Ve l'avevo anticipato quasi due mesi fa, in occasione del mio trasferimento, che prima o poi avrei provato a fare un elenco dei ricordi motoristici legati alla vecchia casa e credo che sia arrivato il momento.
Ci tengo a specificare che farò una selezione di momenti, quelli che mi sono rimasti più impressi, e che solo una parte dei momenti che mi sono rimasti impressi li ho visti in casa mia, vista l'abitudine di pranzare a casa di mia nonna la domenica, cosa che ha fatto sì che molte gare le vedessi là invece che a casa mia.
Il primo ricordo in assoluto risale a quando ero bambina. Dovevo avere tre anni o giù di lì.
In un servizio di un telegiornale, di un TG sportivo oppure di un approfondimento inquadrarono una Benetton e menzionarono che si trattava di una Benetton.
Ho il ricordo di me che ripetevo il nome "Benetton" collegandolo a quello dei negozi di abbigliamento di 0-12 Benetton.
Un altro ricordo di quando ero piccola è quello di un podio sul quale i piloti, due in tuta blu e uno in tuta gialla (da me poi identificati verosimilmente come Prost, Hill e Schumacher) lanciavano giù cappellini al pubblico, e io chiesi spiegazioni a mia madre, qualcosa del tipo: ma come? lanciano giù i propri cappelli e dopo come fanno a riprenderseli? Avevo cinque anni, all'incirca, beata innocenza.
Ricordo di avere visto raramente delle qualifiche, ma ne ricordo due, risalenti agli anni successivi.
In entrambe le occasioni probabilmente stavo giocando con i lego sul tappeto del soggiorno con la TV accesa e mio padre che guardava le qualifiche.
Sulla prima è meglio sorvolare.
Sulla seconda... beh, qui capitò un episodio divertente, dato che Hakkinen fece il quindicesimo tempo provvisorio e io chiesi a mio padre "Hakkinen non è un bravo pilota, vero?"
Scusami, Hakkinen, sappi che al giorno d'oggi ti considero un eroe e che sei kawaii alla massima potenza.
Mi ricordo di Barrichello in testa al gran premio del Brasile su una Stewart... non finì bene, sia chiaro.
Mi ricordo di R.Schumacher che forava, mi ricordo di Fisichella che si ritirava, mentre erano in testa al gran premio d'Europa, mi ricordo di Herbert che vinceva...
Mi ricordo l'epoca di Irvine e Salo in Ferrari e quella un po' successiva in cui disegnavo schizzi di monoposto di cui una che era una Minardi giallo limone, quella di Mazzacane.
Poi venne il GP del Brasile dell'anno dopo, quando arrivammo a casa dopo essere stati a comprare delle pizze al taglio e vedemmo la partenza giusto in tempo. Vedere Montoya speronato da Verstappen Sr non aveva così tanto fascino, a quell'epoca, considerando che non sapevamo che secondo Verstappen Jr essere speronati da un doppiato significa che il doppiato è un idiota. Mi chiedo che cosa ne pensi suo padre...
Ricordo le polemiche per un DNS di Barrichello, ricordo le polemiche per quel famoso ordine di scuderia, ricordo incidenti tra le Williams ai tempi di R.Schumacher e Montoya...
Ricordo di quella sera in cui Fisichella vinse finalmente il suo primo gran premio, anzi no, anzi sì.
Per parcondicio mi ricordo anche di Trulli, che vinceva a Montecarlo con Button negli scarichi. Ricordo quando pensavo che un giorno Alonso e Button si sarebbero messi stabilmente a vincere dei gran premi e Alonso si mise effettivamente a vincere stabilmente dei gran premi.
Ricordo sei vetture sulla griglia di partenza, ricordo che stavo per uscire di casa con i miei genitori, ma io e mio padre ci soffermammo un attimo in soggiorno e prima di spegnere la tv vedemmo Monteiro che festeggiava da solo.
Poi venne l'incidente tra M.Schumacher e Sato, quello tra Trulli e Sato, le critiche a Sato, il passaggio in Super Aguri...
Poi venne il colpo di fulmine, venne Massa che sul podio per la prima volta imitava Schumacher in tutto e per tutto sembrando un bambino spaesato.
Venne anche la vittoria di Button, poi venne la tuta verde di Massa... aaaawwww la tuta verde.
Ricordo Massa che faceva sdoppiare Schumacher.
Ricordo i miei genitori che rientravano a casa suonando il campanello con i cartoni delle pizze in mano un anno più tardi, proprio nel momento più opportuno: mi impedirono di vedere il momento in cui Massa entrava ai box da leader e ne usciva secondo dietro a Raikkonen.
Ricordo il finale di stagione successivo, con Massa in testa alla gara e in attesa di un miracolo. Ricordo il folle scroscio di pioggia, ricordo quando Vettel superò Hamilton e la situazione fu stravolta, poi ricordo Mazzoni che calcolava quanti secondi di vantaggio avesse Glock nei confronti di Vettel e Hamilton...
Nel frattempo era accaduto almeno un paio di volte, forse decisamente prima, che Mazzoni osservasse cose come: "la migliore delle BMW è in nona posizione, quindi se non si ritirerà nessuno, oggi la BMW non farà punti".
Tre.
Due.
Uno.
Un ritirato a caso, BMW a punti.
Ricordo che mio padre osservava che l'accostamento inno tedesco + inno italiano ricordava l'epoca in cui Schumacher stava in Ferrari, mentre guardavamo il podio del GP d'Italia che Vettel aveva vinto su una Toro Rosso.
Ricordo il servizio di un probabile TG sport, in cui veniva mostrato un meccanico della BMW che prendeva la scossa a causa del kers, che la BMW stava sviluppando.
Ricordo l'ascesa di Brawn e Redbull, ricordo la discesa della BMW, ricordo l'essermi dovuta abituare al fatto di non avere più un pilota per cui tifare nel vero senso della parola...
Ero in soggiorno a guardare le qualifiche di quel giorno in Ungheria.
Sono felice di come sia andata, poi. Massa è tornato, è rimasto lì per anni e anni e a quasi dieci anni di distanza gareggia ancora, seppure altrove.
Quel giorno avrei potuto perdere un pilota al quale mi sentivo legata e al quale mi sento tuttora legata. Non è successo e credo che questa sia la cosa migliore che potesse accadere.
Poi venne il ritorno di Schumacher, vennero i risultati altalentanti da un gran premio all'altro, venne "Fernando is faster than you" e venne quell'ultimo giro di Abu Dhabi in cui mi parve che Alonso fosse sul punto di superare Petrov, ma ormai era troppo tardi in ogni caso, perché gli serviva un quarto posto e c'erano anche altri piloti tra lui e il quarto posto, che stavano già arrivando sul traguardo.
Ricordo Kovalainen che andava a fuoco e Kovalainen con il casco degli Angry Birds, ricordo i sette vincitori in sette gran premi consecutivi e gli otto vincitori in una stagione, ricordo il podio di Schumacher a Valencia...
...
...
...
...avevo appena finito di pensare "OMG, Hulkenberg va a podio" e non potevo immaginare che anche a causa di Schumacher, Hulkenberg fosse destinato a diventare leggendario per certe ragioni.
Ricordo di avere perso il telecomando della tv durante il GP del Brasile e di avere dovuto usare quello della cucina finché non lo ritrovai... ricordo Hulkenberg in testa, poi ricordo che non finì bene.
Fu l'ultima stagione al cento per cento in diretta sulla Rai ed è la stagione con cui scelgo di concludere questo post.
[To be continued...]
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
giovedì 14 marzo 2019
mercoledì 13 marzo 2019
NASCAR: tra Atlanta, Las Vegas e Phoenix passando per la rissa Suarez vs McDowell
Ladies and Gentlemen, start your engines che abbiamo un po' di cose da ripercorrere, nello specifico quello di cui non ho parlato nelle ultime tre settimane.
A suo tempo non avevo visto la Daytona 500 non essendo in casa, poi prima di andare a letto, al mio ritorno, avevo provato a seguirla un po' su Twitter, ma visto il prolungarsi di bandiere rosse e crash delay vari, avevo optato per spegnere il cellulare e andare a letto.
Di Atlanta e Las Vegas qualcosa l'ho visto, diciamo parecchi giri, mentre di quest'ultimo evento non sono riuscita a seguire granché (d'altronde gli eventi motoristici in questo periodo dell'anno iniziano a moltiplicarsi come cavallette e non è che si possa seguire tutto).
24 Febbraio - ad Atlanta si svolge la "Folds of Honor Quiktrip 500" e, ancora una volta, ribadisco che nella mia prossima vita voglio intraprendere a professione di inventrice di nomi di gare di stock car.
Si è trattato di una gara tutto sommato abbastanza tranquilla, per intenderci, una di quelle in cui non sono capitati intoppi notevoli. Larson ha fatto il figo al termine di Stage 1, per poi "cedere" il posto a Harvick nello Stage 2.
Mi pare di avere visto la parte finale dello Stage 1, tutto lo Stage 2 e poi, soltanto la fine dello Stage 3.
Il finale è stato un duello Keselowski vs Truex, con Keselowski che veniva da un attacco di influenza che l'aveva costretto a saltare una sessione di prove libere. Truex ha dovuto accontentarsi della seconda piazza, con Kurt Busch sul gradino più basso del podio, sempre ammesso che il podio esista come entità fisica.
3 Marzo - la gara di Las Vegas era denominata "Pennzoil 400 presented by Jiffy Lube" e ho visto un'ottantina di giri, nello specifico gli ultimi ottanta giri di gara.
O meglio, ho visto una dozzina di stacchi pubblicitari e ogni tanto veniva mostrato anche qualche giro di gara. #JustUSThings.
Ho visto alternarsi in testa alla gara Kurt Busch, Harvick, Keselowski... ma alla fine è stato Logano a spuntarla, vincendo proprio davanti a Keselowski e a Kyle Busch.
In quest'occasione Stenhouse ha dato il meglio di sé. Dopo essere stato lungamente in top-ten ha strappato una sesta posizione che, se Danica fosse stata ancora al volante e fosse stata ancora fidanzata con lui, l'avrebbe spedita direttamente a tu per tu con l'asse da stiro.
8 Marzo - no, non è il Race Day, la gara è stata domenica 10... Allora perché parlo del venerdì? Ecco, appunto, fate bene a chiedervelo, perché l'evento ha avuto meno risonanza mediatica in Italia di quanto mi sarei aspettata. Sarà che erano coinvolti piloti tipo Daniel Suarez e Michael McDowell invece che i soliti soggetti sopra le righe...
In una sessione delle qualifiche della "Ticket Guardian 500" di Phoenix è accaduto che McDowell abbia rallentato Suarez. Insomma, è una di quelle situazioni che se fosse accaduta tra Villeneuve e Fisichella, Fisichella si sarebbe diretto al box della BMW Sauber orientandosi con il filo d'Arianna e, con l'aria spaesata, si sarebbe messo a inveire in romano contro Villeneuve. Se fosse successo a Milka e Danica, invece, Danica si sarebbe diretta a lamentarsi con Milka che si sarebbe difesa con degli "ai sii iu" in Cepu Inglisc e lanci di asciugamani.
La cosa, stavolta, non è andata in modo particolarmente soft. Suarez si è diretto da McDowell per lamentarsi del fatto e McDowell gli si è avventato addosso. Scelta sbagliata, dato che dopo due secondi contati Suarez l'ha messo a terra, subendo tuttavia lo stesso destino da parte dei meccanici random lì presenti. Per intenderci, era una scena in stile Tracy vs Tagliani, letteralmente da WTF.
Domenica, prima della gara, Suarez e McDowell facevano comunella in drivers parade. La NASCAR è un mondo strano. Tra una cosa e l'altra c'è stata anche la gara, vinta da Kyle Busch, con Truex e Blaney a completare quel luogo mistico che è il podio.
A suo tempo non avevo visto la Daytona 500 non essendo in casa, poi prima di andare a letto, al mio ritorno, avevo provato a seguirla un po' su Twitter, ma visto il prolungarsi di bandiere rosse e crash delay vari, avevo optato per spegnere il cellulare e andare a letto.
Di Atlanta e Las Vegas qualcosa l'ho visto, diciamo parecchi giri, mentre di quest'ultimo evento non sono riuscita a seguire granché (d'altronde gli eventi motoristici in questo periodo dell'anno iniziano a moltiplicarsi come cavallette e non è che si possa seguire tutto).
24 Febbraio - ad Atlanta si svolge la "Folds of Honor Quiktrip 500" e, ancora una volta, ribadisco che nella mia prossima vita voglio intraprendere a professione di inventrice di nomi di gare di stock car.
Si è trattato di una gara tutto sommato abbastanza tranquilla, per intenderci, una di quelle in cui non sono capitati intoppi notevoli. Larson ha fatto il figo al termine di Stage 1, per poi "cedere" il posto a Harvick nello Stage 2.
Mi pare di avere visto la parte finale dello Stage 1, tutto lo Stage 2 e poi, soltanto la fine dello Stage 3.
Il finale è stato un duello Keselowski vs Truex, con Keselowski che veniva da un attacco di influenza che l'aveva costretto a saltare una sessione di prove libere. Truex ha dovuto accontentarsi della seconda piazza, con Kurt Busch sul gradino più basso del podio, sempre ammesso che il podio esista come entità fisica.
