Ladies and gentlemen, oggi vi parlo del campionato giapponese di Formula 4, che si è svolto tra il weekend del 7/8 Aprile e quello del 10/11 Novembre.
Il calendario prevedeva sette appuntamenti, ciascuno dei quali prevedeva due gare.
1) Okayama
Yuki Tsunoda ha iniziato con una pole position,che però è stata seguita da un ritiri. Ha vinto Teppei Natori, mentre il giorno doo Tsunoda ha vinto dalla pole.
Kiryo Hosoda e Shinji Sawada sono arrivati rispettivamente secondo e terzo in entrambe le gare. Non sono mai più saliti sul podio per il resto della stagione. Hosoda non è neanche mai più arrivato a punti.
2) Fuji I
Ancora due pole position per Tsunoda, che si sono tradotte in due vittorie.
Teppei Natori ha conquistato la seconda posizione davanti a Kazuto Kotaka, che invece è arrivato secondo il giorno dopo. In questa occasione ha completato il podio Togo Suganami.
Kotaka non aveva preso parte all'evento inaugurale, arrivando in corso d'opera a partire da questo evento.
3) Suzuka
Ancora due pole position per Tsunoda, che anche questa volta si sono tradotte in due vittorie. In questa occasione Kotaka ha collezionato due secondi posti, mentre Natori è tornato a podio arrivando terzo nella gara del sabato. In quella della domenica, invece, ha fatto la propria comparsa in terza posuzione Takuya Otaki, autore di quell'unico podio in tuta la stagione.
4) Fuji II
Natori è partito dalla pole nell gara del sabato, ma la vittoria è andata a Kotaka, con Tsunoda in seconda posizione.
Ancora una volta, Natori è partito dalla pole position per la gara della domenica, ma stavolta è arrivato soltanto secondo, dietro a Kotaka, autore della sua seconda vittoria consecutiv nel corso del weekend. Sono state le uniche due vittorie che ha ottenuto nel corso della stagione.
Tsunoda stavolta è arrivato in terza posuzione.
5) Sportlands Sugo
Terzo posto per Yuki Tsunoda anche nella gara del sabato di Sugo, dove era partito dalla pole position. È tornato alla vittoria Teppei Natori, mentre ha ottenuto il primo podio stagionale Kohta Kawaai.
Autore della pole anche per la gara della domenica, stavolta Tsunoda è riuscito a portare a casa la vittoria, con Natori classificato in seconda posizione.
Kawaai è andato a podio ancora una volta, arrivando terzo... kawaii! <3 Purtroppo non ha ottenuto altri piazzamnti a podio nel corso della stagione, anche se è l'unico pilota che è arrivato a punti in tutte le gare della stagione.
6) Autopolis
Nel peggiore weekend stagionale per Yuki Tsunoda, che ha ottenuto come miglior risultato un ottavo posto nella gara di sabato, Togo Suganami ha ottenuto dalla pole position le sue uniche due vittorie della stagione. Kotaka e Natori sono arrivati secondo e terzo sia nella gara di sabato, sia in quella di domenica.
7) Motegi
Arrivati al finale di stagione, Natori ha ottenuto la pole position per entrambe le gare: nella prima è arrivato secondo dietro a Tsunoda, leader del campionato, mentre nella seconda ha vinto davanti a Tsunoda stesso.
Shota Ogura è arrivato terzo sabato, ottenendo il suo unico podio della stagione, mentre terzo nell'ultima gara è arrivato Kotaka.
Classifica: Yuki Tsunoda 245, Teppei Natri 231, Kazuto Kotaka 188, Kohta Kawaai 135, Togo Suganami 119.
Curiosità: in questo campionato hanno gareggiato anche alcuni piloti che invece che nome e cognome avevano un semplice pseudonimo riportato tra virgolette. Il più "altolocato" di questi era Syuji, che ha disputato l'intera stagione, mentre ha fatto varie comparse un gerto Yugo.
Hanno fatto comparse occasionali piloti che rispondevano agli pseudonimi di Ikari, Ryo e Dragon. Quest'ultimo ha gareggiato anche nella Formula 3 giapponese.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
lunedì 12 novembre 2018
Big in Japan
![]() |
| Fonte dello screenshot: @autosport |
Ebbene, ritengo doveroso informarvi, qualora la notizia vi sia sfuggita, che attualmente Button gareggia nel SuperGT (dove aveva debuttato nel 2017 prendendo parte alla sola 1000 km di Suzuka).
Fa coppia con Naoki Yamamoto, che non è parente di Sakon, e oggi, al termine della stagione, lui e il suo compagno di squadra hanno conquistato il titolo.
Hanno totalizzato 78 punti, tre di vantaggio su Ryo Hirakawa/ Nick Cassidy e sette di vantaggio sui terzi classificati Tomoki Nijori/ Takuya Izawa.
domenica 11 novembre 2018
Dieci buone ragioni per cui le teorie del kompl8 su Glock sono nonsense allo stato puro
Carissimi lettori, di recente è stato celebrato il decimo anniversario di uno degli eventi motoristici più chiacchierati di questo millennio, avvenuto nella location nella quale in questo weekend viene disputato il GP del Brasile.
Giusto per ricordarvi quale fosse il mio posizionamento all'epoca, vorrei ricordarvi che il pilota per cui tifavo, quel giorno, si giocava il titolo. Il pilota per cui tifavo, non ha mai vinto titoli. Quindi chiunque stesse per dirmi "scrivi questo post solo perché tifavi Hamilton!!!11!!!1!!" può anche risparmiare tempo: la mia risposta sarebbe ridergli in faccia.
Ad ogni modo da questa premessa ne esce fuori che in me c'era una piccola fungirl (neanche tanto piccola, avevo vent'anni), ma credo di essere in grado, se mi sforzo, di usare il buon senso e di fare qualche ragionamento logico. Ho intenzione, in questo post, di smantellare un decalogo di luoghi comuni.
1) "Glock ha fatto passare Hamilton per i suoi rapporti con la Mercedes."
Premesso che all'epoca Hamilton non stava in Mercedes e che un team Mercedes ancora non esisteva, prendiamo per buono che il fornitore di motori dettasse legge.
Il punto è che i presunti rapporti di Glock con la Mercedes sembrano essere usciti dal nulla. All'epoca correva per la Toyota. Dopo ha avuto dei contatti con la Renault, rifiutando un ingaggio, e si è accasato alla Manor. Nel DTM, serie in cui un terzo delle vetture sono motorizzate Mercedes, corre per la BMW.
Raccontare un evento arricchendolo di particolari inventati a volte è una tentazione. Il problema è quando questi dettagli inventati si trascinano per dieci anni e c'è ancora chi pensa che Glock sia sul libro paga della Mercedes, nonostante dieci anni in cui ha corso incessantemente per altre squadre.
2) "Non ci sono motivi per cui Glock avrebbe dovuto rallentare all'ultimo giro."
