Miami è sinonimo di circuito cittadino trash che incarna bene la Formula 1 anni '80 negli States, ma che la stravolge perché negli anni '80 negli States c'erano i circuiti trash, ma non c'erano porti finti e passerelle per i vip del posto destinati a divenire il centro dello spettacolo. Miami è quel circuito che secondo la mentalità del tifoso americano medio, a cui si dà ben più importanza di quanta gliene spetterebbe, un giorno dovrebbe rimpiazzare l'obsoleto GP di Montecarlo, da rimuovere perché esibisce big money europei anziché americani e ciò non è etico.
Vorrei aprire una piccola parentesi, tuttavia, e segnalare che il tifoso medio di ogni location attualmente sembra convinto che la Formula 1 dovrebbe seguire i suoi dettami. Prima che mi si fraintenda, facendo un passo indietro, considero il format dell'Azerbaijan piuttosto discutibile, specie per la quasi assenza di prove libere, ma per il resto a mio parere se proprio devono esserci due gare è giusto che ci siano due qualifiche invece che cose atroci come reverse grid di cui ho sentito vaneggiare, mentre le qualifiche al venerdì non mi fanno impazzire, ma sostenere che ai vecchi tempi non sarebbe mai successo tutto quando fino ai mid-90s c'erano due sessioni di qualifiche, una al venerdì e una al sabato (con le prove libere al mattino, in più ai tempi non c'era eliminazione, chiunque aveva a disposizione un'ora per girare in qualifica), magari anche no.
Detto questo, mi è parso di vedere fin troppa gente pontificare di come dovrebbe essere *tassativamente* strutturato un fine settimana, a che ora dovrebbe essere questo e a che ora quell'altro. Ribadisco che è giustissimo criticare la cancellazione delle prove libere, ma per il resto del format magari anche cercare di ricordarsi di non essere pensionati con il giornale sotto il braccio al cospetto di un cantiere potrebbe essere d'aiuto.
Aggiungo una considerazione sulla noiahhhh: che io ricordi ne sento parlare da ben prima delle sprint, da ben prima della generazione di monoposto attuale e da ben prima che gente tipo il pilota di punta della Redbull fosse "adulta" abbastanza da gareggiare in Formula 1. Per quanto sia stato alquanto inutile avere ben due gare a Baku, non mi sembra che il gran premio tacciato di essere noioso e inguardabile sia stato tanto più noioso di molti altri analoghi nelle stagioni passate. È indubbio che ci siano stati momenti storici in cui c'era maggiore imprevedibilità. Però, se l'imprevedibilità è bassa, mi sembra preferibile di gran lunga una gara tranquilla come quella di Baku in cui gli eventi seguono il loro corso piuttosto che un tentativo di demolition derby come quello avvenuto all'Albert Park a seguito di decisioni della direzione gara studiate ad arte per generare imprevedibilità.
Detto questo, credo che l'introduzione sia stata abbastanza lunga, quindi do la linea a me stessa e proseguo riportando la cronaca della gara scritta per il forum F1 Grand Chelem. Vorrei comunque segnalare che, a mio vedere, la gara di Miami (dove *gara* significa esattamente il significato del termine, ovvero dal formation lap al giro d'onore, non il prima e il dopo) non è stata particolarmente noiosa. Nel senso, circuito molto discutibile e tutto, però per come la penso io le gare non vanno guardate pensando al circuito, ma vanno piuttosto vissute. Per certe considerazioni c'è tempo, una volta che i motori sono accesi bisogna cercare di trarne il più possibile, senza volere essere prevenuti a ogni costo.
Poi certo, è sgradevole ritrovarsi alla domenica sera a scoprire che, mentre dei vip che nulla hanno a che vedere con il motorsport si aggiravano per la griglia, Martin Brundle - che tipicamente intervista piloti sulla griglia - non potesse accedere alla griglia, o addirittura che i bodyguard abbiano cercato di bloccare Jackie Stewart come se fosse un vecchio squinternato qualsiasi invece che un tre volte campione del mondo. È sgradevole anche ritrovarsi ad assistere a una sorta di sfilata dei piloti con tanto di cheerleader, ponpon e vip vari nei paraggi, cinque minuti prima della gara quando magari dovrebbero essere concentrati sulla gara e non sullo spettacolo pacchiano che hanno intorno. Però, poi, i semafori si accendono e, non appena si spengono, scatta la gara. E allora, a quel punto, è solo un'altra gara da vivere.
