THE KING
Carissimi scommettitori indecisi sul potenziale risultato di una rissa tra i Norristappen, sono spiacente di comunicarvi che al momento non si segnalano risse, anzi, con l'arrivo a Silverstone si parlava soprattutto di quello che accade di frequente in Inghilterra: la pioggia. In più, diversamente dalla volta scorsa in cui ci sono state sessioni in diretta sulla TV dei povery, stavolta bisognava aspettare le 19.40 per le qualifiche, quindi i Norristappen stavolta erano ben lontani dal momento in cui alla mattina sono andata a fare la spesa.
Voce fuori campo: "È passatahhhh alla Coop!!!111!!!11!!!"
Autrice(C): "Ok, un motivo in più per sperare che arrivino le 19.40 e che la semplice visione delle monoposto ci compensi di tutte le sofferenze."
A dire il vero alle 19.40 in punto, quando ho acceso la TV, la Q1 era iniziata da diversi minuti, ma non fa niente, almeno mi sono persa le potenziali cringiate pre-gara. La pista era bagnata, ma quel bagnato che andava asciugandosi.
Leclerc è stato il primo(?) a mettere le slick, poi l'ha fatto anche Perez. La differenza sostanziale tra i due è che Leclerc ha girato sull'asfalto e la sua qualifica di sofferenza è durata fino al momento in cui è stato messo fuori in Q2, mentre Perez ha girato sulla sabbia, impantanandosi alla Copse, facendo uscire una bandiera rossa e procacciandosi per la gara il ruolo non di contendente al podio, ma di cacciatore di Pokemon. Ne aveva uno vicino, che da ultimo che era sarebbe rimasto ultimo dopo la retrocessione per la sostituzione di componenti del motore. Poi Perez ha sostituito motore ed è partito dalla pitlane, ma nevermind. Anzi, scusatemi piuttosto se prima non ho dato la giusta intonazione nel menzionare la parola d'ordine. Rimedio subito: si è impantanato ALLA COPSEHHHH!!!111!!!11!!!
La qualifica era iniziata in realtà alle (nostre) 16.00 e con la bandiera rossa si era perso un po' di tempo. Erano le 16.57 quando ha avuto il via la Q3 e posso solo immaginare il disagio dei piloti di casa, in ritardissimo per il tradizionale tè delle 17.00. Non c'è da stupirsi che fossero tutti e tre talmente di fretta da fare una tripletta British:
Russell - Hamilton
Norris - Verstappen
Piastri - Hulkenberg
Sainz - Stroll
Albon - Alonso
Leclerc - Sargeant
Tsunoda - Zhou
Ricciardo - Bottas
Magnussen - Ocon
Gasly - Perez
Il ritardo al tè del sabato ha sconvolto Norris al punto che, ripensandoci in partenza, ha perso la terza piazza a vantaggio di Verstappen, mentre le due Mercedes procedevano 1/2. Hulkenberg ha messo le ruote fuori dalla carreggiata e dietro di lui c'è stato un po' di trambusto con Albon che ha rischiato di divenire Alboff, ma alla fine è andata bene per tutti, tranne per il povero Gasly che comunque al termine del giro di formazione era rientrato in pitlane per problemi tecnici per non uscirne più e non era coinvolto in quegli eventi.
All'incirca un terzo di gara Verstappen stazionava in quinta piazza dopo essere stato recentemente superato dalle McLaren. A quel punto è arrivata un po' di pioggia, ma non tanto da passaggio alle intermedie, a meno di non essere un pilota Ferrari nel bel mezzo di una strategia alla cazzum. A onore del vero anche Perez ha fatto la stessa fine di Leclerc, così come qualche pilotino random nelle retrovie.
Davanti nel frattempo c'era parecchio movimento, Hamilton ha superato Russell, poi sono andati entrambi per prati, ma sono rientrati, Norris si è messo tra di loro, poi è andato anche in testa, mentre Piastri ha superato le Mercedes. In seguito Norris ha fatto un lieve svarione, restando comunque in testa. Poteva andargli peggio: per esempio poteva essere Leclerc o Perez ed essere doppiato anche da Rovazzi, dato che stare sulle gomme intermedie che andavano degradandosi era un po' come guidare il trattore in tangenziale.
Le due McLaren sono rimaste 1/2 con le Mercedes 3/4 fino a metà gara quando è venuto a piovere sul serio e Verstappen e Sainz sono stati i primi a mettere le intermedie (giusto per chiarire, i Perlerc a quel punto sono dovuti passare a un secondo set di gomme slick). In McLaren sono rientrati in due giri diversi per non perdere terreno come Russell. È stata una pessima scelta, Piastri ha perso terreno: Norris, Hamilton, Verstappen, Russell e Sainz erano i primi cinque.
Piastri è risalito in top-5 quando Russell è andato poco dopo a parcheggiare ai box con tutte le sue -L a causa di un problema di pressione dell'acqua che bolliva per il tè. La mia speranza di vedere una tripletta di connazionali sul podio che mancava dal 1983 è svanita nel nulla, mentre per Norris e per Hamilton era fondamentale il momento della sosta successivamente.
In casa McLaren stavolta hanno ritardato la sosta di Norris, che è stato undercuttato da Hamilton. I due avevano messo le soft, mentre Verstappen li inseguiva sulle hard.
La tempistica del pitstop di Piastri sembrava invece piuttosto azzeccata, dato che era quarto abbondantemente davanti a Sainz.
Voce fuori campo: "Non che ci voglia molto, la cosa sorprendente è piuttosto che per questioni di creatività non abbiano montato a Sainz le catene da neve giusto per non farsi mancare niente. E che a fine gara lo faranno fermare a due giri dalla fine per puntare al giro più veloce senza toppare il pitstop o fare cose strane."
Adesso però non mettiamo il carro davanti ai buoi, specie a quelli della monoposto di Perez, che davanti aveva fin troppa gente (era penultimo) e parliamo di cose serie: andando verso finale di gara ecco che le soft iniziavano a perdere il loro smalto e Verstappen si avvicinava, un po' come se si preparasse a superare Norris stando in bilico su due ruote. Ce l'ha fatta, si è portato in seconda posizione e si è lanciato all'inseguimento di Hamilton. Ha inseguito, inseguito, inseguito, guadagnato decimi, inseguito, guadagnato decimi..m e niente, a fine gara era ancora a un secondo e mezzo.
