domenica 14 febbraio 2021

Toyota Racing Series 2021: Matthew Payne vince il titolo

La Toyota Racing Series è uno dei campionati invernali che i piloti scelgono per accumulare esperienza e punti superlicenza... o almeno lo era quando in Nuova Zelanda non c'erano leggi particolarmente restrittive in fatto di prevenzione del coronavirus. In questa stagione è stato un campionato ambientato in un'immaginaria Indianapolis, con al volante dei cosplayer di Schumacher, Barrichello, Monteiro, Karthikeyan, Albers e Friesacher, tutti rigorosamente neozelandesi.
Mi spiego meglio: i piloti full time sono stati sei. Si tratta di Matthew Payne, Kaleb Ngatoa, Billy Frazer, il campione di F4 cinese 2019 Conrad Clark, Peter Vodanovich e Chris Vlok, elencati nell'ordine in cui si sono classificati in campionato, con Payne campione con un largo vantaggio. Questa era la line-up dell'ultimo evento stagionale, in quello precedente i piloti al via erano sette: c'era anche Tom Alexander, ottavo in classifica generale.

Eppure il primo evento, denominato GP di Nuova Zelanda, era iniziato bene, con sedici vetture presenti, compresa quella di Shane Van Gisbergen, settimo in classifica piloti per avere vinto tutte e tre le gare alle quali ha partecipato. In quelle Payne ha concluso sempre terzo, per poi vincere tutte le gare senza Van Gisbergen eccetto una, in cui comunque ha perso la vittoria a causa di una penalità.
Nono in classifica Chris Van Der Drift, presente al primo evento, una pole e due secondi posti all'attivo. Nel primo evento Van Der Drift, Van Gisbergen e Ngatoa si sono ripartiti le pole. Da quel momento in poi, sempre e solo Matthew Payne davanti a tutti, in quella che sembra essere stata la sua prima esperienza open wheel (dalle informazioni che ho trovato, fino al 2020 era un kartista).
Hanno completato la classifica gli altri piloti del primo round della stagione, ovvero Damon Leitch, André Heimgartner, Brendon Leitch (fratello di Damon), Daniel Gaunt, Josh Bethune, Greg Murphy e, fanalino di coda, l'epico Ken Smith, pilota 79enne che ogni anno prende parte al GP di Nuova Zelanda.

HAMPTON DOWNS I
Podio Gara 1: Shane Van Gisbergen, Chris Van Der Drift, Matthew Payne
Podio Gara 2: Shane Van Gisbergen, Chris Van Der Drift, Matthew Payne
Podio Gara 3: Shane Van Gisbergen, André Heimgartner, Matthew Payne

HAMPTON DOWNS II
Podio Gara 1: Matthew Payne, Peter Vodanovich, Billy Frazer
Podio Gara 2: Matthew Payne, Kaleb Ngatoa, Tom Alexander

MANFIELD
Podio Gara 1: Matthew Payne, Kaleb Ngatoa, Conrad Clark
Podio Gara 2: Matthew Payne, Peter Vodanovich, Kaleb Ngatoa
Podio Gara 3: Billy Frazer, Matthew Payne, Peter Vodanovich
Podio Gara 4: Matthew Payne, Billy Frazer, Conrad Clark

PS. Come piloti internazionali, era prevista la presenza di Eduardo Barrichello e Miki Koyama. Il brasiliano non ha preso parte a nessun campionato invernale, ma ha già annunciato che disputerà la Formula Regional Alpine, nata dalla fusione tra Formula Renault Eurocup e Formula Regional, mentre la giapponese aveva tentato di disputare la F3 Asia, ma non c'è riuscita per problemi di sponsor, a seguire gareggerà nella W Series.

sabato 13 febbraio 2021

Formula 4 Emirati 2021: Enzo Trulli vince il titolo

Il primo campionato minore open wheel iniziato nel 2021 e il primo a terminare è stato quello della Formula 4 Emirati, composto da cinque eventi di quattro gare ciascuno, le cui griglie venivano così composte: 1) miglior tempo della prima qualifica, 2) secondo miglior tempo della prima qualifica, 3) miglior tempo della seconda qualifica, 4) reverse grid dei primi otto della gara immediatamente precedente. Il punteggio è per ogni gara identico a quello della Formula 1, punto del giro veloce compreso.

