domenica 17 aprile 2022

Indycar 2022: #3 Gran Premio di Long Beach

Sono perfettamente consapevole di essere in ritardo, dato che il gran premio di Lungaspiaggia si è svolto la scorsa domenica, ma nevermind, già che si è fatto il 17 aprile ne approfitto per fare gli auguri di buon compleanno a un certo RoGro che oggi compie trentasei anni, ma nonostante ciò ha dimostrato di essere tutt'altro che un V3KkYaCçY0 che dovrebbe ritirarsi. Andiamo però con ordine, recuperiamo il Fast Forward e torniamo a quando Colton Herta (Andretti) partiva davanti a tutti per le strade di Long Beach. È anche rimasto davanti a tutti, seguito da Josef Newgarden (Penske) e Alex Palou (Ganassi) in quella che si è rivelata una gara ricca di caos. Il caos è iniziato dopo pochi giri, con Dalton Kellett che è andato a sbattere e con il successivo ingresso della safety car, dopo la quale il tutto è ripartito così com'era iniziato, con Herta/ Newgarden/ Palou.

Ci sono stati poi dei contatti minori, sia nelle retrovie, sia in posizione più avanzata, con Alexander Rossi e Felix Rosenqvist che hanno avuto un contatto e con danni sulla vettura color papaya di Rosenvist, costretto a fermarsi ai box. Rossi è rimasto quarto dov'era, ma di lì a pochi giri ha subito il sorpasso di Marcus Ericsson, mentre si faceva sempre più vicino il momento del primo giro di pitstop, per intenderci, quello in cui a volta qualcuno fa il figo nelle prime posizioni per essersi fermato dopo rispetto agli altri. A questo punto, completata la trafila, Palou era in testa davanti a Newgarden e Herta dopodiché Ericsson (Ganassi) e Grosjean (Andretti), mentre c'era chi a vario titolo si esibiva in testacoda vari, tra loro anche il leader della classifica piloti Scott McLaughlin dopo avere verniciato un muretto, di lì a poco imitato da Devlin De Francesco (Andretti), quest'ultimo costretto al ritiro.

Il secondo giro di pitstop è stato decisamente più ricco di contenuti, in quanto Colton Herta è andato a sbattere dopo essere uscito dalla pitlane, lasciando a duellare per la vittoria per i fatti loro Newgarden e Palou, a cui sembra essere seguito il ritiro nelle retrovie di Callum Ilott (Juncos). Tornando ai primi, lo spagnolo si trovava dopo la sosta alle spalle dell'americano e ha cercato di riprendersi la posizione, ma non c'è stato nulla da fare, "Nuovo Giardino" è rimasto davanti. Il momento più pittoresco, tuttavia, doveva ancora venire ed è venuto poco più avanti, quando di fatto ci si è ritrovati con una vettura fucsia al di sopra dell' "aiuola" di Long Beach: si trattava di Simon Pagenaud (Meyer Shank) e il suo incidente, quando mancava all'incirca un quarto di gara, ha provocato l'ingresso della safety car, dietro alla quale si sono accodati Newgarden, Palou, Ericsson, Grosjean e a seguire tutti gli altri. Non si segnalano incidenti avvenuti dietro la safety car che coinvolgessero gli Erijean!


Niente incidenti dietro la safety car, ma poco dopo il restart, mentre era inseguito da Grosjean, Ericsson deve essersi emozionato, dato che è finito in testacoda andando a sbattere. Non ha dato la colpa a Grosjean dell'accaduto, però, ma non si può avere tutto dalla vita, solo i very fighy danno la colpa dei loro incidenti a gente che non è miniamente coinvolta! In tutto ciò Ericsson è andato a parcheggiare in una via di fuga, mentre Grosjean risalito al terzo posto inseguiva like a boss i primi due agitando la baguette con aria minacciosa. I due cercavano di scappare come meglio potevano, dopotutto chi vorrebbe essere inseguito da RoGro? Grosjean si è preso la posizione su Palou: adesso era secondo, all'inseguimento di Newgarden, segno che la vera domanda non è perché la Haas non ingaggia un pilota americano, piuttosto perché i piloti della Haas stiano alla Haas invece di cercarsi un volante in Indycar.

Newgarden e Grosjean si sono messi a lottare ruota contro ruota, il che ha consentito a Palou di riavvicinarsi dopo essere stato staccato, ma il duello è stato interrotto da un violento incidente nelle retrovie che ha fatto entrare la safety car. I piloti coinvolti erano Jimmie Johnson (Ganassi), che già gareggiava infortunato a un polso dopo un incidente avvenuto nelle prove libere, e David Malukas (Coyne). Dalle immagini sembra che Malukas sia prima finito in testacoda da solo, poi che Johnson gli sia finito addosso, andando poi a sbattere violentemente contro le barriere. La pista nel frattempo è stata ripulita in tempi abbastanza brevi e mancavano sei giri alla fine quando è stato dato il restart, ancora con il terzetto dei primi tre in lotta per la vittoria, anzi, in particolare i primi due piuttosto vicini, con Ericsson che in una via di fuga accanto alla propria monoposto vegliava sulla scena. Poetic cinema, nel mondo ideale Grosjean avrebbe dovuto vincere solo per quello. <3

Invece no, le prime tre posizioni sono rimaste invariate fintanto che a due giri dalla fine un'altra vettura è andata a sbattere: era quella di Takuma Sato, che in effetti fino a quel momento non aveva fatto alcunché che spiccasse, quindi doveva assolutamente lasciare il proprio segno. La gara è finita così, neutralizzata dal suo incidente, con i primi tre nelle stesse posizioni in cui li avevamo trovati prima e la top-ten completata da Will Power (Penske), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Scott Dixon (Ganassi), Graham Rahal (Rahal), Alexander Rossi (Andretti), Helio Castroneves (Meyer Shank) e Kyle Kirkwood (Foyt). Hanno concluso la gara anche Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Conor Daly (Carpenter), Rinus Veekay (Carpenter), Scott McLaughlin (Penske), Jack Harvey (Rahal), Tatiana Calderon (Foyt) e Christian Lundgaard (Rahal). Dopo le sue precedenti peripezie, anche Simon Pagenaud risulta essersi classificato, seppure a quattro giri di distanza dal vincitore.

sabato 16 aprile 2022

Chi vince riceve il bacio del vincitore da Berger! // GP Stati Uniti 1990 - Phoenix

Carissimi lettori, devo confessarvi di avere degli scheletri nell'armadio e anche piuttosto ingombranti, quindi devo assolutamente ammettete le mie terribili responsabilità. :-P Incoraggiata ormai dieci anni fa a guardare il GP di Phoenix del 1990 (forse su Answers Yahoo) per via di un certo duello, ricordo di avere pensato, nel vedere la gara "sì, bel duello, ma da qui a vedere qualcosa di stylish dall'inizio alla fine ce ne passa". Sono profondamente pentita da quel pensiero: questo gran premio è stupendo, ha un sacco di eventi interessanti da raccontare e dieci anni fa ero una giovane fuori di testa, non ci sono altre possibili spiegazioni! Basti pensare che in prima fila, accanto a una McLaren in pole position, c'è nientemeno che in seconda posizione la Minardi di Pierluigi Martini. Questo basterebbe di per sé per consacrare questo evento alla storia del motorsport, mi sembra un concetto ovvio. Le cose per il minardista tuttavia non si mettono proprio benissimo, infatti viene superato da diverse vetture fin dalla partenza, ritrovandosi intorno alla quinta o sesta posizione.