Sul podio sarebbe risultato l'inno britannico, che vorrei ricordare, recita testualmente: "God save the King, send him victorious, happy and long reign over us", insomma, descriveva pienamente quanto appena accaduto. E peraltro è anche diventato il più vecchio vincitore di questo secolo dato che Raikkonen negli States nel 2018 aveva appena compiuto 39 anni, mentre Hamilton li ha compiuti sei mesi fa.
Nel giro d'onore Verstappen l'ha anche applaudito, come si fa con i vecchi avversari quando vengono considerati non più come avversari ma solo come vecchi, e il Vanz ne ha approfittato per ricordare di quella volta qualche anno fa in cui si sono scontrati, mettendoci chiaramente in mezzo la location precisa, perché la protagonista era la COPSEHHHH e Hamilton e Verstappen si sono scontrati per farvi da contorno.
Intanto è passato in sordina che la Mercedes abbia vinto due gare di fila, che ci siano già stati sei vincitori in questa stagione, che oltre la metà delle gare le abbia comunque vinte Verstappen e che la Kick Sauber stia mostrando che difficilmente nella prossima stagione, quando la guiderà, Hulkenberg potrà salire sul podio.
RISULTATO:
1. Lewis Hamilton/ Mercedes
2. Max Verstappen/ Redbull
3. Lando Norris/ McLaren
4. Oscar Piastri/ McLaren
5. Carlos Sainz/ Ferrari
6. Nico Hulkenberg/ Haas
7. Lance Stroll/ Aston Martin
8. Fernando Alonso/ Aston Martin
9. Alex Albon/ Williams
10. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
11. Logan Sargeant/ Williams
12. Kevin Magnussen/ Haas
13. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
14. Charles Leclerc/ Ferrari
15. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
16. Esteban Ocon/ Alpine
17. Sergio Perez/ Redbull
18. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
Rit. George Russell/ Mercedes
DNS. Pierre Gasly/ Alpine
Voce fuori campo: "È passatahhhh alla Coop!!!111!!!11!!!"
Autrice(C): "Ok, un motivo in più per sperare che arrivino le 19.40 e che la semplice visione delle monoposto ci compensi di tutte le sofferenze."
A dire il vero alle 19.40 in punto, quando ho acceso la TV, la Q1 era iniziata da diversi minuti, ma non fa niente, almeno mi sono persa le potenziali cringiate pre-gara. La pista era bagnata, ma quel bagnato che andava asciugandosi.
Leclerc è stato il primo(?) a mettere le slick, poi l'ha fatto anche Perez. La differenza sostanziale tra i due è che Leclerc ha girato sull'asfalto e la sua qualifica di sofferenza è durata fino al momento in cui è stato messo fuori in Q2, mentre Perez ha girato sulla sabbia, impantanandosi alla Copse, facendo uscire una bandiera rossa e procacciandosi per la gara il ruolo non di contendente al podio, ma di cacciatore di Pokemon. Ne aveva uno vicino, che da ultimo che era sarebbe rimasto ultimo dopo la retrocessione per la sostituzione di componenti del motore. Poi Perez ha sostituito motore ed è partito dalla pitlane, ma nevermind. Anzi, scusatemi piuttosto se prima non ho dato la giusta intonazione nel menzionare la parola d'ordine. Rimedio subito: si è impantanato ALLA COPSEHHHH!!!111!!!11!!!
La qualifica era iniziata in realtà alle (nostre) 16.00 e con la bandiera rossa si era perso un po' di tempo. Erano le 16.57 quando ha avuto il via la Q3 e posso solo immaginare il disagio dei piloti di casa, in ritardissimo per il tradizionale tè delle 17.00. Non c'è da stupirsi che fossero tutti e tre talmente di fretta da fare una tripletta British:
Russell - Hamilton
Norris - Verstappen
Piastri - Hulkenberg
Sainz - Stroll
Albon - Alonso
Leclerc - Sargeant
Tsunoda - Zhou
Ricciardo - Bottas
Magnussen - Ocon
Gasly - Perez
Il ritardo al tè del sabato ha sconvolto Norris al punto che, ripensandoci in partenza, ha perso la terza piazza a vantaggio di Verstappen, mentre le due Mercedes procedevano 1/2. Hulkenberg ha messo le ruote fuori dalla carreggiata e dietro di lui c'è stato un po' di trambusto con Albon che ha rischiato di divenire Alboff, ma alla fine è andata bene per tutti, tranne per il povero Gasly che comunque al termine del giro di formazione era rientrato in pitlane per problemi tecnici per non uscirne più e non era coinvolto in quegli eventi.
All'incirca un terzo di gara Verstappen stazionava in quinta piazza dopo essere stato recentemente superato dalle McLaren. A quel punto è arrivata un po' di pioggia, ma non tanto da passaggio alle intermedie, a meno di non essere un pilota Ferrari nel bel mezzo di una strategia alla cazzum. A onore del vero anche Perez ha fatto la stessa fine di Leclerc, così come qualche pilotino random nelle retrovie.
Davanti nel frattempo c'era parecchio movimento, Hamilton ha superato Russell, poi sono andati entrambi per prati, ma sono rientrati, Norris si è messo tra di loro, poi è andato anche in testa, mentre Piastri ha superato le Mercedes. In seguito Norris ha fatto un lieve svarione, restando comunque in testa. Poteva andargli peggio: per esempio poteva essere Leclerc o Perez ed essere doppiato anche da Rovazzi, dato che stare sulle gomme intermedie che andavano degradandosi era un po' come guidare il trattore in tangenziale.
Le due McLaren sono rimaste 1/2 con le Mercedes 3/4 fino a metà gara quando è venuto a piovere sul serio e Verstappen e Sainz sono stati i primi a mettere le intermedie (giusto per chiarire, i Perlerc a quel punto sono dovuti passare a un secondo set di gomme slick). In McLaren sono rientrati in due giri diversi per non perdere terreno come Russell. È stata una pessima scelta, Piastri ha perso terreno: Norris, Hamilton, Verstappen, Russell e Sainz erano i primi cinque.
