lunedì 24 agosto 2026

Indycar 2026: #13 Portland, #14 Markham, #15 Washington D.C.

Il campionato di Indycar ci ha regalato ben tre fine settimana di gara consecutivi, partendo da Portland dove abbiamo avuto una gara su una pista normale, a Markham dove abbiamo avuto una pista da baraccone che neanche la Formula E delle origini, dopodiché un evento a Washington D.C., per festeggiare i 250 anni dall'indipendenza americana. Ci sono cose che mi sfuggono, una delle quali è come mai l'indipendenza americana venga celebrata negli States, anziché nel Regno Unito dove dovrebbero essere ben lieti di esserseli levati di torno, ma nevermind, qui si parla di motorsport e preparatevi perché a un certo punto dopo le solite delusioni abbiamo anche avuto una gloriosissima soddisfazione.

Here we go, è il 9 Agosto e siamo a Portland, Felix Rosenqvist (Shank) scatta dalla pole position, ma Alex Palou (Ganassi) cerca di superarlo con una pernacchia. Non c'è niente da fare, Felix mantiene la posizione e non solo... il nostro eroe Marcus Ericsson (Andretti) di lì a pochi giri riesce anche a procacciarsi la seconda posizione mettendosi dietro il leader del campionato.
Graham Rahal (Rahal) va a sbattere contro una barriera di gomme, per un po' tutti si ferma con una FCY, poi si riparte, i primi tre rimangono nelle stesse posizioni di prima. Rosenqvist rimane leader fino al momento della prima sosta e poi guess what? Subisce overcut da Palou, che adesso è il nuovo leader con Rosenqvist secondo. Anche
Will Power (Andretti), Kyle Kirkwood (Andretti) e Rinus Veekay (Juncos) sono al momento davanti a Ericsson, perché evidentemente non siamo destinati a vivere una gioia.
In ultima sintesi, Palou sarà sempre leader anche negli stint successivi e andrà a procacciarsi l'ennesima vittoria, dopo una gara molto tranquilla, proprio davanti a nell'ordine Power, Veekay, Kirkwood ed Ericsson. Completano la top-10 Scott McLaughlin (Penske), Josef Newgarden (Penske), Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che partiva ultimo e Kyffin Simpson (Ganassi), con a seguire Pato O'Ward (Arrow McLaren), David Malukas (Penske), Dennis Hauger (Coyne), Scott Dixon (Ganassi), Louis Foster (Rahal) e poi via via tutti gli altri, come direbbe Gianfranco Mazzoni.
Tra "tutti gli altri" ci sono anche gli altri nostri due eroi, ovvero Mick Schumacher (Rahal) e Romain Grosjean (Coyne) che si classificano 16/17. Nello specifico RoGro è l'ultimo del trittico degli europei provenienti dalla Formula 1 e siamo sul Mai Una Gioia galoppante, però stavolta possiamo almeno consolarci non solo con la sesta piazza di Ericsson, ma anche con la consapevolezza che gli Schujean non sono arrivati ultimi, dopo di loro vengono infatti Nolan Siegel (Arrow McLaren), Alexander Rossi (Carpenter), Caio Collet (Foyt), Santino Ferrucci (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos), Graham Rahal (Rahal), Christian Rasmussen (Carpenter). Il solo Marcus Armstrong (Shank) manca all'appello, essendosi ritirato per un guasto.

Dopo la gara tranquilla di Portland si va tutti in Canada dove debutta il trollodromo di Markham, nome che mi fa pensare a un Lewis Hamilton confuso, che crede di essere Mark Webber. Non c'è però il Prosciuttello Gangster, ma solo Foster che si procaccia la prima, precede Lundgaard e McLaughlin nelle prime fasi della gara, ma who kers, abbiamo Ericsson quarto, bisogna festeggiare! E non è neanche la nostra unica fonte di soddisfazione: Schumacher che in qualità di Piccolo Principe si identifica nel Principe Britney è nonno come un Nico Rosberg qualsiasi, mentre RoGro è quattordicesimo, che non sarà qualcosa di eccezionale, ma è sempre molto meglio del solito.
Nel frattempo la gara prosegue tranquilla con i piloti che girano intorno a un tornantino che più che Indycar mi sembra un tracciato da corsa automobilistica di una sagra di paese. Non che abbia mai visto sagre di paese organizzare corse automobilistiche, tuttavia le sagre di paese possono dare il loro contributo in termini di teorie del kompl8: qualche giorno fa ho sentito un tizio dal gelataio che parlava di presunte lobby della Proloco e della parrocchia che conducevano all'organizzazione di rumorose serate con musica fino a tardi a discapito della cittadinanza. Temo che, se tale lobby esiste, non stia lavorando molto bene, dato che le sagre diminuiscono di anno in anno e le serate musicali finiscono non più tardi delle 23.30.