Si porta in testa alla gara, a bordo di una Tyrrell partita in quarta posizione, nientemeno che Jean Alesi, mentre è costretto ad accodarsi in seconda posizione il poleman Gerhard Berger: BERGESI VIBES! Terza, esattamente la stessa posizione di partenza, c'è una vettura rossa, ma Ferrari is for kids, Dallara is for legends, terzo c'è nientemeno che Andrea De Cesaris! Non so come io abbia osato snobbare questo gran premio in passato, dovevo essere davvero rintronata. Ad ogni modo si vede una Williams toccarsi con qualcuno e penso subito "Mansell, che ca**o fai", per poi ricordarmi che siamo nel 1990 e che il caro Nigel è un pilota della Ferrari. Inutile, quando avvengono fatti strani mi viene da pensare per prima cosa a Mansell. Niente baffi: si tratta di Riccardo Patrese, che rientra quindi ai box e il contatto dovrebbe essere stato con una Arrows. Nel frattempo, dopo pochissimi giri di gloria, De Cesaris viene superato da Ayrton Senna e si accoda in quarta posizione, che diventerà comunque terza di lì a poco, grazie alla collaborazione di Berger.

Il pilota austriaco, infatti, non ricordandosi di non essere in Canada, come da foto centraledel collage, va a sbattere contro una barriera di pneumatici esattamente come se fosse il Wall of Champions. Lo vediamo fermo, ma poi lo vediamo ai box, quindi è ripartito. La Dallara in terza posizione è davanti a un breve trenino, composto dalla Benetton di Nelson Piquet e dalla Williams di Thierry Boutsen, sempre nel collage. La Ferrari di Alain Prost si accoda in breve tempo aggiungendosi a quel raduno. Quando Boutsen tenta di superare Piquet, ma perde un po' di terreno, Prost lo supera e si lancia all'inseguimento di Piquet. Tuttavia è Piquet che supera De Cesaris, lasciandolo a vedersela con Prost. Il pilota della Dallara regge qualche giro, ma alla fine si arrende alla Ferrari e anche a Boutsen. Evidentemente Prost avrà anche detto qualcosa tipo "la mia vettura è più rossa della tua" e per questa affermazione viene punito dal karma: dal retrotreno della sua monoposto inizia ad alzarsi del fumo poco promettente e infatti di lì a qualche giro sarà costretto a recarsi ai box.

Siamo oltre a un terzo di gara, ma è solo il quarto ritirato, contrariamente a quanto avviene di solito sui circuiti cittadini statunitensi. I primi tre fortunati sono stati Nicola Larini (Ligier), Derek Warwick (Lotus) e Ivan Capelli (Leyton House), che ha rotto una sospensione sui segreti del tracciato. La giornata, tuttavia, è ancora lunga e usciranno di scena definitivamente anche personaggi illustri come Mansell (con tanto di motore in fiamme e conseguente testacoda) e Berger, insieme a tanti altri, ma per il momento concentriamoci su un'altra sagoma rossa che di lì a pochi giri ci saluta per un guasto al motore, anche questo come da foto: si tratta sventuratamente proprio di De Cesaris. Pierluigi Martini, tuttavia, appena precipitato fuori zona punti subendo il sorpasso dalla Brabham di Stefano Modena, grazie al suo ritiro si riporta in sesta posizione, segno che anche le storie tragiche possono avere qualche lato positivo. Nel frattempo, in seconda posizione, Senna è ormai negli scarichi di Alesi. Che il duello per la leadership abbia inizio!

Il duello, di per sé, è piuttosto epico, anche se non dura ore tanto quanto le narrazioni vorrebbero far credere. Visibile anche nelle sequenze fotografiche di questo secondo collage, Senna si mette negli scarichi di Alesi e attende che sia il momento propizio. Il momento propizio arriva e Senna supera finalmente Alesi puntualizzando che lui è il best drivahhhh evahhhh e che Alesi deve attaccarsi al tram. Invece di attaccarsi al tram, Alesi si riprende la posizione su Senna riportandosi in testa affermando: "io un giorno guiderò la Ferrari numero 27". Nel frattempo Boutsen è davanti a Piquet, ma who kers, adesso ci sono solo gli Alesenna! Senna, per nulla intimorito dal futuro numero 27 di Alesi, si ricorda di avere il numero 27 sulla McLaren lui stesso e di lì a poco tenta di nuovo il sorpasso su Alesi e lo porta a termine. Una volta che è passato in testa, adesso, mantiene la testa della gara, staccando Alesi: duello molto fascinoso, ma è già terminato, adesso tocca ad altri animare la gara. Una Lola Larrousse ci prova, con un testacoda, poi fermandosi in una via di fuga, a guidarla sembra che sia Aguri Suzuki.

Il pilota giapponese si aggiunge ai ritirati citati prima oltre che ad altri due che già da un po' hanno provato a dare spettacolo: si sono infatti toccati Gregor Foitek (Brabham) e Olivier Grouillard (Osella), con Foitek rimasto fermo in mezzo alla pista e detriti sparsi, mentre Grouillard ha raggiunto i box. Ai box è stato costretto anche Alessandro Nannini: il pilota della Benetton è infatti passato sopra ai detriti dell'incidente. La Brabham, collocata a bordo pista, vi rimane per tutto il resto del tempo, mentre solo un altro pilota di aggiunge ai ritirati: si tratta di Paolo Barilla. Il pilota della Minardi abbandona la gara a seguito di indisposizione fisica, frattanto il suo compagno di squadra è da tempo scivolato in settima posizione: sesto è Satoru Nakajima (Lotus). Il sestetto Senna/ Alesi/ Boutsen/ Piquet/ Modena/ Nakajima è quello che a fine gara si appropria di punti, mentre a Martini tocca arrivare settimo, precedendo la Lola Larrousse di Eric Bernard (futuro compagno di squadra di Olivier Panis alla Ligier di lì a qualche anno).

Dopo i problemi occorsi a inizio gara, Patrese chiude in una nona piazza che al giorno d'oggi gli garantirebbe un paio di punti, primo di una tripletta italiana nella quale è seguito da Michele Alboreto e Alessandro Nannini. A proposito, Alboreto guida la Arrows ed è compagno di squadra di Bernd Schneider, colui con cui Patrese si è toccato al via, che chiude dodicesimo. I piloti classificati sono in totale quattordici, dietro a costui ce ne sono ancora due, i brasiliani Roberto Moreno (Eurobrun) e Mauricio Gugelmin (Leyton House). Il brasiliano più popolare di tutti, comunque, è senza ombra di dubbio quello che ha vinto il gran premio contro ogni ostacolo, dove ostacolo = Jean Alesi. Fun fact: questo ha raccontato che, in assenza di una maglia ignifuga da indossare sotto la tuta ne aveva presa in prestito in McLaren una proprio di Senna a sua insaputa, che poi pare anche essersi inca**ato con Alesi per il "furto" subito. In Formula 1 da mezza stagione si sta già dedicando allo sport nazionale francese, ovvero far infuriare Senna: très bon travail, Monsieur Alesi! ;-)

I fatti di Phoenix sono un buon biglietto da visita per il successivo GP del Brasile, che si svolge proprio a "casa" di Senna a Interlagos, per la prima volta nel corso della sua carriera in Formula 1. Tutto sembra anche mettersi per il meglio: parte davanti a tutti e rimane davanti a tutti, con il compagno di squadra Berger in seconda posizione. Quest'ultimo perde tuttavia un paio di posizioni, ma la leadership di Senna sembra inattaccabile. O almeno va così fino a oltre metà gara, quando doppiando la vettura di Nakajima per un attimo si immagina che sia Schlesser. Cozza contro alla monoposto del giapponese e rompe l'ala anteriore, il che lo costringe a una sosta ai box. Prost passa in testa, Berger passa in seconda posizione, quindi gli tocca di arrivare terzo a debita distanza dai due. Mansell, Boutsen e Piquet completano la zona punti, con il pilota della Benetton che supera Alesi nei giri finali, relegandolo settimo e fuori dai punti. È comunque andata molto peggio a De Cesaris, primo ritirato, al primo giro.

