Parliamo di W Series? Sì, parliamo di W Series, dopo che il campionato è iniziato con un double header a Miami. La griglia di partenza di questa stagione è: Beitske Visser e Emely De Heus con Sirin Racing, Fabienne Wohlwend e Marta Garcia con Cordao Team, Emma Kimilainen e Tereza Babickova con Puma Team, Chloe Chambers e Jamie Chadwick con Jenner Racing, Bianca Bustamante e Juju Noda con Academy Team, Jessica Hawkins e Alice Powell con Click2Drive Bristol Street Motors Racing, Belen Garcia e Nerea Martì con Quantfury Team, Sarah Moore e Abbie Eaton con Scuderia W infine Abbi Pulling e Bruna Tomaselli con Racing X. Eaton è stata annunciata poco prima dell'inizio della stagione, evidentemente dopo essere guarita dal suo infortunio nella scorsa stagione, mentre Ayla Agren è stata scelta come riserva.
Il weekend, essendo un double header, ha visto una sola sessione di qualifiche, in cui il miglior tempo decretava la griglia della gara del sabato e il secondo miglior tempo quello della gara della domenica. La griglia di partenza di Gara 1 è stata la seguente:
Martì - Chadwick
Powell - Kimilainen
Wohlwend - Hawkins
B.Garcia - Moore
Pulling - M.Garcia
Chambers - Visser
Eaton - Tomaselli
De Heus - Babickova
Bustamante - Noda
Risultati in linea con le aspettative o sorprendenti? Non saprei dire, ormai non riesco più a capire, in questo campionato, cosa sia sorprendente e che cosa sia invece la prassi. Resta il fatto che la Martì sembrava l'unica possibilità per non assistere a una parata trionfale della due volte campionessa che punta a diventare infinite volte campionessa di questa serie. Martì ha però avuto, come varie altre presenti, una partenza "stile Webber" nel rallenty più totale, segno che le vetture continuano a stallare ogni tre per due, e Chadwick si è portata in testa a una gara nella quale la prima a uscire di scena è stata la sua avversaria della passata stagione, Powell, che è finita a muro, facendo entrare la safety car e poi esporre la bandiera rossa.
Siamo rimaste con Chadwick in testa alla gara ed effettivamente ci siamo ritrovate - stando almeno agli highlight - con Chadwick ancora in testa alla gara, mentre indicativamente a centro gruppo un incidente tra Eaton e Wohlwend, per cui quest'ultima è stata riconosciuta responsabile e penalizzata di cinque posizioni sulla griglia della seconda gara, scendendo al decimo posto, ha messo fine alla gara di entrambe e fatto entrare di nuovo la safety car. Nella parte finale della gara Kimilainen sembrava sul punto di potere lottare per la vittoria, è stata anche in testa alla gara, ma non era destinata a portare a casa né la vittoria né la seconda posizione, finendo in testacoda dopo un contatto con M.Garcia mentre lottavano per la seconda posizione. La Garcia ha quindi ottenuto il podio, per il momento.
Per il momento nel senso che la mattina del giorno seguente è stata penalizzata perdendo numerose posizioni. Hawkins che aveva concluso terza è risalita quindi seconda e Visser che non è salita fisicamente sul podio risulta terza classificata, con a seguire Pulling, Tomaselli, Martì, B.Garcia, Moore, Bustamante e De Heus a completare la zona punti. A seguire si sono classificate M.Garcia, Noda, Babickova, Chambers e Kimilainen. Come dicevo, Wohlwend è stata penalizzata, ma non avendo terminato la gara ha dovuto scontare la penalità sulla griglia di partenza di Gara 2, quella basata sul secondo miglior tempo che vedeva Chadwick partire dalla pole position, giusto per far capire che aria tirasse e chi fosse la favorita.
Chadwick - Martì
Kimilainen - Powell
B.Garcia - Hawkins
Visser - Pulling
Moore - Wohlwend
M.Garcia - Eaton
Tomaselli - Chambers
De Heus - Babickova
Bustamante - Noda
La gara della domenica ha visto Chadwick stavolta più incontrastata del sabato, mentre Martì e Kimilainen hanno inizialmente lottato per la seconda posizione. Tale posizione, però, se l'è aggiudicata Powell dopo avere rimontato in corso d'opera chiudendo di fatto terza (poi vi spiego, tra poco). La sua compagna di squadra Hawkins invece non ha finito la gara, essendo costretta al ritiro dopo il podio del giorno precedente. La gara è stata abbastanza ricca di azione, ben illustrata anche negli highlight, non per la prima piazza ma per quasi tutto il resto dello schieramento. Martì ha concluso in seconda posizione divenuta terza per una penalità, precedendo B.Garcia, Kimilainen, Pulling, Visser, Moore, M.Garcia e Chambers in top-ten, con a seguire Wohlwend, De Heus, Eaton, Bustamante, Noda, Babickova e Tomaselli.
