Provate a chiedere a molti appassionati di Formula 1 relativamente giovani qual è il loro gran premio preferito di sempre, oppure chiedete a qualche appassionato di vecchia data qual è la sua gara preferita dell'ultimo decennio: molti vi risponderanno Canada 2011 (che è stato oggetto del replay di oggi sul canale della Formula 1, anche se questo post ce l'avevo pronto già da un po', ed è la seconda volta di fila dopo il replay Baku 2017 che mi capita), anche se poi, magari, quel giorno stesso si erano lamentati delle lunghe attese, delle safety car e della bandiera rossa. Magari chiedete loro chi è stato il miglior pilota in quell'occasione. Vi risponderanno senza dubbio il vincitore Jenson Button, ma con tutta probabilità a gara in corso non la pensavano allo stesso modo. Su questo non c'è niente di incoerente: prima che Button superasse agevolmente le peripezie nelle quali era rimasto coinvolto, nessuno poteva sapere con quale maestria sarebbe riuscito a superare le suddette peripezie.
La gara di Jenson Button non era iniziata nel migliore dei modi, con un contatto con il compagno di squadra Lewis Hamilton, cosa che, se non fosse riuscito in seguito a vincere la gara, gli avrebbe sicuramente garantito commenti negativi.
Hamilton definitivamente fuori dai giochi al momento dell'impatto, Button nelle retrovie, Mazzoni che parlava di quanto la gara di quest'ultimo fosse rovinata (sì, un riferimento al Sommo dovevo metterlo), mentre davanti tutto proseguiva nel migliore dei modi, oppure nel peggiore a seconda dei punti di vista: c'era un po' di indecisione su gomme da asciutto e gomme da bagnato, c'era la pioggia che si faceva più intensa o meno a seconda dei momenti. Arrivati a un terzo di gara, questa è stata interrotta per pioggia intensa, con Sebastian Vettel, Kamui Kobayashi (che secondo Mazzoni era "senza fissa dimora") e Felipe Massa (che secondo Giovannelli era "bagnato come un pulcino", se non ricordo male) nelle prime tre posizioni.
Diverse inquadrature di cornacchie che scorazzavano per la pista più tardi, dopo circa due ore di sospensione fatte di meccanici davanti a tazze di tè e di piloti della HRT che speravano che la gara non riprendesse viste le loro posizioni nei confronti delle Marussia e delle Caterham (che si chiamavano Virgin e Lotus, non Marussia e Caterham, ma non soffermiamoci su queste sottigliezze) la gara è ripresa, con grande soddisfazione di Button, che così finalmente poteva riprendere la sua scalata.
La sua scalata al momento si è fermata in una fiancata di Alonso quando era risalito ormai nelle zone più basse della top-ten: dopo una foratura che l'ha fatto precipitare nelle retrovie, Button si è ritrovato ancora una volta a risalire dall'ultima posizione, mentre davanti c'era chi se la passava bene, tipo Kobayashi, Massa e Heidfeld tra la seconda e la quarta posizione.
O almeno, a tutti loro sarebbe piaciuto conservare quelle posizioni, perché nel frattempo Michael Schumacher si faceva largo tra la folla, arrivando a un certo punto a superare Massa che superava Kobayashi per il secondo posto. Avremmo ritrovato più tardi Massa a fare a sportellate con un doppiato (lo stesso che sarebbe stato paragonato da Vettel a un cetriolo in occasione di un futuro incidente analogo in Malesia 2012) e Kobayashi a lottare con Heidfeld per una posizione di minore gloria prima del ritiro per incidente di quest'ultimo.
Nel frattempo Sebastian Vettel, Michael Schumacher e Mark Webber componevano la top-3, ma il nostro eroe risalito due volte dal fondo non si era ancora dato per vinto e stazionava in quarta piazza, con il podio a portata di mano e l'intenzione di accaparrarselo, prima che si facesse sera, tra una safety car e l'altra.
Avrebbe potuto prendersela comoda, stare a guardare con la Coca Cola in mano quello che succedeva davanti a lui: Schumacher e Webber in lotta per il secondo posto, con Webber al sorpasso, ma tagliando una chicane, che ha dovuto di nuovo cedere a Schumacher la posizione.
Mentre il mondo dibatteva di chi, tra i due, fosse più meritevole della seconda piazza, Button ha deciso di non prendere parte al dibattito. Se li è messi dietro uno dopo l'altro così come se niente fosse, andando a lanciarsi all'inseguimento di Vettel. Nel frattempo Webber ne approfittava per strappare la terza posizione a Schumacher, ma non era più una faccenda che riguardasse Button (che ai miei tempi non era ancora stato ribattezzato Jensinho nei miei post - bei tempi, quelli...) che, nel frattempo, poteva vedere a occhio nudo il posteriore di Vettel.
Poi, all'ultimo giro, Vettel ha deciso di fare un giro per i prati facendosi trollare. Si sarebbe ripreso vincendo altre gare in carriera, diversamente da JR Hildebrand... azz, mi ero ripromessa che non avrei citato un ben più clamoroso caso di epic fail avvenuto nello stesso periodo, però non sono riuscita a trattenermi.
Torniamo in topic e concludiamo, con la top ten: Jenson Button (McLaren), Sebastian Vettel (Redbull), Mark Webber (Redbull), Michael Schumacher (Mercedes), Vitaly Petrov (Renault), Felipe Massa (Ferrari), Kamui Kobayashi (Sauber), Jaime Alguersuari (Toro Rosso), Rubens Barrichello (Honda), Sebastien Buemi (Toro Rosso). Il tutto, oltre quattro ore dopo il momento dello start: è questa la gara che ha portato alla modifica regolamentare relativa alle tempistiche. Prima c'era solo la regola di non superare le due ore di effettiva gara. Dopo c'era anche quella di non superare le quattro ore dal via alla bandiera a scacchi, qualunque fosse la lunghezza di eventuali interruzioni.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
sabato 13 giugno 2020
giovedì 11 giugno 2020
Nel mondo ideale, quella era una vittoria ex-equo
A distanza di un anno quell'evento mi lascia l'amaro in bocca, per una ragione che va un po' oltre quelle citate. Credo che il risultato finale sia stato esattamente quello che avremmo avuto se tutto fosse proseguito senza prese di posizione da parte dei commissari: in quello stint di gara Hamilton era decisamente più veloce e con buone probabilità avrebbe cercato di nuovo il sorpasso su Vettel. Ovvio che, con l'altro destinato a una penalità, abbia deciso di fare il free rider. Non scontato, forse, ma molto plausibile.