3 Marzo - la gara di Las Vegas era denominata "Pennzoil 400 presented by Jiffy Lube" e ho visto un'ottantina di giri, nello specifico gli ultimi ottanta giri di gara.
O meglio, ho visto una dozzina di stacchi pubblicitari e ogni tanto veniva mostrato anche qualche giro di gara. #JustUSThings.
Ho visto alternarsi in testa alla gara Kurt Busch, Harvick, Keselowski... ma alla fine è stato Logano a spuntarla, vincendo proprio davanti a Keselowski e a Kyle Busch.
In quest'occasione Stenhouse ha dato il meglio di sé. Dopo essere stato lungamente in top-ten ha strappato una sesta posizione che, se Danica fosse stata ancora al volante e fosse stata ancora fidanzata con lui, l'avrebbe spedita direttamente a tu per tu con l'asse da stiro.
8 Marzo - no, non è il Race Day, la gara è stata domenica 10... Allora perché parlo del venerdì? Ecco, appunto, fate bene a chiedervelo, perché l'evento ha avuto meno risonanza mediatica in Italia di quanto mi sarei aspettata. Sarà che erano coinvolti piloti tipo Daniel Suarez e Michael McDowell invece che i soliti soggetti sopra le righe...
In una sessione delle qualifiche della "Ticket Guardian 500" di Phoenix è accaduto che McDowell abbia rallentato Suarez. Insomma, è una di quelle situazioni che se fosse accaduta tra Villeneuve e Fisichella, Fisichella si sarebbe diretto al box della BMW Sauber orientandosi con il filo d'Arianna e, con l'aria spaesata, si sarebbe messo a inveire in romano contro Villeneuve. Se fosse successo a Milka e Danica, invece, Danica si sarebbe diretta a lamentarsi con Milka che si sarebbe difesa con degli "ai sii iu" in Cepu Inglisc e lanci di asciugamani.
La cosa, stavolta, non è andata in modo particolarmente soft. Suarez si è diretto da McDowell per lamentarsi del fatto e McDowell gli si è avventato addosso. Scelta sbagliata, dato che dopo due secondi contati Suarez l'ha messo a terra, subendo tuttavia lo stesso destino da parte dei meccanici random lì presenti. Per intenderci, era una scena in stile Tracy vs Tagliani, letteralmente da WTF.
Domenica, prima della gara, Suarez e McDowell facevano comunella in drivers parade. La NASCAR è un mondo strano. Tra una cosa e l'altra c'è stata anche la gara, vinta da Kyle Busch, con Truex e Blaney a completare quel luogo mistico che è il podio.
martedì 12 marzo 2019
Questione di sovrapposizioni tra le quinte posizioni
![]() |
| Fonte: @MotoGP |
Prima della gara, in Qatar, un losco personaggio si aggirava per il paddock, ritrovandosi proprio a tu per tu con Valentino Non Sono Alexander Rossi.
Il Gangster Rapper sfoggava una sorta di giubbotto da pescatore, ma soprattutto si sta dimostrando sempre più affezionato alle sue treccine. Le aveva ai test, le ha tuttora... insomma, prepariamoci a una lunga stagione fatta di treccine in vario stile. Conto sulla speranza che torni a farsi le extension e che se le raccolga nuovamente in un codino.
Dopo avere avvistato su Twitter questa presenza illuminante, me ne sono fregata bellamente di quello che stava succedendo in Qatar, perché stavo seguendo la Indycar e non ho problemi ad ammetterlo, dopotutto questo è un blog che parla di automobilismo, non di motociclismo, quindi posso. ;-)
L'anno scorso il GP del Qatar si era concluso con Dovizioso che conteneva gli attacchi di Marquez sul traguardo... e quest'anno è accaduta la stessa identica cosa, con il ducatista che si è portato a casa la vittoria (per ora, almeno, ci sono polemiche relative alla regolarità della moto, in stile Brawn GP, anche se non è il GP d'Olanda - forse capirete la citazione) davanti a Marquez e a Crutchlow.
Rins è arrivato quarto e, dopo avere recuperato una dozzina di posizioni, Rossi ha chiuso in quinta piazza. Fun fact: in Indycar, Alex Non Sono Valentino Rossi ha terminato a sua volta la gara in quinta posizione!
lunedì 11 marzo 2019
Indycar 2019: Commento al Gran Premio di St.Petersburg - 10 Marzo
È domenica pomeriggio, sono le 17.30 e mi affretto a mettermi al computer per guardare la gara di Indycar a St. Petersburg, ma mi rendo conto che la bandiera verde sarà in realtà alle 18.30, anzi, alle 18.37. La gara partirà di fatto alle 18.40, ma who knows, magari è lo streaming che è in ritardo, cosa di cui non mi stupirei più di tanto.
Gli hot topic del giorno riprendono quelli della fine della scorsa stagione: Dixon e Rossi lottavano per il titolo, quindi viene dato per scontato che saranno loro i championship contenders. Immagino la soddisfazione di soggetti tipo Willpowahhhh e Nuovo Giardino ma non mettiamoci troppi dubbi esistenziali.
Un altro hot topic riguarda il fatto che Bourdeeeeyyyyy abbia vinto le ultime due edizioni partendo dalle retrovie e che anche oggi parte dalle retrovie, quindi potrebbe puntare alla vittoria. Per intenderci, non solo parte in terzultima fila, ma gliela tirano anche, giusto per non farci mancare niente. Bourdeeeeyyyyy, corri immediatamente a picchiare i telecronisti, per cortesia, avendo l'accortezza di iniziare dal tuo best friend forever Paul Tracy, che peraltro non è neanche una definizione ironica, dato che dopo avere passato anni e anni a dirsene dietro di tutti i colori adesso sono diventati aMiKeTtY.
Si parla del fatto che Bourdeeeyyyyy sia nato a Le Mans, ma che viva a St. Petersburg, come anche diversi altri piloti peraltro. Poi si parla di come sia maturata l'ultima vittoria a St. Pete, ovvero dell'incidente tra Wickens e Rossi un anno fa. Il protagonista non è più Bourdeeeyyyyy, è Wickens, ospite ai box. Parla dei suoi progressi, della sua speranza di poter riprendere a camminare un giorno e a gareggiare. Viene mostrato il replay del suo incidente la scorsa estate a Pocono e a quel punto ho bisogno di un break.
Quando ritorno c'è Mario Andretti che sta portando in giro su una Indycar a due posti il tipo di "drivers, start your engines", un allenatore del superbowl che mi ricorda vagamente Maldonado invecchiato di una ventina d'anni. A proposito, ieri o l'altro ieri è stato il compleanno di Maldonado, quindi facciamo tanti auguri a Pastorone. <3
Poi le vetture iniziano a sfilare dietro la safety car e passa in sovrimpressione la seguente griglia di partenza:
1^ fila: Power - Newgarden
2^ fila: Rosenqvist - Dixon
3^ fila: Rahal - Rossi
4^ fila: Harvey - Kimball
5^ fila: Hinchcliffe - Rahal
6^ fila: Herta - Hanley
7^ fila: Pagenaud - Veach
8^ fila: Jones - Pigot
9^ fila: Andretti - Ericsson
10^ fila: Bourdais - Sato
11^ fila: Kanaan - Leist
12^ fila: Ferrucci - Chilton
Posso dire che certe posizioni non mi sorprendono? Tipo, il Piccolo Chilli è ultimo e senza speranze, proprio come ai tempi della Formula 1. Anzi, a dire la verità all'epoca appariva quasi meno senza speranze, dato che a volte teneva agevolmente dietro soggetti del calibro di Guido Per il Giardino e del compagno di fila di Andretti.
Mi raccomando, adesso che ho parlato del pilota con lo stile di guida più noioso della Indycar, sforzatevi e cercate di rimanere svegli, che dobbiamo parlare di cose serie, per esempio, appunto, chi partiva accanto a lui.
Il Pollo Gigante, infatti, è sbarcato negli States con Schmidt, ufficialmente come sostituto di Robert Wickens. Si può tranquillamente immaginare, quindi, che abbia una permanenza in Indycar di lunga durata. La grossa novità è che, venendo dalla Formula 1, sia in qualche modo ben visto, cose che non gli sono mai capitate in Formula 1, così, a occhio e croce.
Preferisco non soffermarsi sul fatto che nelle posizioni immediatamente dietro al Pollo Gigante ci siano Bourdeeeyyyyy, Sato e Kanaan, quindi passo oltre e, nello specifico, passo alla partenza. Willpowahhhh mantiene la posizione like a boss, mentre Nuovo Giardino non riesce a fare altrettanto e in seconda posizione risale un algido svedese che negli States, proprio come ai tempi della Formula E, risulta come FRO, stavolta con un senso, dato che ROS è Rossi, mentre in Formula E se non vado errata non c'era nessun pilota il cui acronimo era ROS. A dirla tutta gli acronimi di tre lettere nella grafica non ci sono, ma ho visto qualcosa del genere su Twitter.
A suo tempo l'avevo denominato Rosenbitch per assonanza e perché è più facile da scrivere, quindi per me può rimanere tranquillamente Rosenbitch.
Il primo colpo di scena è stato il ritiro di Bourdeeeyyyyy, peraltro non interpretato nella maniera giusta dai telecronisti, che l'hanno visto a muro. In realtà Bourdeeeyyyy non è andato a muro: si è semplicemente ritirato con il motore in fumo, avendo l'accortezza di andare a imboscarsi dietro a una barriera evitando l'ingresso della safety car.
L'altro suo best friend forever Willpowahhhh (che diversamente da Tracy non è affatto diventato amico di Bourdeeeeyyyyy) corre ai box, anticipando la prima sosta. E' solo il 13° giro e ce ne sono 110 totali da percorrere. Ciò ha l'effetto di far rientrare anche gli altri piloti di testa, facendo fare ai telecronisti congetture a proposito delle soste totali.
Nuovo Giardino esce dai box negli scarichi di Rosenbitch e c'è un duello piuttosto acceso, in cui lo svedese rimane davanti...
...
...
...e il meglio deve ancora venire, non per Hunter-Reay. La vettura di quest'ultimo fa la fine di quella di Pastorone quella volta di "poi, finalmente, il motore si è rotto", con l'effetto che entra la safety car. C'è la pubblicità, in quei frangenti, e tutto ciò che ricordo di avere visto è uno spot pubbliitario in cui una famigliola teneva un maiale dentro casa. Oserei osservare che non è l'animale più adatto.
Al rientro c'è un po' di caos, ci sono le vetture che sfilano dietro la safety car ma senza telecronaca, poi ricomincia la telecronaca con un "eccoci di nuovo in linea, siamo in full course caution, andiamo a intervistare a caso il tipo di drivers start your engines invece di spiegare che cosa sia accaduto, poi una volta che abbiamo finito intervistiamo anche Wickens".
Quello che conta è il restart (26° giro): Rosenbitch supera Power e si porta in testa!
Willpowahhhh sembra in difficoltà, poco dopo, ma tutto procede per il meglio, a parte avere perso qualche secondo dal leader.
Recupera i secondi poco dopo, quando entra la safety car una seconda volta: tuttahhhh kolpahhhh di Jones, anzihhhh, tuttahhhh kolpahhhh di Leist!!!11!!!!11!! Nello specifico, Jones va a sbattere a muro per i fatti suoi. Leist passa di lì e non lo evita, finendo a muro dall'altra parte.
Rosenbitch sta procedendo like a boss, ma l'imprevisto è dietro l'angolo e avviene al 52° giro: con la sosta in regime di green flag, subisce un undercut da parte di Willpowahhhh e, tra una cosa e l'altra, Willpowahhhh riesce anche a liberarsi in fretta di Spencer Maialotto che ha davanti. A peggiorare la situazione, dopo essere stato undercuttato da Willpowahhhh, Rosenbitch viene anche overcuttato da Dixon.
Nuovo Giardino è l'ultimo del gruppo di testa a rientrare ai box e overcutta tutti quanti, ritrovandosi in testa.
Secondo c'è nientemeno che quell'attention seaker di Andretti e mentre c'è la pubblicità vengo informata da commenti su Twitter che Willpowahhhh è stato superato da Dixon. Per fare una sintesi: fino a dieci minuti fa Rosenqvist era il candidato più probabile per la vittoria, mentre per come stanno le cose adesso è molto probabile che non veda neanche il podio...
Il replay mostra che è stato negli scarichi di Willpowahhhh, ma che si è un po' allontanato e che piuttosto adesso è Alex Non Sono Valentino Rossi a stargli molto vicino.
Con questi pitstop, nel frattempo, è difficile capire che cosa succeda esattamente nello scontro tra titani a cui tutti i piloti che non sono i Chillicson fanno da contorno. Pare che il Pollo Gigante abbia problemi tecnici e che sia o che sia stato fermo ai box, mentre appare il logo di Sky Sport F1 perché non ricevono neanche loro il canale Made in USA che trasmette la Indycar. Quando il canale torna a ricevere, a tratti, vediamo proprio Sonyericsson che risponde a un'intervista, quindi lo scontro tra titani è stato vinto dal Piccolo Chilli. Non che abbia fatto più bella figura di Ericsson in qualche cosa, ma nevermind.
