martedì 31 gennaio 2023

Helio Castroneves, giovane promessa del motorsport Made in USA!

Sta per finire il mese di gennaio, periodo di winter break per la Formula 1, ma di attività per altre categorie, IMSA a titolo di esempio. Negli States il campionato si è aperto con la 24 Ore di Daytona, terminata con una vittoria non da very uominy secondo i fanboy standard, visto la presenza di parti fucsia sulle vetture.
La gara ha visto una conclusione con due Acura separate di appena quattro secondi, la prima del team Meyer Shank, la seconda del team di Wayne Taylor. Quest'ultima era guidata peraltro da una nostra vecchia conoscenza, in passato meteota della Formula 1, Brendon Hartley. Era in team insieme a Filipe Albuquerque, Ricky Taylor e nientemeno che Louis Deletraz, figlio di Jean-Denis.
Veniamo ai vincitori: accanto a Tom Blomqvist e Colin Braun erano presenti anche due glorie della Indycar. C'era Simon Pagenaud, quindi immagino che non saranno per nulla contenti i fan di Lando Norris (OMG, quanto cringe che ho appena rievocato - se non sapete di cosa sto parlando, vi invito vivamente a NON informarvi).
Poi c'era Helio Castroneves, per il quale si è trattato della terza vittoria in carriera alla Daytona 24, il primo pilota nella storia a vincere tre edizioni di fila. Meno male che nel mondo del motorsport non ci sono solo V3KkYaCçY, ma anche giovani promesse come Helio, che alla giovane età di 47 anni sembra avere ancora un roseo futuro davanti. Roseo in tutti i sensi, visti i colori della macchina!

lunedì 30 gennaio 2023

Race of Champions 2023: Norvegia e Mathias Ekstrom vincitori nella Nation Cup e nella ROC

In questo fine settimana si è svolto uno di quegli appuntamenti cool che intrattengono noi appassionati - occasionalmente con polemiche trash - durante l'inverno con competizioni su vetture di vario tipo: la Race of Champions. Erano presenti un totale di cinque piloti di Formula 1 tra contemporanei e vintage: Sebastian Vettel e Mick Schumacher per il team Germania, Valtteri Bottas e Mika Hakkinen per il team Finlandia e infine David Coulthard per il team Gran Bretagna, nel quale era in coppia con Jamie Chadwick. C'era inoltre Felipe Drugovich, attualmente riserva in Formula 1, a fare coppia per il team All Stars insieme a Thierry Neuville.
La gara è iniziata al sabato con la Nation Cup, dove i piloti di ogni team si sfidavano a una serie di scontri incrociati tra le nevi e i ghiacci della Svezia. I cinque piloti di Formula 1 effettivi sono anche stati mandati per cominciare bene la giornata a sfidarsi negli ottavi di finale con l'eROC team, composto dai sim racer Lucas Brakeley e Jarno Opmeer, mentre per tutti gli altri la gara è iniziata dai quarti.


Gli scontri erano costituiti nella seguente maniera (considerato A/B e 1/2 come coppie in ciascun team): pilota A vs pilota 1, pilota B vs pilota 2, pilota A vs pilota 2, pilota B vs pilota 1. In caso di parità tra gli scontri, la classifica era stilata sui tempi aggregati degli scontri.
Negli ottavi a cui i piloti provenienti dalla Formula 1 erano destinati c'è stata fin da subito una grossa sorpresa: il team eROC ha battuto la Finlandia del duo Bottas/ Hakkinen. La Germania invece ha battuto la Gran Bretagna, quindi in assenza di una gara diretta contro Hakkinen, Mick Schumacher ha almeno potuto competere contro Coulthard!
La Norvegia di Petter Solberg e del figlio Oliver ha battuto la Francia di Sebastien Loeb e Adrien Tambay i quali non vinto nessuno degli scontri, mentre la Svezia di Mathias Ekstrom e Johan Krisrofferson ha battuto il team Nordic di Tom Kristensen e Felix Rosenqvist.
La prima semifinale sarebbe stata quindi Norvegia vs Svezia. La seconda semifinale, invece, ha visto protagonisti gli All Stars e la Germania. I primi avevano battuto il team degli Stati Uniti, composto da Tanner Foust e Travis Pastrana, mentre il duo Vettel/ Schumacher ha battuto gli eracer, che erano presenti soltanto nelle gare del sabato.
I Solberg hanno battuto la Svezia, mentre gli All Stars hanno eliminato la Germania, anche grazie a un jump start di Vettel che gli ha permesso di procacciarsi cinque secondi di penalità che sicuramente avranno fatto molto piacere a Emanuele Pirro qualora stesse vedendo la gara da casa (era visibile in livestreaming su Youtube, dove ovviamente è ancora visibile in versione integrale). Neuville e Drugovich, entrambi rookie della Race of Champions, sono stati battuti dalla Norvegia in finale: Petter e Oliver Solberg sono stati i vincitori della prima giornata.


Alla domenica quattro piloti hanno dovuto iniziare dai sedicesimi di finale, tra di loro una vecchia gloria della Formula 1 anni '90/2000, un reserve driver contemporaneo e un pilota di Indycar, perché evidentemente i piloti di open wheel sono i preferiti dalle partner degli organizzatori.
I piloti si sfidavano due volte: in caso di 1:1 contavano i tempi aggregati, almeno fino ai quarti. In ogni caso, comunque, tendenzialmente i risultati finivano spesso sul 2:0. Tambay ha eliminato Coulthard, Schumacher ha eliminato Rosenqvist. Si sarebbero poi sfidati tra di loro e il vincente avrebbe sfidato il vincente dallo scontro Hakkinen vs Drugovich.
Drugovich ha pensato bene di annullare i nostri sogni di gloria: eliminando Hakkinen è andato lui stesso a sfidare il vincente dello scontro Tambay vs Schumacher. Mick ha battuto Adrian, per poi ritrovarsi in semifinale Drugovich invece che Hakkinen. Sarebbe stato Schumacher a uscire vincente dal quarto di finale contro il campione in carica di Formula 2.
L'altro scontro sarebbe stato Kristensen vs Vettel: il primo ha battuto agli ottavi di finale Bottas, il secondo ha eliminato la Chadwick. Lo scontro tra di loro ai quarti di finale ha visto la vittoria di Vettel, che è passato in semifinale dove avrebbe gareggiato contro il suo fanboy.


