domenica 18 marzo 2018

MotoGP: VàL3 6 1 VeKkYaCç10 & TùTtY HaNn0 sEmPrE TyFaTo DuKaTi!!!11!!!!1!! cit. i fanboy... seriamente WTF?!

In questo weekend ha avuto inizio il campionato di MotoGP con il Gran Premio del Qatar. Il campionato proseguirà per esattamente otto mesi e nello specifico l'8 e il 22 Aprile si svolgeranno i gran premi di Argentina e Stati Uniti.
In Maggio inizierà la stagione europea, con il GP di Spagna il 6 e il GP di Francia il 20. Due gare anche in Giugno, Italia e Catalunya il 3 e il 17. Si proseguirà con due gare al mese anche in Luglio, l'1 in Olanda e il 15 in Germania, Agosto, il 12 in Austria e il 26 in Gran Bretagna, e Settembre, il 9 a San Marino e il 23 Aragon.
Si tornerà in Asia con una new-entry il 7 Ottobre, con il Gran Premio di Thailandia, per poi passare al Giappone il 21, in Australia il 28 e un ritorno sul continente asiatico con il GP della Malesia il 4 Novembre. Infine il 18 Novembre si concluderà la stagione con il GP valenciano.

L'hot-topic di questi giorni è il rinnovo di Valentino Rossi fino al 2020, ma Valentino Rossi ha 39 anni ed è già da qualche anno che non vince un titolo. In conclusione, c'è già chi lo vede come un Vecchiacciohhhh Maleficohhhh e il giorno in cui ci saranno suoi fanboy accaniti che negheranno di averlo mai tifato proverò il desiderio di sbattere la testa contro uno spigolo.
Nella gara di oggi, di cui ho visto un lungo highlight, Valentino Rossi ha chiuso sul terzo gradino del podio, mentre a lottare per la vittoria sono stati il ducatista Andrea Dovizioso e il pilota della Honda Marc Marquez. I due hanno superato Johann Zarco (partito dalla pole position e precipitato nel dimenticatoio soltanto nei giri finali) per poi lanciarsi verso un duello che valeva una vittoria: l'ha spuntata Dovi, vincendo al photofinish.

Risultato:
1. Andrea Dovizioso
2. Marc Marquez
3. Valentino Rossi
4. Cal Crutchlow
5. Danilo Petrucci
6. Maverick Viñales
7. Daniel Pedrosa
8. Johann Zarco
9. Andrea Iannone
10. Jack Miller...

Proporrei una standing ovation per il decimo classificato. Non che abbia fatto qualcosa di particolare, ma essere omonimo di un dentista che anni fa si "improvvisò" pilota di Indycar è comunque un notevole primato!

Infine, dato che l'argomento del giorno pare essere "italiani che vincono in campionati internazionali" vorrei passare alle quattro ruote per ricordare che è la vigilia del 19 Marzo.
Il 19 Marzo di dodici anni fa Giancarlo Fisichella vinse il GP della Malesia, seconda prova del campionato di Formula 1 2006. Si tratta, ad oggi, dell'ultima vittoria ottenuta in Formula 1 da un pilota italiano.

IMSA 2018: la 12 Ore di Sebring

Sottotitolo: stavo pensando al GP d'Australia imminente e non è un caso che mi sia messa a parlare del GP d'Australia