A parte questo la cosa che mi infastidisce è che da parte dei commissari, almeno fino a quei giorni, ci siano stati a mio parere un po' due pesi e due misure. Non mi riferisco ai differenti top driver, né ad avvenimenti accaduti negli anni precedenti. Parlo dei top driver vs midfielder/backmarker.
Cosa sarebbe successo se la stessa manovra fosse accaduta nello stesso gran premio ma non tra piloti che lottavano per la vittoria o per il podio? Magari per una decima posizione o qualcosa del genere? Ho il sospetto che i commissari se ne sarebbero sbattuti altamente. Non sempre l'hanno fatto dopo, ma ho la sensazione che prima di quel giorno ci fosse la tendenza a chiudere un occhio o entrambi finché le sportellate non erano troppo pesanti.
Il problema è che da duelli tra eventuali backmarker ci possono essere importanti ripercussioni sulla classifica costruttori e sui relativi big money. Insomma, un impatto maggiore del vincere una gara in più o in meno in carriera per i Vettelton, rispettivamente a quota 50+ e 80+.
Canada 2019 si prestava molto alle polemiche facili, ci scommetto che Liberty Media sperava in una rissa in stile Nascar o qualcosa del genere. Purtroppo per loro i piloti di Formula 1 hanno la propensione a inventarsi "vendette" più trash, tipo quella dei cartelli invertiti, e invece di innescare risse tra di loro o con meccanici random sono in grado di rapportarsi tra di loro in maniera decisamente più civile.
Così Hamilton era convinto che Vettel meritasse la penalità e Vettel era convinto di essere stato derubato, ma non c'è mai stato un momento in cui abbiano dato segno di volerla trasformare in una polemica personale. Anzi, ricordo Hamilton che abbracciava Vettel sul podio e Vettel che diceva al pubblico si smetterla di fischiare contro Hamilton. Vettelton vs desiderio di polemica: 1 a 0.
martedì 9 giugno 2020
Statistiche random sulle date di nascita dei campioni del mondo del passato
Una sera in cui avevo poco da fare mi sono messa a cercare tutte le date di nascita di tutti i campioni del mondo della storia della Formula 1, osservando quanto segue:
- uno è nato negli anni 1900;
- due sono nati negli anni '10;
- quattro sono nati negli anni '20;
- quattro sono nati negli anni '30;
- ben sette sono nati negli anni '40;
- quattro sono nati negli anni '50;
- quattro anche negli anni '60;
- solo due negli anni '70, il decennio con minore rappresentanza in epoca moderna;
- cinque invece sono nati negli anni '80.
Farina 30.10.1906
Fangio 24.06.1911
Ascari 13.07.1918
Brabham 02.04.1926
P.Hill 20.04.1927
G.Hill 15.02.1929
Hawthorn 10.04.1929
Surtees 11.02.1934
Clark 04.03.1936
Hulme 14.06.1936
Stewart 11.06.1939
Andretti 28.02.1940
Rindt 19.04.1942
Jones 02.11.1946
Fittipaldi 12.12.1946
Hunt 29.08.1947
K.Rosberg 06.12.1948
Lauda 22.02.1949
Scheckter 29.01.1950
Piquet 17.08.1952
Mansell 08.08.1953
Prost 24.02.1955
Senna 21.03.1960
D.Hill 17.09.1960
Hakkinen 28.09.1968
Schumacher 03.01.1969
Villeneuve 09.04.1971
Raikkonen 17.10.1979
Button 19.01.1980
Alonso 29.07.1981
Hamilton 07.01.1985
N.Rosberg 27.06.1985
Vettel 03.07.1987
Il duo Jones/Fittipaldi è quello con la minore distanza in termini di età, nonostante gli otto anni che hanno separato il primo titolo di Fittipaldi dal titolo di Jones. Il gap maggiore sembra invece essere di otto anni e sei mesi tra Villeneuve/Raikkonen, e in effetti i due sono diventati campioni del mondo a dieci anni di distanza.
Ad ogni modo il destino del mondo sembra essere nelle mani dei pochi piloti di fine anni '80 e di quelli nati nella prima metà degli anni '90: qualora nessuno di loro dovesse diventare campione del mondo e tra i prossimi campioni del mondo dovessero esserci Verstappen o Leclerc o piloti di età affine se non più giovane, si potrebbe arrivare a un gap di oltre dieci anni.
- uno è nato negli anni 1900;
- due sono nati negli anni '10;
- quattro sono nati negli anni '20;
- quattro sono nati negli anni '30;
- ben sette sono nati negli anni '40;
- quattro sono nati negli anni '50;
- quattro anche negli anni '60;
- solo due negli anni '70, il decennio con minore rappresentanza in epoca moderna;
- cinque invece sono nati negli anni '80.
Farina 30.10.1906
Fangio 24.06.1911
Ascari 13.07.1918
Brabham 02.04.1926
P.Hill 20.04.1927
G.Hill 15.02.1929
Hawthorn 10.04.1929
Surtees 11.02.1934
Clark 04.03.1936
Hulme 14.06.1936
Stewart 11.06.1939
Andretti 28.02.1940
Rindt 19.04.1942
Jones 02.11.1946
Fittipaldi 12.12.1946
Hunt 29.08.1947
K.Rosberg 06.12.1948
Lauda 22.02.1949
Scheckter 29.01.1950
Piquet 17.08.1952
Mansell 08.08.1953
Prost 24.02.1955
Senna 21.03.1960
D.Hill 17.09.1960
Hakkinen 28.09.1968
Schumacher 03.01.1969
Villeneuve 09.04.1971
Raikkonen 17.10.1979
Button 19.01.1980
Alonso 29.07.1981
Hamilton 07.01.1985
N.Rosberg 27.06.1985
Vettel 03.07.1987
Il duo Jones/Fittipaldi è quello con la minore distanza in termini di età, nonostante gli otto anni che hanno separato il primo titolo di Fittipaldi dal titolo di Jones. Il gap maggiore sembra invece essere di otto anni e sei mesi tra Villeneuve/Raikkonen, e in effetti i due sono diventati campioni del mondo a dieci anni di distanza.
Ad ogni modo il destino del mondo sembra essere nelle mani dei pochi piloti di fine anni '80 e di quelli nati nella prima metà degli anni '90: qualora nessuno di loro dovesse diventare campione del mondo e tra i prossimi campioni del mondo dovessero esserci Verstappen o Leclerc o piloti di età affine se non più giovane, si potrebbe arrivare a un gap di oltre dieci anni.
lunedì 8 giugno 2020
Indycar 2020: si parte dal Texas
Drivers, restart your engines, che è arrivato il momento di dare il via alla stagione 2020 di Indycar.
