martedì 8 agosto 2023

Stagione 1966 - parte 4/5 [ITA]: la vittoria di Ludovico Scarfiotti a Monza

In vista dell'ultimo appuntamento europeo della stagione, Jack Brabham arrivava a Monza con 39 punti in classifica, contro i 17 di Graham Hill, i 15 di John Surtees e Jochen Rindt e i 14 di Jackie Stewart, quindi non c'erano dubbi che fosse il favorito per il titolo. Tuttavia il GP d'Italia era quello di casa della Ferrari, quindi Brabham levati dalle scatole e parliamo di cose serie. C'erano ventidue vetture a Monza, di cui solo venti ammesse alla griglia (non qualificati Phil Hill su Eagle e Chris Amon su una Brabham privata), di cui quattro Ferrari. Non solo: Mike Parkes era anche in pole davanti al compagno di squadra Ludovico Scarfiotti, con Lorenzo Bandini quinto e Giancarlo Baghetti soltanto sedicesimo. Le dinamiche della gara purtroppo non sono molto chiare, e difficilmente l'intero mondo ai tempi poteva godere dei duellihhhh e dei sorpassihhhh, ma il lap by lap ci dice che Bandini era in testa al termine del primo giro e ultimo al termine del secondo. Tutto ciò che emerge è che sia rimasto ultimo fino a metà gara, per poi ritirarsi a causa di un problema tecnico.

Anche la Cooper di Surtees e la Brabham di Sir Jack hanno occupato la prima piazza per qualche fugace momento nelle fasi iniziali, ma sono stati entrambi costretti al ritiro. Per Brabham questo passo falso non sarebbe stato particolarmente costoso, con tutti i suoi avversari o quasi fuori dai giochi, tra cui Stewart ritirato in un secondo momento. Tra i citati in apertura solo Rindt era destinato a vedere la bandiera a scacchi, il pilota della Cooper tuttavia sarebbe stato solo quarto e a 21 punto di gap in classifica da Brabham, che quindi avrebbe vinto il mondiale con due gran premi d'anticipo.
Tornando a noi, Scarfiotti aveva perso diverse posizioni alla partenza, ma in breve tempo era tornato nelle posizioni che contavano e la leadership di Parkes, vista nella prima parte di gara, è stata ben presto rimpiazzata dalla leadership di Scarfiotti, che come ben saprete dalle telecronache di Gianfranco Mazzoni si è rivelato il vincitore di questo evento, divenendo ad oggi l'ultimo italiano a vincere a Monza su una Ferrari (e in generale su una vettura italiana).

La Ferrari ha fatto doppietta: Parkes ha chiuso secondo, con un gap di alcuni secondi nei confronti del compagno di squadra e con la Brabham di Denny Hulme praticamente negli scarichi fino alla bandiera a scacchi. I primi tre sono stati gli unici a concludere a pieni giri, con Rindt quarto doppiato. Precedeva a completare la zona punti Mike Spence sulla Lotus del team Reg Parnell e Bob Anderson su una Brabham cliente.
Soltanto nove piloti hanno finito la gara - settimo Bob Bondurant, ottavo e nono, entrambi su Lotus, Bob Arundell e Geki Russo - l'attrition rate elevatissimo e le monoposto che hanno dato forfait prima della fine della gara con unica eccezione della Honda di Richie Ginther, che risulta essersi ritirato per incidente. Tra i ritirati anche tanti nomi illustri, compreso Jim Clark oltre a quelli già menzionati in precedenza.
A mondiale ormai assegnato restavano solo due gran premi ancora da disputare, Stati Uniti e Messico nel mese di ottobre - ne parleremo domani.


lunedì 7 agosto 2023

Stagione 1966 - parte 3/5 [GBR, NED, GER]: l'ascesa della Brabham e una spiacevole svolta

Carissimi lettori, nella prima puntata dedicata al mondiale 1966 vi ho raccontato il GP di Montecarlo e le contaminazioni con il cinema (le riprese del film "Grand Prix"), mentre nella seconda ho parlato del Belgio con l'incidente di Jackie Stewart e il successivo GP di Francia, con John Surtees al volante della Cooper dopo avere lasciato la Ferrari con la quale aveva vinto la gara precedente. In Francia ha vinto Jack Brabham a bordo della vettura del proprio team, si trattava della prima vittoria per la Brabham come costruttore ed era solo la prima di una lunga serie, dato che Sir Jack avrebbe vinto anche i tre gran premi seguenti disputati in Gran Bretagna, Olanda e Germania, rispettivamente sui circuiti di Brands Hatch, Zandvoort e Nurburgring. Quest'ultimo evento è stato uno di quelli tragici e si svolgeva il 7 agosto, di conseguenza oggi è anche l'anniversario di quello sventurato evento.

Gran Bretagna: per la prima volta da quando è iniziata la stagione ci sono finalmente venti vetture al via, però nessuna di esse è una Ferrari. La Scuderia di Maranello, infatti, ha deciso di non partecipare al gran premio in segno di solidarietà con uno sciopero degli operai metalmeccanici che si stava svolgendo in quei giorni in Italia (così riporta la pagina inglese di Wikipedia, quantomeno).
La pole position è andata a Brabham, che ha preceduto il compagno di squadra Denny Hulme, mentre seguivano Dan Gurney (Eagle), Graham Hill (BRM) e Jim Clark (Lotus) nelle prime cinque posizioni della griglia. Brabham ha conservato la prima posizione al via, anche se le cronache scritte accennano a un suo breve e fugace duello con Hill prima che arrivassse la pioggia, mentre in seguito si è installato inizialmente in seconda posizione Jochen Rindt (Cooper), al quale è poi succeduto il compagno di squadra Surtees. Gurney frattanto si è ritirato a causa di un guasto al motore.
In un secondo momento, tuttavia, Hulme è tornato in auge ed è stato lui a classificarsi secondo, facendo doppietta insieme a Brabham: i due hanno staccato notevolmente tutti i piloti che li seguivano e Hill ha concluso sul gradino più basso del podio precedendo Clark. Mentre Surtees è stato costretto al ritiro, Rindt è invece arrivato quinto, mentre l'ultimo punto se l'è aggiudicato, arrivando sesto, Bruce McLaren a bordo di una vettura della propria scuderia.