Intanto su Youtube, ho trovato un canale in cui non si vede ugualmente l'immagine, ma si sente la telecronaca e si vedeva in sovrimpressione l'annuncio che l'immagine non è disponibile per problemi tecnici.
Al 75° giro tutto torna alla normalità, tutto si vede, Nuovo Giardino, Dixon, Willpowahhhh, Rosenqvist e Alex Non Sono Valentino Rossi sono tutti quanti in top-ten.
Sono le 20.10 o giù di lì, mi allontano dal computer per andare a cena, senza sapere se riuscirò a vedere la fine della gara. Mancano ancora 35 giri.
Il responso è che non ci riesco e che, quando vado a controllare, la gara è appena finita e la top-5 è ancora quella che ho lasciato al 75°. In più il Grande Samurai, che si trovava ben lontano dalla top-10, risulta essersi ritirato proprio dopo 75 giri di gara.
Ci sono tuttavia alcuni dettagli degni di nota, per esempio che Colton Herta, il primo classe 2000 della storia della Indycar, che già aveva debuttato a fine anno 2018, ha chiuso in top-10. Altro dettaglio degno di nota è che anche quel bel fenomeno di Ferrucci ha chiuso in top-10.
La prossima volta pretendo che tocchi anche al Pollo Gigante. *-* Mi piacerebbe un simile risultato anche per il Piccolo Chilli, ma la performance del Piccolo Chilli mi ha colpita talmente tanto da decidere di riporre le mie speranze sul Pollo Gigante.
Sono molto demoralizzata per il risultato ottenuto da Kanaan, ma Lauren Bohlander sembra contenta lo stesso. Spero che anche Helio sia contento lo stesso, ma non posso fare a meno di pensare che se tornasse in Indycar e se si fidanzasse con Kanaan, a Kanaan toccherebbe stirare tutte le volte.
Nuovo Giardino: "Come siamo finiti a parlare di Kanaan che stira? Va bene che dietro di me ci sono il Detersivo e l'Ammorbidente, ma mi sembra comunque un po' avventato."
Il Detersivo: "Dietro di noi c'è anche un connazionale del Pollo Gigante."
Willpowahhhh: "Potremmo farlo allo spiedo."
Rosenbitch: "OMG dove sono finito?! Qualcuno mi salvi!"
RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. Will Power (Penske), 4. Felix Rosenqvist (Ganassi), 5. Alexander Rossi (Andretti), 6. James Hinchcliffe (Schmidt), 7. Simon Pagenaud (Penske), 8. Colton Herta (Harding), 9. Santino Ferrucci (Coyne), 10. Jack Harvey (Shank), 11. Spencer Pigot (Carpenter), 12. Graham Rahal (Rahal), 13. Marco Andretti (Andretti/Herta), 14. Zach Veach (Andretti), 15. Tony Kanaan (Foyt), 16. Max Chilton (Carlin), 17. Charlie Kimball (Carlin), 18. Ben Hanley (Dragonspeed), Rit. Takuma Sato (Rahal), Rit. Marcus Ericsson (Schmidt), Rit. Matheus Leist (Foyt), Rit. Ed Jones (Carpenter), Rit. Ryan Hunter-Reay (Andretti), Rit. Sebastien Bourdais (Coyne).
Gli hot topic del giorno riprendono quelli della fine della scorsa stagione: Dixon e Rossi lottavano per il titolo, quindi viene dato per scontato che saranno loro i championship contenders. Immagino la soddisfazione di soggetti tipo Willpowahhhh e Nuovo Giardino ma non mettiamoci troppi dubbi esistenziali.
Un altro hot topic riguarda il fatto che Bourdeeeeyyyyy abbia vinto le ultime due edizioni partendo dalle retrovie e che anche oggi parte dalle retrovie, quindi potrebbe puntare alla vittoria. Per intenderci, non solo parte in terzultima fila, ma gliela tirano anche, giusto per non farci mancare niente. Bourdeeeeyyyyy, corri immediatamente a picchiare i telecronisti, per cortesia, avendo l'accortezza di iniziare dal tuo best friend forever Paul Tracy, che peraltro non è neanche una definizione ironica, dato che dopo avere passato anni e anni a dirsene dietro di tutti i colori adesso sono diventati aMiKeTtY.
Si parla del fatto che Bourdeeeyyyyy sia nato a Le Mans, ma che viva a St. Petersburg, come anche diversi altri piloti peraltro. Poi si parla di come sia maturata l'ultima vittoria a St. Pete, ovvero dell'incidente tra Wickens e Rossi un anno fa. Il protagonista non è più Bourdeeeyyyyy, è Wickens, ospite ai box. Parla dei suoi progressi, della sua speranza di poter riprendere a camminare un giorno e a gareggiare. Viene mostrato il replay del suo incidente la scorsa estate a Pocono e a quel punto ho bisogno di un break.
Quando ritorno c'è Mario Andretti che sta portando in giro su una Indycar a due posti il tipo di "drivers, start your engines", un allenatore del superbowl che mi ricorda vagamente Maldonado invecchiato di una ventina d'anni. A proposito, ieri o l'altro ieri è stato il compleanno di Maldonado, quindi facciamo tanti auguri a Pastorone. <3
Poi le vetture iniziano a sfilare dietro la safety car e passa in sovrimpressione la seguente griglia di partenza:
1^ fila: Power - Newgarden
2^ fila: Rosenqvist - Dixon
3^ fila: Rahal - Rossi
4^ fila: Harvey - Kimball
5^ fila: Hinchcliffe - Rahal
6^ fila: Herta - Hanley
7^ fila: Pagenaud - Veach
8^ fila: Jones - Pigot
9^ fila: Andretti - Ericsson
10^ fila: Bourdais - Sato
11^ fila: Kanaan - Leist
12^ fila: Ferrucci - Chilton
Posso dire che certe posizioni non mi sorprendono? Tipo, il Piccolo Chilli è ultimo e senza speranze, proprio come ai tempi della Formula 1. Anzi, a dire la verità all'epoca appariva quasi meno senza speranze, dato che a volte teneva agevolmente dietro soggetti del calibro di Guido Per il Giardino e del compagno di fila di Andretti.
Mi raccomando, adesso che ho parlato del pilota con lo stile di guida più noioso della Indycar, sforzatevi e cercate di rimanere svegli, che dobbiamo parlare di cose serie, per esempio, appunto, chi partiva accanto a lui.
Il Pollo Gigante, infatti, è sbarcato negli States con Schmidt, ufficialmente come sostituto di Robert Wickens. Si può tranquillamente immaginare, quindi, che abbia una permanenza in Indycar di lunga durata. La grossa novità è che, venendo dalla Formula 1, sia in qualche modo ben visto, cose che non gli sono mai capitate in Formula 1, così, a occhio e croce.
Preferisco non soffermarsi sul fatto che nelle posizioni immediatamente dietro al Pollo Gigante ci siano Bourdeeeyyyyy, Sato e Kanaan, quindi passo oltre e, nello specifico, passo alla partenza. Willpowahhhh mantiene la posizione like a boss, mentre Nuovo Giardino non riesce a fare altrettanto e in seconda posizione risale un algido svedese che negli States, proprio come ai tempi della Formula E, risulta come FRO, stavolta con un senso, dato che ROS è Rossi, mentre in Formula E se non vado errata non c'era nessun pilota il cui acronimo era ROS. A dirla tutta gli acronimi di tre lettere nella grafica non ci sono, ma ho visto qualcosa del genere su Twitter.
A suo tempo l'avevo denominato Rosenbitch per assonanza e perché è più facile da scrivere, quindi per me può rimanere tranquillamente Rosenbitch.
Il primo colpo di scena è stato il ritiro di Bourdeeeyyyyy, peraltro non interpretato nella maniera giusta dai telecronisti, che l'hanno visto a muro. In realtà Bourdeeeyyyy non è andato a muro: si è semplicemente ritirato con il motore in fumo, avendo l'accortezza di andare a imboscarsi dietro a una barriera evitando l'ingresso della safety car.
L'altro suo best friend forever Willpowahhhh (che diversamente da Tracy non è affatto diventato amico di Bourdeeeeyyyyy) corre ai box, anticipando la prima sosta. E' solo il 13° giro e ce ne sono 110 totali da percorrere. Ciò ha l'effetto di far rientrare anche gli altri piloti di testa, facendo fare ai telecronisti congetture a proposito delle soste totali.
Nuovo Giardino esce dai box negli scarichi di Rosenbitch e c'è un duello piuttosto acceso, in cui lo svedese rimane davanti...
...
...
...e il meglio deve ancora venire, non per Hunter-Reay. La vettura di quest'ultimo fa la fine di quella di Pastorone quella volta di "poi, finalmente, il motore si è rotto", con l'effetto che entra la safety car. C'è la pubblicità, in quei frangenti, e tutto ciò che ricordo di avere visto è uno spot pubbliitario in cui una famigliola teneva un maiale dentro casa. Oserei osservare che non è l'animale più adatto.
Al rientro c'è un po' di caos, ci sono le vetture che sfilano dietro la safety car ma senza telecronaca, poi ricomincia la telecronaca con un "eccoci di nuovo in linea, siamo in full course caution, andiamo a intervistare a caso il tipo di drivers start your engines invece di spiegare che cosa sia accaduto, poi una volta che abbiamo finito intervistiamo anche Wickens".
Quello che conta è il restart (26° giro): Rosenbitch supera Power e si porta in testa!
Willpowahhhh sembra in difficoltà, poco dopo, ma tutto procede per il meglio, a parte avere perso qualche secondo dal leader.
Recupera i secondi poco dopo, quando entra la safety car una seconda volta: tuttahhhh kolpahhhh di Jones, anzihhhh, tuttahhhh kolpahhhh di Leist!!!11!!!!11!! Nello specifico, Jones va a sbattere a muro per i fatti suoi. Leist passa di lì e non lo evita, finendo a muro dall'altra parte.
Rosenbitch sta procedendo like a boss, ma l'imprevisto è dietro l'angolo e avviene al 52° giro: con la sosta in regime di green flag, subisce un undercut da parte di Willpowahhhh e, tra una cosa e l'altra, Willpowahhhh riesce anche a liberarsi in fretta di Spencer Maialotto che ha davanti. A peggiorare la situazione, dopo essere stato undercuttato da Willpowahhhh, Rosenbitch viene anche overcuttato da Dixon.
Nuovo Giardino è l'ultimo del gruppo di testa a rientrare ai box e overcutta tutti quanti, ritrovandosi in testa.
Secondo c'è nientemeno che quell'attention seaker di Andretti e mentre c'è la pubblicità vengo informata da commenti su Twitter che Willpowahhhh è stato superato da Dixon. Per fare una sintesi: fino a dieci minuti fa Rosenqvist era il candidato più probabile per la vittoria, mentre per come stanno le cose adesso è molto probabile che non veda neanche il podio...
Il replay mostra che è stato negli scarichi di Willpowahhhh, ma che si è un po' allontanato e che piuttosto adesso è Alex Non Sono Valentino Rossi a stargli molto vicino.
Con questi pitstop, nel frattempo, è difficile capire che cosa succeda esattamente nello scontro tra titani a cui tutti i piloti che non sono i Chillicson fanno da contorno. Pare che il Pollo Gigante abbia problemi tecnici e che sia o che sia stato fermo ai box, mentre appare il logo di Sky Sport F1 perché non ricevono neanche loro il canale Made in USA che trasmette la Indycar. Quando il canale torna a ricevere, a tratti, vediamo proprio Sonyericsson che risponde a un'intervista, quindi lo scontro tra titani è stato vinto dal Piccolo Chilli. Non che abbia fatto più bella figura di Ericsson in qualche cosa, ma nevermind.
Intanto su Youtube, ho trovato un canale in cui non si vede ugualmente l'immagine, ma si sente la telecronaca e si vedeva in sovrimpressione l'annuncio che l'immagine non è disponibile per problemi tecnici.
Al 75° giro tutto torna alla normalità, tutto si vede, Nuovo Giardino, Dixon, Willpowahhhh, Rosenqvist e Alex Non Sono Valentino Rossi sono tutti quanti in top-ten.
Sono le 20.10 o giù di lì, mi allontano dal computer per andare a cena, senza sapere se riuscirò a vedere la fine della gara. Mancano ancora 35 giri.
Il responso è che non ci riesco e che, quando vado a controllare, la gara è appena finita e la top-5 è ancora quella che ho lasciato al 75°. In più il Grande Samurai, che si trovava ben lontano dalla top-10, risulta essersi ritirato proprio dopo 75 giri di gara.
Ci sono tuttavia alcuni dettagli degni di nota, per esempio che Colton Herta, il primo classe 2000 della storia della Indycar, che già aveva debuttato a fine anno 2018, ha chiuso in top-10. Altro dettaglio degno di nota è che anche quel bel fenomeno di Ferrucci ha chiuso in top-10.
La prossima volta pretendo che tocchi anche al Pollo Gigante. *-* Mi piacerebbe un simile risultato anche per il Piccolo Chilli, ma la performance del Piccolo Chilli mi ha colpita talmente tanto da decidere di riporre le mie speranze sul Pollo Gigante.
Sono molto demoralizzata per il risultato ottenuto da Kanaan, ma Lauren Bohlander sembra contenta lo stesso. Spero che anche Helio sia contento lo stesso, ma non posso fare a meno di pensare che se tornasse in Indycar e se si fidanzasse con Kanaan, a Kanaan toccherebbe stirare tutte le volte.
