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giovedì 12 febbraio 2026

Formula E 2026: recap di Sao Paulo, Mexico City e Miami (#1, #2, #3)

Nel fine settimana imminente tornerà la Formula E con l'eprix dell'Arabia Saudita, dopo tre eventi disputati tra il Brasile, il Messico e gli Stati Uniti, a partire dallo scorso dicembre, quando è iniziato ufficialmente il campionato 2025/2026 a Sao Paulo.

Dopo una penalità per Pascal Wehrlein (Porsche), Jake Dennis (Andretti) ne ha ereditato la pole position da cui sarebbe andato a vincere, dopo una serie di stravolgimenti, un evento corredato da un altissimo attrition rate. A dire il vero, nonostante un po' di trambusto iniziale, tutti i piloti hanno resistito fino a metà gara, con il primo ritirato Dan Ticktum (Cupra Kiro) per una foratura, subito dopo si è ritirato anche Norman Nato (Nissan).
Abbiamo poi avuto un incidente tra Edoardo Mortara (Mahindra) e Lucas Di Grassi (Lola) che ha provocato l'ingresso della safety car. Un ulteriore incidente, di Mitch Evans (Jaguar) ha provocato una FCY...
...
...
...durante la quale Pepe Martì (Cupra Kiro) ha cozzato contro chi lo precedeva facendo un volo micidiale.



Il rookie è rimasto illeso, la gara invece è stata redflaggata. Jean-Eric Vergne (Citroen) risulta ritirato in questi frangenti. La gara è ripresa con soli tre giri da disputare, Dennis è andato a vincere davanti a Oliver Rowland (Nissan) e Nick Cassidy (Citroen) partiti dalle retrovie, mentre Wehrlein ha chiuso quarto.
Grazie a una penalità per Drugovich (Andretti) sono risaliti tra la quinta e la decima piazza Nico Muller (Porsche), Maximilian Gunther (Penske), Joel Eriksson (Envision), Sebastien Buemi (Envision), Nyck De Vries (Mahindra) e Zane Maloney (Lola), mentre Felipe ha chiuso solo dodicesimo dietro ad Antonio Felix Da Costa (Jaguar) e davanti al solo Taylor Barnard (Penske).

Buemi ha conquistato la pole a Città del Messico, ma ha subito fatto un grande svarione precipitando nelle retrovie. Barnard si è fatto vedere timidamente in testa alla gara, ma non è durata a lungo. Risalito anche grazie a una safety car propizia, Cassidy è andato a lottare per la vittoria, sopravanzando Dennis che poi nel finale ha perso altre posizioni chiudendo quinto alle spalle anche di Mortara, Rowland e Barnard. Hanno completato la zona punti Wehrlein, Martì risalito dal fondo dopo avere scontato una penalità per l'incidente in Brasile, Vergne, Muller e Nato.
Ticktum ha fatto parlare di sé per avere sbroccato contro tutto e tutti per essere stato messo out in un incidente innescato da altri ed è iniziato il solito rimbalzo sui social:
"Proprio Ticktum dice questo, che si è procacciato un race ban di un anno per quello che ha combinato in Formula 4?"
"Avevo solo quindici anni, voi non ne avete mai fatte di cazzate a quindici anni?"
"Sì, ma cazzate tipo giocare alla Playstation il giorno prima dell'interrogazione anziché studiare per poi prendere quattro, non guidare come un folle in regime di safety car per speronare un avversario di proposito."

A Miami la gara è iniziata dietro safety car per il tracciato bagnato. La pioggia andava e veniva. Muller scattava dalla pole, Drugovich ha fatto brevemente il figo in testa alla gara, per poi finire nelle retrovie insieme a Da Costa in un contatto che li ha coinvolti.
Evans, partito nono, ha fatto una lunga rimonta, al punto da andarsi a prendere la prima posizione, relegando Muller al secondo posto davanti a Wehrlein. Eriksson, De Vries, Mortara, Buemi, Da Costa, Martì e Dennis hanno completato la zona punti.


venerdì 1 agosto 2025

Formula E 2025: #13 e #14 eprix di Berlino // #15 e #16 eprix di Londra

Due settimane prima del gran finale, quindi ormai venti giorni fa, si è svolto l'eprix di Berlino, un double header nel corso del quale Oliver Rowland ha vinto il titolo con anticipo, mentre nello scorso fine settimana si è svolto invece l'eprix di Londra, un altro double header, che ha messo fine alla stagione.
A Berlino abbiamo avuto questa line-up:

PORSCHE/ Pascal Wehrlein - Antonio Felix Da Costa
MASERATI/ Stoffel Vandoorne - Jake Dennis
CUPRA/ David Beckmann - Dan Ticktum
ENVISION/ Robin Frijns - Sebastien Buemi
MCLAREN/ Taylor Barnard - Sam Bird
DS PENSKE/ Maximilian Gunther - Jean-Eric Vergne
JAGUAR/ Mitch Evans - Nick Cassidy
LOLA/ Lucas Di Grassi - Zane Maloney
NISSAN/ Sergio Sette-Camara* - Oliver Rowland
MAHINDRA/ Felipe Drugovich* - Edoardo Mortara
ANDRETTI/ Jake Dennis - Nico Muller

Sette-Camara e Felipe Drugovich hanno gareggiato sostituendo Norman Nato e Nyck De Vries impegnati nella 6 Ore di Sao Paulo, i quali sarebbero tornati per l'eprix di Londra, in cui abbiamo avuto la line-up che aveva contraddistinto tutti gli altri eventi della stagione.

BERLINO I: in una giornata bagnata, Evans e Frijns affiancati in prima fila, Rowland terzo con accanto a sé Hughes. La gara è iniziata con Dennis che è rimasto fermo sulla griglia e costretto al ritiro.
Rowland ha perso alcune posizioni nella prima parte di gara, cosa che è successa anche a Frijns in un secondo momento.
Era la gara con sosta obbligatoria per il pitboost, ma una volta archiviata questa faccenda c'è stato altro di cui discutere.
Un contatto tra Drugovich e Beckmann ha portato all'ingresso della safety car e in seguito il leader del campionato Rowland è stato ugualmente coinvolto in un incidente, venendo costretto al ritiro e procacciandosi anche cinque posizioni di penalità in griglia per la gara del giorno seguente.
Evans ha vinto davanti a Wehrlein, Mortara, Barnard, Cassidy, Gunther, Buemi, Muller, Ticktum e Da Costa.

BERLINO II: Wehrlein e Ticktum sono partiti 1/2, mentre Rowland per effetto della penalità da terzo che era si è ritrovato ottavo. Wehrlein era davanti nelle prime fasi, mentre Rowland rimontava alcune posizioni.
In testa alla gara, in un secondo momento, abbiamo trovato Barnard, leader quando è entrata una safety car per la vettura ferma di Buemi e poi poco dopo un'altra per un incidente tra Bird e Muller.
Nel finale le vetture erano tutte talmente vicine che per andare ad attivare l'attack mode le vetture di testa perdevano mediamente una dozzina di posizioni, con l'intera collettività convinta che tutto ciò sia eccitante.
La vittoria è andata infine a Cassidy, con Dennis e Vergne a podio. Il quarto posto è stato sufficiente a Rowland per portarsi a casa il titolo, e hanno completato la top-ten Evan, Barnard, Drugovich, Da Costa, Sette-Camara e Hughes.

LONDRA I: Evans, De Vries, Wehrlein e Ticktum occupavano le prime due file, pronti per una gara fatta di tunnel interminabili e di uscite alla luce del giorno con tanto di obbligo di pitboost. Evans è stato il leader iniziale, ma svettano di più le trashate, tipo quando qualcuno rimane fermo e si innesca un ingorgo con tanto di contatti minori, a onore del vero senza che capitassero danni troppo grossi.


Mentre si andava verso il pitboost, il leader era De Vries, il quale dopo la sosta ha subito il sorpasso di Cassidy in un duello in cui questo aveva l'attack mode. Poi, un contatto tra Ticktum e Dennis, che sono ripartiti... almeno finché Ticktum non è finito contro le barriere.
Scampato il pericolo di terminare la gara in safety car, Cassidy ha conservato il vantaggio per andare a vincere con De Vries e Wehrlein sul podio. Seguivano Vandoorne, Vergne, Mortara, Frijns, Dennis, Nato ed Evans a completare la zona punti.

LONDRA II: Ticktum ha fatto il miglior tempo, ma causa penalità per incidente nel gran premio precedente, Cassidy è partito dalla pole position davanti a Gunther, Evans e Wehrlein, mantenendo la prima posizione al via e nella prima parte della gara, neutralizzata un po' prima della metà a seguito di un incidente tra Nato e Barnard. Pochi giri dopo è avvenuto un altro incidente, con Rowland che è finito a muro.
Nel finale abbiamo avuto *drama* tra compagni di squadra, in quanto pendevano cinque secondi di penalità sulla testa di Evans, secondo dietro a Cassidy, e si è lamentato alla radio del fatto che Cassidy non l'abbia lasciato passare facendolo allungare sugli inseguitori, cosa che pare non essere stata chiesta a Cassidy.
Mentre Bird ha finito la sua ultima(?) gara di Formula E con una foratura, Cassidy - che con i punti conquistati a Londra si è portato secondo davanti a Wehrlein in classifica piloti - ha vinto davanti a De Vries, Buemi e Dennis, con Evans scivolato quinto precedendo, Da Costa, Gunther, Wehrlein, Di Grassi e Beckman. Questo ha conquistato quindi il suo unico punto stagionale, con Maloney che resta l'unico pilota a quota zero.




giovedì 10 aprile 2025

Formula E 2025: #1 e #2, throwback agli eprix di Sao Paulo e Città del Messico

Si sta avvicinando il ritorno della Formula E, quindi mi sembra il momento più opportuno per andare a rievocare quello che è successo finora in questa stagione. Il campionato 2025 è iniziato in realtà a dicembre del 2024 a Sao Paulo, per poi proseguire a Città del Messico, con un double header a Jeddah. In questo post andiamo a ripercorrere i due eventi latino-americani.
A Sao Paulo, Pascal Wehrlein (Porsche) ha conquistato la pole position, affiancato in griglia da Oliver Rowland (Nissan), per una gara che non ha risparmiato colpi di scena, a cominciare dal DNS di Robin Frijns (Envision) per un problema tecnico. Diversi piloti sono usciti poi per incidente nelle fasi iniziali, si tratta di Jake Hughes (Maserati), Nico Muller (Andretti) e Lucas Di Grassi (ABT).


