martedì 17 aprile 2018

Chi ben comincia non fa uno shoey

Crack pairing: le scene d'ammmmore sono belle e romantiche, ma a volte sono inaspettate. Sapevamo che a Sebby piacevano i ghiaccioli al retrogusto di vodka, ma pensavamo fosse più selettivo...

Sebby e i Finnish Bros sono tutti dei Sam Bird onorari, stando alla posizione dei caschi. E' il resto dell'abbigliamento che è molto diverso.

#EpicWin per Dani-Smile: alla fine è stato lui a deliziarsi della presenza dei due ghiaccioli al retrogusto di vodka. Entrambi i ghiaccioli si sono mostrati mooooolto espressivi. E a quanto pare si grattano la testa nello stesso momento!

Le prime due foto vengono da GPUpdate.net/nl, la terza l'ho trovata su Twitter, non sono riuscita a risalire alla fonte.

lunedì 16 aprile 2018

Ripensando all'ultima prima fila di Michael Schumacher sei anni dopo

Da bambina tifavo Michael Schumacher, ma in un modo completamente diverso da come ho tifato o simpatizzato per altri piloti in seguito.
Al di là del fatto che quando io avevo quattro o cinque anni guidava quella che mi sembrava la vettura più bella, in un secondo momento vista la focalizzazione costante sullo scontro MSC vs rivale di turno, mi sentivo in dovere di scegliere se tifare MSC o il suo principale avversario del momento. Essenzialmente si può dire che la principale ragione per cui tifavo MSC era che non mi ero ancora resa conto che non dovevo scegliere per forza se tifare Schumacher, Villeneuve o Hakkinen, ma che tecnicamente avrei potuto tifare per uno qualsiasi degli altri 20+ piloti presenti.

Il giorno in cui vinse il suo settimo titolo mi dissi: basta, non posso più identificarmi come sua tifosa, se durante le gare mi viene da sperare che a un certo punto faccia uno svarione e che per una volta la B.A.R. o la Renault di turno non debba accontentarsi solo del secondo posto. Gli ultimi suoi anni in Ferrari non vedevo più la F1 come uno scontro tra lui e il resto del mondo, sia perché nel 2005 ci fu uno scontro diverso per il campionato, sia perché avevo ormai chiaro che prima o poi si sarebbe passati oltre e ci sarebbero stati nuovi protagonisti. L'idea di vedere altri piloti lottare per il titolo mi allettava.
Nel 2006, poi, ci fu il mio colpo di fulmine motoristico per Massa e la mia prospettiva come tifosa cambiò. Non potete immaginare la goduria che provai quando all'Istanbul Park tutti rientrarono ai box in branco e MSC perse una posizione venendo superato da Alonso, che in quel modo si infilò in mezzo a Massa. Passai dall'essere sicura che Massa avrebbe dovuto sacrificare la sua prima vittoria in nome della squadra all'essere sicura che, fintanto che Alonso fosse stato secondo, non sarebbe accaduto. Delle proiezioni in classifica non mi interessava niente. Quando MSC giunse a ridosso di Alonso, tutto sommato non credo mi sarebbe dispiaciuto se fosse riuscito a superarlo, ma tanto ormai Massa stava già tagliando il traguardo.

Quando MSC lasciò la Formula 1, alla fine del 2006, ci fu un caso più unico che raro (non più unico al giorno d'oggi) in cui sentii che era giusto così, invece di pensare "perché? è troppo presto", cosa che ho davvero pensato ogni volta in cui qualche pilota per certi versi rilevante usciva di scena. Giusto per dare l'idea: Castroneves ha gareggiato full-time in Indycar fino a 42 anni, con una carriera ventennale, ma quando si è ritrovato fuori ho pensato che fosse troppo presto.
Quando MSC si ritirò dalla Formula 1, invece, pensai che fosse il momento giusto. La stessa sensazione l'ho provata solo un'altra volta, quando ho visto Massa tagliare il traguardo davanti ad Alonso in Brasile 2017 e poi l'ho sentito dire che per lui valeva di più un settimo posto con una vettura che andava a punti solo quando le cose andavano bene, piuttosto che una vittoria con una vettura che puntava alla vittoria.