Credo che, da questo punto di vista, sia doveroso ricordarvi quali fossero le condizioni meteo: circa quattro o cinque giri prima della fine della gara tutti sono rientrati per montare gomme da bagnato, perché pioveva. Tuttavia la pioggia non era ancora intensa al punto tale da far crollare significativamente i tempi delle vetture su gomme da asciutto, al punto che al penultimo giro le Toyota hanno perso all'incirca un secondo dai piloti di testa. All'ultimo giro, invece, la pioggia ha iniziato a incrementare. Non solo Glock, ma anche Trulli, giravano all'incirca dieci secondi al giro più lenti degli altri, tanto che dei doppiati li superavano senza alcuna difficoltà. Trulli andava anche più piano di Glock e ha dichiarato post-gara che la pista era impraticabile. Esiste un on-board di Glock nell'ultimo giro, pubblicato sul canale Youtube ufficiale della Formula 1: da lì si vedono le difficoltà nel tenere la vettura in strada.
3) "Altri piloti non avrebbero rallentato, avrebbero cercato di portare a casa la posizione."
Non è da escludere che qualcuno potesse provarci, nonostante le condizioni della pista. Questo prova che ci sono piloti che sono disposti a prendersi rischi maggiori, oppure che ci sono piloti che sotto l'acqua sono migliori di altri. Il fatto che uno specifico pilota sia più conservativo o che sia peggiore di altri con la pioggia, di per sé, è molto lontano dall'essere un complotto.
4) "Non c'erano altri modi in cui Glock poteva far passare Hamilton se non rallentando."
Se davvero Glock avesse avuto così tanto a cuore la quinta posizione di Hamilton, aveva un modo per cedergliela su un piatto d'argento passando del tutto inosservato, ovvero rientrare ai box, come hanno fatto la maggior parte dei piloti. Anche se il team non l'aveva chiamato, avrebbe potuto tranquillamente dire di avere capito male una comunicazione radio. Nessuno avrebbe visto del marcio in un pilota che, con la pioggia, rientrava ai box a cambiare gomme quando lo facevano tutti.
5) "Era un complotto già pianificato prima della gara" - parte prima.
La situazione di Glock che andava in giro con gomme da asciutto sotto un acquazzone si è verificata solo ed esclusivamente perché è scoppiato un acquazzone. Esisteranno anche delle previsioni del tempo precise, ma è impossibile pianificare il minuto esatto in cui la pista diventerà impraticabile su gomme da asciutto. È anche impossibile pianificare con certezza assoluta il momento in cui un gran premio finirà, specie se tale gran premio inizia con un rain delay.
6) "Era un complotto già pianificato prima della gara" - parte seconda.
Ho già approfondito la questione delle condizioni meteo, i cui effetti sul risultato di un gran premio non possono essere previsti con certezza, adesso è giunto il momento di approfondire anche un'altra questione.
Hamilton era quarto, prima della sosta per le gomme da bagnato e, al momento di tornare in pista, era quinto perché Glock non si era fermato, ovvero era in una posizione tale per cui poteva tranquillamente vincere il mondiale per un punto. Tuttavia, quando la pista era ancora in condizioni incerte, è accaduto che Hamilton ha preso una curva troppo in largo e all'interno di quella curva si è infilato Vettel, che l'ha superato relegandolo in sesta posizione.
Com'è possibile che qualcuno potesse essere al corrente di tutto ciò in anticipo?
7) "Glock sapeva dove fosse Hamilton."
Questa non la posso smentire, però credo che si stia sopravvalutando la conoscenza che i piloti hanno delle posizioni altrui: è capitato, in diversi casi, che certi piloti abbiano dimostrato di non sapere chi avevano davanti o dietro. Potrei citare almeno tre casi: 1) in un gran premio di fine 2006, dopo un contatto con Sato, Heidfeld è andato a fare la predica a Yamamoto pensando che l'autore di quel sorpasso fosse quest'ultimo, 2) al GP del Canada 2007, durante l'intervista sulla Rai avvenuta dopo il suo ritiro, Liuzzi si è riferito alla safety car entrata a seguito dell'incidente di Kubica come alla safety car entrata dopo l'incidente "di Heidfeld", 3) al GP di Russia 2017 Raikkonen si è lamentato via radio, a suo dire, di essere precipitato dietro a Bottas dopo il pitstop, senza sapere che Bottas fosse in precedenza in testa alla gara.
Questo per dire che non è detto che in quel momento Glock sapesse che Massa era in testa alla gara e che Hamilton era sesto. E se anche l'avesse saputo, in realtà, non credo neanche che sia tanto probabile che mentre girava sotto l'acqua con le gomme d'asciutto e la pioggia andava intensificandosi il suo principale pensiero fosse mettersi a calcolare le proiezioni della classifica piloti.
8) "Glock ha visto Hamilton negli specchietti e l'ha lasciato passare."
Ora, non ho la più pallida idea di che cosa si vedesse negli specchietti della vettura di Glock in quel momento, di quanto avesse chiaro quali fossero le vetture alle sue spalle e quant'altro.
Sono passati diversi doppiati e, ammettendo che Glock abbia visto una vettura a pieni giri alle sue spalle e che si sia fatto di lato per lasciarla passare non essendo in condizioni tali da resistere a un attacco, un'affermazione di questo genere è nonsense: tra Glock e Hamilton c'era Vettel, in quel momento, quindi al massimo Glock può avere visto Vettel negli specchietti. Una volta che Vettel ha superato Glock, anche Hamilton aveva già affiancato Glock: l'unica resistenza che quest'ultimo poteva tentare a quel punto era andargli addosso.
9) "Quando viene assegnato il titolo, il dovere degli altri piloti è quello di non condizionare il risultato."
Più facile a dirsi che a farsi, non credete? Il modo più facile per riuscirci probabilmente è rompere il motore nel giro di formazione e non presentarsi sulla griglia di partenza. In tal caso, di sicuro, il risultato non verrà condizionato, a meno che uno dei contendenti al titolo non finisca su una macchia d'olio lasciata sull'asfalto.
Condizionare o non condizionare un risultato significa tutto o niente. A meno che i piloti che lottano per il titolo non guidino vetture ragionevolmente superiori alla concorrenza da potere occupare le prime posizioni qualunque cosa accada, è possibile che uno o più di loro possano ritrovarsi dietro a piloti random. La gara dei piloti random non può dipendere da chi hanno dietro, né visa in loro funzione.
10) Bonus: i soggetti coinvolti.
Con quest'ultimo punto non vado a smantellare un'affermazione standard, quanto piuttosto vado a notare come il fatto che ad essere coinvolte fossero una Ferrari e una McLaren è probabilmente la ragione principale per cui un simile episodio ha fatto la storia più di ogni altro.
Immaginate che anziché essere il 2008 fosse il 2009, quando in lotta per il titolo c'erano Button e Barrichello sulla Brawn GP e Vettel sulla Redbull: sembravano tutti usciti dal nulla, all'occhio del tifoso medio, e probabilmente se fossero arrivati tutti in lotta per il titolo fino all'ultimo gran premio stagionale invece che fino al penultimo, se si fosse verificato un episodio analogo ci sarebbe stata molta meno attenzione.
