giovedì 17 novembre 2022

Hulkenberg è dentro, Schumacher è fuori e il fanbase è fuori di testa!

Ci sono certe faccende che comportano di stravolgere i propri piani. A partire da oggi, infatti, intendevo postarvi una tripletta di post a tematica Formula 1 vintage e brasiliana (per essere specifici i gran premi del 2001, 1982 e 1972 di cui ho visto highlight e in un caso la gara intera - non usciranno in quest'ordine credo) ai quali ho lavorato lo scorso weekend e un po' nei giorni scorsi. Dovrò rimandare a domani, con un post al giorno venerdì, sabato e domenica, who kers di essere già ormai fuori tempo massimo per il Brasile. Lo faccio perché oggi mi sembra doveroso parlare di una faccenda che, per certi risvolti, mi sta lasciando un po' basita. Non sarebbe niente di che, in realtà: semplicemente stamattina è stato annunciato che Nico Hulkenberg passerà alla Haas nella prossima stagione e prenderà il posto di Mick Schumacher. Non ho dedicato post specifici ad avvicendamenti ben po' rilevanti, eppure stavolta ho alcune cose da dire, la maggior parte delle quali che non hanno a vedere con la decisione di mercato piloti in sé.

Sarò breve sulla questione di mercato piloti. Fino al 2020 la Haas non aveva mai mostrato alcun interesse a puntare su dei rookie ed è stato solo per motivi economici che per il 2021 ha schierato una livrea composta di due debuttanti. Direi di soprassedere su chi fosse uno dei due e sulle vicissitudini che l'hanno portato lontano dalla Haas. L'altro era Mick Schumacher, appunto, imposto dalla Ferrari in qualità di pilota FDA. Come ben sapevamo, un rinnovo tra Haas e Schumacher sembrava abbastanza improbabile, per una serie di ragioni: non ha mai avuto un buon rapporto con il team principal Gunther Steiner, il team sembra essersi risollevato a livello economico quindi era più difficile imporgli un pilota e per giunta lo stesso Schumacher non ha mai nascosto interesse per l'uscita dalla FDA e altre opzioni per il proprio futuro. Questo al di là da ogni considerazione su ipotetici risultati (a mio parere non brillanti, ma in varie occasioni dipinti come peggiori di quanto effettivamente non fossero): nei team relativamente poveri i risultati non sono sempre fondamentali.

Nel corso della stagione sono capitate vicende che potevano non sembrare probabili in un primo momento, tipo il passaggio in Aston Martin di Fernando Alonso, oppure il positivo debutto di Nyck De Vries, cosa che ha comportato una riduzione dei volanti potenzialmente disponibili, quindi è assolutamente normale che si ripeta il vecchio trend di un tempo: i piloti di fondo griglia spesso escono di scena dopo un paio di stagioni in un team, alcuni cambiando completamente categoria, altri cercandosi un ruolo di terzo pilota nella speranza di rientrare dalla finestra dopo essere stati messi alla porta. Dalle ultime dichiarazioni di Schumacher (che sembra potrebbe prendere il posto di De Vries come terzo pilota Mercedes) quest'ultima opzione sembra la strada che intende perseguire. E augurandogli di potere guadagnare soldi indossando indumenti sponsorizzati direi che possiamo salutarlo, per passare a parlare di Hulkenberg, in questo momento protagonista di enormi quantitativi di insulti da parte di detrattori e di grandi leccate di cu*o da parte di sostenitori.

Cercherò di essere obiettiva, nel valutarlo come pilota. Penso che un pilota come lui in un team di bassa classifica potrebbe andare bene e gradirei mandare cordialmente a ca*are chiunque abbia detto che a trentacinque anni si è troppo vecchi per la Formula 1 e troppo vecchi in generale e che dovrebbe levarsi di mezzo lasciando posto ai giovani. La mia principale rimostranza è che Hulkenberg non corre full season dal 2019, che ha preso parte a solo cinque gran premi da allora, che non ha gareggiato nel frattempo in altre categorie e che dovrà tornare a gareggiare full time dopo una quantità di giornate di test pressoché nulla. A parità di età o di esperienza avrei scelto piuttosto un pilota che avesse gareggiato negli ultimi anni, anche in altre categorie. Non so, magari avrei cercato di ricostruire il "dream team", cercando di riprendere Romain Grosjean e dimenticando definitivamente la parentesi degli ultimi due anni (non sono la sola ad avere fatto questo pensiero, posso dirlo), oppure qualcuno che si fosse dimostrato in grado di grandi cose con una carretta (sogno impossibile: Sebastian Vettel).

Avrei evitato invece una "giovane promessa". Non per altro, ma le giovani promesse disponibili attualmente oserei dire che come livello sono più o meno su quello di Schumacher e non vedo alcun senso nell'avere ingaggiato un rookie due anni fa e una volta che iniziava ad avere un minimo di esperienza rimpiazzarlo con un altro per fargli fare esperienza e rimpiazzarlo a sua volta con un rookie andando avanti di questo passo a oltranza. Senza offesa per i vari Robert Shwartzman di turno, mi sembra che a suo tempo siano già stati scartati in favore di Schumacher, quindi non mi sembrano esattamente la più brillante delle ipotesi. In sintesi, personalmente avrei scelto altre alternative, ma quantomeno mi sembra che abbiano preso una decisione accettabile, e da parte di un team che non sempre ha preso decisioni accettabili in termini di piloti (vedi il primo compagno di squadra di Mick Schumacher) mi sembra un notevole passo avanti. In generale tutto mi sembra un passo avanti: vi ricordo che due anni fa la Haas veniva criticata per essersi venduta al peggiore offerente.

Questo, per dire, adesso sembra che lo skandalohhhh sia avere messo un pilota di trentacinque anni al volante dopo che per tre anni non ha avuto un volante. Questo significa che è bastata una stagione al team americano per ripulire la propria immagine, se la faccenda di oggi viene vista come in qualche modo scandalosa o inopportuna. Anzi, per quanto non mi piaccia molto che abbiano gestito il tutto come una baracconata (e che qualora avessero deciso mesi fa di mettere alla porta Schumacher e gliel'abbiano detto solo ora impedendogli di fatto di cercarsi alternative anche in altri campionati, non sarebbero stati esattamente il massimo della correttezza), onore a loro per essere riusciti a rimanere al centro della scena e sempre sulla bocca di tutti, guadagnandoci in esposizione mediatica e forse anche in sponsor, semplicemente limitandosi a non annunciare il loro secondo pilota fino a novembre, quando in passato ci sono state squadre che annunciavano la loro line-up poche settimane prima dell'inizio della nuova stagione. Per intenderci: chiacchierati e criticati, ma per faccende sportive!

Bene, ho già dato il mio "breve" parere su quanto accaduto alla Haas, adesso vorrei esprimermi su quello che ho letto su Twitter stamattina. Ho sentito il bisogno di silenziare diverse persone - che non seguo, ma che mi capitano in bacheca perché seguite da dei miei followed - non tutte appartenenti alla stessa tifoseria, così come di utilizzare per la prima volta la funzione "questo post non mi interessa" suggerendo a Twitter di evitare di mettermi sempre in bacheca certi pagliac-... certi utenti che commentano la Formula 1 e che mi appaiono senza che me li vada a cercare perché hanno tanti follower e ricevono tanti like. Ho visto livelli di tossicità che difficilmente si vedevano fino a qualche anno fa quando si parlava di piloti di bassa classifica. Con questo non intendo che fosse tutto rose e fiori, anzi, gli hater c'erano, ma di solito agivano per conto loro e come voci fuori dal coro, non se ne andavano in giro in branco a fare caciara con account pieni di glitter in cui si spacciavano per bambini e bambine dolci e kawaii.

