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martedì 17 giugno 2025

GP degli Stati Uniti 2005: l'Indy-gate

Venerdì 17 Giugno 2005 // Indianapolis, seconda sessione di prove libere: la Toyota di Ralf Schumacher esce violentemente di pista alla curva sopraelevata, la stessa in cui era stato protagonista di un devastante incidente un anno prima con la Williams durante la gara. La causa dell'incidente è una foratura e, nonostante non abbia riportato serie conseguenze, al pilota viene impedito di rimettersi al volante nel fine settimana. Il terzo pilota Ricardo Zonta prenderà il suo posto e sarà ugualmente protagonista di un incidente a seguito di una foratura.
Gli pneumatici del fornitore Michelin accusano problemi di sicurezza, intensificati soprattutto dal fatto che in gara non sarà permesso cambiare gomme, per via del regolamento introdotto per la stagione 2005. Non sembra accusare invece problemi Bridgestone, il problema è che è fornitore di gomme per appena tre scuderie: Ferrari, Jordan e Minardi. In sintesi, quattordici vetture su un totale di venti sembrano non essere nelle condizioni di sicurezza tali per proseguire il weekend.

Vengono valutate diverse soluzioni, tra cui una chicane temporanea alla curva sopraelevata, oppure la possibilità di consentire cambi gomme in gara, partendo dal fondo della griglia (nel senso, dalla settima posizione della griglia in poi, dietro ai gommati Michelin).
Nessuna soluzione viene approvata e il weekend prosegue. Al sabato è ancora una volta la Toyota a mettersi in mostra, stavolta grazie alla pole position di Jarno Trulli che si procaccia la prima fila accanto al secondo classificato Kimi Raikkonen su McLaren.
Fernando Alonso, che su Renault è il leader del mondiale, si classifica in quinta piazza, ma queste riflessioni lasciano il tempo che trovano, dato che sembra abbastanza probabile che i team gommati Michelin non potranno arrivare a disputare l'intera gara e che, di conseguenza, i championship contenders Alonso e Raikkonen andranno a casa con uno zero a zero.
Per quanto riguarda i gommati Bridgestone, invece le posizioni sono le seguenti: 5° Michael Schumacher, 7° Rubens Barrichello, 17° Tiago Monteiro, 18° Christijan Albers, 19° Narain Karthikeyan, 20° Patrick Friesacher.

Domenica 19 Giugno 2005 // il momento cruciale è arrivato, la gara si appresta a partire, ma le vetture gommate Michelin non sono nelle condizioni di potere gareggiare, si stima che si possano percorrere circa una decina di giri prima che le gomme inizino a deteriorarsi... il problema è che bisogna percorrerne ben 73.
In sintesi, non esiste la possibilità di disputare la gara, ma la gara non può essere cancellata. I sette team con pneumatici francesi, inoltre, gareggiando potrebbero incappare in un reato penale secondo le leggi dell'Indiana, in quanto starebbero *deliberatamente* innescando una condizione di potenziale pericolo.
Sembra ormai palese che, qualunque cosa accada, la Formula 1 ne uscirà malissimo.
Tutte le vetture si schierano sulla griglia per il giro di formazione e, quando finisce il giro di formazione, quattordici di queste tornano in pitlane, lasciando una surreale griglia con sole sei monoposto, piazzate sulle effettive posizione in cui si sono qualificate. Il danno è fatto, ma nel frattempo si accendono i semafori.



Schumacher, Barrichello, Monteiro, Albers, Karthikeyan e Friesacher prendono il via. L'indiano della Jordan sembra avere uno spunto migliore rispetto ad Albers, che tuttavia gli strappa la quarta piazza nel corso del primo giro. Narain risalirà nuovamente al quarto posto dopo la prima sosta di Albers, che a onore del vero ne effettuerà tre, anziché due come tutti gli altri.
La gara è abbastanza statica, anche se i Ferrari Bros finiscono inavvertitamente per renderla frizzante. Al primo pitstop, le posizioni vengono fuori invertite, con Barrichello leader. Al secondo, Schumacher va vicino all'overcut ed esce affiancato al compagno di squadra, che mette le ruote sull'erba perdendo definitivamente la leadership del gran premio.
Pare che a quel punto i due ricevano via radio un avvertimento che suona più o meno così: "non possiamo fare la figura dei cogl****, quindi vedete di non eliminarvi a vicenda servendo alla Jordan una doppietta su un piatto d'argento.

Schumacher vincerà davanti a Barrichello, Monteiro doppiato di un giro darà alla Jordan il suo ultimo podio, Karthikeyan arriverà quarto a sua volta doppiato di un giro, mentre Albers e Friesacher sulle Minardi chiuderanno quinto e sesto a due giri di distanza dal leader.
Il pubblico è inferocito per quanto accaduto, gli stessi piloti Ferrari se ne vanno di soppiatto dal podio non appena è possibile, mentre Tiagone nostro esulta come se non ci fosse un domani dall'alto del podio.
Jordan e Minardi occupavano le penultime due posizioni in classifica e continueranno a occuparle. Il team faentino non è per niente soddisfatto di come si sono evoluti gli eventi: prima del fine settimana americano, quando nessuno dei due vedeva la luce della zona punti, potevano appigliarsi alla speranza di un risultato fortunoso che permettesse loro di superare gli avversari in classifica, quanto successo a Indy ha fatto sì che la Jordan portasse a casa undici punti contro i sette della Minardi e fosse quindi del tutto inarrivabile, condannando la scuderia di Faenza all'ultima posizione in classifica.

