domenica 10 settembre 2023

Stagione 1961 - parte 3/3 (ITA/ USA): in ricordo di Wolfgang Von Trips (04.05.1928 - 10.09.1961)

Buongiorno a tutti, oggi è il 10 settembre, anniversario decisamente triste per il circuito di Monza. Nella storia recente, il 10 settembre 2000 si è svolto il nefasto evento costato la vita a un commissario di percorso, incidente del quale ho parlato pochi giorni fa, in precedenza si è svolto il 10 settembre il GP d'Italia 1978 che costò la vita un giorno più tardi a Ronnie Peterson, mentre ancora prima il GP d'Italia 1961, nel quale è avvenuto l'incidente più devastante della storia della Formula 1. Oggi ripercorreremo proprio quel finale di stagione, con trentadue vetture al via e ben cinque Ferrari a scattare dalle prime sei posizioni: il leader della classifica Wolfgang Von Trips, il debuttante diciannovenne Ricardo Rodriguez, Richie Ginther, Phil Hill e, sesto alle spalle della BRM di Graham Hill, Giancarlo Baghetti su una Ferrari non ufficiale, con un team privato.
Stirling Moss sulla Lotus partiva soltanto undicesimo. Ancora ufficialmente in lotta per il titolo, sebbene lontanissimo da Von Trips e Phil Hill, il suo destino sembrava quello di rimanere definitivamente fuori dai giochi e la Ferrari divenire unica candidata al campionato in occasione del gran premio di casa.

Phil Hill ha preso la leadership al primo giro, inseguito da Ginther e Rodriguez. Autore di una partenza piuttosto lenta, Von Trips si è ritrovato invece a lottare con la Cooper di Jack Brabham e con la Lotus di Jim Clark. Sulla vecchia versione di Monza le vetture si seguivano vicinissime le une alle altre, con i primi tre che, insieme a Brabham uscito vincente da quel duello, hanno presto iniziato ad allungare.
Era il secondo giro quando Von Trips ha tentato il sorpasso su Clark, il quale ha provato un controsorpasso. Le due vetture si sono agganciate, con la Ferrari che ha preso il volo, sbalzando fuori il pilota prima di finire sulle tribune, mentre la monoposto di Clark finiva in testacoda fermandosi sull'erba. Vi era una telecamera proprio sul luogo, che ha ripreso le terribili scene, si è trattato del primo incidente mortale della storia della Formula 1 del quale esiste un filmato.
Tra il pubblico le vittime sono state numerose: undici morti sul colpo, altri quattro tra i feriti sarebbero deceduti in ospedale nei giorni seguenti, per un totale di quindici vittime oltre al pilota.

La gara è proseguita, esattamente come il disastro di Le Mans qualche anno prima, anche per ragioni pratiche, di fatto le stesse di quel maledetto evento: se gli spettatori si fossero riversati in massa fuori dal circuito per la fine anticipata della gara avrebbero invaso le strade e intralciato la strada ai mezzi di soccorso che dovevano condurre in ospedale i feriti, rendendo la situazione ancora più grave.
Phil Hill era in testa, seguito da Ginther con il quale si è alternato al comando in diverse occasioni. R.Rodriguez e Baghetti inizialmente erano terzo e quarto, ma sono stati entrambi costretti al ritiro da problemi tecnici, stesso destino al quale più tardi, verso metà gara, è andato incontro anche Ginther dalla seconda posizione, lasciando P.Hill indisturbato ad andare a procacciarsi la vittoria.
Moss si è alternato al secondo posto con la Porsche di Dan Gurney, prima di essere costretto al ritiro e a lasciare definitivamente la seconda piazza al pilota americano. Seguivano le Cooper di Bruce McLaren e Jackie Lewis, poi la BRM di Tony Brooks e, a completare i primi sei, la Cooper di Roy Salvadori.

Con questa vittoria Phil Hill si portava a un punto di vantaggio in classifica nei confronti dello sventurato compagno di squadra, della cui morte e di quella degli spettatori avrebbe scoperto ben dopo la fine della gara. Deceduto il suo unico sfidante, Hill diventava campione del mondo, il primo statunitense nella storia a riuscirvi.
Per una macabra coincidenza, diciassette anni più tardi, un destino analogo sarebbe toccato anche a Mario Andretti, l'unico altro statunitense campione del mondo di Formula 1, che ha conquistato il titolo sempre a Monza dopo la morte del compagno di squadra Ronnie Peterson, suo diretto inseguitore in classifica, con l'incidente avvenuto, come già anticipato, sempre il 10 settembre (anche se il pilot svedese è morto l'11).
Tornando al 1961, la stagione della Ferrari è finita così, vista la scelta, dopo la morte di Von Trips, di non prendere parte al successivo gran premio, che si sarebbe svolto negli Stati Uniti a Watkins Glen (gara della quale ho cercato almeno qualche breve filmato, senza riuscire a trovare nulla su Youtube) un mese più tardi, nel weekend dell'8 ottobre.

