giovedì 26 febbraio 2026

L'Eco della Vertigine // blog novel - capitolo 18/24

Il diciottesimo capitolo de "L'Eco della Vertigine".
Buona lettura. *-*



Selena non conosceva personalmente Alysse Mercier, ma la riconobbe non appena la vide. Si trovava in compagnia di un uomo sulla sessantina, lo stesso con cui si trovava al ristorante la sera della cena che aveva seguito il matrimonio dei coniugi Fischer-Menezes. Avvicinarla e scambiare qualche parola con lei sarebbe stato meraviglioso, ma purtroppo si trovavano in compagnia tutte e due e a Selena non restava altro da fare che augurarsi che quella della Mercier fosse migliore della sua.
Al termine di una giornata di lavoro piuttosto stancante, Mariarosa Mariani, nota soprattutto con il nome d’arte che utilizzava per parlare di ciglia finte ormai da anni, le aveva fatto una proposta del tutto inaspettata, che Selena avrebbe tanto desiderato rifiutare.
«Ti andrebbe di prenderci un aperitivo insieme?»
«Avrai sicuramente persone con cui preferisci passare il tuo tempo. Perché proprio con me?»
«Perché mi sto legando a te, Selena. Il modo in cui mi sei stata accanto in tutti questi mesi è a dir poco commovente.»
In realtà, per gli standard di Selena non c’era proprio nulla di commovente. Mara Mask le aveva affidato un incarico e la pagava per svolgerlo, era quella la ragione per cui le “stava accanto”: offrirle la prestazione professionale che le era stata richiesta e accontentarla nelle sue richieste non perché pensasse che tali richieste dovessero essere realizzate a tutti i costi, ma perché, in qualità di professionista, faceva il possibile per rendere soddisfatti i propri clienti, per quanto alcuni di questi non brillassero certo per simpatia.
A onore del vero, se avesse potuto tornare indietro, Selena si sarebbe guardata di gran lunga dall’accettare un incarico che diveniva a ogni incontro sempre più snervante. Mara Mask non era mai soddisfatta e, soprattutto, sembrava disporre di un quantitativo infinito di denaro da investire in quella che avrebbe dovuto essere la casa sua e del fidanzato.
Proprio facendo leva su quest’ultimo, aveva cercato di estorcere a Selena la propria presenza, insistendo: «Sono solo una povera ragazza semplice, che ha subito una grossa delusione amorosa. Ho bisogno di stare accanto a della gente che possa capirmi.»
Seduta al tavolo di un bar in compagnia della celebrità, Selena non poté fare a meno di pensare a quanto ogni singola parola sembrasse stonata. Povera: quel termine era stato pronunciato in senso metaforico, ma era difficile affiancarlo al nome di una che, per dirla come l’avrebbe detta il suo ex fidanzato Cya’N’Hyde, “affogava nel cash come una regina del trash”. Ragazza: l’età anagrafico era spesso solo un numero, ma Mara Mask aveva ormai superato i quaranta, anche se la sua data di nascita effettiva non era mai stata divulgata e, tra le condizioni che aveva imposto a Selena per affidarle l’incarico, c’era quella di mantenere il riserbo assoluto su quanti anni avesse. Semplice: Mara Mask era tutto, tranne la semplicità, a meno che non si parlasse dei contenuti che rendeva pubblici. Era piuttosto un’egocentrica che voleva sempre essere al centro dell’attenzione. Anzi, non era un desiderio: era proprio convinta che tutto ciò che faceva o diceva fosse il primario interesse di chiunque. A titolo di esempio, relativamente alla condizione di non divulgare il suo anno di nascita, Selena aveva provato a replicare che non le importava proprio nulla di quanto fosse venuta alla luce, ma l’influencer non ne era stata affatto convinta, un po’ come se al mondo intero importasse qualcosa dei suoi segreti più oscuri.
Mariarosa Mariani alias Mara Mask era riuscita a portare Selena con sé in un bar che, grazie al cielo, era un locale frequentato dalla gente comune. Aveva temuto, infatti, che la conducesse in uno di quei posti che piacevano al jet-set, tanto da sorprendersi del posto, non appena ne aveva varcato la soglia.
Ovviamente c’era un motivo ben preciso per cui Mara Mask l’aveva fatto. Le aveva rivelato, infatti: «Mi piace confondermi alle persone qualsiasi. È bellissimo vederli mentre mi guardano di sottecchi, chiedendosi: “quella sarà davvero Mara Mask o è solo una che le somiglia?” Sono certa che la maggior parte di loro vorrebbe venire qui a chiedermi un selfie, ma non ne hanno il coraggio. Del resto è normale che non si sentano all’altezza.»
«Mhm» aveva borbottato Selena.
«A te non capita mai?» le aveva chiesto Mara Mask.
«Sono un’arredatrice e designer d’interni, non una celebrità» aveva replicato Selena, con più freddezza di quanto avrebbe desiderato.
A quel punto era stata Mara Mask a mormorare un monosillabo quasi incomprensibile, dopodiché era calato il silenzio, almeno finché un cameriere non le aveva raggiunte al tavolo chiedendo loro cosa desiderassero da bere.
Le loro consumazioni erano arrivate nello stesso momento in cui era entrata la Mercier, in compagnia dell’uomo più anziano. Selena si stava ancora sforzando di non fissarla troppo, mentre Mara Mask si guardava intorno, come a nutrirsi delle occhiate che le venivano lanciate dai presenti, nessuno dei quali aveva osato avvicinarsi.
