Carissimi lettori, mi sembra giunto il momento di partire per un lungo viaggio nel 1998, un mondiale che a primo impatto avrebbe potuto sembrare uno di quelli assegnati già a luglio, ma che nella realtà dei fatti 1) a posteriori non ci rendiamo conto che il pilota che poi ha vinto, al momento di iniziare la stagione aveva all'attivo una sola vittoria, 2) si è rivelato meno prevedibile di quanto poteva sembrare inizialmente. Quel mondiale iniziava nel weekend dell'8 marzo, esattamente 25 anni fa.
Sarà un viaggio piuttosto lungo e per oggi abbiamo in programma la prima tappa di questa carrellata di 1998. Direi che per prima cosa è opportuno rievocare i fatti che hanno messo fine alla stagione precedente: Jacques Villeneuve vs Michael Schumacher, devo davvero aggiungere altro? Forse che tra i due sembra non esserci mai stato un chiarimento per i fatti di Jerez de la Frontera. Si prospetta quindi una stagione scoppiettante.
O meglio, lo sarebbe se la McLaren non avesse tirato fuori la vettura più competitiva del lotto, con Mika Hakkinen e David Coulthard pronti a svettare su tutto e su tutti iniziando con un 1/2 in griglia. Schumacher è relegato a inseguire il terzo gradino del podio, mentre Villeneuve guida una Williams non più motorizzata Renault ma Mecachrome, che non ha più livrea Rothmans ma Winfield. Dal bianco-blu è passata al rosso caotico, il che non sarebbe neanche tanto grave, il punto è che il nuovo sponsor inizia per Win- e questo tendenzialmente non è di grande auspicio.
L'1/2 in griglia degli Hakoulthard non è prerogativa del GP d'Australia, ma si ripete anche in Brasile, con le Ferrari, le Williams e altri aspiranti comprimari nelle file immediatamente successive. In entrambe le occasioni per gli avversari della scuderia di Woking sembra esserci ben poco da fare, con la McLaren destinata a una facile doppietta, Hakkinen destinato a una facile vittoria e Coulthard a inseguirlo da vicino senza metterlo in difficoltà.
La realtà dei fatti non è così semplice, in McLaren tra gli Hakoulthard e Ron Dennis vige un accordo in base alla quale i piloti non devono lottare tra di loro in gara. Tuttavia chi ha il migliore spunto in partenza e si trova davanti all'altro, ha il diritto a mantenere la posizione senza essere attaccato, chiunque esso sia tra i due. In questo contesto si inserisce l'evento anomalo dell'Albert Park, l'ordine di scuderia destinato a ristabilire il presunto ordine naturale delle cose.
Tutto a posto al via, Hakkinen prende la testa della gara, Coulthard gli rimane dietro senza mai infastidirlo, mentre gli altri piloti non possono fare nulla per infastidirli, quei pochi piloti che rimangono in pista nonostante l'elevato attrition rate. Si inizia dalle Stewart, fuori entrambe al primo giro: Rubens Barrichello per un guasto, Jan Magnussen colto in un incidente con la Jordan di Ralf Schumacher e la Arrows di Toranosuke Takagi. Tra i big, tuttavia, esce di scena solo Michael Schumacher, nelle prime fasi e dal terzo posto, per un guasto al motore, lasciando la terza piazza al vecchio rivale Villeneuve.
La Williams fa podio con Heinz-Harald Frentzen uscito "vincente" dalla differenziazione delle strategie. Il campione in carica deve accontentarsi del quinto posto alle spalle della Ferrari di Eddie Irvine, mentre l'ultimo punto se lo aggiudica Johnny Herbert su Sauber. Sono tutti doppiati.
Cosa succede tra Hakkinen e Coulthard, vi chiederete. Tra di loro, di per sé, niente. Alla prima sosta tutto va bene, alla seconda Hakkinen rientra... e niente, non è il momento della seconda sosta. Percorre la pitlane e torna fuori, in seconda piazza adesso e abbondantemente alle spalle del compagno di scuderia. È rientrato perché l'hanno chiamato dai box, pare. Non è così, non gli hanno mai detto di rientrare.
Dopo la seconda sosta, quella vera, Coulthard è davanti a Hakkinen di svariati secondi e in casa McLaren sembra che le posizioni - quelle che dovevano essere consolidate fin dal via - siano state invertite da un errore del team. Da quel presupposto si decide per l'ordine di scuderia "anomalo": Coulthard rallenta e cede la leadership a Hakkinen.
La cosa non passa inosservata, ai tempi perfino gli organizzatori del GP d'Australia non sono soddisfatti dell'accaduto e la McLaren viene tacciata più o meno velatamente di avere manipolato il risultato della gara. Non accade nulla dal punto di vista del regolamento, quanto successo non è formalmente vietato, frattanto permane il mistero sulla chiamata fantasma.
Nel 2007 Ron Dennis affermerà che qualcuno da un altro team abbia intercettato la frequenza della radio della McLaren e ordinato a Hakkinen di rientrare, ma sussistono dubbi sulla credibilità di Ron Dennis nello specifico nel 2007. Forse non sapremo mai cosa sia accaduto e chi abbia ordinato a Hakkinen di rientrare. Resta tuttavia un dato di fatto che nel terribile schianto del 1995 il pilota finlandese abbia riportato danni permanenti all'udito, quindi una teoria esistente è che questo abbia innescato una mancata comprensione di ciò che gli veniva comunicato dai box.
In Brasile va tutto bene, gli Hakoulthard fanno doppietta senza controversie, con Coulthard che relegato in seconda posizione in qualifica e nelle prime battute altro non può fare che parare il fondoschiena a Hakkinen, dove "parare il fondoschiena" serve per abbellire la frase in quanto implica che qualcuno possa impensierire il duo McLaren.
Non è così: Frentzen è terzo a debita distanza davanti alle Ferrari e dopo il primo pitstop si ritrova dietro alle Ferrari. Le Benetton di Alex Wurz e Giancarlo Fisichella sono su una strategia a una sosta sola, in questo modo riescono a risalire. Hakkinen, Coulthard, Schumacher, Wurz, Frentzen, Fisichella, questa la zona punti, con Villeneuve relegato al settimo posto quindi a secco, così come Irvine ottavo.
Ancora una volta l'attrition rate è elevato, con Ralf Schumacher ad aprire le danze con un testacoda già alla partenza. Il suo compagno di squadra Damon Hill invece arriva in fondo, per poi essere squalificato a causa della vettura sottopeso. Oltre a Ralf, l'unico altro ritirato per incidente è Shinji Nakano: il pilota della Minardi finisce in testacoda dopo pochi giri. Per il resto è tutta questione di problemi al motore, al cambio o affini, eccetto Herbert che verso fine gara si ritira per indisposizione fisica dovuta a un infortunio riportato in una precedente sessione.
Il terzo gran premio della stagione si corre a Buenos Aires e vede Coulthard partire dalla pole position accanto a Michael Schumacher, dietro di loro i rispettivi compagni di squadra. Causa rischio pioggia, quasi tutti i team optano per una strategia prevista a una sola sosta, ma non la Ferrari.
Hakkinen supera Schumacher al via e si porta secondo, ma Michael ha la vettura più scarica e leggera e lo supera in breve tempo andando poi all'inseguimento di Coulthard. David, da parte sua, qualche giro più tardi commette una sbavatura e Schumacher si infila. Più o meno. I due si toccano, Coulthard finisce in testacoda, ma procedono entrambi, Schumacher in testa, Coulthard in bassa zona punti.
Il nuovo leader deve fermarsi due volte, Hakkinen sono una. Andando più leggero a carburante, comunque, riesce a girare più veloce di Hakkinen dopo la sosta del pilota McLaren e al momento del secondo pitstop gli esce davanti. Irvine frattanto è terzo, mentre dal cielo inizia a cadere qualche goccia. La gara, che ha già visto vari piloti (tra cui Ralf Schumacher, di nuovo incidentato) guidare in maniera caotica - Coulthard frattanto è stato protagonista di un incidente con Villeneuve che ha messo fine alla gara del canadese - vede molti di loro andare per prati e combinare casini.
Wurz supera Irvine approfittando di un problema tecnico sulla Ferrari, ma una successiva sbinnata mentre è nei pressi del doppiato Takagi gli fa perdere la terza piazza appena conquistata. Fisichella commette una sbavatura perdendo la sesta piazza a vantaggio di Coulthard che risale quindi alle spalle della Sauber di Jean Alesi. Schumacher mette le ruote sull'erba, ma ritrova la via dell'asfalto mantiene la leadership su Hakkinen, a sua volta vittima di un giro sullo sterrato.
Schumacher, Hakkinen, Irvine, Wurz, Alesi e Coulthard, sono questi i piloti che si aggiudicano la zona punti. Dopo due gran premi con dominio totale da parte della McLaren, adesso qualcosa sembra cambiato. Bisogna vedere cosa succederà di ritorno in Europa, dove si inizierà con il GP di San Marino.
A Imola, comunque, il sentore è che Buenos Aires sia stata una gara dal risultato anomalo: Coulthard ottiene la pole davanti a Hakkinen e i due iniziano a staccare i loro colleghi. Quando sulla vettura di Mika il cambio si rompe, è il solo David a proseguire, ma pur sempre di McLaren imprendibile si tratta. Michael Schumacher deve accontentarsi del secondo posto e anche ringraziare per il ritiro di Hakkinen.
Rallentato dalla Tyrrell del doppiato Ricardo Rosset, Villeneuve perde terreno quando avrebbe potuto giocarsi il terzo posto e non riesce a fare meglio che quarto, dietro a Irvine e davanti al compagno di squadra Frentzen. Alesi chiude ancora una volta sesto.