Il ritorno di MSC nel 2010, all'inizio, prima ancora di vederlo in azione, non mi convinceva. Non era tanto perché pensavo che non avrebbe avuto i risultati di un tempo (cosa che di fatto pensavo, dato che era arrivato addirittura a vincere dei mondiali con due mesi d'anticipo, durante la sua "prima carriera", a volte con 10+ vittorie stagionali), quanto perché ero davvero convinta che la sua carriera fosse finita quando doveva finire.
Ciò nonostante sono sempre stata convinta al cento per cento che i piloti abbiano il diritto di gestire la propria vita come vogliono: se vogliono ritirarsi a 27(?) anni come ha fatto Casey Stoner o se vogliono fare come Davey Hamilton che ha preso parte alla Indy 500 fino all'età di 49 anni e che mi pare gareggi tuttora da qualche parte, chi sono io per giudicare? Quindi per me MSC tornando in Formula 1 a 41 anni non rubava il posto a nessuno (a quell'epoca peraltro dovevano esserci 13 squadre, anche se la USf1 non vide mai la luce e ne rimasero 12, e nel 2010 ben cinque piloti debuttarono in Formula 1), né tradiva nessun team o nessun tifoso. Anzi, mi sembrava meno normale che un pilota rimanesse nello stesso team per 11 anni, piuttosto che passare in un altro team, prima o poi. Infine il fatto che prima fosse in Ferrari per me non cambiava nulla: se per esempio Coulthard dopo nove stagioni in McLaren era andato in Redbull senza che nessuno battesse ciglio, per me funzionava la stessa cosa anche per MSC. E poi era già capitato una volta che MSC lasciasse il team per cui tifavo, quindi no problem se stavolta lasciava un team per cui non tifavo nemmeno!

Non nego affatto di avere tifato per MSC, negli anni della Mercedes. Speravo che ottenesse almeno una vittoria o almeno un podio, anche se tutto lasciava pensare che non fosse così scontato. Quando il podio arrivò, quella volta della "strategia suicida" sua e di Webber, fu una gioia immensa... anche se sabotare un potenziale podio di Hulkenberg dovrebbe essere riconosciuto come crimine contro l'umanità! XD
Non credo di avere tifato per MSC perché era il mio idolo d'infanzia, in quegli anni, quanto perché trovavo qualcosa di nuovo in lui. Una volta dopo un unsafe release in qualifica (era il 2011) si mise a scherzare durante l'intervista immediatamente successiva, sostenendo che ormai era abituato a girare su tre ruote a Spa. Non so se mi spiego: MSC si era appena qualificato ultimo e stava scherzando su Spa 1998 ai microfoni della Rai. All'epoca della sua "prima carriera" non avrebbe mai fatto una cosa del genere, quindi meritava di essere considerato un "precious cinnamon roll"!

Sei anni fa, nel weekend del 14/15 Aprile, finalmente partì dalla prima fila, avendo ereditato la seconda casella della griglia di partenza grazie a penalità altrui.
Ero felice che fosse riuscito a partire finalmente dalla prima fila, anche se non ero poi così fiduciosa. Non mi aspettavo che la sua gara terminasse con un unsafe release, ma non la presi male. Anzi, alla fine della gara, quando Rosberg vinse, fu un'iniezione di fiducia, perché avevo l'impressione (sbagliata) che finalmente la Mercedes avesse risolto i suoi problemi con il consumo delle gomme tipico dell'epoca e che se il team fosse riuscito a vincere delle altre gare forse per MSC sarebbe finalmente arrivato il momento buono. Invece no, a quanto pareva quell'anno doveva vincere un gran premio Maldonado, ma non Schumacher... e sinceramente non scambierei mai e poi mai l'unica vittoria di Maldonado con la 92esima vittoria di Schumacher, perché una vittoria di Maldonado è un must.

Quel gran premio fu l'ultima volta in cui vedemmo MSC partire dalla prima fila e, a ripensarci a distanza di anni, fu addirittura inaspettato.
Sono felice che, anche se poi la gara andò male, quel momento sia esistito. In generale sono contenta che MSC sia tornato in Formula 1, in quegli anni.
Vedere un pluricampione del mondo inseguire non più del podio senza vederlo neanche con il binocolo e dimostrare di non avere nessun particolare problema nell'accettare i risultati, seppure deludenti, è stata una grande ispirazione per me.
Al giorno d'oggi ho la convinzione abbastanza marcata che dopo il suo incidente in moto del 2009 MSC avesse più problemi fisici di quanto dava a vedere (Webber nel 2010 tenne nascosto il suo infortunio, mentre Piquet nascose i suoi problemi post- Imola '87 perché temeva che la squadra non l'avrebbe lasciato correre / questo per dire che la mia ipotesi potrebbe essere campata in aria), e ciò spiegherebbe meglio dell'età alcuni suoi svarioni e alcune sue performance sottotono soprattutto nell'immediato dopo il suo ritorno, rimane tuttavia il fatto che trovo molto bello il fatto che negli ultimi anni della sua carriera MSC sia apparso molto più "umano" di quanto non fosse accaduto fino a quel momento (poi a livello caratteriale tendo a preferire piloti "più aperti" e rimango del parere che i piloti della mia generazione siano più fighi di quelli precedenti e di quelli successivi, ma questo non c'entra molto) e che in prima persona abbia dimostrato di accettare senza problemi il fatto di non potere più puntare ai risultati di un tempo.

domenica 15 aprile 2018

Euroformula Open 2018: Estoril

Nel weekend del 14/15 Aprile è iniziato il campionato di Euroformula Open, che l'anno scorso fu vinto da Harrison Scott, attuale pilota di Formula 2000 USA.
Le gare vengono trasmesse in livestreaming sul canale Youtube ufficiale della serie e c'è addirittura uno streaming con telecronaca in italiano!