Quando l’influencer riprese a parlare, fu per affermare: «Tutta questa gente guarda i miei video e non riesce sicuramente a capacitarsi che io sia vera, in carne e ossa, qui davanti a loro.» Indicò Alysse. «Quella biondina scialba laggiù in fondo no.» Ridacchiò. «Sarà una badante che sta cercando di sedurre il suo datore di lavoro, nella speranza di sposarlo e divenire sua erede universale. Non vedo altre soluzioni per cui dovrebbe starsene qui con quel tizio. È davvero triste pensare che esistano persone disposte ad accettare compromessi così squallidi per riuscire ad andare avanti.»
Selena si ripeté, mentalmente: “È una tua cliente e ti paga un sacco di soldi, stai calma e fai finta di nulla.”
Non che fosse facile. Mara Mask spopolava solo perché aveva avuto la fortuna che alcuni suoi video di poco spessore divenissero virali circa un decennio prima. Non faceva altro che rendersi ridicola in nome del successo e del denaro e aveva addirittura l’ardire di criticare chi, secondo lei, puntava la strada del matrimonio d’interesse, cosa che, per quanto ne sapeva Selena, non era peraltro nelle intenzioni della collega di Oliver Fischer.
Se il silenzio era impossibile, non lo era tuttavia l’optare per una replica argomentata: «Quella donna si chiama Alysse Mercier ed è una giornalista sportiva, la conosco. Sono assolutamente certa che non sia la badante di quel signore, come del resto sono convinta che costui non abbia affatto bisogno di una badante. Non mi pare così decrepito, anche se, per l’età che ha, potrebbe essere benissimo il padre di Alysse.»
«Però» affermò Mara Mask, «Non è suo padre.»
«No, non lo è» convenne Selena. «Ne sono certa, perché mi è già capitato di vederla insieme a lui.»
«Sono fidanzati?»
«No.»
«Oh.» Mara Mask si voltò a guardarli. «Se conosci quella donna, forse dovresti andare a salutarla, non credi?»
Selena annuì.
«Sì, dovrei, ma non voglio essere invadente.»
Mara Mask si alzò in piedi.
«Vengo con te, Selena. Così farai vedere alla biondina scialba che hai delle amicizie di un certo livello.»
C’era un’altra parola da aggiungere alla lista di quelle che stonavano sulla bocca dell’influencer. Non vi era alcuna amicizia tra di loro, ma un semplice rapporto di lavoro che non era ancora terminato, molto sfortunatamente, ma che prima o poi lo sarebbe stato, con conseguente sollievo da parte di Selena.
Cercò di trattenerla: «No, aspetta, non mi pare il caso.»
«Sì, Selena» insisté Mara Mask. «Chissà, magari Alice è una mia fan. Si chiama così?»
«Alysse» la corresse Selena, «Alysse Mercier. Commenta corse automobilistiche, anche sulla televisione francese. È stata telecronista in occasione della scorsa edizione della 24 Ore di Le Mans. Scrive su molti siti, sia italiani, sia francesi, e occasionalmente anche su qualche pagina inglese. Non hai mai sentito parlare di lei?»
«No, mai» rispose Mara Mask, con naturalezza, anche se c’era qualcosa di poco sincero nella sua voce.
Selena ripensò al modo in cui si era offerta di accompagnarla a salutare Alysse e le venne da pensare che avesse in mente qualcosa di poco piacevole. Chissà, magari sapeva qualcosa sulla Mercier e stava maturando l’intenzione di rendere tutto di dominio pubblico. Sarebbe stato molto in linea con il comportamento di Mara Mask, che senza dubbio si divertiva tanto in quelle situazioni. Lo faceva spesso. Allo stesso modo non si curava minimamente del fatto che ciò che condivideva sulle proprie pagine social diveniva spesso virale, tanto che in rete non si parlava d’altro, finendo fin troppo spesso per arrivare oltre la rete. Tempo prima si era discusso per giorni di un tizio che sbadigliava in una fotografia pubblicata da Anna Russo e condivisa da Mara Mask, prima di essere rimossa. Selena non l’aveva vista, ma ne aveva sentito parlare e sperava con tutte le proprie forze che quel tale fosse stato ormai dimenticato e sostituito da un altro tormentone. Del resto non doveva essere piacevole essere immortalato contro la propria volontà sul profilo di un’influencer che aveva il potere di decidere chi meritasse rispetto e chi invece dovesse essere vittima di attacchi mirati come quelli che erano stati rivolti a Dalila Colombari ai tempi in cui era stata vista per la prima volta in compagnia di Pietro Bruni. Per fortuna dei due, poco dopo Cya’N’Hyde aveva iniziato una relazione con la trapper Ara Sky, facendo sì che Mara Mask si focalizzasse sulla propria vita privata e non su quella dell’amica Anna.
«Aspetta, Mar-...» Selena si interruppe. Quando erano sole, si rivolgeva all’influencer chiamandola Mariarosa, l’appellativo che aveva sostituito il più formale “signorina Mariani” quando l’altra, qualche tempo prima, le aveva proposto di passare dal lei al tu, cosa della quale avrebbe preferito fare a meno, se le fosse stata una scelta. Non era certa che utilizzare il suo vero nome fosse gradito, quando potevano essere ascoltate da altri. Simulò un colpo di tosse per non dovere pronunciare il nome per intero, poi la pregò: «Torna a sederti.»
Sospirando, Mara Mask si lasciò andare, tornando a posizionarsi sulla sedia.
«A proposito di giornalisti sportivi che scrivono e parlano di auto che girano in tondo» osservò, «Se non sbaglio, un tempo sei stata insieme a uno di loro.»
Selena si irrigidì.
«Sì, perché?»
«Oliver Fischer, giusto?»
«Si chiama Fischer, sì.»
«Il marito della povera Tina Menezes» aggiunse Mara Mask. «Ovviamente ho sentito parlare di loro. Mi è dispiaciuto per la Menezes. Era stata la prima donna a vincere un gran premio, qualche anno fa, o mi sbaglio?»