Hill viaggiava verso il settimo posto nella parte finale della gara, ma è costretto al ritiro per un guasto a pochi giri dalla fine, lasciando la posizione a Ralf Schumacherz stavolta in grado di evitare il caos. La gara, comunque, ha ancora una volta elevato attrition rate, momento più eclatante il ritiro simultaneo delle Benetton, Fisichella per incidente e Wurz per problemi al motore.
Per il momento ci fermiamo qui: Hakkinen 26, Coulthard 23, M.Schumacher 20, la classifica piloti è meno marcata di quanto potrebbe sembrare. Ce la farà Hakkinen ad allungare? O Schumacher a rimontare? E quale sarà il destino di Coulthard? Lo scopriremo nel prossimo appuntamento.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
mercoledì 8 marzo 2023
martedì 7 marzo 2023
Indycar 2023: #1 Gran Premio di St.Petersburg
Nello stesso weekend in cui è iniziaro il mondiale di Formula 1 ha avuto inizio anche quello di Indycar, con la pole position di Romain Grosjean (Andretti) per la prima gara della stagione, che prevedeva ben 100 giri e che è iniziata con il botto... in senso letterale, perché nelle retrovie c'è stata una carambola notevole, con almeno sei piloti coinvolti e con Devlin De Francesco (Andretti) già fermo che, speronato da dietro da Benjamin Pedersen (Foyt) si è visto sbalzare in aria. Oltre a loro sono usciti di scena anche Santino Ferrucci (Foyt), i due piloti del team Meyer Shank Simon Pagenaud e Helio Castroneves, nonché Sting Ray Robb (Coyne) di cui sinceramente non ho ancora capito dove finisca il nome e di dove inizi il cognome. Tra tutti loro, Robb (la grafica lo indicava così, deduco sia questo il cognome e che Ray sia un middle name) è stato l'unico che ha proseguito, mentre gli altri cinque sono stati costretti al ritiro.
Mentre Grosjean è rimasto leader per tutto il primo stint, in seconda posizione si sono avvicendati Colton Herta (Andretti) e Pato O'Ward (Arrow McLaren), con Herta primo dei top driver a rientrare ai box, cosa che gli è costata una posizione nei confronti di Marcus Ericsson (Ganassi). Alcuni piloti sono andati più a lungo rispetto alla media, tra loro Scott McLaughlin (Penske), Scott Dixon (Ganassi) e Josef Newgarden (Penske). McLaughlin, che nel primo stint era intorno alla quinta posizione, ha fatto overcut su un buon numero di piloti trovandosi in testa inseguito da RoGro, quando c'è stata una breve caution provocata da un testacoda di Conor Daly (Carpenter) che poi risulta avere regolarmente proseguito la gara. Pare che il testacoda sia stato provocato da un lieve contatto con un'altra vettura. Al restart frattanto c'è stato un accenno di duello McLaughlin/ Grosjean e O'Ward/ Ericsson.
Si è trattato solo di un accenno dato che c'è stato un gran botto: Rinus Veekay (Carpenter) è finito contro una barriera di pneumatici, Jack Harvey (Rahal) l'ha colpito di striscio e Kyle Kirkwood (Andretti) ha cozzato contro quest'ultimo prendendo il volo e ricadendo a terra al di là della vettura di Kirkwood. Il restart dopo questo incidente è stato esattamente a metà percorrenza e Dixon ha strappato la quarta posizione a Ericsson, mentre Herta è stato mandato a muro da un contatto con Will Power (Penske) e la sua gara è finita lì. Risulta ritirato poco più tardi Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), mentre per il resto la gara è proseguita normalmente, con il secondo stint che veniva completato. Grosjean è rientrato ai box un giro prima rispetto a McLaughlin, frattanto alle spalle di Augustin Canapino (Juncos) ormai sul punto di essere doppiato, un po' in mezzo in stile Esteban Gutierrez.
McLaughlin ha mantenuto la posizione nei confronti di Grosjean per un soffio, ma l'ex pilota di Formula 1 aveva la velocità per prendersela. A ripensarci, sarebbe stata una bella storia di riscatto personale se la sua prima vittoria in Indycar fosse arrivata proprio nello stesso giorno in cui si svolgeva anche il GP del Bahrein. Le belle storie, però, a volte esistono soltanto nei nostri sogni e McLaughlin e Grosjean hanno cozzato l'uno contro l'altro e sono finiti entrambi contro la barriera di pneumatici. Romain, un tempo principale rivale di Sebastian Vettel per il numero di "f*ck" pronunciati, è sceso dalla vettura e si è messo a imprecare. La sua gara e i suoi sogni di vittoria erano ormai finiti. McLaughlin se la passava un po' meglio, nel senso che la sua gara non è terminata lì, ma dietro la safety car è stato rimesso in strada e ha proseguito, anche se ormai a una tornata di ritardo dal nuovo leader.
Il nuovo leader era O'Ward, seguito da Ericsson e Dixon, quando eravamo ormai a tre quarti di gara. Alexander Rossi, su Arrows McLaren, era terzo, mentre completava la top-5 Callum Ilott. Il pilota del team Juncos si trovava intorno alla ventesima piazza nelle prime fasi della gara. Non se la stava passando male. Chi invece se la passava peggio è stato in seguito Newgarden: mancavano ormai sei giri alla conclusione quando dal posteriore della sua vettura hanno iniziato a uscire delle fiamme poco promettenti, che l'hanno costretto a dirigersi verso la pitlane e a ritirarsi. Ormai solo sedici vetture erano presenti in pista e a pensarci sedici non sarebbero neanche poche, complice il fatto che la griglia quest'anno sia piuttosto estesa: c'erano ben ventisette piloti presenti in pista al via. Anzi, quindici superstiti: pare che Robb si sia fermato proprio in quei frangenti.
Torniamo alle storie di riscatto, perché la gara non era ancora finita. Non potevamo avere una vittoria di Grosjean, che ormai era fuori dai giochi, e tutto ciò che ci rimaneva per consolarci erano i meme a proposito di Grosjean ed Ericsson, quello SkArS0 che rubava il volante in Formula 1 a piloti competitivi e che adesso vive di stent-... ah no, non vive di stenti, è un eroe in qualità di vincitore della passata Indy 500. A tre giri dalla fine ha superato O'Ward e si è portato in testa, andando a vincere, mentre Dixon, Rossi e Ilott completavano i primi cinque, precedendo Graham Rahal (Rahal). Will Power ha terminato settimo davanti ad Alex Palou (Ganassi), Christian Lundgaard (Rahal) e David Malukas (Coyne). Il debuttante Marcus Ericsson (Ganassi) ha finito undicesimo, con Canapino ultimo pilota a pieni giri, mentre McLaughlin, Daly e Kirkwood hanno concluso doppiati.
Mentre Grosjean è rimasto leader per tutto il primo stint, in seconda posizione si sono avvicendati Colton Herta (Andretti) e Pato O'Ward (Arrow McLaren), con Herta primo dei top driver a rientrare ai box, cosa che gli è costata una posizione nei confronti di Marcus Ericsson (Ganassi). Alcuni piloti sono andati più a lungo rispetto alla media, tra loro Scott McLaughlin (Penske), Scott Dixon (Ganassi) e Josef Newgarden (Penske). McLaughlin, che nel primo stint era intorno alla quinta posizione, ha fatto overcut su un buon numero di piloti trovandosi in testa inseguito da RoGro, quando c'è stata una breve caution provocata da un testacoda di Conor Daly (Carpenter) che poi risulta avere regolarmente proseguito la gara. Pare che il testacoda sia stato provocato da un lieve contatto con un'altra vettura. Al restart frattanto c'è stato un accenno di duello McLaughlin/ Grosjean e O'Ward/ Ericsson.
Si è trattato solo di un accenno dato che c'è stato un gran botto: Rinus Veekay (Carpenter) è finito contro una barriera di pneumatici, Jack Harvey (Rahal) l'ha colpito di striscio e Kyle Kirkwood (Andretti) ha cozzato contro quest'ultimo prendendo il volo e ricadendo a terra al di là della vettura di Kirkwood. Il restart dopo questo incidente è stato esattamente a metà percorrenza e Dixon ha strappato la quarta posizione a Ericsson, mentre Herta è stato mandato a muro da un contatto con Will Power (Penske) e la sua gara è finita lì. Risulta ritirato poco più tardi Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), mentre per il resto la gara è proseguita normalmente, con il secondo stint che veniva completato. Grosjean è rientrato ai box un giro prima rispetto a McLaughlin, frattanto alle spalle di Augustin Canapino (Juncos) ormai sul punto di essere doppiato, un po' in mezzo in stile Esteban Gutierrez.
McLaughlin ha mantenuto la posizione nei confronti di Grosjean per un soffio, ma l'ex pilota di Formula 1 aveva la velocità per prendersela. A ripensarci, sarebbe stata una bella storia di riscatto personale se la sua prima vittoria in Indycar fosse arrivata proprio nello stesso giorno in cui si svolgeva anche il GP del Bahrein. Le belle storie, però, a volte esistono soltanto nei nostri sogni e McLaughlin e Grosjean hanno cozzato l'uno contro l'altro e sono finiti entrambi contro la barriera di pneumatici. Romain, un tempo principale rivale di Sebastian Vettel per il numero di "f*ck" pronunciati, è sceso dalla vettura e si è messo a imprecare. La sua gara e i suoi sogni di vittoria erano ormai finiti. McLaughlin se la passava un po' meglio, nel senso che la sua gara non è terminata lì, ma dietro la safety car è stato rimesso in strada e ha proseguito, anche se ormai a una tornata di ritardo dal nuovo leader.