Essenzialmente una delle ragioni per cui l'ultimo giro di Glock è passato alla storia è che a lottare per il titolo erano piloti/team con una vasta quantità di tifosi e che i flame tra le due tifoserie (molto elevati specie in passato) hanno mantenuto vivo questo ricordo.
Giusto per ricordarvi quale fosse il mio posizionamento all'epoca, vorrei ricordarvi che il pilota per cui tifavo, quel giorno, si giocava il titolo. Il pilota per cui tifavo, non ha mai vinto titoli. Quindi chiunque stesse per dirmi "scrivi questo post solo perché tifavi Hamilton!!!11!!!1!!" può anche risparmiare tempo: la mia risposta sarebbe ridergli in faccia.
Ad ogni modo da questa premessa ne esce fuori che in me c'era una piccola fungirl (neanche tanto piccola, avevo vent'anni), ma credo di essere in grado, se mi sforzo, di usare il buon senso e di fare qualche ragionamento logico. Ho intenzione, in questo post, di smantellare un decalogo di luoghi comuni.
1) "Glock ha fatto passare Hamilton per i suoi rapporti con la Mercedes."
Premesso che all'epoca Hamilton non stava in Mercedes e che un team Mercedes ancora non esisteva, prendiamo per buono che il fornitore di motori dettasse legge.
Il punto è che i presunti rapporti di Glock con la Mercedes sembrano essere usciti dal nulla. All'epoca correva per la Toyota. Dopo ha avuto dei contatti con la Renault, rifiutando un ingaggio, e si è accasato alla Manor. Nel DTM, serie in cui un terzo delle vetture sono motorizzate Mercedes, corre per la BMW.
Raccontare un evento arricchendolo di particolari inventati a volte è una tentazione. Il problema è quando questi dettagli inventati si trascinano per dieci anni e c'è ancora chi pensa che Glock sia sul libro paga della Mercedes, nonostante dieci anni in cui ha corso incessantemente per altre squadre.
2) "Non ci sono motivi per cui Glock avrebbe dovuto rallentare all'ultimo giro."
Credo che, da questo punto di vista, sia doveroso ricordarvi quali fossero le condizioni meteo: circa quattro o cinque giri prima della fine della gara tutti sono rientrati per montare gomme da bagnato, perché pioveva. Tuttavia la pioggia non era ancora intensa al punto tale da far crollare significativamente i tempi delle vetture su gomme da asciutto, al punto che al penultimo giro le Toyota hanno perso all'incirca un secondo dai piloti di testa. All'ultimo giro, invece, la pioggia ha iniziato a incrementare. Non solo Glock, ma anche Trulli, giravano all'incirca dieci secondi al giro più lenti degli altri, tanto che dei doppiati li superavano senza alcuna difficoltà. Trulli andava anche più piano di Glock e ha dichiarato post-gara che la pista era impraticabile. Esiste un on-board di Glock nell'ultimo giro, pubblicato sul canale Youtube ufficiale della Formula 1: da lì si vedono le difficoltà nel tenere la vettura in strada.
3) "Altri piloti non avrebbero rallentato, avrebbero cercato di portare a casa la posizione."
Non è da escludere che qualcuno potesse provarci, nonostante le condizioni della pista. Questo prova che ci sono piloti che sono disposti a prendersi rischi maggiori, oppure che ci sono piloti che sotto l'acqua sono migliori di altri. Il fatto che uno specifico pilota sia più conservativo o che sia peggiore di altri con la pioggia, di per sé, è molto lontano dall'essere un complotto.
4) "Non c'erano altri modi in cui Glock poteva far passare Hamilton se non rallentando."
Se davvero Glock avesse avuto così tanto a cuore la quinta posizione di Hamilton, aveva un modo per cedergliela su un piatto d'argento passando del tutto inosservato, ovvero rientrare ai box, come hanno fatto la maggior parte dei piloti. Anche se il team non l'aveva chiamato, avrebbe potuto tranquillamente dire di avere capito male una comunicazione radio. Nessuno avrebbe visto del marcio in un pilota che, con la pioggia, rientrava ai box a cambiare gomme quando lo facevano tutti.
5) "Era un complotto già pianificato prima della gara" - parte prima.
La situazione di Glock che andava in giro con gomme da asciutto sotto un acquazzone si è verificata solo ed esclusivamente perché è scoppiato un acquazzone. Esisteranno anche delle previsioni del tempo precise, ma è impossibile pianificare il minuto esatto in cui la pista diventerà impraticabile su gomme da asciutto. È anche impossibile pianificare con certezza assoluta il momento in cui un gran premio finirà, specie se tale gran premio inizia con un rain delay.
6) "Era un complotto già pianificato prima della gara" - parte seconda.
Ho già approfondito la questione delle condizioni meteo, i cui effetti sul risultato di un gran premio non possono essere previsti con certezza, adesso è giunto il momento di approfondire anche un'altra questione.
Hamilton era quarto, prima della sosta per le gomme da bagnato e, al momento di tornare in pista, era quinto perché Glock non si era fermato, ovvero era in una posizione tale per cui poteva tranquillamente vincere il mondiale per un punto. Tuttavia, quando la pista era ancora in condizioni incerte, è accaduto che Hamilton ha preso una curva troppo in largo e all'interno di quella curva si è infilato Vettel, che l'ha superato relegandolo in sesta posizione.
Com'è possibile che qualcuno potesse essere al corrente di tutto ciò in anticipo?
7) "Glock sapeva dove fosse Hamilton."
Questa non la posso smentire, però credo che si stia sopravvalutando la conoscenza che i piloti hanno delle posizioni altrui: è capitato, in diversi casi, che certi piloti abbiano dimostrato di non sapere chi avevano davanti o dietro. Potrei citare almeno tre casi: 1) in un gran premio di fine 2006, dopo un contatto con Sato, Heidfeld è andato a fare la predica a Yamamoto pensando che l'autore di quel sorpasso fosse quest'ultimo, 2) al GP del Canada 2007, durante l'intervista sulla Rai avvenuta dopo il suo ritiro, Liuzzi si è riferito alla safety car entrata a seguito dell'incidente di Kubica come alla safety car entrata dopo l'incidente "di Heidfeld", 3) al GP di Russia 2017 Raikkonen si è lamentato via radio, a suo dire, di essere precipitato dietro a Bottas dopo il pitstop, senza sapere che Bottas fosse in precedenza in testa alla gara.
Questo per dire che non è detto che in quel momento Glock sapesse che Massa era in testa alla gara e che Hamilton era sesto. E se anche l'avesse saputo, in realtà, non credo neanche che sia tanto probabile che mentre girava sotto l'acqua con le gomme d'asciutto e la pioggia andava intensificandosi il suo principale pensiero fosse mettersi a calcolare le proiezioni della classifica piloti.
8) "Glock ha visto Hamilton negli specchietti e l'ha lasciato passare."
Ora, non ho la più pallida idea di che cosa si vedesse negli specchietti della vettura di Glock in quel momento, di quanto avesse chiaro quali fossero le vetture alle sue spalle e quant'altro.