Ci sono le schumine tossiche, ci sono gli hulkenbabies altrettanto tossici e questa gente vede tutto come una fanwar. Poi c'è gente che dice che i piloti superati i trent'anni dovrebbero morire di vecchiaia e che un trentenne non può avere futuro. Poi ci sono le fangirl (non necessariamente ragazze, come ho già detto ci sono fangirl di ogni genere) secondo cui Hulkenberg è un brutto V3KkYaCç1O che ruba il volante a un figonehhhh beliximohhhh e qui ci sono due generi di problemi, il primo che secondo loro l'assegnazione dei volanti dovrebbe andare in base alla loro avvenenza, il secondo è che secondo certe inquadrature Mickey pare anche un bel ragazzino, ma Hulk è decisamente un'altra cosa! A completare l'opera, siamo già sommersi da citazioni a "suck my balls, honey" e la gente si sta mettendo avanti con i lavori parlando di loro polemiche future, un po' come se fossero i primi a finire in squadra insieme dopo avere litigato pubblicamente: "impara a imparare", "impara tu a imparare", vi dicono niente queste parole?

In sintesi, la mia impressione è di essere di fronte a un fanbase totalmente delirante che coglie ogni minima scusa per delirare. Ho letto pure accenni a gente che sarebbe andata a insultare sui social i familiari dei due piloti protagonisti dell'avvicendamento e mi sembra che si stia perdendo totalmente quel minimo di lucidità che esisteva ancora. Siamo pieni di gente di m*rda che scrive vaccate colossali 24/7 ma che viene resa famosa da uno o due post carini fatti nel corso del tempo. Se alle fangirl di Schumacher non sta bene che il loro idolohhhh sia rimasto a piedi, che abbandonino la Formula 1 come minacciano di fare e che la smettano cortesemente di rompere le scatole. Magari dato che c'è il rischio che Mick possa trovare un volante tra un anno o due, consiglio loro nel frattempo di trovarsi un/a partner o un lavoro così almeno eviteranno di tornare. Certi/e hulkenbabies inoltre farebbero bene a seguire lo stesso percorso, magari candandosi per fare da babysitter alle suddette schumine, perché certi tipi di fanbase è meglio perderli che trovarli.


mercoledì 16 novembre 2022

L'urticante disavventura della Pacific nella massima categoria

Oggi vi propongo un viaggio alla scoperta di un team del passato, uno di quelli davvero pittoreschi, che non hanno colto il benché minimo successo in Formula 1. Che poi, "davvero pittoresco" non so se sia la definizione giusta. Siamo di fronte a un team che ha collezionato mancate qualificazioni, risultati di basso livello, debiti, piloti paganti nel tentativo di saldare i debiti e quant'altro. Niente vicende scabrose, niente truffe varie da parte di sedicenti possessori di big money in realtà inesistenti né presenza di criminali di grosso calibro... diciamo che si è trattato di un team di discreto successo nelle formule minori che ha fatto il passo più lungo della gamba finendo per fallire mestamente.

Pacific, infatti, è un team fondato da Keith Wiggins a metà degli anni '80, che ha gareggiato in Formula Ford, Formula 3 e Formula 3000, ottenendo successi inizialmente nella scala più bassa delle categorie del motorsport. Bertrand Gachot vi ha vinto un titolo di Formula Ford, J.J.Lehto uno di Formula 3. Allora è venuto il passaggio in Formula 3000, dove dopo certe difficoltà iniziali, il team ha vinto il titolo nel 1991 con al volante Christian Fittipaldi. Da lì la decisione di entrare in Formula 1 nel 1993, con un progetto costruito dalla Reynard in un tentativo non andato in porto di entrare in Formula 1. Tra i progettisti c'era anche Rory Byrne, quello della Benetton e poi della Ferrari. Il progetto, però, è stato venduto alla Benetton e alla Ligier.

Ci si sono messi di mezzo altri intoppi, in particolare di natura economica, quindi non è stato possibile debuttare in Formula 1 nel 1993. Il team si è quindi concentrato sull'ingresso in Formula 1 nel 1994. Quattordici team per un totale di ventotto vetture, solo ventisei potevano andare in griglia. Il mondiale iniziava in Brasile e solo una delle vetture è riuscita a scendere in pista, l'altra ferma in entrambe le sessioni di qualifiche a causa di un problema tecnico. Siccome bisogna sapersi accontentare anche di poco, si segnala che comunque Bertrand Gachot si è qualificato davanti alle Simtek e si è appropriato della venticinquesima piazza sulla griglia di partenza. In sintesi: non è iniziata bene, ma poteva andare molto peggio.


Poteva andare molto peggio perché comunque si trattava di una monoposto che aveva alle spalle pochissimi chilometri di test e perché il solo andare in griglia doveva apparire più o meno come una vittoria. La suddetta "vittoria", tuttavia, è durata poco: al via la Ligier di Eric Bernard ha faticato a partire e Gachot ha cozzato contro la Larrousse di Olivier Beretta, che aveva scartato per evitare di colpire Bernard. Di fatto la prima gara della Pacific in Formula 1 è durata appena un giro... però ecco, portare una vettura in gara ha iniziato ad essere un risultato sempre meno scontato: già al successivo gran premio, il weekend del team britannico è terminato già al sabato, dopo le qualifiche, risultato destinato a ripetersi molto a lungo.

Al successivo GP di San Marino, l'infortunio nelle qualifiche del venerdì di Rubens Barrichello ha fatto calare il numero di vetture presenti da ventotto a ventisette. Da questo momento in poi è iniziato un trend poco promettente per la Pacific: riuscire a portare una monoposto in griglia solo quando non c'erano altre ventisei monoposto presenti e, di conseguenza, restava qualche posto libero. Tra i due piloti il più papabile per andare in griglia era come al solito Gachot, che è andato in griglia venticinquesimo e ultimo. Per onore di cronaca, al compagno di squadra Paul Belmondo è stato offerto di prendere parte alla gara nel posto rimasto vacante dopo la morte di Roland Ratzenberger in un incidente in qualifica, ma Belmondo ha rifiutato.

La gara di Gachot è terminata con un ritiro: superata indenne la caotica partenza e una sbinnata per evitare vetture incidentate, è riuscito a proseguire, ma intorno a un terzo di gara è stato costretto al ritiro da un guasto. Al successivo evento, con solo ventiquattro vetture presenti in pista (la Simtek e la Williams hanno portato una sola vettura, mentre a seguito del grave incidente di Karl Wendlinger la Sauber ha ritirato per motivi di sicurezza anche l'altra monoposto) entrambe le Pacific sono andate in griglia, nelle ultime due posizioni. Gachot si è ritirato per un problema al cambio, poco dopo di lui ritiro anche per Belmondo, pare dettato da indisposizione fisica. Di fatto fino a questo momento la Pacific aveva collezionato poche qualificazioni e nessuna gara terminata. Non restava che attendere un cambio di trend.

Il cambio di trend non è arrivato in Spagna. La Sauber ha portato una sola vettura, quindi un posto in griglia assicurato, poi Andrea Montermini della Simtek infortunato, quindi due posti in griglia assicurati. Belmondo si è ritirato quasi subito a seguito di un testacoda, Gachot ha proseguito fino a metà gara, ma è stato ugualmente costretto al ritiro. Ha terminato con un ritiro anche il GP del Canada (ragione della qualificazione il fatto che la Simtek abbia portato una sola vettura), ma quantomeno è andato in griglia. Da questo momento in poi non sono più capitati fatti che riducessero il numero di monoposto presenti. Di conseguenza, c'erano altre ventisei monoposto che potevano andare in griglia e le altre ventisei monoposto sono andate regolarmente in griglia.