Le cronache scritte raccontano di Brabham in pole e Moss subito suo diretto avversario in gara, con Innes Ireland su Lotus risalito in terza posizione dall'ottava in griglia, prima di precipitare indietro a causa di un testacoda.
Moss e Brabham si sono varie volte in testa, fintando che Brabham non si è portato definitivamente al comando, ma non troppo definitivamente, dato che è stato costretto al ritiro da un guasto. A quel punto Moss aveva un grande vantaggio, ma è stato successivamente costretto al ritiro in quello che sarebbe stato il suo ultimo gran premio ufficiale, a causa del gravissimo incidente avuto nel 1962 in un evento non championship.
Ireland, che aveva rimontato dopo il testacoda, si è ritrovato leader quando mancava poco più di un terzo di gara e ha conservato la posizione fino al traguardo, intendo la sua unica vittoria in Formula 1. Non è stato altrettanto fortunato Salvadori, costretto al ritiro mentre era secondo, con il podio completato da Gurney e Brooks, e a punti anche la Cooper di Bruce McLaren, la BRM Graham Hill e la Porsche di Joakim Bonnier.


sabato 9 settembre 2023

Formula 2 2023: gli ultimi eventi europei

Manca ormai solo un ultimo appuntamento alla conclusione del campionato 2023, che tuttavia si svolgerà ad Abu Dhabi quindi tra moltissimo tempo. Negli scorsi due fine settimana si sono svolti a Zeltweg e Monza il terzultimo e il penultimo evento stagionale, al ritorno dopo la pausa estiva che di fatto non è niente al confronto con la "pausa autunnale" che ci sarà da qui a Yas Marina. Vi ho raccontato gli eventi immediatamente precedenti in un apposito post qualche settimana da, quindi direi che la cosa migliore sia iniziare direttamente dal fine settimana olandese. Anzi no, direi che per prima cosa è meglio fare un ripasso della griglia, che finora rispetto alla formazione originale ha visto un solo avvicendamento, a partire dall'ultimo evento che vi avevo finora raccontato, quello del Belgio.


OLANDA: i primi dieci in qualifica sono Crawford, Hauger, Vesti, Maloney, Doohan, Bearman, Correa, Martins, Hadjar, Pourchaire, con quest'ultimo quindi a scattare dalla pole position nella gara sprint (per poi finire fuori), che è la prima che avviene. Anzi, che non avviene. O per meglio dire, è una via di mezzo tra l'avvenire e non avvenire.
Diluvia, nel sabato pomeriggio, con la gara che tuttavia va avanti per circa mezzo giro senza danni. Poi, all'improvviso, il caos, con un incidente che coinvolge Crawford, Maini e Boschung, questi due che appaiono con una vettura praticamente sopra quell'altra. Safety car, bandiera rossa e poi l'impossibilità di riprendere in condizioni di sicurezza. Il risultato della gara di fatto esiste, ma non assegna punti.
Risultato: Hadjar, Martins, Bearman, Correa, Maloney, Doohan, Vesti, Novalak.

La feature race della domenica vede vari episodi di un certo livello: il ritiro di Doohan per incidente, un testacoda di Vesti e la sua successiva rimonta, un incidente di Pourchaire... e poi il fantasma di Sebastian Buemi visto al contrario, quando Vesti, dopo il pitstop, perde due ruote così, di botto, non le anteriori come accadde al pilota della Toro Rosso, bensì quelle posteriori.
Va male anche all'altro pilota Prema, Bearman, ritirato dopo un incidente con Martins, il quale viene penalizzato post-gara perdendo la quinta piazza conquistata al traguardo. Il poleman Crawford giunge terzo, alle spalle di Novalak (in testa dopo la sosta) e Maloney.
Risultato: Novalak, Maloney, Crawford, Verschoor, Hauger, Hadjar, Fittipaldi, Cordeel, Martins, Correa.

ITALIA: Pourchaire, Bearman, Stanek, Hadjar, Martins, Maini, Crawford, Vesti, Verschoor, Boschung. Quest'ultimo si procaccia in questo modo la pole per la gara sprint, ma ha un pessimo spunto in partenza e finisce anche in giro per la via di fuga ad abbattere pannelli perdendo molto terreno. Vesti e Verschoor si ritrovano quindi in prima e seconda posizione.
In una gara in cui a metà c'è uno dei soliti casini di Nissany, Martins si inserisce tra i due piloti sopra citati, arrivando a classificarsi secondo. I primi tre concludono la gara molto vicini, ma è il pilota della Prema a portarsi a casa la vittoria. Giunti nella seconda metà della top-ten, frattanto, Hadjar e Crawford vi si ritrovano fuori causa penalità dovute al non rispetto dei track limits.
Risultato: Vesti, Martins, Verschoor, Pourchaire, Maini, Bearman, Leclerc, Stanek.

La feature race inizia nel peggiore dei modi per il vincitore del sabato: la domenica, infatti, finisce fuori per incidente al primo giro. Non è l'unico a fare un gran botto, verso metà gara è la volta anche di Maloney, incidente che provoca l'ingresso della safety car. Nel finale anche Crawford è protagonista di un incidente.
Bearman, in testa nelle fasi iniziali della gara, torna in testa dopo il giro dei pitstop, mentre Iwasa e Pourchaire nelle fasi finali lottano per il secondo posto, con Iwasa che supera il Sauber junior. Con il terzo posto, comunque, Pourchaire allunga in classifica nei confronti di Vesti, che è secondo. Iwasa frattanto si avvicina, al terzo posto, davanti a Doohan, Martins e Bearman.
Risultato: Bearman, Iwasa, Pourchaire, Fittipaldi, Hauger, Doohan, Daruvala, Cordeel, Boschung, Stanek.

venerdì 8 settembre 2023

Formula 3 2023: Gabriel Bortoleto vince il titolo

Avrei dovuto scrivere questo post diversi giorni fa, ma ammetto che per stare dietro ad altre vicende mi sono ritrovata a fare abbastanza tardi. Quest'anno ho deciso di dedicare alla Formula 3 internazionale, quella che un tempo era conosciuta come GP3, un unico post riassuntivo alla fine della stagione, che è stata composta da nove eventi: Bahrein, Australia, Montecarlo, Spagna, Austria, Gran Bretagna, Ungheria, Belgio e Italia, l'ultimo appuntamento disputato a Monza nello scorso fine settimana. Per chi avesse bisogno di un reminder, il format è così strutturato: due gare, una sprint e una feature, la prima delle quali prevede una sorta di reverse grid, dove "sorta di" è che, secondo i miei standard, la vera reverse grid era quella di un tempo. Adesso la prima parte della griglia della feature viene invertita nella sprint. Al via, come nelle scorse stagioni, dieci diversi team con tre vetture ciascuno. Dato che la fonte universale del sapere(?) ha fatto le cose bene, direi che anziché ricopiare tutte le line-up, posso anche piazzarvi qui uno screenshot.


