giovedì 7 settembre 2023

Stagione 1961 - parte 2/3 (FRA/ GBR/ GER): dalla vittoria all'esordio di Baghetti all'ultima vittoria di Moss

Qualche giorno fa vi ho raccontato l'inizio del mondiale 1961: Stirling Moss, pilota della Lotus, vincitore del gran premio inaugurale a Montecarlo, poi due vittorie della Ferrari in Olanda e Belgio con Wolfgang Von Trips e Phil Hill. Il campionato è proseguito poi in Francia (di cui ho trovato una sintesi su Youtube di circa una ventina di minuti, seppure oltre la metà dedicati a narrare il "contorno" più che la gara stessa), a Reims, con il quarto appuntamento della stagione che si è svolto il 2 luglio e ha visto una griglia con ventisei vetture, le prime tre, tutte rosse. C'era in pole Phil Hill davanti Von Trips e al loro compagno di squadra Richie Ginther. Moss era quarto, alle sue spalle Jim Clark su Lotus e Graham Hill su BRM. Tutto lasciava pensare che il tentativo di Moss di andare a risalire in vetta come a inizio stagione fosse tutt'altro che facile: e infatti eccolo accodarsi alle tre Ferrari ufficiali di P.Hill, Von Trips e Ginther. Sarebbe andata peggio: avrebbe avuto un problema tecnico che l'avrebbe costretto a due soste ai box e a perdere innumerevoli giri.
Von Trips nel frattempo è passato in testa, ma è stato costretto al ritiro per un guasto al motore. Phil Hill più avanti è finito in testacoda ed è stato colpito dalla Lotus di Moss, poi costretto al ritiro. Hill è riuscito a ripartire, perdendo nel frattempo un giro e lasciando Ginther in testa alla gara... ma non per molto: sarà a sua volta costretto al ritiro per un problema tecnico.
A questo punto della gara a leaderare era l'esordiente Giancarlo Baghetti, a bordo di una Ferrari non ufficiale, inseguita dalle Porsche di Joakim Bonnier e Dan Gurney, con i tre che si sono dati battaglia fino alla fine... Baghetti e Gurney, almeno, dato che Bonnier si è ritirato per un guasto al motore a due giri dalla conclusione. Il giro finale è stato una volata incredibile, con Gurney che ha tentato il sorpasso, per poi perdere di nuovo la leadership a vantaggio di Baghetti, sul traguardo con un decimo di gap, mentre dal terzo posto in poi - le Lotus di Jim Clark e Innes Ireland, la Cooper di Bruce McLaren, la BRM di Graham Hill, solo per citare la zona punti - erano tutti lontanissimi.
Per Baghetti, che era partito dodicesimo, era l'esordio assoluto in un gran premio ufficiale ed è tuttora l'unico pilota ad avere vinto un gran premio all'esordio. Nel corso del 1961 avrebbe disputato soltanto altri due gran premi ufficiali, Gran Bretagna e Italia, collezionando però due ritiri. Quella di Reims sarebbe rimasta la sua unica vittoria in Formula 1.

GP GRAN BRETAGNA - l'evento si è svolto di sabato sul circuito di Aintree, durante la gara c'è stata pioggia si fa fatica a trovare informazioni dettagliate sui fatti di quel 15 luglio 1961. Quello che è appurato è la presenza di ben trenta vetture al via e di Phil Hill e Ginther 1/2 in griglia, con Von Trips relegato dietro a Bonnier. (*)
Non è stato comunque un grosso intoppo, dal momento che è passato in testa dopo pochi giri, rimanendovi e involandosi verso la vittoria, la sua seconda in Formula 1. Moss ha occupato a lungo la seconda posizione, ma è stato costretto al ritiro. Tornando in pista sulla vettura di Jack Fairman ha concluso nelle retrovie ma è stato squalificato per push start.
Nel frattempo, seppure ben distanti da Von Trips, chiudevano secondo e terzo P.Hill e Ginther: si tratta dell'ultima tripletta Ferrari della storia della Formula 1 - non è vastato comunque a Hill per conservare il primato in classifica, scendendo alle spalle di Von Trips nel mondiale piloti.
Scivolato nelle posiziono retrostanti, Bonnier terminava la gara in quinta piazza, approfittando anche del ritiro di Clark, tra le Cooper di Jack Brabham e Roy Salvadori, le ultime vetture a pieni giri a completare la zona punti.

GP GERMANIA - il 6 agosto, con ventisei vetture in griglia al Nurburgring, Phil Hill era in pole position, stavolta seguito da Brabham e Moss, che hanno avuto lo spunto migliore alla partenza. Il breve highlight con telecronaca non chiarisce cosa sia accaduto a Brabham, ma il risultato lo dà come ritirato per incidente nel corso del primo giro.
Moss era in testa seguito da P.Hill, staccandolo poi progressivamente e andando a prendersi la vittoria, la sedicesima della sua carriera (che si sarebbe rivelata l'ultima), mentre i due compagni di squadra Hill e Von Trips lottavano per il secondo posto. È stato il tedesco a spuntarla, andando ad allungare in classifica nei confronti dell'americano, quattro lunghezze a dividerli con due soli gran premi da disputare, Italia e Stati Uniti che vi racconterò nel prossimo post a tematica 1961.
Clark ha concluso la gara al quarto posto con le Cooper di John Surtees e Bruce McLaren a completare la zona punti, quest'ultimo approfittando verso fine gara del ritiro per incidente della quarta Ferrari, guidata da Willy Mairesse a quel punto in sesta posizione. Ginther, sulla terza Rossa ha chiuso invece ottavo alle spalle di Gurney.



(*): EDIT 25/10/2025 - facendo una ricerca sulle "tied pole position", ispirata dalla lettura di un post su quelle famose qualifiche di Jerez, è saltato fuori che ad Aintree nel 1961 i primi quattro - seppure con tempi arrotondati al decimo di secondo - hanno fatto lo stesso tempo in qualifica!






mercoledì 6 settembre 2023

Scontro leclerchini vs sainzini: perché ha ampiamente rotto le palle

Carissimi miei tre lettori che speravano in un post di Formula 1 vintage o in qualche resoconto di campionati minori, sono spiacente di deludervi, ma stasera non parlerò né di Formula 1 vintage né di campionati minori: motivo, sta capitando qualcosa di assolutamente delirante nel Formula 1 Twitter e mi sento in dovere di commentare la cosa, dato che da molti anni mi ripropongo di parlare di cosa succede nel fanbase quando il suddetto fanbase arriva a livelli di fanatismo e follia che vanno oltre ogni regola di buonsenso. Quello che non potevo immaginare ai vecchi tempi è che si andasse così tanto oltre ogni regola di buonsenso.

