venerdì 1 marzo 2024

La sventurata iella di Barrichello a Interlagos - anche in Stock Car!

Se marzo è tempo di stagioni che ricominciano, mi sembra doveroso ricordare che non c'è solo la Formula 1 a iniziare. Vorrei in particolare segnalare che nel fine settimana imminente ricomincia la Stock Car Brasil e che non vi ho mai raccontato, nonostante mi sia ripromessa più volte di farlo, di quel tragicomico finale di stagione 2023. Non è accaduto niente di particolarmente altisonante, in realtà, ma si è scritta una storyline chiaramente prevista dal destino XDDDDD
e niente, vi devo assolutamente raccontare una storia di iella, accompagnata a una storia di...vogliamo chiamarla predestinazione? Senza volere scomodare altri Predestinati(C), sia chiaro. Parlo anzi, al contrario, di un pilota che sul proprio circuito di casa è solito a exploit abbastanza altisonanti.

Il campionato terminava a Interlagos, per intenderci il circuito di casa di Rubens Barrichello che cresciuto nella villetta dei nonni paterni, si arrampicava sui muretti insieme ad Alex Barros. Questo penso che possa bastare per farvi capire che non è lui il pilota home-predestined.
Si assegnava il mondiale e Gabriel Casagrande, pur non avendo chiuso i giochi già in Gara 1, dove era arrivato a podio in una gara vinta dal Real & Only doppiato di Spa Francorchamps, altresì noto come Ricardo Zonta, era talmente vicino al titolo che in Gara 2 ha potuto concedersi una prestazione di livello tale che al confronto pure Mick Schumacher e Callum Ilott quando si giocavano in titolo di Formula 2 in Bahrein layout esterno sarebbero sembrati dei guru.
In tutto ciò, classificato ben oltre la top-ten in Gara 1 e quindi partito ben oltre la top-ten in Gara 2 dove i primi dieci sfruttano la reverse grid, c'era un pilota che si apprestava a vivere il suo presunto giorno di gloria.

Un timing perfetto per il pitstop ed ecco che Rubinho si è ritrovato come primo dei piloti che già avevano effettuato la sosta obbligatoria. Questo significava che gli avversari che aveva davanti si sarebbero levati di torno e che ne avrebbe ereditato la leadership, andando a vincere sul circuito di casa, sul quale non vince dai tempi della Formula 3 brasiliana e sul quale è in genere perseguitato dalla iella.
Voi non potete neanche immaginare quanto mi esalterei se Barrichello vincesse una gara di Stock Car a Interlagos, perché Rubinho in Stock Car è uno che va forte, di gare ne ha vinte, ha vinto anche due titoli... ma niente, mai sul gradino più alto del podio sul circuito dove si arrampicava sui muretti.
Voi non potete immaginare, ma anzi, oserei dire che ve lo immaginate molto bene, se mi conoscete già da un po'. I muretti di Interlagos e colui che li scalava avranno sempre un posto speciale nel mio cuore.

Quindi potrete immaginare molto tranquillamente, sarei stata moooolto delusa se un pilota a random fosse andato a sbattere e a infilarsi con la macchina sotto una barriera di pneumatici a un paio di giri dalla fine, permettendo a due piloti che ancora non si erano fermati ai box di fermarsi in quel momento e di fare overcut.
Ebbene sì, quell'incidente ha sabotato la potenziale vittoria di Barrichello a Interlagos: il pilota che faceva il figo in testa in attesa del pitstop da effettuare all'ultimo, si è fermato in regime di safety car, è uscito di pista ancora in testa, mentre quel povero disgraziato di Rubinho terzo era al momento e terzo è rimasto con davanti gli altri due.
C'è chi ha fatto polemica sulle modalità di ingresso della safety car, ma non mi pronuncio: non seguo regolarmente le gare di questa categoria e non saprei se sia questa la prassi.