Le ultime due citate sembrano avere fatto delle soste ai box, la Bustamante peraltro dopo avere ricevuto bandiera nera con cerchio arancione per danni sulla sua vettura. Non è chiaro come si fosse procurata tali danni, ma visto che in un primo momento Noda era staccata di cinquanta secondi dalla penultima non escluderei che possa esserci stato un contatto tra di loro nella prima fase di gara. A proposito, Noda ha iniziato la stagione con un botto nelle prove libere, e non è chiaro se la sua vettura fosse in condizioni tali da permetterle di fare una qualifica e due gare presentabili. Però su Twitter si è scatenato un comportamento piuttosto strano nei suoi confronti, che mi lascia pensare che molta gente non desideri altro che assistere al suo fallimento, tanto da trarre godimento per i suoi risultati negativi.
Chiariamo una cosa, non sto parlando di critiche normali nei suoi confronti, per intenderci, critiche come quelle che a suo tempo ricevevano la Hoolbrook, la Gilkes o la Cook quando arrivavano nelle ultime posizioni e magari con notevole distacco dalle posizioni di testa. Anzi, ho sempre visto commenti molto comprensivi nei confronti anche delle backmarker, Juju Noda sembra essere l'eccezione che conferma la regola, con tanto di gente che afferma che sia da annoverare tra i piloti più scarsi della storia delle serie minori e che divulga teorie quantomeno abbastanza strane sui suoi risultati. Per intenderci, nessuno che dica cose plausibili tipo "la Formula 4 danese è un campionato con piloti davvero poco competitivi, quindi è normale che potesse svettare là ma non altrove" o "i piloti della Formula 4 SEA di cui sembra avere battuto i record sono gente che gareggia in una serie di basso livello".
No, c'è chi sostiene che abbia "barato nei test privati, usando una vettura irregolare", qualunque cosa questo significhi (trattasi di test privati, non di una competizione ufficiale, quindi non è chiaro cosa significhi regolare o irregolare) o addirittura che abbia corso in Formula 4 danese guidando una Formula 3. In pratica lei e suo padre vengono dipinti come gente che si è comprata finora i risultati, con tanto di persone che si lamentavano di essere stati silenziati mentre, senza avere alcuna prova di queste teorie, affermavano tali teorie. Sia chiaro, il fatto che Noda non sia il fenomeno che veniva dipinta sta iniziando a divenire evidente, ci sono argomentazioni decisamente più plausibili relativamente ai suoi risultati rispetto alla teoria che un team indipendente e pressoché sconosciuto abbia il potere di comprarsi i risultati oppure di barare senza andare incontro ad alcuna conseguenza.
Con questo non voglio dire che quanto affermato sia totalmente impossibile, quanto piuttosto che ci sono due spiegazioni molto più probabili, una di natura motoristica, una no. Quella di natura motoristica è che le scelte di carriera fatte dal suo entourage (probabilmente solo suo padre) siano dettate dal cercare di promuoverla il più possibile facendola correre in serie nelle quali ha possibilità di essere una front runner piuttosto che in campionati più competitivi. La seconda è l'eventualità che Noda non abbia mai desiderato diventare una pilota professionista. Non è così assurda l'idea che per lei testare monoposto a 12/13 anni fosse solo un hobby, oppure che il suo sogno fosse essere semplicemente una tester, o addirittura che abbia intrapreso la strada del motorsport in quanto imposizione da parte della famiglia. Pensateci, è davvero così assurdo?
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
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martedì 10 maggio 2022
martedì 4 agosto 2020
Jamie Chadwick non è solo la W Series e la W Series non è solo Jamie Chadwick
Mi piacerebbe vivere in un mondo in cui non fosse necessario ripetersi ogni tre per due, ma purtroppo si tratta di un'illusione destinata a non concretizzarsi. In quest'ultimo fine settimana, infatti, varie serie minori sono finalmente ricominciate e, con questo, è tornata in auge anche colei che, suo malgrado, sembra essere diventata uno dei personaggi più "controversi" del motorsport odierno, il tutto senza avere mai fatto nulla di controverso nella sua carriera... tranne gareggiare nella W Series e vincere il campionato, a quanto pare, perché adesso TUTTO quello che succede a Jamie Chadwick sembra riguardare la W Series e la stessa Jamie Chadwick sembra non avere più un'identità indipendente, ma sembra essere vista come se fosse la W Series lei stessa. La conseguenza di tutto ciò: sembra che i detrattori della W Series, per valorizzare le proprie idee, invece di limitarsi a contestare il campionato in sé, abbiano intrapreso in una certa parte una strada più fanboy friendly: la demolizione dell'immagine di Jamie Chadwick, seguita da un "questo dimostra che avevo ragione sulla W Series, ve l'avevo detto".