I diciotto punti conquistati dalla Ferrari in questo evento a fine stagione avrebbero contribuito al terzo posto in classifica costruttori dopo Renault e McLaren, davanti alla Toyota staccata di dodici punti. Schumacher e Barrichello hanno chiuso terzo e ottavo nel mondiale piloti, senza i punti di Indianapolis avrebbero chiuso quinto e decimo. Un successivo ottavo posto di Monteiro a campionato inoltrato è stato l'unico altro punto visto da Jordan e Minardi, senza Indianapolis la Jordan avrebbe preceduto comunque la Minardi per un punto a zero.
Nel 2006 la controversa regola del divieto di pitstop sarebbe stata abolita, ma le conseguenze dell' "Indy-gate" sarebbero state evidenti e lampanti: la perdita di popolarità in America, l'uscita di scena di Indianapolis alla scadenza del contratto con la Formula 1, nonché l'addio di Michelin, a seguito del quale si sono avuti soltanto regimi di monogomma. A vent'anni di distanza, non direi che si è trattato di una delle peggiori gare di sempre perché sono capitati molti fatti ben peggiori nel corso della storia, ma non si può certo dire che sia stata una bella figura!


sabato 17 giugno 2017

Vaneggiamenti su decimi anniversari, samurai erranti, duelli per la vittoria che non si filava nessuno, tute che mettevano in risalto le parti intime e soprattutto teenager in zona punti

Disclaimer: il seguente post non viene scritto nell'idolatria di un pilota che, anzi, in realtà non mi sembra affatto di idolatrare. Ciò non toglie che esattamente dieci anni fa, per ragioni che in seguito esporrò, io sia stata molto felice di quanto accaduto e, nonostante al giorno d'oggi io guardi a questo evento con una certa indifferenza, mi sembrava doveroso dedicargli un post.
Poi, se volete pensare che io sia una fungirl antisportiva e quello che volete voi o aggiungere il mio blog alla vostra blacklist (dato che è quello che va di moda in rete tra gli appassionati di motori, è inutile negarlo), ritenetevi liberi di farlo. Vi chiedo solo di tenervi in mente che dieci anni fa non mi stavo entusiasmando per qualcuno che tentava di rubare titoli ai vostrihhhh idolihhhh, ma solo per un pilota della mia età che varcava la soglia della zona punti, ottenendo un ottavo posto che per certi versi fu storico. Il fatto che poi quel pilota della mia età sia passato in Redbull e abbia rubatohhhh titolihhhh a quel santohhhh subitohhhh di Alonso e che ora sia in Ferrari ma stia comunque cercando di rubarehhhh il titolohhhh a quell'altro santohhhh subitohhhh che è Hamilton (santohhhh subitohhhh perché negli ultimi tempi ha vinto solo dei titoli a cui la Ferrari non poteva neanche lontanamente aspirare, quindi è molto meno da demonizzare rispetto ad altro) non c'entra. Nel 2007 non avevo una sfera di cristallo e non sapevo che, a seconda dei momenti, sarebbe stato fescion insultare Vettel, idolatrare Vettel o alternare le cose a seconda dei risultati. E la volta scorsa ha vinto la Mercedes, quindi Vettel è da ritenersi un incompetente, in questi giorni, suppongo.

Passiamo oltre: sappiate che Dailymotion ha un grandissimo pregio e un grandissimo difetto. Il grandissimo pregio è quello di essere un'inesauribile miniera d'oro, molto più di Youtube per gli eventi relativamente recenti, ma ha anche un grandissimo difetto, che è quello di andare in palla con una facilità colossale (ho due browser e fa così in entrambi, perfino su Firefox che diversamente da Edge non si blocca quasi su nessun sito, e non ho intenzione di scaricarne altri giusto per accertarmi che cosa succede dalle altre parti). Ieri sera sul tardi, diciamo verso l'una di notte quindi tecnicamente già oggi, ero tentata di guardarmi il GP degli States di dieci anni fa, che si svolse il 17 Giugno, ma ho dovuto ridimensionare le mie ambizioni e limitarmi a vedere qualche spezzone, quando il video non saltava, o andare a cercarmi su Youtube i video delle singole scene salienti.

All'epoca del GP in oggetto era da circa un anno che ero al corrente dell'esistenza di Sebastian Vettel, promosso terzo pilota della BMW Sauber dopo la promozione di Kubica come titolare. Ricordo che lo intervistarono una volta prima di un gran premio nel 2006 e che Mazzoni disse la sua età. Mia mamma, che era davanti alla TV essenzialmente perché eravamo a pranzo da mia nonna e c'era una TV nella stanza, commentò il fatto, ripetendo "ah, ha 19 anni". Io all'epoca ne avevo 18.
Poi venne il 2007. Io 19 anni li avevo appena compiuti e Vettel non ne aveva ancora compiuti 20. Io e la mia amica E. eravamo molto soddisfatte della presenza di un nostro coetaneo al volante, dato che fu chiamato a sostituire Kubica rimasto infortunato al GP del Canada una settimana prima.

Si qualificò settimo.
Con tutte le posizioni possibili, proprio settimo.
Ricordo, a dieci anni di distanza, che partì subito il paragone classico. Chi era, dopotutto, che si era qualificato settimo al gran premio d'esordio?
Ad ogni modo, eccezione fatta per la Super Aguri, quella era l'epoca in cui in genere non mi importava un tubo di che cosa succedeva dalla terza posizione in poi, a meno ciò non fosse importante per l'assegnazione di punti a piloti Ferrari o McLaren e di fatto contribuisse alla lotta per il titolo. Il debutto del "mio coetaneo" mi spinse a provare interesse anche per quello che succedeva oltre le zone di primo piano. Il fatto che non avesse ancora vent'anni e che avesse debuttato al volante di una vettura che tutto sommato lasciava sperare abbastanza bene per il futuro (cosa che fu confermata nel solo 2008, ma quello che successe dal 2009 in poi non penso che qualcuno di noi se lo aspettasse nel 2007) mi aprì gli occhi, ricordandomi che di giovani promettenti forse non c'era solo Hamilton, che al momento essendo in testa al mondiale veniva portato su un piedistallo (cosa destinata a non accadere a fine 2007 quando il mondiale lo vinse Raikkonen, con tanto di articoli di giornale che azzardavano che Hamilton forse un mondiale non l'avrebbe vinto mai) e che bastava soltanto non dimenticarsi che in pista non c'erano solo le Ferrari e le McLaren per vederlo. Per me Sebastian Vettel era una grande promessa, ma dato che stava meno sotto ai riflettori rispetto ad altri, ero certa che in tanti tifosi mainstream non l'avrebbero capito se non dopo molto tempo. Il fatto che in quella posizione ci fosse un pilota che aveva poco più della mia età mi faceva sentire importante. Al giorno d'oggi quando vedo in pista Verstappen e Stroll mi sento vecchia, ma si sa, in dieci anni cambiano tante cose.