Il campionato è iniziato sul circuito di Estoril ed è strutturato con una serie di doppi appuntamenti.
Ieri in Gara 1 partivano dalla prima fila due brasiliani, Felipe Drugovich e Matheus Iorio. I due hanno mantenuto le rispettive posizioni e si  venuto a creare un certo distacco tra di loro.
Siebert, argentino che gareggiava in GP3 la scorsa stagione, partiva dalla terza posizione al fianco dell'olandese Viscaal, ma i due sono stati entrambi sopravanzati dallo statunitense Cameron Das già nel primo dei diciannove giri previsti.
Ci sono stati pochi duelli nelle posizioni di rilievo, mentre la situazione è stata più movimentata più indietro. Unico ritirato il pilota rumeno Florescu, che si è visto andare per prati.

Risultato: 1. Felipe Drugovich, 2. Matheus Iorio, 3. Cameron Das, 4. Marcos Siebert, 5. Bent Viscaal, 6. Lukas Dunner, 7.Guilherme Samaia, 8. Jannes Fittje, 9. Yves Baltas, 10. Michael Benyahia, 11. Aldo Festante, 12. Christian Hahn, 13. Alex Karkosik, 14. Callan Williams, 15. Moritz Muller Creppon, Rit. Petru Florescu.

Florescu si è ripreso oggi in Gara 2, dove partiva dalla pole position, inseguito da Siebert e Drugovich.
Quest'ultimo, superato in un primo momento da Fittje, ha recuperato già nei primi giri la terza piazza.
Diversamente da ieri, in cui la leadership di Drugovich non è mai stata messa in discussione, oggi Florescu ha resistito in prima posizione per sette(?) giri. Poi è stato superato da diverse vetture, con Marcos Siebert che ha conquistato la vittoria davanti a Drugovich e Viscaal.
L'unico italiano presente, Festante, ha chiuso in decima posizione, portando a casa un punto.

Risultato: 1. Marcos Siebert, 2. Felipe Drugovich, 3. Bent Viscaal, 4. Jannes Fittje, 5. Petru Florescu, 6. Cameron Das, 7. Matheus Iorio, 8. Guilherme Samaia, 9. Alex Karkosik, 10. Aldo Festante, 11. Callan Williams, 12. Lukas Dunner, 13. Michael Benyahia, 14. Moritz Muller Creppon, 15. Yves Baltas, Rit. Christian Hahn.

sabato 14 aprile 2018

Selfie dal podio: eprix di Roma

Lucas Di Grassi, 2° classificato, con André Lotterer 3° e il vincitore Sam Bird dietro di loro sul podio dell'eprix di Roma.