La presenza in griglia oscillava tra gli 11 e i 14 piloti a seconda degli eventi, con questi piloti al via, di seguito elencati per team:
- XCEL MOTORSPORT: Dilano Van't Hoff (Olanda), Kirill Smal (Russia), Pepe Martì (Spagna - non risultano parentele con Nerea Martì della F4 spagnola e della W Series), Nikita Bedrin (Russia - uscito di scena dopo la prima gara del terzo evento a causa di un infortunio a un polso, il suo posto non è stato preso da nessun altro pilota), Matias Zagazeta (Canada, presente ai primi due eventi, dopodiché al terzo e al quarto evento è arrivato al suo posto Noam Abramczyk, francese), Tasanapol Inthrapuvasak (Thailandia), Oleksandr Partyshev (Ucraina), Jamie Day (Emirati Arabi Uniti);
- ABU DHABI RACING BY PREMA: Hamda Al Qubaisi (Emirati Arabi Uniti);
- MUCKE MOTORSPORT: Jonas Ried (Germania) più una seconda vettura per i soli eventi di Dubai (guidata dall'italiano Francesco Braschi nel primo e terzo evento stagionale e nell'ultimo dal russo Vladislav Lomko);
- CRAM DURANGO: Enzo Trulli (Italia), Enzo Scionti (Stati Uniti);
- 3Y TECHNOLOGY: Saud al Saud (Arabia Saudita) presente solo ai primi tre eventi della stagione in qualità di cosplayer del Sommo Raghunathan, pur senza raggiungere i livelli di epicità di Abdul Rahman Al Bloushi la scoesa stagione.

Dilano Van't Hoff si è dimostrato fin dall'inizio il pilota da battere, leaderando la classifica fino a ieri mattina, anche se Enzo Trulli gli ha sempre dato filo da torcere fin dalla prima gara e più si andava verso la fine della stagione più sembrava avvicinarsi. L'olandese, comunque, è stato senza ombra di dubbio il miglior pilota nelle qualifiche: è partito dalla pole position in tutte le gare con griglia composta da sessione di qualifica (insomma, tutte le gare in cui non c'era la reverse grid) a parte due occasioni, una nel quarto evento stagionale e una nel quinto, dove sono partiti rispettivamente dalla pole Martì (dopo una penalità alla Qubaisi) e Lomko (in una gara in cui Van't Hoff era condannato a partire dal fondo della griglia da una penalità).

ROUND 1 - Dubai (al quale ho dedicato un post): in un evento in cui Martì ha collezionato una serie di ritiri e DNS dopo essere stato per qualche istante in testa alla prima gara, Trulli ha esordito con una vittoria davanti al poleman, che comunque è arrivato secondo e si è ripreso in seguito vincendo lui stesso la gara successiva. Non contento, ha ottenuto una vittoria anche nella terza, mentre Trulli, protagonista di un incidente con il compagno di squadra, guadagnava comunque un prezioso ottavo posto in ottica reverse grid. Prezioso, ma non sufficiente per vincere, dato che si è accontentato di arrivare dietro a Smal, anche seppure dopo essere stato piuttosto a lungo leader della gara. /// PODIO GARA 1: Trulli, Van't Hoff, Al Qubaisi // PODIO GARA 2: Van't Hoff, Braschi, Smal // PODIO GARA 3: Van't Hoff, Al Qubaisi, Smal // PODIO GARA 4: Smal, Trulli, Inthrapuvasak.

ROUND 2 - Abu Dhabi layout classico: in un fine settimana senza livestreaming ma solo livetiming, Trulli ha iniziato bene, con una vittoria, ma ancora una volta è stato Van't Hoff a concretizzare di più, arrivando davanti a tutti per ben due volte. Nella gara da reverse grid c'è stata la prima vittoria femminile della stagione, con la Qubaisi vincente dopo essere partita quarta, precedendo Smal autore di una prestazione di spessore dato che partiva ultimo. /// PODIO GARA 1: Trulli, Van't Hoff, Martì // PODIO GARA 2: Van't Hoff, Trulli, Al Qubaisi // PODIO GARA 3: Van't Hoff, Trulli, Bedrin // PODIO GARA 4: Al Qubaisi, Smal, Inthrapuvasak.

