martedì 6 giugno 2023

Formula E 2023: #10 e #11 eprix di Jakarta

In questo fine settimana ricco di competizioni open wheel è tornata la Formula E, a distanza di quattro settimane, con un double header in Indonesia. Si trattava degli eprix numero 10 e 11 di un campionato 2023 che ne prevede sedici in totale. I cinque mancanti saranno condensati in tre eventi, Portland, Roma e Londra, con l'eprix di Portland che sarà un evento singolo. Per la prima volta nel corso della stagione, in cui l'unico avvicendamento per ora era stato Kelvin Van Der Linde in passato a sostituire l'allora infortunato Robin Frijns, vi erano due assenti per altri impegni motoristici. Roberto Mehri in Mahindra al posto di Oliver Rowland e David Beckmann al posto di André Lotterer in Porsche sono stati le due variazioni alla griglia solita del 2023, che ricordo essere sempre stata questa:


Maximilian Gunther ha ottenuto la pole position per Gara 1 che si è svolta sabato, seguito da Jake Dennis e Pascal Wehrlein, di fatto i piloti che hanno lottato per la vittoria in una gara senza grossi intoppi e colpi di scena, a parte un contatto senza grosse conseguenze tra Jean-Eric Vergne e Nick Cassidy, tutto è stato tranquillo fino alle ultime battute quando Sam Bird ha cozzato contro il compagno di squadra Mitch Evans mandandolo in testacoda.
Wehrlein, passato in testa nella prima parte di gara, è giunto al traguardo inseguito molto da vicino da Dennis, con Gunther che ormai impossibilitato a insidiarli si è accontentato della terza piazza (contribuendo a portare avanti la leggenda metropolitana che chi parte dalla pole position non vince - infatti quest'anno non è mai avvenuto, almeno considerando che siamo ancora a sabato... domenica qualcosa è cambiato!), precedendo Vandoorne, Vergne, Mortara, Cassidy, Da Costa, Frijns e Hughes a completare la zona punti.

Per Gara 2 Gunther ha conquistato nuovamente la pole position e si è ritrovato a duellare con Dennis, portandosi a casa la vittoria, piuttosto storica dato che Maserati non vinceva una gara di un campionato open wheel fin dai tempi di Juan Manuel Fangio in Formula 1 nel 1957!
Il duo Gunther/ Dennis si è ritrovato a condurre in solitaria una gara in cui ancora una volta non ci sono stati grossi intoppi, a parte Cassidy precipitato nelle retrovie per un contatto(?) a cui è seguito un testacoda, un'azione che ha avuto poco effetto sugli altri, ma di più sulle sue prospettive di classifica, visto che era leader del campionato, fino a sabato.
Evans ha completato il podio dopo la disasterclass del giorno precedente, mentre Fenestraz e Nato hanno completato la top-5. Wehrlein, sesto, si è ripreso dopo qualche evento la leadership del campionato, mentre Da Costa, Mortara, Vandoorne e Buemi hanno raccolto i punti rimanenti.

lunedì 5 giugno 2023

Formula 1 2023: #7 Gran Premio di Spagna - il commento del lunedì

Carissimi lettori, stasera vi propongo il Commento al GP di Spagna, iniziando come al solito con la cronaca scritta per il forum, per poi passare alle riflessioni semiserie, ovvero molto poco serie. Prima di tutto ciò, comunque, vorrei dare un po' di contesto: era il settimo gran premio della stagione e per la prima volta noi che non siamo abbonati alle PayTV abbiamo potuto vedere la gara in diretta.
Era da qualcosa come lo scorso ottobre(?) che non vedevo una diretta e devo ammettere che è stato qualcosa di insolito. Ce ne vorrebbero di più, quattro in un campionato di ventidue eventi con ventotto gare sono poche, a mio parere. Ai tempi della Rai - seppure vedessi all'epoca le gare con altri mezzi - erano nove su diciannove/ venti, una proporzione di gran lunga più ragionevole. Mi accontenterei anche della sola gara in diretta con qualifiche in differita, se solo ce ne fosse qualcuna in più.
Riflessione terminata, è giunto il momento di andare effettivamente avanti, per andare a vivere un evento che qualcuno ha definito noioso per la mancanza di incidenti, quindi di safety car e bandiere rosse che rimescolassero il risultato. Devo ammetterlo, è una faccenda che non capisco, perché questo atteggiamento lo noto anche da persone che un tempo si comportavano da fanboy illuminati vintage. Ovvero da gente che elogiava in tutte le salse gli anni '70 e '80, epoche in cui non entrava mai la safety car, mentre le bandiere rosse in corso d'opera non ribaltavano il risultato, ma generavano un risultato ottenuto per tempi aggregati. Non lo ritengo un passato ideale, ma in confronto a certi finali votati alla caciara di oggi penso sia qualcosa che dovremmo portare nel cuore.
Va bene, fine del discorso strappalacrime. Preoccupiamoci di cose serie: un certo pilota che insegue la vittoria numero 33 era nel box 33 e ha disputato il 33% dei gran premi della storia, visto che ora ce ne sono centocinquanta ogni anno, il che voleva dire che *sicuramente* avrebbe vinto. Poi magari già che c'era avrebbe anche conquistato il suo terzo titolo con una settantina di gare d'anticipo. Andiamo dunque a scoprire se sia accaduto oppure se la Ferrari giunta al Circuit de Catalunya con degli upgrade abbia fatto doppietta impedendogli i suoi sogni di gloria.