Mentre accadeva tutto ciò, si svolgevano anche gli scontri tra i piloti provenienti dall'universo rally, quelli che in linea teorica erano i favoriti in questo tipo di scenario. Neuville è uscito vincente dallo scontro contro Loeb ed è andato a gareggiare contro Solberg figlio, che aveva battuto il padre e che poi ha battuto anche Neuville.
Kristofferson ha eliminato Foust, mentre Ekstrom ha eliminato Pastrana: i due svedesi si sono scontrati ai quarti di finale ed è stato Ekstrom a uscirne vincente e passare oltre. Con già tre vittorie all'attivo (2006, 2007, 2009, la prima battendo Loeb, le altre due battendo Michael Schumacher) avrebbe continuato a sognare la quarta vittoria battendo Solberg 2:0 per andare in finale.
Nel frattempo si era già svolta la precedente semifinale, Schumacher vs Vettel. Tra l'allievo e il maestro l'ha spuntata l'allievo, battendolo 2:0. Stranamente non ho visto attacchi social nei confronti di Vettel, che l'anno scorso fu ridicolizzato per avere perso la finale contro Loeb.
Ecco a questo punto arrivare la finale: Mathias Ekstrom vs Mick Schumacher, con il pilota svedese apparso fin da subito come il favorito. È uscito vincente dal primo heat, poi nel secondo si è ripetuto nonostante un principio di incendio sulla sua auto: 2:0 per Ekstrom, che ha conquistato la Race of Champions per la quarta volta, andando a eguagliare il record condiviso ex equo da Didier Auriol (1993, 1994, 1996 e 1999) e Sebastien Loeb (2003, 2005, 2008 e 2022).

domenica 29 gennaio 2023

Formula E 2023: #2 e #3 eprix double header di Diriyah

A tredici giorni di distanza dall'eprix di Città del Messico, la Formula E è tornata in pista a Diriyah in Arabia Saudita, in quello che negli scorsi anni era l'eprix di apertura della stagione. L'evento è stato un double header, disputato nelle giornate di venerdì e sabato, come ormai da tradizione del circuito. Le gare si sono svolte intorno alle 18,00, sia quella di venerdì sia quella di sabato.
Per iniziare, la pole position è andata a Sebastien Buemi su Envision, accanto al quale è partito Jake Hughes su McLaren. La Jaguar di Sam Bird precedeva la NIO di Dan Ticktum e poi René Rast sulla seconda McLaren era affiancato da Mitch Evans sull'altra Jaguar, precedendo le Mahindra di Lucas Di Grassi e Oliver Rowland.
Le Porsche scattavano rispettivamente dalla nona e dalla quattordicesima casella della griglia: Pascal Wehrlein precedeva Nick Cassidy (Envision), Sergio Sette-Camara (NIO), Jake Dennis (Andretti) e Jean-Eric Vergne (Penske), mentre dietro ad Antonio Felix Da Costa scattavano André Lotterer (Andretti), Norman Nato (Nissan), Stoffel Vandoorne (Penske), Sacha Fenestraz (Nissan), il debuttante Kelvin Van Der Linde (sostituto di Robin Frijns, infortunato, su Abt Cupra), Edoardo Mortara (Maserati) e Nico Muller (Abt Cupra). Maximilian Gunther (Maserati) non ha potuto prendere il via causa incidente in qualifica.

Durante il giro di formazione della gara di venerdì, il telecronista italiano ha affermato che correre di sera su un circuito cittadino era suggestivo, ma non sarà mai suggestivo tanto quanto sentire parole di questo tipo, che danno tante Mazzoni vibes.
Dopo la pole messicana di Di Grassi, anche stavolta una vecchia gloria della categoria elettrica svettava in pole position, mantenendo la posizione al via. Alle sue spalle Bird, mentre un ingorgo innescato da Evans vedeva vari piloti tagliare qua e là e Da Costa sbattere, riuscendo comunque a proseguire. È entrata una fugace safety car, ma in generale la gara ha proseguito più tranquilla del solito per essere Formula E.
Buemi ha mantenuto la testa della gara nella prima parte, per poi essere superato da Bird che appariva decisamente più veloce di lui. Frattanto Wehrlein rimontava diverse posizioni rispetto a quella di partenza e si portava a ridosso delle posizioni di vertice.
Giunto alle spalle di Bird, l'ex pilota di Manor e Sauber ha tentato l'attacco più volte, per poi riuscire a portarsi in testa e ad allungare abbastanza da non essere a portata di Bird in caso di traiettorie larghe per attivazione attack mode. Dennis frattanto si è portato in seconda posizione e nel finale era piuttosto vicino a Wehrlein che comunque ha mantenuto la posizione e ha conquistato la vittoria.
Wehrlein, Dennis e Bird a podio, Buemi relegato al quarto posto, hanno completato la zona punti Rast, Cassidy, Vergne, Hughes, Lotterer e Evans, con qualche posizione in bassa top-ten mutata nel finale. Vandoorne, Nato, Di Grassi, Ticktum, Sette-Camara, Van Der Linde, Fenestraz, Da Costa e Rowland. Mortara e Muller non hanno completato la gara.

Al sabato la pole è andata a Hughes, che ha preceduto Evans, Rast, Buemi, Wehrlein, Dennis, Mortara e il campione in carica Vandoorne. Bird ha ottenuto invece il nono tempo in qualifica.
A seguire Gunther, Ticktum, Fenestraz, Sette-Camara, Rowland, Cassidy, Vergne, Da Costa, Lotterer, Nato, Di Grassi, Van Der Linde e Muller a completare la griglia di partenza.
La gara iniziava di nuovo alle 18,00 ma non ho potuto vederla e ho dovuto accontentarmi degli highlight. È iniziata con Evans che di portava in testa davanti al duo McLaren composto da Hughes e Rast. Le posizioni sono cambiate in un secondo momento causa attivazione degli attack mode, con Rast che è anche riuscito a farsi un tratto in testa.
A farsi largo tra le posizioni di rilievo è stato tuttavia ancora una volta Wehrlein, tanto che ce lo siamo ritrovati nuovamente in testa, frattanto la gara veniva neutralizzata da un ingresso della safety car dopo un incidente di Muller - il primo dei ritirati, il secondo e ultimo è stato Rowland.
Wehrlein ha mantenuto la testa della gara fino al traguardo, vincendo per la seconda volta in due giorni. Ancora una volta Dennis è giunto in seconda posizione, mentre Rast ha dovuto accontentarsi del gradino più basso del podio. Bird ha chiuso quarto e subito dietro la gara è finita in volata con Hughes, Buemi ed Evans. Ottavo, Fenestraz ha ottenuto i primi punti, mentre Mortara e Ticktum hanno completato la top-ten.
Vandoorne, undicesimo al traguardo, è stato penalizzato perdendo ben nove posizioni e ritrovandosi ultimo dietro a Da Costa, Lotterer, Cassidy, Nato, Di Grassi, Vergne, Sette-Camara, Van Der Linde e Gunther.