venerdì 15 aprile 2022

La penultima e l'ultima di Jacarepaguà // GP Brasile 1988 e 1989

Benvenuti a Jacarepaguà, oggi post "doppio", perché approfondiamo gli ultimi due eventi disputati sul circuito di Rio de Janeiro, prima del ritorno a Interlagos nel 1990. Partiamo quindi dal 1988, per proseguire nel 1989. Partiamo quindi da quando nel 1988 Ayrton Senna, alla prima in McLaren, ottiene la pole position e si appresta a partire davanti a tutti al cospetto del pubblico di casa, anche se casa sua in realtà è Sao Paulo quindi Interlagos. Affiancato a lui c'è Nigel Mansell, che in comune con Senna ha l'essere recentemente finito al centro di dichiarazioni invadenti da parte di Nelson Piquet. Secondo quest'ultimo, la moglie di Mansell è esteticamente poco attraente e Senna non è mai stato visto con una donna. Mauricio Gugelmin invece, è pronto ad affermare che la moglie di Piquet (che si presume anche essere un'ex fidanzata di Elio De Angelis), durante un periodo di separazione dal marito con cui si è rimessa insieme, abbia avuto una relazione con Senna. In sintesi, alla signora Sylvia piacciono i piloti: ha molto in comune con sua figlia Kelly!

Torniamo a Senna che si appresta a partire dalla pole. La sua vettura, però, forse traumatizzata dal fatto che Mansell si sia rasato i baffi prima della stagione (come osa???!!!) lo saluta agitando piume di pavone prima di un traumatico giro di formazione con anche la March/Leyton House di Ivan Capelli che emana fumo per i segreti del tracciato e l'Eurobrun di Oscar Larrauri che non parte. Si va in aborted start, Senna si precipita ai box e prende la partenza con il muletto dai box. Il problema è che la prima procedura di partenza è stata data ma interrotta. Se fosse una bandiera rossa sarebbe legale partire con il muletto, ma con l'aborted start non lo è: Senna rischia quindi seriamente di essere blackflaggato ma who kers, partito 20+esimo si destreggia tra backmarker e midfielder risalendo di numerose posizioni, mentre il suo compagno di squadra Alain Prost è in testa, davanti di parecchio rispetto alla Ferrari di Gerhard Berger che è secondo e alla Williams di Nigel Mansell, scivolato al terzo posto fin dalla partenza.

In quarta posizione c'è Piquet e fino al quinto posto risale Senna: questo succede fintanto che non sono ancora iniziati i cambi gomme. Poi Piquet rientra ai box e Senna è addirittura quarto. Il ritiro di Mansell lo conduce al terzo posto e la sosta di Berger addirittura secondo, anche se il ferrarista su gomme fresche sembra più veloce di lui. Potrebbe essere destinata a diventare una delle gare migliori della sua carriera, ma c'è ancora un grosso intoppo che pende sulla gara di Senna. No, non è il pitstop che deve fare, dal quale esce in sesta posizione (dietro ai primi tre ci sono la Ferrari di Michele Alboreto e la Benetton di Thierry Boutsen), ma la faccenda della partenza illegale con il muletto. Una volta che la direzione gara ritiene probabilmente che il pubblico sia già abbastanza appagato dalla sua rimonta, ecco la bandiera nera. Senna quindi è costretto a rientrare ai box e a parcheggiare. La sua prima gara in McLaren si conclude abbastanza mestamente, ma ha dimostrato di potere fare l'attention seeker anche con il team di Woking.

In una gara come al solito condizionata dell'affidabilità, con numerosi piloti costretti al ritiro (compreso Andrea De Cesaris che corre per la Rial, una delle tante squadre in cui milita nel corso della sua lunga carriera), Prost non ha comunque una gara molto facile nella parte conclusiva: diversamente da Berger e Piquet, è su un cambio gomme anziché su due e deve vedersela con un certo degrado nel finale, per di più il carburante sta per finire. Ce la fa comunque, vince davanti alla Ferrari e alla Lotus, mentre la zona punti viene completata dalla Arrows di Derek Warwick, dopodiché dall'altra Ferrari e dall'altra Lotus, guidate da Michele Alboreto e Satoru Nakajima. Completano la gara tre ulteriori vetture in totale, la Benetton di Thierry Boutsen, la Arrows di Eddie Cheever e infine la Ligier dell'ex ferrarista Stefan Johansson. È stato solo il primo gran premio della stagione e la McLaren sembra la vettura da battere. A stagione in corso arriverà la conferma che lo è, ma soprattutto la conferma che nessuno è in grado di batterla, ma questa è un'altra storia.

Sappiamo perfettamente come sia andato a finire il mondiale 1988, quindi possiamo passare al GP del Brasile 1989, seconda stagione in cui i "Prosenna" saranno compagni di squadra. I servizi di piatti del team se la vedranno brutta visti i numerosi lanci a cui saranno sottoposti, ma siamo ancora in Brasile e tutto è calmo dal loro punto di vista. La Formula 1, da parte sua, non vive un bel momento: da poco Philippe Streiff, pilota AGS, è stato vittima di un gravissimo incidente avvenuto proprio a Jacarepaguà in una sessione di test. A peggiorare la situazione, Streiff è a serio rischio di paralisi non solo per l'incidente in sé, ma anche per una pessima gestione dei soccorsi. Per intenderci, non è iniziata bene, come stagione, nel pre-stagione, si spera che possa andare meglio almeno la parte agonistica del 1989. Ayrton Senna conquista la pole position, affiancato da Riccardo Patrese. Seguono la Ferrari di Berger, la Williams di Boutsen (che ha cambiato team), la McLaren di Prost e la Ferrari di Mansell (anche lui ha cambiato team e porta il numero 27).

Si parte e Patrese, Berger e Senna arrivano tutti e tre affincati. Patrese riesce a non avere problemi, Berger e Senna invece ne hanno molti: si toccano, Berger fa un testacoda e Senna perde l'ala anteriore, venendo costretto a rientrare ai box, perdendo giri in corso d'opera. Quando torna in pista è stabilmente ultimo, mentre Patrese è leader inseguito da Mansell. Il ferrarista si ritrova secondo dopo essere stato brevemente dietro a Boutsen che però poi ha rotto il motore. Prost è quarto e dietro di lui si fa largo la March/Leyton House di Capelli, che a quanto pare conosce tutti i segreti del tracciato! Mansell, però, da parte sua, dopo essersi fatto ricrescere i baffi e rinvigorito dalla presenza del numero 27 riservato ai very fighy, osserva che non gliene importa un fico secco di Capelli e che dovrei piuttosto parlare del suo inseguimento a Patrese. Dopo un quarto di gara è il momento propizio: lo supera e si porta in testa, perdendola solo provvisoriamente nei momenti della gara in cui precede gli inseguitori nel fermarsi ai box.

È un destino ridente quello del baffuto ferrarista numero 27, molto meno per certi suoi colleghi: Capelli si ritira a un terzo di gara per la rottura di una sospensione e gli succede nella posizione il compagno di squadra Gugelmin, mentre più avanti Patrese è uno degli ultimi ritirati quando si trovava in zona podio. La gara la finiscono più piloti rispetto all'anno precedente, ma i ritirati sono comunque un buon numero e tra questi svetta De Cesaris che finisce la benzina prima che finisca la gara, in questa stagione al volante di una Dallara. Il ritiro più curioso è quello per incidente tra Eddie Cheever e Bernd Schneider. Quando il pilota della Zakspeed scende dalla propria monoposto (sfoggiando peraltro una tuta rossa), si reca verso la Arrows dell'americano di Roma, i due sembrano scambiarsi qualche parola e poi Cheever, che apparentemente ha perso il controllo della vettura per indisposizione fisica, stramazza a terra. Rialzato in piedi con l'aiuto dai commissari, cadrà un'altra volta prima che venga inquadrata di sfuggita altra gente che accorre sul posto portando una barella.