Il nuovo leader era O'Ward, seguito da Ericsson e Dixon, quando eravamo ormai a tre quarti di gara. Alexander Rossi, su Arrows McLaren, era terzo, mentre completava la top-5 Callum Ilott. Il pilota del team Juncos si trovava intorno alla ventesima piazza nelle prime fasi della gara. Non se la stava passando male. Chi invece se la passava peggio è stato in seguito Newgarden: mancavano ormai sei giri alla conclusione quando dal posteriore della sua vettura hanno iniziato a uscire delle fiamme poco promettenti, che l'hanno costretto a dirigersi verso la pitlane e a ritirarsi. Ormai solo sedici vetture erano presenti in pista e a pensarci sedici non sarebbero neanche poche, complice il fatto che la griglia quest'anno sia piuttosto estesa: c'erano ben ventisette piloti presenti in pista al via. Anzi, quindici superstiti: pare che Robb si sia fermato proprio in quei frangenti.
Torniamo alle storie di riscatto, perché la gara non era ancora finita. Non potevamo avere una vittoria di Grosjean, che ormai era fuori dai giochi, e tutto ciò che ci rimaneva per consolarci erano i meme a proposito di Grosjean ed Ericsson, quello SkArS0 che rubava il volante in Formula 1 a piloti competitivi e che adesso vive di stent-... ah no, non vive di stenti, è un eroe in qualità di vincitore della passata Indy 500. A tre giri dalla fine ha superato O'Ward e si è portato in testa, andando a vincere, mentre Dixon, Rossi e Ilott completavano i primi cinque, precedendo Graham Rahal (Rahal). Will Power ha terminato settimo davanti ad Alex Palou (Ganassi), Christian Lundgaard (Rahal) e David Malukas (Coyne). Il debuttante Marcus Ericsson (Ganassi) ha finito undicesimo, con Canapino ultimo pilota a pieni giri, mentre McLaughlin, Daly e Kirkwood hanno concluso doppiati.
lunedì 6 marzo 2023
Formula 1 2023: #1 Gran Premio del Bahrein // il commento del lunedì
Carissimi lettori, salutandovi cordialmente vi informo che per questa stagione i commenti ai gran premi saranno gestiti diversamente rispetto al passato. Come alcuni di voi sapranno, amministro il forum F1 Grand Chelem sul quale la domenica dopo la gara (diciamo dopo la differita) scrivo una cronaca del weekend, cercando nei limiti del possibile di essere più accurata che posso. Come forse capirete, questo doppio lavoro di scrivere sia una cronaca sia un commento ironico tende a diventare un po' ridondante, specie all'aumentare dei gran premi stagionali. L'idea sarebbe quindi, per il blog, di accorpare la cronaca scritta per il forum (dopotutto si tratta di un testo mio, e in passato pubblicavo sia sul forum sia sul blog anche la cronaca) con qualche breve riflessione ironica/ qualche dialogo immaginario/ qualche riflessione sul fanbase/ qualche trollata tipica dei miei commenti ai gran premi (e nel mondo ideale ciò dovrebbe accadere di lunedì): diciamo che si tratta di un'opera derivata da una mia stessa opera! Spero che possiate apprezzare, o quantomeno non disprezzare, quindi procediamo con il primo gran premio della stagione, che si è svolto a Sakhir (e purtroppo non sulla versione outer).
CRONACA - Bahrein, weekend del 5 marzo, prima prova del mondiale di Formula 1 2023. Dopo un venerdì di hype per la Aston Martin portata talvolta in testa alla classifica nelle prove libere da Fernando Alonso e al contempo preoccupazione per Lance Stroll che guida a due settimane di distanza da una frattura scomposta a un polso riportata in una caduta in bicicletta e un relativo intervento chirurgico, con danni minori anche all'altro polso, giunge il momento della verità con le qualifiche.
In una situazione in cui sembra esserci poco gap tra la vetta e il fondo della griglia e soprattutto valori molto vicini nella seconda parte della griglia, Max Verstappen va a ottenere la pole accanto al compagno di squadra, seguiti dalle due Ferrari. Charles Leclerc ha rinunciato all'ultimo tentativo per risparmiare un set di gomme. Seguono Alonso e le Mercedes, se non fosse per le condizioni di Stroll forse si potrebbe puntare a coppie definite sulla griglia.
Sorprende Nico Hulkenberg, di ritorno full time con la Haas, che centra la top-ten, mentre tra i debuttanti (De Vries in Alpha Tauri, Logan Sargeant in Williams, Oscar Piastri in McLaren) chi meglio figura in rapporto al compagno di squadra è Sargeant, in una griglia così composta:
1^ fila: Verstappen - Perez
2^ fila: Leclerc - Sainz
3^ fila: Alonso - Russell
4^ fila: Hamilton - Stroll
5^ fila: Ocon - Hulkenberg
6^ fila: Norris - Bottas
7^ fila: Zhou - Tsunoda
8^ fila: Albon - Sargeant
9^ fila: Magnussen - Piastri
10^ fila: De Vries - Gasly
La gara prevede 57 giri e inizia con Verstappen che mantiene la testa e Leclerc e Perez che lottano per la seconda posizione. La spunta Leclerc, nelle prime quattro posizioni troviamo Redbull/ Ferrari/ Redbull/ Ferrari mentre si accodano le Mercedes di Lewis Hamilton e George Russell approfittando di una partenza non eccezionale di Alonso che poi si ritrova colpito da dietro da Stroll. Le due Aston Martin si ritrovano settima e ottava dopo che Bottas ha occupato brevemente l'ottavo posto. Il pilota Alfa Romeo si trova nel primo stint nono davanti alla Alpine (con speciale livrea rosa nei primi tre gran premi) di Ocon, il quale non ben posizionato in griglia verrà in seguito penalizzato di cinque secondi.
Nonostante Russell sia il primo ad avere problemi di degrado gomme, tanto che Alonso gli si avvicina, è Hamilton il primo dei top driver a rientrare ai box al 13° giro, mentre dopo un acceso duello con Russell, Alonso si prende la posizione. Un giro più tardi si fermano le Ferrari e Russell, quello dopo ancora Verstappen, mentre prosegue più a lungo Perez. A soste completate, non cambiano le posizioni dei primi otto, inoltre sono passati tutti da gomme soft a gomme hard, eccetto i piloti Redbull che anche in questo stint sono sulle soft. Al 26° giro, Perez riesce a superare Leclerc e si porta in seconda posizione, iniziando a staccarlo.
Hamilton si ferma al 31° giro, imitato una tornata più tardi da Sainz e Russell. Si fermano successivamente Leclerc, Alonso, Perez e poi le Redbull. Stavolta passano tutti alle gomme hard. Dopo questo secondo giro di soste, Russell si ritrova ottavo alle spalle di Stroll. Alonso invece è molto vicino a Hamilton e tra i due c'è un acceso duello. Al 37° c'è un primo tentativo, che tuttavia fallisce, ma Alonso rimane incollato agli scarichi della Mercedes e un giro più tardi lo passa e i due iniziano ad avvicinarsi a Sainz.
Al 41° giro Leclerc si ritira per un guasto al motore e parcheggia in una via di fuga il che provoca una breve virtuao safety car. È il secondo pilota ad abbandonare la gara dopo Piastri ai box al termine del primo stint e sarà seguito da Ocon che fino a quel momento ha collezionato penalità: una per un errore del team nello scontare quella precedente, una per eccesso di velocità in pitlane... Sainz nel frattempo gira più lentamente del duo che lo insegue e al 45° giro subisce il sorpasso di Alonso che quindi dopo quest'altro duello si porta terzo in zona podio. Hamilton in un primo momento è in zona DRS, ma Sainz riesce ad allungare e mantiene la quarta posizione.
Dietro ai primi sette, il best of the rest è Bottas che chiude ottavo, mentre Gasly partito ultimo risale fino al nono posto. Una Williams decisamente da midfield completa la zona punti con Albon, mentre la McLaren è in netta difficoltà: l'unica che arriva al traguardo è quella di Norris, che ha avuto problemi, verso fine gara prende quasi un minuto dal penultimo, Hulkenberg, che in precedenza era stato costretto a sostituire l'ala anteriore danneggiata in un contatto, poi sia lui sia Zhou rientrano ai box verso fine gara: per tentare il giro veloce, cosa che a Zhou riesce strappandolo a Gasly. [MILLY SUNSHINE (C) - cronaca per il forum F1 Grand Chelem]
RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Sergio Perez (Redbull), 3. Fernando Alonso (Aston Martin), 4. Carlos Sainz (Ferrari), 5. Lewis Hamilton (Mercedes), 6. Lance Stroll (Aston Martin), 7. George Russell (Mercedes), 8. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 9. Pierre Gasly (Alpine), 10. Alex Albon (Williams), 11. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 12. Logan Sargeant (Williams), 13. Kevin Magnussen (Haas), 14. Nyck De Vries (Alpha Tauri), 15. Nico Hulkenberg (Haas), 16. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 17. Lando Norris (McLaren), Rit. Esteban Ocon (Alpine), Rit. Charles Leclerc (Ferrari), Rit. Oscar Piastri (McLaren).
RIFLESSIONI SEMISERIE DEL LUNEDÌ - vi è mai capitato che ci fosse quel pilota che in passato digerivate a fatica, nei confronti del quale vi atteggiate attualmente in modo neutrale, che di colpo potrebbe sembrarvi la scheggia impazzita che va a rimescolare carte che altrimenti sembrerebbero fin troppo statiche? Ecco, mi viene da pensare, dopo una sinfonia bovina che non lascia spazio al pensiero si un mondiale combattuto, che almeno se ogni tanto il Divino Ferni, senza alcuna pretesa, riuscisse a battagliare con quelli là davanti giusto per trollarli un po', magari ci potrebbe essere spazio per qualcosa di divertente.