Per me, almeno. Non significa che deve essere altrettanto per chiunque. Però, come io non vado a pontificare (seconda volta che uso questo verbo nel commento, probabilmente la seconda anche in tutta la mia vita) di cosa dovrebbero fare gli altri, mi aspetterei un simile trattamento, non affermazioni tra le righe secondo cui i very uominy non guardano le gare precedute da spettacoli trash per principio e che chiunque se le guardi è un traditore della kausahhhh. Non ci sono cause, c'è solo un campionato che in mano a Liberty Media cola a picco. Quindi meglio approfittare di guardarsi le gare ora, perché prima o poi potrebbero collassare. Certo, non ce ne fossero più o meno duecentoventi in un anno, magari sarebbe meno stressante, ma non sono sicura di potere criticare l'esagerazione in questo contesto, perché io stessa sto esagerando con i preamboli invece di narrare i fatti. Quindi è giunto il momento di passare a quanto scritto questo fine settimana su F1GC e di scusarmi per il ritardo, ma essendo il gran premio finito verso l'una di notte su TV8, chiaramente le tempistiche ne sono state condizionate.
Aggiungo una piccola curiosità: questo gran premio ha segnato ufficialmente il mio ingresso nella categoria di quelli che con i gran premi della domenica sera quasi notte si ritrovano a chiedersi come faranno a tirarsi su dal letto al lunedì mattina. Nel mio precedente lavoro ho fatto per otto anni turni 11.30/19.30 o 12.00/20.00, adesso ho la sveglia che suona alle sette di mattina. Comunque dai, non è andata così male, tra una cosa e l'altra cinque ore e mezza di sonno me le sono fatte, anche se devo dire che prediligo altri orari per i gran premi.
CRONACA PER IL FORUM - Il Gran Premio di Miami è il quinto del mondiale 2023, che finora ha visto Max Verstappen e Checo Perez ottenere due vittorie ciascuno (Verstappen in Bahrein e Australia, Perez in Arabia Saudita e Azerbaijan... sarebbero tre contando anche la sprint) e la Redbull incontrastata dominatrice della stagione, con Aston Martin spesso seconda forza.
Il team britannico, tuttavia, ha una brutta sorpresa all'inizio delle qualifiche, quando Lance Stroll è uno degli esclusi già al termine della Q1. Ci sono comunque altre sorprese e in Q2 è la Mercedes a stare poco tranquilla: Lewis Hamilton rimane escluso con il 13° tempo, mentre George Russell rientra nella top-ten, ma non certo nelle posizioni più alte.
Per la Q3 è prevedibile uno scontro finale tra le Redbull per la pole position, dopo che Verstappen ha commesso un errore nel primo tentativo, ma ha a disposizione un'ultima chance per strappare il miglior tempo a Perez. O almeno così crede: a un minuto e mezzo dalla fine della Q3 Charles Leclerc parte in testacoda e finisce contro le barriere, congelando il risultato. L'Aston Martin si prende la soddisfazione di vedere Fernando Alonso in prima fila accanto al poleman, con la Haas di Kevin Magnussen grande sorpresa, quarto posto, in seconda fila accanto alla Ferrari di Carlos Sainz.
1^ fila: Perez - Alonso
2^ fila: Sainz - Magnussen
3^ fila: Gasly - Russell
4^ fila: Leclerc - Ocon
5^ fila: Verstappen - Bottas
6^ fila: Albon - Hulkenberg
7^ fila: Hamilton - Zhou
8^ fila: De Vries - Norris
9^ fila: Tsunoda - Stroll
10^ fila: Piastri - Sargeant
La gara prevede 57 giri e inizia senza grossi colpi di scena, a parte un contatto Norris/ De Vries/ Sargeant nelle retrovie. Davanti resta quasi tutto uguale a parte Magnussen che perde posizioni nei confronti di Gasly e Russell, ritrovandosi sesto. Viene poco dopo superato da Leclerc che tuttavia non riesce a distanziarlo e si ritrova coinvolto con lui in una serie di sorpassi. Al 4° giro Verstappen - partito su hard anziché su medium - li supera entrambi in un colpo solo, Max adesso è sesto, mentre Magnussen si trova davanti a Leclerc.
La rimonta di Verstappen procede piuttosto spedita, nei giri successivi è il turno di Gasly e Russell, avvicinandosi approfittando del duello tra i due, dal quale la spunta Russell. Al 14° supera anche Sainz portandosi in zona podio per poi risalire secondo poco dopo con un sorpasso su Alonso, mentre il duello Magnussen vs Leclerc prosegue fino a quel momento, poi il pilota Haas si ferma ai box.