sabato 28 gennaio 2023

29.01.1973: la prima gara stagionale in Argentina

Buon fine settimana a tutti, oggi è sabato 28 gennaio 2023 e vi porto a fare un viaggio indietro nel tempo di esattamente cinquant'anni. Il 28 gennaio 1973 era domenica e si svolgeva il GP d'Argentina, quello inaugurale della stagione, di cui ho trovato una sintesi di due minuti con telecronaca inglese, quindi come al solito sono dovuta ricorrere anche a fonti scritte per potervelo raccontare. Dalla pole position partiva Clay Regazzoni sulla BRM ed essendo arrivato dalla Ferrari chissà, magari era considerato un traditorehhhh della patriahhhh e la sua pole è stata accolta con estremo disappunto. Precedeva la Lotus di Emerson Fittipaldi e la Ferrari di Jacky Ickx, ma al momento del via gli si è accodato François Cevert sulla Tyrrell. Regazzoni ha leaderato per quasi un terzo di gara, ma un problema di degrado gomme ha visto la sua performance crollare.

Cevert si è avvicinato e ha superato il pilota svizzero, mentre dietro di loro, dopo essersi liberato della Lotus di Ronnie Peterson, Jackie Stewart superava anche Fittipaldi. Tutti costoro hanno superato a loro volta Regazzoni che in seguito è anche scivolato fuori dalla zona punti, nella quale è risalito Ickx, che aveva perso posizioni già dalla partenza.
In seguito Clay pare essere rientrato ai box per un cambio gomme, uscendo nelle retrovie alle spalle della Ferrari di Arturo Merzario che aveva problemi di motore. Dopo averlo superato, è riuscito a risalire alcune posizioni.
Frattanto Fittipaldi seguiva da vicino Stewart e a gara inoltrata è riuscito a superarlo portandosi in seconda posizione. A quel punto si è lanciato all'inseguimento di Cevert ed è riuscito a prendersi la leadership a pochi giri dal termine, precedendo sul podio i due piloti della Tyrrell.


Dietro a Fittipaldi, Cevert e Stewart, Ickx si è classificato al quarto posto nel quale si trovava dopo il ritiro di Peterson, mentre hanno chiuso la zona punti anche Denny Hulme su McLaren e Wilson Fittipaldi su Brabham. Regazzoni è giunto settimo, davanti alla McLaren di Peter Revson, mentre nono e ultimo al traguardo si è classificato Merzario.
Dopo questo inizio in America Latina, il mondiale è proseguito in America Latina con il GP del Brasile, la prima edizione valida per il campionato di Formula 1 (nel 1972 si era svolto un gran premio non championship a Interlagos), di cui esiste un video in cui si vedono i primi giri e quello finale.
Dalla pole scattava Peterson, ma è stato Fittipaldi a portarsi in testa fin dal via. Vi sarebbe rimasto fino alla conclusione della gara andando a conquistare la vittoria, quindi ripetendosi.

Si segnala Carlos Pace, autore di qualche giro nelle zone alte (addirittura secondo al termine del primo giro) prima di essere costretto al ritiro a causa di un problema a una sospensione. Peterson, scivolato alle spalle di Stewart, frattanto, si era già ritirato dopo avere perso una ruota ed essere andato a sbattere a causa del cedimento.
Il duo Fittipaldi/ Stewart è rimasto 1/2 a debita distanza mentre Ickx era terzo quando è stato costretto a rientrare ai box a causa di una slow punxture uscendo fuori top-6. Grazie anche al ritiro dalla quarta piazza della BRM di Jean-Pierre Beltoise, è risalito quinto alle spalle di Hulme e Merzario, precedendo Regazzoni.
Le Iso Marlboro di Howden Ganley e Nanni Galli si sono classificate al settimo e nono posto, l'uno davanti a Niki Lauda su BRM, l'altro precedendo la Tyrrell di Cevert che aveva avuto problemi che l'avevano costretto a un pitstop verso metà gara.


venerdì 27 gennaio 2023

Formula 1 2022: sintesi della stagione

Alla fine ho deciso: non ci sarà un comnento ironico al mondiale 2022, ma ne scriverò comunque una sintesi in chiave diciamo più seria. Iniziamo quindi dalla line-up e di una Redbull in cui tutto resta invariato, con il campione del mondo Max Verstappen affiancato da Sergio Perez. Invariata anche la line-up Ferrari, Charles Leclerc/ Carlos Sainz, mentre in Mercedes accanto a Lewis Hamilton giunge George Russell. Valtteri Bottas è infatti andato in Alfa Romeo a fare coppia con il debuttante Guanyu Zhou. Rimangono invariate le line-up dei seguenti team: McLaren, Daniel Riccardo/ Lando Norris, Alpine, Fernando Alonso/ Esteban Ocon, Aston Martin, Sebastian Vettel/ Lance Stroll, e Alpha Tauri, Pierre Gasly/ Yuki Tsunoda. In Williams il posto lasciato vacante da Russell viene preso da Alex Albon accanto a Nicholas Latifi, mentre tornato in Haas in extremis, Kevin Magnussen va a fare coppia con Mick Schumacher. La line-up subirà due variazioni, con Nico Hulkenberg al volante in Bahrein e Arabia Saudita in Aston Martin e Nyck De Vries a Monza in Williams, il primo al posto di Vettel positivo al coronavirus, il secondo al posto di Albon operato d'urgenza per appendicite.

BAHREIN - lo scontro sembra Ferrari vs Redbull, con Leclerc e Verstappen che vanno a scattare dalla prima fila e durante la gara lottano anche per la leadership. Lo scontro di evolve a favore del ferrarista che prosegue in testa alla gara. A percorrenza ormai inoltrata Verstappen è costretto al ritiro dalla seconda posizione e la Ferrari porta a casa un'inattesa doppietta quando Sainz chiude in seconda posizione. La stagione della Mercedes parte in sordina, ma Hamilton e Russell riescono a chiudere terzo e quarto approfittando anche del ritiro di Perez. Magnussen ottiene un inatteso quinto posto dopo una strepitosa qualifica e Bottas chiude sesto. Ocon, Tsunoda, Alonso e Zhou completano i primi dieci.