Il campionato è stato vinto dal brasiliano Gabriel Bortoleto, che curiosamente condivide la data di nascita - 14 ottobre 2004 - con uno dei compagni di squadra, Oliver Goethe. Il titolo è stato assegnato matematicamente di venerdì dopo le qualifiche, dato che ci sono punti anche per la pole e che fino a quel momento il campionato era a ancora, almeno dal punto di vista puramente numerico, aperto.
Bortoleto, di fatto, ha vinto soltanto due gare (feat. Bahrein dopo penalità per Gabriele Minì, feat. Australia), mentre il più vicino dei suoi inseguitori, ne ha conquistate quattro, di cui due sprint (Australia dopo la squalifica di Franco Colapinto, Spagna/ feat. Austria, feat. Ungheria): si tratta di Zak O'Sullivan che ha preceduto un gruppo piuttosto fitto di piloti separati da poche lunghezza.
Paul Aron (vincitore spr. Austria) ha preceduto proprio Colapinto (spr. Gran Bretagna, spr. Italia), oltre che Pepe Martì (vincitore spr. Bahrein, spr. Montecarlo, feat. Spagna). Dino Beganovic, classificato sesto senze vittorie, ha preceduto il migliore degli italiani, Minì, che dopo la penalità in Bahrein è riuscito a vincere la feature di Montecarlo e la sprint in Ungheria.
Le quattro vittorie mancanti sono state ottenute rispettivamente dai piloti che hanno chiuso la top-ten in classifica, Goethe (feature Gran Bretagna), Caio Collet e Taylor Barnard (spr./ feat. Belgio) e da Johnny Edgar (feat. Italia) che si è classificato tredicesimo nei campionato piloti dietro al nostro connazionale Leonardo Fornaroli e a Christian Mansell, (che non ha alcuna parentela con un certo campione del mondo di Formula 1 degli anni '90).
Finiamo con il capitolo "personaggi popolari" parlando in primo luogo di Sebastian Montoya: il figlio di Juan Pablo, alla prima stagione completa ha conquistato un podio in Australia sprint (promosso da terzo a secondo dopo la squalifica di Colapinto). Sophia Florsch, invece, di ritorno in Formula 3 aveva originariamente concluso per la prima volta in top-ten in Austria, nona prima di essere squalificata per irregolarità tecniche (nello stesso giorno della prima top-ten di Jamie Chadwick in Indynxt), è riuscita finalmente, nella sprint in Belgio, a conquistare punti arrivando settima.

giovedì 7 settembre 2023

Stagione 1961 - parte 2/3 (FRA/ GBR/ GER): dalla vittoria all'esordio di Baghetti all'ultima vittoria di Moss

Qualche giorno fa vi ho raccontato l'inizio del mondiale 1961: Stirling Moss, pilota della Lotus, vincitore del gran premio inaugurale a Montecarlo, poi due vittorie della Ferrari in Olanda e Belgio con Wolfgang Von Trips e Phil Hill. Il campionato è proseguito poi in Francia (di cui ho trovato una sintesi su Youtube di circa una ventina di minuti, seppure oltre la metà dedicati a narrare il "contorno" più che la gara stessa), a Reims, con il quarto appuntamento della stagione che si è svolto il 2 luglio e ha visto una griglia con ventisei vetture, le prime tre, tutte rosse. C'era in pole Phil Hill davanti Von Trips e al loro compagno di squadra Richie Ginther. Moss era quarto, alle sue spalle Jim Clark su Lotus e Graham Hill su BRM. Tutto lasciava pensare che il tentativo di Moss di andare a risalire in vetta come a inizio stagione fosse tutt'altro che facile: e infatti eccolo accodarsi alle tre Ferrari ufficiali di P.Hill, Von Trips e Ginther. Sarebbe andata peggio: avrebbe avuto un problema tecnico che l'avrebbe costretto a due soste ai box e a perdere innumerevoli giri.
Von Trips nel frattempo è passato in testa, ma è stato costretto al ritiro per un guasto al motore. Phil Hill più avanti è finito in testacoda ed è stato colpito dalla Lotus di Moss, poi costretto al ritiro. Hill è riuscito a ripartire, perdendo nel frattempo un giro e lasciando Ginther in testa alla gara... ma non per molto: sarà a sua volta costretto al ritiro per un problema tecnico.
A questo punto della gara a leaderare era l'esordiente Giancarlo Baghetti, a bordo di una Ferrari non ufficiale, inseguita dalle Porsche di Joakim Bonnier e Dan Gurney, con i tre che si sono dati battaglia fino alla fine... Baghetti e Gurney, almeno, dato che Bonnier si è ritirato per un guasto al motore a due giri dalla conclusione. Il giro finale è stato una volata incredibile, con Gurney che ha tentato il sorpasso, per poi perdere di nuovo la leadership a vantaggio di Baghetti, sul traguardo con un decimo di gap, mentre dal terzo posto in poi - le Lotus di Jim Clark e Innes Ireland, la Cooper di Bruce McLaren, la BRM di Graham Hill, solo per citare la zona punti - erano tutti lontanissimi.
Per Baghetti, che era partito dodicesimo, era l'esordio assoluto in un gran premio ufficiale ed è tuttora l'unico pilota ad avere vinto un gran premio all'esordio. Nel corso del 1961 avrebbe disputato soltanto altri due gran premi ufficiali, Gran Bretagna e Italia, collezionando però due ritiri. Quella di Reims sarebbe rimasta la sua unica vittoria in Formula 1.