CRONACA PER IL FORUM: La qualifica a Montmelò - partita con una bandiera rossa discutibile causa presunta ghiaia in pista - riserva diverse sorprese, in primis Charles Leclerc fuori dopo la Q1 (19° tempo, davanti al solo Sargeant, che comunque ugualmente a lui partirà dalla pitlane) per un guasto non meglio precisato. La vettura non viene analizzata la sera per non lavorarci in regime di parco chiuso(?), cosa che comunque viene fatta al mattino di domenica, senza giungere a una conclusione univoca su quale fosse il problema.
Anche la Q2 vede degli eliminati illustri, Sergio Perez che dopo essere finito nella ghiaia durante il proprio tentativo, tornato in pista non riesce a fare un buon tempo, George Russell che invece si rende protagonista di un contatto con il compagno di squadra Lewis Hamilton (in Spagna, e mentre Nico Rosberg è in cabina di commento su Sky Italia). Delude le aspettative Fernando Alonso che si classifica solo nono dopo avere danneggiato la vettura in un'uscita di pista in precedenza, mentre Lance Stroll è sesto, Aston Martin non proprio nel massimo dello splendore.
In prima fila accanto al solito Max Verstappen scatterà Carlos Sainz, staccato comunque di oltre quattro decimi e mezzo, mentre Lando Norris strappa un'ottima terza piazza; veloci anche le Alpine, con Ocon settimo, Gasly quarto ma penalizzato per due diversi impeding, ai danni di Sainz e Verstappen, 3+3 posizioni e scatterà decimo in questa griglia:

1^ fila: Verstappen - Sainz
2^ fila: Norris - Hamilton
3^ fila: Stroll - Ocon
4^ fila: Hulkenberg - Alonso
5^ fila: Piastri - Gasly
6^ fila: Perez - Russell
7^ fila: Zhou - De Vries
8^ fila: Tsunoda - Bottas
9^ fila: Magnussen - Albon

La gara prevede 66 giri e inizia con Verstappen che mantiene la prima posizione, nonostante le gomme medium invece che soft come i piloti che lo inseguono. Sainz si mantiene in seconda piazza, mentre un lieve contatto Norris vs Hamilton causa danni sulla vettura di Norris costretto a fermarsi ai box. Sargeant e Leclerc partiti dalla pitlane passano sui detriti, ma ne restano in apparenza indenni.
Al via Stroll ne ha approfittato per portarsi terzo, ma all'8° giro Hamilton si porta terzo e inizia ad avvicinarsi a Sainz. Russell frattanto si porta quinto con un sorpasso su Ocon, che tra i piloti della top-ten sarà tra i primi a rientrare ai box. Alcuni piloti di centro e fondo griglia l'hanno già fatto, tra cui Hulkenberg che dopo avere perso posizioni nel primo stint si ritrova adesso a lottare con Tsunoda e Zhou (questi ultimi due saranno visti più volte lottare tra di loro nel corso della gara).
Le strategie sono molto diverse: Sainz si ferma al 16°, i piloti Mercedes al 25/26°, quelli Redbull al 27/28°, Verstappen e Perez unici a montare hard anziché medium. Hamilton esce ancora alle spalle di Sainz dopo la sosta e lo supera alcuni giri dopo, mentre Perez supera Alonso per l'ottavo posto: sono dietro a Tsunoda che ancora non si è fermato, per poi mel suo caso andare a superarlo in un secondo momento. I primi sei sono Verstappen, Hamilton, Sainz, Russell, Stroll e Ocon, almeno fintanto che Ocon non subisce il sorpasso di Perez. Leclerc nonostante fosse partito sulle hard ha anticipato di molto la sosta per passare alle soft e si trova ancora fuori dalla zona punti.
Al 35° giro Russell supera Sainz che vede Perez avvicinarsi a poco a poco. Si fermerà poi al 42° per la seconda sosta passando alle hard, mentre anche Stroll e Ocon si sono già fermati, così come altri piloti di centro gruppo e retrovie. Anche Leclerc monta gomme hard al momento della sosta.
Dopo essersi fermato ai box al 51° Alonso supera Ocon per poi avvicinarsi a Stroll nel finale di gara, si fermano ai box una dopo l'altra sia le Mercedes sia le Redbull per passare tutti alle soft, con Perez che torna in pista quinto, ma al 53° riesce a superare Sainz. La più grande emozione nel finale è data da un duello Tsunoda vs Zhou per l'ottavo posto, Yuki ne esce vincente, ma secondo i commissari ha forzato l'altro fuori dalla pista e gli appioppano cinque secondi di penalità che faranno tra gli altri rimontare Leclerc dal dodicesimo all'undicesimo posto.

Redbull - è indubbio che siano il team da battere, così come è indubbio che il duello Verstappen vs Perez di cui si parla all'occorrenza sia inesistente. Max vince con ampio gap e del tutto indisturbato, ma non fa più notizia.
Mercedes - il miglioramento c'è e si vede, i due piloti entrambi sul podio e Russell partiva addirittura dodicesimo dietro a Perez. Hamilton sembra finalmente soddisfatto... e noi con lui nel vedere un'insolita reunion, quando va a rispondere alle interviste pre-podio al microfono di Rosberg.
Ferrari - questo doveva essere il fine settimana della svolta grazie agli aggiornamenti portati e di fatto ha visto un guasto in qualifica peraltro non meglio identificato e un arrivo fuori dai punti senza effettive possibilità di rimonta con Leclerc, nonché una misera quinta piazza con Sainz che scattava dalla prima fila.
Aston Martin - la peggiore gara in termini di miglior risultato singolo dall'inizio della stagione, proprio quando mezzo mondo scomodava i numeri e la cabala per sostenere che Alonso avrebbe ottenuto una facile vittoria. Di per sé, comunque, si può dire che sia stato salvato il salvabile.
McLaren e Alpine - ottime entrambe in qualifica, McLaren non riesce a farsi notare in gara, almeno con Piastri, non sapremo mai cosa sarebbe stata la gara di Norris senza il contatto al via; Alpine diversamente pur non riuscendo a competere con i big dimostra comunque di potere puntare quantomeno alla seconda parte della zona punti, anche se nel caso di Gasly aiutato dalla penalità a Tsunoda.
Gli altri - Haas, Alpha Tauri, Alfa Romeo e Williams sembrano vivere di singoli exploit, quindi è doveroso da un lato ricordare l'ottavo tempo di Hulkenberg in qualifica, dall'altro riconoscere la performance di Zhou specie in gara, niente male per essere uno che un anno e mezzo fa veniva dipinto come un pilota totalmente incapace e indegno della Formula 1! // Milly Sunshine(C) per F1GC forum.