Se c'è una cosa che so bene, tuttavia, è che di ex ferraristi brasiliani che mi mandano in brodo di giuggiole ce ne sono due, Rubinho da tempi molto più recenti, l'altro soprattutto quando stava in Ferrari - ma anche in Williams in realtà, diciamo che ero abbastanza fangirl.
E niente, la vittoria a Interlagos se l'è procacciata nientemeno che Felipe Massa, che peraltro in questo finale di campionato era in grande spolvero avendo vinto anche nell'evento precedente per la prima volta nella categoria e in generale per la prima volta in qualsiasi categoria dopo il GP del Brasile 2008.
Con Massa che vince a Interlagos penso sia giunto il momento di condividere con voi una parodia di "Lambada" dei Kaoma che ho scritto molteplici anni fa dedicata alla sua ipotetica successiva vittoria con l'intento di pubblicarla qualora avesse mai vinto da qualche parte.
Perdonatemi amici di madrelingua portoghese se ho scritto qualche castroneria - anche se dubito che qualcuno mi legga dal Portogallo o dal Brasile - e perdonatemi in generale per questa trollata.


giovedì 29 febbraio 2024

Il 29 febbraio nella storia della Formula 1

Di solito gli altri anni a quest'ora febbraio lascia posto a marzo, quest'anno no, perché abbiamo anche il 29 febbraio! Per tale ragione ho deciso di dedicarvi un post apposito, per parlare di che cosa sia successo in Formula 1 in data 29 febbraio. Poca roba, essendoci un 29 febbraio solo ogni quattro anni, possibilità ridotte che avvenga nel corso del weekend e ancora più ridotte possibilità che nel suddetto weekend si svolga un gran premio. Direi di specificare che, se le mie fonti e i miei calcoli sono corretti, il giovedì delle free practice del GP del Bahrein sarà solo la terza volta nella storia della Formula 1 in cui ci saranno delle sessioni che si svolgono in questa inconsueta data. Le due precedenti? Il GP del Sudafrica 1980 e il GP del Sudafrica 1992, che si sono svolti in anni bisestili il 1° marzo. Entrambe le occasioni si gareggiava di sabato, quindi il 29 febbraio ci sono state le seconde sessionidi qualifica dei due eventi in questione.

Prima del 1996, infatti, d'abitudine c'erano due sessioni di qualifiche, una al venerdì e una al sabato, i cui tempi andavano tutti nello stesso calderone e, indipendentemente dalla sessione di qualifica in cui era stato ottenuto, il miglior tempo di ciascun pilota andava a contribuire alla griglia di partenza - lo spiego perché magari c'è chi è finito sul mio blog non perché ne sappia di Formula 1 vintage, ma perché attirato dal 29 febbraio.
Ho detto una sessione al venerdì e una al sabato, ma se di sabato si gareggiava, allora le qualifiche avvenivano di giovedì e di venerdì, cosa appunto accaduta per il Sudafrica 1992 primo gran premio della stagione. Piloti quali Paul Belmondo, Andrea Chiesa e Giovanna Amati hanno "conquistato" il 29 febbraio la loro prima mancata qualificazione.
È andata molto meglio in casa Williams, invece, con Nigel Mansell che ha ottenuto la prima pole stagionale battendo di oltre sette decimi il tempo di Ayrton Senna su McLaren, per non parlare dei distacchi di chi stava dietro.

Facendo un salto indietro di dodici anni, la stessa cosa accadeva anche nel 1980, con la sola differenza che non era il primo gran premio della stagione, ma il terzo, avvenuto dopo Argentina e Brasile. Erano tempi antichi, in cui il mondiale iniziava addirittura a gennaio, ma nei primi mesi dell'anno i gran premi erano piuttosto radi, e soprattutto il mondiale finiva a settembre/ ottobre, non certo a dicembre come succederà quest'anno.
Torniamo a noi: non sono riuscita a trovare la data precisa, ma ragionevolmente - avendo tempi ottenuti in qualifica al giovedì - è avvenuto il venerdì 29 febbraio un incidente nelle prove libere nel quale Marc Surer di è fratturato una gamba (curiosità: anche due anni più tardi, in un incidente sempre a Kyalami, si sarebbe nuovamente infortunato).
La sessione di qualifiche si è conclusa con la pole position di Jean-Pierre Jabouille al volante di una Renault, con cui sarebbe anche stato lungamente in testa alla gara l'indomani, ma non siamo qui per parlare di storie di iella avvenute il 1° marzo. Mi limito a osservare come sia stata l'ultima pole position ottenuta in Formula 1 da Jabouille.