Olanda: la Ferrari è tornata, con Lorenzo Bandini e Mike Parkes al volante, quest'ultimo si è anche classificato in quinta posizione nelle qualifiche. Brabham e Hulme hanno fatto 1/2 in qualifica, mentre dietro di loro si è qualificato Clark in terza posizione precedendo Gurney. Diciotto vetture avrebbero dovuto prendere il via, stavolta, ma McLaren non è riuscito a schierarsi a causa di un guasto al motore.
Non ci sono cronache scritte molto approfondite degli eventi di gara, ma quello che è certo è che Clark è stato il principale avversario di Brabham in questo gran premio, lottando con lui per la prima posizione e in realtà occupandola per tutto il tratto centrale della gara (di fatto è stato il pilota con il maggior numero di giri percorsi in testa) prima di essere costretto a una sosta ai box a causa di un problema tecnico che gli ha fatto perdere molto tempo.
Il pilota scozzese ha quindi dovuto accontentarsi di concludere in terza posizione, mentre Brabham ha vinto e Graham Hill si è classificato al secondo posto. Ci sono stati diversi ritiri, nel corso della gara, tra cui quelli di Rindt e Parkes a causa di incidenti, poi Gurney, Hulme e Surtees a causa di problemi tecnici. Jackie Stewart e Mike Spence sulle BRM invece hanno portato a termine la gara, classificandosi quinto e sesto, mentre la Ferrari ha visto la luce della zona punti con il sesto posto di Bandini.

Germania: di nuovo gara bagnata come in Gran Bretagna, stavolta Brabham ha portato a casa una quarta vittoria dietro fila, stavolta dopo un lungo duello con Surtees che l'ha seguito molto da vicino fintanto che un problema tecnico non l'ha portato a dovere desistere e accontentarsi della seconda piazza, con il compagno di squadra Rindt che completava il podio. Hill, Stewart e Bandini hanno completato la zona punti, dopo il ritiro di Gurney che al momento si trovava in quarta posizione, nelle fasi conclusive dell'evento. Clark, che partiva dalla pole, ha perso alcune posizioni al via per poi ritirarsi pochi giri dopo per incidente, probabilmente favorito da un'errata scelta di gomme.
Questa, in sintesi, è stata la gara dei big, ma purtroppo per presentarvi un po' il risultato ho filtrato molto gli eventi, quindi parliamo di John Taylor. Innanzi tutto, c'erano ventinove entries, di cui undici erano delle Formula 2, messe per riempire il circuito più lungo del mondiale. Di queste Formula 2, nove hanno visto la luce della partenza, facendo sì che ci fossero ventisette vetture totali in pista. Diversamente da quanto accaduto in altri momenti, la griglia è stata stilata dalle posizioni effettive conquistate in qualifica, e non mettendo le Formula 2 in fondo.
Tra i piloti di Formula 2 c'erano anche nomi che sarebbero divenuti alquanto altisonanti: Jacky Ickx, Jean-Pierre Beltoise, Pedro Rodriguez... Ickx era il migliore dei piloti F2 in griglia, sedicesimo. Scattava invece venticinquesimo Taylor su una Brabham privata, una Formula 1.

Era il primo giro quando Taylor ha cozzato violentemente contro la vettura di Ickx. Non ci sono inquadrature dell'incidente, ma solo quelle di una nuvola di fumo che si alzava in lontananza. Era il 1966 quindi non importava se un'auto stava andando a fuoco, la gara continuava così come se niente fosse. Non sono molto chiare le dinamiche dell'incidente, tutto ciò che è certo è che la vettura di Taylor stava andando a fuoco, lasciando il pilota con gravi ustioni.
Era il suo quinto gran premio di Formula 1 in carriera, avendo debuttato nel GP di Gran Bretagna ddel 1964, per poi tornare in Formula 1 nel 1966 a partire dal GP di Francia, nel quale si era qualificato sesto ottenendo il suo unico punto nella massima categoria. Tra il 1963 e il 1966 inoltre aveva disputati diversi gran premi non championship, con miglior risultato un quinto posto ad Aintree nel 1964.
Non sarebbe sopravvissuto alle ustioni riportate nell'incidente e sarebbe deceduto l'8 settembre 1966, quattro giorni dopo rispetto al gran premio successivo, quello di Italia. Erano passati solo due anni dal precedente incidente mortale in Formula 1, quello di Carel Godin de Beaufort sempre al Nurburgring.

domenica 6 agosto 2023

Stagione 1966 - parte 2/5 [BEL, FRA]: very uominy e traditori della patria

Bentornati nel mondiale 1966, abbiamo vissuto nella prima puntata il GP di Montecarlo, mi sembra la cosa migliore da fare proseguire con la seconda puntata, nella quale inizieremo parlando dal GP del Belgio avvenuto a Spa Francorchamps, al quale prendevano parte quindici piloti: le griglie di partenza non erano molto affollate, in questo momento storico, a quanto pare.
In realtà i piloti qualificati erano diciotto, ma tre di loro non sono riusciti a prendere il via, tra cui Bruce McLaren, al volante di una monoposto della propria scuderia, che non ha preso il via a causa di un problema tecnico. Chi non aveva problemi invece era la Ferrari che aveva John Surtees in pole position e Lorenzo Bandini qualificato al quinto posto, dietro a Jochen Rindt (Cooper), Jackie Stewart (BRM) e Jack Brabham (Brabham).
Nomi altisonanti, circuito altisonante, anni '60, aura di "Formula 1 dei very uominy"... che cosa potrebbe esserci di più spettacolare? Ah, giusto, manca solo un nubifragio che scoppia nel momento stesso dell'inizio della gara. È esattamente quello che è successo, quindi era tutto sotto control-... ah no.