Hamilton in pole, davanti ad Alonso e alle Ferrari. Vettel era settimo, come MSC a Spa 1991.
Non so se ho la memoria confusa, ma credo di avere sentito qualcuno, non ricordo in che contesto, ricordare che MSC non aveva completato il primo giro del gran premio d'esordio e che Vettel ci fosse andato vicino.
Finì in giro per prati e perse posizioni, uscendo di scena per un po'. Ci sarebbe tornato, in scena, ma era necessario aspettare un po'.
Tutto sommato gli andò bene, dato che per il resto in partenza ci fu un botto, protagonisti RSC, Barrichello e Coulthard. All'epoca erano i "vecchietti" che speravo di vedere sul podio, di tanto in tanto. Il fatto che non solo avessero speranze pressoché nulle di finirci, ma che fossero anche finiti fuori tutti e tre alla prima curva mi lasciò demoralizzata.
Poi, più avanti, si ritirò anche Sato per un testacoda. Non che non fossi abituata ai ritiri di Sato, però ero del parere che, se proprio doveva crashare, almeno avrebbe dovuto farlo con stile, speronando qualcuno.

Accaddero altre cose interessanti: a un commissario cadde una bandiera blu sull'asfalto, ci fu un intenso duello tra i McLaren Boyssss per la prima posizione. Sì, lo so, per i miei standard un duello tra i McLaren Boyssss per la prima posizione potrebbe non essere un dettaglio di particolare rilievo, ma all'epoca con tutta probabilità stavo sperando che i due si speronassero a vicenda o qualcosa del genere, vista l'intensa simpatia che nutrivo nei confronti della McLaren.
Ciò conferma la mia teoria che i duelli per la vittoria non interessano a nessuno se non riguardano la Ferrari: quando si parla di belle gare dell'epoca, nessuno si fila minimamente il GP degli Stati Uniti 2007, come se un duello per la vittoria non ci fosse mai stato.
Per la cronaca, Hamilton era davanti e rimase davanti, con Alonso secondo. Erano più staccate le Ferrari, anche se non tra di loro, di Massa e Raikkonen.
Dietro c'era Heidfeld, almeno fino al momento in cui andò a parcheggiare mestamente sull'erba per problemi tecnici. Ciò era abbastanza commovente, i ritiri di Heidfeld erano rari, aveva una grande propensione a portare le vetture al traguardo e le vetture, nelle sue mani, non avevano l'abitudine di rompersi. Non avevano neanche l'abitudine di condurlo verso la vittoria, ma questo lo sappiamo tutti ormai e ci siamo messi il cuore in pace. Ad ogni modo a quel punto completava la top-5 Kovalainen.

Kovalainen, Kovalainen, Kovalainen carissimo, in Formula 1 ci vorrebbero più piloti come te.
No, non l'ho detto per caso. A questo punto dovrei aggiungere un retroscena mooooolto gufico che ricordo della telecronaca Rai. Archiviamo la top-5 perché non ce ne importa più niente e concentriamoci sul resto delle posizioni. All'epoca andavano a punti i primi otto e Vettel era nono.
Sesto c'era Rosberg, settimo c'era Trulli e ottavo c'era Webber. Webber era a pochi centesimi da Trulli ed era a sua volta seguito da vicino da Vettel. Nessuno di noi era ancora al corrente della loro attrazione gravitazionale e, a quanto pare, non ne erano al corrente nemmeno loro. Meglio così, direi, al giorno d'oggi.
Ad un tratto Mazzoni osservò che, se nessuno si fosse ritirato e Vettel non fosse riuscito a risalire in quel modo di una posizione, quella volta la BMW non avrebbe portato a casa neanche un punto.
Il motore della vettura di Rosberg decise di fare un favore a Mazzoni, rendendo realtà quelle parole. La macchina iniziò proprio ad andare a fuoco e venne sfortunatamente parcheggiata non appena si videro le prime fiamme. Kovalainen sarebbe stato molto più eroico, se fosse stato in quella situazione, ma per fortuna Kovalainen non era in quella situazione. Rosberg da parte sua si mise a inveire contro la macchina, venendo inquadrato mentre gesticolava.
La tuta che indossava era molto inquietante e il fatto che in certi punti fosse più sporca e in certi più pulita creava strani giochi di luce che ricordavano vagamente l'effetto di quei famosi pantaloni da tuta di Hamilton. Ho fatto una breve ricerca su Google Images. Anche in certe foto di Wurz l'effetto della tuta è quello...
...
...
...e ora che, come nelle migliori fan fiction trash, siamo finiti a parlare di cose che nulla c'entrano con i motori, possiamo passare oltre.

La gara terminò e Vettel divenne il primo pilota under-20 a ottenere punti.
Sparì dalle scene per un po', poi una sera, mentre ero fuori casa, mi arrivò un SMS di E., che mi informava che aveva appena sentito al telegiornale che la Toro Rosso aveva licenziato Speed e che sarebbe stato sostituito proprio da Vettel. Era molto soddisfatta dal suo ritorno. Anch'io lo fui, anche se ero molto dubbiosa sul senso di lasciare la BMW per la Toro Rosso. Direi che aveva decisamente ragione lui.