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Lewis Hamilton (Mercedes), 3. George Russell (Mercedes), 4. Sergio Perez (Redbull), 5. Carlos Sainz (Ferrari), 6. Lance Stroll (Aston Martin), 7. Fernando Alonso (Aston Martin), 8. Esteban Ocon (Alpine), 9. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 10. Pierre Gasly (Alpine), 11. Charles Leclerc (Ferrari), 12. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 13. Oscar Piastri (McLaren), 14. Nyck De Vries (Alpha Tauri), 15. Nico Hulkenberg (Haas), 16. Alex Albon (Williams), 17. Lando Norris (McLaren), 18. Kevin Magnussen (Haas), 19. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 20. Logan Sargeant (Williams).

RIFLESSIONI SEMISERIE DEL LUNEDÌ: mi ritrovo alla fine di questo weekend con tante domande che mi girano per la testa, molte delle quali a cui non sono sicura di volere trovare delle risposte. Il fanbase sembra avere raggiunto il degrado più totale... e devo dire che non fa altro che andare peggiorando. Ho visto orde di leclerchini che seguono la Formula 1 da una settimana urlare al complotto perché nessun pilota Ferrari ha mai avuto guasti a parte il loro idolo, orde di sainzini deriderli, poi leclerchini e sainzini a mescolarsi gli uni con gli altri per fare caciara insieme, cosa importa che la pensassero allo stesso modo, quello che conta è fare caciara cercando di coinvolgere chi non ne sta facendo.
Poi ho visto dei driverstosurvivers non italiani, che hanno iniziato a seguire la Formula 1 in epoca recente, che riscrivono le vicende dei Rosbilton a loro totale piacimento, un po' come se fosse una fan fiction ma spacciandola per reale. Così ecco che Rosberg viene descritto come uno psicopatico che ha bullizzato Hamilton per anni prima che Vettel lo salvasse e viene tacciato di avere insultato i familiari di Hamilton, insomma tutte cose di cui - oltre al suo essere sempre apparso come una persona decisamente civile e pacata - non è mai stato accusato dalle sue presunte vittime. Sinceramente trovo piuttosto sgradevole questa tendenza sempre crescente a inventarsi realtà alternative e a far passare il concetto che chi non è rimasto in Formula 1 abbastanza a lungo può essere descritto come cavolo ci pare.
Tutto ciò mi ricorda vagamente me stessa quando avevo undici/ dodici anni, solo che i miei pensieri li affidavo al diario con il lucchetto - ai miei tempi andava di moda, anche se non lo tenevo chiuso con il lucchetto - e non a decine e decine di persone. Mi ricorda me stessa, ma una parte di me stessa che vorrei tanto non fosse mai esistita, quindi non è affatto un complimento! A volte sembra che solo la fuga in Messico possa salvarci... un po' come dovrebbero fare altri.
CS: "Di chi parla?"
CL: "Di noi. Possibile che devo spiegarti tutto? Pensavo di essere io la capra!"
CS: "Naaahhhh, lascia perdere quello che ti faceva credere Crazy Frog, abbiamo entrambi una cultura superiore alla media."
CL: "Se la media è quella dei nostri tifosi direi di sì."
CS: "A proposito, ho visto che si mettono delle turbe a proposito dei nostri rapporti, litigano per stabilire se ci detestiamo oppure se siamo aMiK3TtY e nel tempo libero progettiamo di imbarcarci insieme per il Messico."
CL: "A 'turbe a proposito dei nostri rapporti' mi ero preoccupato."
CS: "Naaaahhhh, lo sanno tutti che hai fatto un voto di castità perché sei sposato con la Ferrari."
CL: "Non dovresti raccontare i miei segreti imbarazzanti in mondovisione."
CS: "Esagerato, siamo in un commento di Milly Sunshine, farà al massimo trenta visualizzazioni spammandolo a non finire, incluse quelle degli spambot."
CL: "Mai fidarsi degli spambot, sarebbero in grado di far vincere il Driver of the Day a Rio Haryanto, facendo emozionare nel sentire questo nome le voci fuori campo che ci stanno a sentire."
CS: "Non parlarmi di queste cose complicate, sai che siamo due menti semplici. Dovremmo pensare alle cose belle che ci circondano."
CL: "Cioè nessuna."
CS: "Cra, cra, cra."
CL: "Perché la rana? Mi stai trollando?"
CS: "No, stavo pensando alla qualifica di sabato, quando potevo ancora sperare di arrivare a podio e che ci fosse un kompl8 contro di te."
CL: "Orrorehhhh!!!111!!11!! Stai dicendo che vorresti un kompl8 contro di me?"
CS: "Quando si fa ca*are di proposito almeno si sa come smettere di fare ca*are."
CL: "Cra, cra, cra."
CS: "La rana?"
CL: "Niente, trollavo. È scappata penso che salti dal taschino di Zhou a quello di Tsunoda. Credo sia meglio mettere fine a questo commento."
CS: "Ma l'Autrice(C) cosa ne pensa?"
CL: "Non ha importanza. Le rane sono più importanti delle Autrici(C) di Commenti ai Gran Premi."

domenica 4 giugno 2023

GP Olanda 1967: la prima vittoria di un motore leggendario

Oggi è il 4 giugno e non c'è giorno migliore per raccontarvi una storia di un certo livello accaduta ai tempi di Graham Hill e Jim Clark. Lasciamo tuttavia un attimo i piloti da parte e parliamo del team per cui gareggiavano, la Lotus. Clark ci aveva già vinto venti gran premi, nelle cinque stagioni prececenti, tutte con motore Climax eccetto quella del 1966, con motore BRM. Nel 1967, la Lotus aveva un nuovo fornitore di motori, il cui nome forse vi dirà qualcosa. I fondatori avevano entrambi lavorato per la Lotus, ancora vi collaboravano ed erano supportati dalla Ford. I loro nomi erano Mike Costin e Keith Duckworth. Notate niente? Costin e Duckworth. Provate a immaginarvi un loro potenziale ship name...
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...ecco, il loro ship name era esattamente il nome dato ai loro motori: Cosworth.
Proprio nel 1967 Ford-Cosworth ha fatto il proprio esordio in Formula 1, nel GP di Montecarlo - passato purtroppo alla storia per altri tristi motivi. La sua prima apparizione, al secondo evento stagionale, era avvenuto sulle Matra. A partire dal terzo evento, a Zandvoort, è apparso anche sulle Lotus, scese in pista con motori Climax in Sudafrica e poi con motore Climax su quella di Clark e BRM su quella di Hill nel Principato.