La situazione non era per niente sotto controllo, tanto che otto piloti sono finiti in aquaplaning nel corso del primo giro, lasciandone sette a continuare la gara. Surtees era in testa davanti a Brabham e a Bandini, con a seguire Ginther, Rindt, Ligier e Gurney, con Rindt che in pochi giri si è portato in testa davanti alle Ferrari, a Brabham e, come direbbe Mazzoni, via via a tutti gli altri.
Guardando il lap by lap le posizioni non sono cambiate granché, se non che a pochi giri dalla fine Surtees si è riportato in testa vincendo davanti a Rindt e Bandini, con Jack Brabham e Richie Ginther (Cooper) ultimi classificati, mentre Guy Ligier (Cooper) e Dan Gurney (Eagle) non risultano classificati, ne deduco per non avere completato il 90% di gara.
Ci sarebbero molte cose da dire, ma non perdiamo di vista la più importante: la grande quantità di incidenti nel corso del primo giro, perché uno dei vari botti avrebbe potuto avere conseguenze piuttosto serie, anche se per fortuna c'è ststo un happy ending.

Uno dei piloti usciti per incidente era Stewart, che dalle cronache dei fatti sembra essersi schiantato prima contro un palo del telegrafo poi contro un edificio situato nei campi intorno al circuito, poi essersi ritrovato cappottato nel cortile di una casa di campagna e intrappolato all'interno della vettura, con benzina che si spargeva facilmente.
Stewart è stato molto fortunato, dato che la macchina non ha preso fuoco, ma frattanto è rimasto per oltre venti minuti incastrato all'interno dell'auto ribaltata, uscendone in seguito con l'aiuto di Graham Hill e Bob Bondurant, ugualmente ritirati al primo giro, e da un gruppo di suore presenti sul posto. In assenza di un'ambulanza pare essere stato trasportato nel rudimentale centro medico a bordo di un furgone.
Al centro medico non ha trovato alcuna assistenza ed è stato in seguito trasferito in un ospedale del posto, stavolta a bordo di una vera ambulanza. Se l'è cavata senza ferite gravi, tanto che ha regolarmente preso parte al gran premio successivo, ma questo episodio pare essere ciò che ha contribuito a convincerlo a impegnarsi per il miglioramento della sicurezza in Formula 1.

Il seguente evento si svolgeva a Reims, in Francia, e la Ferrari conquistava la pole position con Bandini e la terza posizione in griglia con l'altra vettura, guidata da... Mike Parkes! Plot twist, Surtees aveva lasciato la Rossa dopo la vittoria del GP del Belgio, in polemica con la squadra! Non so se ai tempi fosse considerato un traditorehhhh della patriahhhh, ma il fatto di partire secondo tra le due Ferrari non depone a suo favore, diciamo che gli abbuoniamo il tradimentohhhh solo perché era un pilota di motociclismo quindi generava spettakolohhhh prendendo parte a duellihhhh e sorpassihhhh.
Il gran premio, nel sessantennale del primo gran premio della storia, disputato in Francia nel 1906, era denominato in modo informale "Gran Premio del sessantesimo anniversario", nome che mi pare vagamente familiare. Le vetture erano diciotto, anzi diciassette al momento del via, perché Jim Clark ha dovuto saltare la gara a causa di un infortunio rimediato nelle prove libere, quando è stato colpito alla testa da un uccello.

Bandini è rimasto in testa con Brabham secondo, mentre il terzo posto di Parkes è stato insidiato senza successo da Hill, poi costretto al ritiro. Anche Bandini è stato abbandonato dalla propria vettura in corso d'opera, lasciando la leadership a Brabham, che per la prima volta ha vinto con una vettura della propria scuderia.
Parkes ha chiuso al secondo posto, mentre Denny Hulme su Brabham ha chiuso terzo, precedendo Rindt e Gurney, con la zona punti chiusa da John Taylor su una Brabham cliente.
A questo punto della stagione Brabham era in testa al campionato con 12 punti, precedendo Bandini a quota 10 e il trio Surtees, Rindt e Stewart tutti quanti a 9 punti. Il mondiale era ancora (relativamente) lungo, ma di Brands Hatch ed eventi seguenti ne parleremo nella prossima puntata.


sabato 5 agosto 2023

Stagione 1966 - parte 1/5 [MON]: un'angusta e tortuosa contaminazione cinematografica

Carissimi lettori, vi do una notizia che potrebbe piacere a chi tra voi è appassionato di Formula 1 vintage, di quella moooolto vintage, ovvero che sta per iniziare un viaggio in cinque puntate nell'intero mondiale 1966. Vi avverto fin da ora, tuttavia, che il 1966 era il 1966, che video con effettive sintesi delle gare ne esistono pochi (esistono più che altro occasionali scorci sulle gare, spesso senza audio o con musica a fare da contorno), quindi bisogna arrangiarsi molto, già iniziando dal Gran Premio di Montecarlo.
La gara si svolgeva il 22 maggio, era quella che apriva la stagione e cercando su Youtube ecco comparire un video di circa tre minuti su quell'evento. Si vedono auto che girano sul tracciato, inquadrature piuttosto suggestive del tracciato, pannelli su cui sono esposte le posizioni con i numeri di gara che vengono cambiati manualmente, giornalisti che prendono appunti con in una mano la penna e nell'altra la sigaretta... insomma, un mondo totalmente diverso dal nostro (e, giusto per chiarire il concetto di fronte a potenziali driverstosurvivers anti-fumo, ci tengo a precisare che ritengo il divieto di fumo nei luoghi pubblici e soprattutto negli ambienti di lavoro come una grande conquista - l'unico lato negativo è che all'esterno spesso non viene fatto uso del posacenere spargendo mozziconi in giro - era solo per segnalare un dettaglio che al giorno d'oggi sarebbe improbabile).

