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martedì 4 giugno 2019

Commento al Gran Premio di Detroit - Gara 1, 1 Giugno 2019

A volte le gare di Indycar iniziano con un rain delay e ciò potrebbe portare a pensare che non ci sia nulla di interessante di cui dibattere, ma sabato è accaduto qualcosa che non avevamo preventivato e che ha reso il campionato più "vicino" alla nostra cultura europea. Ci sono concetti che da questo lato dell'oceano riusciamo a comprendere di meno, mentre ce ne sono che sono immediati anche per noi.
Prendete Rossi.
Prendete in considerazione l'idea che sia un candidato alla vittoria.
Rossi non vince.
Rossi si lamenta che non ha vinto a causa della presenza di un kompl8aro ispano-catalano, facendo nascere una polemica intorno a tutto ciò...
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...tutto chiaro, immagino. Dunque, il Rossi che non ha vinto è Alex alla Indy 500 e il catalano kompl8aro è nientemeno che Oriol Servia, colpevole di averlo rallentato mentre era doppiato una settimana fa.
Dal momento che quando non gareggia alla Indy 500 Servia si divide con Sarah Fisher i doveri di pilota della safety car, Rossi ha commentato su Twitter che a Indy ha fatto l'abitudine a tenersi dietro il leader della gara e a rallentarlo, quindi la pratica poteva servirgli per guidare la safety car.
Servia, naturalmente, non è stato per niente soddisfatto da queste considerazioni. Ha iniziato a twittare a proposito di regolamento e di bandiere blu, che apparentemente in Indycar esistono, ma possono essere sventolate soltanto quando un doppiato è stato doppiato da tutti gli altri piloti a pieni giri. Per intenderci, se fosse la Formula 1, significherebbe che, fintanto che Haryanto non è stato doppiato da Palmer, Haryanto potrebbe bellamente farsi i cavolacci propri e tenersi dietro piloti a pieni giri. Non che adesso i Palmyanto siano in Formula 1, ma nevermind, era un esempio lampante. Mi sembrava brutto dire che Kubica aveva il dovere di farsi da parte solo dopo essere stato doppiato da Russell...

Messo da parte il presunto kompl8 spagnolo Made in Indycar, non ci resta che passare oltre, perché a un certo punto c'è stata anche una gara, nonostante la pioggia e nonostante tutto.
Rossi in pole position, Newgarden a completare la prima fila. Seguivano Dixon, Rosenbitch, Baby Herta, RHR, Baby Award, Veach, Sato e Hinchcliffe a completare la top-10.
Poi c'era Grammo Reale, c'era Willpowahhhh, c'era Pagenaud soltanto tredicesimo, perché la vittoria a Indy 500 doveva comportare un Mai Una Gioia nella gara a venire. Accanto a lui c'era Jones, poi Ericsson, Bourdeeeeyyyy, Pigot, Sonniferetti, il Piccolo Chilli, Leist, Kanaan e a chiudere lo schieramento Ferrucci, nel tempo libero eroe delle folle nonché Rookie of the Year della Indy 500.
La gara è partita dietro la safety car, nel senso che anche dopo che i minuti hanno iniziato ad essere conteggiati (era stata ridotta da 70 giri a 75 minuti) c'era ancora la safety car in pista.
Alex Non Sono Valentino Rossi ha mantenuto la testa della gara davanti a Nuovo Giardino, mentre in terza posizione è risalito nientemeno che un algido svedese...
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...no, non il Pollo Gigante, ma Rosenbitch, che peraltro si è inserito anche davanti a Nuovo Giardino e che in quella posizione sembrava più adeguato del Pollo Gigante, che immagino tuttavia non sarebbe per niente soddisfatto di questo mio commento, dato che si sta dimostrando più competitivo del Piccolo Chilli.
Voce fuori campo: "Non che ci voglia molto."
Piccolo Chilli: "Per chi mi hai scambiato, per Gutierrez?
Voce fuori campo: "Chi?"
RHR ha cercato di distogliermi da queste considerazioni andando a fare un giro per le vie di fuga, ma è tornato regolarmente in pista senza che accadesse nulla di strano.