Piastri è risalito in top-5 quando Russell è andato poco dopo a parcheggiare ai box con tutte le sue -L a causa di un problema di pressione dell'acqua che bolliva per il tè. La mia speranza di vedere una tripletta di connazionali sul podio che mancava dal 1983 è svanita nel nulla, mentre per Norris e per Hamilton era fondamentale il momento della sosta successivamente.
In casa McLaren stavolta hanno ritardato la sosta di Norris, che è stato undercuttato da Hamilton. I due avevano messo le soft, mentre Verstappen li inseguiva sulle hard.
La tempistica del pitstop di Piastri sembrava invece piuttosto azzeccata, dato che era quarto abbondantemente davanti a Sainz.
Voce fuori campo: "Non che ci voglia molto, la cosa sorprendente è piuttosto che per questioni di creatività non abbiano montato a Sainz le catene da neve giusto per non farsi mancare niente. E che a fine gara lo faranno fermare a due giri dalla fine per puntare al giro più veloce senza toppare il pitstop o fare cose strane."
Adesso però non mettiamo il carro davanti ai buoi, specie a quelli della monoposto di Perez, che davanti aveva fin troppa gente (era penultimo) e parliamo di cose serie: andando verso finale di gara ecco che le soft iniziavano a perdere il loro smalto e Verstappen si avvicinava, un po' come se si preparasse a superare Norris stando in bilico su due ruote. Ce l'ha fatta, si è portato in seconda posizione e si è lanciato all'inseguimento di Hamilton. Ha inseguito, inseguito, inseguito, guadagnato decimi, inseguito, guadagnato decimi..m e niente, a fine gara era ancora a un secondo e mezzo.
Sul podio sarebbe risultato l'inno britannico, che vorrei ricordare, recita testualmente: "God save the King, send him victorious, happy and long reign over us", insomma, descriveva pienamente quanto appena accaduto. E peraltro è anche diventato il più vecchio vincitore di questo secolo dato che Raikkonen negli States nel 2018 aveva appena compiuto 39 anni, mentre Hamilton li ha compiuti sei mesi fa.
Nel giro d'onore Verstappen l'ha anche applaudito, come si fa con i vecchi avversari quando vengono considerati non più come avversari ma solo come vecchi, e il Vanz ne ha approfittato per ricordare di quella volta qualche anno fa in cui si sono scontrati, mettendoci chiaramente in mezzo la location precisa, perché la protagonista era la COPSEHHHH e Hamilton e Verstappen si sono scontrati per farvi da contorno.
Intanto è passato in sordina che la Mercedes abbia vinto due gare di fila, che ci siano già stati sei vincitori in questa stagione, che oltre la metà delle gare le abbia comunque vinte Verstappen e che la Kick Sauber stia mostrando che difficilmente nella prossima stagione, quando la guiderà, Hulkenberg potrà salire sul podio.
RISULTATO:
1. Lewis Hamilton/ Mercedes
2. Max Verstappen/ Redbull
3. Lando Norris/ McLaren
4. Oscar Piastri/ McLaren
5. Carlos Sainz/ Ferrari
6. Nico Hulkenberg/ Haas
7. Lance Stroll/ Aston Martin
8. Fernando Alonso/ Aston Martin
9. Alex Albon/ Williams
10. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
11. Logan Sargeant/ Williams
12. Kevin Magnussen/ Haas
13. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
14. Charles Leclerc/ Ferrari
15. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
16. Esteban Ocon/ Alpine
17. Sergio Perez/ Redbull
18. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
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Commenti ai GP,
F1 stagione 2024,
GP Gran Bretagna
martedì 16 gennaio 2024
Il record dimenticato di Onofre Marimon
Quando si parla di record della storia della Formula 1, ci si sofferma tendenzialmente su quelli più mainstream, magari che riguardano personaggi considerati di una certa rilevanza. Insomma, non si parla di Onofre Marimon, pilota argentino classe 1923 attivo in Formula 1 nel periodo 1953/1954, come pilota della Maserati, nonché ventottesimo classificato - pare per un ritardo del team nell'arrivo a Silverstone - sulla griglia del GP di Gran Bretagna 1954. Era il 17 luglio e Juan Manuel Fangio scattava dalla pole position su Mercedes in una gara bagnata, con in seconda posizione la Ferrari di José Froilan Gonzalez, il primo a vincere in Formula 1 per la scuderia di Maranello esattamente tre anni prima. Gonzalez ha preso la leadership seguito dal compagno di squadra Mike Hawthorn, ma Fangio ha successivamente ripreso almeno il secondo posto.
Entrambi sarebbero stati successivamente soppiantati dalla Maserati di Moss, ma torniamo a Marimon, dato che vi ho anticipato un suo record: il pilota argentino, partito ventottesimo, al termine del primo giro era sesto, ha quindi recuperato ben ventidue posizioni nel corso del primo giro, il massimo mai accaduto in un gran premio di Formula 1... niente male!
È rimasto sesto piuttosto a lungo, per poi risalire quinto approfittando del ritiro della Gordini di Jean Behra, per poi ritrovarsi, a gara inoltrata, addirittura quarto davanti a Fangio. Il successivo ritiro di Moss l'ha fatto salire addirittura sul podio e totalizzare venticinque posizioni di gap tra partenza e arrivo: un altro record rimasto nella storia della Formula 1, entrambi peraltro imbattibili da trent'anni a questa parte, dato che per recuperare venticinque posizioni ci vogliono almeno ventisei vetture in griglia e non ci sono dal lontano 1994.
Gonzalez ha vinto, ottenendo la sua seconda e ultima vittoria in Formula 1 sullo stesso circuito della prima: con l'eccezione della Indy 500 - conquistata due volte da Bill Vukovich nel 1953 e 1954 - José Froilan è divenuto il primo pilota nella storia a vincere due soli gran premi ma entrambi nella stessa location, sarebbe stato eguagliato da Maurice Trintignant con due vittorie a Montecarlo su due vittorie totali.
