giovedì 16 agosto 2018

C'era una volta un piccolo fanboy che sperava di emulare il suo idolo...

A livello di scuderie, il piccolo fanboy ce la sta facendo alla grande: il suo idolo ha debuttato in Minardi e lui ha debuttato alla Toro Rosso, dopodiché è passato alla Renault, proprio come aveva fatto il suo idolo.
I risultati sono stati leggermente diversi, ma ormai alla Renault possiamo perdonare tutto, dopotutto il piccolo fanboy si sta apprestando a sua volta a passare in un altro team che non è più ai livelli di un tempo. Proprio come il suo idolo aveva lasciato la Renault per la McLaren, il piccolo fanboy si appresta a fare lo stesso.

L'ufficialità è arrivata oggi e non ci resta altro da fare che chiederci quanti anni passino prima che il piccolo fanboy decida di tornare in Renault.
Dopo la Renault, ci sarà la Ferrari, ovviamente, e dopo la Ferrari, il ritorno in McLaren. Contando sulla speranza che la sua carriera in Formula 1 sia soddisfacente in termini di risultati al punto che, una volta fuori, possa puntare alla Triple Crown, non ho dubbi che sarà proprio quella la sua scelta, al fine di emulare le scelte del suo idolo.

Bravo, Carlito.
Sei riuscito a capire che la McLaren è il futuro.
Al momento non sembra particolarmente roseo, come futuro, ma è sempre meglio che rimanere a piedi (cosa che, secondo molti, capiterà a Stoffy, che potrebbe essere sostituito da Lando Norris).

mercoledì 15 agosto 2018

Il giorno in cui li vedi andare via

Quando ero più giovane, era tutto più facile, da un certo punto di vista: i piloti andavano e venivano senza che vi facessi molto caso. Venivano rimpiazzati da qualcun altro e non importava che fine facessero. Magari, se venivano rimpiazzati da un loro connazionale quasi-sosia più giovane di dieci anni ci facevo caso a malapena, e non importava chi fossero stati prima di ritirarsi.
Era l’epoca in cui correvano in Formula 1 piloti che avevano venti o venticinque anni più di me, in cui mi era chiaro che prima o poi si sarebbero ritirati, perché si erano ritirati i piloti che correvano in F1 quando ero piccola e l’avrebbero fatto anche loro.
In più, a quell’epoca mi importavano solo i piloti rilevanti, per intenderci, quelli che avevano speranze di vittoria, e fino al primo ritiro di Michael Schumacher nel 2006 non ricordo ritiri di piloti che avessero molte speranze di vittoria. In più, prima di quell’epoca, seguivo la Formula 1 in modo più distaccato: se qualcuno si ritirava o restava senza volante, c’era caso che lo scoprissi all’inizio della stagione successiva.
Il ritiro di Michael Schumacher non mi sconvolse particolarmente: anzi, era da anni che se ne parlava più o meno velatamente ed era opinione diffusa che ormai avesse vinto tutto quello che doveva vincere, quindi non aveva più nulla da fare in F1. Obiettivamente parlando, seppure la mia visione delle cose fosse un po’ meno estrema, non c’era molto di diverso da quello che pensavo io: il mio era piuttosto un pensare che ormai avesse completato il suo percorso e che potesse andarsene senza rimpianti, cosa che magari non attribuivo ad altri piloti rimasti in Formula 1 per molti anni. Per certi versi, rivedere Coulthard e Barrichello sul podio nel 2008, mi fece accettare meglio il ritiro di Coulthard e mi avrebbe fatto accettare meglio anche il ritiro di Barrichello. Uno dei miei grossi dispiaceri, al momento del ritiro di Ralf Schumacher, fu che non fosse riuscito a salire sul podio almeno un’ultima volta.
Ad ogni modo si trattava di gente nata negli anni ’70 se non alla fine degli anni ’60, tutti piloti di quando ero bambina, che per qualche verso facevano parte della mia infanzia.

Al giorno d’oggi le cose sono cambiate: per piloti dell’epoca della mia infanzia o della pre-adolescenza intendo non esattamente quelli che correvano in Formula 1 a quei tempi, ma quelli che erano già rilevanti a quei tempi.
Per intenderci, Kimi Raikkonen e Fernando Alonso debuttarono in Formula 1 nello stesso gran premio e, per giunta, se non vado errata Raikkonen fu anche ingaggiato dopo di Alonso, ma nel 2001, prima di compiere tredici anni, di sicuro era uno dei due quello che avevo notato meglio. Un anno più tardi, prima che io ne compissi quattordici, uno dei due stava in Renault come terzo pilota, quindi invisibile ai miei occhi, mentre l’altro stava in McLaren, in qualità di giovane sosia e rimpiazzo di Hakkinen, a salire occasionalmente sul podio e a scivolare sull’olio lasciato dalla vettura di McNish mandando al vento la sua potenziale prima vittoria.
Per quanto la prima vittoria di Raikkonen finì per coincidere con la prima pole position di Alonso e per quanto vinsero il loro primo gran premio nello stesso anno, ho sempre visto Raikkonen come quasi “antecedente” ad Alonso e non solo perché è più vecchio (ci sono solo due anni, tra di loro, ma sono abbastanza affinché uno sia nato negli anni ’70 e l’altro negli anni ’80): Raikkonen lottava per il titolo per la prima volta nel 2003, per Alonso fu necessario aspettare fino al 2005. Tra avere quattordici/quindici anni e averne sedici/ diciassette c’è un abisso, quindi, se un giorno dovessi dire che il ritiro dalla Formula 1 da parte di Raikkonen non mi ha fatto tanto effetto (cosa che posso azzardarmi a pronosticare oggi, ma che potrebbe anche non rivelarsi esatta in futuro, dato che fino a ieri non sapevo come avrei reagito a un’altra notizia), probabilmente quel giorno dovrei andare a ricercare le ragioni tra i seguenti fattori: 1) pilota nato negli anni ’70 quindi lo vedo come una generazione antecedente alla mia, 2) sostituto di Hakkinen in McLaren quindi da me identificato in un primo momento come una sorta di Hakkinen 2.0 che avrei saputo a malapena distinguere da quello precedente, 3) era già considerato rilevante quando fu ingaggiato al posto di Hakkinen ovvero quando avevo tredici anni, 4) diciamo anche che non sarebbe il suo primo ritiro dalla Formula 1, che magari contribuisce un po’.

Visti i contenuti dei due paragrafi precedenti, credo che sia intuibile qual è l’argomento di cui voglio andare a parlare e non è affatto il “ritiro dalle competizioni” di Fernando Alonso, essenzialmente perché andare a scrivere che si “ritira dalle competizioni” solo perché ha annunciato che non sarà in Formula 1 il prossimo anno perché intende andare a correre altrove, significa non essere tanto più culturalmente elevati di quelli che pensano che Buemi non corra ad alti livelli dal 2011 e che viva di stenti.
Ad ogni modo è andata così: Alonso ha annunciato che nel 2019 non sarà in Formula 1 e, come succede ogni volta in cui un pilota lascia la Formula 1, la mia bacheca di Twitter è stata letteralmente invasa da post a proposito di Alonso, la maggior parte dei quali da parte di persone che, invece di osservazioni del tipo “mi mancherà”, “non mi mancherà”, “buona fortuna per il futuro”, “seguo solo la Formula 1 quindi qualunque cosa farà non la vedrò” ritenevano doveroso andare a citare momenti a caso della sua carriera, purtroppo scegliendoli male: stiamo parlando di un pilota che nella sua carriera è riuscito a vincere due titoli mondiali e un titolo di autore di team radio pittoreschi, dopotutto. In diciassette stagioni è stato protagonista anche di scene divertenti, “impara a imparare” “impara tu a imparare” prima di tutte, per non parlare dei continui accenni ai motori GP2.

Ad ogni modo, qualunque cosa venga scelta, la mia impressione è che il giorno in cui li vedi andare via, i piloti ti appaiono sotto una luce diversa: prima erano quelli della generazione degli anni ’80, che erano ancora in Formula 1 nonostante fosse passato essenzialmente un secolo, dopo sono quelli della generazione degli anni ’80 che presto se ne andrà. Sono quelli che, anche se erano più vecchi di me, vedevo quasi come miei coetanei e, per quanto non sia per nulla inaspettata l’uscita di scena di Alonso alla fine della stagione (seguo la Indycar abbastanza per essere consapevole del fatto che, se c’erano insistenti rumour su Alonso in Indycar, molto probabilmente Alonso andrà davvero in Indycar – peraltro a suo tempo avevo già osservato la sovrapposizione del GP d’Australia 2019 con un evento del WEC e l’assenza di sovrapposizioni con la Indycar), è l’ennesimo tassello di un puzzle che a poco a poco verrà completato e vedrà i piloti della mia epoca andare via.
Non è che non fossi pronta a vedere Alonso andarsene: è che non sono pronta al fatto che Hamilton rimanga il secondo nella classifica dei più vecchi e che, se dovesse andarsene anche Raikkonen, resterebbe il più vecchio in assoluto. Non sono pronta al fatto che in pochi anni i “vecchi” saranno quelli che ho visto arrivare in Formula 1 prima che gli spuntasse la barba. Non sono pronta al fatto di sentirmi più vecchia ogni volta in cui qualcuno se ne va.
Non sono pronta al fatto che, se non ricordo neanche minimamente dove fossi quando Coulthard annunciò il ritiro o quando Barrichello annunciò il passaggio in Indycar, negli ultimi anni ho una tendenza marcata a ricordare esattamente dove fossi e che cosa stessi facendo quando qualche pilota che non fosse una semplice comparsa annunciava il ritiro.

Non racconterò mai ai miei nipoti/ ai nipoti dei miei cugini/ ai figli dei futuri vicini di casa qualora non dovessi avere discendenti dov’ero il giorno in cui scoprii che Ralf Schumacher non avrebbe più gareggiato in Formula 1, perché non me ne ricordo. Lo considerai un evento di routine e, per quanto di tanto in tanto, guardando i gran premi, io senta ancora la mancanza di Ralf Schumacher, così come dei piloti della sua epoca, non ebbe alcun effetto su di me.
Però potrò raccontare ai bambini del domani, qualunque legame di parentela essi abbiano con me o con i miei futuri vicini di casa, di quel giorno in cui, al lavoro, andai in bagno e quando tornai lo speaker alla radio stava dicendo che Massa aveva annunciato il proprio ritiro dalla Formula 1. Potrei raccontare loro di quando, due giorni più tardi, Button fece lo stesso, ma mi fece meno effetto, perché ero ancora nel pieno degli effetti del ritiro di Massa.
Potrò raccontare ai bambini del domani di quel giorno che, al lavoro, nell’indecisione tra il cercare di trovare meglio la frequenza del canale su cui era sintonizzata la radio e il cambiarlo, sentire vaneggiare qualcosa a proposito di Formula 1 mi fece rimanere su quella frequenza e un attimo dopo lo speaker disse che Rosberg aveva annunciato il ritiro dalle competizioni e per prima cosa, per quanto l’idea che fosse uno scherzo del primo aprile avesse dell’assurdo, andai a controllare sul computer che giorno fosse, ricordando che era dicembre.
Potrò raccontare ai bambini del domani di quel giorno in cui, quando Massa era tornato nonostante l’annuncio del ritiro, entrai su Twitter e mi trovai la bacheca invasa su dei post su di lui e di come mi servì un attimo, per rendermi conto di che cosa significasse. Infine (ma “infine” solo in senso teorico, perché nei prossimi mesi e nei prossimi anni accadrà un’infinità di volte) ci sarà quel giorno in cui la sera prima avevano tolto l’acqua e avevo ancora dell’acqua nella vasca da bagno, in caso servisse. Ci sarà quel giorno in cui, per la prima volta dopo una vita, ho deciso di fare il bagno invece che la doccia, per le ragioni del caso. Credevo di avere chiuso internet, invece internet era ancora aperto. Quando sono tornata al computer, mi sono accorta che anche Twitter era aperto. Appena un minuto prima, la McLaren aveva annunciato che Alonso non sarebbe stato in Formula 1 nel 2019. Come tutte le volte precedenti, e come mi succederà tante altre volte negli anni che verranno, mi sono sentita vecchia e spaesata, anche se stavo semplicemente leggendo una notizia che era tutt’altro che inaspettata: un pezzo di storia che se ne va, di per sé, non è nulla. È solo che, pezzo dopo pezzo, un’epoca se ne va, e che ogni volta in cui qualcuno se ne va, quel giorno è sempre più vicino.

martedì 14 agosto 2018

Basta che si parli di Rossi e di Marquez

Dopo qualche settimana di assenza il motomondiale è tornato per due weekend consecutivi, quello appena passato e quello precedente: il 5 Agosto c'è stato il Gran Premio della Repubblica Ceca e il 12 Agosto quello d'Austria.
La scorsa volta è stata la volta di una doppietta Ducati, con Dovizioso che ha vinto davanti a Lorenzo. Marquez ha completato il podio, classificandosi in terza posizione. Valentino Rossi è arrivato quarto, quindi dietro a Marquez, quindi sono contenta di non avere sentito tanti commenti in proposito.

Stavolta, invece, è stato il turno di Lorenzo, che ha vinto la gara precedendo Marquez, con Dovizioso a completare il podio, in pratica il podio della volta scorsa, ma in mescolato.
Stavolta un commento l'ho sentito e suonava come "va beh, anche se Marquez non ha vinto stavolta, ha comunque 50+ punti di vantaggio, quindi vincerà ugualmente il mondiale, non importa se ha vinto Lorenzo", affermazione sentita da un non tifoso, di nessun pilota. Non gli piace Valentino Rossi, ma la cosa non penso che sia particolarmente rilevante, in questo contesto.