Anni e anni passati a lottare per posizioni di midfield sembrano avergli tolto quell'atteggiamento riflessivo e pacato che aveva quella sera nel deserto dietro a Vitaly Petrov e sembra al momento il soggetto più propenso a fare a ruotate con qualsiasi forma vivente gli capiti a tiro. Non si tira indietro né di fronte a vecchi nemici (in pista, fuori sembra che gli Hamonso siano portati a fare comunella, forse a consolare il Gangster Rapper dopo che Sebastian Vettel ha "lasciato questo mondo"), né a piccoli fanboy che lo guardano con gli occhi sognanti, al cospetto di Verstappino mi immagino una scena di questo tipo:
"Cosa ci fai qui su una Force India dipinta di verde, V3KkYaCçY0?"
"Rubo a voi bimbi i biberon che un tempo rubavate ai vostri compagni di squadra."
"Ehi, perché mi prendi a ruotate? Non c'è bisogno di essere così villano solo per dirmi che non avrei dovuto rubare i biberon a Carlito."
"Invece hai fatto benissimo, se lo meritava. Il punto è che ti prendo a ruotate solo perché ho voglia di prenderti a ruotate e inculcarti nella testa qualche concetto sano. Del tipo che a volte chi non ha mai vinto il terzo titolo ce l'ha enormehhhh. Sei sicuro di non volere barattare il mondiale che insegui con un DRS di dimensioni colossali?"
Mi immagino Verstappino triggerato che poi per manifesta superiorità della propria monoposto fugge e se ne va, ma che momento ad alta tensione potrebbe essere, altro che vedere l'apprendista vampiro che porta via il giro veloce al Pokemon! Tra parentesi, è stato un momento esilarante, lo si è quasi sentito ruggire come un Bottas qualsiasi mentre mostra il fondoschiena al vento.
Passando oltre, una volta finito il weekend l'hype per l'Aston Martin non sembra neanche più così esagerato, se confrontato all'hype per la Ferrari fin dal giorno in cui è stata presentata la nuova monoposto: l'Aston Martin è una Force India e ha fatto podio, la Ferrari doveva essere la risposta alla Redbull e ha finito con un motore rotto e un hulkenbergesimo posto. Chi ben comincia...
Vorrei inoltre spezzare una lancia a favore di Strollino. Premetto che non sono stata molto convinta del via libera - dettato in prevalenza dal pericolo che potrebbe rappresentare per se stesso un pilota che fatica a uscire da una monoposto in caso la macchina prendesse fuoco per un guasto al motore e non ci fosse un pronto intervento degli addetti - ma gli va sicuramente dato atto della prestazione, anche se questo significa notare che ha battuto Russell e tutte le sue -L. Se avesse battuto Hamilton, con Russell decisamente più avanti, il Prosciuttello sarebbe stato trattato come un vecchio bollito. Per fortuna per il momento ha avuto a che vedere solo con Alonso, quindi siamo ancora in fase di esaltazione per un 2007 2.0, anche se non sono più compagni di squadra. Toto Wolff nel frattempo è stato immortalato con l'aria accigliata e Mick Schumacher sempre al suo fianco come un toyboy nei pressi del suo daddy.
Cos'altro dire? Ah, già, credo che a questo punto sia doveroso menzionare il TG1. Visto il gap tra la gara (h.16,00 ora italiana) e la sua trasmissione in differita su TV8 (h.21,30) ho optato per un lungo tentativo si evitare gli spoiler. Non è stato difficile: niente social, niente ultime notizie, nulla di nulla. Ce l'avevo quasi fatta, ma c'è stato un piccolo intoppo, rappresentato dal TG1, che per abitudine i miei genitori guardano ogni sera a cena. Il TG1 dedica pochissimo spazio alla Formula 1, capita una volta ogni secolo ormai... e guess what? In ogni caso hanno menzionato la doppietta Redbull, il ritiro di Leclerc e il quarto posto di Sainz, un po' come se non esistesse un terzo classificato. Siccome conosco i miei polli, ho iniziato ad avere sospetti su tre nomi specifici. Iniziato l'ultimo stint, i due papabili rimasti sono diventati solo uno. Se non altro è consolatorio sapere che in Arabia Saudita si corre più tardi e, a qualunque ora mettano la differita, la gara dovrebbe essere appena finita nel momento del telegiornale, quindi la Formula 1 tornerà nella sua solita terra di nessuno.
CRONACA - Bahrein, weekend del 5 marzo, prima prova del mondiale di Formula 1 2023. Dopo un venerdì di hype per la Aston Martin portata talvolta in testa alla classifica nelle prove libere da Fernando Alonso e al contempo preoccupazione per Lance Stroll che guida a due settimane di distanza da una frattura scomposta a un polso riportata in una caduta in bicicletta e un relativo intervento chirurgico, con danni minori anche all'altro polso, giunge il momento della verità con le qualifiche.
In una situazione in cui sembra esserci poco gap tra la vetta e il fondo della griglia e soprattutto valori molto vicini nella seconda parte della griglia, Max Verstappen va a ottenere la pole accanto al compagno di squadra, seguiti dalle due Ferrari. Charles Leclerc ha rinunciato all'ultimo tentativo per risparmiare un set di gomme. Seguono Alonso e le Mercedes, se non fosse per le condizioni di Stroll forse si potrebbe puntare a coppie definite sulla griglia.
Sorprende Nico Hulkenberg, di ritorno full time con la Haas, che centra la top-ten, mentre tra i debuttanti (De Vries in Alpha Tauri, Logan Sargeant in Williams, Oscar Piastri in McLaren) chi meglio figura in rapporto al compagno di squadra è Sargeant, in una griglia così composta:
1^ fila: Verstappen - Perez
2^ fila: Leclerc - Sainz
3^ fila: Alonso - Russell
4^ fila: Hamilton - Stroll
5^ fila: Ocon - Hulkenberg
6^ fila: Norris - Bottas
7^ fila: Zhou - Tsunoda
8^ fila: Albon - Sargeant
9^ fila: Magnussen - Piastri
10^ fila: De Vries - Gasly
La gara prevede 57 giri e inizia con Verstappen che mantiene la testa e Leclerc e Perez che lottano per la seconda posizione. La spunta Leclerc, nelle prime quattro posizioni troviamo Redbull/ Ferrari/ Redbull/ Ferrari mentre si accodano le Mercedes di Lewis Hamilton e George Russell approfittando di una partenza non eccezionale di Alonso che poi si ritrova colpito da dietro da Stroll. Le due Aston Martin si ritrovano settima e ottava dopo che Bottas ha occupato brevemente l'ottavo posto. Il pilota Alfa Romeo si trova nel primo stint nono davanti alla Alpine (con speciale livrea rosa nei primi tre gran premi) di Ocon, il quale non ben posizionato in griglia verrà in seguito penalizzato di cinque secondi.
Nonostante Russell sia il primo ad avere problemi di degrado gomme, tanto che Alonso gli si avvicina, è Hamilton il primo dei top driver a rientrare ai box al 13° giro, mentre dopo un acceso duello con Russell, Alonso si prende la posizione. Un giro più tardi si fermano le Ferrari e Russell, quello dopo ancora Verstappen, mentre prosegue più a lungo Perez. A soste completate, non cambiano le posizioni dei primi otto, inoltre sono passati tutti da gomme soft a gomme hard, eccetto i piloti Redbull che anche in questo stint sono sulle soft. Al 26° giro, Perez riesce a superare Leclerc e si porta in seconda posizione, iniziando a staccarlo.
Hamilton si ferma al 31° giro, imitato una tornata più tardi da Sainz e Russell. Si fermano successivamente Leclerc, Alonso, Perez e poi le Redbull. Stavolta passano tutti alle gomme hard. Dopo questo secondo giro di soste, Russell si ritrova ottavo alle spalle di Stroll. Alonso invece è molto vicino a Hamilton e tra i due c'è un acceso duello. Al 37° c'è un primo tentativo, che tuttavia fallisce, ma Alonso rimane incollato agli scarichi della Mercedes e un giro più tardi lo passa e i due iniziano ad avvicinarsi a Sainz.
Al 41° giro Leclerc si ritira per un guasto al motore e parcheggia in una via di fuga il che provoca una breve virtuao safety car. È il secondo pilota ad abbandonare la gara dopo Piastri ai box al termine del primo stint e sarà seguito da Ocon che fino a quel momento ha collezionato penalità: una per un errore del team nello scontare quella precedente, una per eccesso di velocità in pitlane... Sainz nel frattempo gira più lentamente del duo che lo insegue e al 45° giro subisce il sorpasso di Alonso che quindi dopo quest'altro duello si porta terzo in zona podio. Hamilton in un primo momento è in zona DRS, ma Sainz riesce ad allungare e mantiene la quarta posizione.
Dietro ai primi sette, il best of the rest è Bottas che chiude ottavo, mentre Gasly partito ultimo risale fino al nono posto. Una Williams decisamente da midfield completa la zona punti con Albon, mentre la McLaren è in netta difficoltà: l'unica che arriva al traguardo è quella di Norris, che ha avuto problemi, verso fine gara prende quasi un minuto dal penultimo, Hulkenberg, che in precedenza era stato costretto a sostituire l'ala anteriore danneggiata in un contatto, poi sia lui sia Zhou rientrano ai box verso fine gara: per tentare il giro veloce, cosa che a Zhou riesce strappandolo a Gasly. [MILLY SUNSHINE (C) - cronaca per il forum F1 Grand Chelem]
RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Sergio Perez (Redbull), 3. Fernando Alonso (Aston Martin), 4. Carlos Sainz (Ferrari), 5. Lewis Hamilton (Mercedes), 6. Lance Stroll (Aston Martin), 7. George Russell (Mercedes), 8. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 9. Pierre Gasly (Alpine), 10. Alex Albon (Williams), 11. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 12. Logan Sargeant (Williams), 13. Kevin Magnussen (Haas), 14. Nyck De Vries (Alpha Tauri), 15. Nico Hulkenberg (Haas), 16. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 17. Lando Norris (McLaren), Rit. Esteban Ocon (Alpine), Rit. Charles Leclerc (Ferrari), Rit. Oscar Piastri (McLaren).