ROUND 3 - Dubai: il livestreaming è arrivato a partire dalla seconda gara, quindi non sappiamo cosa sia successo esattamente nella prima, pare un incidente tra Bedrin e la Qubaisi, nel quale il pilota quindicenne e più giovane in griglia ha comunque terminato la gara giungendo quinto, ma si è infortunato dovendo saltare tutte le gare restanti. Il fine settimana della Qubaisi è stato da dimenticare: dopo il ritiro iniziale ha ottenuto due quarti posti nella seconda e nella terza gara, ma poi si è ritirata per problemi tecnici nel giro di formazione dell'ultima del weekend. I due contendenti al titolo si sono ripartiti due vittorie, con l'italiano autore dei risultati migliori nel complesso, mentre due le ha vinte Smal. /// PODIO GARA 1: Van't Hoff, Trulli, Smal // PODIO GARA 2: Trulli, Martì, Smal // PODIO GARA 3: Smal, Trulli, Van't Hoff // PODIO GARA 4: Smal, Braschi, Van't Hoff.

ROUND 4 - Abu Dhabi layout Corkscrew (altro evento al quale ho dedicato un apposito post): tra una polemica e l'altra a causa di tagli di chicane vari e di incidenti, Trulli ne ha approfittato per avvicinarsi in classifica a Van't Hoff, portandosi alla fine del weekend a un solo punto di distanza, dopo che l'olandese aveva passato le varie gare a litigare con la Qubaisi. Il figlio di Jarno Trulli ha vinto la prima gara del fine settimana, mentre Van't Hoff mancava il podio arrivando quarto a causa di un contatto con la "padrona di casa", poi arrivavano secondo e terzo alle spalle di Martì, partito dalla pole position. Van't Hoff e Trulli hanno chiuso secondo e terzo a seguire dietro alla Qubaisi, mentre poi l'olandese è stato squalificato per irregolarità tecniche dalla gara da reverse grid. In quella ha vinto Day, davanti a Inthrapuvasak e Ried... o meglio, Ried aveva chiuso davanti a tutti, per poi essere penalizzato per un taglio di chicane. /// PODIO GARA 1: Trulli, Smal, Martì // PODIO GARA 2: Martì, Trulli, Van't Hoff // PODIO GARA 3: Al Qubaisi, Van't Hoff, Trulli // PODIO GARA 4: Day, Inthrapuvasak, Ried.

ROUND 5 - Dubai: di nuovo senza livestreaming dopo che ci eravamo abituati fin troppo bene, ieri abbiamo assistito soltanto metaforicamente alle gesta di Lomko, poleman al suo esordio stagionale, ma protagonista di un incidente con la Qubaisi nella prima gara, venendo relegato al sesto posto. Lei ha proseguito, vincendo, ma Lomko si è rifatto nella seconda gara: secondo al traguardo dietro a Van't Hoff, ha vinto a tavolino (ma si sarebbe rifatto l'indomani vincendo anche in modo più materiale) dato che quest'ultimo è stato penalizzato per jump start e l'ingresso della safety car aveva prosciugato il suo vantaggio. Van't Hoff ha ottenuto un ottavo e un settimo posto, mentre Trulli, secondo nella prima gara e ritirato per problemi tecnici nel giro di formazione(?) nella seconda, ha mantenuto la leadership della classifica appena conquistata alla mattina: sei punti di vantaggio e due gare ancora davanti. Oggi è tornato in testa, per un punto, Van't Hoff: partiva dalla pole e Trulli tra gli ultimi, ma sono giunti rispettivamente secondo e quarto. Il momento decisivo è stato rimandato all'ultima gara, vinta da Smal davanti a Ried (che faceva coppia con Parthyshev in prima fila da reverse grid, ma l'ucraino si è ritrovato subito in mezzo al nulla). Dopo un lungo periodo di safety car, causa probabile incidente di Martì, Van't Hoff era terzo, poi lui e la Qubaisi sono stati protagonisti di qualcosa o di eventi separati, che hanno costretto lei a una sosta ai box e relegato lui dietro a Trullino che così è diventato Trollino (cit. un certo G.S. con cui abbiamo messaggiato in proposito). /// PODIO GARA 1: Al Qubaisi, Trulli, Smal // PODIO GARA 2: Lomko, Smal, Day // PODIO GARA 3: Lomko, Van't Hoff, Al Qubaisi // PODIO GARA 4: Smal, Ried, Trulli.