Commento all’eprix di Roma: 14 Aprile 2018

Sottotitolo: il primo eprix europeo della stagione 2017/2018

Cari lettori, forse qualcuno di voi ricorderà che una decina d’anni fa Bernie Ecclestone aveva proposto di organizzare un gran premio di Formula 1 all’Eur. Il progetto svanì nel nulla come tanti altri gran premi proposti nel corso degli anni, ma guess what? La Formula E è andata a correre sul circuito cittadino dell’Eur, dove c’è stata una gara che i fanboy della Formula 1 hanno dimostrato di avere apprezzato, tanto che vorrebbero vedere in Formula 1 le stesse identiche cose. Il giorno in cui vedranno la Formula 1 gareggiare su un circuito così stretto e vetture il cui colore non è il rosso, non sono certa che ne saranno così tanto entusiasti, ma non fa niente. L’arte di mescolare le cose, del volere la Formula 1 uguale alle altre serie e di lamentarsi quando in Formula 1 si vedono cose che nelle altre serie piacciono rientra in quella che definisco la categoria degli appassionati di endurance che criticano la Formula 1 perché le gare sono troppo lunghe (poi ci sono anche gli appassionati di sprint race che vorrebbero che le gare di endurance durassero per al massimo due ore, ma quelli sono un’altra ulteriore categoria a parte).
Per deformazione professionale, da addetta alla contabilità dei pallet la prima cosa a cui penso nell’udire il termine “Eur” è una tipologia di bancali (simili agli europallet, altresì noti come epal, ma meno costosi e a quanto ne so non rispecchiano gli standard di sicurezza per il trasporto internazionale), ma non fateci caso. Per parcondicio, sappiate che molte cose che non c’entrano nulla con il motorsport mi fanno pensare al motorsport.
Tornando a noi, l’eprix di Roma, essendo un evento italiano, ha ricevuto maggiore copertura mediatica, tanto che sia giovedì sia venerdì ne ho sentito parlare in uno dei servizi conclusivi del TG1. Considerando che si tratta di un weekend con Formula 1, ho provato molta sorpresa di fronte a questo interesse per le auto elettriche. Venerdì sera, tuttavia, la mia soddisfazione è venuta leggermente meno, per via del modo in cui l’evento è stato presentato. Non so voi, ma quando sento dire che “in Formula E corrono Nelson Piquet Jr, il nipote di Senna e uno dei figli di Prost” la mia impressione è che si voglia colpire un pubblico che non vede una gara di automobilismo da trent’anni pronunciando cognomi famosi...
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...poi, tra parentesi, vogliamo parlare di una cosa? È vero che Nelsinho Piquet corre in Formula E, ed è bene parlare di questo e non della sua parentesi in Formula 1. È vero che “uno dei figli di Prost” corre in Formula E. Il problema è che al giorno d’oggi Bruno Senna corre in Formula E tanto quanto Esteban Gutierrez corre in Formula 1. Anzi, non proprio, perché il Rasoio Gillette è andato nell’endurance e quantomeno ha concluso qualcosa in LMP2 guadagnandosi la “promozione” in LMP1, mentre non solo non mi risulta che Estebaby si sia mai fatto notare in qualche serie motoristica nel frattempo, ma non mi risulta nemmeno che attualmente disponga di un volante. Ad ogni modo Bruno Senna ha lasciato la Formula E dopo la stagione 2015/2016 e al suo posto c’è un algido svedese che, diversamente da altri, passa alle cronache per vincere delle gare invece che per farsi mettere a terra da dei pennuti di grosse dimensioni.
Purtroppo, pur essendo biondo con gli occhi azzurri, il povero Felix non viene considerato molto dalle fungirl. Anche il Rasoio Gillette, considerato da certe tumblere come il telecronista dal fascino sudamericano delle prove libere all’epoca in cui lavorava per Sky Sport UK, non aveva tutto questo traino, da parte loro, all’epoca della Formula E. Il fatto che in altri momenti venisse descritto come un figonehhhh con le lentigginihhhh passava del tutto inosservato. Non è francese come Jev, non ha gli occhi azzurro shocking come D’Ambrosio. L’unica preoccupazione che le tumblrere avevano per lui è che ha avuto alcune fidanzate senza lentiggini, nel corso degli anni, quindi se avesse prodotto un figlio c’era il rischio che nascesse senza lentiggini. Non sto scherzando. C’era anche una ragazza che sosteneva di pregare ogni giorno per lui, perché potesse trovarsi una donna lentigginosa con cui sfornare figli. La decisione di darsi alla macchia per andare nell’endurance, serie non fungirl friendly a meno che non ci sia Hulkenberg al volante, mi pare molto saggia, da questo punto di vista.

Al TG2 seguito oggi a pranzo hanno parlato delle qualifiche, che non ho potuto vedere, scoprendo solo della pole dello svedese che segretamente non è un pollo gigante, diversamente da altri, senza accenni al resto della griglia di partenza.
La griglia di partenza era questa:

1^ fila: Felix Rosenqvist - Sam Bird
2^ fila: Mitch Evans - André Lotterer
3^ fila: Sebastien Buemi - Lucas Di Grassi
4^ fila: Oliver Turvey - Jean-Eric Vergne
5^ fila: Daniel Abt - Nick Heidfeld
6^ fila: Alex Lynn - Tom Blomqvist
7^ fila: Nelsinho Piquet - Maro Engel
8^ fila: Nicolas Prost - Jerome D'Ambrosio
9^ fila: Edoardo Mortara - Luca Filippi
10^ fila: José Lopez - Antonio Felix Da Costa