Dopo mesi e mesi di nulla cosmico, è arrivato il mondiale 1995 con una line-up Gachot (divenuto anche co-proprietario del team)/ Montermini. In questa stagione c'era una sorta di partnership con la Lotus, uscita di scena a fine 1994, più che altro a livello di nome, ma soprattutto le vetture che puntavano alla griglia erano appena ventisei, divenute ventiquattro in corso d'opera con il fallimento della Simtek. Ciò significava qualificazione assicurata. In Brasile è andata finalmente bene, anzi benissimo. Certo, Gachot ritirato per un guasto al cambio non sarebbe d'accordo, ma Montermini ha portato per la prima volta la Pacific al traguardo, nona su dieci piloti ancora in pista. Decimo è giunto Pedro Diniz sulla Forti, scuderia piuttosto disastrata. È andata decisamente peggio in Argentina: entrambi i piloti messi fuori gioco in un pile-up al via.

Si sono susseguiti ritiri in successione, in particolare per guasti al cambio, per una lunga serie di gran premi. Poi, in Francia, almeno Montermini era ancora presente in pista al momento della bandiera a scacchi. Sfortunatamente per lui, non aveva percorso abbastanza giri per essere classificato. Al seguente evento in Gran Bretagna, in cui Montermini è finito fuori pista a causa di un testacoda, Gachot è riuscito a chiudere la gara in dodicesima e ultima posizione, finalmente al traguardo. A quel punto, però, il team era pressato dai debiti e per salvarlo servivano i big money di qualche pilota. Quindi dentro Giovanni Lavaggi per quattro gran premi, poi Jean-Denis Deletraz per altri due. Frattanto due piccole gioie relative per Montermini: ottavo in Germania, dodicesimo in Ungheria, in entrambe le occasioni ultimo classificato.

Montermini non ha mai più visto la bandiera a scacchi con la Pacific da quel momento in poi, mentre Lavaggi non ha mai visto la fine di un gran premio. In concomitanza con la sua seconda e ultima apparizione, invece, Deletraz è arrivato quindicesimo e ultimo. Con tre gran premi ancora da disputare, l'obiettivo di Keith Wiggins era quello di schierare Katsumi Yamamoto (non è parente né di Sakon né di Naoki) ai GP del Pacifico e del Giappone e Oliver Gavin al GP d'Australia, ma non hanno ottenuto la Superlicenza. È tornato quindi in pista Gachot, che dopo due ritiri ha chiuso in Australia ottavo e ultimo, il che doveva essere già una soddisfazione dopo tutti i ritiri collezionati. Con un po' di fantasia si può quindi arrivare a dire che la poco gloriosa (dis)avventura della Pacific in Formula 1 si sia conclusa in bellezza.


martedì 15 novembre 2022

Formula 4 spagnola 2022: Nikola Tsolov vince il titolo

Nel weekend appena passato è terminato l'ultimo campionato europeo di Formula 4 fino a quel momento ancora in corso, quello spagnolo. Con un totale di sette eventi disputati, uno in Portogallo, uno in Belgio e tutto il resto in Spagna, prevedeva un totale di ventuno gare (tre per ogni evento, come in tutte le serie di Formula 4 europee) e una griglia decisamente ricca di vetture: diciamo mediamente una trentina. Di queste ventuno gare, il pilota bulgaro Nikola Tsolov ne ha vinte ben tredici (di cui a un certo punto ben otto consecutive), diventando campione in anticipo, con un vantaggio abbondante nei confronti del diretto inseguitore Hugh Barter.

Il pilota australiano, secondo in classifica, di gare ne ha vinte ben sei, di cui quattro consecutive in un certo momento della stagione. Ciò significa che, di fatto, soltanto due piloti hanno vinto regolarmente, i primi due in classifica, e l'uno ha vinto regolarmente più del doppio dell'altro. Solo altri due piloti hanno avuto l'onore di vedere il gradino più alto del podio in almeno un'occasione e uno di questi è colui che si è classificato terzo nella classifica piloti, il polacco Tymoteusz Kucharczyk (se pensate che il suo nome sia poco pronunciabile, aspettate che vi comunichi l'altro vincitore), seguito da alcuni piloti che sono andati al massimo a podio.

Quarto in classifica è stato Kyril Smal, che gareggiava con licenza del Kyrgyzstan, autore di vari secondi e terzi posti, per un totale di otto volte sul podio. È andata un po' peggio a Georg Kelstrup, danese, quinto in campionato con un unico podio all'attivo, con una seconda posizione. Alle sue spalle troviamo un italiano, Valerio Rinicella, che ha ottenuto due terzi posti. Seguono in classifica due piloti che hanno disputato entrambi solo i primi cinque eventi della stagione, il marocchino Suleiman Zanfari e il serbo Filip Jenic, entrambi a podio una volta ciascuno, il primo con un terzo posto, il secondo con un secondo posto, ottenuti durante le gare del primo weekend stagionale.

Arrivati a questo punto, in nona piazza troviamo una nostra vecchia conoscenza, che è colui che ha ottenuto una vittoria (nella terza gara del primo evento stagionale, in cui Jenic è arrivato secondo). Si tratta del thailandese Tasanapol Inthraphuvasak, il nome più indimenticabile a mio parere della Formula 4. Dietro di lui nessuno ha vinto gare, con tre full-time dietro di lui tra la decima e la dodicesima posizione in classifica occasionalmente a podio, l'olandese Robert De Haan, il francese Gael Julian e il portoghese Manuel Espirito Santo. Si segnala la quindicesima piazza in classifica, nonostante un solo evento disputato, da parte di Charlie Wurz, autore di un terzo posto come miglior risultato.

Ci sono state anche delle presenze femminili: la francese Lola Lovinfosse ha disputato la prima metà della stagione, mentre si segnalano partecipazioni one-off da parte di Aurelia Nobels e di Viktoria Blochina, nessuna delle quali ha ottenuto risultati di spessore. Personalmente non ho dubbi che ci siano delle ragazze nel mondo del motorsport che riusciranno ad avere una carriera di buon livello, ma ho seri dubbi sul fatto che loro possano essere tra queste. Personalmente mi armerei di molta pazienza terrei d'occhio Maya Weug, che ha mostrato progressi in Formula 4 italina, e Abbi Pulling, la quale purtroppo non sembra avere fondi per disputare altro che la W Series, quindi poche gare stagionali, sempre ammesso che ci siano i fondi per il campionato 2023.