La stagione in realtà doveva iniziare lo scorso marzo e le vetture erano anche scese in pista per una sessione di prove libere a St. Petersburg, ma tutto era statp interrotto in corso d'opera, mentre almeno il campionato di Formula 1 venica interrotto senza che le vetture fossero scese in pista in modo totalmente random per poi tornare a casa in modo altrettanto random.
Dopo quel momento ci sono state varie gare saltate, cancellate o rimandate, tra cui la Indy 500 che si svolgerà il 23 agosto, in quella che in altre occasioni sarebbe stata piena pausa estiva. Ad ogni modo non pensiamo ad agosto quanto piuttosto al fatto che la stagione sia iniziata nel weekend appena terminato: sabato 6 giugno il campionato è partito dal Texas Motorspeedway per la Texas 300.
La gara si svolgeva quando da noi erano circa le due di notte e avevo pianificato una strategia piuttosto efficace: mettermi a letto a leggere in attesa del grande momento, poi seguire almeno un po' di livetiming sul cellulare, in attesa che giungesse il momento di recuperare o la gara oppure un highlight di lunghezza sufficiente a comprendere chr cosa fosse accaduto.
Poi il mal di testa ha avuto la meglio. Ho messo il libro da parte, ho chiuso gli occhi e mi sono svegliata di soprassalto verso le sei di mattina. Stavo sognando (non sto scherzando) che Kanaan postava su instagram dei post strappalacrime dopo avere litigato con Castroneves.
Dopo questo momento mi sono ricordata dell'inizio del campionato di Indycar e di essermi persa totalmente anche le news sull'evento. Quindi sono andata su twitter e ho cercato di recuperare qualcosa.
Poi nel pomeriggio della domenica ho visto un "exhtended highlight" della durata di circa dodici minuti, non il massimo che speravo, ma si tratta pur sempre di una sintesi che ha chiarito in modo abbastanza lineare come siano andate le cose, anche se ha snobbato interamente il Grande Samurai Takuma Sato, non-starter per un incidente avvenuto in qualifica, poche ore prima della gara. E con Sato che si spalma sui muri, il mondo sta tornando alla normalità.
La normalità comprendeva anche Josef Newgarden in pole position, in testa nella prima parte di gara, davanti a Simon Pagenaud (compagno di scorribande virtuali e polemiche di Trollando Norris) e all'immancabile Scott Dixon, il detersivo più celebre di Sportmediaset o chiunque fosse.
Costui è stato buono a guardare finché non ha approfittato di una safety car per portarsi in testa nel momento più opportuno.
Per essere una gara su ovale è stata tutto sommato abbastanza tranquilla, con quell'incidente, tuttavia, a stravolgere un po' la situazione: il rookie Rinus Veekay (dove Veekay sta per VK, le iniziali del suo vero cognome Van Kalmthout) è andato in testacoda e ha... mhm... collezionato? il termine inglese è "collected", direi, l'altro rookie Alex Palou, uno spagnolo che in passato ha corso con licenza giapponese quindi che non gli venga voglia di vincere a Indianapolis nel Memorial Weekend...
La sintesi ha poi mostrato di nuovo Newgarden in testa, fintanto che il Detersivo si è preso la leadership con un sorpasso poco prima del completamento di metà gara. Giri di pitstop a parte, non si sarebbe più schiodato da quella posizione fino alla fine. Frattanto il suo compagno di squadra Felix Rosenqvist si è portato in seconda posizione al suo inseguimento.
A parte Santino Ferrucci che sbatteva in pitlane, senza causare eccessivi intoppi, non abbiamo visto incidenti in pista finché non ci ha pensato proprio lo stesso Rosenqvist a dieci giri dalla fine: anche stavolta vincerà la prossima.
Dopo qualche giro dietro la safety car, la gara è ripresa per i giri finali: tutto tranquillo fino allo schianto di Charlie Kimball, avvenuto mentre il vincitore tagliava il traguardo.
Vincitore Scott Dixon davanti a Josef Newgarden e Simon Pagenaud, con nientemeno che Zach Veach appena giù dal podio. Ed Carpenter ha completato la top-5 davanti a Conor Daly (e già il fatto che Daly abbia un volante è una cosa che non capita tutti i giorni), Colton Herta, Ryan Hunter-Reay, Oliver Askew e nientemeno che Tony Kanaan, autore di una gloriosa decima piazza dopo certi ultimi posti della scorsa stagione. A seguire undicesima piazza per Charlie Kimball, poi Pat O'Ward, Will Power, Marco Andretti, Alexander Rossi, Jack Harvey, Graham Rahal, James Hinchcliffe e Marcus Ericsson: una Caterham è per sempre.
La stagione in realtà doveva iniziare lo scorso marzo e le vetture erano anche scese in pista per una sessione di prove libere a St. Petersburg, ma tutto era statp interrotto in corso d'opera, mentre almeno il campionato di Formula 1 venica interrotto senza che le vetture fossero scese in pista in modo totalmente random per poi tornare a casa in modo altrettanto random.
Dopo quel momento ci sono state varie gare saltate, cancellate o rimandate, tra cui la Indy 500 che si svolgerà il 23 agosto, in quella che in altre occasioni sarebbe stata piena pausa estiva. Ad ogni modo non pensiamo ad agosto quanto piuttosto al fatto che la stagione sia iniziata nel weekend appena terminato: sabato 6 giugno il campionato è partito dal Texas Motorspeedway per la Texas 300.
La gara si svolgeva quando da noi erano circa le due di notte e avevo pianificato una strategia piuttosto efficace: mettermi a letto a leggere in attesa del grande momento, poi seguire almeno un po' di livetiming sul cellulare, in attesa che giungesse il momento di recuperare o la gara oppure un highlight di lunghezza sufficiente a comprendere chr cosa fosse accaduto.
Poi il mal di testa ha avuto la meglio. Ho messo il libro da parte, ho chiuso gli occhi e mi sono svegliata di soprassalto verso le sei di mattina. Stavo sognando (non sto scherzando) che Kanaan postava su instagram dei post strappalacrime dopo avere litigato con Castroneves.
Dopo questo momento mi sono ricordata dell'inizio del campionato di Indycar e di essermi persa totalmente anche le news sull'evento. Quindi sono andata su twitter e ho cercato di recuperare qualcosa.
Poi nel pomeriggio della domenica ho visto un "exhtended highlight" della durata di circa dodici minuti, non il massimo che speravo, ma si tratta pur sempre di una sintesi che ha chiarito in modo abbastanza lineare come siano andate le cose, anche se ha snobbato interamente il Grande Samurai Takuma Sato, non-starter per un incidente avvenuto in qualifica, poche ore prima della gara. E con Sato che si spalma sui muri, il mondo sta tornando alla normalità.