Nel GP d'Olanda faceva il proprio esordio la nuova vettura, la Lotus 49, progettata pari passo con il motore Cosworth che doveva spingerla. Hill aveva testato la monoposto in precedenza, Clark ci è salito sopra per la prima volta quel fine settimana e ha preso oltre due secondi da Hill, autore della pole, ritrovandosi ottavo in griglia. Per fortuna ai tempi mancavano ancora decenni all'avvento dei social network, altrimenti era la fine.
Giusto per specificare, in griglia di vetture ce n'erano diciassette, di cui tre Ferrari guidate da Chris Amon, Mike Parkes e Ludovico Scarfiotti. Se siete ferraristi, forse avreste evitato di menzionare la posizione in griglia di Clark: le Rosse erano tutte dietro di lui.
In gara Hill ha mantenuto la testa, mentre la Eagle di Dan Gurney partita dalla seconda piazza perdeva qualche posizione. Non sarebbe comunque durato molto a lungo, abbandonato dal motore. Secondo c'era Jack Brabham, mentre Denny Hulme, anche lui al volante di una Brabham, inseguiva al momento la Cooper di Jochen Rindt.
I giri da percorrere erano 90, Hill ne ha percorsi appena undici prima di ritirarsi per un problema al cambio. In casa Lotus, comunque, le cose non andavano male, Clark si destreggiava a risalire posizioni ed eccolo arrivare secondo dietro al nuovo leader Brabham...
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...e poi niente, al 16° diventare il nuovo leader lui stesso.
A quel punto tutto il resto è stato in salita e ha accumulato un vantaggio di 20+ secondi su Brabham e Hulme. Rindt nel frattempo, dopo avere perso posizioni, si era ritirato per la rottura di una sospensione. La giornata della Ferrari è andata meno peggio del previsto: Amon, Parkes e Scarfiotti sono arrivati tutti a punti, quarto, quinto e sesto, neanche così male per un'epoca in cui si faticava a vedere la bandiera a scacchi.
Clark la bandiera a scacchi l'ha vista, e prima di tutti, dando a Ford-Cosworth la sua prima vittoria in Formula 1, l'inizio per un motore leggendario che, per numero di vittorie, è terzo dietro a Ferrari e Mercedes, ottendo la sua ultima vittoria soltanto trentasei anni dopo la prima, al GP del Brasile 2003.

sabato 3 giugno 2023

GP Olanda 1968: la prima vittoria della Matra

Stamattina vi ho raccontato della prima vittoria della McLaren come team e dell'ultima del suo fondatore Bruce come pilota in Formula 1, stasera invece vi racconto del GP d'Olanda, per una semplice ragione: è stato quello successivo... e mi ha risvegliato un dubbio che mi attanaglia da tanto tempo. COME SI FA A DEFINIRE CHI SIA IL PILOTA PIÙ FORTE DI TUTTI I TEMPI, SE CI SONO TEMPI DEI QUALI NEANCHE POSSIAMO VEDERE LE PERFORMANCE DEI PILOTI? Perché così come per il precedente gran premio avvenuto in Belgio, anche di Zandvoort è rimasto ben poco, in termini di filmati.
Non ci sono neanche grosse cronache scritte, che portano a chiedersi come mai sia arrivato poco e niente ai giorni nostri, se non la classifica finale e le posizioni giro dopo giro. Così si svegliano, di nuovo delle domande: è stata una garahhhh noiosahhhh e quindi rimossa dalla memoria collettiva? Oppure nessuno se l'è filata in probabile assenza di trasmissioni televisive degne di questo nome? Il fatto che nessuno faccia classifiche delle migliori vittorie di Jackie Stewart può dipendere dal fatto che ci sono diverse gare vinte da Jackie Stewart che non abbiamo mai potuto vedere?

Non so se quella olandese del 1968, ottenuta in condizioni di bagnato, sia o non sia stata una bella vittoria, sta comunque di fatto che è stata la terza della sua carriera e la prima ottenuta con la Matra. Per il costruttore francese è anche stata la prima vittoria in assoluto. Stewart partiva quinto in griglia dietro a Chris Amon, Jochen Rindt, Graham Hill e Jack Brabham, ma nel lap by lap di Statsf1.com viene dato secondo al termine del primo giro.
Sembra essere passato in testa poco dopo, mentre Hill iniziale leader si trovava secondo. Tra i citati, Brabham si sarebbe ritirato in seguito per un testacoda, il suo compagno di squadra Rindt per la rottura del motore. Amon invece aveva perso posizioni, al momento era quarto e avrebbe trascorso la gara in bassa zona punti.
Jean-Pierre Beltoise, compagno di squadra di Stewart in Matra, si è alternato tra il secondo e il terzo posto con Hill, per poi prendersi la seconda posizione in finale di gara. Graham avrebbe poi perso a gara inoltrata il gradino più basso del podio a vantaggio di Pedro Rodriguez. Avrebbe poi finito la gara con un testacoda nei giri finali, venendo classificato nono e ultimo.