Al 18° giro si fermano Russell e Leclerc per passare alle hard, si inseriscono rispettivamente davanti e dietro a Gasly e Magnussen, tra questo quartetto le posizioni non sono cambiate rispetto a prima della sosta, piuttosto Magnussen e Leclerc sono ben più lontani di prima. Fermandosi diversi giri prima rispetto ad Alonso, Sainz lo supera tramite undercut, ma pende su di lui una penalità di cinque secondi per speeding in the pitlane. Al 27° giro, un paio di tornate dopo la propria sosta, Alonso supera Sainz riprendendosi la terza posizione - anzi, la quarta dato che davanti ai due c'è Ocon che ancora deve fermarsi ai box, che i due supereranno nei giri seguenti. Al 34° Sainz va largo e viene superato da Ocon, per poi riprendersi la posizione un giro dopo. Poco dopo anche Russell supera Ocon.
Al 37° giro Leclerc tenta il sorpasso su Magnussen, ma viene poi superato di nuovo. Un giro più tardi riesce finalmente a concretizzare. Hamilton nel frattempo si ferma ai box, Russell supera Sainz e Verstappen inizia ad allugare nei confronti di Perez. Dopo la sosta, Hamilton occupa la posizione dietro a Magnussen, mentre Ocon esce dai box dietro al pilota della Mercedes. Entrambi in seguito riusciranno a superare la Haas.
Verstappen si ferma al 46°, torna in pista vicinissimo a Perez. Sulle medium nuove sembra più veloce e infatti lo riesce a superare al 48° nonostante la difesa di Perez. Verstappen inizia ad allungare e non c'è storia. Nel frattempo a tre giri dal termine, dopo che entrambi hanno superato Gasly, Hamilton strappa la sesta posizione a Leclerc. Da quel momento in poi le posizioni rimangono invariate, anche quella di Sainz dopo la penalità in quanto il gap con Hamilton era ben più di cinque secondi. // Milly Sunshine(C) per F1GC.
RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Sergio Perez (Redbull), 3. Fernando Alonso (Aston Martin), 4. George Russell (Mercedes), 5. Carlos Sainz (Ferrari), 6. Lewis Hamilton (Mercedes), 7. Charles Leclerc (Ferrari), 8. Pierre Gasly (Alpine), 9. Esteban Ocon (Alpine), 10. Kevin Magnussen (Haas), 11. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 12. Lance Stroll (Aston Martin), 13. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 14. Alex Albon (Williams), 15. Nico Hulkenberg (Haas), 16. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 17. Lando Norris (McLaren), 18. Nyck De Vries (Alpha Tauri), 19. Oscar Piastri (McLaren), 20. Logan Sargeant (Williams).
RIFLESSIONI SEMISERIE DEL LUNEDÌ CHE ORMAI È MARTEDÌ - il weekend di Miami credo abbia messo fine alle illusioni che il mondiale si fosse riaperto in Azerbaijan, con Perez che nell'ultima settimana veniva visto come colui che avrebbe potuto fermare Verstappen. Sembra che non sia così e che Perez, oltre a essere spesso destinato a perdere il confronto nello scontro diretto, non riesca a cavarsela tanto bene neanche in caso di diversa strategia. È vero che Verstappen nella parte finale della gara era su gomme più fresche, ma è altrettanto vero che nella parte centrale della gara Perez non è stato in grado di costruirsi un gap sufficiente quantomeno a rendere le cose un po' meno facili al compagno di squadra.
In più credo sia giunto anche il momento di parlare del DRS della Redbull. Dal punto di vista dello sviluppo nulla da dire, è geniale (e dato che nessuno ha contestato nulla, immagino anche ben lontano dalla benché minima parvenza di illegalità), ma è esattamente quello che - con esagerazione - un tempo veniva tacciato di essere il DRS. Mi spiego meglio: già diversi anni fa specie gli appassionati vintage si lamentavano di quanto il DRS rendesse i sorpassi fasulli e molto facili. In realtà fino a non troppo tempo fa chi stava davanti a una vettura con il DRS aperto, aveva quantomeno la capacità di difendersi dagli attacchi. Con questo DRS, Verstappen ha superato avversari come se questi neanche ci fossero. Una volta giunto a ridosso di Perez, inoltre, questo aveva già il destino segnato, nonostante la parità di monoposto. Ecco, il DRS della Redbull è esattamente come veniva descritto il DRS quando ancora non lo era. E il peggio deve ancora venire, perché tutto ciò che è legale prima o poi sarà copiato e/o imitato e c'è il serio rischio di trovarsi qualcosa di analogo anche negli altri team. Allora non ci saranno più solo due vetture che fanno sorpassi facili e prevedibili, ma ce ne saranno venti... e con questo pensiero vi saluto.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
martedì 9 maggio 2023
Formula 1 2023: #5 Gran Premio di Miami, il commento del lunedì (anzi, stavolta del martedì)
Etichette:
##Redbull,
#Carlos Sainz Jr,
#Charles Leclerc,
#Fernando Alonso,
#George Russell,
#Kevin Magnussen,
#Max Verstappen,
#Sergio Perez,
Commenti ai GP,
F1 stagione 2023,
GP USA
domenica 7 maggio 2023
Formula E 2023: #9 eprix di Montecarlo
Ci sono eprix che si svolgono su circuiti trash. Non intendo tutti i circuiti cittadini, intendo proprio i circuiti cittadini quelli trash. Poi, ogni tanto, ci sono anche dei circuiti che sono poetic cinema e oggi, sabato 6 maggio, era uno di quei giorni. So che alcuni di voi non concorderanno con me e inizieranno a dire che Montecarlo è noiosohhhh perché non ci sono i duellihhhh e i sorpassihhhh, ma vi ricordo che non tutto è un sorpasso continuo con il DRS della Redbull.