Fin dalle prime inquadrature che ho visto del circuito ho pensato che fosse alquanto probabile che si andassero a creare ingorghi. Tuttavia i piloti sono riusciti a fare una partenza regolare, insomma, una di quelle in cui c’è qualche sportellata (vedi Lynn vs Engel, scambiato per Heidi, ma soprattutto vedi Di Gratis vs Buemiiii!), ma senza che accadesse nulla di irreparabile, tranne in alcuni casi perdere posizioni, come accaduto ai due championship contenders d’altri tempi.
Rosenbitch ha mantenuto la posizione, nonostante avesse un Volatile che lo inseguiva da molto vicino. Viste le pose di Sam Bird, Rosenbitch ha trovato tuttavia la velocità sufficiente per scappare, lasciandosi dietro il Volatile che aveva negli scarichi il pilota più odiato dalle tumblrere, Mitch Evans, pronunciato “ivans”, che purtroppo ho ormai catalogato pronunciando il suo cognome così com’è scritto e non credo che smetterò mai.
Al quarto posto c’era un ex Caterham Boy, che ha guidato la Caterham per un evento one-off: parlo di André Lotterer, colui che a suo tempo, parlando in italiano ai microfoni Rai, definì le full-wet come “gomme da piove”, espressione che ricordo di avere sentito pronunciare, così testuale, molti anni fa da Michael Schumacher. Dietro a Lotterer c’era l’ingegnere meccanico Turvey...
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...e la situazione si evolveva verso una calma piatta che faceva molto riflettere. Nello specifico mi chiedevo come mai la situazione fosse così tranquilla.
Poi nelle retrovie c’è stata una sportellata tra Antonio Felice Sulla Costa e Mortara, che correndo con licenza svizzera pur avendo anche nazionalità italiana (con la quale corre nel DTM) veniva snobbato perché questo weekend l’unico italiano presente in pista era “il nostro Filippi”, per il quale eravamo cortesemente invitati a votare per il fanboost.
Stavo seguendo la gara alla TV e non avevo il computer sottomano, quindi non ho votato per il fanboost. Ad ogni modo avrei votato Heidi come ho fatto altre volte, perché Heidi è Heidi e merita di essere protetto e tutelato finché non riuscirà a ottenere la sua prima vittoria in Formula E. Non mi interessa nemmeno che sia “la prima”, quello che conta è che ne ottenga una, prima o poi, ma più il tempo passa e più inizio a credere che soltanto l’Apocalisse potrebbe condurre a un tale risultato.
So benissimo che votare Heidi per il fanboost è deleterio, perché Heidi non vince mai nessuna gara quando lo voto per il fanboost. Però quando non lo voto la situazione è tale e quale, quindi il sostegno morale se lo meriterebbe, per questione di principio.
Il vincitore della classifica del fanboost è stato il campione del mondo in carica (Di Gratis, non JEV, per chi avesse dei dubbi sul significato della dicitura “campione del mondo in carica”), al secondo posto “il nostro Filippi” (mi scoccia un po’ chiamarlo “il nostro Filippi”, era più bello chiamarlo “Feeeeeellipy” come quando prendevo per i fondelli i telecronisti americani di Indycar), al terzo Buemiiii. Che tristezza, la gente che continua a votare puntualmente Di Gratis e Buemiiii per il fanboost, e non perché abbia qualcosa contro di loro. È un po’ come se venissero votati costantemente piloti del calibro di Vettel, Hamilton o Verstappino, quando a mio parere la gente dovrebbe votare in branco per piloti come Ocon, RoGro o addirittura per il pollo gigante.
Nel frattempo, mentre la classifica del fanboost veniva divulgata, a Lynn che andava in giro con l’alettone anteriore a pezzi, era stata esposta già da tempo la bandiera nera con il cerchio arancione, di cui Mazzoni ha parlato talmente tanto a lungo che dovrebbe essere entrato in testa a tutti che cosa significa tale bandiera. Per questa ragione eviterò di spiegarlo...
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...anzi, lo capirete lo stesso, perché sto per scrivere che Lynn è andato ai box, obbligato per ragioni di sicurezza a non continuare a stare al volante di un mezzo troppo pericoloso.
Intanto c’era un detrito sulla pista che di tanto in tanto veniva inquadrato, ma è diventato parte integrante del panorama senza disturbare nessuno.
Poi sono andata in bagno.
Sono tornata davanti alla TV.
Complice il fatto che la grafica durante le competizioni automobilistiche è 12-decimi-friendly, ho dato un’occhiata alle posizioni e ho letto “PRO” in testa alla classifica.
Ho creduto di essermi bevuta il cervello, dato che ricordavo che Nico Prost fosse nelle retrovie fino a quel momento, poi mi sono ricordata che, per ragioni mai del tutto chiarite, Rosenqvist è “FRO” e non “ROS”. È una cosa che non mi spiego e che non mi spiegherò mai. Probabilmente la Formula E si aspetta che accorrano in branco Rossiter, Rosberg e i due Rossi e vuole essere premunita per tale eventualità, anche se per anzianità la denominazione di ROS spetterebbe a Felix e a nessuno di loro.