Mansell/ Prost/ Gugelmin, questo è il podio alla fine della giornata, mentre entrambe le Benetton arrivano a punti, quarta e sesta con in mezzo la Arrows di Derek Warwick. Se Thierry Boutsen porta a casa il punto del sesto posto, a giungere quarto è un simpatico esordiente britannico che fuori dall'abitacolo fatica a camminare per gli strascichi di un pesante infortunio in Formula 3, ma che in macchina va like a boss: è Johnny Herbert! Senna finisce solo undicesimo dopo l'incidente al primo giro e a svettare come già detto è il suo connazionale e amico Gugelmin che sale sul podio, dove aiuterà anche Mansell a sollevare il trofeo del vincitore, dato che il pilota britannico sembra avere difficoltà nel farlo da solo, forse per un crampo a una mano. Si conclude così la prima gara della stagione per l'ultima volta a Jacarepaguà. Il mondiale 1990 inizierà a Phoenix con il Brasile come secondo appuntamento a Interlagos, ma questa è un'altra storia che prima o poi avremo modo di approfondire. Per oggi ci salutiamo qui.


giovedì 14 aprile 2022

Quando i piloti come Lella Lombardi guidavano da very uominy e i photobomber mostravano i piedi alla telecamera // GP Germania 1975

Carissimi circuiti di 20+ chilometri che per la loro configurazione si prestano molto ai duellihhhh e ai sorpassihhhh con vetture ravvicinate, seguitemi e non ve ne pentirete, perché oggi vi faccio diventare very uominy, ricordandovi in primo luogo dell'esistenza di una regola generale per cui chiunque può essere un verohhhh uomohhhh, anche le ruote e gli alettoni, per non parlare delle curve e dei rettilinei. Oggi vi porto con me nel 1975 al vecchio Nurburgring di cui esiste una sintesi di circa 45 minuti con suoni naturali pare proveniente da un VHS vintage, o almeno così stava scritto su Youtube. È la gara che avviene dopo il GP di Gran Bretagna (di cui vi parlerò prossimamente) e prima del GP d'Austria vinto da Vittorio Brambilla (di cui invece vi ho già parlato) e ha molto in comune con il GP del Canada 1977 di cui vi ho parlato nel mio post di ieri, inizia infatti nello stesso modo: lo sventurato Ian Ashley va a sbattere e si infortuna, stavolta fratturandosi una caviglia.


Venticinque vetture vanno in griglia e davanti a tutti sulla griglia c'è Niki Lauda, che mantiene la prima posizione inseguito dalla Tyrrell di Patrick Depailler. La regia sembra essere in fissa con Lauda perché è di fatto l'unica monoposto che inquadra, in alternativa alle inquadrature dall'alto: le riprese dall'elicottero vanno spesso e volentieri a mostrare solo la ricca vegetazione locale. Insomma, circuito molto fascinoso e ricco di storia, ma non sono sicura che quelli che lo vorrebbero come sede ufficiale di ogni gran premio contemporaneo poi sarebbero molto contenti di quello che effettivamente si può vedere. Perché attenzione, non è detto che l'azione non ci sia, semplicemente si vede poco. Occasionalmente però possiamo assistere a qualche pitstop, per esempio viene immortalata la March numero 29 con lo sponsor Lavazza, che non passa inosservata agli accurati commentatori dell'evento.


Che ironia, però, il modo in cui Youtube decide in modo random(?) di piazzare i commenti, forse in base al numero di like ricevuti, ma non saprei. Sopra qualcuno osserva che Lella Lombardi è rientrata ai box. Sotto qualcuno osserva che i piloti dell'epoca erano very uominy. Ecco, questa è la conferma a quanto dicevo prima: siamo nel 1975 e gli uomini sono very uominy, così come le donne sono very uominy, tutte le creature senzienti sono very uominy, anche quelle non senzienti sono very uominy e anche gli oggetti inanimati sono very uominy. O almeno così penso di potere affermare io, ma forse mi sbaglio, perché tra i commenti ce n'è anche uno che sostiene che la Formula 1 dei mid-70s non è bella come quella degli anni '60 perché i piloti indossano caschi integrali, quindi non si può essere certi che a guidare siano very uominy, ma potrebbero essere dei robot. Questo mi porta a fare una considerazione acuta: c'è gente che prima di andare a commentare le gare su Youtube si droga.


Va beh, proseguiamo e parliamo del momentaneo trionfo della giustizia divina: Depailler fora e si leva di mezzo, producendo ciò che l'intera umanità desidera vedere sempre e comunque: le due Ferrari di Lauda e Regazzoni sono 1/2. Il trionfo del male, tuttavia, è alle porte: il povero Clay rompe il motore ed è costretto al ritiro, mentre Niki fora, come è accaduto e accadrà anche a numerosi altri piloti, uno dei quali James Hunt sulla Hesketh numero 24. Quando succede a Hunt, si trovava secondo dietro alla Brabham di Reutemann e non riesce a uscire dai box perché i meccanici non riescono a togliere la ruota con la foratura per sostituirla. Lauda invece in pista c'è tornato, in quarta posizione, che diventerà terza quando riuscirà a superare la Shadow di Tom Pryce. Carlos Reutemann andrà a vincere, sulla Brabham numero 7, precedendo la Williams numero 21 di Jacques Laffite. Sarà appunto Lauda, come anticipato, a chiudere terzo, dopo quattrodici lunghissimi giri del lunghissimo circuito.


Nel frattempo continuano inquadrature di Lauda, inseguito tuttora da Depailler peraltro, anche se il pilota della Tyrrell non sembra essere nel suo stesso giro, oltre alle inquadrature dall'elicottero con tanto di vista dall'alto. E, con a un certo punto, l'accidentale fugace inquadratura di un paio di piedi nudi che sporgono dal finestrino dell'elicottero (il che lascia intendere che il passeggero in questione sia letteralmente sdraiato sui sedili invece di essere affacciato al finestrino a guardare la gara con attenzione). Tornando al risultato, Tom Pryce giunge quarto giù dal podio, mentre completano la zona punti la Hill di Alan Jones e la Surtees di Gijs Van Lennep. Ottiene un ottimo settimo posto Lella Lombardi, che con sistemi di punteggio più recenti le assegnerebbe punti, con a seguire Harald Ertl su Hesketh e, ultimo pilota al traguardo, doppiato, Patrick Depailler. Finisce così questo gran premio storico, forse non il miglior prodotto in termini di intrattenimento, ma why not. È stato bello sentirsi un verohhhh uomohhhh per tre quarti d'ora, spero vi siate sentiti tali anche voi!


mercoledì 13 aprile 2022

Peripezie nordamericane fatte di doppiati e di motori rotti // GP Canada 1977

Carissime marmotte del Quebec, oggi parliamo di quando il Gran Premio del Canada non si svolgeva ancora a casa delle marmotte del Quebec, ma piuttosto sul circuito Mosport, nella sua ultima edizione in tale location già vista negli anni precedenti. Purtroppo essendo un gran premio nordamericano degli anni '70 dobbiamo accontentarci di brevi highlight e di fonti scritte invece che dell'intera gara, ma vi assicuro che di cose che bollono in pentola ce ne sono tante. Tanto per cominciare il gran premio non doveva nemmeno più svolgersi a Mosport, ma si è scelto di utilizzare comunque quel circuito in assenza di altri circuiti canadesi sui quali si potesse svolgere l'evento, il penultimo della stagione (quello seguente è stato il GP del Giappone). La sicurezza del tracciato, tuttavia, è stata più volte messa in discussione e secondo le voci di corridoio dell'highlight principale che ho visto, della TV francese, veniva descritto come un tracciato più pericoloso del vecchio Nurburgring.

