sabato 28 febbraio 2026

Ho comprato il modellino della Ferrari di Villeneuve... ed è rimasto con tre ruote!

Come ho già avuto modo di raccontare in passato, sono un'appassionata di mercatini dell'antiquariato. Anzi, no, a dire il vero non è proprio così.
È che uno dei miei più cari amici ha una bancarella ad alcuni mercatini locali, quindi ho iniziato a frequentarli (anche quello del mio paese, nonostante non ci vada), e sono disinteressata alla maggior parte della mercanzia esposta eccetto 1) vecchie edizioni dei libri di Agatha Christie, 2) modellini vintage.
Quanto al punto 1 non ci riguarda (anche se in "Non c'è più scampo"/ "Murder in mesopotamia" un personaggio dice che gli piacerebbe essere ricco e fare il gentleman driver), quindi veniamo al punto 2.

I modellini che girano ai mercatini sono solitamente malmessi, costosi o entrambe le cose, oppure troppo moderni rispetto ai miei gusti. In più, quelli grandi occupano anche moooolto spazio e ci sono soprattutto riproduzioni molto simili a quelle che ho già.
Due mesi fa avevo comprato un modellino della Brabham e uno dell'Alfa Romeo, stavolta stavo guardando un po' in giro cosa c'era... e domenica scorsa ho visto qualcosa di meraviglioso! Ho chiesto al tizio del banchetto quanto costasse. Mi ha detto dieci euro.
Costava di più di quanto avevo pagato i due modellini della Brabham e dell'Alfa che avevo preso l'altra volta, ma questa era una Ferrari turbo, quindi ho preso fuori dieci euro.
Ho impacchettato il tutto e mi sono diretta verso il banchetto del mio amico che vende attrezzi, tosaerba, trapani e cianfrusaglie varie. Ho preso fuori il modellino, gliel'ho mostrato... e niente, C'ERANO SOLO TRE RUOTE! Poesia finissima, dato che si trattava del modellino della Ferrari di Gilles Villeneuve!


Una volta a casa, ho attaccato la ruota mancante, che non è andata su proprio molto dritta, ma meglio di niente.


Infine mi sono accorta che mancava anche l'ala posteriore. Secondo Antonio del canale MotorStories, a cui ho mostrato le foto, si tratta del modellino di Long Beach 1982, quindi c'era la doppia ala posteriore. <3


venerdì 27 febbraio 2026

Serie minori invernali: Formula Regional Middle East e EAU4 2026

Gennaio e febbraio sono mesi di campionati minori invernali disputati in paesi caldi ed è stata la volta della Formula Regional Middle East, il cui titolo è stato conquistato da Kean Nakamura-Berta per pochi punti bei confronti di Rashid Al Dhaheri.
La stagione, con 30+ vetture al via, è stata composta da un totale di quattro eventi, due a Yas Marina, uno a Dubai e uno a Lusail, con un totale di undici gare dato che una di quelle del Qatar è stata annullata. I due front runner hanno conquistato rispettivamente due e tre vittorie, mentre ha vinto tre gare anche Alexander Abzhazava, che ha concluso terzo in classifica piloti.
Curiosamente i quattro piloti che li seguivano in classifica - Alex Powell, Sebastian Wheldon, Jan Przyrowski, Maximilian Popov - hanno ottenuto solo piazzamenti sui gradini più bassi del podio, mentre hanno ottenuto una vittoria ciascuno Alex Ninovic che si è classificato ottavo davanti a Kabir Anurag, Salim Hanna che ha completato la top-ten in classifica e i due part-time Taito Kato e Christian Ho, undicesimo e dodicesimo in graduatoria.

Sugli stessi circuiti ha gareggiato anche la UAE4, "discendente" della vecchia Formula 4 Emirati, con un totale di dodici gare disputate, undici delle quali vinte da piloti che hanno concluso nelle prime sei posizioni in classifica - unica eccezione quella di Bader Al Subaiti.
Il campione della categoria è Oleksandr Bondarev, che ha preceduto di una manciata di punti Andy Consani, con quattro e tre vittorie rispettivamente. Hanno vinto una e due volte il terzo e il quarto classificato Kenzo Craigie e Niccolò Maccagnani, una invece Christian Costoya, che ha chiuso la stagione sesto dietro a David Cosma Cristofor.