Alcune scene di questo gran premio sono inserite anche all'interno del film "Grand Prix", ma preferisco non mischiare il cinema con il motorsport in questa ricostruzione - seppure quello fosse un film davvero meritevole sul motorsport - e concentrarmi sul fatto che in pista c'erano sedici vetture. Aggiungo solo il dettaglio che, tra queste sedici vetture, le McLaren avevano una livrea bianco-verde invece che la loro tradizionale verde-grigia per impersonare le vetture del team Yamura nella storyline del film.
Bene, proseguiamo e passiamo oltre, torniamo alle sedici vetture. Risulta che Phil Hill fosse tra gli iscritti al volante di una Lotus, ma il suo tempo di qualifica è alto e risulta DNS. Facendo qualche ricerca, sembra che sia sceso in pista nelle sessioni antecedenti alla gara solo perché sulla sua vettura c'era un camera-car per fare delle riprese. Sto iniziando a pensare che la contaminazione motorsport/ cinema iniziasse ad allargarsi un po' troppo, ma è pur vero che nel 1966 i mezzi erano quelli che erano e bisognava arrangiarsi come si poteva!
Torniamo alle sedici vetture, che sono quante per questioni di sicurezza potevano prendere parte al gran premio sul tracciato cittadino del Principato e preoccupiamoci di chi fosse il poleman: era Jim Clark, su Lotus, che tuttavia sembra avere avuto qualche genere di problema o alla partenza o nel corso del primo giro, dato che risulta ultimo al termine della tornata. Tutto ciò è trionfo della giustizia divina, dato che in testa c'era la Ferrari di John Surtees.

Piccolo problema: di giri ce n'erano 100 e Surtees ne ha percorsi all'incirca una quindicina prima di essere messo out da un guasto alla trasmissione, il che ha reso la gara falsata. In testa c'era Jackie Stewart sulla BRM a quel punto, mentre in seconda posizione è risalito Jochen Rindt su Cooper, fintanto che non è stato abbandonato dal motore. Secondo si è ritrovato allora Lorenzo Bandini sull'unica Ferrari superstite. O meglio, Bandini ha superato Rindt, il quale ha perso anche altre posizioni prima di ritirarsi decisamente più tardi per un guasto al motore. Frattanto è passato al terzo posto Graham Hill su BRM, mentre Clark al 37° giro era già al quarto posto. Vi sarebbe rimasto fino al 60°, costretto al ritiro da un guasto a una sospensione in una gara condizionata da un elevato attrition rate.
Stewart/ Bandini/ G.Hill, la loro gara procedeva senza alcun problema, diversamente da quella di Clack, e completati gli ultimi quaranta giri sono saliti sul podio... sempre ammesso che ci fosse un podio per i primi tre classificati il che a Montecarlo non era la prassi. Richie Ginther, su Cooper, ha occupato la quarta posizione per un certo tratto, ma il suo ritiro all'80° ha fatto sì che ad aggiudicarsi il quarto posto fosse Bob Bondurant - unico arrivo a punti in Formula 1 - su BRM, ultimo dei piloti classificati. Era di recente stata inserita la regola del 90%, tanto che le Cooper di Guy Ligier e Jo Bonnier ancora in pista a 25+ giri di gap dalla vetta sono state considerate NC.

Bene, siamo arrivati in fondo al GP di Montecarlo, mi sarebbe piaciuto potervi dire di più, ma non c'è molto altro che sia alla portata di noi comuni mortali che ci informiamo su Youtube e su Google (o su statsf1.com che tuttavia non ha alcuna cronaca dell'evento, seppure rivelandosi utilissimo con il lap by lap), quindi non mi resta altro da fare che darvi appuntamento alla prossima puntata di questo viaggio nel mondiale 1966.


venerdì 4 agosto 2023

Formula 1 2023: #12 Gran Premio del Belgio - il commento del... fine settimana dopo

Quattro gran premi in cinque domeniche di luglio, un po' come se fossimo nel 2005(?) o nel 2016, ma con anche due sprint quindi un totale di sei gare. Siamo a quota dodici gran premi disputati, quindi di gare ne abbiamo avute quindici per effetto delle sprint, un numero tale che una ventina d'anni fa avrebbe significato essere quasi alla fine del campionato. Adesso siamo esattamente a metà, come dicono alcuni, anche se in teoria eravaml a metà stagione dopo undici gran premi ovvero dopo l'Ungheria. Eviterei di parlare di dettagli numerici, tuttavia, e di focalizzarci su quello che è successo in pista, perché ormai siamo in ritardo di diversi giorni e farei meglio a darmi una mossa. Non so se facciate parte dei miei due lettori e abbiate sentito la mancanza del mio commento, ma siamo arrivati a destinazione, adesso mi sono messa in pari! Che poi, lo ammetto, mettermi in pari sarebbe scrivere questa introduzione e la parte conclusiva, perché la cronaca è quella scritta per il forum durante il race weekend.

