sabato 11 dicembre 2021

Formula 2 2021: Oscar Piastri vince il titolo

Ad Abu Dhabi è venerdì e sta iniziando l'ultimo appuntamento della stagione, qualifiche, due gare sprint al sabato, dopodiché la feature race alla domenica. Il leader del campionato ha un vantaggio consistente, ormai non è più questione di chi vincerà il titolo, ma solo di quando. Nel frattempo Verschoor, che aveva perso il volante in MP alla vigilia dell'Arabia Saudita, ha di nuovo un sedile, sostituendo Enzo Fittipaldi rimasto infortunato domenica a Jeddah.
Questa è la line-up per l'ultimo evento del campionato:

Prema - Robert Shwartzman, Oscar Piastri
Uni Virtuosi - Guanyu Zhou, Felipe Drugovich
Carlin - Dan Ticktum, Jehan Daruvala
Hitech - Liam Lawson, Juri Vips
ART - Christian Lundgaard, Theo Pourchaire
MP Motorsport - Jack Doohan, Clement Novalak
Charouz - Guilherme Samaia, Richard Verschoor
Dams - Roy Nissany, Marcus Armstrong
Campos - Olli Caldwell, Ralph Boschung
HWA Racelab - Logan Sargeant, Alessio Deledda
Trident - Bent Viscaal, Marino Sato

È venerdì, quindi è giorno di qualifiche, la pole position se la aggiudica proprio Piastri, il che elimina, con i quattro punti da lui guadagnati, Zhou dalla lotta per il titolo. Rimane ancora in corsa per il titolo Shwartzman, ma dovrebbe essenzialmente vincere tutto con Piastri senza punti o quasi per ottenere il campionato.
Questi sono i primi dieci:

Piastri - Doohan
Zhou - Shwartzman
Boschung - Pourchaire
Lawson - Drugovich
Ticktum - Daruvala...

È sabato mattina (primo pomeriggio a Yas Marina, oserei dire, nel senso di primissimo pomeriggio) e parte la prima sprint race con reverse grid, quindi è Daruvala a partire dalla pole. Mantiene la posizione, per mantenere viva la tradizione: anche nel 2020 la gara in cui è stato assegnato il titolo l'ha vinta lui. Precede Drugovich, mentre Piastri supera in corso d'opera il compagno di squadra per prendersi il podio. È più che sufficiente per diventare campione in anticipo.

Daruvala
Drugovich
Piastri
Shwartzman
Lawson
Ticktum
Pourchaire
Zhou
Boschung
Armstrong

Dopo il sabato mattina viene il sabato pomeriggio (la prima serata a Yas Marina, dopo le qualifiche della Formula 1), nel quale Armstrong ha la pole da reverse grid per la seconda sprint race. Manterrà la leadership fino a gara inoltrata, finché non sarà costretto al ritiro per problemi tecnici, al restart dopo una safety car, dovuta a un incidente tra un Piastri sottotono e Vips. La vittoria va quindi al futuro pilota Alfa Romeo.

Zhou
Shwartzman
Boschung
Ticktum
Drugovich
Lawson
Daruvala
Doohan
Pourchaire
Viscaal

Manca solo una gara alla fine della stagione, quella della domenica mattina, in cui Piastri scatterà dalla pole, visto che la griglia di partenza sarà quella della qualifica di venerdì. Ci riaggiorniamo quindi domani con gli ultimi risultati stagionali. Per il momento non mi resta che complimentarmi con Piastri: campione della Formula Renault nel 2019 (una delle serie confluite nella Formula Regional by Alpine), della Formula 3 nel 2020 e anche della Formula 2 nel 2021. Niente male, un curriculum del genere non ce l'hanno neanche Russell, Leclerc e soci vari. Speriamo che l'Alpine, di cui è stato ingaggiato come terzo pilota, presto o tardi gli dia una vera chance.

EDIT 12.12.2021 /// Altra vittoria per Piastri nella feature race di stamattina con il podio completato da Zhou e Drugovich. Dietro di loro hanno chiuso tra i primi dieci anche Pourchaire, Shwartzman, Ticktum, Armstrong, Vips, Boschung e Verschoor.




venerdì 10 dicembre 2021

Una telecronaca degli anni '60

Per l'appuntamento con il vintage di oggi facciamo un salto in un'epoca che finora non ho mai coperto molto sul blog, gli anni '60. Nello specifico, dopo avere visto un gran premio dell'epoca trovato su Youtube, vi racconto come fosse la copertura televisiva, da quanto si intravede. Vi racconto anche un po' della gara e di come funzionassero le cose ai tempi, ma credo sia doveroso parlare chiaro fin da subito: i gran premi degli anni '60 non fioccano in giro per Youtube, quindi ho visto l'unico di cui ho trovato la copertura televisiva completa (concetto diverso da quello di "gara completa", ma ve lo spiego dopo). Tale evento è il Gran Premio di Montecarlo 1967, quello in cui è morto Lorenzo Bandini. Quindi non aspettatevi narrazioni di eventi allegri o cose del genere. Da parte mia, cercherò di parlarne il meno possibile per focalizzarmi di più sull'aspetto puramente televisivo, ma qualche cenno ovviamente ci sarà.

La gara trovata su Youtube ha telecronaca in francese (lingua che ho studiato alle medie e alle superiori e che per mi ricordo ancora, almeno abbastanza per capire chi lo parla in modo fluente dentro una cabina di commento). Sembra una trasmissione in diretta, ma non viene trasmessa l'intera gara. Siamo verosimilmente all'interno di un programma sportivo francese che dà la linea a collegamenti esterni. La Formula 1 viene trasmessa per spezzoni di una quindicina di giri per volta (intervallati da servizi dedicati ad altri sport), all'inizio di ciascuno dei quali viene dato qualche aggiornamento. Prima di iniziare c'è anche il pre-gara, nel quale vediamo anche Jim Clark nei pressi del suo best friend forever Graham Hill. Il telecronista, inoltre, ci introduce alla griglia di partenza, con solo sedici vetture, perché a quanto pare solo sedici piloti si qualificano a Montecarlo in questo periodo storico.

Uno dei piloti non qualificati è Jean-Pierre Beltoise (famoso anche per essere il marito della sorella di François Cevert) che come sarebbe accaduto in tempi più recenti ad altri piloti fa il proprio intervento in cabina di commento venendo intervistato a proposito della gara. Si parla del fatto che al primo giro Jack Brabham (Brabham), partito dalla pole, abbia rotto il motore spargendo olio sulla metà del tracciato. Lorenzo Bandini (Ferrari) che gli partiva accanto e che è scattato in testa alla gara al via, sull'olio ha commesso una sbavatura al secondo giro venendo superato da Denny Hulme (Brabham) che ha poi perso la posizione a vantaggio di Jackie Stewart (BRM). Secondo Beltoise bisogna guidare come acrobati in quelle condizioni e crede che Stewart abbia buone doti di "acrobata". Tuttavia si ritirerà al 14° giro per un problema tecnico e da percorrere ce ne sono 100 in totale.