RIFLESSIONI SEMISERIE DEL LUNEDÌ - vi è mai capitato che ci fosse quel pilota che in passato digerivate a fatica, nei confronti del quale vi atteggiate attualmente in modo neutrale, che di colpo potrebbe sembrarvi la scheggia impazzita che va a rimescolare carte che altrimenti sembrerebbero fin troppo statiche? Ecco, mi viene da pensare, dopo una sinfonia bovina che non lascia spazio al pensiero si un mondiale combattuto, che almeno se ogni tanto il Divino Ferni, senza alcuna pretesa, riuscisse a battagliare con quelli là davanti giusto per trollarli un po', magari ci potrebbe essere spazio per qualcosa di divertente.
Anni e anni passati a lottare per posizioni di midfield sembrano avergli tolto quell'atteggiamento riflessivo e pacato che aveva quella sera nel deserto dietro a Vitaly Petrov e sembra al momento il soggetto più propenso a fare a ruotate con qualsiasi forma vivente gli capiti a tiro. Non si tira indietro né di fronte a vecchi nemici (in pista, fuori sembra che gli Hamonso siano portati a fare comunella, forse a consolare il Gangster Rapper dopo che Sebastian Vettel ha "lasciato questo mondo"), né a piccoli fanboy che lo guardano con gli occhi sognanti, al cospetto di Verstappino mi immagino una scena di questo tipo:
"Cosa ci fai qui su una Force India dipinta di verde, V3KkYaCçY0?"
"Rubo a voi bimbi i biberon che un tempo rubavate ai vostri compagni di squadra."
"Ehi, perché mi prendi a ruotate? Non c'è bisogno di essere così villano solo per dirmi che non avrei dovuto rubare i biberon a Carlito."
"Invece hai fatto benissimo, se lo meritava. Il punto è che ti prendo a ruotate solo perché ho voglia di prenderti a ruotate e inculcarti nella testa qualche concetto sano. Del tipo che a volte chi non ha mai vinto il terzo titolo ce l'ha enormehhhh. Sei sicuro di non volere barattare il mondiale che insegui con un DRS di dimensioni colossali?"
Mi immagino Verstappino triggerato che poi per manifesta superiorità della propria monoposto fugge e se ne va, ma che momento ad alta tensione potrebbe essere, altro che vedere l'apprendista vampiro che porta via il giro veloce al Pokemon! Tra parentesi, è stato un momento esilarante, lo si è quasi sentito ruggire come un Bottas qualsiasi mentre mostra il fondoschiena al vento.
Passando oltre, una volta finito il weekend l'hype per l'Aston Martin non sembra neanche più così esagerato, se confrontato all'hype per la Ferrari fin dal giorno in cui è stata presentata la nuova monoposto: l'Aston Martin è una Force India e ha fatto podio, la Ferrari doveva essere la risposta alla Redbull e ha finito con un motore rotto e un hulkenbergesimo posto. Chi ben comincia...
Vorrei inoltre spezzare una lancia a favore di Strollino. Premetto che non sono stata molto convinta del via libera - dettato in prevalenza dal pericolo che potrebbe rappresentare per se stesso un pilota che fatica a uscire da una monoposto in caso la macchina prendesse fuoco per un guasto al motore e non ci fosse un pronto intervento degli addetti - ma gli va sicuramente dato atto della prestazione, anche se questo significa notare che ha battuto Russell e tutte le sue -L. Se avesse battuto Hamilton, con Russell decisamente più avanti, il Prosciuttello sarebbe stato trattato come un vecchio bollito. Per fortuna per il momento ha avuto a che vedere solo con Alonso, quindi siamo ancora in fase di esaltazione per un 2007 2.0, anche se non sono più compagni di squadra. Toto Wolff nel frattempo è stato immortalato con l'aria accigliata e Mick Schumacher sempre al suo fianco come un toyboy nei pressi del suo daddy.
Cos'altro dire? Ah, già, credo che a questo punto sia doveroso menzionare il TG1. Visto il gap tra la gara (h.16,00 ora italiana) e la sua trasmissione in differita su TV8 (h.21,30) ho optato per un lungo tentativo si evitare gli spoiler. Non è stato difficile: niente social, niente ultime notizie, nulla di nulla. Ce l'avevo quasi fatta, ma c'è stato un piccolo intoppo, rappresentato dal TG1, che per abitudine i miei genitori guardano ogni sera a cena. Il TG1 dedica pochissimo spazio alla Formula 1, capita una volta ogni secolo ormai... e guess what? In ogni caso hanno menzionato la doppietta Redbull, il ritiro di Leclerc e il quarto posto di Sainz, un po' come se non esistesse un terzo classificato. Siccome conosco i miei polli, ho iniziato ad avere sospetti su tre nomi specifici. Iniziato l'ultimo stint, i due papabili rimasti sono diventati solo uno. Se non altro è consolatorio sapere che in Arabia Saudita si corre più tardi e, a qualunque ora mettano la differita, la gara dovrebbe essere appena finita nel momento del telegiornale, quindi la Formula 1 tornerà nella sua solita terra di nessuno.
Etichette:
##Aston Martin,
##Ferrari,
##Redbull,
#Carlos Sainz Jr,
#Charles Leclerc,
#Fernando Alonso,
#Lance Stroll,
#Max Verstappen,
Commenti ai GP,
F1 stagione 2023,
GP Bahrein
sabato 4 marzo 2023
04.03.2001: un tragico GP d'Australia
Sabato 4 marzo 2023, oggi sarà giornata di qualifiche in Bahrein, ma vi porterò in questo post in viaggio nel passato, a ventidue anni fa, la domenica in cui per la prima volta, al volante di una Minardi, il diciannovenne Fernando Alonso si trovava sulla griglia di partenza di un gran premio di Formula 1. Era in buona compagnia: in quel fine settimana facevano il proprio debutto anche Kimi Raikkonen su Sauber e Juan Pablo Montoya su Williams. Frattanto, dopo la vittoria di titolo piloti (dopo ventun anni) e costruttori, la Ferrari iniziava bene la stagione mettendo entrambe le proprie vetture in prima fila con Michael Schumacher in pole position e Rubens Barrichello al suo fianco.
Il circuito era l'Albert Park, che dal 1996 apriva il mondiale come primo evento stagionale, tradizione che sarebbe proseguita inalterata negli anni a venire, per poi essere ultimamente spesso e volentieri rimpiazzato dal Bahrein come primo gran premio dell'anno. Sarebbe stata una gara da ricordare... e purtroppo non in positivo.
Se M.Schumacher ha mantenuto la posizione al via, Barrichello invece ne ha persr alcune e Mika Hakkinen su McLaren si è installato in seconda posizione. Rubinho ha tentato la rimonta, superando la Williams di Ralf Schumacher approfittando del fatto che avesse messo le ruote sull'erba, ma finendo poi per speronare la Jordan di Heinz-Harald Frentzen, facendolo scivolare nelle retrovie e costringendolo a una lunga rimonta dalle ultime posizioni.
Barrichello si è comunque portato terzo (era un'epoca in cui le penalità per incidenti in gara venivano applicate solo in casi gravi o in caso di piloti che innescavano incidenti troppo di frequente), mentre dietro di lui c'erano la McLaren di David Coulthard e la Jordan di Jarno Trulli. R.Schumacher era sesto dopo il suo svarione, a "leaderare" un trenino compatto nel quale la vettura seguente era la B.A.R. di Jacques Villeneuve.
Poi è arrivato il 5° giro ed è arrivata quell'improvvisa frenata di Ralf. Villeneuve ha cozzato contro il posteriore della Williams, alzandosi in volo, una dinamica che ricorda un po' quella di Fernando Alonso con Esteban Gutierrez sempre in Australia parecchi anni più tardi, all'inizio del mondiale 2016.
La B.A.R. ha terminato il proprio volo contro un muro, la gara della Williams è terminata nella sabbia. I due piloti ne sono usciti entrambi illesi, ma fin da subito è stato chiaro che un commissario fosse rimasto gravemente ferito. Mentre entravano i mezzi di soccorso, la gara è proseguita a lungo dietro la safety car. Solo dopo la fine del gran premio è stato riportato che l'uomo, tale Graham Beveridge, era morto a causa di un trauma cranico dopo essere stato colpito da una ruota, dinamica molto simile a quella già vista solo pochi mesi prima a Monza, dove già era morto un commissario di percorso.
La gara ha successivamente visto M.Schumacher mantenere la leadership fino alla fine, giri di pitstop esclusi. Hakkinen, alle sue spalle, invece poco prima di metà gara ha visto la propria gara anzitempo a causa della rottura di una sospensione ed è andato a sbattere violentemente contro le barriere, incidente che ricordava vagamente per dinamica quello in cui era rimasto gravemente ferito ad Adelaide nel 1995.
Hakkinen ha in seguito rivelato che proprio quell'incidente è stato ciò che ha innescato la sua decisione di ritirarsi. Ha in seguito comunicato a Ron Dennis la sua intenzione di lasciare a fine stagione nel corso del weekend del GP di Montecarlo e poi, in vista del GP d'Italia diversi mesi dopo ha diffuso una versione ufficiale molto edulcorata nella quale non parlava di ritiro, bensì della scelta di prendersi un anno di pausa dalle competizioni, ma questa è un'altra storia.
Torniamo alla gara e andiamo a occuparci del secondo gradino del podio: avevamo lasciato Barrichello davanti a Coulthard, ma a soste ultimate era David a stare davanti, Rubinho ha dovuto accontentarsi della terza piazza. Montoya, invece, che a inizio gara aveva vagato per prati perdendo posizioni e poi aveva rimontato arrivando a un certo punto a occupare posizioni interessanti, è stato messo out da un problema al motore.
