Avevo pensato di augurarvi un buon carnevale (con un po' di ritardo, dato che è ormai mezzanotte) andando a recuperare quella foto del Gangster Rapper al carnevale insieme a Rihanna(?), ma ho preferito optare per andare a ripescare una foto molto più vintage di Ayrton Senna al carnevale di Rio nel 1992. Il suo abbigliamento è abbastanza imbarazzante (cosa che non si può dire fino in fondo di quello di Luigino nostro, ma solo perché non è che indossasse molti indumenti), ma erano gli anni '90 quindi vestirsi a quel modo negli anni '90 era esattamente quello che faceva l'intera popolazione mondiale.
Non so se fosse voluto o meno, ma il copricapo bianco e rosso richiama molto i colori della McLaren Marlboro e questa è la prima volta in cui ci faccio caso.
Intanto, mentre il carnevale finisce, si avvicina sempre di più la nuova stagione: tra appena due giorni sarà svelata la prima delle vetture 2018, ovvero la Williams che sarà guidata dagli Strollotkin. #WaitAndSee.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
mercoledì 14 febbraio 2018
martedì 13 febbraio 2018
#WeStillTrustInMcLaren
Credo che sia inutile girarci intorno e ignorare la questione, stavolta è il caso di dedicare finalmente il dovuto spazio a una delle teorie più pittoresche del fandom motoristico, ovvero quella secondo cui a lottare per il titolo quest'anno saranno Hamilton e Alonso, con eventualmente Vettel a fare da terzo incomodo.
Ormai ci ho fatto l'abitudine: ogni anno, prima che le vetture scendano in pista, è doveroso fare tanti proclami sul fatto che la McLaren abbia già il mondiale in tasca.
Perché la McLaren?
Seriamente: perché la McLaren?
Realisticamente parlando, perché dovremmo puntare sulla McLaren quando potremmo puntare, non so, sulla Toro Rosso, sulla Haas, tutte squadre che, a livello di classifica, avrebbero più o meno la stessa credibilità.
Ovviamente non ho la sfera di cristallo e non posso prevedere le cose in anticipo, ma che cosa, realisticamente, fa pensare che la McLaren possa lottare per il titolo?
Gli elementi che abbiamo per fare le nostre valutazioni sono i seguenti:
1) nessuna vittoria negli ultimi cinque anni;
2) mai in lotta per il titolo negli ultimi sette anni;
3) penultima classificata nella classifica costruttori 2017...
...
...
...e so che state per dire che nel 2009 la Brawn GP ha vinto il mondiale, per cui andrei ad aggiungere
4) nessun significativo cambiamento tecnico che potrebbe stravolgere i valori in pista.
Essenzialmente l'unico cambiamento sarà il motore Renault invece che il motore Honda.
Sarà sicuramente un importante cambiamento, ci saranno molti meno ritiri per guasti al motore, ma se un team motorizzato Renault dovesse lottare per il mondiale, perché mai così, a priori, dovremmo ipotizzare che questo team sia la McLaren?
Ieri sera, cercando la data di presentazione di una delle monoposto 2018, sono finita su un sito inglese che corredava la pagina web (in cui peraltro c'era scritto che la sede della Toro Rosso è a Bologna, WTF?!) con un sondaggio.
Chi ritieni più probabile che vinca il mondiale tra Hamilton, Vettel, Bottas, Raikkonen, Alonso, un altro pilota?
Hamilton ha totalizzato quasi la metà dei voti.
Vettel si è portato a casa un buon venti per cento.
Bottas e Raikkonen avevano ottenuto pochissimi voti, in particolare quest'ultimo.
Alonso ha totalizzato il 10% dei voti, mentre l'8% è andato ad "altri piloti", non meglio specificati.
Ciò significa che, sommando le persone che pensano che a vincere il titolo sarà Ricciardo e quelle che pensano che a vincere il titolo sarà Verstappen, non si fa il totale delle persone che punterebbero su Alonso, di conseguenza c'è più gente che pensa che la vettura vincente sia la McLaren di quanta pensa che possa essere la Redbull...
...
...
...
...anzi, mi viene un dubbio atroce: non è che quell'8%, invece di pensare alla Redbull, pensava ugualmente alla McLaren, ma semplicemente pensavano nello specifico a Vandoorne?
Non voglio fare la disfattista, ma la mia impressione è che ci siano molte persone destinate a rimanere deluse.
Ormai ci ho fatto l'abitudine: ogni anno, prima che le vetture scendano in pista, è doveroso fare tanti proclami sul fatto che la McLaren abbia già il mondiale in tasca.
Perché la McLaren?
Seriamente: perché la McLaren?