Cambiando argomento, il 29 febbraio avverrà anche una volta ogni quattro anni, ma non è che in quel giorno specifico nessuno nasca. Quindi è interessante andare a scoprire se ci sia mai stato qualche pilota nato il 29 febbraio nella storia della Formula 1.
C'è stato e si tratta di Masten Gregory, classe 1932, con presenze in Formula 1 tra il 1957 e il 1965. Il pilota americano ha ottenuto in totale tre piazzamenti a podio, di cui all'esordio al GP di Montecarlo 1957 con la scuderia Centro Sud. Vincitore della 24 Ore di Le Mans 1965 (insieme a Jochen Rindt e, secondo voci di corridoio, Ed Hugus che però non risulta tale per le statistiche - storia che vi ho raccontato l'anno scorso), ha continuato a gareggiare in endurance fino ai primi anni '70. Dopo la fine della sua carriera è divenuto imprenditore ed è deceduto per un infarto nel 1985 mentre si trovava in Toscana.

Non sono riuscita a reperire null'altro legato alla Formula 1 che abbia a che vedere con il 29 febbraio, ma mi sembra comunque un risultato sostanzioso. Vedremo domani/ diciamo oggi, dato che siamo già a mezzanotte passata, se qualcosa si aggiungerà con le prove libere del Bahrein.


lunedì 26 febbraio 2024

Formula 4 UAE 2024: Freddie Slater vince il titolo, Doriane Pin conquista l'unica vittoria femminile

Poco più di una settimana fa è terminato il campionato di Formula 4 degli Emirati Arabi, che si è svolto negli stessi fine settimana della Formula Regional Middle East per un totale di cinque eventi disputati nelle seguenti location: Yas Marina Corkscrew layout, Yas Marina, Dubai, Yas Marina, Dubai. In realtà è stato preceduto anche da un evento non championship, lo scorso novembre, nel weekend del GP di Abu Dhabi, con una presenza relativamente di piloti, due gare vinte entrambe da Keanu Al Azhari ed entrambe le sorelle Al Qubaisi presenti, ma senza ottenere grosse soddisfazioni (il miglior risultato un quinto posto di Hamda in una gara con tredici vetture al traguardo.
Per intenderci, sembrava che le gioie femminili - visti anche i risultati poco promettenti di Jessica Edgar e di una certa Laura Villars che pare avere disputato finora campionati semi-amatoriali - fossero ben lontane, ma ci siamo ritrovati con ben quattro donne a disputare part-time o one-off il campionato. Una di queste è stata Doriane Pin che, diversamente dalle altre, ha finalmente deciso che dovevamo avere qualche gioia. Di fatto, fin dalle prime battute, ha iniziato a qualificarsi in top-ten o a ridosso della top-ten in un campionato con 30+ vetture.

Quest'anno gli eventi sono composti da tre gare ciascuno, di cui la seconda da reverse grid dei primi dodici. Kean Nakamura-Berta ha iniziato il primo evento con due vittorie nelle gare con griglia da qualifica, nonostante Al Azhari avesse fatto la pole per entrambe. La gara da reverse grid è stata vinta da Nikita Bedrin, che ha disputato solo i primi tre eventi della stagione.
Alex Powell ha iniziato il secondo evento con una pole, ma la vittoria è andata a Freddie Slater, mentre Al Azhari ha vinto sia la gara da reverse grid sia quella conclusiva del fine settimana, per la quale aveva ottenuto la pole. Nel seguente Bedrin ha vinto da pole position la prima e l'ultima gara del weekend, mentre la vittoria da reverse grid se l'è aggiudicata Powell.
In tutto ciò abbiamo però perso di vista Doriane Pin, che accumulava top-ten tranne nelle occasioni in cui finiva coinvolta in qualche casino e dimostrava assolutamente di avere un buon passo. Poi ha ottenuto la pole position per la prima gara del quarto weekend, l'ultimo al quale ha preso parte. Superata da Nakamura-Berta al via, al traguardo ha conquistato una seconda posizione dopo essere stata negli scarichi dell'avversario, il quale è stato tuttavia a seguire penalizzato per jump-start. Pin ha quindi conquistato la vittoria e, per quanto non sia l'unica ragazza ad avere vinto in Formula 4 Emirati nel corso dell'esistenza del campionato, il livello e la presenza quest'anno è ben diversa dai tempi delle sorelle Al Qubaisi.
A quel punto della stagione Pin era ottava, è scivolata decima non prendendo parte all'ultimo evento stagionale. Nakamura-Berta ha ottenuto due pole e una vittoria, i piazzamenti ottenuti non gli sono bastati tuttavia per vincere il titolo, conquistato da Slater con quattro punti di vantaggio. Enzo Deligny, che ha disputato solo la seconda parte del campionato, ha vinto ala gara da reverse grid, mentre Rashid Al Dhaheri ha vinto l'ultima gara stagionale.

