Adesso mancano tre giri alla fine e la situazione sembra tutt'altro che scontata: Massa, Alonso, Raikkonen, Glock, Hamilton... ma quest'ultimo è quinto, l'ultima posizione che si può concedere, e ha Vettel negli scarichi, il che potrebbe diventare un grosso problema.
Hanno delle vetture da doppiare, anzi, hanno un doppiato subito dietro: quel doppiato è Kubica, che al momento è più veloce.
Kubica si sdoppia da Vettel.
Poi si sdoppia anche da Hamilton.
Poi Hamilton va largo in una curva e Vettel passa.
Mancano due giri alla fine.
Hamilton è sesto e si ritrova ad inseguire Vettel.
La pioggia sta aumentando, mentre il gap non tra Vettel e Hamilton sembra non diminuire.
sono ancora così, quando Massa passa sotto la bandiera a scacchi.
Hamilton è vicino a Vettel, ma...
...
...
...
...no, nulla da fare.
Sfilano varie vetture, tutti doppiati, o almeno così pare.
Massa.
Alonso.
Raikkonen.
Vettel.
Hamilton.
Sono queste le posizioni che compaiono in sovrimpressione, nella grafica: una delle vetture che si sono allargate è quella di Glock. Sia lui sia Trulli, il suo compagno di squadra, hanno girato lentissimi, nell'ultimo giro, all'aumento della pioggia. Loro erano sulle slick.
È finita, finsice anche il giro d'onore. Hamilton e Button si abbracciano nella pitlane. Dalla Honda di quest'ultimo si innanza una fiammata, ma a nessuno importa.
Altrove Massa sale sul gradino più alto del podio.
Oggi, 2 Novembre 2008, non possiamo sapere che non succederà mai più.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
sabato 3 novembre 2018
Dieci Anni di #IsThatGlock: liveblogging rivedendo Interlagos 2008
Sono le cinque del pomeriggio e nonostante Hamilton e Button potrebbero avere qualcosa in contrario perché non intendono tornare al 2 Novembre 2008 prima di avere finito di prendere il tè, me ne frego altamente segnalando che sì, nonostante nessuno di noi se ne sia accorto, Button è in pista. Anzi, Barrichello se n'è accorto sicuramente, dato che a un certo punto Button l'ha sorpassato, in un momento antecedente della gara, ma adesso Barrichello risulta decisamente più avanti di Button, anche se in una posizione non degna di nota.
Passano una decina di giri in cui non è chiaro quello che succederà: piove? non piove? piove? non piove?
Nel frattempo, mentre da qualche parte ci sono già delle pozzanghere, Vettel raggiunge gli scarichi di Hamilton, con cui è in lotta per il quarto posto.
A cinque giri dalla fine Raikkonen rientra ai box.
Hamilton e Vettel rientrano a loro volta: le posizioni rimangono invariate.
Massa pare abbandonato a sé stesso in pista con le slick sotto la pioggia, ma a quattro giri dalla fine rientra anche lui.
Non ha perso nulla, è ancora stabilmente in testa.
Alonso e Raikkonen, che si sono fermati, sono secondo e terzo.
Poi passa Glock, che non si è fermato ai box.
Hamilton è quinto, l'ultima posizione che gli garantisce il titolo mondiale.
Non è chiaro se stia piovendo o no.
In certi tratti della pista piove, in altri sembra che non ci sia acqua.
Passano una decina di giri in cui non è chiaro quello che succederà: piove? non piove? piove? non piove?
Nel frattempo, mentre da qualche parte ci sono già delle pozzanghere, Vettel raggiunge gli scarichi di Hamilton, con cui è in lotta per il quarto posto.
A cinque giri dalla fine Raikkonen rientra ai box.
Hamilton e Vettel rientrano a loro volta: le posizioni rimangono invariate.
Massa pare abbandonato a sé stesso in pista con le slick sotto la pioggia, ma a quattro giri dalla fine rientra anche lui.
Non ha perso nulla, è ancora stabilmente in testa.
Alonso e Raikkonen, che si sono fermati, sono secondo e terzo.
Poi passa Glock, che non si è fermato ai box.
Hamilton è quinto, l'ultima posizione che gli garantisce il titolo mondiale.
Non è chiaro se stia piovendo o no.
In certi tratti della pista piove, in altri sembra che non ci sia acqua.