CLASSIFICA - 319 vs 318, questo il gap tra Enzo Trulli e Dilano Van't Hoff (quarto con giro veloce nella gara finale), con a seguire confermati il terzo e il quarto posto in classifica di Smal e Qubaisi, ormai "veterani" delle Formula 4 con 289 e 221 punti. Con le tre di quest'anno e quelle della scorsa stagione Hamda si è portata a sei vittorie in F4, seppure si sia mostrata un po' troppo caotica, e non resta che sperare che possa migliorarsi quando tornerà in Europa rispetto alla passata stagione. A seguire Inthrapuvasak 154, Day 142, Martì 135, Braschi 77, Ried 77 ma con piazzamenti peggiori, Partyshev 72, Bedrin 71, Lomko 66, Scionti 43, Zagazeta 32, Abramczyk 20, Al Saud 1.



venerdì 12 febbraio 2021

Auguri ad Alonso e i/le poppanti che vadano a guardare Peppa Pig

Ieri sera è arrivata alla stampa, e di conseguenza sui social, la notizia che Fernando Alonso è stato investito mentre faceva training in bicicletta in Svizzera, dove si presume sia almeno una delle sue residenze. Si parlava del suo ricovero in ospedale e non c'erano dettagli certi sulle sue condizioni di salute. Penso che di fronte a una simile notizia, ci siano due possibili opzioni: 1) augurare a chi è vittima di un incidente che non sia niente di grave o di guarire presto, 2) se si è indifferenti di fronte a tutto ciò, fare ciò che di base fa una persona indifferente, ovvero ignorare la notizia e preoccuparsi di altre cose.
Sbeffeggiare il pilota coinvolto, il team di cui fa parte oppure i suoi tifosi non mi sembra un comportamento particolarmente edificante. Eppure c'è chi ha fatto anche questo, perché evidentemente i/le poppanti vari/e che seguono il motorsport devono sempre farsi riconoscere e ricordarci di quanto una certa parte del fandom, pur avendo un'età mentale sufficiente a malapena a comprendere gli episodi di Peppa Pig, si ostini a seguire cose destinate prevalentemente a un pubblico adulto.

Vorrei ricordare a queste persone due cose, la prima delle quali è che incidenti del genere succedono continuamente anche a persone comuni e che c'è chi ci rimette la vita, quindi già scherzare su incidenti stradali random non è un comportamento particolarmente edificante, anzi, mi sembra una mancanza di rispetto bella e buona.
In secondo luogo, potrei citare almeno quattro piloti, tra due e quattro ruote, vittime di incidenti gravi avvenuti al di fuori della loro attività agonistica, mentre praticavano altri sport o mentre erano per strada, e che per questa ragione sono morti o hanno riportato gravi conseguenze fisiche. Un certo tipo di atteggiamento a mio parere sarebbe da evitare anche e soprattutto per questo, perché come appassionati di motori abbiamo tutti, chi più chi meno, delle ferite ancora aperte.
E poi, guardiamoci negli occhi e ammettiamo la verità: chi ha sbeffeggiato Alonso per l'incidente, come si sarebbe comportato se davvero fosse stata una cosa più grave di quella che è stata in realtà? Quanto sarebbe passato prima di spostarsi verso un'idolatria improvvisa? No, perché anche Nicky Hayden fu investito da un'auto mentre era in sella a una mountain bike e bastò che fosse chiaro che era sospeso tra la vita e la morte per incrementare in tre per due il suo fanbase, al punto che quando infine sopraggiunse il decesso, ormai tutti quelli che un tempo lo detestavano lo consideravano ormai un idolo.

Quindi, cari mancati telespettatori e mancate telespettatrici di Peppa Pig che mentendo a sé stessi/e si comportano quotidianamente come se fossero capaci di interagire con il mondo degli adulti, sappiate che non posso fare altro che pensare di voi le stesse cose che Alonso pensava dei motori Honda e che, diversamente da lui, il fatto di potere essere "boicottata" da voi e dal vostro modo di pensare non mi tocca minimamente. Se proprio volete continuare a seguire la F1, concentratevi sulle cose alla vostra portata. Non so, magari focalizzatevi sui videogiochi preferiti dei vostri idoli o cose del genere, rischiate seriamente di fare molta più bella figura.
Peraltro, se mi è permessa una domanda, perché ce l'avete così tanto con Alonso? Voglio dire, posso comprendere perché l'appassionato medio non apprezzi particolarmente quel pilota (io stessa non è che l'abbia mai trovato molto simpatico, anzi...), ma perché voi nello specifico? Tanto lo sanno tutti che avete iniziato a seguire la F1 per Netflix, per le live di Norris, per i video della Prema, ecc... insomma, quando Alonso effettivamente gareggiava in F1 non eravate nemmeno al corrente della sua esistenza e forse neppure della F1 stessa.

