Il film è una produzione americana e con questo potrei avere detto tutto. Scendendo più nel dettaglio, tuttavia, andiamo ad analizzare meglio il plot. Ambientato nel 1957, ha due grandi filoni di trama: da un lato c'è la vita privata di Enzo Ferrari con vicissitudini coniugali ed extraconiugali, dall'altro c'è la partecipazione alla Mille Miglia con quattro vetture iscritte.
Devo dire che non ho apprezzato molto il tono quasi voyeuristico della parte privata. L'ho anche trovato molto americaneggiante, specie nella scena in cui durante una lite la moglie gli spara mancandolo di un soffio e i presenti (la madre di Ferrari e la governante) hanno una reazione tipo: "nevermind, normalissima routine domestica". È un momento one-off, la moglie non verrà mai più descritta come una psicolabile, quanto piuttosto come una donna infastidita dal fatto che il marito sia addirittura andato a figliare in altri lidi e che abbia una relazione extraconiugale ancora in corso, con tanto di amante che insiste affinché il figlio abbia il suo cognome.
Questo dà vita a una serie di polemiche e ricatti, con la moglie che controlla una parte dell'impresa del marito a ridosso del fallimento.
Ho trovato anche molto clichettosa la scena in cui Ferrari si reca sulla tomba del figlio ufficiale, morto l'anno precedente, e si mette a parlare a lungo con la lapide. Se chi ha queste pensate si recasse in un vero cimitero, molto probabilmente sarebbe sorpreso di scoprire che nella real life generalmente la gente non si mette a tenere comizi al cospetto delle tombe dei parenti.
Nel frattempo c'è la Mille Miglia, ci sono quattro auto, guidate da Piero Taruffi, Peter Collins, Wolfgang Von Trips e Alfonso De Portago.
Ecco, parliamo un attimo di De Portago (nome completo Alfonso Antonio Vicente Eduardo Ángel Blas Francisco De Borja Cabeza de Vaca y Leighton y Carvajal y Are, marqués de Portago, secondo quanto afferma wikipedia), oltre che pilota è stato anche atleta olimpico e ha partecipato alle Olimpiadi Invernali disputate a Cortina nel 1956 nel bob... giusto per stare in tema con questi giorni.
Peccato che il personaggio di De Portago sia l'ennesima prova che anche il doppiaggio italiano del film lascia un po' desiderare: abbiamo infatti uno spagnolo che ha lo stesso accento - o assenza di accento - di... essenzialmente qualsiasi altro personaggio.
A proposito di doppiaggio, visto che non compare con la sua voce originale, a primo impatto non ho riconosciuto nemmeno il nuestro amigo!
Marc Gené interpreta una breve parte, è un collaudatore che viene rimproverato perché ha fatto bagnare con la pioggia la macchina che stava testando, destinata a un aristocratico con i big money.
Il film termina con la morte di De Portago in un devastante incidente alla Mille Miglia, nel quale muoiono anche diversi spettatori tra cui bambini. Ferrari viene incolpato dell'incidente dall'opinione pubblica, ma in realtà l'incidente è stato provocato da un tombino(?) sulla strada.
La situazione con la moglie si fa meno tesa sul finale: questa gli dà il denaro che controllava che, a quanto ho capito, viene utilizzato per pagare giornalisti che scrivano con un tono più soft nei confronti di Ferrari stesso.
Giusto per non farci mancare un po' di vita privata nel finale, gli fa anche promettere che, in cambio, non darà il cognome al figlio illegittimo fintanto che lei sarà viva.
A tale proposito, non sono un'esperta di diritto di famiglia vintage, ma mi sembra che questa parte di trama sia stata gestita in maniera abbastanza superficiale e senza neanche fare una piccola ricerca storica. Nel 1957 infatti, un uomo NON SPOSATO poteva riconoscere un figlio avuto fuori dal matrimonio, ma non era altrettanto fattibile per un uomo sposato (fino al 1975, quasi due decenni più tardi), che per giunta manteneva un'amante in una casa propria (reato penale di concubinato, estinto nel 1969, quindi tecnicamente passibile di denuncia a quei tempi).

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