Nuovo Giardino: "Come siamo finiti a parlare di Kanaan che stira? Va bene che dietro di me ci sono il Detersivo e l'Ammorbidente, ma mi sembra comunque un po' avventato."
Il Detersivo: "Dietro di noi c'è anche un connazionale del Pollo Gigante."
Willpowahhhh: "Potremmo farlo allo spiedo."
Rosenbitch: "OMG dove sono finito?! Qualcuno mi salvi!"
RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. Will Power (Penske), 4. Felix Rosenqvist (Ganassi), 5. Alexander Rossi (Andretti), 6. James Hinchcliffe (Schmidt), 7. Simon Pagenaud (Penske), 8. Colton Herta (Harding), 9. Santino Ferrucci (Coyne), 10. Jack Harvey (Shank), 11. Spencer Pigot (Carpenter), 12. Graham Rahal (Rahal), 13. Marco Andretti (Andretti/Herta), 14. Zach Veach (Andretti), 15. Tony Kanaan (Foyt), 16. Max Chilton (Carlin), 17. Charlie Kimball (Carlin), 18. Ben Hanley (Dragonspeed), Rit. Takuma Sato (Rahal), Rit. Marcus Ericsson (Schmidt), Rit. Matheus Leist (Foyt), Rit. Ed Jones (Carpenter), Rit. Ryan Hunter-Reay (Andretti), Rit. Sebastien Bourdais (Coyne).
domenica 10 marzo 2019
Formula E 2018/19: Commento all'eprix di Hong Kong - 10 Marzo
Lotterbird for the show!
Ladies and Gentlemen, start your engines che è arrivato il race day e su Italia 1 siamo in linea con la gara, una volta tanto di domenica invece di sabato, come succede di solito tranne che in caso di doppi eventi. È il 50esimo eprix della storia della Formula E, che si svolge a Hong Kong, che l'anno scorso apriva la stagione con un doppio evento. In quel doppio evento di dicembre 2017 o giù di lì Kamui Kobayashi gareggiava con licenza monegasca.
Mi piazzo davanti a Italia 1. Il tempo di mettermi ad assistere all'evento, una decina di minuti prima che inizi la gara, e in studio stanno già dicendo che c'è una gran nebbia e il clima è quello della pianura padana a novembre. Mi viene in mente il gran premio d'Europa del 2007, quando Mazzoni disse la stessa cosa del clima estivo del Nurburgring. Se non altro, stavolta non è luglio. Però in certi momenti dei "prova a imparare" ci sarebbero stati benissimo, ma non si può avere tutto dalla vita.
Attendo la griglia di partenza, di cui non sono informata perché dormivo fino a un quarto d'ora fa. O meglio, tentavo di dormire fino a un quarto d'ora fa, ma ero già sveglia da qualcosa come oltre un'ora, perché il mio orologio biologico quando si tratta di motori tende ad arrivare in largo anticipo.
Arriva la griglia di partenza, mentre intanto si fanno le 9.04 e, in vista della partenza, mi viene da pensare che sarà una gara lunga e ricca di sofferenza, visto chi parte dalla pole... dovrebbe essere una notizia positiva, ma non la accolgo come tale: partire dalla pole è il modo migliore per portare a casa, in gara, di meno di quanto si sia ottenuto in qualifica... e in pole c'è nientemeno che Stoffy, il che non fa sperare bene proprio per niente.
Griglia di partenza:
1^ fila: Vandoorne - Rowland
2^ fila: Lotterer - Paffett
3^ fila: Di Grassi - Mortara
4^ fila: Bird - Buemi
5^ fila: Massa - Frijns
6^ fila: Dillman - Abt
7^ fila: Sims - Lopez
8^ fila: Piquet - Nasr
9^ fila: Evans - Vergne
10^ fila: Turvey - Da Costa
11^ fila: Wehrlein - D'Ambrosio
Guess what? Stoffy viene verniciato subito al via da Rowland, mentre sono tutti vicinissimi e ci sono un po' di contatti senza conseguenze e Bird che con uno scatto felino si porta al terzo posto.
Il Volatile: "Strano che un uccello abbia uno scatto felino."
Stoffy: "La ragione per cui ho perso terreno è appunto che mi sono spaventato dalla prospettiva degli scatti felini del tuo uccello. Non sei un soggetto che mi piace avere dietro, infatti adesso sono molto preoccupato."
Il Volatile: "Fai poco lo schizzinoso. So benissimo che contempli ogni le mie foto senza veli ogni volta prima delle gare."
Stoffy: "Azz, mi hai scoperto."
Voce fuori campo: "Stoffy, smettila subito di contemplare quelle foto, se questi sono i risultati."
Stoffy: "Adesso però non lamentatevi troppo. Con un po' di impegno a fine stagione potrei diventare campione del mondo di iella, battendo il Gufo di Interlagos."
Mentre Stoffy rischia di sprofondare nel #MaiUnaGioia, da qualche parte, per ragioni a noi sconosciute, ci sono delle fugaci bandiere gialle, ma tutto si risolve in due secondi contati, mentre Stoffy viene superato poco dopo anche da Bird. Insomma, non è che abbia iniziato proprio nel migliore dei modi, ma bisogna avere pazienza, perché c'è ancora tutto il tempo per peggiorare.
Stoffy: "Intanto non ho più il membro del Volatile dietro di me. Per il momento lo trovo un passo avanti."
Lotteria: "Però dietro di te ci sono io."
Stoffy: "Con il tuo membro al vento?"
Lotteria: "No, con la volontà di farmi terra bruciata intorno."
Stoffy: "Non osare. Questa è una gara così tranquilla"...
...
...
...anzi, no, perché a compensare le fugaci bandiere gialle, arriva il momento del big mess: Werly e Nasr vengono a contatto e D'Ambri viene a contatto con entrambi. Si sta venendo a formare un ingorgo in stile Long Beach, ma tutto si risolve: Sims Card e Jev, che erano tra le ultime posizioni dopo un contatto, riescono a non rimanere coinvolti nell'incidente.
Entra la safety car, poi la gara viene direttamente redflaggata per rimuovere il suddetto big mess. Abbiamo perso per strada Nasr, i Mahindra Bros e, per motivi imprecisati, anche Piquet, che nelle ultime settimane è saltato agli onori delle cronache perché sembrerebbe avere affermato che il motorsport non è pericoloso abbastanza per i suoi standard. Non so se interpretarla come un "sono passato dal lato oscuro dei fanboy" o come "il motorsport dovrebbe essere più pericoloso per impedire che a qualcuno venga l'idea di far schiantare i piloti di proposito", ma preferisco non farmi domande. Dopotutto non si tratta di un soggetto che al momento attuale sia particolarmente rilevante per il campionato.
Crashgateinho: "Perché non pensi un po' anche a Jev? Anche lui mi pare che non stia concludendo niente."
Jev: "Si può sapere cosa vuoi?"
Crashgateinho: "Io sono figo e tu no."
Jev: "Tutta colpa del mio nuovo taglio di capelli."
A proposito di Jev e di Piquet, ricordo vagamente che a suo tempo su Tumblahhhh, qualcosa come qualche anno fa, si parlava del fatto che Nelsinho l'avesse bloccato su qualche social. Qualche tumblrera affermava che Jev fosse fidanzato con Kelly, sorella di Nelsinho, e che Nelsinho non fosse soddisfatto della loro relazione. Pare che queste tumblrere si facessero troppi viaggi mentali, perché Kelly Piquet è appunto fidanzata con un pilota, ma con un certo Daniil Torpedo che a suo tempo è stato compagno di squadra di Jev alla Toro Rosso, prima di passare in Redbull, dove è andato a farsi prendere a calci nel cu*o.
Lo so, sto divagando un po' troppo, ma abbiate pazienza, è quello che succede per far passare il tempo durante le bandiere rosse. Mi chiedo appunto quanto tempo durerà questa e attendo pazientemente che tutto si risolva.
Qualcosa come un quarto d'ora più tardi rispetto al momento in cui è stata esposta bandiera rossa, la gara riparte e Stoffy ne approfitta per farsi superare anche da Lotterer.
Lotteria: "Tunz. Tunz. Tunz."
Stoffy: "Perché ce l'avete tutti con me?"
Lotteria: "Just for fun."
Stoffy: "Come sei kattivohhhh."
Lotteria: "Taci che hai ottenuto la pole e sei stato per qualche decimo di secondo davanti a tutti."
Stoffy: "Lo so, ma viviamo in un mondohhhh krudelehhhh che rema contro di me."
Vorrei specificarlo, quello che è appena successo a Stoffy che dorme in un van potrebbe sembrare il peggio del peggio, ma non è il peggio del peggio. Anzi, le cose vanno anche bene per il momento, dal suo punto di vista, dato che recupera la terza posizione quando Rowland rallenta e sembra destinato al ritiro. In realtà Rowland non si ritira e si accomoda nelle zone basse della top-ten, davanti a Massa, che per compensare la presenza di Vandoorne in terza posizione è fuori dalla zona punti.
Bird si ritrova in testa.
Poi Lotterer lo asfalta.
Il Volatile: "Ma adesso ho la parte del corpo mia omonima a pochi centimetri dal tuo retrotreno."
Lotteria: "Chi ti dice che per me sia un problema?"
Il Volatile: "È tutta scena per fare il figo davanti agli occhi dell'Autrice(C)."
Lotteria: "Sono certa che l'Autrice(C) sia molto soddisfatta della mia presenza in questa posizione."
Ha perfettamente ragione, dato che mi sento al settimo cielo. <3 Lotterer ha guidato la Caterham, anche se per un solo gran premio. Da come guida in Formula E, se fosse arrivato in Formula 1 un po' prima e ci fosse rimasto più a lungo avrebbe probabilmente dato spettacolo. Mi rendo conto che probabilmente molti di voi non li avranno nemmeno mai notati, ma gli scontri tra titani tra Bianchi e Kobayashi sono stati epici. Immaginate qualcosa di già epico, e pensate a come sarebbe se ci aggiungeste una mina vagante. Giusto per chiarire il concetto, Lotterer sarebbe stato la mina vagante del caso.
Mentre mi faccio tanti film mentali su Lotterer full-time alla Caterham durante i giorni di gloria in cui c'era ancora la Caterham e mi chiedo se potesse ottenere almeno un punto, nell'ormai lontano 2014, viene annunciato che Vandoorne è il vincitore del fanboost, davanti a Da Costa, Buemi, Di Grassi e Wehrlein. Wehrlein il fanboost ormai non lo può più utilizzare, però in compenso lo può utilizzare Vandoorne... non a lungo, dato che il suo van lo attende, ma questo non lo sappiamo ancora.
Intanto là davanti i Lotterird sono vicinissimi l'uno all'altro e secondo i telecronisti Lotterer "scodinzola come un giaguaro" e il nome del suo team si traduce come "giaguaro". Wait, wait, wait, "techeetah" dovrebbe essere "ghepardo", gli unici giaguari li guidano Crashgateinho e Mitch Evans ("iwans" secondo qualcuno in studio, post-gara).
Un fuori onda in vista della pubblicità, descrive la gara dei Lotterird con un: "cazzo, sono scappati".
Voce fuori campo: "Okay. Adesso facciamo che va in onda la pubblicità, ma davvero."
La pubblicità finisce e l'azione riprende like a boss.
Yaaaaayyyyyy, Bird supera Lotterer.
Anzi, no. Lotterer si riprende la posizione con uno scatto felino e dopotutto i giaguari sono felini. Nel frattempo dietro, un bel po' dietro, Mortara supera Stoffy, ma le telecamere sono tutte per i Lotterbird.
Cambia scena soltanto con l'inquadratura di Sims Card che si ritira ai box, poi con un'altra inquadratura di Buemi che subisce lo stesso destino dopo un contatto.
Nel frattempo accade qualosa di orribilehhhh e straziantehhhh: secondo la grafica Stoffy, ignorato in quel momento dalla telecronaca, è nientemeno che sedicesimo, per un totale di sedici vetture in pista.
O meglio, le vetture in pista sono quindici: la sedicesima è proprio quella di Stoffy, parcheggiata in una via di fuga, come dimostrerà presto un'inquadratura.
Stoffy: "Quindi mi state dicendo che devo tornare a dormire nel mio van?"
Voce fuori campo: "Esatto, come hai fatto a indovinare?"
Stoffy: "Nessuno ha il benché minimo rispetto per me. Sono stato il compagno di squadra del Divino Fernando, pretendo che mi sia attribuita la carica di semidio."
Voce fuori campo: "Semidio dei motori Honda e delle loss of power."
Stoffy: "Nobody loves me."
Il Bernd Maylander formato Formula E: "Io soprattutto, lo sai che stavo per vincere una partita a briscola, un attimo fa, e per colpa tua dovrò abbandonarla?"
Va in pista la safety car, non mi è chiaro se per rimuovere la vettura di Stoffy oppure i detriti random presenti sulla pista dai millemila contatti di poco prima.
Al restart prosegue il duello tra i Lotterbird, che staccano ancora una volta tutti gli altri piloti.
Mortara, Di Grassi e Frijns completano la top-5, mentre Massa, come a compensare, l'assenza di Vandoorne ha raggiunto la zona punti.