Slater ha vinto il titolo, precedendo Nakamura-Berta, Al Azhari, Al Dhaheri, Bedrin e Powell tra i primi sei, mentre il pilota meglio classificato a non avere ottenuto vittorie è stato Deagen Fairclough che ha preceduto Deligny. Pin si è classificata decima, come già detto, alle spale di Gabriel Stilp.
A seguire si sono classificati Dion Gowda, Jack Beeton, Matteo Quintarelli, Enzo Yeh, Jules Caranta, Reza Seeworuthun, Zack Scoular, il part time Tomass Stolcermanis, Sebastian Murray, Luka Sammalisto, Alvise Rodella, Tiago Rodrigues, Raphael Narac, il part-time Yuanpu Cui, nonché Kai Daryanani, venticinquesimo e ultimo pilota ad avere conquistato punti.
Non hanno mai fatto punti Yevan DAvid, Maksimilian Popov, Kamal Mrad, lo one-off Chester Kieffer, il part-time Davide Larini, Kaishun Liu, il part-time Hiyu Yamakoshi, Nicolas Stati, Everett Stack, il part-time Peter Bouzinelos, Maximiliano Restrepo, Yuhao Fu e, purtroppo, le part-time Aurelia Nobels e Carrie Schreiner, seguite dalla one-off Tina Hausmann come fanalini di coda della classifica, con Schreiner e Hausmann che non hanno nemmeno mai ottenuto un piazzamento in top-20. E vorrei ricordare saranno tutte avversarie della Pin in F1 Academy.


venerdì 23 febbraio 2024

Formula Regional Middle East Champioship 2024: Tuukka Taponen vince il titolo

A partire da metà gennaio, per cinque fine settimana consecutivi, di cui l'ultimo quello passato, si è svolto il campionato di Formula Regional Middle East (FRMEC), per intenderci, quella che in passato si chiamava Formula Regional Asian Championship. Si è svolto in concomitanza con la Formula 4 UAE, di cui intendo parlarvi nel prossimo post, tra Abu Dhabi e Dubai, per un totale di cinque eventi, di cui il primo, il secondo e il quarto disputati a Yas Marina, di cui quello inaugurale sul layout Corkscrew, gli altri sul layout sul quale si svolge il Gran Premio di Abu Dhabi.
La presenza è stata ottima, con 25+ vetture presenti al via di ogni evento, ciascuno dei quali composto da tre gare, la prima e la terza con griglia di partenza stilata da sessioni di qualifiche e la seconda con reverse grid.

A vincere il titolo è stato il finlandese Tuukka Taponen, che ha ottenuto cinque vittorie, diversi piazzamenti a podio e, in generale, nel peggiore dei casi ha chiuso una gara in settima piazza. Il vantaggio nei confronti di Taylor Barnard è stato piuttosto abbondante, nonostante anche il britannico abbia vinto cinque volte, seppure con una vittoria da reverse grid.
Le gare con griglia "normale" erano dieci in totale, cinque vinte da Taponen, quattro da Barnard... quella mancante se l'è aggiudicata il brasiliano Rafael Camara, che ne ha vinta anche una da reverse grid e ha conquistato il terzo posto nella classifica piloti, con Zachary David, Mari Boya, James Wharton, Ugo Ugochukwu, Martinius Stenshorne presente solo part time, Tasanapol Inthraphuvasak e il nostro connazionale Brando Badoer (figlio di Luca) a completare la top-ten. Nessuno di costoro ha mai visto la luce della vittoria.