Sono passati diversi doppiati e, ammettendo che Glock abbia visto una vettura a pieni giri alle sue spalle e che si sia fatto di lato per lasciarla passare non essendo in condizioni tali da resistere a un attacco, un'affermazione di questo genere è nonsense: tra Glock e Hamilton c'era Vettel, in quel momento, quindi al massimo Glock può avere visto Vettel negli specchietti. Una volta che Vettel ha superato Glock, anche Hamilton aveva già affiancato Glock: l'unica resistenza che quest'ultimo poteva tentare a quel punto era andargli addosso.
9) "Quando viene assegnato il titolo, il dovere degli altri piloti è quello di non condizionare il risultato."
Più facile a dirsi che a farsi, non credete? Il modo più facile per riuscirci probabilmente è rompere il motore nel giro di formazione e non presentarsi sulla griglia di partenza. In tal caso, di sicuro, il risultato non verrà condizionato, a meno che uno dei contendenti al titolo non finisca su una macchia d'olio lasciata sull'asfalto.
Condizionare o non condizionare un risultato significa tutto o niente. A meno che i piloti che lottano per il titolo non guidino vetture ragionevolmente superiori alla concorrenza da potere occupare le prime posizioni qualunque cosa accada, è possibile che uno o più di loro possano ritrovarsi dietro a piloti random. La gara dei piloti random non può dipendere da chi hanno dietro, né visa in loro funzione.
10) Bonus: i soggetti coinvolti.
Con quest'ultimo punto non vado a smantellare un'affermazione standard, quanto piuttosto vado a notare come il fatto che ad essere coinvolte fossero una Ferrari e una McLaren è probabilmente la ragione principale per cui un simile episodio ha fatto la storia più di ogni altro.
Immaginate che anziché essere il 2008 fosse il 2009, quando in lotta per il titolo c'erano Button e Barrichello sulla Brawn GP e Vettel sulla Redbull: sembravano tutti usciti dal nulla, all'occhio del tifoso medio, e probabilmente se fossero arrivati tutti in lotta per il titolo fino all'ultimo gran premio stagionale invece che fino al penultimo, se si fosse verificato un episodio analogo ci sarebbe stata molta meno attenzione.
Essenzialmente una delle ragioni per cui l'ultimo giro di Glock è passato alla storia è che a lottare per il titolo erano piloti/team con una vasta quantità di tifosi e che i flame tra le due tifoserie (molto elevati specie in passato) hanno mantenuto vivo questo ricordo.
sabato 10 novembre 2018
Formula 4 spagnola: Amaury Cordeel vince il titolo
Ci eravamo lasciati lo scorso luglio, quando era stato disputato metà campionato [X], quindi è arrivato il momento di tornare a parlare di quello che succede nelle categorie junior in Spagna.
Nel weekend del 7/8 Settembre e in quello del 22/23 Settembre la F4 ha gareggiato a Montmelò e a Jerez, mentre il campionato è terminato a Navarra nel weekend del 3/4 Novembre appena trascorso.
Prima che tutto ciò succedesse, in cima alla classifica c'era Nazim Azmaan (malese), inseguito da Javier Gonzalez (messicano), arrivato in corso d'opera a partire dal secondo appuntamento stagionale, ma qualcosa era destinato a cambiare in tempi brevi.
A Montmelò c'è stata una sola gara: al sabato non si è corso per avverse condizioni meteo. Ha vinto proprio Gonzalez, precedendo Amaury Cordeel (belga) e proprio Azman: per quest'ultimo tuttavia sarebbe iniziato un periodo abbastanza negativo.
Guillem Pujeu (spagnolo), vincitore delle prime tre gare stagionali, ha vinto Gara 1 e Gara 2 a Jerez. Cordeel è arrivato secondo in entrambe le occasioni, poi ha vinto Gara 3, nella quale Pujeu è arrivato secondo.
Kilian Meyer (spagnolo), arrivato in corso d'opera a metà stagione, ha ottenuto due terzi posti, intervallati da uno di Patrick Schott (svizzero).
A Navarra, questo weekend, ci sono state quattro gare, con un finale tiratissimo dal punto di vista della classifica tra Cordeel, Gonzalez e Pujeu.
Quest'ultimo ha vinto Gara 1, precedendo Cordeel e Schott. Cordeel ha poi vinto Gara 2, con Gonzalez terzo dietro a Xavier Lloveras (spagnolo), new-entry a partire da questo weekend.
Gonzalez ha vinto Gara 3, con secondo classificato Franco Colapinto (argentino), un altro new-entry, e ad Azman, finalmente di nuovo a podio.
Colapinto ha anche portato a casa la vittoria in Gara 4, precedendo Lloveras e Schott. I tre contendenti al titolo non hanno visto la luce del podio, classificandosi dietro anche ad Azman, quarto.
Quinto, sesto e settimo si sono classificati Gonzalez, Pujeu e Cordeel, ma è bastato a Cordeel per vincere il titolo, totalizzando 208 punti. Gonzalez e Pujeu sono arrivati rispettivamente secondo e terzo a 204 e 200 punti, mentre Azman si è classificato quarto anche se abbastanza distante a 183.
Nel weekend del 7/8 Settembre e in quello del 22/23 Settembre la F4 ha gareggiato a Montmelò e a Jerez, mentre il campionato è terminato a Navarra nel weekend del 3/4 Novembre appena trascorso.
Prima che tutto ciò succedesse, in cima alla classifica c'era Nazim Azmaan (malese), inseguito da Javier Gonzalez (messicano), arrivato in corso d'opera a partire dal secondo appuntamento stagionale, ma qualcosa era destinato a cambiare in tempi brevi.
A Montmelò c'è stata una sola gara: al sabato non si è corso per avverse condizioni meteo. Ha vinto proprio Gonzalez, precedendo Amaury Cordeel (belga) e proprio Azman: per quest'ultimo tuttavia sarebbe iniziato un periodo abbastanza negativo.
Guillem Pujeu (spagnolo), vincitore delle prime tre gare stagionali, ha vinto Gara 1 e Gara 2 a Jerez. Cordeel è arrivato secondo in entrambe le occasioni, poi ha vinto Gara 3, nella quale Pujeu è arrivato secondo.
Kilian Meyer (spagnolo), arrivato in corso d'opera a metà stagione, ha ottenuto due terzi posti, intervallati da uno di Patrick Schott (svizzero).
A Navarra, questo weekend, ci sono state quattro gare, con un finale tiratissimo dal punto di vista della classifica tra Cordeel, Gonzalez e Pujeu.
Quest'ultimo ha vinto Gara 1, precedendo Cordeel e Schott. Cordeel ha poi vinto Gara 2, con Gonzalez terzo dietro a Xavier Lloveras (spagnolo), new-entry a partire da questo weekend.
Gonzalez ha vinto Gara 3, con secondo classificato Franco Colapinto (argentino), un altro new-entry, e ad Azman, finalmente di nuovo a podio.
Colapinto ha anche portato a casa la vittoria in Gara 4, precedendo Lloveras e Schott. I tre contendenti al titolo non hanno visto la luce del podio, classificandosi dietro anche ad Azman, quarto.
