venerdì 7 luglio 2023

GP Gran Bretagna 1968: la prima vittoria di Jo Siffert

Buon venerdì 7 luglio, carissimi lettori, e soprattutto buon inizio del weekend del GP di Gran Bretagna. Penso che in questo periodo seguiranno alcuni post a tema British e inizierò dal 1968, in cui si gareggiava a Brands Hatch il 20 luglio. Wikipedia italiana e sostiene che la gara si sia svolta il 21, in realtà, ma statsf1.com ci fornisce le prove che sia stata disputata sabato 20. Con questo non voglio dire che ciò che afferma statsf1 debba essere *sempre* preso come la Verita Assoluta (anche se il sito è molto ben fatto e sulle date è molto preciso), ma che mettono come foto la locandina dell'evento, su cui è riportata la data del 20 luglio. Sul perché ve ne stia parlando proprio oggi, vi informerò a tempo debito, adesso parliamo delle fonti su cui documentarsi.
Su Youtube c'è solo un brevissimo race recap, con immagini dal circuito tra cui quella di un giovanissimo Principe Carlo (attualmente noto come Re Carlo III) presente sul posto. Anche statsf1 oltre a offrire entry list, griglia di partenza e posizioni lap by lap non dice davvero tanto: non c'è una cronaca scritta, serve andare altrove per informarsi e integrare quanto detto nel video. Alla fine c'è poco da integrare.

Graham Hill ha ottenuto la pole position con una Lotus ufficiale, precedendo il compagno di squadra Jackie Oliver, colui che diversi anni più tardi - se mi seguite da un po' e avete l'abitudine di leggere le mie cronache vintage è molto probabile che anche le pareti di vostra già lo sappiano a memoria - ha fondato la Arrows.
C'erano due Ferrari, Chris Amon che partiva terzo e Jackie Ickx che invece era dodicesimo in griglia. C'erano in totale venti vetture, ma hanno iniziato presto a diradarsi. Se Dan Gurney sulla Eagle è rimasto fermo sulla griglia di partenza riuscendo poi a prendere il via (come riportato nella sintesi video) per poi ritirarsi pochi giri dopo (questo non si è visto), Jack Brabham sulla vettura del proprio omonimo team non è neanche riuscito a completare la prima tornata, su un totale di 80 previste, venendo costretto al ritiro (senza essere considerato nel video) a causa di un problema tecnico... e ne sarebbero seguiti altri, con meno di metà delle vetture al traguardo.
Parliamo tuttavia delle vetture ancora effettivamente in pista nelle prime fasi, Oliver si è appropriato della leadership alla partenza e ha passato tre giri in testa prima di essere superato da Hill, la cui gara è durata tuttavia soltanto 26 giri prima di divenire vittima della poca affidabilità delle monoposto di quei tempi.

Oliver si è ritrovato di nuovo in testa, mentre a scambiarsi la seconda posizione sono stati (poco considerati, al momento), Amon (di cui il 20 luglio cadeva il compleanno) e una Lotus non propriamente ufficiale, insomma, quella del team Rob Walker, guidava da Jo Siffert, il quale sembra essere tornato definitivamente davanti ad Amon dopo 44 giri di gara. Più o meno in quei frangenti Oliver è stato costretto al ritiro da un guasto alla trasmissione.
Siffert è rimasto in testa fino alla fine, conquistando la sua prima vittoria in Formula 1, sullo stesso circuito laddove tre anni più tardi avrebbe sfortunatamente trovato la morte durante l'International Trophy, gran premio non ufficiale. Era nato il 7 luglio 1936, oggi avrebbe compiuto 87 anni.
Amon, unico inseguitore a pieni giri, ha chiuso la gara a quattro secondi dal vincitore, mentre Ickx con l'altra Ferrari ha completato il podio. Seguivano Denny Hulme (McLaren), John Surtees (Honda), Jackie Stewart (Matra), Bruce McLaren (McLaren) e Piers Courage (BRM non ufficiale) come unici altri piloti classificati e Silvio Moser (Brabhan non ufficiale) ancora in pista al termine della gara, ma senza averne completato il 90% necessario a classificarsi.

giovedì 6 luglio 2023

GP Europa e Francia 2003: le ultime vittorie di Ralf Schumacher

Buongiorno a tutti e buon 6 luglio! Oggi è mia intenzione accompagnarvi nel 2003, in quanto è il ventennale dell'ultima vittoria ottenuta in Formula 1 da Ralf Schumacher. Seguiva di appena una settimana quella precedente, avvenuta il 29 giugno al GP d'Europa, quindi vi porto a ripercorrere questi due eventi!