CRONACA PER IL FORUM - Il Gran Premio del Belgio si svolge a Spa Francorchamps come dodicesima prova del mondiale 2023, in un weekend con formato sprint e con condizioni di meteo variabili. Il dibattito sulla sicurezza sembra produrre al venerdì polemiche sterili e inutili: da un lato c'è il clan "un tempo i piloti erano veri uomini" che sostiene si dovrebbe correre in qualsiasi condizione, dall'altro chi si lascia prendere dall'isteria collettiva e invoca cancellazioni di gran premi non appena le previsioni meteo danno possibilità di rovesci nel corso del fine settimana.
Sembra sempre più difficile trovare vie di mezzo e soprattutto sembra sempre più sconosciuta l'eventualità di guardare effettivamente fuori e accertarsi se stia piovendo o meno e con quale intensità. Se da un lato è vero che venerdì si è girato poco nell'unica sessione di prove libere, dall'altro è vero che per le qualifiche del venerdì e per quelle del sabato per la gara sprint rain delay contenuti (dieci minuti al venerdì, una mezz'ora al sabato) hanno permesso di disputare entrambe le sessioni in condizioni di sicurezza, entrambe iniziate con il bagnato e poi proseguite con l'asciutto. In casa Haas nel frattempo pasticciano in entrambe le qualifiche, con Nico Hulkenberg che nella seconda non riesce nemmeno a completare un giro.
Max Verstappen, autore con un notevole margine del miglior tempo nella qualifica del venerdì (dopo essersela vista brutta in Q2 dove ha rischiato parecchio facendo solo il decimo tempo), non si vede accreditare la pole position in quanto retrocesso di cinque posizioni per sostituzione del cambio da scontare la domenica, scivolando dietro a Charles Leclerc, Checo Perez, Lewis Hamilton, Carlos Sainz e Oscar Piastri, in una sessione abbastanza tranquilla se si esclude un incidente di Esteban Ocon nel Q2, dopo il quale è comunque riuscito a proseguire verso i box senza generare intoppi.
L'indomani, Verstappen si impone nuovamente, stavolta per aggiudicarsi una sprint pole effettiva, per appena undici millesimi di vantaggio nei confronti di un altisonante Piastri, che ha precede le Ferrari e il compagno di squadra Lando Norris. Pierre Gasly ottiene un'ottima sesta piazza in griglia precedendo nomi illustri, tra cui quello di Perez (ottavo) rimasto attardato dal traffico e i piloti Mercedes, con George Russell che supera Lewis Hamilton in vista dell'ultimo tentativo, ma commette un errore che finisce per rallentare entrambi.
Si segnala una decisione creativa della direzione gara, ovvero quello di non considerare sessione bagnata la sprint shootout, seppure partita dopo mezz'ora di rain delay e con gomme intermedie: in sessione asciutta le gonme slick possono essere usate a seconda della mescola, hard in Q1, medium in Q2 e soft in Q3, da cui il passaggio obbligato di Aston Martin alla medium - anziché la soft più adatta in pista umida - in occasione del suo azzardo nel passare alle slick. Il tentativo si è concluso con un incidente di Lance Stroll in finale di manche, che ha impedito al neo-42enne Fernando Alonso (compleanno nello sprint day) di fare un tempo per passare oltre.

SPRINT: la gara prevede(rebbe) 15 giri e la griglia di partenza è Verstappen/ Piastri, Sainz/ Leclerc, Norris/ Gasly, Hamilton/ Perez, Ocon/ Russell, Ricciardo/ Albon, Sargeant/ Stroll, Alonso/ Tsunoda, Bottas/ Magnussen, Zhou/ Hulkenberg. A causa dei precedenti ritardi, anche la sprint è stata ritardata, di oltre trenta minuti, con il risultato che all'orario previsto iniziale non pioveva, mentre viene a piovere in modo insistente proprio quando ci si appresta ormai al via!
La partenza quindi nuovanente rimandata e si parte dietro safety car, vengono effettuati quattro giri definiti tutti "formation lap" per via della regola secondo cui i giri dietro SC non possono essere considerati validi per il via della gara e alla fine c'è partenza lanciata per 11 giri di competizione, che iniziano con i piloti che, partiti sulle full wet dietro la safety car, vanno a mettere le intermedie, una parte subito, altri un giro dopo, con i team che fanno rientrare un pilota per volta.
Prima si fermano Piastri, Sainz, Gasly e Hamilton, con Sainz che perde due posizioni a vantaggio di Gasly e Hamilton. Verstappen, Leclerc e Norris sono tra i piloti che si fermano un giro dopo, Piastri riesce a passare in testa, si accodano nei primi otto Verstappen, Gasly, Perez, Hamilton, Sainz, Leclerc e Norris, con Piastri ancora in testa alla gara quando entra la safety car al quarto giro per un incidente di Alonso che, uscito di pista, riesce comunque a fermarsi a pochi centimetri dal muro.
Poco dopo il restart Verstappen riesce a superare Piastri senza troppe difficoltà, con l'australiano che riesce a mantenere bene la seconda posizione. Più indietro, Gasly non sembra troppo disturbato da Perez che anzi, viene attaccato da Hamilton. In un contatto tra i due, Perez danneggia la vettura e viene superato in successione da Sainz, Leclerc e Norris, prima di finire nella ghiaia e optare per il ritiro ai box: sarà il secondo e ultimo ritirato della gara. Hamilton in seguito sarà penalizzato con cinque secondi post gara che lo faranno scivolare da quarto a settimo.
Si segnala la top-ten di Daniel Ricciardo che, dopo il ritiro di Perez, è ottavo e potrebbe addirittura andare a punti se mantenesse la posizione al traguardo. Il sorpasso subito da Russell vanifica quella possibilità e alla fine chiude decimo, venendo superato anche da Ocon in finale di gara.

RISULTATO: Verstappen, Piastri, Gasly, Sainz, Leclerc, Norris, Hamilton, Russell, Ocon, Ricciardo, Stroll, Albon, Bottas, Magnussen, Zhou, Sargeant, Hulkenberg, Tsunoda // Rit. Perez, Alonso.