A sei giri dalla fine, tuttavia, Rowland si ferma nel bel mezzo della pista con una sospensione completamente andata. Entra di nuovo in pista la safety car, proprio dopo che Bird si era quasi affiancato a Lotterer.
Il Volatile: "Rassegnati, il mio membro è tornato."
Lotteria: "Aaaawwwww."
Il Volatile: "Aspetta ad andare in brodo di giuggiole. Ho l'impressione che presto ti asfalterò."
Lotteria: "Naaaahhhhh, non sono minimamente spaventato. Ho il sostegno dell'Autrice(C) dopotutto."
Voce fuori campo: "Smettetela di parlare. L'azione sta per tornare."
Sto assistendo - stiamo assistendo - a un duello pazzesco per la vittoria, che si scatenerà non appena la safety car si leverà di torno.
Si riparte.
Tre minuti più un giro.
I Lotterbird sono vicinissimi l'uno all'altro, con Mortara che adesso è lì, poco lontano, a sperare che si spalmino l'uno contro l'altro per approfittarne.
Dopo decine di minuti vissuti al cardiopalma ormai ci ho fatto l'abitudine. Anche i Lotterbird sembrano avere fatto l'abitudine a fare a sportellate senza che la cosa diventi troppo problematica...
...
...
...ed è al penultimo giro che tutto mi sembra molto chiaro: Lotterer è fuori traiettoria e Bird sta passando.
In realtà non è chiaro proprio per niente, perché non è che Lotterer sia fuori traiettoria. È che ha una gomma forata per il contatto con Bird e che limitare i danni ormai è impossibile.
Lo vediamo scivolare fino alla quattordicesima posizione, dietro anche al compagno di squadra che è andato in giro a combinare danni in più di un'occasione.
Mi viene da pensare che Lotterer dovrebbe essere inca**ato nero in questo momento, poi però mi viene in mente che i suoi trascorsi non lo rendono il personaggio più adatto a criticare lo stile di guida altrui, tanto più che una volta ha frenato a caso proprio davanti allo stesso Bird, l'anno scorso, facendogli finire la gara su tre ruote.
Bird sale sul podio.
Mortara sale sul podio.
Di Grassi sale sul podio, con una bandiera brasiliana come mantello.
Si parla del fatto che il contatto tra i Lotterbird sia stato messo sotto investigazione, ma non ci sono notizie ufficiali fino a qualche ora dopo.
A quel punto viene ufficializzata una penalità di cinque secondi per il Volatile: se non fosse entrata l'ultima safety car, avrebbe avuto un vantaggio sufficiente a conservare la posizione. Così, invece, scivola fino al sesto posto.
Mortara ringrazia.
Di Grassi ringrazia.
Frijns ringrazia, diventando autore di un podio senza esserci salito, un po' come l'ultimo podio di Wurz in Formula 1 e l'ultimo podio di Button. No, scherzavo, era il penultimo podio di Wurz, quello con la McLaren, quando sostituiva JPM che si era infortunato giocando a tennis (cosa difficile da fare a bordo di una moto da cross, ma non siamo malelingue quindi non indaghiamo in proposito), non l'ultimo avvenuto nel 2007 con la Williams. E per Button, come ultimo podio parlo di Australia 2014, non di quella volta che è andato a fare invasione di podio insieme ad Alonso (con la grafica che nella didascalia ha appioppato all'uno l'identità dell'altro).
Anche Abt e Massa ringraziano e qui capisco che, se Massa oggi era destinato alla top-5, per forza di cose Stoffy non poteva fare neanche un punto...
...
...
...che poi, wait, wait, wait, si è portato a casa i punti della pole position. Finalmente una gioia, anche se molto piccola.
Stoffy: "One-one-one!!!11!!11!!!1 Anch'io sono diventato un eroe. *-* E adesso andiamo tutti a dormire in un van!"
RISULTATO: 1. Edoardo Mortara (Venturi), 2. Lucas Di Grassi (Audisport Abt), 3. Robin Frijns (Virgin), 4. Daniel Abt (Audisport Abt), 5. Felipe Massa (Venturi), 6. Sam Bird (Virgin), 7. Mitch Evans (Jaguar), 8. Gary Paffett (HWA), 9. Oliver Turvey (NIO), 10. Antonio Felix Da Costa (BMW Andretti), 11. José Lopez (Dragon), 12. Tom Dillman (NIO), 13. Jean-Eric Vergne (Techeetah), 14. André Lotterer (Techeetah), Rit. Oliver Rowland (eDams Nissan), Rit. Stoffel Vandoorne (HWA), Rit. Sebastien Buemi (eDams Nissan), Rit. Alexander Sims (BMW Andretti), Rit. Felipe Nasr (Dragon), Rit. Pascal Wehrlein (Mahindra), Rit. Jerome D'Ambrosio (Mahindra), Rit. Nelsinho Piquet (Jaguar).
Ladies and Gentlemen, start your engines che è arrivato il race day e su Italia 1 siamo in linea con la gara, una volta tanto di domenica invece di sabato, come succede di solito tranne che in caso di doppi eventi. È il 50esimo eprix della storia della Formula E, che si svolge a Hong Kong, che l'anno scorso apriva la stagione con un doppio evento. In quel doppio evento di dicembre 2017 o giù di lì Kamui Kobayashi gareggiava con licenza monegasca.
Mi piazzo davanti a Italia 1. Il tempo di mettermi ad assistere all'evento, una decina di minuti prima che inizi la gara, e in studio stanno già dicendo che c'è una gran nebbia e il clima è quello della pianura padana a novembre. Mi viene in mente il gran premio d'Europa del 2007, quando Mazzoni disse la stessa cosa del clima estivo del Nurburgring. Se non altro, stavolta non è luglio. Però in certi momenti dei "prova a imparare" ci sarebbero stati benissimo, ma non si può avere tutto dalla vita.
Attendo la griglia di partenza, di cui non sono informata perché dormivo fino a un quarto d'ora fa. O meglio, tentavo di dormire fino a un quarto d'ora fa, ma ero già sveglia da qualcosa come oltre un'ora, perché il mio orologio biologico quando si tratta di motori tende ad arrivare in largo anticipo.
Arriva la griglia di partenza, mentre intanto si fanno le 9.04 e, in vista della partenza, mi viene da pensare che sarà una gara lunga e ricca di sofferenza, visto chi parte dalla pole... dovrebbe essere una notizia positiva, ma non la accolgo come tale: partire dalla pole è il modo migliore per portare a casa, in gara, di meno di quanto si sia ottenuto in qualifica... e in pole c'è nientemeno che Stoffy, il che non fa sperare bene proprio per niente.
Griglia di partenza:
1^ fila: Vandoorne - Rowland
2^ fila: Lotterer - Paffett
3^ fila: Di Grassi - Mortara
4^ fila: Bird - Buemi
5^ fila: Massa - Frijns
6^ fila: Dillman - Abt
7^ fila: Sims - Lopez
8^ fila: Piquet - Nasr
9^ fila: Evans - Vergne
10^ fila: Turvey - Da Costa
11^ fila: Wehrlein - D'Ambrosio
Guess what? Stoffy viene verniciato subito al via da Rowland, mentre sono tutti vicinissimi e ci sono un po' di contatti senza conseguenze e Bird che con uno scatto felino si porta al terzo posto.
Il Volatile: "Strano che un uccello abbia uno scatto felino."
Stoffy: "La ragione per cui ho perso terreno è appunto che mi sono spaventato dalla prospettiva degli scatti felini del tuo uccello. Non sei un soggetto che mi piace avere dietro, infatti adesso sono molto preoccupato."
Il Volatile: "Fai poco lo schizzinoso. So benissimo che contempli ogni le mie foto senza veli ogni volta prima delle gare."
Stoffy: "Azz, mi hai scoperto."
Voce fuori campo: "Stoffy, smettila subito di contemplare quelle foto, se questi sono i risultati."
Stoffy: "Adesso però non lamentatevi troppo. Con un po' di impegno a fine stagione potrei diventare campione del mondo di iella, battendo il Gufo di Interlagos."
Mentre Stoffy rischia di sprofondare nel #MaiUnaGioia, da qualche parte, per ragioni a noi sconosciute, ci sono delle fugaci bandiere gialle, ma tutto si risolve in due secondi contati, mentre Stoffy viene superato poco dopo anche da Bird. Insomma, non è che abbia iniziato proprio nel migliore dei modi, ma bisogna avere pazienza, perché c'è ancora tutto il tempo per peggiorare.
Stoffy: "Intanto non ho più il membro del Volatile dietro di me. Per il momento lo trovo un passo avanti."
Lotteria: "Però dietro di te ci sono io."
Stoffy: "Con il tuo membro al vento?"
Lotteria: "No, con la volontà di farmi terra bruciata intorno."
Stoffy: "Non osare. Questa è una gara così tranquilla"...
...
...
...anzi, no, perché a compensare le fugaci bandiere gialle, arriva il momento del big mess: Werly e Nasr vengono a contatto e D'Ambri viene a contatto con entrambi. Si sta venendo a formare un ingorgo in stile Long Beach, ma tutto si risolve: Sims Card e Jev, che erano tra le ultime posizioni dopo un contatto, riescono a non rimanere coinvolti nell'incidente.
Entra la safety car, poi la gara viene direttamente redflaggata per rimuovere il suddetto big mess. Abbiamo perso per strada Nasr, i Mahindra Bros e, per motivi imprecisati, anche Piquet, che nelle ultime settimane è saltato agli onori delle cronache perché sembrerebbe avere affermato che il motorsport non è pericoloso abbastanza per i suoi standard. Non so se interpretarla come un "sono passato dal lato oscuro dei fanboy" o come "il motorsport dovrebbe essere più pericoloso per impedire che a qualcuno venga l'idea di far schiantare i piloti di proposito", ma preferisco non farmi domande. Dopotutto non si tratta di un soggetto che al momento attuale sia particolarmente rilevante per il campionato.
Crashgateinho: "Perché non pensi un po' anche a Jev? Anche lui mi pare che non stia concludendo niente."
Jev: "Si può sapere cosa vuoi?"
Crashgateinho: "Io sono figo e tu no."
Jev: "Tutta colpa del mio nuovo taglio di capelli."
A proposito di Jev e di Piquet, ricordo vagamente che a suo tempo su Tumblahhhh, qualcosa come qualche anno fa, si parlava del fatto che Nelsinho l'avesse bloccato su qualche social. Qualche tumblrera affermava che Jev fosse fidanzato con Kelly, sorella di Nelsinho, e che Nelsinho non fosse soddisfatto della loro relazione. Pare che queste tumblrere si facessero troppi viaggi mentali, perché Kelly Piquet è appunto fidanzata con un pilota, ma con un certo Daniil Torpedo che a suo tempo è stato compagno di squadra di Jev alla Toro Rosso, prima di passare in Redbull, dove è andato a farsi prendere a calci nel cu*o.
Lo so, sto divagando un po' troppo, ma abbiate pazienza, è quello che succede per far passare il tempo durante le bandiere rosse. Mi chiedo appunto quanto tempo durerà questa e attendo pazientemente che tutto si risolva.
Qualcosa come un quarto d'ora più tardi rispetto al momento in cui è stata esposta bandiera rossa, la gara riparte e Stoffy ne approfitta per farsi superare anche da Lotterer.
Lotteria: "Tunz. Tunz. Tunz."
Stoffy: "Perché ce l'avete tutti con me?"
Lotteria: "Just for fun."
Stoffy: "Come sei kattivohhhh."
Lotteria: "Taci che hai ottenuto la pole e sei stato per qualche decimo di secondo davanti a tutti."
Stoffy: "Lo so, ma viviamo in un mondohhhh krudelehhhh che rema contro di me."
Vorrei specificarlo, quello che è appena successo a Stoffy che dorme in un van potrebbe sembrare il peggio del peggio, ma non è il peggio del peggio. Anzi, le cose vanno anche bene per il momento, dal suo punto di vista, dato che recupera la terza posizione quando Rowland rallenta e sembra destinato al ritiro. In realtà Rowland non si ritira e si accomoda nelle zone basse della top-ten, davanti a Massa, che per compensare la presenza di Vandoorne in terza posizione è fuori dalla zona punti.
Bird si ritrova in testa.
Poi Lotterer lo asfalta.
Il Volatile: "Ma adesso ho la parte del corpo mia omonima a pochi centimetri dal tuo retrotreno."
Lotteria: "Chi ti dice che per me sia un problema?"
Il Volatile: "È tutta scena per fare il figo davanti agli occhi dell'Autrice(C)."
Lotteria: "Sono certa che l'Autrice(C) sia molto soddisfatta della mia presenza in questa posizione."
Ha perfettamente ragione, dato che mi sento al settimo cielo. <3 Lotterer ha guidato la Caterham, anche se per un solo gran premio. Da come guida in Formula E, se fosse arrivato in Formula 1 un po' prima e ci fosse rimasto più a lungo avrebbe probabilmente dato spettacolo. Mi rendo conto che probabilmente molti di voi non li avranno nemmeno mai notati, ma gli scontri tra titani tra Bianchi e Kobayashi sono stati epici. Immaginate qualcosa di già epico, e pensate a come sarebbe se ci aggiungeste una mina vagante. Giusto per chiarire il concetto, Lotterer sarebbe stato la mina vagante del caso.
