giovedì 30 novembre 2023

Formula 2: il finale di stagione ad Abu Dhabi

Il campionato di Formula 2, che poteva apparire ormai impacchettato e dimenticato, prevedeva ancora l'evento di Yas Marina, che si è svolto nel weekend del GP di Abu Dhabi, con due debuttanti, Franco Colapinto che esordiva in MP al fianco di Dennis Hauger (ha sostituito Jehan Daruvala, passato in Formula E) e Paul Aron, nuovo compagno di squadra di Roman Stanek in Trident (al posto di Clement Novalak). In questo fine settimana si sarebbero giocati il titolo Theo Pourchaire, che fa coppia con Victor Martins in ART, e Frederik Vesti, pilota Prema così come Oliver Bearman. Breve ripasso dei piloti degli altri team: in Rodin Carlin Zane Maloney ed Enzo Fittipaldi, in Hitech Jak Crawford e Isack Hadjar, in Dams Ayumu Iwasa e Arthur Leclerc, in Virtuosi Jack Doohan e Amaury Cordeel, in PHM Roy Nissany e Josh Mason, in Van Amersfoort Richard Verschoor e Juan Manuel Correa, in Campos Kush Maini e Ralph Boschung.

QUALIFICHE: Doohan, Martins, Maini, Maloney, Iwasa, Hauger, Verschoor, Hadjar, Vesti, Fittipaldi... quest'ultimo in pole da reverse grid nella sprint. Pourchaire, leader della classifica, si è qualificato solo quattordicesimo.

SPRINT: Vesti ha accennato a prendere la leadership a inizio gara per poi scivolare dietro a Fittipaldi, Hauger e Verschoor, mentre nella fase di gara è entrata la safety car a seguito di un incidente di Correa.
Fittipaldi ha leaderato quasi fino alla fine, venendo passato da uno scatenato Vesti ad appena tre giri dalla fine, dopo che aveva già effettuato altri sorpassi, rimontando qualche punto su Pourchaire, che tuttavia poteva gestire nella gara della domenica.
RISULTATO: Vesti, Fittipaldi, Verschoor, Hadjar, Hauger, Doohan, Pourchaire, Iwasa, Maloney, Bearman.

FEATURE: l'indomani, mentre Doohan leaderava incontrastato, i due championship contenders non si sono fatti mancare nulla, con diverse tempistiche nell'effettuare la sosta obbligatoria, i due si sono ritrovati a tu per tu e ingaggiati in un duello piuttosto acceso.
Vesti, alle spalle di Pourchaire dopo la sosta, alla fine l'ha spuntata e ha staccato l'avversario, andando a duellare con altri... nella fattispecie, verso fine gara, con Maloney con il quale c'è stato anche un contatto. Maloney si è di fatto auto-eliminato, spianando la strada di Vesti per il podio, dove è salito insieme a Doohan e Martin.
RISULTATO: Doohan, Martins, Vesti, Iwasa, Pourchaire, Leclerc, Hauger, Hadjar, Maini, Crawford.

CLASSIFICA: Pourchaire 203, Vesti 192, Doohan 168, Iwasa 165, Martin 150, Bearman 130, Fittipaldi 124, Hauger 113, Verschor 108, Maloney 96...


mercoledì 29 novembre 2023

500 miglia di Indianapolis 1953, 1954, 1955: l'ascesa e la fine di Vukovich

Tutti commettiamo dei gravi errori nella vita. Ne ho fatto uno enorme e adesso sto rimediando. Potete rimediare anche voi, perché sto parlando di essere vissuti in una bolla in cui la Formula 1 vintage non si incrocia mai con la Indycar vintage, nemmeno quando la Indy 500 era parte di entrambi i campionati. So che Indianapolis c'entra poco e niente con la Formula 1 e che le storie di Indy non si incrociano per niente con quelle europee, ma ci sono filmati meravigliosi facilmente reperibili su Youtube e vi consiglio vivamente di vederli e di ampliare i vostri orizzonti. L'ultima edizione che ho narrato finora è quella del 1952, con la vittoria di Troy Ruttman, arrivata quando Bill Vukovich è stato costretto al ritiro a poche tornate dalla fine, dopo avere trascorso innumerevoli giri al comando. Oggi vi parlo della storia di Vukovich a Indianapolis dopo, andando quindi nel 1953, di cui ho visto una bella sintesi d'epoca... in cui a onore del vero viene rimosso il non proprio insignificante dettaglio di un incidente mortale in una sessione di prove, il pilota coinvolto Chet Miller, ufficialmente il primo pilota a morire in un evento valido per il mondiale di Formula 1.


