23 Aprile 2006 - il mondiale di Formula 1 arriva in Europa e vi arriva passando da Imola, per quello che sarà l'ultimo Gran Premio di San Marino della storia. Anche la pista di Imola uscirà di scena, almeno fino al 2020 quando per diversi anni sarà sede del GP dell'Emilia Romagna.
In questo gran premio avviene un duello tra Michael Schumacher e Fernando Alonso a parti invertite rispetto alla stagione precedente, in cui il pilota della Renault aveva vinto con il ferrarista negli scarichi, ma anche un altro evento, che non riguarda i top driver, ma che fa sì che questo post possa andare ad arricchire la rubrica Oggetti al Volante Non Identificati, dedicata a meteore della Formula 1 che si sono messe poco in luce, oppure che l'hanno fatto in maniera altisonante come il soggetto di cui parleremo nella seconda parte di questo post.
QUALIFICHE - Schumacher conquista la pole, precedendo le Honda di Jenson Button e Rubens Barrichello, la Ferrari del compagno di squadra Felipe Massa, nonché Alonso davanti alla Toyota di Ralf Schumacher e le McLaren di Juan Pablo Montoya e Kimi Raikkonen.
Così facendo, Michael conquista la 66^ pole position in carriera, ai tempi un record assoluto nella storia della Formula 1, e non un record qualsiasi: 65 erano infatti le pole position conquistate da Ayrton Senna in carriera e la 65^ era arrivata proprio nella stessa location dodici anni prima, nel weekend che si sarebbe concluso con la sua morte.
GARA - Schumacher e Button mantengono la posizione, Massa e Alonso scavalcano Barrichello. Le Honda saranno le prime a rientrare, quindi sono molto leggere, quindi sono fuochi di paglia, meglio seguire Alonso alle spalle di Massa. Non che cambi qualcosa, dobbiamo attendere l'overcut in occasione della prima sosta ai box.
Tornando alla partenza, le vetture si accordano, tutto sembra filare liscio sia nelle posizioni che contano, sia in quelle che contano un po' meno. Però si intravede qualcosa, laggiù in fondo, una macchina sollevata in una posizione abbastanza innaturale...
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...va beh, di questo ne parliamo dopo. Sappiate solo che c'è un'iniziale safety car, mentre viene rimediato al danno capitato nelle ultime posizioni.
Il primo stint è tranquillo, mentre nel secondo Alonso si trova negli scarichi di Schumacher e sembra poterlo insidiare. Michael però procede un giro di più e si guadagna un po' di respiro. Alla seconda sosta di Button, il bocchettone della benzina rimane incastrato. Non succede nulla di troppo altisonante, ma Jenson perde terreno.
Mentre la situazione tra gli Schumalonso resta stabile, Montoya precede di un soffio Massa e Raikkonen, mentre Button chiude settimo alle spalle della Williams di Mark Webber. A chiudere la zona punti è Giancarlo Fisichella su Renault, che scattava undicesimo, dietro di lui concludono la top-10 Ralf Schumacher e Barrichello.
Nico Rosberg sulla seconda Williams è undicesimo davanti alle BMW Sauber di Jacques Villeneuve e Nick Heidfeld, alle Toro Rosso di Vitantonio Liuzzi e Scott Speed e alla Midland di Tiago Monteiro, ultimo classificato.
Mancano all'appello le Redbull, con David Coulthard e Christian Klien fermati da guasti, Jarno Trulli su Toyota che ha subito lo stesso destino molto prima, le Super Aguri di Takuma Sato per un testacoda e in precedenza di Yuji Ide per i danni riportati in un incidente, ma il primo di tutti è stato Christijan Albers su Midland, colui che è stato ribatato al via per mano del nostro disgraziato protagonista.
OGGETTI AL VOLANTE NON IDENTIFICATI:
YUJI IDE
Nel 2006 l'ex pilota Aguri Suzuki esordisce come costruttore con il suo team Super Aguri, una squadra Sato-centrica supportata dalla Honda che desidera che Taku continui ad avere un volante nonostante la B.A.R. l'abbia gentilmente messo alla porta visto un campionato 2005 abbastanza disastroso. Niente di male in questa decisione, anzi, Takuma sarà proprio il fiore all'occhiello di questa squadra nella sua breve storia, mentre lascia un po' a desiderare la scelta di una line-up interamente giapponese. Non che di per sé sia una pessima idea, il punto è che per realizzarla ci vorrebbero due giapponesi in grado di guidare una Formula 1.
Il problema è che due non ci sono, quindi il secondo volante viene affidato a un misterioso trentunenne nipponico sconosciuto a gran parte del pubblico europeo. Il problema è che a Ide invece pare essere pressoché sconosciuta la lingua inglese, il che non è d'aiuto. La sua esperienza nel motorsport occidentale, inoltre, è pressoché nulla.
Dopo vari anni in Formula 3 e GT in Giappone, finalmente ottiene risultati discreti a cavallo tra i due secoli, con occasionali vittorie, una delle quali nel 2002 anche in Formula 3 Francese, in una delle poche esperienze europee.
Dal 2003 in poi corre in Formula Nippon, l'attuale Superformula. Il primo anno è settimo. Il secondo anno è terzo con una vittoria e chiude a un solo punto dal campione Richard Lyons, ex equo con il secondo classificato che è nientemeno che André Lotterer!
Alla terza stagione è runner-up con due vittorie dietro al campione Satoshi Motoyama e, con gli standard attuali, avrebbe nientemeno che trentotto punti superlicenza, che non sarebbero sufficienti a procacciarsi un posto in Formula 1, ma che non sono neanche tanto lontani dai quaranta necessari per questo scopo. In sintesi, questo tizio sconosciuto ha un palmares mediocre ma con una certa rispettabilità.
Poi viene gettato nella mischia a random e gli viene concessa la superlicenza in deroga. Niente di eccezionale per i tempi, solo qualche anno prima la stessa sorte è toccata anche a Raikkonen, sorvegliato speciale almeno finché non è sceso in pista e non ha iniziato a ottenere buoni risultati. Il problema è che con Ide la storia non si ripete affatto. E che non è neanche un qualsiasi pippone che arriva ultimo senza fare danni, dato che nelle sue giornate migliori ha una guida segna di un'Alex Yoong qualsiasi, mentre nelle peggiori...
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...ecco, le peggiori giornate sono quelle tipo Imola, dove sperona brutalmente Albers, il quale viene scagliato in aria in un cappottamento micidiale, facendo un quadruplo trecentosessanta gradi.
Da notare la poesia finissima di questa scena: sul tabellone giallo, sembra che qualcuno abbia scritto "W IDE" con una bomboletta spray.
Dopo il botto, Ide riesce a proseguire per qualche giro, ma viene comunque costretto al ritiro. Sarà la fine della sua carriera in Formula 1, dato che viene "declassato a terzo pilota" e sostituito da Franck Montagny. Poche settimane più tardi, gli viene revocata la superlicenza. A quel punto torna in Giappone dove la sua carriera prosegue mestamente: al netto di qualche risultato di spessore nel Super GT, Yuji non rivive affatto lo splendore pre-Formula 1 e in Formula Nippon non ottiene più risultati degni di nota.
Risulta avere gareggiato almeno sporadicamente fino al 2022. Non si sa molto della sua vita privata, ma dal suo profilo instagram emerge che ha una figlia.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
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