Ormai da tempo immemore una gran parte del fanbase della Formula 1 in generale e soprattutto della Ferrari sta prendendo una direzione alquanto trash. Da mesi e mesi ci sono polemiche tra leclerchini e sainzini, con cadenza settimanale se non giornaliera, anche indipendentemente dal fatto che si sia disputato un gran premio di recente o che Charles Leclerc e/o Carlos Sainz siano stati protagonisti di alcun genere di polemica.
È una cosa molto trash, alimentata dal fatto che, chissà come, negli ultimi anni su Twitter proprio i soggetti più scalmanati e pronti a insultare o a sbeffeggiare piloti, tifosi o qualunque persona gli capiti a tiro hanno numeri di follower, like e view che rasentano le migliaia. Per intenderci, un tempo gente di questo tipo avrebbe ricevuto non più di cinque o sei risposte su Answers Yahoo, almeno la metà delle quali gli avrebbero suggerito di trovarsi un hobby più sensato.
Eppure niente, non importa quanto sembri che la polemica tra leclerchini e sainzini abbia raggiunto livelli insuperabili, succederà sempre qualcosa di peggio. Vi dico solo che, pur non seguendo account di fanboy né dell'uno né dell'altro dalla mattina al tardo pomeriggio inoltrato, se entravo su Twitter, in bacheca come suggeriti mi trovavo gente che delirava a proposito di autografi in quantità superiore firmati dal proprio idolo in confronto al compagno di squadra, di grado di attaccamento al team, di like messi sui social da parenti di piloti a tweet offensivi, di like messi da piloti a tweet offensivi, di presunta lotta per il titolo impossibile a causa dei piloti e non so di cos'altro.
In sintesi, è una roba assurda che a mio vedere ha poco senso di esistere, perché lungi da me affermare che i piloti siano dei santihhhh subitohhhh e che non abbiano mai fatto nulla di sbagliato, ma sinceramente non penso che questa schiera di fanboy, incapace di rapportarsi in maniera civile con chiunque non faccia parte della loro bolgia di bimbiminchia dediti all'insulto compulsivo, sia in qualche modo nella posizione di potere criticare il comportamento altrui invece di fare un po' di autocritica.

Non so cosa sia cambiato, cosa abbia reso i fanbase - e non solo - un luogo totalmente privo anche delle regole comportamentali di base. Premesso che fino a qualche anno fa i piloti e il loro entourage sarebbero stati molto criticati se avessero pubblicato o condiviso contenuti che al giorno d'oggi sono stati del tutto sdoganati, o in generale qualsiasi cosa non fosse strettamente professionale (per dire, ricordate la vicenda di Lewis Hamilton che si faceva i selfie con le orecchie da coniglio in conferenza stampa? Al giorno d'oggi penso sarebbe considerata una cosa da fighi), non mi sembra che per noi persone comuni le cose siano in qualche modo messe meglio.
Mi viene da pensare che il 2020 sia una linea di spartiacque dalla quale sarà difficile se non impossibile tornare indietro. Se il lockdown ha fatto sì che i social venissero usati totalmente a ruota libera dai piloti e dagli addetti ai lavori, con tanto apprezzamento da parte dei tifosi mi sembra che sia mancato totalmente una sorta di ritorno alle origini.
Non c'è nulla di male nel lasciarsi un po' andare, ma alla fine a stare lontani dalle polemiche sono proprio quei pochi che hanno profili social fin troppo PR-friendly. L'impressione è che si sia perso progressivamente il senso della misura e che non ci sia mezzo di tornare indietro.
Ciò va di pari passo con il fatto che i piloti talvolta mettano like a post di utenti comuni - tendenzialmente proprio quelli che hanno maggiori possibilità di finire in timeline - contribuendo indirettamente a trasformarli in pazzi esaltati ai limiti dello stalking.

Questi soggetti, dall'alto della loro popolarità, spesso finiscono per offrire una bassezza devastante, come le fan war tipo quella attuale. Perché va bene, il duello negli ultimi giri, i sainzini che sostengono che Sainz aveva il diritto di mantenere la posizione sbandierando ai quattro venti il maggior numero di punti in classifica, i leclerchini che sostengono che Leclerc è più veloce quindi i risultati devono essergli ceduti di default... che poi, sostengono, si limitassero a sostenerlo senza insultarsi a vicenda o insultare chiunque provi a dire qualcosa di sensato e pertinente, sarebbe anche accettabile. Invece no.
E poi, comunque, il duello degli ultimi giri a Monza spiega l'escalation, ma non il fatto che certi atteggiamenti e certi scontri tra tifoserie stiano perdurando da mesi e mesi: sembra di essere tornati i livelli dei bimbiminchia Orange Army contro gli svitati Cult LH, solo che ai tempi - non che sia una scusante per rendere invivibile il Formula 1 Twitter - si parlava di incidenti tra championship contenders, qui non ci sono nemmeno stati incidenti (e spesso neanche gare, nei momenti di maggiore polemica).
Non me lo spiego. Non mi spiego come facciano questi a vivere per il loro idolo al punto tale da volere vedere annientato tutto il resto, siano essi piloti, squadre o tifoserie. La filosofia propagata e diffusa negli ultimi anni secondo cui i tifosi devono essere considerati e considerarsi una parte dello spettacolo non sta dando affatto buoni frutti. Bisognerebbe fermarsi a riflettere. O quantomeno fermarsi prima di scrivere insulti e chiedersi: "posso esprimere lo stesso concetto in termini civili, invece di puntare allo scontro a tutti i costi?"

martedì 5 settembre 2023

La sicurezza non è noia // GP Italia 2000

Parlando di Monza, credo sia doveroso ricordare il drammatico evento della stagione 2000, disputato il 10 settembre (peraltro anniversario della morte di Wolfgang Von Trips nel 1961 e dell'incidente di Ronnie Peterson, poi deceduto l'indomani, nel 1978), ultimo evento della stagione europea. Le Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello scattavano dalla prima fila, tutto lasciava pensare a una grande occasione per la Rossa e nulla lasciava intuire che il risultato sportivo non sarebbe stato il principale argomento destinato a essere ricordato in quel fine settimana. Le McLaren seguivano in griglia terza e quinta con Mika Hakkinen e David Coulthard, in mezzo a loro la B.A.R. di Jacques Villeneuve, a seguire sesta e ottava le Jordan di Jarno Trulli e Heinz-Harald Frentzen, con un mezzo la Williams di Ralf Schumacher. C'era poi Giancarlo Fisichella sulla Benetton e decimo Pedro De La Rosa su Arrows, che pare essere rimasto quasi piantato alla partenza.
Diverse posizioni più indietro si è visto un botto e una Jaguar incidentata andare a fermarsi in via di fuga. Era Eddie Irvine, pare protagonista di un incidente con l'ex compagno di squadra Mika Salo, a bordo di una Sauber, proseguito regolarmente dopo la collisione, così come il suo compagno di squadra Pedro Diniz, coinvolto a qualche titolo nel contatto.