Perché non importa? A me, se la Ducati vince, importa eccome. Non sono un'ultrà, non sono nemmeno mai stata così tanto appassionata del motomondiale, ma se la Ducati vince non può che farmi piacere. Poi preferisco Dovizioso a Lorenzo, ma nevermind.
Non capisco perché tutto debba essere incentrato sul fatto che o Rossi possa vincere il titolo salvando il mondo, o che possa vincerlo Marquez salvando il mondo nell'ottica dei non tifosi di Rossi. Mi sembra un po' che tutto il resto sia considerato il nulla...

lunedì 13 agosto 2018

Teorie del complotto?

Nell'ambito dell'#AskSunshineBlog, ho ricevuto la seguente domanda da parte di Great Saiyaman:
Hai mai creduto in alcune teorie del complotto legate al mondo dei motori (non solo F1, ma anche altre categorie)? Credi ancora ad esse? Se sì, per quali ragioni?

Prima di tutto credo che sia opportuno definire, prima di rispondere, che cosa NON faccio rientrare nelle teorie del complotto: tutti i casi in cui piloti o team negano le loro responsabilità in qualche azione per pararsi il cu*o, come in caso di responsabilità in un incidente, di messa in atto di un ordine di scuderia o di qualche genere di favoritismo nei confronti della prima guida. Questi per me non sono complotti, ma eventi di routine, per me le teorie del complotto sono quelle ad un livello più elevato.
Allo stesso modo non ritengo un complotto il modificare il regolamento da una certa stagione in poi per cercare di avere un maggior numero di team in competizione per il mondiale.

La mia risposta è che, tendenzialmente, tendo a non credere nelle teorie del complotto più comuni, in quanto a mio parere è moooolto più probabile che la versione ufficiale sia quella più credibile e che, in certi casi, l'errore umano sia molto più frequente di quanto si tenda a pensare.
Per intenderci, c'è una tendenza a vedere sabotaggi ogni volta in cui in un top-team c'è un guasto, quando la realtà dei fatti è che è molto più improbabile che non ci siano MAI problemi tecnici, piuttosto che qualche episodio sporadico (e, in caso di certi motori, magari anche più frequente). Allo stesso modo, si urla spesso allo scandalo in caso di penalità, nonostante questa sia spesso lasciata alla valutazione personale dei commissari, che in genere cambiano da gran premio a gran premio.
Oppure, in caso di piloti che saltano un gran premio o due a causa di infortuni, ogni tanto escono teorie del complotto a proposito di "finti" problemi di salute, quando tecnicamente potrebbe bastare qualche indisposizione anche di lieve entità affinché un pilota venga fermato dai medici per motivi precauzionali.
In genere ho la tendenza ad essere abbastanza razionale, quando si tratta di Formula 1 o di altri campionati, quindi tendo a scartare le teorie del complotto che si contrappongono a teorie più sensate. A titolo di esempio, quando Hamilton si accorse in extremis di Raikkonen e di Kubica fermi al semaforo in pitlane e si gettò dalla parte di Raikkonen invece che da quella di Kubica, non sottovaluterei che buona parte della decisione dipendesse dalla necessità di evitare di falciare i quattro commissari che si trovavano dalla stessa parte della vettura di Kubica. Anche ammettendo che il pilota non fosse in buona fede, ho l'impressione che, quando si tratta di prendere una decisione in uno o due secondi, sia più facile dare ascolto all'istinto di conservazione che mettersi a calcolare chi abbia più probabilità di vincere il mondiale (peraltro non è neanche detto che, in una situazione del genere, un pilota abbia la certezza matematica di chi si trova davanti).

Ogni tanto mi è capitato, specie in passato, di credere in qualche teoria del complotto, ma più che altro per sentito dire o perché non ero abbastanza informata in proposito. Ricordo che all'epoca della gomma smarrita di Irvine in molti dicevano che la Ferrari gli aveva fatto perdere il titolo di proposito in quel modo e ci credevo, perché la spiegazione "Irvine è una seconda guida, quindi la Ferrari non vuole che vinca il titolo" mi convinceva. Al giorno d'oggi, con un po' di logica, mi convince molto meno, e quell'episodio in sé mi sembra anche poco determinante sul risultato finale, in quanto non mi risulta che Irvine fosse in una posizione tale da portare a casa chissà quale risultato, quel giorno. Inoltre, prima del GP d'Europa, era già accaduto che a Irvine fosse ceduta la leadership di una gara da Salo, il che non significa esattamente che il team non avesse già dimostrato di fare qualcosa di concreto per vincere il titolo.
Inoltre, guardando le gare con maggiore attenzione, nel corso degli anni mi sono accorta che errori del genere sono meno rari di quanto pensassi all'epoca, anche in situazioni in cui c'è tutto da rimetterci, ovvero in caso di team per cui fare punti è fondamentale per i big money della classifica costruttori. In un momento di particolare concitazione un pitstop può andare male e il fatto che il pilota a cui succede sia visto come "meno importante" può contribuire in parte, ma appunto perché se sbagli quando c'è un pilota "meno importante" corri il rischio di diventare una meme, più che di essere totalmente stroncato.

Pensavo anche che al GP degli Stati Uniti del 2002 il sorpasso di Barrichello su Schumacher sulla linea del traguardo avesse una spiegazione diversa da quella ufficiale, ma la realtà è che pare non esserci una spiegazione ufficiale, il che può lasciare una libera interpretazione su quello che è successo.
Al giorno d'oggi secondo me la cosa più plausibile è che Schumacher abbia confuso la linea prima di quella del traguardo con la linea del traguardo e che poi non l'abbia detto esplicitamente per non fare una figura di m*rda, oppure che fosse effettivamente un tentativo, tanto ormai il mondiale era già stato assegnato, di chiudere la gara con il minore gap possibile tra primo e secondo classificato. In ogni caso, se anche in realtà Schumacher e Barrichello avessero pianificato di proposito, prima della gara e all'insaputa del team, di giocarsi la vittoria all'ultima curva così, per sfizio, e poi abbiano negato di averlo fatto, non la considererei una cosa così "grave" da meritarsi teorie del complotto in proposito... anzi, in un contesto in cui, anche a titolo già assegnato, Barrichello non poteva lottare alla pari con Schumacher quando Schumacher era davanti perché doveva fare la figura del co***one e Schumacher non poteva lottare alla pari con Barrichello quando Barrichello era davanti perché altrimenti sarebbe sembrato un "sopruso", ma dovevano starsene buoni uno dietro all'altro sempre e comunque (quando peraltro dubito che avrebbero fatto dei danni), probabilmente la troverei una cosa stupenda, dato che avendo visto situazioni a mio parere più intriganti la mia unica deduzione è che, se fossero stati liberi di lottare alla pari almeno dopo l'assegnazione del titolo, probabilmente avremmo visto gare più interessanti (probabilmente la situazione sarebbe andata a favore più di MSC di quanto già non sia andata nella realtà, ma in ogni caso nulla toglie che potessimo toglierci lo sfizio di vedere duelli duraturi per la prima posizione senza dovere attendere il GP del Bahrein 2014).

Infine un'ultima teoria del complotto che come idea mi è sempre sembrata stimolante e da un certo punto di vista anche plausibile (ma non per questo la ritengo vera, per motivi che spiegherò presto) è che la McLaren abbia perso di proposito il titolo nel 2007, perché costretta a farlo oppure per evitare polemiche ulteriori dovute alla spy-story: in fin dei conti la teoria del complotto secondo cui la McLaren non sia stata squalificata per il bene dello spettacolo ma che le sia stato impedito di lottare per il titolo nel vero senso del termine ha sempre stuzzicato la mia immaginazione ancora prima che scoprissi che c'era davvero chi proponeva questa teoria del complotto.
Questa teoria spiegherebbe la debacle nelle ultime gare stagionali, tuttavia il modo in cui la McLaren ha buttato punti al vento negli ultimi gran premi della stagione non mi sembrano compatibili con il volere perdere il titolo di proposito. Non ritengo possibile in nessuna misura che l'incidente di Alonso in Giappone sia avvenuto di proposito, ritengo molto improbabile che quanto successo a Hamilton in Cina fosse qualcosa di diverso dal volere tentare di vincere a tutti i costi anche la gara oltre che il titolo, mentre il problema al cambio di Hamilton in Brasile... in una stagione in cui non ci sono MAI stati problemi tecnici, mi sembra verosimile che una volta succeda. Se un problema analogo fosse capitato qualche gran premio prima, nessuno ci avrebbe nemmeno dato peso. Darei molto più peso a questa spiegazione se per tre gare di seguito ci fossero stati problemi tecnici, invece che incidenti in due gare e un problema tecnico nell'ultima.
Inoltre l'assegnazione del titolo è stata dovuta anche a fattori sui quali nessuno dei contendenti al titolo aveva influenza diretta, ovvero il risultato di altri piloti che, in quelle occasioni, si sono trovati momentaneamente in posizioni di rilievo. Se Webber e Vettel non avessero avuto l'incidente del GP del Giappone, Raikkonen sarebbe stato a malapena in lotta per il mondiale dopo quello stesso gran premio. Se la gang del "carburante irregolare" in Brasile avesse combinato casini, mentre si sorpassavano a vicenda, e uno o due di loro fossero finiti fuori gioco, Hamilton avrebbe vinto il mondiale. Se si voleva simulare un problema tecnico per impedirgli di vincere, tanto valeva un problema che lo mettesse direttamente out.
In sintesi, potrei credere che la McLaren abbia, più o meno volutamente, buttato alle ortiche un mondiale già vinto, e forse sotto sotto un po' ci credo ancora, ma dal punto di vista razionale, la versione dei fatti ufficiale, ovvero che hanno commesso degli errori irreparabili quando era troppo tardi per commettere errori, sia decisamente più plausibile.

In generale ho l'impressione che una delle ragioni per cui esistono le teorie del complotto sul motorsport (che curiosamente sembrano esistere solo per le serie motoristiche più mainstream come la Formula 1) sia che quando non accettiamo un risultato tendiamo a farci molti più film mentali di quando non lo accettiamo (guarda caso, ci sono molte più teorie del complotto basate su vittorie falsate o su mondiali falsati che su altre cose, come ad esempio fallimenti di squadra di basso livello), come dimostra il fatto che, al di fuori dell'Italia, una delle teorie del complotto che va per la maggiore è che sia stato concesso alla Williams di utilizzare in un gran premio su una delle sue vetture qualche tipo di filtro magico (gomme o carburante molto più performanti che quelli utilizzati da tutte le altre vetture) che avrebbe fatto sì che la vittoria fosse assicurata. Le ragioni per cui ciò sarebbe stato fatto sono, secondo questa teoria del complotto, da cercare tra le seguenti:
1) obbligo da parte del presidente del Venezuela di far vincere un gran premio a Maldonado;
2) festeggiamento del settantesimo compleanno di Frank Williams;
3) strategia di marketing per attirare l'attenzione sulla Formula 1 suscitando clamore mediatico.
Al di là del fatto che la teoria del filtro magico che assicura la vittoria fa acqua da tutte le parti (anche per le circostanze in cui la vittoria è avvenuta, peraltro), anche le spiegazioni proposte mi sembrano una più folle dell'altra. La prima: che ruolo aveva il presidente del Venezuela nella Formula 1? nessuno, che io sappia, né si è mai parlato di organizzare un gran premio in Venezuela. La seconda: a parte che è la cosa più ridicola che abbia mai letto, il compleanno di Frank Williams è avvenuto due gran premi prima. La terza: se fosse vera, cioè se fosse vero che ci fosse un "filtro magico" per far vincere una gara a scelta a uno dei piloti Williams a caso per suscitare clamore mediatico, non vedo per quale motivo far vincere a Maldonado il GP di Spagna. Bastava aspettare due settimane e usare il filtro magico per far vincere a Bruno Senna il GP di Montecarlo. Quella è una cosa che, dal punto di vista del marketing, avrebbe generato clamore mediatico, invece di generare delle meme.
In sintesi: in genere non credo nelle teorie del complotto sul motorsport perché, anche quando ci sono alcune argomentazioni convincenti, tendono ad esserci molti plot-hole dal punto di vista della logica.
 

domenica 12 agosto 2018

La Formula E può spodestare la Formula 1?

Alla ricerca di spunti per il blog ho proposto un #Ask sul forum che frequento e questa è la prima domanda alla quale ho risposto:
Pensi che la Formula E possa seriamente diventare il campionato più seguito e blasonato del Motorsport, "spodestando" la Formula 1? E se sì, tra quanti anni più o meno? (domanda di Gio Van Carpentier 24°)

Non penso che la Formula E possa diventare il campionato più importante e seguito del motorsport e ogni volta in cui sento qualcuno dire che la carriera di Buemi è stata stroncata nel 2011 e da allora non ha mai più corso ad alti livelli (tra le varie cose, è il pilota più importante della Formula E) il momento in cui la Formula E spodesterà la Formula 1 è sempre più lontano.
A questo si aggiunge che per promuovere la Formula E in TV al telegiornale informano per prima cosa che ci corrono il figlio di Prost, il figlio di Piquet e il nipote di Senna (un anno e mezzo dopo che quest'ultimo ha lasciato la FE per l'endurance, peraltro), oppure che si cita il fatto che ci corrono tanti ex piloti di Formula 1.
Poi nella prima demo ufficiale di una vettura della vettura di nuova generazione hanno messo Rosberg al volante. E il debutto di Massa, che in Formula 1 era visto come un vecchio pensionato che non vinceva da dieci anni, è visto come l'avvento del Messia, perché è il primo "pilota importante" (AKA conosciuto al grande pubblico) che passa in Formula E.
Se queste sono le premesse, credo che il momento in cui la Formula E diventerà la serie più importante e conosciuta del motorsport, sia ancora talmente lontano da non essere temporalmente quantificabile. Il fatto che un giorno possano vincere dei titoli dei piloti che non sono stati "scartati dalla Formula 1" o che non abbiano scelto la FE come alternativa perché in F1 non sono riusciti ad arrivarci potrebbe dare il suo contributo, ma al momento attuale non mi sembra sufficiente.