La gara del 1953 inizia con 33 vetture che si accodano dietro la pace car, con un numero improponibile di non qualificati (oltre 80 entries) e un buon numero di piloti che hanno una concreta chance di guidare: è la Cinquecento Miglia più calda di sempre e una buona quantità di piloti vengono rimpiazzati in corso d'opera con shared drives.
Sembra che addirittura ben nove piloti finiscano in ospedale a causa di colpi di calore, tra cui Pat Flaerthy che, svenendo al volante per le alte temperature, finisce contro un muro riportando lievi ferite. Il caso peggiore, tuttavia, è quello di Carl Scarborough, che dopo circa un terzo di gara, al momento della sosta, si sente male e viene inquadrato mentre scende a fatica dalla vettura - sarà sostituito da Bob Scott che chiuderà la gara dodicesimo. Ricoverato in ospedale per ipertermia, Scarborough morirà alcune ore dopo. A seguito di questo evento, verranno imposte regole sulla ventilazione delle vetture a partire dalla stagione successiva.
Nel frattempo la gara viene dominata dal poleman Vukovich, che di fatto sembra non avere avversari in grado di infastidirlo. Effettua tre pitstop, due dei quali al di sotto del minuto di durata - quarantasette secondi il migliore, il top dei top per quei tempi. Va a vincere, davanti a una sfilza di Kurtis Kraft, stessa squadra per la quale gareggia lui stesso sulla vettura numero 14. Art Cross chiude secondo, mentre il terzo posto è condiviso da Sam Hanks e Duane Carter che l'ha sostituito in corso d'opera.


Nel 1954 - di cui ugualmente ho trovato un ottimo filmato su Youtube, Vukovich si qualifica solo diciannovesimo e la pole position va a Jack Grath, il quale è leader per circa un quarto di gara, nella sua prima parte. Tuttavia Grath e Vukovich non sono nella stessa pitstop window e il vincitore dell'edizione dell'anno precedente ne approfitta per portarsi in testa.
Un problema di Grath durante la sosta si rivela un duro colpo per le sue chance di vittoria e infatti eccolo ritrovarsi a terminare sul gradino più basso del podio, alle spalle di Jimmy Bryan, pilota della Kuzma, che ha leaderato qualche giro dopo l'ultima sosta di Vukovich e prima di fermarsi a propria volta.
Seppure meno dominante della precedente la vittoria di Bill - sempre al volante di una Kurtis Kraft numero 14, ma con una livrea chiara in questa stagione, mentre era sul nero nel 1953 - non passa certo inosservata, essendo peraltro la seconda vittoria consecutiva a Indianapolis... cose che non si vedono tutti i giorni. E potrebbero addirittura essere tre, se non fosse stato per il ritiro verso fine gara nel 1952.


Potrebbero essere quattro, perché in realtà, nel 1955 - edizione nei cui test è morto Manuel Ayulo - partito dalla quinta piazza, una volta uscito di scena il poleman Jerry Hoyt, si lancia ben presto all'inseguimento di McGrath, leader iniziale, superandolo dopo pochi giri e involandosi verso una leadership che sembra incontrastata proprio quando la vettura di McGrath, dalla quale usciva fumo sospetto, decide di dare forfait, con tanto di inquadrature del pilota che, sceso dalla monoposto ai box, tenta di ripararla lui stesso insieme ai meccanici.
Siamo a poco più di un terzo di gara e il vantaggio di Vukovich nei confronti del diretto inseguitore Bryan(?) è ampio abbastanza da far pensare a una nuova vittoria.
Non è così che deve andare, ma soprattutto non ha molto senso parlare di potenziale vittoria. Quando il doppiato Rodger Ward, a causa di un cedimento, sbatte e prende il volo, pur atterrando girato dalla parte giusta dopo un doppio cappottamento, Al Keller per evitarlo colpisce la vettura di John Boyd, che finisce sulla traiettoria di Vukovich. L'impatto fa cappottare Boyd, mentre anche la vettura di Vukovich prende il volo, oltrepassando le barriere e finendo in un parcheggio dove colpisce diversi veicoli prima di prendere fuoco.
Ed Elisian, che riesce a evitare di colpire altre vetture, sembra tenti di aiutare Vukovich a uscire dall'abitacolo, ma non c'è nulla da fare: Bill è morto sul colpo. Fortunatamente almeno gli altri piloti coinvolti non riportano ferite gravi. Due spettatori sono rimasti feriti, ma pare non gravemente.
Dopo sedici giri di bandiere gialle la gara riprende a pieno, con Bryan in testa, ma la vettura che dà problemi e lo costringe al ritiro dopo pochi giri. Bob Sweikert prende la testa della gara e la mantiene fino alla fine, conquistando la vittoria davanto a Tony Bettenhausen/ Paul Russo (shared drive) e Jimmy Davies, tutti su Kurtis Kraft.

Bill Vukovich aveva trentasei anni al momento della morte. Tecnicamente è stato il primo pilota a morire durante una *gara* valevole per il mondiale di Formula 1.
Suo figlio Bill II, all'epoca undicenne (e recentemente deceduto nel 2023 all'età di settantanove anni), è divenuto pilota negli anni '60 e ha gareggiato in USAC/CART tra il 1967 e il 1983, ottenendo una vittoria al Michigan International Speedway nel 1973. Anche il nipote Bill III ha gareggiato occasionalmente nella CART sul finire degli anni '80, prima della sua morte nel 1990 in un incidente di gara in un evento a ruote coperte. Aveva ventisette anni.