Dieci Anni di #IsThatGlock: liveblogging rivedendo Interlagos 2008
Massa è davanti: da quando Vettel si è levato dalle scatole non c'è nessuno che sembra impensierirlo.
Alonso è secondo: via radio gli hanno detto che la sua gara è contro Massa, ma non sembra in grado di raggiungerlo.
Raikkonen è terzo: nelle immediate vicinanze non si vedono vetture, né davanti, né dietro.
Hamilton è quarto: ha alcuni secondi di gap, ma può permettersi di arrivare quarto.
Glock è quinto: pare che abbia imbarcato più benzina degli altri e che vada più a lungo... non che gli altri si stiano fermando ai box.
In realtà Glock si ferma esattamente a metà gara, prima di molti altri. Però stavolta mette sicuramente più benzina degli altri, fa una sosta interminabile...
...
...
...ma non stiamo a parlare di Glock, che è completamente irrilevante.
Tutti si fermano, ne cinque o sei giri che seguono: Massa torna in testa, seguono Vettel, Alonso, Raikkonen e Hamilton a completare la top-5, tutti distanziati gli uni dagli altri, ma Vettel si deve fermare una volta in più, quindi nessuno lo prende in considerazione almeno finché a venti giri dalla fine non si ferma ai box uscendo dai box in quinta posizione.
Massa.
Alonso.
Raikkonen.
Hamilton.
Vettel...
...
...
...Questa è la top-5 quando la gara raggiunge ancora una volta la calma piatta che avevamo già visto dopo il sorpasso di Hamilton nei confronti di Fisichella.
Di giri ne mancano ancora un po', ma a tutto c'è un limite: non sono andata a letto alle 23.40, ma adesso sì, è troppo tardi: con quindici giri al termine e il rischio pioggia annunciato dalle previsioni meteo ci salutiamo. Questo 2 Novembre 2008 viene al momento sospeso, ma riprenderà.
Alonso è secondo: via radio gli hanno detto che la sua gara è contro Massa, ma non sembra in grado di raggiungerlo.
Raikkonen è terzo: nelle immediate vicinanze non si vedono vetture, né davanti, né dietro.
Hamilton è quarto: ha alcuni secondi di gap, ma può permettersi di arrivare quarto.
Glock è quinto: pare che abbia imbarcato più benzina degli altri e che vada più a lungo... non che gli altri si stiano fermando ai box.
In realtà Glock si ferma esattamente a metà gara, prima di molti altri. Però stavolta mette sicuramente più benzina degli altri, fa una sosta interminabile...
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...ma non stiamo a parlare di Glock, che è completamente irrilevante.
Tutti si fermano, ne cinque o sei giri che seguono: Massa torna in testa, seguono Vettel, Alonso, Raikkonen e Hamilton a completare la top-5, tutti distanziati gli uni dagli altri, ma Vettel si deve fermare una volta in più, quindi nessuno lo prende in considerazione almeno finché a venti giri dalla fine non si ferma ai box uscendo dai box in quinta posizione.
Massa.
Alonso.
Raikkonen.
Hamilton.
Vettel...
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...Questa è la top-5 quando la gara raggiunge ancora una volta la calma piatta che avevamo già visto dopo il sorpasso di Hamilton nei confronti di Fisichella.
Di giri ne mancano ancora un po', ma a tutto c'è un limite: non sono andata a letto alle 23.40, ma adesso sì, è troppo tardi: con quindici giri al termine e il rischio pioggia annunciato dalle previsioni meteo ci salutiamo. Questo 2 Novembre 2008 viene al momento sospeso, ma riprenderà.
Dieci Anni di #IsThatGlock: liveblogging rivedendo Interlagos 2008
Massa.
Vettel.
Alonso.
Raikkonen.
Fisichella.
Trulli.
Hamilton...
...
...
...
...Sono passati 11 giri di gara e dopo il pitstop per passare alle slick Fisichella si fa notare like a boss, non solo, è anche davanti a Hamilton che ha bisogno di una quinta piazza per vincere il mondiale.
Nakajima fa uno svarione, irrilevante.
Trulli fa uno svarione, rilevante, perché Hamilton lo supera e adesso è sesto, andando a raggiungere Fisichella.
Lo supera al 16°.
La prima volta che abbiamo vissuto il 2 Novembre 2008, quello vero, di dieci anni fa, avevo appena avvertito il mio amico fan di Button, che era a lavorare alla sua bancarella al mercato, che Fisichella era in una posizione tale da stare in mezzo tra Hamilton e il titolo mondiale.