Ci sono ottime notizie per il motorsport femminile: in un campionato di 35+ entry, una ragazza ha chiuso decima in classifica piloti, con un podio all'attivo (seconda in una gara del primo round), un'altra top-5 (nello stesso fine settimana) e altri piazzamenti a punti, si tratta di Emily Cotty, una delle varie ragazze presenti.
Hanno disputato i primi tre eventi stagionali anche Payton Westcott, Alba Hurup Larsen e Emma Felbermayr. Westcott e Larsen (21 e 22 in classifica) hanno conquistato punti due e una volta, mentre Felbermayr (26) ha ottenuto diversi risultati di centro classifica ma nessuna top-ten.
Kaylee Countryman, invece, sempre presente ai primi tre eventi, è stato il fanalino di coda della stagione con una ventottesima piazza in gara come miglior risultato.


lunedì 23 febbraio 2026

Non parliamo di motori, ma ci tenevo a parlare di questo film

Mi è capitato in diverse occasioni di parlare di film ambientati nel mondo del motorsport, ma oggi farò eccezione perché ho appena finito di vedere "Rosso volante", nel quale ci sono state alcune allusioni motoristoche, quindi si è conquistato uno spazio nonostante il protagonista sia un campione di bob.
In più su Zuckerbook ho visto dei post sul bob vintage in cui gli utenti dicevano che il bob era più bello una volta perché le gare erano più pericolose, perché c'erano incidenti mortali e perché i bobbisti erano very uominy quindi un po' di affinità c'è!

Eugenio Monti ha trentasei anni quando partecipa alle Olimpiadi Invernali del 1964 a Innsbruck. Siamo negli anni Sessanta quando oni trentaseienne che si rispetti dimostra almeno cinquant'anni. Infatti è interpretato dall'attore Giorgio Pasotti, che ne ha cinquantadue.
In vantaggio nel bob a due, a un passo da ottenere l'oro olimpico a causa delle difficoltà del team britannico, dà a questi un bullone per riparare il loro bob, venendo battuto proprio da questi ultimi.
Verrà duramente criticato per questo e poi in seguito riabilitato.

Prima allusione motoristica: lo vediamo testare un'auto da corsa, dopo essersi ritirato dagli sport invernali. Poi a un certo punto, dopo essere sceso dalla macchina ha un malore.
In ospedale incontra una dottoressa che aveva già visto in passato e che ha fatto colpo su di lui. C'è anche un altro paziente, con il quale si mette ad ascoltare - seconda allusione motoristica - la radiocronaca di una gara di motociclismo.
I due vengono cazziati dalla dottoressa perché a quanto pare se sei malato non puoi seguire il motorsport. :-////
Né il protagonista né l'altro tizio replicano che il motomondiale è più bello perché  i sono i duellihhhh e i sorpassihhh. Ciò mi delude.

Dopo la diagnosi di una malattia cardiaca, il protagonista inizia a vivere come un eremita, fintanto che non viene convocato a gareggiare alle Olimpiadi Invernali del 1968 a Grenoble.
La dottoressa non ne è molto soddisfatta. Anche il protagonista non è soddisfatto, visto che la dottoressa sta per sposarsi con un altro e per trasferirsi a New York.
Ma attenzione... prima delle Olimpiadi al protagonista viene chiesto come mai all'età di quarant'anni stia ancora gareggiando e non lasci posto ai giovani. Ho già sentito qualcosa di simile.
Nonostante per un infortunio del co-pilota questo viene sostituito alla cazzum da un ragazzo che non è del mestiere, l'Italia chiude ex equo con la Germania, ma per il miglior tempo assoluto in una manche l'Italia vince l'oro... in presenza della dottoressa, che non si è sposata e non è andata a New York, ma su questo non c'era alcun dubbio.