Il grosso punto è che possono esserci vari metri di giudizio, intorno alla Chadwick e ai suoi risultati, che vanno da un estremo all'altro. Cercando di dare una visione neutrale di questo fine settimana, gli elementi in nostro possesso al momento sono questi:
- la Formula Regional è un campionato con poche vetture, alcune delle quali guidate da enfant prodige e altre guidate da piloti che il grande pubblico non riconosce come tali;
- Chadwick corre per Prema che è considerata un top-team ma il campionato rimane comunque un monomarca;
- nella prima gara Chadwick si è piazzata in terza posizione, approfittando anche di un incidente al primo giro tra due suoi compagni di squadra, uno dei quali pare avere rimontato dal decimo al quarto posto e avere concluso la gara nei suoi scarichi;
- nella seconda gara ha difeso una quinta posizione per gran parte del tempo poi è sprofondata all'ottavo posto;
- nella terza non ha difeso la quinta posizione allo stesso modo e ha concluso sesta;
- al momento quinta in classifica, ha dichiarato tramite i propri profili social di avere emozioni contrastanti sul proprio primo fine settimana in F.Regional;
- tra una cosa e l'altra, nella gara di apertura, è diventata la prima ragazza a salire sul podio in Formula Regional.
Questo è quanto ho visto, da parte di un giornalista(?) olandese, come sintesi del suo primo weekend, in termini di messaggio di fondo: "in questo fine settimana si è visto il poco valore della Chadwick, che non ha saputo battere piloti di poco spessore (N.d.A. altresì noti come campioni di Formula 4), il suo podio è stato ottenuto a fortuna in quanto ha concluso la gara con un basso margine nei confronti del quarto e questo la dice lunga sull'inutilità della W Series".
Ci sono alcune cose che mi suonano strane in questa ricostruzione, e non solo che lo stesso giornalista(?) ha in altre occasioni elogiato a spada tratta un'altra ragazza che ha corso in Formula Regional nella scorsa stagione e che, diversamente da altri, sul podio non c'è mai salita. Questo è un aspetto secondario, componente di quella ridicola scuola di pensiero secondo cui non possono esistere più donne di successo, ma deve esserci un'YdOlA circondata da inette, di cui non mi va di parlare stavolta.
Tra le varie cose che non mi tornano è perché, dopo tre gare su ventiquattro, sia necessario giudicare a tutti i costi lei male e gli altri bene oppure non giudicarli affatto (compreso il suo compagno di squadra Arthur Leclerc, ottimo nelle ultime due gare ma ritirato per incidente nella prima, compreso Juri Vips, che corre per un altro team ma che è visto da tanti come il next best Redbull baby), come se non ci fossero ventuno gare ancora da disputare. A quel punto sarà possibile iniziare a tirare un po' di somme, o forse anche molto prima, ma mi sembra quantomeno una cosa prematura. Anche in F3 Asia, qualche mese fa, non è che la Chadwick avesse iniziato tanto bene, mentre negli ultimi eventi stagionali lottava costantemente nella zona del podio oppure vicinissima al podio stesso.
Altra cosa che non mi torna è che cosa significhi che non meritava davvero il podio perché non aveva un grosso vantaggio. Se non vado errata, Vips dovrebbe esserle stato negli scarichi per poi insabbiarsi da solo e a quel punto Petecof dovrebbe esserle arrivato negli scarichi. A questo punto non mi rimane altro che fare una considerazione: se il poco gap tra due vetture indica che la posizione spetta a chi sta dietro, a questo punto allora bisognerebbe assegnare la vittoria del GP della Russia 2017 a Vettel anziché a Bottas e quella del GP del Bahrein 2018 a Bottas invece che a Vettel. Il discorso è identico.
Veniamo ora alla questione W Series: perché esattamente un'intera categoria dovrebbe essere demolita non sulla base di questioni legate alla categoria in sé, ma sulla base dei risultati ottenuti da una dei suoi piloti in un'altra serie?
E soprattutto, se la W Series merita una stroncatura per via della vittoria della Chadwick, dato che questa non sta facendo sfaceli altrove, perché solo la W Series? Nella stessa stagione, aveva vinto anche il MRF Challenge, che mi risulta essere un altro campionato minore... Perché il MRF Challenge non è un fallimento? Perché non essendoci solo donne non c'è la possibilità di ricamarci sopra al solo scopo di portare avanti la propria retorica?
Onestamente parlando, mi sembra che questa necessità di fare terra bruciata intorno a Jamie Chadwick sia anche frutto della cultura del volere tutto e subito, che lei non sembra perseguire, dato che non smania per raggiungere prima del tempo campionati che non sono (ancora) alla sua portata.
martedì 16 giugno 2020
Jamie Chadwick in Formula Regional con Prema... "Eh, sì, ma in GP3 Sophia Florsch vive di stenti"
Non ho l'audacia di affermare che oggi sia stato un grande giorno per le donne nel motorsport, ma solo perché ho l'impressione che il margine di rischio a cui andiamo incontro possa essere più elevato di quanto potrebbe apparire a primo impatto. Purtroppo ho anche qualche sensazione negativa, grazie al contributo degli appassionati di motori che, anche in questa circostanza, potrebbero dare il loro contributo.