ARABIA SAUDITA - l'evento si apre con un attacco missilistico vicino al circuito, minacce ai piloti che vorrebbero non gareggiare da parte delle autorità locali e la decisione nella notte di far proseguire l'evento. In qualifica avviene uno spaventoso incidente e, a seguito di uno rimbalzo contro le barriere (nel quale viene colpito sull'halo da una ruota vagante), la vettura di Schunacher si apre in due. Mentre la sessione è redflaggata, viene diffusa musica dance e, per la prima volta nella storia della Formula 1, vediamo pubblico ballare sugli spalti mentre un pilota viene soccorso. Frattanto il layout della pista già sede di diversi incidenti l'anno precedente, viene messo sotto accusa. Perez conquista la prima pole in carriera, leaderando la prima parte di gara fintanto che i suoi avversari non riescono a overcuttarlo con sosta ai box durante safety car. Verstappen passa poi in testa dopo un duello con Leclerc e Sainz chiude terzo davanti a Perez. Russell precede Ocon (protagonista di un duello con Alonso prima del suo ritiro), Norris, Gasly, Magnussen e Hamilton, che paga i pitstop anticipati altrui in regime di virtual safety car.

AUSTRALIA - ancora una volta sembra si sia di fronte a un duello Leclerc vs Verstappen, da cui al momento il ferrarista esce vincente, rimanendo in testa alla gara. Quando Verstappen è costretto al ritiro da un guasto, Perez prende il suo posto in seconda posizione. Causa incidente di Sainz nella prima fase di gara, le Mercedes possono ambire a terzo e quarto posto ed è Russell a salire sul podio. Alle spalle di Hamilton chiudono Norris, Ricciardo, Ocon, Bottas, Gasly e Albon. La Williams ottiene il primo punto stagionale con una strategia anomala, Albon infatti effettua la sua unica sosta al penultimo giro.

IMOLA - per la prima volta nella stagione c'è la sprint, la quale vede Verstappen perdere la posizione della pole a vantaggio di Leclerc e recuperarla solo in un secondo momento. La griglia della sprint, resa creativa da varie bandiere rosse, finisce per assumere una configurazione ben più normale quando si giunge alla griglia della gara ufficiale, con Verstappen e Leclerc seguiti dai rispettivi compagni di squadra. La gara, in condizioni di bagnato lieve, inizia male per le Ferrari, Leclerc perde posizioni, Sainz si ritira in un incidente al via con Riccardo. La Redbull ottiene la sua prima doppietta stagionale con Verstappen e Perez, mentre Leclerc finisce in testacoda mentre era terzo. A podio ci va Norris, Leclerc chiude sesto dietro anche a Russell e Bottas. Tsunoda, Vettel, Magnussen (autore del quarto tempo nella qualifica del venerdì) e Stroll chiudono in top-ten, con entrambe le Aston Martin a punti. È ben più arretrato, invece, Hamilton in nette difficoltà.

MIAMI - il nuovo circuito cittadino con tanto di porto finto e yacht veri, vede le Ferrari partire dalla prima fila, ma Verstappen infilarsi tra i due e portarsi secondo alle spalle di Leclerc, che poi supera dopo pochi giri. Ancora una volta in casa Ferrari dovranno accontentarsi di arrivare dietro, mentre Perez giunge quarto alle spalle di Sainz. Russell e Hamilton sono quinto e sesto, mentre dopo una gara condizionata da pitstop in regime di safety car Bottas arriva settimo davanti a Ocon, Albon e Stroll. Si segnalano tre contatti Aston Martin vs Haas nel corso della gara: Stroll/ Magnussen, Vettel/ Schumacher e infine Stroll/ Magnussen.

SPAGNA - ancora una volta Magnussen si qualifica bene, ma un contatto con Hamilton vanifica la sua performance del sabato. Leclerc è in testa alla gara dopo essere partito dalla pole, mentre Russell e Perez si portano secondo e terzo dopo dei testacoda di Sainz e Verstappen. Il ritiro di Leclerc per problemi al motore lascia Verstappen a lottare per la vittoria con Perez e Russell, con Perez che oppone ben poca resistenza chiudendo secondo e Russell che chiude sul gradino più basso del podio. Sainz taglia il traguardo davanti a Hamilton che nel finale ha problemi di gestione carburante, mentre Bottas, Ocon, Norris, Alonso e Tsunoda terminano la gara in zona punti.

MONTECARLO - la gara inizia con un'ora di ritardo, ufficialmente per la pioggia, forse perché il semaforo non funziona. Leclerc e Sainz partono dalla prima fila, ma la Ferraro pasticcia con le strategie. Leclerc passa prima dalle full wet alle intermedie e poi dalle intermedie alle slick, perdendo terreno nei confronti dei piloti Redbull che ugualmente si sono fermati due volte, ma la prima in un momento in cui aveva ancora senso mettere le intermedie. Sainz invece si ferma dopo passando direttamente alle slick: si trova secondo alle spalle di Perez (sotto accusa per ub incidente in qualifica che sembra avere "sabotato" il risultato del compagno di squadra), mentre Leclerc è quarto alle spalle di Verstappen. La gara viene successivamente redflaggata per un incidente di Schumacher, la cui vettura si apre di nuovo in due. Al restart non variano le posizioni dei primi quattro, mentre Russell chiude quinto davanti a Norris e Alonso. Hamilton invece è solo ottavo, con la zona punti chiusa da Bottas e Vettel. Il fine settimana si conclude con rumour su Perez, immortalato in atteggiamenti intimi con una donna imprecisata, nonostante sia sposato e con famiglia.

AZERBAIJAN - Leclerc parte dalla pole, ma Perez lo supera al via e poi lo passa anche Verstappen, che avrà vita facile con il suo compagno di squadra. Leclerc e le Redbull sono su strategie diverse, in un primo momento Leclerc riesce a riportarsi in testa, ma un guasto al motore lascia la doppietta alla Redbull. La Ferrari fa doppio zero, dato che anche Sainz si è rititato per un problema tecnico. Russell chiude a podio mentre Hamilton, inizialmente attardato durante una sosta, chiude quarto. La top-ten viene conclusa da Gasly, Vettel, Alonso, Ricciardo, Norris e Ocon.