Dopo il ritiro di Trulli a causa di un guasto, è risalito al quarto posto Olivier Panis sulla B.A.R. superstite, posizione conservata fino al traguardo ma persa per una penalità dovuta a un sorpasso con bandiere gialle(?) che l'ha fatto slittare settimo. Sono risaliti quindi Nick Heidfeld sulla Sauber e anche H.H. Frentzen che contro il concittadino Heidfeld ha anche duellato nel corso della gara. A sorpresa, al sesto posto, ha chiuso il debuttante Raikkonen, mettendo fine alle polemiche legate alla sua scarsa esperienza.
Il circuito era l'Albert Park, che dal 1996 apriva il mondiale come primo evento stagionale, tradizione che sarebbe proseguita inalterata negli anni a venire, per poi essere ultimamente spesso e volentieri rimpiazzato dal Bahrein come primo gran premio dell'anno. Sarebbe stata una gara da ricordare... e purtroppo non in positivo.
Se M.Schumacher ha mantenuto la posizione al via, Barrichello invece ne ha persr alcune e Mika Hakkinen su McLaren si è installato in seconda posizione. Rubinho ha tentato la rimonta, superando la Williams di Ralf Schumacher approfittando del fatto che avesse messo le ruote sull'erba, ma finendo poi per speronare la Jordan di Heinz-Harald Frentzen, facendolo scivolare nelle retrovie e costringendolo a una lunga rimonta dalle ultime posizioni.
Barrichello si è comunque portato terzo (era un'epoca in cui le penalità per incidenti in gara venivano applicate solo in casi gravi o in caso di piloti che innescavano incidenti troppo di frequente), mentre dietro di lui c'erano la McLaren di David Coulthard e la Jordan di Jarno Trulli. R.Schumacher era sesto dopo il suo svarione, a "leaderare" un trenino compatto nel quale la vettura seguente era la B.A.R. di Jacques Villeneuve.
Poi è arrivato il 5° giro ed è arrivata quell'improvvisa frenata di Ralf. Villeneuve ha cozzato contro il posteriore della Williams, alzandosi in volo, una dinamica che ricorda un po' quella di Fernando Alonso con Esteban Gutierrez sempre in Australia parecchi anni più tardi, all'inizio del mondiale 2016.
La B.A.R. ha terminato il proprio volo contro un muro, la gara della Williams è terminata nella sabbia. I due piloti ne sono usciti entrambi illesi, ma fin da subito è stato chiaro che un commissario fosse rimasto gravemente ferito. Mentre entravano i mezzi di soccorso, la gara è proseguita a lungo dietro la safety car. Solo dopo la fine del gran premio è stato riportato che l'uomo, tale Graham Beveridge, era morto a causa di un trauma cranico dopo essere stato colpito da una ruota, dinamica molto simile a quella già vista solo pochi mesi prima a Monza, dove già era morto un commissario di percorso.
La gara ha successivamente visto M.Schumacher mantenere la leadership fino alla fine, giri di pitstop esclusi. Hakkinen, alle sue spalle, invece poco prima di metà gara ha visto la propria gara anzitempo a causa della rottura di una sospensione ed è andato a sbattere violentemente contro le barriere, incidente che ricordava vagamente per dinamica quello in cui era rimasto gravemente ferito ad Adelaide nel 1995.
Hakkinen ha in seguito rivelato che proprio quell'incidente è stato ciò che ha innescato la sua decisione di ritirarsi. Ha in seguito comunicato a Ron Dennis la sua intenzione di lasciare a fine stagione nel corso del weekend del GP di Montecarlo e poi, in vista del GP d'Italia diversi mesi dopo ha diffuso una versione ufficiale molto edulcorata nella quale non parlava di ritiro, bensì della scelta di prendersi un anno di pausa dalle competizioni, ma questa è un'altra storia.
Torniamo alla gara e andiamo a occuparci del secondo gradino del podio: avevamo lasciato Barrichello davanti a Coulthard, ma a soste ultimate era David a stare davanti, Rubinho ha dovuto accontentarsi della terza piazza. Montoya, invece, che a inizio gara aveva vagato per prati perdendo posizioni e poi aveva rimontato arrivando a un certo punto a occupare posizioni interessanti, è stato messo out da un problema al motore.
Dopo il ritiro di Trulli a causa di un guasto, è risalito al quarto posto Olivier Panis sulla B.A.R. superstite, posizione conservata fino al traguardo ma persa per una penalità dovuta a un sorpasso con bandiere gialle(?) che l'ha fatto slittare settimo. Sono risaliti quindi Nick Heidfeld sulla Sauber e anche H.H. Frentzen che contro il concittadino Heidfeld ha anche duellato nel corso della gara. A sorpresa, al sesto posto, ha chiuso il debuttante Raikkonen, mettendo fine alle polemiche legate alla sua scarsa esperienza.
Etichette:
#Fernando Alonso,
#Jacques Villeneuve,
#Juan Pablo Montoya,
#Kimi Raikkonen,
#Michael Schumacher,
#Mika Hakkinen,
#Ralf Schumacher,
F1 anni 2000-04,
GP Australia
venerdì 3 marzo 2023
03.03.1973: GP del Sudafrica
Buongiorno, oggi è venerdì 3 marzo, giorno di prove libere del primo evento del mondiale 2023, ma who kers, perché stamattina parliamo di un gran premio di mezzo secolo fa, proprio precisamente cinquant'anni fa, non in modo approssimativo, ma per anniversario. Quel giorno si gareggiava a Kyalami e il mondiale non iniziava: era già iniziato da tempo, in gennaio in Argentina per poi proseguire in Brasile in febbraio. Tutto questo giro di parole significa che era il terzo evento stagionale... e per la prima e unica volta nella storia della Formula 1 l'ex campione del mondo Denny Hulme si apprestava a scattare dalla pole position. Era una qualifica falsata, per via dell'assenza delle Ferrari dalle prime posizioni: Jacky Ickx undicesimo in griglia, Arturo Merzario quindicesimo. I ferraristi dei tempi avrebbero dovuto boicottare la visione del gran premio in segno di protesta. Ah già, come gran premio non europeo, può darsi che non venisse nemmeno trasmesso in TV in versione integrale.
Non possiamo vedercelo neanche noi ai giorni nostri, si ringraziano quindi un highlight di tre o quattro minuti su Youtube, nonché le solite fonti scritte che arrivano a salvarci dal vuoto cosmico quando non sappiamo in che altro modo fare un recap. Il recap inizia dalla Tyrrell di Jackie Stewart che ha un cedimento meccanico al venerdì e provoca un incidente. Il team non dispone di un muletto, ma dispone della monoposto di François Cevert, che viene subito spodestato del proprio sedile. In sintesi, Stewart è riuscito a qualificarsi sedicesimo con la macchina del compagno di squadra, Cevert è rimasto probabilmente ai box ad ammaliare eventuali donzelle con i suoi occhi azzurro shocking. Poi la vettura incidentata di Stewart è stata rimessa in sesto e affidata a Cevert, il quale si è schierato ultimo in griglia. L'auto avrebbe dato segni di malfunzionamento costringendolo a numerose soste ai box.
Hulme ha mantenuto la prima posizione alla partenza, mentre Jody Scheckter sulla terza vettura della McLaren si è installato secondo. I primi due giri di gara sono stati abbastanza tranquilli, il terzo invece ha segnato il caos. Sembra che tutto sia iniziato quando il pilota di casa one-off Dave Charlton, che si trovava in bassa top-ten al volante di una Lotus privata, è finito in testacoda, colpendo la Surtees di Mike Hailwood. Varie vetture sono riuscite a passare senza problemi, incluso Stewart che fino a quel momento era risalito decimo, mentre Clay Regazzoni non è stato altrettanto fortunato. Mentre sulla BRM divampava un incendio (immortalato qui sotto in una copertina di Autosprint - ho trovato l'immagine su google, i credits vanno anche a chiunque l'ha scannerizzata), anche Ickx sulla Ferrari colpiva la Surtees di Hailwood. Erano gli anni '70, quindi come potrete tranquillamente immaginare il servizio di sicurezza era del tutto inadeguato per l'evenienza.
Quando dico del tutto inadeguato, sia chiaro, non intendo criticare le singole persone, quanto l'intera gestione: mezzi non presenti sul posto, mancanza di coordinazione... e niente, dai video dell'incidente pare anche di vedere un commissario di percorso in maniche corte. Regazzoni, frattanto, giaceva privo di sensi all'interno della monoposto in fiamme. Clay è stato tirato fuori dalla vettura dal collega Mike Hailwood, che nel frattempo ha riportato a sua volta lievi ustioni. Fortunatamente Regazzoni non ha riportato ferite gravi. A questo punto vi ricordo che erano gli anni '70, quindi la Formula 1 dei very uominy, in cui tutti si dimenticavano della loro condizione umana quindi mortale. Di conseguenza, senza alcuna preoccupazione per il pericolo, la direzione gara ha fatto proseguire il tutto come se niente fosse, mettendo gialle(?) e i piloti hanno rallentato il passo(?).
O meglio, i piloti eccetto uno hanno rallentato il passo, l'altro se ne è fregato bellamente delle condizioni di sicurezza in cui sicurezza what e delle segnalazioni dei commissari, insomma, guidando in modo spregiudicato abbastanza da far indignare gente che alla sicurezza ci teneva anche negli anni '70 come per esempio Jackie Stewar-... ah, no, era Stewart quello che stava bellamente ignorando le bandiere gialle portandosi verso le zone alte della classifica. Quando Hulme è rientrato ai box per una foratura riportata sui detriti dell'incidente di cui sopra, ha continuato i suoi sorpassi e si è portato a ridosso di Scheckter, dopo avere superato tra gli altri anche Peter Revson. In casa McLaren ciò non viene apprezzato e il team farà un reclamo contro Stewart, per avere superato varie vetture in condizioni di scarsa sicurezza, reclamo che fallirà e Stewart conserverà la vittoria (da quando passa in testa, allunga e fa gara a sé), chiaramente non senza polemiche nei suoi confronti.