Peraltro la Formula E non mi sembra che si sia mai posta l'obiettivo di "spodestare" la Formula 1, quanto piuttosto di essere una serie, progressivamente sempre meno di nicchia, che possa piacere agli appassionati di Formula 1. Mi sembra che siano di più gli appassionati di Formula 1 che ritengono che la Formula E faccia schifo e che non sia degna di essere guardata piuttosto che viceversa. Anzi, come dimostra quanto ho detto nel paragrafo precedente, mi sembra che la Formula E stia sfruttando la popolarità della Formula 1 per trasmettere questo messaggio: se vi piace la Formula 1, allora può piacervi anche la Formula E, che non si sovrappone mai alla Formula 1, che gareggia anche in periodi dell'anno in cui la Formula 1 non c'è (vedi campionato che inizia quando finisce quello di Formula 1) e che ha un'estensione più limitata nel tempo (tra i dieci e i dodici eprix, con in genere un vuoto di settimane tra l'uno e l'altro).
Penso che questa sia stata una decisione saggia, perché più che spodestarsi l'uno con l'altro bisognerebbe "insegnare" agli appassionati che guardare diverse serie di automobilismo non sono cose incompatibili l'una con l'altra. La Formula E, da questo punto di vista, sta facendo secondo me la cosa giusta, specie alla luce del fatto che gli appassionati di Formula E li devi andare a cercare tra gli appassionati di Formula 1, non tra quelli che non la seguono, e possibilmente tra quelli che hanno abbastanza senso critico da capire che si possono apprezzare in una serie cose diverse da quelle che ci sono nelle altre, invece che volere che i campionati siano repliche l'uno dell'altro.

Credo che la storia ci abbia già insegnato che cosa rende popolare una serie a scapito di un'altra e che ciò sia avvenuto durante gli anni dello split CART/IRL.
Al momento della scissione, la CART era vista come la serie di open-wheel americana più importante, nonostante di fatto la gara più importante e storica (la Indy 500) fosse toccata alla IRL. Questo dipendeva essenzialmente dal fatto che tutti i team più celebri e i piloti più celebri stavano nella CART e che, per quanto la gente sostenga, da sempre, di volere vedere genericamente duelli e sorpassi, la realtà dei fatti è che i duelli e sorpassi, per essere ritenuti entusiasmanti dai sostenitori, devono coinvolgere piloti celebri al volante di team celebri. Non è un caso che la popolarità della CART sia andata progressivamente calando e che la popolarità della IRL sia andata progressivamente crescendo quando team e piloti importanti della CART hanno iniziato a fare partecipazioni one-of alla Indy 500 e che la IRL abbia sovrastato la CART quando i vari team Penske, Ganassi, Andretti Green, ecc... hanno lasciato in massa la CART per la IRL, portando con loro i piloti più famosi di open-wheel made in USA.

Per "team importanti" non ritengo necessariamente tali solo team storici, ma anche team molto più di recenti seppure di successo: essenzialmente per rendere la Formula E più appetibile della Formula 1 bisognerebbe che tutti i top team emigrassero in Formula E portando con sé i piloti più celebri dell'attuale Formula 1 e che lo facessero tutti nel giro di breve tempo, in modo che non si venga a creare un ricambio generazionale tale per cui altri piloti o team acquisiscano lo status di top-driver o top-team.
Nel probabilissimo caso in cui ciò non succeda, è molto improbabile che la Formula E possa spodestare la Formula 1, in quanto vedere piloti una lotta per il titolo tra Vergne sulla Techeetah e Bird sulla DS Virgin non è considerato nemmeno un centesimo di quanto non lo sia vedere Hamilton e Vettel lottare per il titolo al volante di Mercedes e Ferrari, e il fatto che la Formula E possa essere visibile più liberamente in TV e su internet potrebbe contare relativamente, specie tenendo conto del fatto che più avanti andiamo e più è facile riuscire a seguire la Formula 1 in modo meno convenzionale: basta pensare al fatto che fino a pochi anni fa era improbabile trovare gran premi contemporanei anche in low quality su Youtube, mentre oggi sia verosimilmente facile riuscire a vedere tramite internet un gran premio che non si è potuto seguire in televisione. Inoltre, se non si riesce a guardare una gara, seguendo su Twitter (il social con cui ho più affinità, probabilmente si riesce anche altrove) il profilo ufficiale della F1 e siti di news, ci si può tenere informati quasi in tempo reale sugli eventi salienti di un gran premio in corso, al punto che la copertura televisiva rischia seriamente, da parte della gran parte di pubblico che ha accesso alla rete, di non essere più una discriminante.

In sintesi: non penso che la Formula E possa spodestare la Formula 1, a meno che non parliamo di un futuro molto lontano, non credo che alla Formula E convenga in qualche modo spodestare la Formula 1, dal momento che ha conquistato una larga fetta di pubblico proprio grazie all'avere così tanti piloti che sono passati per la Formula 1.
Non solo, secondo me più si va avanti e più questo trend è destinato a incrementare in termini di "importanza" dei piloti che arrivano in Formula E dalla Formula 1.
Avere una griglia di partenza maggiormente conosciuta, con piloti che in Formula 1 hanno gareggiato per scuderie importanti e che hanno vinto gare o addirittura mondiali, è probabilmente quello che potrebbe aiutare la Formula E a diventare una serie meno di nicchia.

sabato 11 agosto 2018

La transizione dalla Formula 1 anni ’90 alla Formula 1 contemporanea: stagione 2006

Con un'ulteriore uscita di scena del GP del Belgio, a cui avevamo già assistito nel 2003, il campionato 2006 è tornato ad essere composto da diciotto eventi.
Oltre a Ferrari, Jordan e Minardi, anche Williams e Toyota sono passate alle gomme Bridgestone, mentre gli altri team sono rimasti con gomme Michelin. I cambi gomme sono tornati ad essere legali ed è stato notevolmente modificato il sistema di qualifica, con l'introduzione di un sistema strutturato su tre manche denominate Q1, Q2 e Q3. L'obiettivo è quello di far andare le dieci vetture più veloci a lottare per la pole position, facendo uscire di scena le altre in seguito ai due turni precedenti, in modo da potere avere più vetture in pista contemporaneamente, ma senza che i piloti che possono puntare alla pole position siano disturbati da vetture più lente quando i tempi contano davvero per l'attribuzione della loro posizione sulla griglia di partenza.

In Renault sono rimasti gli stessi piloti della stagione precedente, il campione del mondo in carica Fernando Alonso e il suo compagno di squadra Giancarlo Fisichella. Alonso, tuttavia, ha annunciato già prima della stagione che quello sarebbe stato il suo ultimo anno in Renault, dato che dal 2007 in poi intendeva passare in McLaren.
Michael Schumacher è rimasto in Ferrari, venendo affiancato da Felipe Massa. Rubens Barrichello è passato alla B.A.R. Honda, divenuta soltanto Honda, come compagno di squadra di Jenson Button.
La Toyota ha mantenuto Jarno Trulli e Ralf Schumacher come piloti. Nick Heidfeld è passato alla Sauber, ora di proprietà della BMW e ribattezzata BMW Sauber, insieme a Jacques Villeneuve. Il suo posto in Williams è stato preso da Nico Rosberg che è andato ad affiancare Mark Webber.
In Redbull sono rimasti David Coulthard e Christian Klien. La multinazionale degli energy drink ha acquistato anche la Minardi, il cui nuovo nome è Toro Rosso: i piloti ingaggiati sono stati Vitantonio Liuzzi (già terzo pilota Redbull nella stagione precedente) e Scott Speed.
Anche la Jordan ha cambiato proprietà, prendendo il nome di Midland: è rimasto Tiago Monteiro, mentre è arrivato Christijan Albers dalla Minardi.
Infine, per la prima volta dopo anni, è entrato in Formula 1 un undicesimo team: la Super Aguri, di proprietà dell'ex pilota Aguri Suzuki (il primo giapponese a conquistare un podio in Formula 1), che ha dimostrato notevoli difficoltà fin dai primi test, utilizzando un'evoluzione della Arrows del 2002, avendo acquistato i beni del team fallito quattro anni prima. Come pilota di punta è stato ingaggiato Takuma Sato, fortemente voluto dalla Honda, mentre al suo fianco è arrivato Yuji Ide.

Dei tre debuttanti, Rosberg, Speed e Ide, i primi due provenivano dal campionato di GP2: Rosberg ne è stato il vincitore, mentre Speed si è classificato terzo. Il secondo classificato, Heikki Kovalainen, non ha trovato un volante in Formula 1 come titolare, ma è stato ingaggiato come terzo pilota dalla Renault.
Diversamente dagli altri due rookie, Ide proveniva dalla Formula Nippon, dove ha ottenuto risultati di livello medio-alto, ma tuttavia era considerato troppo inesperto per la Formula 1. È stato comunque ingaggiato dalla Super Aguri, che voleva un dream-team tutto giapponese.

BAHREIN: la stagione 2006 invece che in Australia è cominciata nel deserto, sul circuito di Sahkir, nel weekend del 12 Marzo, per via della sovrapposizione con un altro importante evento sportivo in Australia, che ritardando il GP di Melbourne è stata evitata. Dopo una stagione 2005 tutt'altro che brillante, la Ferrari sembrava essersi almeno in parte ripresa: Schumacher e Massa hanno conquistato la prima fila e Schumacher ha mantenuto la prima posizione, mentre Massa è stato superato da Alonso. Nel tentativo di riprendersi la posizione alcuni giri più tardi è finito in testacoda, venendo costretto a un pitstop anticipato. Posizioni invariate per Schumacher e Alonso dopo il primo pitstop, mentre tutto è cambiato dopo il secondo: Alonso, che si era avvicinato notevolmente al ferrarista nel secondo stint di gara ha rimandato la sosta, riuscendo a recuperare abbastanza per rimanere davanti a Schumacher.
Quest'ultimo è rimasto comunque piuttosto vicino ad Alonso, avvicinandosi e allontanandosi progressivamente a seconda di chi ha tratto vantaggio o svantaggio dai numerosi doppiaggi che i due devono effettuare, senza però mai riuscire a tentare un sorpasso. Raikkonen, partito dall'ultima posizione per non avere fatto registrare un tempo in qualifica, è risalito fino alla terza grazie a una strategia a un solo pit-stop, tenendo giù dal podio Button, partito dalla terza casella della griglia di partenza. Montoya, Webber, Rosberg e Klien hanno completato la zona punti. In corso d'opera, Rosberg ha fatto registrare il giro più veloce del gran premio, diventando il pilota più giovane ad avere ottenuto un giro più veloce. Dopo Masahiro Hasemi al Fuji 1976 e Jacques Villeneuve a Melbourne 1996 è stato il terzo debuttante ad ottenere il giro più veloce nella gara d'esordio. Condivide con Villeneuve, ma non con Hasemi, il fatto di avere ottenuto davvero il giro più veloce che gli è stato assegnato.
Dopo la prima gara la Renault dava l'impressione di essere la vettura più performante (anche se sussistevano problemi, visto che Fisichella si è ritirato a causa di un guasto), con Ferrari e McLaren a contendersi la seconda posizione.

MALESIA: il campionato è proseguito già dopo una settimana, il 19 Marzo. La Ferrari ha iniziato il weekend decisamente male, con Schumacher e Massa entrambi costretti a una retrocessione di 10 posizioni sulla griglia di partenza a causa della sostituzione del motore. Fisichella ha conquistato la pole davanti a Button, mentre dalla seconda fila sono partite le Williams di Rosberg e Webber. L’exploit della Williams era tuttavia destinato ad avere vita abbastanza breve, in quanto entrambi i piloti si sarebbero ritirati per problemi tecnici, dopo essere stati superati al via dalle McLaren e da Alonso. Poi Raikkonen ha avuto un contatto con Klien: ritirato.
Alonso era terzo dietro a Fisichella e Button e lì è rimasto anche dopo la prima sosta, nonostante sia stata da lui rimandata. Intanto scendeva una lieve pioggia, ma tutti proseguivano senza troppi problemi con le gomme da asciutto.
I doppiaggi, nella seconda parte di gara, hanno avvicinato molto Fisichella, Button e Alonso l’uno all’altro. Fisichella e Button sono ancora una volta i primi a rientrare, mentre Alonso è rimasto in pista più a lungo, tornando in pista davanti a Button dopo il rifornimento. Tuttavia ha dovuto accontentarsi di arrivare secondo dietro al compagno di squadra, con Button a completare il podio. Montoya ha chiuso quarto, davanti alle Ferrari di Massa e M.Schumacher: i due erano su strategie diverse e i giornali del giorno dopo hanno dato un certo peso al fatto che non ci sia stata inversione di posizioni. Villeneuve e Ralf Schumacher sono stati gli ultimi due piloti classificati a punti.

