giovedì 12 agosto 2021

Gli angusti e tortuosi rewatch: GP Monaco 1983 (ovvero la vittoria del boscaiolo con i baffi)

Quando ho scritto che avrei fatto una serie di post raccontando di edizioni vintage del Gran Premio di Montecarlo non stavo scherzando e, dopo avere iniziato dal 1984, non mi resta che tornare indietro nel tempo al 1983, per narrarvi di un'altra edizione tormentata dal meteo... e prima che diciate che non è stata tormentata tanto quella del 1984, vi pregherei di non soffermarvi soltanto sulla domenica, ma anche sui giorni precedenti. Per esempio è venuto a piovere durante la sessione di qualifica del sabato, impedendo alle McLaren, guidate da Niki Lauda e John Watson, di migliorare i propri tempi della sessione di qualifica del venerdì, in cui si erano piazzati oltre la ventesima posizione. Come già specificato, negli anni '80 in griglia a Montecarlo andavano solo venti vetture, il che significa che anche due piloti illustri come loro la domenica si sono guardati la gara o dai box o alla TV, un po' come la "gente qualsiasi", nello specifico Bruno Giacomelli su una delle Toleman, entrambi i piloti Osella ovvero Piercarlo Ghinzani e Corrado Fabi, Eliseo Salazar sulla RAM, nonché Johnny Cecotto e Roberto Guerrero che a bordo delle Theodore non avevano superato nemmeno le prequalifiche.

La pioggia ha deciso di riprendere a scendere la domenica mattina, per poi iniziare a calare e far sì che la gara iniziasse con pista bagnata ma non troppo, con la possibilità di scegliere due diverse strategie: partire sulle gomme da bagnato e poi dovere passare inevitabilmente alle slick, oppure partire su gomme slick sperando di non finire dentro una pozzanghera. Tra le squadre che hanno optato per la seconda soluzione c'era la Williams, con le vetture di Keke Rosberg (che soffriva di sintomi influenzali in quel fine settimana) e Jacques Laffite che partivano rispettivamente dalla quinta e dall'ottava posizione. Si è rivelata la strategia vincente, in quanto i Rosfitte (inventare ship name random è sempre un must) si sono ritrovati in prima e seconda posizione in tempi relativamente brevi e sembravano del tutto inarrestabili. Rosberg era leader e Laffite era piuttosto lontano al secondo posto, ma nevermind, avendo superato indenne un contatto con la Ferrari di René Arnoux a seguito del quale quest'ultimo aveva proseguito per i box girando su tre ruote (venendo paragonato a Villeneuve da Poltronieri), riuscendo a uscire dai box per fermarsi poco dopo in pista in modo random.

La gara proseguiva tranquilla... beh in realtà non troppo, avevamo già perso per strada molti piloti o per dirla alla Poltronieri molti "concorrenti". I primi erano stati Nigel Mansell (Lotus) e Michele Alboreto (Tyrrell) per una collisione al via, commentata da Alboreto al microfono dell'inviato Rai, ha commentato candidamente che Mansell l'aveva speronato e quando si erano parlati dopo l'incidente aveva negato di avere innescato l'incidente lui stesso. Dopodiché soltanto dopo tre giri di gara un altro incidente aveva messo fuori gioco Raoul Boesel (Ligier) e Manfred Winkelhock (ATS). Poi era stata la volta del già citato Arnoux e a quel punto la situazione si era stabilizzata senza altri ritiri per incidente con i soli ritiri per problemi tecnici di Andrea De Cesaris (Alfa Romeo), Jean-Pierre Jarier (Ligier) ed Eddie Cheever (Renault) altresì noto come "l'americano di Roma", che aveva occupato a lungo la settima piazza ma si era dovuto fermare per un guasto al motore dopo una trentina di giri (interpellato dall'inviato Rai su quale fosse stata la causa precisa, ha risposto testualmente di non saperlo essendo un pilota e non un meccanico).

La gara proseguiva tranquilla, dicevamo, con le due Williams che facevano gara a sé e con dietro di loro un trenino composto da cinque vetture: Marc Surer sulla Arrows, Derek Warwick sulla Toleman quando stare in zona punti a Montecarlo su una Toleman non era fescion, Nelson Piquet sulla Brabham, Alain Prost sulla Renault (partito dalla pole e poi superato da Rosberg, aveva fatto un pitstop per passare alle slick ritrovandosi in quella posizione) nonché Eddie Cheever, almeno prima del suo ritiro. Le inquadrature non sono andate quasi mai, per lungo tempo, su Surer, tanto che Poltronieri l'ha definito "il fantasma di questa gara". Seguito da vicino da Warwick, proprio come il collega non sembrava per niente intimidito dall'avere i due principali championship contenders Piquet e Prost alle proprie spalle. Anzi, sembrava destinato a un grande risultato, tanto che veniva elogiato in tutte le salse, anche durante le interviste "esterne", nello specifico quando un inviato Rai (non quello presente ai box, penso questo fosse fuori dal circuito) intervistava Beppe Gabbiani, pilota che aveva disputato il mondiale 1982 per poi andare a gareggiare nel 1983 in Formula 2.

Faccio una piccola digressione, dei Surwick tornerò a parlarne tra un po', per specificare che in quei frangenti è venuta a farci visita un'altra delle storielle che tanto piacciono alla gente di oggi. L'intervistatore, infatti, nel bel mezzo dell'intervista a Gabbiani ha lasciato in sospeso il discorso per rivolgersi a Poltronieri e chiedere al telecronista cosa pensasse del circuito di Montecarlo, se fosse obsoleto e meritasse di essere depennato dal calendario. Fermi tutti, in che anno siamo? Nel 1983 o negli anni 2020? Non contento, in un successivo collegamento, ha posto la stessa domanda pure a Beppe Gabbiani, il quale si è schierato a favore del gran premio stesso. Nel frattempo, però, dobbiamo tornare a parlare di Warwick che si avvicinava sempre più a Surer, il quale non più "fantasma" veniva ora inquadrato sempre più spesso e sembrava destinato a portare a casa un risultato piuttosto memorabile, così come il pilota che aveva alle proprie spalle. Poi il suddetto pilota, Warwick, ha tentato di superarlo senza riuscirci. Nel senso che l'ha mandato in testacoda addosso alle barriere. Surer si è ritirato all'istante, mentre Warwick ha proseguito verso i box, il che era senz'altro meglio che essere inseguito lì sul posto da un inferocito Surer. Non che Surer sembrasse particolarmente inferocito, ma mai dire mai.