Causa problemi di degrado gomme, Scheckter ha perso verso metà gara la posizione nei confronti di Revson, per poi essere superato più tardi dalla Lotus di Emerson Fittipaldi. Quest'ultimo ha in seguito lungamente duellato per il secondo posto con Revson, ma ha dovuto arrendersi e arrivare terzo. Scheckter ha trascorso quasi tutto il resto della gara quarto, mentre dietro di lui Carlos Pace era risalito al quinto posto. Il pilota della Surtees è stato messo fuori gioco dalla rottura di una sospensione che gli ha causato un incidente, mentre a pochi giri dal termine anche Scheckter è stato costretto al ritiro, dalla rottura del motore. Merzario è risalito così quarto, mentre Hulme ha concluso la sua rimonta al quinto posto. George Follmer su Shadow ha preceduto la Brabham di Carlos Reutemann e la Surtees di Andrea De Adamich conquistando quindi il punto del sesto posto.
Non possiamo vedercelo neanche noi ai giorni nostri, si ringraziano quindi un highlight di tre o quattro minuti su Youtube, nonché le solite fonti scritte che arrivano a salvarci dal vuoto cosmico quando non sappiamo in che altro modo fare un recap. Il recap inizia dalla Tyrrell di Jackie Stewart che ha un cedimento meccanico al venerdì e provoca un incidente. Il team non dispone di un muletto, ma dispone della monoposto di François Cevert, che viene subito spodestato del proprio sedile. In sintesi, Stewart è riuscito a qualificarsi sedicesimo con la macchina del compagno di squadra, Cevert è rimasto probabilmente ai box ad ammaliare eventuali donzelle con i suoi occhi azzurro shocking. Poi la vettura incidentata di Stewart è stata rimessa in sesto e affidata a Cevert, il quale si è schierato ultimo in griglia. L'auto avrebbe dato segni di malfunzionamento costringendolo a numerose soste ai box.
Hulme ha mantenuto la prima posizione alla partenza, mentre Jody Scheckter sulla terza vettura della McLaren si è installato secondo. I primi due giri di gara sono stati abbastanza tranquilli, il terzo invece ha segnato il caos. Sembra che tutto sia iniziato quando il pilota di casa one-off Dave Charlton, che si trovava in bassa top-ten al volante di una Lotus privata, è finito in testacoda, colpendo la Surtees di Mike Hailwood. Varie vetture sono riuscite a passare senza problemi, incluso Stewart che fino a quel momento era risalito decimo, mentre Clay Regazzoni non è stato altrettanto fortunato. Mentre sulla BRM divampava un incendio (immortalato qui sotto in una copertina di Autosprint - ho trovato l'immagine su google, i credits vanno anche a chiunque l'ha scannerizzata), anche Ickx sulla Ferrari colpiva la Surtees di Hailwood. Erano gli anni '70, quindi come potrete tranquillamente immaginare il servizio di sicurezza era del tutto inadeguato per l'evenienza.
Quando dico del tutto inadeguato, sia chiaro, non intendo criticare le singole persone, quanto l'intera gestione: mezzi non presenti sul posto, mancanza di coordinazione... e niente, dai video dell'incidente pare anche di vedere un commissario di percorso in maniche corte. Regazzoni, frattanto, giaceva privo di sensi all'interno della monoposto in fiamme. Clay è stato tirato fuori dalla vettura dal collega Mike Hailwood, che nel frattempo ha riportato a sua volta lievi ustioni. Fortunatamente Regazzoni non ha riportato ferite gravi. A questo punto vi ricordo che erano gli anni '70, quindi la Formula 1 dei very uominy, in cui tutti si dimenticavano della loro condizione umana quindi mortale. Di conseguenza, senza alcuna preoccupazione per il pericolo, la direzione gara ha fatto proseguire il tutto come se niente fosse, mettendo gialle(?) e i piloti hanno rallentato il passo(?).
O meglio, i piloti eccetto uno hanno rallentato il passo, l'altro se ne è fregato bellamente delle condizioni di sicurezza in cui sicurezza what e delle segnalazioni dei commissari, insomma, guidando in modo spregiudicato abbastanza da far indignare gente che alla sicurezza ci teneva anche negli anni '70 come per esempio Jackie Stewar-... ah, no, era Stewart quello che stava bellamente ignorando le bandiere gialle portandosi verso le zone alte della classifica. Quando Hulme è rientrato ai box per una foratura riportata sui detriti dell'incidente di cui sopra, ha continuato i suoi sorpassi e si è portato a ridosso di Scheckter, dopo avere superato tra gli altri anche Peter Revson. In casa McLaren ciò non viene apprezzato e il team farà un reclamo contro Stewart, per avere superato varie vetture in condizioni di scarsa sicurezza, reclamo che fallirà e Stewart conserverà la vittoria (da quando passa in testa, allunga e fa gara a sé), chiaramente non senza polemiche nei suoi confronti.
Causa problemi di degrado gomme, Scheckter ha perso verso metà gara la posizione nei confronti di Revson, per poi essere superato più tardi dalla Lotus di Emerson Fittipaldi. Quest'ultimo ha in seguito lungamente duellato per il secondo posto con Revson, ma ha dovuto arrendersi e arrivare terzo. Scheckter ha trascorso quasi tutto il resto della gara quarto, mentre dietro di lui Carlos Pace era risalito al quinto posto. Il pilota della Surtees è stato messo fuori gioco dalla rottura di una sospensione che gli ha causato un incidente, mentre a pochi giri dal termine anche Scheckter è stato costretto al ritiro, dalla rottura del motore. Merzario è risalito così quarto, mentre Hulme ha concluso la sua rimonta al quinto posto. George Follmer su Shadow ha preceduto la Brabham di Carlos Reutemann e la Surtees di Andrea De Adamich conquistando quindi il punto del sesto posto.
giovedì 2 marzo 2023
Formula E 2023: #5 eprix di Capetown
I primi giorni di marzo significano per la Formula 1 l'anniversario di varie edizioni del GP del Sudafrica (ieri 1° marzo di ben quattro passati eventi di Kyalami, tutti in un colpo solo), ma oggi vi racconterò un evento contemporaneo, sempre sudafricano.
Si tratta dell'evento di Formula E - la quinta gara stagionale - che si è svolto sabato scorso, il 25 febbraio, e che ha visto Sacha Fenestraz (Nissan) procacciarsi la pole position davanti a Maximilian Gunther (Maserati), Nick Cassidy (Envision), Mitch Evans (Jaguar) e l'ex campione Jean-Eric Vergne (DS).
Hanno completato la top-8, quella dei piloti che prendono parte agli scontri diretti per la pole, Pascal Wehrlein (Porsche), René Rast (McLaren) e Sebastien Buemi (Envision).
Solo diciotto vetture hanno preso il via dopo il ritiro di Mahindra (Lucas Di Grassi e Oliver Rowland) e Abt Cupra (Nico Muller, Kelvin Van Der Linde) per ragioni di sicurezza a seguito di cedimenti tecnici. Anzi, diciassette, perché Sam Bird (Jaguar) non ha preso il via della gara).
Le vetture hanno iniziato a diminuire molto presto, dato che già poco dopo il via Wehrlein tampona Buemi auto-eliminandosi, mentre Sebastien riesce a proseguire, seppure precipitando nelle retrovie.
Il secondo ritiro invece è quello di Edoardo Mortara (Maserati) soltanto un giro più tardi. Il compagno di squadra di quest'ultimo, Gunther, invece sta nella top-3 insieme a Fenestraz e a Cassidy. Anzi, insieme a Cassidy e Fenestraz, dato che è Cassidy a portarsi in testa.
A due terzi di gara un incidente di Gunther causa FCY proprio quando Cassidy e Fenestraz hanno appena arrivato l'attack mode, con il risultato di perdere terreno senza poterlo usare. Antonio Felix Da Costa (Porsche) e JEV si sono inseriti tra i due e uno al restart e l'altro poco dopo entrambi superano Cassidy portandosi 1/2.
I primi due iniziano a viaggiare a sé, molto vicini: l'attivazione dell'attack mode che costa a Da Costa la leadership, ma Antonio poi si riprende la posizione su JEV con un bel sorpasso. I due andranno verso il traguardo ancora vicinissimi, con Da Costa vincitore.
Fenestraz frattanto ha superato Cassidy per la terza posizione, ma all'ultimo giro finisce a sbattere, lasciando il podio a Cassidy e venendo costretto al ritiro.
Rast risale quarto e Buemi rimonta fino al quinto posto dopo essersi ritrovato ultimo al quinto giro. Si classifica invece sesto un Dan Ticktum (NIO) che non si è fatto molto notare, ma che porta a casa un risultato concreto.
La zona punti viene conclusa da Stoffel Vandoorne (DS), Norman Nato (Nissan), André Lotterer (Andretti) e Jake Hughes (McLaren). Sono in totale tredici i piloti che concludono la gara e undicesimo giunge Evans che in precedenza ha dovuto scontare un drive through per overpower.
Segue Sergio Sette-Camara (NIO) che precede Jake Dennis (Andretti) a sua volta penalizzato con un drive through in un momento precedente. Sette-Camara, in qualità di brasiliano, segnalo anche che sarà il pilota di casa in occasione del prossimo evento (il 25 marzo), ovvero l'eprix di Sao Paulo.
Hanno completato la top-8, quella dei piloti che prendono parte agli scontri diretti per la pole, Pascal Wehrlein (Porsche), René Rast (McLaren) e Sebastien Buemi (Envision).
Solo diciotto vetture hanno preso il via dopo il ritiro di Mahindra (Lucas Di Grassi e Oliver Rowland) e Abt Cupra (Nico Muller, Kelvin Van Der Linde) per ragioni di sicurezza a seguito di cedimenti tecnici. Anzi, diciassette, perché Sam Bird (Jaguar) non ha preso il via della gara).