martedì 28 novembre 2023

S5000 stagione 2023: Aaron Cameron vince il titolo

Tra i campionati terminati lo scorso fine settimana c'è quello di S5000, campionato open wheel australiano vinto nelle stagioni 2021 e 2022 da Joey Mawson, che nei primi anni delle serie minori si era distinto per avere puntualmente battuto Mick Schumacher in ogni campionato in cui avevano a che fare l'uno con l'altro. A un certo punto, tuttavia, le loro strade si sono divise. Schumacher fece una seconda stagione in Formula 3 Europea, dopo una prima non esaltante, diventando campione, mentre invece Mawson passò in GP3 e il suo percorso nelle formule minori andò a picco. Una volta uscito di scena dal panorama degli aspiranti piloti di Formula 1 (o di gente verosimilmente stipendiata per stare accanto a Toto Wolff nel box della Mercedes), Mawson è tornato in Australia, dove si è costruito una carriera in questo campionato open wheel, appunto.

Dopo due stagioni vincenti, ha iniziato benissimo quella del 2023. Nei primi tre eventi, con un totale di tre gare ciascuno, ne ha vinte ben sette su nove, arrivando sempre a podio negli altri casi, con le due restanti che sono andate a Cooper Webster. Insomma, sembrava tutto favorevole a un suo nuovo successo, eppure è sparito di punto in bianco dal campionato. Facendo qualche ricerca, è venuto fuori che è stato sospeso dal campionato, per avere fallito un test antidroga.
Da quel punto in poi tutto è girato a favore di Aaron Cameron, che nei tre eventi restanti ha fatto quanto Mawson aveva fatto nella prima metà della stagione: sette vittorie su nove anche per lui, con Webster che ha vinto le due gare restanti. Anzi, meglio di Mawson, i risultati restanti due secondi posti, Joey aveva una seconda e una terza piazza.

Webster ha disputato cinque eventi su sei e ciò non gli ha consentito di accaparrarsi la seconda posizione in classifica. Quella è andata a Jordan Boys, che nella seconda parte della stagione ha fatto ciò che non era riuscito a fare nella prima: ha inanellato una serie di piazzamenti sul podio.
Blake Purdie, quinto in classifica alle spalle di Mawson, è stato l'altro full time giunto qualche volta a podio, con qualche piazzamento occasionale in top-3 da parte di piloti one-off o part-time, tra cui una nostra vecchia conoscenza che ha gareggiato in Formula 1 qualche anno fa e più recentemente in Formula 2!
Roberto Mehri, presente al primo evento stagionale, ha un terzo posto all'attivo. Avrebbe dovuto disputare anche l'ultimo evento della stagione, ma ha dovuto dare forfait, pare per causa di problemi intestinali.


lunedì 27 novembre 2023

Formula 1 2023: #22 Gran Premio di Abu Dhabi - il commento del lunedì

Carissimi lettori, siamo giunti all'ultima gara della stagione, quindi all'ultimo commento, ma non temete, ci sarà quello di fine stagione, come già successo la maggior parte degli altri anni, in cui cercherò di sbizzarrirmi, che uscirà indicativamente verso la fine dell'anno, come da buona tradizione. Non so ancora come sarà strutturato, ma intendo non venire meno a questo proposito, vada come vada. Nella data del 26 novembre si concludono sia il campionato a quattro sia quello a due ruote, ma accadono anche tante altre cose, quindi vi informo che sono molto contenta di com'è andata questa domenica, perché certi amori motoristici non si dimenticano mai, quindi vi anticipo solo una cosa, ovvero che sono molto felice della prima vittoria di un mio idolo passato dopo millemila anni. *-*
Quindi per prima cosa passiamo dalla cronaca scritta per Formula 1 Grand Chelem, poi procediamo con tutto quello che ne conseguirà, compreso quanto appena citato.

CRONACA PER IL FORUM - 22^ e ultima prova del mondiale di Formula 1, sul circuito di Yas Marina arriva la pole position di Max Verstappen, che punta alla diciannovesima vittoria della stagione. La gara si svolgerà alle 14.00 italiane di domenica, mentre alle 15.00 inizierà quella del motomondiale a Valencia, con i due campionati che paradossalmente termineranno più o meno nello stesso momento: il ritorno della famigerata SoVrApPoSiZiOn3!
Mentre sulle due ruote il ducatista Pecco Bagnaia deve gestire il margine nei confronti della Ducati non ufficiale di Jorge Martin per conquistare il secondo titolo consecutivo, ad Abu Dhabi non c'è più nulla da assegnare, se non la seconda posizione nel mondiale costruttori con Mercedes che precede di pochi punti Ferrari. La seconda posizione in griglia di Charles Leclerc potrebbe essere utile allo scopo, ma in qualifica in realtà entrambi i team non sono nel massimo dello splendore.
Se Carlos Sainz, che ha iniziato il fine settimana con un incidente nelle prove libere, esce in Q1, le sorprese non mancano nemmeno in Q2 quando esce Lewis Hamilton. George Russell strappa una quarta piazza, infilandosi tra le McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, mentre va segnalato il sesto tempo di Yuki Tsunoda. Checo Perez è solo nono, dopo che si è visto annullare un tempo.
La griglia di partenza è la seguente:

1^ fila: Verstappen - Leclerc
2^ fila: Piastri - Russell
3^ fila: Norris - Tsunoda
4^ fila: Alonso - Hulkenberg
5^ fila: Perez - Gasly
6^ fila: Hamilton - Ocon
7^ fila: Stroll - Albon
8^ fila: Ricciardo - Sainz
9^ fila: Magnussen - Bottas
10^ fila: Zhou - Sargeant

La partenza della gara - della durata di 58 giri - vede le posizioni rimanere invariate davanti a parte Russell che scivola dietro entrambe le McLaren, mentre Perez perde inizialmente una posizione a vantaggio di Hamilton, che riuscirà poi a superare. Norris dopo pochi giri supera poi Piastri, che si ritrova inseguito da Russell, da cui riesce a difendersi per vari giri prima di essere costretto ad arrendersi.
La maggior parte dei piloti sono partiti su gomme medium e il primo stint è piuttosto breve, è Fernando Alonso il primo a fermarsi ai box tra i piloti della top-ten, imitato nei giri seguenti dalle McLaren. Russell rientra un giro dopo rispetto a Norris che, avendo avuto un pitstop lento, si trova dietro al pilota della Mercedes. Non ci sono altri cambiamenti di nota con il primo giro di soste, si segnala solo in precedenza un contatto senza grosse conseguenze tra Hamilton e l'Alpine di Pierre Gasly, il quale peraltro subisce undercut da Esteban Ocon. Perez, nel frattempo, si trova alle spalle delle McLaren e riesce a sopravanzare Piastri, puntando per il momento alla top-5.
Il secondo giro di soste vede la situazione non cambiare molto, assistiamo a un duello Alonso vs Hamilton con Lewis che supera Fernando per poi subire un contrappasso. I due vengono messi sotto indagine per "driving erratically" (WTF?!) anche se tutto finisce in un nulla di fatto. Questo giro di soste viene rimandato dalle Redbull, che ormai hanno accumulato un certo vantaggio. Perez si ritrova alle spalle di Tsunoda - seguirà spiegazione in merito - e dopo averlo passato si lancia all'inseguimento di Norris. Tra i due c'è un contatto senza conseguenze durante un tentativo di sorpasso, che Checo porterà a termine un giro più tardi. Riceverà penalità di cinque secondi, ma andrà nel frattempo a superare Russell portandosi terzo dietro a Leclerc.
Ci sono piloti su strategie diverse, uno dei quali è Tsunoda che, dopo avere allungato molto il primo stint, percorrendo ben cinque giri in testa in corso d'opera, riesce a effettuare una sola sosta, seppure perdendo terreno nel finale e chiudendo ottavo, dopo essere riuscito a riprendersi la posizione su Hamilton da cui aveva subito un sorpasso.
Poi ci sono Stroll e Sainz, partiti sulle hard, che fanno i primi due stint sulle gomme dure per passare alle medium... o meglio, questo è quanto fa Lance, dato che Sainz in entrambi gli stint viene tenuto in pista fino all'ultimo, in quanto la strategia pare incentrata sull'aspettare una safety car o una virtual safety car che puntualmente non arriva, perdendo terreno con addirittura Stroll che riesce a superarlo prima che rientri per la sosta. A un giro dalla fine mette le soft, ma sembra non esca mai dai box, dato che chiude ritirato a un giro.
Nel finale Leclerc lascia passare Perez, nella speranza che possa allungare di oltre cinque secondi su Russell: con George quarto, la Mercedes chiuderebbe dietro alla Ferrari nel costruttori. Ciò non succede, Perez scivola al quarto posto e la Mercedes è seconda nel mondiale costruttori.

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Charles Leclerc (Ferrari), 3. George Russell (Mercedes), 4. Sergio Perez (Redbull), 5. Lando Norris (McLaren), 6. Oscar Piastri (McLaren), 7. Fernando Alonso (Aston Martin), 8. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 9. Lewis Hamilton (Mercedes), 10. Lance Stroll (Aston Martin), 11. Daniel Ricciardo (Alpha Tauri), 12. Esteban Ocon (Alpine), 13. Pierre Gasly (Alpine), 14. Alex Albon (Williams), 15. Nico Hulkenberg (Haas), 16. Logan Sargeant (Williams), 17. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 18. Carlos Sainz (Ferrari), 19. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 20. Kevin Magnussen (Haas).

MOTOGP: il mondiale si decide anzitempo quando, mentre Bagnaia è in testa, Martin esce di scena stendendo Marc Marquez e cadendo a propria volta. Bagnaia, che in un primo momento scivola dietro alle KTM di Jack Miller e Brad Binder, recupera di nuovo la prima posizione grazie a un errore di Binder e alla caduta dell'omonimo del Dr Miller (il celebre Racing Dentist della Indycar anni '90), andando quindi a vincere la gara oltre che il mondiale. // (Milly Sunshine per F1GC)