PS. Auguro ovviamente a Fernando Alonso di riprendersi il prima possibile. Così, quando starà bene, potremo ricominciare a prenderlo per i fondelli per i suoi trascorsi in GP2!

giovedì 11 febbraio 2021

Dalle reverse grid alle sprint race: Le Castellet alla conquista del mondo?

Quello delle sprint race di qualifica è un concetto che di tanto in tanto, nel corso degli anni, è tornato a trovarci. Non si tratta di un'idea di formulazione recente, ricordo che a suo tempo uno dei grandi promotori di tale iniziativa era Flavio Briatore... per intenderci, Flavio Briatore quando era ancora team principal della Renault, e probabilmente neanche negli ultimi tempi in assoluto.
L'entusiasmo per il concetto di "sprint race" fonda le sue basi sulla GP2, che fin dal 2005 ha proposto questo format: una feature race al sabato, la cui griglia dei primi otto viene invertita per una gara più breve la domenica, un format che si è adattato perfettamente alla GP2 e in seguito alla GP3, e che per qualche ragione fin dai primi tempi c'è stato chi si è convinto che un simile format potesse essere in qualche modo adattato alla Formula 1.
Quindi perché no...? Essenzialmente per due grandi ragioni logiche: 1) il format con più gare per weekend serve per avere un maggior numero di gare con un minor numero di trasferte e quindi meno costi, cosa per nulla necessaria in un campionato che prevede un numero improponibile di eventi, 2) la reverse grid, se ben fatta, può avere senso in un campionato monomarca, nel quale anche la capacità di rimonta dei piloti dal centro della griglia deve essere valorizzata, per intenderci, non è una sola questione di puro spettacolo.

L'improvviso interesse per le reverse grid coincide con il 2019, quando una reverse grid totale, basata sulla classifica piloti, è stata utilizzata dalla W Series per una exhibition race che si è svolta ad Assen come "esperimento". Ricordo di avere visto quella gara in diretta e di averla trovata piuttosto eccitante, oltre che spunto di riflessione. In quella gara si è visto chi aveva buone qualità in fase di rimonta valutando chi partiva più indietro, mentre chi era capace di partire davanti e mantenere una posizione dignitosa e chi invece non aveva questa capacità. L'effetto collaterale di tutto ciò, purtroppo, è stata una simile valutazione, da parte di troppe persone: è stato bello, quindi possiamo prendere pari pari questo format e applicarlo ovunque, nello specifico in F1.
Ma anche no. Sebbene uno dei mali della nostra epoca sia a mio vedere valutare qualsiasi cosa senza tenere conto del suo contesto di appartenenza, credo che almeno ogni tanto bisognerebbe sforzarsi, appunto, di abbinare ciò che vediamo con il suo contesto. Al massimo, e senza esagerare, poteva nascere la considerazione di sperimentare un format simile a quello di Assen in altri campionati minori, in cui la cosa potesse avere quantomeno il suo senso.

Invece no, prima che iniziasse la scorsa stagione era stata formulata una proposta abbastanza da wtf: in alcune occasioni, svolgere una sprint race di qualifica, con griglia di partenza invertita sulla base della classifica piloti. La Mercedes si è opposta, facendo sì che la cosa cadesse nel dimenticatoio, e inizialmente c'è stato chi ha attaccato la Mercedes per questo, sostenendo che in tal senso si risparmiava di vedere altri vincere e che ciò era ingiusto per la competizione. Sì, esatto: il principio fondante del fanbase era che la reverse grid avrebbe permesso di far partire la Ferrari davanti alla Mercedes e ciò era giusto e opportuno. Solo nel vedere la Ferrari scendere in pista e capire che partire davanti alla Mercedes non avrebbe cambiato nulla ha fatto perdere fan a questa cosa (in più fun fact: alla Mercedes per partire in pole in una gara da reverse grid sarebbe probabilmente bastato schierare George Russell).
L'entusiasmo per una potenziale sprint race con reverse grid è tornato a spuntare in modo random in occasione di gran premi con vincitori improbabili: Gasly ha vinto a Monza, Perez ha vinto a Sakhir, questo dimostra che per avere più vincitori ci vorrebbero gare con delle reverse grid. Se non altro il genere umano è dotato di una spiccata fantasia: gare che non hanno avuto una reverse grid vengono utilizzate come esempio per parlare di quanto potrebbero essere eccitanti le gare da reverse grid.