Nel frattempo la gara continuava a mietere le proprie vittime, per questioni di affidabilità: più o meno in contemporanea con l'incidente dei Surwick, sulla Lotus di Elio De Angelis si è rotto un semiasse, guasto che l'ha costretto al ritiro. All'inviato della Rai ai box ha detto che, dopo essere stato costretto a tre precedenti pitstop per problemi di gomme, si riteneva fortunato che fosse intervenuto quel problema, altrimenti la gara sarebbe proseguita inevitabilmente con ulteriori problemi. Ritirato per un guasto anche Riccardo Patrese sulla Brabham (indicato finalmente dalla grafica con il nome scritto giusto e non più "Ricardo" come nelle edizioni precedenti), ma soprattutto Jacques Laffite che aveva occupato fino a quel momento la seconda posizione. Il suo ritiro ha lasciato Rosberg con un vantaggio enorme - circa un minuto - nei confronti di Piquet e Prost che nel frattempo si ritrovavano in zona podio. Costretto a rallentare in seguito, il boscaiolo errante ha comunque concluso la gara con venti secondi di margine nei confronti del suo più diretto inseguitore. Solo quattro piloti hanno completato la gara a pieni giri, il quarto dei quali è stato Patrick Tambay sulla Ferrari, mentre doppiati di ben due giri hanno concluso Danny Sullivan (Tyrrell), Mauro Baldi (Alfa Romeo) e, settimo e ultimo classificato, Chico Serra, il compagno di squadra di Surer.

Vincitore dello stesso gran premio che anche suo figlio avrebbe vinto trent'anni più tardi e anche più di una volta, il campione del mondo in carica è stato descritto dall'inviato Rai ai box Ezio Zermiani come "un gattone che si liscia i baffi" mentre si apprestava a salire sul podio e trovo tutto ciò estremamente pittoresco. Poltronieri nel frattempo parlava di come un circuito come Montecarlo potesse permettere anche a piloti che non disponevano delle vetture con i motori migliori. Ecco, questa è la ragione perché l'inviato "esterno" considerava il Gran Premio di Montecarlo da depennare: perché a suo dire contava troppo il pilota e troppo poco la macchina. Con questo credo di potervi salutare e dare appuntamento al prossimo appuntamento con questo review dei vecchi gran premi del Principato, anch'esso visto con la telecronaca di Poltronieri: sarà quello del 1981, perché quello del 1982 l'ho visto e commentato l'anno scorso (e comunque se lo trovassi con telecronaca italiana credo che me lo guarderei volentieri - su Youtube dovrebbe esserci intero solo con telecronaca brasiliana).


mercoledì 11 agosto 2021

Gli angusti e tortuosi rewatch: GP Monaco 1984 (ovvero come sono diventata una fangirl di Bellof)

Forse a volte vi chiedete che cosa faccia l'Autrice(C) quando non sa come impiegare il proprio tempo, oppure quali siano le cose per le quali cerca di ritagliarsi disperatamente un po' di tempo. Una di queste attività, ultimamente, è stata la ricerca di vecchi gran premi da guardare, focalizzandosi in particolare su un circuito che molti adorano e molti odiano, ma per il quale nessuno ha una visione neutra. Ha quindi deciso di rivedersi alcune vecchie edizioni del Gran Premio di Montecarlo (non necessariamente quelle famose e rinomate - anche se per iniziare c'è proprio una di queste) e di parlarne in una serie di appositi post, che nel suo immaginario verranno scritti e pubblicati nel prossimo futuro. Partiamo oggi dall'edizione del 1984, insomma, una di quelle che conoscono tutti.

Piccola premessa: questo gran premio, nello specifico, per me ha rappresentato qualcosa di importante per molti anni, non per gli eventi in sé, ma perché mi è servito a fare una ripartizione, a suo tempo, tra quello che dovevo assolutamente conoscere e quello su cui potevo soprassedere. Era più o meno dieci anni fa, forse manca ancora qualche mese a completare il decennale, quando l'ho guardato per la prima volta su Youtube (ai tempi con telecronaca inglese). Scelto rigorosamente perché si trattava di un gran premio abbastanza famoso, dovrebbe essere stato il primo gran premio antecedente alla mia nascita che ho avuto modo di guardare. Questo non significa che sia il primo gran premio che, non avendolo mai visto ai tempi, io abbia guardato, semplicemente il primo, tra quelli che ho guardato in quel periodo, disputato prima della mia nascita e verosimilmente il primo gran premio degli anni '80 che ho visto.

Ai tempi ero molto appassionata di gran premi della prima metà degli anni '90, se non altro perché ci gareggiavano piloti che avevo visto gareggiare nella mia infanzia, almeno una parte di essi. Ho in seguito esteso la mia ricerca di una cultura motoristica alla seconda metà degli anni '80, dandomi ai tempi l'obiettivo di avere almeno un'infarinatura di base su tutto quello che era successo dopo questo celebre gran premio disputato a Montecarlo nel 1984. Solo in un'epoca molto più recente ho deciso di colmare le mie lacune e di farmi una cultura anche su quello che era successo prima, ma questo è un altro discorso e non ci tocca. Quello che ci tocca è che stavolta, avendolo trovato su Youtube con telecronaca italiana, ho visto Monaco 1984 raccontato da Mario Poltronieri, il che è stata un'esperienza positiva, oltre che illuminante su certe cose: ai vecchi tempi ci si lamentava di molte cose di cui ci si lamenta ancora al giorno d'oggi sostenendo che in passato non esistevano.