«No, non sbagli, è stato a Las Vegas.»
«Wow! Deve essere bello come posto.»
«Io ci andrei piano con l’entusiasmo» ribatté Selena. «È una pista che da molti viene definita come la più brutta del mondiale, o addirittura la più brutta su cui si sia mai gareggiato a Las Vegas. Per tua informazione, il termine di paragone è il circuito del Caesars Palace, dove vennero disputate due edizioni nei primi anni ‘80, praticamente in un parcheggio, che fino all’avvento del nuovo tracciato di Las Vegas era considerato a propria volta uno dei più brutti della storia. In alternativa, ogni volta che ne viene pubblicata la piantina, c’è sempre qualcuno che taccia il design di sembrare un maiale rovesciato. In più, si corre in notturna e le illuminazioni che fanno da sfondo non sembrano altro che un’accozzaglia di luci messe a caso.»
«Parcheggi, maiali rovesciati, luci nella notte...» borbottò Mara Mask. «Mi stai confondendo le idee. Stavamo parlando di te e di Fischer. Vuoi forse sviarmi?» L’influencer sorrise. «Con me puoi stare tranquilla, non mi permetterei mai di dire nulla che tu non voglia. Ciascuno ha i propri vizi e non intendo attaccarti per i tuoi.»
«Quali vizi?» obiettò Selena. «Io e Oliver abbiamo avuto una relazione, diversi anni fa. All’epoca in cui ci siamo conosciuti eravamo entrambi single e non c’erano motivi per cui dovessimo trattenerci. Il fatto che poi ci siamo lasciati non significa che sia mai accaduto qualcosa di sbagliato, tra di noi. Non è mai successo nulla di scandaloso, se è questo che vuoi insinuare.»
«Poi, però, ti sei messa insieme a Edward Roberts.»
«Esatto, dopo che io e Oliver ci eravamo già lasciati.»
«E dopo che Fischer aveva combinato un macello micidiale rivelando alcuni retroscena della Diamond Formula dei vecchi tempi. Hai fatto bene a sbarazzarti di lui prima che ti trascinasse nel baratro con sé.»
«A dire il vero, ho molta stima per quello che ha fatto Oliver.»
«Ah, già» osservò Mara Mask, «Da giovane stavi insieme a Patrick Herrmann.»
«Vedo che sei piuttosto informata sul mio conto» replicò Selena, secca. «Come mai questi discorsi proprio adesso? Sembra quasi che tu voglia convincermi ad alzarmi a tutti i costi da questa sedia per andare a salutare Alysse Mercier. Hai così tanta voglia di accompagnarmi da lei? Che cos’hai in mente?»
«Non ho in mente niente» ribatté l’influencer, in tono piuttosto acido. «Volevo solo spronarti, perché ti lasciassi un po’ andare. Pensi solo al lavoro e mai alle cose belle che la vita ha in serbo per noi.»
Selena obiettò: «La vita non mi ha riservato una bella sorpresa, quando mi sono innamorata di Patrick. È stato difficile, per me, superare la sua morte. Soltanto molti anni dopo ho raggiunto la serenità. Non lasciarti ingannare dalla mia posizione o dal mio denaro. Ho imparato molto presto che non sempre i soldi danno la felicità.» Sorrise. «In certi momenti, ho finito per comprendere la scelta di mio fratello.»
«Hai un fratello?»
«Mi sembra strano che tu non lo sappia, mi dai l’impressione di essere molto bene informata sulle persone che ti stanno intorno. È un frate, vive in un convento in Portogallo. Ha deciso che ne aveva abbastanza del denaro di nostra madre, delle sue smanie di potere e di tutto quello che ne è derivato. Non importa che tu faccia ricerche su di lui, non c’è nulla di interessante.»
«Non farò ricerche su di lui» le assicurò Mara Mask. «In più, come ho cercato di farti capire in tutti i modi, mi sono affezionata a te, da quando lavori per me. Se ti può consolare, non farò ricerche nemmeno su tua madre, anche se ci sarebbe molto materiale. Prima di mettersi insieme a te, Patrick Herrmann era il suo amante, vero? Oppure si tratta solo di un gossip diffuso da malelingue che non sapevano nulla?»
Selena si alzò in piedi. Non lo fece per andare ad afferrare Mara Mask per i lunghi capelli castani, trascinandola fuori dal bar a forza, ma per uno scopo ben più accettabile per una persona elegante e rispettabile.
«Vado a salutare Alysse Mercier, vieni con me?»
Mara Mask non disse nulla, ma sul suo volto comparve un’espressione di trionfo. Qualunque fosse il suo scopo, questo stava per realizzarsi.


***


«Buonasera, Alysse.»
La voce di Selena Roberts la fece sussultare, distogliendola dalla conversazione con Maurizio Silvani che, come al solito, si stava rivelando uno dei pochi punti di riferimento sui quali Alysse potesse contare. Sapeva quanto fosse affezionato ad Alex e non mancava mai di metterlo in mostra, tanto da farla sentire riluttante a parlargli del proprio legame con Yannick Leroy. Temeva di essere travisata, che Maurizio potesse tacciarla di essersi fatta indifferente al mistero della morte del marito.
Non c'era nulla di più sbagliato, Alysse era più convinta che mai di volere scoprire cosa fosse accaduto e sapeva di avere l'approvazione di Silvani, che continuava a puntare il dito contro la famiglia Forti, senza però mai spingersi a fare uno specifico nome.
«Buonasera, Selena» rispose, prima di puntare gli occhi sulla donna che stava accanto alla Roberts.