Gonzalez/ Hawthorn/ Marimon, questo il podio, con Fangio quarto e Trintignant su Ferrari a completare la zona punti. Visti i sistemi non proprio precisi dell'epoca, il giro veloce è stato assegnato ex equo a ben sette piloti: i primi quattro classificati, Moss, Behra, nonché Alberto Ascari, su Maserati, ritirato dopo neanche un quarto di gara.
Marimon uomo dei record, ma quella di Silverstone era purtroppo destinata a essere la sua ultima gara. Il 31 luglio, durante le prove libere del GP di Germania, il pilota argentino ha perso la vita a seguito di un incidente. Uomo dei record fino in fondo, dato che è stato il primo pilota a morire in un weekend di un gran premio di Formula 1.
Le precedenti morti erano infatti state o in test privati, quella del tester Cameron Earl durante un test privato nel 1952, o nel corso della Indy 500 (quindi non gran premio per gli standard odierni) quando faceva parte del mondiale, come Chet Miller in una sessione di prove nel 1953 e Carl Scarborough deceduto a seguito di un malore dovuto alle altissime temperature all'interno dell'abitacolo, accaduto durante la gara dello stesso anno.
La gara si è svolta all'indomani, al Nurburgring, e ancora una volta c'è stata pioggia. Le Mercedes di Juan Manuel Fangio e Karl Kling erano in grande spolvero e infatti eccole nelle prime due posizioni nelle prime fasi di gara, inseguite da Hawthorn, tuttavia costretto al ritiro, prima di rientrare in gara prendendo il posto di Gonzalez, sempre in terza posizione, poi divenuta seconda a seguito di una sosta ai box di Kling.
A un certo punto Hawthorn si è anche avvicinato a Fangio, ma con la pioggia il leader era più veloce e ha allungato, mentre Hawthorn ha gestito il secondo posto, ex equo con Gonzalez per effetto dello shared drive, con Trintignant sul gradino più basso del podio. Kling è giunto quarto, ottenendo il giro veloce (da solo, non a pari merito con altri!), mentre Sergio Mantovani su Maserati ha conquistato l'ultimo punto disponibile.
Entrambi sarebbero stati successivamente soppiantati dalla Maserati di Moss, ma torniamo a Marimon, dato che vi ho anticipato un suo record: il pilota argentino, partito ventottesimo, al termine del primo giro era sesto, ha quindi recuperato ben ventidue posizioni nel corso del primo giro, il massimo mai accaduto in un gran premio di Formula 1... niente male!
È rimasto sesto piuttosto a lungo, per poi risalire quinto approfittando del ritiro della Gordini di Jean Behra, per poi ritrovarsi, a gara inoltrata, addirittura quarto davanti a Fangio. Il successivo ritiro di Moss l'ha fatto salire addirittura sul podio e totalizzare venticinque posizioni di gap tra partenza e arrivo: un altro record rimasto nella storia della Formula 1, entrambi peraltro imbattibili da trent'anni a questa parte, dato che per recuperare venticinque posizioni ci vogliono almeno ventisei vetture in griglia e non ci sono dal lontano 1994.
Gonzalez ha vinto, ottenendo la sua seconda e ultima vittoria in Formula 1 sullo stesso circuito della prima: con l'eccezione della Indy 500 - conquistata due volte da Bill Vukovich nel 1953 e 1954 - José Froilan è divenuto il primo pilota nella storia a vincere due soli gran premi ma entrambi nella stessa location, sarebbe stato eguagliato da Maurice Trintignant con due vittorie a Montecarlo su due vittorie totali.
Gonzalez/ Hawthorn/ Marimon, questo il podio, con Fangio quarto e Trintignant su Ferrari a completare la zona punti. Visti i sistemi non proprio precisi dell'epoca, il giro veloce è stato assegnato ex equo a ben sette piloti: i primi quattro classificati, Moss, Behra, nonché Alberto Ascari, su Maserati, ritirato dopo neanche un quarto di gara.
Marimon uomo dei record, ma quella di Silverstone era purtroppo destinata a essere la sua ultima gara. Il 31 luglio, durante le prove libere del GP di Germania, il pilota argentino ha perso la vita a seguito di un incidente. Uomo dei record fino in fondo, dato che è stato il primo pilota a morire in un weekend di un gran premio di Formula 1.
Le precedenti morti erano infatti state o in test privati, quella del tester Cameron Earl durante un test privato nel 1952, o nel corso della Indy 500 (quindi non gran premio per gli standard odierni) quando faceva parte del mondiale, come Chet Miller in una sessione di prove nel 1953 e Carl Scarborough deceduto a seguito di un malore dovuto alle altissime temperature all'interno dell'abitacolo, accaduto durante la gara dello stesso anno.
La gara si è svolta all'indomani, al Nurburgring, e ancora una volta c'è stata pioggia. Le Mercedes di Juan Manuel Fangio e Karl Kling erano in grande spolvero e infatti eccole nelle prime due posizioni nelle prime fasi di gara, inseguite da Hawthorn, tuttavia costretto al ritiro, prima di rientrare in gara prendendo il posto di Gonzalez, sempre in terza posizione, poi divenuta seconda a seguito di una sosta ai box di Kling.
A un certo punto Hawthorn si è anche avvicinato a Fangio, ma con la pioggia il leader era più veloce e ha allungato, mentre Hawthorn ha gestito il secondo posto, ex equo con Gonzalez per effetto dello shared drive, con Trintignant sul gradino più basso del podio. Kling è giunto quarto, ottenendo il giro veloce (da solo, non a pari merito con altri!), mentre Sergio Mantovani su Maserati ha conquistato l'ultimo punto disponibile.
lunedì 25 dicembre 2023
GP Gran Bretagna 2002: la gloriosa scalata ai punti della B.A.R. Honda
Carissimi lettori, forse vi sarete accorti che non sono assolutamente persona da ricorrenze, a meno che non siano motoristiche, quindi non sono assolutamente quel tipo di persona da commedie romantiche natalizie in cui lui e lei si amano ma uno dei due lavora troppo, quindi si allontanano, finché non accade un miracolo di Natale, i due tornano insieme sotto la neve a New York (città che ha l'esclusiva dei miracoli di Natale allo stesso modo in cui l'intero territorio degli States ha l'esclusiva degli sbarchi degli alieni), in cui il/la lavoratore/trice incallito/a molla il lavoro, si rimette insieme all'amato/a e vivono insieme felici e contenti con i big money ma senza lavorare. Il caso vuole, comunque, che possa ugualmente raccontarvi di un miracolo, in cui per fortuna non ci sono coppie in crisi, ma semplicemente coppie di sventurati individui, nella fattispecie un canadese e un francese, che guidano monoposto con sponsor anglo-statunitensi di tabacco, i cui motori giapponesi tendenzialmente vanno in fumo non più tardi delle 14,30 della domenica.