Dopo mezz'ora di gara la pista iniziava ad asciugarsi, con i pitstop che avvenivano senza che ci fosse la safety car in pista, dato che nessuno intendeva andare a sbattere.
Baby Award: "Ne sei proprio sicura?"
L'Autrice(C): "No, Baby Award ha appena vinto l'award per il primo crash della gara."
Baby Award: "è tuttahhhh kolpahhhh del Grande Samurai, che mi ha stretto a muro."
Il Grande Samurai: "Hai ragione, non mi sembra di averti minimamente sfiorato, ma domani scriverò un tweet in cui chiedo scusa per l'incoveniente, assumendomi d'ufficio la responsabilità, dato che ho una reputazione che mi precede. Tu, invece, non eri destinato a precedermi e hai fatto la fine più opportuna."
Baby Award: "Come sei kattivohhhh!!11!!11!! Baby Herta, consolami tu."
A quel punto Alex NSVR, Dixon e Willpowahhhh erano i primi tre, ma probabilmente c'erano ancora dei pitstop da effettuare, in regime di safety car. Al restart Nuovo Giardino era regolarmente in testa, con Alex NSVR dietro di lui e a seguire anche Dixon...
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...che era destinato a fare entrare una seconda safety car.
Il detersivo al Kiwi è andato a sbattere circa un quarto d'ora dopo Baby Award, mentre il Grande Samurai stava per vedere la luce.
A scanso di equivoci, non è stato protagonista di nessuna delle cose strane che capitano di tanto in tanto al Grande Samurai. Anzi, è andato ad artigliare il podio a spese di Rosenbitch, superandolo non appena è stata data bandiera verde.
Prima della fine della gara eravamo destinati a vedere ancora una volta la safety car, stavolta per incidente di "o Matheus" (ho guardato la gara con telecronaca brasiliana).

Il restart è avvenuto qualcosa come un quarto d'ora prima che il countdown arrivasse sullo zero.
Nuovo Giardino era in testa, mentre Alex Non Sono Valentino Rossi era secondo, questo non era cambiato tra una cosa e l'altra e sembravano destinati ad arrivare in quelle posizioni.
Il Grande Samurai: "Tora, tora, tora!!!1111!!!11"
NSVR: "Stammi lontano. Non ti permetterò di bombardare Detroit, anche se non è il Memorial Weekend."
In un primo momento il Grande Samurai sembrava in grado di competere con NSVR, ma l'ha spuntata quest'ultimo per la seconda posizione e, non solo, si è anche avvicinato notevolmente a Nuovo Giardino, giusto perché Nuovo Giardino era a pieni giri e non era spagnolo, quindi piuttosto che criticarlo su Twitter era meglio cercare di superarlo in pista.
Nuovo Giardino: "Sto ca**o. Ho rubato la baguette a Pagy e sono pronto a infilartela su per il cu*o. Se fossi al posto tuo, non farei niente di avventato...
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...e soprattutto non starmi così addosso, ti ho detto mille volte che sono fidanzato con Sage Karam! Se proprio hai bisogno di strusciarti contro qualcuno, strusciati contro a Dixon."
NSVR: "L'avrei fatto, ma mi ha tradito con un muretto."
Nuovo Giardino: "Che cosa spiacevole. Se te ne stai buono lì dietro, alla fine della gara ti do un bacio per consolarti."
NSVR: "aaaaawwwwww."
Nuovo Giardino: "Scherzavo. il bacio te lo puoi far dare da Servia."

RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Alexander Rossi (Andretti), 3. Takuma Sato (Rahal), 4. Felix Rosenvqist (Ganassi), 5. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 6. Simon Pagenaud (Penske), 7. Graham Rahal (Rahal), 8. Zach Veach (Andretti), 9. James Hinchcliffe (Schmidt), 10. Spencer Pigot (Carpenter), 11. Sebastien Bourdais (Coyne), 12. Colton Herta (Harding), 13. Marcos Ericsson (Schmidt), 14. Patricio O'Ward (Carlin), 15. Tony Kanaan (Foyt), 16. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 17. Max Chilton (Carlin), 18. Santino Ferrucci (Coyne), 19. Will Power (Penske), 20. Ed Jones (Carpenter), 21. Matheus Leist (Foyt), 22. Scott Dixon (Ganassi).

CONSIDERAZIONI RANDOM: "o Tony" ha fatto un'altra delle sue performance discutibili, probabilmente eccitato per la presenza del campionato IMSA, quindi dei suoi ammmmori H3lio e JPM, Willpowahhhh è precipitato indietro dopo problemi avuti in un pitstop(?), Sonniferetti ha dichiarato che se non fosse stato per una strategia fallita sarebbe arrivato in top-5, mentre Pagenaud alla fine non è andato neanche male come avevo preventivato all'inizio di questo commento!

venerdì 4 agosto 2017

Commento al Gran Premio di Mid-Ohio (Indycar 2017 #13)