La moglie di Edward non ebbe il tempo di fare le presentazioni, dal momento che l'altra si annunciò da sé: «Io sono Mara Mask, ma immagino che lo sappiate perfettamente.»
Alysse si limitò a fare un cenno con la testa. Se non altro, dai tempi della pandemia di coronavirus di qualche anno prima, era considerato legittimo evitare di stringere la mano agli sconosciuti durante le presentazioni. Si limitò ad affermare: «Io sono Alysse Mercier.»
«Giornalista sportiva, se ho ben capito» rispose Mara Mark. Accennò a Maurizio: «Il tuo fidanzato, immagino.»
Alysse lanciò un'occhiata a Silvani. Sembrava teso. Del resto, come dargli torto? Non doveva aspettarsi che il loro legame venisse travisato a quella maniera. Alysse preferì chiarire in prima persona: «Siamo solo amici.»
Maurizio annuì.
«Confermo.»
«Beh, amico di Alysse, immagino che un nome tu ce l'abbia.»
«Maurizio.»
«Piacere di conocerti.» Mara scostò una sedia, accomodandosi al loro tavolo senza essere stata neanche lontanamente invitata a compiere una simile azione. «Di che cosa ti occupi?»
«Lavoro nel reparto commerciale di un'azienda.»
«Nulla di interessante, quindi. Mi dispiace per te, ma spero che tu possa riuscire a realizzare i tuoi sogni, prima o poi. Deve essere noioso fare un lavoro simile... e anche poco redditizio.» Mara Mask accennò una risata. «Ti immagino a fantasticare su come migliorare il tuo status e...»
Alysse la interruppe, invitando la Roberts: «Selena, puoi sederti anche tu.»
«Grazie.»
«Di niente. Permetti che ti presenti il mio amico Maurizio Silvani? Era un caro collega di mio marito.»
«Selena Roberts» ripeté Maurizio, mentre la moglie di Edward si accomodava. «Mi sembra di avere già sentito questo nome.»
«Perché, il mio no?» intervenne Mara. «Io mi sono costruita un nome tutto mio, mentre Selena si è limitata a sposare un uomo famoso.»
«Edward Roberts» affermò Maurizio. «Non seguo i campionati di automobilismo, ma il suo nome non mi è nuovo.»
«A differenza» ricordò Alysse, «Di quello di Valerio Villa.»
Maurizio sussultò.
«Come dici?»
«Mi sembrava di avere capito che non avessi idea di chi fosse Valerio Villa.»
«Villa ha vinto un campionato, negli anni '80, se non sbaglio» osservò Mara Mask. «Sua moglie è stata la madrina di una mia amica.»
«Oh, interessante.»
«Non mi sembri molto entusiasta, a dire il vero. Non lo trovi davvero interessante, eh? E chi potrebbe biasimarti? A dirla tutta, non importa molto neanche a me. E non mi interessa neanche di Villa. Le corse automobilistiche non mi interessano in generale, ma quelle della sua epoca erano un susseguirsi di incidenti gravi e di morti.»
Alysse si chiese se quell'affermazione rispecchiasse il vero pensiero di Mara Mask, che non le sembrava il tipo di persona preoccupata dal pericolo a cui altri erano sottoposti, oppure se fosse una replica indiretta nei confronti di Araceli Fernandez, che di recente si era autoproclamata - forse interpellata a casa in proposito - una grande esperta di motorsport del passato. Non che avesse pronunciato affermazioni sensate relative a quell'argomento, si era limitata a sostenere di essere stata una grande tifosa di Mihail Silberblitz, ai vecchi tempi, e di sperare che un giorno il figlio di costui seguisse le sue orme e diventasse pilota a pilota a proproa volta, ma quello era un altro discorso, così come il fatto che Junior Silberblitz fosse effettivamente diventato un pilota, fatto di cui "Ara Sky" non sembrava essere assolutamente al corrente.
Alysse decise di non soffermarsi sul fatto, dato che non aveva alcuna intenzione di preoccuparsi di triangoli amorosi tra celebrità senza né arte né parte, e chiese all'influencer e a Selena: «Come mai siete qui?»
«È stato un caso» ammise Mara Mask. «Mi sembrava opportuno venire a bere qualcosa insieme a Selena, dato che ci conosciamo già da tempo, ma finora c'era sempre stato, tra di noi, solo un rapporto professionale.»
Alysse lanciò un'occhiata alla Roberts. Dall'espressione che aveva stampata sul volto, appariva molto probabile che non fosse per niente soddisfatta dalla presunta evoluzione dei propri rapporti con la Mask.
Selena, senza dare l'impressione di essere felice di essere stata interpellata, ma forse sforzandosi di non palesare la sensazione opposta, aggiunse: «È capitato. Mara mi ha chiesto se volessi venire al bar insieme a lei, quindi ho accettato. Voi, invece? Come mai siete qui? Abitate nei dintorni?»
Maurizio rispose: «Sì, io abito da queste parti, anche se non esattamente dietro l'angolo.»
«Era da un po' che non ci vedevamo» aggiunse Alysse, «E abbiamo concordato di trovarci qui.»
«Ottima scelta» rispose Mara. «Mi sembra un posto molto semplice, in apparenza, più per gente qualsiasi... e in effetti non è difficile capire come mai l'abbiate scelto. Però c'è una buona compagnia.» Si girò a guardare Maurizio. «Mi sbaglio?»
Silvani sussultò, ancora una volta. Era ormai palese che si sentisse a disagio in presenza di quella donna. Non era difficile intuirne i motivi. Maurizio era un uomo con i piedi per terra, di sicuro riteneva assolutamente inconcepibile che una persona dai contenuti totalmente vuoti fosse divenuta così popolare. Alysse dubitava che Silvani guardasse i video della Mask, ma doveva senz'altro avere sentito parlare di lei.