CANADA - Verstappen fa la pole in una qualifica bagnata con un risultato anomalo, tanto che Alonso lo affianca in seconda fila, seguono Sainz e Hamilton, poi entrambe le Haas. Verstappen mantiene sempre la leadership, mentre Sainz trascorre buona parte della gara vicino a lui giungendo secondo. Hamilton sale sul podio conquistando il terzo posto, mentre va meno bene agli outsider delle qualifiche. Magnussen ha un incidente al primo giro mentre Schumacher ha un problema tecnico, quindi la Haas non porta a casa punti. Russell chiude quarto mentre Leclerc rimonta fino al sesto posto dopo essere partito dalle retrovie per sostituzioni componenti motore. Chiudono a punti anche Ocon, Zhou, Alonso e Riccardo, mentre Perez partito arretrato per un incidente un qualifica, conclude la gara nelle sue prime fasi per un problema di motore.

GRAN BRETAGNA - la gara è condizionata da un terribile incidente al via: si toccano Gasly, Russell e Zhou, quest'ultimo cappotto, la vettura striscia a terra, il rollbar cede, il pilota viene salvato dall'halo e la sua corsa impazzita finisce oltre le barriere. Nel frattempo sembra che un'invasione di manifestanti anti-uso dei carburanti venga fermati dall'altro lato della pista. La bandiera rossa per l'incidente al via ha impedito che la manifestazione generasse ulteriore pericolo. Al restart Sainz, partito dalla pole, prende la testa della gara davanti a Verstappen, che in seguito lo supera ma è arretrato da una foratura facendo risalire Leclerc secondo. Nel secondo stint, dopo una mezza polemica via radio, Sainz lascia passare Leclerc che si porta al comando. All'ingresso della safety car Leclerc è l'unico che non si ferma per una seconda sosta e, alla ripartenza, viene risucchiato chiudendo quarto. Sainz vince davanti a Perez e a Hamilton. Verstappen termina la gara settimo dietro ad Alonso e Norris, precedendo Schumacher, Vettel e Magnussen al termine della top-ten.

AUSTRIA - è un weekend con sprint e Russell e Hamilton hanno entrambi incidenti nelle qualifiche. Verstappen ottiene la pole e il giorno dopo riesce a mantenere la posizione, mentre Leclerc e Sainz prima sono protagonisti di un duello tra di loro poi rimangono secondo e terzo. Russell qualificato quarto nonostante l'incidente rimane in quella posizione, mentre Perez (partito dalle retrovie a causa di una penalità per track limits non notati nelle qualifiche a causa della quale è stato cancellato anche il suo risultato della Q3) risale in quinta posizione. Hamilton partito decimo chiude ottavo dietro Magnussen dopo un lungo duello con Schumacher in cui finalmente riesce a spuntarla. Anche l'indomani Hamilton si ritrova in battaglia con le Haas, non sempre avendo vita facile. In gara Verstappen è leader, ma su strategia diversa rispetto alle Ferrari, su una sosta in meno. Leclerc si porta davanti e anche Sainz potrebbe riuscirci se la sua vettura non prendesse fuoco per un guasto al motore. Leclerc vince nonostante un problema all'acceleratore, mentre Verstappen chiude secondo davanti a Hamilton. Russell, penalizzato per un incidente al via con Perez - poi ritirato - risale quarto, precedendo Ocon, Schumacher, Norris, Magnussen, Ricciardo e Alonso.

FRANCIA - Leclerc è in testa seguito a ruota da Verstappen nella prima parte di gara ma poi finisce in testacoda e sbatte, spianando la strada al pilota della Redbull, che va a vincere davanti a Hamilton. Russell chiude terzo uscendo vincente da un duello con Perez, mentre Sainz partito dalle retrovie per sostituzione del motore e a un certo punto penalizzato per un unsafe release, termina la gara in quinta piazza. Alonso, Norris, Ocon, Ricciardo e Stroll completano la zona punti.

UNGHERIA - dopo problemi in qualifica per entrambe le Redbull, Russell ottiene la pole position davanti a Sainz e a Leclerc. Davanti tutto sembra procecere senza problemi, mentre nelle retrovie ci sono dei contatti e in uno di questi Magnussen danneggia la vettura venendo chiamato dalla direzione gara ai box: non è la prima volta che gli viene esposta bandiera nera con cerchio arancione. Le Redbull iniziano a rimontare fin dai primi giri, mentre le Ferrari sono partite sulle gomme sbagliate. Nel primo giro di pitstop Leclerc si porta davanti a Sainz, ma perde la posizione a vantaggio di Verstappen. Montare le hard nel seguente pitstop affossa definitivanente il suo risultato, mentre Verstappen vince davanti alle Mercedes: Hamilton è secondo, avendo recuperato posizioni nello stint finale. Seguono Sainz, Perez, Leclerc, Norris, Alonso, Ocon e Vettel.

BELGIO - le penalità per sostituzioni di componenti stravolgono totalmente una gara che già di per sé inizia nel caos, con un contatto tra Alonso e Hamilton e altre varie collisioni. Dopo la safety car e il restart Sainz è ancora in testa, con Perez e Russell secondo e terzo, mentre Verstappen inizia a rimontare, arrivando anche al secondo posto. Verso metà gara Sainz si arrende a entrambe le Redbull che fanno doppietta e deve accontentarsi del terzo posto davanti a Russell. Risalito fino al quinto posto dopo una foratura iniziale, Leclerc fa una sosta extra a fine gara per tentare il giro veloce. Persa accidentalmente la quinta piazza dietro ad Alonso, lo supera ma torna sesto per penalità a causa di eccesso velocità nella pitlane. Chiudono a punti Ocon, Vettel, Gasly e Albon.

OLANDA - partito dalla pole, Verstappen è in testa davanti a Leclerc, Hamilton e Sainz quando quest'ultimo alla prima sosta precipita indietro, perché manca una ruota e il pitstop va per le lunghe. Le Mercedes tentano una sosta in meno e, mentre Verstappen riesce a sbarazzarsi di Russell, solo grazie a una virtual safety car riesce a mantenere la posizione su Hamilton. Dopo una successiva safety car, le Mercedes fanno strategia diversa: Russell si ferma di nuovo così come tutto il resto del gruppo d testa, Hamilton no. La strategia di Hamilton si rivela sbagliata e chiude quarto dietro a Verstappen/ Russell/ Leclerc. Rimontato fino al quinto posto, Sainz viene penalizzato per un unsafe release ed è retrocesso dietro Perez, Alonso e Norris. Chiudono la zona punti Ocon e Stroll.