Inoltre bisogna anche sapere cogliere quella graziosa poesia data dall'avere la Formula E che corre a Montecarlo nello stesso weekend in cui la Formula 1 corre a Miami, il famoso gran premio che cerca di scimmiottare Montecarlo e chissà cosa ci riserverà in questa stagione... comunque a tempo debito ne parlerò. Al momento mi accontento di parlare di Sacha Fenestraz, che in teoria era uscito vincente dagli scontri diretti della qualifica ma che per effetto di un overpower ha perso il proprio tempo ed è scivolato secondo dietro a Jake Hughes.
Inoltre bisogna anche sapere cogliere quella graziosa poesia data dall'avere la Formula E che corre a Montecarlo nello stesso weekend in cui la Formula 1 corre a Miami, il famoso gran premio che cerca di scimmiottare Montecarlo e chissà cosa ci riserverà in questa stagione... comunque a tempo debito ne parlerò. Al momento mi accontento di parlare di Sacha Fenestraz, che in teoria era uscito vincente dagli scontri diretti della qualifica ma che per effetto di un overpower ha perso il proprio tempo ed è scivolato secondo dietro a Jake Hughes.
Norman Nato, Maximilian Gunther, Mitch Evans, Edoardo Mortara, Sergio Sette-Camara, questi erano i piloti che completavano la top-8 con gli scontri diretti, la top-ten in griglia era compresa anche di Nick Cassidy e André Lotterer, in quella che si stava rivelando, fin dalle prime battute, una gara di attesa... ma che bello vedere le vetture percorrere Loews... e se lo fanno affiancate diventa ancora meglio!
Un po' di caos c'è stato e Lotterer è stato il primo ritirato dopo un contatto, con altri piloti in seguito costretti alla sosta ai box, oppure alcuni che giravano con ali anteriorie posteriori malmesse o mancanti, ma per gli standard della Formula E non andava male. E ancora una volta, nel caso Lotterer, Montecarlo si è dimostrata la patria dei commissari reattivi e dei mezzi all'avanguardia nel togliere di torno le vetture incidentate in un nanosecondo con bandiera gialla locale.
Passiamo alla gara e ai vertici. Sorvolerò sull'attack mode, ormai ho già detto mille volte come la penso. Per me i sorpassi devono avvenire se e quando c'è la possibilità ed è giusto che si possa cercare di migliorne le possibilità, ma un sistema che fa sì che si debbano *perdere* posizioni deliberatamente non fa per me. Quindi c'è sicuramente chi ha accolto festosamente i vari cambi di leadership. Io non ne sono così soddisfatta, ma si è arrivati quantomeno a un duo di testa definitivo: Cassidy vs Evans.
Dopo una safety car entrata a causa della vettura incidentata di Max Gunther, a seguito di un incidente con Dan Ticktum, quando mancavano ormai pochi giri al termine, sono stati infine i soli Cassidy ed Evans, appunto, a sembrare papabili per la vittoria. In più si è scoperto che se la safety car entra nelle fasi finali non ci sono i giri di recupero. Finiti i giri regolamentari, quindi, la gara sarebbe terminata...
E anche quando un incidente tra Sam Bird e Nico Muller ha lasciato fermo Muller al penultimo giro in un punto in cui non poteva essere rimossa la vettura in modo rapido e non pericoloso a gara in corso, ed è quindi rientrata la safety car, la gara è finita in processione invece che con un teatrino degno della peggiore Formula 1 contemporanea. Il risultato è stato congelato, con Evans impossibilitato a tentare l'attacco finale e costretto di default al secondo gradino del podio, sul quale non c'era il Principe Alberto in quanto era all'incoronazione di Carlo d'Inghilterra, e sotto al quale si respirava aria principesca vista la presenza di Nico Rosberg e della sua signora.