Quinto, sesto e settimo si sono classificati Gonzalez, Pujeu e Cordeel, ma è bastato a Cordeel per vincere il titolo, totalizzando 208 punti. Gonzalez e Pujeu sono arrivati rispettivamente secondo e terzo a 204 e 200 punti, mentre Azman si è classificato quarto anche se abbastanza distante a 183.
venerdì 9 novembre 2018
Formula 4 Australiana: Jayden Ojeda vince il titolo
In quest'ultimo weekend è terminato il campionato australiano di Formula 4, che ha visto Jayden Ojeda vincere dopo avere collezionato 14 vittorie su 21.
Le vetture presenti al via erano mediamente dieci, in alcuni casi undici, e il calendario è stato il seguente:
1) Symmons Plains
Podio gara 1: Cameron Shields, Ryan Suhle, Aaron Love
Podio gara 2: Ryan Suhle, Cameron Shields, Aaron Love
Podio gara 3: Cameron Shields, Ryan Suhle, Jayden Ojeda
2) Phillip Island
Podio gara 1: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Aaron Love
Podio gara 2: Jayden Ojeda, Cameron Shields, Aaron Love
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Cameron Shields, Aaron Love
3) Queensland
Podio gara 1: Jayden Ojeda, Cameron Shields, Aaron Love
Podio gara 2: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Aaron Love
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Cameron Shields, Aaron Love
4) Winton I
Podio gara 1: Ryan Suhle, Cameron Shields, Aaron Love
Podio gara 2: Lochie Hughes, Cameron Shields, Ryan Suhle
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Aaron Love
5) Winton II
Podio gara 1: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Jackson Walls
Podio gara 2: Aaron Love, Cameron Shields, Jayden Ojeda
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Cameron Shields, Ryan Suhle
6) Sydney
Podio gara 1: Jayden Ojeda, Aaron Love, Ryan Schule
Podio gara 2: Jayden Ojeda, Aaron Love, Jackson Walls
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Aaron Love
7) Pukekohe
Podio gara 1: Ryan Suhle, Jayden Ojeda, Aaron Love
Podio gara 2: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Lochie Hughes
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Jackson Walls
Ojeda ha totalizzato 412 punti, contro i 354 di Suhle. Love ha chiuso al terzo posto con 307, mentre gli unici altri due piloti che hanno totalizzato oltre 200 punti sono stati Shields (242) e Hughes (24).
Tra di loro l'unico che non ha gareggiato full time è stato Shields, che ha preso parte soltanto ai primi cinque eventi.
Le vetture presenti al via erano mediamente dieci, in alcuni casi undici, e il calendario è stato il seguente:
1) Symmons Plains
Podio gara 1: Cameron Shields, Ryan Suhle, Aaron Love
Podio gara 2: Ryan Suhle, Cameron Shields, Aaron Love
Podio gara 3: Cameron Shields, Ryan Suhle, Jayden Ojeda
2) Phillip Island
Podio gara 1: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Aaron Love
Podio gara 2: Jayden Ojeda, Cameron Shields, Aaron Love
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Cameron Shields, Aaron Love
3) Queensland
Podio gara 1: Jayden Ojeda, Cameron Shields, Aaron Love
Podio gara 2: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Aaron Love
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Cameron Shields, Aaron Love
4) Winton I
Podio gara 1: Ryan Suhle, Cameron Shields, Aaron Love
Podio gara 2: Lochie Hughes, Cameron Shields, Ryan Suhle
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Aaron Love
5) Winton II
Podio gara 1: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Jackson Walls
Podio gara 2: Aaron Love, Cameron Shields, Jayden Ojeda
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Cameron Shields, Ryan Suhle
6) Sydney
Podio gara 1: Jayden Ojeda, Aaron Love, Ryan Schule
Podio gara 2: Jayden Ojeda, Aaron Love, Jackson Walls
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Aaron Love
7) Pukekohe
Podio gara 1: Ryan Suhle, Jayden Ojeda, Aaron Love
Podio gara 2: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Lochie Hughes
Podio gara 3: Jayden Ojeda, Ryan Suhle, Jackson Walls
Ojeda ha totalizzato 412 punti, contro i 354 di Suhle. Love ha chiuso al terzo posto con 307, mentre gli unici altri due piloti che hanno totalizzato oltre 200 punti sono stati Shields (242) e Hughes (24).
Tra di loro l'unico che non ha gareggiato full time è stato Shields, che ha preso parte soltanto ai primi cinque eventi.
giovedì 8 novembre 2018
Ma sì, facciamo che mi tolgo la maschera e dico come la penso su Raikkonen, Vettel, Leclerc e il mondiale che non arriva
La notte scorsa ho fatto qualcosa che va oltre i miei principi: sono stata alzata fino alle quattro di notte per argomentare il mio punto di vista sul forum ad argomento Formula 1 che modero. Sono arrivata, di conseguenza, alla conclusione che, se l'ho fatto alle quattro di notte, ovvero due ore oltre il bed-time che mi ero imposta nei buoni propositi per il 2018, posso farlo anche a un orario più normale, sul mio blog. Se dovessi scandalizzare qualcuno, pazienza: questo è il *mio blog* dopotutto, non voglio essere fonte della verità assoluta, ma allo stesso tempo mi sono rotta le pa**e di dovere considerare tutti gli altri come i conoscitori della verità assoluta.
Quindi andiamo con ordine. Adesso vi spiego per prima cosa che cos'ho pensato, testuale, il giorno in cui fu annunciato l'ingaggio di Raikkonen 2.0, il giorno in cui fu annunciato di Vettel e il giorno in cui fu annunciato l'ingaggio di Leclerc, giusto perché possiate farvi un'idea del mio punto di partenza:
> 2013, primi rumour sull'ingaggio di Raikkonen: "non ci credo, ha detto che non ci sarebbe tornato mai più, deve essere una bufala";
> 2013, conferma dell'ingaggio di Raikkonen: "meh, non mi aspettavo proprio che fosse vero, sinceramente non capisco molto il senso di tornare indietro";
> 2014, primi rumour sull'ingaggio di Vettel: "nooooohhhhh, quel posto doveva essere di un altro, speriamo almeno che un giorno possa prendere il posto di Raikkonen";
> 2014, conferma dell'ingaggio di Vettel: "meh, chiunque ci vada, al giorno d'oggi, non m'interessa più";
> 2018, primi rumour sull'ingaggio di Leclerc: "non ci credo, ma spero che un giorno possa accadere, anche tra anni";
> 2018, conferma dell'ingaggio di Leclerc: "non mi aspettavo che sarebbe accaduto davvero, ma sono felice che questo giorno sia arrivato, anche se forse non è arrivato nel periodo in cui credevo".