Realisticamente parlando, perché dovremmo puntare sulla McLaren quando potremmo puntare, non so, sulla Toro Rosso, sulla Haas, tutte squadre che, a livello di classifica, avrebbero più o meno la stessa credibilità.
Ovviamente non ho la sfera di cristallo e non posso prevedere le cose in anticipo, ma che cosa, realisticamente, fa pensare che la McLaren possa lottare per il titolo?
Gli elementi che abbiamo per fare le nostre valutazioni sono i seguenti:
1) nessuna vittoria negli ultimi cinque anni;
2) mai in lotta per il titolo negli ultimi sette anni;
3) penultima classificata nella classifica costruttori 2017...
...
...
...e so che state per dire che nel 2009 la Brawn GP ha vinto il mondiale, per cui andrei ad aggiungere
4) nessun significativo cambiamento tecnico che potrebbe stravolgere i valori in pista.
Essenzialmente l'unico cambiamento sarà il motore Renault invece che il motore Honda.
Sarà sicuramente un importante cambiamento, ci saranno molti meno ritiri per guasti al motore, ma se un team motorizzato Renault dovesse lottare per il mondiale, perché mai così, a priori, dovremmo ipotizzare che questo team sia la McLaren?
Ieri sera, cercando la data di presentazione di una delle monoposto 2018, sono finita su un sito inglese che corredava la pagina web (in cui peraltro c'era scritto che la sede della Toro Rosso è a Bologna, WTF?!) con un sondaggio.
Chi ritieni più probabile che vinca il mondiale tra Hamilton, Vettel, Bottas, Raikkonen, Alonso, un altro pilota?
Hamilton ha totalizzato quasi la metà dei voti.
Vettel si è portato a casa un buon venti per cento.
Bottas e Raikkonen avevano ottenuto pochissimi voti, in particolare quest'ultimo.
Alonso ha totalizzato il 10% dei voti, mentre l'8% è andato ad "altri piloti", non meglio specificati.
Ciò significa che, sommando le persone che pensano che a vincere il titolo sarà Ricciardo e quelle che pensano che a vincere il titolo sarà Verstappen, non si fa il totale delle persone che punterebbero su Alonso, di conseguenza c'è più gente che pensa che la vettura vincente sia la McLaren di quanta pensa che possa essere la Redbull...
...
...
...
...anzi, mi viene un dubbio atroce: non è che quell'8%, invece di pensare alla Redbull, pensava ugualmente alla McLaren, ma semplicemente pensavano nello specifico a Vandoorne?
Non voglio fare la disfattista, ma la mia impressione è che ci siano molte persone destinate a rimanere deluse.
lunedì 12 febbraio 2018
NaTaLiE DeCkEr 6 1 TrAdItRiC3 DeLLa KaUsA!!111!!!1!!!1!!!
Amo l'apertura mentale delle mancate tumblr ladies che popolano Twitter e che commentano avvenimenti a tematica motorsport.
Amo l'apertura mentale di chi sostiene che posare in bikini è "vendere sesso", perché sì, a quanto pare il 100% della popolazione mondiale ha talmente tanti problemi di contegno da eccitarsi sessualmente non appena vede una foto di una ragazza in bikini.
Tra parentesi, credo che questa gente abbia molta difficoltà quando si tratta di frequentare piscine o spiagge, ma nevermind, stiamo andando fuori tema.
Torniamo all'apertura mentale: amo il fatto che nel motorsport le ragazze che hanno posato in bikini siano automaticamente senza talento e i loro risultati siano immeritati...
...
...
...
...perché ovviamente Natalie Decker è stata la più lenta di tutti, nelle qualifiche della Daytona 200 (ARCA, poi ne parliamo), ma dato che le sue foto in bikini hanno il potere di manomettere il cronometro, le è stata assegnata la pole position.
Il problema, in realtà, non è nemmeno colpa del bikini. Basta anche il fatto che abbia una chioma perfetta, perché se sei un uomo e hai i capelli perfetti i tuoi capelli perfetti sono un argomento di trolleggio sul canale ufficiale della Indycar, mentre se sei una donna rubi il volante alle donne che hanno i capelli in disordine.
La colpa di Natalie Decker, pilota di Stock car, è quella di sfruttare la propria immagine per rubare il volante alle donne che non lo fanno, come Pippa Mann e Courtney Force. Che poi la Mann sia pilota di open wheel e la Force sia pilota di NHRA, non ha la minima rilevanza.
Peraltro questa signorina Decker non mi pare neanche una così gnocca da desiderare di saltarle addosso anche solo a vederla (la sua compagna di squadra Leilani Munter per età potrebbe essere sua madre, ma è molto più fi*a a mio parere, ma quella trascorre il proprio tempo a fare propaganda pro-veganesimo, quindi ci sarebbero altre cose di cui parlare), diciamo che mi sembra che il suo aspetto sia nella media, insomma è una di quelle che quando sono truccate e hanno i capelli in ordine fanno la loro figura, ma non ci vedo molto altro.