Concludo dicendo che al giorno d'oggi non potrebbe importarmene di meno del primo punto ottenuto da Vettel in carriera in una squadra in cui peraltro ha disputato un solo gran premio. Allo stesso tempo, però, mi è ancora abbastanza chiara la soddisfazione che provai quando Rosberg si ritirò e grazie a ciò Vettel risalì all'ottavo posto, coronando quello che quella sera era diventato il mio sogno, peraltro grazie al ritiro di una Williams... ed essendo ancora l'epoca in cui la Williams un minimo di orticaria me la faceva venire non ero mai delusa dal ritiro di una Williams, a una condizione fondamentale, ovvero che non fosse Wurz a guidarla.
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...e adesso tutti a fare il conto alla rovescia, imprecando contro il DTM che si sovrapponehhhh alla 24 Ore di Le Mans! 

sabato 22 aprile 2017

Riassunto della stagione 2005 [2/3]

PARTE 1 | PARTE 2 | PARTE 3

Nel post precedente abbiamo ripercorso quanto accaduto nei primi sei gran premi del campionato 2005 e adesso non ci resta che proseguire in questo resoconto, andando a scoprire come sono andate le cose in seguito. Partiamo dal Gran Premio del Nurburgring, che si svolse nel giorno del mio 17esimo compleanno.

Gran Premio d'Europa: 29 Maggio 2005
Plot-twist: la pole position è stata conquistata nientemeno che da Heidfeld sulla Williams. Dopo un "aborted start" dovuto a Fisichella rimasto fermo sulla griglia di partenza, finalmente la gara è partita e non si può dire che sia partita bene né per Heidfeld, subito superato da Raikkonen, né per il suo compagno di squadra Webber che ha a sua volta perso alcune posizioni. Nel tentativo di recuperare terreno si è ritrovato coinvolto in un contatto con Montoya ed è stato costretto al ritiro. La partenza non è stata molto tranquilla nemmeno nelle retrovie, con alcune vetture protagoniste di contatti.
Raikkonen è rimasto stabilmente in testa davanti a Heidfeld per tutto il primo stint di gara ed era ancora in testa nel secondo stint, anche se un suo fuoripista ha permesso a Heidfeld di strappargli la posizione, anche se poco dopo è rientrato per il secondo rifornimento. Sia Raikkonen sia Alonso si sono fermati più tardi e anche Alonso è rimasto davanti a Heidfeld, staccandolo notevolmente.
I giri finali sono stati caratterizzati da Raikkonen che rallentava a causa del deterioramento di una gomma. Rimasto in pista invece di fermarsi per sostituirla (era permesso dal regolamento sostituire la sola gomma danneggiata in caso di foratura), la sua gara è finita con un giro d'anticipo, dopo un incidente dovuto alla rottura della sospensione. Alonso ha quindi vinto davanti a Heidfeld e sul gradino più basso del podio è salito nientemeno che Barrichello.

RISULTATO: 1. Alonso (Renault), 2. Heidfeld (Williams), 3. Barrichello (Ferrari), 4. Coulthard (Redbull), 5. M.Schumacher (Ferrari), 6. Fisichella (Renault), 7. Montoya (McLaren), 8. Trulli (Toyota), 9. Liuzzi (Redbull), 10. Button (BAR), 11. Raikkonen (McLaren), 12. Sato (BAR), 13. Villeneuve (Sauber), 14. Massa (Sauber), 15. Monteiro (Jordan), 16. Karthikeyan (Jordan), 17. Albers (Minardi), 18. Friesacher (Minardi). RIT: R.Schumacher (Toyota), Webber (Williams).

***

Gran Premio del Canada: 12 Giugno 2005
Il GP di Montreal ha visto il ritorno al volante di Klien, sostituito da Liuzzi negli appuntamenti precedenti. Ha anche visto al pole position di Button con la B.A.R., affiancato dalla Ferrari di Schumacher. I due, tuttavia, sono stati superati al via dalle Renault, che partivano dalla seconda fila. MSC, oltre alle posizioni nei confronti delle Renault, ne ha perse altre due, venendo superato dalle McLaren.
Fisichella e Alonso, primo e secondo nel primo stint di gara, hanno conservato le posizioni dopo la prima sosta, con Montoya che si era nel frattempo installato al terzo posto. Dopo una trentina di giri di gara, però, Fisichella è stato costretto al ritiro da un guasto. Anche la gara di Alonso era destinata a finire a breve: si è ritirato per la rottura di una sospensione.
Poco dopo che Raikkonen era rientrato per la seconda sosta, Button è andato a sbattere sul "muro dei campioni". E' entrata la safety car e Montoya, rientrato a rifornire, è tornato in pista con il semaforo rosso della pitlane acceso, ritrovandosi in seconda posizione alle spalle di Raikkonen, per poi essere squalificato poco dopo. Ciò ha fatto risalire in seconda posizione MSC e in terza Trulli. Quando quest'ultimo si è ritirato per problemi tecnici, la Ferrari ha conquistato un doppio podio, essendo Barrichello risalito al terzo posto, dopo essere partito dalla pitlane.
A parte Button, ritirato per incidente, gli altri piloti che non hanno finito la gara sono stati costretti al ritiro da problemi tecnici.

RISULTATO: 1. Raikkonen (McLaren), 2. M.Schumacher (Ferrari), 3. Barrichello (Ferrari), 4. Massa (Sauber), 5. Webber (Williams), 6. R.Schumacher (Toyota), 7. Coulthard (Redbull), 8. Klien (Redbull), 9. Villeneuve (Sauber), 10. Monteiro (Jordan), 11. Albers (Jordan). RIT: Trulli (Toyota), Button (BAR), Heidfeld (Williams), Sato (BAR), Friesacher (Minardi), Alonso (Renault), Fisichella (Renault), Karthikeyan (Jordan). DSQ MOntoya (McLaren).