La gara è stata sospesa con bandiera rossa quando Jake Dennis (Andretti) è rimasto fermo per un guasto elettrico. La vettura era non solo ferma in mezzo alle scatole, ma bisognava anche evitare che qualcuno rimanesse folgorato. Se non fosse stata Formula E, ma il GP della Russia 2019, la cosa avrebbe potuto stimolare curiose teorie del kompl8. Se non ricordate di che cosa stia parlando, forse è meglio così!
Il restart è stato da fermi, perché giustamente cosa poteva mai andare storto? Stranamente niente è andato storto, nonostante la Formula E ci abbia abituato a momenti non troppo tranquilli. È bastato pazientare: il momento non troppo tranquillo è arrivato quando Wehrlein, che non si trovava più nelle primissime posizioni, si è toccato con Nick Cassidy (Jaguar) e ha fatto un volo che sembrava il cosplayer di se stesso alla Race of Champions - ve lo ricordate, vero? - con un'altra bandiera rossa.
Gli è andata bene, sbattendo di halo contro il muro sul quale si è ribaltato. È andata bene anche a noi: la caciara dei detrattori dell'halo è ormai terminata da anni, quindi nessuno ha detto che la gara sarebbe stata più divertente se Wehrlein avesse seriamente rischiato di rimetterci la testa.


Rowland, da leader che era stato, ha perso la posizione a causa di un drive through dovuto a un'irregolarità tecnica, si è ritrovato ultimo, quantomeno tra quelli che avrebbero potuto completare il 90% della gara. Pare che David Beckmann (Cupra) sia giunto al traguardo, ma senza giri sufficienti per essere classificato.
Mitch Evans (che era partito ultimo) è andato a vincere la gara davanti ad Antonio Felix da Costa (Porsche), Taylor Barnard (McLaren), Sam Bird (McLaren), Edoardo Mortara (Mahindra), Nyck De Vries (Mortara), Sebastien Buemi (Envision), Dan Ticktum (Cupra), Jean-Eric Vergne (DS Penske) e Stoffel Vandoorne (Maserati) a conquistare la zona punti. Hanno preceduto Maximilian Gunther (DS Penske), Zane Maloney (Lola), Norman Nato (Nissan) e il già citato Rowland, che avrebbe tuttavia avuto modo di riprendersi nel secondo evento stagionale a Città del Messico.


La gara messicana è stata più tranquilla, anche se ci sono state due safety car, per incidenti Beckmann vs Di Grassi e successivamente Evans vs Muller. Rowland, che aveva preso la testa della gara in corso d'opera, l'ha mantenuta fino alla bandiera a scacchi, conquistando la vittoria. Da Costa e Wehrlein, partiti dalla prima fila con Pascal in pole, hanno chiuso secondo e terzo.
Dennis, Vergne, Gunther, Vandoorne, De Vries, Muller e Hughes hanno conquistato le posizioni retrostanti della zona punti, con a seguire Frijns, Cassidy, Nato, Barnard, Maloney, Ticktum, Buemi, Bird, Mortara e Di Grassi, mentre Evans e Beckmann non hanno completato la gara.

sabato 27 luglio 2024

Formula E 2024: #15 e #16 eprix di Londra // Wehrlein vince il titolo

Nello scorso fine settimana a Londra si è svolto l'appuntamento finale della stagione 2024 di Formula E, nel corso del quale - o, per meglio dire, dei quali, dal momento che si trattava di un doppio evento - è stato assegnato il titolo. A conquistarlo, una nostra vecchia conoscenza... Partiamo, tuttavia, dall'inizio. A Londra non c'erano variazioni, rispetto alla line-up usuale, che vi ricordo essere la seguente:

ANDRETTI: Jake Dennis - Norman Nato
DS PENSKE: Stoffel Vandoorne - Jean-Eric Vergne
ERT: Sergio Sette-Camara - Dan Ticktum
ENVISION: Robin Frijns - Sebastien Buemi
MCLAREN: Jake Hughes - Sam Bird
MASERATI: Maximilian Gunther - Jehan Daruvala
JAGUAR: Mitch Evans - Nick Cassidy
ABT CUPRA: Lucas Di Grassi - Nico Muller
PORSCHE: Antonio Felix Da Costa - Pascal Wehrlein
MAHINDRA: Nyck De Vries - Edoardo Mortara
NISSAN: Oliver Rowland - Sacha Fenestraz

LONDRA I - Evans ha conquistato la pole position e leaderato la prima parte della gara, per poi ritrovarsi più avanti a lottare per la leadership con Wehrlein. È stato l'ex pilota di Sauber e Manor a spuntarla e a uscirne vincente, mentre Evans ha dovuto accontentarsi della seconda piazza.
La gara è stata per certi caotica nella prima fase, quando in un minuto contato abbiamo avuto tre collisioni di fila, con relativa perdita di posizioni: Frijns e Bird, Vergne e Dennis, nonché Rowland e Da Costa, quest'ultimo che era arrivato al double header finale con la possibilità matematica, seppure remota, di vincere il titolo. Si è ovviamente ritrovato tagliato fuori dallo scontro.
Tornando ai primi, in zona podio avevamo visto Nato, poi andato a sbattere a gara inoltrata, proseguendo ma rendendo necessaria una safety car per detriti, oltre che Gunther la cui vettura ha dato forfait a un giro dalla fine. Il podio è quindi stato Wehrlein, Evans e Buemi. Hanno completato la zona punti De Vries, Mortara, Muller, Cassidy in precedenza coinvolto in una verniciata di barriere, Bird, Vandoorne e Nato. Con la vittoria, Wehrlein si è portato in testa alla classifica, precedendo Evans e Cassidy...

LONDRA II - ...il quale ha conquistato la pole position e i relativi punti. Al momento in cui è partita la gara, Evans era a -3 punti dal leader del campionato Wehrlein, mentre Cassidy era a -4. Il campionato era ancora apertissimo, e di lì a pochi giri - durante i quali avevamo assistito a un incidente Nato vs Dennis vs Mortara - ci siamo ritrovati Cassidy, Evans e Wehrlein addirittura come top-3 in gara.
Bird, Nato e Ticktum sono successivamente finiti a sbattere tutti insieme, ma who kers, gli occhi erano tutti puntati sui primi tre. Cassidy è scivolato terzo attivando l'attack mode, mentre tra Wehrlein e Evans c'è stato un mezzo contatto. Successivamente Evans è passato davanti a Wehrlein, ma il grande plot twist è arrivato a gara inoltrata, quando Cassidy è stato speronato e la sua gara è terminata nella pitlane.
È entrata la safety car e, successivamente, ci siamo ritrovati con Rowland in prima posizione. Ha preceduto i due championship contenders sui gradini più bassi del podio, con Wehrlein davanti a Evans. Hanno completato la top-ten Buemi, Vergne, Muller, Frijns, Vandoorne, Di Grassi e Hughes.


Wehrlein ha conquistato il titolo con 198 punti, davanti a Evans con 192 e il compagno di squadra di quest'ultimo, Cassidy, fermo a 176 visto il ritiro in quest'ultima gara.


mercoledì 3 luglio 2024

Formula E 2024: #13 e #14 eprix di Portland

L'ultimo fine settimana di giugno è stato il penultimo fine settimana del campionato di Formula E, che si concluderà in luglio con il doppio eprix di Londra. A Portland sono sono stati disputati al sabato il 13° e alla domenica il 14° evento della stagione. Questa era la line-up:

ANDRETTI: Jake Dennis - Norman Nato
DS PENSKE: Stoffel Vandoorne - Jean-Eric Vergne
ERT: Sergio Sette-Camara - Dan Ticktum
ENVISION: Robin Frijns - Sebastien Buemi
MCLAREN: Jake Hughes - Sam Bird
MASERATI: Maximilian Gunther - Jehan Daruvala
JAGUAR: Mitch Evans - Nick Cassidy
ABT CUPRA: Lucas Di Grassi - Nico Muller
PORSCHE: Antonio Felix Da Costa - Pascal Wehrlein
MAHINDRA: Nyck De Vries - Edoardo Mortara
NISSAN: Caio Collet (sostituto di Oliver Rowland assente per malattia) - Sacha Fenestraz

PORTLAND I - Evans ha conquistato la pole position precedendo Hughes, Frijns, Da Costa, Ticktum, Mortara, Muller, Wehrlein, Buemi e Dennis a completare i primi dieci, con il leader del campionato Cassidy soltanto in undicesima posizione. Sembrava che nulla potesse accomunare Evans e Cassidy, ma si sa che la Formula E è caratterizzata da enormi rimescolamenti e rovesciamenti di classifica, quindi i due compagni di squadra sono stati accomunati dall'avere gettato la vittoria al vento.
Unica somiglianza il fatto in sé, non il modo in cui ci sono arrivati: Evans, infatti, nella prima parte di gara è stato protagonista di un contatto con Hughes, il quale è precipitato nelle retrovie a causa di una foratura. Sulla testa di Evans pendeva una penalità di cinque secondi post gara e si trovava nelle posizioni di rilievo, addirittura in testa prima che gli succedesse Cassidy.


Quest'ultimo era leader nella parte conclusiva, almeno finché non ha messo le ruote sull'erba e terminato la giornata con una clamorosa sbinnata. Evans è tornato in testa, ma a causa della penalità è scivolato in ottava posizione pur avendo tagliato il traguardo davanti a tutti, con Da Costa divenuto quindi vincitore.

TOP-TEN: Da Costa, Frijns, Vergne, Mortara, Muller, Dennis, Bird, Evans, Vandoorne, Wehrlein.

PORTLAND II - Vergne ha conquistato la pole position, in una gara che è stata caratterizzata da un certo caos, con vari contatti e vari piloti che hanno danneggiato le vetture. Tra quelli che hanno riportato i danni più grossi, c'è anche Cassidy: il leader della classifica non ha visto neanche un punto nemmeno alla domenica.
La vittoria se l'è aggiudicata Da Costa, che ha preceduto sul traguardo Frijns che gli stava molto vicino. Ha conquistato quindi due vittorie in due giorni e per giunta avendo vinto la seconda di Shanghai le vittorie consecutive sono tre.
Cassidy è ancora il leader della classifica, con Evans e Wehrlein - quest'ultimo al traguardo con l'ala anteriore mancante - entrambi staccati di 12 punti dal leader della classifica.

