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venerdì 6 febbraio 2026

Le Olimpiadi, Valentino Rossi e un pensiero a mio nonno che lo tifava

Come chi mi conosce bene probabilmente può intuire, non nutro un particolare interesse per le Olimpiadi invernali per due ragioni. La prima è che non seguo gli sport invernali - ma qui dovrò approfondire l'argomento - e la seconda è che le gare avverranno in gran parte durante giorni e orari lavorativi.
Fun fact, ovvero l'approfondimento sopra citato - da bambina ricordo che guardavo lo sci e disegnavo sui miei quaderni sciatori e soprattutto sciatrici. Erano i tempi di Alberto Tomba, ovvero quelli in cui tutta l'Italia aveva deciso improvvisamente di essere appassionata di sci.
Andavo alla scuola materna e mi piaceva il fatto che quando finiva la Formula 1 poi iniziava lo sci e viceversa. Non saprei dire se fossi destinata comunque a perdere la passione, ma penso che il fatto che la Formula 1 gareggi nel weekend e lo sci anche durante la settimana, un impedimento non da poco.
A onore del vero, non mi interessano nemmeno la montagna e l'eventuale sciare io stessa, ma non penso sia una discriminante, perché considero il guidare non qualcosa di appassionante, ma qualcosa di necessario per spostarsi da un centro abitato all'altro.
Fine della grande premessa, passiamo oltre. Ho visto solo la primissima parte della cerimonia di apertura di Milano-Cortina, perché con la TV accesa stavo sparecchiando. Ho visto il presidente Mattarella che veniva scarrozzato a bordo di un tram da Valentino Rossi... a proposito degli italiani che si appassionano in branco di uno specifico sport per via di un famoso sportivo italiano.
Curiosità: quando il motomondiale è diventato hot topic in Italia, la domenica a casa dei miei nonni si guardava il motomondiale. Ricordo Rossi fin dai tempi della 125.
Mio nonno era molto appassionato, nel senso che per anni si guardava di fila la 125, la 250 e la MotoGP, che da parte sua ha sempre continuato a chiamare "la 500". Era anche tifoso di Valentino Rossi, per lui non era "alle due parte la MotoGP", ma "alle due parte Valentino". 
Ha guardato il motomondiale fintanto che ci stava con la testa, e chissà, magari gli sarebbe piaciuto vedere Rossi in diretta TV durante l'apertura delle Olimpiadi. Ormai non c'è più da molti anni (sarebbe ultracentenario adesso), e quando se n'è andato era proprio il 6 febbraio.
Una volta, quando ero molto piccola, gli chiesi che cosa succedesse quando le persone morivano. Mi disse che i morti andavano in cielo (me lo disse la seconda volta che glielo chiesi, a dire il vero, la prima volta mi aveva detto che i morti venivano messi in una cassa e, non avendo idea di cosa fosse una bara, pensavo che dentro le casse della Coop ci fosse i morti) e io gli chiesi se ci salissero con una scala. Ricordo che quell'idea lo fece ridere. Io, però, mi figurai i morti che salivano in cielo su una lunga scala a pioli. Spero che al di sopra della scala stiano seguendo le Olimpiadi e che mio nonno abbia visto Valentino Rossi.

domenica 14 novembre 2021

Motomondiale 2021: l'addio di Valentino Rossi

Questo fine settimana è terminato il campionato 2021 di motociclismo e con esso è terminata la lunga carriera di Valentino Rossi nel motomondiale. Come ho già detto, le due ruote non mi hanno mai catturata tanto le quattro, anche se ne sono/ ne sono stata telespettatrice occasionale specie in passato quando facevamo pranzi tra parenti la domenica e i parenti ci guardavano.
A mio nonno piaceva molto il motociclismo, ricordo che i giorni di gara accendeva sempre la TV in largo anticipo e spesso vedeva la 125 e la 250 più che altro per aspettare la 500/ MotoGP che per vero e proprio interesse per i piloti e le gare delle categorie minori del motomondiale. Era abbastanza fanboy di Rossi, tanto che per lui, non era "alle due parte la gara di motociclismo", ma "alle due parte Valentino".
Personalmente non sono mai stata una grande fan di Rossi, anzi, non mi piaceva per niente il Rossi-centrismo. Negli ultimi anni la mia "avversione" nei suoi confronti è passata, specie considerato che comunque è un pilota che ha corso in passato per la Ducati, squadra per cui ho simpatie specie per ragioni geografiche, anche se non nel momento migliore della sua carriera. A proposito di brutti momenti, peraltro, così come mi urtava l'idolatria, non mi piace neanche il modo in cui i suoi hater si sono comportati contro di lui negli ultimi anni, di fatto è lo stesso atteggiamento, ma all'opposto.