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Gran Premio degli Stati Uniti: 19 Giugno 2005
Comunemente noto come "farsa di Indianapolis" o come "Indy-gate", il Gran Premio degli USA è stato uno di quegli eventi che non si ripeteranno mai più nella storia del motorsport.
Fin dalle prove libere ci sono stati problemi con le gomme, per i team gommati Michelin, con numerose forature. Una di queste ha provocato un incidente, protagonista Ralf Schumacher, poi sostituito dal pilota di riserva (Ricardo Zonta, il doppiato di Spa 2000!) per il resto del weekend.
I team gommati Michelin hanno chiesto alla federazione di intervenire, suggerendo varie possibilità: l'utilizzo di una diversa tipologia di gomme o la possibilità di fare cambi gomme in gara, per evitare il deterioramento e le conseguenti forature, oppure di modificare il layount del circuito con una chicane mobile in corrispondenza del tratto in cui si presentava il problema.
Visto il rifiuto ricevuto e l'assenza delle condizioni minime di sicurezza, tutti i team eccetto Ferrari, Jordan e Minardi, gommati Bridgestone, sono rientrati nella pitlane al termine del giro di formazione, non prendendo il via alla gara.
Sulla griglia di partenza sono andati M.Schumacher, Barrichello, Monteiro, Albers, Karthikeyan e Friesacher. Essenzialmente in gara non è successo granché e, tra i fischi del pubblico che voleva lo $p3tTàK0£0 (e che riteneva opportuno lanciare lattine e altra spazzatura giù dalle tribune), tutto ciò a cui abbiamo assistito è stato:
> un sorpasso di Karthikeyan ai danni di Albers;
> Barrichello davanti a Schumacher dopo il primo pitstop, in quanto i due erano verosimilmente su strategie diverse;
> Schumacher di nuovo davanti a Barrichello dopo la successiva sosta ai box;
> Schumacher e Barrichello seri e immobili come statue sul podio, dove Monteiro, giunto terzo, festeggiava come se non ci fosse un domani.

RISULTATO: 1. M.Schumacher (Ferrari), 2. Barrichello (Ferrari), 3. Monteiro (Jordan), 4. Karthineyan (Jordan), 5. Albers (Minardi), 6. Friesacher (Minardi). DNS. Trulli (Toyota), Raikkonen (McLaren), Button (BAR), Fisichella (Renault), Alonso (Renault), Sato (BAR), Webber (Williams), Massa (Sauber), Montoya (McLaren), Villeneuve (Sauber), Zonta (Toyota), Klien (Redbull), Heidfeld (Williams), Coulthard (Redbull).

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Gran Premio di Francia: 3 Luglio 2005
Alonso si è qualificato in pole davanti a Trulli, Raikkonen e MSC, con Raikkonen retrocesso di 10 posizioni per la sostituzione del motore.
Alla partenza le posizioni dei primi tre sono rimaste tali e quali, con Barrichello partito dalla terza fila che si è portato in quarta posizione.
Alonso ha preso un abbondante margine nei confronti di Trulli e MSC, mentre questi due erano piuttosto vicini, tanto che approfittando del primo pitstop, MSC è uscito davanti al pilota della Toyota. I due erano nel frattempo dietro alle McLaren, in quanto queste erano su una strategia diversa: quando Montoya è rientrato è uscito davanti a Trulli e, quando si è fermato Raikkonen, è uscito anche davanti allo stesso Montoya. Le due McLaren erano seconda e terza e, mentre Raikkonen era destinato a rimanere secondo, Montoya si è invece ritirato per un problema idraulico nelle fasi finali della gara.
MSC, quarto fino a quel momento, è risalito in terza posizione. Dietro di lui c'era Fisichella, che però ha perso posizioni quando gli si è spento il motore durante l'ultimo pit-stop.
Tra i ritirati, le due Minardi sono state protagoniste di incidenti provocati da forature, mentre gli altri piloti si sono ritirati per problemi tecnici di varia natura.

RISULTATO: 1. Alonso (Renault), 2. Raikkonen (McLaren), 3. M.Schumacher (Ferrari), 4. Button (BAR), 5. Trulli (Toyota), 6. Fisichella (Renault), 7. R.Schumacher (Toyota), 8. Villeneuve (Sauber), 9. Barrichello (Ferrari), 10. Coulthard (Redbull), 11. Sato (BAR), 12. Webber (Williams), 13. Monteiro (Jordan), 14. Heidfeld (Williams), 15. Karthikeyan (Jordan). RIT: Montoya (McLaren), Albers (Minardi), Friesacher (Minardi), Massa (Sauber), Klien (Redbull).

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Gran Premio di Gran Bretagna: 10 Luglio 2005
Giusto per non perdere l'abitudine, il motore di Raikkonen si è rotto un'altra volta, facendolo precipitare in 12^ posizione sulla griglia di partenza da secondo che si era qualificato. In pole c'era Alonso e accanto a lui è partito Button. L'altra BAR ha iniziato in grande stile: Sato è infatti rimasto fermo sulla griglia di partenza, ma la gara è partita regolarmente. E' entrata la safety car per liberare la pista. Nel frattempo Montoya era in testa, avendo superato entrambi i piloti partiti in prima fila allo start.
Al momento del primo pit-stop Montoya e Alonso erano vicinissimi, quando Alonso è uscito dai box, ma si è dovuto nuovamente accodare. Raikkonen, che aveva già recuperato alcune posizioni al via e durante il primo stint, ne ha recuperate altre ritardando il pitstop. Si è portato al quinto posto, quando terzo e quarto c'erano Fisichella e Button; quest'ultimo se l'è messo dietro con il successio pit-stop, per poi risalire in terza posizione quando Fisichella ha avuto dei problemi ai box (anche nel suo caso, sono state mantenute le vecchie abitudini e gli si è spento il motore) ed è tornato in pista alle spalle del pilota della McLaren.
La gara è terminata con quelle stesse posizioni e con nessun pilota ritirato per incidente.