lunedì 14 novembre 2022

Commento al Gran Premio del Brasile 2022

Mentre inizio a scrivere questo commento, i fatti di cui si discute sono i seguenti: alcuni ferraristi sono indignati perché a Leclerc non vengono assegnate d'ufficio le posizioni di Sainz sempre e comunque indipendentemente dal fatto non ci sia una lotta per il titolo, in casa Redbull i piloti litigano per una faccenda di ordini di scuderia non rispettati, la madre di Verstappen scrive post sui social nei quali accusa pubblicamente Perez di avere tradito la moglie a Montecarlo e mezzo fanbase invoca che Perez venga radiato dalle competizioni perché ci sono prove che abbia innescato un incidente di proposito in qualifica a Montecarlo, dove per "prove" si intende che un giornalista amico di Tom Coronel abbia scritto un tweet in proposito e che Coronel abbia iniziato a mettere follow e successivi unfollow a gente che aveva condiviso il tweet. Sembra una trama da reality show, di quelle che vengono messe su per allungare il brodo quando non c'è niente di cui parlare. Poi sì, nel corso del weekend c'è stato un nuovo poleman partito davanti a tutti a bordo di una bagnarola, ci sono state due gare avvincenti e c'è stato un nuovo vincitore. Poi, tra una cosa e l'altra, c'è stato anche un ennesimo clamoroso errore da parte della direzione gara a proposito di un doppiato che non è stato fatto sdoppiare in regime di safety car facendogli perdere una posizione e un giro, ma vuoi mai, meglio parlare di quanto sia idolahhhh Sophie Kumpen o quanto sia tossica. In tutto ciò chissà com'è contenta la moglie di Perez di vedere sbandierati ai quattro venti ancora una volta i suoi fatti privati, specie alla luce del fatto che, comunque siano andate le cose, ha deciso di non mettere il marito alla porta, quindi se anche fosse appurato che è stata cornificata, magari gradirebbe che non se ne parlasse 24/7 da qui all'eternità.
Da dove possiamo iniziare? Magari dalle qualifiche, che si sono svolte di venerdì perché al sabato c'era la sprint. Si sono anche svolte in condizioni meteo altalenanti, di quelle in cui probabilmente Button ci avrebbe potuto vincere una gara. Tutto è iniziato con Latifi primo degli esclusi in Q1, tenendosi dietro Zhou, Bottas, Tsunoda e Schumacher. Qualcuno potrebbe chiedersi come mai Latifi non fosse ultimo e ci fossero ben quattro piloti alle sue spalle, ma la spiegazione è abbastanza semplice: questi non hanno saputo sfruttare a loro favore i pochi nanosecondi nei quali hanno girato sulle slick a fine sessione. Tutto sommato, per il momento, non stavamo neanche assistendo a una qualifica con risultati del tutto a caso, anche se il potenziale mostrato dalle monoposto degli ultimi quattro sembrava leggermente superiore al qualificarsi nelle ultime quattro posizioni. Poi via di Q2, con fuori Albon, Gasly, Vettel, Ricciardo e Stroll. Di fatto l'unica scheggia impazzita sembrava essere Magnussen che passava in top-ten, ma neanche troppo. In circostanze normali, nel senso, senza pioggia, il team avrebbe potuto posizionare entrambe le vetture diciamo in Q2, con la possibilità vaga di una vettura in Q3 in caso di qualche estro clamoroso. L'estro clamoroso di Kmag, comunque, è arrivato a inizio Q3, quando è stato il primo ad andare in pista mentre il cielo si faceva sempre più grigio e a fare un gran tempone portandosi in pole provvisoria davanti a Verstappen, Russell, Norris, Sainz, Ocon, Alonso, Hamilton, Perez... e poi Leclerc che era l'unico in pista su gomme intermedie nonostante non piovesse. Quando ha iniziato a piovere, Russell è finito fuori pista, impantanandosi insieme a tutte le sue -L, è stata data bandiera rossa e, nonostante la qualifica sia poi formalmente ripresa, la pioggia ha impedito a tutti di migliorarsi, il che significa che Kmag è stato ufficialmente autore della pole position! In casa Haas si sono messi a fare casino per festeggiare, Gunthahhhh Steinahhhh sembrava piuttosto scalmanato e sono accadute cose completamente folli.
Steinahhhh: "F*ck, f*ck, f*ck, we're f*cking legends! E ora mi metto a pomiciare con il primo venuto."
Piccolo Principe: "Ma il primo venuto sono io."
Steinahhhh: "Chi se ne frega, abbracciami anche se sei tu. Tanto ammmmore e soprattutto tanta dimensione del DRS."
Nel frattempo dato che i piloti Haas erano primo e ultimo, molta gente ha iniziato a dibattere di quanto fosse accaduto per l'ultima volta che due piloti fossero primo e ultimo in griglia, non a causa di penalità o di incidenti/ problemi tecnici che impedissero a un pilota di far registrare un tempo. Mi sono messa a fare ricerche in proposito, scoprendo che l'ultima volta era accaduto in casa Brabham nel GP di Spagna del 1970, in cui Jack Brabham ottenne la pole e il suo compagno di squadra Rolf Stommelen partì dall'ultima casella della griglia. Ci sono stati poi due casi di compagni di squadra del poleman non qualificati, entrambi nel 1981 al GP degli Stati Uniti Ovest e di Montecarlo, in cui la pole fu ottenuta rispettivamente da Riccardo Patrese e Nelson Piquet e i loro compagni di squadra alla Arrows e alla Brabham, Siegfrid Stohr e Hector Rebaque, non si qualificarono.
Però eravamo solo a venerdì e, per quanto la pole quest'anno sia attribuita a chi parte dalla pole in sprint race nei weekend sprint, Kmag aveva ancora tanta strada da fare e sembrava palese che non avrebbe potuto fare grandi cose, inseguito da tante vetture più competitive della sua. È esattamente quello che è successo sabato con l'asciutto, anche se al momento del via, che per poco la regia non si è persa, ha mantenuto la posizione. Non è durato comunque molto, superato in pochi giri prima da Verstappen, poi da Russell, poi dalle -L, poi dai piloti che gli stavano dietro. Di lui ne parleremo dopo, adesso abbiamo altri argomenti di cui discutere. In primo luogo c'è stato un incidente tra le Alpine degli Alocon, in cui Alonso ha danneggiato la vettura ed è stato costretto a una sosta ai box. Anche Ocon ha danneggiato la vettura, ma si è limitato a perdere posizioni, verso fine gara anche a favore dello stesso Alonso. Quest'ultimo, dopo avere tenuto un comizio via radio sbraitando contro Ocon, è stato tuttavia riconosciuto colpevole dell'incidente dai commissari e penalizzato scivolando nuovamente dietro a Ocon.
In questo weekend litigare tra compagni di squadra andava molto di moda, quindi poco dopo la partenza anche in casa Aston Martin c'è stato un momento ad alta tensione, con Stroll che ha frenato a caso davanti a Vettel, che invece di centrarlo è riuscito a tagliare per prati. In un successivo momento è riuscito a superare il compagno di squadra, mettendosi a gesticolare contro di lui mentre faceva il sorpasso. Si è sentito un "cra, cra, cra" ed è stato chiaro a tutti che sul volante c'erano in quel momento le zampe della rana. Nel frattempo Stroll si è ritrovato dietro altre vetture e ha tentato - prima di essere penalizzato post-gara per la faccenda con Vettel - di ostacolare i suoi inseguitori in modo leggermente fuori dagli schemi. Prima è stato superato da Gasly, poi si è ritrovato Schumacher negli scarichi. Il Vanz ha scambiato Schumacher per Magnussen chiedendosi cosa ci facesse dietro una Aston Martin, poi quando si è accorto che era Schumacher dietro a Stroll si è lamentato della regia che li inquadrava invece di inquadrare la gara vera. Poi, a gara completata, quando ha letto il risultato, ha detto che la rimonta di otto posizioni di Schumacher non era stata inquadrata, quindi non ce n'eravamo accorti.
La "gara vera" è quella che ha contrapposto prima i Russelstappen, con Russell che dopo un duello piuttosto intenso è riuscito a passare davanti a Verstappino e portarsi in testa involandosi verso la sua prima non-vittoria in carriera, mentre Verstappen, partito con gomme più dure di tutti gli altri, se la stava vedendo brutta. Superato da Sainz (che ha chiuso secondo poi è stato retrocesso di cinque posizioni in griglia la domenica per sostituzione di componenti del motore) l'ha tamponato lievemente vedendosi partire un pezzo di ala anteriore e a quel punto ha dovuto arrendersi anche a Hamilton, che con la retrocessione di Sainz è salito da terzo a secondo sulla griglia della domenica. Verstappen ha chiuso quarto davanti a Perez, che via radio aveva chiesto se poteva avere la posizione in nome della lotta per il secondo posto in classifica piloti, che sembra essere il risultato più rinomato, a cui chiunque cerca di puntare. Leclerc è arrivato sesto precedendo Norris e, infine, Magnussen ultimo pilota a punti venendo superato proprio verso fine gara da Norris, che nei giorni antecedenti alla gara era stato vittima di un intossicazione alimentare. Chissà se aveva fatto un giro dalle parti delle case popolari del progetto Singapura... Vettel, Gasly, Zhou, Bottas, Tsunoda, Stroll, Ocon, Alonso, Latifi e il ritirato Albon sono stati chiamati a completare la griglia della domenica in quelle posizioni, ma causa modifiche in regime di parco chiuso Tsunoda è partito dalla pitlane invece che dalla griglia.