Mentre mi faccio tanti film mentali su Lotterer full-time alla Caterham durante i giorni di gloria in cui c'era ancora la Caterham e mi chiedo se potesse ottenere almeno un punto, nell'ormai lontano 2014, viene annunciato che Vandoorne è il vincitore del fanboost, davanti a Da Costa, Buemi, Di Grassi e Wehrlein. Wehrlein il fanboost ormai non lo può più utilizzare, però in compenso lo può utilizzare Vandoorne... non a lungo, dato che il suo van lo attende, ma questo non lo sappiamo ancora.
Intanto là davanti i Lotterird sono vicinissimi l'uno all'altro e secondo i telecronisti Lotterer "scodinzola come un giaguaro" e il nome del suo team si traduce come "giaguaro". Wait, wait, wait, "techeetah" dovrebbe essere "ghepardo", gli unici giaguari li guidano Crashgateinho e Mitch Evans ("iwans" secondo qualcuno in studio, post-gara).
Un fuori onda in vista della pubblicità, descrive la gara dei Lotterird con un: "cazzo, sono scappati".
Voce fuori campo: "Okay. Adesso facciamo che va in onda la pubblicità, ma davvero."
La pubblicità finisce e l'azione riprende like a boss.
Yaaaaayyyyyy, Bird supera Lotterer.
Anzi, no. Lotterer si riprende la posizione con uno scatto felino e dopotutto i giaguari sono felini. Nel frattempo dietro, un bel po' dietro, Mortara supera Stoffy, ma le telecamere sono tutte per i Lotterbird.
Cambia scena soltanto con l'inquadratura di Sims Card che si ritira ai box, poi con un'altra inquadratura di Buemi che subisce lo stesso destino dopo un contatto.
Nel frattempo accade qualosa di orribilehhhh e straziantehhhh: secondo la grafica Stoffy, ignorato in quel momento dalla telecronaca, è nientemeno che sedicesimo, per un totale di sedici vetture in pista.
O meglio, le vetture in pista sono quindici: la sedicesima è proprio quella di Stoffy, parcheggiata in una via di fuga, come dimostrerà presto un'inquadratura.
Stoffy: "Quindi mi state dicendo che devo tornare a dormire nel mio van?"
Voce fuori campo: "Esatto, come hai fatto a indovinare?"
Stoffy: "Nessuno ha il benché minimo rispetto per me. Sono stato il compagno di squadra del Divino Fernando, pretendo che mi sia attribuita la carica di semidio."
Voce fuori campo: "Semidio dei motori Honda e delle loss of power."
Stoffy: "Nobody loves me."
Il Bernd Maylander formato Formula E: "Io soprattutto, lo sai che stavo per vincere una partita a briscola, un attimo fa, e per colpa tua dovrò abbandonarla?"
Va in pista la safety car, non mi è chiaro se per rimuovere la vettura di Stoffy oppure i detriti random presenti sulla pista dai millemila contatti di poco prima.
Al restart prosegue il duello tra i Lotterbird, che staccano ancora una volta tutti gli altri piloti.
Mortara, Di Grassi e Frijns completano la top-5, mentre Massa, come a compensare, l'assenza di Vandoorne ha raggiunto la zona punti.
A sei giri dalla fine, tuttavia, Rowland si ferma nel bel mezzo della pista con una sospensione completamente andata. Entra di nuovo in pista la safety car, proprio dopo che Bird si era quasi affiancato a Lotterer.
Il Volatile: "Rassegnati, il mio membro è tornato."
Lotteria: "Aaaawwwww."
Il Volatile: "Aspetta ad andare in brodo di giuggiole. Ho l'impressione che presto ti asfalterò."
Lotteria: "Naaaahhhhh, non sono minimamente spaventato. Ho il sostegno dell'Autrice(C) dopotutto."
Voce fuori campo: "Smettetela di parlare. L'azione sta per tornare."
Sto assistendo - stiamo assistendo - a un duello pazzesco per la vittoria, che si scatenerà non appena la safety car si leverà di torno.
Si riparte.
Tre minuti più un giro.
I Lotterbird sono vicinissimi l'uno all'altro, con Mortara che adesso è lì, poco lontano, a sperare che si spalmino l'uno contro l'altro per approfittarne.
Dopo decine di minuti vissuti al cardiopalma ormai ci ho fatto l'abitudine. Anche i Lotterbird sembrano avere fatto l'abitudine a fare a sportellate senza che la cosa diventi troppo problematica...
...
...
...ed è al penultimo giro che tutto mi sembra molto chiaro: Lotterer è fuori traiettoria e Bird sta passando.
In realtà non è chiaro proprio per niente, perché non è che Lotterer sia fuori traiettoria. È che ha una gomma forata per il contatto con Bird e che limitare i danni ormai è impossibile.
Lo vediamo scivolare fino alla quattordicesima posizione, dietro anche al compagno di squadra che è andato in giro a combinare danni in più di un'occasione.
Mi viene da pensare che Lotterer dovrebbe essere inca**ato nero in questo momento, poi però mi viene in mente che i suoi trascorsi non lo rendono il personaggio più adatto a criticare lo stile di guida altrui, tanto più che una volta ha frenato a caso proprio davanti allo stesso Bird, l'anno scorso, facendogli finire la gara su tre ruote.
Bird sale sul podio.
Mortara sale sul podio.
Di Grassi sale sul podio, con una bandiera brasiliana come mantello.
Si parla del fatto che il contatto tra i Lotterbird sia stato messo sotto investigazione, ma non ci sono notizie ufficiali fino a qualche ora dopo.
A quel punto viene ufficializzata una penalità di cinque secondi per il Volatile: se non fosse entrata l'ultima safety car, avrebbe avuto un vantaggio sufficiente a conservare la posizione. Così, invece, scivola fino al sesto posto.
Mortara ringrazia.
Di Grassi ringrazia.
Frijns ringrazia, diventando autore di un podio senza esserci salito, un po' come l'ultimo podio di Wurz in Formula 1 e l'ultimo podio di Button. No, scherzavo, era il penultimo podio di Wurz, quello con la McLaren, quando sostituiva JPM che si era infortunato giocando a tennis (cosa difficile da fare a bordo di una moto da cross, ma non siamo malelingue quindi non indaghiamo in proposito), non l'ultimo avvenuto nel 2007 con la Williams. E per Button, come ultimo podio parlo di Australia 2014, non di quella volta che è andato a fare invasione di podio insieme ad Alonso (con la grafica che nella didascalia ha appioppato all'uno l'identità dell'altro).
Anche Abt e Massa ringraziano e qui capisco che, se Massa oggi era destinato alla top-5, per forza di cose Stoffy non poteva fare neanche un punto...
...
...
...che poi, wait, wait, wait, si è portato a casa i punti della pole position. Finalmente una gioia, anche se molto piccola.
Stoffy: "One-one-one!!!11!!11!!!1 Anch'io sono diventato un eroe. *-* E adesso andiamo tutti a dormire in un van!"
RISULTATO: 1. Edoardo Mortara (Venturi), 2. Lucas Di Grassi (Audisport Abt), 3. Robin Frijns (Virgin), 4. Daniel Abt (Audisport Abt), 5. Felipe Massa (Venturi), 6. Sam Bird (Virgin), 7. Mitch Evans (Jaguar), 8. Gary Paffett (HWA), 9. Oliver Turvey (NIO), 10. Antonio Felix Da Costa (BMW Andretti), 11. José Lopez (Dragon), 12. Tom Dillman (NIO), 13. Jean-Eric Vergne (Techeetah), 14. André Lotterer (Techeetah), Rit. Oliver Rowland (eDams Nissan), Rit. Stoffel Vandoorne (HWA), Rit. Sebastien Buemi (eDams Nissan), Rit. Alexander Sims (BMW Andretti), Rit. Felipe Nasr (Dragon), Rit. Pascal Wehrlein (Mahindra), Rit. Jerome D'Ambrosio (Mahindra), Rit. Nelsinho Piquet (Jaguar).
Etichette:
#Andre Lotterer,
#Daniel Abt,
#Edoardo Mortara,
#Felipe Massa,
#Lucas Di Grassi,
#Oliver Rowland,
#Robin Frijns,
#Sam Bird,
#Stoffel Vandoorne,
Formula E
sabato 9 marzo 2019
Il Paradosso del What If: quando le idee vengono scrivendo
Ladies and Gentlemen, o per meglio dire miei cari mass dumper, oggi vi parlo di uno dei progetti "letterari" di cui mi sono occupata e mi sto occupando tuttora ultimanente.
Credo che tutto sia iniziato lo scorso settembre o ottobre, quando visitai il profilo Instagram di Amna Al Qubaisi. Poi mi ritrovai nel profilo di sua madre, dal quale passai al profilo di quella donna araba (non so quale sia il suo nome o per quale ragione sia famosa, penso sia un personaggio televisivo ma potrei sbagliarmi) che fece una demo su una Formula 1. Mi sono ritrovata, non saprei dire se su quel profilo o su un altro, a vedere una foto in cui posavano un gruppo di kartiste dell'Arabia Saudita. Erano tutte in tuta e alcune nella foto portavano anche il casco. Mi sono chiesta perché e il mio primo pensiero è che fossero ragazze che nella vita di tutti i giorni portano il velo integrale e che abbiano tenuto il casco per non posare a volto scoperto. Tuttavia quella teoria non combaciava molto con il fatto che ci fossero ragazze senza casco che indossavano l'hijab. Questo dimostrava che, in teoria, se la ragione fosse stata quella, anche loro avrebbero potuto avere il tempo di togliersi il casco e di indossare quello che volevano.
"Il Paradosso del What If" non ha assolutamente niente a che vedere con le kartiste arabe. Tuttavia quelle ragazze che posavano con il casco in testa credo siano state una delle cause scatenanti per la nascita di questo mio lavoro. Mi è venuta in testa l'idea di un campionato alternativo in cui i piloti sono costretto ad andare in giro in tuta e casco per non svelare la propria identità e vi sono entrata in fissa a tal punto che ho iniziato a scrivere questa fan fiction.
All'inizio non prevedevo di inserirvi personaggi ispirati ai piloti della Formula 1 attuale o del passato, poi le cose sono cambiate. L'idea di lasciare intendere che, nonostante il campionato sia stato totalmente rivoluzionato, quello che sarebbe successo in Formula 1 (ovvero nella nostra realtà) finisca per succedere, seppure in modo diverso, anche nella A+ Series (il campionato in cui è ambientata questa fanfic) era decisamente più allettante ed è stata quella che mi ha portato ad andare avanti nel corso di questi mesi.
I piloti non possono rivelare la loro identità e i team non hanno più un nome, ma solo un colore. I piloti sono identificati per colore e per numero, tanto che i protagonisti appaiono come Argento Novantuno, Rosso Ventisette e Viola Settantasette, con colori che finiscono per richiamare Mercedes, Ferrari e Redbull. Per parcondicio gli altri colori ricordano le versioni attuali oppure neanche troppo lontane nel tempo di Renault (giallo), Force India (rosa), McLaren (arancione), Toro Rosso (blu), Williams (bianco), Sauber (turchese) e Caterham (verde).
La notte di Capodanno, quando avevo inserito da poco Viola Settantasette, ho avuto l'intuizione di appioppargli nientemeno che l'identità di Tina Menezes, già protagonista de "L'Ultima Stella Cadente" (dopotutto è un AU, in questa versione può avere una storia molto diversa), mentre le idee hanno iniziato a delinearsi sempre di più.
Siamo in un campionato che è stato totalmente rivoluzionato agli albori del terzo millennio da una nuova gestione, in cui ai follower è stata data l'illusione di avere controllo sui risultati. Votano via social chi vogliono che finisca la gara e a chi vogliono far avere problemi tecnici o incidenti, esistono addirittura argomenti di discussione a proposito di quale deve essere il prossimo pilota vittima di un incidente mortale.
Non sono idee totalmente folli e campate in aria, credo. Sono semplicemente derivanti dall'estremizzazione di quello che molta gente sui social sostiene di desiderare. Questo è il modo in cui, in una fase già avanzata della storyline, un "follower" commenta gli eventi del campionato: "Per fortuna sono state prese anche decisioni che non mineranno la nostra possibilità di espressione, in quanto purtroppo per il momento non ci era ancora data la possibilità di decidere, grazie ai nostri voti, dettati dalle nostre conoscenze e competenze, chi sia più meritevole di vincere il mondiale. Sia un sistema a tappe come quello che abbiamo visto finora, sia un sistema basato su gare, con il titolo ottenuto da chi ottiene più vittorie e, a parità di vittorie, più secondi posti e così via, hanno delle grosse falle... ma la perfezione non esiste. È possibile che un giorno i vertici del campionati si facciano un esame di coscienza e che si rendano conto che stanno privando noi follower di grandi possibilità, ma quel giorno è ancora lontano. Per il momento esiste ancora la strana convinzione che il valore dei piloti e delle vetture si intraveda da quello che succede in pista. Non è così. Nessuno meglio dei follower può capire se un pilota è valido o meno. Siamo noi che decidiamo chi è un campione, chi è un pilota di medio livello e chi è uno scarso e, una volta che all'unanimità attribuiamo a un pilota il proprio ruolo non dovrebbe essere permesso a nessuno insinuare che non siamo competenti abbastanza per influenzarne i risultati. Purtroppo ci toccherà ancora a lungo accettare l'idea che ogni campionato sia falsato da ciò che accade in pista, ma non dobbiamo perdere le speranze, anche se oggi è stato compiuto un enorme passo indietro."