RISULTATO: 1. Montoya (McLaren), 2. Alonso (Renault), 3. Raikkonen (McLaren), 4. Fisichella (Renault), 5. Button (BAR), 6. M.Schumacher (Ferrari), 7. Barrichello (Ferrari), 8. R.Schumacher (Toyota), 9. Trulli (Toyota), 10. Massa (Sauber), 11. Webber (Williams), 12. Heidfeld (Williams), 13. Coulthard (Redbull), 14. Villeneuve (Sauber), 15. Klien (Redbull), 16. Sato (BAR), 17. Monteiro (Jordan), 18. Albers (Minardi), 19. Friesacher (Minardi). RIT: Karthikeyan (Jordan).

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Gran Premio di Germania: 24 Luglio 2005
Silverstone si è rivelato l'ultimo gran premio per Friesacher e il suo posto in Minardi è stato preso da Doornbos, come nuovo compagno di squadra di Albers. I rapporti tra Doornbos e Albers pare fossero pessimi e che uno dei due fosse l'ex fidanzato della sorella dell'altro, il che ha dato loro notevole spazio nelle telecronache di Mazzoni.
Parlando di cose serie Raikkonen ha ottenuto la pole position, ma non è che in McLaren non ci fossero problemi, semplicemente stavolta li aveva avuti Montoya, che partiva dall'ultima fila. Accanto a Raikkonen, in prima fila, c'era Button, mnentre dietro di loro seguivano le Renault.
Raikkonen è stato stabilmente in testa durante il primo stint di gara, seguito da Alonso, ma a metà gara è stato costretto al ritiro da un problema idraulico.
Montoya, partito dalle retrovie, ha fatto due soste come gran parte degli altri piloti, ma si è fermato entrambe le volte "in ritardo" rispetto agli avversari, il che gli ha permesso di recuperare terreno, oltre alle numerose posizioni che aveva recuperato tramite sorpassi nelle prime fasi di gara. Dopo l'ultima sosta era secondo davanti a Button.
A parte Raikkonen nessuno si è ritirato, anche se Webber risulta essere giunto al traguardo completando meno del 90% della gara.

RISULTATO: 1. Alonso (Renault), 2. Montoya (McLaren), 3. Button (BAR), 4. Fisichella (Renault), 5. M.Schumacher (Ferrari), 6. R.Schumacher (Toyota), 7. Coulthard (Redbull), 8. Massa (Sauber), 9. Klien (Redbull), 10. Barrichello (Ferrari), 11. Heidfeld (Williams), 12. Sato (BAR), 13. Albers (Minardi), 14. Trulli (Toyota), 15. Villeneuve (Sauber), 16. Karthikeyan (Jordan), 17. Monteiro (Jordan), 18. Doornbos (Minardi), NC. Webber (Williams), RIT. Raikkonen (McLaren).

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Gran Premio d'Ungheria: 31 Luglio 2005
Evento storico: Michael Schumacher ha conquistato la pole position, si tratta dell'unica pole ottenuta dalla Ferrari nel 2005! *inchino* Accanto a lui Montoya, dietro di loro Trulli e Raikkonen, in terza fila Ralf Schumacher e Alonso, con la Renault che non dava l'impressione di essere particolarmente prestante, in questa occasione.
La partenza, davanti, non è stata molto tranquilla: mentre MSC manteneva la prima posizione, Raikkonen si infilava al secondo posto e dietro, a seguire, Montoya e Trulli, RSC e Alonso sono venuti a contatto. Frattanto Trulli è stato tamponato da Barrichello.
Più indietro la partenza è stata tutt'altro che tranquilla: un contatto tra Villeneuve e Klien ha fatto mettere le ali alla Redbull di quest'ultimo, che è cappottato. Giornata da dimenticare per la Redbull: Coulthard ha rotto una sospensione dopo essere finito sull'ala anteriore di Alonso, che si era staccata nel contatto al via.
Tutto ciò ha provocato l'ingresso della safety car e, dopo il restart, Raikkonen si è lanciato all'inseguimento di MSC, senza riuscire a superarlo nonostante il loro gap minimo. Hanno fatto tre pitstop: il primo non ha cambiato le cose, il secondo sì, con Raikkonen che è uscito davanti e che ha iniziato a distanziare M.Schumacher. Montoya, che era terzo, poco dopo si è ritirato per un guasto, facendo risalire R.Schumacher in terza posizione. Dopo il terzo e ultimo pitstop quest'ultimo si è avvicinato notevolmente al fratello, senza però mai potere puntare seriamente alla seconda posizione.

RISULTATO: 1. Raikkonen (McLaren), 2. M.Schumacher (Ferrari), 3. R.Schumacher (Toyota), 4. Trulli (Toyota), 5. Button (BAR), 6. Heidfeld (Williams), 7. Webber (Williams), 8. Sato (BAR), 9. Fisichella (Renault), 10. Barrichello (Ferrari), 11. Alonso (Renault), 12. Karthikeyan (Jordan), 13. Monteiro (Jordan), 14. Massa (Sauber), 14. Massa (Sauber), NC. Albers (Minardi). RIT: Villeneuve (Sauber), Montoya (McLaren), Doornbos (Minardi), Coulthard (Redbull), Klien (Redbull).

martedì 26 giugno 2012

Formula 1 2006: #10 Stati Uniti (02/07)


Rivedere la gara commentata da Mazzoni e Capelli non ha prezzo! Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto, come ad esempio per sponsorizzare la Lola del 1997, c’è Mastercard! Attenzione, è un momento storico: stiamo infatti per assistere all’ultima puntata della storia di Montoya in Formula 1.
Mazzoni ha introdotto anche la telecronaca informandoci che non c’era un pilota americano in F1, prima di Scott Speed, dal 1993 epoca in cui gareggiò Michael Andretti (pilota a mio vedere totalmente inutile alla Formula 1 stessa, ma questo è solo un mio spiccato parere). Ma ora godiamoci i 73 giri del gran premio che si svolse a Indianapolis in un giorno di luglio di quasi sei anni fa! ^^

È stato molto intrigante rivedere una gara in cui sono stati commenti piuttosto intriganti del tipo:
- Alonso è stato in vacanza a New York prima del gran premio (da solo o con la Raquel? questo purtroppo non lo scopriremo mai);
- Massa e Todt si sono guardati insieme la partita Francia-Brasile dei mondiali (se non sapevo questa, la mia vita non avrebbe avuto senso);
- Trulli aveva una scarpa azzurra e una con disegnata la bandiera a scacchi (ma era posseduto da Wurz?);
- la Honda aveva l’obiettivo di battere il record massimo di velocità con una F1 modificata nel deserto (avessero pensato a qualcosa di più utile magari a quest’ora erano ancora in F1)...