TOP-TEN: Da Costa, Frijns, Evans, Wehrlein, Vergne, Muller, Nato, Gunther, Buemi, Dennis.

domenica 26 maggio 2024

Formula E 2024: #11 e #12 eprix di Shanghai

Oserei dire che piazzare l'eprix di Shanghai nello stesso fine settimana in cui si svolgono il GP di Montecarlo e la Indy 500 non è necessariamente segno di grande saggezza, ma è comunque un progresso rispetto alla SoVrApPoSiZiOn3 con l'endurance, dato che quantomeno tutta la line-up originale ha potuto presentarsi sul suolo cinese senza doppi impegni:

ANDRETTI: Jake Dennis - Norman Nato
DS PENSKE: Stoffel Vandoorne - Jean-Eric Vergne
ERT: Sergio Sette-Camara - Dan Ticktum
ENVISION: Robin Frijns - Sebastien Buemi
MCLAREN: Jake Hughes - Sam Bird
MASERATI: Maximilian Gunther - Jehan Daruvala
JAGUAR: Mitch Evans - Nick Cassidy
ABT CUPRA: Lucas Di Grassi - Nico Muller
PORSCHE: Antonio Felix Da Costa - Pascal Wehrlein
MAHINDRA: Nyck De Vries - Edoardo Mortara
NISSAN: Oliver Rowland - Sacha Fenestraz

SHANGHAI I: l'undicesimo evento della stagione 2024 ha visto Vergne scattare dalla pole position davanti Rowland, Evans, Wehrlein, Hughes e Da Costa per quella che è stata una gara relativamente tranquilla, complice anche il fatto che su un circuito permanente le vetture non girano a mezzo metro dai muretti sempre pronti per essere verniciati.
A giocarsi la vittoria sono stati Wehrlein ed Evans, con quest'ultimo che ha fatto il sorpasso decisivo soltanto nel giro finale, in una conclusione con le vetture molto compatte nella quale l'ex pilota di Manor e Sauber è riuscito a conservare il secondo posto su Cassidy.
Rowland, Dennis, Vergne, De Vries, Buemi, Vandoorne e Di Grassi hanno completato la zona punti e Cassidy restava in testa alla classifica piloti.

SHANGHAI II: il dodicesimo evento della stagione è stato contraddistinto da un gap di appena un millesimo di secondo tra la pole di Hughes e il secondo tempo di Vandoorne, con a seguire Da Costa, De Vries, Cassidy, Evans.
A una leadership iniziale di Vandoorne è seguita una fase di gara nella quale abbiamo trovato in testa Nato, per poi essere definitivamente sopravanzato da Da Costa, che ha mantenuto la prima piazza fino al traguardo.
Il poleman Hughes ha chiuso secondo, con Nato che si è appropriato del gradino più basso del podio. Cassidy ha allungato in classifica con la quarta posizione, mentre la zona punti è stata completata da Evans, Vandoorne, Vergne, Gunther, Frijns e Rowland.

sabato 27 aprile 2024

Formula E 2024: #8 eprix di Montecarlo

27 aprile, ore 15.00 passate da pochi minuti, diretta su Italia 1: oggi pomeriggio si è svolto l'eprix di Montecarlo, weekend iniziato con una sostituzione in corso d'opera: il 19enne Barnard ha preso il posto di Sam Bird, rimasto infortunato a una mano. La pole position per la gara disputata sulle "anguste stradine del Principato", come diceva Mazzoni, è stata ottenuta da Wehrlein, mentre un'altra nostra vecchia conoscenza gli partiva accanto: Vandoorne, che è anche riuscito a procacciarsi la prima posizione fin dalle prime battute della gara, la quale è stata tuttavia neutralizzata pochi giri dopo dall'intervento della safety car.
Avevamo già visto diverse scintille e varie vetture che cozzavano le une con le altre, specie a centro e fondo classifica, ma il clou lo abbiamo raggiunto con Mortara, finito contro le barriere dopo un contatto con Ticktum(?). La permanenza della SC si è prolungata nel tempo, perché c'era molto da fare per ripulire la pista, ma è stato comunque un'operazione molto più rapida di dove sia altrove spostare una vettura semplicemente rimasta ferma!



Nonostante Vandoorne avesse già attivato il primo attack mode e questo dovesse in teoria favorito nei confronti delle Jaguar, Evans e Cassidy sono riusciti a passare davanti e a fare gioco di squadra, rallentando gli inseguitori. Il pilota di DS Penske, quindi, si è dovuto accontentare di scivolare terzo seguito da Vergne.
Mentre la gara davanti era ancora piuttosto attendista, dietro le sportellate non mancavano per niente, ma non tra i primi, dove Cassidy e Vergne chiedevano timidamente alla radio se dovessero stare dietro o potessero tentare il sorpasso ai rispettivi compagni di squadra.
In sintesi, dopo un'ulteriore SC a seguito di un incidente che ha messo out Muller, le posizioni dei primi quattro sono rimaste invariate, anche perché nessuno era vicino abbastanza nelle fasi finali della gara. Quindi non hanno potuto "rompere gli indugi" espressione che è stato un piacere sentire pronunciare!

RISULTATO:
1. Mitch Evans/ Jaguar
2. Nick Cassidy/ Jaguar
3. Stoffel Vandoorne/ DS Penske
4. Jean-Eric Vergne/ DS Penske
5. Pascal Wehrlein/ Porsche
6. Oliver Rowland/ Nissan
7. Antonio Felix Da Costa/ Porsche
8. Sacha Fenestraz/ Nissan
9. Maximilian Gunther/ Maserati
10. Norman Nato/ Andretti
11. Lucas Di Grassi/ Abt Cupra
12. Nyck De Vries/ Mahindra
13. Dan Ticktum/ ERT
14. Taylor Barnard/ McLaren
15. Sebastien Buemi/ Envision
16. Jake Hughes/ McLaren
17. Robin Frijns/ Envision
18. Jake Dennis/ Andretti
19. Sergio Sette-Camara/ ERT
20. Jehan Daruvala/ Maserati
Rit. Nico Muller/ Abt Cupra
Rit. Edoardo Mortara/ Mahindra


domenica 17 marzo 2024

Formula E 2024: #4 eprix di Sao Paulo

Nella giornata di sabato 16 marzo si è svolto il quarto eprix della stagione 2023/24 che di fatto si svolge interamente nel 2024, ovvero a Sao Paulo, sullo stesso percorso che viene utilizzato per il carnevale della città. Per la prima volta in questa stagione ho visto la gara integralmente su Canale 20, essendosi svolta in un orario favorevole, ovvero alle 18.00.
Vorrei ricordare innanzi tutto quale sia la line-up del campionato, specie considerato che già da parecchie settimane i motori erano spenti:

ANDRETTI: Jake Dennis - Norman Nato
DS PENSKE: Stoffel Vandoorne - Jean-Eric Vergne
ERT: Sergio Sette-Camara - Dan Ticktum
ENVISION: Robin Frijns - Sebastien Buemi
MCLAREN: Jake Hughes - Sam Bird
MASERATI: Maximilian Gunther - Jehan Daruvala
JAGUAR: Mitch Evans - Nick Cassidy
ABT CUPRA: Lucas Di Grassi - Nico Muller
PORSCHE: Antonio Felix Da Costa - Pascal Wehrlein
MAHINDRA: Nyck De Vries - Edoardo Mortara
NISSAN: Oliver Rowland - Sacha Fenestraz

L'eprix di Sao Paulo ha visto Wehrlein scattare dalla pole position davanti a Vandoorne, con Vergne ed Evans a completare la seconda fila, seguiti da Bird, Mortara, Muller, Da Costa, ecc... Segnalo che Gunther è partito ultimo per la sostituzione di componenti e, avendo già finito le sostituzioni "free", ha anche dovuto scontare uno stop and go con il "metodo Pic" una volta iniziata la gara (dove mi rendo conto che chi non seguiva il motorsport una decina d'anni fa potrebbe non capire, ma mi riferisco a Charles Pic che si procacciò per analoghe ragioni una simile penalità - stop and go o drive through prima ancora che iniziasse la gara - per simili ragioni in Formula 1). Secondo i telecronisti italiani, la sua gara sarebbe stata definitivamente rovinata, ricordo chiaramente questa affermazione, e ricordo che non si sono accorti minimamente di lui quando è risalito in top-ten.


La risalita di Gunther in top-ten è stata resa possibile da due safety car. La prima è arrivata di colpo, all'improvviso, senza che si vedesse la ragione per cui c'era, una di quelle situazioni in cui non sai se ci sia stato un incidente talmente grave che le immagini sono censurate, oppure se semplicemente ci sono detriti in pista. Nessuno veniva dato per fermo, quindi la seconda soluzione era di gran lunga la più plausibile. Per fortuna si è rivelata esatta. Frattanto, lo segnalo, in testa alla gara si erano alternati diversi piloti, con posizioni che variavano un po' per attack mode vari, un po', per fortuna, anche per sorpassi. Devo ammettere che, al netto del trovare irritante l'attack mode e il modo in cui funziona, ho apprezzato parecchio tutte le fasi della gara, è stata bella da vedere. In tutto ciò, nel frattempo, c'era Dennis che era risalito abbastanza avanti, rispetto alla posizione di partenza, e andava a insidiare le posizioni che contavano.

La seconda safety car, invece, è arrivata a causa di un incidente di Cassidy, leader della classifica del campionato, che è rimasto tale nonostante il ritiro. Pare che, in seguito a una precedente foratura, sia uscito di strada andando a sbattere contro le barriere. Queste due interruzioni hanno provocato un allungamento della gara, come vuole la prassi della Formula E. Devo ammettere che, tutto sommato, non mi è dispiaciuto, perché ha permesso di vedere una parte di gara maggiore del solito disputata dopo l'esaurimento degli attack mode. C'è stato un ottimo duello tra Bird ed Evans, con quest'ultimo che a poche tornate dalla fine è riuscito a portarsi in testa. Poteva sembrare finita, ma non lo era: Bird ha fatto tutto il possibile per non schiodarsi da dietro la Jaguar e infine, durante l'ultimo giro già inoltrato, ce l'ha fatta, ha compiuto il sorpasso decisivo ed è andato a vincere, in un finale davvero spettacolare.

RISULTATO: Bird, Evans, Rowland, Wehrlein, Dennis, Da Costa, Vergne, Vandoorne, Gunther, Buemi...

Per il prossimo eprix ci sarà meno da aspettare, dato che si svolgerà tra appena due settimane, il 30 marzo in Giappone. Quindi vi do appuntamento a fine mese con le monoposto elettriche.

domenica 28 gennaio 2024

Formula E 2024: #2 e #3 eprix di Diriyah

Nel corso del weekend, nello specifico venerdì e sabato si sono svolti il secondo e il terzo appuntamento del campionato di Formula E 2024, denominato ufficialmente come campionato 2023/24. Mi sembra decisamente opportuno, prima di iniziare con la sintesi degli eventi serali dell'Arabia Saudita, ricordarvi quale sia la line-up che prende parte a questo campionato.