RIFLESSIONI SEMISERIE DEL LUNEDÌ: per prima cosa vorrei chiarire quanto detto nella cronaca relativamente al finale do gara di Sainz. Facendo qualche ricerca sembra era decimo al termine del 56° giro, quindicesimo al termine del 57° e diciottesimo e doppiato al 58°. Ciò significa che al penultimo giro si è fermato ai box, ne è uscito in quindicesima piazza (come effettivamente sembrava dalla grafica), poi verosimilmente vi è entrato di nuovo, per motivi non meglio specificati (ho visto un tweet che parlava di ritiro un guasto dei tweet che parlano di guasto alla power unit).
Veniamo a me. Mi sono vista la gara su TV8, dopo essermi guardata in precedenza quella di MotoGP. Come probabilmente saprete, non sono un'enorme appassionata di due ruote, però l'ultima della stagione me la volevo guardare. La Formula 1 è stata trasmessa alle 19,00 passate, quando dalle 14,00 non entravo più sui social per evitare spoiler. Non sono entrata su Twitter se non verso le 20,45, quando è finita la differita della gara.
In bacheca mi sono ritrovata la notizia della vittoria di Felipe Massa a Cascavel in Stock Car Brasil. È la sua prima vittoria nella categoria, la prima vittoria in generale dopo quindici anni, il GP Brasile 2008. Sono passati 5502 tra le due vittorie e tante cose sono cambiate. Non ho apprezzato la sua svolta negli ultimi anni, il suo comportarsi come se un mondiale che non ha vinto gli fosse dovuto. Però certi "amori" non si dimenticano mai, ho sentito le lacrime pizzicarmi gli occhi e per non so quanto tempo sono stata estasiata da quello che avevo appena letto, al punto che ho visto le interviste e il podio ma è stato praticamente come non vederli. Quindici anni di attesa, speranze ormai del tutto inesistenti... ed è successo, quando ormai non ci credevo più.


domenica 26 novembre 2023

Formula Regional Japanese 2023: Sota Ogawa vince il titolo

La Formula Regional Japan è un campionato con una presenza molto minimalista, c'è stato un evento con un massimo di undici vetture, ma si solito erano nove. Un di ventiquattro piloti hanno gareggiato nella categoria, il che significa una cosa sola, ovvero che non vi hanno gareggiato in maniera continuativa. Soltanto due sono i piloti che hanno partecipato a tutti e sei gli eventi della stagione, per un totale di sedici gare disputate e, senza poche sorprese, due hanno rispettivamente vinto il titolo e chiuso il campionato in seconda posizione.
Sota Ogawa è letteralmente finito sul podio in tutte le gare che ha terminato, tranne le ultime due della stagione nelle quali è giunto quarto. Ha vinto il titolo con quattro vittorie all'attivo, una in più rispetto a quelle conquistate dell'avversario neozelandese Liam Sceats.

Tre vittorie le ha ottenute anche Jiei Okuzumi, che ha chiuso al terzo posto la stagione con tre eventi disputati sui sei totali, precedendo un altro part-time, Ryunosuke Sawa (quello della scorsa stagione, forse vi ricorderete di lui - pare che la sua presenza abbia generato controversia, anche se il team sostiene che le accuse nei suoi confronti siano cadute), che di eventi ne ha disputati in totale due, vincendo due volte.
Yugo Iwasawa ha chiuso quinto in classifica disputando la prima metà della stagione senza vittorie, precedendo lo svizzero part-time Michael che ha vinto una gara, tante quante ne hanno vinte i tre piloti alle sue spalle in classifica, tutti partecipanti in maniera occasionale alla stagione: Kazuki Oki, Yuya Hiraki e Yu Kanamaru, settimo, ottavo e nono nella classifica piloti.

Decimo ha concluso un nostro connazionale, Enzo Trulli, che al contempo ha gareggiato full-time in Superformula Lights in questa stagione, concludendo quel campionato al quinto posto con due vittorie. Non ha invece vinto nessuna gara nelle sue due partecipazioni stagionali, tuttavia ha ottenuto tre podi e una pole position.
Dietro di lui essenzialmente solo giapponesi, eccetto lo one-off neozelandese Kaleb Ngatoa, già visto in passato nella Toyota Racing Series, e due cinesi. Tra i giapponesi presenti c'erano anche alcuni di quei piloti pittoreschi della categoria Masters, che corrono in parte sotto pseudonimo. Purtroppo nessuno di loro era Dragon.
Unica presenza femminile, Anna Inotsume, al via del penultimo evento, in cui ha ottenuto un quinto e un quarto posto.