Mi chiedo se sia un bene o un male la mancanza di una seria copertura video della Formula 1 di questa epoca: non mi stupirebbe infatti se la gente di oggi arrivasse a sminuire il valore dei piloti di un tempo utilizzando come elemento a sostegno della propria tesi un testacoda random avvenuto in un gran premio random scelto perché utile alla propria causa distruttiva.
Stewart/ Beltoise/ Rodriguez, questo è stato il podio, per Beltoise il primo in Formula 1. Jacky Ickx ha chiuso al quarto posto, l'altra Ferrari di Amon al sesto, tra loro Silvio Moser a bordo di una Brabham di un team privato, miglior risultato della sua carriera in Formula 1, nonché uno dei suoi due arrivi a punti (l'altro un sesto posto al GP degli Stati Uniti 1969). Richard Attwood e Jo Bonnier sono stati gli unici altri piloti a completare la gara, in settima e ottava posizione.
Ciò avveniva il 23 giugno, quinto evento della stagione. Il successivo, a Rouen, sarebbe passato alla storia per la prima vittoria di Jacky Ickx, ma sfortunatamente anche e soprattutto per l'incidente mortale do Jo Schlesser. Ve ne ho già parlato lo scorso gennaio, mentre ci sono ancora molti eventi di questa epoca di cui non ho parlato. Vi assicuro che prima o poi lo farò.


venerdì 2 giugno 2023

GP Belgio 1968: la prima vittoria della McLaren in Formula 1

Buongiorno a tutti e buon 2 giugno, con un'incursione nel passato della Formula 1. Nello specifico oggi vi porterò a scoprire il GP del Belgio 1968, che come tipico delle gare di quei tempi è giunto ai giorni nostri con solo brevi tracce video che di fatto mostrano che c'erano delle vetture sul circuito di Spa Francorchamps. Per la prima volta nella storia c'era un alettone montato su una vettura, nello specifico la Ferrari del poleman di Chris Amon, nonché leader per un battito di ciglia all'inizio della gara. Gli è succeduto in testa John Surtees, su Honda, ma entrambi sono stati costretti al ritiro prima ancora di giungere a metà gara, in una gara con tanti ritirati, più o meno illustri - tra quelli più illustri anche Jack Brabham e Graham Hill. Uno dei ritirati è stato Brian Redman (Cooper), che si era in precedenza classificato terzo nel GP di Spagna qualche tempo prima, stavolta protagonista di un brutto incidente nel corso dei primi giri di gara, dove ha rimediato una frattura a un braccio e delle ustioni di minore entità. La sua stagione è terminata lì, ma lo avremmo rivisto in Formula 1 come pilota part-time tra il 1970 e il 1974.

Dopo i ritiri di Amon e Surtees, a prendere la testa della gara è stato Denny Hulme su McLaren, ma per perderla di lì a poco a vantaggio di Jackie Stewart su Matra. Le dinamiche sono poco chiare, ma il lap by lap sostiene che poi Hulme abbia in seguito leaderato per un giro, per poi perdere la prima piazza di nuovo e ritirarsi per un guasto un paio di giri più tardi.
A quel punto Stewart avrebbe dovuto avere la strada spianata verso la vittoria, e in effetti aveva anche un ampio gap nei confronti del più diretto inseguitore, ma proprio in finale di gara ha dovuto fermarsi ai box perché stava seriamente rischiando di restare senza benzina. Dopo questa debacle all'ultimo giro, ha chiuso quarto, venendo classificato quarto, alle spalle di Bruce McLaren su una vettura del proprio team, Pedro Rodriguez su BRM e Jacky Ickx su Ferrari. Jo Siffert, su Lotus, si era inoltre ritirato dalla quinta piazza a due giri dalla fine, facendo risalire Jackie Oliver (Lotus) e Lucien Bianchi (Cooper) a punti, ma riuscendo a precedere Jean-Pierre Beltoise (Matra) in classifica ufficiale.


È stata la quarta vittoria in Formula 1 per Bruce McLaren e purtroppo sarebbe stata anche l'ultima. Curiosamente non ha mai ottenuto una pole position e detiene tuttora il record di maggior numero di vittorie senza mai fare una pole, anche se dal 1999 ex equo con Eddie Irvine (e a onore del vero perdendo a un certo punto il record per mano di Max Verstappen che ha raggiunto quota sette, per poi però in seguito ottenere la sua prima pole position).
È stata la prima vittoria per McLaren come costruttore e vorrei soffermarmi sul concetto di very uominy tanto abusato. Il pilota neozelandese aveva al momento trent'anni, aveva fondato da un paio d'anni un team e con quel team ha pure vinto un gran premio. Very uominy nel senso che i piloti vintage erano adulti, quelli di adesso alla stessa età hanno in mente live e cavolate varie.
Non è più salito sul gradino più alto del podio come pilota, ma Hulme per il suo team ha vinto due gare nel 1968 e una nel 1969. Lo stesso Bruce qualche soddisfazione se l'è tolta anche in Formula, andando almeno a podio altre sei volte, mentre parallelamente dominava anche nel campionato di Can-Am, ha vinto il titolo nel 1967 e 1969, venendo battuto per pochi punti da Hulme nel 1968.
Purtroppo McLaren ha perso la vita di lì a pochi anni, il 2 giugno 1970, in un test prestagionale di Can-Am, ad appena trentadue anni. Con questo racconto del GP del Belgio 1967 ho voluto ricordarlo nell'anniversario della sua scomparsa.