Dal momento che Maurizio restava in silenzio, Alysse rispose al posto suo: «Non siamo venuti qui per cercare compagnia, in realtà, ma semplicemente per stare un po' in pace a fare quattro chiacchiere. Il fatto che siate arrivate voi non era previsto, ovviamente.»
Avrebbe voluto aggiungere "ed è una pessima compagnia, in realtà", ma non vi erano ragioni per cui dovesse offendere Selena Roberts, la quale interpretava in quel momento la parte della presenza assolutamente discreta e tutt'altro che invadente.
Mara Mask replicò: «Non era previsto, quindi siamo state una piacevole sorpresa... almeno io, posso immaginare. Naturalmente il povero Maurizio non era pronto per una simile fortuna.»
Silvani, di colpo, ribatté: «Può darsi che sia una fortuna, ma prima mi piacerebbe capire chi sei. Hai detto che ti sei costruita un nome e, in effetti, mi sembra di averti sentita menzionare. Però, devo ammetterlo, non ho idea di chi tu sia. Di cosa ti occupi?»
Il suo tono appariva piuttosto determinato, in contrasto con la sua indecisione di poco prima. Chi invece sembrava esserci rimasta di sasso era l'influencer. Doveva essere convinta che tutti fossero al corrente della sua identità. Purtroppo non aveva tutti i torti e in tanti avrebbero compreso perfettamente chi fosse, dalle parole che seguirono: «Sono Mara Mask.»
Maurizio osservò: «Questo immagino sia il tuo nome, o più probabilmente un soprannome. Ti ho chiesto che lavoro fai. Devo ipotizzare che tu non abbia una professione?»
Mara lo fissò con gli occhi spalancati.
«Stai scherzando, vero?»
«No. Era solo il mio modo per dirti che non ho ancora capito chi tu sia. Dovrei conoscerti? Sei una persona famosa?»
Alysse intervenne, prima che la Mask potesse parlare: «Hai di fronte una famosa influencer. Si occupa di make up, diciamo. In più, è stata fidanzata con un cantante famoso, un certo Cya'N'Hyde. Immagino che tu sappia chi è.»
Maurizio annuì.
«Ricordo il suo nome. È stato sul primo canale a Capodanno, se non sbaglio. Dovrebbe avere duettato con Ara Sky.»
Mara Mask sbuffò.
«Conosci Ara Sky, ma non conosci me?»
«Alysse ha detto che ti occupi di make up» replicò Maurizio. «È tutto molto semplice: non mi trucco. Invece mi è capitato di guardare il programma musicale di Capodanno.»
«Lo immaginavo che non ti trucchi e che non metti le ciglia finte, ma dovresti farti una cultura, se conosci Cya'N'Hyde e Ara Sky, ma non sai chi sono io. Hai vissuto sotto una campana di vetro, finora? Mi fa molto piacere che tu abbia potuto invertire la tendenza conoscendomi di persona, ma non...»
Alysse la interruppe: «Maurizio ti ha conosciuta e adesso siamo tutti contenti.» Si rivolse a Selena: «Possiamo offrirvi qualcosa da bere?»
«No, non ce n'è bisogno» rispose Selena, «Abbiamo già consumato. Ti ringrazio, comunque.» Le lanciò un'occhiata d'intesa, come a farle capire che non aveva immaginato che Mara si rivelasse così pesante, addirittura delirante. Subito dopo, a voce bassissima, mormorò: «Mi dispiace.»
Con tono altrettanto impercettibile, assicurandosi che Selena potesse leggerle il labiale, le suggerì: «Andiamo in bagno?»
La Roberts scattò in piedi.
«Scusate, devo andare alla toilette.»
«Anch'io» rispose Alysse, alzandosi. Si avviarono verso i servizi igienici e solo una volta all'interno, le domandò: «Tu e Mara Mask siete amiche?»
Selena la fissò con un'espressione divertita.
«Amiche? Io e Mara?»
«Siete venute a prendere un aperitivo insieme» le ricordò Alysse. «Di solito è una cosa che si fa tra amici.»
«Lavoro per lei» puntualizzò Selena, «E mi ha invitata a bere qualcosa insieme. Ne avrei fatto a meno, se devo essere sincera.»
«Ti capisco. Pochi minuti sono bastati a rendermela insopportabile.»
«Vedo che Maurizio riesce a tenerla a bada. Non penso che Mara si aspettasse che qualcuno potesse non avere idea della sua identità.»
Alysse annuì.
«È stato divertente, lo devo ammettere. Non so se davvero Maurizio non avesse idea di chi fosse Mara Mask, o se abbia finto per farle capire che la considera del tutto inutile, ma mi è piaciuto.»
Selena sorrise.
«L'ha spiazzata. Ha fatto bene, a mio parere. Sarebbe stato ancora meglio se glielo avesse detto chiaro e tondo, che per lui vale zero, ma non si può avere tutto.»
«Come mai ci avete raggiunti al nostro tavolo?»
«Purtroppo è anche colpa mia. Avrei dovuto impedirle di...»
Alysse interruppe quella replica sul nascere: «Di certo non potevi aspettare che si comportasse a quella maniera.»
«Avrei dovuto, invece» ribatté Selena. «Mi sono alzata per venire a salutarti proprio perché si stava rendendo insopportabile. Alla luce di quello che è successo dopo, non avrei dovuto.»
Alysse rispose: «Errori di valutazione. Se mi è permesso esprimere un parere, non avresti nemmeno dovuto accettare il suo invito. Non mi sembri fatta della sua stessa pasta. Non puoi esserlo, altrimenti non saresti mai interessata a Fischer.»
Selena avvampò.