Il gran premio è iniziato alle 15.40 perché negli anni '80 gli orari di inizio dei gran premi erano piuttosto variabili, quindi doveva essere anche abbastanza problematico dato che non c'era la possibilità di andare su internet a controllare gli orari di volta in volta. Profonda stima, quindi, per la gente che viveva negli anni '80 e aveva un senso dell'orientamento tale da riuscire a organizzare la propria vita in modo tale da non perdersi i gran premi. Le condizioni meteo erano abbastanza instabili e secondo Poltronieri non aveva senso disputare il gran premio di Montecarlo in quelle condizioni. Quando è stato raggiunto da Bruno Giacomelli in telecronaca, c'è stata una mezza polemica tra di loro, in quanto Giacomelli sosteneva che se i piloti non vogliono gareggiare con la pioggia avrebbero dovuto dedicarsi a un'altra professione.

In più non so se ricordate, ai tempi dei "nuovi team" era uscita fuori la storia dei "doppiati che intralciano" e che a Montecarlo dovrebbero essere depennati. Negli anni '80 venivano effettivamente depennati, con solo venti vetture che andavano in griglia invece delle solite ventisei. Quindi il gran premio non è nemmeno iniziato per una serie di illustri individui: le Arrows di Marc Surer e Thierry Boutsen, le RAM di Philippe Alliot (a proposito di doppiati che intralciano) e Jonathan Palmer, la Spirit di Mauro Baldi (che ha fatto un piccolo intervento in telecronaca), l'Alfa Romeo di Eddie Cheever e la Tyrrell di Martin Brundle (che sarebbe meraviglioso se fosse stato chiamato a fare un intervento nella telecronaca inglese, ma non credo sia accaduto niente di tutto ciò). Dai sette non qualificati si deduce che i piloti che prendevano parte al mondiale in quel periodo fossero in totale ventisette (e infatti non mi risulta che ci fossero due Spirit).

I piloti che si giocavano il mondiale in quella stagione erano Alain Prost e Niki Lauda, compagni di squadra in McLaren, con Lauda che avrebbe vinto il mondiale per mezzo punto di vantaggio. A quel punto della stagione, però, era Prost ad essere in vantaggio in classifica e non solo in classifica, dato che partiva anche dalla pole position, mentre Lauda era relegato in ottava posizione. La gara davanti è partita tranquillamente, con il poleman rimasto in testa davanti alla Lotus di Nigel Mansell e alla Ferrari di René Arnoux. Dietro le cose non sono andate altrettanto bene, una Renault è finita fuori pista e l'altra Renault le è cozzata addosso. Ciò ha portato a un breve ingorgo e al ritiro di entrambi i piloti del team francese, Derek Warwick e Patrick Tambay. Era fuori anche la Ligier di Andrea De Cesaris, pilota specializzato in gare piuttosto traumatiche, nonché un giro più tardi anche la Toleman di Johnny Cecotto.

Fino qui era tutto abbastanza tranquillo, per i piloti di testa, ma le cose sarebbero cambiate anche là davanti. Dopo un testacoda Michele Alboreto, che si trovava in zona punti con la Ferrari, si è ritrovato ultimo, mentre poco dopo Corrado Fabi, pilota della Brabham, è rimasto fermo per problemi tecnici. Prost ha dovuto schivare un commissario che spostava la vettura e Mansell ne ha approfittato per portarsi in testa. Ci è rimasto finché non è finito in testacoda, andando a sbattere più o meno nei frangenti in cui il suo futuro best friend forever Nelson Piquet si ritirava per ragioni analoghe a quelle del ritiro del compagno di squadra Fabi. Ciò faceva risalire Prost di nuovo in testa e Lauda ben lontano da lui in seconda posizione, dopo avere superato alcune vetture tra cui quella di Arnoux già da parecchio tempo.

Nel frattempo due giovani partiti dalle retrovie stavano scrivendo la storia di questo gran premio, uno facendosi notare da tutti e l'altro tenendo indubbiamente un sacchetto di carta in testa per mantenere anonima la propria identità. Si tratta di Ayrton Senna e Stefan Bellof, rispettivamente al volante di una Toleman e di una Tyrrell. Mentre il brasiliano ha superato anche la McLaren di Lauda portandosi in seconda posizione, il tedesco stava risalendo in zona punti dopo essere partito ultimo ed era destinato ad arrivare in zona podio, approfittando del ritiro di Lauda e superando Arnoux. Ora capisco: ha osato superare un pilota della Ferrari, quindi è un traditorehhhh della patriahhhh, per questo merita di essere rimosso.

Nel frattempo si erano ritirati altri due piloti: Manfred Winkelhock, sulla ATS, per un contatto con la Williams di Keke Rosberg, oltre che Riccardo Patrese per un guasto al volante dell'unica Alfa Romeo che si era qualificata per l'evento. Permanevano in pista soltanto nove vetture, a quel punto, e devo ammettere che tutti i piloti presenti guidavano con un certo criterio, dato che nessuno ha fatto altre cose strane o innescato incidenti. Voglio segnalare anche un dettaglio che mi è rimasto impresso, ovvero il fatto che i primi doppiaggi iniziassero relativamente presto. A quel punto della gara c'erano doppiati oltre ad Alboreto, autore di un testacoda nelle fasi iniziali della gara, anche Piercarlo Ghinzani, al volante di un'Osella, nonché Jacques Laffite sulla Williams... e considerato che la gara è stata interrotta quando non è arrivata nemmeno a metà della sua percorrenza originale, non è esattamente una buona media.