Poco dopo le telecamere hanno staccato all'improvviso per tornare davanti, dove Michael Schumacher leaderava davanti a Hakkinen, con sullo sfondo un groviglio incredibile. Sembrerebbe che si fosse aperto un varco tra Barrichello, che aveva fatto una partenza lenta e perso alcune posizioni, e Trulli, tra i quali Frentzen si era infilato.
Non c'era spazio per tutti, le due Jordan sono venute a contatto, una delle due ha colpito anche Barrichello, il quale ha poi cozzato contro Coulthard. Frattanto De La Rosa, che aveva raggiunto il gruppo, ha tamponato un'altra monoposto - la B.A.R. di Ricardo Zonta - e ha spiccato il volo, colpendo anche la Jaguar di Johnny Herbert e mancando per un soffio di atterrare sulla McLaren di Coulthard.
Colpito da una ruota che si era staccata dalla monoposto di Frentzen, il commissario Paolo Gislimberti, che di trovava in una posizione in cui ai tempi non c'erano abbastanza protezioni, è apparso subito in gravissime condizioni e, trasportato in ospedale, è stato dichiarato morto circa un'ora più tardi. I soccorsi erano avvenuti a gara in corso, con dieci giri alle spalle della safety car.

In attesa del restart, Michael Schumacher ha rallentato sensibilmente, con conseguente necessità di frenata da chi lo seguiva. Varie posizioni più indietro Jenson Button non se n'è accorto per tempo e per non colpire nessuno, si è buttato di lato andando a sbattere rischiando di finire contro una postazione dei commissari.
Per il pilota della Williams è stato ritiro poco dopo, mentre la gara proseguiva con M.Schumacher che allungava su Hakkinen. Jacques Villeneuve, sulla B.A.R., è rimasto terzo per qualche giro, fino al ritiro per problemi tecnici. È toccato al suo compagno di squadra Zonta mettersi in mostra e, dopo le prime soste di R.Schumacher e Fisichella, l'abbiamo visto lottare per una provvisoria terza piazza con la Arrows di Jos Verstappen, uscendone vincente dopo un intenso duello.
Se alcuni piloti in lotta per la zona facevano due soste, così non era per i due di testa, che si sono fermati per un solo rifornimento a gara inoltrata, mantenendo le loro posizioni a distanza. Ralf Schumacher ha chiuso terzo, con Fisichella attardato da un problema nella sua seconda sosta e precipitato nelle retrovie.

Verstappen e Zonta hanno portato a casa la quarta e la sesta piazza, risultati decisamente rispettabili, l'uno davanti e l'altro dietro alla Benetton di Alex Wurz. Salo e Diniz hanno chiuso settimo e ottavo, precedendo - mai vistohhhh kuestohhhh - le Minardi di Marc Gené e Gaston Mazzacane. Fisichella ha chiuso solo undicesimo, precedendo la sola Prost giunta al traguardo, quella di Jean Alesi - Nick Heidfeld era stato costretto al ritiro.
Michael Schumacher, Hakkinen e Ralf Schumacher sono saliti sul podio, festeggiando come se non ci fosse un domani. Non sapevano nulla della morte del povero commissario, notizia che hanno appreso ben dopo la fine anche della conferenza stampa. Durante questa, quando è stata menzionata la 41^ vittoria di Schumacher - tante quante ne aveva ottenute Ayrton Senna - arrivata dopo un periodo difficile e critiche della stampa, Michael è scoppiato a piangere così di botto, sorprendendo abbondantemente la metà di mondo che stava assistendo agli eventi. Ancora oggi si formulano teorie a proposito di cosa gli passasse per la testa.

Personalmente preferisco non commentare le emozioni altrui, perché il rischio di dire cose a sproposito è a mio parere fin troppo alto, basti pensare a come questo evento sia stato usato poco tempo fa per additare Max Verstappen che in occasione della sua 41^ non aveva mostrato alcuna emozione, il tutto senza mettervi intorno il benché minimo contesto.
Tutto ciò che posso fare è focalizzarmi su come ci fosse ancora tanto da fare per la sicurezza, perché per quanto i piloti sembrassero relativamente al sicuro, i commissari di percorso erano esposti a rischi che non potevano essere ignorati. Purtroppo una vicenda simile si sarebbe ripetuta soltanto pochi mesi più tardi al GP d'Australia 2001, con la morte di un altro commissario.
Fortunatamente in seguito episodi di questo tipo non si sono più ripetuti - un commissario è morto lavorando sul circuito in Canada nel 2013, ma durante la movimentazione di una monoposto con una gru al termine del gran premio, non per effetto di un incidente di gara - e speriamo vivamente non si ripetano mai più.

La sicurezza non è noia, nonostante ci sia chi sente il bisogno di crederlo.