GP EUROPA - Kimi Raikkonen ottiene la prima pole in carriera, acclamato sulle tribune da un tifoso biondo con un cappellino della Mercedes in testa, nel quale molti identificano Nico Rosberg. Vorrei negare l'evidenza e potere dire che sì, era lui, ma la realtà dei fatti è che ai tempi Rosberg aveva diciotto anni e, a guardare le sue foto dell'epoca, sembrava molto più giovane di quel tifoso e soprattutto aveva i capelli molto più lunghi.
In gara il pilota della McLaren mantiene la prima posizione, mentre Michael Schumacher che scatta secondo ha una partenza non proprio scattante e viene superato proprio dal fratello, terzo in griglia, dietro al quale rimane incollato nella prima parte di gara.
Al momento di fermarsi ai box per la prima sosta, Ralf è l'ultimo dei primi tre a rientrare, ma nulla cambia nelle posizioni. Poco dopo, tuttavia, sulla macchina di Raikkonen cede il motore ed è costretto al ritiro. I fratelli Schumacher sono adesso 1/2 e al terzo e al quarto posto seguono i loro compagni di squadra a parti invertite, Rubens Barrichello e Juan Pablo Montoya.
Dopo il secondo pitstop Michael si ritrova a tu per tu proprio con Montoya, i due si toccano e Schumacher parte in testacoda, impantanandosi nella ghiaia. Siamo tuttavia al Nurburgring, location in cui i commissari hanno l'abitudine di rimettere in pista futuri sette volte campioni del mondo insabbiati, qualche volta anche senza trainarli con una gru! E c'è perfino un commissario in maglietta e pantaloncini!
Ralf Schumacher, Montoya e Barrichello sono a questo punto i primi tre e lo resteranno, mentre Fernando Alonso e David Coulthard lottano intensamente per il quarto posto, almeno finché il mascellone non finisce fuori pista a pochi giri dal termine. Michael Schumacher risale al quinto posto approfittando di questo incidente, mentre la zona punti viene conclusa dalla Jaguar di Mark Webber, dalla B.A.R. di Jenson Button e dalla Sauber di Nick Heidfeld che precede il compagno di squadra e concittadino Heinz-Harald Frentzen!

GP FRANCIA - a Magny-Cours le Williams fanno 1/2 in qualifica e Ralf trascorre un primo stint tranquillo davanti a Montoya. Raikkonen è in terza posizione mentre Michael Schumacher si trova quarto precedendo Coulthard, il quale lo supererà in occasione del primo giro di pitstop, relegandolo in quinta piazza - nella seconda sosta non cambierà molto. Seguono le Renault di Jarno Trulli e Fernando Alonso, i quali tuttavia si ritireranno entrambi a causa di guasti al motore.
Nell'ultima sosta, su un totale di tre, Coulthard ha un problema che gli fa perdere tempo ai box. Michael Schumacher nel frattempo riesce a prendersi addirittura la terza posizione che fino a quel momento sembrava sotto il controllo di Raikkonen. Le posizioni, da questo momento, rimangono stabili: Ralf Schumacher, Montoya, Michael Schumacher, Raikkonen e Coulthard nelle prime cinque posizioni. Barrichello, autore di un testacoda a inizio gara, deve accontentarsi del settimo posto dietro a Webber. Sono lontani i giorni in cui vinceva gare caratterizzate dall'ingresso di manifestanti, ciò che è successo una volta non può succedere di nuov-... oh wait, la prossima è Silverstone.
La zona punti viene completata da Olivier Panis su Toyota, il quale precede la B.A.R. dell'ex compagno di squadra Jacques Villeneuve, che al Nurburgring avevamo visto abbattere paletti e rompere l'ala anteriore. È fuori dai punti, ma gli va sicuramente meglio che a Button, che risulta ritirato per essere rimasto senza benzina prima di fermarsi ai box per il primo rifornimento.



mercoledì 5 luglio 2023

Indycar 2023: #9 Gran Premio di Mid-Ohio

Carissimi lettori, è giunto il momento do raccontarvi del Gran Premio di Mid-Ohio che si è svolto domenica sera e di cui ho visto l'extended highlight in pausa pranzo, seduta su una panchina fatta di bancali collocata al bordo di un campo di basket dentro l'Interporto. Non ho idea di quale sia lo scopo di un campo di basket dentro l'Interporto, ma la panchina rudimentale è all'ombra sotto un albero, quindi non si butta via niente. In attesa che venissero le 14,00 mi sono quindo gustata lo spettacolo grazie al profilo youtube dell'Indycar mettendomi finalmente in pari con quanto mi ero persa domenica sera. Insomma, era tutto perfetto tranne il fatto di indossare una gonna bianca, forse non il capo di abbigliamento più adatto per mettermi lì sopra, ma nevermind, procediamo con ordine e andiamo a riepilogare in primo luogo la entry list:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Romain Grosjean, Devlin DeFrancesco
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Felix Rosenqvist, Alexander Rossi
CARPENTER: Rinus Veekay, Ryan Hunter-Reay
COYNE: David Malukas, Sting Ray Robb
FOYT: Santino Ferrucci, Benjamin Pedersen
GANASSI: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Callum Ilott, Augustin Canapino
MEYER SHANK: Helio Castroneves, Conor Daly (one-off in gara al posto di Simon Pagenaud rimasto lievemente infortunato in un incidente con cappottamento multiplo in free practice)
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Jack Harvey, Christian Lundgaard