Sull'interruzione ci sono varie leggende metropolitane e varie informazioni che ormai si sono perse nel corso del tempo, venendo romanzate o raccontate a seconda di cosa si ricordi chi ne parla. Una di queste leggende metropolitane è che la pioggia non fosse aumentata prima dell'interruzione, il che non è esattamente vero. Inoltre è ben chiaro, al giorno d'oggi, che il direttore di gara Jackie Ickx si è ritrovato al centro di una polemica per avere interrotto la gara, ma le varie fonti riportano due cose diametralmente opposte, ovvero che il problema era che l'avesse interrotta senza necessità, oppure che l'avesse fatta durare troppo rispetto alle istruzioni alle quali doveva attenersi. Quello che è certo è che al momento dell'interruzione Senna e Bellof viaggiavano entrambi like a boss verso la vetta della gara.

La gara è stata sospesa esponendo bandiera rossa abbinata a bandiera a scacchi e pure una bandiera nera(??), con Poltronieri che si lamentava per le procedure seguite a caso e per il fatto che non si capisse cosa stava succedendo. Insomma, questa storia che la direzione gara decide in modo random cosa fare mi ricorderebbe anche qualcosa... se non altro la teoria più trash legata alla bandiera rossa è che si sia deciso di interrompere la gara perché essendo questa destinata a finire in ritardo rispetto all'orario per cui erano stati pagati i diritti televisivi, avrebe provocato problemi con le televisioni. Al giorno d'oggi ho visto bandiere rosse date per spettacolarizzare le gare, quindi quantomeno i livelli di trash contemporanei non mi sembra siano stati raggiunti negli anni '80.

Poi c'è stato il podio, sul quale c'erano il vincitore e il secondo classificato, ma non c'era l'ombra di Bellof. Voci di corridoio (gente che ne dibatteva su un vecchio forum a cui sono arrivata tramite Google) riporta che ai tempi la cerimonia del podio a Montecarlo avveniva in modo random e di solito ci andava solo il vincitore, quindi la cosa sorprendente pare essere la presenza del secondo classificato. Visti i tempi, comunque, non mi stupirebbe se Bellof non avesse saputo di essere arrivato terzo. Quello che è certo è che purtroppo non si è neanche preso il lusso di sbevazzare like a boss, nonostante la gara terminata terzo davanti alla Ferrari di René Arnoux, alla Williams di Keke Rosberg e alla Lotus di Elio De Angelis, che completava la top-6 ed era l'ultimo dei piloti a pieni giri.

In un momento successivo della stagione le Tyrrell sono state trovate sottopeso al termine di un gran premio e il team accusato di avere sempre messo in pista vetture sottopeso, è stato squalificato dall'intera stagione perdendo tutti i risultati ottenuti, quindi anche il glorioso terzo posto di Bellof. Dieci anni fa, quando ho visto la gara la prima volta, non ero al corrente di tutto ciò. Non sapevo nemmeno chi fosse Bellof e per me è stato un colpo di fulmine motoristico istantaneo. Ho scoperto solo mesi più tardi l'amara verità sulla perdita di quel terzo posto... che ovviamente ha fatto risalire sul podio Arnoux e in zona punti Alboreto, quindi è nostro dovere provare soddisfazione perché ci ha guadagnato la Ferrari! Non sono io che faccio le regole, sono scritte da sempre e non possono essere messe in discussione...

A parte gli scherzi, non so se quella vettura a Monaco fosse sottopeso o no (e non lo sapevano nemmeno quelli che hanno deciso di squalificare la Tyrrell da tutto il campionato - non è stato possibile pesare le vetture perché le bilance erano allagate), ma che performance meravigliosa. Ovviamente la breve carriera in Formula 1 di Bellof (sarebbe morto a 1985 inoltrato gareggiando in endurance) non gli ha consentito di potere raggiungere nuovamente la gloria del podio, né di salirci, né di conservare il risultato. Il suo primo punto è arrivato in Portogallo nel 1985, sempre con la Tyrrell, quando si è classificato sesto, mentre il migliore della sua carriera un quarto posto, quindi non troppo lontano dal podio, nel gran premio di Detroit disputato più avanti in quella stagione.