lunedì 4 settembre 2023

Formula 1 2023: #14 Gran Premio d'Italia - il commento del lunedì

Carissimi capelli di un certo fanboy di un'ex pilota della Ferrari, che permangono rigogliosi sulla sua testa nonostante sia alla sua terza stagione in Ferrari, permettendogli di emulare il suo Yd0l0 nell'avere guidato la Rossa senza per questo avere problemi di calvizie, sono qui per il consueto Commento al Gran Premio che, come ogni lunedì post-gran premio (o martedì, o mercoledì, o occasionalmente fine settimana successivo), mentre metto insieme queste parole è domenica sera e sto pensando al futuro. Nello specifico, non penso al GP di Singapore, ma al fatto che le mie ferie sono terminate e che a partire da domani (che sarà oggi quando leggerete queste parole) si torna ad avere a che fare con trasportatori tedeschi, clienti messicani e compagnie marittime. Non sarà così terribile, a parte il pensiero che a metà settimana quando avrò la prossima call con la tizia del Messico, non potrò chiederle se segue la Formula 1 e cosa ne pensa del suo connazionale che gareggia per la Redbull! Ma forse, visto il livello ultrà della Checo Nation Viva Mexico sui social, è meglio evitare.
Con questo ci tengo tuttavia a precisare che i fanboy connazionali di Pedro e Ricardo Rodriguez non hanno l'esclusiva quando si tratta di fare i fanboy e dire cose fuori luogo, però dopo commenti e commenti passati a menzionare sainzini, leclerchini, Orange Army, Cult LH, alonsisti e quant'altro, mi sembrava giusto ricordare anche della loro esistenza. Non che in questo periodo si facciano sentire molto, sono ormai trascorsi mesi da quando tacciavano il loro idolohhhh di essere il miglior non campione del mondo di sempre e Stirling Moss who, ma è doveroso non dimenticare la caciara che facevano.
Voce fuori campo: "Forse sarebbe meglio inserire la cronaca pubblicata su F1 Grand Chelem e poi passare oltre, con il commento del lunedì scritto quando non è ancora lunedì, ma per essere pubblicato nella giornata di lunedì."
Autrice(C): "Ritengo estremamente sensata questa considerazione, quindi propongo immediatamente quanto pubblicato sul forum nel pomeriggio di domenica e poi procedo inventandomi qualcosa di trash per proseguire la mia narrazione dei fatti. E dei misfatti."

CRONACA PER IL FORUM - A Monza si svolge il 14° evento della stagione, con la Ferrari che, diversamente da Zandvoort, sembra potere competere per posizioni di qualche rilievo. Sabato Carlos Sainz ottiene la pole position mentre Charles Leclerc strappa il terzo tempo alle spalle di Max Verstappen, mentre Checo Perez ancora una volta non sembra brillare, quinto alle spalle di un ottimo George Russell.
La gara, prevista per le 15.00, prevede 53 giri, con i piloti che scendono quasi tutti in pista con gomme medium. Solo tre piloti scelgono invece le hard, uno di questi è Lewis Hamilton. Questa è la griglia di partenza:

Sainz - Verstappen
Leclerc - Russell
Perez - Albon
Piastri - Hamilton(H)
Norris - Alonso
Tsunoda - Lawson
Hulkenberg - Bottas(H)
Sargeant - Zhou
Gasly - Ocon
Magnussen(H) - Stroll

Nel giro di formazione l'Alpha Tauri di Yuki Tsunoda rimane ferma per un guasto al motore. Le vetture si riallineano sulla griglia, ma subito dopo le luci gialle dell'aborted start si accendono quelli verdi del nuovo formation lap, nonostante la rimozione della monoposto vada piuttosto per le lunghe. Viene in seguito segnalato che il terzo(!) giro di formazione è fissato per le 15.20. Per effetto dei due giri di formazione extra, i giri di gara vengono ridotti a 51.
La gara inizia con Sainz in testa inseguito da Verstappen e le posizioni che cambiano poco, il gruppo dei primi tre, Sainz/ Verstappen/ Leclerc molto vicino così come poi il duo Russell/ Perez. Verstappen è abbastanza cauto nella prima parte di gara ed è solo al 15° che, dopo precedenti tentativi di difesa da parte di Sainz, riesce a effettuare il sorpasso e diventare leader della gara.
Nello stesso giro Perez riesce a superare Russell. Solo un giro prima, i due erano finiti a tagliare una chicane, con Perez uscito davanti alla Mercedes, che aveva dovuto lasciar passare Russell. Pochi giri più tardi iniziano i pitstop: si fermano al 19° Sainz e Russell, al 20° Verstappen e Leclerc, al 21° Perez. Le posizioni rimangono tali, ma Russell si procaccia cinque secondi di penalità da applicare post-gara per avere spinto fuori pista Esteban Ocon.
Il trio Sainz/ Leclerc/ Perez è molto vicino a questo punto, ma per il momento non cambiano le posizioni, così come non cambieranno quando diversi giri più tardi dovranno tutti superare Hamilton - già superato da Verstappen - che essendo su hard ritarda la sosta, si fermerà ai box al 28° uscendo a tu per tu con l'Aston Martin di Fernando Alonso.
Lo supererà e poi andrà a prendere anche Oscar Piastri, già uscito indenne da un contatto (al 24° giro) con il compagno di squadra Lando Norris. Tra i due ci sarà un contatto al 41° con ala anteriore danneggiata e pitstop per Piastri e cinque secondi di penalità per Hamilton - superati Norris e la Williams di un ottimo Alex Albon, allungherà quanto basta per non perdere posizioni. Piastri sarà in seguito coinvolto in un altro contatto con Logan Sargeant il quale prenderà penalità perdendo una posizione.
Tornando alla lotta per le posizioni del podio, dopo diversi tentativi di difesa di Leclerc, Perez ha superato Charles al 32° e nelle fasi conclusive della gara si avvicina anche a Sainz che aveva frattanto in precedenza allungato. Dopo due tentativi falliti e posizioni cedute causa tagli di chicane, finalmente al 46° riesce a effettuare il sorpasso. Il finale, a sorpresa, è un duello piuttosto scatenato tra i piloti Ferrari per il terzo posto, con tanto di bloccaggi e tagli di chicane, con Sainz che riesce, seppure non troppo facilmente, a mantenere la posizione.

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Sergio Perez (Redbull), 3. Carlos Sainz (Ferrari), 4. Charles Leclerc (Ferrari), 5. George Russell (Mercedes), 6. Lewis Hamilton (Mercedes), 7. Alex Albon (Williams), 8. Lando Norris (McLaren), 9. Fernando Alonso (Aston Martin), 10. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 11. Oscar Piastri (McLaren), 12. Logan Sargeant (Williams), 13. Liam Lawson (Alpha Tauri), 14. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 15. Lance Stroll (Aston Martin), 16. Pierre Gasly (Alpine), 17. Nico Hulkenberg (Haas), 18. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Esteban Ocon (Alpine), Rit. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri).