Una volta che Hamilton raggiunge una posizione confortevole, la gara inizia ad essere un po' più piatta di prima. L'hot topic è Vettel negli scarichi di Massa, ma sembra che sia su una strategia diversa.
Dietro capitano cose random: Bourdais fa a sportellate con una Toyota, o per meglio dire prende una sportellata, fa un giro per prati e i meccanici della Toro Rosso sembrano molto preoccupati, visto che vengono inquadrati mentre esibiscono un cartello scritto in italiano con cui fanno gli auguri al padre di uno di loro.
Qualche giro dopo Vettel si ferma ai box: per sua fortuna adesso non stanno più facendo gli auguri al padre di qualcuno.
Gli altri proseguono tutti: come sembrava evidente, Vettel deve fare una sosta in più.
Alonso è secondo al momento.
Raikkonen è terzo.
Hamilton è risalito in quarta posizione, adesso è in una posizione decisamente tranquilla.
Vettel.
Alonso.
Raikkonen.
Fisichella.
Trulli.
Hamilton...
...
...
...
...Sono passati 11 giri di gara e dopo il pitstop per passare alle slick Fisichella si fa notare like a boss, non solo, è anche davanti a Hamilton che ha bisogno di una quinta piazza per vincere il mondiale.
Nakajima fa uno svarione, irrilevante.
Trulli fa uno svarione, rilevante, perché Hamilton lo supera e adesso è sesto, andando a raggiungere Fisichella.
Lo supera al 16°.
La prima volta che abbiamo vissuto il 2 Novembre 2008, quello vero, di dieci anni fa, avevo appena avvertito il mio amico fan di Button, che era a lavorare alla sua bancarella al mercato, che Fisichella era in una posizione tale da stare in mezzo tra Hamilton e il titolo mondiale.
Una volta che Hamilton raggiunge una posizione confortevole, la gara inizia ad essere un po' più piatta di prima. L'hot topic è Vettel negli scarichi di Massa, ma sembra che sia su una strategia diversa.
Dietro capitano cose random: Bourdais fa a sportellate con una Toyota, o per meglio dire prende una sportellata, fa un giro per prati e i meccanici della Toro Rosso sembrano molto preoccupati, visto che vengono inquadrati mentre esibiscono un cartello scritto in italiano con cui fanno gli auguri al padre di uno di loro.
Qualche giro dopo Vettel si ferma ai box: per sua fortuna adesso non stanno più facendo gli auguri al padre di qualcuno.
Gli altri proseguono tutti: come sembrava evidente, Vettel deve fare una sosta in più.
Alonso è secondo al momento.
Raikkonen è terzo.
Hamilton è risalito in quarta posizione, adesso è in una posizione decisamente tranquilla.
Dieci Anni di #IsThatGlock: liveblogging rivedendo Interlagos 2008
Yaaaaaayyyyyyy! Forse farei meglio ad andare a letto dato che sono le 23.40 o poco ci manca, sperando di sognare Perez o Gutierrez in onore del Messico e del Dia de los Muertos, ma nevermind, stanotte per il momento è il 2 Novembre 2008 e ho deciso di vedere e livebloggare nientemeno che il gran premio che si sta svolgendo in data odierna: l'ho detto, è il 2 Novembre 2008 e la gara partirà alle 15.10 locali perché un acquazzone si sta abbattendo sulla pista, non perché siamo nel 2008 con dieci anni d'anticipo.
Allarme rientrato: l'acquazzone è finito e la grafica dice che non ci sarà pioggia nei prossimi trenta minuti e la safety car sta facendo una track walk...
...
...
...okay, non una track walk, ma ci siamo capiti. ;-)
Le vetture nel frattempo si stanno apprestando a partire con gomme intermedie e arriva finalmente il giro di formazione, con l'acqua che si alza dalla pista ancora bagnata.
È stata una lunga attesa, ma ne è valsa la pena. Si parteeeehhhhhhh, ma le inquadrature vanno su Kubica che va ai box per montare le slick invece che andare in griglia.
Poi ecco che finalmente le vetture partono venendo inquadrate, Massa si installa in prima posizione davanti a Trulli e Raikkonen mentre dietro una Coulthard e le Williams si prendono a spintoni. Ci rimette Coulthard, ma nessuno se lo fila. Guida una Redbull bianca, ma nessuno se lo fila.