MONZA - ancora una volta la griglia è modificata da numerose penalità, ma almeno il poleman è quello che ha fatto il miglior tempo. Leclerc mantiene la testa della gara davanti a Russell, mentre dietro Verstappen rimonta fino al secondo posto. Un pitstop anticipato, causa virtual safety car, costringe Leclerc a fare una sosta in più di Verstappen e a scivolare alle sue spalle, dove resterà, mentre Russell chiude terzo. Seguono Sainz, Hamilton e Perez partiti nelle ultime file dello schieramento, poi Norris, Gasly, il debuttante De Vries e Zhou a completare la zona punti. La direzione gara frattanto è contestata perché a seguito del ritiro di Ricciardo, la safety car entra in ritardo per rimuovere la vettura e la successiva rimozione si protrae per diversi minuti tanto che la gara finisce in regime di safety car, nonostante mancassero ancora diversi giri alla conclusione al momento del ritiro del pilota della McLaren.

SINGAPORE - in una gara che parte con un'ora di ritardo per pioggia, Perez brucia alla partenza il poleman Leclerc, mentre dietro di loro Sainz e Hamilton sono in lotta e hanno un lieve contatto senza danni. Verstappen, partito ottavo per un problema di calcolo quantità carburante in qualifica, perde posizioni al via e ha un contatto con Magnussen poi costretto dalla direzione gara a una riparazione ai box per motivi di sicurezza. La gara, nella quale in un secondo momento Verstappen inizia a rimontare è condizionata da alcuni incidenti e da un contatto con il muro per Hamilton. Un successivo testacoda di Verstappen lo allontana dalle zone alte della classifica, mentre Perez vince davanti a Leclerc e Sainz. Un presunto safety car infringiment del vincitore, valutato dai commissari in modo diverso rispetto a occasioni precedenti, è stavolta l'oggetto di contesa con la direzione gara, mentre Verstappen chiude settimo dietro a Norris, Ricciardo e Stroll. Vettel, Hamilton e Gasly completano la zona punti.

GIAPPONE - la direzione gara è finita di nuovo nell'occhio del ciclone, con la gara iniziata all'orario stabilito nonostante la pioggia battente, salvo poi esserci subito problemi. Un incidente di Sainz fa entrare la safety car e Gasly passato per la pitlane si ritrova di colpo davanti un trattore non segnalato. La gara viene quindi redflaggata e si riparte dopo parecchio tempo, con il limite delle tre ore da rispettare. Dopo una gara iniziata con il bagnato andato progressivamente a calare, Verstappen vince mentre Leclerc viene penalizzato per sorpasso irregolare su Perez perdendo la seconda posizione e giungendo terzo. Arrivano a punti anche Ocon, Hamilton, Vettel, Alonso (questi ultimi due protagonisti di un memorabile duello all'ultimo giro), Russell, Latifi (ai primi punti stagionali) e Norris. La gara è terminata al 53% dei giri totali per il raggiungimento del tempo massimo dalla prima partenza e si scopre a fine gara che il nuovo regolamento che assegna punteggi ridotti specifici in gare che non hanno raggiunto il 75% a seconda della percentuale è stato scritto solo per gare redflaggate e non riprese. C'è quindi un vuoto legislativo per la situazione appena accaduta e il punteggio dimezzato nemmeno esiste più. Quindi si applica punteggio pieno, nessuno sa il perché e solo al parc fermé Verstappen scopre di avere totalizzato punti a sufficienza per essere campione del mondo già da ora.

STATI UNITI - Sainz parte dalla pole, ma viene a contatto con Russell ed è costretto al ritiro. Verstappen, che già aveva avuto il migliore spunto al via, a questo modo non ha concorrenza, almeno finché a gara inoltrata non ha problemi ai box vedendosi sopravanzare da Hamilton. I due si ritrovano quindi di nuovo a lottare per la vittoria ed è Verstappen a spuntarla. Leclerc e Perez chiudono terzo e quarto dopo essere partiti attardati da penalità in griglia e Russell risale al quinto posto nonostante l'incidente al via e la relativa penalità. A seguire Norris, Alonso, Vettel, Magnussen e Tsunoda, con Alonso riuscito a completare la gara nonostante un pauroso incidente con Stroll. La Haas, diverse volte costretta a fermare Magnussen per danni alla vettura, dopo la gara fa reclamo contro la Alpine e succede l'ennesimo fatto controverso per opera della direzione gara: ad Alonso viene applicata la penalizzazione che spetterebbe a chi, ricevuta bandiera con cerchio arancione, non si sia fermato ai box per rimuovere parti pericolanti dalla monoposto... questo nonostante la direzione gara non gli abbia mai esposto bandiera nera con cerchio arancione. Essendo la penalità basata su una dimenticanza dei commissari, viene ribaltata immediatamente, dopo il ricorso di Alpine, e Alonso risulta ufficialmente settimo classificato.

MESSICO - in una gara meno turbolenta e nella quale per una volta non succedono cose particolarmente strane, Verstappen scatta dalla pole accanto a Russell, il quale viene però superato da Hamilton e Perez. Redbull e Mercedes differenziano le strategie, ma non c'è niente che in Mercedes possano fare - anche il numero di pitstop è uguale, alla fine - e le posizioni dei primi quattro permangono pressoché invariate al termine: Verstappen, Hamilton, Perez e Russell che precedono Sainz e Leclerc, dopodiché Ricciardo, Ocon, Norris e Bottas completano la zona punti.

BRASILE - una qualifica sotto la pioggia stravolge almeno in parte la situazione e di colpo succede l'impensabile: Magnussen mette una Haas in pole! Partirà comunque ottavo la domenica, perché nel frattempo c'è di mezzo una sprint race nel quale Magnussen giunge ottavo dopo pochi giri di gloria. Russell vince la sprint, nella quale Sainz - indenne dopo un contatto con Verstappen - chiude secondo ma sarà retrocesso per sostituzione componenti motore, facendo risalire Hamilton secondo in griglia e Verstappen terzo. Nella gara della domenica Russell mantiene la testa, Verstappen e Hamilton si toccano perdendo posizioni, così come Leclerc per un contatto con Norris. La gara di Magnussen frattanto finisce al via per una collisione con Ricciardo. Russell vince senza mai essere messo in discussione, Hamilton risale secondo, Sainz si piazza terzo e Leclerc rimonta fino al quarto posto. Alonso chiude quinto mentre Verstappen supera Perez per il sesto posto, chiudono la zona punti Ocon, Bottas e Stroll. La direzione gara fa un altro errore madornale - durante una safety car fa sdoppiare tutti i sdoppiati eccetto Tsunoda, che scivola ultimo e rimane a un giro di distacco - ma la cosa passa in sordina per via della polemica tra i piloti Redbull per il sorpasso di Verstappen su Perez a fine gara. La vicenda assume contorni cringe quando un giornalista olandese accusa Perez di avere innescato di proposito l'incidente in qualifica a Montecarlo e la madre di Verstappen via social accusa Perez di avere tradito la moglie in quello stesso weekend. Miracolosamente il polverone di placa in attesa dell'evento finale.