Siamo già a cinque ritirati, sono usciti di scena anche Johnny Servoz Gavin (Matra), Dan Gurney (Eagle) e Jochen Rindt (Cooper) tutti per noie meccaniche. A questo punto la linea va allo studio e il collegamento riparte intorno al 45° giro. Sono usciti per guasti anche Joseph Siffert (Cooper) e John Surtees (Honda) per dei guasti, mentre pare che Jim Clark (Lotus) abbia rotto una sospensione in un contatto con qualcosa, fatto avvenuto da poco. C'è ancora in testa Hulme, che precede Bandini. Il suo gap di 20+ secondi si è più che dimezzato, allo stesso modo in cui si sono dimezzate le vetture in pista: adesso sono otto, anche se poco dopo la linea allo studio scenderanno a sette dopo il ritiro di Piers Courage (BRM). Il fatto che le vetture in pista siano otto viene spiegato con chiarezza dal telecronista che elenca spesso le posizioni dei piloti ancora in gara.

Non so come fosse sui canali televisivi delle altre nazioni, perché purtroppo non ho avuto modo di vedere nulla che non sia almeno di una decina d'anni più recente, ma devo dire che questa telecronaca francese, per gli standard di copertura che la TV dei tempi dava, mi sembra tutto sommato buona. Basta considerare che 1) durante la gara non c'è una grafica, 2) viene di fatto trasmessa meno della metà della percorrenza totale, ma si riesce comunque a capire cosa stia succedendo e chi occupi almeno le prime posizioni (anche quelle più retrostanti, ascoltando con attenzione). In più ci sono interventi da parte di piloti, uno è il già citato Jean-Pierre Beltoise, l'altro Henri Pescarolo, nel 1967 impegnato in Formula 3, che compare in un momento successivo, ai quali vengono chieste impressioni sull'andamento della gara.

Veniamo al punto dolente della giornata: dopo una delle "pause" si torna in linea con un incendio. Bandini è andato a sbattere alla chicane del porto, è finito contro uno dei covoni di paglia che vengono usati come barriere e la vettura ha preso fuoco dopo un cappottamento. Il telecronista si ritrova a raccontare ciò senza avere fino in fondo idea di cosa stia succedendo: le voci giunte in cabina di commento dicono che il pilota sia sceso dalla vettura prima che scoppiasse l'incendio. Non è andata così e non è andata nemmeno come (secondo fonti attuali) pensano i soccorritori, convinti che Bandini sia stato scagliato fuori dalla vettura e sia finito in mare. In realtà il pilota si trova ancora interno della vettura, i soccorsi saranno tutto tranne che tempestivi... e nel frattempo, come da buona tradizione del periodo, la gara procede così come se niente fosse e sembra che tutto ciò sia normale.

Potrei dire tante cose, ma mi soffermo sul telecronista, che di fatto si limita a raccontare i fatti, aggiungendo comunque una considerazione inevitabile. Alla fine, quando ormai è abbastanza chiaro il destino di Bandini e che si è trattato di un incidente grave, osserva in tono quasi critico che va sempre così, se c'è un incidente grave la prima cosa da fare è fingere che le cose siano meno gravi di quanto siano effettivamente, cosa che anche stavolta è stata fatta. Sulla gara che procede nonostante tutto, evidentemente la forza dell'abitidine fa sì che nemmeno chi sta in cabina di commento si ponga delle domande... e non parlo di etica o di rispetto per i morti. Parlo piuttosto di sicurezza e del mancato rispetto di chi è vivo, perché ci sono commissari che cercano di domare un incendio e monoposto che vi passano accanto con al massimo bandiere gialle locali.

Poi i 100 giri del gran premio finiscono. Denny Hulme effettivamente vince, precedendo la Lotus di Graham Hill. Sul gradino più basso del podio sale Chris Amon, compagno di squadra di Lorenzo Bandini. Sono sei in totale i piloti che giungono al termine, dietro di loro ci sono Bruce McLaren (McLaren), Pedro Rodriguez (Cooper) e Mike Spence (BRM). Si tratta dell'ultima edizione in cui il GP di Montecarlo dura 100 giri. Anche a causa dell'accaduto la percorrenza viene ridotta, inizialmente a 80 giri, in quanto la gara nella sua percorrenza originaria risulta troppo estenuante per piloti e vetture. Poi, altra conseguenza, è il passaggio a barriere più fire-proof rispetto a quelle di paglia. Questo, però, nel momento in cui si chiude la telecronaca è ancora futuro lontano. Il presente impone di dare la linea allo studio, come già accaduto più volte nel corso della giornata. Au revoir Mesdames, Mesdamoiselles et Messieurs, dal 1967 è tutto.


giovedì 9 dicembre 2021

Mentre Prost e Alboreto lottano a distanza per il mondiale, De Cesaris vola! - GP Austria 1985

Siete stanchi di sentire parlare di un gran premio con una bandiera rossa data alla ca**o il cui risultato è stato avere i due championship contenders appaiati a pari punti in classifica piloti? Bene, oggi parliamo di quanto accaduto a Zeltweg nel 1985... ovvero di un gran premio (che per onore di cronaca ho scelto a caso conoscendo bene in prevalenza l'episodio che dà il titolo al post) con una bandiera rossa data alla ca**o il cui risultato è stato avere i championship contenders appaiati in classifica. Però mancavano ancora sei gran premi alla fine della stagione, quindi il contesto era molto diverso da quello del gran premio della scorsa domenica. E soprattutto erano gli anni '80, quindi le bandiere rosse date alla ca**o dopo un incidente al primo giro non erano neanche una cosa così inaudita.

Nelle prime due file ci sono due McLaren intervallate da due Williams: Alain Prost è in pole davanti ai baffi di Nigel Mansell e a Niki Lauda che a sua volta precede i baffi di Keke Rosberg. Il tre volte campione del mondo ha annunciato di recente il proprio ritiro e sarà sostituito nell'anno seguente da Sexy Baffo, al posto del quale arriverà in Williams Nelson Piquet. Mario Poltronieri, in cabina di commento insieme a Clay Regazzoni, aggiunge un rumour di mercato piloti: a prendere il posto di Stefan Johansson in Ferrari potrebbe essere nientemeno che Andrea De Cesaris! Il sito statsf1.com, tuttavia, riporta che il più probabile candidato alla sostituzione del pilota svedese è Stefan Bellof. Giusto, perché in questo gran premio c'è anche Bellof e quindi potrei mettermi a fangirleggiare in modo random.