Il tempo per fare queste riflessioni c’era tutto (anzi, no, le sto facendo adesso, ma facciamo finta che le abbia fatte in quel momento), dato che eravamo di nuovo verso una situazione di calma piatta...
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...e poi, mentre si avvicinava il momento dei pitstop, è capitata una di quelle situazioni da gare di Indycar sui circuiti cittadini. Due vetture sono andate a sbattere e una di queste era quella dell’ingegnere meccanico Turvey. L’altra mi è sembrata quella di Heidi.
Nelsinho, che sopraggiungeva in quel momento, è finito addosso al compagno di squadra. Feeeellipy e Mortara sono arrivati in quei frangenti e si sono rigati la macchina a vicenda. Per fortuna sono riusciti a proseguire, altrimenti l’ingorgo sarebbe diventato ingestibile.
Tutti ai box, intanto, sia quelli che erano rimasti coinvolti nell’incidente, sia quelli che non lo erano.
A quel punto Nelsinho è diventato il grande catalizzatore di attenzione, “Voyager” e “Mistero” stanno ancora indagando che cosa gli sia successo.
Abbiamo visto che rientrava ai box.
Abbiamo visto che stava fermo sulla vettura.
Non è chiaro se fosse la vecchia vettura o la nuova vettura, dato che finché non è rimasto fermo lì per diversi minuti nessuno si è fatto domande su di lui.
Stava fermo, anzi, si contorceva in modo strano all’interno dell’abitacolo, mentre nessuno prendeva in considerazione Rosenbitch, il Volatile, Buemiiii, Evans e Lotterer, con Di Gratis negli scarichi di quest’ultimo pronto ad approfittare della prima sbavatura per metterselo dietro.
Pare che non riuscisse a slacciarsi le cinture e a scendere dalla vettura e c’erano teorie a proposito del fatto che fosse nel mezzo di un attacco di claustrofobia.
Non ho capito granché della situazione, a parte le bandiere gialle. Se un pilota fosse preso da un attacco di claustrofobia e non riuscisse a slacciarsi le cinture e a scendere dalla vettura, il minimo che mi aspetterei sarebbe che chi di competenza intervenisse in suo aiuto.
O che dopo cinque minuti di sosta non riuscisse a ripartire e a tornare in pista così come niente fosse, fare qualche giro, dopodiché rientrare ai box con aria sconsolata, scendere dalla macchina imprecando e lanciare da parte guanti e casco.
Per parlare di Piquet che lanciava guanti e casco nessuno prestava più attenzione a quello che stava succedendo sulla scena principale: Rosenbitch era andato a sbattere.
A proposito, vorrei fare una piccola digressione su Rosenbitch, perché subito dopo è stato intervistato dagli uomini di Sport Mediaset, mentre teneva ancora in casco in testa. Una cosa del genere era capitata nel 2010 con la Stellona e Bruno Senna, quindi l’aura del Rasoio Gillette in qualche modo aveva a che vedere con l’eprix di Roma.
Durante l’intervista in inglese Rosenbitch ha detto che non sapeva cosa fosse successo e che il team doveva verificare. Ciò è stato tradotto più o meno così: Rosenbitch ha detto di avere sbattuto e di avere rotto una sospensione.
Che quella non fosse la teoria di Rosenbitch mi pareva evidente, ma ancora più evidente è stato quando su Twitter si è scomodato di polemizzare sull’accaduto. Pare che nelle interviste post-gara il vincitore (per questioni di spoiler dovrete aspettare un po’ per scoprire di chi si tratta) abbia dichiarato qualcosa del tipo “sono consapevole che non avrei mai vinto se Rosenbitch non avesse fatto quell’errore”. La dichiarazione è stata riportata da un sito sui motori e linkata su Twitter dall’account ufficiale di tale sito. Rosenbitch ha risposto al tweet con un’affermazione del tipo “peccato che in realtà non sia stato un mio errore”. Non ho capito se il tono fosse scherzoso o piccato.
In quest’ultimo caso, datti una calmata. So che essendo svedese non ami i pennuti (oh, ho spoilerato?) e sei terrorizzato dall’idea che ti taglino la strada, ma si può avere più classe, come ai gloriosi tempi in cui Antonio Felice sulla Costa dimostrava di non avere la più pallida idea di come utilizzare la punteggiatura e finì per scrivere “my bad mate Villeneuve”...
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...povero Platinum Jacques, meteoria della Formula E abbastanza a lungo perché, nonostante la sua Indy 500 e il suo titolo mondiale in Formula 1, venisse mandato a postare, in tuta larga stile skater, accanto al clan dei figli d’arte.
Va beh, andiamo avanti, perché a poco più di due terzi di gara il Volatile ereditava la leadership, inseguito molto da vicino dai piloti che gli stavano dietro.