ANDRETTI: Jake Dennis - Norman Nato
DS PENSKE: Stoffel Vandoorne - Jean-Eric Vergne
ERT: Sergio Sette-Camara - Dan Ticktum
ENVISION: Robin Frijns - Sebastien Buemi
MCLAREN: Jake Hughes - Sam Bird
MASERATI: Maximilian Gunther - Jehan Daruvala
JAGUAR: Mitch Evans - Nick Cassidy
ABT CUPRA: Lucas Di Grassi - Nico Muller
PORSCHE: Antonio Felix Da Costa - Pascal Wehrlein
MAHINDRA: Nyck De Vries - Edoardo Mortara
NISSAN: Oliver Rowland - Sacha Fenestraz

FRIDAY RACE - Vergne scattava dalla pole position e la prima parte della gara stato un frequente scambio di posizioni tra lui, Evans e Dennis, ma dovuto agli attack mode e alle consuete posizioni perse nell'attivarlo.
Andando più avanti, tuttavia, la "vera" azione ha prevalso, con Dennis e poi Vergne autori di sorpassi nei confronti di Evans. Presa la leadership, Dennis si è appropriato definitivamente della prima piazza, mentre Vergne doveva vedersela con Evans per portarsi a casa il secondo posto.
Evans ha tentato un attacco all'ultimo giro, ma gli è andata male. Oltre a non recuperare la posizione su Vergne, si è anche ritrovato a perdere due ulteriori posizioni, classificandosi quinto.

TOP-TEN: Dennis, Vergne, Cassidy, Bird, Evans, Nato, Gunther, Wehrlein, Sette-Camara, Frijns.

SATURDAY RACE - la pole se l'è aggiudicata Rowland, ma Frijns ha preso la testa della gara in occasione della partenza, poi perduta in seguito tra un attack mode e l'altro a vantaggio di Cassidy.
Cassidy e Frijns hanno anche allungato di diversi secondi nei confronti dei diretti inseguitori, nello specifico di Rowland che si trovava relegato al terzo posto, ben distante dai due.
Nelle fasi conclusive della gara, tuttavia, si è avvicinato notevolmente al duo di testa, con il formarsi anche alle sue spalle di un lungo trenino, nel quale tuttavia è stato comunque Cassidy a passare sul traguardo davanti a tutti, con le posizioni invariate.

TOP-TEN: Cassidy, Frijns, Rowland, Hughes, Vandoorne, Fenestraz, Wehrlein, Vergne, Gunther, Evans.


giovedì 10 agosto 2023

Formula E 2023: #15 e #16 eprix di Londra, Jake Dennis diventa campione del mondo

Carissime monoposto che fanno un rumore da aspirapolvere, sono passati ormai una decina di giorni dal weekend del 28/30 luglio nel quale si è svolto il finale della stagione 2023 di Formula E, con Nick Cassidy, Jake Dennis, Mitch Evans e seppure lontano in classifica pure Pascal Wehrlein a lottare per il campionato in un double header in cui entrambe le gare erano previste entrambe nel tardo pomeriggio, quella del sabato più o meno in SoVrApPoSiZiOn3 con la sprint della Formula 1. Per la gara del sabato i primi tre in qualifica sono stati proprio i championship contenders. Se ci fosse stata Liberty Media avrebbe probabilmente studiato il modo per innescare un incidente di proposito in modo da fare una serie di grande successo di Silent-Drive to Survive, ma è meglio soprassedere. In Formula E ci sono spesso state cose trash, ma almeno gli incidenti avvengono ancora in maniera spontanea!
Prima di passare agli incidenti, tuttavia, credo sia meglio passare per la griglia di Gara 1:

1^ fila: Evans/Jaguar - Cassidy/Envision
2^ fila: Dennis/Andretti - Buemi/Envision
3^ fila: Ticktum/NIO - Rast/McLaren
4^ fila: Wehrlein/Porsche - Vandoorne/DS
5^ fila: Bird/Jaguar - Nato/Nissan
6^ fila: Mortara/Maserati - Muller/ABT
7^ fila: Vergne/DS - Gunther/Maserati
8^ fila: Lotterer/Andretti - Fenestraz/Nissan
9^ fila: Da Costa/Porsche - Hughes/McLaren
10^ fila: Sette-Camara/NIO - Di Grassi/Mahindra
11^ fila: Frijns/ABT - Mehri/Mahindra

Se Dennis ed Evans erano soli, Cassidy era in buona compagnia del proprio compagno si squadra Sebastien Buemi con cui nella prima fase della gara sono stati anche 1/2. Qui sotto, tuttavia, vedete che cosa ci sia nei video suggeriti di Youtube in caso guardiate gli highlight ufficiali della gara del sabato. Quindi, incredibile ma vero, la rincorsa di Cassidy al titolo si è conclusa con un incidente, ma con il proprio compagno di squadra!
Ciò è avvenuto quando, dopo il primo attack mode, i due erano 3/4 con Buemi davanti a Cassidy, i due sono tuttavia venuti a contatto con Nick costretto al ritiro a causa della rottura dell'ala anteriore, il tutto mentre Dennis si apprestava - non nell'immediato, in realtà, sarebbe stata una lunga trafila - a classificarsi in terza posizione alle spalle di Evans e Antonio Felix Da Costa, sul quale tornerò tra poco. Il podio gli è stato sufficiente per diventare campione del mondo con un eprix d'anticipo, con conseguenti festeggiamenti nel box del team Andretti. Prima, tuttavia ci sono state due bandiere rosse.
Una è arrivata quando Sasha Fenestraz ha avuto un contatto con Dan Ticktum(?) e ha spiccato il volo andando a sbattere contro le barriere. Fortunatamente nessuno si è fatto male - subito prima Wehrlein era stato protagonista di un contatto con René Rast, giusto per chi fosse interessato alle vicissitudini di Pascal. Ai diversi contatti accaduti nel corso della gara, invece, è troppo difficile starci dietro.
La seconda, invece, è avvenuta a un paio di giri dalla conclusione, quando Buemi è venuto a contatto con un'altra vettura... e niente, dietro di loro si è venuto a generare giusto un po' di caos, con tutti fermi in branco.


Alla fine il risultato ufficiale è stato il seguente: Mitch Evans, Jake Dennis, Sebastien Buemi, Sam Bird, Edoardo Mortara, Lucas Di Grassi, Dan Ticktum, Norman Nato, Pascal Wehrlein, Jake Hughes, Stoffel Vandoorne, Maximilian Gunther, André Lotterer, René Rast, Roberto Mehri, Antonio Felix Da Costa, quest'ultimo penalizzato di tre minuti per un'irregolarità tecnica.
Si sono ritirati Sasha Fenestraz, Nick Cassidy, Nico Muller, Jean-Eric Vergne e Robin Frijns, mentre Sergio Sette-Camara risulta squalificato per non avere seguito le istruzioni dei commissari. Nella classifica diffusa in precedenza risultava avere terminato in quinta posizione.
Alla domenica invece Cassidy ha conquistato la pole position, precedendo sulla griglia di partenza Evans, Nato, Dennis, Vandoorne, Bird, Buemi e Muller a completare il gruppo dei primi otto. La gara, tuttavia, non sembrava molto intenzionata a iniziare e vi è stato un lungo rain delay con bandiere rosse varie per oltre un'ora.
Alla fine, quando c'è stato il via, la gara è stata alquanto conservativa, obiettivo portare la vettura al traguardo. Cassidy l'ha fatto in prima posizione, precedendo sul podio proprio Evans e Dennis. Nato e Vandoorne hanno preceduto l'altra Envision di Buemi, con i punti conquistati il team dalle vetture verde brillante ha portato a casa il titolo costruttori. Bird, Muller, Ticktum e Wehrlein hanno completato la zona punti.
Tutti i piloti hanno concluso la gara, dall'undicesimo posto in poi si sono classificati Mortara, Rast, Sette-Camara, Gunther, Fenestraz, Da Costa, Frijns, Di Grassi, Hughes, Merhi, Lotterer e Vergne.

domenica 16 luglio 2023

Formula E 2023: #13 e #14 eprix di Roma

L'eprix di Roma è tornato, con un doppio evento come nel 2021 e 2022, solo che la sua collocazione originale è stata spostata, non si è svolto quindi in aprile ma in questo weekend del 15/16 luglio, sotto a un caldo torrido. A lottare per il titolo Jake Dennis, Nick Cassidy, Pascal Wehrlein e Mitch Evans, con quest'ultimo che è andato a ottenere la pole position per la gara di sabato precedendo il compagno di squadra. Un buon inizio di fine settimana, mentre le cose iniziavano malissimo in casa McLaren che, dopo un incidente di Jake Hughes in qualifica, ha schierato una sola monoposto sulla griglia, che si presentava nella maniera seguente:

1^ fila: Evans/Jaguar - Bird/Jaguar
2^ fila: Fenestraz/Nissan - Buemi/Envision
3^ fila: Rast/McLaren - Mortara/Maserati
4^ fila: Dennis/Andretti - Gunther/Maserati
5^ fila: Cassidy/Envision - Wehrlein/Porsche
6^ fila: Nato/Nissan - Vandoorne/DS
7^ fila: Da Costa/Porsche - Muller/Abt
8^ fila: Di Grassi/Mahindra - Vergne/DS
9^ fila: Frijns/Abt - Ticktum/NIO
10^ fila: Mehri/Mahindra - Lotterer/Porsche
11^ fila: Sette-Camara/NIO - (Hughes/McLaren)

I giri di gara erano 25 e i primi rischiavano di essere un non volere staccarsi dal gruppo per consumare di meno. C'è stata un'alternanza tra Sam Bird e Mitch Evans in testa alla gara, con Bird poi scivolato dietro a Sacha Fenestraz. Frattanto perdevamo per strada per un contatto con il muro André Lotterer e in pista rimanevano soltanto venti vetture... non per molto, tuttavia: Bird ha perso il controllo della vettura - eravamo a circa un terzo di gara, cogliendo di sorpresa diversi piloti che lo seguivano, molti che non sono riusciti a evitare una spaventosa collisione multipla: Sebastien Buemi, Antonio Felix Da Costa, Edoardo Mortara, Lucas Di Grassi e Robin Frijns risultano i piloti ritirati per questo incidente, Mortara quello che si è schiantato in maniera più terrificante.
Era il giorno fortunato di tutti, nessuno si è fatto male, la gara è stata redflaggata, le vetture superstiti sono rientrare in pitlane, la pista è stata ripulita e una quarantina di minuti più tardi c'è stata una seconda partenza.