Finale bello? Probabilmente no. Emozionante? Nemmeno. Però il "that's racing" che si declama in ogni dove vale anche per questo e pazienza se, mentre vedi l'ultimo giro, l'ordine che leggi in sovrimpressione - Cassidy, Evans, Dennis, Fenestraz, Hughes, Ticktum, Vergne, Buemi, Vandoorne, Bird, ecc... - è quello che, salvo penalità, sarà il risultato ufficiale.
Spesso la noia non è vera noia, ma il segno di qualcuno che chiede troppo. Ci sono sempre delle storyline, come ad esempio Stoffel Vandoorne e Jean-Eric Vergne partiti 21/22 e giunti entrambi in zona punti. Le storyline ci sono, ma spesso vengono lasciate da parte. Voglio chiudere con una riflessione: a volte, più che inventare cose nuove e improbabili, sarebbe opportuno cercare di valorizzare quelle che passano in secondo piano, invece di volere a tutti i costi un duellohhhh con i sorpassihhhh, con il caos e con il sanguehhhh per la vittoria.
sabato 6 maggio 2023
Formula E 2023: #7 e #8 eprix di Berlino
In questo fine settimana la Formula E gareggerà a Montecarlo, quindi mi sembra il momento opportuno per rimettermi in pari, visto che il 23/23 Aprile, ormai una vita fa, si svolgeva il double header di Berlino, con la line-up che vedete nello screenshot qui accanto, che altro non è che la line-up che ci portiamo avanti da tutta la stagione, sostituzioni momentanee escluse. La gara del sabato ha visto Buemi scattare dalla pole, ma Ticktum sottrargli subito la posizione. La gara, per i due, non avrebbe potuto essere più diversa: in un contesto in cui tutto è stato una serie di contatti e di cambi di leadership, Ticktum si è reso protagonista in negativo provocando un incidente con Vandoorne. Buemi invece è tornato al centro della scena a giocarsi la vittoria.
Superato da Evans poco prima dell'arrivo dei giri "di recupero", Buemi ha ingaggiato un duello per la seconda posizione con Bird, ma l'ha spuntata il pilota della Jaguar, con Evan e Bird che hanno fatto doppietta. Buemi si è visto sottrarre il terzo posto proprio sul finale da Gunther, chiudendo quarto davanti al compagno di squadra Cassidy. Seguivano Wehrlein, Vergne, Lotterer, Mortara e Rowland a completare la zona punti.
La gara della domenica è partita in ritardo a causa di un'invasione di pista di attivisti ambientali, al momento della partenza, che protestavano... contro le emissioni dei motori?!?!? Era tutto molto sensato e interessante, non restava che festeggiare perché alle invasioni di pista di invasati random corrispondono sempre vittorie della Ferrari. Peccato che Ferrari non ce ne fossero...
Frijns e Muller, partiti davanti dopo una qualifica bagnata, non sono stati altrettanto competitivi sull'asciutto e hanno finito per perdere numerose posizioni, con la gara che verso la metà è andata a vantaggio di Cassidy, capace ci prendersi la leadership e di mantenerla, davanti a Dennis, fino a portarsi a casa la vittoria.
Vergne ha chiuso sul gradino più basso del podio, con la zona punti completata da Evans, Da Costa, Gunther, Wehrlein, Vandoorne, Muller e Ticktum, con Wehrlein ancora leader della classifica piloti, seppure con appena quattro punti di gap nei confronti del suo diretto inseguitore, ovvero Cassidy.
Superato da Evans poco prima dell'arrivo dei giri "di recupero", Buemi ha ingaggiato un duello per la seconda posizione con Bird, ma l'ha spuntata il pilota della Jaguar, con Evan e Bird che hanno fatto doppietta. Buemi si è visto sottrarre il terzo posto proprio sul finale da Gunther, chiudendo quarto davanti al compagno di squadra Cassidy. Seguivano Wehrlein, Vergne, Lotterer, Mortara e Rowland a completare la zona punti.
La gara della domenica è partita in ritardo a causa di un'invasione di pista di attivisti ambientali, al momento della partenza, che protestavano... contro le emissioni dei motori?!?!? Era tutto molto sensato e interessante, non restava che festeggiare perché alle invasioni di pista di invasati random corrispondono sempre vittorie della Ferrari. Peccato che Ferrari non ce ne fossero...
Frijns e Muller, partiti davanti dopo una qualifica bagnata, non sono stati altrettanto competitivi sull'asciutto e hanno finito per perdere numerose posizioni, con la gara che verso la metà è andata a vantaggio di Cassidy, capace ci prendersi la leadership e di mantenerla, davanti a Dennis, fino a portarsi a casa la vittoria.