È bello sapere che nel mondo del motorsport ci sono degli alternate universe in cui i vecchi possono ancora avere la loro importanza, invece di essere bollati come decrepiti fin dal giorno in cui raggiungono il loro trentesimo compleanno. Uno di questi alternate universe è la Indycar, che in tempi recenti ha spedito Oriol Servià (classe 1974) e Juan Pablo Montoya (classe 1975) in pista a testare i telai 2018.
La notizia ha oltrepassato l'oceano ed è arrivata in Europa, dove nessuno ha speso una sola parola sull'età dei due tester e sul fatto che qualcuno avesse deciso di affidare loro delle vetture, perché l'unico commento dilagante era: OMG!!11!!!11!! che vetturehhhh bellissimehhhh!111!!111!! e saranno più sicurehhhhh senza che ci sia bisogno dell'orribilehhhh halohhhh che snatura la Formula 1, peccato che queste non siano vetture di Formula 1, ma sono dettagli, quindi no, non hanno snaturato la Formula 1 e siamo tutti felici e contenti, così guarderemo la Indycar anche il prossimo anno perché un Alonso è per sempre anche se n'è già andato da tempo immemore, mentre invece un halo è una cosa orribile, anche se halo significa aureola e, in qualità di santo e di martire, anche Alonso ne ha sicuramente una in testa.
Montoya in testa invece ha una folta capigliatura grigia, che abbinata alla corporatura da mangiatore di hamburger lascia pensare che ormai sia sorpassato come pilota...
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...invece no, it's Indycar, bitch! In Indycar anche ultraquarantenni in sovrappeso e con i capelli grigi hanno ancora i loro cinque minuti di popolarità. Cinque minuti, appunto, perché io rimango in fiduciosa attesa che JPM veda la luce di un volante full time o almeno di un volante per qualche ulteriore evento random, ma tutto ciò non si sta concretizzando: JPM è un po' la versione in formato Indycar di Alguersuari che faceva il tester della Pirelli. Con questo, oserei dire, si esauriscono tutte le possibili somiglianze tra Montoya e Alguersuari.
Mentre accadeva tutto ciò, la NASCAR era rigorosamente attiva ogni weekend, ed ecco, quella è una cosa per cui JPM ha dichiarato qualche tempo fa di non avere più l'età. Anzi, no, non ha parlato di età, ha detto semplicemente che non vuole gareggiare in un campionato con gare ogni weekend, non che si senta troppo vecchio per farlo.
La settimana scorsa la NASCAR ha gareggiato a Indianapolis e la gara è stata caratterizzata da rain delay, bandiere rosse, numero di ingressi della safety car superiori al numero delle vetture che prendono il via a una gara di Indylights.
Ha vinto Kasey Kahne, che non vinceva da 100+ gare e che non vinceva dal 2014. La cosa è stata per certi versi eroica, peccato che io abbia preso l'insana decisione di vedermi il finale della gara e che per percorrere gli ultimi dieci giri sia servito qualcosa come un'ora e tre quarti e che quando mi sono messa davanti al computer per vedermi il finale era l'una e tre quarti di notte.
Ovviamente anche nel weekend di Mid-Ohio la NASCAR c'era, perché non si ferma quasi mai. Nessuno ovviamente protestava per la sua sovrapposizionehhhh con la Indycar, dato che nessuna delle due gareggiava a Baku e che l'altra non gareggiava a Le Mans. Però non mi sorprenderei se un giorno ci fosse una gara di NASCAR che, tra un'interruzione e l'altra, va di lungo per ventiquattro ore, overtime dopo overtime.
Se non sapete cosa sia l'overtime, fate un sospiro di sollievo: significa che non avete ancora raggiunto la perdizione più totale e completa.
Di me che l'ho già raggiunta, vi potete fidare: non appena trascorrerete una notte davanti al PC per vedervi una gara che sembra non finire mai, capirete che dopotutto i finali dietro la safety car non sono così terribili.

Okay, basta parlare di NASCAR (per ora). Concentriamoci sul weekend di Mid-Ohio.
Il weekend in questione è passato alla storia fin dal sabato per essere il weekend in cui finora lo scoiattolo nerd ha ottenuto il miglior tempo. Per chi se ne fosse dimenticato, dopotutto l'ho ripetuto solo venti volte per ogni commento, Estebaby ha preso il posto di Bourdeeeeeeyyyyyy, che attualmente fuori dai giochi per via dell'incidente di Indianapolis.