Herta scattava dalla pole position e precedeva nelle prime fasi di gara Rahal e Kirkwood, ma tutto è iniziato in modo altisonante per gli svedesi: mentre Ericsson terminava la propria gara subito con la sua vettura che decideva di spegnersi neanche fosse stata la McLaren Honda di Kevin Magnussen chiamato a sostituire Fernando Alonso in Australia, Rosenqvist era protagonista di una sbinnata innescata da Pedersen, che ha provocato l'ingresso della safety car e condannato Rosenqvist alle retrovie per il resto della gara.
Pedersen sembra invece essersi successivamente distinto per la capacità di ostacolare chi gli capitasse a tiro, tanto che a fine gara McLaughlin l'avrebbe esortato a imparare a imparare, se capite cosa intendo! La cosa è anche stata commentata via social, con tanto di intervento anche di Rosenqvist, oltre che di McLaughlin.
Palou è emerso vincente in termini di tack position dopo il primo stint, ritrovandosi a conquistare la vetta della gara, mentre vari piloti che si trovavano tra le prime posizioni hanno perso terreno: Kirkwood ha fatto un testacoda dopo un contatto, Rahal ha avuto una sosta lunga, infine anche Herta ha perso diverse posizioni. Con una strategia alternativa a tre soste O'Ward ha inoltre rimontato dalle retrovie fino alla top-ten.
Tra gli eventi notevoli, un bel duello nelle fasi conclusive della gara, tra DeFrancesco, Grosjean e Veekay, il quale ha visto Grosjean superare il compagno di squadra, non prima che entrambi avessero rischiato di perdere la posizione a vantaggio di Veekay.
Palou frattanto manteneva la testa della gara ed è passato sotto la bandiera a scacchi davanti a tutti, conquistando la terza vittoria di fila e consolidando la leadership in campionato.

RISULTATO: Palou, Dixon, Power, Lundgaard, McLaughlin, Malukas, Rahal, O'Ward, Armstrong, Rossi, Herta, Newgarden, Grosjean, DeFrancesco, Veekay, Ilott, Kirkwood, Harvey, Hunter-Reay, Daly, Castroneves, Robb, Canapino, Ferrucci, Rosenqvist, Pedersen.


martedì 4 luglio 2023

GP Francia 1950: l'unico podio di Peter Whitehead

Il passato weekend avrei voluto raccontarvi del GP di Francia 1950, disputato il 2 luglio, quindi di cui domenica cadeva l'anniversario, ma non c'è stata occasione. Ritengo comunque opportuno parlarvene ora e ricordarvi che il mondiale 1950 si avviava verso la sua conclusione, dopo Reims ci sarebbe stato solo il GP d'Italia a Monza, seppure ben due mesi più tardi (io però pianifico di raccontarvelo un po' prima). Nino Farina era in testa al mondiale con rispettivamente quattro e cinque punti sui compagni di squadra in Alfa Romeo, Luigi Fagioli e Juan Manuel Fangio. Come potrete tranquillamente immaginare, le Alfa hanno dominato le qualifiche, con Fangio, Farina e Fagioli nelle prime tre posizioni della griglia di partenza. A seguire c'erano delle Talbot Lago, mentre di Ferrari neanche l'ombra: la scuderia di Maranello ha ritirato le monoposto di Alberto Ascari e Luigi Villoresi... perché giudicate troppo lente. Solo una Ferrari privata, guidata da Peter Whitehead, è andata sulla griglia di partenza, in ultima posizione. Non saprei come giudicare il fatto che avesse 30 secondi di gap dalla pole, comunque su un circuito con un giro record di due minuti e mezzo, i distacchi erano abissali in tutta la griglia.
Dalle poche immagini video, il circuito appare luogo ricco di fascino, qui sotto qualche scorcio:




Farina pare avere preso la testa della gara inizialmente ed essere stato in testa finché non ha avuto un problema ed è stato costretto a rientrare ai box e a effettuare una lunga sosta. Nel frattempo numerose vetture avevano problemi di surriscaldamento a causa delle elevate temperature, che hanno comportato ritiri e problemi di varia natura.
Fangio nel frattempo era in testa alla gara davanti a Fagioli, ormai nettamente il favorito, specie considerato che, oltre a staccate in modo notevole il compagno di squadra, c'erano letteralmente *giri* di gap tra loro e gli avversari più diretti. Whitehead, per esempio, è riuscito ad andare a podio, ma doppiato di ben tre giri, e a tale proposito di ricordo di quanto tempo ci volesse per percorrere un giro. Di fatto era staccato di qualcosa come sette minuti o giù di lì.
La Simca Gordini di Roberto Manzon ha concluso la gara in quarta piazza, con a seguire due Talbot Lago, sulle quali è cambiato il pilota in corso d'opera: Philippe Etancelin/ Eugene Chaboud al quinto posto, Charles Pozzi/ Louis Rosier al sesto, cioè fuori dai punti. Seppure ritirato a gara inoltrata, Farina è stato classificato settimo, ma il ritiro non giovava alla sua rincorsa al mondiale: era terzo in classifica a -4 da Fangio e a -2 da Fagioli.


lunedì 3 luglio 2023

Formula 1 2023: #9 Gran Premio d'Austria, il commento del lunedì

Carissimi lettori, ci ritroviamo a distanza di due settimane con un nuovo gran premio da ripercorrere e sono pronta per portarvi con me in questo lungo viaggio, preceduto come al solito da varie oscenità sui social, con i soliti scontri tra leclerchini e sainzini, oltre che con gente che augurava incidenti mortali a piloti non di proprio gusto. Spero che il/la tiktoker che ha avuto la così malsana idea di augurarsi un incidente mortale si senta almeno un po' una merda, se ha ricevuto la notizia che in Formula Regional c'è stato un incidente mortale. Non è stato un buon weekend per i motori, la morte di Dilano Van't Hoff coinvolto in un incidente agghiacciante in Belgio ha fatto sorgere domande che al momento non hanno risposta. Però nel frattempo il mondo va avanti e tra ciò che andava avanti c'era il GP d'Austria, il ritorno in Europa dopo la trasferta canadese di due settimane fa, in un mese di luglio molto fitto, cinque fine settimana per quattro gran premi. Nel 2005 non sarebbe mai successo nulla di tutto ciò e nemmeno nel 2016. Ah, no.
A Spielberg (che si pronuncia "shpilberg", vorrei ricordare, mi sembra di avere sentito pronunce ben diverse da questa) tornava a farci visita la gara sprint, che ha provocato il ritorno di due diverse fazioni: 1) quelli che il format fa schifo quindi la sprint sarebbe stata noiosa di default, giudizio assegnato d'ufficio ancora prima di essere disputata, 2) quelli che se la gara si rivelava interessante ne avrebbero dedotto che bisognerebbe fare una sprint ogni giorno. In sintesi, si sono risvegliati tutti quei commentatori decontestualizzati che ripetono la stessa cosa ogni volta indipendentemente da quello che succede. Invece di fare come loro, vi propongo la cronaca scritta per il forum F1 Grand Chelem, dopodiché un commento semiserio del lunedì, stavolta che è davvero lunedì.

CRONACA SPRINT - Sabato, ore 16.00, al Redbullring sta per iniziare la gara sprint di 24 giri. La griglia di partenza è dettata dal risultato della qualifica shootout (disputata la mattina alle 12.00), per tale ragione le dinamiche della qualifica del venerdì verranno approfondite quando sarà il momento di parlare della gara principale della domenica. Uniche anticipazioni: i track limits sono soltanto disegnati, il che ha comportato un continuo annullamento di tempi.
A causa di un tempo annullato, Checo Perez è anche uscito in Q2 al venerdì, mentre si riprende nello shootout - iniziato con pista umida andata via via asciugandosi nel corso del tempo - ritrovandosi secondo al fianco del "poleman" Max Verstappen. Il campione del mondo in carica fa comunque parlare di sé quando al termine della SQ1 fa impeding deliberato nei confronti di Lewis Hamilton, al momento tra gli esclusi causa tempo annullato. Non ci saranno penalità nei suoi confronti in quanto non vi è alcun reclamo da parte della Mercedes - che non mette nessuna vettura in SQ2 visto un problema per George Russell.
La decisione è in apparente contrasto con la penalità per impeding di Charles Leclerc - sesto, partirà nono - che non si avvede della presenza di Oscar Piastri nella stessa manche, in questo caso ovviamente in McLaren hanno fatto reclamo. La Ferrari, buona protagonista nella qualifica del venerdì, appare in difficoltà, il più veloce dei due piloti è Carlos Sainz, nonostante un problema nella prima manche che per poco non gli impediva di fare il tempo, ma è soltanto quinto, alle spalle di Lando Norris e di un sorprendente Nico Hulkenberg.