Russell e le sue -L: "One-one-one, sono in testa con tutte le mie -L!!111!!111!!!"
Gangster Hammi: "E io sono davanti alle Redbull!!11!!!11!! Verstappino guardami il cu*o!!!11!!!11!!"
Dietro alle Redbull si è accodato Norris che con uno scatto fulmineo si è appropriato della posizione davanti alle due Ferrari (in realtà ha superato il solo Leclerc, perché Sainz era già dietro), mentre il suo compagno di squadra Ricciardo era in lotta con Magnussen in bassa top-ten. La gara dei due è durata molto poco e Kmag e Dani-Smile sono finiti entrambi fuori pista, con relativo ingresso della safety car. Vettel, Gasly e Schumacher si sono quindi accodati, poi di seguito anche gli altri piloti. La safety car, frattanto, è rimasta in pista abbastanza a lungo e, quando si è levata di mezzo, tutto è andato per il verso giust-... azz, no, ecco che Verstappen ha affiancato Hamilton e tra i due c'è stato un contatto. Hanno perso varie posizioni, poi Verstappen è stato costretto a rientrare ai box. Era in buona compagnia, Norris ha preso un cordolo e poi ha cozzato contro Leclerc, che è finito fuori e a sua volta ai box, ritrovandosi ultimo alle spalle di Verstappino. Hamilton, frattanto, ha dovuto superare Schumacher, Gasly, Vettel e poi lo stesso Norris per portarsi quarto alle spalle di Russell, Perez e Sainz.
Trollando: "Cosa ci fa Sainz davanti a me?"
L'Autrice(C): "Mi ero scordata di dire che ti aveva superato."
Frattanto in tutto ciò Vettel era in piena versione Crazy Frog e si è ritrovato nientemeno che sesto, il tutto mentre a Verstappen e Norris venivano segnalate penalità da scontare per i loro incidenti. Quella di Norris gli avrebbe fatto perdere varie posizioni, quella di Verstappen l'avrebbe fatto scivolare dietro a Leclerc, ma sarebbe comunque avvenuto tutto nel successivo giro di pitstop.
A proposito di pitstop e di strategie, c'erano piloti che con gomma medium sono andati più a lungo, da centro gruppo in poi, e piloti con le gomme soft. I piloti con le gomme soft sono riusciti a rimontare molto di undercut, mettendolo in quel posto a gente tipo le Haas e le Williams. Anzi, a gente tipo LA Haas e LE Williams, dato che Kmag ci aveva salutato da tempo. Le rimonte più altisonanti sembravano quelle di Alonso e di Bottas. Tra i piloti di testa Sainz era il solo sulle gomme medium, ma è stato costretto a fermarsi prima degli altri, in quanto gli si è incastrata nella vettura una bandiera a strappo non si sa bene di chi e ciò l'ha costretto a una strategia a una probabile sosta in più. Effettuata la seconda, comunque, è riuscito a undercuttare Hamilton e Perez che si sono ritrovati terzo e quarto."
Checo: "Cosa ci fa il Gangster Rapper davanti a me?"
Gangster Hammi: "Ti ho superato senza che l'Autrice(C) lo scrivesse perché impegnata a parlare d'altro."
Checo: "Mi è tutto chiaro. Va beh, mettiamoci a caccia di Sainz che ha le gomme più usurate delle nostre e per bene che gli vada arriverà una virtual safety car in corrispondenza della quale effettuare un pitstop perdendo poco terreno, ritrovandosi dietro di noi."
Gangster Hammi: "Come ragione della safety car propongo la rottura del motore di Norris e il suo successivo parcheggio a bordo pista."
Checo: "Mi piace. Facciamo anche che i commissari cercano di spostare la vettura a mano in virtual safety car, ma non riescono e quindi devono chiamare il trattore e la safety car. In questo modo ci ricompattiamo tutti, possiamo fare più caos e magari possiamo dare la possibilità alla direzione gara di mostrare che, quando ci sono solo tre doppiati, è facilissimo farli sdoppiare."
I doppiati erano Albon, Tsunoda e Latifi, ma solo ai due piloti della Williams è stata data la possibilità di sdoppiarsi. Per un errore del sistema non è uscita la segnalazione a Tsunoda che doveva sdoppiarsi a sua volta ed è rimasto doppiato, perché il direttore di gara non si è accorto dell'errore. Non era neanche ultimo, quindi ha perso così, d'ufficio, una posizione nei confronti di Latifi. Poi è rimasto doppiato alle spalle del quartetto di testa, cosa alla quale non è stato dato molto peso, ma che comunque poteva avere i suoi risvolti. Innanzi tutto l'Alpha Tauri si sta giocando la posizione nel mondiale costruttori con la Haas. Se a Tsunoda fosse stata data la possibilità di sdoppiarsi, si sarebbe ritrovato a poca distanza da Schumacher e avrebbe magari potuto lottare con lui per la posizione (cosa che ha fatto Gasly peraltro vincendo il duello, ma ritrovandosi dietro per penalità causa eccesso velocità nella pitlane). Il fatto che la Haas non abbia colto punti, ha impedito che fosse in qualche modo falsata la classifica costruttori. In più, al restart, il pilota immediatamente dietro a Tsunoda era Bottas, risalito fino a quel momento in quinta piazza grazie al giusto timing dei suoi pitstop. Ora, il vampiro famelico avrebbe sicuramente perso posizioni comunque (dietro aveva tra gli altri Leclerc e un po' più indietro Verstappen), ma se non avesse avuto davanti un doppiato che non sapeva dove andare, forse avrebbe avuto vita più semplice.
Comunque davanti Russell ha messo tutte le sue -L tra sé e Hamilton, senza dargli la possibilità di avvicinarsi. Per Hamilton, dopo l'incidente, un secondo posto era comunque un risultato brillante. Perez, frattanto, faticava. Gli si sono fatte dietro le Ferrari e prima Sainz e poi Leclerc l'hanno passato. Alonso ha fatto lo stesso e a quel punto si avvicinava Verstappen, il quale l'ha superato venendo istruito di lasciargli la posizione qualora non fosse riuscito a superare Alonso. Nel frattempo Leclerc citofonava ai box chiedendo con insistenza che gli dessero la posizione di Sainz, who kers se questo significava rischiare di perdere terreno nei confronti di Alonso che era lì dietro. Dopo la gara, si è lamentato che il team gli aveva PrOmEsSoHhHhHhH che Sainz gli sarebbe arrivato dietro e che non avevano mantenuto le promesse impedendogli di raggiungere l'obiettibo massimo della seconda posizione in classifica piloti. Ora, so che quello che dico è impopolare, ma sia nel suo caso sia in quello di Perez inseguire così fermamente la seconda posizione in griglia lo trovo un po', senza offesa, da pezzenti. Per quanto riguarda le "promesse" pre-gara, inoltre, penso che sia abbastanza difficile accordarsi pre-gara su cosa fare se il pilota che deve arrivare davanti viene speronato da un pilota di un altro team e deve fare una gara in rimonta. Chiaramente se Leclerc e Sainz fossero stati uno davanti all'altro fin dalle prime battute, un congelamento di posizioni sarebbe stata la cosa più normale. Nel momento in cui ci si ritrova con un pilota a lottare per il podio e con l'altro ultimo a dovere risalire, mi sembra anche palese che la gara di chi lotta per il podio non sia più da impostare sulla base della gara di chi, secondo i piani originari, doveva stare davanti. Se devo esprimere un giudizio esterno, per quanto mi riguarda il team deve innanzi tutto evitare di farsi cogliere di sorpresa ogni volta. Una volta non si sa che gomme mettere, una volta non si sa come gestire le soste in caso di safety car, una volta si pianificano gli ordini di scuderia senza prendere in considerazione il fatto che la gara possa non essere lineare come è stata programmata... fossi in Leclerc mi preoccuperei di più di essere mandato in pista con gomme da bagnato quando la pista è asciutta, piuttosto che del team kattivohhhh che non gli regala posizioni. Che si lamenti di Norris che l'ha speronato, piuttosto, perché la terza posizione (o forse qualcosa di meglio) l'ha persa lì e non certo perché non gli hanno dato quello che voleva quando si è messo a lamentarsi via radio.
Comunque in casa Ferrari va tutto relativamente bene, non ci sono genitori di piloti che sparlano della vita privata dei compagni di squadra dei propri figli a random. È in Redbull che sembra le cose vadano decisamente peggio, i Pereztappen si starebbero tirando i piatti e starebbe finendo tutto molto più in caciara di quanto ci si aspetterebbe. Sui social nell'arco di mezza giornata si è passati da "Verstappen kattivohhhh perché ha ignorato gli ordini di scuderia" a "Perez merita di essere cacciato per via del fatto che Verstappen non ha rispettato un ordine di scuderia". E tutto per una sesta piazza. Cos'avevo detto, polemiche da pezzenti... Aiuto, meno male che tra una settimana c'è Abu Dhabi.

