sabato 11 marzo 2023

Squadre vintage di fondo griglia: il team di Arturo Merzario

Buongiorno a tutti, buon sabato 11 marzo 2023, nonché ottantesimo compleanno di una leggenda del motorsport! Infatti in questo giorno nel 1943 nasceva, in provincia di Como, Arturo Merzario, pilota di Ferrari, March, Iso-Marlboro e infine della scuderia fondata da lui stesso. Nonostante la storia del team non sia esattamente costellata di successi, ho deciso comunque di raccontarla, perché la Formula 1 è fatta anche della storia dei piccoli team. L'ingresso è arrivato nel 1977, non come costruttore, ma come team cliente: Merzario è infatti sceso in pista al volante di una March a partire dal GP di Spagna, perché erano gli anni '70 e le squadre potevano entrare nel campionato in corso d'opera. Qualificato 21°, Arturo Merzario ha concluso la gara anzitempo per un guasto a una sospensione. È andata pur sempre meglio che a Montecarlo, evento seguente, nel quale non è riuscito a qualificarsi.
In Belgio l'apoteosi: 14° tempo in qualifica, nonché stesso risultato in gara, seppure ultimo classificato! Potrebbe non sembrare granché, detto così, ma si tratta della migliore gara nella storia del team, che ha disputato altri quattro eventi nel corso della stagione con due sole qualificazioni in Francia e Gran Bretagna terminate con dei ritiri.

Nel 1978 il team Merzario è divenuto costruttore e ha schierato una monoposto, con il numero 37 esattamente come nella stagione precedente quando era team cliente. Al GP d'Argentina, il primo della stagione, ha conquistato il 20° tempo in qualifica, che tuttavia ha portato a un nuovo guasto e al ritiro, inoltre è stata la migliore qualifica del team come costruttore.
Pur disputando tutta la stagione, soltanto in otto gran premi una vettura ha visto la gloria della griglia di partenza: oltre all'Argentina, anche in Sudafrica, Stati Uniti Ovest, Svezia, Gran Bretagna, Olanda, Italia e Stati Uniti Est. Nessun accesso alla griglia, invece, in Brasile, Montecarlo, Belgio, Spagna, Francia, Germania, Austria e Canada. A Montecarlo e in Belgio si è trattato addirittura di mancata prequalificazione, stesso destino a cui è andato incontro a Monza, unica volta in cui la squadra ha schierato una seconda vettura, Alberto Colombo sulla Merzario numero 34.
La squadra ha collezionato ben sette ritiri su otto presenze, con la sola eccezione del GP della Svezia (quello vinto da Niki Lauda sulla Brabham con il ventilatore), in cui comunque Arturo non è stato classificato per non essere riuscito a completare almeno il 90% dei giri.

Il 1979 ha visto di nuovo il pilota e team owner gareggiare a bordo di vetture della propria scuderia, stavolta con il numero 24 a causa di una redistribuzione dei numeri di gara vacanti. O per meglio dire, più che gareggiare ha cercato di farlo: su un totale di quindici gran premi, la vettura è andata in griglia soltanto in due occasioni, in Argentina e negli Stati Uniti Ovest, rispettivamente con il 22° e il 24° tempo.
Le cose, in gara, sono andate decisamente male: a Buenos Aires, infatti, Merzario è rimasto coinvolto in un incidente alla partenza insieme a una mezza dozzina di altri piloti. La gara è stata redflaggata, ma non disponendo di una vettura con cui prendere parte al restart, la sua gara è terminata lì. Quella di Long Beach, invece, è finita dopo pochi giri per un guasto al motore.
Merzario non si è qualificato in nessuna altra occasione e, sostituito da Gianfranco Brancatelli al GP di Montecarlo (Arturo era assente a causa di una frattura a un polso rimediata in un infortunio avvenuto lontano dalle piste), Brancatelli non è riuscito a prequalificarsi.
Nel 1980 in linea teorica il team avrebbe dovuto disputare il campionato, entrando in corso d'opera a partire dalle gare europee, ma la cosa non è andata in porto: la scuderia Merzario ha terminato la propria (dis)avventura in Formula 1 al termine del mondiale 1979.


venerdì 10 marzo 2023

GP Germania 1963: la prima vittoria di John Surtees in Formula 1

Oggi è il 10 marzo 2023 ed esattamente sei anni fa, all'età di 83 anni, ci lasciava John Surtees, unico pilota nella storia a vincere il titolo sia nel motomondiale sia in Formula 1. Quello a quattro ruote arrivò nel 1964 e in totale il pilota britannico vinse sei gran premi valevoli come eventi ufficiali. Il primo fu il GP di Germania 1963 che, in occasione del suo anniversario di morte, ho deciso di andare a ripercorrere.
Di questo evento esiste un highlight di una ventina di minuti, trovato su Youtube, anche se, vi ricordo, era un gran premio degli anni '60 e in quanto tale aveva ovviamente una regia da anni '60, che consisteva in una serie di inquadrature poco contestualizzare. A questo video - da cui proviene questo screenshot della griglia di partenza - si aggiungono ovviamente un po' di fonti scritte che contribuiscono a farsi un'idea un po' più chiara.


Il Gran Premio di Germania 1963 era il sesto evento di un mondiale che ne prevedeva dieci e ha avuto luogo il 4 agosto al vecchio Nurburgring. La Ferrari in quell'occasione celebrava il 100° gran premio della sua storia e i suoi piloti erano John Surtees e Willy Mairesse. L'evento da un lato è terminato con una vittoria, dall'altro molto peggio.
Surtees scattava dalla seconda posizione, mentre in pole position c'era Jim Clark con la Lotus. Terzo c'era Lorenzo Bandini su una BRM della Scuderia Centro-Sud, ma è uscito quasi subito per un testacoda a seguito del quale è stato colpito dalla Lotus di Innes Ireland. Richie Ginther, su BRM, ha preso la testa della gara prima di perdere alcune posizioni. A quel punto Surtees si è ritrovato in testa davanti a Clark, con a seguire la BRM di Graham Hill e la Cooper di Bruce McLaren.
A quel punto hanno iniziato a susseguirsi alcuni incidenti, il primo dei quali ha avuto come protagonista Mairesse, che era partito dalla settima posizione ed è uscito violentemente di pista dopo un solo giro di gara.