Mi sembra che tutto ciò dimostri che non ho una posizione pro-Vettel, né una posizione pro-Raikkonen... ma allo stesso modo non ho nemmeno una posizione anti- qualcuno di loro: da non tifosa Ferrari, mi rendo conto che chi guiderà per la Ferrari è un hot topic, ma non è l'unico argomento che mi interessa. Allo stesso tempo non la ritengo l'unica alternativa: conosco a memoria la storiella secondo cui tutti i piloti sognano di guidare la Ferrari, però allo stesso tempo mi rendo conto che ci sono anche altre strade e anche altri percorsi che possono offrire molte soddisfazioni, sia in Formula 1 sia fuori dalla Formula 1. Per intenderci, se a un certo punto della sua carriera Alonso ha deciso che voleva ottenere la Triple Crown, è ugualmente comprensibile che altri piloti decidano di prendere altri tipi di strade. I campionati di automobilismo sono tanti e il motorsport è un contesto vasto. Non esiste solo la Ferrari o il nulla. Esistono anche altre scuderie, esistono endurance, Indycar, Formula E, Nascar e quant'altro. In alcuni di questi contesti l'età conta di meno. I piloti più vecchi attualmente in Formula 1 potrebbero passare in un'altra categoria senza essere visti come dei vecchi fossili. La carriera di un pilota non inizia quando indossa per la prima volta una tuta rossa e non finisce l'ultima volta in cui se la toglie.
L'argomento di cui si dibatteva sul forum, aperto peraltro da un utente che non si è presentato e che non ha più risposto in quel topic (è dura, al giorno d'oggi, gestire un forum... e pensare che quando mi ci presentai per la prima volta ci fu della gente che mi invitò ad andare a presentarmi perché era maleducato non farlo, senza notare che mi ero già presentata) era un grande classico: la Ferrari ha eliminato il pilota sbagliato?
È un cliché.
È un enorme cliché.
Ci deve essere la convinzione generale che la principale tematica di cui dibattere debba essere "chi dovrebbe andare in Ferrari" e, nei momenti in cui la tematica va in crisi perché è chiaro ed evidente, la tematica alternativa diventa "chi dovrebbe lasciare la Ferrari".
Massa e Domenicali, ovviamente.
...Ah, già, quelli erano altri tempi, dobbiamo ringraziare che siano finiti.
Ora, ammettendo che fosse necessario sostituire uno dei due piloti al termine di quest'anno, con uno ancora nel pieno della propria carriera e uno a fine carriera, quello che è successo mi sembra sensato. Se fosse più sensato sostituire un pilota piuttosto che non sostituire nessuno non posso saperlo. Probabilmente era più sensato, per questioni di continuità e per questioni di immediate disponibilità di un rimpiazzo, sostituirne soltanto uno e non entrambi, anche se la coppia Vettel/Raikkonen ha dimostrato ampiamente che non si vince il mondiale.
Adesso, però, vorrei parlare anche del *perché* non si vince il mondiale. Mi rendo conto che ci sono tante alternative facili, come ad esempio il fatto che Vettel abbia preso il posto di Alonso. Questa la metterei subito da parte, non perché non abbia voglia di dibattere delle performance di uno o delle performance dell'altro, quanto piuttosto perché il punto di partenza della sostituzione di Alonso con Vettel è che - cerchiamo di ricordarcelo - Alonso ha lasciato la Ferrari di propria spontanea volontà perché stanco di arrivare secondo (dell'arrivare secondi ne parlerò ancora, ma per il momento lasciamo tutto in sospeso) e, se non l'avesse fatto, probabilmente a quest'ora sarebbe in Ferrari, mentre magari Vettel sarebbe in McLaren al posto suo. Alonso avrebbe vinto il mondiale quest'anno o l'anno scorso o quello precedente? Non ne ho idea, ma rimane il fatto che nessuno l'ha cacciato via a calci, per quanto ne sappiamo, e che parlare di quello che sarebbe successo se lui stesso non se ne fosse andato mi sembra parlare di aria fritta.
Poi ci sono gli incidenti di Vettel con Verstappen e con tutto il resto delle vetture che si trova a dovere superare di tanto in tanto. Non nego che abbiano il loro rilievo dal punto di vista della classifica, però questo aspetto dovrebbe far riflettere: lasciando per un attimo da parte le responsabilità oggettive di Vettel, il fatto che abbia di frequente incidenti quando tenta il sorpasso su altri top-driver significa una sola cosa, alla quale forse bisognerebbe iniziare a prestare un po' di attenzione, ovvero che se un pilota deve effettuare sorpassi per raggiungere le posizioni che contano è partito più indietro rispetto alle posizioni che contano.
Forse bisognerebbe iniziare a concentrarsi sul fatto che il concetto di "essere più veloci degli altri" non si riassuma nel vedere Raikkonen che batte il record della pista in qualifica a Monza, ma anche su tante altre cose, come magari vedere di fare più di cinque o sei pole position in un campionato con venti gran premi e passa.
Tutto questo per rispondere alla domanda: Vettel ha dei problemi? La risposta è: sicuramente sì, ma finora vengono enfatizzati solo quelli secondari, ovvero quelli che potrebbero anche smettere di esistere qualora Vettel se ne andasse e venisse rimpiazzato da un altro top-driver.
Il grosso problema di fondo è, a mio parere, quello che invece riguarderebbe ogni top-driver e che paradossalmente potrebbe venire meno proprio se Vettel e la Ferrari si lasciassero prima del 2020, quando gli altri top-driver non sarebbero svincolati quanto basta per prendere il suo posto, costringendo la Ferrari a sostituirlo con un pilota emergente o comunque con qualcuno che non era un top-driver prima di arrivarci... a titolo di esempio, provate a immaginare una coppia Leclerc/Giovinazzi, ma anche chiunque altro abbia requisiti analoghi, essenzialmente chiunque sia visto come un "giovane emergente" o come una "giovane promessa", non come uno che ha già vinto gare o addirittura mondiali altrove.
Immagino che vi stiate chiedendo se sono completamente rintronata, nell'affermare che una potenziale strategia vincente sia quella di sostituire i top-driver con dei piloti emergenti, ma il paradosso è che, se la coppia 2019 fosse Leclerc/Giovinazzi, molto probabilmente il team avrebbe chiaro che, se prima o poi vuole arrivare a vincere, deve lavorare sulla vettura, che il mondiale si vince con una vettura che stia sopra alla concorrenza, non uno scalino più in basso. Dal 2010 ad oggi, mi sembra che la squadra si sia focalizzata più che altro sul fatto che con Alonso/ Raikkonen/ Vettel/ eventuali futuri top driver che fossero ingaggiati al suo posto dispongono di uno dei migliori piloti presenti in Formula 1, quindi le performance della vettura contano un po' di meno (o molto di meno) che se i top driver in questione non ci fossero.
Il problema di fondo è a mio parere, da anni, che se la strategia vincente era quella di ingaggiare un top driver e sperare che vincesse anche quando le probabilità erano basse, è da nove stagioni dietro fila che non sta succedendo, quindi non sarebbe una cattiva idea iniziare a pensare anche a questo e non solo al fatto che fare a sportellate con Verstappen o chi per lui ogni volta prendendolo peraltro in quel posto in ciascuna di quelle occasioni.
Per intenderci, ogni volta che sento affermare che se ci fosse stato Alonso avrebbe avuto più possibilità di vincere il titolo anche con una vettura inferiore a quella degli avversari mi pongo delle domande. Non hanno a che vedere con Alonso. Hanno a che vedere con il fatto che la vettura sia inferiore a quella degli avversari.