Secondo c’era Evans, terzo c’era Buemiiii ma era in difficoltà e Di Gratis l’ha asfaltato, lasciandolo a vedersela con tutti gli altri che sopraggiungevano. Il finale era destinato ad essere una lotteria, quindi il Caterham Boy ad interim era pronto a dare il meglio di sé. Secondo i telecronisti, stava dietro a Buemiiii come “un cavallo pazzo”, mentre Di Gratis era dietro ad Evans “come un falco”. C’era tutto lo zoo al gran completo, a quanto pare, però Evans in qualità di neozelandese non era un animale ma un kiwi!
Poi c’è stata una bandiera gialla per rimuovere la vettura di Rosenbitch, mentre non è servita quando a due giri dalla fine José Lopez detto Pechito è andato a sbattere.
All’ultimo giro Lotterer ha asfaltato Evans (che poi ha perso ulteriori posizioni), guadagnando il podio, mentre Di Gratis non riusciva ad asfaltare il volatile.
Venti minuti più tardi, dopo interviste, inquadrature di Dario Franchitti che intervistava piloti, commento in italiano da parte di Lotterer alla gara e mia osservazione che da sotto al cappellino di Lotterer mi pareva di intravedere capelli brizzolati, è arrivato il momento del podio. Secondo gli opinionisti in studio non c’erano gradini, come nelle corse americane...
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...invece i gradini c’erano. Il primo ad arrivare è stato Lotterer, avvolto in una bandiera della Germania. La bandiera era presumibilmente al contrario, dato che sull’orlo mi è parso di vedere un’etichetta bianca. Poi + arrivato Di Grassi che indossava una bandiera brasiliana enorme come mantello. Era sotto investigazione per un presunto pitstop irregolare, ma pareva non preoccuparsene: dopotutto era meno imbarazzante che la questione delle mutande non ignifughe dell’altra volta. Poi è arrivato il vincitore, Sam Bird. Sono rimasta delusa dalle proporzioni della sua bandiera della Union Jack. In confronto a quelle degli altri, e in particolare a quella di Di Grassi, era molto più piccola: pilota mignon con bandiera mignon.
Il Volatile: “Ho tutto mignon, tranne la parte del corpo che porta il mio stesso nome. Sono certo che Felix potrebbe confermare.”
Rosenbitch: “Si è rotta una sospensione, non è stata colpa mia.”
Il Volatile: “Si è rotto il preservativo, non è stata colpa mia. Sappi che, se per caso possiedi un utero, ti sosterrò assistendoti personalmente durante il parto plurigemellare che ci sarà nell’ultimo capitolo.”
Rosenbitch: “Per chi mi hai preso, per Hulkenberg?”
Il Volatile: “Chi è Hulkenberg?”
Rosenbitch: “Uno che salirà sul podio solo quando Heidi avrà conquistato una vittoria.”
Il Volatile: “Ovvero mai.”
Rosenbitch: “In loro onore dovremmo chiamare i nostri figli Nick e Nico. Il terzo gemello, invece, si chiamerà Marco, in onore della vittoria a Indianapolis che Sonniferetti otterrà in concomitanza con gli eventi impossibili che abbiamo citato.”
Il Volatile: “Sono d’accordo. Ora scusami, ma devo andare urgentemente a togliermi la tuta. Ho bisogno di rimanere in più totale libertà, completamente nudo con gli attributi al vento.”
Rosenbitch: “Mi raccomando, usa un casco per ripararti dal vento.”
Il Volatile: “Certo!”
Il Gangster Rapper: “Se invece di stare completamente nudo e di proteggerti con un casco ti limitassi a indossare un paio di mutande attillate, l’effetto vedo non vedo svanirebbe, soppiantato dall’effetto vedo benissimo.”
Il Volatile: “Bada ai fatti tuoi, che non sopporto la tua tamarraggine. Ti ho anche criticato mesi fa ritenendomi offeso dal fatto che tu sia stato al gala della FIA travestito da albero di Natale, nel caso tu non te ne sia accorto.”
Il Gangster Rapper: “La cosa che non capisco è, appunto, che cosa ti offenda. Il resto del mondo si limita a ridere pensando che io non abbia il minimo buon gusto in fatto di vestiti.”
Il Volatile: “Il tuo modo di vestire è offensive e problematic e le tue mutande rosse sono cultural appropriation. Sei un ferrarista, da indossare mutande rosse? Quale sarà il prossimo passo, un paio di mutande con il cavallino rampante?”
Il Gangster Rapper: “No, il cavallino rampante lo custodisco dentro le mutande. Ora scusami, ma mi è stato riferito che il Principe Leo si aggira per il paddock di Shanghai, quindi devo andare assolutamente a mostrargli il mio cavallino.”
Il Volatile: “Oh. My. Owl.”
Ecco, appunto, a proposito del Gufo di Interlagos, c’era Massa in giro per l’eprix di Roma. Ieri su Twitter precisava che spera di essere presente anche il prossimo anno come pilota. Non solo per l’eprix di Roma, immagino. AAAAAAWWWWW. <3
Ora vi saluto, il prossimo appuntamento è tra due settimane con l’eprix di Parigi. Inizierà alle 16.00, immagino.
In sovrapposizione.
Con Baku.
Dov’è la gente che si indigna?