«Ti prego, non metterti anche tu a farmi domande su Fischer.»
«Mara Mask ti ha parlato di lui?»
«Purtroppo.»
«Io non sono come Mara Mask. Non cerco a tutti i costi dettagli riservati sulle persone in modo da divulgarli per tenerle in mio potere.»
«Credi davvero che Mara Mask voglia tenere la gente in suo potere?»
«Sì. Se fossimo in un romanzo poliziesco vintage, sarebbe la domestica che, scoperto per caso chi ha commesso il delitto, cercherebbe di ricavarne del denaro ricattando l'assassino. Nella nostra realtà, Mara non ha affatto bisogno di denaro. Anche quella domestica sua alter-ego, forse, avrebbe potuto tranquillamente rinunciare ai soldi. L'obiettivo è giocare con le vite degli altri, non arricchirsi. È questo che ha in mente.»
«Sì, Alysse, sono d'accordo con te» convenne Selena. «Ho avuto questa impressione, in certi momenti, ma speravo di sbagliarmi. Devo avere a che fare con lei ancora per un po' di tempo.»
«Trova un modo per fare durare quel tempo il meno possibile» le suggerì Alysse. «Prima riuscirai a metterla a distanza e meglio sarà per te.»
«Ti ringrazio per il consiglio» rispose Selena, «Ma non ne ho bisogno. Mara Mask è una mia cliente, tutto qui. Non appena uscirò da questo bar, mi dimenticherò di lei e della sua presenza fino a domani.»
Alysse annuì.
«Sì, capisco. Scusami, non volevo essere invadente.»
Selena fece un mezzo sorriso.
«Non fa nulla, non preoccuparti. Anzi, Mara è stata molto più invadente di te. Incontrarti mi ha, almeno in parte, salvata da una situazione di gran lunga peggiore. Adesso, però, cercherò di liberare te e Maurizio da quella presenza a dir poco intralciante.»
Alysse non si aspettava che potesse mettere in pratica quell'intento, invece fu proprio quello che successe. Quando uscirono dal bagno, in pochi minuti Selena convinse Mara Mask ad andarsene, lasciandola sola con Maurizio. Questo appariva piuttosto cupo e pensieroso. Alysse cercò di rassicurarlo: «È stata la prima e l'ultima volta in cui la incontreremo. Personaggio davvero insopportabile.»
Maurizio abbassò lo sguardo.
«Concordo, insopportabile è la definizione giusta. Però non la rivedremo più, come hai detto, quindi non posso lamentarmi.»


***


Selena si lasciò condurre nella stanza nella quale Oliver lavorava. Sul tavolo al quale entrambi si sedettero, c'era un laptop chiuso, accanto al quale era posato un paio di occhiali da vista.
«Ti ho disturbato?» gli chiese. «Eri impegnato?»
«Nulla che non possa essere rimandato a domani» chiarì Oliver, «Oppure a più tardi, se dovessi mettermi a scrivere fino a notte inoltrata. Nessun disturbo. Ti ringrazio solo per avermi avvertito che saresti venuta, perché non mi piace ricevere visite a sorpresa.» Sorrise. «Certo, una visita tua è sempre un piacere, ma almeno mi hai dato il tempo per rendermi presentabile.»
Anche Selena sorrise.
«Così come a te non piace ricevere visite a sorpresa, anche a me non piace precipitarmi a casa d'altri senza avvisare. Penso sia l'atteggiamento tipico di chi ha paura di essere sgradito, ma non vuole correre il rischio di sentirselo dire.»
«La penso come te» ammise Oliver. «Ti assicuro, però, che sono felice che tu sia passata, anche se non credo sia una semplice visita di cortesia.»
«Ci hai visto giusto, senza togliere nulla al fatto che sia sempre un piacere rivederti.»
«Il mio intuito non ha fallito. Mentre aspetto che mi spieghi perché sei qui, vuoi qualcosa da bere?»
«No, grazie. È molto gentile da parte tua chiedermelo, ma oggi mi sono già fatta offrire da bere da una persona e devo dire che mi è bastato.» Selena sospirò. «Mara Mask si rende giorno dopo giorno sempre più insopportabile. Avrei fatto volentieri a meno di andare a prendere un aperitivo insieme a lei, ma è successa una cosa molto interessante.»
«Mhm.»
«Non mi sembri troppo stupito.»
«No. Immaginavo che la tua cliente prima o poi avrebbe dato modo di fare parlare di sé. Cos'ha combinato?»
«Abbiamo incontrato Alysse Mercier e l'amico con cui era a cena la sera in cui...» Selena si interruppe. Non sapeva come andare avanti senza turbare Oliver. «La sera che...»
Non fu necessario cercare parole che proprio non sembravano volere uscire, dal momento che lo stesso Fischer completò: «La sera del mio matrimonio. Guarda che lo puoi dire. Mi ricordo ancora di essermi sposato, non è un segreto che dovete impegnarvi per tenermi nascosto.»
Selena si sentì avvampare.
«Mi dispiace. È così facile dire la cosa sbagliata.»
«Non c'è niente di sbagliato» insisté Oliver. «So di essere stato sposato e che mia moglie adesso non è più da questa parte. Mi manca, ma non posso farci niente.»
«Non hai avuto segnali della sua presenza?»
«No. Non esattamente, almeno. Un paio di volte mi sono svegliato dopo avere fatto sogni confusi. Non sono certo che ci fosse Tina. Ho visto Keith Harrison, come ai vecchi tempi, ma non sono riuscito a parlargli. Non potevo avvicinarmi abbastanza e Keith sembrava non accorgersi di me.»