Quello di Mairesse è stato il più drammatico degli incidenti che si sono verificati, in quanto è stato causa della morte di un soccorritore, che si trovava in quel tratto e che sembra essere stato travolto dalla vettura. Secondo il sito motorsportmemorial.org, il soccorritore aveva diciannove anni, si chiamava Gunther Schneider ed è deceduto in ospedale due giorni dopo.
Nello schianto, Mairesse ha riportato diverse fratture, che hanno provocato la fine della sua carriera in Formula 1. Avrebbe continuato in seguito a gareggiare in altre categorie.
Protagonista di un altro botto notevole è stato inoltre Chris Amon, che se l'è cavata con un infortunio a un ginocchio. Hill si è ritirato per un guasto al cambio, mentre anche McLaren è stato protagonista di un incidente: a questo punto della gara Surtees, Clark e Ginther erano nelle prime tre posizioni.

Sono quelle le posizioni in cui i tre hanno terminato la gara, parecchi giri più tardi. Curiosamente per l'unica volta nella sua carriera, Jim Clark si è classificato secondo in un evento ufficiale del campionato di Formula 1. Soltanto un altro pilota, Gerhard Mitter su Porsche, quarto classificato, è giunto al traguardo a pieni giri.
I piloti che hanno terminato la gara erano otto in totale, con Jim Hall su Lotus e Jo Bonnier su Cooper a completare la zona punti. Jack Brabham, su una vettura della propria scuderia, e Trevor Taylor, pilota della Cooper, sono gli unici altri due giunti al traguardo, rispettivamente al settimo e all'ottavo posto.
Con Surtees, la vittoria è tornata a Maranello per la prima volta dal GP d'Italia 1961 - il tragico evento in cui ha perso la vita Wolfgang Von Trips - quando a tagliare il traguardo davanti a tutti era stato Phil Hill. Sarebbe passato inoltre un anno prima della vittoria successiva, sempre al Nurburgring e sempre con Surtees, nel 1964.

giovedì 9 marzo 2023

09.03.2003: l'ultima vittoria di David Coulthard

Buongiorno a tutti, oggi è il 9 marzo 2023 e vi parlerò di quello che succedeva esattamente vent'anni fa, il 9 marzo 2003, giorno in cui si gareggiava in Australia, prima gara della stagione. La Ferrari aveva dominato il mondiale precedente e Michael Schumacher e Rubens Barrichello erano 1/2 sulla griglia di partenza.
Tutto poteva lasciar pensare a un risultato facile per la Rossa, ma in un momento storico inconsueto hanno optato per la tipica strategia ferrarista: "abbiamo due vetture in testa, come facciamo a non vincere questa gara?" Su una pista ancora umida, ma che andava asciugandosi, è stato Barrichello il primo ad aprire le danze, facendo jump start sotto l'occhio vigile dei commissari.
Di lì a qualche giro gli sarebbe stato comunicato un drive through che non avrebbe mai scontato: vi posso anticipare che è andato a sbattere e la sua gara è terminata dopo poche tornate. Schumacher frattanto era in testa, ma su gomme intermedie e la pista andava asciugandosi molto in fretta.

Kimi Raikkonen, che doveva partire 15°, era partito dalla pitlane avendo cambiato gomme dopo il giro di formazione e viaggiava su buoni tempi tanto che il compagno di squadra David Coulthard, partito invece 11°, è stato uno dei primi a rientrare ai box per passare alle slick. Le Williams, invece, erano partite già su gomme da asciutto.
Juan Pablo Montoya si è portato in testa con le soste altrui per cambiare gomme, le ultime avvenute in concomitanza con la safety car entrata per incidente della Toyota di Cristiano Da Matta. Dopo un altro incidente innescato da un cedimento sulla Jaguar di Mark Webber, un'altra safety car ha sancito il momento del primo rifornimento per chi era ancora a zero soste, incluse le Williams. Montoya è tornato in pista alle spalle di Raikkonen, Michael Schumacher, Coulthard e delle B.A.R., mentre l'altra Williams, guidata da Ralf Schumacher è precipitata decisamente indietro a seguito di un testacoda.

Le B.A.R., guidate da Jenson Button e Jacques Villeneuve, hanno perso terreno dopo una sosta concomitante, Montoya è risalito quarto e nel frattempo abbiamo assistito a un duello Raikkonen vs Schumacher. Kimi era su una strategia a un solo rifornimento, quindi mantenere la posizione poteva significare molto.
Quando però è stato il momento di rientrare, si procacciato un drive through per eccesso di velocità in pitlane.
Montoya, a soste ultimate, si trovava davanti a Coulthard, quindi secondo alle spalle del solo Schumacher, che doveva comunque fermarsi per un'ulteriore sosta, che è stato costretto ad anticipare.
Il fattaccio è accaduto a seguito di un salto su un cordolo, quando un'appendice della sua vettura si è staccato e ha iniziato a penzolare. La direzione gara gli ha esposto bandiera nera con cerchio arancione, Schumacher ha anticipato la sosta ed è tornato in pista quarto dietro a Raikkonen, con il quale ha ripreso a duellare.