GP GRAN BRETAGNA - l'evento si è svolto di sabato sul circuito di Aintree, durante la gara c'è stata pioggia si fa fatica a trovare informazioni dettagliate sui fatti di quel 15 luglio 1961. Quello che è appurato è la presenza di ben trenta vetture al via e di Phil Hill e Ginther 1/2 in griglia, con Von Trips relegato dietro a Bonnier. (*)
Non è stato comunque un grosso intoppo, dal momento che è passato in testa dopo pochi giri, rimanendovi e involandosi verso la vittoria, la sua seconda in Formula 1. Moss ha occupato a lungo la seconda posizione, ma è stato costretto al ritiro. Tornando in pista sulla vettura di Jack Fairman ha concluso nelle retrovie ma è stato squalificato per push start.
Nel frattempo, seppure ben distanti da Von Trips, chiudevano secondo e terzo P.Hill e Ginther: si tratta dell'ultima tripletta Ferrari della storia della Formula 1 - non è vastato comunque a Hill per conservare il primato in classifica, scendendo alle spalle di Von Trips nel mondiale piloti.
Scivolato nelle posiziono retrostanti, Bonnier terminava la gara in quinta piazza, approfittando anche del ritiro di Clark, tra le Cooper di Jack Brabham e Roy Salvadori, le ultime vetture a pieni giri a completare la zona punti.

GP GERMANIA - il 6 agosto, con ventisei vetture in griglia al Nurburgring, Phil Hill era in pole position, stavolta seguito da Brabham e Moss, che hanno avuto lo spunto migliore alla partenza. Il breve highlight con telecronaca non chiarisce cosa sia accaduto a Brabham, ma il risultato lo dà come ritirato per incidente nel corso del primo giro.
Moss era in testa seguito da P.Hill, staccandolo poi progressivamente e andando a prendersi la vittoria, la sedicesima della sua carriera (che si sarebbe rivelata l'ultima), mentre i due compagni di squadra Hill e Von Trips lottavano per il secondo posto. È stato il tedesco a spuntarla, andando ad allungare in classifica nei confronti dell'americano, quattro lunghezze a dividerli con due soli gran premi da disputare, Italia e Stati Uniti che vi racconterò nel prossimo post a tematica 1961.
Clark ha concluso la gara al quarto posto con le Cooper di John Surtees e Bruce McLaren a completare la zona punti, quest'ultimo approfittando verso fine gara del ritiro per incidente della quarta Ferrari, guidata da Willy Mairesse a quel punto in sesta posizione. Ginther, sulla terza Rossa ha chiuso invece ottavo alle spalle di Gurney.



(*): EDIT 25/10/2025 - facendo una ricerca sulle "tied pole position", ispirata dalla lettura di un post su quelle famose qualifiche di Jerez, è saltato fuori che ad Aintree nel 1961 i primi quattro - seppure con tempi arrotondati al decimo di secondo - hanno fatto lo stesso tempo in qualifica!






mercoledì 6 settembre 2023

Scontro leclerchini vs sainzini: perché ha ampiamente rotto le palle

Carissimi miei tre lettori che speravano in un post di Formula 1 vintage o in qualche resoconto di campionati minori, sono spiacente di deludervi, ma stasera non parlerò né di Formula 1 vintage né di campionati minori: motivo, sta capitando qualcosa di assolutamente delirante nel Formula 1 Twitter e mi sento in dovere di commentare la cosa, dato che da molti anni mi ripropongo di parlare di cosa succede nel fanbase quando il suddetto fanbase arriva a livelli di fanatismo e follia che vanno oltre ogni regola di buonsenso. Quello che non potevo immaginare ai vecchi tempi è che si andasse così tanto oltre ogni regola di buonsenso.

Ormai da tempo immemore una gran parte del fanbase della Formula 1 in generale e soprattutto della Ferrari sta prendendo una direzione alquanto trash. Da mesi e mesi ci sono polemiche tra leclerchini e sainzini, con cadenza settimanale se non giornaliera, anche indipendentemente dal fatto che si sia disputato un gran premio di recente o che Charles Leclerc e/o Carlos Sainz siano stati protagonisti di alcun genere di polemica.
È una cosa molto trash, alimentata dal fatto che, chissà come, negli ultimi anni su Twitter proprio i soggetti più scalmanati e pronti a insultare o a sbeffeggiare piloti, tifosi o qualunque persona gli capiti a tiro hanno numeri di follower, like e view che rasentano le migliaia. Per intenderci, un tempo gente di questo tipo avrebbe ricevuto non più di cinque o sei risposte su Answers Yahoo, almeno la metà delle quali gli avrebbero suggerito di trovarsi un hobby più sensato.
Eppure niente, non importa quanto sembri che la polemica tra leclerchini e sainzini abbia raggiunto livelli insuperabili, succederà sempre qualcosa di peggio. Vi dico solo che, pur non seguendo account di fanboy né dell'uno né dell'altro dalla mattina al tardo pomeriggio inoltrato, se entravo su Twitter, in bacheca come suggeriti mi trovavo gente che delirava a proposito di autografi in quantità superiore firmati dal proprio idolo in confronto al compagno di squadra, di grado di attaccamento al team, di like messi sui social da parenti di piloti a tweet offensivi, di like messi da piloti a tweet offensivi, di presunta lotta per il titolo impossibile a causa dei piloti e non so di cos'altro.
In sintesi, è una roba assurda che a mio vedere ha poco senso di esistere, perché lungi da me affermare che i piloti siano dei santihhhh subitohhhh e che non abbiano mai fatto nulla di sbagliato, ma sinceramente non penso che questa schiera di fanboy, incapace di rapportarsi in maniera civile con chiunque non faccia parte della loro bolgia di bimbiminchia dediti all'insulto compulsivo, sia in qualche modo nella posizione di potere criticare il comportamento altrui invece di fare un po' di autocritica.