Selena non si aspettava una confidenza così dettagliata. Dopo i fatti di diversi anni prima, si erano promessi di non parlare del segreto che conoscevano soltanto loro, sia perché ritenevano inappropriato mettere altre persone al corrente, sia perché non era molto opportuno sbandierare ai quattro venti di avere avuto contatti con chi stava dall'altra parte. Per quanto vi fossero tante persone disposte ad ammettere di credere in qualche forma di esistenza ultraterrena, erano pochissimi quelli disposti a credere che qualcuno potesse avere comunicato con chi aveva ormai varcato il confine. Figurarsi cosa sarebbe successo se Oliver Fischer, celebre come autore di un libro su Patrick Herrmann, avesse riferito di avere comunicato con Keith Harrison in un luogo metafisico. Qualcuno lo avrebbe accusato di esserselo inventato e altri avrebbero insinuato che se lo fosse sognato, ma nessuno di loro sarebbe stato la maggioranza e la reazione di questa, seppure imprevedibile, molto probabilmente sarebbe stata qualcosa di ben poco auspicabile.
Scelse di sbilanciarsi: «Pensi che Tina abbia qualcosa da dirti?»
Oliver annuì.
«Aveva qualche sospetto: mi ha chiamato prima della gara, ma le si è scaricata la batteria del telefono.»
«Sì, Edward me l'ha riferito. Mi ha detto che non sei in grado di fare ipotesi.»
«Ho chiesto a Silver Knight - Tina lo chiamava così, quindi preferisco fare lo stesso - se si ricordasse di che cosa stavano parlando, quando Tina ha deciso di chiamarmi.»
«Di cosa parlavano?»
«Di foto pubblicate su profili social, o qualcosa del genere. Di conseguenza, conoscendo la password dello smartphone di Tina, sono entrato nel suo profilo e ho guardato le ultime ricerche che aveva fatto.»
«Hai trovato qualcosa di utile?»
«No, o almeno non credo.»
«Cosa significa?»
«Significa che potrebbe sfuggirmi qualcosa che, invece, per Tina aveva un significato. Aveva visitato il profilo di Alysse, quello di Maurizio Silvani, l'uomo con cui l'hai incontrata tu stessa oggi, oltre che due o tre altri profili seguiti sempre da Alysse. Nessuno di questi mi è stato utile. Ho visto un sacco di foto, perfino qualcuna molto vecchia, pubblicata un po' a caso, ma non ho visto indizi. Vorrei dirti, almeno, di avere riconosciuto qualcuno, ma non è così.»
«Di conseguenza» dedusse Selena, «Sei ancora fermo al punto di partenza.»
«Esattamente» confermò Oliver, «E non è una cosa che mi fa molto piacere. Inizio perfino a chiedermi se non sia partito tutto da Alysse.»
«Stai ipotizzando che la Mercier abbia ucciso suo marito?»
«Ho avuto a che fare con lei, quando era l'addetta stampa di Tina, e non mi ha dato l'impressione di essere un'assassina. Tuttavia, chi uccide si guarda bene dal destare sospetti. Cerca piuttosto di sviarli. Quello che non mi spiego è, piuttosto, perché mettere in atto tutto questo teatrino, se fosse stata lei? La morte di Alexandre Mercier è passata come suicidio e non c'è una sola persona al mondo, a parte Alysse, che affermi il contrario. Non credo che mi capiterà mai di ammazzare qualcuno, ma se dovessi farlo e, chissà come, tutti si convincessero che la vittima si è tolta la vita, non andrei a mettere la pulce nell'orecchio ad altri sostenendo che si è trattato di omicidio. La Mercier sapeva, fin dal primo momento, che dirmi che Alexandre è stato assassinato avrebbe significato convincermi a mettermi in mezzo e a scoprire la verità, per quanto scomoda. Perché correre un inutile rischio? Di certo, senza di lei, non mi sarei mai sognato di andare a fare ricerche sui suicidi risalenti allo scorso decennio, collegare Alexandre Mercier a lei e cercare una verità alternativa.»
«Eppure» insisté Selena, «Non scarti l'idea che tutto sia partito proprio da Alysse.»
«È un pensiero stupido, ma non posso esimermi» puntualizzò Oliver. «Certo, sono molto più convinto che ci siano di mezzo le vicende di Valerio Villa e la sua morte, ma non posso permettermi di scartare delle ipotesi. A questo proposito, c'è una cosa che devo dirti, ma prima vorrei che mi spiegassi la ragione per cui sei qui.»
Selena annuì.
«Subito.» Gli raccontò, in breve, di come Mara Mask l'avesse quasi forzata ad andare a salutare la Mercier e l'uomo che si trovava insieme a lei. «In sintesi» aggiunse, «Ci siamo ritrovati tutti e quattro allo stesso tavolo. Maurizio Silvani mi sembrava non so se imbarazzato o se semplicemente disturbato dalla sua presenza. In certi momenti ho avuto quasi l'impressione che la temesse.»
«Chiunque può cadere vittima delle macchinazioni di Mara Mask» replicò Oliver. «Non credo che le interessi alcunché di un uomo così poco in vista, ma magari Maurizio temeva per Alysse. È una candidata più plausibile, come vittima del dissing di quell'influencer da quattro soldi.»
«Dici che potrebbe diventarlo?»
«Questo non lo so, ma ha una relazione con Yannick Leroy e, se la cosa divenisse di dominio pubblico, farebbe di lei una vittima ideale. Per non parlare di quello che potrebbe accadere se decidessero di mantenere segreta la loro frequentazione, ma la persona sbagliata lo scoprisse.»
«Non lo so, non ne sono del tutto convinta» ammise Selena, «Ma può darsi che tu sia più lungimirante di me. Adesso, però, torniamo a noi. Qual è la cosa che devi dirmi?»