GARA: Leclerc, Perez, Hamilton, Sainz, Piastri, Verstappen, Norris, Russell, Alonso, Stroll, Tsunoda, Gasly, Bottas, Ocon, Magnussen, Albon, Zhou, Ricciardo, Hulkenberg - questa è la griglia di partenza della gara della domenica, di 44 giri, con Verstappen autore del miglior tempo e Magnussen del 14° entrambi retrocessi, con Hulkenberg che già ultimo parte dalla pitlane dopo un problema nel giro di schieramento.
I primi quattro, Verstappen e diversi piloti oltre top-ten partono con gomme soft, mentre gli altri sulle medium. Al via un contatto tra Sainz e Piastri provoca danni a entrambe le vetture, Oscar inizia a perdere posizioni fin da subito mentre per il momento Sainz perde la posizione solo nei confronti di Verstappen, già quarto, mentre Perez si porta in testa con un sorpasso su Leclerc. Verstappen per il momento si accoda a Hamilton e Leclerc, supererà la Mercedes al 6° e la Ferrari al 9° giro portandosi secondo con Perez in testa con tre secondi di vantaggio.
Mentre Piastri è stato costretto al ritiro al 2° giro con sole bandiere gialle locali visto che la vettura è stata rimossa subito, la gara di Sainz prosegue con grosse difficoltà dovute all'aggravarsi del danno sulla sua monoposto. Superato prima da Alonso dopo una certa resistenza, viene in seguito superato con facilità dalle vetture che lo seguono. Sarà uno dei primi a fermarsi ai box (8° giro) subito dopo Norris che aveva perso diverse posizioni, ma resterà stabilmente nelle retrovie girando più lento anche dei backmarker e si ritirerà ai box poco dopo metà gara.
Verstappen si ferma ai al 15° giro, due tornate più tardi rispetto a Hamilton e uno dopo Perez e Leclerc. Il gap di meno di due secondi e mezzo resta immutato, ma dopo la sosta si fa molto vicino al compagno di squadra entrando in zona DRS: come facilmente prevedibile è Verstappen a uscire vincente da questo confronto e al 17° si porta in testa. Frattanto, superati da Alonso che già ha effettuato la sosta, Stroll e Russell sono in lotta per la sesta posizione e George supera Lance, dietro di loro c'è anche Gasly ugualmente senza soste effettuate, che passerà davanti a Stroll.
Quest'ultimo è il primo a fermarsi ai box al 21° montando gomme soft: è in corso un lieve scroscio di pioggia che tuttavia permette ancora di stare sulle slick. Russell e Gasly si fermeranno nei giri successivi, tutti e tre torneranno in pista nelle retrovie, con Russell che recupererà posizioni con vari sorpassi. Frattanto altri piloti della bassa top-ten e delle retrovie iniziano a fermarsi per la seconda sosta (loro tre ne faranno solo una), mentre ormai la pioggia sembra diminuire notevolmente.
Il gap tra Verstappen e Perez sta aumentando, mentre dietro di loro Leclerc e Hamilton sono relativamente vicini, con Alonso quinto a debita distanza. Russell si ritrova sesto, dopo un sorpasso su Norris che in qualche modo è risalito in zona punti.
Hamilton si ferma per la seconda sosta al 28° imitato nei giri seguenti da Leclerc e Perez e dopo qualche giro da Verstappen, con Leclerc che salva la posizione anche grazie al fatto che Hamilton dopo la sosta debba superare Alonso. Quest'ultimo si ferma poco dopo e passa alle soft, dopo i due precedenti stint sulle medium. I piloti di testa invece hanno alternato soft/ medium/ soft.
Prima e dopo la sosta Verstappen aveva oltre otto secondi di vantaggio su Perez, ma il distacco ricomincia ad aumentare. Leclerc e Hamilton non sono molto lontani, mentre segue più distaccato Alonso. Dopo di lui vengono Russell, Stroll e la sorpresa della giornata, Yuki Tsunoda che fin dalla prima parte di gara si aggira per la top-ten. Per la nona piazza invece è lotta tra le Alpine e la Williams di Alex Albon, che tuttavia si ferma di nuovo al 35° giro, per la terza volta - dopo essere stato protagonista di un acceso duello con Gasly - e torna in pista ultimo, per poi risalire davanti al compagno di squadra ugualmente su una strategia a tre soste.
Ricciardo, partito dalle retrovie, è in scia alle Haas, ma viene superato nelle fasi finali da Zhou e poi anche da Albon, con anche Tsunoda abbastanza in difficoltà, tanto che è stato superato da Ocon, mantiene comunque la decima piazza e quindi la zona punti. Sia Zhou sia Albon vanno in seguito a superare le Haas, con Hulkenberg che perderà ulteriori posizioni ritrovandosi ultimo. In top-ten intanto Ocon prende la posizione a Stroll.
Ormai impossibilitato a raggiungere Leclerc, Hamilton rientra ai box a due giri dalla fine cambiando gomme per puntare al giro più veloce. Frattanto Verstappen si appresta a tagliare il traguardo con 22(!!!) secondi di gap nei confronti di Perez, con Leclerc a completare il podio. L'intento di Hamilton riesce, si porta quindi a casa il giro più veloce.

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Sergio Perez (Redbull), 3. Charles Leclerc (Ferrari), 4. Lewis Hamilton (Mercedes), 5. Fernando Alonso (Aston Martin), 6. George Russell (Mercedes), 7. Lando Norris (McLaren), 8. Esteban Ocon (Alpine), 9. Lance Stroll (Aston Martin), 10. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 11. Pierre Gasly (Alpine), 12. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 13. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 14. Alex Albon (Williams), 15. Kevin Magnussen (Haas), 16. Daniel Ricciardo (Alpha Tauri), 17. Logan Sargeant (Williams), 18. Nico Hulkenberg (Haas), Rit. Carlos Sainz (Ferrari), Rit. Oscar Piastri (McLaren).