martedì 10 agosto 2021

Commento al Gran Premio d'Ungheria 2021

La pausa estiva è imminente ed è il primo giorno d'agosto all'Hungaroring. Appunto, la pausa estiva è "imminente", ma c'è ancora un evento da svolgersi, prima di quattro settimane di nulla cosmico. Ecco, qualche tempo fa era il primo giorno di agosto all'Hungaroring e il Gangster Rapper si apprestava a partire dalla pole position davanti al Vampiro Famelico, alle Redbull di Verstappino e Checo, al Pokemon, a Trollando, al Predestinatohhhh, all'Oki, al Divino Ferni e a Crazy Frog a completare i primi dieci. Dietro di loro i piloti usciti in Q2 ovvero Dani-Smile, Strollino, Iceman, Pantene nonché Carlito Saint uscito non solo dalla Q2 ma anche di pista. La Q1 aveva visto invece l'uscita di scena del Samurai, seguito da Multi-L, dalla marmotta del Quebec e da Manzotin, mentre il Piccolo Principe in pista non era neanche sceso, avendo danneggiato la vettura in un incidente nelle prove libere di quella mattina.
Prosciuttello Gangster: "Che sorpresa, c'è il mio compagno di squadra accanto a me. Era da tempo che non assistevo a nulla del genere. Vampiro, quanto sangue hai succhiato oggi?"
Vampiro Famelico: "Troppo. Mi sento un po' appesantito. Penso che non appena partirà la gara me ne resterò imbambolato a sbadigliare venendo superato da un bambino piccolo che beve ancora il latte dal biberon."
Il suddetto bambino che beve ancora il latte dal biberon in quel momento doveva essere piuttosto spiazzato: invece di essere nel bel mezzo di una live su Twitch stava prendendo parte a un gran premio, su pista umida che aveva costretto tutti a scendere in pista sulle intermedie, a parte Pantene che era rientrato ai box dopo il giro di formazione per andarle a cambiare.
Trollando: "In realtà no, non sono spiazzato, avrei potuto sopportare tranquillamente tutto questo, se non fossi stato tamponato in modo random."
Il tamponatore random ha fatto un ruggito famelico, ha centrato Trollando e i due si sono ritrovati catapultati addosso a due incolpevoli passanti. Quei due incolpevoli passanti erano a bordo di due Redbull, la gara di Checo è finita lì con Trollando e il Vampiro Famelico, mentre Verstappino è riuscito a proseguire fino ai box, dai quali sarebbe uscito con notevoli danni alla vettura.
Come se non bastasse anche Strollino ne ha approfittato per fare uno strike micidiale, nel quale ha perso addirittura il portafoglio e le carte di credito, che si sono sparse sulla vettura del Predestinatohhhh, già fuori dopo venti secondi di gara, senza avere potuto dimostrare al Vanz di essere superfucsiahhhh. Poi Dani-Smile ha subito danni di minore entità, mentre il Pokemon si è ritrovato nelle retrovie. Il tutto mentre entrava la safety car, ma non era abbastanza, quindi si procedeva a redflaggare la gara e a ripartire con la griglia che si era delineata dopo tutto il caos: il Prosciuttello Gangster, Oki, Crazy Frog, Carlito, il Samurai, la marmotta del Quebec, il Divino Ferni, Multi-L, Iceman e il Piccolo Principe.
Voce fuori campo: "F*CK. THE. WHAT?!?!?!?"
Il problema è che tutta questa gente, però, non è andata sulla griglia. Alla fine del giro di formazione che precedeva il restart tutti hanno deciso che era ormai troppo asciutto per le intermedie e sono andati ai box a passare alle gomme slick, tutti tranne uno, il Prosciuttello, che invece è andato in griglia dalla quale è partito forever alone mentre tutti gli altri partivano dai box.
Britney Bitch: "Io gliel'ho sempre detto che se avesse continuato a pensare alle proprie treccine e agli indumenti da rapper ignorando tutto e tutti sarebbe rimasto completamente da solo."
Prosciuttello Gangster: "E tu cosa vuoi?"
Britney Bitch: "Niente, solo affermare che sono sempre stato profetico, fin dal giorno in cui al Gran Premio degli Stati Uniti 2016 mi sono ubriacato con Oki dopo la gara mentre cantavamo in un locale di karaoke, cosa che fu documentata sui social. In quel momento ho capito che un giorno Oki avrebbe trollato tutti quanti."
Prosciuttello Gangster: "Invece non hai capito che ai tempi aveva solo vent'anni e stavi corrompendo una povera anima innocente?"
Usciti dai box, tutti si sono accodati al Prosciuttello... o meglio, tutti tranne Manzotin, speronato durante un unsafe release di Iceman.
Prosciuttello Gangster: "Sentiremo sicuramente tutti la sua mancanza."
Oki: "Cosa ci fai ancora lì davanti? Vai ai box anche tu a mettere le slick."
È quello che il Prosciuttello Gangster ha fatto, ritrovandosi quindi ultimo, anche dietro a Verstappino che sulla sua vettura malmessa stava inseguendo il Piccolo Principe nel tentativo disperato di entrare in top-ten. Il Piccolo Principe doveva sentirsi sicuramente molto spaesato in quel momento, quindi quando Verstappino più tardi l'ha affiancato si è comportato come se fosse stato un Ilott qualsiasi e ha cercato di resistere al tentativo di sorpasso. Probabilmente con le inquadrature televisive che si è aggiudicato in gara, la Haas è già rientrata dei danni subiti nell'incidente del sabato mattina.
Piccolo Principe: "Ma io ne sono ancora triggerato, perché Guntahhhh Steinahhhh mi ha minacciato di mandarmi a zappare i campi insieme a Gutierrez."
Verstappino: "Che tristezza doversi ritrovare a zappare i campi..."
Piccolo Principe: "Naaaahhhh, intendevo zappare in compagnia di Gutierrez. Mi avesse mandato a svolgere la professione di agricoltore nella fattoria di Crazy Frog, sarei stato molto soddisfatto."
A proposito di Crazy Frog, si ritrovava secondo alle spalle dell'Oki mentre terzo c'era un soggetto più lento di loro che, ruggendo come una marmotta assassina del Quebec, si teneva dietro Carlito e tutti gli altri. Quel tale era nientemeno che la marmotta del Quebec, appunto, il quale si stava riprendendo like a boss dopo essere stato insultato in una live di Ticktum, pilota della junior academy Williams, che ha cantato addirittura una canzoncina contro di lui come un bulletto delle medie.
Marmotta del Quebec: "Ero indeciso se andare a tirargli un calcio nelle pa**e ruggendo come noi marmotte canadesi sappiamo fare o se dimostrargli che sono più figo di lui andando a punti mentre lui verrà appiedato in modo random e ho optato per la seconda soluzione. Perfino la nonna di Multi-L sarebbe fiera di me e inizierebbe a tifarmi al posto del nipote."
Crazy Frog: "Non ti allargare troppo, la nonna di Multi-L tifa solo me."
Marmotta del Quebec: "Cra, cra, cra."
Crazy Frog: "Cosa credi di trollarmi facendo la rana? Ormai sono l'unico pilota al quale è concesso ufficialmente di guidare con una rana nel taschino della tuta."
Oki: "Io non ci credo che sei tu a guidare, secondo me è la rana, altrimenti saresti già finito in testacoda da un po'."
Crazy Frog: "Cra, cra, cra."
Oki: "Io sono figo e tu no."
Crazy Frog: "Secondo me faresti meglio a fare attenzione a quello che dici, perché sono dietro di te e rubarti la baguette che tieni sotto l'ascella e infilartela su per il cu*o è un attimo. Se fossi in te, cercherei di non correre questi rischi."
Oki: "Comunque sono molto più figo di te, non puoi metterlo in dubbio. Io ho sfidato Verstappino e me ne sono pentito."
Crazy Frog: "Anch'io... e anche decine di volte. Sei davvero sicuro di essere così più figo di me?"
Oki: "Guido l'Alpine, che ha i colori della Prost, la scuderia più figa della seconda metà degli anni '90."Crazy Frog: "Okay, questo te lo concedo."
La gara, che nella sua prima parte era stata trashissima (non saprei in che altro modo definire una gara in cui a un certo punto sulla griglia di partenza c'è un solo pilota) nel suo svolgersi successivo si è dimostrata semplicemente una gara da outsider che potevano ottenere risultati positivi a caso. Comunque onore alla marmotta del Quebec, che finché non sono iniziati i giri di pitstop ha mantenuto imperterrito la sua terza posizione.
Nel frattempo gli Hamilstappen si sono fermati prima di chiunque altro e ciò ha scatenato reazioni a catena. Avrebbero comunque entrambi effettuato due soste, e la seconda sosta del Gangster Rapper è probabilmente ciò che gli ha impedito di vincere il gran premio.
Oki è stato in testa per tutto il tempo, sempre con Crazy Frog negli scarichi e rischiando anche di subire un undercut dal pilota dell'Aston Force, ma tutto è andato per il meglio e ha mantenuto la preziosissima prima piazza, probabilmente sorridendo a Checo che lo guardava dai box.
Crazy Frog: "Perocon vibes."
Oki: "Si può sapere che cosa vuoi?! Lasciami un po' di respiro. E smettila subito di cercare di portarmi via la baguette."
Il Prosciuttello Gangster, nel frattempo, dopo la seconda sosta era rallentato nella sua rimonta da Carlito e dal Divino Ferni, che gli stavano davanti. Alcuni tifosi del Prosciuttello si sono lamentati di questo "hate crime" parlando di quanto il mondo è ingiusto.
Prosciuttello Gangster: "Bisk8!!111!!11!!!"
Si è lanciato ruggendo a sua volta come una marmotta assassina del Quebec all'inseguimento degli spagnolihhhh kattivihhhh e ha attaccato il Divino Ferni, che si è difeso per una decina di giri un po' come se ci fosse in palio l'attribuzione del titolo di Sommo Imperatore Martire di Faenza, Enstone, Woking, Enstone, Maranello, Woking ed Enstone, passando per Le Mans e Indianapolis.
Prosciuttello Gangster: "Non avevo mai visto qualcuno difendere così tanto una quarta piazza stando al volante di una vettura francese. Tu sì, invece, immagino..."
Divino Ferni: "Non avresti dovuto pronunciare questa affermazione. Adesso stai dietrohhhh!!11!!11!!!"
Quando il Prosciuttello ha superato finalmente il Divino Ferni, gli Okettel erano ormai scappati a gambe levate, rimaneva soltanto il fanboy alla portata del Prosciuttello Gangster e infatti l'ha superato stando in bilico su due ruote, per poi inanellare una serie di fucsiahhhh giusto per far capire agli Okettel che stavolta era andata bene a entrambi ma che non intendeva lasciare credere a della gente come loro di potere ambire alle posizioni di spessore.
Crazy Frog: "Comunque sono arrivato secondo, non ho fatto niente di scandaloso, sono arrivato nella stessa posizione decine e decine di volte. Ora che l'ho fatto di nuovo mi sento molto leggero."
Prosciuttello Gangster: "hai provato a controllare cos'hai nel serbatoio?"
Crazy Frog: "No, ma temo che ci guarderanno dentro i commissari e allora sarà la fine."
Prosciuttello Gangster: "Approfittane per salire sul podio e sbevazzare like a boss, è l'unica soddisfazione che ti porterai a casa questo fine settimana."
Sul podio, dove svettava Oki sul gradino più alto, Crazy Frog ha baciato il trofeo della seconda piazza, seconda piazza destinata ad essergli sottratta per consumo eccessivo di carburante. Quindi ha baciato il trofeo che poi il Prosciuttello si è portato a casa... quante Vettelton vibes.
La prima parte della stagione è terminata così, con Oki che cavalcava unicorni e con Crazy Frog che ugualmente aveva a che fare con un unicorno, che nello specifico stava cercando di convincerlo con la forza che quello che aveva in testa non era un corno, ma una supposta, con entrambe le Williams a punti dopo una vita e Multi-L finalmente a punti ma dietro alla marmotta del Quebec. Purtroppo non è andata altrettanto bene al Piccolo Principe, che non ha chiuso a punti, ma comunque è arrivato penultimo, precedendo Pantene penalizzato a inizio gara per eccesso di velocità nella pitlane.