Tutto ciò non prometteva molto bene, ma rendendo possibile affermare che i piloti degli anni '70 erano very uominy diversamente da quelli attuali, possiamo sentirci piuttosto appagati dagli eventi. Chi non doveva sentirsi appagato dall'essere lì era invece Niki Lauda, vicino al passaggio in Brabham e recentemente divenuto campione del mondo nel precedente GP d'Italia. Ha infatti culminato i giorni che precedevano il weekend decidendo di lasciare in modo random la Ferrari, come solo i traditorihhhh della patriahhhh sanno fare. Se n'è direttamente tornato a casa e la Rossa ha schierato due monoposto guidate da Carlos Reutemann e Gilles Villeneuve. Quest'ultimo avrebbe dovuto guidare una terza vettura che la Ferrari aveva deciso di schierare per l'evento. Sulla base dei risultati delle qualifiche, viene da pensare che Lauda non abbia fatto poi così male ad andarsene a casa, ma nevermind.


Dagli highlight, che comprono praticamente tutto il weekend a parte l'evento più adatto a un post scandalistico, che ho visto in un altro video, si può notare come un paio di occhi azzurri su un pannello pubblicitario svettasse sul circuito. Non so se cosa avrebbero pensato le Tumblrer se fossero esistite all'epoca (e soprattutto se fosse esistito Tumblr, perché di ragazze che sognavano di diventare groupie dei piloti dovevano essercene a dozzine anche ai vecchi tempi), forse si sarebbero comunque lamentate che, in probabile assenza di trasmissioni televisive full event, avrebbero avuto ben poche possibilità di vedere invece inquadrati in primo piano piloti con la visiera del casco alzata che mostrassero di avere occhi anche più azzurri di quelli raffigurati sul pannello pubblicitario. Questo, però, non ci tocca, procediamo e andiamo a toccare subito il punto dolente.

Vi ho riferito che il circuito veniva considerato troppo pericoloso ed è stato appurato anche nella realtà: il pilota della Hesketh Ian Ashley, in una sessione di prove libere, ha avuto un violento incidente nel quale la sua vettura è cappottata e ha riportato fratture alle gambe. Sembra che che i soccorsi siano stati lenti e che siano passati anche diversi minuti prima che fosse estratto dall'abitacolo. Dell'incidente di Ashley ha parlato anche Jacques Laffite, uno dei tre piloti intervistati nel corso dell'highlight (era proprio lui che spiegava la dinamica). Gli altri sono stati Gilles Villeneuve e Jean-Pierre Jabouille. Mentre Laffite ha parlato di sicurezza, Jabouille ha parlato della delusione per non essersi qualificato (ma una gioia per costui arriverà mai?) e a Villeneuve è stato invece chiesto dal giornalista per prima cosa quanti anni avesse. Ha risposto di averne venticinque e subito dopo ha assunto un'aria da furbetto piuttosto inquietante.


La sua espressione, con la consapevolezza che abbiamo oggi a proposito del fatto che sostenesse di avere un'età fasulla, lascia pensare che si stesse auto-compiacendo della sua finta età. Non siamo qui tuttavia per parlare delle finte età dei piloti, quanto piuttosto della gara e del fatto che i piloti erano very uominy. Viste le condizioni di sicurezza alquanto discutibili, dopo un forte acquazzone al sabato, molti avrebbero dichiarato di essere pronti a ritirarsi per questioni di sicurezza qualora la pioggia si fosse ripresentata in gara. La pioggia, però, non si è ripresentata in gara, che ha visto Mario Andretti partire dalla pole position ed essere lungamente inseguito da James Hunt. I due avevano un ampio vantaggio nel corso degli inseguitori e, mentre erano rallentati da dei doppiaggi, Hunt è riuscito a portarsi in testa superando Andretti. Poi è stato costretto al ritiro per un incidente con un doppiato: il doppiato in questione era il suo stesso compagno di squadra Jochen Mass.

Hunt è finito violentemente a sbattere e, dopo essere sceso dalla vettura, ha accennato ad attraversare la pista (è questa la parte scabrosa vista nel video a sé stante, o meglio quello che succede tra un po') fintanto che non è stato trattenuto da un commissario di percorso. A quel punto Hunt ha tirato un pugno al malcapitato commissario, che è stramazzato a terra. Nel frattempo la gara di Andretti proseguiva senza intoppi con un ampio vantaggio nei confronti di tutto e di tutti, fino a una manciata di giri dalla fine, quando ha rotto il motore ed è stato costretto al ritiro, così come un paio di disgraziati che si sono ritrovati sull'olio sparso sulla pista dalla sua monoposto. Jody Scheckter (Wolf), Patrick Depailler (Tyrrell) e nientemeno che Jochen Mass (McLaren) sono finiti a podio. Hanno completato la zona punti varie nostre vecchie conoscenze, ovvero Alan Jones (Shadow), Patrick Tambay (Ensign) e Vittorio Brambilla (March), nonostante l'incidente di quest'ultimo sull'olio uscito dalla Lotus di Andretti.