AUSTRALIA: nel weekend del 2 Aprile nessuno dei due piloti Ferrari ha avuto accesso alla top-ten in qualifica e, al momento dello start, già una delle due vetture era fuori gioco: si trattava di Massa, rimasto coinvolto in un incidente alla partenza con Rosberg e Klien. L’ingresso della safety car ha impedito ad Alonso di superare Button (partito dalla pole) nell’immediato, ma è bastato attendere il restart perché ottenesse la leadership della gara. Button nel frattempo doveva guardarsi bene alle spalle, perché dietro di lui c’era Raikkonen che tentava di superarlo. Dopo pochi giri di gara Klien, che era uscito apparentemente indenne dall’incidente iniziale, è finito a muro, provocando un altro ingresso della SC. Dopo il restart Button ha perso la posizione a vantaggio della McLaren di Raikkonen.
Invariate le posizioni di Alonso e Raikkonen dopo la prima sosta, con il pilota della Renault che ha preso il largo, mentre Button non è riuscito a mantenere la posizione e si è trovato quinto dietro a Montoya e Heidfeld. Schumahcer, in difficoltà nella prima parte di gara, verso metà gara ha trovato un buon passo, ed era ormai negli scarichi del pilota della Honda, ma è finito a muro pochi giri più tardi: terzo ingresso della safety car e pit-stop per gran parte dei piloti, con posizioni sempre invariate tra i primi. Montoya, che aveva precedentemente commesso un errore, si era ritrovato quarto dietro a Ralf Schumacher e, nelle fasi conclusive della gara, si sarebbe “impantanato” fuori pista, ritirandosi.
Sul finale, mentre stava difendendo la quinta posizione dall’attacco di Fisichella, il motore di Button è andato in fumo. Nonostante la possibilità concreta di raggiungere il traguardo senza scivolare oltre la top-8, si è fermato immediatamente in modo da risultare ritirato e potere cambiare il motore senza penalità per la gara seguente.
Alonso, Raikkonen e Ralf Schumacher sono saliti sul podio e sono arrivati a punti Heidfeld, Fisichella, Villeneuve, Barrichello e Coulthard, quest'ultimo promosso in ottava posizione dopo una penalità post-gara a Speed per un sorpasso irregolare sullo stesso Coulthard: i due sono stati convocati dai commissari e pare che Speed si sia messo a insultare sia Coulthard sia i commissari. Con la sua penalità è sfumato il primo potenziale punto per la Toro Rosso.

SAN MARINO: il Gran Premio di Imola del 23 Aprile è stato un punto di svolta, perché ha ridefinito gli equilibri. Fino a quel momento la Renault sembrava la leader incontrastata del campionato, mentre dopo quell’evento le cose hanno iniziato a cambiare. Tuttavia, oltre a fare scalpore quello che succedeva davanti, ha fatto scalpore anche uno degli eventi più iconici del campionato 2006, ovvero uno spettacolare incidente avvenuto al primo giro: protagonisti Ide e Albers, il giapponese della Super Aguri ha speronato il pilota della Midland facendolo cappottare e facendogli fare un quadruplo 360 gradi. La cosa avrebbe avuto degli strascichi: a Ide era stata concessa la Superlicenza per i primi gran premi della stagione, ma avrebbe potuto essergli revocata se non si fosse dimostrato all’altezza. Se già Ide si era fatto notare in negativo per non riuscire nemmeno a girare su tempi decenti in relazione alla monoposto che guidava, l’incidente con Albers ha sancito la fine della sua breve carriera in Formula 1. Già prima che gli venisse ritirata la Superlicenza il team l'ha sostituito con Franck Montagny (seppure tenendo Ide come terzo pilota), mentre a partire dal GP di Germania sarebbe tornato ad essere un dream-team giapponese con il debutto di Sakon Yamamoto.
Tornando alle posizioni di spessore, Michael Schumacher è partito dalla pole position per la 66esima volta in carriera, il che costituiva record, davanti alle Honda di Button e Barrichello e alla Ferrari di Massa, con Barrichello che ha perso posizioni al via.  Schumacher e Alonso sono stati gli ultimi due a fermarsi e fermarsi più tardi ha giovato alla posizione di Alonso: dopo il primo pit-stop era davanti sia a Button sia a Massa, ed era destinato a rimanere secondo, nonostante essersi avvicinato notevolmente a al leader. Il secondo pitstop è stato effettuato prima da Alonso e poi da Schumacher, con quest’ultimo che è uscito dai box ancora in testa. La situazione, che già ricordava il GP del 2005 a parti invertite, ha continuato sullo stesso stampo fino al termine della gara, con Schumacher che ha conquistato la vittoria davanti ad Alonso.
Dietro di loro, dopo che Button è rimasto attardato durante la seconda sosta, si è innescato un duello per la terza posizione tra Montoya, Massa e Raikkonen che ha visto i tre transitare sul traguardo tra la terza e la quinta posizione in quell'ordine. Webber ha chiuso sesto, davanti a Button e Fisichella.

EUROPA: al Nürburgring nel weekend del 7 Maggio Alonso ha conquistato la pole position, il suo compagno di squadra Fisichella non ha avuto un buon risultato. Dopo essere sceso dalla vettura si è messo a gironzolare per i box con aria smarrita, cercando il box della BMW. Quando finalmente l’ha trovato, è entrato e si è messo a inveire (in dialetto romano!) contro Villeneuve, colpevole di averlo rallentato, il tutto mentre Villeneuve era nell'abitacolo e un membro del team probabilmente italiano suggeriva a Fisichella di parlarne dopo con più calma. Le Ferrari di Schumacher e Massa erano seconda e terza sulla griglia di partenza e hanno mantenuto le posizioni, quando al secondo giro è entrata la safety car dopo un incidente tra Coulthard e Liuzzi che ha messo fuori gioco quest'ultimo.
Posizioni invariate tra Alonso e Schumacher con la prima sosta, mentre dopo la seconda Schumacher si è ritrovato in testa alla gara, staccando notevolmente Alonso, e ha vinto per la seconda volta consecutiva. Raikkonen, che si era portato in quarta posizione dietro alle Ferrari fin dal via, nell'ultimo stint di gara era molto vicino a Massa che tuttavia è riuscito a conservare la posizione fino al traguardo salendo sul podio per la prima volta. Dietro a Raikkonen, hanno chiuso in top-ten Barrichello, Fisichella, Rosberg e Villeneuve.

SPAGNA: una settimana più tardi, nel weekend del 14 Maggio, Alonso e Fisichella sono partiti dalla prima fila, con a seguire le Ferrari. Raikkonen, superando varie Honda e Toyota, si è portato in quinta posizione, con pochi cambiamenti di rilievo e pochi colpi di scena, a parte Michael Schumacher risalito in seconda posizione davanti a Fisichella.
I primi cinque, a quel punto, hanno mantenuto fino al traguardo le posizioni, precedendo in zona punti le Honda di Button e Barrichello e la BMW Sauber di Heidfeld.
Nel corso della gara sono accaduti alcuni eventi alquanto curiosi, come un contatto tra le due Toyota di Trulli e Ralf Schumacher, poi in seguito costretto a ritirarsi per il danneggiamento riportato dalla sua vettura, e il ritiro di Montoya in seguito a un testacoda, con ingresso della safety car per rimuovere la sua vettura rimasta ferma sulla pista.

MONTECARLO: nel weekend del 28 Maggio non si è ripetuta la stessa calma piatta di Montmelò e il weekend è iniziato con la prima grossa polemica dell'anno (a parte le polemiche sul mass dumper della Renault, che nel corso dell'estate è stato dichiarato irregolare), quando Michael Schumacher si è girato nel bel mezzo della pista, ostruendola, mentre Alonso stava effettuando il proprio giro veloce in Q3. La pole position è stata attribuita inizialmente a Schumacher, che poi è stato penalizzato per la sua manovra, venendo retrocesso in ultima posizione, peraltro accanto a Massa che aveva sostituito il motore: si è trattato di un risultato a suo modo storico, in quanto entrambe le Ferrari sono partite in ultima fila.
Alonso è partito dalla pole position davanti a Webber e a Raikkonen, con quest'ultimo che in breve tempo ha superato il pilota della Williams risalendo al secondo posto, mentre nelle retrovie c'era un contatto tra compagni di squadra Albers vs Monteiro. Per tutto il primo stint Alonso e Raikkonen sono stati molto vicini, con un gap che si aggirava al di sotto del secondo, gap che Alonso ha incrementato ritardando la prima sosta. Raikkonen tuttavia ha ripreso ad avvicinarsi, con Webber terzo e Montoya che gli arriva ormai negli scarichi. Webber è uscito di scena per problemi tecnici dopo due terzi di gara, con ingresso della safety car per le fiamme che si sono alzate dalla vettura: Alonso e Raikkonen ai box, posizioni invariate, ma solo un giro più tardi anche Raikkonen si è ritirato, dopo avere rotto il motore. Abbandonato il circuito, si è diretto verso il proprio yacht ormeggiato nel porto di Montecarlo, direttamente in tuta e con il casco in testa (che aveva ancora quando è salito sullo yacht).
A questo punto Montoya era secondo, con Barrichello terzo. Seguono Trulli, Klien e Coulthard ultimi piloti a pieni giri, con M.Schumacher e Fisichella primi dei doppiati. I due erano al momento più veloci del leader che, in seguito, li avrebbe lasciati sdoppiare. Nel frattempo Klien si era ritirato per problemi tecnici, mentre Barrichello era stato penalizzato con un drive-through per eccesso di velocità nella pitlane. Con Alonso e Montoya stabilmente primo e secondo, Trulli era al momento in zona podio virtuale, ma a cinque giri dalla fine si è ritirato per problemi tecnici, facendo risalire Coulthard in terza posizione che così ha portato la Redbull per la prima volta sul podio (dove sarebbe salito indossando un mantello da Superman, in quanto la Redbull in quel gran premio era sponsorizzata dal film "Superman Returns").
Barrichello è arrivato quarto, nonostante M.Schumacher si fosse avvicinato notevolmente a lui verso la fine della gara, con Fisichella, Heidfeld e R.Schumacher in zona punti.

GRAN BRETAGNA: il successivo gran premio si è svolto a Silverstone il 10 Giugno, con Alonso in pole position davanti a Raikkonen, alle Ferrari e a Fisichella, posizioni rimaste inviolate anche alla partenza e all'ingresso della safety car per un incidente tra Speed, Webber e Ralf Schumacher.
Dopo il restart Alonso, Raikkonen e Michael Schumacher erano vicinissimi, ma il gap è progressivamente cresciuto nel corso della gara e con la prima serie di pitstop.
A quel punto Alonso ormai aveva la posizione assicurata, così come dopo la seconda sosta. Non era così tra Schumacher e Raikkonen in quanto il ferrarista, rientrando prima e ritrovandosi pista libera, è riuscito a girare su tempi tali che gli hanno permesso di rimanere davanti alla McLaren dopo la sosta: Raikkonen si è dovuto quindi accontentare della terza posizione.
Fisichella, che si trovava in quarta posizione già dopo la prima sosta, ha conservato quella posizione fino al traguardo, davanti a Massa. Montoya ha chiuso in sesta posizione davanti a Heidfeld e Villeneuve.

CANADA: il 25 Giugno è accaduto un evento molto curioso, in quanto Alonso, Michael Schumacher, Raikkonen, Fisichella e Massa, che si erano classificati nelle prime cinque posizioni nel gran premio precedente, si sono nuovamente classificati nelle stesse identiche posizioni!
La gara è iniziata con le Renault di Alonso e Fisichella che partivano dalla prima fila ma Raikkonen ha subito superato Fisichella, erano seguiti da Trulli, con Michael Schumacher in terza fila che tuttavia è stato superato allo start dalle vetture di Montoya e Rosberg. I due erano in lotta per la quinta posizione quando sono venuti a contatto. È entrata la safety car, Rosberg si è ritirato subito, mentre Montoya ha raggiunto i box, da dove sarebbe riuscito a uscire per andare a sbattere, alcuni giri più tardi, contro il "wall of champions".
Fisichella, nel frattempo, ha perso due posizioni nei confronti di Trulli e M.Schumacher per una penalità dovuta a un jump-start.
Alonso e Raikkonen intanto staccavano tutti, rimanendo molto vicini l'uno all'altro, con Schumacher che, una volta superato Trulli, ha iniziato ad andare decisamente più veloce di prima. Dopo la prima sosta, tuttavia, ha venti secondi di gap da Raikkonen, nonostante quest'ultimo abbia perso terreno per un problema ai box.
Anche dopo la seconda sosta, nonostante errori commessi da Alonso e Raikkonen, i distacchi sono rimasti piuttosto elevati, ma tuttavia a dieci giri dalla fine un incidente tra Villeneuve e Ralf Schumacher ha fatto entrare la safety car. Le posizioni sono rimaste invariate al restart, ma all'ultimo giro Raikkonen è stato superato da Michael Schumacher che ha quindi chiuso secondo.
Giù dal podio c'erano Fisichella, Massa, Trulli, Heidfeld e Coulthard in zona punti.
Con nove gran premi disputati su un totale di diciotto, Alonso era in testa alla classifica con 84 punti, contro i 59 di Schumacher: il gap di venticinque punti è stato il più elevato che ci sia stato tra i due nel corso della stagione, con Schumacher che ne ha recuperato oltre metà vincendo i tre gran premi successivi.

STATI UNITI: la trasferta nordamericana è proseguita il 2 Luglio con il gran premio più caotico dell'intera stagione. Le Ferrari sono scattate dalla prima fila, con Massa che si è portato in testa alla gara davanti a Schumacher, Alonso Fisichella. Poco più indietro quasi la metà delle vetture sono uscite di pista. Pare che ci sia stato un contatto tra Raikkonen e Montoya e che si sia innescato un incidente a catena, mentre c'era anche un altro incidente tra Webber(?) e un'altra vettura. Il climax si è raggiunto con Heidfeld protagonista di un cappottamento multiplo. È entrata la safety car, varie vetture sono rientrate ai box e alla fine il bilancio non è stato neanche devastante: "solo" sette ritirati, Raikkonen e Montoya, Heidfeld, Webber, Montagny, Speed e Klien. Tra i piloti che sono riusciti a proseguire, tuttavia, Button è rientrato ai box due volte prima di ritirarsi. Curiosamente, per il semplice fatto di non essere rimasti coinvolti nell'incidente, Rosberg e Monteiro sono partiti nelle ultime due file al termine del primo giro erano già in top-ten. Purtroppo Monteiro è stato coinvolto al restart in un incidente con Sato, che ha portato al ritiro di entrambi.
Fisichella si è portato in terza posizione con un sorpasso su Alonso, che era in difficoltà, al 15° giro, mentre Schumacher ha sopravanzato Massa di strategia con il primo pitstop. Con Villeneuve e Albers ritirati per problemi tecnici sono rimaste in pista soltanto dieci vetture, con un epico duello tra Coulthard, Rosberg e Liuzzi per l'ottava posizione.
Le difficoltà di Alonso hanno fatto sì chesi ritrovasse inseguito dalle Toyota, che l'hanno superato entrambe con la seconda sosta, facendolo scivolare al sesto posto, davanti alla Honda di Barrichello. Sarebbe risalito in quinta posizione solo a una decina di giri dalla fine, con il ritiro di Ralf Schumacher.
Nel frattempo mentre Coulthard aveva ormai distanziato Rosberg e Liuzzi, questi ultimi due erano ancora in lotta per la nona posizione. Liuzzi ha superato Rosberg e, con il già citato ritiro di Ralf Schumacher, si è ritrovato quindi ottavo: l'impresa che era sfuggita a Speed il giorno degli insulti ai commissari si è quindi concretizzata e, grazie a Liuzzi, la Toro Rosso ha conquistato il suo primo punto!