Potrebbe sembrare delirante, ma non è né più né meno di ciò che alcuni fan vorrebbero dalla Formula 1: essere loro a determinare quali piloti sono degni di gareggiarvi, essere loro a determinare chi deve vincere, pensare che soltanto loro conoscano il vero valore di ciascuno... Quindi lo spettacolohhhh viene prima di tutto, qualuque cosa significhi, e il ruolo di chiunque è quello di contribuire a far parte di un concetto ormai distorto di spettacolohhhh. Chi gestisce il campionato non si fa problemi a definire incompetenti la maggior parte dei "follower", ciò nonostante vengono messi almeno in apparenza su un piedistallo in modo che possano garantire ritorni economici.
È in questo contesto che si snodano le storie degli original character:
> Argento Novantuno - ex campione del mondo, desideroso di ottenere il suo secondo titolo, ma frustrato dalla sua incapacità di ottenere un tale risultato, rimane convinto fino all'ultimo che il sistema su cui la A+ Series si basa sia quello giusto ed è convinto che esistano complotti contro di lui, quando in realtà è proprio lui stesso ha cercato più di una volta di complottare contro altri;
> Rosso Ventisette - il suo numero scelto d'ufficio e la vettura che le è stata attribuita dopo la radiazione di un altro pilota formano un abbinamento che richiama la Ferrari anni '80, quindi il Malehhhh Assolutohhhh per un campionato che deve essere depersonalizzato, ma tuttavia Rosso Ventisette viene identificato come un modo per fare facilmente i big money, obiettivo farlo diventare amato e rispettato dal pubblico e poi innescarne la morte per questioni commerciali (la sua morte sarà solo inscenata, ma qualcuno morirà davvero);
> Viola Settantasette - tre volte campione del mondo, ormai giunto al termine della sua carriera, da sempre ha dichiarato di essere pronto, una volta che la sua carriera sarà terminata, a rivelare la propria identità, cosa che gli costerebbe la radiazione dalle competizioni, ma dopotutto si vuole già ritirare quindi non cambierebbe nulla;
> Rosso Trentadue - sostituto di Ventisette dopo la sua "morte", crede in teorie del complotto sul revisionismo storico della storia del motorsport (vi basti sapere che, per dare il loro contentino ai follower convinti che Senna avrebbe dovuto diventare il pilota più vincente di sempre, i risultati di sei anni di Formula 1 sono stati modificati con tanto di video fake per farlo risultare morto sei anni più tardi, da sei volte campione del mondo, che tecnicamente né Schumacher né Hill risultano avere vinto dei titoli e che è stato inscenato, nel 2000, un mega pile-up che ha coinvolto tutte le vetture al via di un gran premio, con una grande quantità di morti e feriti, che ha portato alla cancellazione del campionato di Formula 1) e non si riconosce a pieno nel campionato di cui fa parte;
> personaggio secondario, ma ha comunque un certo rilievo, a suo modo, anche Rosso Quindici, compagno di squadra prima di Ventisette e poi di Trentadue, pilota ancora giovane, ma incapace di adattarsi a un campionato che gli richiede il più totale di anonimato. La sua valvola di sfogo è diventare un fanboy formato social, glorificando o demonizzando altri piloti per hobby e pretendendo che la sua opinione sia vincolante, anche quando inizia a rendersi conto che l'alienazione dei social l'ha portato a non rendersi più davvero conto di quali siano le sue vere opinioni, in quanto le uniche opinioni rilevanti sono quelle legittimate da un elevato numero di like.
In questa atmosfera dark rimane comunque spazio per un po' di speranza. C'è chi vuole ribaltare l'organizzazione che controlla la A+ Series e a poco a poco anche i follower sembrano iniziare a desiderare quel passato che erano pronti a rigettare fino a poco prima: per intenderci, a poco a poco l'avere il controllo assoluto (o essere convinti di averlo, come succede in realtà) inizia a non allettare più come un tempo, c'è chi tende a desiderare maggiormente una mediazione (un po' come il fanboost della Formula E o della Stock Car Brasil) e c'è chi inizia a rendersi conto che la A+ Series e la sua seconda divisione (il declino e la cancellazione della World Series by Renault, che ha lasciato la GP2 come principale fonte di accesso alla F1, hanno contribuito come fonte di ispirazione) non sono le uniche forme di motorsport esistenti al mondo nonostante la propaganda in tal senso...
C'è speranza, ma fino a un certo punto:
«Speriamo che non ci siano morti.»
«Lo spero anch'io, ma sono abbastanza sicuro: è troppo presto. Un altro incidente mortale distoglierebbe l'attenzione da Rosso Ventisette. Se capitasse, almeno avremmo la magra consolazione di sapere che non è stato pilotato dall'alto.»
La A+ Series è arrivata al punto da far pensare agli stessi piloti che un incidente mortale in cui sia chiaro che non può esserci stato un condizionamento dall'alto sia quasi una "buona notizia", dal momento che, appunto, dimostrerebbe che qualcuno è morto perché doveva morire e non perché ci fosse la volontà di farlo morire.
Ad ogni modo, non tutto il dark viene per essere dark. Ci sono alcuni estratti che scherzano, di fatto, sulla Formula 1 recente e contemporanea, con personaggi riconoscibili.
Alysse parve faticare a trattenere le risate.
«Fammi capire, Yannick, mi stai dicendo che ci sono dei pettegolezzi a proposito di un bambino che avrà massimo dieci anni?»
«Quel bambino è il grid kid fisso di uno dei piloti che prendono parte a questo campionato... sempre ammesso che Bianco Quattro stia prendendo parte a questo campionato e il suo numero di gara non venga inserito nella grafica per abbellirla. Non mi sembra di averlo mai incontrato, in pista. È anonimo anche quando viene doppiato, anche se non tanto quanto il suo compagno di squadra.»
«Porta rispetto» gli intimò Alysse. «Te lo ricordi che Bianco Dieci ha vinto un titolo, quando nessuno ci credeva più?»
«Sono certo che fosse al volante di una vettura irregolare.»
«Le vetture sono tutte uguali.»
«Si narra che, grazie alla volontà popolare, sia riuscito a disputare quella stagione guidando una vettura che aveva un foro sul fondo, che garantiva prestazioni migliori.»
«Si narrano tante cose» puntualizzò Alysse, «Ma non è detto che tutto sia vero. E poi Bianco Dieci ha gli occhi di quella tonalità che a suo tempo è stato definita come azzurro shocking. Sei sicuro che non abbia vinto per questo?»
Yannick annuì.
«Hai ragione, non ci avevo pensato. Doveva avere sicuramente una buona schiera di fangirl al suo seguito, anche se c'è chi dice che abbia comunque già una certa età. Quando ha vinto era sicuramente più giovane, ma ci sono sospetti sul fatto che fosse già in giro prima ancora della fondazione della A+ Series.»
«Ha gli occhi di un azzurro brillante come quelli di quel rookie della Williams dell'ultima stagione.»
«Stai insinuando che si tratti della stessa persona?»
«Certo che no. Anche in seconda divisione è sbucato fuori un tizio che ha gli occhi azzurro shocking. Non possono essere tutti quel rookie della Williams.»
«Però il nostro caro ex campione del mondo divenuto un elemento di tappezzeria guida una vettura bianca» osservò Yannick. «Chissà come sarebbero andate le cose, magari la Williams potrebbe essere bianca, al giorno d'oggi, se il vecchio campionato ci fosse ancora.»
«Considerando che sono passati diciotto o diciannove anni da quei tempi, quel rookie potrebbe avere cambiato numerose squadre nel frattempo» gli ricordò Alysse. «Potrebbe anche essersi ritirato. Oppure potrebbe andare e venire, un po' come ha fatto a suo tempo Bianco Quattro.»
Ammetto che questo primo estratto in cui abbiamo a che vedere con due vecchie glorie, uno che ha vinto un mondiale con una vettura tacciata di essere irregolare e uno che non ha mai vinto mondiali ma che è celebre per portarsi sempre ovunque il proprio figlio, sia ancora piuttosto soft. Però andando avanti le citazioni si fanno sempre più pressanti. Ho inserito anche un pilota che porta un paio di occhiali rossi sotto al casco e che guida una vettura blu, seppure come semplice comparsa. #WeBelieveInBourdeeeyyyyy.
Credo che tutto sia iniziato lo scorso settembre o ottobre, quando visitai il profilo Instagram di Amna Al Qubaisi. Poi mi ritrovai nel profilo di sua madre, dal quale passai al profilo di quella donna araba (non so quale sia il suo nome o per quale ragione sia famosa, penso sia un personaggio televisivo ma potrei sbagliarmi) che fece una demo su una Formula 1. Mi sono ritrovata, non saprei dire se su quel profilo o su un altro, a vedere una foto in cui posavano un gruppo di kartiste dell'Arabia Saudita. Erano tutte in tuta e alcune nella foto portavano anche il casco. Mi sono chiesta perché e il mio primo pensiero è che fossero ragazze che nella vita di tutti i giorni portano il velo integrale e che abbiano tenuto il casco per non posare a volto scoperto. Tuttavia quella teoria non combaciava molto con il fatto che ci fossero ragazze senza casco che indossavano l'hijab. Questo dimostrava che, in teoria, se la ragione fosse stata quella, anche loro avrebbero potuto avere il tempo di togliersi il casco e di indossare quello che volevano.
"Il Paradosso del What If" non ha assolutamente niente a che vedere con le kartiste arabe. Tuttavia quelle ragazze che posavano con il casco in testa credo siano state una delle cause scatenanti per la nascita di questo mio lavoro. Mi è venuta in testa l'idea di un campionato alternativo in cui i piloti sono costretto ad andare in giro in tuta e casco per non svelare la propria identità e vi sono entrata in fissa a tal punto che ho iniziato a scrivere questa fan fiction.
All'inizio non prevedevo di inserirvi personaggi ispirati ai piloti della Formula 1 attuale o del passato, poi le cose sono cambiate. L'idea di lasciare intendere che, nonostante il campionato sia stato totalmente rivoluzionato, quello che sarebbe successo in Formula 1 (ovvero nella nostra realtà) finisca per succedere, seppure in modo diverso, anche nella A+ Series (il campionato in cui è ambientata questa fanfic) era decisamente più allettante ed è stata quella che mi ha portato ad andare avanti nel corso di questi mesi.
I piloti non possono rivelare la loro identità e i team non hanno più un nome, ma solo un colore. I piloti sono identificati per colore e per numero, tanto che i protagonisti appaiono come Argento Novantuno, Rosso Ventisette e Viola Settantasette, con colori che finiscono per richiamare Mercedes, Ferrari e Redbull. Per parcondicio gli altri colori ricordano le versioni attuali oppure neanche troppo lontane nel tempo di Renault (giallo), Force India (rosa), McLaren (arancione), Toro Rosso (blu), Williams (bianco), Sauber (turchese) e Caterham (verde).
La notte di Capodanno, quando avevo inserito da poco Viola Settantasette, ho avuto l'intuizione di appioppargli nientemeno che l'identità di Tina Menezes, già protagonista de "L'Ultima Stella Cadente" (dopotutto è un AU, in questa versione può avere una storia molto diversa), mentre le idee hanno iniziato a delinearsi sempre di più.
Siamo in un campionato che è stato totalmente rivoluzionato agli albori del terzo millennio da una nuova gestione, in cui ai follower è stata data l'illusione di avere controllo sui risultati. Votano via social chi vogliono che finisca la gara e a chi vogliono far avere problemi tecnici o incidenti, esistono addirittura argomenti di discussione a proposito di quale deve essere il prossimo pilota vittima di un incidente mortale.
Non sono idee totalmente folli e campate in aria, credo. Sono semplicemente derivanti dall'estremizzazione di quello che molta gente sui social sostiene di desiderare. Questo è il modo in cui, in una fase già avanzata della storyline, un "follower" commenta gli eventi del campionato: "Per fortuna sono state prese anche decisioni che non mineranno la nostra possibilità di espressione, in quanto purtroppo per il momento non ci era ancora data la possibilità di decidere, grazie ai nostri voti, dettati dalle nostre conoscenze e competenze, chi sia più meritevole di vincere il mondiale. Sia un sistema a tappe come quello che abbiamo visto finora, sia un sistema basato su gare, con il titolo ottenuto da chi ottiene più vittorie e, a parità di vittorie, più secondi posti e così via, hanno delle grosse falle... ma la perfezione non esiste. È possibile che un giorno i vertici del campionati si facciano un esame di coscienza e che si rendano conto che stanno privando noi follower di grandi possibilità, ma quel giorno è ancora lontano. Per il momento esiste ancora la strana convinzione che il valore dei piloti e delle vetture si intraveda da quello che succede in pista. Non è così. Nessuno meglio dei follower può capire se un pilota è valido o meno. Siamo noi che decidiamo chi è un campione, chi è un pilota di medio livello e chi è uno scarso e, una volta che all'unanimità attribuiamo a un pilota il proprio ruolo non dovrebbe essere permesso a nessuno insinuare che non siamo competenti abbastanza per influenzarne i risultati. Purtroppo ci toccherà ancora a lungo accettare l'idea che ogni campionato sia falsato da ciò che accade in pista, ma non dobbiamo perdere le speranze, anche se oggi è stato compiuto un enorme passo indietro."