La normalità comprendeva anche Josef Newgarden in pole position, in testa nella prima parte di gara, davanti a Simon Pagenaud (compagno di scorribande virtuali e polemiche di Trollando Norris) e all'immancabile Scott Dixon, il detersivo più celebre di Sportmediaset o chiunque fosse.
Costui è stato buono a guardare finché non ha approfittato di una safety car per portarsi in testa nel momento più opportuno.
Per essere una gara su ovale è stata tutto sommato abbastanza tranquilla, con quell'incidente, tuttavia, a stravolgere un po' la situazione: il rookie Rinus Veekay (dove Veekay sta per VK, le iniziali del suo vero cognome Van Kalmthout) è andato in testacoda e ha... mhm... collezionato? il termine inglese è "collected", direi, l'altro rookie Alex Palou, uno spagnolo che in passato ha corso con licenza giapponese quindi che non gli venga voglia di vincere a Indianapolis nel Memorial Weekend...
La sintesi ha poi mostrato di nuovo Newgarden in testa, fintanto che il Detersivo si è preso la leadership con un sorpasso poco prima del completamento di metà gara. Giri di pitstop a parte, non si sarebbe più schiodato da quella posizione fino alla fine. Frattanto il suo compagno di squadra Felix Rosenqvist si è portato in seconda posizione al suo inseguimento.
A parte Santino Ferrucci che sbatteva in pitlane, senza causare eccessivi intoppi, non abbiamo visto incidenti in pista finché non ci ha pensato proprio lo stesso Rosenqvist a dieci giri dalla fine: anche stavolta vincerà la prossima.
Dopo qualche giro dietro la safety car, la gara è ripresa per i giri finali: tutto tranquillo fino allo schianto di Charlie Kimball, avvenuto mentre il vincitore tagliava il traguardo.
Vincitore Scott Dixon davanti a Josef Newgarden e Simon Pagenaud, con nientemeno che Zach Veach appena giù dal podio. Ed Carpenter ha completato la top-5 davanti a Conor Daly (e già il fatto che Daly abbia un volante è una cosa che non capita tutti i giorni), Colton Herta, Ryan Hunter-Reay, Oliver Askew e nientemeno che Tony Kanaan, autore di una gloriosa decima piazza dopo certi ultimi posti della scorsa stagione. A seguire undicesima piazza per Charlie Kimball, poi Pat O'Ward, Will Power, Marco Andretti, Alexander Rossi, Jack Harvey, Graham Rahal, James Hinchcliffe e Marcus Ericsson: una Caterham è per sempre.
sabato 6 giugno 2020
Schumacher, Hakkinen e Coulthard a secco di punti nei race rewatch: dal Belgio '98 all'Australia '99 le cose non cambiano
Mercoledì della scorsa settimana andava in scena il replay del più famoso gran premio degli anni '90, quello che tutti conoscevano già alla perfezione.
Trionfava Damon Hill, sulla Jordan, in precedenza inseguitore di Michael Schumacher. Costui aveva superato indenne il primo start, uno dei pochi, superato indenne anche il secondo, nonostante un contatto con Mika Hakkinen.
Il compagno di squadra di quest'ultimo si distingueva per una marea di cavolate, poi finiva per essere tamponato violentemente da Msc durante un doppiaggio sotto al diluvio. Cosa analoga accadeva tra Giancarlo Fisichella e Shinji Nakano, ma who kers.
Damon Hill vs Ralf Schumacher vs ordini di scuderia in casa Jordan, il tutto mentre Jean Alesi sulla Sauber se ne stava lì ad aspettare che venisse il momento di salire sul podio. Quel momento arrivava dopo una gara fatta di eventi strani e insoliti, che conduceva una gloria del passato neanche troppo lontano ad appropriarsi della carica di vincitore strano, un Panis di successo, uno perfetto per i race replay, dove il trio Schumacher- Hakkinen- Coulthard vede ben poco spesso la gloria della zona punti.
Andate a spiegare a qualche ragazzino che quelli erano i protagonisti. Non vi crederanno: sono tutti coinvinti che al mondo esistano solo Herbert e Panis.
Questa settimana siamo passati ai folletti irlandesi ma la linea di fondo non cambia: gara con un attrition rate da urlo, Schultardkkinen ben lontani dal potere portare a casa punti... e vittoria di Eddie Irvine, la prima in carriera, nell'anno in cui avrebbe lottato per il mondiale.
Gare brevi e indolori per il duo McLaren, fuori per problemi tecnici, anche se Hakkinen mentre era in testa, quindi magari tanto indolore no.
Niente incidenti particolarmente bizzarri, ma Msc al centro di una lunga serie di peripezie: la macchina che non parte, lo start dal fondo... poi anche una foratura, nonché a quel punto il destino di essere ultimo e doppiato, uno dei pochi fuori dai punti peraltro.
Eddie Irvine, Heinz-Harald Frentzen, Ralf Schumacher, con HH nei colori Jordan rimpiazzato alla Williams proprio da quest'ultimo.
Al centro dell'attenzione l'idolo delle ragazzine dei tempi, ancora accanto a Msc e non al vero eroehhhh della stagione 1999: Mika Salo, che sarebbe arrivato qualche mese più tardi come nota stylish in un mondiale più improbabile del previsto.
I ragazzini di oggi continueranno a farsi strane idee su chi vincesse i gran premi di frequente ai tempi, ma non importa: consoliamoci con i rewatch recenti, un concentrato di vittorie di Daniel Ricciardo (oggi ci sarà Baku 2017 di cui ironia della sorte ho pubblicato un post proprio ieri mattina), indiscusso trionfatore di ogni singolo evento odierno.
Trionfava Damon Hill, sulla Jordan, in precedenza inseguitore di Michael Schumacher. Costui aveva superato indenne il primo start, uno dei pochi, superato indenne anche il secondo, nonostante un contatto con Mika Hakkinen.
Il compagno di squadra di quest'ultimo si distingueva per una marea di cavolate, poi finiva per essere tamponato violentemente da Msc durante un doppiaggio sotto al diluvio. Cosa analoga accadeva tra Giancarlo Fisichella e Shinji Nakano, ma who kers.
Damon Hill vs Ralf Schumacher vs ordini di scuderia in casa Jordan, il tutto mentre Jean Alesi sulla Sauber se ne stava lì ad aspettare che venisse il momento di salire sul podio. Quel momento arrivava dopo una gara fatta di eventi strani e insoliti, che conduceva una gloria del passato neanche troppo lontano ad appropriarsi della carica di vincitore strano, un Panis di successo, uno perfetto per i race replay, dove il trio Schumacher- Hakkinen- Coulthard vede ben poco spesso la gloria della zona punti.