Ma andiamo con ordine: vi ricorderete sicuramente di Jamie Chadwick, campionessa della MRF Challenge e poi della W Series, tester occasionale di Formula E, legata alla Williams da un ruolo formale e di fatto una sorta di pilota di junior team. L'ultima volta che l'abbiamo vista al volante è stato pochi mesi fa: gareggiava nella Formula 3 Asia e avevo parlato del suo progresso avvenuto da un certo punto della stagione in poi. Il giro di boa è avvenuto in concomitanza di quella che, prima di una squalifica per jump start, era sembrato la sua prima vittoria.
In questa stagione la Chadwick doveva tornare a gareggiare nella W Series, in quanto la regola secondo cui chi vince il campionato non può più prendere parte a una seconda edizione non è retroattiva, visto che nel 2019 non erano stati dati punti superlicenza. Solo che la W Series 2020 è saltata per effetto del coronavirus, lasciando a piedi fino al 2021 tutte le concorrenti, almeno dal punto di vista di quel campionato.
Dopo le prime notizie relative a un test con il team, la bomba è scoppiata stamattina: Jamie Chadwick disputerà il campionato 2020 di Formula Regional (che partirà nel corso dell'estate inoltrata e durerà fino all'autunno inoltrato) e lo farà con Prema, tanto che tra i suoi compagni di squadra ci sarà anche il fratello del Predestinatohhhh. Non siamo tuttavia qui per parlare di Arthur Leclerc, ma soltanto della Chadwick.
Ci sono molte cose che parlano a suo favore: molti piloti della F.Regional provengono dalla Formula 4 o da campionati minori, Prema ha un buon nome relativamente alla serie in questione, la vettura è molto simile a quella della W Series e a quella della F3 asiatica nelle quali ha già gareggiato... insomma, Jamie Chadwick si trova in un'ottima posizione, in questo momento, il che la rende la donna più vicina ad avere, un giorno, un futuro in Formula 1.
Chadwick è anche la ragazza che, più di ogni altra, tra quelle dell'attuale panorama motoristico, sarebbe adatta a un futuro in Formula 1. Ha un palmares interessante, ha mostrato un palmares interessante, ha buone possibilità di conquistare i punti necessari a ottenere la superlicenza (è a quota 10 su 40 grazie al risultato della F3 asiatica) e il legame con Prema potrebbe accompagnarla nei passi successivi della sua carriera.
Però, ed è questo che mi spaventa, intorno a lei c'è un'aura che promette bene e male allo stesso tempo: gareggerà nello stesso campionato in cui l'anno scorso correva Sophia Florsch, con cui in tanti la confrontano per il semplice fatto che sono donne. Florsch era quella che dimostrava grandi risultati, pur senza mai salire sul podio, ma era colpa del team, colpa della macchina, con i team di GP3 che hanno "riconosciuto il suo potenziale", secondo l'opinione pubblica. La stessa opinione pubblica, dalla Chadwick si aspetta che vinca il titolo o che ci arrivi vicino, altrimenti sarà considerata un flop.
Jamie Chadwick ha un curriculum di tutto rispetto e, diversamente da qualcun'altra, sembra stia scegliendo di gareggiare in campionati compatibili con il suo grado di esperienza, oltre che con il suo budget. Eppure c'è un'ombra enorme che incombe su di lei: qualunque cosa faccia, viene scomodato il confronto con la Florsch, e purtroppo il fanbase di quest'ultima è abbastanza a livello ultrà. Qualunque cosa Sophia faccia, appare come eroica, con una mistificazione completa della sua immagine. Qualunque cosa un'altra ragazza faccia, viene scomodata la Florsch e la teoria che la Florsch l'avrebbe fatta meglio. I risultati della Florsch vengono attribuiti a un mezzo non all'altezza. I risultati della Chadwick vengono spesso attribuiti a una concorrenza scadente o a serie poco altolocate.
Questo atteggiamento è una variante di un fenomeno che tutti conosciamo: l'idolatria di uno specifico pilota, scelto come guru, e tutto quello che fa quel pilota diviene improvvisamente interessante anche per chi se ne fregava. I risultati di quel pilota sono dettati, unico caso al mondo, dal merito, mentre i risultati altrui vanno demonizzati, oppure va rimarcato come il guru avrebbe fatto di meglio se fosse stato lì.
C'è un guru e ci sono tanti inetti, che si appropriano di risultati e volanti destinati al guru. Quest'ultimo, però, risorge sempre dalle proprie ceneri e tutto ciò che fa, commenti acidi contro altri piloti o team o motoristi o campionati compresi, viene glorificato. Il guru è un idolo e non deve esserci spazio per nessuno, se non per lui. Gli altri sono solo approfittatori che, se non fosse stato per l'assenza dell'idolo o la vettura non competitiva dell'idolo, non sarebbero arrivati da nessuna parte.
Sophia Florsch viene trattata dal suo fanbase nella stessa identica maniera in cui il fanbase di Fernando Alonso si comporta nei confronti di quest'ultimo. Certo, il livello è molto diverso, stiamo parlando di situazioni completamente diverse dal punto di vista strettamente motoristico, ma per il tifo formato bar e formato social poco cambia.