Montoya viaggiava verso la vittoria ma, quando ormai la gara era già piuttosto inoltrata, ha commesso un errore ed è finito in testacoda. Ha perso solo una posizione, ma comunque la possibilità di vincere era andata. Si è ritrovato secondo, con Raikkonen e M.Schumacher che lo inseguivano da vicino.
La zona punti, estesa all'ottava piazza, è stata completata dalle Renault di Jarno Trulli e Fernando Alonso quinto e settimo con in mezzo la Sauber di Heinz-Harald Frentzen, infine Ralf Schumacher ottavo. Seguivano le B.A.R. di Villeneuve e Button infine undicesimo Jos Verstappen sulla Minardi.
David Coulthard andava nel frattempo a tagliare il traguardo da vincitore per la tredicesima volta in Formula 1, primo vincitore di una stagione che ne avrebbe avuti ben otto (i piloti McLaren, i piloti Ferrari, i piloti Williams, più Giancarlo Fisichella sulla Jordan e Fernando Alonso sulla Renault). Tagliava il traguardo da vincitore per l'ultima volta, ma esattamente vent'anni fa non lo potevamo sapere.


mercoledì 8 marzo 2023

25 anni dopo: 1998 (AUS/ BRA/ ARG/ SMR), l'ascesa di Mika Hakkinen

Carissimi lettori, mi sembra giunto il momento di partire per un lungo viaggio nel 1998, un mondiale che a primo impatto avrebbe potuto sembrare uno di quelli assegnati già a luglio, ma che nella realtà dei fatti 1) a posteriori non ci rendiamo conto che il pilota che poi ha vinto, al momento di iniziare la stagione aveva all'attivo una sola vittoria, 2) si è rivelato meno prevedibile di quanto poteva sembrare inizialmente. Quel mondiale iniziava nel weekend dell'8 marzo, esattamente 25 anni fa.
Sarà un viaggio piuttosto lungo e per oggi abbiamo in programma la prima tappa di questa carrellata di 1998. Direi che per prima cosa è opportuno rievocare i fatti che hanno messo fine alla stagione precedente: Jacques Villeneuve vs Michael Schumacher, devo davvero aggiungere altro? Forse che tra i due sembra non esserci mai stato un chiarimento per i fatti di Jerez de la Frontera. Si prospetta quindi una stagione scoppiettante.
O meglio, lo sarebbe se la McLaren non avesse tirato fuori la vettura più competitiva del lotto, con Mika Hakkinen e David Coulthard pronti a svettare su tutto e su tutti iniziando con un 1/2 in griglia. Schumacher è relegato a inseguire il terzo gradino del podio, mentre Villeneuve guida una Williams non più motorizzata Renault ma Mecachrome, che non ha più livrea Rothmans ma Winfield. Dal bianco-blu è passata al rosso caotico, il che non sarebbe neanche tanto grave, il punto è che il nuovo sponsor inizia per Win- e questo tendenzialmente non è di grande auspicio.

L'1/2 in griglia degli Hakoulthard non è prerogativa del GP d'Australia, ma si ripete anche in Brasile, con le Ferrari, le Williams e altri aspiranti comprimari nelle file immediatamente successive. In entrambe le occasioni per gli avversari della scuderia di Woking sembra esserci ben poco da fare, con la McLaren destinata a una facile doppietta, Hakkinen destinato a una facile vittoria e Coulthard a inseguirlo da vicino senza metterlo in difficoltà.
La realtà dei fatti non è così semplice, in McLaren tra gli Hakoulthard e Ron Dennis vige un accordo in base alla quale i piloti non devono lottare tra di loro in gara. Tuttavia chi ha il migliore spunto in partenza e si trova davanti all'altro, ha il diritto a mantenere la posizione senza essere attaccato, chiunque esso sia tra i due. In questo contesto si inserisce l'evento anomalo dell'Albert Park, l'ordine di scuderia destinato a ristabilire il presunto ordine naturale delle cose.
Tutto a posto al via, Hakkinen prende la testa della gara, Coulthard gli rimane dietro senza mai infastidirlo, mentre gli altri piloti non possono fare nulla per infastidirli, quei pochi piloti che rimangono in pista nonostante l'elevato attrition rate. Si inizia dalle Stewart, fuori entrambe al primo giro: Rubens Barrichello per un guasto, Jan Magnussen colto in un incidente con la Jordan di Ralf Schumacher e la Arrows di Toranosuke Takagi. Tra i big, tuttavia, esce di scena solo Michael Schumacher, nelle prime fasi e dal terzo posto, per un guasto al motore, lasciando la terza piazza al vecchio rivale Villeneuve.
La Williams fa podio con Heinz-Harald Frentzen uscito "vincente" dalla differenziazione delle strategie. Il campione in carica deve accontentarsi del quinto posto alle spalle della Ferrari di Eddie Irvine, mentre l'ultimo punto se lo aggiudica Johnny Herbert su Sauber. Sono tutti doppiati.

Cosa succede tra Hakkinen e Coulthard, vi chiederete. Tra di loro, di per sé, niente. Alla prima sosta tutto va bene, alla seconda Hakkinen rientra... e niente, non è il momento della seconda sosta. Percorre la pitlane e torna fuori, in seconda piazza adesso e abbondantemente alle spalle del compagno di scuderia. È rientrato perché l'hanno chiamato dai box, pare. Non è così, non gli hanno mai detto di rientrare.
Dopo la seconda sosta, quella vera, Coulthard è davanti a Hakkinen di svariati secondi e in casa McLaren sembra che le posizioni - quelle che dovevano essere consolidate fin dal via - siano state invertite da un errore del team. Da quel presupposto si decide per l'ordine di scuderia "anomalo": Coulthard rallenta e cede la leadership a Hakkinen.
La cosa non passa inosservata, ai tempi perfino gli organizzatori del GP d'Australia non sono soddisfatti dell'accaduto e la McLaren viene tacciata più o meno velatamente di avere manipolato il risultato della gara. Non accade nulla dal punto di vista del regolamento, quanto successo non è formalmente vietato, frattanto permane il mistero sulla chiamata fantasma.
Nel 2007 Ron Dennis affermerà che qualcuno da un altro team abbia intercettato la frequenza della radio della McLaren e ordinato a Hakkinen di rientrare, ma sussistono dubbi sulla credibilità di Ron Dennis nello specifico nel 2007. Forse non sapremo mai cosa sia accaduto e chi abbia ordinato a Hakkinen di rientrare. Resta tuttavia un dato di fatto che nel terribile schianto del 1995 il pilota finlandese abbia riportato danni permanenti all'udito, quindi una teoria esistente è che questo abbia innescato una mancata comprensione di ciò che gli veniva comunicato dai box.