RISULTATO: 1. George Russell (Mercedes), 2. Lewis Hamilton (Mercedes), 3. Carlos Sainz (Ferrari), 4. Charles Leclerc (Ferrari), 5. Fernando Alonso (Alpine), 6. Max Verstappen (Redbull), 7. Sergio Perez (Redbull), 8. Esteban Ocon (Alpine), 9. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 10. Lance Stroll (Aston Martin), 11. Sebastian Vettel (Aston Martin), 12. Guanyu Zhou (Alfa Romeo), 13. Mick Schumacher (Haas), 14. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 15. Alex Albon (Williams), 16. Nicholas Latifi (Williams), 17. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), Rit. Lando Norris (McLaren), Rit. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Daniel Ricciardo (McLaren).



domenica 13 novembre 2022

Se 'The Riddle' fosse una canzone sul motorsport...

Sicuramente è capitato anche a voi: ascoltare una canzone che nulla ha a che vedere con il mondo dell'automobilismo, ma che solo nella vostra mente è in grado di assumere un significato motoristico. Oggi ho deciso di parlare di una di quelle canzoni che, per me, hanno iniziato ad assumere un significato legato alla Formula 1, "The Riddle" di Nik Kershaw, canzone del 1984 ripresa nei tardi anni '90 in chiave dance anche in due diverse versioni piuttosto celebri, una di Gigi D'Agostino e una di DJ Prezioso.
Il testo, di per sé dal significato piuttosto oscuro, ben combacia con il titolo - l'enigma - ma secondo quanto ho letto sembra che non ci sia alcun enigma da risolvere, tanto quanto che si tratti di un testo effettivamente nonsense. Pare che dovesse essere un testo provvisorio da mettere su quella melodia per poi essere cambiato. Venne presa poi la decisione di mantenerlo come definitivo, ne uscì una canzone che in apparenza non significa nulla, ma che io vedo bene come una premonizione sulla Formula 1 di 20/25 anni dopo.

I got two strong arms
Blessings of Babylon time
To carry on and try
For sins and false alarms
So to America the brave
Wise men says

Il testo inizia così, con "due braccia forti benedette dall'epoca di Babilonia". Una coppia molto vincente che nel passato ha dominato, forse? Una coppia che continua "per peccati e falsi allarmi", il che lascia pensare non siamo più di fronte a una coppia non più vincente, a causa forse di uno stravolgimento dei valori in pista, stravolgimento che porta a qualcosa di inconsueto in America, ma che appunto si rivela un falso allarme. La situazione di stallo non continuerà. Parliamo di "uomini saggi" e la saggezza è spesso associata all'età che avanza. Per effetto della saggezza, forse, qualcuno decide di andarsene, di cambiare strada. Forse non parliamo più di due membri di una line-up vincente, ma solo di uno di loro? Il ritornello suggerisce di sì.

Near a tree by a river
There's a hole in the ground
Where an old man of iron
Goes around and around
And his mind is a beacon
In the veil of the night
For a strange kind of fashion
There's a wrong and a right

Siamo "vicino a un albero accanto a un fiume" e piazzare gli alberi in un circuito non è molto facile. Quindi possiamo immaginarla come un'allegoria. Gli alberi sono verdi... e cosa c'è di verde in Formula 1? La Jaguar, destinazione di Eddie Irvine, dopo avere lasciato la Ferrari. L'Aston Martin, destinazione di Sebastian Vettel dopo avere lasciato la Ferrari. Però no, non ci siamo, non stiamo parlando né di Irvine né di Vettel. L'aver lasciato la Ferrari, però, magari sì, e anche con commozione e con un fiume di lacrime, per stare in tema con il testo della canzone.
E poi c'è un "buco a terra". O un buco sul fondo? "Dove un vecchio uomo d'acciaio gira in tondo e in tondo"... sì, siamo di fronte a un pilota della Brawn GP, in là con gli anni, che ha lasciato la Ferrari, "la sua mente è un faro nel velo della notte" perché è stato ripescato in extremis come punto di riferimento piuttosto che mettere al suo posto qualche esordiente ingaggiato dalla Honda. Poi c'è l'abitudine che ci sia "uno sbagliato e un giusto", a rappresentare le polemiche per il cambio regolamentare e le accuse di regolarità.

He'll never, never fight over you

Il ritornello si ripete più volte, aggiungendo in seguito un ulteriore verso. Quest'uomo non è destinato a lottare per il mondiale, il che lascia pensare a uno status dichiarato di seconda guida, o comunque a uno status in cui, almeno all'inizio o alla fine, non sia possibile puntare al titolo.

I got plans for us
Nights in the scullery
And days instead of me
I only know what to discuss
Oh, for anything but light
Wise men fighting over you
It's not me you see
Pieces of valentine
With just a song of mine
To keep from burning history
Seasons of gasoline and gold
Wise men fold

Ci sono dei piani, le "notti nel retrocucina" potrebbero rappresentare il fatto che, appunto, stiamo parlando di qualcuno che non doveva nemmeno essere lì. Però qualcosa è cambiato e, improvvisamente gli uomini saggi "per tutto tranne la luce" cercano di accaparrarsi lui e la sua esperienza di pilota "anziano".
In questo modo si riesce a non "bruciare la storia" ed ecco che iniziamo a vedere come vanno le cose: "stagioni di benzina e oro piegano gli uomini saggi". Questa stagione d'oro può rappresentare perfettamente tutto cò che abbiamo inseguito finora e lascia la parola nuovamente al ripetersi del ritornello. Infine abbiamo i versi conclusivi.