Le impressioni post-gara: innanzi tutto doppietta prevedibile per la Redbull, Ferrari mai favorita per la vittoria. Per quanto Verstappen a inizio gara si sia risparmiato, rimane comunque apprezzabile il fatto che Sainz abbia lottato per la posizione, invece di arrendersi facilmente per palese superiorità altrui, come è successo invece in altre occasioni con altri piloti.
Ferrari ha sicuramente puntato tutto su Monza, arrivando al GP di casa con motori nuovi (ultimo cambio stagionale senza penalità) con il probabile scopo di impressionare. Ce l'ha fatta bene e per una volta non hanno toppato strategie, toppato pitstop, smarrito ruote, subito undercut o overcut... il tutto in una gara di per sé tiratissima. Il duello finale tra Sainz e Leclerc è stato un azzardo, ma loro sono piloti, li posso capire. Capirei perfettamente, comunque, se Vasseur o chi per lui li prendesse a sberle dopo tutti quei rischi!
Mercedes protagonista più nel caos che nel bene, ma alla fine sono riusciti a fare 5/6, il massimo a cui potevano ambire. Ottima gara di Albon in casa Williams, capace di difendersi bene dalle McLaren e poi di salvare il salvabile superato da Hamilton. Mai inquadrato, ma anche Bottas - uno dei piloti partiti sulle hard - a giudicare dal risultato finale ha portato a casa un risultato molto positivo.
Tra i team in difficoltà a colpire in negativo è sicuramente Alpine, reduce da un terzo posto di Gasly in Olanda, ma relegata nelle ultime posizioni al sabato e nelle retrovie la domenica: Ocon peraltro non arriva nemmeno alla conclusione, costretto al ritiro ai box. Anche Aston Martin è stata in netto calo rispetto a domenica scorsa, tuttavia ha centrato la top-ten almeno con Alonso sia in qualifica sia in gara. // {Milly Sunshine per F1GC forum}

COMMENTO SEMISERIO DEL LUNEDÌ - il gran premio era quello di casa della Ferrari e mi sembra doveroso focalizzarmi in gran parte sulle Rosse, specie considerato che stavolta hanno regalato gioie e momenti al cardiopalma, anche se gioie non per tutti. Per esempio, tutti i santi del calendario saranno ben poco soddisfatti di quanto sia uscito dalle bocche dei tifosi nei giri finali. Ma portiamoci appunto in quegli storici momenti...
CL: "Yaaaaayyyyy, io ho il DRS aperto e tu no!!!!111!!!11!!! Adesso ti supero stando in bilico su due ruote."
CS: "Ho fatto penare Verstappino e poi Checo, secondo te ti faccio passare in due secondi contati?"
CL: "Premesso che sarebbe tuo dovere per preservare la serenità dei fanboy che si fanno le segh-... ehm, volevo dire, che sono emozionati guardandomi in TV, ma vuoi forse paragonarmi a Checo? Sappi che la considero una dichiarazione di guerra."
CS: "Ma voi dai box niente da dire?"
Box Ferrari: "Sì, molte cose. La prima di queste è: andate a cagare."
CL: "Hai visto? Sono perfettamente autorizzato a portarti via il podio."
CS: "Cerca di farlo senza che perdiamo entrambi venticinque anni di vita!"
CL: "Possiamo perderne anche trenta per quanto mi riguarda, l'importante è passare davanti. Ed è inutile che citofoni ai box, tanto qualunque cosa dicano non li staremo a sentire né tu né io."
CS: "Voi dai box, non potreste convincerlo a desistere? Non so, qualcosa tipo: 'stai tranquillo, oppure rapiamo tuo fratello e lo sostituiamo con uno più inconcludente'. Anche se in effetti sarebbe difficile trovarlo."
CL: *ruggito*
CS: "Tutto bene, Charles?"
CL: "No, hai appena chiamato inconcludente Arthur, quindi meriti di essere asfaltato."
CS: "Quindi asfalti il 99% della popolazione mondiale, di solito."
CL: "Come sei kattivohhhh!!!111!!!11!! :-//// Adesso guardami il culo!"
CS: "Mi sembra che tu stia guardando l'erba. Quindi torna in te, che sarebbero capaci di penalizzarci a caso per track limits."
CL: *ruggito*
CS: "Dai calmati, che anche se arrivi quarto Gasly ti vuole bene lo stesso."
CL: "Aaaawwww. Però non mi freghi con queste parole. Adesso vado di nuovo in giro per le chicane nel tentativo di superarti. Sono vicinissimo ormai, al punto che potrei infilarti un peperoncino piccante su per il culo!"
CS: "Ahahahah, davvero non hai capito come mai questo weekend sono così veloce? Non hai capito proprio niente delle gare e dei commenti. E ora vedo la bandiera a scacchi scendere sul tuo tentativo di trollarmi. È finita, e non me ne importa nulla di quello che pensano i predestinaters."
CL: "E alla nonna di Russell non ci pensi?"
CS: "Tanto tifava per Vettel."
CL: "Aaaawwww."
CS: "Ma quale 'aaaawwww', che ha detto che sperava che Verstappino vincesse per la decima volta di fila battendo il suo record! Il tuo best friend forever ci dava per spacciati prima ancora del fine settimana."
CL: "Hai ragione. Ha fatto presto a dimenticarsi di noi poveri sventurati che guidano ancora la Ferrari, una volta che si è salvato da questa terribile sciagura. L'unica cosa che possiamo fare è unire le nostre forze per combattere il nostro triste destino."
CS: "Ah, adesso vuoi unire le nostre forze, invece di fare a sportellate?"
CL: "Certo, la gara è finita, adesso dobbiamo pensare alle cose serie. Stasera, quando verrai accerchiato da dei rapinatori e derubato dell'orologio, cosa che succede a ogni pilota che si rispetti, mentalmente sarò con te."
CS: "Non preoccuparti, li inseguirò senza problemi e li bloccherò. Dopo essere stato derubato della vittoria dei Redbull Bros, non mi farò portare via anche l'orologio!"
Infatti è andata proprio così: i siti di cronaca narrano che sia riuscito lui stesso a sventare il furto e a far bloccare i rapinatori.
Nel frattempo si è fatto davvero lunedì, sono passate da poco le 13.00 e mi appresto a mettere fine a questo commento informandovi che in mensa un mio collega si è lamentato della vittoria di Verstappen perché, testualmente, aveva scommesso sulla vittoria di Sainz. Un altro mio collega ha risposto che la MotoGP è più bella! È stato un attimo, ma mi sono sentita a casa!


domenica 3 settembre 2023

Stagione 1961 - parte 1/3 (MON/ NED/ BEL): stradine anguste e tortuose, un pittore e una Ferrari gialla

Carissimi commissari di percorso che stanno a mezzo metro di distanza dalla pista quando passano le monoposto, vi avverto che sta per iniziare un lungo viaggio nel 1961, strutturato in tre diversi post, che ripercorreranno gli eventi di quella stagione. Per la prima volta dal 1950, la Cinquecento Miglia di Indianapolis non faceva più parte del mondiale di Formula 1. Soltanto otto eventi andavano a comporre il campionato, il primo dei quali a Montecarlo il 14 maggio. Ho trovato su Youtube un meraviglioso servizio della BBC in proposito della durata di circa cinquanta minuti: è una perla rara per l'epoca di cui stiamo parlando, non è che di ogni gran premio si trovi una sintesi simile e, per quanto neanche metà del filmato sia di immagini di gara, è stato tutto fantastico, anche per il modo in cui si viene gettati dentro al clima del gran premio monegasco e dentro al clima degli anni '60.
Inquadrature dall'alto con ottimi scorci sul circuito, covoni di paglia, alberi a lato della pista, pure un pilota seduto dentro l'abitacolo con la sigaretta in bocca, poi Richie Ginther che palesemente rumina una gomma da masticare, annunciatori seduti ai loro tavoli, il briefing con il direttore di gara Louis Chiron prima della partenza, il quale parla in francese ai piloti, evidentemente lingua universale! Poi le monoposto che si apprestano a partire... ed ecco che si entra nel vivo.