Quello che è da vedere è come questo scontro a distanza tra le Flodwick verrà gestito da chi ha il potere di condizionare le loro carriere. Perché i fan di Alonso idolizzano i suoi team radio, ma la Honda si è vendicata di brutto nei suoi confronti, ma non è detto che la storia si ripeta in altre situazioni.
Ma andiamo con ordine: vi ricorderete sicuramente di Jamie Chadwick, campionessa della MRF Challenge e poi della W Series, tester occasionale di Formula E, legata alla Williams da un ruolo formale e di fatto una sorta di pilota di junior team. L'ultima volta che l'abbiamo vista al volante è stato pochi mesi fa: gareggiava nella Formula 3 Asia e avevo parlato del suo progresso avvenuto da un certo punto della stagione in poi. Il giro di boa è avvenuto in concomitanza di quella che, prima di una squalifica per jump start, era sembrato la sua prima vittoria.
In questa stagione la Chadwick doveva tornare a gareggiare nella W Series, in quanto la regola secondo cui chi vince il campionato non può più prendere parte a una seconda edizione non è retroattiva, visto che nel 2019 non erano stati dati punti superlicenza. Solo che la W Series 2020 è saltata per effetto del coronavirus, lasciando a piedi fino al 2021 tutte le concorrenti, almeno dal punto di vista di quel campionato.
Dopo le prime notizie relative a un test con il team, la bomba è scoppiata stamattina: Jamie Chadwick disputerà il campionato 2020 di Formula Regional (che partirà nel corso dell'estate inoltrata e durerà fino all'autunno inoltrato) e lo farà con Prema, tanto che tra i suoi compagni di squadra ci sarà anche il fratello del Predestinatohhhh. Non siamo tuttavia qui per parlare di Arthur Leclerc, ma soltanto della Chadwick.
Ci sono molte cose che parlano a suo favore: molti piloti della F.Regional provengono dalla Formula 4 o da campionati minori, Prema ha un buon nome relativamente alla serie in questione, la vettura è molto simile a quella della W Series e a quella della F3 asiatica nelle quali ha già gareggiato... insomma, Jamie Chadwick si trova in un'ottima posizione, in questo momento, il che la rende la donna più vicina ad avere, un giorno, un futuro in Formula 1.
Chadwick è anche la ragazza che, più di ogni altra, tra quelle dell'attuale panorama motoristico, sarebbe adatta a un futuro in Formula 1. Ha un palmares interessante, ha mostrato un palmares interessante, ha buone possibilità di conquistare i punti necessari a ottenere la superlicenza (è a quota 10 su 40 grazie al risultato della F3 asiatica) e il legame con Prema potrebbe accompagnarla nei passi successivi della sua carriera.
Però, ed è questo che mi spaventa, intorno a lei c'è un'aura che promette bene e male allo stesso tempo: gareggerà nello stesso campionato in cui l'anno scorso correva Sophia Florsch, con cui in tanti la confrontano per il semplice fatto che sono donne. Florsch era quella che dimostrava grandi risultati, pur senza mai salire sul podio, ma era colpa del team, colpa della macchina, con i team di GP3 che hanno "riconosciuto il suo potenziale", secondo l'opinione pubblica. La stessa opinione pubblica, dalla Chadwick si aspetta che vinca il titolo o che ci arrivi vicino, altrimenti sarà considerata un flop.
Jamie Chadwick ha un curriculum di tutto rispetto e, diversamente da qualcun'altra, sembra stia scegliendo di gareggiare in campionati compatibili con il suo grado di esperienza, oltre che con il suo budget. Eppure c'è un'ombra enorme che incombe su di lei: qualunque cosa faccia, viene scomodato il confronto con la Florsch, e purtroppo il fanbase di quest'ultima è abbastanza a livello ultrà. Qualunque cosa Sophia faccia, appare come eroica, con una mistificazione completa della sua immagine. Qualunque cosa un'altra ragazza faccia, viene scomodata la Florsch e la teoria che la Florsch l'avrebbe fatta meglio. I risultati della Florsch vengono attribuiti a un mezzo non all'altezza. I risultati della Chadwick vengono spesso attribuiti a una concorrenza scadente o a serie poco altolocate.
Questo atteggiamento è una variante di un fenomeno che tutti conosciamo: l'idolatria di uno specifico pilota, scelto come guru, e tutto quello che fa quel pilota diviene improvvisamente interessante anche per chi se ne fregava. I risultati di quel pilota sono dettati, unico caso al mondo, dal merito, mentre i risultati altrui vanno demonizzati, oppure va rimarcato come il guru avrebbe fatto di meglio se fosse stato lì.
C'è un guru e ci sono tanti inetti, che si appropriano di risultati e volanti destinati al guru. Quest'ultimo, però, risorge sempre dalle proprie ceneri e tutto ciò che fa, commenti acidi contro altri piloti o team o motoristi o campionati compresi, viene glorificato. Il guru è un idolo e non deve esserci spazio per nessuno, se non per lui. Gli altri sono solo approfittatori che, se non fosse stato per l'assenza dell'idolo o la vettura non competitiva dell'idolo, non sarebbero arrivati da nessuna parte.