venerdì 24 novembre 2023

Formula 1 2023: #21 Gran Premio di Las Vegas // il commento della settimana dopo

Credo sia bene iniziare questo commento con una grande premessa: sono profondamente convinta che i circuiti cittadini abbiano un senso, se ben fatti o significativi. Sono anche convinta che l'occhio vuole la sua parte e che un circuito non bello come layout possa fare la sua figura se rende bene televisivamente. Las Vegas non ha niente di tutto questo. Sembra che si sia voluta fare a tutti i costi una replica di Montecarlo e Singapore insieme, senza una scenografia altisonante. Montecarlo ha un bel paesaggio, Singapore ha un bel contorno. Questo circuito dava l'impressione di essere circondato un'accozzaglia di luci a caso di varia natura, con una sfera luminosa sul quale venivano proiettate immagini pacchiane come tutto il suo contorno. Non era nemmeno un kitsch ricercato, era semplicemente una pomposa ostentazione del pessimo gusto, senza né l'eleganza che contraddistingue certe location, né l'anonimato di quei circuiti cittadini che non hanno scenografia, ma non viene fatta una campagna pubblicitaria basata interamente sull'essere al centro dei mondo perché "noi siamo meglio". Siamo ben lontani, a mio vedere, anche dai circuiti cittadini americani degli anni '80/90, quando gli States erano visti come un mercato in cui espandersi e non come il mercato che doveva interamente risucchiare la Formula 1 e adeguarla agli standard americani. Detto questo, vorrei precisare che i piloti e i team principal non hanno il dovere morale di contestare il GP di Las Vegas per il semplice motivo che è disprezzato dal tifoso medio acculturato. In Formula 1 sono successe cose ben peggiori che andare a correre su un circuito brutto. Ricordo semplicemente il gareggiare talora in condizioni di sicurezza insufficienti, o il gareggiare a pochi chilometri da un attacco missilistico. Troverei anzi fuori luogo che un pilota o un team decidano di boicottare un gran premio semplicemente perché "è brutto". Teniamo presente che gareggiare è il loro lavoro... quanti di noi nella vita decidono a random che non andranno a lavorare "perché sì?" Andare via perché "il circuito ha la forma di maiale rovesciato" sarebbe segno di rispetto per il pubblico pagante? O per quello che guarda la gara da casa? A me non pare. Detto questo, è bene che ci sia qualcuno che trova assurde certe pagliacciate di contorno, ma allo stesso modo non ritengo che i piloti siano obbligati a denunciare ciò come se fossero davanti al più grande problema della storia del motorsport.
Allo stesso modo, ho visto molto accanimento da parte di certi tifosi che peraltro HANNO COMMENTATO OGNI SESSIONE DANDO SEGNO DI AVERE SEGUITO TUTTO contro chi non rifiutava a priori di guardare la gara. Ho visto gente che esortava chi aveva guardato il gran premio a cambiare sport da seguire perché non sono veri appassionati e queste cose qui. Scusate, tutto bene?! Vi pare normale volere imporre a degli sconosciuti di non guardare un gran premio per avere il vostro rispetto? E farlo mentre voi stessi avete guardato e commentato il gran premio, come se voi foste al di sopra del giudizio che ci tenete a divulgare?
Vi ricordo che nessuno deve rendervi conto di quello che guarda e che non guarda. Vi ricordo anche che, fino a non troppo tempo fa, il vero appassionato era considerato quello che guardava tutte le gare, indipendentemente dal circuito o dalla noiahhhh percepita o dal potenziale risultato. Adesso siete entrati nella logica secondo cui i very fighy vedono solo un numero specifico di gran premi e tutto il resto deve essere snobbato. Non vorrei dirvelo, ma è esattamente la mentalità Drive to Survive, semplicemente avete gusto migliore in fatto di gran premi e circuiti rispetto al drivertosurviver medio.
Detto questo, è arrivato il momento di passare oltre e di andare avanti nel commento: ecco quindi a voi la cronaca che ho scritto per Formula 1 Grand Chelem e a seguire il commento semiserio del lunedì... sì, insomma, del venerdì dopo.

CRONACA IL FORUM - Promosso da tempo come l'evento più importante della stagione, il GP di Las Vegas è il ventunesimo del mondiale 2023 e penultimo in calendario. Il tracciato cittadino, inaugurato in questa occasione, non inizia la propria carriera nel migliore dei modi: dopo appena otto minuti di prove libere, la prima sessione del giovedì sera viene interrotta per un incidente di Carlos Sainz dovuto a un tombino uscito dalla propria sede - problematica già conosciuta dopo il giro della safety car in precedenza - in uno dei tratti veloci della pista. Per la Ferrari il bilancio è pesante, i danni sono ingenti e a causa della sostituzione di componenti, dovrà scontare una retrocessione di dieci posizioni in griglia. Anche l'Alpine di Esteban Ocon, seppure in misura minore, riporta danni dovuti al tombino scoperchiato.
Per mettere in sicurezza la pista, la sessione viene cancellata, quella seguente allungata a un'ora e mezza per recuperare il tempo perduto, ma rimandata di ore. Si svolge nella notte, dopo che il pubblico che ha sborsato ingenti quantità di denaro per i biglietti viene mandato via adducendo a presunte ragioni di sicurezza. In sintesi: il pubblico della giornata delle prove libere assiste a otto minuti con le vetture in pista.