FRANCIA: nel weekend del 16 Luglio, quello successivo alla vittoria dell'Italia ai mondiali di calcio, la Formula 1 è tornata in Europa senza più Montoya. A suo tempo fortemente desiderato dalla McLaren, i rapporti tra il pilota e il team si erano deteriorati quasi subito in seguito all'infortunio "giocando a tennis" e ultimamente si parlava di una spaccatura profonda tra la squadra e il pilota, che sembrava intenzionato a gareggiare in NASCAR nel 2007. Una prima parte di stagione non eccellente è stata la scusa per metterlo a piedi e sostituirlo con Pedro De La Rosa.
Le Ferrari di Schumacher e Massa sono partite dalla prima fila, con posizioni invariate e i due seguiti da Alonso.
La gara si è svolta, per i piloti di testa, con una strategia a tre soste e, dopo la terza, Alonso è risalito in seconda posizione davanti a Massa, posizioni che hanno mantenuto fino alla fine. Ralf Schumacher, Raikkonen, Fsichella, De La Rosa e Heidfeld hanno completato la zona punti e la vettura di De La Rosa è andata a fuoco durante il giro d'onore.

GERMANIA: nel weekend del 30 Luglio Raikkonen ha ottenuto la pole position davanti alle Ferrari, con le Renault in difficoltà a lottare con le Honda.
La partenza è stata caotica, con un incidente tra Coulthard e Ralf Schumacher e uno tra Rosberg e una barriera.
Raikkonen, che partiva con una vettura più scarica di carburante, è stato il primo a rientrare (era su una strategia a tre soste invece che due) e gli è costato posizioni nei confronti delle Ferrari, con Michael Schumacher e Massa che a quel punto erano stabilmente in prima e seconda posizione.
A metà gara Villeneuve è andato a sbattere piuttosto violentemente contro il muro: gli sarebbe costato un lieve infortunio e un gran premio di stop, nel quale sarebbe stato sostituito da Robert Kubica, già terzo pilota del team e spesso autore del miglior tempo nelle prove libere del venerdì. La BMW Sauber, a quel punto, avrebbe deciso di tenersi Kubica e ciò avrebbe portato alla conclusione anticipata del rapporto tra Villeneuve e la squadra.
Tornando a noi, Raikkonen ha perso posizioni con le tre soste, ma verso la fine ha superato Button andando a prendersi la terza posizione dietro ai due ferraristi. Button è arrivato quindi quarto, davanti ad Alonso, Fisichella, Trulli e Klien.

UNGHERIA: il fine settimana del 6 Agosto c'è stata un'altra polemica tra Renault e Ferrari, con Alonso penalizzato per un sorpasso in regime di bandiere gialle nelle prove libere e Schumacher penalizzato per avere superato lo stesso Alonso in analoghe circostanze.
Raikkonen ha approfittato della loro retrocessione per andare a prendersi la pole position, al fianco di Massa che però ha avuto una partenza lentissima in condizioni di bagnato. Dietro Raikkonen si sono ritrovati Barrichello e De La Rosa, poi Michael Schumacher e Alonso, nonostante le penalità.
Alonso ha superato ben presto anche Schumacher risalendo al terzo posto dopo che Barrichello si è fermato ai box per passare a gomme intermedie: la pista si stava asciugando, anche se poi si sarebbe rimesso a piovere. I successivi pitstop delle McLaren hanno fatto risalire Alonso in prima posizione. M.Schumacher e Fisichella, nel frattempo, sono stati protagonisti di un contatto in cui Schumacher ha rotto l'ala anteriore. Diversi giri dopo Fisichella si è ritirato per incidente.
Dopo il primo terzo di gara, Raikkonen è stato protagonista di uno schianto insieme a Liuzzi, nel doppiaggio di quest'ultimo, ed è entrata la safety car. Alonso ne ha approfittato per fermarsi ai box, tornando in pista in prima posizione davanti a Button e a De La Rosa.
Nonostante l'asciugarsi progressivo della pista, molti piloti sono rimasti su gomme da bagnato in attesa che arrivasse il momento del secondo rifornimento, per potere effettuare una sola ulteriore sosta. Button era sempre più vicino ad Alonso e, dopo essere rientrato e passato a gomme intermedie, dava segno di riuscire a rimanere davanti ad Alonso dopo la sosta. Alonso, tuttavia, è stato mandato in pista con una ruota male imbullonata e la sua gara è finita contro le barriere.
Button, a quel punto, si è ritrovato in testa, a venti giri dalla fine, davanti a Heidfeld, M.Schumacher e De La Rosa, con quest'ultimo destinato a risalire in quanto Heidfeld si ferma di nuovo ai box e Schumacher procede lentamente con gomme ormai usurate: ciò gli comporterà inizialmente la perdita di alcune posizioni, poi la rottura di una sospensione al penultimo giro.
Button ha ottenuto la sua prima vittoria in carriera, salendo sul podio insieme a De La Rosa e Heidfeld. Sono arrivati a punti Barrichello, Coulthard, Ralf Schumacher, Kubica e Massa, ma la squalifica di Kubica per irregolarità tecniche farà risalire Massa in settima posizione e Michael Schumacher ottavo, in quanto tutti gli altri piloti erano doppiati di almeno due giri e hanno percorso meno giri di lui. Con Alonso fuori il gap tra i due è sceso a dieci punti: 100 vs 90, con cinque gran premi ancora da disputare.

TURCHIA: il 27 Agosto Massa è partito per la prima volta dalla pole position, mentre era lotta per il secondo posto tra M.Schumacher e Alonso.
La partenza non è stata molto tranquilla, c'è stato un contatto tra Fisichella e Heidfeld, uno tra Raikkonen e Speed e uno tra Sato e Monteiro. Raikkonen è tornato in pista dopo una sosta ai box, ma al terzo giro ha rotto una sospensione ed è andato a sbattere.
Una decina di giri più tardi, Liuzzi è finito in testacoda rimanendo fermo in posizione pericolosa: safety car e tutti ai box! Entrambe le Ferrari sono rientrate contemporaneamente e Schumacher, rimasto attardato mentre attendeva il completamento del pitstop di Massa, è uscito dietro ad Alonso. La posizioni dei primi tre sono rimaste invariate per tutto il secondo stint e, ancora una volta, dopo la seconda sosta si sono ritrovati in quelle posizioni, ma il distacco tra Alonso e Schumacher era sempre meno elevato. I due erano ancora in lotta tra di loro mentre Massa tagliava il traguardo in prima posizione, ottenendo la prima vittoria in carriera e diventando, subito dopo Button, il successivo "nuovo vincitore". Alonso ha preceduto Michael Schumacher di pochi decimi, portandosi a +12 in classifica. Button, De La Rosa, Fisichella, Ralf Schumacher e Barrichello hanno completato la zona punti.

ITALIA: nel weekend del 10 Settembre è arrivata un'altra polemica Ferrari vs Renault, quando Alonso è stato retrocesso per avere rallentato Massa in qualifica.
Raikkonen è partito dalla pole position e si è portato in testa davanti alle BMW e alle Ferrari, con Schumacher che poi si è portato secondo davanti a Kubica, mentre Massa si è accodato in quarta posizione davanti a Heidfeld. Il primo pitstop è stato "fatale" a Raikkonen, che si è visto superare da Schumacher. Le posizioni dei primi tre, Schumacher, Raikkonen e Kubica, sono rimaste invariate anche più tardi, dopo la seconda sosta, con Alonso che tuttavia all'uscita dai box dopo la seconda sosta era davanti a Kubica, quindi terzo. Due giri più tardi ha rotto il motore, venendo costretto al ritiro. Massa, che lo seguiva da vicino, è finito lungo sull'olio riversato in pista ed è andato fuori pista, dove ha rimediato una foratura.
Kubica, di nuovo terzo, ha mantenuto la posizione fino al traguardo, con Fisichella, Button, Barrichello, Trulli e Heidfeld a completare la zona punti.
La vittoria di Schumacher ha pesato tantissimo, tanto che si è portato ad appena due punti di distacco da Alonso, con tre gran premi ancora da disputare. Il successivo era quello della Cina, ovvero il circuito sul quale Schumacher nel 2004 e 2005 non aveva cavato un ragno dal buco...
In conferenza stampa Michael Schumacher ha annunciato il proprio ritiro dalle competizioni a fine anno, mentre nel frattempo la Ferrari annunciava l'ingaggio di Raikkonen per il 2007.

CINA: nel weekend del 1° Ottobre Robert Doornbos ha fatto il proprio ritorno in Formula 1 al volante di una Redbull, avendo preso il posto di Klien.
Alonso e Fisichella sono partiti dalla prima fila su pista bagnata, seguiti dalle Honda, da Raikkonen e da Michael Schumacher. Quest'ultimo ha superato le Honda e si è portato in quarta posizione, poi divenuta terza quando Raikkonen (che aveva superato Fisichella) si è fermato ai box per la prima sosta, per poi ritirarsi poco dopo.
Completato il primo giro di pitstop Alonso era ancora in testa davanti a Fisichella e Schumacher, tutti avevano mantenuto gomme intermedie. Verso metà gara Kubica ha azzardato le gomme da asciutto, ma dopo due uscite di pista è rientrato montare gomme intermedie.
Nel frattempo Alonso stava girando più lento sia di Fisichella che di Schumacher, con il suo compagno di squadra che ha tentato di fare da tappo. Non c'è stato niente da fare: Alonso alla fine l'ha fatto passare venendo superato anche da Schumacher. Si è fermato poco dopo ai box, mentre Fisichella e Schumacher hanno proseguito, tornando in pista su gomme da asciutto e mantenendo le posizioni, anche se tuttavia Schumacher ha velocemente sopravanzato Fisichella, con Alonso in netta rimonta.
A dieci giri dalla fine c'è stato un incidente tra Massa e Coulthard: il pilota della Ferrari era partito nelle retrovie per avere sostituito il motore.
Poco dopo Alonso ha superato Fisichella, portandosi secondo e a lanciarsi all'inseguimento di Schumacher, ma senza più nulla da fare se non accontentarsi della seconda piazza. M.Schumacher e Alonso erano a questo punto appaiati in classifica a 116 punti, con Schumacher in vantaggio di una vittoria. Fisichella ha completato il podio, con Button, De La Rosa, Barrichello, Heidfeld e Webber in zona punti, con Heidfeld che ha perso tre posizioni per un contatto con Barrichello, mentre cercavano di evitare Sato che, doppiato, li ostacolava. Curiosamente Heidfeld non ha capito chi ci fosse al volante della Super Aguri e, a gara terminata, è andato a fare la predica a Yamamoto, che non aveva la più pallida idea di che cosa stesse parlando.

GIAPPONE: sette giorni dopo, l'8 Ottobre, le Ferrari di Massa e Michael Schumacher partivano dalla prima fila. Posizioni invariate allo start, poi Schumacher è passato in testa al secondo giro, mentre Alonso ha dovuto faticare un po' per liberarsi delle Toyota, trascorrendo una dozzina di giri quarto alle spalle di Ralf Schumacher prima di portarsi al terzo posto. Con la prima sosta, invece, è risalito secondo davanti a Massa, lontano di circa cinque-sei secondi da M.Schumacher. Quest'ultimo, tuttavia, subito dopo la seconda sosta si è ritirato per un guasto al motore, il primo dal GP di Francia 2000. Alonso è risalito quindi in prima posizione e si è portato a +10 in classifica. Ciò significava che, per vincere il mondiale, Schumacher avrebbe dovuto conquistare dieci punti in più di Alonso a Interlagos, ovvero vincere con Alonso fuori dalla zona punti o ritirato, di fatto un'impresa quasi impossibile, alla quale lo stesso Schumacher ha dichiarato di non credere.
Massa e Fisichella sono saliti sul podio, con Button, Trulli, Ralf Schumacher e Heidfeld in zona punti.
Un duello per il 15° posto tra Sato e Monteiro è stato vinto dal giapponese ed è stato inquadrato il team Super Aguri che celebrava per questo risultato.

BRASILE: il campionato è terminato nel weekend del 22 Ottobre.
Massa, che indossava una tuta verde-oro per celebrare il suo gran premio di casa, ha ottenuto la pole position davanti a Raikkonen e Trulli. Solo quarto Alonso, con Schumacher soltanto decimo per un problema tecnico in Q3.
In partenza davanti non è accaduto nulla di memorabile, dietro sì e per la terza volta in tre edizioni consecutive del GP del Brasile Webber è venuto a contatto con il suo compagno di squadra. Stavolta il compagno di squadra in questione era Rosberg. A completare l'opera è seguito un duello a distanza tra i due, nel tentativo di rientrare ai box per le riparazioni del caso prima dell'altro, duello vinto da Webber in quanto Rosberg è finito a muro prima di arrivare ai box, mentre Webber è arrivato ai box dove si è ritirato. Entrata la safety car, le posizioni davanti sono rimaste invariate al restart.
Dopo una decina di giri Schumacher si è portato in sesta posizione dietro a Fisichella e, durante un sorpasso, i due sono venuti a contatto, con il ferrarista che ha riportato una foratura e ha dovuto fare un giro quasi completo prima di raggiungere i box. Uscito doppiato, Massa l'ha lasciato sdoppiare.
Le Toyota si sono ritirate per problemi tecnici, Alonso si è portato secondo dopo la prima sosta e Button ha superato Raikkonen per il terzo posto poco dopo. Massa, nel frattempo, aveva un vantaggio di circa una ventina di secondi.
Schumacher nel frattempo stava rimontando dalle retrovie e, a soste ultimate, si aggirava nella parte bassa della zona punti. A dieci giri dal termine ha superato Fisichella e, a due giri dalla fine, ha sorpassato anche Raikkonen, il suo successore in Ferrari, terminando in quarta posizione. Raikkonen ha terminato quinto, davanti a Fisichella, Barrichello e De La Rosa, ormai arrivato al suo ultimo gran premio in McLaren: a partire dal 2007, sarà sostituito da Lewis Hamilton, campione in carica della GP2.