Oliver rispose: «Pietro Bruni è venuto da me, qualche giorno fa. Mi ha proposto una sorta di collaborazione per scoprire chi ha ucciso Alexandre Mercier.»
«Molto interessante» ribatté Selena. «Immagino che tu abbia rifiutato, visti i vostri trascorsi.»
«Immagini male» obiettò Oliver. «La sua offerta era troppo interessante per potere essere rifiutata. Il fatto che tra di noi non ci sia molta simpatia, per usare un eufemismo, non cambia nulla. Intendo scoprire cosa sia successo a Mercier e non mi precludo una strada utile solo perché a spianarmela è Bruni.» Le strizzò un occhio. «Ovviamente non perderò di vista nemmeno lui. È ancora nella mia lista dei sospettati.»
«Mi raccomando, fai attenzione» lo pregò Selena. «Va bene, per quanto ne sappiamo di là non si sta poi così male. Però non è una buona ragione per andarci adesso, piuttosto che tra una cinquantina d'anni.»
«Stai tranquilla» rispose Oliver, «Non ho alcuna intenzione di farmi ammazzare. Né credo che l'intenzione di Pietro sia quella. Se ha ucciso Mercier, è stato molto bravo a nascondersi. Non è il tipo da compromettersi uccidendo quando sarebbe un colpevole ovvio. Sabato devo andare con lui alla sede aziendale, per visionare il luogo del delitto. Gli ho garantito di non informare Dalila e Alysse, ma ovviamente sa che ne avrei parlato con qualcuno.»
«Mi raccomando, restiamo in contatto» pretese Selena. «Non voglio stare troppo in pensiero per te.»
Oliver sorrise.
«Non sono una damigella in pericolo da proteggere a ogni costo.»
«Oh, no, sei molto peggio, infatti» ribatté Selena. «Non ti rendi conto dei guai in cui andrai a cacciarti e non chiedi aiuto né al principe azzurro né alla principessa badass.»
«Saresti tu la principessa badass?»
«Non sono né badass né una principessa. Però ci tengo che tu non ti metta nei casini.»
Oliver la rassicurò: «Non succederà niente di grave. Voglio solo andare a dare un'occhiata sul posto. Devo accertarmi di come possano essere andate le cose.»
«Pensi che, con una visita alla sede di Echos, lo scoprirai?»
«No. Però penso di potere valutare se qualcuno, dall'esterno, avrebbe potuto introdursi all'interno e uccidere Alexandre Mercier, o se il colpevole sia da ricercarsi solo ed esclusivamente all'interno dell'azienda.»
Selena insinuò: «Parli di Alysse?»
Oliver replicò: «Preferisco non rispondere a questa domanda.»
«Ma hai detto tu che non aveva interesse a venire a cercarti, se l'avesse ucciso lei.»
«Hai ragione, ma non escludo alcuna ipotesi. Magari Alysse aveva i suoi buoni motivi per venirmi a cercare. Se è così, intendo scoprire che cosa abbia in mente.»


***


L'immagine era un po' traballante ed era stato necessario attendere fino alla tarda serata, ma vedere Yannick al di là dello schermo fece provare un brivido ad Alysse. Quanto avrebbe desiderato lasciarsi alle spalle il passato e concentrarsi su un futuro che fino a qualche settimana prima le sembrava impossibile.
Yannick si trovava a Melbourne. Nel fine settimana imminente si sarebbe svolto il Gran Premio d'Australia all'Albert Park. Non avrebbe disputato l'evento, dato che non era ancora stato reputato guarito al cento per cento dalle ferite riportate nell'incidente di Jeddah. La Rocket-Vertigo avrebbe schierato una sola vettura, affidandola a Ryuji Watanabe, che avrebbe verosimilmente disputato tutto il resto della stagione al posto di Tina Menezes.
«Buongiorno, Alysse» la salutò Yannick.
Alysse ridacchiò.
«Buonasera, vorrai dire!»
«No, voglio dire proprio buongiorno» ribatté Yannick. «Qui è già mattina. Siete voi che siete indietro.»
Alysse sorrise.
«Come stai?»
«Bene» rispose Yannick. «O meglio, mi sento bene nei momenti in cui non penso a quello che è successo.»
A poco a poco, Leroy si era aperto con lei, nei giorni precedenti. Non l'aveva fatto a pieno, ma Alysse si rendeva conto di quanto potesse essere stato traumatico per lui ritrovarsi coinvolto nel devastante incidente che era costato la vita alla Menezes.
Era molto probabile che fosse desideroso di cambiare discorso, dal momento che le domandò: «Tu invece, tutto a posto?»
«Diciamo di sì.»
«Cos'hai fatto ieri di interessante?»
Alysse lo corresse: «Oggi. Non ho fatto nulla di interessante, ho lavorato.»
Per qualche motivo, ritenne preferibile omettere il dettaglio dell'aperitivo insieme a Maurizio, ma soprattutto l'incontro con Mara Mask. Non era ancora pronta per fondere in un solo mondo i due universi tra i quali si sentiva sospesa. Non aveva nemmeno parlato a Maurizio della relazione con Yannick, nonostante avesse in mente un passo importante.
«Vorrei farti una proposta.»
«Ti ascolto.»
«Tieni presente che puoi rifiutare, se non te la senti.»
«Va bene, dimmi.»
Alysse fece un profondo respiro.
«Vorrei che, quando torni dall'Australia, venissi a Torino con me a conoscere la mia famiglia.»
Passò qualche instante, prima che Yannick rispondesse. Quando lo fece, non la lasciò delusa.
«Immagino che sia giusto fare questo passo, se ci tieni.»
Alysse provò una scossa di calore.
«Grazie, Yannick. Significa tanto per me, te ne sono molto grata.»

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