Non so cosa sia cambiato, cosa abbia reso i fanbase - e non solo - un luogo totalmente privo anche delle regole comportamentali di base. Premesso che fino a qualche anno fa i piloti e il loro entourage sarebbero stati molto criticati se avessero pubblicato o condiviso contenuti che al giorno d'oggi sono stati del tutto sdoganati, o in generale qualsiasi cosa non fosse strettamente professionale (per dire, ricordate la vicenda di Lewis Hamilton che si faceva i selfie con le orecchie da coniglio in conferenza stampa? Al giorno d'oggi penso sarebbe considerata una cosa da fighi), non mi sembra che per noi persone comuni le cose siano in qualche modo messe meglio.
Mi viene da pensare che il 2020 sia una linea di spartiacque dalla quale sarà difficile se non impossibile tornare indietro. Se il lockdown ha fatto sì che i social venissero usati totalmente a ruota libera dai piloti e dagli addetti ai lavori, con tanto apprezzamento da parte dei tifosi mi sembra che sia mancato totalmente una sorta di ritorno alle origini.
Non c'è nulla di male nel lasciarsi un po' andare, ma alla fine a stare lontani dalle polemiche sono proprio quei pochi che hanno profili social fin troppo PR-friendly. L'impressione è che si sia perso progressivamente il senso della misura e che non ci sia mezzo di tornare indietro.
Ciò va di pari passo con il fatto che i piloti talvolta mettano like a post di utenti comuni - tendenzialmente proprio quelli che hanno maggiori possibilità di finire in timeline - contribuendo indirettamente a trasformarli in pazzi esaltati ai limiti dello stalking.

Questi soggetti, dall'alto della loro popolarità, spesso finiscono per offrire una bassezza devastante, come le fan war tipo quella attuale. Perché va bene, il duello negli ultimi giri, i sainzini che sostengono che Sainz aveva il diritto di mantenere la posizione sbandierando ai quattro venti il maggior numero di punti in classifica, i leclerchini che sostengono che Leclerc è più veloce quindi i risultati devono essergli ceduti di default... che poi, sostengono, si limitassero a sostenerlo senza insultarsi a vicenda o insultare chiunque provi a dire qualcosa di sensato e pertinente, sarebbe anche accettabile. Invece no.
E poi, comunque, il duello degli ultimi giri a Monza spiega l'escalation, ma non il fatto che certi atteggiamenti e certi scontri tra tifoserie stiano perdurando da mesi e mesi: sembra di essere tornati i livelli dei bimbiminchia Orange Army contro gli svitati Cult LH, solo che ai tempi - non che sia una scusante per rendere invivibile il Formula 1 Twitter - si parlava di incidenti tra championship contenders, qui non ci sono nemmeno stati incidenti (e spesso neanche gare, nei momenti di maggiore polemica).
Non me lo spiego. Non mi spiego come facciano questi a vivere per il loro idolo al punto tale da volere vedere annientato tutto il resto, siano essi piloti, squadre o tifoserie. La filosofia propagata e diffusa negli ultimi anni secondo cui i tifosi devono essere considerati e considerarsi una parte dello spettacolo non sta dando affatto buoni frutti. Bisognerebbe fermarsi a riflettere. O quantomeno fermarsi prima di scrivere insulti e chiedersi: "posso esprimere lo stesso concetto in termini civili, invece di puntare allo scontro a tutti i costi?"

martedì 5 settembre 2023

La sicurezza non è noia // GP Italia 2000

Parlando di Monza, credo sia doveroso ricordare il drammatico evento della stagione 2000, disputato il 10 settembre (peraltro anniversario della morte di Wolfgang Von Trips nel 1961 e dell'incidente di Ronnie Peterson, poi deceduto l'indomani, nel 1978), ultimo evento della stagione europea. Le Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello scattavano dalla prima fila, tutto lasciava pensare a una grande occasione per la Rossa e nulla lasciava intuire che il risultato sportivo non sarebbe stato il principale argomento destinato a essere ricordato in quel fine settimana. Le McLaren seguivano in griglia terza e quinta con Mika Hakkinen e David Coulthard, in mezzo a loro la B.A.R. di Jacques Villeneuve, a seguire sesta e ottava le Jordan di Jarno Trulli e Heinz-Harald Frentzen, con un mezzo la Williams di Ralf Schumacher. C'era poi Giancarlo Fisichella sulla Benetton e decimo Pedro De La Rosa su Arrows, che pare essere rimasto quasi piantato alla partenza.
Diverse posizioni più indietro si è visto un botto e una Jaguar incidentata andare a fermarsi in via di fuga. Era Eddie Irvine, pare protagonista di un incidente con l'ex compagno di squadra Mika Salo, a bordo di una Sauber, proseguito regolarmente dopo la collisione, così come il suo compagno di squadra Pedro Diniz, coinvolto a qualche titolo nel contatto.

Poco dopo le telecamere hanno staccato all'improvviso per tornare davanti, dove Michael Schumacher leaderava davanti a Hakkinen, con sullo sfondo un groviglio incredibile. Sembrerebbe che si fosse aperto un varco tra Barrichello, che aveva fatto una partenza lenta e perso alcune posizioni, e Trulli, tra i quali Frentzen si era infilato.
Non c'era spazio per tutti, le due Jordan sono venute a contatto, una delle due ha colpito anche Barrichello, il quale ha poi cozzato contro Coulthard. Frattanto De La Rosa, che aveva raggiunto il gruppo, ha tamponato un'altra monoposto - la B.A.R. di Ricardo Zonta - e ha spiccato il volo, colpendo anche la Jaguar di Johnny Herbert e mancando per un soffio di atterrare sulla McLaren di Coulthard.
Colpito da una ruota che si era staccata dalla monoposto di Frentzen, il commissario Paolo Gislimberti, che di trovava in una posizione in cui ai tempi non c'erano abbastanza protezioni, è apparso subito in gravissime condizioni e, trasportato in ospedale, è stato dichiarato morto circa un'ora più tardi. I soccorsi erano avvenuti a gara in corso, con dieci giri alle spalle della safety car.