Sacha Fenestraz, Mitch Evans, René Rast, Jake Dennis, Nick Cassidy, Max Gunther, Dan Ticktum, Nico Muller, Sergio Sette-Camara, Roberto Mehri, Jean-Eric Vergne, Pascal Wehrlein, Stoffel Vandoorne, Norman Nato, questo era l'ordine del restart.
Wehrlein, rientrato ai box nei primissimi giri di gara per la rottura dell'ala anteriore e precipitato nelle retrovie, dopo essersi riaccodato con la safety car per l'incidente di Lotterer, con la bandiera rossa rientrava in auge per qualcosa di più, visto che con poche vetture in pista era decisamente più ragionevole riuscire a racimolare qualche punto utile alla causa.
La gara ha perso ben presto un altro protagonista, quando Rast è rientrato ai box e si è ritirato per cause non chiarite in telecronaca, più o meno nei frangenti in cui Ticktum si ritrovava ultimo dopo rottura dell'ala e relativa sosta ai box. Davanti, nel frattempo, attack mode e strategie scandivano i ritmi della gara.

Dennis, terzo alle spalle di Evans, è riuscito anche a portarsi in testa con un sorpasso su Fenestraz, a un certo punto in netta difficoltà - avrebbe finito la gara decimo - per poi ritrovarsi con Evans suo diretto inseguitore, nonché in seguito leader della gara pressoché indisturbato.
Rimasto secondo, Dennis doveva vedersela con Cassidy che a sua volta è riuscito a portargli via la posizione e a involarsi verso la leadership del campionato. Dennis, con problemi di gestione, ha anche perso la terza piazza a vantaggio di Gunther e visto la gara aumentare a 27 giri per i soliti "tempi supplementari".
Evans/ Cassidy/ Gunther, questo il podio, mentre inaspettatamente Dennis è riuscito, facendo un paio di giri lenti, a risparmiare quel tanto che gli ha permesso di lottare ad armi pari con Vergne e Muller giunti nei suoi scarichi, tenendoseli dietro e finendo quarto. Wehrlein ha rimontato fino al settimo posto, precedendo Nato, Sette-Camara e Fenestraz, mentre non hanno fatto punti Vandoorne, Mehri e Ticktum.


Vorrei a questo punto parlare di commenti piuttosto sgradevoli che ho letto nel corso del tardo pomeriggio e della serata di sabato su Twitter, ovvero di gente che invoca la cancellazione della Formula E come campionato e la sua condanna più totale per il pericolo, per gli incidenti e per il rischio a cui i piloti sono esposti guidando quelle vetture.
Sinceramente tutto ciò che mi sento di condannare è l'ipocrisia di alcuni di questi odiatori seriali della categoria full electric. Ribadisco che non sono un'entusiasta accanita della Formula E, né che ritengo di avere competenze per parlare di auto elettriche stradali, le quali sinceramente non mi fanno né caldo né freddo nel confronto con le altre auto (e comunque dubito che guiderò un'auto elettrica nel giro dei prossimi anni, ma la ragione prevalente è che sono del parere che sia economicamente più sostenibile continuare a utilizzare un'auto già esistente piuttosto che comprarne una nuova per sfizio - quindi indicativamente avrò un'auto elettrica o ibrida se e quando costituiranno una buona fetta del mercato dell'usato), ma ritengo assurdo l'accanimento con cui si parla male della categoria, al punto da giudicarlo un rischio eccessivo portando come prova un incidente in cui tutti i piloti, seppure con fortuna, solo usciti TOTALMENTE ILLESI. E che a farlo siano magari persone - ne ho viste - che nelle categorie di loro gradimento glorificano il pericolo e la morte.
Per dire, solo due settimane fa c'è stato un incidente mortale in Formula Regional causato anche dalla decisione di correre con visibilità nulla e in condizioni meteo proibitive e ho visto utenti di Twitter considerarla una banale fatalità che può succedere. Al contempo, le stesse persone secondo cui degli adolescenti possono essere mandati a morire sotto al diluvio in nome dello spettacolo, poi si indignano perché uomini adulti escono illesi da vetture incidentate in una categoria che non ritengono da "very uominy". Se non amano la Formula E nessuno li obbliga a guardarla, ma che la smettessero di inventarsi ragioni per cui la sua stessa esistenza li offende e dovrebbe quindi essere eliminata.


Veniamo dunque alla domenica, in cui giusto per dimostrare che nessuno era in pericolo di vita, tutti e ventidue i piloti si sono qualificati tranquillamente. Dennis e Cassidy sono andati a fare coppia in prima fila, seguiti da Nato/ Evans, Bird/ Gunther e Ticktum/ Buemi come piloti passati alle fasi più avanzate della qualifica, mentre Mortara e Da Costa hanno chiuso i primi dieci.
Il grande assente della gara di sabato, Hughes (DNS per incidente, vi ricordo) ha rimediato un 11° tempo e ha fatto coppia in sesta fila con Vergne, mentre nella fila successiva Rast e Di Grassi hanno preceduto Wehrlein soltanto 15°, parecchio distante dai piloti con i quali lotta per il titolo, posizione non troppo promettente per le sue ambizioni.
A fare coppia in ottava fila con l'ex pilota di Manor e Sauber è stato Sette-Camara, mentre le ultime tre file sono state così composte: Lotterer/ Vandoorne, Muller/ Frijns, Mehri/ Fenestraz. Non restava altro da fare che attendere il pomeriggio affinché giungesse il momento della gara.

La gara è iniziata con Nato che ha brevemente cercato di farsi vedere, ma il trio Dennis/ Cassidy/ Evans che si è ritrovato ben presto nelle prime tre posizioni, con Dennis che doveva difendersi dagli attacchi di Cassidy. È stato quest'ultimo, tuttavia, che se l'è vista brutta quando dietro di lui Evans ha mancato una frenata e gli è letteralmente volato di sopra.
Cassidy è precipitato nelle retrovie, ritrovandosi 17° davanti a vetture che per un motivo o un altro avevano dovuto rientrare ai box e aiutato dalla safety car a ritrovarsi comunque attaccato al resto del gruppo. Evans è riuscito a raggiungere i box e tornare in pista, ma è stato costretto poco dopo al ritiro definitivo. Dennis, frattanto, poteva controllare la gara.
Va bene, ha dovuto vedersela prima con Nato e poi con Bird, rimediando anche una tamponata da Nato che ha proseguito con l'ala anteriore penzolante, ma poteva in qualche modo gestirla e l'ha gestita, andando a prendersi la vittoria. Nato è invece tornato davanti a Bird e ha conservato fino in fondo il secondo posto, sia pure con Bird negli scarichi.

Mortara, Buemi, Gunther, Wehrlein, Vandoorne, Ticktum e Muller sono stati i piloti che hanno completato la top-10, mentre Da Costa ha chiuso 12° alle spalle di Hughes, anche se non mi è del tutto chiara la sua posizione al traguardo: doveva scontare cinque secondi di penalità per un contatto con Di Grassi a seguito del quale Lucas era finito a muro - solo bandiera gialla locale, nessuna ulteriore safety car rispetto a quella iniziale, quindi nessun tempo supplementare e solo i 24 giri canonici a completare la gara (oggi era un giro in meno di ieri).
Cassidy, che aveva viaggiato anche vicino alla zona punti in precedenza, ha finito 14° dietro a Rast, precedendo Vergne, nonché Fenestraz doppiato a seguito di problemi avuti in gara. Mehri e Frijns si erano ritirati in precedenza in pitlane, mentre la gara è finita in regime di bandiere gialle senza che venisse inquadrato cosa fosse successo. Sette-Camara e Lotterer risultano entrambi avere completato un giro in meno e risultano ufficialmente ritirati.

Dennis frattanto è abbondantemente leader della classifica, precedendo di 24 punti Cassidy, a seguire c'è poi Evans, mentre Wehrlein è ancora più lontano seppure matematicamente non ancora fuori dai giochi, in vista del double header di Londra.

martedì 6 giugno 2023

Formula E 2023: #10 e #11 eprix di Jakarta

In questo fine settimana ricco di competizioni open wheel è tornata la Formula E, a distanza di quattro settimane, con un double header in Indonesia. Si trattava degli eprix numero 10 e 11 di un campionato 2023 che ne prevede sedici in totale. I cinque mancanti saranno condensati in tre eventi, Portland, Roma e Londra, con l'eprix di Portland che sarà un evento singolo. Per la prima volta nel corso della stagione, in cui l'unico avvicendamento per ora era stato Kelvin Van Der Linde in passato a sostituire l'allora infortunato Robin Frijns, vi erano due assenti per altri impegni motoristici. Roberto Mehri in Mahindra al posto di Oliver Rowland e David Beckmann al posto di André Lotterer in Porsche sono stati le due variazioni alla griglia solita del 2023, che ricordo essere sempre stata questa:


Maximilian Gunther ha ottenuto la pole position per Gara 1 che si è svolta sabato, seguito da Jake Dennis e Pascal Wehrlein, di fatto i piloti che hanno lottato per la vittoria in una gara senza grossi intoppi e colpi di scena, a parte un contatto senza grosse conseguenze tra Jean-Eric Vergne e Nick Cassidy, tutto è stato tranquillo fino alle ultime battute quando Sam Bird ha cozzato contro il compagno di squadra Mitch Evans mandandolo in testacoda.
Wehrlein, passato in testa nella prima parte di gara, è giunto al traguardo inseguito molto da vicino da Dennis, con Gunther che ormai impossibilitato a insidiarli si è accontentato della terza piazza (contribuendo a portare avanti la leggenda metropolitana che chi parte dalla pole position non vince - infatti quest'anno non è mai avvenuto, almeno considerando che siamo ancora a sabato... domenica qualcosa è cambiato!), precedendo Vandoorne, Vergne, Mortara, Cassidy, Da Costa, Frijns e Hughes a completare la zona punti.

Per Gara 2 Gunther ha conquistato nuovamente la pole position e si è ritrovato a duellare con Dennis, portandosi a casa la vittoria, piuttosto storica dato che Maserati non vinceva una gara di un campionato open wheel fin dai tempi di Juan Manuel Fangio in Formula 1 nel 1957!
Il duo Gunther/ Dennis si è ritrovato a condurre in solitaria una gara in cui ancora una volta non ci sono stati grossi intoppi, a parte Cassidy precipitato nelle retrovie per un contatto(?) a cui è seguito un testacoda, un'azione che ha avuto poco effetto sugli altri, ma di più sulle sue prospettive di classifica, visto che era leader del campionato, fino a sabato.
Evans ha completato il podio dopo la disasterclass del giorno precedente, mentre Fenestraz e Nato hanno completato la top-5. Wehrlein, sesto, si è ripreso dopo qualche evento la leadership del campionato, mentre Da Costa, Mortara, Vandoorne e Buemi hanno raccolto i punti rimanenti.

domenica 7 maggio 2023

Formula E 2023: #9 eprix di Montecarlo

Ci sono eprix che si svolgono su circuiti trash. Non intendo tutti i circuiti cittadini, intendo proprio i circuiti cittadini quelli trash. Poi, ogni tanto, ci sono anche dei circuiti che sono poetic cinema e oggi, sabato 6 maggio, era uno di quei giorni. So che alcuni di voi non concorderanno con me e inizieranno a dire che Montecarlo è noiosohhhh perché non ci sono i duellihhhh e i sorpassihhhh, ma vi ricordo che non tutto è un sorpasso continuo con il DRS della Redbull.