COMMENTO SEMISERIO DI UN GIORNO ALLA CAZZUM PERCHÉ NON L'HO SCRITTO LUNEDÌ - credo sia opportuno a questo punto dare rilevanza ai nostri colori nazionali, quindi alla Ferrari, perché sappiamo tutti che le gare sono importanti in primis se vi partecipa la Ferrari e, in misura più astratta, se la Ferrari vince. Quindi possiamo affermare tranquillamente che le gare di Formula 1 sono importanti solo nel concreto e non nell'astratto e dare la linea ai due baldi giovani che tanto stanno facendo per cercare rinnovi di lunga durata invece di scappare a gambe levate. Credo siano le voci migliori in assoluto per parlare di quello che è successo lo scorso fine settimana in Belgio.
"Carlito, posso disturbarti un attimo mentre piangi perché l'Aston Martin sta precipitando nel midfield quindi il tuo Yd0l0 ha meno probabilità di me di vincere un gran premio quest'anno?"
"Perché, tu pensi di potere vincere un gran premio? Magari questo?"
"Sì, un sacco di opinionisti, di insider, di capiscer e di cuggggini dicono che ho la vittoria in tasca, indipendentemente dal fatto che Verstappino vincerebbe anche partendo ultimo. Ma cosa dico ultimo, vincerebbe anche partendo dalle prequalifiche al giovedì e superando le Eurobrun e le Coloni che trova sul suo passaggio a ostacolargli la strada. Comunque ti avevo chiamato per un problema serio: come faccio a spiegare ai miei fanboy come mai, se Verstappino ha fatto il miglior tempo, la pole l'ho fatta io secondo le statistiche?"
"Non preoccuparti per questo, i tuoi fanboy dicono che hai fatto la pole anche quando parti ultimo. L'unica cosa difficile per loro è riuscire a dirlo senza masturbarsi."
"Ah, come fanno gli alonsisti sfegatati."
"Sì, ma diversamente da me non saranno mai colleghi del loro Yd0l0!!!111!!!11!!! Io invece sì e questa è la cosa più importante."
"Anche di più che uscire indenne dalla prima curva?"
"Perché siamo già all'incidente di domenica con Baby Papaya e alle nostre vetture di pura ceramica ungherese che si sgretolano come il trofeo di Verstappino all'Hungaroring dopo essere entrato in collisione con Trollando?"
"Perché la gente dice che il sabato fa schifo quindi deve arrivare un tornado a spazzare via la pista, così non possiamo gareggiare."
"E poi cosa succede alla pista? Rinasce magicamente alla domenica?"
"Carlito, non farmi queste domande che mi metti in difficoltà. Devi smetterla di spacciarti per quello che non sei fingendoti un espertone. Siamo entrambi due caprette che fanno ciao a Heidi, cioè un certo ex pilota con la barba di cui in teoria non sappiamo l'esistenza, dato che anche per noi la Formula 1 è nata ieri e non sappiamo elencare i vincitori lettera per lettera nel Grill the Grid."
"Parla per te, che io sono stato il vincitore di questo primo episodio."
"Solo per manifesta ignoranza dei partecipanti. E comunque possiamo sapere chi è Heidfeld, visto che non ha mai vinto un gran premio... così come Baby Papaya, che sicuramente non vincerà oggi."
"Infatti intendo scrivere un tweet in cui dico che questa gentaglia dovrebbe imparare a guidare, un po' come ha fatto il Pokemon con me qualche settimana fa."
"Il Pokemon è il mio best friend forever, quindi portagli rispetto."
"Ma infatti ho detto che intendo fare dissing gratuito contro il piccolo impiastro, che sarà anche piccolo e 2001, ma è già più adulto di Norris!"
"Chiunque è più adulto di Norris, che ha ancora la bocca sporca di latte, diversamente dal tuo Yd0l0 che non ha ancora vinto la Cinquecento Miglia di Indianapolis."
"Ci sono molte probabilità che questo succeda prima che la Ferrari torni a vincere un gran premio..."
"Lo so, infatti è meglio pensare alle cose belle: c'è il summer break. Abbiamo svariate settimane a disposizione per scappare in Messico sotto falso nome. Non dobbiamo arrenderci."


giovedì 3 agosto 2023

Francia 1963: Chris Amon il primo under-20 a terminare un gran premio

La stagione 1963 di Formula 1 ha visto Jim Clark uscirne dominatore indiscusso. Il primo evento della stagione, a Montecarlo, aveva visto la vittoria di Graham Hill, ma il pilota della BRM dagli eleganti baffi in stile Zorro gli era succeduto in testa dopo il suo ritiro. C'era poi stato il GP del Belgio, in cui il pilota della Lotus aveva letteralmente dominato, nonché una seconda vittoria stagionale già in Olanda al terzo gran premio della stagione. A quel punto era la volta di Reims per il Gp di Francia, quarta prova della stagione, che ho deciso di raccontarvi proprio oggi, 3 agosto 2023, per un motivo specifico che approfondirò più tardi. Prima veniamo a noi, e purtroppo dal punto di vista dei video bisogna accontentarsi di pochi minuti, ma contrariamente ad altri eventi del periodo, quantomeno esistono cronache scritte dell'evento abbastanza esaustive.

Iniziamo dal meteo, sereno all'inizio, poi è venuto a piovere in un secondo momento, e dalla pole position, ottenuta proprio da Clark davanti a G.Hill e alla Brabham di Dan Gurney. La vettura di Hill è tuttavia rimasta ferma sulla griglia, è partita con push start e Graham è stato penalizzato di un minuto. Questo è quanto, non mi è chiaro come funzionasse una penalità di un minuto nel 1963.
La leadership di Clark non è stata messa in discussione, mentre al secondo posto si sono alternati Gurney, la Ferrari di John Surtees e la BRM di Richie Ginther. Erano i primissimi giri e presto Ginther e Surtees sono stati costretti al ritiro, mentre Gunrey risulta avere perso diverse posizioni, potrebbe essere a causa di un pitstop. A quel punto a duellare per il secondo posto si sono ritrovati Jack Brabham e Trevor Taylor, quest'ultimo team-mate di Clark.

Continua a non essermi chiaro come funzionasse un minuto di penalità nel 1963, sta di fatto che pendeva ancora sulla testa di Hill quando a seguito del ritiro di Taylor e di un problema alla vettura di Brabham si è ritrovato terzo, dietro alla Cooper di Tony Maggs, posizione nella quale hanno terminato la gara, con podio Clark/ Maggs/ Hill.
Il pilota della BRM aveva oltre un minuto di vantaggio su Brabham, quarto al traguardo precedendo il compagno di squadra Gurney e la Lotus privata di Jo Siffert, quindo in teoria doveva essere a posto e conservare la terza piazza. E infatti l'ha conservata... ma non gli sono stati assegnati punti per effetto della penalità.
WTF?! O.O
Per caso c'era Liberty Media con sessant'anni di anticipo?! Sono abbastanza sconcertata da tutto ciò, speriamo non lo sappiano!