I got time to kill
Sly looks in corridors
Without a plan of yours
A black bird sings on blue bird hill
Thanks to the calling of the wild
Wise man's child

Come finisce la storia? Con qualcuno che ha "tempo di uccidere", con "sguardi subdoli in corridoio", con il nostro soggetto lasciato senza un piano suo: qualcuno lo sta per rimpiazzare, magari qualcuno con cui ha già avuto a che fare, ecco perché le allusioni a una coppia vincente, è il suo ex compagno di squadra che sta per appropriarsi del volante che è stato suo e che ha avuto tempo per pianificare il proprio ritorno in scena.
Non è finita, però, ce lo ritroviamo su una "collina di uccelli blu", che potrebbe simboleggiare un passaggio alla Williams "grazie alla chiamata del figlio di un uomo saggio". In sintesi, eccolo che va in Williams a prendere il posto di Nico Rosberg! Ebbene, la canzone di Nik Kirshaw sarà anche senza significato, ma se fosse davvero un enigma da risolvere io avrei la risposta: la vedrei bene come una canzone su Rubens Barrichello! Anzi, diciamo proprio che, ogni volta in cui la sento, penso a Rubinho.

sabato 12 novembre 2022

Kevin Magnussen in pole, Mick Schumacher ultimo in griglia, la strana storia della Haas, alla ricerca dei precedenti

Nelle ultime stagioni la mia regola aurea era non parlare di un gran premio fino alla fine del weekend stesso, per non essere troppo ridondante. Abbiamo ancora una sprint e una gara, quindi sarei in largo anticipo, ma ne vale la pena. Nelle qualifiche di ieri, che TV8 si degnerà di mostrarci con appena 24 ore di differita, è accaduto l'inverosimile: complice il meteo ballerino e una bandiera rossa, Kevin Magnussen ha conquistato la pole position. Sarà la pole per la sprint, ma statiaticamente gli sarà attribuita la pole dell'evento secondo le regole attuali. A meno che non vinca la sprint (e non ottenga un'altra pole in futuro), Kmag diventerà probabilmente l'unico poleman della storia della Formula 1 a fare una pole e non partire mai in pole in un effettivo gran premio. Negli sprint weekend finora chi si è aggiudicato una pole-non pole aveva sempre e comunque ottenuto altre pole. Poleman non partiti dalla pole causa DNS (gente tipo Charles Leclerc a Montecarlo 2021, oppure tipo Jarno Trulli all' "Indy-gate") che non siano mai partiti in altre occasioni dalla pole non me ne risultano. Comunque non è questo di cui vorrei parlare, quanto piuttosto di una situazione molto curiosa e pressoché inedita.

La qualifica è iniziata con una Q1 bagnata in cui la pista si è asciugata nel finale e chi ha avuto un pessimo timing o ha toppato qualcosa non ha migliorato il proprio tempo una volta messe le slick. In questo contesto Mick Schumacher si è aggiudicato l'ultima casella della griglia. Dopo la pole di Kmag, un dubbio esistenziale ha iniziato a tormentarci: era mai successo pole/ ultimo posto in griglia? Nel senso, dettate da tempi e non da penalità, seppure tempi venuti fuori da qualifiche strane? Perché ci vuole realismo nella vita: Schumacher non è giunto ultimo con una macchina da pole, né Magnussen ha fatto la pole con una macchina da ultimo posto. Probabilmente in circostanze normali la vettura era da probabile Q2 e potenziale passaggio in Q3 in caso di giro memorabile. Kmag il giro memorabile l'ha fatto e la pole è arrivata perché il meteo è intervenuto a suo favore. In sintesi: combinazione di fattori che di solito non si presentano tutti in una volta. E che soprattutto nella storia della Formula 1 non sempre si sarebbero potuti presentare. Per dire, fossimo nel 1990, oggi ci sarebbe una seconda sessione di qualifiche. O prima del 2006 nessuno sarebbe uscito prima della fine della sessione. O in epoche in cui c'erano vere e proprie carriole in pista modello HRT, nessuna vera e propria carriola sarebbe mai andata in pole.

Non c'è da stupirsi, quindi, che i casi pole/ ultimo siano da attribuirsi a situazioni in cui in epoca qualifica suddivisa in tre manche uno dei due piloti o non abbia potuto scendere in pista in Q1 per incidenti nelle libere, o guasti, o abbia avuto un incidente prima di fare un tempo in Q1. Quindi Daniel Ricciardo/ Max Verstappen in Redbull a Montecarlo 2018, oppure due volte in Mercedes in Brasile 2017 e Cina 2016, con Lewis Hamilton ultimo senza tempo e rispettivamente Valtteri Bottas e Nico Rosberg in pole. Spingendosi più indietro, in epoca dal 2006 in poi (sistema Q1/ Q2/ Q3) è accaduto solo altre due volte in precedenza, in Ferrari a Singapore 2010 con Fernando Alonso in pole position e Felipe Massa ultimo senza tempo, idem in casa Redbull in Giappone 2009 con Mark Webber ultimo senza tempo e Sebastian Vettel in pole. Il 2005, con unico tentativo di qualifica, ugualmente si presta bene, ma è accaduto una sola volta e ugualmente con pole/ ultimo senza tempo, stavolta in McLaren con Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya.

Tra il 1996 e il 2005, nonostante la sessione singola, non è mai accaduto, il che è abbastanza facilmente spiegabile: chiunque potesse puntare ragionevolmente alla pole ma finisse fuori per incidente o guasto prima di fare un tempo, verosimilmente sarebbe sceso in pista con il muletto (o addirittura - qualche volta succedeva - con la vettuta del compagno di squadra). Di conseguenza anche l'abolizione del muletto e in generale il divieto di cambiare monoposto hanno influito. Figuriamoci prima di quell'epoca, quando c'erano le qualifiche del venerdì e quelle del sabato. La pioggia poteva influenzare, certo, ma bisognava che piovesse due volte e che ci fossero circostanze di partenza ben più altisonanti dell'avere a disposizione un giro di Q1 per mettere la macchina in Q2 e rimanere fuori. Per tornare a un caso di pole/ ultima posizione dobbiamo andare in Belgio 1985, con la pole di Alain Prost su McLaren, dove però è andata così solo sulla carta: Niki Lauda ha infatti avuto un incidente nelle libere e si è fratturato un polso, non facendo alcun tentativo di qualifica. La McLaren ha tentato in extremis di schierare John Watson al suo posto, quindi non ha ritirato ufficialmente la monoposto, vedendosi tuttavia rifiutare l'autorizzazione. Essendoci solo venticinque vetture, con ventisei posti in griglia, Lauda risulta quindi qualificato d'ufficio in ultima posizione, pur non avendo mai gareggiato.

Ci sono nel 1981 inoltre ben due casi in cui il compagno di squadra del poleman non è riuscito a qualificarsi. Montecarlo 1981, pole position di Nelson Piquet, una sola Brabham in pista perché Hector Rebaque era 23° su un totale di ventotto vetture presenti e andavano in griglia solo in venti. Fosse stata griglia da ventisei come sugli altri circuiti, si sarebbe qualificato e non ultimo. Pochi gran premi prima situazione simile in casa Arrows: Siegfried Stohr fuori dalla griglia con il 28° tempo su ventinove presenti, mentre Riccardo Patrese ha conquistato la pole position. Per intenderci, così come negli anni '90, anche negli anni '80 non risulta nessun poleman/ ultimo in griglia. Bisogna spingersi ancora più indietro, inerpicarsi lungo un'epoca in cui è anche difficile sapere se i compagni di squadra avessero vetture analoghe. Ad ogni modo l'ultimo pilota compagno di squadra di poleman, giunto ultimo in griglia con un tempo, pare essere Rolf Stommelen in Spagna 1970, su Brabham, con pole conquistata da Jack Brabham... ma guess what? Anche lui sarebbe stato non qualificato: ventidue entry, sedici ammessi in griglia, con il 17° tempo è stato ammesso in griglia al posto di un non started.