Puntare a rimpiazzare Vettel con un altro top-driver non porterebbe a un cambio di mentalità, né al di fuori della squadra né al suo interno. È per questo che dico che, con tutta probabilità, la Ferrari per vincere un altro mondiale dovrà attendere di avere una coppia di piloti in cui non ci sia uno che ha la reputazione del top-driver: in quel caso dall'interno dovrà "per forza" adeguarsi dal punto di vista della vettura, mentre dall'esterno ci sarà verosimilmente meno pressione, in quanto il titolo mondiale sarebbe visto come un obiettivo di lungo termine, non qualcosa che si deve per forza vincere a luglio al primo tentativo.
In sintesi: Raikkonen ha trentanove anni e ha fatto il suo tempo e Vettel sta facendo troppi errori da vecchio cieco per le strade di Singapore al punto da lasciar pensare che anche lui stia iniziando a fare il suo tempo, ma c'è il rischio concreto che, senza un cambio di mentalità, qualunque top-driver vada a finire in Ferrari vada a invecchiarci invece che a vincere.
Quindi andiamo con ordine. Adesso vi spiego per prima cosa che cos'ho pensato, testuale, il giorno in cui fu annunciato l'ingaggio di Raikkonen 2.0, il giorno in cui fu annunciato di Vettel e il giorno in cui fu annunciato l'ingaggio di Leclerc, giusto perché possiate farvi un'idea del mio punto di partenza:
> 2013, primi rumour sull'ingaggio di Raikkonen: "non ci credo, ha detto che non ci sarebbe tornato mai più, deve essere una bufala";
> 2013, conferma dell'ingaggio di Raikkonen: "meh, non mi aspettavo proprio che fosse vero, sinceramente non capisco molto il senso di tornare indietro";
> 2014, primi rumour sull'ingaggio di Vettel: "nooooohhhhh, quel posto doveva essere di un altro, speriamo almeno che un giorno possa prendere il posto di Raikkonen";
> 2014, conferma dell'ingaggio di Vettel: "meh, chiunque ci vada, al giorno d'oggi, non m'interessa più";
> 2018, primi rumour sull'ingaggio di Leclerc: "non ci credo, ma spero che un giorno possa accadere, anche tra anni";
> 2018, conferma dell'ingaggio di Leclerc: "non mi aspettavo che sarebbe accaduto davvero, ma sono felice che questo giorno sia arrivato, anche se forse non è arrivato nel periodo in cui credevo".
Mi sembra che tutto ciò dimostri che non ho una posizione pro-Vettel, né una posizione pro-Raikkonen... ma allo stesso modo non ho nemmeno una posizione anti- qualcuno di loro: da non tifosa Ferrari, mi rendo conto che chi guiderà per la Ferrari è un hot topic, ma non è l'unico argomento che mi interessa. Allo stesso tempo non la ritengo l'unica alternativa: conosco a memoria la storiella secondo cui tutti i piloti sognano di guidare la Ferrari, però allo stesso tempo mi rendo conto che ci sono anche altre strade e anche altri percorsi che possono offrire molte soddisfazioni, sia in Formula 1 sia fuori dalla Formula 1. Per intenderci, se a un certo punto della sua carriera Alonso ha deciso che voleva ottenere la Triple Crown, è ugualmente comprensibile che altri piloti decidano di prendere altri tipi di strade. I campionati di automobilismo sono tanti e il motorsport è un contesto vasto. Non esiste solo la Ferrari o il nulla. Esistono anche altre scuderie, esistono endurance, Indycar, Formula E, Nascar e quant'altro. In alcuni di questi contesti l'età conta di meno. I piloti più vecchi attualmente in Formula 1 potrebbero passare in un'altra categoria senza essere visti come dei vecchi fossili. La carriera di un pilota non inizia quando indossa per la prima volta una tuta rossa e non finisce l'ultima volta in cui se la toglie.
L'argomento di cui si dibatteva sul forum, aperto peraltro da un utente che non si è presentato e che non ha più risposto in quel topic (è dura, al giorno d'oggi, gestire un forum... e pensare che quando mi ci presentai per la prima volta ci fu della gente che mi invitò ad andare a presentarmi perché era maleducato non farlo, senza notare che mi ero già presentata) era un grande classico: la Ferrari ha eliminato il pilota sbagliato?
È un cliché.
È un enorme cliché.
Ci deve essere la convinzione generale che la principale tematica di cui dibattere debba essere "chi dovrebbe andare in Ferrari" e, nei momenti in cui la tematica va in crisi perché è chiaro ed evidente, la tematica alternativa diventa "chi dovrebbe lasciare la Ferrari".
Massa e Domenicali, ovviamente.
...Ah, già, quelli erano altri tempi, dobbiamo ringraziare che siano finiti.
Ora, ammettendo che fosse necessario sostituire uno dei due piloti al termine di quest'anno, con uno ancora nel pieno della propria carriera e uno a fine carriera, quello che è successo mi sembra sensato. Se fosse più sensato sostituire un pilota piuttosto che non sostituire nessuno non posso saperlo. Probabilmente era più sensato, per questioni di continuità e per questioni di immediate disponibilità di un rimpiazzo, sostituirne soltanto uno e non entrambi, anche se la coppia Vettel/Raikkonen ha dimostrato ampiamente che non si vince il mondiale.
Adesso, però, vorrei parlare anche del *perché* non si vince il mondiale. Mi rendo conto che ci sono tante alternative facili, come ad esempio il fatto che Vettel abbia preso il posto di Alonso. Questa la metterei subito da parte, non perché non abbia voglia di dibattere delle performance di uno o delle performance dell'altro, quanto piuttosto perché il punto di partenza della sostituzione di Alonso con Vettel è che - cerchiamo di ricordarcelo - Alonso ha lasciato la Ferrari di propria spontanea volontà perché stanco di arrivare secondo (dell'arrivare secondi ne parlerò ancora, ma per il momento lasciamo tutto in sospeso) e, se non l'avesse fatto, probabilmente a quest'ora sarebbe in Ferrari, mentre magari Vettel sarebbe in McLaren al posto suo. Alonso avrebbe vinto il mondiale quest'anno o l'anno scorso o quello precedente? Non ne ho idea, ma rimane il fatto che nessuno l'ha cacciato via a calci, per quanto ne sappiamo, e che parlare di quello che sarebbe successo se lui stesso non se ne fosse andato mi sembra parlare di aria fritta.
Poi ci sono gli incidenti di Vettel con Verstappen e con tutto il resto delle vetture che si trova a dovere superare di tanto in tanto. Non nego che abbiano il loro rilievo dal punto di vista della classifica, però questo aspetto dovrebbe far riflettere: lasciando per un attimo da parte le responsabilità oggettive di Vettel, il fatto che abbia di frequente incidenti quando tenta il sorpasso su altri top-driver significa una sola cosa, alla quale forse bisognerebbe iniziare a prestare un po' di attenzione, ovvero che se un pilota deve effettuare sorpassi per raggiungere le posizioni che contano è partito più indietro rispetto alle posizioni che contano.