Let's go, l'abbiamo atteso tanto, ma è arrivato il primo a stampare una macchina nel muro sembra che manchi all'appello anche Collet, ma non ha avuto incidenti (e tornerà anche in pista). È proprio il Piccolo Principe, quindi adesso possiamo contare solo su Ericsson e Grosjean. Il gruppo viene ricompattato, al restart c'è un certo trambusto, ci sono vetture che si sportellano, ma nessuno fa danni troppo esagerati. Scopriamo nel frattempo che si è ritirato anche Rosenqvist.
Poi Armstrong si schianta dopo il tornantino, tenta di ripartire, ma rimane impantanato come un Lance Stroll qualsiasi durante un giro di formazione. Sembra che qualcuno si fermi in regime di safety car perché adesso i primi tre sono Siegel, Grosjean ed Ericsson... SORRY WHAT?! Intanto c'è gente che si sportella in concomitanza con il passaggio al tornantino come se non ci fosse un domani.
Poi Rasmussen sperona Dixon e i due finiscono fuori, di nuovo si ricompatta il gruppo già ricompattato, poi si riparte, Siegel prende il tornantino trash decisamente troppo in largo E MESDAMES ET MESSIEURS, ALLUMEZ VOTRE MOTEUR, HAMEBUS NEW LEADER GROSJEAN! ________
Foster però si ricorda di essere il poleman di questo evento, si fa vedere alle spalle di Ericsson... e niente, la mette malamente nel muro, siamo di nuovo a raccattare cocci prima che la bandiera verde rimetta tutti nelle condizioni di fare cose a caso. Nel mentre abbiamo Grosjean ed Ericsson 1/2. Mentre RoGro rientra ai box a metà gara inoltrata ecco che Kirkwood finisce a muro.
Grosjean ha davanti piloti che ancora non si sono fermati che poi si leveranno di torno, ma soprattutto Siegel sperona Newgarden e i due finiscono nelle retrovie. Ericsson frattanto sta rimontando like a boss, supera anche Power con una sportellata e si lancia, è terzo ormai e si lancia all'inseguimento di Palou che a sua volta insegue Grosjean, che potrebbe dovere amministrare il carburante nelle fasi finali della gara. Ruggendo come una renna assassina della Scandinavia, Ericsson si porta negli scarichi di Palou e lo supera al tornantino. Palou subirà anche il sorpasso di Power ma who kers, quello che conta è che Ericsson si sta lanciando ormai verso Grosjean, il tutto mentre Hauger sbatte e riparte e a quanto pare Rossi non inquadrato è ormai ritirato per problemi tecnici.
Ericsson ci depriva quindi della vittoria di Grosjean in cui speravamo, ma abbiamo i Nostri Eroi che fanno comunque 1/2 quindi direi che per oggi possiamo essere felici| Power completa il podio, mentre seguono Palou, O'Ward, Lundgaard, Veekay, McLaughlin, Rahal, Ferrucci, Robb, Siegel, Newgarden, Simpson, Hauger, Armstrong, Malukas, Dixon... e direi basta, gli altri li abbiamo tutti persi per strada.


Passiamo dal 16 al 23 agosto e andiamo sulle strade di Washington D.C., dove non ci sono tornantini trash, ma piuttosto un individuo trash con un parrucchino arancione in testa che sventola la bandiera verde al grido di "MAKE AMERICA CRINGE AGAIN".
Parte dalla pole il solito Palou, ma Kirkwood prende la testa della gara e tempo un giro o due c'è una FCY per detriti, pare per un mezzo contatto tra Armstrong e Rasmussen. Il primo vero incidente altisonante è tuttavia quello che coinvolge Malukas che sbatte subito dopo una curva a bassa visibilità. Robb sbatte su Malukas e le pitstop window si alternano.
Rahal è leader a caso. Veekay tenta di affiancarlo e perde posizioni, mentre poco dopo Armstrong sperona Rasmussen che finisce contro Veekay che finisce a muro. Tra una sosta e l'altra Kirwkood torna in testa, mentre Power tenta di allungare ma deve accontentarsi della terza piazza dietro a Lundgaard.
C'è un incidente di Palou dopo gli ultimi pitstop. È la terza volta che lo vediamo. La prima è stata quando per un unsafe release(?) si è procacciato una penalità, la seconda durante un pitstop lungo.
Al restart un incidente tra Rosenqvist e McLaughlin ha scombinato di nuovo le carte in tavola... e poi niente, sono arrivati tranquilli verso la bandiera a scacchi, con il telecronista che glorificava l'America, l'indipendenza, il sogno americano, eccetera eccetera eccetera. Kirkwood, Lundgaard, Power, Ericsson!!!11!!11!!, Simpson, Siegel, Nixon, Newgarden, Collet e Grosjean!!!11!!11!! a completare i primi dieci. Seguivano Schumacher!!!111!!!11!, Rossi, Rahal, Rasmussen, Hauger, O'Ward, Armstrong, Foster, Rosenqvist e Palou unici piloti giunti al traguardo. Vedo che manca all'appello Ferrucci e non ricordo di averlo visto incidentato. Gli altri ritirati sono quelli degli incidenti più altisonanti che ho citato.





R.I.P. Justin Wilson
31.07.1978 - 24.08.2015/ undici anni fa oggi


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