Sophia Florsch viene trattata dal suo fanbase nella stessa identica maniera in cui il fanbase di Fernando Alonso si comporta nei confronti di quest'ultimo. Certo, il livello è molto diverso, stiamo parlando di situazioni completamente diverse dal punto di vista strettamente motoristico, ma per il tifo formato bar e formato social poco cambia.
Quello che è da vedere è come questo scontro a distanza tra le Flodwick verrà gestito da chi ha il potere di condizionare le loro carriere. Perché i fan di Alonso idolizzano i suoi team radio, ma la Honda si è vendicata di brutto nei suoi confronti, ma non è detto che la storia si ripeta in altre situazioni.
sabato 29 febbraio 2020
Ne resterà una sola... o forse no
Ladies and gentlemen, start your engines e, se siete vere ladies, armatevi di armi di distruzione di massa, che il vostro obiettivo deve essere quello di devastare il resto della popolazione femminile, un po' come se fosse il video di "Bad Blood" di Taylor Swift, canzone chiaramente ispirata agli anni trascorsi dai Rosbilton come compagni di squadra. Oggi, infatti, parliamo di un argomento che negli ultimi tempi ha iniziato a cadermi spesso sotto gli occhi.
Un paio di giorni fa ho assistito a un nuovo tassello di questa tendenza dell'epoca contemporanea ed è accaduto quando è stato annunciato l'ingaggio di Sophia Florsch da parte del team Campos di F3 (la ex GP3, per intenderci). Un opinionista olandese(?) faceva la seguente osservazione: Jamie Chadwick, con il budget e il supporto della W Series, non è riuscita a trovare un volante in F3, mentre c'è riuscita Sophia Florsch, che si è contraddistinta per essere una "hater" della categoria. Invitava quindi a trarre ciascuno di noi le nostre conclusioni.
L'unica conclusione che ne traggo io è che ci sia un'esasperazione, specie da parte degli addetti ai lavori, per ingigantire le rivalità femminili nel motorsport, anche a distanza. Infatti Florsch e Chadwick non hanno MAI gareggiato l'una contro l'altra e, da quando ho memoria, non hanno MAI gareggiato nemmeno nelle stesse categorie.
Questo significa che viviamo in un mondo in cui finora Sophia e Jamie sono coesistite senza mai avere di fatto nulla a che fare l'una con l'altra, che hanno scelto di intraprendere percorsi diversi.
Peraltro, la Florsch è intervenuta dopo che qualcuno aveva suggerito che avesse più sponsor per via della maggiore popolarità, sostenendo di non avere sponsor che pagano per lei. E' intervenuta Alice Powell, che le ha chiesto se gareggiasse gratis, al che la Florsch le ha risposto, testualmente "no, ho i soldi, hai qualche problema?"... di conseguenza pare che, per propria ammissione, Florsch abbia un volante in F3 perché aveva i fondi per pagare (cosa piuttosto normale, nelle serie junior).
Questo cosa significa? Al di là del fatto che molti altri piloti sarebbero stati messi in croce per avere scritto un tweet analogo invece che ricevere dei like, quello che ci interessa è la parte puramente concettuale. In sintesi, è andata così:
Opinionista: "La Florsch ha un volante in GP3 snobbando la W Series, mentre la Chadwick non ce l'ha pur avendo fatto la W Series e avendola vinta."
Soggetto random: "La Florsch è più sponsorizzata."
Florsch: "Naaaahhhh, non sono gli sponsor che pagano per me e non ho bisogno dei bonus della W Series."
Powell (ex pilota GP3): "Quindi corri gratis?"
Florsch: "No, ho i soldi, diversamente da te che sei povera."
Questo significa, in sintesi, che se Chadwick fosse stata in possesso della stessa quantità di soldi della Florsch o se, possedendola, fosse stata desiderosa di un passaggio immediato in F3, l'avere fatto la W Series probabilmente non sarebbe stata una cosa vincolante (poi, non mi stancherò mai di ripeterlo, la Chadwick ha fatto anche la F3 Asia, di fatto la versione asiatica della F.Regional europea).
Il concetto più profondo che posso estrapolare da questa vicenda è che, a mio parere, ci sia troppa enfasi sul fatto che debbano esserci per forza una scelta giusta e una scelta sbagliata, trainata proprio dalla questione di genere. Il messaggio di fondo è: partecipare alla W Series è o al 100% giusto o al 100% sbagliato e chi farà carriera, alla fine, dimostrerà di avere ragione.