Fernando Alonso è divenuto il più giovane due volte campione del mondo, vincendo il mondiale con 134 punti, tredici di vantaggio su Michael Schumacher (che era prima di lui il più giovane due volte campione del mondo). I loro compagni di squadra Massa e Fisichella hanno totalizzato rispettivamente 80 e 72 punti, con Raikkonen quinto a 65.
La Renault ha vinto il titolo costruttori con 206 punti contro i 201 della Ferrari, mentre la McLaren era molto più lontana a 110.

Il termine di questo campionato ha fatto più effetto del termine di quelli precedenti, che non prevedevano grosse manovre di mercato ad alti livelli: non c'è da sorprendersene, l'epoca di Schumacher in Ferrari, Alonso in Renault e Raikkonen in McLaren è terminata in un colpo solo, con un imminente nuovo scenario che prevede line-up completamente rivoluzionate.

CURIOSITÀ:
> dopo la partecipazione di Valentino Rossi ai test prestagionali al volante di una Ferrari, ci sono stati numerosi rumour a proposito di un suo passaggio dalle due alle quattro ruote, con tanto di ipotesi che venisse ingaggiato come pilota titolare nel 2007;
> uno degli obiettivi della Honda, nel 2006, era battere il record di velocità massima mai realizzato da un'auto, su una Formula 1 modificata, nel deserto nordamericano;
> dopo la doppietta Ferrari seguiti da Raikkonen al GP di Germania un sito che leggevo all'epoca metteva come didascalia alla foto "tre piloti Ferrari sul podio" in riferimento ai rumour sul passaggio di Raikkonen in Ferrari;
> durante il GP d'Italia, mentre commentava il probabile addio di Schumacher alla Formula 1 a fine stagione, Mazzoni ha attribuito un rumour alla stampa inglese (genericamente) secondo cui Schumacher sarebbe passato in Mercedes insieme a Ross Brawn quando la Mercedes avesse rilevato un team (la McLaren secondo quell'ipotetico rumour);
> ho commentato con gran parte dei miei amici la tuta verde di Massa;
> mio cugino è nato il giorno delle prove libere del GP del Brasile.

venerdì 10 agosto 2018

La transizione dalla Formula 1 anni ’90 alla Formula 1 contemporanea: stagione 2005

Il campionato 2005 ha visto l'introduzione del Gran Premio di Turchia, lasciando invariati quelli della stagione precedente: ciò ha portato il numero complessivo dei gran premi a salire ancora, passando da diciotto a diciannove.
Per la nuova stagione ci sono state delle rilevanti novità, in primis l'eliminazione dei cambi gomme durante le gare (eccetto in condizioni di pioggia): le vetture, infatti, dovevano disputare tutta la gara con lo stesso set di gomme montato al via, possibile la sostituzione di una sola gomma in caso di foratura. Ciò avrebbe, nel corso della stagione, contribuito nella maggior parte dei casi a una migliore performance dei team gommati Michelin rispetto a quelli gommati Bridgestone, quindi Ferrari, Jordan e Minardi.
Un singolo motore, inoltre, doveva essere utilizzato non più per un intero weekend, ma per due interi weekend, in caso contrario, retrocessione sulla griglia di partenza di dieci posizioni. Questo, tuttavia, succedeva solo in caso di gare terminate: chiunque non fosse arrivato al traguardo, poteva cambiare motore per il gran premio successivo.

Altra novità è stata una modifica del sistema di qualifiche, poi variate a partire dal GP d'Europa. Prima c'erano due sessioni con giro secco, una al sabato, una alla domenica mattina, con la classifica stilata su tempi aggregati.
In seguito si è svolta una sola sessione al sabato, con ordine d'uscita quello inverso all'ordine d'arrivo del gran premio precedente. Siccome uscire per primi aveva l'aspetto negativo di trovare la pista nelle condizioni peggiori, durante l'anno è capitato abbastanza di frequente che piloti che avevano avuto guasti o incidenti ed erano riusciti a raggiungere i box, tornassero in pista doppiati di diversi giri nel tentativo di classificarsi davanti al maggior numero possibile di ritirati, pur di potere scendere in pista in un momento migliore nelle qualifiche successive.
Leggermente off-topic, ma è stato introdotto un campionato di supporto alla Formula 1, quello della GP2, "erede" della Formula 3000 internazionale, divenuta evento di contorno in una parte consistente dei gran premi di Formula 1.

La Ferrari e la B.A.R. hanno mantenuto gli stessi piloti della stagione precedente: Michael Schumacher & Rubens Barrichello, Jenson Button & Takuma Sato. In Renault, invece, Fernando Alonso è stato affiancato da Giancarlo Fisichella, che ha preso il posto occupato la stagione precedente prima da Jarno Trulli e poi da Jacques Villeneuve.
Dei due, il primo è passato in Toyota insieme a Ralf Schumacher, il secondo è andato in Sauber insieme a Felipe Massa.
Con il passaggio di Ralf Schumacher in Toyota e il passaggio di Juan Pablo Montoya in McLaren, dove è andato ad affiancare Kimi Raikkonen, la Williams ha presentato una line-up inedita, con Mark Webber e Nick Heidfeld.

La Jaguar è uscita di scena, venendo acquistata alla Redbull Company: la multinazionale delle bevande energetiche era già stata, nei tardi anni '90, azionista di maggioranza di un altro team, la Sauber, anche se aveva venduto le proprie quote nel 2001 per disaccordo con Peter Sauber a proposito della line-up. La Sauber, infatti, aveva voluto ingaggiare Kimi Raikkonen nonostante il parere contrario della Redbull, che prediligeva Enrique Bernoldi. Su chi avesse ragione, preferisco non esprimermi... ;-)
In Redbull è arrivato David Coulthard dopo nove stagioni passate in McLaren, affiancato da Christian Klien, che l'anno precedente correva per la Jaguar.
Per la seconda vettura era prevista l'alternanza tra Klien e il terzo pilota, Vitantonio Liuzzi, campione in carica della Formula 3000 internazionale. Liuzzi ha fatto il proprio esordio al GP di San Marino, prendendo parte a quattro gran premi consecutivi, prima di tornare a fare il terzo pilota e a lasciare nuovamente il posto a Klien che ha proseguito con la Redbull fino al termine della stagione.

Sia la Jordan sia la Minardi hanno entrambe schierato due debuttanti: Tiago Monteiro & Narain Karthikeyan, Patrick Friesacher & Christijan Albers.
Entrambi i piloti della Jordan provenivano dalla World Series by Nissan, con Monteiro secondo in classifica nel 2004 e Karthikeyan con tre anni di esperienza, due vittorie e miglior risultato stagionale un quarto posto in classifica.
Provenienza diversa per Albers, che arrivava dal DTM in cui aveva ottenuto buoni risultati, mentre Friesacher ha gareggiato fino alla stagione precedente nella Formula 3000 internazionale.
Friesacher ha gareggiato in Formula 1 fino al GP di Gran Bretagna, dopodiché il suo posto in Minardi, a partire dal GP di Germania, è stato preso da Robert Doornbos, che fino a quel momento era stato tester della Jordan. Nel 2004 si era classificato terzo nel campionato di Formula 3000 internazionale.

AUSTRALIA: la stagione è iniziata nel weekend del 6 Marzo, con la Renault in perfetta forma, come dimostrato dalla pole position di Fisichella. Alonso, tuttavia, partiva dalla settima fila.
Le McLaren erano in top-ten ma non nelle zone di spicco, mentre le Ferrari erano in netta difficoltà, con Schumacher partito dalle retrovie.
Fisichella è stato in testa alla gara fin dal via, con a seguire Trulli e la Redbull di Coulthard. Alonso ha recuperato fino alla quinta posizione dietro alla Ferrari di Barrichello. I due sono risaliti in seguito in zona podio e si sono classificati secondo e terzo dietro a Fisichella. Quest'ultimo, avendo vinto la prima gara della stagione, si è portato in testa alla classifica: era dalla notte dei tempi che non c'era un italiano in testa al mondiale (non sarebbe comunque durato molto a lungo).
Coulthard, Webber, Montoya, Klien e Raikkonen hanno chiuso in zona punti, mentre M.Schumacher si è ritirato per un incidente con Heidfeld e Trulli ha avuto problemi tecnici nella seconda metà della gara.
Le B.A.R. si sono ritirate ai box all'ultimo giro, mentre non occupavano posizioni di particolare rilievo, per potere cambiare il motore al gran premio seguente senza scontare penalità.

MALESIA: il 20 Marzo la B.A.R., che aveva sostituito il motore su entrambe le vetture senza scontare penalità grazie all'escamotage appena citato, ha visto entrambe le vetture (di cui una guidata da Anthony Davidson in quanto Sato ha dovuto saltare il gran premio per malattia) ritirarsi al secondo giro per la rottura del motore.
Alonso, partito dalla pole position, ha mantenuto la prima posizione davanti a Trulli, che a sua volta l'ha conservata senza problemi. Fisichella stazionava in terza posizione quando la sua gara è terminata per un contatto con Webber durante un duello con il pilota della Williams, a sua volta ritirato.
Una Williams, tuttavia, ha visto la gloria del podio, in quanto Heidfeld è arrivato terzo. A seguire c'erano Montoya, Ralf Schumacher e Coulthard, con Michael Schumacher settimo davanti a Klien. Per M.Schumacher si è trattato del primo arrivo in zona punti stagionale, mentre Barrichello si è ritirato per problemi tecnici: quel giorno festeggiava il suo 200esimo gran premio, ma non l'ha festeggiato in modo molto positivo.

BAHREIN: il 3 Aprile 2005 abbiamo assistito a un'altra vittoria della Renault e a segnali di ripresa, almeno in qualifica, da parte della Ferrari. Alonso e M.Schumacher, infatti, si sono classificati rispettivamente in pole e in seconda posizione, anche se la gara di entrambi si è evoluta in modo molto diverso. Alonso, infatti, è riuscio a conservare la posizione per tutta la durata della gara, mentre Schumacher dopo dodici giri era già ritirato per problemi tecnici. I rispettivi compagni di squadra non hanno avuto molta gloria: Fisichella si è ritirato per un guasto quando la gara era praticamente appena iniziata, mentre Barrichello si è ritirato invece nelle fasi finali. Era dal GP del Brasile 2003 che la Ferrari non si ritirava con entrambe le vetture e soprattutto era dalla notte dei tempi che entrambe le vetture non si ritiravano per problemi tecnici nello stesso gran premio.
Al momento del ritiro, M.Schumacher era in seconda posizione, quindi il secondo posto è stato ereditato da Trulli.
Raikkonen è arrivato terzo, portando la McLaren sul podio per la prima volta nel corso della stagione. A proposito di McLaren, a Sakhir ha gareggiato Pedro De La Rosa al posto di Juan Pablo Montoya, assente per un infortunio a una spalla rimediato durante una partita di tennis (o, secondo le malelingue, cadendo da una moto da cross che stava testando senza avere avuto l'autorizzazione dal team).
De La Rosa è arrivato quinto alle spalle di Ralf Schumacher. Le ultime tre posizioni della zona punti sono state occupate da Webber, Massa e Coulthard, dopo che per un certo tratto di gara Webber era stato in terza posizione.
Tra i numerosi ritirati, non potevano mancare anche le B.A.R., ancora out per problemi tecnici.

SAN MARINO: nel weekend del 24 Aprile la Formula 1 è arrivata in Europa senza Montoya, ma anche senza De La Rosa. La seconda McLaren è stata stavolta guidata dall'altro collaudatore, Alexander Wurz, tester da anni dopo essere stato pilota titolare della Benetton nella seconda metà degli anni '90.
Dalla pole position è partito, un po' a sorpresa, Kimi Raikkonen, che per nove giri è stato stabilmente in testa alla gara, prima di ritirarsi per problemi tecnici.
A quel punto è passato in testa Alonso, seguito da Button, almeno finché non è risalito in seconda posizione Michael Schumacher che, nell'ultimo stint, è stato in scia ad Alonso e tra i due si è innescato un intenso duello durato fino al traguardo.
Alonso ha preceduto Schumacher di appena due decimi, con Button sul gradino più basso del podio, con l'altra B.A.R. di Sato in top-5 dietro a Wurz.
Button è salito fisicamente sul gradino più basso del podio, ma la sua vettura non ha superato le ispezioni post-gara, risultando sottopeso, con tanto di squalifica arrivata ufficialmente a dieci giorni di distanza. A peggiorare la situazione anche Sato è stato squalificato, nonostante la sua vettura non fosse sottopeso, e la B.A.R. ha addirittura rischiato di essere radiata dal campionato per irregolarità tecniche. Se l'è cavata, tuttavia, con due gran premi di squalifica, dovendo saltare il GP di Spagna e quello di Monaco.
La terza posizione è stata assegnata a tavolino a Wurz, mentre Villeneuve è risalito al quarto posto. Trulli, Heidfeld, Webber e Liuzzi sono risaliti nella seconda parte della zona punti, il che ha fatto sì che Liuzzi conquistasse un punto nel suo gran premio d'esordio.
A proposito di punti in quel momento Alonso era in testa alla classifica con 36 punti, seguito da Trulli a 20 e da Fisichella e Schumacher appaiati a 10, ma qualcosa stava per cambiare.