Poi entra la safety car e le inquadrature vanno su Piquet che è andato a sbattere.
Tra una cosa e l'altra Hamilton è quarto, con Kovalainen che ha lo scopo di parargli il fondoschiena, o meglio, ce l'aveva prima di essere asfaltato in tre secondi contati da Vettel e Alonso.
Seguono tutti i replay del caso, nonché il padre di Massa che fa l'occhiolino che viene inquadrato.
Nel box della McLaren invece ci sono Nicole Scherzinger, oltre che il fratello e la matrigna di Hamilton. Hamilton, al volante, probabilmente festeggia l'assenza del padre.
Dietro la safety car, Fisichella è il primo a rientrare ai box per passare alle slick. Tutto lascia pensare che le vetture rientreranno a breve...
Allarme rientrato: l'acquazzone è finito e la grafica dice che non ci sarà pioggia nei prossimi trenta minuti e la safety car sta facendo una track walk...
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...okay, non una track walk, ma ci siamo capiti. ;-)
Le vetture nel frattempo si stanno apprestando a partire con gomme intermedie e arriva finalmente il giro di formazione, con l'acqua che si alza dalla pista ancora bagnata.
È stata una lunga attesa, ma ne è valsa la pena. Si parteeeehhhhhhh, ma le inquadrature vanno su Kubica che va ai box per montare le slick invece che andare in griglia.
Poi ecco che finalmente le vetture partono venendo inquadrate, Massa si installa in prima posizione davanti a Trulli e Raikkonen mentre dietro una Coulthard e le Williams si prendono a spintoni. Ci rimette Coulthard, ma nessuno se lo fila. Guida una Redbull bianca, ma nessuno se lo fila.
Poi entra la safety car e le inquadrature vanno su Piquet che è andato a sbattere.
Tra una cosa e l'altra Hamilton è quarto, con Kovalainen che ha lo scopo di parargli il fondoschiena, o meglio, ce l'aveva prima di essere asfaltato in tre secondi contati da Vettel e Alonso.
Seguono tutti i replay del caso, nonché il padre di Massa che fa l'occhiolino che viene inquadrato.
Nel box della McLaren invece ci sono Nicole Scherzinger, oltre che il fratello e la matrigna di Hamilton. Hamilton, al volante, probabilmente festeggia l'assenza del padre.
Dietro la safety car, Fisichella è il primo a rientrare ai box per passare alle slick. Tutto lascia pensare che le vetture rientreranno a breve...
venerdì 2 novembre 2018
Ho aspettato dieci anni... e posso aspettare ancora
Ci sono due caratteristiche abbastanza comuni tra gli appassionati di motori che vedo in giro per il web, che sinceramente mi fanno un po’ sorridere. La prima è la mancanza totale di capacità di apprezzare il singolo risultato: ci sono persone che, quando vince il pilota o il team per il quale tifano, non sono soddisfatte perché era solo la vittoria di un gran premio e non certo la vittoria di un mondiale, alla cui assegnazione magari mancano ancora mesi e mesi. La seconda è la poca pazienza: il pilota o il team che sostengono non vince abbastanza spesso? Allora passano al piano B, ovvero fingere di non avere mai tifato per quel pilota o quel team, con critiche abbastanza pesanti in proposito.
Vorrei chiederglielo: come fate? Come fate a mettere sempre e comunque il risultato prima di ogni altra cosa? Come fate a non apprezzare mai nulla di ciò che vedere, a condizione che non si tratti di due o tre titoli vinti uno dietro l’altro? Sono certa che, con un po’ d’esercizio, riuscireste ad avere pazienza. Non ve lo dico per mettermi su un piedistallo, è l’ultima delle ragioni per cui lo farei, ma com’è possibile che a volte non riusciate a resistere nemmeno per due o tre mesi? Ve lo dico dall’alto della mia esperienza: resistere è possibile... e quello di non vedere le vittorie come fini a sé stesse è un problema che io stessa vorrei tanto non avere avuto.