La cronaca della gara
Background: Michael Schumacher scatta dalla pole position per la 67^ volta nella sua carriera, affiancato da Massa. Seguono in seconda fila Fisichella e Barrichello, in terza Alonso e Villeneuve, in quarta Button e Ralf Schumacher, in quinta Raikkonen e Heidfeld... Segue Montoya in undicesima posizione, con Liuzzi che parte 20° per avere sostituito il motore, Rosberg ultimo sulla griglia (21°) per un’irregolarità commessa al termine delle qualifiche e Trulli 22° dai box per problemi alla vettura.
Ricordo che Alonso ha 25 punti di vantaggio su MSC, suo diretto inseguitore in classifica, e che la Renault è saldamente in testa al mondiale. Raikkonen, terzo, ha 20 secondi di distacco nei confronti di Raikkonen. Le classifiche mondiali sono: Alonso 84, Schumacher 59, Raikkonen 39, Fisichella 37, Massa 28, Montoya 26...
Giro 1: PARTENZA! Massa scatta benissimo superando MSC, che nel frattempo deve guardarsi bene dagli attacchi di una Renault. Nel frattempo dietro pare che le vetture uscite di pista siano ancora di più di quelle rimaste in pista! C’è stato un incidente pazzesco, anzi due! Dietro la Williams di Webber parte finendo addosso a un’altra vettura, mentre a metà schieramento Raikkonen, partito non al massimo della velocità, viene tamponato da Montoya, viene coinvolta la Honda di Button, la BMW di Heidfeld che cappotta diverse volte, la Toro Rosso di Speed. Anche le vetture di Klien e Montagny sembrano essere rimaste coinvolte, così come Albers. Dalle parole di Montagny, più tardi, si scoprirà che era coinvolto anche Coulthard, che ha proseguito senza danni dopo essere entrato in collisione con Klien.
Giro 3: dietro la safety car, naturalmente entrata dopo l’incidente, sono presenti quindici vetture (di cui alcune già rientrate ai box dopo l’incidente), figurano ritirati quindi in sette (fortunatamente tutti illesi): Raikkonen, Heidfeld, Montoya, Webber, Speed, Klien e Montagny.
Giro 4: dietro alla SC i quindici piloti ancora in gara sono nell’ordine: Massa, MSC, Alonso, Fisichella, Barrichello, Villeneuve, RSC, Rosberg, Monteiro, Coulthard, Sato, Liuzzi, Trulli, Albers e Button. Questi ultimi due hanno dovuto già effettuare una sosta per controllare o riparare eventuali danni sulle vetture. È proprio al 4° giro che Button è rientrato e gli viene chiesto via radio dopo la sosta di ritornare ai box, cosa che Jenson fa un giro dopo, dove pare che la situazione sia più grave del previsto, tanto che rimane parecchio tempo ai box.
Giro 7: la gara riparte con Massa che subito inizia a guadagnare notevolmente nei confronti dei piloti che lo seguono. Anche MSC riesce a distanziare le due Renault, in lotta tra loro. Nel frattempo la Midland di Monteiro ha un contatto con Sato e finisce in testacoda. Monteiro procede con la vettura danneggiata, mentre Sato sembra procedere senza danni. Al giro successivo infatti Monteiro rientra ai box, dai quali riparte nonostante la vettura piuttosto danneggiata.
Giro 9: le posizioni al momento sono Massa, MSC (staccato di nove decimi da Massa, Alonso, Fisichella (a due decimi da Alonso), Barrichello, RSC, Villeneuve, Rosberg, Trulli, Coulthard, Liuzzi, Albers, Monteiro, con Sato ritirato e Button che dai box non è più uscito dopo il rientro al 5° giro.
Giro 10: Fisichella è vicinissimo ad Alonso e sembra poter insidiare la posizione del compagno di squadra. Alonso è a circa cinque secondi dal leader.
Giro 11: Monteiro rientra ai box ancora una volta, dove si ritira. Rimangono in pista soltanto dodici vetture.
Giro 13: Alonso è ormai a sei secondi e mezzo dal leader, con Fisichella che lo segue staccato di pochi decimi che continua a insidiarlo, superandolo al 15° giro senza troppe difficoltà. Alonso sembra avere problemi alla vettura, dal momento che non riesce ad essere veloce quanto il compagno di squadra. Dopo un giro Fisichella ha già messo oltre un secondo tra sé e Alonso, ma è comunque staccato di nove secondi da Massa e di sette secondi e mezzo da MSC.
Giro 20: MSC inizia a recuperare su Massa, sta girando lievemente più veloce e recuperando qualche decimo.
Giro 23: Alonso nel frattempo è abbastanza in difficoltà, è 4° e deve difendersi da Barrichello che lo segue a meno di un secondo di distacco.
Giro 24: si ritira Villeneuve, con il motore in fumo. Si trovava in settima posizione. Ora ci sono soltanto undici piloti ancora in gara. Si ferma Barrichello frattanto per la sua prima sosta, il brasiliano è stato il primo pilota a fermarsi. Barrichello rientra in pista in settima posizione (dietro a Trulli e davanti a Rosberg).
Giro 30: MSC e Fisichella rientrano ai box a loro volta. Massa effettua la sosta un giro più tardi e rientra in pista dietro al compagno di squadra, che è preceduto dalla Midland di Albers (che perde pezzi) a quasi un giro di distacco.
Giro 32: intanto troviamo Trulli in terza posizione... ma non ha ancora effettuato alcuna sosta. Intanto MSC è in testa alla gara con circa due secondi e mezzo di vantaggio sul compagno di squadra.