No, fermi tutti. Perché dovrebbe essere così? Al di là di tutte le questioni etiche che riguardano LA SERIE, penso che bisognerebbe tenere separato il campionato da chi vi gareggia, specie alla luce del fatto che la W Series ha sì l'obiettivo di essere un campionato per sole donne, ma ha anche la peculiarità di FINANZIARE la stagione delle sue partecipanti, ingaggiate dopo un'apposita selezione. Di conseguenza c'è chi ha scelto di gareggiare in questa categoria anche e soprattutto per potere gareggiare in una serie open wheel senza avere i big money per farlo altrove e per procurarsi degli sponsor grazie a un'esposizione mediatica che altrimenti non avrebbe.
Quindi non c'è da discutere del fatto che ci sia una scelta giusta e una scelta sbagliata, quanto piuttosto del fatto che ci sia anche chi non ha molte scelte.
In più si parte dal presupposto che dalle attuali formule minori debba uscirne UNA SOLA donna di successo, che solo una debba arrivare a gareggiare ad alti livelli (se non in Formula 1, in serie come Formula E o cose del genere). Spesso, l'Unica Eletta viene identificata nella Florsch o nella Chadwick, come se ci fosse la convinzione innata che l'unico modo che una donna ha per fare successo sia l'annientare tutte le altre donne esistenti.
In tutta obiettività, mi sembra un discorso molto campato in aria, sia per questioni di poca fondatezza, sia per questioni commerciali. Infatti quando è stato il momento di maggiore presenza femminile nel motorsport? Esatto, l'epoca di Danica Patrick. La grande prominenza di quest'ultima non ha sbarrato le porte alle altre ragazze, quanto piuttosto ha portato al loro incremento. C'erano altre donne in Indycar, c'era una donna in Champ Car, c'erano donne in Road to Indy, c'erano donne nel DTM... si è arrivate a gare di Indycar in cui c'erano ben quattro o cinque donne al via... che è, essenzialmente, come sarebbe avere tre donne al via di una gara di Formula 1.
In più, vedendo per forza la Formula 1 come obiettivo finale e vedendo per forza Florsch e Chadwick come le uniche potenziali candidate, a mio parere si commettono due grossi errori di valutazione.
Il primo è che, appunto, la Formula 1 non è l'unica serie di elevato spessore. Vedere donne in Indycar, in Formula E, il LMP1 a Le Mans o anche nel DTM, sarebbe comunque un enorme risultato e non dovrebbe essere sminuito per il solo fatto che "non è la Formula 1".
Il secondo è che la prossima donna in Formula 1 potrebbe non essere né la Florsch né la Chadwick. Per quanto riguarda specie una delle due (quella che non ha corso in F3 Asia) la rincorsa ai punti superlicenza potrebbe essere mooooolto lunga e piena di insidie e, soprattutto, le Flodwick sono le più prominenti donne delle formule junior oggi come oggi, ma non sappiamo che cosa ci riserverà il futuro. Oltre a loro bisogna tenere d'occhio anche quelle che ogni anno debuttano in F4. Probabilmente molte di loro saranno a un livello inferiore, ma mai dire mai. La prossima donna in Formula 1 potrebbe anche essere una di quelle di cui non sappiamo ancora nulla, perché magari si sta apprestando proprio ora a fare il grande salto dai kart alla F4.
Quello che mi sento di dire in conclusione è: teniamo d'occhio il panorama e smettiamola di costruire una rivalità artificiale tra gente che gareggia in campionati diversi, come se fosse una questione in cui soltanto una puà sopravvivere.
Un paio di giorni fa ho assistito a un nuovo tassello di questa tendenza dell'epoca contemporanea ed è accaduto quando è stato annunciato l'ingaggio di Sophia Florsch da parte del team Campos di F3 (la ex GP3, per intenderci). Un opinionista olandese(?) faceva la seguente osservazione: Jamie Chadwick, con il budget e il supporto della W Series, non è riuscita a trovare un volante in F3, mentre c'è riuscita Sophia Florsch, che si è contraddistinta per essere una "hater" della categoria. Invitava quindi a trarre ciascuno di noi le nostre conclusioni.
L'unica conclusione che ne traggo io è che ci sia un'esasperazione, specie da parte degli addetti ai lavori, per ingigantire le rivalità femminili nel motorsport, anche a distanza. Infatti Florsch e Chadwick non hanno MAI gareggiato l'una contro l'altra e, da quando ho memoria, non hanno MAI gareggiato nemmeno nelle stesse categorie.
Questo significa che viviamo in un mondo in cui finora Sophia e Jamie sono coesistite senza mai avere di fatto nulla a che fare l'una con l'altra, che hanno scelto di intraprendere percorsi diversi.
Peraltro, la Florsch è intervenuta dopo che qualcuno aveva suggerito che avesse più sponsor per via della maggiore popolarità, sostenendo di non avere sponsor che pagano per lei. E' intervenuta Alice Powell, che le ha chiesto se gareggiasse gratis, al che la Florsch le ha risposto, testualmente "no, ho i soldi, hai qualche problema?"... di conseguenza pare che, per propria ammissione, Florsch abbia un volante in F3 perché aveva i fondi per pagare (cosa piuttosto normale, nelle serie junior).