Andate a spiegare a qualche ragazzino che quelli erano i protagonisti. Non vi crederanno: sono tutti coinvinti che al mondo esistano solo Herbert e Panis.
Questa settimana siamo passati ai folletti irlandesi ma la linea di fondo non cambia: gara con un attrition rate da urlo, Schultardkkinen ben lontani dal potere portare a casa punti... e vittoria di Eddie Irvine, la prima in carriera, nell'anno in cui avrebbe lottato per il mondiale.
Gare brevi e indolori per il duo McLaren, fuori per problemi tecnici, anche se Hakkinen mentre era in testa, quindi magari tanto indolore no.
Niente incidenti particolarmente bizzarri, ma Msc al centro di una lunga serie di peripezie: la macchina che non parte, lo start dal fondo... poi anche una foratura, nonché a quel punto il destino di essere ultimo e doppiato, uno dei pochi fuori dai punti peraltro.
Eddie Irvine, Heinz-Harald Frentzen, Ralf Schumacher, con HH nei colori Jordan rimpiazzato alla Williams proprio da quest'ultimo.
Al centro dell'attenzione l'idolo delle ragazzine dei tempi, ancora accanto a Msc e non al vero eroehhhh della stagione 1999: Mika Salo, che sarebbe arrivato qualche mese più tardi come nota stylish in un mondiale più improbabile del previsto.
I ragazzini di oggi continueranno a farsi strane idee su chi vincesse i gran premi di frequente ai tempi, ma non importa: consoliamoci con i rewatch recenti, un concentrato di vittorie di Daniel Ricciardo (oggi ci sarà Baku 2017 di cui ironia della sorte ho pubblicato un post proprio ieri mattina), indiscusso trionfatore di ogni singolo evento odierno.
venerdì 5 giugno 2020
F1 The Golden Days: GP Azerbaijan 2017
Tutto è calmo ma non troppo, il Gran Premio cancellato dell'Azerbaijan si avvicina, tra un mese inizierà seriamente il campionato quindi è come se fossimo a febbraio, solo che a febbraio forse eravamo un minimo meno ossessionati dal commentare qualsiasi cosa o persona sui social network.
Ad ogni modo Baku ci ricorda di come nella vita ci siano delle linee guida da rispettare e di come più le rispettiamo e più sarà facile avere successo nella vita, anche applicandole ai social.
Si parte e tutto fila liscio, almeno dove i nostri occhi sono puntati e almeno fino al terzo bicchiere di vodka da parte di Kimi Raikkonen e Valtteri Bottas.
Poi si scatena il caos:
VB: "La vodka è tutta mia!!!11!!!1"
KR: "Noooohhhh è miahhhh!!!111!!!"
VB: "Non ci pensare nemmeno!!!11!!!11 Restituiscimi subito la bottiglia!!11!!!1!"
Quando Raikkonen gli tira la bottiglia di vodka addosso, Bottas finisce nelle retrovie, addirittura doppiato.
Lezione di vita numero 1: la lucidità. Prima di compiere azioni avventate, siano esse azioni effettive o semplici azioni sui social, bisognerebbe essere certi di essere nelle facoltà mentali migliori per farlo.
Tutto continua a filare più o meno liscio, si perde per strada un po' di gente che non conta, ma si sa che gli occhi sono focalizzati solo su chi sta sempre al centro dell'attenzione. Quindi più ti nascondi sotto una cappa di vetro stando lontano dalle polemiche da fandom e meglio sarà per te.
Anche perché le polemiche non sempre vanno a finire bene, come sanno Lewis Hamilton e Sebastian Vettel.
LH: "Maylander, che ca**o fai? Se non vai un po' più forte sarò costretto ad andare piano e la gente dirà che l'ho fatto di proposito."
SV: "Minacciare di rallentare di proposito equivale ad averlo fatto, non vedo nessuna differenza. Per questa ragione mi vedo costretto a ristabilire la giustizia tirandoti una ruotata!"
LH: "Cosa sono queste manovre assassine?!?!?!? Come ti sei permesso?!"
SV: "Veramente la ruotata non te l'ho ancora tirata."
LH: "Ma hai detto che l'hai fatto e ciò equivale a farlo."
SV: "Quindi ora lo faccio sul serio."
LH: "Bravo co***one, lo sai che tra anni e anni mentre io e te saremo di nuovo best friend forever e ci daremo la lingua in bocca la gente litigherà per questo episodio e ci criticherà per non fare più altrettanto?!"
Lezione di vita numero 2: accusare altri di loro presunte intenzioni senza certezze e senza prove (magari, nel nostro caso, su una frase di poche parole riportata in un titolo) non sempre è la scelta che paga, idem fare polemica invece di impiegare il proprio tempo in maniera più costruttiva.
In un modo o nell'altro tutto sembra riprendere a filare liscio e lo sarà almeno finché qualcuno che non ha l'abitudine di stare lì dove conta proverà a inoltrarsi in un terreno a lui sconosciuto senza sapere come comportarsi: proseguiamo quindi con le disavventure di Felipe Massa.
FM: "Stanotte mi è apparso in sogno un gufo che mi ha riferito che Hamilton avrebbe perso il poggiatesta e che Vettel sarebbe stato penalizzato per la ruotata che gli ha tirato e in questo momento mi trovo esattamente dietro di loro. Questo significa che, non appena si leveranno di torno..."
La sua vettura: "Errore. Ti sei addentrato in un terreno in cui non sai come muoverti, quindi dovrò punirti per questo, smettendo di funzionare per impedirti di continuare a stare dove non dovresti. In più devo punire anche Claire Williams."
CW: "Perché?"
La sua vettura: "Perché sei donna e sei alla guida di un team di poco successo, ma siccome sei la figlia del titolare anche i fanboy sessisti dovranno arrendersi all'evidenza che non hai avuto il posto perché l'hai data alle persone giuste e saranno costretti a screditarti nello stesso modo in cui ti screditerebbero se tu fossi un uomo."
Lezione di vita numero 3: mai essere al posto giusto nel momento sbagliato o nel posto sbagliato al momento giusto. Per esempio, quello che ho appena ricostruito, non è neanche stato notato, perché accadeva qualcosa di più coinvolgente, quindi non valeva nemmeno la pena di essere lì.