Adesso siamo di fronte a una nuova "brillante" idea, quella di avere delle sprint race di qualifica senza reverse grid in alcuni limitati eventi del calendario. Opinione personale: la cosa non mi piace, tuttavia trovo molto meno scellerata l'idea di una sprint race con griglia stabilita sulla base di una sessione di prove libere (come deduco potrebbe essere) piuttosto che facendo partire Latifi in pole position per farlo superare da chiunque.
Quello proposto lo scorso anno sarebbe stato un nonsense privo di ogni logica, quello proposto ora sarebbe un nonsense quantomeno più logico (basandosi sulla logica che chi è più veloce parte davanti - questo intendevo). Di fatto verrebbe introdotto in F1 quello che già succede al GP di Macao, dove la griglia di partenza della gara ufficiale viene stabilita dal risultato di una sprint race, la cui griglia è dettata da una sessione che fa da mix tra prove libere e qualifiche.
Rimane un grande dubbio, tuttavia: quale sarebbe la ragione alla base di tutto ciò? Si potrebbe rispondere "lo spettacolo", ma ne siamo davvero così sicuri? A Macao, dove corrono dei pivelli a cui deve ancora spuntare la barba, in qualifying race assistiamo di solito a gare controllate, senza esagerazioni, perché quello che conta è avere una buona posizione in griglia. Siamo davvero sicuri che una sprint race di qualifica, che sembra disputata a Le Castellet seppure non sia disputata a Le Castellet, sia fonte di spettacolo?

sabato 6 febbraio 2021

Dilano Van't Hoff vs Hamda Al Qubaisi e le reazioni dei fanboy

Oggi parliamo di F4 Emirati e nello specifico di un fatto accaduto in questo fine settimana (quando il campionato terminerà ci sarà un post approfondito su tutta la stagione), dove il drama non è mancato e le tifoserie random ne hanno ampliato l'importanza.
Giusto per sintetizzare per chi non sa come vanno le cose, ci sono l'olandese Dilano Van't Hoff e il figlio d'arte Enzo Trulli che svettano su tutto e su tutti, con il russo Kirill Smal e l'eroina di casa Hamda Al Qubaisi che si contendono le posizioni di spessore che fanno da contorno. Van't Hoff è sempre in pole (l'unica gara senza reverse grid in cui non aveva la pole è stata la seconda di questo fine settimana in cui a partire davanti a tutti è stato Pepe Martì), ma non sempre in gara mantiene la posizione.
Il resto è composto da una decina di altri piloti che stanno solitamente dietro, con qualche sprazzo nella quarta gara, quella da reverse grid. Da una griglia di quattordici siamo passati a undici vetture: un pilota part-time non presente (Francesco Braschi), un infortunato (Nikita Bedrin) e uno su cui ci si pongono pochi dubbi in caso d'assenza (Saud Al Saud, generalmente ultimo).

Circuito di Abu Dhabi, layout diverso da quello della Formula 1 (questo si chiama Yas Marina Corkscrew): è qui che è iniziato il drama con un incidente tra Van't Hoff e Qubaisi: Hamda ha commesso un'azione che un Vettel qualsiasi avrebbe etichettato come "coming like a torpedo" e si è auto-eliminata, mentre l'olandese leader della classifica ci ha rimesso solo qualche posizione, giungendo quarto, alle spalle del trio Trulli/ Smal/ Martì.
Questo succedeva ieri, ma stamattina presto ci siamo ritrovati di nuovo con Van't Hoff e Qubaisi (partita arretrata di tre posizioni per l'incidente di ieri) in lotta tra di loro per il terzo posto. Una safety car (incidente di Oleksandr Partyshev) ha sigillato il risultato, con Van't Hoff a podio alle spalle di Martì e di Trulli. Niente di particolare, per ora... ma il meglio, o il peggio, doveva ancora venire.
Affiancati nella partenza della terza gara i Vanbaisi si sono ritrovati ancora a tu per tu: Hamda è scattata meglio, il leader del campionato non l'ha lasciata andare... e poi eccoli, lui che perdeva posizioni, lei che tagliava per le chicane, uscendone comunque davanti a tutti e staccando chi andava per la parte normale del circuito.  In sintesi, mentre veniva quasi forzata fuori pista, la Qubaisi si sbizzarriva nell'azione di "leaving the track and gaining advantage".