Si parte, Mansell quasi si dimentica di partire, le due McLaren vanno davanti a tutti... e niente, dietro ci sono delle vetture ferme. Pare che per rallentare la Williams alcuni piloti siano finiti gli uni addosso agli altri, ci sono fermi Michele Alboreto (Ferrari), Teo Fabi (Benetton) e Gerhard Berger (Arrows). Le vetture potrebbero essere tranquillamente rimosse, la pista non è particolarmente ostruita, ma il direttore di gara sta già armeggiando con la bandiera rossa perché... non preoccupiamoci del perché. Questo significa che la gara è stata sospesa al primo giro, quindi ci sarà partenza da distanza originale e i piloti incidentati potranno prendere parte alla gara con la vettura di riserva.

Non so se sia un bene o un male. I driverstosurvivers di oggi sicuramente non avrebbero potuto tollerare tutto ciò e avrebbero cambiato sport, quindi forse era un bene. Si riparte, Mansell parte di nuovo al rallenty, Rosberg invece parte bene e si inserisce tra le due McLaren... non per molto, comunque, si ritirerà di lì a pochi giri per un problema tecnico. Dietro alle due McLaren troviamo quindi la Brabham di Nelson Piquet, la Lotus di Elio De Angelis... e poi ecco, c'è Mansell, mentre dietro Fabi completa la zona punti dopo avere sopravanzato Patrick Tambay (Renault) a causa di un pitstop di quest'ultimo. Tambay precipiterà nelle retrovie restando alle spalle dell'Alfa Romeo di Riccardo Patrese fino al ritiro di quest'ultimo, notizia che riporto perché i suoi fanboy imolesi potrebbero esserne soddisfatti.

Il momento top della gara avviene al tredicesimo giro: De Cesaris mette le ruote sull'erba bagnata, dopo uno scroscio di pioggia avvenuto la notte tra sabato e domenica, sbatte e la sua vettura *sponsorizzata Candy* spicca il volo. La Ligier fa diversi giri, un volo acrobatico che verrà perculato da Senna con le parole "De Cesaris having a small accident" per un video della TV inglese in cui commenterà a fine anno alcune fasi della stagione. Il pilota ne esce illeso, ma sporco di fango. Guy Ligier, non molto soddisfatto della sua performance, lo metterà alla porta. Ma who kers, c'è la Ferrari che lo aspett-... ah, no. Piccola considerazione: l'incidente in partenza ha provocato la bandiera rossa, qui invece ci sono commissari che vanno a raccattare pezzi di vettura sparsi ma va tutto bene così. Mi piace come negli anni '80 le cose fossero fatte random ma il random fosse genuinamente la logica che reggeva tutto.

Verso metà gara assistiamo al ritiro quasi simultaneo dei Mansellquet, entrambi fermati da guasti al motore, e ci ritroviamo a questo punto con due McLaren, due Lotus e due Ferrari nelle prime sei posizioni. La Lotus al terzo posto è quella di Ayrton Senna che ha superato già da un po' il suo compagno di squadra, mentre a completare la zona punti ci sono Michele Alboreto e Stefan Johansson l'uno davanti all'altro. I due ferraristi recupereranno posizioni quando De Angelis sarà costretto a una sosta ai box... ma non è il solo: si ferma anche Prost per cambiare gomme e lascia di conseguenza la strada libera a Lauda che si porta in testa del suo gran premio di casa. Mi auguro che il pubblico di Zeltweg sia più affezionato a lui di quanto il pubblico di Imola sia affezionato ai piloti italiani, ma sarà sicuramente così.

Piccola parentesi, sembra che Lauda sia visto come un V3KkYaCçY0 che dovrebbe ritirarsi, il che non stupisce dato che aveva quella reputazione anche diversi anni prima, e Poltronieri, prima della sosta di Prost, osserva come il francese abbia probabilmente dei problemi, se Lauda gli sta dietro senza troppe difficoltà. Lauda viene prontamente difeso dall'amico ed ex compagno di squadra Regazzoni, che osserva come non sia un pilota finito e come sia normale che giri sugli stessi tempi di Prost. *Laudazzoni vibes!* Quando Lauda è in testa, poi, Regazzoni riferisce anche di avere in precedenza parlato con Niki del fatto che questo non intenda far passare Prost per logiche di campionato qualora le dinamiche di gara li mettano in quella potenziale condizione. Prost, però, gira molto più forte di Lauda dopo la sosta.

È secondo, le Lotus - anzi, l'unica Lotus rimasta in zona podio virtuale - lo seguono a debita distanza, ma Lauda sembra avere ancora il coltello dalla parte del manico. Può permettersi di perdere terreno ancora per un bel po' di giri senza perdere la posizione... ma si rivela un discorso astratto, in quanto è costretto al ritiro ed è Prost a riprendere il comando della gara. Alboreto risale al terzo posto e Poltronieri osserva come con quei risultati lui e Prost saranno appaiati in testa alla classifica. Siamo tuttavia in epoca in cui si "scartano" alcuni risultati e Poltronieri e Regazzoni dibattono su chi sia aiutato dal maggiore o minore o minore numero di ritiri, almeno finché non si rendono conto che devono continuare la cronaca.

Ripresa la prima posizione, Prost la mantiene fino al traguardo e vince precedendo di parecchio le quattro vetture ancora a pieni giri di Senna, Alboreto, Johansson e De Angelis. Sì, c'è anche un podio Prosenna proprio quando non ci passava neanche per la testa l'idea. <3 Completa la zona punti Marc Surer su Brabham. Settimo si classifica Stefan Bellof (Tyrrell), che per l'ultima volta che vedrà la bandiera a scacchi in un gran premio, dato che si ritirerà nel successivo GP d'Olanda, l'ultimo disputato prima della sua morte gareggiando in endurance. Ottavo giunge Thierry Boutsen, che in precedenza avevamo visto duellare con il compagno di squadra Berger (poi ritirato), nonché nono Huub Rottengatter su Osella. Ritirato nelle fasi finali del gran premio, Tambay risulta decimo.

Era mia intenzione vedere anche il successivo evento di Zandvoort, che ha visto l'ultima vittoria in carriera per Lauda, ma purtroppo sembra non esserci su Youtube (dove per dirla alla Poltronieri ultimamente c'è stata una certa "falcidia" di video di gran premi completi, specie quelli con telecronaca italiana), quindi mi sono dovuta accontentare di un highlight. Succeduto in testa alla gara a seguito del ritiro di Rosberg, Prost è leader finché non è costretto a una sosta ai box. Ne esce terzo dietro al suo futuro best friend forever Senna e, dopo averlo superato, raggiunge Lauda... che mette finalmente in pratica l'intenzione confidata a Regazzoni in Austria, vincere il gran premio fregandosene del fatto che Prost sia in lotta per il titolo! Posso solo immaginare la soddisfazione di Clay.