Questo cosa significa? Al di là del fatto che molti altri piloti sarebbero stati messi in croce per avere scritto un tweet analogo invece che ricevere dei like, quello che ci interessa è la parte puramente concettuale. In sintesi, è andata così:
Opinionista: "La Florsch ha un volante in GP3 snobbando la W Series, mentre la Chadwick non ce l'ha pur avendo fatto la W Series e avendola vinta."
Soggetto random: "La Florsch è più sponsorizzata."
Florsch: "Naaaahhhh, non sono gli sponsor che pagano per me e non ho bisogno dei bonus della W Series."
Powell (ex pilota GP3): "Quindi corri gratis?"
Florsch: "No, ho i soldi, diversamente da te che sei povera."
Questo significa, in sintesi, che se Chadwick fosse stata in possesso della stessa quantità di soldi della Florsch o se, possedendola, fosse stata desiderosa di un passaggio immediato in F3, l'avere fatto la W Series probabilmente non sarebbe stata una cosa vincolante (poi, non mi stancherò mai di ripeterlo, la Chadwick ha fatto anche la F3 Asia, di fatto la versione asiatica della F.Regional europea).
Il concetto più profondo che posso estrapolare da questa vicenda è che, a mio parere, ci sia troppa enfasi sul fatto che debbano esserci per forza una scelta giusta e una scelta sbagliata, trainata proprio dalla questione di genere. Il messaggio di fondo è: partecipare alla W Series è o al 100% giusto o al 100% sbagliato e chi farà carriera, alla fine, dimostrerà di avere ragione.
No, fermi tutti. Perché dovrebbe essere così? Al di là di tutte le questioni etiche che riguardano LA SERIE, penso che bisognerebbe tenere separato il campionato da chi vi gareggia, specie alla luce del fatto che la W Series ha sì l'obiettivo di essere un campionato per sole donne, ma ha anche la peculiarità di FINANZIARE la stagione delle sue partecipanti, ingaggiate dopo un'apposita selezione. Di conseguenza c'è chi ha scelto di gareggiare in questa categoria anche e soprattutto per potere gareggiare in una serie open wheel senza avere i big money per farlo altrove e per procurarsi degli sponsor grazie a un'esposizione mediatica che altrimenti non avrebbe.
Quindi non c'è da discutere del fatto che ci sia una scelta giusta e una scelta sbagliata, quanto piuttosto del fatto che ci sia anche chi non ha molte scelte.
In più si parte dal presupposto che dalle attuali formule minori debba uscirne UNA SOLA donna di successo, che solo una debba arrivare a gareggiare ad alti livelli (se non in Formula 1, in serie come Formula E o cose del genere). Spesso, l'Unica Eletta viene identificata nella Florsch o nella Chadwick, come se ci fosse la convinzione innata che l'unico modo che una donna ha per fare successo sia l'annientare tutte le altre donne esistenti.
In tutta obiettività, mi sembra un discorso molto campato in aria, sia per questioni di poca fondatezza, sia per questioni commerciali. Infatti quando è stato il momento di maggiore presenza femminile nel motorsport? Esatto, l'epoca di Danica Patrick. La grande prominenza di quest'ultima non ha sbarrato le porte alle altre ragazze, quanto piuttosto ha portato al loro incremento. C'erano altre donne in Indycar, c'era una donna in Champ Car, c'erano donne in Road to Indy, c'erano donne nel DTM... si è arrivate a gare di Indycar in cui c'erano ben quattro o cinque donne al via... che è, essenzialmente, come sarebbe avere tre donne al via di una gara di Formula 1.
In più, vedendo per forza la Formula 1 come obiettivo finale e vedendo per forza Florsch e Chadwick come le uniche potenziali candidate, a mio parere si commettono due grossi errori di valutazione.
Il primo è che, appunto, la Formula 1 non è l'unica serie di elevato spessore. Vedere donne in Indycar, in Formula E, il LMP1 a Le Mans o anche nel DTM, sarebbe comunque un enorme risultato e non dovrebbe essere sminuito per il solo fatto che "non è la Formula 1".
Il secondo è che la prossima donna in Formula 1 potrebbe non essere né la Florsch né la Chadwick. Per quanto riguarda specie una delle due (quella che non ha corso in F3 Asia) la rincorsa ai punti superlicenza potrebbe essere mooooolto lunga e piena di insidie e, soprattutto, le Flodwick sono le più prominenti donne delle formule junior oggi come oggi, ma non sappiamo che cosa ci riserverà il futuro. Oltre a loro bisogna tenere d'occhio anche quelle che ogni anno debuttano in F4. Probabilmente molte di loro saranno a un livello inferiore, ma mai dire mai. La prossima donna in Formula 1 potrebbe anche essere una di quelle di cui non sappiamo ancora nulla, perché magari si sta apprestando proprio ora a fare il grande salto dai kart alla F4.
Quello che mi sento di dire in conclusione è: teniamo d'occhio il panorama e smettiamola di costruire una rivalità artificiale tra gente che gareggia in campionati diversi, come se fosse una questione in cui soltanto una puà sopravvivere.
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