Griglia di partenza:
1^ fila: Power - Newgarden
2^ fila: Sato - Rahal
3^ fila: Castroneves - Dixon
4^ fila: Pagenaud - Hinchcliffe
5^ fila: Rossi - Hunter-Reay
6^ fila: Daly - Gutierrez
7^ fila: Kimball - Andretti
8^ fila: Jones - Pigot
9^ fila: Kanaan - Chilton
10^ fila: Hildebrand - Muñoz
11^ fila: Aleshin forever alone

Ho guardato la gara sul Tubo nei giorni successivi, dato che domenica sera non ero in casa e che quando sono tornata a casa mi sono concentrata prevalentemente sulla Formula E, perché qualche scelta la dovevo pur fare, non potevo guardare ogni cosa direttamente il weekend stesso, c'erano troppe SoVrApPoSiZiOn1, anche se nessuno si indignava, dato che nessuna delle gare in questione si svolgeva a Le Mans (okay, anche questo lo sto ripetendo più dell’avvicendamento Bourdeeeeyyyyy/ Estebaby e la cosa ha ormai raggiunto proporzioni preoccupanti).
La gara, denominata Honda Indy 200, durava 90 giri, ma prima mi sono vista un po' di collegamento pre-gara, dove venivano mostrati dei replay di incidenti che avevano coinvolto Power e Dixon nel corso degli ultimi anni, di cui alcuni addirittura del 2013, che se non sbaglio era l'epoca in cui venivano definiti due detersivi.
Diciamo le cose come stavano: secondo me era un servizio fatto apposta per ricordare che anche in Indycar capitano episodi controversi, nonostante a quanto pare nessuno si metta a sbraitare in francese via radio, a litigare con tre piloti uno dietro l'altro in un colpo solo, oppure, per fare le cose più in stile Kmag, a fare elegantissimi commenti in diretta TV. I due detersivi erano destinati a non incontrarsi più per il resto del weekend, quindi suppongo che non ci siano state ulteriori controversie, anche se non ripongo in Willpowahhhh tutta questa fiducia e, chissà, sono sicura che troverà il tempo per litigare con qualcuno, se lo desidera.

La gara durava 90 giri e, partendo dalla pole, Willpowahhhh ha passato in testa i primi di quei 90 giri. Quella prima parte di gara ci ha dato modo di vedere lo splendore del Grande Samurai. Il nostro piccolo eroe, in quel momento, non stava bombardando il circuito di Mid-Ohio, dato che non era il Memorial Weekend, ma piuttosto stava cercando di verniciarsi reciprocamente la vettura con Grammo Reale. C’è stato un mezzo contatto tra i due, ma hanno proseguito imperterriti con le vetture un po’ più verniciate di prima e non ci sono stati casini, così come era destino che non ci fossero casini (né safety car) nemmeno più tardi quando RHR è andato in testacoda da solo e, orientandosi grazie al filo di Arianna, è riuscito a ritrovare il giusto senso di marcia.
Nel frattempo Nuovo Giardino aveva undercuttato Willpowahhhh al primo pit-stop e tutto sommato la cosa mi ha resa abbastanza contenta, perché non ho ancora dimenticato che Willpowahhhh, diversamente da Paul Tracy, non ha mai fatto a Bourdeeeeyyyyy gli auguri per una pronta guarigione dopo il suo incidente di Indianapolis. Ad ogni modo anche senza gli auguri di Willpowahhhhh, Bourdeeeeyyyyy ha ripreso a bazzicare per il paddock e lo si è visto apparire ai microfoni per una lunga intervista nel corso della gara. *________* La gara, a quel punto, non era molto movimentata, quindi c’era tutto il tempo per pensare a Bourdeeeeeyyyyy.
L’intervista si è conclusa con l’intervistatore che lo informava “ti saluta Paul Tracy”. AAAAAAAWWWWWW, stanno diventando la mia OTP! <3
A proposito di Paul Tracy, domenica era l’anniversario del Gran Premio di San José 2006 (quello della rissa con Tagliani, per intenderci).
L’unico vero plot-twist è accaduto al 67esimo giro, quando Ed Jones è andato per prati ed è entrata la safety car, poco dopo il terzo giro di pit-stop.
Willpowahhhh ne ha approfittato per riavvicinarsi a Nuovo Giardino, con la probabile intenzione di superarlo al restart, ma la realtà dei fatti è stata che in realtà è stato Willpowahhhh a doversela vedere con Grammo Reale per conservare la seconda piazza.
In mezzo a tutti loro nel frattempo c’era un doppiato che cercava di sdoppiarsi, con tutti i piloti pronti a inveire contro di lui...
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...in quel momento ho avuto la sensazione che, per quanto tutto possa cambiare da una serie all’altra, tutto resterà sempre uguale. Quel doppiato era Esteban Gutierrez, AKA Estebaby, AKA lo Scoiattolo Nerd, che ha dimostrato chiaramente di avere trovato il suo posto nel mondo.
Qualcuno potrebbe essere interessato anche alle sorti del Grande Samurai: è arrivato in top-5, nonostante avesse avuto un problema che gli aveva fatto perdere tempo durante uno dei suoi pit-stop.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Will Power (Penske), 3. Graham Rahal (Rahal), 4. Simon Pagenaud (Penske), 5. Takuma Sato (Andretti), 6. Alexander Rossi (Andretti/Herta), 7. H3lio Castroneves (Penske), 8. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 9. Scott Dixon (Ganassi), 10. Conor Daly (Foyt), 11. James Hinchcliffe (Schmidt), 12. Marco Andretti (Andretti), 13. Charlie Kimball (Ganassi), 14. Mikhail Aleshin (Schmidt), 15. Max Chilton (Ganassi), 16. Tony Kanaan (Ganassi), 17. J.R. Hildebrand (Carpenter), 18. Carlos Muñoz (Foyt), 19. Spencer Pigot (Carpenter), 20. Esteban Gutierrez (Coyne), 21. Ed Jones (Coyne).