A vincere una gara ciascuno, tutte da reverse grid, sono stati invece i piloti classificati dall'undicesima alla tredicesima posizione: Theophile Näel, Nikhil Bohra e Arvid Lindblad, quest'ultimo pilota part time. Costa Toparis, quattordicesimo, è stato il pilota più arretrato in classifica a ottenere almeno un podio.
Dietro di lui, Alexander Abkhazava e Bruno Del Pino hanno disputato l'intera stagione conquistando punti in diverse occasioni e hanno preceduto due italiani, Valerio Rinicella e Matteo De Palo, che hanno entrambi disputato soltanto i primi due eventi della stagione.
Hanno completato la top-20 della classifica Noah Lisle ed Emmo Fittipaldi Jr, figlio avuto in tarda età da Emerson (a proposito, il fratello maggiore di quest'ultimo, Wilson è purtroppo venuto a mancare oggi all'età di 80 anni).

Oltre agli italiani già citati, ce n'era anche un altro al via, Giovanni Maschio, che ha chiuso il campionato ventunesimo, davanti al part time Kunato Le e a John Bennet, ultimi piloti a conquistare almeno un punto nel corso del campionato.
Dietro di loro si sono classificati il part time Enzo Peugeot, Jesse Carrasquedo Jr, Liu Ruiqi, i part time José Garfias, Pedro Clerot e Isaac Barashi, lo one-off Noah Stromsend, Gao Yujia, il part time Edgar Pierre, infine Yaroslav Veselaho, Finley Green e Wang Zhongwei, quest'ultimo senza avere mai fatto meglio del ventesimo posto in gara.



martedì 20 febbraio 2024

Formula Regional Oceania 2024: Roman Bilinski vince il titolo

Gennaio e febbraio sono mesi di formule minori invernali, per intenderci, quelle che finiscono generalmente prima dell'inizio del mondiale di Formula 1. Tra questi campionati, uno è la Formula Regional Oceania/ FROC, che un tempo si chiamava Toyota Racing Series. Si svolge in Nuova Zelanda e, oggi come allora, si svolge in una serie di weekend consecutivi. Questi weekend consecutivi erano cinque, in cinque location differenti, con ciascun evento composto da tre gare, di cui la seconda da svolgersi da reverse grid parziale del risultato della prima.
La serie ha avuto al via un numero rispettabile di vetture, indicativamente sulle 16/17, anche se soltanto una dozzina di piloti hanno disputato tutte le gare del campionato. Una parte, invece, hanno gareggiato o nella prima parte della stagione, oppure in quella conclusiva, con diversi piloti part-time, di cui alcuni che hanno ottenuto risultati notevoli.

Il polacco Roman Bilinski ha vinto la prima e la terza gara del primo evento della stagione, mentre la gara da reverse grid è stata vinta da Gerrard Xie, pilota di Hong Kong. Entrambe le pole position erano state ottenute dall'australiano Christian Mansell (che non ha nessuna parentela con un certo pilota con i baffi nostra vecchia conoscenza - so di averlo già scritto mille volte, ma magari è la prima volta che leggete il mio blog), mentre nel secondo evento stagionale è stato proprio Bilinski a ottenere le due pole e a vincere entrambe quelle gare.
Nella seconda si è imposto proprio Mansell che, in virtù dei risultati ottenuti fino a quel momento, si è aggiudicato la vittoria della "Tasman Cup", assegnata al pilota  di casa (australiano o neozelandese) che si trovasse più in alto in classifica in quel momento della stagione, dopo avere disputato i primi due eventi, che sono anche stati gli unici ai quali Mansell ha preso parte.