Se undici anni fa avessi avuto un blog, probabilmente avrei parlato in modo mainstream di eventi mainstream.
La notte tra il 17 e il 18 Marzo 2007 fui tentata di mettermi davanti alla TV alle quattro di notte per vedere i primi giri del gran premio d'Australia, ma poi rinunciai a quell'intento perché sapevo che, se l'avessi fatto, non sarei andata a letto prima delle sei di mattina.
Avrei parlato di un evento mainstream come quello, andando probabilmente a concentrarmi sui luoghi comuni: addio MSC, addio MSC, addio MSC, ora che ti sei ritirato i tuoi fanboyhhhh smetteranno di seguire la Formula 1, perché loro la guardavanohhhh solohhhh per tehhhh e l'avrebbero guardata anche se fossi sempre arrivato ultimo (risate in sottofondo).
Non preoccuparti, MSC, in realtà i tuoi fanboyhhhh sono dei ferraristi sfegatati a cui andrebbe bene vedere la Ferrari vincere con CHIUNQUE al volante...
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...quindi tutti a guardare la Formula 1 di nuovo, magari non appena ci sarà un gran premio alle 14.00 invece che in nottata, in nome di Iceman il nuovohhhh eroehhhh.
Scusate la schiettezza, ma la realtà dei fatti ce l'avevo sotto agli occhi allora e ce l'ho sotto agli occhi adesso, a maggiore ragione. Undici anni fa Raikkonen partì dalla pole e vinse il suo primo gran premio vestito di rosso e la gente in crisi d'astinenza che sosteneva non si sarebbe mai abituata alla "nuova" Formula 1 vi si abituò in due secondi contati.

Ho già scritto pochi giorni fa, nel commento al Gran Premio di St.Pete, che ci sono stati soltanto due ritiri, a livello abbastanza mainstream, che non mi hanno lasciata perplessa o sconvolta. Il ritiro di MSC al termine del 2006 fu uno di quei due casi: sentivo che la sua carriera era terminata e sentivo che era giusto così. Il 2007, addirittura, era un modo per andare avanti, per rendersi conto davvero che MSC era stato un importante pilota nella storia della F1, ma che di per sé non era la F1. Non so se mi spiego.
E' stato molto diverso vedere H3lio Castroneves ritirarsi dal campionato di Indycar, più o meno volontariamente...
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...ma guess what? Proprio in questo weekend, con la 12 Ore di Sebring, inclusa nel campionato IMSA, sono tornati in pista proprio Castroneves, Juan-Tombino e compagnia bella (i due, che sono al volante delle due Penske Acura, hanno comunque avuto pochissime soddisfazioni, anzi nessuna, nel corso del weekend), anche se in assenza di Alonso non c'erano sicuramente telecronisti che facevano un salto sulla sedia esclamando cose tipo quella che ho sentito davvero durante la 24 Ore di Daytona. Era qualcosa che suonava come: OMG!!111!!!1 Alonso ha appena superato uno dei campioni in carica del WEC categoria LMP2!!!11!!!1!!!... ecco, appunto, Bruno Senna, uno che non mi sarei mai e poi mai aspettata che in un qualunque universo potesse venire superato da Alonso.
Però sì, in effetti è stata una sorpresa: diversamente da Petrov che è un signor nessuno anche nell'endurance, Mr Gaelle qualcosa di buono la combina, quindi è sorprendente che non abbia opposto la stessa resistenza di Petrov. Forse perché Daytona non è negli Emirati...

Va beh, basta parlare di Daytona, parliamo di Sebring: la vittoria è stata ottenuta dalla Nissan guidata da Pipo Derani, Johannes Van Overbeek e Nicolas Lapierre.
La Nissan è giunta al traguado davanti alle due Cadillac che hanno completato il podio. Quella che si è classificata seconda era guidata da una nostra vecchia conoscenza della Indycar, Ryan Hunter-reay, i cui compagni di squadra erano Renger Van Der Zande e Jordan Taylor.
Nonostante il gradino più basso del podio, è stata una giornata positiva per l'ex pilota di Formula 1 Felipe Nasr, per l'ex indycar Mike Conway e per il loro compagno di squadra Eric Curran: il risultato, infatti, è stato sufficiente per andare ad accaparrarsi la vetta della classifica.
Nelle altre classi, si segnala il primo posto della Porsche in GTLM (piloti Nick Tandy, Frederick Makowiecki e Patrick Pilet), mentre il primo posto è andato alla Lamborghini Huracan (Madison Snow, Bryan Sellers e Corey Lewis) in GTE.

sabato 17 marzo 2018

Gli old gold days in cui il mondiale, a metà marzo, era iniziato già da un po'