Stirling Moss su Lotus scattava dalla pole position, su una griglia a cui erano ammessi soltanto sedici piloti sui ventidue che avevano tentato di qualificarsi. Ginther si è portato in testa alla partenza, mentre per brevissimo tempo Jim Clark è stato secondo, per poi ritrovarsi ben presto nelle retrovie. Il filmato non era abbastanza chiaro sul suo destino - lo si è visto fermarsi molto più avanti - mentre era palese che Moss era secondo, ormai alla rincorsa di Ginther.
Il ferrarista ha passato in testa i primi tredici giri su un totale di cento per poi subire il sorpasso di Moss e anche da parte della Porsche di Joakim Bonnier (divenuto "Jacques" Bonnier a un certo punto della telecronaca) poi costretto al ritiro poco dopo la metà della gara.
Di Ferrari in pista ce n'erano tre e una delle altre si è ritrovata frattanto davanti a Ginther: era quella di Phil Hill, che non aveva tuttavia il passo per sperare di raggiungere la Lotus di Moss. Al 75° giro c'è stato quindi uno switch tra le posizioni di Ginther e Hill (per fortuna ai tempi eventuali gintherini e philhillini non avevano la possibilità di litigare davanti a chiunque), con Richie all'inseguimento di Moss, senza tuttavia fare meglio del secondo posto. Phil Hill ha chiuso terzo, precedendo il compagno di squadra Wolfgang Von Trips, con la Porsche di Dan Gurney e la Cooper di Bruce McLaren a completare la zona punti.
Il filmato è terminato con il presentatore che affermava che Moss aveva vinto per la terza volta il GP di Montecarlo, che non aveva ancora vinto un mondiale, ma che era il pilota da battere. Sicuramente vi chiederete dopo questa gufat-... ehm, volevo dire, dopo questa osservazione per nulla nefasta, come sia proseguita la stagione, quindi vi narrerò in breve gli eventi successivi, di cui si trovano invece solo brevi sintesi.

GP OLANDA - disputato di lunedì(!!!!) 22 maggio, questo gran premio vanta due pittoreschi primati: 1) è stato il primo gran premio in cui non è stato effettuato alcun pitstop (e oserei dire lo si potrebbe considerare l'unico, dato che l'altro è stato il non-gran premio del Belgio 2021), 2) per la prima volta nella storia non c'è stato alcun ritirato, primato che attualmente condivide con molti gran premi contemporanei, ma che non si sarebbe ripetuto fino al 2005.
Phil Hill scattava dalla pole position, ma è stato Von Trips ad andare in testa, restandoci fino alla fine e vincendo per la prima volta in Formula 1. P.Hill si è ritrovato a lottare per la seconda piazza con Clark, riuscendo infine a spuntarla e ad avanzare fino quasi a raggiungere il compagno di squadra - gap finale inferiore al secondo - mentre Jim chiudeva in terza piazza. Moss, uscito vincente da un duello con Ginther, l'ha preceduto per la quarta/ quinta posizione, mentre Jack Brabham su Cooper ha completato la zona punti.
La sintesi è breve, ma mostra un momento incredibile, con l'inquadratura di un pittore che, a lato della pista, dipinge una monoposto nella cornice di Zandvoort. Non so voi, ma nel vedere queste immagini ho respirato poesia purissima.



GP BELGIO - evento a cui per qualche astrusa ragione a tutti gli iscritti sono stati assegnati numeri pari, si è svolto il 18 giugno, a una settimana di distanza dalla 24 Ore di Le Mans conquistata dalla Ferrari di Phil Hill e Olivier Gendebien, quest'ultimo ha preso parte al GP di Spa Francorchamps a bordo di una quarta vettura della scuderia... gialla (non il giallo Modena, ma il colore nazionale del Belgio)!
La Scuderia di Maranello ha dominato le qualifiche: Von Trips, Hill, Ginther e Gendebien nelle prime quattro posizioni, con la Ferrari gialla che ha pure percorso tre giri in testa totali in vari momenti nella prima parte della gara - al via Graham Hill su BRM aveva tentato di prendere la leadership, per poi essere superato in breve dalle quattro Ferrari.
Le dinamiche della gara non sono molto chiare, ma Phil Hill e Von Trips si sono alternati più volte in testa nel corso della gara, con alla fine l'americano vincitore e il tedesco secondo classificato. Ginther ha concluso il podio, mentre Gendebien sulla Ferrari gialla è giunto quarto. John Surtees, su Cooper, nelle prime fasi di gara impegnato a lottare con Graham Hill, in seguito ritirato, si è classificato quinto, mentre Dan Gurney ha completato la zona punti. Moss ha chiuso ottavo alle spalle di Bonnier, relegato ormai terzo in classifica dietro a P.Hill e Von Trips.