In attesa del restart, Michael Schumacher ha rallentato sensibilmente, con conseguente necessità di frenata da chi lo seguiva. Varie posizioni più indietro Jenson Button non se n'è accorto per tempo e per non colpire nessuno, si è buttato di lato andando a sbattere rischiando di finire contro una postazione dei commissari.
Per il pilota della Williams è stato ritiro poco dopo, mentre la gara proseguiva con M.Schumacher che allungava su Hakkinen. Jacques Villeneuve, sulla B.A.R., è rimasto terzo per qualche giro, fino al ritiro per problemi tecnici. È toccato al suo compagno di squadra Zonta mettersi in mostra e, dopo le prime soste di R.Schumacher e Fisichella, l'abbiamo visto lottare per una provvisoria terza piazza con la Arrows di Jos Verstappen, uscendone vincente dopo un intenso duello.
Se alcuni piloti in lotta per la zona facevano due soste, così non era per i due di testa, che si sono fermati per un solo rifornimento a gara inoltrata, mantenendo le loro posizioni a distanza. Ralf Schumacher ha chiuso terzo, con Fisichella attardato da un problema nella sua seconda sosta e precipitato nelle retrovie.

Verstappen e Zonta hanno portato a casa la quarta e la sesta piazza, risultati decisamente rispettabili, l'uno davanti e l'altro dietro alla Benetton di Alex Wurz. Salo e Diniz hanno chiuso settimo e ottavo, precedendo - mai vistohhhh kuestohhhh - le Minardi di Marc Gené e Gaston Mazzacane. Fisichella ha chiuso solo undicesimo, precedendo la sola Prost giunta al traguardo, quella di Jean Alesi - Nick Heidfeld era stato costretto al ritiro.
Michael Schumacher, Hakkinen e Ralf Schumacher sono saliti sul podio, festeggiando come se non ci fosse un domani. Non sapevano nulla della morte del povero commissario, notizia che hanno appreso ben dopo la fine anche della conferenza stampa. Durante questa, quando è stata menzionata la 41^ vittoria di Schumacher - tante quante ne aveva ottenute Ayrton Senna - arrivata dopo un periodo difficile e critiche della stampa, Michael è scoppiato a piangere così di botto, sorprendendo abbondantemente la metà di mondo che stava assistendo agli eventi. Ancora oggi si formulano teorie a proposito di cosa gli passasse per la testa.

Personalmente preferisco non commentare le emozioni altrui, perché il rischio di dire cose a sproposito è a mio parere fin troppo alto, basti pensare a come questo evento sia stato usato poco tempo fa per additare Max Verstappen che in occasione della sua 41^ non aveva mostrato alcuna emozione, il tutto senza mettervi intorno il benché minimo contesto.
Tutto ciò che posso fare è focalizzarmi su come ci fosse ancora tanto da fare per la sicurezza, perché per quanto i piloti sembrassero relativamente al sicuro, i commissari di percorso erano esposti a rischi che non potevano essere ignorati. Purtroppo una vicenda simile si sarebbe ripetuta soltanto pochi mesi più tardi al GP d'Australia 2001, con la morte di un altro commissario.
Fortunatamente in seguito episodi di questo tipo non si sono più ripetuti - un commissario è morto lavorando sul circuito in Canada nel 2013, ma durante la movimentazione di una monoposto con una gru al termine del gran premio, non per effetto di un incidente di gara - e speriamo vivamente non si ripetano mai più.

La sicurezza non è noia, nonostante ci sia chi sente il bisogno di crederlo.

lunedì 4 settembre 2023

Formula 1 2023: #14 Gran Premio d'Italia - il commento del lunedì

Carissimi capelli di un certo fanboy di un'ex pilota della Ferrari, che permangono rigogliosi sulla sua testa nonostante sia alla sua terza stagione in Ferrari, permettendogli di emulare il suo Yd0l0 nell'avere guidato la Rossa senza per questo avere problemi di calvizie, sono qui per il consueto Commento al Gran Premio che, come ogni lunedì post-gran premio (o martedì, o mercoledì, o occasionalmente fine settimana successivo), mentre metto insieme queste parole è domenica sera e sto pensando al futuro. Nello specifico, non penso al GP di Singapore, ma al fatto che le mie ferie sono terminate e che a partire da domani (che sarà oggi quando leggerete queste parole) si torna ad avere a che fare con trasportatori tedeschi, clienti messicani e compagnie marittime. Non sarà così terribile, a parte il pensiero che a metà settimana quando avrò la prossima call con la tizia del Messico, non potrò chiederle se segue la Formula 1 e cosa ne pensa del suo connazionale che gareggia per la Redbull! Ma forse, visto il livello ultrà della Checo Nation Viva Mexico sui social, è meglio evitare.
Con questo ci tengo tuttavia a precisare che i fanboy connazionali di Pedro e Ricardo Rodriguez non hanno l'esclusiva quando si tratta di fare i fanboy e dire cose fuori luogo, però dopo commenti e commenti passati a menzionare sainzini, leclerchini, Orange Army, Cult LH, alonsisti e quant'altro, mi sembrava giusto ricordare anche della loro esistenza. Non che in questo periodo si facciano sentire molto, sono ormai trascorsi mesi da quando tacciavano il loro idolohhhh di essere il miglior non campione del mondo di sempre e Stirling Moss who, ma è doveroso non dimenticare la caciara che facevano.
Voce fuori campo: "Forse sarebbe meglio inserire la cronaca pubblicata su F1 Grand Chelem e poi passare oltre, con il commento del lunedì scritto quando non è ancora lunedì, ma per essere pubblicato nella giornata di lunedì."
Autrice(C): "Ritengo estremamente sensata questa considerazione, quindi propongo immediatamente quanto pubblicato sul forum nel pomeriggio di domenica e poi procedo inventandomi qualcosa di trash per proseguire la mia narrazione dei fatti. E dei misfatti."