In settima piazza, una decina di giorni prima di compiere vent'anni, si è classificato Chris Amon al volante di una Lola. Esordito un paio di gran premi prima, diveniva il più giovane pilota a tagliare il traguardo di un gran premio nella storia della Formula 1 e lo sarebbe rimasto fino al 2001, quando l'ancora più giovane Fernando Alonso avrebbe visto per la prima volta la bandiera a scacchi.
È proprio per via di Amon che ho deciso di parlarne oggi, dato che ci lasciava esattamente sette anni fa, il 3 agosto 2016, all'età di 73 anni, quindi mi sembrava bello ricordare anche lui su questo blog.
Vi anticipo anche che, nel GP di Gran Bretagna - disputato a Silverstone - immediatamente successivo a quello di Francia, si è ripetuto conquistando di nuovo la settima piazza, stavolta all'età di vent'anni già compiuti.

Anche nel sul gran premio di casa Clark ha conquistato la vittoria, nonostante avere perso alcune posizioni alla partenza, in cui scattava dalla pole. Brabham, leader nei primissimi giri, è stato tuttavia ben presto relegato in seconda piazza, con Clark che ha iniziato a staccare tutti, tra cui Dan Gurney e, sulla Cooper, Bruce McLaren.
Con il ritiro prima di McLaren e poi di Brabham, Graham Hill è risalito al terzo posto, inseguito da Surtees con cui ha ingaggiato un duello per il gradino più basso del podio. Alla fine ci sono saliti entrambi, sul podio, Surtees secondo e Hill terzo, per via del ritiro di Gurney per un guasto a gara inoltrata e di Hill rimasto senza carburante all'ultimo giro, facendo guadagnare una posizione a Surtees. Doppiati, quarto Richie Ginther e quinto Lorenzo Bandini su BRM, sesto Jim Hall su Lotus cliente, non hanno recuperato posizioni.


martedì 1 agosto 2023

Ai vecchi tempi il GP del Belgio si correva a settembr-... ah no!

Carissime ali mobili che una volta spalancate permettono di fare il vuoto, come sicuramente tutti voi avrete notato, in questa stagione il GP del Belgio ha visto cambiare il suo posizionamento calendario (cosa a mio vedere abbastanza sensata dato che, quando è stato inserito il GP d'Olanda, gli è stata di fatto assegnata la collocazione del Belgio ancora esistente invece di metterlo magari al posto di Germania o Francia ormai assenti), decisione che qualcuno ha trovato magari un po' fuori luogo, ma che a mio vedere non dovrebbe diventare oggetto di polemica. Ci sono cose su cui è opportuno polemizzare, il fatto che in Belgio non si corra ai primissimi di settembre o prima al ritorno dalla pausa estiva magari anche no.
Se da un lato comprendo l'attaccamento alla storia, dall'altro trovo abbastanza limitativo prendere come "storia" solamente quella moderna o contemporanea, magari vaneggiando a proposito di "veri uomini" senza anche sapere che al tempo della Formula 1 dei "very uominy" in Belgio si correva in altri periodi dell'anno. Ci sono stati periodi in cui si correva in primavera e, andando indietro nel tempo, periodi in cui era collocato a fine primavera/ inizio estate. Negli anni '50, e per molto tempo ancora, a Spa Francorchamps si disputava il gran premio a metà giugno inoltrata.

Detto questo, vi porto nel 1951, dato che ormai l'evento del 1950 l'ho già raccontato, e vi informo che era il 17 giugno e che l'evento belga era il secondo/ terzo della stagione a seconda che si consideri o meno la 500 miglia di Indianapolis, disputata mercoledì 30 maggio a soli tre giorni di distanza dal GP della Svizzera, quindi chiaramente non si puntava ad avere a Indy le stesse squadre che disputavano il resto della stagione, due mondi che non si amalgamavano neanche per sbaglio.
Solo tre scuderie hanno disputato la gara, con un totale di tredici piloti: Juan Manuel Fangio, Giuseppe Nino Farina e Consalvo Sanesi in Alfa Romeo, Alberto Ascari, Luigi Villoresi e Piero Taruffi in Ferrari, oltre che ben sette Talbot Lago, tra cui alcune come entry private.
Per fortuna ai tempi non c'erano ancora i driverstosurvivers, perché con un'età media di oltre 42 anni e 10 mesi questo è stato il gran premio in cui ci sono stati i piloti mediamente più anziani della storia. I bimbiminchia di oggi direbbero che ciò è un insulto personale nei loro confronti e che vogliono boicottare la Formula 1 finché tutti costoro non saranno morti. C'è da dire che magari negli anni '50 sarebbero stati soddisfatti più in fretta che ai giorni nostri. Direi comunque di soprassedere e di andare a ricostruire questa gara di cui abbiamo una sintesi di diciotto secondi, un video senza audio di un minuto e sintesi che raccontano poco e niente.

Fangio scattava dalla pole seguito da Farina, ma è stato Villoresi ad andare in testa alla partenza, a bordo di una Ferrari come a cercare di contrastare il potere falsato dell'Alfa Romeo. Non ha funzionato e in pochi giri sono risaliti al primo e al secondo posto Farina e Fangio, con la lotta per la vittoria un loro affare interno, almeno finché Fangio non ha avuto un problema ai box che l'ha tenuto fermo piuttosto a lungo facendogli perdere diversi giri.
Rimasto in testa da solo quando si era svolta ancora meno di metà gara, Farina si è ritrovato ad accumulare vantaggio sui diretti inseguitori, ovvero Ascari e Villoresi (Sanesi e Taruffi si erano ritirati per problemi tecnici già da tempo), tanto da potere fare una sosta in più senza che le due Ferrari potessero insidiarlo.
Dal quarto posto in poi c'erano solo delle Talbot Lago: quelle di Louis Rosier, Yves Giraud-Cabantous, André Pilette, Johnny Claes e Pierre Levegh, che hanno preceduto Fangio. Mancavano all'appello solo Philippe Etancelin, ritirato per un guasto al primo giro(?) e Louis Chiron messo out in seguito da un problema di motore: in totale nove piloti al traguardo su tredici partiti.