PS. Sono seriamente impressionata dalle doti di attention seeker dei piloti che casualmente portavano sulla vettura lo sponsor Candy. Credo che vi dedicherò un post a parte, prima o poi, seppure partendo da una base solida: Derek Daly non lo batte nessuno.

mercoledì 8 dicembre 2021

Commento al Gran Premio dell'Arabia Saudita 2021

Ci sono commenti ai gran premi facili da scrivere e altri che non vengono fuori tanto facilmente. Quello che è successo sul circuito di Jeddah appartiene alla seconda categoria, ma non perché di per sé sia una gara difficile da raccontare, quanto piuttosto perché la gara, di fatto, non l'abbiamo vista. Abbiamo visto e ci hanno fatto vedere solo lo scontro tra gli Hamilstappen a cui il gran premio ha fatto da contorno, un contorno neanche troppo definito che non è mai stato messo in risalto. Vediamo di provarci, vediamo di andare a ricostruire la griglia di partenza.
La Q1 è stata un evento abbastanza regolare, in cui tuttavia abbiamo visto due... mhm... outsider? nel senso di out, che sono andati fuori. Erano Crazy Frog e Strollino che sono stati battuti anche dalla marmotta del Quebec e hanno preceduto gli Schuzepin. Al turno successivo hanno iniziato a uscire anche un po' di soggetti illustri. Il primo degli esclusi è stato Dani-Smile, che ha preceduto Iceman, il Divino Ferni, Multi-L nonché Carlito Fanboyz, che prima ha verniciato un muretto poi è stato rimandato in pista a rischiare di verniciarlo di nuovo dato che la vettura non era certo come prima della verniciatura. Una sola Ferrari è andata in top-ten, come si addice alle preferenze di una parte dei fanboy della Rossa ed era quella del Predestinatohhhh come più si addice al Vanz.
Il Predestinatohhhh si è piazzato al quarto posto in Q3 precedendo Checo, il Pokemon, Trollando, il Samurai, Oki e il nostro Pantene. I primi tre posti se li giocavano Verstappino e i Mercedes Bros e si sono strappati il miglior tempo a vicenda in più di un'occasione... gli Hamilstappen, perché il Vampiro Famelico non sembrava esattamente il favorito per la pole position.
Verstappino: "Il favorito sono io e ce l'ho anche enormehhhh."
Stava andando velocissimo e i tempi su cui girava a fine qualifica erano più che sufficienti per asfaltare il Prosciuttello. Solo che si è auto-asfaltato prima di completare il giro ed è dovuto accontentarsi del terzo posto dietro al Prosciuttello e al Vampiro.
Prosciuttello: "Così domani mi guarderai il cu*o. Anzi, guarderai quello del Vampiro e, quando si girerà verso di te, gli vedrai anche i canini."
Verstappino: "Io appartengo ancora alla generazione dei very uominy, quelli che non hanno paura dei vampiri."
Vampiro Famelico: "Credo che, se mi abbassassi le mutande, riuscirei comunque a spaventarti. Se ogni tanto mi vedi andare in giro con una carriola, la uso per trasportare il mio membro, perché viste le sue dimensioni è troppo pesante."
Verstappino: "Siamo alla vigilia del penultimo gran premio della stagione, perché stiamo parlando di dimensioni dell'ala mobile?"
Prosciuttello: "Questa domanda è carica di saggezza, di conseguenza è molto strano sentirla provenire dalla tua bocca...
...
...
...e in ogni caso non è più la vigilia del gran premio, ma il giorno del gran premio stesso. Quindi scattanohhhh le vetturehhhh e io scatto meglio di tutti voi messi insieme."
Le posizioni dei primi cinque non sono cambiate e non sembravano destinate a cambiare, anche Checo non è riuscito a procacciarsi una quarta e predestinata posizione...
Voce fuori campo: "Super fucsiahhhh!!!11!!!!1!!!!!1!!"
Predestinatohhhh: "OMG, qualcuno mi salvi. Crazy Frog, dove sei?"
Divino Ferni: "Non penso che ti risponda. Starà sicuramente da qualche parte nelle retrovie. Mi sorprende che non sia ancora finito in testacoda."
Crazy Frog: "Secondo me ci finisci prima tu."
Divino Ferni: "Mentre tu verrai speronato dal Samurai e poi anche da Iceman."
Crazy Frog: "Perché stai spoilerando la mia gara?"
Divino Ferni: "Meglio approfittarne adesso, che c'è qualcuno disposto ad ascoltarci. Aggiungo che, se tu non fossi rimasto coinvolto in quegli incidenti, avresti probabilmente continuato a occupare una posizione random di bassa top-ten, per essere stato uno dei pochi eletti ad avere cambiato gomme in regime di bandiera rossa."
Crazy Frog: "Quale bandiera rossa?"
Piccolo Principe: "BANZAAAAAIIIIIII!"
Quando il Piccolo Principe è andato a sbattere il posteriore contro una barriera, è stata mandata in pista la safety car mentre veniva riparata la suddetta barriera. Poi, a riparazione quasi ultimata, la gara è stata redflaggata perché... non preoccupiamoci del perché. Probabilmente per dare un po' di brio a un gran premiohhhh noiosohhhh, dato che Verstappino non si era fermato ai box ed era in testa e così aveva un cambio gomme free senza pitstop, surriscaldando gli animi del Prosciuttello in modo che il seguito si trasformasse in una gara nella gara per vedere chi ce l'aveva più grosso. Poi a completare l'opera c'è stato anche uno standing start, perché vuoi mai, ripartire dietro la safety car avrebbe potuto evitare di innescare un incidente e quindi spettacolohhhh. Mentre il Prosciuttello si appropriava della leadership, Verstappino si apprestava a riprendersi la prima posizione con tanto di taglio di chicane, spingendo da parte il Prosciuttello che è stato superato anche da Oki che stava davanti al Vampiro Famelico.
Oki: "Però è andata bene, perché non ci sono stati incidenti."
Checo: "Ti smentisco subito. Mi sono toccato con qualcuno in mezzo a un mucchio e mi sto girando. Dalle retrovie sopraggiunge Multi-L che di fatto si ferma per non travolgermi e viene travolto da Manzotin."
Caprone ignorante medio che segue la gara dagli States: "WOW SPETTACOLOHHHHH!!!111!!11!!111!!1!! Checo tornatene in Messico insieme a tutti i messicani come Montoya che ruba gli hamburger a noi cittadini del posto!!11!!!11!!"
Caprone ignorante medio ma non anti-messicano che segue la gara dagli States: "Quello che hai detto va contro il #WeRaceAsOne. La tua alimentazione, invece, probabilmente segue il #WeEatAsJuan."
Voce fuori campo: "Levatevi, è giunto il momento della successiva partenza."
Infatti dopo il crash di poco fa, la gara è stata redflaggata per la seconda volta e c'è stata di nuovo una partenza da fermi, nella probabile speranza che ci fossero altri incidenti. I piloti però hanno capito l'andazzo e si sono apprestati a ripartire, non prima che il direttore di gara contrattasse con la Redbull il fatto che, se non voleva essere penalizzato per avere superato il Prosciuttello fuori dalla pista, Verstappino doveva cedere la prima posizione al Prosciuttello e partire secondo sulla griglia.
Oki: "Scusate, tra di loro ci sarei io, dove dovrei mettermi?"
Direttore di gara: "Azz, tu sì che sei una bella gatta da pelare, perché sei in pista? Bastano due piloti per fare una gara, tutto il resto non ha importanza."
Oki: "Va beh, facciamo che mi metto sulla casella della pole davanti agli Hamilstappen, poi se non va bene fatemi un fischio."
Il Prosciuttello ha tentato di appropriarsi della leadership, ma ha lasciato la porta aperta a Verstappino che si è portato davanti lasciandolo a inseguire Oki, una semplice formalità. La top-5 era completata da Dani-Smile e dal Vampiro ma non importava a nessuno, tutto quello che contava era vedere se il Prosciuttello avrebbe raggiunto e superato Verstappino. Poi ogni tre per due veniva messa una virtual safety car e passavano dieci minuti prima che venissero raccolti i detriti che si staccavano dalla vettura di Crazy Frog ogniqualvolta qualcuno lo prendeva a bastonate.
Verstappino: "L'avevo detto io che ce l'ho enormehhhh."
Prosciuttello: "Avevi detto anche che non era opportuno parlare di dimensioni dell'ala mobile invece che della gara. Meriti di essere superato immediatamente."
Verstappino: "Guarda che mi riprendo la posizione."
Prosciuttello: "Mi pare che tu stia passando in una via di fuga però."
Verstappino: "Va beh, è licenza poetica."
Prosciuttello: "WTF?!?!?!?! Komehhhh tihhhh permettihhhh??22??22????2??? Restituiscimi subito la posizione."
Verstappino: "Non ci penso nemmeno."
Box Redbull: "Invece crediamo che ti convenga, viste le dinamiche con cui ti sei ripreso la posizione."
A quel punto Verstappino si è deciso: per far passare il Prosciuttello gli ha frenato davanti di botto, venendo lievemente tamponato.
Prosciuttello: "Sorry what?!?!"
Verstappino: "Che problemi hai?"
Prosciuttello: "Nessuno, ma sarai tu che avrai dei grossi problemi una volta che scenderemo dalle vetture."
Verstappino: "Quindi non scendi dalla vettura ora?"
Prosciuttello: "No, per tua sfortuna la mia ala anteriore non si è staccata e posso proseguire like a boss. Quindi preparati a cedermi la posizione, ma mettici del tempo, così nel frattempo arriverà la penalità nello stesso momento. E, mi raccomando, superami subito con il DRS aperto così farai anche la figura del co***one anche di più di quanto la stai già facendo. Poi, per completare l'opera, credo proprio che ti supererò di nuovo stando in bilico su due ruote, quindi trasformando la Formula 1 in motociclismo."
Il Prosciuttello si è portato in testa, Verstappino ha iniziato a rallentare un po' perché le sue gomme non erano più performanti tanto quanto prima e nel frattempo si parlava ancora di loro, anche se i Leclainz stavano duellando non inquadrati come i piloti Ferrari fanno tra di loro solo quando nessuno può vederli. Fanboyz, che era davanti fin dal momento del proprio cambio gomme in regime di bandiera rossa, ha perso la posizione. Il modo più triste di perdere la posizione, però, è toccato a Oki: terzo fino a una curva prima del traguardo, è stato sfilato dal Vampiro Famelico che aveva già da tempo strappato la quarta piazza a Dani-Smile.
Gli Hamilstappen sono poi stati convocati dai commissari dopo la gara (e dopo un podio in cui si erano ignorati, un passo avanti perché mi aspettavo bottigliate) per discutere della faccenda del rallentamento improvviso di Verstappino, il che ha fatto in modo che nessuno prendesse in considerazione il Pokemon sesto ma soprattutto Pantene finalmente di nuovo in zona punti. I commissari hanno penalizzato Verstappino che però ha mantenuto la posizione e andiamo verso Abu Dhabi con i due championship contenders esattamente a pari punti, con Verstappino in vantaggio perché ha una vittoria in più. Essenzialmente chi arriva davanti diventa campione del mondo e se si ritirano entrambi il titolo va a Verstappino, ragione per cui in molti si aspettano un finale tipo quelli tra i Prosenna. La differenza è che quelli sono sempre stati piloti di classe. Non mi sembra il momento opportuno per discutere di quanta classe abbia il Prosciuttello, ma Verstappino ha dimostrato di averne ben poca.

RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (Mercedes), 2. Max Verstappen (Redbull), 3. Valtteri Bottas (Mercedes), 4. Esteban Ocon (Alpine), 5. Daniel Ricciardo (McLaren), 6. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 7. Charles Leclerc (Ferrari), 8. Carlos Sainz (Ferrari), 9. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), 10. Lando Norris (McLaren), 11. Lance Stroll (Aston Martin), 12. Nicholas Latifi (Williams), 13. Fernando Alonso (Alpine), 14. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 15. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), Rit. Sebastian Vettel (Aston Martin), Rit. Sergio Perez (Redbull), Rit. Nikita Mazepin (Haas), Rit. George Russell (Williams), Rit. Mick Schumacher (Haas).

martedì 7 dicembre 2021

Formula 2 2021: Oscar Piastri sempre più vicino al titolo

Nel weekend appena passato a fare da contorno alla Formula 1 c'era anche la Formula 2 di ritorno da... mhm... ormai non mi ricordo più quanto tempo sia passato dall'ultimo evento disputato prima di questo fine settimana in Arabia Saudita. A Jeddah si è svolto il penultimo appuntamento della stagione e, siccome è passato tanto tempo, vi ricordo che vi è arrivato come leader della classifica Oscar Piastri, pilota del junior team Alpine nonché loro terzo pilota nella prossima stagione, seguito a una certa distanza da Guanyu Zhou, che vedremo debuttare in Formula 1 in Alfa Romeo al posto di Antonio Giovinazzi nella prossima stagione, decisione che ha lasciato molti (me compresa) con l'amaro in bocca visto che questo pilota aveva iniziato bene in Formula 2 due settimane fa, ma non si è mai davvero di fatto migliorato più di tanto e non è sicuramente il più convincente tra i piloti delle categorie minori.

LINE-UP: in tutto questo tempo qualcosa è cambiato e alcuni team hanno cambiato la loro line-up, anche con la presenza di alcuni piloti arrivati dalla Formula 3.