Immagino che, se state leggendo questo mio post, abbiate quantomeno un'infarinatura generale di Formula 1 vintage e che sappiate come sia andato a finire questo mondiale.
Continuerò ovviamente a raccontarvi il proseguo della stagione con due ulteriori post, ma dato che siamo nel bel mezzo del weekend di Monza, mi sembra doveroso ricordare che Wolfgang Von Trips ci lasciava, nel più devastante incidente della storia della Formula 1, insieme a quindici spettatori al GP d'Italia 1961. :-(((




sabato 2 settembre 2023

GP Germania e Italia 1969: il primo titolo di Stewart

Carissimi very uominy provenienti dagli anni '60/70, vi avevo detto che nell'ambito del fine settimana del GP d'Italia vi avrei raccontato passate edizioni dell'evento monzese. Per oggi vi porto nel 1969 e vi racconto prima l'evento svolto al Nurburgring il 3 agosto, poi quello italiano disputato cinque settimane più tardi il 7 settembre. Sono spiacente di informarvi che il GP di Germania è stato un gran premio poco importante, dato che non vi ha preso parte nessuna Ferrari. La Scuderia di Maranello ha infatti deciso di non prendere parte all'evento per focalizzarsi su quello di Monza di lì a poco più di un mese. Se vi può consolare, dalle immagini intraviste negli highlight, sembra che sia scattato alle 14.00 in punto.
Nurburgring e Monza erano gli ultimi due eventi della "stagione europea" - sarebbero seguiti altri tre eventi oltreoceano - e Jackie Stewart (Tyrrell/ Matra) si presentava con un abbondante vantaggio in classifica sui diretti inseguitori Bruce McLaren (McLaren), Graham Hill (Lotus), Jacky Ickx (Brabham), Denny Hulme (McLaren) e Jean-Pierre Beltoise (Tyrrell/ Matra) racchiusi in una manciata di punti.


GP GERMANIA - Ickx scatta dalla pole position precedendo Stewart, Jochen Rindt (Lotus) e Jo Siffert (Rob Walker/ Lotus), ma non ha un buono spunto e perde parecchie posizioni, recuperandone alcune nel corso del lungo primo giro al termine del quale è quarto, con lo scozzese che quindi si porta agevolmente in testa. Nel corso della prima tornata si segnala un incidente di Mario Andretti (Lotus) il quale coinvolge anche Vic Elford (McLaren), che tentava di schivare una ruota e finisce fuori strada. Elford, infortunato a un braccio, viene soccorso da Marione.
Ickx nel frattempo recupera posizioni e verso metà gara giunge negli scarichi di Stewart, con il quale lotta per la prima posizione, riuscendo a superarlo: questo sorpasso sarà ciò che sancirà la sua vittoria, specie considerato che Ickx inizia ad allungare. Mentre Rindt è già stato costretto al ritiro, Siffert frattanto è terzo, almeno finché a un giro dalla fine a causa di un guasto non finisce in testacoda girandosi più volte e ritrovandosi fuori pista. Risale al terzo posto McLaren, con Hill quarto a seguito del ritiro di Beltoise. Siffert e Beltoise, rispettivamente undicesimo e dodicesimo classificato avendo completato il 90% di gara, ricevono i punti del quinto e sesto posto, visto che dalla quinta alla decima posizione, si classificano piloti di Formula 2 chiamati a riempire la griglia vista la poca presenza di vetture e la lunghezza del circuito.

GP ITALIA - in questo gran premio Jack Brabham, rimasto infortunato qualche mese prima, rientra. Non rientra invece Chris Amon e la Ferrari gareggia con la sola vettura di Pedro Rodriguez, dopo un mancato tentativo di partecipazione one-off di Tino Brambilla, fratello di Vittorio.
Highlight della gara non ne ho trovati, solo un servizio in italiano che parla di quello che succede prima della gara, dove si vede Stewart praticamente circondato da fan che gli si buttano addosso per chiedergli autografi. Certe cose non sono molto cambiate negli ultimi 50+ anni. Lo scozzese si qualifica terzo, alle spalle del poleman Rindt e di Hulme, la Ferrari di Rodriguez ha il dodicesimo tempo, mentre Ickx scatta quindicesimo e ultimo dopo la rottura del motore in qualifica.
Stewart si porta secondo dietro a Rindt, ma riesce a superarlo già nel corso dei primi giri. Ha la sventura di investire una lepre(?) e la sua monoposto sembra riportare dei danni, ma tutto procede comunque relativamente bene con Jackie grande favorito, seppure inseguito molto da vicino da parecchie vetture, tipico di Monza in formato old style. Rindt è il più vicino, ce l'ha negli scarichi e occasionalmente passa al comando, venendo tuttavia sempre superato nuovamente da Stewart. Altri piloti tentano di unirsi al duello per la leadership, tra di loro Piers Courage (Frank Williams Racing Cars/ Brabham) e anche Hulme; quest'ultimo tuttavia non dura a lungo nel duello per la prima piazza.
Courage torna invece a farsi vivo e con lui anche Hill, che riesce a inserirsi tra Stewart e Rindt, con Courage che si installa terzo davanti all'austriaco restandovi finché la sua vettura non inizia ad accusare dei problemi costringendolo a rallentare il ritmo. Va peggio a Hill, che a pochi giri dal termine è costretto al ritiro dalla seconda posizione, lasciando che a lottare con Stewart siano Rindt, Beltoise e McLaren. Il finale è in volata, mentre Bruce desiste, gli altri tre lottano fino in fondo, sia Rindt sia Beltoise strappano brevemente il comando a Stewart, il quale tuttavia è il primo a passare sotto la bandiera a scacchi, con Rindt, Beltoise e McLaren tutti in meno di due decimi. Courage chiude quindo e Rodriguez porta a casa un punto con la Rossa, con Hulme unico altro pilota giunto al traguardo.


Con ancora tre gare da disputare, Stewart è già campione del mondo: ha 60 punti in classifica, un vantaggio abissale nei confronti dei piloti che lo seguono: McLaren a 24 punti e Ickx a 22 sono i piloti più vicini.
Siccome in questo periodo storico valgono per la classifica costruttori solo i punti della sola vettura meglio classificata, anche la Matra non può più essere raggiunta in classifica costruttori da Lotus e Brabham.

venerdì 1 settembre 2023

GP Italia 1963: il 100° gran premio della Ferrari, il terzo titolo di Jim Clark... e la storia dell'A-T-S, giunta per l'unica volta al traguardo

Il Gran Premio d'Italia 1963, che si svolse l'8 settembre a Monza, è purtroppo uno di quegli eventi degli anni '60 di cui si parla troppo poco, nonostante ci siano ben due ragioni abbastanza importanti per cui parlarne: il 100° gran premio ufficiale per la Ferrari e il titolo di Jim Clark con tre gran premi ancora da disputare (Stati Uniti, Messico, Sudafrica). Io ne aggiungo un terzo: il miglior gran premio nella storia del team A-T-S, scritto proprio così, con i trattini, anche perché se al posto dei trattini ci mettete dei punti, state parlando di tutt'altro team. Direi di partire dall'inizio, ovvero dal fatto che i piloti Ferrari erano John Surtees e Lorenzo Bandini, qualificati rispettivamente in pole position e in sesta piazza. In mezzo a loro c'erano le BRM di Graham Hill e Richie Ginther seconda e quarta, con in mezzo la Lotus di Clark, nonché la Brabham di Dan Gurney al quinto posto. Non ci poteva essere modo migliore di festeggiare il 100° gran premio se non con una pole, direte voi... e un po' capisco il vostro punto di vista, d'altronde vedo spesso ferraristi raggiungere l'estasi di sabato, assolutamente certi che la domenica rispecchierà il sabato.