Nuovo Giardino è al momento in testa alla classifica davanti a H3lio e al Detersivo al kiwi.
Guardando il risultato di gara sono profondamente commossa, perché Estebaby di fatto è arrivato praticamente ultimo, ma non è l'unica cosa che mi commuove. La posizione del sosia di Vin Diesel mi pare decisamente più preoccupante. Ormai lui e H3lio hanno ben poche chance di rubarsi le piume a vicenda, durante le gare, ed effettivamente è anche meglio, perché significa che quantomeno almeno uno dei due arriva nelle posizioni che contano. Mi auguro di vederli entrambi anche il prossimo anno. *-*

Domenica sera non c'era solo la Indycar, ma anche la NASCAR, che ho guardato a sua volta sul Tubo nei giorni a venire. Denominata Overton's 400, la gara si svolgeva a Pocono e vedeva Kyle Busch e Martin Truex Jr (che si chiama Jr senza che nessuno sappia di chi è figlio) partire appaiati dalla prima fila.
Se chi inizia bene è già a metà dell'opera, non si può dire che dopo un solo giro non fossero già a tre quarti abbondanti: c'è stato un mega-crash, nel corso del quale si sono ritirati Aric Almirola (rientrato qualche settimana fa dopo essersi rotto le corna in un antecedente momento della stagione) e Matt Di Benedetto. L'incidente poteva essere determinante per il duello tra gli Stenpatrick a cui la Sprint Cup fa da contorno, in quanto Danica è stata tra i piloti coinvolti. Però ha proseguito imperterrita, nella sua battaglia contro il ferro da stiro.
Lo stage 1 per il resto è stato abbastanza tranquillo. Si è visto anche Erik Jones, che non è parente di Ed Jones, in testa per qualche giro, prima di precipitare di nuovo nel dimenticatoio come se fosse stato Da Matta al GP di Gran Bretagna 2003. Alla fine dello "stage 1" KyBusch era in testa, sempre davanti a Truex.
Lo "stage 2" è stato movimentato da un incidente di Jimmy Johnson con successivo ingresso della safety car e da un'ulteriore safety car per "debris". Tra una cosa e l'altra KyBusch l'abbiamo perso per strada, mentre Truex e Hamlin lottavano per la prima posizione. Alla fine dello "stage 2", causa giro di pit-stop in corso, c'erano davanti tutti i Da Matta della situazione: Bowyer era primo, Keselowski era secondo, Danica era terza!!!11!!!11!!!11!!, poi c'erano Kurt Busch, Newman, Kahne e settimo Ricky!!111!!!11!!!11!!!
Purtroppo le cose belle sono destinate a durare poco e sia la Patrick sia Stenhouse sono caduti nel dimenticatoio o, per essere più precisi, sono rientrati ai box subito dopo la fine della seconda parte di gara.
Nello "stage 3" è tornato tutto alla normalità e in realtà è tornato protagonista anche Kyle Busch, che nelle fasi conclusive della gara, meno ricca di peripezie di quanto potessi aspettarmi dopo la partenza, era in testa davanti a Kevin Harvick, vecchio protagonista di una celebre rissa con Montoya.
Voce fuori campo: "L'hai ripetuto più o meno un centinaio di volte, non ti sembra ancora ora di cambiare repertorio?"
Effettivamente dovrei cambiare repertorio, quindi parliamo di cose più serie: al 15° e al 16° posto c'erano rispettivamente Danica Patrick e Ricky Stenhouse, il duello a cui la Sprint Cup fa da contorno si stava per decidere a favore di Danica, ed infatti è così che si è deciso.
Ha vinto Kyle Busch davanti a Kevin Harvick, Martin Truex Jr, Denny Hamlin, Brad Keselowski, Clint Bowyer, Erik Jones, Matt Kenseth, Chase Elliot.

giovedì 5 aprile 2012

Review Indycar 2011: #14 Baltimora

4 settembre: Gran Premio di Baltimora o Baltimore, detto all’americana, dove – notizia traumatica (nell’improbabile caso in cui interessi a qualcuno) – non c’è più Ho-Pin Tung.
I giri sono in totale 75 ed è Will Power a scattare dalla pole position mentre Franchitti, il suo principale avversario per il titolo, partirà invece dalla quarta posizione.