Le vetture hanno iniziato a diminuire molto presto, dato che già poco dopo il via Wehrlein tampona Buemi auto-eliminandosi, mentre Sebastien riesce a proseguire, seppure precipitando nelle retrovie.
Il secondo ritiro invece è quello di Edoardo Mortara (Maserati) soltanto un giro più tardi. Il compagno di squadra di quest'ultimo, Gunther, invece sta nella top-3 insieme a Fenestraz e a Cassidy. Anzi, insieme a Cassidy e Fenestraz, dato che è Cassidy a portarsi in testa.
A due terzi di gara un incidente di Gunther causa FCY proprio quando Cassidy e Fenestraz hanno appena arrivato l'attack mode, con il risultato di perdere terreno senza poterlo usare. Antonio Felix Da Costa (Porsche) e JEV si sono inseriti tra i due e uno al restart e l'altro poco dopo entrambi superano Cassidy portandosi 1/2.
I primi due iniziano a viaggiare a sé, molto vicini: l'attivazione dell'attack mode che costa a Da Costa la leadership, ma Antonio poi si riprende la posizione su JEV con un bel sorpasso. I due andranno verso il traguardo ancora vicinissimi, con Da Costa vincitore.
Fenestraz frattanto ha superato Cassidy per la terza posizione, ma all'ultimo giro finisce a sbattere, lasciando il podio a Cassidy e venendo costretto al ritiro.
Rast risale quarto e Buemi rimonta fino al quinto posto dopo essersi ritrovato ultimo al quinto giro. Si classifica invece sesto un Dan Ticktum (NIO) che non si è fatto molto notare, ma che porta a casa un risultato concreto.
La zona punti viene conclusa da Stoffel Vandoorne (DS), Norman Nato (Nissan), André Lotterer (Andretti) e Jake Hughes (McLaren). Sono in totale tredici i piloti che concludono la gara e undicesimo giunge Evans che in precedenza ha dovuto scontare un drive through per overpower.
Segue Sergio Sette-Camara (NIO) che precede Jake Dennis (Andretti) a sua volta penalizzato con un drive through in un momento precedente. Sette-Camara, in qualità di brasiliano, segnalo anche che sarà il pilota di casa in occasione del prossimo evento (il 25 marzo), ovvero l'eprix di Sao Paulo.
mercoledì 1 marzo 2023
Al via il mondiale 1969: dalle high wings all'abolizione delle high wings
Il mondiale 1969 si è aperto con il GP del Sudafrica, disputato a Kyalami nel weekend del 1° marzo (nel weekend del 2 in realtà, con la gara disputata sabato 1) di cui proprio oggi ricorre l'anniversario... un mondiale che si è aperto con un certo stile, quello degli alettoni alti: essenzialmente degli alettoni che stavano molto in alto rispetto al resto della vettura e che contribuivano al miglioramento delle prestazioni, soluzione sulla quale già si lavorava nel corso della stagione precedente.
Fa un po' strano vedere i filmati di Kyalami (sempre ovviamente in versione minimalista, con qualche frame di vetture in movimento) con quelle monoposto che appaiono strane ai nostri occhi, mentre ovviamente è prassi comune vedere filmati di vecchi gran premi sudafricani pensando di non sapere comunque che cosa sia successo durante il gran premio stesso. Per fortuna ci sono fonti scritte che possono intervenire il nostro aiuto.
Jackie Stewart (Matra) ha preso la prima posizione fin dal via e l'ha mantenuta, allungando sugli inseguitori, allungando sul suo diretto inseguitore Graham Hill (Lotus). Nel frattempo Mario Andretti (Lotus) ha iniziato a risalire fino alla terza posizione. Era all'inseguimento di Hill quando la monoposto l'ha abbandonato a causa di un problema al cambio.
La gara non ha riservato particolari colpi di scena, solo ritiri molto frequenti. Stewart continuava ad allungare, Hill nel frattempo aveva un ampio margine sul diretto inseguitore Denny Hulme (McLaren), seguito da piloti piuttosto lontani da lui e tra di loro: Jo Siffert (Lotus), Bruce McLaren (McLaren) e Jean-Pierre Beltoise (Matra) hanno completato la zona punti, con Jackie Oliver (BRM) e Sam Tingle (Gunston/ team cliente Brabham) ultimi piloti giunti al traguardi: otto classificati su un totale di diciotto monoposto presenti alla partenza.
Il gran premio successivo (di cui esiste un breve video di highlight con voce narrante) si è svolto in Spagna oltre due mesi più tardi, a Montjuic, con ancora meno entries, soltanto quattordici vetture in questa occasione. Così come in Sudafrica, la Ferrari ha portato una sola vettura, guidata da Chris Amon, che spera di rifarsi dopo il ritiro del precedente evento.
La gara è iniziata con la Lotus di Jochen Rindt in testa, mentre il numero di vetture diminuiva progressivamente per guasti e nel caso di Graham Hill per un notevole botto, dal quale è uscito illeso. Soltanto pochi giri più tardi, anche il suo compagno di squadra Rindt è stato vittima di un incidente piuttosto violento, a causa del quale è finito in ospedale, riportando fortunatamente solo un trauma cranico non particolarmente grave e ferite superficiali. Dopo questo incidente, il nuovo leader era Amon, con un ampio vantaggio sugli inseguitori.
La gara di Amon è proseguita senza eccessivi intoppi fino a quasi due terzi, quando il motore l'ha abbandonato. Stewart ne ha ereditato la leadership, ritrovandosi incontrastato a dominare davanti a poche vetture doppiare. Ha vinto con addirittura due giri di vantaggio su McLaren secondo classificato, con il terzo e il quarto, Beltoise e Hulme, a tre giri di gap.
Soltanto cinque monoposto hanno terminato il gran premio, quinto classificato John Surtees (BRM) a vari giri di gap. Jacky Ickx (Brabham) si è ritirato a poche tornate dal termine per la rottura di una sospensione, risultando sesto nell'ordine d'arrivo ufficiale e vedendosi assegnare un punto. Prima del ritiro era terzo.
Frattanto, in vista del GP di Montecarlo (dove ci sarebbe stata l'ultima delle cinque vittorie di Graham Hill), era polemica sugli alettoni alti, che dopo due soli gran premi sono stati aboliti per ragioni di sicurezza.
Fa un po' strano vedere i filmati di Kyalami (sempre ovviamente in versione minimalista, con qualche frame di vetture in movimento) con quelle monoposto che appaiono strane ai nostri occhi, mentre ovviamente è prassi comune vedere filmati di vecchi gran premi sudafricani pensando di non sapere comunque che cosa sia successo durante il gran premio stesso. Per fortuna ci sono fonti scritte che possono intervenire il nostro aiuto.
Jackie Stewart (Matra) ha preso la prima posizione fin dal via e l'ha mantenuta, allungando sugli inseguitori, allungando sul suo diretto inseguitore Graham Hill (Lotus). Nel frattempo Mario Andretti (Lotus) ha iniziato a risalire fino alla terza posizione. Era all'inseguimento di Hill quando la monoposto l'ha abbandonato a causa di un problema al cambio.
La gara non ha riservato particolari colpi di scena, solo ritiri molto frequenti. Stewart continuava ad allungare, Hill nel frattempo aveva un ampio margine sul diretto inseguitore Denny Hulme (McLaren), seguito da piloti piuttosto lontani da lui e tra di loro: Jo Siffert (Lotus), Bruce McLaren (McLaren) e Jean-Pierre Beltoise (Matra) hanno completato la zona punti, con Jackie Oliver (BRM) e Sam Tingle (Gunston/ team cliente Brabham) ultimi piloti giunti al traguardi: otto classificati su un totale di diciotto monoposto presenti alla partenza.
Il gran premio successivo (di cui esiste un breve video di highlight con voce narrante) si è svolto in Spagna oltre due mesi più tardi, a Montjuic, con ancora meno entries, soltanto quattordici vetture in questa occasione. Così come in Sudafrica, la Ferrari ha portato una sola vettura, guidata da Chris Amon, che spera di rifarsi dopo il ritiro del precedente evento.
La gara è iniziata con la Lotus di Jochen Rindt in testa, mentre il numero di vetture diminuiva progressivamente per guasti e nel caso di Graham Hill per un notevole botto, dal quale è uscito illeso. Soltanto pochi giri più tardi, anche il suo compagno di squadra Rindt è stato vittima di un incidente piuttosto violento, a causa del quale è finito in ospedale, riportando fortunatamente solo un trauma cranico non particolarmente grave e ferite superficiali. Dopo questo incidente, il nuovo leader era Amon, con un ampio vantaggio sugli inseguitori.
La gara di Amon è proseguita senza eccessivi intoppi fino a quasi due terzi, quando il motore l'ha abbandonato. Stewart ne ha ereditato la leadership, ritrovandosi incontrastato a dominare davanti a poche vetture doppiare. Ha vinto con addirittura due giri di vantaggio su McLaren secondo classificato, con il terzo e il quarto, Beltoise e Hulme, a tre giri di gap.
Soltanto cinque monoposto hanno terminato il gran premio, quinto classificato John Surtees (BRM) a vari giri di gap. Jacky Ickx (Brabham) si è ritirato a poche tornate dal termine per la rottura di una sospensione, risultando sesto nell'ordine d'arrivo ufficiale e vedendosi assegnare un punto. Prima del ritiro era terzo.
Frattanto, in vista del GP di Montecarlo (dove ci sarebbe stata l'ultima delle cinque vittorie di Graham Hill), era polemica sugli alettoni alti, che dopo due soli gran premi sono stati aboliti per ragioni di sicurezza.
Iscriviti a:
Post (Atom)