Valutazione finale: who kers che è uno sport che non seguo, il film è stato molto piacevole da vedere.


domenica 22 febbraio 2026

Campionati minori invernali: Formula Regional Oceania 2026

Tra le serie minori invernali, tra gennaio e febbraio è stata disputata, in quattro fine settimana consecutivi, la Formula Regional Oceania, che si è conclusa con la vittoria del pilota statunitense Ugo Ugochukwu, di origini italiane da parte di padre e nigeriane da parte di madre, nessuno dei quali fa Ugochukwu di cognome.
Il campionato si è svolto su un totale di quattro eventi, con quattro gare ciascuno a parte una cancellata per maltempo, quindi un totale di quindici gare disputate. Il campione vanta quattro vittorie all'attivo, una in più rispetto al diretto inseguitore, il britannico Freddie Slater.
Un po' più indietro si sono classificati il neozelandese Louis Sharp (pilota di casa visto l'intero campionato disputato in Nuova Zelanda) e il giapponese Jin Nakamura. Sharp ha vinto la sola gara inaugurale, mentre Nakamura non ha mai visto il gradino più alto del podio.
Hanno invece conquistato vittorie il neozelandese Ryan Wood (due), il giapponese Kanato Li (una), il neozelandese Zack Scoular (tre) e l'australiano James Wharton (una), che hanno concluso il campionato nelle prime otto posizioni, nel caso di Wharton disputando solo tre eventi.


giovedì 12 febbraio 2026

Formula E 2026: recap di Sao Paulo, Mexico City e Miami (#1, #2, #3)

Nel fine settimana imminente tornerà la Formula E con l'eprix dell'Arabia Saudita, dopo tre eventi disputati tra il Brasile, il Messico e gli Stati Uniti, a partire dallo scorso dicembre, quando è iniziato ufficialmente il campionato 2025/2026 a Sao Paulo.

Dopo una penalità per Pascal Wehrlein (Porsche), Jake Dennis (Andretti) ne ha ereditato la pole position da cui sarebbe andato a vincere, dopo una serie di stravolgimenti, un evento corredato da un altissimo attrition rate. A dire il vero, nonostante un po' di trambusto iniziale, tutti i piloti hanno resistito fino a metà gara, con il primo ritirato Dan Ticktum (Cupra Kiro) per una foratura, subito dopo si è ritirato anche Norman Nato (Nissan).
Abbiamo poi avuto un incidente tra Edoardo Mortara (Mahindra) e Lucas Di Grassi (Lola) che ha provocato l'ingresso della safety car. Un ulteriore incidente, di Mitch Evans (Jaguar) ha provocato una FCY...
...
...
...durante la quale Pepe Martì (Cupra Kiro) ha cozzato contro chi lo precedeva facendo un volo micidiale.



Il rookie è rimasto illeso, la gara invece è stata redflaggata. Jean-Eric Vergne (Citroen) risulta ritirato in questi frangenti. La gara è ripresa con soli tre giri da disputare, Dennis è andato a vincere davanti a Oliver Rowland (Nissan) e Nick Cassidy (Citroen) partiti dalle retrovie, mentre Wehrlein ha chiuso quarto.
Grazie a una penalità per Drugovich (Andretti) sono risaliti tra la quinta e la decima piazza Nico Muller (Porsche), Maximilian Gunther (Penske), Joel Eriksson (Envision), Sebastien Buemi (Envision), Nyck De Vries (Mahindra) e Zane Maloney (Lola), mentre Felipe ha chiuso solo dodicesimo dietro ad Antonio Felix Da Costa (Jaguar) e davanti al solo Taylor Barnard (Penske).

Buemi ha conquistato la pole a Città del Messico, ma ha subito fatto un grande svarione precipitando nelle retrovie. Barnard si è fatto vedere timidamente in testa alla gara, ma non è durata a lungo. Risalito anche grazie a una safety car propizia, Cassidy è andato a lottare per la vittoria, sopravanzando Dennis che poi nel finale ha perso altre posizioni chiudendo quinto alle spalle anche di Mortara, Rowland e Barnard. Hanno completato la zona punti Wehrlein, Martì risalito dal fondo dopo avere scontato una penalità per l'incidente in Brasile, Vergne, Muller e Nato.
Ticktum ha fatto parlare di sé per avere sbroccato contro tutto e tutti per essere stato messo out in un incidente innescato da altri ed è iniziato il solito rimbalzo sui social:
"Proprio Ticktum dice questo, che si è procacciato un race ban di un anno per quello che ha combinato in Formula 4?"
"Avevo solo quindici anni, voi non ne avete mai fatte di cazzate a quindici anni?"
"Sì, ma cazzate tipo giocare alla Playstation il giorno prima dell'interrogazione anziché studiare per poi prendere quattro, non guidare come un folle in regime di safety car per speronare un avversario di proposito."