SPAGNA: nel weekend dell'8 Maggio Raikkonen ha ottenuto un'altra pole position, venendo affiancato da Webber sulla griglia di partenza.
Partito bene, si è portato in testa alla gara davanti ad Alonso e Ralf Schumacher, dal momento che Webber non era partito altrettanto bene perdendo posizioni.
Raikkonen è rimasto davanti ad Alonso sia con il primo sia con il secondo rifornimento, mentre Trulli ha sopravanzato Ralf Schumacher dopo la seconda sosta. I due piloti della Toyota hanno chiuso terzo e quarto, con Fisichella e Webber in quinta e sesta posizione.
Montoya, ritornato in gara dopo il suo infortunio, ha chiuso al settimo posto precedendo la Redbull di Coulthard.
Si è trattato di una gara estremamente negativa per la Ferrari: Michael Schumacher si è ritirato per una foratura nella fase finale della gara, mentre Barrichello, che era partito ultimo non avendo fatto registrare un tempo in qualifica, ha chiuso la gara in nona posizione, proprio fuori dalla zona punti.

MONTECARLO: il campionato è proseguito nel weekend del 22 Maggio, con Raikkonen ancora una volta in pole position.
Partito in testa è rimasto in testa, riuscendo anche a prendere distanza nei confronti di Alonso.
La gara è stata movimentata dopo venti giri da un incidente di Albers che ha ostruito la pista creando una sorta di ingorgo, in seguito al quale anche Coulthard e Michael Schumacher sono venuti a contatto, con il pilota della Redbull che ha dovuto ritirarsi.
Entrata la safety car, Alonso è andato a rifornire mentre Raikkonen non c'è andato: quella del pilota della McLaren è stata la scelta vincente, in quanto avendo la vettura più scarica andava molto più veloce dell'avversario e ha potuto in seguito fermarsi ai box senza rimetterci la posizione.
In una gara abbastanza ricca di emozioni (tra cui un incidente tra le Sauber di Villeneue e Massa, che sono venuti a contatto alla Sainte-Devote ma che hanno entrambi proseguito) Alonso era secondo, con dietro le due Williams di Webber e Heidfeld. Quest'ultimo si è ritrovato davanti a Webber, alla fine, con le posizioni invertite all'uscita dai box in occasione dell'ultimo pitstop.
A fine gara Alonso è scivolato al quarto posto, con le due Williams che sono riuscite a passarlo e sono andati sul podio. La top-5 è stata completata da Montoya, mentre dietro è accaduto un evento alquanto curioso: Ralf Schumacher e Barrichello erano in lotta per il settimo posto quando, all'ultima curva, si è inserito Michael Schumacher che in extremis ha superato il compagno di squadra, classificandosi settimo a un decimo di distanza dal fratello. Barrichello è scivolato quindi all'ottavo posto.
Con la vittoria, Raikkonen si è portato in seconda posizione in classifica, seppure a soli 27 punti, staccato di ventidue lunghezze da Alonso.

EUROPA: il Gran Premio del Nurburgring si è svolto nel weekend del 29 Maggio ed è iniziato con un aborted start, perché Fisichella era rimasto fermo sulla griglia di partenza.
Quando la gara è partita, Heidfeld che scattava dalla pole è stato sopravanzato da Raikkonen. L'altra Williams, quella di Webber, ha a sua volta perso posizioni, per poi essere coinvolto subito dopo in un contatto con Montoya ed essere costretto a ritirarsi. Dietro ci sono stati altri contatti minori tra vetture che si trovavano nelle retrovie.
Raikkonen ha trascorso quasi tutta la gara in testa, con l'eccezione di un momento in cui, prima della seconda sosta, Heidfeld gli ha strappato per pochi giri la leadership a causa di un errore dello stesso Raikkonen. Heidfeld, tuttavia, è scivolato al terzo posto dietro ad Alonso.
Nei giri conclusivi Raikkonen ha iniziato a rallentare per il deterioramento di uno pneumatico. Invece di rientrare per sostituirlo (scelta che l'avrebbe probabilmente fatto scivolare in terza posizione) ha tentato di proseguire, ma non è andata a buon fine: con un giro d'anticipo, infatti, ha rotto una sospensione ed è finito fuori, consegnando di fatto la vittoria ad Alonso.
Heidfeld si è classificato secondo e in terza posizione è giunto Barrichello. Coulthard, Michael Schumacher, Fisichella, Montoya e Trulli hanno concluso la gara in zona punti.

CANADA: nel weekend del 12 Giugno la B.A.R. ha fatto faville in qualifica, con Button che ha ottenuto la pole position, precedendo la Ferrari di Michael Schumacher.
I due sono stati sopravanzati dalle Renault di Fisichella e Alonso che si sono ritrovati in prima e seconda posizione, dove sono rimasti per circa metà gara: in seguito si sono ritirati tutti e due per problemi tecnici, con Montoya al momento in testa alla gara.
Tuttavia, dopo che Raikkonen era già rientrato per il secondo rifornimento e Montoya non ancora, Button è finito sul "wall of champions" e, in seguito all'incidente, è entrata in pista la safety car. Montoya è andato ai box a rifornire, scivolando in seconda posizione. Poco dopo, tuttavia, è stato squalificato per essere tornato in pista con il semaforo della pitlane ancora rosso.
Michael Schumacher e Trulli sono risaliti al terzo posto, ma il ritiro di quest'ultimo ha permesso anche a Barrichello di salire sul podio, peraltro dopo essere partito ultimo dalla pitlane.
Massa, Webber, Ralf Schumacher, Coulthard e Klien hanno completato la zona punti, mentre il weekend più buio del campionato si avvicinava.

STATI UNITI: una settimana più tardi, nel fine settimana del 19 Giugno, è avvenuto uno degli eventi più controversi della stagione, che ha portato alla messa in atto della più trash, insulsa e folle gara che la Formula 1 ricordi.
Oggetto di contesa erano le gomme: durante le prove libere si sono susseguite fin troppe forature, tutte da parte di team che montavano gomme Michelin. Poi è accaduto che una di queste forature provocasse un incidente: Ralf Schumacher, che l'anno precedente in gara si era schiantato violentemente alla curva sopraelevata dopo una foratura, è andato infatti incontro allo stesso destino, rimediando peraltro un ulteriore infortunio. Per le qualifiche e per la gara (o, come si sarebbe scoperto, solo per le qualifiche) è stato sostituito da Ricardo Zonta.
Le qualifiche si sono svolte regolarmente, con Raikkonen in pole position davanti a Trulli. Tuttavia continuavano ad esserci polemiche sulla sicurezza, con i team gommati Michelin che hanno proposto un range di soluzioni per risolvere il problema: una chicane mobile che modificasse il circuito, cambi gomme in gara, l'uso di una mescola diversa, anche a costo di scontare penalità... niente da fare, non si è arrivati a un accordo e, al termine del giro di formazione, è successo l'inimmaginabile: mentre le sei vetture gommate Bridgestone andavano a schierarsi sulla griglia di partenza, le quattordici vetture gommate Michelin rientravano ai box, non prendendo parte alla gara per mancanza delle adeguate condizioni di sicurezza.
In gara c'è stato un unico sorpasso (Karthikeyan su Albers) e la gara è stata lievemente animata da un duello a distanza tra i due ferraristi: Schumacher e Barrichello erano infatti su due diverse strategie e ciò ha fatto sì che nel secondo stint di gara Barrichello si sia trovato in testa, per poi tornare secondo nel terzo stint.
Sul podio Schumacher e Barrichello stavano seri e imbambolati, mentre Monteiro festeggiava in modo piuttosto scatenato la sua terza posizione. Il suo compagno di squadra Karthikeyan si è classificato quarto, mentre le Minardi di Albers e Friesacher sono giunte in quinta e sesta posizione.

FRANCIA: il 3 Luglio Alonso è partito dalla pole position, conducendo la gara in vantaggio nei confronti di Trulli e Michael Schumacher, con quest'ultimo che ha recuperato la seconda posizione nei confronti del pilota della Toyota.
Doveva tuttavia vedersela con Raikkonen che, partito 13° dopo essere stato retrocesso di dieci posizioni per la sostituzione del motore, ha ritardato le soste, riuscendo in quel modo a risalire fino alla seconda posizione.
Anche Montoya, nella stessa maniera, si è installato al terzo posto, ma tuttavia è stato costretto a ritirarsi per problemi tecnici mentre la gara si avviava ormai verso la conclusione.
Michael Schumacher è risalito al terzo posto, con Button e Trulli che hanno chiuso la gara davanti a Fisichella. Quest'ultimo era stato precedentemente rallentato dallo spegnimento della vettura durante l'ultima sosta ai box. La zona punti è stata chiusa da Ralf Schumacher e Villeneuve.

GRAN BRETAGNA: il gran premio successivo si è svolto il 10 Luglio, soltanto una settimana più tardi e, ancora una volta, Raikkonen è stato retrocesso di dieci posizioni (stavolta dalla 2^ alla 12^) per la sostituzione del motore in corso d'opera.
Alonso ha ottenuto la pole e Button è risalito in seconda posizione per via della retrocessione di Raikkonen. Alla partenza, tuttavia, i due sono stati entrambi superati da Montoya, mentre entrava la safety car perché la vettura di Sato era rimasta ferma sulla griglia di partenza.
Tra Montoya e Alonso c'è stato un duello a distanza al termine del primo stint, con Montoya che ha conservato la posizione anche dopo il primo rifornimento.
Raikkonen ha rimontato ancora una volta grazie a una strategia diversa da quella dei piloti di testa, ovvero ritardando il momento delle soste ai box, in modo da ritrovarsi con pista libera e potere recuperare terreno.
Quinto dietro a Fisichella e Button, ha sopravanzato quest'ultimo con l'ultima sosta, mentre a Fisichella si è spento di nuovo il motore ai box.
Montoya ha vinto, sua prima vittoria con i colori della McLaren, Alonso e Raikkonen sono saliti sul podio e Fisichella ha chiuso quarto davanti alla B.A.R. di Button, alle Ferrari di M.Schumacher e Barrichello e alla Toyota di R.Schumacher.

GERMANIA: il campionato è continuato nel weekend del 24 Luglio, con Raikkonen in pole position e Montoya a partire dalle retrovie, dato che ancora una volta c'erano stati problemi.
In gara il risultato dei due piloti McLaren si è capovolto: dopo metà gara Raikkonen è rimasto a piedi mentre era in testa, facendo risalire Alonso in testa alla gara. Montoya, che aveva ritardato le soste, si è ritrovato in seconda posizione a rifornimenti ultimati, precedendo quindi Button sul podio.
Fisichella, Michael e Ralf Schumacher, Coulthard e Massa hanno completato la zona punti.
A questo punto della stagione Alonso era in testa alla classifica con 87 punti, mentre Raikkonen seguiva a debita distanza a 51, soltanto quattro punti in più di quelli ottenuto fino a quel momento da Michael Schumacher, che si trovava in terza posizione in classifica.
Una parziale ripresa di Raikkonen, tuttavia, era dietro l'angolo perché una settimana più tardi avrebbe recuperato dieci punti su Alonso.

UNGHERIA: il 31 Luglio si è svolto quello che è stato il quarto gran premio disputato nel mese di Luglio. Non era mai successo, nella storia della Formula 1, che ci fossero quattro gran premi in un solo mese.
Per l'unica volta nel corso della stagione la Ferrari ha ottenuto una pole position, con Michael Schumacher che ha mantenuto la prima posizione al via della gara, davanti a Raikkonen che seguiva secondo. Trulli è venuto a contatto sia con Montoya sia con Barrichello, mentre Ralf Schumacher con Alonso (ma entrambe le Toyota sono riuscite a proseguire senza problemi). Il leader della classifica ha perso l'ala anteriore, ma è riuscito a rimanere in pista, anche se avrebbe chiuso la gara 11°, mentre Coulthard ha rotto una sospensione sul pezzo staccato dalla vettura di Alonso. Frattanto c'è stato un incidente tra Villeneuve e Klien che è culminato con il cappottamento del pilota della Renault e con l'ingresso della safety car.
Il resto della gara è stato decisamente più tranquillo, con una strategia a tre soste che è andata a vantaggio di Raikkonen, in testa dopo il secondo rifornimento. Verso la fine c'è stato un duello a distanza tra i fratelli Schumacher, ma Ralf ha dovuto accordarsi senza mai essere vicino abbastanza da tentare un attacco. I due hanno chiuso sul podio.

TURCHIA: di ritorno dalla pausa estiva, il 21 Agosto si è gareggiato sul nuovo circuito dell'Istanbul Park. Per la prima volta dal 1999, la prima edizione di un nuovo gran premio non è stata vinta da un pilota Ferrari.
Raikkonen, partito dalla pole position, ha mantenuto la posizione davanti al compagno di squadra essenzialmente per tutta la durata della gara. Anche Montoya ha mantenuto la posizione molto a lungo, ma non abbastanza per tagliare il traguardo al secondo posto: a due giri dalla fine, infatti, mentre doppiava Monteiro è stato urtato dal pilota della Jordan. Ha in seguito commesso un fuori pista, dovuto prevalentemente ai danni riportati sulla sua vettura, che gli è costato la posizione nei confronti di Alonso.
Curiosità: Webber ha avuto due forature, nel corso della gara. La prima l'ha fatto precipitare nelle retrovie. In seguito è uscito indenne da un incidente con Michael Schumacher mentre quest'ultimo lo stava doppiando, mentre in seguito si è ritirato nuovamente. Anche l'altra Williams di Heidfeld si è ritirata per una foratura (e pare che questo gran premio abbia determinato il passaggio della Williams alle gomme Bridgestone per il 2006).
Nel tentativo di avere una posizione migliore sulla griglia di partenza del GP successivo, Schumacher che aveva danneggiato la vettura nel contatto con Webber è tornato in pista doppiato di parecchi giri nel tentativo di recuperare su altri ritirati, per poi ritirarsi in un secondo momento.
Tra i piloti fuori dal podio arrivati a punti c'erano Fisichella, Button, Trulli, Coulthard e Klien, il che significa che la Ferrari non ha conquistato punti in questa occasione (Barrichello è arrivato 10° dopo essere partito dalle retrovie).
Dopo il GP di Turchia il vantaggio di Alonso su Raikkonen si è ridotto a ventiquattro punti (95 vs 71) mentre la Renault aveva soltanto nove punti di vantaggio sulla McLaren visto che Montoya era molto più avanti di Fisichella in classifica.