Prema - Robert Shwartzman, Oscar Piastri
Uni Virtuosi - Guanyu Zhou, Felipe Drugovich
Carlin - Dan Ticktum, Jehan Daruvala
Hitech - Liam Lawson, Juri Vips
ART - Christian Lundgaard, Theo Pourchaire
MP Motorsport - Jack Doohan, Clement Novalak
Charouz - Enzo Fittipaldi, Guilherme Samaia
Dams - Roy Nissany, Marcus Armstrong
Campos - Olli Caldwell, Ralph Boschung
HWA Racelab - Logan Sargeant, Alessio Deledda
Trident - Bent Viscaal, Marino Sato

QUALIFICHE: Piastri ha ottenuto la pole position nella giornata di venerdì, precedendo Shwartzman, Pourchaire, Lundgaard, Drugovich e soltanto sesto Zhou, il suo diretto inseguitore in classifica. Hanno completato la top-ten Boschung, Vips, Armstrong e Lawson e di conseguenza a Lawson è stata assegnata la pole position nella prima sprint race, quella con reverse grid dei primi dieci. La pole di Piastri infatti era valevole per la feature race di domenica. Lo ribadisco per l'ennesima volta: questo format lascia molto desiderare, quello visto tra il 2005 e il 2020 aveva mille volte più senso.

SPRINT I: Lawson non è riuscito a convertire la pole in vittoria, ma ha dovuto accontentarsi della seconda posizione, preceduto da nientemeno che Armstrong. I pensieri non possono fare a meno di andare ai lontani vecchi tempi in cui pensavamo che Armstrong fosse il pilota più promettente della FDA. Sembra ormai passata una vita, alcuni di noi molto probabilmente se ne saranno anche già dimenticati da tempo. A parte questo, Piastri si è classificato soltanto nono, che non gli è valso nessun punto, ma solo la seconda casella della griglia nella successiva gara serale. A Zhou è andata peggio: si è toccato con Lundgaard ed è precipitato in ultima piazza, dove è rimasto fino a fine gara. A Shwartzman è andata meglio, quinto al traguardo, sesto dopo l'applicazione di una penalità per "leaving the track and gaining advantage". Ci sono stati vari ritiri e contatti, specie nelle retrovie, ma tutto sommato come prima gara non è neanche stata troppo traumatica.

Armstrong
Lawson
Vips
Drugovich
Daruvala
Shwartzman
Lundgaard
Ticktum
Piastri
Viscaal

SPRINT II: disputata sotto le luci artificiali e non più durante il giorno, questa è stata più caotica di quella precedente, ma di un caotico ancora accettabile. Chi ci ha rimesso è stato Armstrong, coinvolto in un contatto. Chi ci ha rimesso è stato anche Vips, costretto al ritiro... e dopotutto sembrava strano che le cose potessero continuare ad andargli bene dopo essere salito sul podio! In testa si è portato Daruvala, inseguito da Pistri, ma la sua gara ha preso una brutta piega quando ha tagliato una chicane e si è procacciato in corso d'opera una penalità di cinque secondi. È stato in seguito protagonista di un lungo e intenso duello con Piastri, vinto dal leader della classifica che si è portato così in testa anche fisicamente. Daruvala, secondo in pista ma con la penalità ancora da scontare, ha avuto la mazzata finale con la safety car entrata verso la fine dopo un incidente di Lawson: aggiunti cinque secondi, è scivolato fuori dalla top-ten e dalla zona punti, che non coincideva con la top-ten: l'ottavo posto, ovvero l'ultimo punto disponibile, è andato a Zhou.

Piastri
Viscaal
Shwartzman
Ticktum
Doohan
Pourchaire
Fittipaldi
Zhou
Boschung
Drugovich

FEATURE: la gara veramente caotica è stata quella finale, prevista per domenica un paio d'ore prima del gran premio di Formula 1. Preceduta da una gara di altra categoria, è partita in ritardo a causa della sistemazione in corso di una barriera. Per qualche strana ragione le vetture sono state mandate in pista e fatte accodare dietro la safety car... al contrario. Nel senso, invece di andare nel giusto senso di marcia del circuito, sono state fatte andare nel senso opposto. Avrebbe potuto entrare negli annali come gara del trash, ma il destino che aveva era quello di essere sede, poco dopo, di uno schianto violentissimo, quando alla partenza la vettura di Pourchaire è rimasta ferma ed è stata colpita da quella di Fittipaldi, che proprio il giorno prima con il settimo posto nella seconda feature aveva ottenuto i suoi primi punti stagionali. La gara è stata redflaggata e i due piloti sono stati soccorsi, dopodiché è ripartita abbreviata a 20 minuti + 1 giro per rimanere entro i tempi, visto l'ormai imminente gran premio. Di quella percorrenza ne è stata percorsa più o meno la metà, un incidente nelle retrovie e la conseguente bandiera rossa hanno messo definitivamente fine alla gara.

Piastri
Shwartzman
Boschung
Zhou
Drugovich
Vips
Lundgaard
Armstrong
Lawson
Ticktum

POST-GARA: mentre da un lato Piastri è sempre più vicino al titolo, dall'altro Zhou ne è sempre più lontano e adesso si trova al terzo posto in classifica dietro anche a Shwartzman. Nel frattempo le notizie sui piloti coinvolti nell'incidente tardavano ad arrivare, anche se girava voce che Pourchaire fosse stato visto scendere autonomamente dalla propria vettura, seppure sia finito ugualmente in ospedale. C'era più preoccupazione per Fittipaldi e i media brasiliani hanno riportato la notizia non ufficiale che si fosse fratturato una caviglia. Sono passate ore e ore prima di avere dei veri e propri aggiornamenti e li abbiamo avuti dallo stesso Pourchaire e poi da Pietro Fittipaldi, riserva della Haas nonché fratello maggiore di Enzo. Oltre alla frattura alla caviglia, Fittipaldi ha riportato una ferita a un occhio, mentre Pourchaire sembra stare bene.

venerdì 3 dicembre 2021

La Brabham con il ventilatore: GP Svezia 1978

Mie care appendici aerodinamiche di dubbia regolarità, oggi facciamo un viaggio nel 1978, ma prima vorrei fermarmi un attimo per fare un saluto a G.S., il mio principale confidente in fatto di argomenti di un certo livello tipo "bellezza delle Ligier guidate da Jacques Laffite". La ragione per cui apro con un pensiero a lui rivolto è che so che gli piace parecchio la monoposto che ha vinto la gara di cui sto per parlare: la Brabham con il ventilatore. Per chi non fosse esperto di Formula 1 anni '70, contestualizzo: siamo in una stagione in cui la monoposto più competitiva è la Lotus, in cui i team tanto per cambiare litigano tra di loro a proposito delle rispettive presunte irregolarità e in cui la Brabham per contrastare lo strapotere della Lotus ha deciso di portare in Svezia monoposto con una particolare appendice esterna posteriore dalla forma di un ventilatore. Questo ventilatore sarà la fonte al contempo del successo e dell'insuccesso del team sul circuito di Anderstorp.