Potrebbe sembrare delirante, ma non è né più né meno di ciò che alcuni fan vorrebbero dalla Formula 1: essere loro a determinare quali piloti sono degni di gareggiarvi, essere loro a determinare chi deve vincere, pensare che soltanto loro conoscano il vero valore di ciascuno... Quindi lo spettacolohhhh viene prima di tutto, qualuque cosa significhi, e il ruolo di chiunque è quello di contribuire a far parte di un concetto ormai distorto di spettacolohhhh. Chi gestisce il campionato non si fa problemi a definire incompetenti la maggior parte dei "follower", ciò nonostante vengono messi almeno in apparenza su un piedistallo in modo che possano garantire ritorni economici.
È in questo contesto che si snodano le storie degli original character:
> Argento Novantuno - ex campione del mondo, desideroso di ottenere il suo secondo titolo, ma frustrato dalla sua incapacità di ottenere un tale risultato, rimane convinto fino all'ultimo che il sistema su cui la A+ Series si basa sia quello giusto ed è convinto che esistano complotti contro di lui, quando in realtà è proprio lui stesso ha cercato più di una volta di complottare contro altri;
> Rosso Ventisette - il suo numero scelto d'ufficio e la vettura che le è stata attribuita dopo la radiazione di un altro pilota formano un abbinamento che richiama la Ferrari anni '80, quindi il Malehhhh Assolutohhhh per un campionato che deve essere depersonalizzato, ma tuttavia Rosso Ventisette viene identificato come un modo per fare facilmente i big money, obiettivo farlo diventare amato e rispettato dal pubblico e poi innescarne la morte per questioni commerciali (la sua morte sarà solo inscenata, ma qualcuno morirà davvero);
> Viola Settantasette - tre volte campione del mondo, ormai giunto al termine della sua carriera, da sempre ha dichiarato di essere pronto, una volta che la sua carriera sarà terminata, a rivelare la propria identità, cosa che gli costerebbe la radiazione dalle competizioni, ma dopotutto si vuole già ritirare quindi non cambierebbe nulla;
> Rosso Trentadue - sostituto di Ventisette dopo la sua "morte", crede in teorie del complotto sul revisionismo storico della storia del motorsport (vi basti sapere che, per dare il loro contentino ai follower convinti che Senna avrebbe dovuto diventare il pilota più vincente di sempre, i risultati di sei anni di Formula 1 sono stati modificati con tanto di video fake per farlo risultare morto sei anni più tardi, da sei volte campione del mondo, che tecnicamente né Schumacher né Hill risultano avere vinto dei titoli e che è stato inscenato, nel 2000, un mega pile-up che ha coinvolto tutte le vetture al via di un gran premio, con una grande quantità di morti e feriti, che ha portato alla cancellazione del campionato di Formula 1) e non si riconosce a pieno nel campionato di cui fa parte;
> personaggio secondario, ma ha comunque un certo rilievo, a suo modo, anche Rosso Quindici, compagno di squadra prima di Ventisette e poi di Trentadue, pilota ancora giovane, ma incapace di adattarsi a un campionato che gli richiede il più totale di anonimato. La sua valvola di sfogo è diventare un fanboy formato social, glorificando o demonizzando altri piloti per hobby e pretendendo che la sua opinione sia vincolante, anche quando inizia a rendersi conto che l'alienazione dei social l'ha portato a non rendersi più davvero conto di quali siano le sue vere opinioni, in quanto le uniche opinioni rilevanti sono quelle legittimate da un elevato numero di like.
In questa atmosfera dark rimane comunque spazio per un po' di speranza. C'è chi vuole ribaltare l'organizzazione che controlla la A+ Series e a poco a poco anche i follower sembrano iniziare a desiderare quel passato che erano pronti a rigettare fino a poco prima: per intenderci, a poco a poco l'avere il controllo assoluto (o essere convinti di averlo, come succede in realtà) inizia a non allettare più come un tempo, c'è chi tende a desiderare maggiormente una mediazione (un po' come il fanboost della Formula E o della Stock Car Brasil) e c'è chi inizia a rendersi conto che la A+ Series e la sua seconda divisione (il declino e la cancellazione della World Series by Renault, che ha lasciato la GP2 come principale fonte di accesso alla F1, hanno contribuito come fonte di ispirazione) non sono le uniche forme di motorsport esistenti al mondo nonostante la propaganda in tal senso...
C'è speranza, ma fino a un certo punto:
«Speriamo che non ci siano morti.»
«Lo spero anch'io, ma sono abbastanza sicuro: è troppo presto. Un altro incidente mortale distoglierebbe l'attenzione da Rosso Ventisette. Se capitasse, almeno avremmo la magra consolazione di sapere che non è stato pilotato dall'alto.»
La A+ Series è arrivata al punto da far pensare agli stessi piloti che un incidente mortale in cui sia chiaro che non può esserci stato un condizionamento dall'alto sia quasi una "buona notizia", dal momento che, appunto, dimostrerebbe che qualcuno è morto perché doveva morire e non perché ci fosse la volontà di farlo morire.
Ad ogni modo, non tutto il dark viene per essere dark. Ci sono alcuni estratti che scherzano, di fatto, sulla Formula 1 recente e contemporanea, con personaggi riconoscibili.
Alysse parve faticare a trattenere le risate.
«Fammi capire, Yannick, mi stai dicendo che ci sono dei pettegolezzi a proposito di un bambino che avrà massimo dieci anni?»
«Quel bambino è il grid kid fisso di uno dei piloti che prendono parte a questo campionato... sempre ammesso che Bianco Quattro stia prendendo parte a questo campionato e il suo numero di gara non venga inserito nella grafica per abbellirla. Non mi sembra di averlo mai incontrato, in pista. È anonimo anche quando viene doppiato, anche se non tanto quanto il suo compagno di squadra.»
«Porta rispetto» gli intimò Alysse. «Te lo ricordi che Bianco Dieci ha vinto un titolo, quando nessuno ci credeva più?»
«Sono certo che fosse al volante di una vettura irregolare.»
«Le vetture sono tutte uguali.»
«Si narra che, grazie alla volontà popolare, sia riuscito a disputare quella stagione guidando una vettura che aveva un foro sul fondo, che garantiva prestazioni migliori.»
«Si narrano tante cose» puntualizzò Alysse, «Ma non è detto che tutto sia vero. E poi Bianco Dieci ha gli occhi di quella tonalità che a suo tempo è stato definita come azzurro shocking. Sei sicuro che non abbia vinto per questo?»
Yannick annuì.
«Hai ragione, non ci avevo pensato. Doveva avere sicuramente una buona schiera di fangirl al suo seguito, anche se c'è chi dice che abbia comunque già una certa età. Quando ha vinto era sicuramente più giovane, ma ci sono sospetti sul fatto che fosse già in giro prima ancora della fondazione della A+ Series.»
«Ha gli occhi di un azzurro brillante come quelli di quel rookie della Williams dell'ultima stagione.»
«Stai insinuando che si tratti della stessa persona?»
«Certo che no. Anche in seconda divisione è sbucato fuori un tizio che ha gli occhi azzurro shocking. Non possono essere tutti quel rookie della Williams.»
«Però il nostro caro ex campione del mondo divenuto un elemento di tappezzeria guida una vettura bianca» osservò Yannick. «Chissà come sarebbero andate le cose, magari la Williams potrebbe essere bianca, al giorno d'oggi, se il vecchio campionato ci fosse ancora.»
«Considerando che sono passati diciotto o diciannove anni da quei tempi, quel rookie potrebbe avere cambiato numerose squadre nel frattempo» gli ricordò Alysse. «Potrebbe anche essersi ritirato. Oppure potrebbe andare e venire, un po' come ha fatto a suo tempo Bianco Quattro.»
Ammetto che questo primo estratto in cui abbiamo a che vedere con due vecchie glorie, uno che ha vinto un mondiale con una vettura tacciata di essere irregolare e uno che non ha mai vinto mondiali ma che è celebre per portarsi sempre ovunque il proprio figlio, sia ancora piuttosto soft. Però andando avanti le citazioni si fanno sempre più pressanti. Ho inserito anche un pilota che porta un paio di occhiali rossi sotto al casco e che guida una vettura blu, seppure come semplice comparsa. #WeBelieveInBourdeeeyyyyy.
domenica 3 marzo 2019
Asian F3 Winter Series 2019: Rinus Veekay vince il titolo
Avevo già parlato della F3 asiatica invernale tempo fa, quando esisteva ancora il sospetto che Daniel Ticktum potesse ottenervi i punti superlicenza necessari per il debutto in Formula 1. Erano tempi bui in cui non sapevamo ancora che questa serie non offriva punti superlicenza, mentre per Ticktum non erano ancora arrivati i tempi bui: il suo miglior risultato è stato infatti un secondo posto in una delle sei gare da lui disputate e, così come altri piloti, non ha preso parte all'ultimo evento della stagione.
Gli eventi sono stati tre, ciascuno da tre gare. Il campionato è iniziato in gennaio ed è finito in febbraio, praticamente la settimana scorsa, dopo Chang in Indonesia, Sepang in Malesia e di nuovo Sepang in Malesia.
Due vittorie ottenute in Indonesia per l'olandese Rinus Van Kalmthout, che ha un nome troppo difficile per gli americani e che quindi ha iniziato a gareggiare come Rinus Veekay (che tristezza...) in Road to Indy, dove è divenuto campione 2018 di ProMazda. Una vittoria ottenuta in Indonesia per il cinese Ye Yifei, campione di F4 francese qualche anno fa, ultimamente visto in Formula Renault 2.0 Eurocup, che secondo Wikipedia ha preso parte a questo campionato con licenza francese.
Nella prima di Sepang ancora una volta Rinus Veekay ha ottenuto due vittorie, mentre ne è toccata una a Ye Yifei. Quest'ultimo si è ripreso nella seconda di Sepang, dove ha vinto due volte, arrivando a quota quattro come il suo avversario. Veekay ha comunque vinto il titolo con 284 punti, 255 quelli conquistati da Yifei.
L'ultima gara stagionale è stata l'unica vinta da un outsider, tale Eshan Pieris, originario dello Sri Lanka e quindi connazionale dei miei vicini del terzo piano, che dubito siano al corrente dell'esistenza di questo pilota.
Pochi piloti hanno disputato l'intera stagione e il best of the rest, terzo in classifica, è stato Alessandro Ghiretti, francese, autore di diversi piazzamenti a podio (un secondo posto e tre terzi posti). Pilota di Formula 4, ha gareggiato occasionalmente nella serie italiana, ma soprattutto in Asia, dove nel 2018 ha vinto il campionato del Sud-Est Asiatico.
Si sono visti a podio anche il già citato Dan Ticktum, Pavan Ravishankar e David Schumacher, ciascuno con un piazzamento. In più, nell'evento finale, sono saliti due volte a podio sia Jack Doohan sia Victor Martins: questi ultimi due non ottenevano tuttavia punti, in quanto risultavano "guest drivers".
Gli eventi sono stati tre, ciascuno da tre gare. Il campionato è iniziato in gennaio ed è finito in febbraio, praticamente la settimana scorsa, dopo Chang in Indonesia, Sepang in Malesia e di nuovo Sepang in Malesia.
Due vittorie ottenute in Indonesia per l'olandese Rinus Van Kalmthout, che ha un nome troppo difficile per gli americani e che quindi ha iniziato a gareggiare come Rinus Veekay (che tristezza...) in Road to Indy, dove è divenuto campione 2018 di ProMazda. Una vittoria ottenuta in Indonesia per il cinese Ye Yifei, campione di F4 francese qualche anno fa, ultimamente visto in Formula Renault 2.0 Eurocup, che secondo Wikipedia ha preso parte a questo campionato con licenza francese.
Nella prima di Sepang ancora una volta Rinus Veekay ha ottenuto due vittorie, mentre ne è toccata una a Ye Yifei. Quest'ultimo si è ripreso nella seconda di Sepang, dove ha vinto due volte, arrivando a quota quattro come il suo avversario. Veekay ha comunque vinto il titolo con 284 punti, 255 quelli conquistati da Yifei.
L'ultima gara stagionale è stata l'unica vinta da un outsider, tale Eshan Pieris, originario dello Sri Lanka e quindi connazionale dei miei vicini del terzo piano, che dubito siano al corrente dell'esistenza di questo pilota.
Pochi piloti hanno disputato l'intera stagione e il best of the rest, terzo in classifica, è stato Alessandro Ghiretti, francese, autore di diversi piazzamenti a podio (un secondo posto e tre terzi posti). Pilota di Formula 4, ha gareggiato occasionalmente nella serie italiana, ma soprattutto in Asia, dove nel 2018 ha vinto il campionato del Sud-Est Asiatico.
Si sono visti a podio anche il già citato Dan Ticktum, Pavan Ravishankar e David Schumacher, ciascuno con un piazzamento. In più, nell'evento finale, sono saliti due volte a podio sia Jack Doohan sia Victor Martins: questi ultimi due non ottenevano tuttavia punti, in quanto risultavano "guest drivers".
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