Se non altro la giornata del venerdì si svolge senza intoppi, con le libere e poi le qualifiche a mezzanotte (le nove di sabato mattina in Italia), dove ci sono sorprese di un certo livello, tra cui l'eliminazione di Lewis Hamilton in Q2, così come quella, per la nona volta nella stagione, di Checo Perez. Seppure la Redbull sembri più in difficoltà del solito, Max Verstappen ottiene comunque il terzo tempo, che diventerà secondo posto in griglia vista la retrocessione di Sainz secondo classificato in Q3.
La pole position va a Charles Leclerc in una sessione in cui un sorprendente Pierre Gasly si aggiudica il quinto tempo alle spalle di George Russell, ma soprattutto dietro all'Alpine ci sono le due Williams di Alex Albon e Logan Sargeant. Si segnala la presenza in top-ten dell'Alfa Romeo di Valtteri Bottas, così come della Haas di Kevin Magnussen. Qualifica da dimenticare, invece, per la McLaren, con entrambe le monoposto fuori in Q1. Per Aston Martin tutto torna nella loro norma: Lance Stroll delude, Fernando Alonso salva il salvabile.
Questa è la griglia di partenza:

Leclerc - Verstappen
Russell - Gasly
Albon - Sargeant
Bottas - Magnussen
Alonso - Hamilton
Perez - Sainz
Hulkenberg - Ricciardo
Norris - Ocon
Zhou - Piastri
Stroll - Tsunoda

La gara prevede 50 giri e si inizia con un attacco di Verstappen nei confronti di Leclerc, con i due che escono dalla linea della pista. Per "forcing another driver off the track", Verstappen guadagnerà cinque secondi di penalità. Nel frattempo c'è una collisione multipla a centro gruppo, coinvolti Alonso, Bottas, Perez, Sainz e Hamilton. Nessuno di loro sparge detriti sulla pista, ma alcuni sono costretti a fermarsi ai box, altri lo faranno nel momento in cui entra la safety car per un incidente di Lando Norris.
Verstappen inizialmente sembra allungare, mentre Leclerc stacca Russell, Gasly e le Williams, ma sulle gomme medium Max sembra accusare precocemente degrado: subito dopo avere subito il sorpasso di Leclerc, al 16° giro rientra ai box e sconta anche la penalità, uscendo alle spalle di Russell che a sua volta si è già fermato. Con i due imbottigliati nel traffico, Leclerc fermandosi sei giri più tardi mantiene la posizione su di loro nonostante una sosta lunga, in mezzo a loro c'è nel frattempo Sainz che deve fermarsi per la seconda sosta - la prima è stata con la safety car per incidente di Norris.
Hamilton nel frattempo ha un contatto con Piastri, sia lui sia Oscar riportano delle forature e sono costretti ai box, ma al momento si prosegue senza problemi. Non sarà così quando Verstappen cerca il sorpasso su Russell e completa la manovra, ma George gli tira una sportellata: siamo a metà gara, i due non riportano danni, ma per i detriti sparsi entra la safety car. Perez, che si trova in testa non essendosi fermato che nelle fasi iniziali, effettua il pitstop in regime di safety car e si ritrova secondo dietro a Leclerc che, ancora abbastanza fresco di sosta, non si ferma ai box, diversamente da vari inseguitori tra cui Verstappen.
Al restart le posizioni sono: Leclerc, Perez, Gasly, Piastri, Verstappen, Ocon, Stroll, Albon, Russell, Sainz, Sargeant, Alonso, Zhou, Magnussen, Ricciardo, Hulkenberg, Hamilton, Bottas e Tsunoda. Piastri supera subito Gasly, che poi subirà qualche giro dopo anche il sorpasso di Verstappen. Poco prima Perez si è portato in testa con un sorpasso su Leclerc - 32° giro - ma quattro giri più tardi Charles lo riprende e si porta in testa, con Perez che un giro dopo viene superato anche dal compagno di squadra.
Non passerà molto prima che Verstappen si porti in testa alla gara, con Leclerc che deve difendersi su Perez. Dopo un duello piuttosto acceso tra le Alpine, Ocon si porta quarto mentre Gasly a poco a poco inizia a sprofondare più indietro. Se Sargeant è precipitato già da tempo nelle retrovie, Albon in un primo momento si tiene dietro Russell, Sainz, Alonso e Hamilton, tutti molto vicini tra loro. Al 38° tuttavia, viene superato da Russell e poi a seguire, anche dagli altri, con Hamilton che a seguire prenderà anche la posizione su Alonso.
Passato davanti a Leclerc al 43° dopo un errore di Charles, Perez sembra viaggiare verso la seconda piazza, ma all'ultimo giro subisce il sorpasso che lo relega in terza posizione. Dopo l'ultima sosta di Piastri - al 44° mette le medium dopo due stint sulle hard e, dopo la sosta, rimonta fino alla decima piazza e ottiene il giro più veloce - Ocon si ritrova quarto, subendo ugualmente il sorpasso di Russell all'ultimo giro. Il pilota Mercedes scivola tuttavia indietro di diverse posizioni causa penalità di cinque secondi applicata post-gara per incidente con Verstappen, ritrovandosi ottavo. Si segnalano due ritiri, nelle fasi conclusive, con Hulkenberg e Tsunoda che dopo dei guasti si ritirano nelle ampie vie di fuga. // (Milly Sunshine per F1GC)

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Charles Leclerc (Ferrari), 3. Sergio Perez (Redbull), 4. Esteban Ocon (Alpine), 5. Lance Stroll (Aston Martin), 6. Carlos Sainz (Ferrari), 7. Lewis Hamilton (Mercedes), 8. George Russell (Mercedes), 9. Fernando Alonso (Aston Martin), 10. Oscar Piastri (McLaren), 11. Pierre Gasly (Alpine), 12. Alex Albon (Williams), 13. Kevin Magnussen (Haas), 14. Daniel Ricciardo (Alpha Tauri), 15. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 16. Logan Sargeant (Williams), 17. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 18. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 19. Nico Hulkenberg (Haas), Rit. Lando Norris.