1^ fila: Verstappen - Perez
2^ fila: Norris - Hulkenberg
3^ fila: Sainz - Alonso
4^ fila: Stroll - Ocon
5^ fila: Leclerc - Magnussen
6^ fila: Albon - Gasly
7^ fila: Tsunoda - De Vries
8^ fila: Russell - Zhou
9^ fila: Piastri - Hamilton
10^ fila: Bottas - Sargeant

È piovuto di nuovo, la pista è ancora bagnata, l'unico che tenta la strada delle slick è Valtteri Bottas, che tuttavia rientra al termine del giro di formazione e con le intermedie dalla pitlane. Davanti frattanto Perez va in testa, ma Verstappen non ci sta ad accodarsi. Dietro di loro c'è un po' di caos e Norris ha un bloccaggio e perde numerose posizioni, ritrovandosi decimo dietro a Leclerc.
Imprecando contro Perez via radio Verstappen si riprende di forza la leadership, mentre Checo viene sfilato anche da Hulkenberg: la Haas si ritrova al secondo posto! Magnussen frattanto deve vedersela con le Mercedes e viene superato da Russell, ma in un secondo momento riuscirà a riprendersi la posizione.
Leclerc e Norris lottano tra di loro in diversi momenti alle spalle di Esteban Ocon, mentre Magnussen lotta in modo scatenato con Russell e Hamilton, e anche se finisce con l'essere superato da entrambi non lascia nulla di intentato. Il sogno del "non podio" per Hulkenberg inizia a svanire a metà gara, ha dietro di sé Perez e Sainz e deve arrendersi al 12° e al 13° giro prima all'uno e poi all'altro.
Continua il duello con Leclerc che attacca anche Ocon, le posizioni si scambiano diverse volte anche con Norris, mentre dietro di loro c'è Russell che al 16° si ferma ai box per passare alle gomme slick.
Hulkenberg frattanto ha dietro di sé le Aston Martin di Lance Stroll e Fernando Alonso, perde la posizione nei confronti di Stroll e poi si ferma ai box. Avrebbe verosimilmente perso la posizione nei confronti di Alonso, ma aveva un vantaggio di vari secondi nei confronti di un ottimo Alex Albon in settima piazza.
Anche Albon si ferma, così come Leclerc (unici oltre a Hulkenberg in top-ten), i due si ritrovano Hamilton alle loro spalle che ha già fatto la sosta e ha gomme già in temperatura. Supera Leclerc in un duello piuttosto acceso con un mezzo contatto, dopodiché il pilota Ferrari si ritrova a lottare con Albon senza mostrare un passo particolarmente convincente e subendo anche il sorpasso di Piastri.
Verstappen davanti continua a spingere, l'obiettivo della top-5 è terminare la gara sulle intermedie. Il leader accumula in totale 21 secondi su Perez, che precede Sainz di qualche secondo al traguardo. Le Aston frattanto sono vicinissime, ma Alonso non attacca mai Stroll in maniera concreta. Hulkenberg frattanto dopo avere recuperato tantissimo su Norris lo supera arrivando anche a strappare la sesta piazza a Ocon nel finale. Anche le Mercedes chiudono la gara in rimonta, in particolare Russell giunge ottavo, ultima posizione a punti nella sprint.

RISULTATO: Verstappen, Perez, Sainz, Stroll, Alonso, Hulkenberg, Ocon, Russell, Norris, Hamilton, Piastri, Leclerc, Albon, Magnussen, Gasly, Tsunoda, De Vries, Sargeant, Zhou, Bottas.

CRONACA GARA - Domenica, ore 15.00, stavolta inizia l'evento principale, di 71 giri, la cui griglia di partenza viene stilata dalla qualifica del venerdì, sessione durante la quale numerosi piloti si sono visti cancellare il tempo per track limits, al punto che solo Leclerc e Sargeant non hanno avuto alcun cancellato, nel caso di Logan peraltro disputando soltanto la Q1.
Il principale colpo di scena è stato l'eliminazione di Perez in Q2, dopo che il tempo da lui ottenuto (secondo) è stato cancellato per la causa di cui sopra, facendo sì che sia la quarta volta di fila in cui non ha accesso alla Q3. Non ci sono penalità scontate in griglia, che riflette il risultato effettivo della qualifica, semplicemente Kevin Magnussen e Nyck De Vries partono dalla pitlane per lavori in parco chiuso.