Sta per scattare la gara e le vetture sulla griglia sono disposte elegantemente e in perfetta posizion-... ah, no, siamo nei tardi anni 70, quindi le vetture sono vagamente allineate in modo piuttosto disordinato, con le Lotus e le Brabham non in questo esatto ordine nelle prime due file, dove file è un eufemismo. Marione Andretti scatta dalla pole position e mantiene la prima posizione mentre John Watson si vede strappare la seconda posizione dal compagno di squadra Niki Lauda. Poi per non farsi mancare nulla perde altre due posizioni, venendo sopravanzato nell'immediato e poco dopo dalla Arrows color oro di Riccardo Patrese e dalla Lotus di Ronnie Peterson. Segnalo la presenza di una terza Lotus, mi pare di capire una vettura di una stagione precedente e di un team privato, guidata da Hector Rebaque. L'ho citato tuttavia solo perché secondo me suonava bene, perché Rebaque non avrà alcuna rilevanza né nel bene né nel male. Sarà semplicemente un anonimo pilota presente sul tracciato.

Il telecronista tedesco è abbastanza preciso e spesso elenca tutti i piloti dal primo all'ultimo, dato che la grafica elenca di tanto in tanto solo le prime dieci posizioni (ed è comunque un notevole passo avanti rispetto a molte altre occasioni), sostenendo che ultimo è Jochen Mass. Secondo statsf1 il telecronista tedesco mente, dato che nelle prime fasi dietro di lui ci sono altre quattro vetture, l'ultima delle quali è guidata da Keke Rosberg, alla sua prima gara per l'ATS dopo che la Theodore ha deciso di non prendere parte alla seconda parte del campionato, o almeno così mi pare di capire. O molto più probabilmente il telecronista sostiene che Mass sia ultimo, perché ha a disposizione solo l'elenco delle prime venti posizioni. Questa è sicuramente la spiegazione corretta, ma nevermind, andiamo avanti, e soprattutto concentriamoci su chi sta davanti, perché Marione non sembra per niente destinato a lasciare la prima piazza, indipendentemente dai ventilatori altrui.

L'attrition rate è relativamente basso, diciamo che su ventiquattro vetture al via i due terzi giungeranno al traguardo. I primi ritiri iniziano con un contatto tra la Surtees di Vittorio Brambilla e la Tyrrell di Didier Pironi. O meglio, uno va a sbattere e l'altro abbandona la propria vettura sul tracciato, e si trovavano uno dietro l'altro, quindi i telecronisti deducono che ci sia stato un incidente tra di loro (cosa che viene confermata da statsf1). Il successivo ritiro è quello della Wolf di Jody Scheckter, che rientra ai box per un guasto dopo avere occupato una posizione abbastanza rispettabile ai margini della zona punti. Il successivo ritirato è poi un soggetto più illustre: si tratta di Watson. Risalito al quarto posto dopo una foratura di Peterson, finisce per prati mentre cerca di attaccare Patrese. Riesce a tirarsi fuori dall'erba, ma il motore della sua vettura di lì a poco darà forfait. La ragione? andando fuori pista, è entrato dello sporco nel motore tramite il "ventilatore" posteriore!

Mentre Ronnie Peterson rimonta verso la zona punti dopo la foratura e il cambio gomme, il suo ex compagno di squadra Patrick Depailler è costretto al ritiro per la rottura del motore. Va a parcheggiare nel box della Tyrrell e non sarà l'unico ad andare a parcheggiare. Un simile destino toccherà anche ad Alan Jones, che al volante della Williams era all'inseguimento della Arrows di Patrese. Pare abbia avuto un contatto con il pilota italiano (secondo statsf1) e che questo abbia portato alla rottura di una sospensione. Oltre a Depailler e Jones c'è già stato un altro ritirato, che ha rotto il motore e ha sparso olio per la pista prima di essere costretto al ritiro. Vi prego di prepararvi psicologicamente a questo momento, perché potrebbe essere un trauma per voi. Sedetevi e prendete la scatola dei fazzoletti, che sto per comunicarvi chi è il ritirato: si tratta di una Renault, più precisamente dell'unica Renault presente in pista, e penso possiate tranquillamente immaginare chi sia lo sventurato pilota che la sta guidando.

Sull'olio uscito dalla vettura di Jean-Pierre Jabouille, Marione ha una lieve scivolata e scarta di lato. Ne approfitta Lauda, che lo segue standogli negli scarichi da inizio gara, mentre dietro di loro chiunque ha distacchi consistenti. Niki passa in testa, trollando l'italo-americano che già ha sollevato, insieme per onore di cronaca a molta altra gente, dubbi sulla regolarità della monoposto con il ventilatore. Andretti tuttavia ha ben altro di cui preoccuparsi, perché il successivo ritirato è lui: si ferma per la rottura del motore. A quel punto Lauda non ha più concorrenza e tutto ciò che deve fare è amministrare l'ampio vantaggio che ha nei confronti di Patrese, che a sua volta fa gara a sé almeno fino alla parte conclusiva della gara quando viene raggiunto da Peterson che gli si mette negli scarichi e sembra intenzionato a portarsi a casa la seconda piazza nel proprio gran premio di casa, che tutto sommato ora gli sta anche andando meglio di come sembrava in un primo momento.

La fighissima Ligier di Jacques Laffite occupa la quarta piazza fino a pochi giri dalla fine quando avrà un problema tecnico e scivolerà settimo, superato da Patrick Tambay (McLaren), Clay Regazzoni (Shadow) ed Emerson Fittipaldi (Copersucar) che al momento della fine della gara sono ancora tra i primi sei e completano quindi la zona punti. Laffite chiude settimo precedendo la McLaren di James Hunt, poi completano i primi dieci le due Ferrari. Per lungo tempo in bassa zona punti, entrambi si sono fermati ai box. Gilles Villeneuve si classifica davanti a Carlos Reutemann avendolo superato nell'ultimo stint di gara. Seguono fuori top-ten la Shadow di Joachim Stuck, la Lotus di Hector Rebaque, l'ATS di Jochen Mass che è seguito dalla Arrows di Rolf Stommelen e dai baffi rigogliosi di Keke Rosberg, nonché da Arturo Merzario a bordo di una vettura del proprio team, non classificato perché non ha completato il 90% di gara essendo doppiato di parecchi giri.