Siamo in piena estate, siamo a Silverstone e Juan Pablo Montoya sulla Williams ottiene la pole position davanti alle Ferrari di Rubens Barrichello e Michael Schumacher. Le cose, tuttavia, si mettono storte per il povero Rubinho, la cui vettura non dà segni di volere partire. È tutto uno sventolare di bandiere gialle, con la Rossa numero 2 ferma sulla griglia e Barrichello costretto a partire ventiduesimo. Anzi, no, ventunesimo: siamo ai tempi in cui Alex Yoong corre per la Minardi, quindi non c'è in quanto fuori dal 107%.
Anzi, ventesimo: durante il formation lap la B.A.R. Honda di Olivier Panis si ferma e il nostro eroe deve partire dalla pitlane, lasciando nelle mani di Jacques Villeneuve, in top-ten, il fardello di portare la B.A.R. sul tetto del mondo. Arriva una Sauber che tenta di passarlo... ma niente da fare, Felipe Massa si esibisce in una sbinnata.
Montoya nel frattempo ha Michael Schumacher negli scarichi, mentre per la terza piazza va più o meno allo stesso modo in cui la Williams Ralf Schumacher ha negli scarichi la McLaren di Raikkonen. Preparatevi per un urlo micidiale, in quanto richiesto dalla prassi, perché Kimi effettua il sorpasso per il terzo posto e
L'HA PASSATO A COPSE! L'HA PASSATO A COPSE!!!111!!!111!!!
Massa nel frattempo fa un altro testacoda, un po' come nel mezzo di un trip futuristico in cui non è il 2002 ma il 2008. Il suo connazionale Barrichello nel frattempo rimonta a tempi record e dopo sei giri da ventesimo che era - o diciannovesimo, Allan McNish su Toyota si è ritirato praticamente alla partenza - si ritrova ottavo. È alla guida di una F2002 quindi tutto potrebbe apparire facile, sarebbe un po' come mettere Checo Perez in fondo al gruppo su una Redbull del 2023, risalirebbe in cinque minuti contat-... ah no.
Subito dopo arriva la pioggia e in casa Ferrari si passa alle Bridgestone intermedie, che vanno assolutamente meglio delle Michelin full wet scelte dalla Williams e dal rimandare la sosta restando sulle slick come optato dalla McLaren, con tanto di David Coulthard che fatica a stare in strada.
Schumacher passa Montoya e, ormai persi per strada tutti i Button qualsiasi che stavano in zona punti al volante di una Renault, anche Barrichello supera Montoya ed è secondo, un po' come se fosse partito dalla seconda casella della griglia e non dal fondo. Massa nel frattempo ha rimontato dalle retrovie, ma vogliamo farcelo mancare un nuovo testacoda?
In casa McLaren e Renault scelgono di rimettersi in carreggiata al momento della successiva sosta, quindi sono tra i primi a montare le slick appena la pioggia cala di intensità. Ecco però che la pioggia riprende a incrementare e anche questo tentativo va in vacca. Almeno Jarno Trulli si libera presto dallo strazio: verso metà gara la Renault dà forfait.
Ne abbiamo già persi altri per strada, prima di lui, Mark Webber su Minardi per un testacoda, Mika Salo su Toyota per un guasto, Eddie Irvine su Jaguar per un'uscita di pista ed entrambe le Arrows, guidare da Heinz-Harald Frentzen ed Enrique Bernoldi per problemi tecnici, nel caso di H.H. quando si trovava a ridosso della zona punti grazie a un'ottima strategia.
I piloti Ferrari effettuano una sosta in più di quelli Williams, ma Ralf Schumacher ha una sosta molto lunga e perde terreno. A gara inoltrata, tutti faranno un'ultima sosta, per passare a gomme da asciutto e avviarsi verso il finale della gara, con Michael Schumacher che insegue la vittoria numero 60. Montoya frattanto supera Barrichello, il quale tuttavia si riprenderà la seconda posizione.
La gara delle McLaren è ai minimi storici e diviene la gara DELLA McLaren quando Raikkonen ha un guasto e resta in pista solo Coulthard. Kimi non è l'ultimo ritirato, dopo di lui tocca alla Jordan di Takuma Sato per un guasto al motore e alla Renault di Jenson Button, che si ferma pare per una ruota non ben fissata.
Nel frattempo, per una volta, in casa B.A.R. tutto sta andando divinamente: non solo Villeneuve è quarto dopo avere azzeccato le gomme giuste, ma addirittura c'è anche Panis quinto e i due scivolano dritti verso la zon punti, i primi punti stagionali per il team!
Epic win, potrei anche fermarmi qui, ma mi sembra doveroso citare il sesto posto di Nick Heidfeld sulla Sauber.
Segue Giancarlo Fisichella sulla Jordan, per tutta la fase conclusiva di gara neglo scarichi di "Heidi", che precede Ralf Schumacher, Massa e Coulthard. L'ultimo al traguardo è Pedro De La Rosa al volante di una Jaguar, con undici vetture che vedono la bandiera a scacchi a fronte di dieci ritirate.