Mentre la macchina di Felipe Massa si prepara al momento in cui metterà fine alla gara del proprio pilota, siamo ancora tutti impegnati a pensare a Sergio Perez ed Esteban Ocon litigano a proposito di chi, tra di loro, finirà sul podio o vincerà il gran premio (fatto accaduto prima della bandiera rossa, ma con i due che, con le macchine più o meno malmesse, hanno preso parte al restart):
CP: "Io sonohhhh più figohhhh di te!!!11!!"
EO: "Noooohhhh, sono molto più figohhhh io e credo dovrai arrenderti all'evidenza!"
CP: "Taci o ti prendo a sportellate."
EO: "No, non hai capito nulla, sarò io a prendere a sportellate te."
CP: "Sogna, sogna... il mio sogno nel cassetto è distruggerti."
EO: "Sarò io a distruggere te e anche il tuo cassetto. Così dovrai tenere i sogni in tasca, al posto che tenere in tasca la vittoria!"
Lezione di vita numero 4: no alle "guerre tra poveri". Se ciascuno di noi si focalizzasse sugli obiettivi comuni, invece di fare a gara su chi si focalizza meglio sugli obiettivi, forse tutti ci comporteremmo in modo più costruttivo.
Non tutti noi potremmo essere migliori degli altri, così come tra Perez e Ocon soltanto uno dei due avrebbe potenzialmente vinto il gran premio. Cerchiamo almeno di non fare la fine di Perez e Ocon.
Non riuscire ad apparire fighi come lo vorremmo a volte fa parte solo della nostra routine quotidiana. A volte bisogna semplicemente arrendersi all'evidenza... ed è così che Nico Hulkenberg striscia contro il muro, proprio nel giorno in cui un pilota a caso avrebbe potuto andare a podio.
Sul podio ci vanno Daniel Ricciardo, Valtteri Bottas e Lance Stroll. Come ci sono riusciti? Non saprei, forse ascoltando la loro ipotetica conversazione nella sala pre-podio possiamo farci venire qualche idea:
DR: "A un certo punto mi sono detto che non c'era da fare altro, per vincere, che aspettare che tutti si eliminassero tra di loro. È un po' come sui social dove la gente litiga, si blocca e si segnala, facendosi bannare gli uni con gli altri. Alla fine per diventare il leader incontrastato dei social quello che conta è durare abbastanza da essere l'unica persona che finisce nelle bacheche degli altri. Almeno finché non decideranno che il mio sorriso è una promozione subliminale alla lobby dei dentisti, sono al sicuro. Ma siccome tutti hanno una paura marcia dei dentisti perché non hanno dei denti belli e sani come i miei, cercheranno di dimenticarsi della loro esistenza anche quando sono impegnati a parlare delle cose brutte che capitano nelle loro vite."
VB: "Io ho provato a farmi strada nel mondo da ubriaco ma non ci sono riuscito. Quindi ho aspettato di liberarmi dell'alcool e, a quel punto, da sobrio sono riuscito a trollare tutti."
LS: "Che schifohhhh i poverihhhh, passano tutto il tempo a fare polemiche spargendo quintali di sterco sugli altri tramite social perché non sanno come fare per fare venire sera. Io invece faccio venire sera contando gli spiccioli - sinonimo di mazzette di banconote - che tengo nella mia collezione di salvadanai. Oggi, mentre ero lì tranquillo che guidavo tenendo una mano in tasca per accertarmi che ci fosse ancora il mio portafoglio, mi sono accorto di avere tagliato il traguardo entro i primi tre. È stata un'esperienza meravigliosa."
Ultima lezione di vita: il modo migliore per non finire coinvolti nelle polemiche degli altri è tenersi deliberatamente fuori dalle polemiche degli altri. Fate così anche voi e vincerete senz'altro il Gran Premio dell'Azerbaijan 2017.
Ad ogni modo Baku ci ricorda di come nella vita ci siano delle linee guida da rispettare e di come più le rispettiamo e più sarà facile avere successo nella vita, anche applicandole ai social.
Si parte e tutto fila liscio, almeno dove i nostri occhi sono puntati e almeno fino al terzo bicchiere di vodka da parte di Kimi Raikkonen e Valtteri Bottas.
Poi si scatena il caos:
VB: "La vodka è tutta mia!!!11!!!1"
KR: "Noooohhhh è miahhhh!!!111!!!"
VB: "Non ci pensare nemmeno!!!11!!!11 Restituiscimi subito la bottiglia!!11!!!1!"
Quando Raikkonen gli tira la bottiglia di vodka addosso, Bottas finisce nelle retrovie, addirittura doppiato.
Lezione di vita numero 1: la lucidità. Prima di compiere azioni avventate, siano esse azioni effettive o semplici azioni sui social, bisognerebbe essere certi di essere nelle facoltà mentali migliori per farlo.
Tutto continua a filare più o meno liscio, si perde per strada un po' di gente che non conta, ma si sa che gli occhi sono focalizzati solo su chi sta sempre al centro dell'attenzione. Quindi più ti nascondi sotto una cappa di vetro stando lontano dalle polemiche da fandom e meglio sarà per te.
Anche perché le polemiche non sempre vanno a finire bene, come sanno Lewis Hamilton e Sebastian Vettel.
LH: "Maylander, che ca**o fai? Se non vai un po' più forte sarò costretto ad andare piano e la gente dirà che l'ho fatto di proposito."
SV: "Minacciare di rallentare di proposito equivale ad averlo fatto, non vedo nessuna differenza. Per questa ragione mi vedo costretto a ristabilire la giustizia tirandoti una ruotata!"
LH: "Cosa sono queste manovre assassine?!?!?!? Come ti sei permesso?!"
SV: "Veramente la ruotata non te l'ho ancora tirata."
LH: "Ma hai detto che l'hai fatto e ciò equivale a farlo."
SV: "Quindi ora lo faccio sul serio."
LH: "Bravo co***one, lo sai che tra anni e anni mentre io e te saremo di nuovo best friend forever e ci daremo la lingua in bocca la gente litigherà per questo episodio e ci criticherà per non fare più altrettanto?!"
Lezione di vita numero 2: accusare altri di loro presunte intenzioni senza certezze e senza prove (magari, nel nostro caso, su una frase di poche parole riportata in un titolo) non sempre è la scelta che paga, idem fare polemica invece di impiegare il proprio tempo in maniera più costruttiva.
In un modo o nell'altro tutto sembra riprendere a filare liscio e lo sarà almeno finché qualcuno che non ha l'abitudine di stare lì dove conta proverà a inoltrarsi in un terreno a lui sconosciuto senza sapere come comportarsi: proseguiamo quindi con le disavventure di Felipe Massa.
FM: "Stanotte mi è apparso in sogno un gufo che mi ha riferito che Hamilton avrebbe perso il poggiatesta e che Vettel sarebbe stato penalizzato per la ruotata che gli ha tirato e in questo momento mi trovo esattamente dietro di loro. Questo significa che, non appena si leveranno di torno..."