Correva il 2 Novembre 2008, esattamente dieci anni fa: il pilota per cui tifavo si apprestava, per quella che sarebbe stata l’ultima volta in carriera, a vincere un gran premio di Formula 1. Pioveva a dirotto e stava vincendo un gran premio proprio lui che, quando pioveva a dirotto, in genere andava in giro per prati. Vorrei tornare indietro solo per potergli prestare un po’ di attenzione, invece no, quel giorno avevamo tutti - io compresa - gli occhi su Hamilton che inseguiva un quinto posto che gli era appena sfuggito, obiettivo riprendersi la posizione su Vettel in due giri di gara. Non riprese la posizione su Vettel, ma presero entrambi la posizione su Glock, in uno dei finali di stagione più folli di sempre. Montezemolo aveva detto che non voleva vedere la Ferrari vincere il mondiale all’ultima curva dell’ultimo gran premio stagionale... e, per quanto quello che successe non fosse quello che intendeva lui, fu comunque un’altra interpretazione di quel concetto.
Quel giorno speravo con tutte le mie forze che Massa potesse vincere il mondiale, anche se con la lucidità di oggi mi rendo conto che, per come si erano messe le cose nel corso della stagione, già il fatto di essere ancora in lotta per il titolo a Interlagos era molto di più di quanto si potesse pensare, specie dopo due occasioni perse come Ungheria e Singapore. Quando la mia speranza non si concretizzò, il mio unico pensiero fu che ci fosse comunque un’altra stagione. Non pensai nemmeno per un attimo non solo che forse Massa non sarebbe mai più arrivato a lottare per un titolo mondiale, ma addirittura non mi sfiorò nemmeno il pensiero che potesse non vincere più un solo gran premio. Non so nemmeno esattamente quando iniziai a capacitarmene: forse nel 2016, quando Massa guidava una vettura con cui era molto improbabile arrivare a podio e aveva già annunciato il suo imminente ritiro dalle competizioni (che poi non fu imminente).
Ad ogni modo non ho ancora perso le speranze: sono passati dieci anni, so che non potrà mai più vincere una gara di Formula 1, ma chissà, magari vincerà una gara di qualcos’altro, prima o poi...
In attesa che ciò accada, per il momento, mi accontento delle sue comparse random attuali: di recente ne ha fatta una (che non chiamerei proprio comparsa, si tratta di un video di mezz’ora) sul profilo Youtube di Rosberg in una sorta di intervista.
È stato un video molto bello da vedere, anche se secondo me il titolo “Hamilton vs Schumacher vs Alonso” non sintetizza affatto quello che si vede in quel video. Dei tre soggetti menzionati nel titolo del video si parla in prevalenza di Schumacher, mentre Hamilton viene nominato due volte e Alonso addirittura una volta soltanto.
Così, di primo impatto, prima di immergermi in quello che veniva detto nel video, a prima cosa che mi è saltata all’occhio era l’apparente diversa percezione della temperatura tra Rosberg e Massa: Massa era un mezze maniche, peraltro con una scollatura a V abbastanza ampia, Rosberg indossava una giacca di pelle. Una volta ricordo di avere visto su GPUpdate una foto in cui indossava una giacca a vento mentre era in mezzo a gente in mezze maniche. Anche a me succedono queste cose, ogni tanto! ...e comunque vista la loro provenienza geografica mi sarei aspettata piuttosto il contrario. Altra cosa che saltava all’occhio, nel guardare un video così lungo e nel vedere Massa inquadrato in primo piano per una mezz’ora, era vedere da vicino gli strascichi del suo incidente di nove anni fa: quando alza le sopracciglia, in realtà solo un sopracciglio si alza, quando aggrotta la fronte, dalla parte dell’incidente rimane completamente liscia.
Venendo al video in sé, pare essere stato girato in Svezia mentre assistevano al finale di un campionato di kart: è bella questa cosa di essere vicini di casa ma di ritrovarsi in Svezia. Un altro video dimostra che c’erano andati insieme, dato che erano a bordo dello stesso aereo, quindi non è stylish come un incontro casuale, ma non si può avere tutto dalla vita. Nella prima parte hanno parlato di Formula E, dove Massa si appresta a debuttare il prossimo mese. Hanno parlato della vettura, che anche Rosberg ha guidato in una demo, del fatto che il volante sia duro, dei circuiti sui quali, in Formula 1, il volante è più duro e quant’altro. Poi sono passati a parlare di Schumacher... ma attenzione, ne hanno parlato in modo abbastanza inedito, dato che non hanno parlato né dei suoi risultati, né della sua personalità, quanto piuttosto dell’approccio che aveva con ciò che faceva, del rapporto che instaurava con la squadra e della dedizione assoluta che aveva per le competizioni.