mercoledì 31 maggio 2023

Indycar 2023: #6 Indianapolis 500

L'edizione numero 107 della Indy 500 ha visto 34 piloti tentare di qualificarsi, il che significava una sola cosa: non tutti i piloti avrebbero avuto accesso alla griglia, con un solo escluso nella giornata della domenica precedente a quella della gara. Attualmente le qualifiche sono così strutturate: al sabato vengono assegnate le posizioni dalla 13^ alla 30^, mentre i primi dodici andranno a giocarsi in altre sessioni domenicali le prime quattro file. A giocarsi la qualificazione sono tutti i piloti qualificati oltre il 30° tempo, con i primi tre che vanno a comporre l'ultima fila della griglia. A faticare tanto, nella qualifica del sabato, sono stati tutti i piloti del team Rahal, con una sorpresa, Katherine Legge alla guida della quarta vettura con una partecipazione one-off a distanza di anni e anni, come unica della squadra a qualificarsi con il 30° tempo. I titolari, Graham Rahal, Christian Lundgaard e Jack Harvey a giocarsela con la Coyne di Sting Ray Robb. Incredibile ma vero, è stato proprio Rahal, il più altolocato di tutti, a ritrovarsi fuori dalla griglia. C'è stato tuttavia un colpo di scena l'indomani, durante una sessione di test, un incidente tra Katherine Legge e Stefan Wilson si è concluso con un infortunio a una vertebra per il pilota di Dreyer & Reinbold, che era qualificato 25°, che si è ritrovato fuori dalla gara.
Il regolamento prevede la possibilità, se il team possiede una vettura di riserva, di prendere parte alla gara con un altro pilota, partendo dall'ultima posizione. Così ecco che Rahal è rientrato in corso d'opera, ingaggiato in extremis dal team Dreyer & Reinbold per gareggiare su una loro vecchia monoposto partendo 33°. La griglia di partenza ufficiale è stata quindi la seguente (nella quale ho indicato anche il team):

1^ fila: Palou/ Ganassi, Veekay/ Carpenter, Rosenqvist/ Arrow McLaren
2^ fila: Ferrucci/ Foyt, O'Ward/ Arrow McLaren, Dixon/ Ganassi
3^ fila: Rossi/ Arrow McLaren, Sato/ Ganassi, Kanaan/ Arrow McLaren
4^ fila: Ericsson/ Ganassi, Pedersen/ Foyt, Power/ Penske
5^ fila: Carpenter/ Carpenter, McLaughlin/ Penske, Kirkwood/ Andretti
6^ fila: Daly/ Carpenter, Newgarden/ Penske, Hunter-Reay/ Dreyer & Reinbold
7^ fila: Grosjean/ Andretti, Castroneves/ Meyer Shank, Herta/ Andretti
8^ fila: Pagenaud/ Meyer Shank, Malukas/ Coyne, Andretti/ Andretti
9^ fila: DeFrancesco/ Andretti, Canapino/ Juncos, Ilott/ Juncos
10^ fila: Enerson/ Abel, Legge/ Rahal, Lundgaard/ Rahal
11^ fila: Robb/ Coyne, Harvey/ Rahal, Rahal/ Dreyer & Reinbold

La gara è iniziata a stento per Rahal, tanto che la sua vettura si è spenta ed è stata riportata ai box da cui è partito due giri dopo, mentre Alex Palou era leader davanti a Rinus Veekay e Felix Rosenqvist, ma solo l'inizio e i giri erano 200. Veekay è passato in testa a inizio gara, mentre Scott Dixon inizialmente quarto ha iniziato ad accusare problemi, ha perso posizioni e ha dovuto anticipare la prima sosta.
Dopo la sosta, Palou era di nuovo davanti a Veekay, mentre Felix Rosenqvist, strappata la quarta posizione ad Alexander Rossi, ha in seguito superato Santino Ferrucci portandosi terzo. In occasione questo giro di pitstop, Legge è andata a sbattere in pitlane subito dopo essere ripartita: sarebbe stato il primo di vari incidenti nella corsia dei box. Pare sia ripartita, dato che poi la si è vista ritirarsi parecchio tempo dopo, indicativamente un giro di pitstop più avanti.
In questo giro di soste Pato O'Ward è riuscito a portarsi in testa, con Rosenqvist secondo e Veekay ancora davanti a Palou, poi Ferrucci che ha superato lo spagnolo portandosi quarto, arrivando successivamente a giocarsi addirittura la seconda posizione con O'Ward mentre Rosenqvist si trovava in testa. Ci si avvicinava in quel momento a metà gara, ma al 92° Robb è andato a muro ed è entrata la safety car. Nel giro di soste seguito in quei frangenti, Veekay è finito in testacoda in pitlane colpendo Palou e ha ricevuto in seguito una penalità, il tutto mentre Callum Ilott non si fermava ai box e risaliva provvisoriamente in prima posizion davanti ai superstiti Rosenqvist, Ferrucci e O'Ward, venendo poi risucchiato dal gruppo a cui si aggiungevano Josef Newgarden e Marcus Ericsson, con questo che si è anche portato in testa in seguito in concomitanza con un giro di pitstop in cui un unsafe release durante la sosta di Colton Herta è culminato in un contatto in pitlane tra lui e Romain Grosjean.
Al 150° il pilota franco-svizzero è finito a muro, con relativo ingresso della safety car. Nessuno dei piloti di testa si è fermato in quanto l'ultima sosta era risalente a pochi giri prima e al restart è iniziato un duello per la leadership che ha coinvolto inizialmente Ericsson e Newgarden, poi anche Ferrucci che si è portato in testa, il tutto mentre Palou risaliva fino alla top-ten inoltrata. C'era un'altra sosta da fare, avvenuta a una trentina di giri dalla fine, con Ericsson davanti ai suoi diretti avversari, con Rosenqvist che ha stappato la posizione a Ferrucci e Rossi Newgarden che poi ha fatto lo stesso. C'era anche Kyle Kirkwood da quelle parti, che poteva puntare a posizioni di spessore.
O'Ward nel frattempo si avvicinava progressivamente a Ericsson arrivando a superarlo, mentre in testa c'era provvisoriamente Ryan Hunter-Reay davanti alle due Juncos. A 16 giri dalla fine, tuttavia, il colpo di scena: Rosenqvist è andato a sbattere, Kirkwood l'ha colpito, è finito a muro e si è ribaltato strisciando a lungo. Una ruota vagante è finita oltre le reti, fortunatamente senza finire addosso alle persone.
La gara è stata redflaggata - con RHR e le Juncos che non potevano effettuare rifornimento ma dovevano aspettare di tornare in pista - e al restart, dopo i giri dietro la safety car, restavano solo nove tornate. Ciò significava che, in caso di tardivo incidente, ci sarebbe stato il rischio di finire la gara in regime di safety car, se non fosse stata redflaggata in maniera creativa. È successo due volte, la prima delle quali, dopo che Newgarden di era portato in testa, O'Ward è finito a muro dopo un contatto con Ericsson che ha generato polemiche. Al momento però c'era altro a cui pensare, tipo Simon Pagenaud che era finito ugualmente a muro e Agustin Canapino che ha cozzato contro la vettura di O'Ward.
Al restart, dopo altri giri dietro la safety car, mancavano quattro tornate, mentre davanti era duello Ericsson vs Newgarden con Ericsson che ne è uscito vincente, dietro Benjamin Pedersen è finito a sbattere con anche Graham Rahal e Ed Carpenter coinvolti. Apparsa la bandiera rossa, ne mancavano due da completare e, mentre prima il restart era preceduto da vari giri dietro la safety car, stavolta ne è bastato solo uno, per poi avere un finale sprint di un giro.
Newgarden ha superato Ericsson ed è andato a vincere. Prima di andare in victory lane si è fermato, è sceso dalla vettura e si è messo a girare tra il pubblico, regalando alla Indy 500 quella patina di perfezione dietro alla quale stava nascosto un uso della bandiera rossa neanche tanto diverso da quello fatto in Formula 1 all'Albert Park, lasciandomi nel dubbio: bisogna focalizzarsi sulla bellezza di un tappeto pregiato o sulla spazzatura che vi viene nascosta sotto? Al momento in cui scrivo, non ho risposte.
Concludo segnalando un ultimo duello tra Castroneves e Kanaan, con Tony giunto alla fine della sua carriera in Indycar e con Helio che poi gli rivolgeva un gesto di saluto dopo avere tagliato il traguardo: è difficile pensare che la Royal Couple do Brasil non condividerà mai più lo stesso circuito, non in Indycar almeno.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden, 2. Marcus Ericsson, 3. Santino Ferrucci, 4. Alex Palou, 5. Alexander Rossi, 6. Scott Dixon, 7. Takuma Sato, 8. Conor Daly, 9. Colton Herta, 10. Rinus Veekay, 11. Ryan Hunter-Reay, 12. Callum Ilott, 13. Devlin DeFrancesco, 14. Scott McLaughlin, 15. Helio Castroneves, 16. Tony Kanaan, 17. Marco Andretti, 18. Jack Harvey, 19. Christian Lundgaard, 20. Ed Carpenter, 21. Benjamin Pedersen, 22. Graham Rahal, 23. Will Power, 24. Pato O'Ward, 25. Simon Pagenaud, 26. Agustin Canapino, 27. Felix Rosenqvist, 28. Kyle Kirkwood, 29. David Malukas, 30. Romain Grosjean, 31. Sting Ray Robb, 32. R.C.Enerson, 33. Katherine Legge.