Siamo in piena estate, siamo a Silverstone e Juan Pablo Montoya sulla Williams ottiene la pole position davanti alle Ferrari di Rubens Barrichello e Michael Schumacher. Le cose, tuttavia, si mettono storte per il povero Rubinho, la cui vettura non dà segni di volere partire. È tutto uno sventolare di bandiere gialle, con la Rossa numero 2 ferma sulla griglia e Barrichello costretto a partire ventiduesimo. Anzi, no, ventunesimo: siamo ai tempi in cui Alex Yoong corre per la Minardi, quindi non c'è in quanto fuori dal 107%.
Anzi, ventesimo: durante il formation lap la B.A.R. Honda di Olivier Panis si ferma e il nostro eroe deve partire dalla pitlane, lasciando nelle mani di Jacques Villeneuve, in top-ten, il fardello di portare la B.A.R. sul tetto del mondo. Arriva una Sauber che tenta di passarlo... ma niente da fare, Felipe Massa si esibisce in una sbinnata.
Montoya nel frattempo ha Michael Schumacher negli scarichi, mentre per la terza piazza va più o meno allo stesso modo in cui la Williams Ralf Schumacher ha negli scarichi la McLaren di Raikkonen. Preparatevi per un urlo micidiale, in quanto richiesto dalla prassi, perché Kimi effettua il sorpasso per il terzo posto e
L'HA PASSATO A COPSE! L'HA PASSATO A COPSE!!!111!!!111!!!
Massa nel frattempo fa un altro testacoda, un po' come nel mezzo di un trip futuristico in cui non è il 2002 ma il 2008. Il suo connazionale Barrichello nel frattempo rimonta a tempi record e dopo sei giri da ventesimo che era - o diciannovesimo, Allan McNish su Toyota si è ritirato praticamente alla partenza - si ritrova ottavo. È alla guida di una F2002 quindi tutto potrebbe apparire facile, sarebbe un po' come mettere Checo Perez in fondo al gruppo su una Redbull del 2023, risalirebbe in cinque minuti contat-... ah no.
Subito dopo arriva la pioggia e in casa Ferrari si passa alle Bridgestone intermedie, che vanno assolutamente meglio delle Michelin full wet scelte dalla Williams e dal rimandare la sosta restando sulle slick come optato dalla McLaren, con tanto di David Coulthard che fatica a stare in strada.
Schumacher passa Montoya e, ormai persi per strada tutti i Button qualsiasi che stavano in zona punti al volante di una Renault, anche Barrichello supera Montoya ed è secondo, un po' come se fosse partito dalla seconda casella della griglia e non dal fondo. Massa nel frattempo ha rimontato dalle retrovie, ma vogliamo farcelo mancare un nuovo testacoda?
In casa McLaren e Renault scelgono di rimettersi in carreggiata al momento della successiva sosta, quindi sono tra i primi a montare le slick appena la pioggia cala di intensità. Ecco però che la pioggia riprende a incrementare e anche questo tentativo va in vacca. Almeno Jarno Trulli si libera presto dallo strazio: verso metà gara la Renault dà forfait.
Ne abbiamo già persi altri per strada, prima di lui, Mark Webber su Minardi per un testacoda, Mika Salo su Toyota per un guasto, Eddie Irvine su Jaguar per un'uscita di pista ed entrambe le Arrows, guidare da Heinz-Harald Frentzen ed Enrique Bernoldi per problemi tecnici, nel caso di H.H. quando si trovava a ridosso della zona punti grazie a un'ottima strategia.
I piloti Ferrari effettuano una sosta in più di quelli Williams, ma Ralf Schumacher ha una sosta molto lunga e perde terreno. A gara inoltrata, tutti faranno un'ultima sosta, per passare a gomme da asciutto e avviarsi verso il finale della gara, con Michael Schumacher che insegue la vittoria numero 60. Montoya frattanto supera Barrichello, il quale tuttavia si riprenderà la seconda posizione.
La gara delle McLaren è ai minimi storici e diviene la gara DELLA McLaren quando Raikkonen ha un guasto e resta in pista solo Coulthard. Kimi non è l'ultimo ritirato, dopo di lui tocca alla Jordan di Takuma Sato per un guasto al motore e alla Renault di Jenson Button, che si ferma pare per una ruota non ben fissata.
Nel frattempo, per una volta, in casa B.A.R. tutto sta andando divinamente: non solo Villeneuve è quarto dopo avere azzeccato le gomme giuste, ma addirittura c'è anche Panis quinto e i due scivolano dritti verso la zon punti, i primi punti stagionali per il team!
Epic win, potrei anche fermarmi qui, ma mi sembra doveroso citare il sesto posto di Nick Heidfeld sulla Sauber.
Segue Giancarlo Fisichella sulla Jordan, per tutta la fase conclusiva di gara neglo scarichi di "Heidi", che precede Ralf Schumacher, Massa e Coulthard. L'ultimo al traguardo è Pedro De La Rosa al volante di una Jaguar, con undici vetture che vedono la bandiera a scacchi a fronte di dieci ritirate.
sabato 9 dicembre 2023
Back to 1953: GP Gran Bretagna, la prima diretta
Il Gran Premio di Gran Bretagna 1953 si è svolto sul circuito di Silverstone e vanta un importante record: è stato il primo gran premio di Formula 1 ad essere trasmesso integralmente in diretta. Ciò è avvenuto sulla BBC, ma purtroppo ai giorni nostri dobbiamo accontentarci di un breve video di un minuto reperito su Youtube e di fonti scritte per comprendere la dinamica dell'evento. La dinamica, in realtà, è molto chiara: Alberto Ascari ha sfoderato una delle sue performance dominanti, con pole position, giro veloce, vittoria e gara condotta in testa dall'inizio alla fine. Essenzialmente ha conquistato un grand chelem, il quinto della sua carriera... e lascio a voi ogni considerazione sul fatto che c'erano in totale sette/ otto gran premi ogni anno, validi per il mondiale di Formula 1. Cinque grand chelem sono davvero tanta roba, in questa ottica.
Nella prima parte di gara, Ascari si è ritrovato inseguito dalla Maserati di José Froilan Gonzalez, che come nelle precedenti gare era su una strategia diversa che prevedeva il rifornimento di carburante, una strategia che ricorda vagamente quella tentata dalla Brabham per buona metà della stagione 1982, con la sola significativa differenza che Gonzalez al rifornimento ci arrivava, le Brabham tre decadi più tardi rompevano il motore prima.