In Brasile va tutto bene, gli Hakoulthard fanno doppietta senza controversie, con Coulthard che relegato in seconda posizione in qualifica e nelle prime battute altro non può fare che parare il fondoschiena a Hakkinen, dove "parare il fondoschiena" serve per abbellire la frase in quanto implica che qualcuno possa impensierire il duo McLaren.
Non è così: Frentzen è terzo a debita distanza davanti alle Ferrari e dopo il primo pitstop si ritrova dietro alle Ferrari. Le Benetton di Alex Wurz e Giancarlo Fisichella sono su una strategia a una sosta sola, in questo modo riescono a risalire. Hakkinen, Coulthard, Schumacher, Wurz, Frentzen, Fisichella, questa la zona punti, con Villeneuve relegato al settimo posto quindi a secco, così come Irvine ottavo.
Ancora una volta l'attrition rate è elevato, con Ralf Schumacher ad aprire le danze con un testacoda già alla partenza. Il suo compagno di squadra Damon Hill invece arriva in fondo, per poi essere squalificato a causa della vettura sottopeso. Oltre a Ralf, l'unico altro ritirato per incidente è Shinji Nakano: il pilota della Minardi finisce in testacoda dopo pochi giri. Per il resto è tutta questione di problemi al motore, al cambio o affini, eccetto Herbert che verso fine gara si ritira per indisposizione fisica dovuta a un infortunio riportato in una precedente sessione.

Il terzo gran premio della stagione si corre a Buenos Aires e vede Coulthard partire dalla pole position accanto a Michael Schumacher, dietro di loro i rispettivi compagni di squadra. Causa rischio pioggia, quasi tutti i team optano per una strategia prevista a una sola sosta, ma non la Ferrari.
Hakkinen supera Schumacher al via e si porta secondo, ma Michael ha la vettura più scarica e leggera e lo supera in breve tempo andando poi all'inseguimento di Coulthard. David, da parte sua, qualche giro più tardi commette una sbavatura e Schumacher si infila. Più o meno. I due si toccano, Coulthard finisce in testacoda, ma procedono entrambi, Schumacher in testa, Coulthard in bassa zona punti.
Il nuovo leader deve fermarsi due volte, Hakkinen sono una. Andando più leggero a carburante, comunque, riesce a girare più veloce di Hakkinen dopo la sosta del pilota McLaren e al momento del secondo pitstop gli esce davanti. Irvine frattanto è terzo, mentre dal cielo inizia a cadere qualche goccia. La gara, che ha già visto vari piloti (tra cui Ralf Schumacher, di nuovo incidentato) guidare in maniera caotica - Coulthard frattanto è stato protagonista di un incidente con Villeneuve che ha messo fine alla gara del canadese - vede molti di loro andare per prati e combinare casini.
Wurz supera Irvine approfittando di un problema tecnico sulla Ferrari, ma una successiva sbinnata mentre è nei pressi del doppiato Takagi gli fa perdere la terza piazza appena conquistata. Fisichella commette una sbavatura perdendo la sesta piazza a vantaggio di Coulthard che risale quindi alle spalle della Sauber di Jean Alesi. Schumacher mette le ruote sull'erba, ma ritrova la via dell'asfalto mantiene la leadership su Hakkinen, a sua volta vittima di un giro sullo sterrato.
Schumacher, Hakkinen, Irvine, Wurz, Alesi e Coulthard, sono questi i piloti che si aggiudicano la zona punti. Dopo due gran premi con dominio totale da parte della McLaren, adesso qualcosa sembra cambiato. Bisogna vedere cosa succederà di ritorno in Europa, dove si inizierà con il GP di San Marino.

A Imola, comunque, il sentore è che Buenos Aires sia stata una gara dal risultato anomalo: Coulthard ottiene la pole davanti a Hakkinen e i due iniziano a staccare i loro colleghi. Quando sulla vettura di Mika il cambio si rompe, è il solo David a proseguire, ma pur sempre di McLaren imprendibile si tratta. Michael Schumacher deve accontentarsi del secondo posto e anche ringraziare per il ritiro di Hakkinen.
Rallentato dalla Tyrrell del doppiato Ricardo Rosset, Villeneuve perde terreno quando avrebbe potuto giocarsi il terzo posto e non riesce a fare meglio che quarto, dietro a Irvine e davanti al compagno di squadra Frentzen. Alesi chiude ancora una volta sesto.
Hill viaggiava verso il settimo posto nella parte finale della gara, ma è costretto al ritiro per un guasto a pochi giri dalla fine, lasciando la posizione a Ralf Schumacherz stavolta in grado di evitare il caos. La gara, comunque, ha ancora una volta elevato attrition rate, momento più eclatante il ritiro simultaneo delle Benetton, Fisichella per incidente e Wurz per problemi al motore.
Per il momento ci fermiamo qui: Hakkinen 26, Coulthard 23, M.Schumacher 20, la classifica piloti è meno marcata di quanto potrebbe sembrare. Ce la farà Hakkinen ad allungare? O Schumacher a rimontare? E quale sarà il destino di Coulthard? Lo scopriremo nel prossimo appuntamento.