martedì 12 aprile 2022

Commento al Gran Premio d'Australia 2022

Carissimi duellihhhh e sorpassihhhh che contribuiscono allo spettacolohhhh facendo sì che i piloti dimostrino la dimensione della loro alahhhh mobilehhhh, oggi ricapitoliamo un lungo weekend con tanti argomenti di cui discutere. Facendo una piccola lista, direi che ci occuperemo del ritorno degli Schuttel, dei verihhhh appassionatihhhh che si alzano alle quattro di notte lamentandosi per tre ore di fila perché il GP d'Australia non si svolge più alle quattro di notte ma alle sette di mattina, di un combattimento piuttosto brutale tra marmotte assassine del Quebec che ruggivano al punto tale da far tremare i vetri, delle peripezie degli Alonsainz... e poi anche del gran premio. Iniziamo dagli Schuttel, in particolare da uno di loro, quello vestito di verde che sfoggia una chioma fluente dando vita a rumour a proposito di un potenziale trapianto di capelli. Ebbene, vorrei fare un passo indietro, per una serie di ragioni nel commento al GP del Canada 2019 scrissi una lunga invettiva contro di lui, per varie ragioni che forse prima o poi approfondirò. Non oggi, perché nessuna di queste ragioni ha a che fare con quello che devo dire. Dopo tutte quelle invettive, ricordo di averlo criticato per la sua incapacità di comunicare con il resto del mondo, dettata in gran parte dalla sua totale assenza dai social. Ebbene, su questo vorrei fare un passo indietro: in un mondo in cui quasi tutto ciò che viene scritto sui social viene estrapolato dal suo concetto originario e utilizzato per inventarsi che qualcuno abbia fatto certe affermazioni, la scelta di "Crazy Frog" di non avere profili social ufficiali sembra essere quella azzeccata, soprattutto alla luce del fatto che, durante le sue settimane di assenza dovute al coronavirus, nessuno che avesse un'autorevolezza maggiore dei vari utenti tipo Tifoso Dodicenne Che Segue La Formula 1 Dal 1° Aprile 2022 ha tirato fuori teorie del kompl8. Nessuno ha detto che si era inventato la malattia per qualche ragione, nessuno ha detto che il team lo voleva appiedare e che si era inventato la scusa del coronavirus per non fare la figura dell'appiedato, nessuno si è inventato notizie fasulle a proposito del decorso della sua malattia... fosse stato sui social, probabilmente si sarebbe andato a cercare nei suoi post qualunque minimo dettaglio per costruirci sopra una storia del tipo di quelle elencate, oppure un'altra che la mia fantasia non ha identificato. Quindi no, oggi come oggi non credo che mi metterei a scrivere invettive gratuite contro Crazy Frog, qualunque cosa succeda in pista. Prima di arrivarci, in pista, comunque lo si è visto a tu per tu con il suo fanboy, parzialmente assente dallo scorso gran premio, dove per parzialmente assente si intende che sarebbe stato presente al gran premio se non avesse avuto incidenti ben prima che fosse domenica. I due sono stati immortalati in vari scatti, in cui, secondo il mio spassionato parere, stavano avendo una conversazione di questo tipo:
"Piccolo Principe, cosa ci fai qui? E perché mi stai attaccato alle pa**e esattamente come facevo io con tuo padre prima che mi spuntasse la barba? Hai rotto i cogl-... ehm, volevo dire, mi fa piacere vederti e sono estremamente ammaliato dai tuoi occhi azzurro shocking."
"Sono venuto a controllare che tu stia bene, perché mi sei mancato. Anche tu hai dei dolcissimi occhi azzurro shocking e sono felice di avere gli occhi dello stesso colore del mio YdOlO!!!111!!1111!!!111!! Carlito could never."
"Tu invece come stai? Un piccione saudita che ha deciso di venire a trovarmi nella mia tenuta in Svizzera mi ha raccontato che, passando per caso dalle parti di Jeddah due settimane fa, ti ha sentito mentre dicevi ai commissari intervenuti in tuo soccorso che non avevi nessun bisogno di andare in ospedale. Ti sembra un comportamento da ragazzino responsabile?"
"No, ma mi sono ravveduto quando ho telefonato a mia madre e ho avuto una visione di lei che, scendendo da cavallo, mi inseguiva con il frustino in mano. Tu, invece, cos'hai fatto in queste settimane? Per caso hai rubato le uova delle tue galline per fare una frittata? E ci hai messo anche del parmigiano grattuggiato fatto con latte rubato a delle mucche?"
"Senti fanboy, cosa stai blaterando? Mi sembra uno di quei discorsi che mi fa delle volte il Gangster Rapper nei momenti intimi. Te l'ho detto mille volte, non hai bisogno di imitarlo per avere la mia ammirazione. I tuoi occhi azzurro shocking e la tua personalità principesca che contrasta con la mia da scaricatore di porto sono più che sufficienti. Non ho un preferito tra te e il Gangster Rapper e non ho un preferito nemmeno tra voi e un certo pilota con una cultura da capra che faceva sempre brutta figura nelle challenge."
"A proposito, mi sembra di avere appena sentito una capra che belava con accento francese."
"Naaaahhhh, era sicuramente accento monegasco. E comunque mi fa sapere l'Autrice(C) dalla regia che il nostro scambio di battute è durato anche troppo a lungo, perché deve parlare di una cosa seria, ovvero di quanto i telespettatori erano very uominy e si alzavano alle quattro di notte per vedere la gara."
"Ahahahahaha, e quelli che si svegliano alle quattro di notte per vedere la gara li chiami very uominy? I very uominy sono quelli che arrivano alle quattro svegli e sobri e poi guardano la gara."
Visto l'orario un po' inconsueto, si sono scatenati quei soggetti che nei weekend standard pensano di potere giudicare quanto siano veri appassionati gli altri criticando la gente che al venerdì lavora (o che eventualmente lo fa anche di sabato, o perfino di domenica) invece di darsi per malata e stare a casa a seguire in religioso silenzio ogni singola sessione di prove libere e ogni trasmissione di contorno in cui si discute del fatto che i piloti non possano portare gioielli mentre guidano e che di conseguenza sarebbe "illegale" anche il piercing al capezzolo di Verstappino - cosa di cui ha parlato il Gangster Rapper, perché evidentemente i due hanno molte cose in comune e anche Verstappino è andato in giro occasionalmente senza maglia. Stavolta quei soggetti di cui sopra hanno iniziato a fare polemica sull'orario a cui la gente si alza o va a letto, sostenendo che la vita di chiunque deve ruotare intorno alla Formula 1 e che chiunque non si alzi alle sette per vedere il GP d'Australia non è degno di essere definito un vero appassionato. Questo significa varie cose: 1) tutti si alzino alle sette di mattina dal lunedì al venerdì/ al sabato e ad altri orari nel weekend, 2) tutti vedono le gare in diretta, 3) siccome a vedere le gare in diretta sono solo gli abbonati a Sky Sport F1, ne viene fuori la considerazione abbastanza classista che per essere un vero fan devi pagare l'abbonamento a Sky e se vedi le gare quando passano sui canali free non sei degno di essere considerato. Queste ultime considerazioni, in realtà, le ho già sentite in altri momenti. A proposito, vorrei chiarire la mia posizione sul comportamento da verohhhh uomohhhh: il mio sogno nel cassetto sarebbe almeno una volta nella vita tornare alle tre e mezza dalla discoteca e vedere il GP d'Australia alle quattro di mattina in diretta commentato da Mazzoni, cosa che purtroppo non ho fatto nel 2007 l'ultima volta in cui avrei avuto questa possibilità (intendo guardare il gran premio, mi sono fermata al tornare a casa alle tre e mezza di notte dalla discoteca, poi sono andata a dormire, cosa di cui non smetterò mai di pentirmi). Al di là dei sogni nel cassetto, se fosse stato trasmesso su TV8 alle sette di mattina mi sarei alzata alle sette anche se durante la settimana visti i miei orari di lavoro mi alzo decisamente più tardi di quell'ora. Il punto è che su TV8 l'evento è stato trasmesso alle 15.00 o giù di lì e non avendo il controllo sulla programmazione dei canali televisivi ho semplicemente fatto finta fino alle 15.00 che non fosse stato disputato ancora nessun gran premio.
Giusto per calarci maggiormente nell'atmosfera, direi anche di aggiungerci la sigla, da ascoltare rigorosamente durante il giro di formazione. Si ringrazia Tommaso Paradiso per avere pubblicato mesi fa una canzone parodizzabile allo scopo.

Alle sette di mattina
Che gioia sulla Rai
C'è chi sale insieme a Pino
Serve una opening tipo, tipo questa

E non posso usare il Bostik
E incollare tutto bene
E quando tutti usano Intesa
Con le facce ben rasate

Non puoi stare sulle wet
Quando fuori splende il sole
E non hai visto roditori
E né gabbiani, solo tori

Ci vogliamo alzare
La notte è finita
L'attesa è finita
C'è la gara pure in televisione
Ma invece la stagione cordiale di Mazzoni
La dobbiamo sognare noi

E c'è Crazy Frog in giro
In motorino trolla tutti
Sembra quasi l'Aston Martin
La McLaren tipo Honda

Non puoi stare sulle wet
Quando fuori splende il sole
E non hai visto roditori
E né gabbiani, solo tori

Ci vogliamo alzare
La notte è finita
L'attesa è finita
C'è la gara pure in televisione
Ma invece la stagione cordiale di Mazzoni
La dobbiamo sognare noi
La dobbiamo sognare, la dobbiamo sognare noi