RISULTATO: 1. Esteban Ocon (Alpine), 2. Lewis Hamilton (Mercedes), 3. Carlos Sainz (Ferrari), 4. Fernando Alonso (Alpine), 5. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 6. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 7. Nicholas Latifi (Williams), 8. George Russell (Williams), 9. Max Verstappen (Redbull), 10. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 11. Daniel Ricciardo (McLaren), 12. Mick Schumacher (Haas), 13. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), Rit. Nikita Mazepin (Haas), Rit. Valtteri Bottas (Mercedes), Rit. Sergio Perez (Redbull), Rit. Lando Norris (McLaren), Rit. Charles Leclerc (Ferrari), Rit. Lance Stroll (Aston Martin), Dsq. Sebastian Vettel (Aston Martin).

lunedì 9 agosto 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Nashville

Immaginate che sia una domenica sera tranquilla e che il campionato di Indycar sia tornato a trovarci dopo un mese di assenza, con un gran premio che è una novità assoluta: siamo a Nashville in Tennessee per il Music City Grand Prix, destinato ad essere definito dagli addetti al lavori statunitensi come la versione americana del Gran Premio di Montecarlo. Obiettivamente parlando mi sembra che ci siano numerose differenze tra le due cose, ma mi soffermerò solo su una, la più fondamentale: a Montecarlo ci sono le gru che, in caso di incidente, liberano la pista in un tempo stimabile intorno a mezzo minuto. Nashville è una cosa un po' diversa: ogni tanto tra una safety car e l'altra si è gareggiato per mezzo minuto.