lunedì 29 maggio 2023

Formula 1 2023: #6 Gran Premio di Montecarlo - il commento del lunedì

Sono state settimane lunghe e piene di polemiche sterili, dal lato social. Ne ho lette di tutti i colori e non sono sicura di volerle commentare, quindi credo sia meglio ripensare ai bei vecchi tempi. Per esempio ripensare al 1996 quando Olivahhhh Penis vinse il gran premio ed entrò per sempre nella storia del motorsport. Quei giorni, tuttavia, sono ormai molto lontani e non c'è speranza di farli rivivere, dobbiamo accontentarci solo di quello che abbiamo a disposizione oggi, tipo i Leclainz che a random hanno un momento Perocon sollevando il caos tra i loro tifosi social. Non che i tifosi formato social dei Leclainz siano degni di essere citati nella stessa frase di Panis, ma dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo, ovvero al momento poco e niente.

CRONACA PER IL FORUM - Montecarlo, sesto appuntamento della stagione, il ritorno della Formula 1 dopo tre settimane da Miami, a seguito dell'annullamento del GP di Imola della scorsa settimana a causa dell'alluvione in Emilia Romagna.
Le qualifiche, come al solito nel Principato, si rivelano piuttosto entusiasmanti, con i tempi che si abbassano fino all'ultimo. Per Checo Perez, tuttavia, la qualifica non è affatto entusiasmante, in quanto finisce a muro nelle prime battute ed è costretto a partire ultimo.
Se in Q1 è uscito già un pilota illustre, in Q2 esce di scena anche Lance Stroll, che a giudicare dai tempi di Fernando Alonso butta via una buona occasione visto che l'Aston Martin sembra andare piuttosto forte. Infatti in Q3 il campione del mondo 2005 e 2006 va vicinissimo a conquistare la pole position, venendo battuto in extremis da Max Verstappen che, dopo avere strisciato contro il muro nel precedente settore, nel terzo fa un tempo mostruoso.
In generale i tempi sono abbastanza vicini e Charles Leclerc ottiene il terzo tempo, tuttavia per ostruzione nei confronti di Lando Norris riceve tre posizioni di penalità. Questa è la griglia di partenza effettiva:

1^ fila: Verstappen - Alonso
2^ fila: Ocon - Sainz
3^ fila: Hamilton - Leclerc
4^ fila: Gasly - Russell
5^ fila: Tsunoda - Norris
6^ fila: Piastri - De Vries
7^ fila: Albon - Stroll
8^ fila: Bottas - Sargeant
9^ fila: Magnussen - Hulkenberg
10^ fila: Zhou - Perez