martedì 7 marzo 2023

Indycar 2023: #1 Gran Premio di St.Petersburg

Nello stesso weekend in cui è iniziaro il mondiale di Formula 1 ha avuto inizio anche quello di Indycar, con la pole position di Romain Grosjean (Andretti) per la prima gara della stagione, che prevedeva ben 100 giri e che è iniziata con il botto... in senso letterale, perché nelle retrovie c'è stata una carambola notevole, con almeno sei piloti coinvolti e con Devlin De Francesco (Andretti) già fermo che, speronato da dietro da Benjamin Pedersen (Foyt) si è visto sbalzare in aria. Oltre a loro sono usciti di scena anche Santino Ferrucci (Foyt), i due piloti del team Meyer Shank Simon Pagenaud e Helio Castroneves, nonché Sting Ray Robb (Coyne) di cui sinceramente non ho ancora capito dove finisca il nome e di dove inizi il cognome. Tra tutti loro, Robb (la grafica lo indicava così, deduco sia questo il cognome e che Ray sia un middle name) è stato l'unico che ha proseguito, mentre gli altri cinque sono stati costretti al ritiro.

Mentre Grosjean è rimasto leader per tutto il primo stint, in seconda posizione si sono avvicendati Colton Herta (Andretti) e Pato O'Ward (Arrow McLaren), con Herta primo dei top driver a rientrare ai box, cosa che gli è costata una posizione nei confronti di Marcus Ericsson (Ganassi). Alcuni piloti sono andati più a lungo rispetto alla media, tra loro Scott McLaughlin (Penske), Scott Dixon (Ganassi) e Josef Newgarden (Penske). McLaughlin, che nel primo stint era intorno alla quinta posizione, ha fatto overcut su un buon numero di piloti trovandosi in testa inseguito da RoGro, quando c'è stata una breve caution provocata da un testacoda di Conor Daly (Carpenter) che poi risulta avere regolarmente proseguito la gara. Pare che il testacoda sia stato provocato da un lieve contatto con un'altra vettura. Al restart frattanto c'è stato un accenno di duello McLaughlin/ Grosjean e O'Ward/ Ericsson.

Si è trattato solo di un accenno dato che c'è stato un gran botto: Rinus Veekay (Carpenter) è finito contro una barriera di pneumatici, Jack Harvey (Rahal) l'ha colpito di striscio e Kyle Kirkwood (Andretti) ha cozzato contro quest'ultimo prendendo il volo e ricadendo a terra al di là della vettura di Kirkwood. Il restart dopo questo incidente è stato esattamente a metà percorrenza e Dixon ha strappato la quarta posizione a Ericsson, mentre Herta è stato mandato a muro da un contatto con Will Power (Penske) e la sua gara è finita lì. Risulta ritirato poco più tardi Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), mentre per il resto la gara è proseguita normalmente, con il secondo stint che veniva completato. Grosjean è rientrato ai box un giro prima rispetto a McLaughlin, frattanto alle spalle di Augustin Canapino (Juncos) ormai sul punto di essere doppiato, un po' in mezzo in stile Esteban Gutierrez.


McLaughlin ha mantenuto la posizione nei confronti di Grosjean per un soffio, ma l'ex pilota di Formula 1 aveva la velocità per prendersela. A ripensarci, sarebbe stata una bella storia di riscatto personale se la sua prima vittoria in Indycar fosse arrivata proprio nello stesso giorno in cui si svolgeva anche il GP del Bahrein. Le belle storie, però, a volte esistono soltanto nei nostri sogni e McLaughlin e Grosjean hanno cozzato l'uno contro l'altro e sono finiti entrambi contro la barriera di pneumatici. Romain, un tempo principale rivale di Sebastian Vettel per il numero di "f*ck" pronunciati, è sceso dalla vettura e si è messo a imprecare. La sua gara e i suoi sogni di vittoria erano ormai finiti. McLaughlin se la passava un po' meglio, nel senso che la sua gara non è terminata lì, ma dietro la safety car è stato rimesso in strada e ha proseguito, anche se ormai a una tornata di ritardo dal nuovo leader.

Il nuovo leader era O'Ward, seguito da Ericsson e Dixon, quando eravamo ormai a tre quarti di gara. Alexander Rossi, su Arrows McLaren, era terzo, mentre completava la top-5 Callum Ilott. Il pilota del team Juncos si trovava intorno alla ventesima piazza nelle prime fasi della gara. Non se la stava passando male. Chi invece se la passava peggio è stato in seguito Newgarden: mancavano ormai sei giri alla conclusione quando dal posteriore della sua vettura hanno iniziato a uscire delle fiamme poco promettenti, che l'hanno costretto a dirigersi verso la pitlane e a ritirarsi. Ormai solo sedici vetture erano presenti in pista e a pensarci sedici non sarebbero neanche poche, complice il fatto che la griglia quest'anno sia piuttosto estesa: c'erano ben ventisette piloti presenti in pista al via. Anzi, quindici superstiti: pare che Robb si sia fermato proprio in quei frangenti.

Torniamo alle storie di riscatto, perché la gara non era ancora finita. Non potevamo avere una vittoria di Grosjean, che ormai era fuori dai giochi, e tutto ciò che ci rimaneva per consolarci erano i meme a proposito di Grosjean ed Ericsson, quello SkArS0 che rubava il volante in Formula 1 a piloti competitivi e che adesso vive di stent-... ah no, non vive di stenti, è un eroe in qualità di vincitore della passata Indy 500. A tre giri dalla fine ha superato O'Ward e si è portato in testa, andando a vincere, mentre Dixon, Rossi e Ilott completavano i primi cinque, precedendo Graham Rahal (Rahal). Will Power ha terminato settimo davanti ad Alex Palou (Ganassi), Christian Lundgaard (Rahal) e David Malukas (Coyne). Il debuttante Marcus Ericsson (Ganassi) ha finito undicesimo, con Canapino ultimo pilota a pieni giri, mentre McLaughlin, Daly e Kirkwood hanno concluso doppiati.