Le persone di buon senso che l'indomani sarebbero rientrate al lavoro dopo una settimana di ferie, verosimilmente, avrebbero avuto l'accortezza di non seguire dall'Europa una gara trashissima iniziata alle 23.45 e proseguita fino circa alle due e mezza di notte, ma io non sono una di quelle persone di buon senso. Quindi una parte della gara l'ho vista su uno streaming non ufficiale su Youtube strutturato come livetiming a schermo quasi intero e gara nel riquadrino, commentata in spagnolo dal titolare del canale. Non so se esista ancora quel canale, ma intorno a metà gara non esisteva più quello streaming. Dopo l'ho seguita tramite livetiming e social, vedendo update e video degli incidenti che venivano riproposti su Twitter. Di fatto oserei dire che ciò che non ho visto sono stati i giri dietro la safety car nella seconda parte di gara.

Facciamo un passo indietro a quando Herta ha ottenuto la pole position con un giro magistrale, venendo tacciato da tutto e da tutti di essere il futuro vincitore dell'evento. Nell'innocenza dei suoi 21(?) anni il piccolo Herta ha commesso un errore madornale: non si è grattato a sufficienza, quindi ne ha poi pagato le conseguenze. Ma a questo ci arriveremo tra molto tempo, passiamo a elencare il resto della top-5 in griglia, ovvero Dixon, Rossi, Rosenqvist e Grosjean, con quest'ultimo che ha preso la quarta piazza non appena la gara è partita... gara che è stata immediatamente neutralizzata dall'ingresso della safety car quando nelle retrovie Kellett è finito in testacoda. Quando la safety car si è levata di mezzo, poi, è avvenuto l'episodio clou dell'evento.

Ericsson ha visto il posteriore di Bourdais e ha pensato che fosse un trampolino di lancio. O meglio, probabilmente Ericsson non ha visto il posteriore di Bourdais davanti a sé e vi è cozzato addosso, decollando e mettendo fine alla gara di Bourdais. Incredibilmente quando è atterrato non ha messo fine alla propria, è rientrato ai box, ha scontato una penalità, ha attraversato altre peripezie e nonostante tutto era in gara. Nel frattempo ne capitavano di tutti i colori: al restart è entrata nuovamente la safety car perché c'era McLaughlin in testacoda dopo un contatto, poi una volta che è stata data bandiera verde a centro gruppo Power ha speronato Pagenaud, che si è girato, con varie vetture finite coinvolte in un ingorgo che è costato l'esposizione della bandiera rossa durante la quale i meccanici di Johnson hanno lavorato sulla sua macchina provocandone la squalifica.

Tra i vari piloti coinvolti nel mega-incidente c'erano anche Sato e Veekay che hanno ripreso la gara al momento del restart, Sato venendo costretto al ritiro ai box dopo un po', Veekay passando molto tempo ai box e poi fermandosi lungo la pista dopo esservi rientrato... guess what, è entrata nuovamente la safety car. In questi frangenti varie vetture sono rientrate ai box mentre la safety car in pista andava ai due all'ora, tanto che Herta per poco non è uscito in testa. In testa, però, c'era Ericsson su una diversa finestra di pitstop... sì, lo stesso Ericsson che aveva crashato like a boss nelle prime fasi di gara. Al restart Herta ha superato un paio di vetture e si è portato secondo, mentre attendevamo con pazienza che entrasse la safety car successiva, certi che sarebbe arrivata. L'artefice del suo ingresso è stato Power, che dopo avere speronato il suo compagno di squadra Pagenaud prima, adesso ha speronato l'altro suo compagno di squadra McLaughlin. Anche Kellett si è ritrovato coinvolto nell'incidente.

Eravamo solo a metà della gara quindi potevano succedere ancora tante cose e infatti ci hann pensato anche O'Ward e Rossi a fare confusione, con un nuovo ulteriore ingresso della safety car. È andata meglio più tardi quando si sono toccati Grosjean e Pagenaud, i due costretti a rientrare ai box ma apparentemente niente danni troppo elevati per il proseguimento della gara. Grosjean era anche stato in testa a un certo punto ed era su una strategia diversa dagli altri, ma non sapremo mai dove sarebbe arrivato se non ci fosse stato il suo contatto con il connazionale. Comunque se la passava decisamente peggio Ware, compagno di squadra di Grosjean, blackflaggato verso la fine della gara per essere troppo lento, cosa che ricordo essere successa per l'ultima volta molto tempo fa, penso quando la De Silvestro e Alesi parteciparono alla Indy 500 su vetture con i "meravigliosi" motori Lotus.

A quel punto era tutto a posto, stavamo viaggiando verso la fine della gara e Herta, secondo, stava viaggiando verso un potenziale vittoria, perché Ericsson che era in testa veniva avvertito di dovere risparmiare carburante. E invece Herta ha viaggiato verso un muro a cinque giri dalla fine, provocando mi piacerebbe dire l'ingresso della safety car, invece no, è stata redflaggata la gara per questioni sceniche ed è meglio non dire cosa ne penso di tutto ciò, perché non sarebbero cose molto gradevoli. Poi c'è stato il restart, quando da noi era ormai notte inoltrata (non che prima non lo fosse) e nonostante la poca benzina, Ericsson ha tagliato il traguardo davanti a tutti, in una gara che era iniziata volando. Qualcuno ha detto che in Formula 1 un pilota che aveva avuto un simile incidente non sarebbe riuscito a vincere la gara, ma sinceramente credo che non sarebbe riuscito nemmeno a ripartire.