La gara inizia alle 15,00 con cielo nuvoloso e i giri previsti sono 78. Mentre le posizioni dei primi rimangono invariate, nelle retrovie c'è un contatto tra Sargeant e Hulkenberg per il quale questo sarà penalizzato. Stroll frattanto perde posizioni, mentre alcuni piloti nelle retrovie si fermano ai box già dopo un giro, uno di questi è Perez che si ritrova al ritorno in pista diciottesimo, ma già con entrambe le mescole utilizzate e pista libera davanti a sé.
Verstappen nei primi giri ha un ritmo abbastanza alto, ma lo abbassa in un secondo momento. Alonso rimane staccato di due/ tre secondi mentre viene distanzato maggiormente Esteban Ocon, che si ritrova terzo con Carlos Sainz negli scarichi. Quest'ultimo tenta un sorpasso all'11° giro, ma lo tampona lievemente e rompe un pezzo di ala anteriore, che tuttavia si stacca permettendogli di proseguire. Lewis Hamilton, quinto, non riesce ad approfittarne per avvicinarsi.
Raggiunto Stroll, nel frattempo, Perez rimane con il canadese in trenino dietro a Sargeant e Magnussen, fintanto che al 18° non riescono tutti a superare la Williams. A parte questo, tuttavia, la gara di Perez non sembra prendere alcuna svolta, per il momento, si trova ancora 16° e dopo una trentina di giri di gara Verstappen - che adesso ha sette secondi di vantaggio su Alonso - giunge alle sue spalle pronto a doppiarlo.
Davanti è il momento delle soste, Hamilton, Ocon e Sainz si fermano al 32°, 33° e 34°, con le posizioni tra i tre che rimangono invariate. Già doppiato, nel frattempo Perez duella in modo scatenato con Stroll, lo supera fuori dalla pista, dopodiché in lotta con Magnussen lo tocca e rompe l'ala, è costretto subito dopo a fermarsi ai box dove avrà una lunga sosta tornando in pista penultimo davanti al solo Sargeant. Rimangono a duellare Magnussen e Stroll, che vengono doppiati da Alonso e in seguito hanno un contatto tra loro.
Leclerc si ferma al 45° giro. Era al momento terzo davanti a Pierre Gasly e George Russell. Mantiene la posizione su Gasly quando si ferma al 48°, mentre Russell al momento rimane in pista: sta per arrivare la pioggia. E infatti arriva poco dopo, ma quando Alonso si ferma rimette gomme da bagnato. La pioggia al momento sembra contenuta e si accende di nuovo il duello tra Ocon e Sainz.
Poi la pioggia aumenta e ne succedono di tutti i colori, le cose più altisonanti Verstappen, Sainz e Stroll che vanno a verniciare muri ma ripartono, nel caso di Verstappen senza perdere terreno e nel caso di Stroll danneggiando la vettura, e Russell che si tocca con Perez doppiato procacciandosi in seguito una penalità che applicata a fine gara non cambierà la sua posizione. Tutti iniziano a fermarsi per le intermedie, Alonso si ferma di nuovo e in Ferrari rimandano di un giro. I primi otto a soste ultimate sono Verstappen, Alonso, Ocon, Hamilton, Russell, Leclerc, Gasly e Sainz con un abisso sui piloti che seguono.
Magnussen rimane in pista su gomme da asciutto, ma al 58° sbatte, anche se riesce a ripartire. Lo stesso accadrà poco dopo a Sargeant, mentre al 60° Magnussen stavolta su full wet è di nuovo fermo in una via di fuga, ma riparte di nuovo.
La pioggia non dura a lungo, ma la pista è ancora umida nelle fasi finali, con Tsunoda che si ritrova nono ma ha problemi di freni, viene superato dalle McLaren e al 69° finisce in una via di fuga, ma riparte e non genera intralcio. Al 72° Verstappen, uscito indenne da una toccata contro il muro, doppia Perez una seconda volta, Checo al momento su full wet si ferma poco dopo passando alle intermedie, è il suo quinto cambio gomme e torna in pista 17°, dietro di lui ci sono solo Sargeant e Magnussen, anche se Kevin si ritira ai box a due giri dal termine. Si avvicinerà a Hulkenberg nelle fasi finali della gara, non riuscendo a superarlo, ma otterrà la posizione perché Nico è penalizzato post gara per non avere scontato la precedente penalità, il tutto mentre Verstappen vince con mezzo minuto di vantaggio su Alonso. // MILLY SUNSHINE(C) PER F1GC

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Fernando Alonso (Aston Martin), 3. Esteban Ocon (Alpine), 4. Lewis Hamilton (Mercedes), 5. George Russell (Mercedes), 6. Charles Leclerc (Ferrari), 7. Pierre Gasly (Alpine), 8. Carlos Sainz (Ferrari), 9. Lando Norris (McLaren), 10. Oscar Piastri (McLaren), 11. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 12. Nyck De Vries (Alpha Tauri), 13. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 14. Alex Albon (Williams), 15. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 16. Sergio Perez (Redbull), 17. Nico Hulkenberg (Haas), 18. Logan Sargeant (Williams), 19. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Lance Stroll (Aston Martin).

RIFLESSIONI DEL LUNEDÌ - è strano ritrovarsi all'indomani di un gran premio con gente che litiga sui Leclainz, dopo che Sainz appena andato a muro ha deciso che lui e Leclerc dovevano diventare i Perocon, ma la cosa più trash è che ci sia gente che discute a proposito del fatto che si odianohhhh, anzi no, sono aMiK3TtY, livello groupie delle boyband. Non so, un tempo ci si sarebbe preoccupati del fatto che i due individui in questione tra una cosa e l'altra corrono per una squadra che giovedì fa proclami e alla domenica fa sesto e ottavo posto.
In realtà a mio parere bisognerebbe focalizzarsi anche sui proclami e sul fatto che ogni volta la gente ci creda, devo ammettere che questo è di gran lunga più preoccupante. Onestamente, non ho idea di come faccia una buona parte del fanbase ferrarista continuare a credere ogni volta che la Ferrari vincerà, quando sistematicamente non va neanche a podio. Mi è del tutto incomprensibile.
Non aggiungo altro, perché il prossimo gran premio è alle porte. Anticipo che, se in questo weekend Leclerc ha indossato una tuta celebrativa beige - che personalmente mi dava molte 70s vibes - il prossimo Sainz indosserà una tuta celebrativa con qualche rifinitura gialla, sulla quale preferisco non dire nulla se non che non esistono più le tute celebrative di una volta!