ABU DHABI - le Redbull partono in prima e seconda posizione ma facendo una sosta in meno Leclerc si frappone tra Verstappen e Perez chiudendo in seconda posizione. Anche Hamilton fa una sosta in meno, ma Sainz e Russell completano la top-5 dopo il suo ritiro. Norris, Ocon, Stroll, Ricciardo e Vettel concludono la gara in zona punti, quest'ultimo risalito decimo dopo il ritiro di Hamilton, visto che una strategia non azzeccata l'aveva fatto precipitate più indietro. Si conclude così la sua carriera in Formula 1, facendo burnout da solo, perché pareva che Hamilton e Alonso li avrebbero fatti in sua compagnia, ma si sono entrambi ritirati.

Classifica piloti e costruttori 2022

Il ritiro di Vettel è solo la più altisonante delle novità previste per il 2023, stagione in cui Alonso prenderà il suo posto alla Aston Martin. In Alpine saranno invece Ocon e Gasly a fare coppia. Doveva esserci Oscar Piastri, protagonista di una disputa tra Alpine e McLaren, ma appunto prenderà il posto di Ricciardo in McLaren. A sostituire Gasly in Alpha Tauri sarà invece De Vries arrivato dalla Williams dove era terzo pilota. In Williams non c'è più Latifi, a fare coppia con Albon sarà il debuttante Logan Sargeant. Infine Hulkenberg rientra full time in Haas al posto di Schumacher. Tra i piloti che non hanno volante per il 2023, Ricciardo torna in Redbull come terzo pilota e brand ambassador mentre, dopo avere lasciato l'Academy Ferrari, Schumacher diviene terzo pilota della Mercedes.


mercoledì 25 gennaio 2023

Storia della Forti: team dei bassifondi stroncato - tanto per cambiare - da una truffa

Carissime monoposto giallo limone relegate nelle ultime posizioni, oggi facciamo un viaggio nei mid-90s, andando a scoprire la storia di una scuderia che dopo quasi vent'anni di formule minori - presente in varie categorie nel corso del tempo, alternando risultati di un certo livello ad altri maggiormente scadenti - che progettava il passaggio in Formula 1.
Erano i mid-90s, ma scuderie come Lotus e Larrousse erano uscite di scena, facendo sì che ci fossero non più di ventisei vetture al via, quindi chiunque era destinato ad ansare in griglia. Era una situazione ben diversa dai tardi anni '80 con le prequalifiche, ma anche solo dalla stagione precedente con le Pacific sempre relegate fuori dalla griglia.

Correva l'anno 1995 e, grazie anche ai big money portati da un pilota che vestiva i colori del team già nelle formule minori, ecco finalmente il grande salto di qualità: il team piemontese fondato da Guido Forti (1940-2013) si apprestava a debuttare nella classe regina, dove avrebbe ottenuto tante soddisfazion-... ah no.
Il pilota dotato di sponsor era il brasiliano Pedro Diniz, figlio di un magnate dei supermercati, oggi divenuto allevatore di galline, la cui fattoria biologica è stata visitata da Sebastian Vettel in occasione del GP del Brasile 2021. Accanto a lui un suo connazionale. Stiamo parlando di un team che si presentava come backmarker pittoresco, quindi chi mai poteva essere questo altro brasiliano? Esatto, l'ex pilota di AGS, Eurobrun, Coloni e Andrea Moda, Roberto Moreno.

I due hanno disputato l'intera stagione come compagni di squadra, anche se il team ha valutato la possibilità di sostituire nel finale di stagione Moreno con il giapponese ex Larrousse Hideki Noda, affare che non è andato in porto. La stagione non è stata particolarmente ricca di soddisfazioni, ma il settimo posto di Diniz al GP conclusivo in Australia, battendo Bertrand Gachot giunto ottavo, ha permesso alla Forti di strappare l'11° posto in classifica battendo la Pacific (erano rimasti dodici team dopo il fallimento della Simtek).
In qualifica le Forti erano spesso relegate in ultima fila, anche se talvolta battevano le Pacific (specie in concomitanza con la presenza di Giovanni Lavaggi e Jean-Denis Deletraz al volante) e in qualche occasione anche la Footwork di Taki Inoue. In gara, quando arrivavano al traguardo, doppiati di svariati giri, i piloti erano tendenzialmente in ultima piazza. Avere battuto Gachot ad Adelaide con Diniz era un risultato di grande lusso per il team.

Per il 1996, Diniz è passato alla Ligier. Di per sé la partenza di Diniz per un team non è che fosse un danno incalcolabile, il problema è che la Forti sopravviveva anche e soprattutto grazie ai suoi soldi. Al posto della line-up tutta brasiliana è arrivata una line-up tutta italiana: Luca Badoer già visto alla Lola-Scuderia Italia nel 1993, Andrea Montermini meteora in Simtek nel 1994 e poi pilota della Pacific nel 1995. Avrebbe completato l'opera nel 1997 diventando anche terzo pilota della Lola Mastercard, ma questa è un'altra storia.
A quel punto la situazione si è complicata: se un tempo era ragionevole pensare che le vetture più lente si levassero dalle scatole dopo le prequalifiche o al più non si qualificassero, la diminuzione delle scuderie aveva portato alla possibilità per chi schierava una carriola di andare in griglia. Si è quindi deciso di correre ai ripari: introdurre il 107%.

Ciò avrebbe impedito a Badoer di andare in griglia per quattro volte e a Montermini sei volte, su dieci gran premi totali. Quando ci sono andati, spesso si sono ritirati, nel caso di Badoer anche con un rovinoso cappottamento al GP d'Argentina. In quella gara Montermini è arrivato decimo, miglior risultato stagionale ex-equo con Badoer a Imola, ottenuti grazie all'attrition rate.
Perché solo dieci gran premi? Essenzialmente in corso d'opera è entrato in scena un nuovo investitore, la società di consulenza legale Shannon di tale Hermann Ben Gartz, che ha promesso una grande quantità di big money, rilevato parte della squadra e ridipinto le vetture di biancoverde. Nessuno sapeva esattamente cosa fosse Shannon di cosa si occupasse. Voi, però, che siete ormai degli habitué di queste storie di motorsport, immagino sentiate già puzza di truffa.