Inoltre bisogna anche sapere cogliere quella graziosa poesia data dall'avere la Formula E che corre a Montecarlo nello stesso weekend in cui la Formula 1 corre a Miami, il famoso gran premio che cerca di scimmiottare Montecarlo e chissà cosa ci riserverà in questa stagione... comunque a tempo debito ne parlerò. Al momento mi accontento di parlare di Sacha Fenestraz, che in teoria era uscito vincente dagli scontri diretti della qualifica ma che per effetto di un overpower ha perso il proprio tempo ed è scivolato secondo dietro a Jake Hughes.
Norman Nato, Maximilian Gunther, Mitch Evans, Edoardo Mortara, Sergio Sette-Camara, questi erano i piloti che completavano la top-8 con gli scontri diretti, la top-ten in griglia era compresa anche di Nick Cassidy e André Lotterer, in quella che si stava rivelando, fin dalle prime battute, una gara di attesa... ma che bello vedere le vetture percorrere Loews... e se lo fanno affiancate diventa ancora meglio!



Un po' di caos c'è stato e Lotterer è stato il primo ritirato dopo un contatto, con altri piloti in seguito costretti alla sosta ai box, oppure alcuni che giravano con ali anteriorie posteriori malmesse o mancanti, ma per gli standard della Formula E non andava male. E ancora una volta, nel caso Lotterer, Montecarlo si è dimostrata la patria dei commissari reattivi e dei mezzi all'avanguardia nel togliere di torno le vetture incidentate in un nanosecondo con bandiera gialla locale.
Passiamo alla gara e ai vertici. Sorvolerò sull'attack mode, ormai ho già detto mille volte come la penso. Per me i sorpassi devono avvenire se e quando c'è la possibilità ed è giusto che si possa cercare di migliorne le possibilità, ma un sistema che fa sì che si debbano *perdere* posizioni deliberatamente non fa per me. Quindi c'è sicuramente chi ha accolto festosamente i vari cambi di leadership. Io non ne sono così soddisfatta, ma si è arrivati quantomeno a un duo di testa definitivo: Cassidy vs Evans.


Dopo una safety car entrata a causa della vettura incidentata di Max Gunther, a seguito di un incidente con Dan Ticktum, quando mancavano ormai pochi giri al termine, sono stati infine i soli Cassidy ed Evans, appunto, a sembrare papabili per la vittoria. In più si è scoperto che se la safety car entra nelle fasi finali non ci sono i giri di recupero. Finiti i giri regolamentari, quindi, la gara sarebbe terminata...
E anche quando un incidente tra Sam Bird e Nico Muller ha lasciato fermo Muller al penultimo giro in un punto in cui non poteva essere rimossa la vettura in modo rapido e non pericoloso a gara in corso, ed è quindi rientrata la safety car, la gara è finita in processione invece che con un teatrino degno della peggiore Formula 1 contemporanea. Il risultato è stato congelato, con Evans impossibilitato a tentare l'attacco finale e costretto di default al secondo gradino del podio, sul quale non c'era il Principe Alberto in quanto era all'incoronazione di Carlo d'Inghilterra, e sotto al quale si respirava aria principesca vista la presenza di Nico Rosberg e della sua signora.
Finale bello? Probabilmente no. Emozionante? Nemmeno. Però il "that's racing" che si declama in ogni dove vale anche per questo e pazienza se, mentre vedi l'ultimo giro, l'ordine che leggi in sovrimpressione - Cassidy, Evans, Dennis, Fenestraz, Hughes, Ticktum, Vergne, Buemi, Vandoorne, Bird, ecc... - è quello che, salvo penalità, sarà il risultato ufficiale.



Spesso la noia non è vera noia, ma il segno di qualcuno che chiede troppo. Ci sono sempre delle storyline, come ad esempio Stoffel Vandoorne e Jean-Eric Vergne partiti 21/22 e giunti entrambi in zona punti. Le storyline ci sono, ma spesso vengono lasciate da parte. Voglio chiudere con una riflessione: a volte, più che inventare cose nuove e improbabili, sarebbe opportuno cercare di valorizzare quelle che passano in secondo piano, invece di volere a tutti i costi un duellohhhh con i sorpassihhhh, con il caos e con il sanguehhhh per la vittoria.



sabato 6 maggio 2023

Formula E 2023: #7 e #8 eprix di Berlino

In questo fine settimana la Formula E gareggerà a Montecarlo, quindi mi sembra il momento opportuno per rimettermi in pari, visto che il 23/23 Aprile, ormai una vita fa, si svolgeva il double header di Berlino, con la line-up che vedete nello screenshot qui accanto, che altro non è che la line-up che ci portiamo avanti da tutta la stagione, sostituzioni momentanee escluse. La gara del sabato ha visto Buemi scattare dalla pole, ma Ticktum sottrargli subito la posizione. La gara, per i due, non avrebbe potuto essere più diversa: in un contesto in cui tutto è stato una serie di contatti e di cambi di leadership, Ticktum si è reso protagonista in negativo provocando un incidente con Vandoorne. Buemi invece è tornato al centro della scena a giocarsi la vittoria.
Superato da Evans poco prima dell'arrivo dei giri "di recupero", Buemi ha ingaggiato un duello per la seconda posizione con Bird, ma l'ha spuntata il pilota della Jaguar, con Evan e Bird che hanno fatto doppietta. Buemi si è visto sottrarre il terzo posto proprio sul finale da Gunther, chiudendo quarto davanti al compagno di squadra Cassidy. Seguivano Wehrlein, Vergne, Lotterer, Mortara e Rowland a completare la zona punti.

La gara della domenica è partita in ritardo a causa di un'invasione di pista di attivisti ambientali, al momento della partenza, che protestavano... contro le emissioni dei motori?!?!? Era tutto molto sensato e interessante, non restava che festeggiare perché alle invasioni di pista di invasati random corrispondono sempre vittorie della Ferrari. Peccato che Ferrari non ce ne fossero...
Frijns e Muller, partiti davanti dopo una qualifica bagnata, non sono stati altrettanto competitivi sull'asciutto e hanno finito per perdere numerose posizioni, con la gara che verso la metà è andata a vantaggio di Cassidy, capace ci prendersi la leadership e di mantenerla, davanti a Dennis, fino a portarsi a casa la vittoria.
Vergne ha chiuso sul gradino più basso del podio, con la zona punti completata da Evans, Da Costa, Gunther, Wehrlein, Vandoorne, Muller e Ticktum, con Wehrlein ancora leader della classifica piloti, seppure con appena quattro punti di gap nei confronti del suo diretto inseguitore, ovvero Cassidy.


giovedì 30 marzo 2023

Formula E 2023: #6 Eprix di Sao Paulo

Carissimi lettori, è giunto il momento di parlare di quello che è successo cinque giorni fa Brasile, un po' in ritardo, ma finalmente sono riuscita a vedere la gara completa, quindi posso narrarvi gli eventi accaduti, a partire dallo start in pole position per Stoffel Vandoorne (DS Penske) che ha battuto nelle qualifiche a scontri diretti Antonio Felix Da Costa (Porsche), a completare la seconda fila Mitch Evans (Jaguar) ed Edoardo Mortara (Maserati). Quest'ultimo ha perso posizioni al via, mentre nei primi tre posti sono rimasti Vandoorne/ Da Costa/ Evans, i tre seguiti da Nick Cassidy (Envision), Jean-Eric Vergne (DS Penske) e poi le McLaren di Jake Hughes e René Rast. Frattanto i protagonisti da ventidue che erano sono scesi a ventuno, con Nico Muller (Nissan) che dopo essere andato a sbattere si è ritirato in pitlane(?). Poco dopo, a seguito di un contatto con Maximilian Gunther (Maserati), Sebastien Buemi (Envision) è precipitato nelle retrovie.

Come al solito gli attack mode e la loro attivazione hanno contribuito a modificare le posizioni con conseguente storyline secondo cui la Formula E è piena di duellihhhh e sorpassihhhh, who kers se sono dieci volte più finti di quelli con il DRS in Formula 1. Vandoorne ha perso la leadership attivando l'attack mode poi ha recuperato la posizione, mentre Evans e Cassidy hanno preso la posizione a Da Costa.
Poi è rimasto fermo Sacha Fenestraz (Nissan) e la safety car è rimasta in pista per innumerevoli minuti. Al restart c'è stato un duello tra il terzetto là davanti, ci siamo ritrovati con Cassidy leader ed Evans secondo, almeno finché Cassidy non ha attivato l'attack mode. Si è ripreso la posizione dopo l'incidente di Jake Dennis (Andretti) che ha provocato un ingresso della safety car di lunga durata, ma solo dopo una notevole pausa di riflessione nella quale è avvenuto il sorpasso. Sono giunta alla conclusione che la Formula 1 sia considerata noiosa perché le cose trash vengono giustamente criticate invece di strapparsi le mutande al grido di "BeLiXiMo KoNtYnUa".
Venendo a Dennis, invece, non è stato proprio chiarissimo cosa fosse successo, ma Dan Ticktum (NIO) era coinvolto a qualche titolo dato che tra ieri e oggi si sono scatenati nelle insta-stories.