lunedì 6 marzo 2023

Formula 1 2023: #1 Gran Premio del Bahrein // il commento del lunedì

Carissimi lettori, salutandovi cordialmente vi informo che per questa stagione i commenti ai gran premi saranno gestiti diversamente rispetto al passato. Come alcuni di voi sapranno, amministro il forum F1 Grand Chelem sul quale la domenica dopo la gara (diciamo dopo la differita) scrivo una cronaca del weekend, cercando nei limiti del possibile di essere più accurata che posso. Come forse capirete, questo doppio lavoro di scrivere sia una cronaca sia un commento ironico tende a diventare un po' ridondante, specie all'aumentare dei gran premi stagionali. L'idea sarebbe quindi, per il blog, di accorpare la cronaca scritta per il forum (dopotutto si tratta di un testo mio, e in passato pubblicavo sia sul forum sia sul blog anche la cronaca) con qualche breve riflessione ironica/ qualche dialogo immaginario/ qualche riflessione sul fanbase/ qualche trollata tipica dei miei commenti ai gran premi (e nel mondo ideale ciò dovrebbe accadere di lunedì): diciamo che si tratta di un'opera derivata da una mia stessa opera! Spero che possiate apprezzare, o quantomeno non disprezzare, quindi procediamo con il primo gran premio della stagione, che si è svolto a Sakhir (e purtroppo non sulla versione outer).

CRONACA - Bahrein, weekend del 5 marzo, prima prova del mondiale di Formula 1 2023. Dopo un venerdì di hype per la Aston Martin portata talvolta in testa alla classifica nelle prove libere da Fernando Alonso e al contempo preoccupazione per Lance Stroll che guida a due settimane di distanza da una frattura scomposta a un polso riportata in una caduta in bicicletta e un relativo intervento chirurgico, con danni minori anche all'altro polso, giunge il momento della verità con le qualifiche.
In una situazione in cui sembra esserci poco gap tra la vetta e il fondo della griglia e soprattutto valori molto vicini nella seconda parte della griglia, Max Verstappen va a ottenere la pole accanto al compagno di squadra, seguiti dalle due Ferrari. Charles Leclerc ha rinunciato all'ultimo tentativo per risparmiare un set di gomme. Seguono Alonso e le Mercedes, se non fosse per le condizioni di Stroll forse si potrebbe puntare a coppie definite sulla griglia.
Sorprende Nico Hulkenberg, di ritorno full time con la Haas, che centra la top-ten, mentre tra i debuttanti (De Vries in Alpha Tauri, Logan Sargeant in Williams, Oscar Piastri in McLaren) chi meglio figura in rapporto al compagno di squadra è Sargeant, in una griglia così composta:

1^ fila: Verstappen - Perez
2^ fila: Leclerc - Sainz
3^ fila: Alonso - Russell
4^ fila: Hamilton - Stroll
5^ fila: Ocon - Hulkenberg
6^ fila: Norris - Bottas
7^ fila: Zhou - Tsunoda
8^ fila: Albon - Sargeant
9^ fila: Magnussen - Piastri
10^ fila: De Vries - Gasly

La gara prevede 57 giri e inizia con Verstappen che mantiene la testa e Leclerc e Perez che lottano per la seconda posizione. La spunta Leclerc, nelle prime quattro posizioni troviamo Redbull/ Ferrari/ Redbull/ Ferrari mentre si accodano le Mercedes di Lewis Hamilton e George Russell approfittando di una partenza non eccezionale di Alonso che poi si ritrova colpito da dietro da Stroll. Le due Aston Martin si ritrovano settima e ottava dopo che Bottas ha occupato brevemente l'ottavo posto. Il pilota Alfa Romeo si trova nel primo stint nono davanti alla Alpine (con speciale livrea rosa nei primi tre gran premi) di Ocon, il quale non ben posizionato in griglia verrà in seguito penalizzato di cinque secondi.
Nonostante Russell sia il primo ad avere problemi di degrado gomme, tanto che Alonso gli si avvicina, è Hamilton il primo dei top driver a rientrare ai box al 13° giro, mentre dopo un acceso duello con Russell, Alonso si prende la posizione. Un giro più tardi si fermano le Ferrari e Russell, quello dopo ancora Verstappen, mentre prosegue più a lungo Perez. A soste completate, non cambiano le posizioni dei primi otto, inoltre sono passati tutti da gomme soft a gomme hard, eccetto i piloti Redbull che anche in questo stint sono sulle soft. Al 26° giro, Perez riesce a superare Leclerc e si porta in seconda posizione, iniziando a staccarlo.
Hamilton si ferma al 31° giro, imitato una tornata più tardi da Sainz e Russell. Si fermano successivamente Leclerc, Alonso, Perez e poi le Redbull. Stavolta passano tutti alle gomme hard. Dopo questo secondo giro di soste, Russell si ritrova ottavo alle spalle di Stroll. Alonso invece è molto vicino a Hamilton e tra i due c'è un acceso duello. Al 37° c'è un primo tentativo, che tuttavia fallisce, ma Alonso rimane incollato agli scarichi della Mercedes e un giro più tardi lo passa e i due iniziano ad avvicinarsi a Sainz.
Al 41° giro Leclerc si ritira per un guasto al motore e parcheggia in una via di fuga il che provoca una breve virtuao safety car. È il secondo pilota ad abbandonare la gara dopo Piastri ai box al termine del primo stint e sarà seguito da Ocon che fino a quel momento ha collezionato penalità: una per un errore del team nello scontare quella precedente, una per eccesso di velocità in pitlane... Sainz nel frattempo gira più lentamente del duo che lo insegue e al 45° giro subisce il sorpasso di Alonso che quindi dopo quest'altro duello si porta terzo in zona podio. Hamilton in un primo momento è in zona DRS, ma Sainz riesce ad allungare e mantiene la quarta posizione.
Dietro ai primi sette, il best of the rest è Bottas che chiude ottavo, mentre Gasly partito ultimo risale fino al nono posto. Una Williams decisamente da midfield completa la zona punti con Albon, mentre la McLaren è in netta difficoltà: l'unica che arriva al traguardo è quella di Norris, che ha avuto problemi, verso fine gara prende quasi un minuto dal penultimo, Hulkenberg, che in precedenza era stato costretto a sostituire l'ala anteriore danneggiata in un contatto, poi sia lui sia Zhou rientrano ai box verso fine gara: per tentare il giro veloce, cosa che a Zhou riesce strappandolo a Gasly. [MILLY SUNSHINE (C) - cronaca per il forum F1 Grand Chelem]