RIFLESSIONI SEMISERIE DELLA SETTIMANA DOPO - innanzi tutto mi voglio scusare per il ritardo e informarvi, qualora non lo sappiate, che prima che iniziasse il weekend del gran premio, Jacques Villeneuve e la sua signora, un'italiana di nome Giulia, si sono sposati all'interno del paddock. A questo proposito vorrei segnalare che ho visto gente che li criticava per questo, quindi a costoro ci terrei a ricordare che, mentre il gran premio era un evento pubblico, il matrimonio dei coniugi Villeneuve era una cerimonia privata e, da che mi risulti, spetta alla coppia che si sposa decidere dove sposarsi, non alla persona random che commenta la gara sui social.
Vorrei fare inoltre una precisazione su quanto accaduto a centro gruppo al via: pare che alcuni piloti, dopo la fine della gara, abbiano detto che un lato della pista era sporco d'olio e scivoloso, quindi sarebbe stato questo a innescare testacoda vari e occasionali contatti di conseguenza, al via della gara.
Aggiungo che nei giorni seguenti è circolata la "notizia" secondo cui la Ferrari non avrebbe gareggiato ad Abu Dhabi per non uscire dal budget cap. Per qualche strana ragione, questa non notizia è diventata virale sui social e a questo proposito vorrei esortare gli appassionati a non riportare costantemente spacciandolo per vero qualunque cosa venga pubblicata da profili social con nomi tipo "Cuggino Insaider".
Eccoci, intanto, all'inizio del weekend di Abu Dhabi, appunto, che nel fine settimana di Las Vegas veniva atteso con ansia perché si tratta di un verohhhh gran premiohhhh, ma una volta che ci siamo messi alle spalle la sfera luminosa che proiettava immagini random tra cui quelle di Spongebob (no comment) la collettività sembra essersi ricordata che Yas Marina è un circuito brutto e che il fatto che la Ferrari non ci abbia mai vinto nonostante vi si corra dal 2009 lo rende ancora più brutto.
Quindi, signori, un ultimo sforzo: sta per scattare il gran premio numero 22 del mondiale 2023, poi ci saranno mesi di tranquillit-... ci saranno mesi di polemiche tra leclerchini, sainzini e quant'altro. State pronti, perché sarà un lungo inverno!



giovedì 23 novembre 2023

Formula 4 Cinese 2023: Tiago Rodrigues vince il titolo

Tra il mese di maggio e il fine settimana passato si è svolto, soltanto su circuiti nazionali, ma non su quello di Shanghai, il campionato di Formula 4 Cinese, con un totale di cinque eventi disputati per un totale di venti gare, quattro per ciascun evento.
C'erano in totale una quindicina di vetture al via di ogni evento, ma sono pochissimi i piloti che hanno disputato l'intero campionato, in totale soltanto cinque, di cui i primi tre classificati... e due piloti che si sono classificati rispettivamente diciassettesimo (Marco Lau) e addirittura ventinovesimo (Han Yingfu).
Quasi solo piloti asiatici hanno disputato il campionato, con una presenza one-off di uno statunitense (Michael Farrens) nell'evento di esordio, per il resto solo piloti cinesi, oppure di Hong Kong o di Macao.

E' di Macao il vincitore del campionato, tale Tiago Rodrigues sul quale si trovano poche informazioni, quantomeno in inglese o in lingue occidentali. Pare abbia debuttato in questa stagione sulle monoposto e in questa categoria ha conquistato sette vittorie, nonché numerosi piazzamenti a podio e a punti.
Il campionato l'ha vinto con quindici punti di vantaggio su Liu Kaishun, pilota di Hong Kong, il quale ha ottenuto ugualmente sette vittorie nel corso della stagione, mentre si è classificato un centinaio di punti più indietro il cinese Jing Zefeng, che di vittorie ne ha conquistata una soltanto, e a dire il vero il numero dei suoi quarti posti ha superato di gran lunga quello dei suoi arrivi a podio.
Il connazionale Liu Ruiqi, che ha disputato due eventi in totale, ha conquistato tre vittorie in otto gare disputate, classificandosi al quarto posto in classifica, mentre i due one-off Jiang Fukang e Xu Yingjie, entrambi cinesi, nono e decimo in classifica, hanno ottenuto una vittoria ciascuno.

A questo campionato ha preso parte, nei primi due eventi, anche una ragazza (o almeno, l'unica che sono riuscita a identificare come tale, essendoci nomi orientali è spesso difficile intuire il genere dei piloti), Vivian Siu, altresì nota come Vivian Siu Wing Man, che ha preso parte anche alla Formula 4 SEA nel non championship event di Macao (la gara di F4 che si è svolta a Guia la domenica precedente a quella della Formula 3), ottenendo un decimo posto in gara come migliore risultato.