Griglia di partenza
1   Will Power   Honda   12   91.520 mph
2   Graham Rahal   Honda   38   91.430 mph
3   Ryan Briscoe   Honda   6   91.001 mph
4   Dario Franchitti   Honda   10   90.990 mph
5   Sebastien Bourdais   Honda   19   90.697 mph
6   Ryan Hunter-Reay   Honda   28   90.656 mph
7   Helio Castroneves   Honda   3   90.835 mph
8   Mike Conway   Honda   27   90.770 mph
9   E.J. Viso   Honda   59   90.732 mph
10   Scott Dixon   Honda   9   90.598 mph
11   Tony Kanaan   Honda   82   90.247 mph
12   Simona De Silvestro   Honda   78   89.848 mph
13   James Jakes   Honda   18   89.995 mph
14   Vitor Meira   Honda   14   89.593 mph
15   Giorgio Pantano   Honda   22   89.906 mph
16   Oriol Servia   Honda   2   89.577 mph
17   James Hinchcliffe   Honda   06   89.793 mph
18   Charlie Kimball   Honda   83   89.130 mph
19   JR Hildebrand   Honda   4   89.536 mph
20   Martin Plowman   Honda   17   88.949 mph
21   Alex Tagliani   Honda   77   89.387 mph
22   Ana Beatriz   Honda   24   88.581 mph
23   Marco Andretti   Honda   26   88.597 mph
24   Tomas Scheckter   Honda   07   88.507 mph
25   Danica Patrick   Honda   7   88.465 mph
26   Sebastian Saavedra   Honda   34   87.980 mph
27   Ed Carpenter   Honda   67   86.874 mph
28   Takuma Sato   Honda   5   86.082 mph

Cronaca della gara
Rahal supera Power alla partenza, ma quest’ultimo dopo un paio di curve si riprende la prima posizione; in terza posizione c’è Franchitti che ha superato Briscoe, ora quarto. Al quinto posto c’è Bourdais, che però si ritira dopo pochi giri per un problema al cambio. Risale quindi in quinta posizione Hunter-Reay, mentre la situazione è piuttosto stabile; prima della prima sosta in sesta posizione c’è Viso, seguito dalla De Silvestro in quinta posizione, mentre completano i primi dieci Jakes, Meira e Pantano.
Al 21° giro si fermano per il primo pit-stop sia Rahal sia Power, con quest’ultimo che è riuscito ad approfittarne; Franchitti rientra ai box un giro più tardi così come Briscoe. A un terzo di gara il primo giro di pit-stop si può dire concluso e i primi dieci sono: Power, Rahal (che è piuttosto vicino a Power), Franchitti, Hunter-Reay, Briscoe, Viso, De Silvestro, Dixon, Meira e Pantano.
Al 32° giro Scheckter, che già era doppiato, finisce fuori ed è caution; la neutralizzazione perdura fino al 39° giro, e dopo poche curve un contatto tra Hunter-Reay e Briscoe (che successivamente verrà penalizzato per avere innescato l’incidente) manda Hunter-Reay in testacoda e genera un ingorgo nel quale rimangono ferme ben dodici vetture.
Durante la caution molti piloti effettuano un secondo pit-stop; dietro la pace-car Power è ancora leader davanti a Rahal e Franchitti, quando la gara riprende al 50° giro. Proprio tra Rahal e Franchitti vi è una lieve collisione che però non provoca danni alle vetture. Quarta è risalita nel frattempo Simona De Silvestro, seguita da Viso, Hildebrand, Servia, Kanaan (che nel warm-up del mattino è stato protagonista di uno spettacolare incidente prendendo il volo sulla vettura di Castroneves), Ana Beatriz e Dixon al momento tra i primi dieci.
Rahal rientra per l’ultima sosta a 19 giri dalla fine perdendo varie posizioni, mentre nei giri successivi rientrano anche Power e Franchitti, così come molti altri piloti.
Power riesce a mantenere la leadership davanti a Servia e Kanaan, risaliti in seconda e terza posizione, dopodiché Franchitti quarto e Dixon quinto. Segue Sato in sesta posizione, poi Tagliani, Danica Patrick, Meira, Hunter-reay e Rahal soltanto undicesimo quando mancano meno di dieci giri alla conclusione.
Al penultimo giro Sato rimane fermo in una via di fuga e per il resto non cambia alcunché, tra i primi dieci, se non che Tagliani perde una posizione a vantaggio della Patrick.