Cinque secondi di penalità, che potevano significare, nel momento in cui sono stati assegnati (ovvero subito) tutto e niente. Poteva vincere con dieci secondi di gap sul secondo e mantenere la vittoria, oppure finire con un trenino dietro di lei e perdere una marea di posizioni. Delle due è accaduta la prima, ha preceduto di parecchio il duo Van't Hoff/ Trulli con Dilano in rimonta ma ormai troppo lontano da lei.
I sostenitori di questo pilota sono insorti: non è giusto che sia stata solo penalizzata e che non abbia dovuto restituire la posizione a Van't Hoff, favoritismohhhh. Ora, credo ci siano molte cose da dire su quanto accaduto, ma parlare di favoritismi mi pare avventato. Quello che ha fatto Hamda Al Qubaisi non è stato corretto e, appunto per non avere restituito la posizione, ha ricevuto la penalità. Ma appunto, dopo essere stata penalizzata non doveva più renderla, era comunque una questione già gestita.
In più subito dopo il fattaccio Van't Hoff era quarto o quinto, quindi la posizione non era così fattibile rendergliela. Credo che tutto ciò di cui si dovrebbe discutere è se cinque secondi di penalità siano proporzionati a quanto commesso (dieci secondi di gap su chi insegue non è che sia la prassi in F4 Emirati) e se eventualmente modificare questa regola per le stagioni futute (perché adesso si devono applicare le regole correnti).

Fun fact: i tagli di curve e di chicane hanno condizionato e non di poco la quarta gara, quella da reverse grid. Il traguardo davanti a tutti l'ha tagliato Jonas Ried, ma come mezza griglia ha subito una penalità che l'ha fatto scivolare giù dal podio. In un primo momento mi sono detta: wtf! ...perché questo Ried è un tedesco che corre su una vettura color Force India, un Hulkenberg formato baby.
Vincitore Jamie Day, pilota degli Emirati ma di origini occidentali, secondo in origine Van't Hoff... invece no, mentre Ried si è consolato venendo classificato terzo alle spalle di Tasanapol Inthrapovasak, quindi andando a podio anche se non matetialmente, il leader della classifica è stato squalificato dall'ultima gara per vettura irregolare, venendo anche retrocesso ultimo sulla griglia della prossima gara e ritrovandosi con un solo punto di vantaggio su Trulli (anche Smal è ancora in lotta per il titolo e, seppure lei solo per l'aritmerica, anche Hamda). Quindi i suoi fan saranno ancora più inferociti, immagino.
Concludo con una riflessione: chi dice che nel nostro nome si nasconda il nostro destino non ha tutti i torti. Curve tagliate, chicane tagliate, questa è stata la sinfonia odierna a Yas Marina Corkscrew. Esatto, Corkscrew, cavatappi, come quella famosa curva di Laguna Seca in cui nel lontano 1996 Alex Zanardi fece un celebre sorpasso su Bryan Herta... tagliando la curva, appunto.

giovedì 4 febbraio 2021

Baku e la safety car: la culla dell'ammmmore

Immaginate che un giorno venga annunciato il passaggio di Romain Grosjean in Indycar al volante di una vettura del team Coyne per tutte le gare non-ovali del campionato 2021. Poi immaginate anche che le fonti di informazione riportino le parole di RoGro stesso, che parla della sua decisione di approdare dall'altro lato dell'oceano e che RoGro racconti di averne parlato con il suo best friend forever che in Indycar già ci corre. È esattamente quello che è successo ieri e il suddetto best friend forever altri non è che Marcus Ericsson, suo vecchio compagno di incidenti immaginari.

Se non fosse stato per quel famoso episodio, ormai gli appassionati di F1 non si ricorderebbero nemmeno dell'esistenza di Ericsson, nemmeno in qualità di ex compagno di squadra del Predestinatohhhh. Però, grazie a un clamoroso momento della storia di Grosjean, anche Ericsson ha conquistato finalmente il suo spazio nel mondo. Il fattaccio accadde a Baku nel 2018, quando Grosjean andò a sbattere da solo mentre era in coda dietro la safety car. Un fatto del genere è già abbastanza imbarazzante di per sé, ma RoGro riuscì a fare di meglio, raggiungendo l'apoteosi dei momenti imbarazzanti: non contento di essere andato a sbattere, accusò Ericsson di averlo speronato, nonostante Ericsson non si fosse nemmeno avvicinato a lui.