Vergne ha chiuso sul gradino più basso del podio, con la zona punti completata da Evans, Da Costa, Gunther, Wehrlein, Vandoorne, Muller e Ticktum, con Wehrlein ancora leader della classifica piloti, seppure con appena quattro punti di gap nei confronti del suo diretto inseguitore, ovvero Cassidy.
venerdì 5 maggio 2023
Indycar 2023: #4 Gran Premio di Barber
La scorsa domenica il campionato di Indycar ha gareggiato in Alabama, con la line-up che potete vedere nello screenshot a fianco, con Grosjean che partiva dalla pole position e, ancora una volta, sembrava destinato a lottare per le prime posizioni. Nel primo stint di gara Palou e O'Ward comportavano i primi tre, con Palou piuttosto vicino a RoGro. Non sembrava comunque in grado di insidiare la leadership del pilota franco-svizzero, che per il momento sembrava in una botte di ferro, per quanto Grosjean al volante di una monoposto possa essere in una botte di ferro.
I piloti di testa erano su una strategia a due soste, mentre altri erano su una strategia che ne prevedeva tre. La gara è stata piuttosto tranquilla, con un solo incidente, protagonista Robb, quindi le strategie non è che siano state stravolte più di tanto. Comunque, dopo la sua seconda sosta, McLaughlin, che era su uma strategia da tre, si è ritrovato nientemeno che secondo, con Grosjean ancora in testa.
Il punto di svolta è arrivato quando, a soste ultimate, McLaughlin è uscito davanti ai box davanti a Grosjean, ritrovandosi leader... ma non per molto! RoGro si è ripreso la posizione, tornando in testa. Non è durata comunque fino alla fine, con McLaughlin tornato in testa con un sorpasso su Grosjean relegato secondo, anche se dà sempre più l'impressione che la prima vittoria sia piuttosto vicina.
RISULTATO: McLaughlin, Grosjean, Power, O'Ward, Palou, Lundgaard, Dixon, Rossi, Rosenqvist, Ericsson, Armstrong, Kirkwood, Ilott, Herta, Newgarden, Veekay, Rahal, Pagenaud, Malukas, Ferrucci, Castroneves, Pedersen, DeFrancesco, Harvey, Daly, Canapino.
I piloti di testa erano su una strategia a due soste, mentre altri erano su una strategia che ne prevedeva tre. La gara è stata piuttosto tranquilla, con un solo incidente, protagonista Robb, quindi le strategie non è che siano state stravolte più di tanto. Comunque, dopo la sua seconda sosta, McLaughlin, che era su uma strategia da tre, si è ritrovato nientemeno che secondo, con Grosjean ancora in testa.
Il punto di svolta è arrivato quando, a soste ultimate, McLaughlin è uscito davanti ai box davanti a Grosjean, ritrovandosi leader... ma non per molto! RoGro si è ripreso la posizione, tornando in testa. Non è durata comunque fino alla fine, con McLaughlin tornato in testa con un sorpasso su Grosjean relegato secondo, anche se dà sempre più l'impressione che la prima vittoria sia piuttosto vicina.
RISULTATO: McLaughlin, Grosjean, Power, O'Ward, Palou, Lundgaard, Dixon, Rossi, Rosenqvist, Ericsson, Armstrong, Kirkwood, Ilott, Herta, Newgarden, Veekay, Rahal, Pagenaud, Malukas, Ferrucci, Castroneves, Pedersen, DeFrancesco, Harvey, Daly, Canapino.
giovedì 4 maggio 2023
Spagna e Austria 2003: le prime vittorie della F2003-GA
Correva l'anno 2003 ed era il 4 maggio, proprio come oggi 4 maggio 2023: sono passati esattamente vent'anni da quel gran premio e le Ferrari (con la nuova F2003-GA all'esordio, il mondiale era iniziato con la F2002) partivano affiancate in prima fila. Michael Schumacher ha conservato la prima piazza, mentre Rubens Barrichello veniva affiancato dalla Renault di Fernando Alonso. Rubinho tuttavia l'ha spuntata e ha affiancato il compagno di squadra, mettendo poi le ruote sulla sabbia e perdendo terreno, ritrovandosi a tu per tu con Alonso. Non c'è stato tempo di parlarne, due diversi incidenti hanno messo fuori gioco Jarno Trulli, quando il pilota della Renault si è toccato con la McLaren di David Coulthard, oltre che Antonio Pizzonia (Jaguar) tamponato da Kimi Raikkonen, con anche il pilota della McLaren fermo.
La gara è proseguita dietro la safety car e Coulthard è rientrato ai box uscendo nelle retrovie. Davanti primi tre erano invariati, poi seguivano le Williams e le B.A.R., queste hanno in seguito anticipato la sosta e dopo essersi fermato Jenson Button ha avuto un contatto con il pilota scozzese che ha messo fine alla gara di quest'ultimo. Anzi, specifichiamo meglio, *la* B.A.R. ha anticipato il pitstop, dato che Jacques Villeneuve risulta ritirato per un guasto dopo pochi giri.