Forse bisognerebbe iniziare a concentrarsi sul fatto che il concetto di "essere più veloci degli altri" non si riassuma nel vedere Raikkonen che batte il record della pista in qualifica a Monza, ma anche su tante altre cose, come magari vedere di fare più di cinque o sei pole position in un campionato con venti gran premi e passa.
Tutto questo per rispondere alla domanda: Vettel ha dei problemi? La risposta è: sicuramente sì, ma finora vengono enfatizzati solo quelli secondari, ovvero quelli che potrebbero anche smettere di esistere qualora Vettel se ne andasse e venisse rimpiazzato da un altro top-driver.
Il grosso problema di fondo è, a mio parere, quello che invece riguarderebbe ogni top-driver e che paradossalmente potrebbe venire meno proprio se Vettel e la Ferrari si lasciassero prima del 2020, quando gli altri top-driver non sarebbero svincolati quanto basta per prendere il suo posto, costringendo la Ferrari a sostituirlo con un pilota emergente o comunque con qualcuno che non era un top-driver prima di arrivarci... a titolo di esempio, provate a immaginare una coppia Leclerc/Giovinazzi, ma anche chiunque altro abbia requisiti analoghi, essenzialmente chiunque sia visto come un "giovane emergente" o come una "giovane promessa", non come uno che ha già vinto gare o addirittura mondiali altrove.
Immagino che vi stiate chiedendo se sono completamente rintronata, nell'affermare che una potenziale strategia vincente sia quella di sostituire i top-driver con dei piloti emergenti, ma il paradosso è che, se la coppia 2019 fosse Leclerc/Giovinazzi, molto probabilmente il team avrebbe chiaro che, se prima o poi vuole arrivare a vincere, deve lavorare sulla vettura, che il mondiale si vince con una vettura che stia sopra alla concorrenza, non uno scalino più in basso. Dal 2010 ad oggi, mi sembra che la squadra si sia focalizzata più che altro sul fatto che con Alonso/ Raikkonen/ Vettel/ eventuali futuri top driver che fossero ingaggiati al suo posto dispongono di uno dei migliori piloti presenti in Formula 1, quindi le performance della vettura contano un po' di meno (o molto di meno) che se i top driver in questione non ci fossero.
Il problema di fondo è a mio parere, da anni, che se la strategia vincente era quella di ingaggiare un top driver e sperare che vincesse anche quando le probabilità erano basse, è da nove stagioni dietro fila che non sta succedendo, quindi non sarebbe una cattiva idea iniziare a pensare anche a questo e non solo al fatto che fare a sportellate con Verstappen o chi per lui ogni volta prendendolo peraltro in quel posto in ciascuna di quelle occasioni.
Per intenderci, ogni volta che sento affermare che se ci fosse stato Alonso avrebbe avuto più possibilità di vincere il titolo anche con una vettura inferiore a quella degli avversari mi pongo delle domande. Non hanno a che vedere con Alonso. Hanno a che vedere con il fatto che la vettura sia inferiore a quella degli avversari.
Puntare a rimpiazzare Vettel con un altro top-driver non porterebbe a un cambio di mentalità, né al di fuori della squadra né al suo interno. È per questo che dico che, con tutta probabilità, la Ferrari per vincere un altro mondiale dovrà attendere di avere una coppia di piloti in cui non ci sia uno che ha la reputazione del top-driver: in quel caso dall'interno dovrà "per forza" adeguarsi dal punto di vista della vettura, mentre dall'esterno ci sarà verosimilmente meno pressione, in quanto il titolo mondiale sarebbe visto come un obiettivo di lungo termine, non qualcosa che si deve per forza vincere a luglio al primo tentativo.
In sintesi: Raikkonen ha trentanove anni e ha fatto il suo tempo e Vettel sta facendo troppi errori da vecchio cieco per le strade di Singapore al punto da lasciar pensare che anche lui stia iniziando a fare il suo tempo, ma c'è il rischio concreto che, senza un cambio di mentalità, qualunque top-driver vada a finire in Ferrari vada a invecchiarci invece che a vincere.
mercoledì 7 novembre 2018
Cose che capitano nella vita: rimanere indietro con gli update della Stock Car
LONDRINA - mettiamoci in pari subito, due settimane fa il weekend iniziava con una vittoria di una nostra vecchia conoscenza, tale Rubens Barrichello. Secondo si è classificato Julio Campos, autore di alcuni piazzamenti a podio quest'anno ma mai sul gradino più alto in questa stagione, mentre terzo ha concluso nientemeno che Ricardo Zonta, celebre per essere stato doppiato dagli Schukkinen ormai parecchi anni fa.
La gara successiva ha invece visto la vittoria di Atila Abreu, con Daniel Serra, leader della classifica, in seconda posizione. Sul gradino più basso del podio è salito invece Ricardo Mauricio.
GOIANA - la Stock Car è tornata proprio in quest'ultimo weekend e in entrambe le gare hanno vinto dei piloti pittoreschi. Il già citato Ricardo Zonta, ha infatti ottenuto la vittoria nella prima delle due gare disputate, precedendo Diego Nunes e Felipe Fraga: quest'ultimo è arrivato terzo anche nell'altra gara (su chi l'abbia vinta e su chi abbia completato il podio ci arrivo tra poco) è secondo in classifica, l'unico sfidante di Serra ancora qualificabile per potere puntare al titolo, che sarà assegnato a Interlagos il 9 Dicembre.
Il secondo vincitore pittoresco è stato nientemeno che Max Wilson, colui che a suo tempo lottò per la vittoria di una gara di Champ Car con Memo Gidley e alla fine vinse Dario Franchitti. Ho già detto chi è arrivato terzo, ora non resta che parlare di chi è arrivato secondo: Nelsinho Piquet, che ha ottenuto il primo podio stagionale.
Fonti delle foto inserite in questo post: @rubarrichello & @maxwilson.
La gara successiva ha invece visto la vittoria di Atila Abreu, con Daniel Serra, leader della classifica, in seconda posizione. Sul gradino più basso del podio è salito invece Ricardo Mauricio.
GOIANA - la Stock Car è tornata proprio in quest'ultimo weekend e in entrambe le gare hanno vinto dei piloti pittoreschi. Il già citato Ricardo Zonta, ha infatti ottenuto la vittoria nella prima delle due gare disputate, precedendo Diego Nunes e Felipe Fraga: quest'ultimo è arrivato terzo anche nell'altra gara (su chi l'abbia vinta e su chi abbia completato il podio ci arrivo tra poco) è secondo in classifica, l'unico sfidante di Serra ancora qualificabile per potere puntare al titolo, che sarà assegnato a Interlagos il 9 Dicembre.
Il secondo vincitore pittoresco è stato nientemeno che Max Wilson, colui che a suo tempo lottò per la vittoria di una gara di Champ Car con Memo Gidley e alla fine vinse Dario Franchitti. Ho già detto chi è arrivato terzo, ora non resta che parlare di chi è arrivato secondo: Nelsinho Piquet, che ha ottenuto il primo podio stagionale.
Fonti delle foto inserite in questo post: @rubarrichello & @maxwilson.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)