A Miami la gara è iniziata dietro safety car per il tracciato bagnato. La pioggia andava e veniva. Muller scattava dalla pole, Drugovich ha fatto brevemente il figo in testa alla gara, per poi finire nelle retrovie insieme a Da Costa in un contatto che li ha coinvolti.
Evans, partito nono, ha fatto una lunga rimonta, al punto da andarsi a prendere la prima posizione, relegando Muller al secondo posto davanti a Wehrlein. Eriksson, De Vries, Mortara, Buemi, Da Costa, Martì e Dennis hanno completato la zona punti.


mercoledì 11 febbraio 2026

Arriva anche l'Aston Martin, si conclude il giro delle presentazioni

9 febbraio: lo stesso giorno della McLaren, ma qualche ora più tardi, è stata presentata anche l'Aston Martin che... è verde, come facilmente prevedibile, ma l'hot topic è la presenza di Adrian Newey.
Ci sono diverse scuole di pensiero sul 2026 dell'Aston Martin, una delle quali è che sarà il fanalino di coda.


L'altra scuola di pensiero è che sia la monoposto con cui Fernando Alonso conquisterà il tanto decantato terzo titolo. Tra una cosa e l'altra, ritenetevi liberi di metterci una critica o più nei confronti di Lance Stroll, che non guasta mai!


martedì 10 febbraio 2026

La vera McLaren è sponsorizzata West o Marlboro... ma anche la Mastercard non è male!

9 febbraio: abbiamo appena visto la Cadillac, è il momento di vedere anche la McLaren su cui svettano sia lo sponsor Mastercard sia il numero 1.
Siamo ormai agli sgoccioli, mancano solo le ultime presentazioni ed ecco che nel primo pomeriggio viene finalmente mostrata anche la livrea della McLaren, di cui ecco uno screenshot del video trovato sul profilo Xwitter del team di Woking.
Sembra tutto molto arancione. Anche Lando Norris e Oscar Piastri sembrano molto arancioni, a dire il vero, quindi mi viene qualche dubbio sulle condizioni di luce.
Vorrei dire che sono una purista e che la McLaren dovrebbe essere grigio-nera, ma poi arriverebbero altri puristi che mi direbbero che la McLaren dovrebbe avere livrea Marlboro, perché le vere macchine fumano (i very uominy forse non più, perché ormai hanno una certa età). Alla fine della giornata, però, il concetto di fondo rimane sempre lo stesso: almeno adesso che hanno vinto il mondiale piloti, si può smettere di chiamarli "papaya"?


lunedì 9 febbraio 2026

La prima Cadillac si svela

8 Febbraio, è il giorno della presentazione della Cadillac... ah no, verrà presentata nella serata americana, quindi quando da noi sarà notte inoltrata, o per meglio dire il 9 febbraio alla mattina.
Verrà presentata nel corso del concerto di Bad Bunny (che scopro con una certa sorpresa essere una celebrità internazionale e non soltanto un cantante che piace alle duemila mie colleghe) a cui il Super Bowl fa da contorno.
È la macchina con cui torneranno in Formula 1 quei due V3KkYaCç1 di Valtteri Bottas e Sergio Perez, che tra parentesi sono più giovani di me, quindi sarà divertente vedere l'indignazione di chi vorrebbe che a guidare fossero solo i figonihhhh beliximihhhh. Checo ha anche il bonus che, da buon messicano, la sua presenza farà indignare i tifosi God Bless America.
La macchina sembra in bianco e nero. Il fatto che abbia un lato nero con scritta bianca e uno bianco con scritta nera mi sembra top quality, ma devo ammettere che mi convince solo a metà.

sabato 7 febbraio 2026

Ho visto il film "Ferrari" del 2023: le mie impressioni

Già da qualche tempo avevo visto il film "Ferrari" uscito nel 2023, ma non era ancora capitata l'occasione di recensirlo, quindi procediamo.
Il film è una produzione americana e con questo potrei avere detto tutto. Scendendo più nel dettaglio, tuttavia, andiamo ad analizzare meglio il plot. Ambientato nel 1957, ha due grandi filoni di trama: da un lato c'è la vita privata di Enzo Ferrari con vicissitudini coniugali ed extraconiugali, dall'altro c'è la partecipazione alla Mille Miglia con quattro vetture iscritte.