Immagine di proprietà di motorsport.com
Non sono certa che fossero veri e propri old gold days, perché la stagione terminava in ottobre invece che alla fine di novembre, ma si sa che per esigenze sceniche in un titolo si può scrivere qualunque cosa. Non si può però scrivere "gli old gold days in cui JPM non era ancora lievitato", se no poi c'è un'insurrezione popolare che parla di body-shaming e di fat-phobia, nonostante la vera ragione per cui si parla della corporatura di Montoya non sia sbeffeggiare le persone che ne condividono la stessa corporatura, ma appunto evidenziare che le persone che ne condividono la corporatura spesso non sono sportivi d'alto livello. Ad ogni modo il 17 Marzo di sedici anni fa Juan Pablo Montoya fu il primo pilota ad aggiudicarsi un drive through in Formula 1. Il motivo: cozzò contro Michael Schumacher che poi fu il primo a dire che la penalità era eccessiva.
Ralf Schumacher ne approfittò per andare a vincere il gran premio e, dato che apparentemente in Formula 1 all'epoca non c'era nessuno a parte loro, gli Schumontoya superarono le loro peripezie indenni abbastanza da salire sul podio, JPM secondo e MSC terzo.
Fu una delle due occasioni in cui la Ferrari non vinse in quella stagione, l'altra fu Monaco, dove la Ferrari non vince dal 2001 (sì, lo so che Vettel ha vinto l'anno scorso, ma fingere che non fosse accaduto doveva servire per generare suspense). Di due occasioni, la Williams ne colse una per centrare una doppietta.
So che all'epoca ero nel pieno di una lunga fase della mia esistenza in cui non odiavo la Williams al pari della McLaren, ma in cui ero profondamente irritata per il fatto che la Williams fosse presente, ma credo che, sedici anni dopo, una doppietta Williams meriti di essere festeggiata. *-*

Sorrisi e pensieri strappalacrime

Era il 17 Marzo 2013 e Raikkonen, immortalato sul podio del Gran Premio d'Australia, sorrideva come se non ci fosse un domani in cui vincere altri gran premi...
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...e aveva ragione, perché statistiche alla mano, dopo quel giorno non ha più vinto nessun gran premio: cinque anni di vuoto, cinque anni senza salire sul tetto del mondo.

Accanto a lui, da un lato c'era Alonso, che stranamente sorrideva meno di Raikkonen. Spagna 2013: non è che a lui manchi più di tanto e, viste le premesse, c'è caso che anche lui completi cinque anni senza vittorie.
Accanto a Raikkonen, dall'altro lato, c'era Vettel con un sorriso a trentadue denti, che forse stava a significare "ti accontenti con poco, se ti basta iniziare un anno con una vittoria, io intendo terminarlo con nove vittorie una dopo l'altra".


Primo gran premio, primo podio: suck my balls Hulk!


Sembra passata una vita dal 16 Marzo di quattro anni fa e il fatto che, guardando la differita Rai, mio padre abbia a suo tempo commentato i piloti presenti sul podio osservando che Kmag era un potenziale candidato al titolo rende tutto ciò mooooooolto più lontano di quanto non sembri.
Era il gran premio d'esordio della stagione 2014, il primo gran premio di Ricciardo alla Redbull, il primo gran premio in cui la Redbull, dopo tanto tempo, dimostrava di non essere più la vettura da battere.
Ricciardo si rese protagonista di un insolito evento: si ribaltò sul podio diventando protagonista delle meme di quei giorni. Tutto era iniziato quando uno dei tipi giunti a consegnare i trofei era fuggito a gambe levate per non essere sommerso di champagne. Probabilmente pensava che Rosberg e Ricciardo facessero una bella coppia, quindi nella fuga spinse Rosberg addosso a Ricciardo e il povero Dani-Smile ne pagò le conseguenze!
Il secondo posto di Ricciardo durò il tempo di una partita a briscola, poi venne squalificato e Kmag, che presenziava sul terzo gradino del podio, giunse quindi secondo. Quello che contava, comunque, era avere colto il podio al primo gran premio. Poi non ne ha più ottenuti altri, ad oggi, ma comunque il suo amichetto Hulkenberg sta ancora schiattando d'invidia.
Pur non essendo presente fisicamente sul podio, Button chiuse terzo: si tratta del suo ultimo podio in Formula 1.