Alla partenza Graham Hill ha portato i suoi eleganti baffi stile Zorro in prima piazza, ma non è durato molto a lungo e dopo pochi giri è stato superato da Surtees e Clark, con il ferrarista che è anche riuscito a portarsi in testa e a rimanervi... non troppo a lungo in realtà, dato che il motore ha deciso di abbandonarlo all'incirca a un quinto della percorrenza totale. Nessuna Ferrari avrebbe visto il traguardo, Bandini si sarebbe ritirato dalla quarta piazza per un guasto al cambio.
Dopo il ritiro di Surtees, Clark si è ritrovato a battagliare per la leadership con G.Hill e Gurney, duello al quale poco dopo metà gara Hill ha dovuto rinunciare a causa di un problema tecnico che ne ha provocato il ritiro.
Più tardi anche Gurney si è ritirato, con Clark rimasto in testa alla gara in completa solitudine andando a vincere senza più alcuna difficoltà. Completavano il podio Ginther e, a bordo di Cooper, Bruce McLaren in una gara dall'attrition rate neanche troppo alto in confronto agli standard dell'epoca e a gare in cui a volte i classificati erano molto meno della metà dei partenti.

A parte Innes Ireland, su BPR, abbandonato dal motore a un giro dalla fine mentre era terzo e scivolato al quarto posto davanti alla Brabham di Jack Brabham e alla Cooper di Tony Maggs, ci sono stati, su venti piloti, sette ritirati, di cui le Ferrari, G.Hill e Gurney, gli altri erano Masten Gregory e Jo Siffert, entrambi a bordo di Lotus private e abbandonati anzitempo dalle rispettive auto, così come Mike Spence su Lotus ufficiale. Chris Amon, pilota della Lola, invece non aveva preso il via a causa di un infortunio rimediato in una precedente sessione.
Mentre Clark è stato il primo pilota nella storia della Formula 1 a vincere un mondiale quando ben tre gran premi dovevano ancora essere disputati, una storia di minore entità stava venendo scritta, quella della A-T-S, che aveva al volante il campione del mondo 1961 Phil Hill e l'italiano Giancarlo Baghetti, il quale risulta qualificato d'ufficio in ventunesima piazza, nonostante quattro piloti non qualificati avessero tempi migliori del suo (per chi non avesse l'abitudine di leggersi i miei post vintage e fosse finito qui per caso, specifico che era una pratica abbastanza consueta ai vecchi tempi, anche se non mi è molto chiaro con che parametri a questa squadra fosse concesso tale onore).

La A-T-S, acronimo di Automobili Turismo Sport, era una scuderia italiana, con sede in provincia di Bologna, fondata da Carlo Chiti e altri ingegneri e progettisti provenienti dalla Ferrari, con il progetto di entrare in Formula 1 nel 1963 come costruttore. La monoposto realizzata era denominata Tipo 100 e i primi test, nel 1962, sono stati tutt'altro che positivi, così come l'esordio previsto in gran premi non ufficiali e poi per il GP di Montecarlo - che inaugurava la stagione - è stato più volte rimandato.
Alla fine è arrivato il GP del Belgio, poi quello d'Olanda, secondo e terzo del campionato. A Spa Francorchamps Phil Hill si è qualificato 17°, mentre Baghetti ha un tempo altissimo immagino per qualche guasto ma con venti vetture presenti era comunque 20°, ma in gara hanno entrambi concluso anzitempo di parecchio a causa di guasti.
A Zandvort la qualifica è andata meglio, Hill 13° e Baghetti 15°, ma di nuovo noie meccaniche hanno costretto entrambi al ritiro, stavolta dopo un numero di giri percorsi davvero esiguo. Il team a questo punto ha saltato Francia, Gran Bretagna e Germania, tornando a Monza.

Al GP d'Italia, la qualifica di P.Hill è stata denotata da un certo grado di rispettabilità, un 14° tempo, che purtroppo si è tradotto in una misera 11° piazza - dietro alla top-6 già citata e, dal settimo al decimo Jo Bonnier (Cooper), Jim Hall (Lotus), Maurice Trintignant (BRM) e Mike Hailwood (Lola) - in gara, che di per sé non sarebbe neanche così terribile, se non fosse che era doppiato di sette giri da Clark, mentre il decimo era doppiato soltanto di quattro tornate.
Questo è il male minore, perché dietro di lui c'era Bob Anderson (Lola) 12°... e niente, l'unico altro pilota ancora in gara era Baghetti, 63 giri percorsi su un totale di 86, per non si sa bene quale tipo di problema, e classificato alle spalle di due ritirati, Spence e Gurney. Non chiedetemi come mai costoro siano stati classificati nonostante non avessero completato il 90% della gara, non è la sede opportuna per interrogarsi su questo dubbio amletico, meglio procedere con la storia di questa scuderia italiana dai risultati oserei dire non particolarmente degni di nota... perché Monza è stato il momento più alto della storia della squadra, come vi ho già anticipato.

Watkins Glen ha visto ancora una volta Phil Hill cavarsela bene in qualifica, 13°, mentre Baghetti risulta essersi qualificato 20° su un totale di ventuno monoposto, ma con un tempo agghiacciante abbastanza da lasciare intendere la presenza di un guasto. I due hanno fatto in seguito tempi abbastanza atroci a Città del Messico, seppure Hill fosse comunque 17°, mentre Baghetti stavolta era 21°.
Come mai sono passata direttamente da una qualifica all'altra? Essenzialmente per sintetizzare due gare in una sola frase: primi ritirati negli States (Baghetti addirittura senza completare nemmeno il primo giro), non prima di tutti gli altri, ma pur sempre ritirati anche in Messico, causa guasti meccanici vari.
È stata l'ultima apparizione stagionale, il team non era presente in Sudafrica, gli sponsor hanno ritirato la loro sponsorizzazione e potete immaginare che fine abbia fatto questa scuderia. Una monoposto A-T-S ha fatto un'ultima apparizione per il team Derrington Francis al GP d'Italia 1964, con al volante Mario Araujo de Cabral, qualificato 19°: anche lui si è ritirato a causa di un guasto.