Xie ha iniziato con una pole il terzo evento, ma la vittoria è andata nuovamente a Bilinski, mentre nella gara da reverse grid ha vinto il pilota italiano Nicola Lacorte, che ha disputato solo i primi tre eventi del campionato. Bilinski ha chiuso il weekend con una partenza dalla pole, ma è giunto in seconda posizione, alle spalle del neozelandese Kaleb Ngatoa.
Nell'evento seguente, Bilinski ha ottenuto due pole, ma solo una vittoria, in quanto nella gara finale è giunto secondo alle spalle del neozelandese Liam Sceats. La gara da reverse grid, invece, era stata conquistata dal coreano Michael Shin. Sceats ha in seguito vinto dalla pole la prima e la terza gara del quinto evento, mentre lo statunitense part-time Bryce Aron (che ricordo in passato era stato - suo malgrado -coinvolto in una rissa con Dexter Patterson dopo un incidente in GB3 nel 2021) ha conquistato la prima posizione nella gara da reverse grid.

In sintesi, Bilinski ha vinto il titolo, precedendo Sceats. In terza posizione, avendo ottenuto molti podi e nessuna vittoria, si è classificato il canadese Patrick Woods-Toth, che ha preceduto Shin. Anche al quinto posto si è classificato un pilota senza vittorie stagionali, ovvero il neozelandese Alex Crosbie. Seguivano poi Xie e Ngatoa, gli unici piloti full-season a non avere chiuso il campionato alle spalle dei piloti part-time.



lunedì 19 febbraio 2024

GP Italia 1960: l'ultima vittoria di un motore anteriore

Carissimi lettori, dopo le presentazioni delle monoposto che mi hanno tenuta con il focus sul presente, sono andata sul solito sito Statsf1 per vedere se si avvicinasse qualche data interessante che potesse offrire spunti in termini di eventi del passato del motorsport. Così, per puro caso, notando che il 19 febbraio 1923 nasceva Giulio Cabianca, pilota della Scuderia Castellotti, sono incappata nella storia del GP d'Italia 1960, disputato a Monza come penultimo evento della stagione, nel quale sia Cabianca sia il team hanno ottenuto il loro migliore risultato in Formula 1. Come spesso succede in questi casi, la ragione per cui sono finita a raccogliere informazioni in proposito è passata in secondo piano, perché a Monza nel 1960 sono accaduti fatti piuttosto interessanti, di cui si parla poco nonostante questo gran premio abbia avuto due peculiarità.
La prima è che, con il boicottaggio del gran premio da parte delle principali squadre britanniche per ragioni legate alla sicurezza - la configurazione usata ai tempi non veniva considerata adatta alle vetture dell'epoca - nessuno dei piloti presenti al via aveva mai vinto un gran premio in Formula 1. Non che fossero tanti, solo undici, tanto che la griglia è stata riempita con sei Formula 2.

La Ferrari ha fatto 1/2/3 in qualifica con Phil Hill, Richie Ginther e Willy Mairesse, al culmine di una stagione piuttosto negativa dovuta al non avere una vettura all'avanguardia: la Rossa era l'unica spinta da un motore anteriore, mentre gli avversari gareggiavano con vetture a motore posteriore. E così, proprio in questo contesto, a Monza nel 1960 è maturata l'ultima vittoria di un motore anteriore nella storia della Formula 1.
Ricostruire gli eventi strettamente di gara non è così semplice, ma il lap by lap ci informa di Ginther in testa fin dalle prime battute, seguito da P.Hill, con Mairesse invece scivoltato indietro di alcune posizioni per poi risalire a gara inoltrata al terzo posto.
Ginther è stato in testa per metà dell'evento, poi risulta essere scivolato in seconda posizione alle spalle di P.Hill, che è andato a vincere la gara. È stata la prima vittoria di un pilota statunitense in un gran premio di Formula 1 (naturalmente senza considerare le edizioni della Indy 500 incluse nel mondiale come dei gran premi) e la Ferrari è giunta 1/2/3 al traguardo, con Cabianca al volante di una Cooper della Scuderia Castellotti in quarta posizione, davanti alla Ferrari di Wolfgang Von Trips che, stando a quanto riporta Statsf1 era una Formula 2.