La sua vettura: "Errore. Ti sei addentrato in un terreno in cui non sai come muoverti, quindi dovrò punirti per questo, smettendo di funzionare per impedirti di continuare a stare dove non dovresti. In più devo punire anche Claire Williams."
CW: "Perché?"
La sua vettura: "Perché sei donna e sei alla guida di un team di poco successo, ma siccome sei la figlia del titolare anche i fanboy sessisti dovranno arrendersi all'evidenza che non hai avuto il posto perché l'hai data alle persone giuste e saranno costretti a screditarti nello stesso modo in cui ti screditerebbero se tu fossi un uomo."
Lezione di vita numero 3: mai essere al posto giusto nel momento sbagliato o nel posto sbagliato al momento giusto. Per esempio, quello che ho appena ricostruito, non è neanche stato notato, perché accadeva qualcosa di più coinvolgente, quindi non valeva nemmeno la pena di essere lì.
Mentre la macchina di Felipe Massa si prepara al momento in cui metterà fine alla gara del proprio pilota, siamo ancora tutti impegnati a pensare a Sergio Perez ed Esteban Ocon litigano a proposito di chi, tra di loro, finirà sul podio o vincerà il gran premio (fatto accaduto prima della bandiera rossa, ma con i due che, con le macchine più o meno malmesse, hanno preso parte al restart):
CP: "Io sonohhhh più figohhhh di te!!!11!!"
EO: "Noooohhhh, sono molto più figohhhh io e credo dovrai arrenderti all'evidenza!"
CP: "Taci o ti prendo a sportellate."
EO: "No, non hai capito nulla, sarò io a prendere a sportellate te."
CP: "Sogna, sogna... il mio sogno nel cassetto è distruggerti."
EO: "Sarò io a distruggere te e anche il tuo cassetto. Così dovrai tenere i sogni in tasca, al posto che tenere in tasca la vittoria!"
Lezione di vita numero 4: no alle "guerre tra poveri". Se ciascuno di noi si focalizzasse sugli obiettivi comuni, invece di fare a gara su chi si focalizza meglio sugli obiettivi, forse tutti ci comporteremmo in modo più costruttivo.
Non tutti noi potremmo essere migliori degli altri, così come tra Perez e Ocon soltanto uno dei due avrebbe potenzialmente vinto il gran premio. Cerchiamo almeno di non fare la fine di Perez e Ocon.
Non riuscire ad apparire fighi come lo vorremmo a volte fa parte solo della nostra routine quotidiana. A volte bisogna semplicemente arrendersi all'evidenza... ed è così che Nico Hulkenberg striscia contro il muro, proprio nel giorno in cui un pilota a caso avrebbe potuto andare a podio.
Sul podio ci vanno Daniel Ricciardo, Valtteri Bottas e Lance Stroll. Come ci sono riusciti? Non saprei, forse ascoltando la loro ipotetica conversazione nella sala pre-podio possiamo farci venire qualche idea:
DR: "A un certo punto mi sono detto che non c'era da fare altro, per vincere, che aspettare che tutti si eliminassero tra di loro. È un po' come sui social dove la gente litiga, si blocca e si segnala, facendosi bannare gli uni con gli altri. Alla fine per diventare il leader incontrastato dei social quello che conta è durare abbastanza da essere l'unica persona che finisce nelle bacheche degli altri. Almeno finché non decideranno che il mio sorriso è una promozione subliminale alla lobby dei dentisti, sono al sicuro. Ma siccome tutti hanno una paura marcia dei dentisti perché non hanno dei denti belli e sani come i miei, cercheranno di dimenticarsi della loro esistenza anche quando sono impegnati a parlare delle cose brutte che capitano nelle loro vite."
VB: "Io ho provato a farmi strada nel mondo da ubriaco ma non ci sono riuscito. Quindi ho aspettato di liberarmi dell'alcool e, a quel punto, da sobrio sono riuscito a trollare tutti."
LS: "Che schifohhhh i poverihhhh, passano tutto il tempo a fare polemiche spargendo quintali di sterco sugli altri tramite social perché non sanno come fare per fare venire sera. Io invece faccio venire sera contando gli spiccioli - sinonimo di mazzette di banconote - che tengo nella mia collezione di salvadanai. Oggi, mentre ero lì tranquillo che guidavo tenendo una mano in tasca per accertarmi che ci fosse ancora il mio portafoglio, mi sono accorto di avere tagliato il traguardo entro i primi tre. È stata un'esperienza meravigliosa."
Ultima lezione di vita: il modo migliore per non finire coinvolti nelle polemiche degli altri è tenersi deliberatamente fuori dalle polemiche degli altri. Fate così anche voi e vincerete senz'altro il Gran Premio dell'Azerbaijan 2017.
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GP Azerbaijan
mercoledì 3 giugno 2020
Le date ufficiali della stagione europea
Incredibile ma vero, per la prima volta dopo mesi non si parla di cancellazioni, quanto piuttosto di date ufficiali. Il calendario completo è ancora abbastanza in alto mare, perché non si sa bene cosa salterà e che cosa resterà in piedi al di fuori dell'Europa, ma ieri è stato ufficializzato che cosa succederà in Europa, quando i motori si riaccenderanno tra un mese. Otto gran premi su sei circuiti diversi, con delle "doppie" che servono anche e soprattutto per fare numero, visto che non si sa esattamente quante gare potranno esserci dopo l'Europa.
Con Monaco, Francia e Olanda fuori definitivamente dalla stagione 2020 (Monaco da mesi, Francia anche, Olanda definitivamente annullato di recente) gli altri circuiti sono stati, in alcune circostanze, risistemati, anche quelli che avrebbero comunque dovuto svolgersi nel corso dell'estate.
La prima parte della stagione sarà così composta:
5 luglio - GP AUSTRIA
12 luglio - GP AUSTRIA II
19 luglio - GP UNGHERIA
2 agosto - GP GRAN BRETAGNA
9 agosto - GP GRAN BRETAGNA II
16 agosto - GP SPAGNA
30 agosto - GP BELGIO
6 settembre - GP ITALIA
Le due "doppie" avranno altri nomi, non si chiameranno quindi GP d'Austria e GP Gran Bretagna, bensì GP della Stiria (dalla regione in cui si trova il Redbullring, sarebbe un po' come un Monza II con il nome di GP di Lombardia) e GP del 70esimo anniversario.