Risultato
1   Will Power   12   Honda   75 
2   Oriol Servia   2   Honda   75  
3   Tony Kanaan   82   Honda   75  
4   Dario Franchitti   10   Honda   75  
5   Scott Dixon   9   Honda   75 
6   Danica Patrick   7   Honda   75  
7   Alex Tagliani   77   Honda   75 
8   Ryan Hunter-Reay   28   Honda   75
9   Vitor Meira   14   Honda   75   
10   Graham Rahal   38   Honda   75   
11   Martin Plowman   17   Honda   75  
12   Simona De Silvestro   78   Honda   75   
13   Sebastian Saavedra   34   Honda   75   
14   Ryan Briscoe   6   Honda   75  
15   E.J. Viso   59   Honda   75  
16   Ana Beatriz   24   Honda   75  
17   Helio Castroneves   3   Honda   74
18   Takuma Sato   5   Honda   73  
19   JR Hildebrand   4   Honda   73   
20   Ed Carpenter   67   Honda   73   
21   Charlie Kimball   83   Honda   73  
22   Tomas Scheckter   07   Honda   71   
23   Mike Conway   27   Honda   64  
24   James Hinchcliffe   06   Honda   54  
25   Marco Andretti   26   Honda   40  
26   Giorgio Pantano   22   Honda   39 
27   James Jakes   18   Honda   37  
28   Sebastien Bourdais   19   Honda   9  

mercoledì 4 aprile 2012

Review Indycar 2011: #7 Milwaukee Mile

Milwaukee Indy 225, settimo appuntamento della stagione (19 giugno 2011), di nuovo un ovale breve, in cui i giri previsti sono 225.

Griglia di partenza
1   Dario Franchitti   Honda   10   170.841 mph
2   Helio Castroneves   Honda   3   169.999 mph
3   Scott Dixon   Honda   9   169.582 mph
4   Tony Kanaan   Honda   82   169.365 mph
5   Takuma Sato   Honda   5   169.308 mph
6   E.J. Viso   Honda   59   169.082 mph
7   Ryan Hunter-Reay   Honda   28   169.014 mph
8   Ryan Briscoe   Honda   6   168.598 mph
9   Marco Andretti   Honda   26   168.456 mph
10   Oriol Servia   Honda   2   168.320 mph
11   Ana Beatriz   Honda   24   167.863 mph
12   Graham Rahal   Honda   38   167.674 mph
13   Justin Wilson   Honda   22   167.621 mph
14   Alex Lloyd   Honda   19   167.162 mph
15   Danica Patrick   Honda   7   166.779 mph
16   James Hinchcliffe   Honda   06   166.558 mph
17   Will Power   Honda   12   166.248 mph
18   JR Hildebrand   Honda   4   166.070 mph
19   Alex Tagliani   Honda   77   166.031 mph
20   Mike Conway   Honda   27   166.003 mph
21   Charlie Kimball   Honda   83   165.592 mph
22   Vitor Meira   Honda   14   165.375 mph
23   James Jakes   Honda   18   164.814 mph
24   Sebastian Saavedra   Honda   34   164.440 mph
25   Ed Carpenter   Honda   67   163.304 mph
26   Simona De Silvestro   Honda   78      N/A