Divenuto protagonista di molteplici meme nel corso degli anni seguenti, nessuno di noi si è mai chiesto quale fosse stata la reazione di Ericsson di fronte a tutto questo, ovvero se abbia mai inseguito RoGro armato di mazza da golf per vendicarsi dell'affronto subito indirettamente dietro la safety car per le strade di Baku qualche anno fa. Considerato che ora Grosjean racconta di avergli chiesto dei consigli relativamente all'ingaggio in Indycar, sembrerebbe di no... e credo sia impossibile, arrivati a questo punto, non notare un fatto piuttosto eclatante: la location che ha sigillato la nascita della loro amicizia.

Credo che gli autori della Posta del Cuore di Cioè non avessero centrato il punto, quando rispondevano alle lettere di chi chiedeva "vorrei allacciare nuove amicizie, come posso fare?" Se avessero avuto la sfera di cristallo e conosciuto le dinamiche del motorsport contemporaneo, la risposta non sarebbe stata "prova a frequentare luoghi in cui ci sono molti tuoi coetanei, tipo qualche corso sportivo per bambini oppure l'oratorio, oppure chiedi ai tuoi genitori di mandarti ai campi solari d'estate". No, gli addetti della Posta del Cuore di Cioè avrebbero dovuto scrivere: vai sul circuito di Baku e aspetta che entri in pista la safety car. A quel punto, o prendi a ruotate qualcuno, oppure lo accusi in modo random di esserti venuto addosso.

mercoledì 3 febbraio 2021

Pensieri random sui vincitori di Daytona 2021

Lo scorso weekend si è svolta la 24 Ore di Daytona, la cui vittoria generale è andata al team Acura. In questo post ho deciso di dedicare qualche riflessione ai piloti che hanno conquistato la vittoria, in un modo un po' inedito: parlerò del *mio* primo ricordo di ciascuno di loro.

Helio Castroneves: classe 1975, il veterano della Indycar che da alcuni anni gareggia nell'IMSA, sono sicura di avere sentito il suo nome per la prima volta ai tempi della Desafio das Estrelas, la gara di kart organizzata da Massa in Brasile moooolti anni fa (diciamo 2007, per approssimare). A quei tempi avevo approfondito le biografie di alcuni piloti di quella gara e su Wikipedia si parlava ancora del fatto che Castroneves avesse litigato con Kanaan... credo di averli shippati fin dal primo momento!

Filipe Albuquerque: classe 1985, ricordavo avesse gareggiato in GP2 e andando a ricontrollare ho scoperto che in effetti ha preso parte a due eventi del 2007, ma solo quelli appunto. Non so come mi fosse rimasto impresso, forse perché era stato compagno di squadra di Bruno Senna quando questo si conteneva il titolo con Pantano.

Alexander Rossi: classe 1991, ai tempi in cui correva in Formula 1 per qualche ragione ero convintissima che fosse del 1985. Ricordo di avere sentito il suo nome per la prima volta dopo che aveva preso parte a una sessione di prove libere. Passato alla storia per i suoi vari non debutti seguiti poi da un effettivo debutto, dopo la F1 l'ho visto gareggiare stabilmente in Indycar e una volta anche litigare via social con Servia accusandolo di averlo rallentato... perché se ti chiami Rossi devi per forza litigare con gli spagnoli (o catalani, visto che Servia si identifica come tale).

Ricky Taylor: classe 1989 (ho notato che è nato lo stesso giorno in cui era nato Jules Bianchi), trattandosi di un pilota attivo prevalentemente negli States, ho sentito parlare di lui la prima volta quando ho iniziato a seguire almeno a livello di news l'IMSA. Mi è rimasto impresso anche perché è piuttosto attivo su Twitter, oktre che perché è una presenza stabile in quel campionato.

PS. Lo so, è stato un post molto random e molto poco incentrato sul motorsport in senso stretto, ma è sempre bello, di tanto in tanto, tornare un po' alle origini ed essere random come lo ero in passato.