Devo dire che non ho apprezzato molto il tono quasi voyeuristico della parte privata. L'ho anche trovato molto americaneggiante, specie nella scena in cui durante una lite la moglie gli spara mancandolo di un soffio e i presenti (la madre di Ferrari e la governante) hanno una reazione tipo: "nevermind, normalissima routine domestica". È un momento one-off, la moglie non verrà mai più descritta come una psicolabile, quanto piuttosto come una donna infastidita dal fatto che il marito sia addirittura andato a figliare in altri lidi e che abbia una relazione extraconiugale ancora in corso, con tanto di amante che insiste affinché il figlio abbia il suo cognome.
Questo dà vita a una serie di polemiche e ricatti, con la moglie che controlla una parte dell'impresa del marito a ridosso del fallimento.
Ho trovato anche molto clichettosa la scena in cui Ferrari si reca sulla tomba del figlio ufficiale, morto l'anno precedente, e si mette a parlare a lungo con la lapide. Se chi ha queste pensate si recasse in un vero cimitero, molto probabilmente sarebbe sorpreso di scoprire che nella real life generalmente la gente non si mette a tenere comizi al cospetto delle tombe dei parenti.

Nel frattempo c'è la Mille Miglia, ci sono quattro auto, guidate da Piero Taruffi, Peter Collins, Wolfgang Von Trips e Alfonso De Portago.
Ecco, parliamo un attimo di De Portago (nome completo Alfonso Antonio Vicente Eduardo Ángel Blas Francisco De Borja Cabeza de Vaca y Leighton y Carvajal y Are, marqués de Portago, secondo quanto afferma wikipedia), oltre che pilota è stato anche atleta olimpico e ha partecipato alle Olimpiadi Invernali disputate a Cortina nel 1956 nel bob... giusto per stare in tema con questi giorni.
Peccato che il personaggio di De Portago sia l'ennesima prova che anche il doppiaggio italiano del film lascia un po' desiderare: abbiamo infatti uno spagnolo che ha lo stesso accento - o assenza di accento - di... essenzialmente qualsiasi altro personaggio.

A proposito di doppiaggio, visto che non compare con la sua voce originale, a primo impatto non ho riconosciuto nemmeno il nuestro amigo!


Marc Gené interpreta una breve parte, è un collaudatore che viene rimproverato perché ha fatto bagnare con la pioggia la macchina che stava testando, destinata a un aristocratico con i big money.

Il film termina con la morte di De Portago in un devastante incidente alla Mille Miglia, nel quale muoiono anche diversi spettatori tra cui bambini. Ferrari viene incolpato dell'incidente dall'opinione pubblica, ma in realtà l'incidente è stato provocato da un tombino(?) sulla strada.
La situazione con la moglie si fa meno tesa sul finale: questa gli dà il denaro che controllava che, a quanto ho capito, viene utilizzato per pagare giornalisti che scrivano con un tono più soft nei confronti di Ferrari stesso.
Giusto per non farci mancare un po' di vita privata nel finale, gli fa anche promettere che, in cambio, non darà il cognome al figlio illegittimo fintanto che lei sarà viva.