Cabianca aveva già all'attivo due gran premi nelle stagioni precedenti, al volante di Maserati di team privati. La sua partecipazione al GP d'Italia 1960 è stata la sua ultima presenza in Formula 1, anche perché nemmeno un anno più tardi ha perso la vita testando una vettura sull'allora circuito di Modena.
Anche per la Scuderia Castellotti la presenza al GP d'Italia è stata l'ultima della sua breve storia in Formula 1, nonché l'unico arrivo a punti.

sabato 17 febbraio 2024

Presentazioni 2024: l'ultima è la Redbull!

Sono consapevole di essere in ritardo, ma nei giorni scorsi ho avuto da fare, quindi mi ritrovo solo ora a concludere questo giro di post sulle presentazioni delle monoposto che prenderanno parte alla stagione 2024, i cui test prestazionali inizieranno tra ormai pochi giorni e con le prove libere del primo gran premio dell'annoche si svolgeranno già l'ultimo giorno di febbraio, per dare il via a un campionato che sarà intenso come non mai: ci saranno ben ventiquattro gran premi e, incredibile ma vero, nessuno sembra destinato a saltare, nemmeno quello della Cina, destinata a rientrare in calendario. Ammetto che il circuito di Shanghai non mi dispiace e che lo ritengo un luogo ricco di accadimenti che merita a mio vedere di non essere screditato quanto avviene per altri circuiti. Uno di questi accadimenti, risalente all'ormai lontano 2009 - ben quindici anni fa - fu la prima vittoria per la Redbull ottenuta per mano di Sebastian Vettel che, nel proseguo della stagione, avrebbe lottato per il mondiale con le Brawn GP, guidate da Jenson Button poi campione del mondo e da Rubens Barrichello.
Proprio la Redbull era l'unico team a non essersi ancora mostrato e ciò è accaduto nella giornata del 15 febbraio, deludendo tutti quelli che per qualche motivo, si aspettavano che invece di avere una livrea Redbull, fosse qualcosa come a righe turchesi e ocra, con scritte lilla e rifiniture color terra di Siena bruciata. Voglio dire, posso capire tutto, ma se ci stupiamo perché la Redbull ha i colori tipici della Redbull la prossima causa di stupore quale sarà? la Ferrari rossa?


In concomitanza con la presentazione si sono moltiplicate le analisi tecniche dei soliti noti che, da delle foto, sono in grado di stimare per filo e per segno l'andamento del mondiale. Sia chiaro, non intendo screditare le analisi tecniche e la competenza di chi le fa, ma ritengo comunque che a parlare debba essere in primo luogo quello che succede in pista, non la visione di una fotografia. In più non è che ci sia bisogno di chissà quali fotografie per ipotizzare che la Redbull vincerà un altro mondiale!
Detto questo, Max Verstappen va a caccia del quarto mondiale, Checo Perez va a caccia di non si sa bene cosa... forse di un rinnovo contrattuale, ma mi sembra troppo presto fare valutazioni a questo proposito.

Forse qualcuno si chiederà come mai non abbia approfondito la vicenda dello scandalo Christian Horner. Per un motivo specifico, anzi due: quello meno importante è che questo è un blog che parla di corse automobilistiche e non necessariamente di quello che succede fuori dai circuiti e che non mi capita quasi mai di parlare di team principal, la seconda è che per il momento la faccenda è ancora abbastanza nebulosa e preferirei non intervenire in proposito (se e quando ci sarà qualche novità, deciderò cosa fare).
Con questo non voglio minimamente sminuire le accuse che gli sarebbero state rivolte; voglio semplicemente ribadire la mia non volontà di commentare, almeno per il momento, notizie che finora un giorno sono state raccontate in un modo e il giorno dopo in un altro. Il mondo è pieno di molestie sessuali che avvengono sul posto di lavoro, ma è altrettanto pieno di giornali che pubblicano storie raccontate dal cuggggino insaider (e, relativamente alla Formula 1, pure in casi molto meno gravi di questo, è già accaduto che alcune notizie facessero il giro del mondo per poi essere smentite - vedi le finte dichiarazioni di Nyck De Vries contro la Redbull e Verstappen).