1^ fila: Verstappen - Leclerc
2^ fila: Sainz - Norris
3^ fila: Hamilton - Stroll
4^ fila: Alonso - Hulkenberg
5^ fila: Gasly - Albon
6^ fila: Russell - Ocon
7^ fila: Piastri - Bottas
8^ fila: Perez - Tsunoda
9^ fila: Zhou - Sargeant
10^ fila: Magnussen - De Vries

Le posizioni dei primi tre rimangono invariate seppure sono molto vicini, mentre Hamilton prende la quarta posizione a Norris, dietro al quale si installa Alonso, con Hulkenberg davanti a Stroll. Un contatto con Tsunoda protagonista e la necessità di ripulire i detriti provoca una breve entrata della safety car. Dopo il restart, Hulkenberg perde la posizione a vantaggio di Stroll, ritrovandosi a lottare con Gasly.
Verstappen allunga in tempi brevi sui piloti Ferrari, mentre Perez riesce in seguito a superare Russell per l'11° posto. Una virtual safety car al 15° giro (Hulkenberg fermo per un problema tecnico) provoca una differenziazione di strategie: le Redbull non si fermano, le Ferrari si fermano un giro dopo rispetto agli altri, perché avevano già superato la linea di ingresso della pitlane. Le soste sono per entrambi oltre i quattro secondi, Leclerc mantiene la posizione, Sainz esce dietro a Perez che non si è fermato e a Hamilton, ma supererà entrambi. Anche Norris frattanto supera Hamilton, la McLaren con i nuovi update (non presenti sulla vettura di Piastri) sembra andare bene.
Nel frattempo la questione track limits si fa di nuovo sentire e molti piloti vengono sanzionati, tra i big tocca a Hamilton e a Sainz, che scontreranno la penalità nella seconda sosta. Le Redbull intanto rimandano la prima, Verstappen dai box dietro a Sainz e Leclerc ma superato Sainz va anche a riprendersi la leadership passando Leclerc.
Con la seconda sosta e la penalità Sainz esce dietro a Norris, ma lo supera in tempi brevi. Quando Perez effettua la propria sosta è quinto dietro ai due, supera Norris abbastanza facilmente mentre è diversa la situazione con Sainz, i due ingaggiano un duello molto acceso e Perez impiega quattro giri per riuscire finalmente a liberarsi del pilota Ferrari che, facendosi affiancare e lasciando che Perez passasse prima sui sensori è riuscito a tenersi per vari giri il DRS.
Passato al terzo posto, Perez non è riuscito ad avvicinare Leclerc, mentre Verstappen davanti ha avuto il gap per fare una terza sosta a scopo giro più veloce, da lui conquistato nel finale. Nel frattempo nelle retrovie, oltre top ten, si sono avute anche nella fase finale della gara diverse lotte per le posizioni di minore prestigio.

Il risultato finale in pista è il seguente: Verstappen, Leclerc, Perez, Sainz, Norris, Alonso, Hamilton, Russell, Gasly, Stroll, Albon, Ocon, Sargeant, Zhou, De Vries, Bottas, Piastri, Tsunoda, Magnussen. Aston Martin fa reclamo per presunti track limits violati da parte di vari piloti e ignorati dai commissari, compresi Sainz e Hamilton.
Circa cinque ore dopo il termine della gara verranno ufficializzate numerose penalità: +10 secondi per Sainz (scala sesto), Hamilton (ottavo), Gasly, Albon e Sargeant per recidiva, ovvero dopo i primi 5 per quattro violazioni in gara, altri dieci secondi per la quinta; Tsunoda +5, De Vries due penalità +10 e +5, Ocon quattro penalità +5, +10, +5, +10 per un numero non quantificabile di track limits. Seguirà risultato ufficiale prossimamente. // Milly Sunshine per F1GC

COMMENTO SEMISERIO DEL LUNEDÌ - no comment.
Sarebbe sufficiente così, credo, ma invece no, forse è meglio scrivere davvero qualcosa di più concreto.
Trovo ridicolo che la questione dei track limits sia divenuta completamente fuori controllo e non si cerchino soluzioni alternative concrete.
Trovo ridicolo che i commissari e la direzione gara si vadano a rivedere le presunte infrazioni a random dopo una segnalazione di un team.
Trovo ridicolo che salti fuori che ci sono *oltre un migliaio* di potenziali infrazioni sulle quali indagare.
Trovo ridicolo che si giunga al risultato definitivo (sperando vivamente che lo sia) dopo cinque ore che una gara è terminata.
Trovo ridicolo che ci sia gente che, siccome sono stati penalizzati piloti che detesta, allora belliximohhhh kontinuahhhh, bisogna assolutamente andare avanti con un regolamento sui track limiti che sparge cringe solo a vederlo da lontano.
Trovo ridicola la considerazione secondo cui i duelli provocano la violazione dei track limits quindi improvvisamente anche i duellihhhh e i sorpassihhhh decantati a ogni soffio di vento vengono di colpo messo nella black list.
In sintesi, trovo ridicolo questo caos e credo che non abbia accontentato nessuno, tranne i tifosi di Alonso più accaniti, dato che ci ha guadagnato una posizione. I tifosi di Alonso che non hanno posizioni nel frattempo, intendo.
Bene, il campionato sarà di ritorno nel prossimo weekend, quindi vedremo se si ritornerà sulla retta via o se si peggiorerà ancora. Il cuore dice la prima, la mente teme la seconda!