A tale proposito, non sono un'esperta di diritto di famiglia vintage, ma mi sembra che questa parte di trama sia stata gestita in maniera abbastanza superficiale e senza neanche fare una piccola ricerca storica. Nel 1957 infatti, un uomo NON SPOSATO poteva riconoscere un figlio avuto fuori dal matrimonio, ma non era altrettanto fattibile per un uomo sposato (fino al 1975, quasi due decenni più tardi), che per giunta manteneva un'amante in una casa propria (reato penale di concubinato, estinto nel 1969, quindi tecnicamente passibile di denuncia a quei tempi).


venerdì 6 febbraio 2026

Le Olimpiadi, Valentino Rossi e un pensiero a mio nonno che lo tifava

Come chi mi conosce bene probabilmente può intuire, non nutro un particolare interesse per le Olimpiadi invernali per due ragioni. La prima è che non seguo gli sport invernali - ma qui dovrò approfondire l'argomento - e la seconda è che le gare avverranno in gran parte durante giorni e orari lavorativi.
Fun fact, ovvero l'approfondimento sopra citato - da bambina ricordo che guardavo lo sci e disegnavo sui miei quaderni sciatori e soprattutto sciatrici. Erano i tempi di Alberto Tomba, ovvero quelli in cui tutta l'Italia aveva deciso improvvisamente di essere appassionata di sci.
Andavo alla scuola materna e mi piaceva il fatto che quando finiva la Formula 1 poi iniziava lo sci e viceversa. Non saprei dire se fossi destinata comunque a perdere la passione, ma penso che il fatto che la Formula 1 gareggi nel weekend e lo sci anche durante la settimana, un impedimento non da poco.
A onore del vero, non mi interessano nemmeno la montagna e l'eventuale sciare io stessa, ma non penso sia una discriminante, perché considero il guidare non qualcosa di appassionante, ma qualcosa di necessario per spostarsi da un centro abitato all'altro.
Fine della grande premessa, passiamo oltre. Ho visto solo la primissima parte della cerimonia di apertura di Milano-Cortina, perché con la TV accesa stavo sparecchiando. Ho visto il presidente Mattarella che veniva scarrozzato a bordo di un tram da Valentino Rossi... a proposito degli italiani che si appassionano in branco di uno specifico sport per via di un famoso sportivo italiano.
Curiosità: quando il motomondiale è diventato hot topic in Italia, la domenica a casa dei miei nonni si guardava il motomondiale. Ricordo Rossi fin dai tempi della 125.
Mio nonno era molto appassionato, nel senso che per anni si guardava di fila la 125, la 250 e la MotoGP, che da parte sua ha sempre continuato a chiamare "la 500". Era anche tifoso di Valentino Rossi, per lui non era "alle due parte la MotoGP", ma "alle due parte Valentino". 
Ha guardato il motomondiale fintanto che ci stava con la testa, e chissà, magari gli sarebbe piaciuto vedere Rossi in diretta TV durante l'apertura delle Olimpiadi. Ormai non c'è più da molti anni (sarebbe ultracentenario adesso), e quando se n'è andato era proprio il 6 febbraio.
Una volta, quando ero molto piccola, gli chiesi che cosa succedesse quando le persone morivano. Mi disse che i morti andavano in cielo (me lo disse la seconda volta che glielo chiesi, a dire il vero, la prima volta mi aveva detto che i morti venivano messi in una cassa e, non avendo idea di cosa fosse una bara, pensavo che dentro le casse della Coop ci fosse i morti) e io gli chiesi se ci salissero con una scala. Ricordo che quell'idea lo fece ridere. Io, però, mi figurai i morti che salivano in cielo su una lunga scala a pioli. Spero che al di sopra della scala stiano seguendo le Olimpiadi e che mio nonno abbia visto Valentino Rossi.

martedì 3 febbraio 2026

Presentazioni 2026: svelata la livrea della Williams

3 Febbraio: a distanza di pochi giorni da quando la Williams ha saltato i test collettivi a porte chiuse, questa ha presentato la propria livrea. La vettura con cui si spera sempre che Alexander Albon possa riportare la squadra alla vittoria - che comunque vedrei più probabile per mano di Carlos Sainz dato che mi sembra più propenso agli exploit, come dimostra il fatto che abbia conquistato dei podi a caso nella scorsa stagione - sfoggia un blu con le fiancate biancoazzurre.
Se sopra c'è una pila, in corrispondenza dello sponsor Duracel, sotto mi sembra quasi di vederci un flacone di dentifricio, anche se trovo la livrea comunque molto bella e neanche minimamente paragonabile alla Williams di Robert Kubica.