RISULTATO: 1. Sam Bird (DS Virgin), 2. Lucas Di Grassi (Audisport Abt), 3. André Lotterer (Techeetah), 4. Daniel Abt (Audisport Abt), 5. Jean-Eric Vergne (Techeetah), 6. Sebastien Buemi (Renault eDams), 7. Jerome D'Ambrosio (Dragon), 8. Maro Engel (Venturi), 9. Mitch Evans (Jaguar), 10. Edoardo Mortara (Venturi), 11. Antonio Felix Da Costa (Andretti), 12. Oliver Turvey (Nio), 13. Luca Filippi (Nio), 14. Nicolas Prost (Renault eDams), 15 Tom Blomqvist (Andretti), 16. Nick Heidfeld (Mahindra), 17. José Lopez (Dragon), Rit. Felix Rosenqvist (Mahindra), Rit. Nelsinho Piquet (Jaguar), Rit. Alex Lynn (DS Virgin). Giro più veloce: Daniel Abt.

venerdì 13 aprile 2018

Stock Car Brasil @ Curitiba

Avevo già parlato di Stock Car un mese fa in occasione della Corrida de Duplas, quella in cui Felipe Massa aveva fatto la guest-star, ed è ora di parlarne di nuovo perché, tra i tanti campionati che hanno gareggiato lo scorso weekend, uno di questi era la Stock Car Brasil, la serie in cui il telecronista brasiliano chiama i piloti per nome, con l'articolo davanti: "o Felipe", "o Lucas", "o Marcos", "o Felipe", "o Lucas", "o Marcos", "o Felipe", "o Lucas", "o Marcos"...
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...sì, i brasiliani si chiamano tutti uguali, ma non ha importanza, a che cosa serve usare il cognome?

In Gara 1 partiva dalla pole position una nostra vecchia conoscenza, nonché il più celebre pilota della Stock Car Brasil, l'ex ferrarista ed ex pilota della Brawn GP Rubens Barrichello, altresì noto come Rubinho per distinguersi dal padre Rubens detto Rubao e dal nonno Rubens, ex allenatore della nazionale brasiliana di bocce.
Purtroppo la leadership di Rubinho non è durata nemmeno per un istante, dato che ha avuto problemi tecnici e che ciò ha spianato la strada a Daniel Serra, che si era accaparrato la seconda posizione sulla griglia di partenza. Dietro di lui c'erano Marcos Gomes e Max Wilson, ex pilota di Formula CART nei primissimi anni 2000, backmarker che in un'occasione disputò diversi giri in testa duellando con Memo Gidley per una vittoria che alla fine andò a Dario Franchitti.

Nessuno di loro era destinato a vincere la gara (terminata con un incidente tra Valdeno Brito e Guilherme Salas), il vincitore è stato "o Felipe", cit. il telecronista. Costui ha anche un cognome, ovverosia Fraga, ma nevermind.
Serra è arrivato secondo davanti a Wilson  ed è salito sul podio con un bambino che suppongo fosse suo figlio, era vestito con una tuta degli stessi colori di quella del presunto padre, che poi gli ha fatto sollevare il trofeo del secondo classificato.
Facendo un passo indietro, mentre la gara si apprestava a terminare, a lato della pista Brito e Salas discutevano dell'incidente che li aveva coinvolti.
Prego, qualcuno mostri quel video ai piloti di NASCAR, in modo che si rendano conto che è possibile discutere civilmente dopo un incidente.

Gara 1 è stata, tutto sommato, abbastanza tranquilla, mentre Gara 2, la cui griglia di partenza era definita dal risultato di Gara 1, è stata decisamente più caotica.
Ci sono stati ritiri con vetture in fumo, una di queste era quella di Fraga.
Ci sono stati ritiri per incidente, uno di questi ha coinvolto tre vetture, di cui due(?) ritirate. Ho riconosciuto quella di Bia Figueiredo, che poi si è seduta a terra con aria sconsolata, non ho riconosciuto quella dell'altro pilota che ci aveva rimesso, però poi ho sentito che Lucas Foresti, colpevole di avere innescato l'incidente, era stato blackflaggato. È stato inquadrato mentre parcheggiava ai box.

Ha vinto una nostra vecchia conoscenza e immagino che, in caso Buemi abbia seguito questa gara, non ne sia stato particolarmente soddisfatto!...
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...the winnahhhhh is Lucas Di Grassi, che è salito sul podio indossando un mantello rosso con il logo di "Hero", lo sponsor della sua macchina. Ogni volta in cui sento parlare di hero-push (l'equivalente del fanboost formato Stock Car) mi viene sempre da pensare a quella macchina che viene spinta.
Sul podio con lui c'erano Caca Bueno, il figlio di Galvao Bueno, e Gabriel Casagrande, rispettivamente secondo e terzo classificato. Caca Bueno è salito sul podio insieme a un bambino, suppongo anche in questo caso che si tratti di suo figlio.
Il rappresentante del team di Di Grassi è corso ad abbracciare Bueno e a stringere la mano al bambino che accompagnava quest'ultimo.
Durante la premiazione Casagrande se ne stava un po' per i cavoli suoi, come se non vedesse l'ora di andare a dormire o di andare a mangiare un cremino Algida.

giovedì 12 aprile 2018

A proposito di Donington

Si ringrazia l'account Twitter @1990sF1 per questa perla di saggezza.
Il trofeo tenuto in mano da Senna nella foto in basso è artisticamente trash. <3