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Sergio Perez (Redbull), 3. Fernando Alonso (Aston Martin), 4. Carlos Sainz (Ferrari), 5. Lewis Hamilton (Mercedes), 6. Lance Stroll (Aston Martin), 7. George Russell (Mercedes), 8. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 9. Pierre Gasly (Alpine), 10. Alex Albon (Williams), 11. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 12. Logan Sargeant (Williams), 13. Kevin Magnussen (Haas), 14. Nyck De Vries (Alpha Tauri), 15. Nico Hulkenberg (Haas), 16. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 17. Lando Norris (McLaren), Rit. Esteban Ocon (Alpine), Rit. Charles Leclerc (Ferrari), Rit. Oscar Piastri (McLaren).

RIFLESSIONI SEMISERIE DEL LUNEDÌ - vi è mai capitato che ci fosse quel pilota che in passato digerivate a fatica, nei confronti del quale vi atteggiate attualmente in modo neutrale, che di colpo potrebbe sembrarvi la scheggia impazzita che va a rimescolare carte che altrimenti sembrerebbero fin troppo statiche? Ecco, mi viene da pensare, dopo una sinfonia bovina che non lascia spazio al pensiero si un mondiale combattuto, che almeno se ogni tanto il Divino Ferni, senza alcuna pretesa, riuscisse a battagliare con quelli là davanti giusto per trollarli un po', magari ci potrebbe essere spazio per qualcosa di divertente.
Anni e anni passati a lottare per posizioni di midfield sembrano avergli tolto quell'atteggiamento riflessivo e pacato che aveva quella sera nel deserto dietro a Vitaly Petrov e sembra al momento il soggetto più propenso a fare a ruotate con qualsiasi forma vivente gli capiti a tiro. Non si tira indietro né di fronte a vecchi nemici (in pista, fuori sembra che gli Hamonso siano portati a fare comunella, forse a consolare il Gangster Rapper dopo che Sebastian Vettel ha "lasciato questo mondo"), né a piccoli fanboy che lo guardano con gli occhi sognanti, al cospetto di Verstappino mi immagino una scena di questo tipo:
"Cosa ci fai qui su una Force India dipinta di verde, V3KkYaCçY0?"
"Rubo a voi bimbi i biberon che un tempo rubavate ai vostri compagni di squadra."
"Ehi, perché mi prendi a ruotate? Non c'è bisogno di essere così villano solo per dirmi che non avrei dovuto rubare i biberon a Carlito."
"Invece hai fatto benissimo, se lo meritava. Il punto è che ti prendo a ruotate solo perché ho voglia di prenderti a ruotate e inculcarti nella testa qualche concetto sano. Del tipo che a volte chi non ha mai vinto il terzo titolo ce l'ha enormehhhh. Sei sicuro di non volere barattare il mondiale che insegui con un DRS di dimensioni colossali?"
Mi immagino Verstappino triggerato che poi per manifesta superiorità della propria monoposto fugge e se ne va, ma che momento ad alta tensione potrebbe essere, altro che vedere l'apprendista vampiro che porta via il giro veloce al Pokemon! Tra parentesi, è stato un momento esilarante, lo si è quasi sentito ruggire come un Bottas qualsiasi mentre mostra il fondoschiena al vento.
Passando oltre, una volta finito il weekend l'hype per l'Aston Martin non sembra neanche più così esagerato, se confrontato all'hype per la Ferrari fin dal giorno in cui è stata presentata la nuova monoposto: l'Aston Martin è una Force India e ha fatto podio, la Ferrari doveva essere la risposta alla Redbull e ha finito con un motore rotto e un hulkenbergesimo posto. Chi ben comincia...
Vorrei inoltre spezzare una lancia a favore di Strollino. Premetto che non sono stata molto convinta del via libera - dettato in prevalenza dal pericolo che potrebbe rappresentare per se stesso un pilota che fatica a uscire da una monoposto in caso la macchina prendesse fuoco per un guasto al motore e non ci fosse un pronto intervento degli addetti - ma gli va sicuramente dato atto della prestazione, anche se questo significa notare che ha battuto Russell e tutte le sue -L. Se avesse battuto Hamilton, con Russell decisamente più avanti, il Prosciuttello sarebbe stato trattato come un vecchio bollito. Per fortuna per il momento ha avuto a che vedere solo con Alonso, quindi siamo ancora in fase di esaltazione per un 2007 2.0, anche se non sono più compagni di squadra. Toto Wolff nel frattempo è stato immortalato con l'aria accigliata e Mick Schumacher sempre al suo fianco come un toyboy nei pressi del suo daddy.
Cos'altro dire? Ah, già, credo che a questo punto sia doveroso menzionare il TG1. Visto il gap tra la gara (h.16,00 ora italiana) e la sua trasmissione in differita su TV8 (h.21,30) ho optato per un lungo tentativo si evitare gli spoiler. Non è stato difficile: niente social, niente ultime notizie, nulla di nulla. Ce l'avevo quasi fatta, ma c'è stato un piccolo intoppo, rappresentato dal TG1, che per abitudine i miei genitori guardano ogni sera a cena. Il TG1 dedica pochissimo spazio alla Formula 1, capita una volta ogni secolo ormai... e guess what? In ogni caso hanno menzionato la doppietta Redbull, il ritiro di Leclerc e il quarto posto di Sainz, un po' come se non esistesse un terzo classificato. Siccome conosco i miei polli, ho iniziato ad avere sospetti su tre nomi specifici. Iniziato l'ultimo stint, i due papabili rimasti sono diventati solo uno. Se non altro è consolatorio sapere che in Arabia Saudita si corre più tardi e, a qualunque ora mettano la differita, la gara dovrebbe essere appena finita nel momento del telegiornale, quindi la Formula 1 tornerà nella sua solita terra di nessuno.