MOTOMONDIALE 2021 - Vincitori dei titoli:
MotoGP: Fabio Quartararo
Moto 2: Remy Gardner
Moto 3: Pedro Acosta
Moto E: Jordi Torres


giovedì 5 agosto 2021

Cosa rappresenta Valentino Rossi, per chi non tifa Valentino Rossi

Ricordo una domenica verso la fine degli anni '90. Eravamo a casa dei miei nonni e c'era una gara di motociclismo in TV. Non saprei dire con esattezza che anno fosse, nemmeno per certo se fosse 125 o 250. Quello che è certo è che mi accorsi che c'era un interesse a mio avviso esagerato nei confronti di un solo pilota. Quel pilota era Valentino Rossi, di cui mio nonno stava già diventando un fanboy.
Tifare per partito preso, quasi per imposizione, non era cosa per me, già da allora non mi sentivo in dovere di adeguarmi a un tifo imposto dall'alto, qualcosa che mi ha portata, in età più matura, a staccarmi molto dal concetto classico di tifo. Quindi oserei dire che sia stata forse quell'esaltazione di un solo pilota che, nel mio caso, invece di farmi provare interesse per il suo sport, mi ha portata inizialmente a disinteressarmene totalmente, nonostante fossi invece un'appassionata di automobilismo.
Per molti anni Valentino Rossi ha rappresentato questo per me: un'imposizione alla quale ribellarmi, al punto da sperare che il suo passaggio in Formila 1 non si concretizzare, per evitate che quel tipo di tifo travolgesse uno sport che invece amavo tanto. Ad oggi penso sia un peccato che non sia andato in Formula 1: da quello che emerge dai suoi test chissà, magari poteva essere un pilota di livello discreto, in un team di metà classifica.

Non mi piaceva il modo in cui perfino non appassionati di motori dicevano che se non lo tifavo allora non ero una vera italiana, o cose del genere. Pensavo non mi piacesse Valentino Rossi, quando poi ho realizzato che ai tempi semplicemente mi era indifferente e ciò che non mi piaceva era la glorificazione fine a se stessa, specie considerato che gli altri piloti italiani e i team italiani non godevano di alcuna considerazione, nella maggior parte dei casi.
Quando ho iniziato, negli anni seguenti, a maturare qualche genere di interesse vero per il motomondiale, a seguire le gare che mio nonno vedeva in TV o anche a guardarne qualcuna per conto mio quando mio nonno non c'era più, per ironia della sorte sono diventata quella che, secondo i role model del tifo motoristico, avrei dovuto essere guardando la Formula 1. Simpatizzo per la Ducati, che peraltro è il team della mia città, chiunque la guidi, sperando possa avere buoni risultati. E da questo punto di vista Rossi non è stato esattamente il ducatista dai risultati migliori, ma è in buona compagnia di molti altri.
Al giorno d'oggi non ho un interesse particolare per quello che fa Valentino Rossi in pista. Non lo elogio come certi fanboy di vecchia data, né lo scredito come hanno iniziato a fare anche certi suoi fanboy una volta che ha smesso di vincere. Ne ho visti pochi di piloti rimanere così a lungo se erano così in difficoltà, ma ne ho visti anche tanti altri insultati gratuitamente per il loro insuccesso. Ecco, dentro di me ho scelto di ribellarmi anche a questo.

Alla luce di quanto detto sopra, si potrebbe pensare a una mia indifferenza nei confronti del ritiro di Valentino Rossi, previsto per fine stagione e annunciato qualcosa come tre quarti d'ora fa. No, non mi è indifferente (al punto tale che questo post lo trovate taggato "Valentino Rossi" ed è il primo pilota di motociclismo che si guadagna un label su questo blog), perché pur non essendo mai stata una sua tifosa, si tratta comunque di uno sportivo che di fatto, è finito a rappresentare qualcosa per me.
Non è tanto il fatto che quando ero ancora una bambina ai pranzi a casa dai nonni seguivamo le sue imprese o il fatto che mio nonno fosse un suo fanboy al punto che non era "oggi c'è il motomondiale" ma "oggi corre Valentino". È che adesso di anni ne ho trentatré, quindi quel periodo ormai è lontano da parecchio tempo.
Ne ricordo di sportivi che hanno rappresentato tanto e che hanno ricevuto grande apprezzamento, ma nessuno di loro è stato sulla bocca di tutti, da sportivo attivo, per venticinque anni, salendo sulla cresta onda ancora minorenne e restando al centro della scena, a modo suo, fino a ben oltre quarant'anni. Questo è Valentino Rossi: uno che, al di là di tutto, non ha rappresentato un'epoca, ma un quarto di secolo.