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Charles Leclerc (Ferrari), 3. Sergio Perez (Redbull), 4. Lando Norris (McLaren), 5. Fernando Alonso (Aston Martin), 6. Carlos Sainz (Ferrari), 7. George Russell (Mercedes), 8. Lewis Hamilton (Mercedes), 9. Lance Stroll (Aston Martin), 10. Pierre Gasly (Alpine), 11. Alex Albon (Williams), 12. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 13. Logan Sargeant (Williams), 14. Esteban Ocon (Alpine), 15. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 16. Oscar Piastri (McLaren), 17. Nyck De Vries (Alpha Tauri), 18. Kevin Magnussen (Haas), 19. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), Rit. Nico Hulkenberg (Haas).

domenica 2 luglio 2023

GP Europa e Francia 2001: i duelli dei fratelli Schumacher

Michael e Ralf Schumacher
Oggi 1° luglio (ormai passato da pochi minuti, ma è stata una lunga giornata, purtroppo) ricorrono diversi anniversari nella storia della Formula 1, tra cui la vittoria "più anziana" della storia ottenuta da Luigi Fagioli nel 1951 (ex equo con Juan Manuel Fangio al quale aveva dovuto cedere la vettura in corso d'opera) e il famoso duello tra Gilles Villeneuve e René Arnoux nel 1979. Vi ho tuttavia già raccontato entrambe queste storie, una di recente e l'altra un paio d'anni fa, parlando anche della prima vittoria di un motore turbo ottenuta da Jean-Pierre Jabouille, che nessuno si è filato, quindi vi racconto una storia più moderna, avvenuta il 1° luglio 2001 a Magny-Cours. Prima, però, credo sia meglio darvi un po' di contesto. Vi ho parlato a suo tempo del Gran Premio del Canada dello stesso anno, mentre non vi ho ancora raccontato di quello d'Europa. Ebbene, i fatti del Nurburgring li userò come premessa per arrivare a Magny-Cours dove si gareggiava una settimana più tardi, e prima ancora vi ricordo che a Montreal Ralf e Michael Schumacher avevano terminato la gara 1/2. Di fatto era iniziato un momento storico per la Formula 1, che difficilmente potrà ripetersi, ovvero quello in cui ci siamo ritrovati con due fratelli che lottavano per le posizioni di vertice.

Al Nurburgring Michael e Ralf partivano dalle prime due posizioni, rimaste inalterate dopo il via. Juan Pablo Montoya, sulla Williams, seguiva terzo a distanza precedendo le McLaren di David Coulthard e Mika Hakkinen. Rubens Barrichello, partito dalla quarta casella della griglua, era scivolato in settima posizione dietro alla Jordan di Jarno Trulli, della quale si è liberato dopo il primo stint.
Era epoca di rifornimenti di benzina e rientrare un giro prima o un giro dopo voleva dire molto, ma i fratelli Schumacher si sono fermati ai box nella stessa tornata, dopo essere stati in certi momenti davvero vicini. I due, tuttavia, sono usciti l'uno davanti e l'altro dietro a Coulthard che doveva ancora fermarsi, il che ha provveduto a incrementare il gap tra di loro, anche quando hanno superato Coulthard.
Il duello tra i due, già reso difficile, è venuto meno quando Ralf ha ricevuto un drive through per "speeding in the pitlane" e scontata la penalità si è ritrovato quarto: a salire sul podio insieme a Michael sono stati Montoya e Coulthard. Hanno completato la zona punti Barrichello e Hakkinen, con Trulli ritirato e le Jaguar di Eddie Irvine e Pedro De La Rosa in settima e ottava posizione.
Jacques Villeneuve ha chiuso nono e dal momento che guidava una B.A.R. già vedere il traguardo era un'impresa: Olivier Panis non ha avuto la stessa fortuna. Decimo sulla Sauber, Kimi Raikkonen è uscito vincente da un duello con Jean Alesi. Il pilota della Prost, in precedenza in lotta con l'altra Sauber di Nick Heidfeld, è stato tuttavia costretto al ritiro, come in precedenza Heidfeld.