venerdì 16 marzo 2018

Una questione di farfalle allo stomaco

Ricordo che, qualche mese fa, ho avuto l'onore di ricevere un like su Twitter da parte di Charles Leclerc, appena divenuto vincitore del campionato di Formula 2, il quarto pilota dopo Hamilton, Hulkenberg e Vandoorne (spero di non avere scritto nulla di inesatto) a vincere il titolo nell'anno del debutto in GP2/F2.
Ricordo di avere pensato che sarebbe stato un bel ricordo, un giorno, avere ricevuto un like da Leclerc, in un momento in cui probabilmente non avevamo idea di chi sarebbe diventato un giorno.
Non è da me.
Non ho l'abitudine di fare castelli in aria sul futuro dei piloti junior.
In realtà non ho mai avuto tutto questo interesse nemmeno per chi vinceva il campionato di GP2: non che abbia mai avuto molte occasioni di seguirlo, prima di decidere di mettermi d'impegno per farlo almeno a livello di highlights e se possibile vedendo anche le gare, ricordo che, quando lo trasmettevano in TV, a volte ci guardavo, occasionamente.
Erano vecchi tempi. C'erano piloti tipo Bruno Senna e Karun Chandhok, che hanno debuttato in Formula 1 una vita fa. Ho qualche ricordo anche più recente: Davide Valsecchi, Luiz Razia... ma si tratta comunque dei tempi passati.
Non ho mai pensato che chi vinceva la GP2 avesse un meraviglioso avvenire davanti. Anzi, a suo tempo vedevo chiunque venisse fuori dalla GP2 e non andasse vicino a vincere il titolo alla prima stagione in F1 come gente che non sarebbe arrivata da nessuna parte, perché...
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...mhm, non lo so, non preoccupiamoci del perché, forse perché non lottavano per il campionato già alla prima stagione e forse erano destinati a non arrivare mai a quei livelli. Se stavano in HRT e compagnia bella erano personaggi pittoreschi, se stavano in qualche squadra più altolocata mi facevano un po' storcere il naso, a volte. Nel caso avessero la malsana abitudine di finire nel mezzo di incidenti alla partenza innescati da loro stessi con una frequenza molto superiore al normale, erano la dimostrazione che la GP2 era il malehhhh assolutohhhh, nei confronti della F1.
Le cose sono cambiate parecchio, da quell'epoca. Ammetto che, non avendo visto che cosa succedeva prima del 2017, non posso fare valutazioni molto estese, tutto ciò che so è che ho visto, talvolta tramite highlight e talvolta vedendo la gara intera, che Charles Leclerc aveva indubbiamente qualcosa in più, da lì le mie allusioni mentali al suo avvenire.
Adesso, però, c'è qualcosa in più. Alla fine, per quanto vogliamo evitare qualcosa, in certe occasioni è impossibile evitare ciò che vorremmo evitare.
Non ho scelto di sentire le farfalle allo stomaco nel vedere un ragazzino di vent'anni che al telegiornale veniva intervistato per due secondi contati a proposito del team con il quale debutterà in Formula 1. È capitato la sera del giorno in cui è stata presentata l' "Alfa Romeo".
Non l'ho scelto ma è successo e non posso farci niente.
Conosco me stessa abbastanza da avere sospettato che un giorno qualcosa del genere potesse accadere (in una fanfic del 2016, dopotutto, accennavo al fatto che in un imprecisato futuro lui e Giovinazzi erano i piloti Ferrari), tutto quello che ignoravo erano le proporzioni...
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...e quello che non sospettavo mesi fa è invece che, qualunque sia l'avvenire di Leclerc, lui significa già per me molto di più di quello che significherà per tanti altri.

giovedì 15 marzo 2018

La sindrome di Wurz

Cose che si possono scoprire grazie a Twitter [X]: apparentemente James Hinchcliffe ha abitudini simili a quelle di Alex Wurz e le scarpe spaiate sono un trend che non si estinguerà mai!