Infine, piccola postilla su Hamilton e Alonso. Di Hamilton discutevano del fatto che fosse o non fosse sotto pressione dopo avere vinto vari gran premi dietro fila: secondo Massa no perché a quel punto un pilota non è più sotto pressione, secondo Rosberg sì, perché la pressione rimane molto alta viste le aspettative a seguito di varie vittorie consecutive. Così, sulla fiducia, avrei voluto credere a Massa. Il problema è che considerando fine 2015/inizio 2016 Rosberg ha vinto sette gran premi di fila, mentre Massa al massimo si è fermato a due. Su Alonso, invece, c’è stata solo una piccolissima allusione: Massa lo pone esattamente allo stesso livello di Schumacher, a quanto pare anche nel rapporto che instaurava con la squadra. Non è l’impressione che dava a me, però visto il gap di risultati, se fossi al posto di Massa probabilmente mi sarei convinta che sia il pilota più forte di tutti i tempi...
Vorrei chiederglielo: come fate? Come fate a mettere sempre e comunque il risultato prima di ogni altra cosa? Come fate a non apprezzare mai nulla di ciò che vedere, a condizione che non si tratti di due o tre titoli vinti uno dietro l’altro? Sono certa che, con un po’ d’esercizio, riuscireste ad avere pazienza. Non ve lo dico per mettermi su un piedistallo, è l’ultima delle ragioni per cui lo farei, ma com’è possibile che a volte non riusciate a resistere nemmeno per due o tre mesi? Ve lo dico dall’alto della mia esperienza: resistere è possibile... e quello di non vedere le vittorie come fini a sé stesse è un problema che io stessa vorrei tanto non avere avuto.
Correva il 2 Novembre 2008, esattamente dieci anni fa: il pilota per cui tifavo si apprestava, per quella che sarebbe stata l’ultima volta in carriera, a vincere un gran premio di Formula 1. Pioveva a dirotto e stava vincendo un gran premio proprio lui che, quando pioveva a dirotto, in genere andava in giro per prati. Vorrei tornare indietro solo per potergli prestare un po’ di attenzione, invece no, quel giorno avevamo tutti - io compresa - gli occhi su Hamilton che inseguiva un quinto posto che gli era appena sfuggito, obiettivo riprendersi la posizione su Vettel in due giri di gara. Non riprese la posizione su Vettel, ma presero entrambi la posizione su Glock, in uno dei finali di stagione più folli di sempre. Montezemolo aveva detto che non voleva vedere la Ferrari vincere il mondiale all’ultima curva dell’ultimo gran premio stagionale... e, per quanto quello che successe non fosse quello che intendeva lui, fu comunque un’altra interpretazione di quel concetto.
Quel giorno speravo con tutte le mie forze che Massa potesse vincere il mondiale, anche se con la lucidità di oggi mi rendo conto che, per come si erano messe le cose nel corso della stagione, già il fatto di essere ancora in lotta per il titolo a Interlagos era molto di più di quanto si potesse pensare, specie dopo due occasioni perse come Ungheria e Singapore. Quando la mia speranza non si concretizzò, il mio unico pensiero fu che ci fosse comunque un’altra stagione. Non pensai nemmeno per un attimo non solo che forse Massa non sarebbe mai più arrivato a lottare per un titolo mondiale, ma addirittura non mi sfiorò nemmeno il pensiero che potesse non vincere più un solo gran premio. Non so nemmeno esattamente quando iniziai a capacitarmene: forse nel 2016, quando Massa guidava una vettura con cui era molto improbabile arrivare a podio e aveva già annunciato il suo imminente ritiro dalle competizioni (che poi non fu imminente).
Ad ogni modo non ho ancora perso le speranze: sono passati dieci anni, so che non potrà mai più vincere una gara di Formula 1, ma chissà, magari vincerà una gara di qualcos’altro, prima o poi...
In attesa che ciò accada, per il momento, mi accontento delle sue comparse random attuali: di recente ne ha fatta una (che non chiamerei proprio comparsa, si tratta di un video di mezz’ora) sul profilo Youtube di Rosberg in una sorta di intervista.
È stato un video molto bello da vedere, anche se secondo me il titolo “Hamilton vs Schumacher vs Alonso” non sintetizza affatto quello che si vede in quel video. Dei tre soggetti menzionati nel titolo del video si parla in prevalenza di Schumacher, mentre Hamilton viene nominato due volte e Alonso addirittura una volta soltanto.