Sabato 30 giugno Ralf Schumacher ha ottenuto la sua prima pole position in Formula 1, nel giorno del suo ventiseiesimo compleanno. Ha preceduto il fratello e le due McLaren, anche se poi Hakkinen non è riuscito a prendere il via a causa di un problema tecnico. Risulta DNS quindi ufficialmente il primo ritirato della gara è stato Villeneuve.
A posizioni inviariate, Ralf ha mantenuto il primo posto su Michael che gli stava molto vicino, in una gara che prevedeva una strategia a due pitstop. Il duello si è deciso con la prima fermata: Michael infatti è riuscito a passare davanti ritardandola e spingendo più a lungo al termine del primo stint, un overcut come se ne sono visti tanti in quell'epoca.
Ralf ha dovuto in seguito vedersela anche con Montoya, che avrebbe potuto portarsi a casa tranquillamente la seconda piazza, se non fosse stato per un notevole intoppo, ovvero la rottura del motore a gara ormai inoltrata, il che ha fatto sì che Ralf tornasse in auge per andare a occupare il secondo gradino del podio senza troppe difficoltà.
Nel finale si è acceso un intenso duello tra Barrichello e Coulthard per la terza posizione, con il pilota della Ferrari che si trovava davanti e che è riuscito a conservare il terzo posto fin sulla linea del traguardo e a salire sul podio. Trulli ha concluso stavolta al quinto posto precedendo le Sauber di Heidfeld e Raikkonen, mentre l'altra Jordan, guidata da Heinz-Harald Frentzen, ha visto il traguardo all'ottavo posto.
La B.A.R. ha curiosamente portato a casa un altro nono posto, questa volta con Panis mentre Luciano Burti con la Prost ha chiuso la top-ten. Essendo il 2001 un nono posto non garantiva punti ma, come già detto in precedenza, vedere la bandiera a scacchi non era per niente scontato al volante di una B.A.R.!

sabato 1 luglio 2023

Quando il motorsport distrugge di nuovo

È un sabato come tanti, uno di quei giorni in cui sembra che il motorsport possa regalare qualche soddisfazione. E così ecco gli occhi puntati sulla Formula Regional, o magari solo su Maya Weug, che con una performance da urlo rispetto ai risultati precedenti sembra riportarci a pensare che chissà, forse davvero nei prossimi anni potremmo vedere una ragazza arrivare in alto.
O in alternativa c'è Andrea Kimi Antonelli che sta davanti a tutti e che come al solito catalizza l'attenzione, perché alla fine chi se ne importa degli altri, gli occhi vanno solo su chi ha addosso i segni della "predestinazione" (ma quella vera, qualcun altro non veniva minimamente preso in considerazione durante gli anni delle formule minori).

Poi c'è il diluvio.
C'è il diluvio e c'è una safety car.
Il cronometro va verso lo zero, anzi, ci arriva proprio allo zero.

Sto cercando di capire le ragioni di un ultimo giro in volata e con una visibilità nulla, ma credo sia sempre la stessa malattia che affligge l'automobilismo negli ultimi anni. Non saprei dire da quando, esattamente, sia diventato inaccettabile terminare una gara in regime di safety car, al punto da dovere per forza inventarsi una soluzione alternativa, non importa dove, non importa in che categoria.
Era un sabato come tanti, ma non lo è più, Tim Tramnitz esce di pista e subito dopo è bandiera rossa... ma non per Tramnitz. Più indietro c'è stata una collisione multipla, all'uscita da Eau-Rouge Radillon. Si narra che Adam Fitzgerald abbia colpito la monoposto di Dilano Van't Hoff, dopo che questo ha perso il controllo della vettura, almeno altre due auto coinvolte nella carambola.

Una collisione a t-bone, quella tra Van't Hoff e Fitzgerald, voci dicono che Fitzgerald ha una frattura a una spalla, mentre Van't Hoff è incosciente.

La mente viaggia, ripensa ai suoi duelli con Hamda Al Qubaisi in Formula 4 Emirati e a quel campionato quasi dominato per poi essere battuto da Enzo Trulli per un punto.
Era il 2021 e dopo è venuta la vittoria della Formula 4 spagnola. È al secondo anno in Formula Regional, adesso, ha ottenuto un podio come miglior risultato nella scorsa stagione. A fine mese compirà diciannove anni.
E poi l'amara realtà, poco prima delle 13,00: non arriverà mai a diciannove anni.
Forse un giorno l'automobilismo raggiungerà un'evoluzione tale per cui si eviterà di dare il restart senza condizioni accettabili al solo scopo di un finale in volata.
Noi lo vedremo.
Dilano Van't Hoff no, per lui è troppo tardi.


(26.07.2004 - 01.07.2023)