Ebbene sì, mi sono dimenticata di segnalare che, mentre noi non very uominy dormivamo o lavoravamo, Vettel si macchiava del primo kriminehhhh della stagione. Rimasto appiedato dalla sua vettura convinta di essere una McLaren Honda, ha atteso la fine della sessione per tornarsene in pitlane. Ma non l'ha fatto a piedi come qualsiasi persona perbene avrebbe fatto. No, da vero kriminalehhhh ha preso in prestito un motorino dei commissari e l'ha guidato con il casco sfilato in bilico sulla testa, ridendo e salutando il pubblico. No, non servono i social per comunicare, lui comunicava benissimo il suo messaggio: "io sono un trollone e sto rubando la scena anche se con la Aston Martin non penso potrei riuscire a cavare un ragno dal buco e nemmeno puntare a un quarto posto così come non vi punterebbe Hulkenberg se fosse ancora qui al posto mio". Il pubblico australiano sembra essere stato piuttosto felice di assistere alla scena, dopotutto in Australia sono abituati ad avere a che fare con gente che trolla. Nello specifico la stessa gente che trolla con cui Vettel aveva a che fare nel 2014. L'Aston Martin, comunque, doveva avere in generale manie di protagonismo, dato che nelle qualifiche del sabato mattina entrambi gli Strollettel sono andati a sbattere piuttosto violentemente in una delle quattro zone DRS del circuito, cosa che ha portato per questioni di sicurezza a diminuire le zone DRS a tre. I meccanici del team nel frattempo si sono messi a riparare le vetture, nella speranza di poterle mandare in pista in tempo. Strollino è stato il primo pilota Aston ad andare in pista ed è stato protagonista di una collisione con Latifi, che ha mandato Latifi a sbattere e ha provocato la prima bandiera rossa della giornata. Approfittando del tempo extra i meccanici Aston Martin hanno messo in sesto la vettura di Vettel che da parte sua è andato in pista e ha fatto un tempo in modo normale, un po' come in Williams ha fatto Albon. Solo che la vettura di Albon poi è rimasta senza benzina in corso d'opera, quindi è stato squalificato e costretto a partire ultimo. In sintesi sono usciti Magnussen, Vettel, Latifi, Stroll e Albon, con Stroll e Albon che essendo ultimi non hanno perso posizioni per le penalità che dovevano scontare, Strollino per l'incidente con Latifi di stavolta, Albon per l'incidente con Strollino la volta scorsa. Ci starebbe bene a questo punto una voce fuori campo che osserva come sia curioso che le Williams e le Aston Martin facciano sempre incidenti tra di loro, ma ve la risparmio, per una ragione, dobbiamo andare avanti con le qualifiche e nella sessione successiva non ci sono state bandiere rosse, ma solo l'uscita di scena, nell'ordine, di Gasly, Bottas, Tsunoda, Zhou e Schumacher. I problemi sono iniziati quando in Q3 c'è stata un'altra bandiera rossa. Le cose sono andate più o meno così:
"Yd0l0, cosa fai? Perché sei andato a sbattere? Per protestare che l'Alpine adesso è blu e quindi da verohhhh uomohhhh invece che rosa da creaturahhhh divinahhhh?"
"No, mi sono distratto pensando che uno stalker mi stesse inseguendo e sono andato a sbattere. Poi ho capito: lo stalker eri tu e mi sento piuttosto soddisfatto, con il mio incidente, di avere messo fine al tuo giro lanciato. Secondo me farai un errore nel finale, dopo il restart, quindi sarai l'ultimo tempo dei piloti con un tempo e partirai nono accanto a me."
"Accetto, solo per avere l'onore di partire accanto a te."
"Così domani alla partenza ti mostrerò l'enormità del mio membro, ti farò spaventare e tu dopo due giri andrai a impantanarti da solo, roba che non avrebbe fatto neanche Vettel se fosse stato ancora al posto tuo."
"Cos'è questo dissing gratuito nei confronti di Vettel?"
"Giusto, non avrei dovuto, adesso siamo aMiKeTtY e gli voglio bene. A te invece non ne voglio affatto perché sei un fanboy irritante."
"Non puoi dire sul serio."
"Quando inizierai ad asfaltare il Predestinatohhhh almeno nelle challenge inizierò a prenderti in considerazione, ma fino a quel momento no."
Da parte sua Leclerc ha ottenuto la pole davanti alle Redbull di Verstappino e Perez, poi seguiva la McLaren di un bambino che usa ancora il ciuccio davanti alle Mercedes dei Gangster Multi-L, poi Dani-Smile, Ocon e i due spagnoli destinati a partire affiancati. Le divine profezie di Ferni si sono avverate e dopo due giri di gara Sainz è andato a insabbiarsi, il tutto mentre il suo compagno di squadra leaderava like a boss precedendo le Redbull. Anzi, precedendo Verstappino e Hamilton, dato che Perez prima ha perso una posizione nei confronti di quest'ultimo e poi è riuscito a recuperarla. Il più grosso colpo di scena nelle posizioni di testa è che tutti si aspettavano un duello tra i Leclestappen, ma non sembrava ci fosse un duello tra i Leclestappen e infatti Leclerc probabilmente si guardava intorno con aria smarrita, interrogandosi sui dubbi che attanagliano da secoli l'umanità:
"Verstappino, dove sei? Sei nascosto da qualche parte a mostrare a tutti il tuo piercing al capezzolo?"
"Non potrei mostrare a tutti il mio piercing se fossi nascosto, possibile che tu non capisca neanche i concetti più semplici? Sei mai stato a scuola?"
"Sì, ho fatto una scuola dove c'erano i banchi monoposto e mi sono fatto una grande cultura motoristica."
"Non mi risulta. Sapresti dirmi chi ha vinto il GP di Francia 1979?"
"Veramente non so neanche che esiste la Francia, né che sia mai esistito il 1979."
"Ecco, come pensavo. Lo sai che se Crazy Frog ti sentisse, rimarrebbe talmente sconvolto da fare una sbinnata random?"
La suddetta sbinnata random è terminata contro una barriera, ha sparso pezzi e ha sparso anche una vettura abbandonata. Dopo la safety car per rimuovere la vettura di Sainz è entrata una seconda volta per rimuovere quella di Vettel. I Leclestappen e buona parte della gente di testa si era già fermata ai box per passare dalle medium alle hard, ma non l'aveva fatto Russell con tutte le sue -L che di conseguenza è riuscito a posizionarsi terzo dietro ai Leclestappen da quinto che era. Sua nonna sarà stata molto soddisfatt-... ah, no, anni di commenti ai gran premi hanno teorizzato che la nonna di Russell sia tifosa di Vettel, quindi dubito avesse molto di cui essere soddisfatta.
I piloti partiti su gomme hard non si sono fermati, aspettando che arrivasse una nuova safety car e la nuova safety car è arrivata per effetto della vettura ferma di Verstappino... due ritiri in tre gran premi, forse sarebbe il caso di allarmarsi. Di per sé, personalmente, non so cosa pensare, se essere dispiaciuta per come stanno andando le cose: potevamo assistere a uno scontro tra due team e invece la Redbull per ora ha subito tre ritiri considerando entrambe le vetture, nulla di promettente. Oppure una parte di me è anche soddisfatta di come stanno andando le cose: finora era stato dipinto uno scontro tra due ragazzinihhhh kehhhh si odianohhhh fin da quando erano davvero ragazzini, ma la realtà dei fatti sembra portare non troppo vicino a questo tipo di scenario e vedere fallire le storyline costruite ad arte è sempre positivo in tempi di drivertosurviverizzazione generale.
La gara la stavano facendo anche altri, tipo il Divino Ferni che prima della sosta aveva passato un bel po' di tempo davanti a Perez e Hamilton, o tipo Kmag che stava nelle zone basse della top-ten prima della sosta ritardata. Dopo la sosta Alonso è tornato in pista fuori zona punti a caccia della zona punti stessa prima di avere problemi, mentre Kmag si è ritrovato, proprio come a inizio gara, coinvolto in un trenino di motorizzati Ferrari, con il compagno di squadra e le Alfa Romeo. L'Alfa sembrava messa meglio della Haas in generale e il messo meglio di tutti era Bo77as che andava a caccia della zona punti come un vampiro famelico. In realtà tutto quello che Bo77as fa lo fa con aria da vampiro famelico, ma direi di soprassedere su questo aspetto.
Nel frattempo Strollino, fermato ai box durante la safety car per Sainz e avendo effettuato lo switch di mescola a inizio gara, continuava nelle zone basse della top-ten a fare caos. Praticamente ne stava combinando di tutti i colori, un po' come se volesse sfidare Vettel: "tu avresti il coraggio di gareggiare come me, se fossi al cospetto di Pirro?" Alla fine si è procacciato solo una penalità, per essersi messo a zigzagare a caso. Oltre a Strollino, comunque, in zona punti c'era Albon che non si era fermato in occasione di nessuna safety car e andava avanti attendendo quella successiva, forse perché essendo il suo compagno di squadra ancora in pista gli sembrava impossibile che non ci fossero altri incidenti. Altri incidenti, però, non ci sono stati, quindi è rientrato ai box al penultimo giro. Tornato in pista, era decimo, insomma, una posizione molto migliore di quella di Latifi. Nel frattempo Checo già da qualche secolo era passato secondo davanti alle -L di Russell, cogliendo il suo primo podio stagionale. Non che se fosse arrivato terzo non sarebbe salito sul podio, ma ci siamo capiti. Anche Russell nel frattempo è salito sul podio per la prima volta in questa stagione e per la prima volta da quando sta in Mercedes e immagino ci sia gente che dà già del V3KkYaCçY0 bollito a Hamilton. Io non oserei mai, anzi, gli dedico il saluto finale, ricordandogli che oggi è il 12/04 (è già martedì, sono arrivata un po' in ritardo con il commento stavolta) quindi il decimo anniversario della prima vittoria di un certo suo best friend forever con il quale giocava a lanciarsi cappellini. Anzi no, ho sbagliato data perché era il 15, ma facciamo finta fosse il 12 perché mi piaceva questo riferimento.