Con il primo giro di pitstop, Alonso ha sopravanzato Barrichello di undercut e si è lanciato a inseguire Michael Schumacher, ma al momento invano. Gli è rimasto comunque vicino abbastanza da far sì che il secondo rifornimento potesse riservare qualche dubbio su chi tra i due l'avrebbe spuntata. Michael si è fermato prima di Alonso ed è tornato in pista alle spalle della Williams del fratello.
Ralf era su una diversa pitstop window e ha rallentato Michael per un po', ma una volta subito il sorpasso si è rivelato piuttosto democratico, rallentando anche Alonso, che frattanto perdeva terreno rispetto al leader. Poi anche Alonso, in seguito, ce l'ha fatta, con Ralf che pare avere messo le ruote sull'erba. L'avremmo ritrovato in seguito a battagliare con il compagno di squadra Juan Pablo Montoya.
Dopo la terza sosta i primi tre sono rimasti invariati, M.Schumacher/ Alonso/ Barrichello, con quest'ultimo abbastanza distante. Montoya era quarto dopo averla spuntata, mentre Ralf Schumacher doveva vedersela con la Toyota di Cristiano Da Matta, sul quale ha conservato la posizione. Mark Webber (Jaguar) e Ralph Firman (Jordan) hanno completato la zona punti.
Due settimane più tardi - il 18 maggio, compleanno di Heinz-Harald Frentzen (Sauber) che ha "festeggiato" con un DNS - si è corso a Zeltweg per l'ultima volta prima del ritorno oltre un decennio più avanti come Redbullring, con due aborted start a causa di vetture con problemi sulla griglia nelle retrovie. Montoya, quando c'è stato il via, è riuscito a inserirsi tra M.Schumacher e Raikkonen, con la gara subito neutralizzata dalla safety car per la difficoltà di rimuovere altrimenti la Minardi di Jos Verstappen dopo il ritiro per un problema al cambio.
La prima parte di gara è stata caratterizzata da un accenno di scroscio di pioggia durante il quale nessuno ha anticipato la sosta. Proseguire con le gomme d'asciutto comunque è stato fattibile vista la breve durata del fenomeno.
Al momento dei rifornimenti, ecco il plot twist: un principio d'incendio dopo avere estratto il bocchettone dalla Ferrari di Schumacher! Michael si è ritrovato al terzo posto per effetto del tempo perso, per poi tornare in testa alla gara quando in un colpo solo, mentre superava Raikkonen, sulla Williams di Montoya è andato in fumo il motore!
Il ferrarista comunque in seguito dovuto effettuare una seconda sosta piuttosto anticipata e lunga a causa del minore quantitativo di carburante imbarcato. Dopo la sosta, Raikkonen è uscito dai box ancora secondo e nel finale ha dovuto vedersela con Barrichello negli scarichi, gran duello a posizioni invariate. Button, Coulthard, Ralf Schumacher, Webber e Trulli hanno completato la zona punti. Alonso, che partito dai box era risalito ottavo, si era poi ritirato per un testacoda in un tratto di pista sporco di olio.
Con il primo giro di pitstop, Alonso ha sopravanzato Barrichello di undercut e si è lanciato a inseguire Michael Schumacher, ma al momento invano. Gli è rimasto comunque vicino abbastanza da far sì che il secondo rifornimento potesse riservare qualche dubbio su chi tra i due l'avrebbe spuntata. Michael si è fermato prima di Alonso ed è tornato in pista alle spalle della Williams del fratello.
Ralf era su una diversa pitstop window e ha rallentato Michael per un po', ma una volta subito il sorpasso si è rivelato piuttosto democratico, rallentando anche Alonso, che frattanto perdeva terreno rispetto al leader. Poi anche Alonso, in seguito, ce l'ha fatta, con Ralf che pare avere messo le ruote sull'erba. L'avremmo ritrovato in seguito a battagliare con il compagno di squadra Juan Pablo Montoya.
Dopo la terza sosta i primi tre sono rimasti invariati, M.Schumacher/ Alonso/ Barrichello, con quest'ultimo abbastanza distante. Montoya era quarto dopo averla spuntata, mentre Ralf Schumacher doveva vedersela con la Toyota di Cristiano Da Matta, sul quale ha conservato la posizione. Mark Webber (Jaguar) e Ralph Firman (Jordan) hanno completato la zona punti.
Due settimane più tardi - il 18 maggio, compleanno di Heinz-Harald Frentzen (Sauber) che ha "festeggiato" con un DNS - si è corso a Zeltweg per l'ultima volta prima del ritorno oltre un decennio più avanti come Redbullring, con due aborted start a causa di vetture con problemi sulla griglia nelle retrovie. Montoya, quando c'è stato il via, è riuscito a inserirsi tra M.Schumacher e Raikkonen, con la gara subito neutralizzata dalla safety car per la difficoltà di rimuovere altrimenti la Minardi di Jos Verstappen dopo il ritiro per un problema al cambio.