Cronaca della gara
Colpo di scena subito dopo la partenza! Hunter-reay, che partiva in settima posizione, finisce in testacoda, viene evitato da Briscoe che sopraggiungeva, e finisce a sbattere contro il muro: prima caution. Davanti le posizioni non sono cambiate: Franchitti è in testa davanti a Castroneves, Dixon, Kanaan e Sato.
Alcune vetture (non quelle che si trovavano nelle prime posizioni) approfittano della caution per effettuare il primo pit-stop.
Quando la gara riprende (9° giro) le prime quattro posizioni rimangono stabili, mentre Viso supera Sato per la quinta posizione, ma il giapponese riesce subito a riprendersi la posizione.
Al 14° giro De Silvestro si ritira per problemi alla vettura, probabilmente derivanti da un incidente nel quale era rimasta coinvolta il giorno precedente durante le qualifiche.
Dixon rimane in posizione per pochi giri, venendo superato prima da Kanaan, che si porta in terza posizione, poi da Sato, che risale quindi al quarto posto.
Parecchi giri più tardi (tra il 50° e il 60° giro) Viso e Servia recupereranno posizioni portandosi al quarto e al quinto posto, alle spalle di Franchitti, Castroneves e Kanaan.
Intorno al 65° giro Ana Beatriz sfiora il muro, senza conseguenze, mentre un altro incidente provoca una caution. Poco dopo vari piloti rientrano ai box, tra loro Franchitti, Castroneves e Kanaan; nella pit-lane c’è confusione con una ruota che si stacca dalla vettura di Dixon(?), mentre anche durante il pit-stop di Sato ci sono dei problemi.
Franchitti, Castroneves e Kanaan mantengono le posizioni anche dopo il pit-stop, mentre Servia è quarto davanti a Viso; alle sue spalle ci sono Andretti, Danica Patrick e Rahal che hanno recuperato varie posizioni, mentre sia Dixon sia Sato, a causa dei problemi avvenuti durante il pit-stop, sono precipitati indietro.
Subito dopo il restart (80° giro) Lloyd finisce in testacoda e va a impattare contro il muro; nell’incidente rimane coinvolto anche Saavedra: è caution un’altra volta.
La bandiera verde è esposta al 92° giro, in pista c’è un po’ di caos perché i piloti di testa si ritrovano davanti numerosi doppiati; le posizioni rimangono comunque invariate per quanto riguarda i primi cinque, mentre dietro di loro Andretti, Patrick, Rahal e Hinchcliffe sono in lotta tra loro. Rahal si porta in sesta posizione e al 99° giro supera Viso per la quinta posizione. Castroneves perde successivamente due posizioni, venendo superato da Kanaan e Servia.
Al 116° giro Kanaan supera Franchitti per la leadership, posizione in cui si trova ancora al 124° giro quando un incidente di Hildebrand, finito a muro, porta a un’ennesima caution. Quando la pit-lane viene aperta entrano tutti ai box e Kanaan torna in pista in prima posizione, seguono Franchitti, Castroneves, Viso e Briscoe nelle prime cinque posizioni; quest’ultimo verrà superato da Rahal dopo il restart, per poi riprendersi successivamente la posizione.
A una sessantina di giri dal termine EJ Viso finisce a muro mentre si trovava in quarta posizione: ancora caution. Ancora una volta Kanaan, Franchitti e Castroneves rientrano ai box contemporaneamente e stavolta è Castroneves a guadagnarci: esce davanti a Franchitti, che a sua volta è davanti a Kanaan; seguono Hinchcliffe, Rahal, Patrick, Power, Andretti, Dixon e Briscoe soltanto in decima posizione davanti a Servia e Sato. A 50 giri dal termine la gara riprende, con Kanaan che supera Franchitti subito dopo, portandosi in seconda posizione, mentre recuperano posizioni Power e soprattutto Servia che risale al sesto posto alle spalle di Rahal, dopo avere superato diverse vetture. La leadership di Castroneves sembra destinata, però, a non durare, in quanto la vettura del brasiliano inizia ad accusare problemi quando mancano una quarantina di giri al termine.
A 31 giri dalla fine Kanaan finisce contro un muro, il che comporta un ulteriore ingresso della pace-car: Franchitti risale in seconda posizione, Rahal terzo, Power quarto, Servia quinto, Patrick sesta... Castroneves effettua un pit-stop già previsto a causa dei problemi che già aveva, lasciando a Franchitti la testa della gara.
A 20 giri dal termine la gara riparte, con Franchitti leader seguito da Rahal, poco dopo Servia conquista la terza posizione. Power è quarto, seguito dalla Patrick, da Hinchcliffe, Dixon, Sato, Wilson e Castroneves che si trova soltanto in decima posizione. Non ci saranno cambiamenti significativi fino al termine, se non il recupero di una posizione da parte di Castroneves, che chiuderà in 9^ posizione.

Risultato
1   Dario Franchitti   10   Honda   225 
2   Graham Rahal   38   Honda   225 
3   Oriol Servia   2   Honda   225 
4   Will Power   12   Honda   225   
5   Danica Patrick   7   Honda   225
6   James Hinchcliffe   06   Honda   225   
7   Scott Dixon   9   Honda   225 
8   Takuma Sato   5   Honda   225  
9   Helio Castroneves   3   Honda   225
10   Justin Wilson   22   Honda   225 
11   Ryan Briscoe   6   Honda   225
12   Mike Conway   27   Honda   225   
13   Marco Andretti   26   Honda   225
14   Charlie Kimball   83   Honda   224   
15   James Jakes   18   Honda   223
16   Ed Carpenter   67   Honda   223  
17   Ana Beatriz   24   Honda   222  
18   Alex Tagliani   77   Honda   196  
19   Tony Kanaan   82   Honda   194 
20   E.J. Viso   59   Honda   163  
21   JR Hildebrand   4   Honda   120       18
22   Alex Lloyd   19   Honda   79       14 
23   Sebastian Saavedra   34   Honda   78   
24   Vitor Meira   14   Honda   69       22  
25   Simona De Silvestro   78   Honda   11  
26   Ryan Hunter-Reay   28   Honda   0