Si segnala inoltre che, a contorno di TUTTI gli eventi, ci saranno sia la Formula 2 sia la Formula 3. Si segnala anche (fatevene una ragione) che nel mese di luglio dovrebbero partire un bel po' di altri campionati, minori e non, quindi ci saranno un bel po' di SoVrApPoSiZiOnI!!!11!!!!!
Non ci sarà invece la sovrapposizione tra la prima casella della griglia di partenza e il rappresentante motoristico delle marmotte assassine del Quebec, in quanto le sprint race di qualifica proposte per il GP "di Stiria" e del "70esimo anniversario" non sono state approvate.
Personalmente non avrei boicottato la Formula 1 come volevano fare alcuni se ci fosse stato in quelle due occasioni un sistema di qualifica fatto a sprint race. Però tutto sommato sono soddisfatta che non ci sia: l'idea di vedere i top driver partire dietro e ottenere le prime file dopo duellihhhh e sorpassihhhh è una cosa, l'idea di vedere le Williams partire davanti ed essere superate da tutti per andare a partire nelle ultime file non mi sembra che contribuisca a tenere molto alta la dignità del suddetto team.
Aggiungo un'ultima cosa in proposito, se mi è concessa: è pur vero che una sprint race di qualifica non è quella che conta e quella che assegna punti, tuttavia vorrei far notare che si porterebbe avanti il concetto di spettacolo con il format "piloti più veloci che partono dietro per fare duellihhhh e sorpassihhhh".
Ciò stride profondamente con la teoria secondo cui i piloti più veloci devono partire davanti e, di conseguenza, bisogna rivedere le retrocessioni in griglia per sostituzioni di componenti del motore. Perché Verstappen che parte tra gli ultimi perché ha cambiato motore non va bene, mentre Verstappen che parte tra gli ultimi perché è uno dei primi piloti in classifica invece dovrebbe essere una cosa che contribuisce allo spettacolohhhh?
Con questo penso di potere chiudere queste mie osservazioni a proposito dell'inizio della stagione, che sarà tra un mese (proprio il 3 si svolgeranno le prove libere del primo Redbullring). Anzi, no, aggiungo che ieri sera al TG3 Regionale dell'Emilia Romagna hanno fatto un servizio sul campionato di Formula 1, in chiusura (non so come funzionino nelle altre regioni, anzi, se volete fatemi sapere se anche a voi è mai capitato di vedere servizi sulla F1 nonostante non c'entrassero nulla con la regione) e in quel servizio ho sentito distintamente la voce di Mazzoni! Non è la prima volta, peraltro, che mi capita di beccare in quel TG qualche servizio sulla F1 presentato da Mazzoni.
Purtroppo non mi sembra abbia detto che a Monza si svolgerà il 1000esimo gran premio della storia della Ferrari e che la Rossa vorrà sicuramente festeggiare in bellezza. Anzi, per fortuna della Ferrari, non l'ha detto.
Con Monaco, Francia e Olanda fuori definitivamente dalla stagione 2020 (Monaco da mesi, Francia anche, Olanda definitivamente annullato di recente) gli altri circuiti sono stati, in alcune circostanze, risistemati, anche quelli che avrebbero comunque dovuto svolgersi nel corso dell'estate.
La prima parte della stagione sarà così composta:
5 luglio - GP AUSTRIA
12 luglio - GP AUSTRIA II
19 luglio - GP UNGHERIA
2 agosto - GP GRAN BRETAGNA
9 agosto - GP GRAN BRETAGNA II
16 agosto - GP SPAGNA
30 agosto - GP BELGIO
6 settembre - GP ITALIA
Le due "doppie" avranno altri nomi, non si chiameranno quindi GP d'Austria e GP Gran Bretagna, bensì GP della Stiria (dalla regione in cui si trova il Redbullring, sarebbe un po' come un Monza II con il nome di GP di Lombardia) e GP del 70esimo anniversario.
Si segnala inoltre che, a contorno di TUTTI gli eventi, ci saranno sia la Formula 2 sia la Formula 3. Si segnala anche (fatevene una ragione) che nel mese di luglio dovrebbero partire un bel po' di altri campionati, minori e non, quindi ci saranno un bel po' di SoVrApPoSiZiOnI!!!11!!!!!
Non ci sarà invece la sovrapposizione tra la prima casella della griglia di partenza e il rappresentante motoristico delle marmotte assassine del Quebec, in quanto le sprint race di qualifica proposte per il GP "di Stiria" e del "70esimo anniversario" non sono state approvate.
Personalmente non avrei boicottato la Formula 1 come volevano fare alcuni se ci fosse stato in quelle due occasioni un sistema di qualifica fatto a sprint race. Però tutto sommato sono soddisfatta che non ci sia: l'idea di vedere i top driver partire dietro e ottenere le prime file dopo duellihhhh e sorpassihhhh è una cosa, l'idea di vedere le Williams partire davanti ed essere superate da tutti per andare a partire nelle ultime file non mi sembra che contribuisca a tenere molto alta la dignità del suddetto team.
Aggiungo un'ultima cosa in proposito, se mi è concessa: è pur vero che una sprint race di qualifica non è quella che conta e quella che assegna punti, tuttavia vorrei far notare che si porterebbe avanti il concetto di spettacolo con il format "piloti più veloci che partono dietro per fare duellihhhh e sorpassihhhh".
Ciò stride profondamente con la teoria secondo cui i piloti più veloci devono partire davanti e, di conseguenza, bisogna rivedere le retrocessioni in griglia per sostituzioni di componenti del motore. Perché Verstappen che parte tra gli ultimi perché ha cambiato motore non va bene, mentre Verstappen che parte tra gli ultimi perché è uno dei primi piloti in classifica invece dovrebbe essere una cosa che contribuisce allo spettacolohhhh?
Con questo penso di potere chiudere queste mie osservazioni a proposito dell'inizio della stagione, che sarà tra un mese (proprio il 3 si svolgeranno le prove libere del primo Redbullring). Anzi, no, aggiungo che ieri sera al TG3 Regionale dell'Emilia Romagna hanno fatto un servizio sul campionato di Formula 1, in chiusura (non so come funzionino nelle altre regioni, anzi, se volete fatemi sapere se anche a voi è mai capitato di vedere servizi sulla F1 nonostante non c'entrassero nulla con la regione) e in quel servizio ho sentito distintamente la voce di Mazzoni! Non è la prima volta, peraltro, che mi capita di beccare in quel TG qualche servizio sulla F1 presentato da Mazzoni.
Purtroppo non mi sembra abbia detto che a Monza si svolgerà il 1000esimo gran premio della storia della Ferrari e che la Rossa vorrà sicuramente festeggiare in bellezza. Anzi, per fortuna della Ferrari, non l'ha detto.
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