La prima parte di gara è stata caratterizzata da un accenno di scroscio di pioggia durante il quale nessuno ha anticipato la sosta. Proseguire con le gomme d'asciutto comunque è stato fattibile vista la breve durata del fenomeno.
Al momento dei rifornimenti, ecco il plot twist: un principio d'incendio dopo avere estratto il bocchettone dalla Ferrari di Schumacher! Michael si è ritrovato al terzo posto per effetto del tempo perso, per poi tornare in testa alla gara quando in un colpo solo, mentre superava Raikkonen, sulla Williams di Montoya è andato in fumo il motore!
Il ferrarista comunque in seguito dovuto effettuare una seconda sosta piuttosto anticipata e lunga a causa del minore quantitativo di carburante imbarcato. Dopo la sosta, Raikkonen è uscito dai box ancora secondo e nel finale ha dovuto vedersela con Barrichello negli scarichi, gran duello a posizioni invariate. Button, Coulthard, Ralf Schumacher, Webber e Trulli hanno completato la zona punti. Alonso, che partito dai box era risalito ottavo, si era poi ritirato per un testacoda in un tratto di pista sporco di olio.
Etichette:
##Ferrari,
#Fernando Alonso,
#Juan Pablo Montoya,
#Kimi Raikkonen,
#Michael Schumacher,
#Ralf Schumacher,
#Rubens Barrichello,
F1 anni 2000-04
mercoledì 3 maggio 2023
Il Paradosso del 27 - puntata 4/9
Bene, dopo un breve periodo di assenza di nuove puntate, credo sia giusto riprendere a postare. Buona lettura! *-*
[KYALAMI]
La A+ Series poteva avere portato più male che bene al mondo del motorsport, ma era riuscita in un obiettivo che la Formula 1 aveva sempre fallito: disputare un mondiale che prevedesse la presenza di cinque continenti. Il ritorno in Sudafrica, location che aveva ospitato un gran premio molti decenni prima, con ultime sporadiche apparizioni nella prima metà degli anni ’90, era uno dei motivi di vanto della dirigenza. Era il primo circuito veramente nuovo per la A+ Series che veniva introdotto da tempo - in Bahrein era stato utilizzato un layout differente da quello tradizionale, ma si trattava pur sempre di una diversa conformazione di un tracciato già stabilmente utilizzato - e Alysse avrebbe tanto desiderato potervi gareggiare. Purtroppo non era possibile: aveva ancora addosso gli strascichi dell’infortunio riportato ad Al Sahkir, quando il suo alter-ego era rimasto coinvolto in uno spaventoso botto al restart.
[KYALAMI]
La A+ Series poteva avere portato più male che bene al mondo del motorsport, ma era riuscita in un obiettivo che la Formula 1 aveva sempre fallito: disputare un mondiale che prevedesse la presenza di cinque continenti. Il ritorno in Sudafrica, location che aveva ospitato un gran premio molti decenni prima, con ultime sporadiche apparizioni nella prima metà degli anni ’90, era uno dei motivi di vanto della dirigenza. Era il primo circuito veramente nuovo per la A+ Series che veniva introdotto da tempo - in Bahrein era stato utilizzato un layout differente da quello tradizionale, ma si trattava pur sempre di una diversa conformazione di un tracciato già stabilmente utilizzato - e Alysse avrebbe tanto desiderato potervi gareggiare. Purtroppo non era possibile: aveva ancora addosso gli strascichi dell’infortunio riportato ad Al Sahkir, quando il suo alter-ego era rimasto coinvolto in uno spaventoso botto al restart.
lunedì 1 maggio 2023
Ventinove anni dopo :-((((
R.I.P. Roland Ratzenberger (4 luglio 1960 - 30 aprile 1994) 🇦🇹
R.I.P. Ayrton Senna (21 marzo 1960 - 1 maggio 1994) 🇧🇷
Non vi dimenticherò mai. Non dimenticherò mai le immagini di quel primo incidente mortale che vidi alla TV, di uno sconosciuto e di una monoposto sventrata di cui non si capiva più quali fossero i suoi colori, che un giorno avrei scoperto essere bellissimi.
Non dimenticherò nemmeno del giorno dopo, quando ero una bambina che aveva appena perso il primo dente da latte e arrivarono quelle altre immagini, il migliore di tutti che ugualmente finiva fuori pista e andava incontro allo stesso destino.
Iscriviti a:
Post (Atom)