RISULTATO: 1. Charles Leclerc (Ferrari), 2. Sergio Perez (Redbull), 3. George Russell (Mercedes), 4. Lewis Hamilton (Mercedes), 5. Lando Norris (McLaren), 6. Daniel Ricciardo (McLaren), 7. Esteban Ocon (Alpine), 8. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 9. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 10. Alex Albon (Williams), 11. Guanyu Zhou (Alfa Romeo), 12. Lance Stroll (Aston Martin), 13. Mick Schumacher (Haas), 14 Kevin Magnussen (Haas), 15. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 16. Nicholas Latifi (Williams), 17. Fernando Alonso (Alpine), Rit. Max Verstappen (Redbull), Rit. Sebastian Vettel (Aston Martin), Rit. Carlos Sainz (Ferrari).


lunedì 11 aprile 2022

Il mistero di Hodwen Ganley // GP Germania 1974

Siccome non sono pronta con le gare attuali, l'argomento di oggi riguarda un "gran premio fantasma" non nel senso che semplicemente non sia più reperibile al giorno d'oggi, quanto piuttosto sembra non essere stato nemmeno coperto dalla regia locale (o almeno così sta scritto nei commenti all'unico accadimento della gara di cui esiste un video su Youtube, dove ci si interroga della sua effettiva provenienza). La location è il vecchio Nurburgring e sorprende un po' che non ci sia copertura televisiva, specie alla luce del fatto che l'edizione 1973 esiste in versione integrale, ma serve solo tanta rassegnazione: siamo nei mid-70s e dobbiamo accontentarci di gran premi fantasma dei mid-70s. In questo specifico evento, comunque, ci sono retroscena curiosi, uno dei quali assolutamente da approfondire, che riguarda il pilota neozelandese Howden Ganley, iscritto all'evento al volante di una monoposto del team Maki.

In che modo Ganley ha scritto la storia della Formula 1, vi chiederete? Ebbene, in nessuno, senza offesa. In una sessione di prove libere è stato protagonista di un grosso incidente, ha riportato varie fratture alle gambe e ciò ha messo fine alla sua carriera di pilota. Stando alle intuizioni dei nerd del cinema motoristico, nonostante questo incidente sia avvenuto nel 1974, potrebbe essere stato rappresentato nel film "Rush". Nel film, infatti, nella parte ambientata al briefing dei piloti nel 1976 si discute della pericolosità del Nurburgring a seguito di un grave incidente avvenuto nelle prove libere a un pilota che resta anonimo, al quale viene dedicata una breve scena. Questo incidente, nel 1976, non è mai avvenuto. Sotto un video di Youtube, tempo fa, avevo letto di gente che ipotizzava che l'incidente del film sia quello occorso a Ganley, spostato più avanti di due anni per esigenze di trama.

Le Ferrari di Niki Lauda e Clay Regazzoni si sono procacciate la prima fila e poteva essere una gara tutta in salita. Per Regazzoni effettivamente sembra esserlo stata (ma sventuratamente non ci sono video che testimoniano il suo glorioso risultato), mentre per Lauda non è andata esattamente così. Stando alle ricostruzioni per iscritto - sempre in prima linea il sito francese statsf1 - sembra sia abbia perso varie posizioni al via, per poi essere nel corso del primo giro protagonista di un incidente con Jody Scheckter, incidente che è documentato da un video di mezzo minuto o giù di lì, nel quale sembra che Lauda si sia lanciato un po' come un Daniil Kvyat qualsiasi addosso al primo Sebastian Vettel che passava per strada. Questa manovra da torpedo ha messo fine alla gara di Niki, ma non a quella del pilota della Tyrrell, che anzi si trovava in seconda posizione.

Veniamo adesso a un'altra curiosità, non riportata da statsf1 in verità, ma letta su wikipedia italiana, che conto sulla speranza che almeno non se la sia inventata di sana pianta. O che non se la siano inventati di sana pianta gli autori delle fonti consultate dagli autori di wikipedia. Sembra infatti che, subito dopo il contatto tra Lauda e Scheckter sua accaduto quello che ai tempi doveva sembrare un evento di routine, ma che per noi non può fare a meno di apparire come una premonizione: sulla vettura di Lauda si sarebbe infatti avuto nientemeno che un principio di incendio! Stavolta, comunque, era il suo giorno fortunato, è uscito indenne dalla vettura e il presunto incendio pare essere stato immediatamente domato dai commisari. Per Niki restava solo la delusione di avere mandato in vacca la propria gara fin dalle prime battute, il tutto mentre Regazzoni era leader.

Il pilota svizzero ha completato la gara - funestata anche a quanto pare da un temporale e da un incidente nel quale Mike Hailwood si è fratturato le gambe - in prima posizione, con un ampio margine nei confronti di Jody Scheckter, con il podio completato dal pilota della Brabham Carlos Reutemann, seguito dalle Lotus di Ronnie Peterson e Jacky Ickx, con la zona punti completata dalla Shadow di Tom Pryce. Regazzoni non vinceva un gran premio dal 1970, una cinquantina di gran premi prima, e per i tempi era considerato un gap abbondante tra due vittorie (gente come Riccardo Patrese e Kimi Raikkonen non sarebbe per nulla d'accordo con questo pensiero). Con i punti della vittoria si è portato in testa alla classifica: +3 su Scheckter, +6 su Lauda, +7 su Fittipaldi, il tutto con quattro gran premi ancora da disputare: Austria, Italia, Canada e Stati Uniti.