Arrivati a questo punto entriamo in una casistica decisamente più complessa, perché andando a ritroso si giunge a una situazione in cui oltre alle monoposto ufficiali dei team, c'erano team privati che schieravano vecchie monoposto degli altri costruttori pur senza essere effettivi compagni di squadra. Ad esempio c'erano Lotus, o Brabham o Cooper di scuderie private, con occasionali ultimi posti in griglia di vetture dello stesso costruttore di quella che aveva fatto la pole, ma appartenenti a team diversi. Spingendosi ancora più indietro, indicativamente anni '50, il concetto stesso di team è molto più labile, oppure millemila vetture dello stesso costruttore, come griglie composte per metà o oltre da delle Maserati. In Belgio 1956 si è avuto il caso forse più in linea con la nostra ricerca, con André Pilette, su una *quinta vettura* Ferrari, si è qualificato ultimo potendo essere considerato vero e proprio compagno di squadra di Juan Manuel Fangio autore della pole, che in Germania 1954 in Mercedes si era ritrovato in una situazione analoga con uno dei vari compagni di squadra, Karl Kling.

In sintesi, Kevin Magnussen - suck my pole, honey! - e Mick Schumacher hanno scritto la storia, ottima cosa per Kmag, dubito che sia un record che Schumacher potesse desiderare, ma nevermind. Assolutamente entrambi da adottare per un giorno, e un suggerimento a Mick: bimbo, ti sei scelto sicuramente degli ottimi amici con cui andare a cena, però ecco, Felipe Massa e le gufate vanno a braccetto, per non parlare di Rubens Barrichello e la iella a Interlagos! Credo che tu abbia sfidato troppo la sorte questo weekend...

Si ringrazia il sito statsf1.com consultato per la mia ricerca.



venerdì 11 novembre 2022

Giovani brasiliani sventurati scappano da casa... e hanno iella anche altrove! // GP Brasile e Argentina 1997

Interlagos è il secondo appuntamento del mondiale di Formula 1 1997, iniziato con un doppio ritiro per la Williams e una vittoria di Coulthard. Villeneuve parte dalla pole accanto a Michael Schumacher, mentre i rispettivi compagni di squadra sono piuttosto arretrati. Schumacher frattanto supera Villeneuve e si porta in testa. Platinum Jacques mette le ruote sull'erba, perde posizioni e cerca di tornare in pista. In pista, nel frattempo, si scatena il caos: la Jordan di Fisichella e la Arrows di Hill si toccano, vengono coinvolte anche la Sauber di Herbert e la Stewart di Magnussen. Sarebbe finita per tutti, se non potessero contare su una vettura rimasta ferma allo start, che suggerisce alla direzione gara di dare bandiera rossa. Quella vettura ferma è una Stewart. La guida Barrichello. Grazie alla iella casalinga di Barrichello tutti sono di nuovo in gara! Tutti eccetto JMag: il muletto della Stewart tocca a Barrichello, rimesso in gara dalla sua stessa iella!

Si riparte e di nuovo Schumacher trolla Villeneuve, il quale stavolta si accoda e attende il momento propizio. Dietro i due c'è Hakkinen (il cui compagno di squadra Coulthard è ugualmente arretrato), poi le Benetton di Berger e Alesi. Il momento propizio arriva, Villeneuve si porta in testa, mentre Berger riesce a superare Hakkinen e installarsi negli scarichi della Ferrari di Schumacher. È decisamente più veloce, ma Schumacher se lo tiene dietro per diversi giri: Berger lo supera, passa davanti e inizia ad allungare. Chi allunga più di tutti, però, è Villeneuve, in testa alla gara senza che qualcuno possa metterlo in discussione. Tutti i piloti di testa sono su una strategia a due soste e tra loro si metteranno in mezzo un paio di illustri individui che invece sono su una sosta sola. Villeneuve, *Panis*, Berger, *Hill*, Hakkinen, Schumacher: adesso sono loro i primi sei (Hakkinen è uscito vincente dai pitstop nei confronti di Schumacher).

Panis si ferma ai box, Hill prosegue ancora un po', venendo superato prima da Hakkinen, Schumacher e Alesi. Il secondo stint dei piloti di testa prosegue senza problemi così come non ci sono problemi per Villeneuve e Berger, stabilmente primo e secondo, anche dopo la seconda sosta. Panis risale terzo con le soste degli altri e rimarrà terzo fino alla fine della gara: la strategia ha funzionato e gli vale il podio. Hakkinen è quarto e non riesce ad avvicinarsi al pilota della Prost, si accontenta quindi del quarto posto, mentre Michael Schumacher chiude quinto davanti ad Alesi. Ci sono pochissimi ritiri: l'ultimo è Hill che verso fine gara rientra nel box Arrows con la vettura in fumo - anche il compagno di squadra Diniz era già ritirato da tempo per un testacoda. In precedenza problemi di motore(?) anche per Ralf Schumacher. Prima - molto prima - si era ritirato... guess what? Barrichello!

Due settimane dopo è la volta del GP d'Argentina e stavolta le Williams sono 1/2 in griglia - Villeneuve parte dalla pole, ma non sta bene: per lui questo è un GP di Singapore! Terzo c'è Panis, ma non è il solo outsider: Barrichello si riprende dalla delusione brasiliana qualificandosi quinto a sandwich tra i fratelli Schumacher. La iella brasiliana, tuttavia, l'ha seguito anche a Buenos Aires, così ecco che già alla partenza lo troviamo incidentato, speronato da Michael Schumacher il quale poi gli cozza contro. Per Schumacher è ritiro, Barrichello riuscirà a raggiungere i box. Coulthard frattanto si tocca con qualcuno, perde una ruota, Magnussen viene coinvolto a qualche titolo (anche lui andrà ai box ritrovandosi nelle retrovie come Barrichello) e viene mandata in pista la safety car. Le Williams rimangono 1/2 per pochi giri, poi Frentzen che ha già avuto problemi in Brasile stavolta è costretto al ritiro.

La gara procede tranquilla, almeno finché più avanti non c'è un contatto Alesi vs Hill. La gara continua a procedere... ma non per Panis! Secondo fin dal ritiro di Frentzen, viene abbandonato dalla propria monoposto e costretto al ritiro. Irvine adesso è secondo, ma sia lui sia Villeneuve rientrano ai box per il rifornimento. Jacques torna in pista in testa, dietro di lui ci sono le Jordan di Fisichella e Ralf Schumacher almeno finché quest'ultimo non dimentica la regola aurea: se devi avere un incidente, fa che non sia con il tuo compagno di squadra. Fisichella si ritira, Ralf prosegue senza problemi e rimane secondo finché non giunge il momento del suo unico pitstop. In quei frangenti si ritira Hill, mentre nel box della Arrows ci sono problemi anche per Diniz, stazionario piuttosto a lungo. Davanti frattanto la gara sembra doversi decidere tra Villeneuve e Irvine... ancora lontani, ma non per molto.

Villeneuve soffre di problemi di degrado gomme, pertanto si opta per tre stop anziché due. Nell'ultimo stint, quindi, non solo Irvine è più vicino ma gli si attacca proprio negli scarichi. Villeneuve riesce comunque a mantenere la prima posizione fino alla bandiera a scacchi. Ralf Schumacher chiude terzo e va sul podio. Sotto al podio stesso ci sono Michael e Corinna, non è chiaro se Michael sia lì per il fratello o il compagno di squadra. La gara precedente ha visto pochi ritirati, questa invece ha visto solo nove vetture al traguardo. Herbert si classifica quarto, precedendo Hakkinen. Seguono le Benetton dei Bergesi, poi la Tyrrell di Mika Salo e la Minardi di Jarno Trulli. La gara di Barrichello è finita molto tempo fa per un guasto, mentre l'altra Stewart è stata l'ultima vettura ritirata. Continuano quindi per Rubinho e per tutto il resto della squadra le peripezie già viste in Brasile. E continueranno ancora a lungo...