Giro 40: rientra ai box Trulli, che esce dai box in settima posizione. Si presume che potrebbe arrivare fino al traguardo con quel livello di carburante. Subito dopo rientra Liuzzi (che fino a quel momento era in lotta con Coulthard per la nona posizione), mentre Albers rientra ai box per la quarta volta (era rientrato per il terzo pit-stop poco prima), dove non era nemmeno atteso dai meccanici. La sosta sembra andare per le lunghe, pare che ci siano problemi seri, probabilmente al cambio. I meccanici provano a far ripartire la vettura a spinta, ma non c’è niente da fare. Per Albers la gara è giunta alla fine.
Giro 44: Rosberg, che era in ottava posizione, rientra ai box per la sua unica sosta, mentre teneva dietro Coulthard staccato di solo un secondo. Il pilota della Redbull prosegue ancora: non si è ancora fermato. Quando mancano una trentina di giri al termine quindi troviamo in gara: MSC, Massa, Fisichella, Alonso, RSC, Barrichello, Trulli, Coulthard, Rosberg e Liuzzi in quest’ordine, con Coulthard che è il solo pilota che ancora non ha effettuato nemmeno una sosta. In testa alla gara MSC è il pilota più veloce, con Massa che ora è staccato di circa quattro secondi dal leader e ha un vantaggio di circa undici secondi da Fisichella (con Alonso che segue in quarta posizione a circa dieci secondi dal compagno di squadra e continua costantemente a perdere terreno).
Giro 47: Coulthard rientra ai box, mentre il distacco di Liuzzi nei confronti di Rosberg è intanto inferiore al secondo. Quando Coulthard rientra in pista è in lotta con Rosberg, ma riesce a mantenere l’ottava posizione. Coulthard, Rosberg e Liuzzi sono ora distanziati di pochissimo l’uno dall’altro, nelle ultime tre posizioni. I tre si contendono l’ultimo punto disponibile.
Giro 50: Barrichello rientra per la sua seconda e ultima sosta, tornando in pista in settima posizione. Intanto Ralf Schumacher dalla quinta posizione inizia a guadagnare su Alonso. I due sono distaccati di circa un secondo.
Giro 52: Liuzzi e Rosberg sono in lotta per la nona posizione, Coulthard è riuscito nel frattempo a distanziarli. Liuzzi è rmai negli scarichi del pilota della Williams ed è più veloce di lui.
Giro 53: rientra ai box Massa per la sua seconda sosta, rientrando in pista davanti ad Alonso e RSC.
Giro 54: rientrano Fisichella e RSC. Fisichella ritorna in pista proprio davanti a Trulli, che non dovrà più effettuare altre soste. I meccanici Ferrari sono pronti per la sosta di MSC, che rientra un giro dopo.
Giro 56: rientra ai box anche Alonso (è l’ultimo pilota a cui tocca effettuare l’ultima sosta), passano Fisichella, Trulli e RSC, Alonso ritorna in pista in 6^ posizione. Completano la zona punti virtuale Barrichello e Coulthard, con Rosberg e Liuzzi nelle ultime due posizioni, ancora in lotta per la nona posizione, con Liuzzi vicinissimo a Rosberg.
Giro 57: Liuzzi strappa la penultima posizione a Rosberg. Ora è nono. Un’ottava posizione sarebbe un risultato storico in quanto porterebbe il primo punto alla Toro Rosso. È staccato di diversi secondi da Coulthard, ma il pilota della Redbull sta girando più lento.
Giro 63: Alonso sta recuperando lievemente su RSC che lo precede. Gli altri piloti tra le prime posizioni invece hanno posizioni ben definite.
Giro 64: RSC rientra ai box, ha un problema e si ritira. Ora ci sono in pista soltanto nove vetture (di cui soltanto sei – Barrichello è l’ultimo di questi – a pieni giri). Ciò significa che Liuzzi è in ottava posizione e che se continua così porterà il primo punto alla Toro Rosso!
Giro 68: Rosberg ormai è stabilmente ultimo con un distacco di tre secondi da Liuzzi. Nessun pilota sembra essere in grado di rimontare posizioni, che si presume resteranno tali e quali fino alla bandiera a scacchi.
Giro 71: i meccanici Ferrari nel frattempo vengono inquadrati mentre ridono per i fatti loro (e come dargli torto, MSC ha 15 secondi di vantaggio su Massa che a sua volta ha 11 secondi di vantaggio su Fisichella). Manca solo la banana in stile Ross Brawn! :D
Giro 73: inizia l’ultimo giro per Michael Schumacher, che va incontro alla sua 87^ vittoria. Bandiera a scacchi! Arriva Massa, poi sopraggiunge Fisichella a completare il podio dietro ai due piloti della Ferrari. Arrivano in quarta posizione Trulli e in quinta posizione Alonso, seguono Barrichello, Coulthard, Liuzzi e infine Rosberg.
Schumacher con la sua terza vittoria stagionale ha lievemente recuperato il gap in classifica nei confronti di Alonso: da 25 punti di distacco si passa infatti a 19.
Si tratterà di un caso, dovuto alle scarse prestazioni delle gomme Michelin sul circuito di Indianapolis? Tutto è da vedere. Il gran premio di Francia potrebbe dare una risposta a questa domanda.

Vorrei concludere con un commento su quello che ha detto Montoya, sul suo incidente: “in fondo abbiamo dato uno show.”
Sì, certo, perché non è stato lui a roteare come ha fatto Heidfeld! -.-
È proprio vero che il silenzio vale più di mille parole. Almeno rimanendo in silenzio si può evitare di fare la figura dell’idiota.

Il risultato della gara