CRONACA PER IL FORUM - A Monza si svolge il 14° evento della stagione, con la Ferrari che, diversamente da Zandvoort, sembra potere competere per posizioni di qualche rilievo. Sabato Carlos Sainz ottiene la pole position mentre Charles Leclerc strappa il terzo tempo alle spalle di Max Verstappen, mentre Checo Perez ancora una volta non sembra brillare, quinto alle spalle di un ottimo George Russell.
La gara, prevista per le 15.00, prevede 53 giri, con i piloti che scendono quasi tutti in pista con gomme medium. Solo tre piloti scelgono invece le hard, uno di questi è Lewis Hamilton. Questa è la griglia di partenza:

Sainz - Verstappen
Leclerc - Russell
Perez - Albon
Piastri - Hamilton(H)
Norris - Alonso
Tsunoda - Lawson
Hulkenberg - Bottas(H)
Sargeant - Zhou
Gasly - Ocon
Magnussen(H) - Stroll

Nel giro di formazione l'Alpha Tauri di Yuki Tsunoda rimane ferma per un guasto al motore. Le vetture si riallineano sulla griglia, ma subito dopo le luci gialle dell'aborted start si accendono quelli verdi del nuovo formation lap, nonostante la rimozione della monoposto vada piuttosto per le lunghe. Viene in seguito segnalato che il terzo(!) giro di formazione è fissato per le 15.20. Per effetto dei due giri di formazione extra, i giri di gara vengono ridotti a 51.
La gara inizia con Sainz in testa inseguito da Verstappen e le posizioni che cambiano poco, il gruppo dei primi tre, Sainz/ Verstappen/ Leclerc molto vicino così come poi il duo Russell/ Perez. Verstappen è abbastanza cauto nella prima parte di gara ed è solo al 15° che, dopo precedenti tentativi di difesa da parte di Sainz, riesce a effettuare il sorpasso e diventare leader della gara.
Nello stesso giro Perez riesce a superare Russell. Solo un giro prima, i due erano finiti a tagliare una chicane, con Perez uscito davanti alla Mercedes, che aveva dovuto lasciar passare Russell. Pochi giri più tardi iniziano i pitstop: si fermano al 19° Sainz e Russell, al 20° Verstappen e Leclerc, al 21° Perez. Le posizioni rimangono tali, ma Russell si procaccia cinque secondi di penalità da applicare post-gara per avere spinto fuori pista Esteban Ocon.
Il trio Sainz/ Leclerc/ Perez è molto vicino a questo punto, ma per il momento non cambiano le posizioni, così come non cambieranno quando diversi giri più tardi dovranno tutti superare Hamilton - già superato da Verstappen - che essendo su hard ritarda la sosta, si fermerà ai box al 28° uscendo a tu per tu con l'Aston Martin di Fernando Alonso.
Lo supererà e poi andrà a prendere anche Oscar Piastri, già uscito indenne da un contatto (al 24° giro) con il compagno di squadra Lando Norris. Tra i due ci sarà un contatto al 41° con ala anteriore danneggiata e pitstop per Piastri e cinque secondi di penalità per Hamilton - superati Norris e la Williams di un ottimo Alex Albon, allungherà quanto basta per non perdere posizioni. Piastri sarà in seguito coinvolto in un altro contatto con Logan Sargeant il quale prenderà penalità perdendo una posizione.
Tornando alla lotta per le posizioni del podio, dopo diversi tentativi di difesa di Leclerc, Perez ha superato Charles al 32° e nelle fasi conclusive della gara si avvicina anche a Sainz che aveva frattanto in precedenza allungato. Dopo due tentativi falliti e posizioni cedute causa tagli di chicane, finalmente al 46° riesce a effettuare il sorpasso. Il finale, a sorpresa, è un duello piuttosto scatenato tra i piloti Ferrari per il terzo posto, con tanto di bloccaggi e tagli di chicane, con Sainz che riesce, seppure non troppo facilmente, a mantenere la posizione.

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Sergio Perez (Redbull), 3. Carlos Sainz (Ferrari), 4. Charles Leclerc (Ferrari), 5. George Russell (Mercedes), 6. Lewis Hamilton (Mercedes), 7. Alex Albon (Williams), 8. Lando Norris (McLaren), 9. Fernando Alonso (Aston Martin), 10. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 11. Oscar Piastri (McLaren), 12. Logan Sargeant (Williams), 13. Liam Lawson (Alpha Tauri), 14. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 15. Lance Stroll (Aston Martin), 16. Pierre Gasly (Alpine), 17. Nico Hulkenberg (Haas), 18. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Esteban Ocon (Alpine), Rit. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri).