Vorrei osservare come non sia la prima polemica in cui Ticktum viene coinvolto sui social e fuori da essi (non dimentichiamo che si è fatto cacciare dall'academy Williams per avere insultato Nicholas Latifi, ai tempi pilota titolare nonché pagante, durante una live - e peraltro pochi giorni dopo Latifi è andato a punti in Ungheria), ma credo sia meglio ritornare a noi: Cassidy in testa, seguivano Da Costa e Vandoorne.
Cassidy e Vandoorne sono stati i primi ad attivare l'attack mode seguente e a perdere posizioni, poi la situazione si è rimescolata con gli attack mode di Da Costa ed Evans. Dopo questo giro di attack mode, i primi quattro erano Evans, Cassidy, Da Costa e Vandoorne. Nel frattempo sembra essere avvenuto il ritiro di Mortara. Un altro pilota ritiraro in seguito è stato Nico Muller (Abt Cupra) rientrando ai box.
Cassidy è tornato in testa con l'ultima attivazione dell'attack mode da parte di Evans, mentre un bloccaggio di Da Costa l'ha fatto scivolare settimo(?). Sam Bird (Jaguar) ha frattanto superato Vandoorne, il quale è stato in seguito sorpassato anche dal compagno di squadra Vergne. Frattanto si avvicinava il termine dei 31 giri, ma la gara è stata allungata di altri quattro.
Questa cosa, come ho già detto, ha un ruolo ambivalente: da un lato esalta il trash di questa categoria, dall'altro arrivati a questo punto finalmente ci si è liberati degli attack mode, quindi ecco due duelli molto vicini: Evans/ Cassidy/ Bird, dato che Evans aveva appena ripreso il comando, poi Da Costa/ Vergne/ Vandoorne dopo che Da Costa aveva recuperato terreno. Il duello tra i primi tre li ha visti tagliare il traguardo racchiusi in mezzo secondo, nessuna posizione è comunque cambiata nel loro gruppo o in quello dalla quarta alla sesta posizione.
Il leader del mondiale Pascal Wehrlein (Porsche) ha chiuso al settimo posto precedendo Hughes, Rast e Buemi, ultimi piloti a punti, con Gunther relegato undicesimo a precedere André Lotterer (Andretti), Lucas Di Grassi (Mahindra), Robin Frijns (Abt Cupra) rientrato dopo l'infortunio, Oliver Rowland (Mahindra), infine le NIO di Sergio Sette-Camara e Dan Ticktum.


venerdì 24 febbraio 2023

Formula E 2023: #4 eprix di Hyderabad

Carissimi lettori, domani è giorno di Formula E, quindi credo sia opportuno metterci in pari con i lavori, perché non vi ho ancora raccontato dell'eprix che si è svolto in India l'11 febbraio e che ha visto Mitch Evans ottenere la pole position, con Jean-Eric Vergne che è andato ad affiancarlo in seconda posizione. Seguivano Sebastien Buemi, Sacha Fenestraz, Maximilian Gunther, Sam Bird, Edoardo Mortara e René Rast, piloti della top-8 che sono passati alla seconda fase di qualifica, quella degli scontri diretti. Le posizioni dei primi soni rimanaste invariate al via, con Evans in testa alla gara, per poi perdere la leadership a causa di attack-mode-cut (in sintesi)... ma le cose non potevano fare altro che peggiorare, ed ecco che è uscito di scena per un incidente con il compagno di squadra Bird! Anche Gunther e Fenestraz sono stati coinvolti a qualche titolo, ma sono riusciti a proseguire.

Tra un attack mode e l'altro, Jake Dennis e Nick Cassidy sono riusciti a sopravanzare Buemi, il tutto mentre JEV era stabilmente in testa alla gara, con anche un mezzo contatto Buemi vs Dennis. I problemi però sono arrivati con Jake Hughes fermo dopo un incidente. Era il quinto ritirato dopo il duo Bird/Evans, oltre che Kelvin Van Der Linde e Dan Ticktum. La vettura era in mezzo alle scatole, quindi è entrata la safety car.
Vergne, Cassidy e Buemi in seguito erano nelle prime tre posizioni, mentre Dennis ha forato su un detrito di un incidente che aveva messo fine alla gara di René Rast ed è stato costretto a una sosta ai box scivolando ultimo. Si trovava al momento del fattaccio quinto alle spalle di Antonio Felix Da Costa.

Il finale ha visto Vergne e Cassidy molto vicini, mentre Buemi ha chiuso terzo ma a causa di una penalità di 15 secondi per overpower è scivolato in penultima posizione davanti al solo Dennis. La terza posizione è andata di conseguenza proprio a Da Costa.
Hanno completato la zona punti Pascal Wehrlein, Sergio Sette-Camara, Oliver Rowland, Norman Nato, Stoffel Vandoorne, André Lotterer ed Edoardo Mortara, quest'ultimo precipitato indietro nella prima parte di gara dopo un contatto con Cassidy(?) in cui aveva danneggiato l'ala anteriore.
Nico Muller, Sacha Fenestraz e Max Gunther hanno preceduto Lucas Di Grassi, classificato quattordicesimo dopo essere scattato dalla penultima fila. Solo sedici piloti hanno completato la gara, gli ultimi due classificati erano i già citati Buemi e Dennis.


martedì 16 agosto 2022

Formula E 2022: il titolo di Stoffel Vandoorne nel 100° eprix della storia

In quest'ultimo weekend è terminato il campionato 2021/22 disputato in realtà nel solo 2022 di Formula E, di cui devo ancora raccontarvi anche il double header di Londra risalente a due settimane fa. Credo sia ora di metterci in pari, iniziando dalla pole position di Jake Dennis, pilota del team Andretti. Ha conservato la posizione nei confronti della Mercedes di Stoffel Vandoorne, mentre dietro a centro gruppo c'era un po' di caos con dei contatti. Una delle vetture coinvolte era la Jaguar di Sam Bird che si è ritirato, un altro era Edoardo Mortara sulla Venturi, precipitato nelle retrovie, il che non era sicuramente utile alla sua rincorsa al titolo. Le posizioni dei primi due non sono cambiate per la durata della gara, con la Mercedes di Nyck De Vries che ha avuto per quasi tutto il tempo la terza posizione.

La Dragon Penske di Sergio Sette-Camara (compagno di squadra di Antonio Giovinazzi) ha brevemente illuso al quarto posto, scivolando però progressivamente indietro nel corso della gara e addirittura rimanendo fermo nel corso dell'ultimo giro (con Giovinazzi già costretto al ritiro). De Vries ha conservato la terza piazza arrivando quasi al photofinish con la Envision di Nick Cassidy, mentre la top-5 è stata completata in pista da Oliver Askew, compagno di squadra di Dennis. Una penalità a De Vries l'ha fatto scivolare al sesto posto, dietro anche alla Jaguar di Mitch Evans. La Techeetah di Antonio Felix Da Costa (in precedenza protagonista di una lieve toccata con il compagno di squadra Jean-Eric Vergne) ha chiuso al settimo posto davanti a Maximilian Gunther (Nissan eDams), Lucas Di Grassi (Venturi) e Pascal Wehrlein (Porsche).

La gara dell'indomani, iniziata con Dennis in testa davanti a Di Grassi, è cominciata con una sorpresa positiva: reduce da un'ottima qualifica, Giovinazzi in terza posizione. Non era destinato a durare in quella posizione, dato che poi l'abbiamo visto scivolare al quinto posto, ed è stato allora che è arrivata una sorpresa negativa: un drive through per "overpower". È successivamente seguito anche un ritiro, perché ormai sembrava rigoroso che Giovinazzi non dovesse avere nessuna gioia. Dennis, diversamente dal sabato, alla domenica ha dovuto accontentarsi del secondo posto sopravanzato da Di Grassi, mentre De Vries ha chiuso il podio. Approfittando anche del ritiro di Evans Vandoorne è giunto quarto precedendo Da Costa. L'ex campione Sebastien Buemi (Nissan eDams) è arrivato sesto, mentre Robin Frijns (Envision) ha chiuso in settima piazza.

Per Sam Bird, ottavo classificato davanti a Sette-Camara e Wehrlein, quella di Londra è stata l'ultima partecipazione stagionale, in quanto ha dovuto saltare l'eprix di Corea a Seoul a causa di una frattura a un polso per la quale ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico. Si è avuta quindi la prima sostituzione in corso d'opera della stagione, dato che in entrambe le gare coreane il suo posto è stato preso da Norman Nato. Non è stata l'unica sostituzione: Giovinazzi, infatti, palesemente perseguitato dalla iella perché non ci sono altre spiegazioni ormai, nella gara di sabato di Seoul ha rimediato un infortunio a una mano, dovendo dare forfait per la gara della domenica. Il suo posto presso il team Dragon Penske è stato preso quindi da Sacha Fenestraz (il cognato di José Lopez).


La gara di apertura del weekend coreano è stata caratterizzata da una bandiera rossa dovuta a un "vistoso" incidente innescato dalla pista bagnata, con varie vetture finite fuori pista alla stessa curva e una vera e propria ammucchiata. De Vries addirittura si è infilato sotto alla monoposto di Buemi, con altre sei vetture coinvolte, Norman Nato e Nick Cassidy che sono riusciti a proseguire ripartendo dopo la bandiera rossa, e invece ritirati la Andretti di Oliver Askew, la Porsche di André Lotterer ed entrambe le NIO di Oliver Turvey e Dan Ticktum. Tutto ciò è accaduto nelle prime fasi di gara, quindi ritengo doveroso specificare anche cosa succedeva davanti: Oliver Rowland su Mahindra si era procacciato la pole per la gara del sabato, venendo subito superato da Evans e Di Grassi, con il pilota della Jaguar in testa alla gara.

Giovinazzi ha chiuso la gara fermo ai box con l'ennesimo ritiro, mentre le speranze di vincere il titolo per Mortara si sono esaurite a causa di una slow puncture che l'ha costretto al ritiro, mentre vincendo davanti a Rowland e Di Grassi (in regime di safety car per un incidente nel finale che ha coinvolto la Mahindra di Alexander Sims), Evans ha conservato speranze di potete battere Vandoorne, quinto in questa gara dietro a Dennis, seppure lontano di una ventina di punti. Hanno preso punti anche Vergne, Wehrlein, Frijns, Da Costa e Cassidy. Da Costa la domenica ha anche conquistato la pole position, mentre Vandoorne sembrava decisamente favorito con il suo quarto posto rispetto a Evans che si è qualificato solo in tredicesima posizione, rendendo improbabili le sue chance di vittoria del titolo.

La gara della domenica l'ho vista in diretta su Italia 1 e ha visto la vittoria di Mortara, con Vandoorne classificato in seconda posizione. Al traguardo era arrivato terzo dietro a Dennis, ma quest'ultimo ha ricevuto una penalità, mi pare di capire per incidente con Da Costa, nella prima parte di gara in lotta per il podio. A Dennis è andata bene perché ha chiuso comunque terzo, mentre Frijns, Askew e Vergne hanno preceduto Evans autore comunque di una buona rimonta vista la posizione di partenza. La gara è stata abbastanza movimentata, con ritiri più (De Vries, Wehrlein) e meno (Ticktum, a inizio gara in top-10) illustri, e ha visto Da Costa risalire fino alla decima piazza dietro a Cassidy e Buemi, superando in extremis Sette-Camara, che comunque era destinato a una penalità che gli avrebbe fatto perdere la top-10.

venerdì 8 luglio 2022

Formula E 2022: eprix di Marrakesh

Nel weekend passato si è svolto l'eprix del Marocco ed è stato l'ultimo evento singolo della stagione 2022 (ufficialmente 2021/22), che proseguirà ancora per circa un mese e mezzo o giù di lì. Mancano ancora tre appuntamenti e saranno tutti double header. Ufficialmente dovrebbero esserci ancora 150 punti disponibili solo per le gare, più quelli per pole position e fastest lap, quindi in teoria tutti i piloti sono ancora aritmeticamente in lotta per il titolo, ma sembra si possa selezionare un quartetto di nomi che, molto vicini in classifica, ad oggi sembrano i candidati più probabili. Dopo l'evento di Marrakech è Edoardo Mortara il leader della classifica, che stacca rispettivamente di 11, 14 e 15 punti Jean-Eric Vergne, Stoffel Vandoorne e Mitch Evans.