sabato 4 marzo 2023

04.03.2001: un tragico GP d'Australia

Sabato 4 marzo 2023, oggi sarà giornata di qualifiche in Bahrein, ma vi porterò in questo post in viaggio nel passato, a ventidue anni fa, la domenica in cui per la prima volta, al volante di una Minardi, il diciannovenne Fernando Alonso si trovava sulla griglia di partenza di un gran premio di Formula 1. Era in buona compagnia: in quel fine settimana facevano il proprio debutto anche Kimi Raikkonen su Sauber e Juan Pablo Montoya su Williams. Frattanto, dopo la vittoria di titolo piloti (dopo ventun anni) e costruttori, la Ferrari iniziava bene la stagione mettendo entrambe le proprie vetture in prima fila con Michael Schumacher in pole position e Rubens Barrichello al suo fianco.
Il circuito era l'Albert Park, che dal 1996 apriva il mondiale come primo evento stagionale, tradizione che sarebbe proseguita inalterata negli anni a venire, per poi essere ultimamente spesso e volentieri rimpiazzato dal Bahrein come primo gran premio dell'anno. Sarebbe stata una gara da ricordare... e purtroppo non in positivo.

Se M.Schumacher ha mantenuto la posizione al via, Barrichello invece ne ha persr alcune e Mika Hakkinen su McLaren si è installato in seconda posizione. Rubinho ha tentato la rimonta, superando la Williams di Ralf Schumacher approfittando del fatto che avesse messo le ruote sull'erba, ma finendo poi per speronare la Jordan di Heinz-Harald Frentzen, facendolo scivolare nelle retrovie e costringendolo a una lunga rimonta dalle ultime posizioni.
Barrichello si è comunque portato terzo (era un'epoca in cui le penalità per incidenti in gara venivano applicate solo in casi gravi o in caso di piloti che innescavano incidenti troppo di frequente), mentre dietro di lui c'erano la McLaren di David Coulthard e la Jordan di Jarno Trulli. R.Schumacher era sesto dopo il suo svarione, a "leaderare" un trenino compatto nel quale la vettura seguente era la B.A.R. di Jacques Villeneuve.

Poi è arrivato il 5° giro ed è arrivata quell'improvvisa frenata di Ralf. Villeneuve ha cozzato contro il posteriore della Williams, alzandosi in volo, una dinamica che ricorda un po' quella di Fernando Alonso con Esteban Gutierrez sempre in Australia parecchi anni più tardi, all'inizio del mondiale 2016.
La B.A.R. ha terminato il proprio volo contro un muro, la gara della Williams è terminata nella sabbia. I due piloti ne sono usciti entrambi illesi, ma fin da subito è stato chiaro che un commissario fosse rimasto gravemente ferito. Mentre entravano i mezzi di soccorso, la gara è proseguita a lungo dietro la safety car. Solo dopo la fine del gran premio è stato riportato che l'uomo, tale Graham Beveridge, era morto a causa di un trauma cranico dopo essere stato colpito da una ruota, dinamica molto simile a quella già vista solo pochi mesi prima a Monza, dove già era morto un commissario di percorso.

La gara ha successivamente visto M.Schumacher mantenere la leadership fino alla fine, giri di pitstop esclusi. Hakkinen, alle sue spalle, invece poco prima di metà gara ha visto la propria gara anzitempo a causa della rottura di una sospensione ed è andato a sbattere violentemente contro le barriere, incidente che ricordava vagamente per dinamica quello in cui era rimasto gravemente ferito ad Adelaide nel 1995.
Hakkinen ha in seguito rivelato che proprio quell'incidente è stato ciò che ha innescato la sua decisione di ritirarsi. Ha in seguito comunicato a Ron Dennis la sua intenzione di lasciare a fine stagione nel corso del weekend del GP di Montecarlo e poi, in vista del GP d'Italia diversi mesi dopo ha diffuso una versione ufficiale molto edulcorata nella quale non parlava di ritiro, bensì della scelta di prendersi un anno di pausa dalle competizioni, ma questa è un'altra storia.

Torniamo alla gara e andiamo a occuparci del secondo gradino del podio: avevamo lasciato Barrichello davanti a Coulthard, ma a soste ultimate era David a stare davanti, Rubinho ha dovuto accontentarsi della terza piazza. Montoya, invece, che a inizio gara aveva vagato per prati perdendo posizioni e poi aveva rimontato arrivando a un certo punto a occupare posizioni interessanti, è stato messo out da un problema al motore.
Dopo il ritiro di Trulli a causa di un guasto, è risalito al quarto posto Olivier Panis sulla B.A.R. superstite, posizione conservata fino al traguardo ma persa per una penalità dovuta a un sorpasso con bandiere gialle(?) che l'ha fatto slittare settimo. Sono risaliti quindi Nick Heidfeld sulla Sauber e anche H.H. Frentzen che contro il concittadino Heidfeld ha anche duellato nel corso della gara. A sorpresa, al sesto posto, ha chiuso il debuttante Raikkonen, mettendo fine alle polemiche legate alla sua scarsa esperienza.