Così, di primo impatto, prima di immergermi in quello che veniva detto nel video, a prima cosa che mi è saltata all’occhio era l’apparente diversa percezione della temperatura tra Rosberg e Massa: Massa era un mezze maniche, peraltro con una scollatura a V abbastanza ampia, Rosberg indossava una giacca di pelle. Una volta ricordo di avere visto su GPUpdate una foto in cui indossava una giacca a vento mentre era in mezzo a gente in mezze maniche. Anche a me succedono queste cose, ogni tanto! ...e comunque vista la loro provenienza geografica mi sarei aspettata piuttosto il contrario. Altra cosa che saltava all’occhio, nel guardare un video così lungo e nel vedere Massa inquadrato in primo piano per una mezz’ora, era vedere da vicino gli strascichi del suo incidente di nove anni fa: quando alza le sopracciglia, in realtà solo un sopracciglio si alza, quando aggrotta la fronte, dalla parte dell’incidente rimane completamente liscia.
Venendo al video in sé, pare essere stato girato in Svezia mentre assistevano al finale di un campionato di kart: è bella questa cosa di essere vicini di casa ma di ritrovarsi in Svezia. Un altro video dimostra che c’erano andati insieme, dato che erano a bordo dello stesso aereo, quindi non è stylish come un incontro casuale, ma non si può avere tutto dalla vita. Nella prima parte hanno parlato di Formula E, dove Massa si appresta a debuttare il prossimo mese. Hanno parlato della vettura, che anche Rosberg ha guidato in una demo, del fatto che il volante sia duro, dei circuiti sui quali, in Formula 1, il volante è più duro e quant’altro. Poi sono passati a parlare di Schumacher... ma attenzione, ne hanno parlato in modo abbastanza inedito, dato che non hanno parlato né dei suoi risultati, né della sua personalità, quanto piuttosto dell’approccio che aveva con ciò che faceva, del rapporto che instaurava con la squadra e della dedizione assoluta che aveva per le competizioni.
Infine, piccola postilla su Hamilton e Alonso. Di Hamilton discutevano del fatto che fosse o non fosse sotto pressione dopo avere vinto vari gran premi dietro fila: secondo Massa no perché a quel punto un pilota non è più sotto pressione, secondo Rosberg sì, perché la pressione rimane molto alta viste le aspettative a seguito di varie vittorie consecutive. Così, sulla fiducia, avrei voluto credere a Massa. Il problema è che considerando fine 2015/inizio 2016 Rosberg ha vinto sette gran premi di fila, mentre Massa al massimo si è fermato a due. Su Alonso, invece, c’è stata solo una piccolissima allusione: Massa lo pone esattamente allo stesso livello di Schumacher, a quanto pare anche nel rapporto che instaurava con la squadra. Non è l’impressione che dava a me, però visto il gap di risultati, se fossi al posto di Massa probabilmente mi sarei convinta che sia il pilota più forte di tutti i tempi...
giovedì 1 novembre 2018
La notte dopo Suzuka
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| Fonte dell'immagine: zimbio.com |
Lo stesso giorno, presumo quando ormai da noi era la notte tra il 31 Ottobre e il 1° Novembre, negli States terminò il campionato di Formula CART in California, a Fontana.
All'epoca non avevo la più pallida idea di che cosa fossero CART e Indycar, non avevo la più pallida idea di chi fosse Greg Moore e non saprei dire, con esattezza, quando venni al corrente della sua esistenza.
Quando a molti anni di distanza da quei giorni ho guardato i campionati di CART di quell'epoca mi sono resa conto per la prima volta, grazie alle gare, quanto fosse talentuoso quel pilota. Non solo, grazie ai siparietti che venivano mostrati in modo totalmente random durante le gare, dava anche l'impressione di essere un tipo piuttosto simpatico.
Il 31 Ottobre 1999, quando Hakkinen vinse il mondiale non la presi molto bene, perché vivevo un'epoca in cui ero una McLaren hater al massimo dello sfinimento. E' curioso, visto che la personalità di Hakkinen al giorno d'oggi mi sembra molto intrigante e lo considero un precious cinnamon roll, per utilizzare il linguaggio Tumblr. Al di là di tutto, comunque, non riesco a pensare al secondo titolo di Hakkinen senza pensare anche che, nello stesso giorno del Gran Premio del Giappone 1999, Greg Moore perse la vita a Fontana, all'ultima gara della stagione. :-(((
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