Ho fatto un po' di ricerche su questo Gartz, tedesco di origini polacche, che pare fosse 1) titolare di varie società fasulle, 2) colluso con la mafia, 3) ricercato in alcuni paesi europei. Pare anche, ma non è chiaro quando, che sia stato successivamente ucciso in una sparatoria di mafia (indicativamente dopo i primi anni 2000 perché pare che in quel periodo fosse in carcere in Germania).
Ad ogni modo i danni che Shannon ha fatto in Formula 1 non andavano oltre il livello del truffatore medio: il team a un certo punto non ha potuto scendere in pista perché i big money promessi non erano mai arrivati e non poteva pagare la Cosworth per avere nuovi motori. Forti ha portato Shannon in tribunale, ma frattanto il team è definitivamente fallito. Frattanto in classifica costruttori era 11° e ultimo (nel 1996 non c'era più la Pacific, i team erano solo undici).


A proposito di Badoer, segnalo che oggi è il 25 gennaio 2023, ovvero il suo 52° compleanno. Tanti auguri Luca!

martedì 24 gennaio 2023

GP Sudafrica 1972: il debutto di Carlos Pace

Siamo ai primi di marzo del 1972 e siamo in epoca in cui delle gare extraeuropee sembrano non esistere grandi filmati. Ne ho trovato uno di meno di due minuti, oltre che un filmato amatoriale. Il gran premio in questione è quello del Sudafrica, che si svolge come secondo evento della stagione, per la cui ricostruzione è necessario ricorrere a fonti scritt. Le fonti scritte narrano che la pole position se la accaparra Jackie Stewart su Tyrrell, seguito da Clay Regazzoni su Ferrari, Emerson Fittipaldi su Lotus e Mike Hailwood su McLaren. Il pilota della McLaren Denny Hulme parte quinto, ma si porta in testa allo start. Hulme si porta in testa al via, mentre i piloti apparentemente devono schivare una persona che attraversa la pista. Stewart riesce a riprendersi la leadership un giro più tardi e si porta al comando davanti a Hulme, Fittipaldi e Hailwood. Fin dalle prime fasi la gara sembra falsata: nessuna Ferrari tra i primi, con Regazzoni che peraltro ha perso varie posizioni al via.

Stewart allunga, mentre Fittipaldi e Hailwood, dopo avere entrambi superato Hulme, iniziano ad avvicinarsi al leader. Hailwood supera anche Fittipaldi e si porta addirittura in seconda posizione: potrebbe dimostrare che in qualità di ex pilota di motociclismo è portatore di spettakolohhhh, ma a un terzo di gara è costretto al ritiro a causa della rottura di una sospensione(?). Frattanto Stewart continua a leaderare, mentre il compagno di squadra François Cevert ha in precedenza avuto problemi alla monoposto. Le cose per Jackie sembrano andare bene... ma non va sempre così: poco dopo la metà della gara ha un problema al cambio ed è costretto al ritiro. Fittipaldi regge per qualche giro in prima posizione, ma Hulme gli si avvicina e infine lo supera. Terzo a distanza c'è Chris Amon su Matra, ma è Amon e qualcosa andrà sicuramente storto. Infatti eccolo costretto al rientro ai box - due volte consecutive - per problemi di tenuta delle gomme.

A completare il podio è Peter Revson su McLaren, il suo primo podio in Formula 1. La gara della Ferrari non è particolarmente positiva, il migliore dei tre piloti della Rossa è Marione Andretti, che acchiappa il quarto posto nella parte finale della gara, a spese della March di Ronnie Peterson. Graham Hill sulla Brabham conclude la zona punti. Per quanto riguarda gli altri ferraristi, Jacky Ickx chiude la gara ottavo dietro alla March di Niki Lauda, mentre Clay Regazzoni è dodicesimo dopo avere subito una foratura. L'attrition rate è tutto sommato accettabile, e si segnala tra i piloti giunti al traguardo un debuttante su una March cliente del team di Frank Williams: si tratta di Carlos Pace, partito in 24^ posizione e giunto al traguardo 17° al suo primo gran premio in Formula 1. Se questo non è uno di quei risultati che saltano all'occhio, si segnala comunque che non dovrà attendere molto per ottenere il suo primo punto: otto settimane, quelle che mancano al seguente gran premio.

Il gran premio seguente è al Jarama in Spagna e si svolge di... lunedì?!?!?!?! A onore del vero è il primo maggio, quindi festivo, quindi il grande pubblico può vederselo in TV, sempre che sia stato trasmesso. Considerato che non si trovano nemmeno filmati di pochi minuti, nutro comunque parecchi dubbi in proposito. La pole va a Ickx, precede Hulme, Fittipaldi, Stewart, Andretti e Amon. Dietro alla BRM di Jean-Pierre Beltoise, c'è l'ultima Ferrari di Regazzoni. Viene a piovere poco prima del via, ma poco e si parte sulle slick, Hulme si porta in testa, segue Stewart. Ickx si ritrova terzo, seguito da Regazzoni, i due ferraristi vengono superati da Fittipaldi, mentre Stewart si porta in testa davanti a Hulme, ma sarà presto Emmo a prendere il comando, il tutto mentre più indietro vari piloti sono frattanto costretti al ritiro. La pioggia frattanto smette di cadere, Ickx si porta secondo e inizia a staccare Stewart, pur non riuscendo a raggiungere Fittipaldi. Ci sarà in seguito un nuovo scoscio di pioggia, ma ancora una volta non bagnerà molto la pista.

Hulme lo perdiamo per strada a causa di un guasto, i primi sei quando finisce di piovere sono Fittipaldi, Ickx, Stewart, Regazzoni, De Adamich e Revson. Stewart, tuttavia, pochi giri più tardi rompe una sospensione ed esce di pista. Anche Cevert si è ritirato già da qualche tempo: nessuna Tyrrell vedrà la luce del traguardo. Nonostante una perdita di benzina che potrebbe farlo rimanere a piedi prima del tempo (destino che invece capita all'altra Lotus, quella di Dave Walker), Fittipaldi riesce a giungere al traguardo davanti alle due Ferrari presenti in pista: Andretti si è ritirato molto tempo prima per un guasto al motore. Andrea De Adamich, quarto su Surtees, conquista i suoi primi punti in Formula 1, mentre Revson chiude quinto. Poche vetture giungono al traguardo, una decina in totale, e l'ultima in zona punti è proprio quella di Pace. Il pilota della Williams era partito 16° ed entrato in zona punti in concomitanza con il ritiro di Stewart, ma già da metà gara in poi si trovava in top-ten.