(E LA SECONDA)
È un giorno di sole, fuori da casa di Milly, e lo è anche all'autodromo di Imola, che appare pieno di colori sullo schermo della televisione. È solo un sabato di aprile, è passata da poco l'ora di pranzo. Milly gioca con i Lego sul tappeto, mentre la seconda sessione di qualifiche è in corso.
La voce pacata del telecronista si confonde con il rumore dei motori. Le tonalità brillanti delle monoposto svettano. Milly conosce i nomi dei soliti noti, quelli che senz'altro partiranno dalle prime file dello schieramento alle 14.00 della domenica.
Il tempo del rumore finisce, arriva il tempo del silenzio. I replay scorrono con insistenza, l'impatto è stato devastante. Milly gioca con i Lego sul pavimento, la prima volta in cui tutto si ferma.
Alla televisione, qualcuno annuncia che il pilota è morto. Il papà di Milly ripete: "è morto".
"Chi è morto?"
"Era un pilota giovane" risponde il papà di Milly, e Milly prova sollievo. Non è uno dei soliti noti, quindi non sentirà la sua mancanza, si dice.
È il pensiero innocente di chi non ha nemmeno sei anni e gli ha incisivi centrali inferiori che dondolano.
In una domenica mattina di maggio, Milly si ritrova con una fessura nell'arcata inferiore. Prima di pranzo, saluta i nonni cercando di non aprire troppo la bocca. Non vuole farsi vedere con un dente di meno, almeno finché la mamma non annuncia che il primo dente da latte se n'è andato.
La giornata di ieri non è più nemmeno un ricordo, quando alle 14.00 in punto le sagome colorate delle monoposto - venticinque, anziché le ventisei che avrebbero il diritto di prendere il via - si allineano sulla griglia di partenza. Il tubo catodico filtra via la morte e mostra solo la vita che brilla.
Milly alza gli occhi verso lo schermo, nel soggiorno dei nonni. La voce pacata del telecronista si confonde con il rumore dei motori, finché non giunge di nuovo il tempo del silenzio. Stavolta è uno dei soliti noti, il leader della gara sbatte all'improvviso e perfino la mamma di Milly osserva che si è trattato di un impatto pesante.
La sua voce pare quasi sollevata, mentre osserva: "ha mosso la testa". E poi, non c'è più nulla.
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Una Milly adolescente ascolta il modem 56k borbottare, mentre si collega alla rete. Segue ancora le corse alla televisione, ma non conosce nessuno che sia qualcosa di più di un telespettatore casuale.
Ricorda il "pilota giovane" di diversi anni fa, digita il suo nome alla ricerca di una biografia. Tutto ciò che trova è: "Roland Ratzenberger (1962-1994) è stato un pilota di Formula 1". Correva per la Simtek, squadra arcana di cui è difficile trovare informazioni.
Secondo un sito amatoriale, era bianca, o almeno così scrive l'autore, che dice di ricordarsela bene. I pochi pixel delle foto trovate da Milly suggerirebbero il contrario.
Quel sito è specializzato in storia della Formula 1, ci sono perfino le biografie dei "soliti noti" di quando Milly era bambina. Ci sono addirittura le immagini.
Milly ha sempre associato il nome di Ayrton Senna al casco giallo e alla livrea bianco-rossa della McLaren Marlboro, anche se all'epoca della sua ultima gara guidava una Williams. Adesso scopre che era un uomo dai capelli scuri e dalla pelle lentigginosa, che non sorrideva quasi mai, un po' come Milly, anche se forse in comune hanno solo l'aria perennemente malinconica.
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Gli anni passano, dopo il modem 56k attivano le internet key, i costi si abbassano. Milly si iscrive a un forum che finirà per moderare. Ha scoperto, nel frattempo, che la Simtek era tutta viola e blu, con un grande logo di MTV. Era bellissima, ma quel 30 aprile di molti anni fa non si vedeva più nulla di quella bellezza.
Grazie ai ragazzi del forum, scopre che Youtube è una miniera di vecchie gare e sessioni di qualifica in bassa definizione, ottime da guardare la sera, anche se poi cala la notte e la sveglia suona alle sei, quando ci sono lezioni universitarie al mattino.
Brasile, il duello tra la Williams di Ayrton Senna e la Benetton di Michael Schumacher che Milly ricorda di avere raccontato un lunedì pomeriggio alla maestra d'asilo.
Giappone/ Pacifico, una gara mai vista, per questioni di fuso orario, la prima volta in cui Ratzenberger si è qualificato.