Mortara è riuscito a portarsi in testa alla classifica con la vittoria della gara, nella quale era partito dalla pole Antonio Felix Da Costa, giunto secondo al traguardo. Sul gradino più basso del podio c'era Evans e Vergne ha invece chiuso quarto, precedendo Lucas Di Grassi, Nyck De Vries, Jake Dennis e il precedente leader della classifica, ovvero Vandoorne che, dopo essere partito dalle retrovie, ha terminato la gara all'ottavo posto, con Sam Bird e Oliver Rowland a completare la top-ten. Il fanboost se lo sono aggiudicati più o meno i soliti noti, ovvero Vandoorne, De Vries, Mortara, Vergne e Di Grassi: qualche piccola variante, però i piloti Mercedes, Vandoorne e De Vries, ci sono sempre, è inequivocabile. Purtroppo Antonio Giovinazzi non lo vota più nessuno, peccato perché altre soddisfazioni sembrano non essere arrivate.

Dagli highlight che ho visto la gara conferma un trend positivo, ultimamente sembra che ci siano delle gare movimentate, ma non delle gare trash. Certo, come avrete ormai capito la faccenda dell'attack mode e dei "sorpassi" generati ad arte da questo sistema proprio non riesco a mandarla giù, ma a parte questo aspetto non sono successe cose particolarmente strane come quelle a cui eravamo abituati nella scorsa stagione. Penso si possa affermare che la Formula E è ancora viva e vegeta, nonostante le vetture della Gen3 di dubbia bellezza - dove dubbia bellezza è un complimento - che abbiamo visto con Nick Heidfeld al volante poco tempo fa. Heidfeld che, vorrei ricordarvelo qualora ve ne siate dimenticati, è stato a suo tempo il pilota che in Formula E ha ottenuto più piazzamenti a podio senza mai ottenere una vittoria, stesso record che detiene anche per la Formula 1.

Tornando al risultato della gara, hanno chiuso fuori dalla top ten Oliver Askew, Pascal Wehrlein, Nick Cassidy, Alexander Sims, André Lotterer, Sebastien Buemi, Oliver Turvey, Robin Frijns, Antonio Giovinazzi e Sergio Sette-Camara. Su un totale di ventidue vetture, venti hanno visto la gloria del traguardo. Tale gloria non l'hanno vista né Maximilian Gunther né Dan Ticktum. Dal punto di vista della classifica, nelle retrovie non cambia molto: Sette-Camara e Giovinazzi sono ancora gli unici due piloti a non avere ottenuto nemmeno un punto in questa stagione - speriamo che il trend possa cambiare nei prossimi appuntamenti - con Sette-Camara davanti a Giovinazzi per via di un dodicesimo posto come miglior risultato ottenuto nella gara domenicale dell'eprix di Roma. Il miglior risultato di Giovinazzi, invece, è per ora un sedicesimo posto all'eprix di Montecarlo.


martedì 7 giugno 2022

Formula E 2022: una gara movimentata in Indonesia

Nel weekend da poco passato, abbiamo ritrovato la Formula E e l'abbiamo ritrovata in Indonesia a Jakarta. Stando a quanto si legge sui social, sembra avere lasciato molto entusiasmo sul pubblico indonesiano, con tribune piene e pareri positivi da parte degli spettatori. Su Youtube c'è qualcuno che addirittura sostiene di non essere appassionato di competizioni motoristiche, ma di avere guardato la gara per via dell'entusiasmo che ha provocato in Indonesia e di averla apprezzata. Niente da dire, l'Indonesia è il paese che, non appena ha avuto un proprio rappresentante in Formula 1 (trattasi di Rio Haryanto, qualora l'abbiate dimenticato) lo faceva votare like a boss come Driver of the Day grazie all'aiuto di spambot che hanno condotto all'annullamento dei voti ottenuti.

La gara, stando a quanto emerge dagli highlight, sembra essere stata abbastanza movimentata, con tanti duellihhhh e sorpassihhhh di cui qualcuno non era nemmeno dovuto allo spostarsi di lato per andare ad attivare l'attack mode. Partiti dalla prima fila, i compagni di squadra Jean-Eric Vergne e Antonio Felix Da Costa si sono dovuti accontentare di chiudere secondo e quarto, dopo che Jev è comunque stato in lotta per la vittoria con Mitch Evans, divenuto l'effettivo vincitore, ed Edoardo Mortara, che si è classificato terzo. I tre podium finishers si sono quindi avvicinati in classifica a Stoffel Vandoorne, quinto classificato e ancora leader della classifica: Vergne -5, Mortara -7, Evans -12. Jake Dennis, Lucas Di Grassi, Pascal Wehrlein, Sam Bird e Sebastien Buemi sono stati gli altri piloti che hanno visto la gloria della zona punti.

Il "nostro" Antonio Giovinazzi ha vissuto ancora una volta una giornata da dimenticare, stavolta chiusa anzitempo con un ritiro, per un probabile contatto con Oliver Rowland, a sua volta ritirato. A non avere chiuso la gara sono stati in tre in totale, il terzo è stato il campione in carica Nyck De Vries (tacciato di essere il potenziale rimpiazzo di Nicholas Latifi in Formula 1 alla Williams), a causa di una foratura. Dall'undicesima alla diciannovesima posizione si sono classificati André Lotterer, Oliver Turvey, Oliver Askew, Max Gunther, Alexander Sims, Nick Cassidy, Robin Frijns, Dan Ticktum e Sergio Sette-Camara. Per Giovinazzi non c'è stata nemmeno la consolazione del fanboost, per il quale sono stati votati Vandoorne, De Vries, Vergne, Evans e Da Costa, tutti a vario titolo grandi classici del fanboost.

Con nove gare disputate, ne rimangono ancora sette prima della fine del campionato, con l'eprix del Marocco come evento singolo, dopodiché tre triple header a New York, a Londra e in Corea. Per il prossimo evento ci sarà da aspettare poco meno di un mese, a Marrakesh si correrà il primo sabato di luglio. Dopodiché ci saranno eventi abbastanza ravvicinati, con dei gap di due settimane tra l'uno e l'altro, come accadeva in Formula 1 ai vecchi tempi quando non c'erano 20+ gran premi all'anno. Il finale della stagione è previsto per il mese di agosto. Con questo chiudo, dandovi appuntamento naturalmente ai prossimi eventi, per quanto riguarda la Formula E, e nei prossimi giorni. In questo fine settimana, infatti, ha gareggiato anche il campionato di Indycar a Detroit (quest'anno senza double header) e conto di scrivere un post in merito quanto prima.


domenica 10 aprile 2022

Formula E 2022: it's coming Rome!

Oggi pianificavo di postare il Commento al Gran Premio, ma siccome prima di postarlo bisogna averlo scritto, cambiamo programma in corso d'opera e parliamo dell'eprix di Roma, iniziando da una considerazione: per essere un circuito cittadino su cui si svolge un eprix, quello dell'Eur non mi sembra neanche così terribile. Si è trattato di un double header, con una gara prevista per sabato pomeriggio e una per domenica pomeriggio, che sarebbe oggi. Si svolgevano all'orario in cui TV8 aveva pianificato le differite, perché se non c'è una SoVrApPoSiZiOn3 si può sempre inventare una SoVrApPoSiZiOn3. Al fine di evitare considerazioni su chi siano i veri fan e chi no, specifico che mi sarei alzata alle otto per vedere le qualifiche e alle sette per vedere la gara di Formula 1, se fosse stata trasmessa in diretta sulla TV free. Però non era trasmessa sulla TV free in diretta, quindi sabato mattina ho visto gli highlight in tarda mattinata, perché pensavo di non riuscire vedere le qualifiche in differita, cosa che poi sono riuscita a fare, mentre domenica ho guardato la gara in differita senza spoiler di alcun tipo.

Sabato ho guardato la differita delle qualifiche prima di andare a fare la spesa e, nel frattempo, ho cercato sul cellulare il sito di Italia 1 in livestreaming per vedermi la gara di Formula E, anche se non dall'inizio perché avevo toppato l'orario. Vi garantisco che si può sopravvivere alle SoVrApPoSiZiOn1 in un modo o nell'altro, facendo qualche sforzo. Nel mio caso lo sforzo è stato indossare gli occhiali che uso per media distanza: troppo leggeri per leggere bene i distacchi in TV, un po' forti per vedere qualcosa sul cellulare, che vedo meglio senza gli occhiali. Ho visto una gara neanche tanto trash, se non per quello che penso dell'attack mode, che dava come al solito l'illusione di vedere tanti duellihhhh e sorpassihhhh visto che il concetto è quello di far perdere posizioni per attivarlo andando fuori traiettoria e poi recuperarle dopo averlo attivato. Inizialmente sembrava che la vittoria se la potessero giocare il poleman Vandoorne e Frijns, poi Evans ha deciso di non lasciare spazio ai dubbi e si è portato in testa iniziando a staccare tutti. Ha anche vinto, dopo una gara allungata perché le vetture avevano ancora molta energia (ecco, questo sì che è trash), per la seconda volta in carriera a Roma.

Evans
Frijns
Vandoorne
Vergne
Bird
Da Costa
Mortara
Wehrlein
Cassidy
Lotterer

La gara della domenica, invece, non l'ho guardata in quanto troppo impegnata a seguire la gara di Formula 1 su TV8. Alla fine bisogna fare delle scelte e ho optato per gli highlight dell'eprix secondo appuntamento. Dopotutto se il TG1 delle 20.00 non ha menzionato le gare né di sabato né di domenica, forse non sono io la persona che più di ogni altra snobba la Formula E! A partire dalla pole è stato Vergne, che peraltro per un po' si è ritrovato a tu per tu con il suo best friend forever Lotterer. Poi, però, a iniziare ad avviarsi verso la testa della gara, terminata con il solito added time, è stato ancora una volta Evans, davanti al poleman che adesso è leader della classifica davanti a Frijns, ancora a podio.

Evans
Vergne
Frijns
Lotterer
Vandoorne
Wehrlein
Turvey
Di Grassi
Buemi
Ticktum

Le cose anche all'eprix di casa hanno continuato ad andare male per "il nostro Giovinazzi", ultimo classificato nella gara del sabato e ritirato in quella della domenica. :-((( Rimane uno dei tre piloto che non hanno ancora conquistato punti in questa stagione, per risultati anche dietro a Sims e Sette-Camara. Non resta che sperare che le cose possano cambiare nei prossimi eventi.