Il podio - perché in effetti li ho abbandonati a loro stessi - è Lauda/ Patrese/ Peterson. Secondo statsf1 la gara è finita in polemica perché Peterson avrebbe accusato Patrese di averlo bloccato nei giri finali. Questo lascia pensare che anche negli anni '70 regnasse la filosofia del "you have to leave the space, all the time you have to leave the space". La polemica principale, tuttavia, è quella regolamentare, in quanto tutti sono convinti che la Brabham con il ventilatore sia irregolare ed effettivamente - dopo che è già stato deciso di non portarla al successivo evento - viene dichiarata proprio irregolare. L'irregolarità, tuttavia, non ha effetto retroattivo e la vittoria del GP di Svezia - ottava di un totale di sedici, considerata quindi l'ultima della prima parte del campionato (se non sapete di cosa sto parlando, riguarda la gestione dei migliori risultati dell'una e dell'altra parte, poi considerati per il punteggio finale) - rimane assegnata a Lauda. Purtroppo, però, a partire dal gran premio successivo non saremo più allietati dalla presenza del ventilatore.

mercoledì 1 dicembre 2021

Le gloriose peripezie di Jean-Pierre Jabouille: GP Austria 1980

Oggi ho intenzione di raccontarvi di un gran premio che meriterebbe maggiore considerazione, per via del suo risultato finale. Mentre non si fa altro che parlare delle gloriose vittorie di chi di gare ne ha vinte decine, si dà ben poco peso alle vittorie di chi le decine ce le ha di ritiri e le cui gioie si contano sulle dita della mano di un mutilato. Facciamo quindi un viaggio nel 1980, mondiale in cui il migliore attore non protagonista era lo sponsor Candy che, ve lo posso anticipare, anche questa volta ci tornerà a trovare. Non è tuttavia lo sponsor Candy il fulcro di questo post (anche se non escludo, prima o poi, di dedicarvi il degno approfondimento), quindi spostiamoci sulla prima fila del GP d'Austria. Siamo nel 1980 e a Zeltweg scattano affiancati i due piloti della Renault, Arnoux e Jabouille.

No, non toccate ferro, che è poco elegante. E poi questa volta non ce ne sarà bisogno, perché nonostante qualche piccola difficoltà iniziale, non accadrà niente di negativo a Jabouille. Al via passa in testa Jones e altri cercano di insidiare le posizioni delle Renault, ma le Renault si ritrovano in un battito di ciglia di nuovo 2/3. Poi andranno a superare entrambi Jones, con Arnoux che si porterà in testa alla gara dove rimarrà finché non avrà una foratura. Le gomme daranno parecchio filo da torcere ad Arnoux, che effettuerà un totale di tre soste nel corso della gara, precipitando fuori dalle zone di rilievo già dopo la prima. Con il suo primo problema passerà in testa il suo compagno di squadra Jabouille... e no, ve l'ho già detto, non è necessario toccare ferro, ero seria quando ho detto che non sarebbe capitato niente di negativo. Dopotutto penso che, almeno una volta, le cose potessero anche andargli bene.

Per un certo tratto di gara Giacomelli sembra nelle posizioni che contano, tenendosi dietro Piquet e Reutemann, ma si ritirerà a causa di una ruota non imbullonata dopo una sosta ai box. Piquet nel frattempo viene superato da Reutemann e poi anche da Laffite. Però il top lo si raggiunge quando Daly ha un cedimento e la sua vettura viene sbalzata fuori dalla pista, tra la vegetazione circostante, mettendo bene in mostra lo sponsor Candy. L'incidente è abbastanza spettacolare, ma Daly se la vede comunque piuttosto brutta, dato che rischia di impigliarsi sotto un recinto di filo di ferro e solo grazie a una certa dose di fortuna esce dall'incidente con la testa ancora attaccata al collo. Poi c'è un momento Candy soft: anche sulla Tyrrell di Jarier viene inquadrato lo sponsor, ma solo quando è costretto al ritiro subito fuori dalla pista, comunque uno dei piloti che riescono a farsi inquadrare meglio in concomitanza con il proprio ritiro.

La gara di Jabouille prosegue frattanto senza intoppi di sorta con un abbondante vantaggio su Jones ed effettuando doppiaggi random. Ci mette un po' a liberarsi di una Ferrari. Secondo il sito statsf1, il colpevole sarebbe Villeneuve e avrebbe ostacolato il doppiaggio perché convinto che Jabouille fosse doppiato di un giro, quindi nel suo stesso giro. Mi piace pensare che l'abbia scambiato per Arnoux, che effettivamente concluderà la gara nello stesso giro di Villeneuve. Stavolta però né l'uno né l'altro può fare nulla per far passare in secondo piano la vittoria di Jabouille, che comunque verso fine gara rischia di vedere la propria leadership andare in vacca per problemi di gomme. Girando sui cerchioni vede Jones, inizialmente a 10+ secondi di gap, avvicinarsi a meno di un secondo. Poi, per fortuna, la bandiera a scacchi interviene in suo soccorso e, all'età di trentasette anni e qualche mese (molti mesi, nello specifico) Jabouille ottiene la sua seconda vittoria in Formula 1.

La vittoria del 1979 (quella del duello degli Arneuve) è stato l'unico arrivo in zona punti della stagione, idem quella del 1980, per questo sventurato pilota, che per una volta riesce ad avere la soddisfazione di salire sul gradino più alto del podio, dove sembra anche piuttosto commosso nel momento dell'inno nazionale. Accanto a lui, sul podio, ci sono Jones e Reutemann, compagni di squadra alla Williams, uno in tuta bianca e l'altro in tuta rossa. In qualità di ex ferrarista in rosso, Reutemann potrebbe anche essere considerato un traditorehhhh della patriahhhh. Chiudono la zona punti Laffite, Piquet e De Angelis e si chiude così la decima prova del mondiale 1980 di Formula 1. L'undicesima sarà due settimane più tardi a Zandvoort in Olanda e potete stare tranquilli che Jabouille ritornerà ai suoi soliti standard, come vuole la tradizione dell'epoca.

Nello specifico anche al successivo gran premio le due Renault partono ancora dalla prima fila, ma Jones supera entrambi e si porta in testa, dove non resterà molto a lungo dato che danneggerà la vettura saltando su un cordolo e sarà costretto a una lunga sosta ai box. Uscito di scena Jones a lottare per la leadership sono Arnoux e Laffite, mentre in tempi brevi Jabouille viene costretto prima a fermarsi ai box e poi al ritiro. Sarà Piquet alla fine a portare a casa la vittoria e Laffite manterrà la seconda posizione fino a poco prima del termine, quando sarà superato da Arnoux e relegato al terzo posto. Reutemann chiude quarto dopo essere uscito vincente da un duello con Andretti che tuttavia è costretto a parcheggiare prima del termine perché finisce la benzina, lasciando a Jarier e Prost le posizioni finali della zona punti.

Torniamo ad Arnoux e al suo secondo posto strappato a fine gara: il sorpasso è favorito dal fatto che Laffite sia stato costretto a rallentare ritrovandosi nei pressi di un incidente abbastanza spettacolare, sempre legato a un certo pilota non protagonista al volante di una vettura non protagonista con uno sponsor non protagonista. Sponsor non protagonista, non so nemmeno se sia la definizione giusta. La vittima sacrificale è ancora una volta Daly che ancora una volta vede la propria vettura cedere di colpo. A distanza di pochi mesi dal suo volo di Montecarlo spicca di nuovo il volo in maniera piuttosto spettacolare, venendo immortalato mentre svetta nei cieli olandesi, come sfondo un pannello pubblicitario con un enorme omino Michelin che sembra correre verso di lui in suo soccorso.