Le impressioni post-gara: innanzi tutto doppietta prevedibile per la Redbull, Ferrari mai favorita per la vittoria. Per quanto Verstappen a inizio gara si sia risparmiato, rimane comunque apprezzabile il fatto che Sainz abbia lottato per la posizione, invece di arrendersi facilmente per palese superiorità altrui, come è successo invece in altre occasioni con altri piloti.
Ferrari ha sicuramente puntato tutto su Monza, arrivando al GP di casa con motori nuovi (ultimo cambio stagionale senza penalità) con il probabile scopo di impressionare. Ce l'ha fatta bene e per una volta non hanno toppato strategie, toppato pitstop, smarrito ruote, subito undercut o overcut... il tutto in una gara di per sé tiratissima. Il duello finale tra Sainz e Leclerc è stato un azzardo, ma loro sono piloti, li posso capire. Capirei perfettamente, comunque, se Vasseur o chi per lui li prendesse a sberle dopo tutti quei rischi!
Mercedes protagonista più nel caos che nel bene, ma alla fine sono riusciti a fare 5/6, il massimo a cui potevano ambire. Ottima gara di Albon in casa Williams, capace di difendersi bene dalle McLaren e poi di salvare il salvabile superato da Hamilton. Mai inquadrato, ma anche Bottas - uno dei piloti partiti sulle hard - a giudicare dal risultato finale ha portato a casa un risultato molto positivo.
Tra i team in difficoltà a colpire in negativo è sicuramente Alpine, reduce da un terzo posto di Gasly in Olanda, ma relegata nelle ultime posizioni al sabato e nelle retrovie la domenica: Ocon peraltro non arriva nemmeno alla conclusione, costretto al ritiro ai box. Anche Aston Martin è stata in netto calo rispetto a domenica scorsa, tuttavia ha centrato la top-ten almeno con Alonso sia in qualifica sia in gara. // {Milly Sunshine per F1GC forum}

COMMENTO SEMISERIO DEL LUNEDÌ - il gran premio era quello di casa della Ferrari e mi sembra doveroso focalizzarmi in gran parte sulle Rosse, specie considerato che stavolta hanno regalato gioie e momenti al cardiopalma, anche se gioie non per tutti. Per esempio, tutti i santi del calendario saranno ben poco soddisfatti di quanto sia uscito dalle bocche dei tifosi nei giri finali. Ma portiamoci appunto in quegli storici momenti...
CL: "Yaaaaayyyyy, io ho il DRS aperto e tu no!!!!111!!!11!!! Adesso ti supero stando in bilico su due ruote."
CS: "Ho fatto penare Verstappino e poi Checo, secondo te ti faccio passare in due secondi contati?"
CL: "Premesso che sarebbe tuo dovere per preservare la serenità dei fanboy che si fanno le segh-... ehm, volevo dire, che sono emozionati guardandomi in TV, ma vuoi forse paragonarmi a Checo? Sappi che la considero una dichiarazione di guerra."
CS: "Ma voi dai box niente da dire?"
Box Ferrari: "Sì, molte cose. La prima di queste è: andate a cagare."
CL: "Hai visto? Sono perfettamente autorizzato a portarti via il podio."
CS: "Cerca di farlo senza che perdiamo entrambi venticinque anni di vita!"
CL: "Possiamo perderne anche trenta per quanto mi riguarda, l'importante è passare davanti. Ed è inutile che citofoni ai box, tanto qualunque cosa dicano non li staremo a sentire né tu né io."
CS: "Voi dai box, non potreste convincerlo a desistere? Non so, qualcosa tipo: 'stai tranquillo, oppure rapiamo tuo fratello e lo sostituiamo con uno più inconcludente'. Anche se in effetti sarebbe difficile trovarlo."
CL: *ruggito*
CS: "Tutto bene, Charles?"
CL: "No, hai appena chiamato inconcludente Arthur, quindi meriti di essere asfaltato."
CS: "Quindi asfalti il 99% della popolazione mondiale, di solito."
CL: "Come sei kattivohhhh!!!111!!!11!! :-//// Adesso guardami il culo!"
CS: "Mi sembra che tu stia guardando l'erba. Quindi torna in te, che sarebbero capaci di penalizzarci a caso per track limits."
CL: *ruggito*
CS: "Dai calmati, che anche se arrivi quarto Gasly ti vuole bene lo stesso."
CL: "Aaaawwww. Però non mi freghi con queste parole. Adesso vado di nuovo in giro per le chicane nel tentativo di superarti. Sono vicinissimo ormai, al punto che potrei infilarti un peperoncino piccante su per il culo!"
CS: "Ahahahah, davvero non hai capito come mai questo weekend sono così veloce? Non hai capito proprio niente delle gare e dei commenti. E ora vedo la bandiera a scacchi scendere sul tuo tentativo di trollarmi. È finita, e non me ne importa nulla di quello che pensano i predestinaters."
CL: "E alla nonna di Russell non ci pensi?"
CS: "Tanto tifava per Vettel."
CL: "Aaaawwww."
CS: "Ma quale 'aaaawwww', che ha detto che sperava che Verstappino vincesse per la decima volta di fila battendo il suo record! Il tuo best friend forever ci dava per spacciati prima ancora del fine settimana."
CL: "Hai ragione. Ha fatto presto a dimenticarsi di noi poveri sventurati che guidano ancora la Ferrari, una volta che si è salvato da questa terribile sciagura. L'unica cosa che possiamo fare è unire le nostre forze per combattere il nostro triste destino."
CS: "Ah, adesso vuoi unire le nostre forze, invece di fare a sportellate?"
CL: "Certo, la gara è finita, adesso dobbiamo pensare alle cose serie. Stasera, quando verrai accerchiato da dei rapinatori e derubato dell'orologio, cosa che succede a ogni pilota che si rispetti, mentalmente sarò con te."
CS: "Non preoccuparti, li inseguirò senza problemi e li bloccherò. Dopo essere stato derubato della vittoria dei Redbull Bros, non mi farò portare via anche l'orologio!"
Infatti è andata proprio così: i siti di cronaca narrano che sia riuscito lui stesso a sventare il furto e a far bloccare i rapinatori.
Nel frattempo si è fatto davvero lunedì, sono passate da poco le 13.00 e mi appresto a mettere fine a questo commento informandovi che in mensa un mio collega si è lamentato della vittoria di Verstappen perché, testualmente, aveva scommesso sulla vittoria di Sainz. Un altro mio collega ha risposto che la MotoGP è più bella! È stato un attimo, ma mi sono sentita a casa!