In altre occasioni Gonzalez è riuscito a portarsi in testa e allungare, stavolta no, ritrovandosi secondo nel primo stint e vedendosi piuttosto staccare da Ascari. Con la sosta - per una perdita d'olio, il rifornimento lo farà più tardi - del pilota Maserati, il suo compagno di squadra Juan Manuel Fangio è risalito al secondo posto, a distanza dal leader, nonché seguito a distanza dalla Ferrari di Luigi Villoresi.
Se Fangio nel gran premio precedente aveva a lungo battagliato con Hawthorn poi vincitore, il gran premio di casa per Mike non è andato altrettanto bene, con un'uscita di pista nelle prime battute a causa della quale ha danneggiato la vettura ed è stato costretto a una sosta ai box, ritrovandosi nelle retrovie.
Villoresi è stato costretto al ritiro per un guasto e sul gradino più basso del podio ha concluso la gara Nino Farina, mentre Gonzalez non ha perso posizioni con il rifornimento di benzina, era dietro a Farina e ne è uscito nuovamente dietro a Farina, concludendo la gara in una buona quarta posizione.
Guasti, ritiri o giri persi ai box sono stati molto frequenti e, infine, Hawthorn ha chiuso la gara con una rispettabile quinta posizione, ultimo pilota a concludere in zona punti, riuscendo a salvare il salvabile.
Nella prima parte di gara, Ascari si è ritrovato inseguito dalla Maserati di José Froilan Gonzalez, che come nelle precedenti gare era su una strategia diversa che prevedeva il rifornimento di carburante, una strategia che ricorda vagamente quella tentata dalla Brabham per buona metà della stagione 1982, con la sola significativa differenza che Gonzalez al rifornimento ci arrivava, le Brabham tre decadi più tardi rompevano il motore prima.
In altre occasioni Gonzalez è riuscito a portarsi in testa e allungare, stavolta no, ritrovandosi secondo nel primo stint e vedendosi piuttosto staccare da Ascari. Con la sosta - per una perdita d'olio, il rifornimento lo farà più tardi - del pilota Maserati, il suo compagno di squadra Juan Manuel Fangio è risalito al secondo posto, a distanza dal leader, nonché seguito a distanza dalla Ferrari di Luigi Villoresi.
Se Fangio nel gran premio precedente aveva a lungo battagliato con Hawthorn poi vincitore, il gran premio di casa per Mike non è andato altrettanto bene, con un'uscita di pista nelle prime battute a causa della quale ha danneggiato la vettura ed è stato costretto a una sosta ai box, ritrovandosi nelle retrovie.
Villoresi è stato costretto al ritiro per un guasto e sul gradino più basso del podio ha concluso la gara Nino Farina, mentre Gonzalez non ha perso posizioni con il rifornimento di benzina, era dietro a Farina e ne è uscito nuovamente dietro a Farina, concludendo la gara in una buona quarta posizione.
Guasti, ritiri o giri persi ai box sono stati molto frequenti e, infine, Hawthorn ha chiuso la gara con una rispettabile quinta posizione, ultimo pilota a concludere in zona punti, riuscendo a salvare il salvabile.
sabato 14 ottobre 2023
Saturday races, Monday races, Holiday races: tutti i gran premi disputati in un giorno diverso dalla domenica
Carissimi lettori, di recente l'argomento sprint è venuto a mescolarsi con quello delle Saturday Races, dato che peraltro a Las Vegas ci sarà un gran premio disputato di sabato invece che, come solito, alla domenica. Qualcuno, a suo tempo, ha cercato di farlo passare come una novità assoluta, ma sta di fatto che non lo è.
Nella storia della Formula 1 ci sono stati numerosi gran premi che si sono svolti in giorni diversi dalla domenica, quindi andremo a ripercorrere questo curioso aspetto e vi elencherò in maniera esaustiva tutti i gran premi, o in generale gli eventi di Formula 1 che si sono svolti di sabato, o in bank holiday, o in altri giorni random, iniziando da una piccola parentesi sugli "eventi", ovvero le gare che si fatica a definire gran premi: tra il 1950 e il 1960 nessuna edizione della Cinquecento Miglia di Indianapolis facente parte del mondiale di Formula 1, infatti, è mai stata disputata di domenica: la gara si svolgeva il 30 maggio, tranne quando cadeva di domenica, in tal caso si gareggiava il 31 maggio!
Al di là di questa parentesi americana, anche il Gran Premio di Gran Bretagna non avveniva di domenica. Proprio il primo gran premio valevole per il mondiale di Formula 1, nel 1950, si è svolto di sabato. Tutte le edizioni fino al 1975 hanno continuato ad avvenire di sabato. Nei mid-70s c'era l'alternanza tra Silverstone e Brands Hatch e, da un certo momento in poi, è accaduto che un anno si gareggiasse a Silverstone di sabato e l'anno dopo a Brands Hatch di domenica.
Le edizioni del 1977, 1979, 1981 e 1983 del GP di Gran Bretagna si sono svolte di sabato, mentre dal 1984 in poi si è sempre gareggiato di domenica qualunque fosse il circuito sul quale avveniva il gran premio.
Sempre negli anni '50/ '60 ci sono stati eventi che si sono svolti "a random" di sabato, nel senso che non era abitudine che si corresse il sabato, però in alcune occasioni è successo. Si tratta del GP degli Stati Uniti (Sebring) 1958, poi del GP del Canada 1969.
Nel frattempo entrava in calendario il GP del Sudafrica, con le edizioni 1962 e 1963 disputate di sabato. Successivamente è diventata brevemente una bank holiday race, disputata a Capodanno, il 1° gennaio 1965 che cadeva di venerdì. Non era la prima volta che un gran premio veniva disputato né di sabato né di domenica, perché ben due edizioni del GP d'Olanda, 1960 e 1961, sono state disputate di lunedì - il GP d'Olanda sarebbe stato disputato poi di sabato nel 1969.