Imola, qualifiche del venerdì, un incidente devastante: un giovane pilota prende in pieno un cordolo rialzato, decolla e precipita malamente. Viene soccorso, la macchina viene sollevata brutalmente per tirarlo fuori.
Dovrebbe fare paura, ma quel ragazzo di ventun anni se l'è cavata con ferite lievi ed è arrivato, a un certo punto, a diventare il pilota più "anziano" in griglia, oltre che quello con il maggior numero di gran premi disputati.
Qualifiche del sabato: alle 13.21 del 30 aprile arriva il tempo del silenzio. Anni fa, Milly ha rivisto l'immagini dello schianto, in un video breve che mostrava la Simtek priva di controllo. Rivederlo così fa un altro effetto. Per due notti di seguito, Milly sogna il casco di Ratzenberger intriso di sangue, la testa che penzola in una posizione innaturale.
Domenica 1° maggio il tempo del silenzio arriva alle 14.17. Milly sa quando con esattezza quando succederà, visto che viene raccontato con dovizia di particolari, ma rivederlo è comunque spiazzante.
Ricorda tutto, ma non sa davvero che cosa sia un ricordo che risale al 1994 e che cosa dipenda dall'avere rivisto più di una volta le immagini di quel giorno.
A volte, Milly si chiede seriamente come sia riuscita a vedere due piloti morire in mondovisione in due giorni di fila e a essere comunque sempre pronta davanti alla televisione allo scattare di un gran premio.
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Milly sta per laurearsi e nel tempo libero scrive su un blog. Modera ancora il forum e la maggior parte dei ragazzi sono più giovani. Credono ancora a quello a cui tutti credevano prima del 30 aprile 1994. In fondo, prima delle 13.21, venivano decantati i progressi in termini di sicurezza recando come prova l'incidente del venerdì.
I ragazzi più giovani non trattengono mai il fiato, quando vedono un incidente più serio della media. Dicono di avere capito subito che il pilota era illeso. Inconsciamente ridicolizzano la sua apprensione.
La Milly appassionata di corse, quel sabato di aprile ha perso un pezzo della sua innocenza, gli altri ragazzi non hanno mai vissuto tutto questo e Milly spera che non lo vivano mai.
Sono passati vent'anni da Imola 1994 e Milly si ritrova ancora a catalogare i fatti come avvenuti prima o dopo - oppure durante, nel caso del primo dente da latte perduto. Milly scrive un accorato post per il suo blog, racconta di sentire ancora vivo quel ricordo perché adesso come allora c'è la sensazione che si sia già fatto tutto il possibile per rendere le corse più sicure. Basta sottovalutare un dettaglio, dice.
È quello che succederà di lì a pochi mesi, in un crepuscolo giapponese che coincide con l'alba europea. Jules Bianchi ha un anno in meno di Milly e corre per la Marussia, che per ironia della sorte ha la sede nella stessa città in cui sorgeva la sede della Simtek.
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A trent'anni e oltre di distanza, Milly ne ha abbastanza sia di chi si lamenta che Ratzenberger viene considerato solo come "quello che è morto il giorno prima di Ayrton Senna", sia di chi replica che è normale non considerarlo allo stesso modo. Per quanto sia vero che un backmarker non verrà mai messo allo stesso piano di un campione, non vede perché qualcuno debba scomodarsi di metterlo nero su bianco.
Milly ricorda il backmarker che sorrideva sempre e il campione che non sorrideva mai ogni anno, anche se ormai fanno parte di un passato lontano e non sono più una linea di spartiacque tra il prima e il dopo.
Ormai Milly ha da vent'anni un caro amico con cui parla dal vivo di corse automobilistiche vintage, ma con lui non saprebbe aprirsi fino in fondo. Scrive ancora sul suo blog e se dovesse aprirlo ora lo chiamerebbe "la zitella del motorsport". Sulle sue pagine riesce a essere più spontanea, perché in fondo, forse esistono davvero due Milly: una è quella della vita quotidiana, con sempre qualche capello bianco in più da nascondere e i trasporti intermodali da organizzare dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, l'altra è semplicemente la zitella del motorsport, quella che si commuove per un'azione di gara o magari perché un pilota ultracinquantenne che corre in un campionato sudamericano conquista un podio nella sua gara di casa. In fondo, poteva andargli molto peggio, quando saltò su quel cordolo trentadue anni fa.
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| Si ringrazia ChatGPT (anche per l'AI la Simtek è bianca?) |
PS. Per chi se lo chiedesse, quanto scritto nel paragrafo finale è vero, Rubens Barrichello ha chiuso terzo la gara di Stock Car Pro di Interlagos disputata domenica scorsa.

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Milly Sunshine