ITALIA: nelle prove libere del weekend del 4 Settembre, Heidfeld ha fatto l'ultima apparizione stagionale. Ha infatti riportato un trauma cranico che l'ha costretto a saltare sia Monza sia il successivo GP di Spa Francorchamps, venendo sostituito da Antonio Pizzonia, terzo pilota della Williams. Doveva in seguito rientrare per gli ultimi tre gran premi stagionali, ma ciò non è stato possibile: ha avuto infatti un incidente in bicicletta, venendo investito da una moto, che l'ha costretto a saltare anche gli ultimi tre gran premi stagionali.
Per la prima volta dal GP d'Olanda del 1961 si è svolto un gran premio senza nessuna vettura ritirata, con Raikkonen partito 11° dopo la sostituzione del motore (aveva tecnicamente ottenuto la pole position, anche se poi dalla pole è partito Montoya) e che, con una strategia ad una sola sosta, contava di superare tutti i piloti che lo precedevano.
Tuttavia le sue gomme hanno iniziato a degradarsi e, per sostituirne una per motivi di sicurezza, ha rinunciato non solo alla possibilità di vincere, ma anche a finire sul podio (ma quantomeno ha evitato il ripetersi dell'episodio del GP d'Europa). Ha vinto quindi Montoya, davanti alle Renault di Fisichella: anche il pilota della McLaren, verso la fine della gara, soffriva di degrato delle gomme, ma è riuscito ad arrivare in fondo.
Raikkonen è arrivato quarto, precedendo le Toyota di Trulli e Ralf Schumacher. Al suo ritorno in Formula 1, Pizzonia ha ottenuto i due punti del settimo posto, mentre la zona punti è stata chiusa da Button e per il secondo gran premio consecutivo, la Ferrari non ha ottenuto punti: Michael Schumacher e Barrichello sono arrivati rispettivamente decimo e dodicesimo, ciascuno preceduto da una delle Sauber.
A proposito di Sauber, in occasione di questo gran premio si è parlato molto del fatto che fosse l'ultimo GP d'Italia per Barrichello in Ferrari, dal momento che si apprestava a passare alla Honda per la stagione a venire, venendo sostituito da Massa, proveniente dalla Sauber.

BELGIO: l'11 Settembre le McLaren sono partite entrambe dalla prima fila, con Montoya in pole position, seguiti dagli italiani Fisichella e Trulli e da Alonso in quinta posizione.
Fisichella si è ritirato per incidente dopo una decina di giri, mentre poco dopo è toccato a Michael Schumacher, tamponato da Sato. Schumacher ha espresso molta insoddisfazione per il tamponamento subito.
Con le due McLaren in prima e seconda posizione, è stato intervenuto sulla strategia di Raikkonen affinché potesse sopravanzare Montoya dopo la seconda sosta, per recuperare punti su Alonso che nel frattempo aveva superato Trulli per la terza posizione (quest'ultimo in ogni caso non avrebbe terminato la gara).
Montoya, tuttavia, non è arrivato secondo dietro a Raikkonen, bensì si è ritirato per incidente quando è venuto a contatto con Pizzonia mentre il pilota della Williams, sotto di un giro, cercava di sdoppiarsi.
Raikkonen ha vinto davanti Alonso e Button, con Webber che ha preceduto Barrichello: la sua quinta posizione è stato il ritorno della Ferrari in zona punti.
Villeneuve ha preceduto Ralf Schumacher e, all'ottavo posto, ha terminato Monteiro: si è trattato dell'unico arrivo in zona punti della Jordan con l'eccezione ovviamente di Indianapolis.
Frattanto tutto lasciava pensare che di lì a poco il titolo sarebbe stato assegnato anzitempo.

BRASILE: nel weekend del 25 Settembre tale sensazione si è trasformata in realtà, dato che, anche in caso di vittoria di Raikkonen, ad Alonso bastava un terzo posto per ottenere la vittoria.
All'inizio della gara, tuttavia, Alonso era davanti, partito dalla pole position, conservando la posizione su Montoya. Dietro sono venuti a contatto Coulthard, Pizzonia e Webber: i primi due si sono ritirati subito, Webber ha provato a tornare in pista ancora un po' doppiato di vari giri per poi ritirarsi successivamente. Dal momento che Pizzonia era il suo compagno di squadra, si è trattato curiosamente della seconda volta consecutiva in cui Webber veniva coinvolto in un incidente con il suo compagno di squadra al GP del Brasile: l'anno precedente aveva avuto un incidente con Klien.
Entrata la safety car, al restart Montoya ha superato Alonso che, vista la posizione in classifica, non ha opposto molta resistenza, così come in seguito non ha fatto molto per difendersi da Raikkonen che gli ha strappato il secondo posto. Concludendo terzo è salito a quota 117, contro i 94 di Raikkonen, punteggio che lo rendeva automaticamente campione del mondo. La McLaren, nel frattempo, è salita in testa alla classifica costruttori con due punti di vantaggio sulla Renault, anche la Renault era destinata a tornare davanti nel seguente gran premio.
Michael Schumacher è arrivato quarto, precedendo Fisichella, Barrichello, Button e Ralf Schumacher: quest'ultimo di lì a breve sarebbe stato destinato a un breve momento di gloria.
Monteiro si è ritirato a causa di un guasto: si è trattato del suo primo ritiro in carriera, che ha interrotto una serie positiva durata ben sedici gran premi.

GIAPPONE: nel weekend del 9 Ottobre una qualifica disputata sotto la pioggia ha prodotto un risultato quantomeno improbabile, con Alonso e le McLaren relegati tra la 16esima e la 18esima posizione. La pole position è andata a Ralf Schumacher, che tuttavia in condizioni di asciutto il giorno dopo non si ripetuto.
Mantenuta la prima posizione davanti a Fisichella e Button vi è rimasto anche dopo l'ingresso e l'uscita della safety car dovuta a un incidente tra Villeneuve e Montoya.
Sato, già coinvolto in un'uscita di pista con Barrichello, ha in seguito tamponato Trulli: visto che non si trattava della prima volta in cui innescava incidenti di quel tipo, gli è costata una squalifica.
Nel frattempo Ralf Schumacher è rientrato ai box per la prima sosta prima degli altri lasciando la leadership della gara a Fisichella: i suoi sogni di gloria sono brevemente terminati, dato che ciò gli ha fatto perdere numerose posizioni.
Raikkonen e Alonso, partiti rispettivamente 17° e 16°, hanno rimontato parecchie posizioni, con Alonso tuttavia frenato da Michael Schumacher, che invece Raikkonen si è lasciato dietro molto più in fretta, proseguendo fino alla seconda posizione, mentre Alonso era quarto alle spalle della Williams di Webber. A pochi giri dalla fine Alonso ha guadagnato gradino più basso del podio, ma non si è trattato dell'ultimo sorpasso della gara: anzi, quello più importante doveva ancora arrivare dato che Raikkonen, già molto vicino a Fisichella, lo è andato a superare all'ultimo giro vincendo la gara dopo essere partito in 17esima posizione.
Dietro a Webber, anche Button, Coulthard, Michael e Ralf Schumacher sono arrivati a punti.

CINA: il campionato è terminato una settimana più tardi, il 15 Ottobre, con la gara in cui è stato assegnato il titolo costruttori.
Prima ancora che la gara partisse, c'è stato un colpo di scena: Michael Schumacher è stato coinvolto in un incidente con Albers durante il giro di installazione. Partito dai box, Schumacher sarebbe rimasto in pista per una ventina di giri, prima di ritirarsi per un testacoda, a conferma della teoria secondo cui il circuito di Shanghai proprio non faceva per lui.
Quando la gara è iniziata, Sato si è esibito in un jump-start, guadagnandosi una penalità: è stata una gara da dimenticare per lui, al culmine di una stagione, di fatto, tutta da dimenticare, nella quale ha conquistato un solo punto. Giusto per chiarire, a parità di vettura Button ne ha fatti 37.
La gara è partita con Alonso e Fisichella in testa, che lasciava presagire l'imminente conquista del titolo costruttori da parte della Renault. Ciò si è trasformato in una certezza dopo 17 giri di gara, quando la McLaren si è ritrovata fuori dai giochi per quanto riguardava la rimonta in classifica: Montoya, infatti, ha preso in pieno un tombino scoperchiato, rompendo una sospensione e per quanto abbia tentato di proseguire per qualche giro è stato ben presto costretto a ritirarsi.
Raikkonen ha in seguito sopravanzato Fisichella, che è poi stato penalizzato per avere rallentato altre monoposto nella corsia dei box durante la seconda sosta, anticipata da buona parte dei piloti per via della safety car entrata a seguito di un incidente di Karthikeyan.
Fisichella è scivolato al quarto posto, dietro a Ralf Schumacher: sul podio è salito il pilota della Toyota. Klien, Massa, Webber e Button si sono classificati nella parte più bassa della zona punti, mentre la terribile stagione della Ferrari è stata conclusa da un dodicesimo posto di Barrichello, che si apprestava a prendere il posto di Sato la stagione seguente.

Alonso ha vinto il titolo con 133 punti (diventando il più giovane campione del mondo di sempre, battendo il record di Emerson Fittipaldi), Raikkonen secondo classificato a 112, a seguire M.Schumacher, Montoya e Fisichellaa 62, 60 e 58.
In classifica costruttori la Renault ha ottenuto 191 punti, precedendo la McLaren ferma a 182. La Ferrari, nonostante la pessima stagione, si è classificata terza a 100 punti (senza Indianapolis, tuttavia, si sarebbe dovuta accontentare del quarto posto dietro alla Toyota).

CURIOSITÀ:
> il 2005 è stato forse l'anno in cui ho seguito la Formula 1 con meno attenzione, almeno nella prima parte della stagione, e non potendo vedere le qualifiche perché tornavo a casa alle due passate da scuola e non avendo la TV in cucina all'epoca non potevo vederne almeno una parte mentre pranzavo, spesso capitava che scoprissi qual era la griglia di partenza direttamente alla domenica;
> il gran premio del Bahrein non è stato trasmesso dalla Rai, in quanto la programmazione è cambiata in seguito alla morte del papa Giovanni Paolo II, con uno speciale sul papa che è stato trasmesso nel pomeriggio della domenica (la gara non mi risulta che sia mai stata trasmessa dalla Rai neanche in differita o nei giorni seguenti - personalmente l'ho vista nel 2017 su Dailymotion);
> sul momento non sono venuta al corrente della squalifica della B.A.R. e in modo totalmente random, non ricordo se nel GP di Spagna o nel GP di Monaco, ricordo di essermi accorta soltanto a gara inoltrata che mancavano ma di non essermi fatta molte domande sul perché;
> al GP di Montecarlo la Redbull era sponsorizzata da un film della serie "Star Wars", con una livrea particolare sulle vetture e con i membri del team travestiti da personaggi del film;
> il duello tra Schumacher e Barrichello al GP di Monaco, secondo voci di corridoio, avrebbe provocato polemiche interne al team e sarebbe stato una delle cause che hanno fatto sì che Barrichello scegliesse di lasciare la Ferrari a fine stagione;
> il GP degli Stati Uniti, all'epoca ribattezzato "farsa di Indianapolis" o, a livello internazionale "Indy-gate", ha contribuito all'uscita di scena della Michelin (a partire dal 2007 c'è stato il monogomma Bridgestone) e, in seguito, anche all'uscita di Indianapolis dal calendario della Formula 1 (ultima edizione disputata nel 2007);
> curiosità sui due piloti Minardi, Albers e Doornbos: uno dei due in passato era stato fidanzato con la sorella dell'altro e, dopo la rottura del fidanzamento, i due ex cognati divenuti compagni di squadra erano in pessimi rapporti l'uno con l'altro (purtroppo Mazzoni non è stato abbastanza chiaro su chi fosse fidanzato con la sorella di chi, ma anni dopo ho cercato di informarmi in internet e pare che fosse Albers ad essere fidanzato con la sorella di Doornbos);
> quello del GP d'Ungheria è stato l'ultimo duello degno di nota avvenuto tra i fratelli Schumacher - è stata anche l'ultima volta in cui sono saliti sul podio insieme;
> in un weekend della pausa estiva, mio padre si messo davanti alla TV un sabato pomeriggio chiedendomi a che ora fossero le qualifiche, al che gli ho risposto che sarebbero state alle 14.00, ma di lì a due settimane;
> per numerose volte nel corso di un gran premio (probabilmente quello di Turchia), Mazzoni ha ripetuto che Massa doveva avere problemi al motore, per via di un "rumore sordo" (cit.) udibile quando Massa transitava sotto la cabina di commento, commento che ha ripetuto fino al ritiro stesso di Massa per un guasto al motore;
> per gran parte dell'estate ci sono stati dei rumour a proposito del fatto che anche Schumacher avrebbe lasciato la Ferrari, con tanto di ipotesi su un suo potenziale sostituto;
> una sera in un parco che c'è nel mio paese ho sentito dei ragazzi che parlavano di Formula 1 e una ragazza che diceva che lei aveva sempre tifato per Schumacher e che l'avrebbe tifato anche se avesse cambiato scuderia.