Risultato: 1. Marcus Ericsson (Ganassi), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. James Hinchcliffe (Andretti), 4. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 5. Graham Rahal (Rahal), 6. Ed Jones (Coyne), 7. Alex Palou (Ganassi), 8. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 9. Helio Castroneves (Shank), 10. Josef Newgarden (Penske), 11. Santino Ferrucci (Rahal), 12. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 13. Conor Daly (Carpenter), 14. Will Power (Penske), 15. Jack Harvey (Shank), 16. Romain Grosjean (Coyne), 17. Alexander Rossi (Andretti), 18. Max Chilton (Carlin), 19. Colton Herta (Andretti), 20. Cody Ware (Coyne), 21. Simon Pagenaud (Penske), 22. Scott McLaughlin (Penske), 23. Dalton Kellett (Foyt), 24. Rinus Veekay (Carpenter), 25. Takuma Sato (Rahal), 26. Jimmie Johnson (Ganassi), 27. Sebastien Bourdais (Foyt).

domenica 8 agosto 2021

Il Delirio dell'Arcobaleno: blog novel - Puntata n.5

Istanbul Park - andiamo avanti con la quinta puntata, ambientata ai tempi del GP di Turchia, un doppio evento nei cui dintorni abbiamo la possibilità di conoscere meglio vari piloti della Golden League.
Ringraziando chi mi ha seguita finora e chi continuerà a seguirmi nei prossimi episodi, chiudo così questa settimana, in attesa di parlare di veri eventi motoristici. Per quanto riguarda DDA, buona lettura. *-*

venerdì 6 agosto 2021

Il Delirio dell'Arcobaleno: blog novel - Puntata n.4

Jerez de la Frontera - il Gran Premio di Spagna è il doppio evento che apre la stagione e sono molti i piloti che lo vivono con poca serenità: per Dalia e per Karl la Golden League è la riapertura di vecchie ferite, mentre Irina deve affrontare la realtà dei suoi risultati scadenti, per alcuni debuttanti le cose non vanno come speravano, mentre dal "basso" del team di fondo classifica per il quale gareggia, Anders sembra invece soddisfatto, anche nelle difficoltà a cui inevitabilmente tutta la squadra deve andare incontro...

Buona lettura. *-*

giovedì 5 agosto 2021

Cosa rappresenta Valentino Rossi, per chi non tifa Valentino Rossi

Ricordo una domenica verso la fine degli anni '90. Eravamo a casa dei miei nonni e c'era una gara di motociclismo in TV. Non saprei dire con esattezza che anno fosse, nemmeno per certo se fosse 125 o 250. Quello che è certo è che mi accorsi che c'era un interesse a mio avviso esagerato nei confronti di un solo pilota. Quel pilota era Valentino Rossi, di cui mio nonno stava già diventando un fanboy.
Tifare per partito preso, quasi per imposizione, non era cosa per me, già da allora non mi sentivo in dovere di adeguarmi a un tifo imposto dall'alto, qualcosa che mi ha portata, in età più matura, a staccarmi molto dal concetto classico di tifo. Quindi oserei dire che sia stata forse quell'esaltazione di un solo pilota che, nel mio caso, invece di farmi provare interesse per il suo sport, mi ha portata inizialmente a disinteressarmene totalmente, nonostante fossi invece un'appassionata di automobilismo.
Per molti anni Valentino Rossi ha rappresentato questo per me: un'imposizione alla quale ribellarmi, al punto da sperare che il suo passaggio in Formila 1 non si concretizzare, per evitate che quel tipo di tifo travolgesse uno sport che invece amavo tanto. Ad oggi penso sia un peccato che non sia andato in Formula 1: da quello che emerge dai suoi test chissà, magari poteva essere un pilota di livello discreto, in un team di metà classifica.

Non mi piaceva il modo in cui perfino non appassionati di motori dicevano che se non lo tifavo allora non ero una vera italiana, o cose del genere. Pensavo non mi piacesse Valentino Rossi, quando poi ho realizzato che ai tempi semplicemente mi era indifferente e ciò che non mi piaceva era la glorificazione fine a se stessa, specie considerato che gli altri piloti italiani e i team italiani non godevano di alcuna considerazione, nella maggior parte dei casi.
Quando ho iniziato, negli anni seguenti, a maturare qualche genere di interesse vero per il motomondiale, a seguire le gare che mio nonno vedeva in TV o anche a guardarne qualcuna per conto mio quando mio nonno non c'era più, per ironia della sorte sono diventata quella che, secondo i role model del tifo motoristico, avrei dovuto essere guardando la Formula 1. Simpatizzo per la Ducati, che peraltro è il team della mia città, chiunque la guidi, sperando possa avere buoni risultati. E da questo punto di vista Rossi non è stato esattamente il ducatista dai risultati migliori, ma è in buona compagnia di molti altri.
Al giorno d'oggi non ho un interesse particolare per quello che fa Valentino Rossi in pista. Non lo elogio come certi fanboy di vecchia data, né lo scredito come hanno iniziato a fare anche certi suoi fanboy una volta che ha smesso di vincere. Ne ho visti pochi di piloti rimanere così a lungo se erano così in difficoltà, ma ne ho visti anche tanti altri insultati gratuitamente per il loro insuccesso. Ecco, dentro di me ho scelto di ribellarmi anche a questo.

Alla luce di quanto detto sopra, si potrebbe pensare a una mia indifferenza nei confronti del ritiro di Valentino Rossi, previsto per fine stagione e annunciato qualcosa come tre quarti d'ora fa. No, non mi è indifferente (al punto tale che questo post lo trovate taggato "Valentino Rossi" ed è il primo pilota di motociclismo che si guadagna un label su questo blog), perché pur non essendo mai stata una sua tifosa, si tratta comunque di uno sportivo che di fatto, è finito a rappresentare qualcosa per me.
Non è tanto il fatto che quando ero ancora una bambina ai pranzi a casa dai nonni seguivamo le sue imprese o il fatto che mio nonno fosse un suo fanboy al punto che non era "oggi c'è il motomondiale" ma "oggi corre Valentino". È che adesso di anni ne ho trentatré, quindi quel periodo ormai è lontano da parecchio tempo.
Ne ricordo di sportivi che hanno rappresentato tanto e che hanno ricevuto grande apprezzamento, ma nessuno di loro è stato sulla bocca di tutti, da sportivo attivo, per venticinque anni, salendo sulla cresta onda ancora minorenne e restando al centro della scena, a modo suo, fino a ben oltre quarant'anni. Questo è Valentino Rossi: uno che, al di là di tutto, non ha rappresentato un'epoca, ma un quarto di secolo.