In Sudafrica nel 1967 si è corso il 2 gennaio, ovvero di lunedì, mentre nel 1968 si è tornati al 1° gennaio che stavolta cadeva di lunedì. Non è stata l'ultima volta nella storia della Formula 1 che si è corso di lunedì, ma è accaduto anche con il GP di Spagna 1972. Era il 1° maggio, quindi la festa del lavoro, quindi potenzialmente potrebbe rientrare anche questo nella casistica delle "bank holiday" races.
Tra il 1969 e il 1985 il GP del Sudafrica si è svolto ogni anno - a parte il 1981 in cui è stato declassato a non championship event, se vogliamo parlare di sole edizioni valevoli per il mondiale di Formula 1 - sempre di sabato, con tanto dell'edizione 1985 che è stata l'ultima gara di Formula 1 che si è svolta di sabato fino ai giorni nostri: con il ritorno in Sudafrica nel 1992 e 1993, infatti, si gareggiava di domenica.
Nel periodo anni '70/'80 altri due gran premi, che tipicamente *non* si svolgevano di sabato, hanno avuto una Saturday Race: si tratta del GP della Svezia 1978 e del GP d'Olanda 1982 - in quest'ultimo caso la scelta è stata fatta per evitare la sovrapposizione con delle partite dei mondiali, mentre non trovo informazioni sul gran premio svedese, ma la collocazione e le date delle partite del mondiale 1978 suggeriscono che possa essere accaduta la stessa cosa.
Infine, già nel 1981 e 1982, il GP di Las Vegas, per le sue sole due edizioni, si è svolto di sabato, come succederà quest'anno.
Nella storia della Formula 1 ci sono stati numerosi gran premi che si sono svolti in giorni diversi dalla domenica, quindi andremo a ripercorrere questo curioso aspetto e vi elencherò in maniera esaustiva tutti i gran premi, o in generale gli eventi di Formula 1 che si sono svolti di sabato, o in bank holiday, o in altri giorni random, iniziando da una piccola parentesi sugli "eventi", ovvero le gare che si fatica a definire gran premi: tra il 1950 e il 1960 nessuna edizione della Cinquecento Miglia di Indianapolis facente parte del mondiale di Formula 1, infatti, è mai stata disputata di domenica: la gara si svolgeva il 30 maggio, tranne quando cadeva di domenica, in tal caso si gareggiava il 31 maggio!
Al di là di questa parentesi americana, anche il Gran Premio di Gran Bretagna non avveniva di domenica. Proprio il primo gran premio valevole per il mondiale di Formula 1, nel 1950, si è svolto di sabato. Tutte le edizioni fino al 1975 hanno continuato ad avvenire di sabato. Nei mid-70s c'era l'alternanza tra Silverstone e Brands Hatch e, da un certo momento in poi, è accaduto che un anno si gareggiasse a Silverstone di sabato e l'anno dopo a Brands Hatch di domenica.
Le edizioni del 1977, 1979, 1981 e 1983 del GP di Gran Bretagna si sono svolte di sabato, mentre dal 1984 in poi si è sempre gareggiato di domenica qualunque fosse il circuito sul quale avveniva il gran premio.
Sempre negli anni '50/ '60 ci sono stati eventi che si sono svolti "a random" di sabato, nel senso che non era abitudine che si corresse il sabato, però in alcune occasioni è successo. Si tratta del GP degli Stati Uniti (Sebring) 1958, poi del GP del Canada 1969.
Nel frattempo entrava in calendario il GP del Sudafrica, con le edizioni 1962 e 1963 disputate di sabato. Successivamente è diventata brevemente una bank holiday race, disputata a Capodanno, il 1° gennaio 1965 che cadeva di venerdì. Non era la prima volta che un gran premio veniva disputato né di sabato né di domenica, perché ben due edizioni del GP d'Olanda, 1960 e 1961, sono state disputate di lunedì - il GP d'Olanda sarebbe stato disputato poi di sabato nel 1969.
In Sudafrica nel 1967 si è corso il 2 gennaio, ovvero di lunedì, mentre nel 1968 si è tornati al 1° gennaio che stavolta cadeva di lunedì. Non è stata l'ultima volta nella storia della Formula 1 che si è corso di lunedì, ma è accaduto anche con il GP di Spagna 1972. Era il 1° maggio, quindi la festa del lavoro, quindi potenzialmente potrebbe rientrare anche questo nella casistica delle "bank holiday" races.
Tra il 1969 e il 1985 il GP del Sudafrica si è svolto ogni anno - a parte il 1981 in cui è stato declassato a non championship event, se vogliamo parlare di sole edizioni valevoli per il mondiale di Formula 1 - sempre di sabato, con tanto dell'edizione 1985 che è stata l'ultima gara di Formula 1 che si è svolta di sabato fino ai giorni nostri: con il ritorno in Sudafrica nel 1992 e 1993, infatti, si gareggiava di domenica.
Nel periodo anni '70/'80 altri due gran premi, che tipicamente *non* si svolgevano di sabato, hanno avuto una Saturday Race: si tratta del GP della Svezia 1978 e del GP d'Olanda 1982 - in quest'ultimo caso la scelta è stata fatta per evitare la sovrapposizione con delle partite dei mondiali, mentre non trovo informazioni sul gran premio svedese, ma la collocazione e le date delle partite del mondiale 1978 suggeriscono che possa essere accaduta la stessa cosa.
Infine, già nel 1981 e 1982, il GP di Las Vegas, per le sue sole due edizioni, si è svolto di sabato, come succederà quest'anno.
EDIT 13.02.2024 - ho avuto un'improvvisa illumimazione relativa ai GP d'Olanda 1960 e 1961, disputati durante dei lunedì in apparenza random, ovvero che in vari paesi dell'Europa centrale si sono festività nazionali alcune ricorrenze di origine religiosa che non hanno un giorno fisso, ma avvengono tot giorni dopo Pasqua, tra cui Pentecoste che si festeggia di lunedì, cinquta giorni dopo Pasqua. Sono andata a verificate che giorno fosse Pasqua 1960 e 1961 e ho aggiunto cinquanta giorni. Guess what? Erano proprio le date dei gran premi in questione, quindi siamo nella casistica bank holiday.
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