Possiamo definire la Decker come emergente. L'ARCA è una serie di stock car un po' difficile da definire, c'è la convinzione generale che vi gareggino piloti troppo scarsi per la NASCAR o piloti alle prime armi che puntano alla NASCAR.
In gara ha vinto un certo Michael Self, mentre la Decker è arrivata quinta, tenendosi lontana dagli incidenti in una gara con un attrition rate molto elevato.
Fosse una ragazza acqua e sapone, le sostenitrici delle donne nel motorsport le starebbero già leccando il cu*o, esaltando un risultato che mi sembra che dica semplicemente che questa ragazza abbia risultati tali da almeno giustificare la sua presenza nella serie...
...
...
...
...la cosa che mi infastidisce maggiormente è che queste ragazze, sempre pronte a puntare il coltello alla gola a una ragazza perché posa troppo svestita per i loro gusti, tirando fuori il fatto che ciò non è positivo per le altre donne, non battono ciglio quando è un uomo a posare seminudo.
Ho sempre sentito tutti affermare che Yoong era scarso perché non stava dentro al 107% e perché era di più il tempo che passava per i prati che quello che passava sull'asfalto, ma non ho mai sentito nessuno dargli dello scarso perché ha posato nudo, dove per nudo intendo il suo significato più letterale...
Amo l'apertura mentale di chi sostiene che posare in bikini è "vendere sesso", perché sì, a quanto pare il 100% della popolazione mondiale ha talmente tanti problemi di contegno da eccitarsi sessualmente non appena vede una foto di una ragazza in bikini.
Tra parentesi, credo che questa gente abbia molta difficoltà quando si tratta di frequentare piscine o spiagge, ma nevermind, stiamo andando fuori tema.
Torniamo all'apertura mentale: amo il fatto che nel motorsport le ragazze che hanno posato in bikini siano automaticamente senza talento e i loro risultati siano immeritati...
...
...
...
...perché ovviamente Natalie Decker è stata la più lenta di tutti, nelle qualifiche della Daytona 200 (ARCA, poi ne parliamo), ma dato che le sue foto in bikini hanno il potere di manomettere il cronometro, le è stata assegnata la pole position.
Il problema, in realtà, non è nemmeno colpa del bikini. Basta anche il fatto che abbia una chioma perfetta, perché se sei un uomo e hai i capelli perfetti i tuoi capelli perfetti sono un argomento di trolleggio sul canale ufficiale della Indycar, mentre se sei una donna rubi il volante alle donne che hanno i capelli in disordine.
La colpa di Natalie Decker, pilota di Stock car, è quella di sfruttare la propria immagine per rubare il volante alle donne che non lo fanno, come Pippa Mann e Courtney Force. Che poi la Mann sia pilota di open wheel e la Force sia pilota di NHRA, non ha la minima rilevanza.
Peraltro questa signorina Decker non mi pare neanche una così gnocca da desiderare di saltarle addosso anche solo a vederla (la sua compagna di squadra Leilani Munter per età potrebbe essere sua madre, ma è molto più fi*a a mio parere, ma quella trascorre il proprio tempo a fare propaganda pro-veganesimo, quindi ci sarebbero altre cose di cui parlare), diciamo che mi sembra che il suo aspetto sia nella media, insomma è una di quelle che quando sono truccate e hanno i capelli in ordine fanno la loro figura, ma non ci vedo molto altro.
Possiamo definire la Decker come emergente. L'ARCA è una serie di stock car un po' difficile da definire, c'è la convinzione generale che vi gareggino piloti troppo scarsi per la NASCAR o piloti alle prime armi che puntano alla NASCAR.
In gara ha vinto un certo Michael Self, mentre la Decker è arrivata quinta, tenendosi lontana dagli incidenti in una gara con un attrition rate molto elevato.
Fosse una ragazza acqua e sapone, le sostenitrici delle donne nel motorsport le starebbero già leccando il cu*o, esaltando un risultato che mi sembra che dica semplicemente che questa ragazza abbia risultati tali da almeno giustificare la sua presenza nella serie...
...
...
...
...la cosa che mi infastidisce maggiormente è che queste ragazze, sempre pronte a puntare il coltello alla gola a una ragazza perché posa troppo svestita per i loro gusti, tirando fuori il fatto che ciò non è positivo per le altre donne, non battono ciglio quando è un uomo a posare seminudo.
Ho sempre sentito tutti affermare che Yoong era scarso perché non stava dentro al 107% e perché era di più il tempo che passava per i prati che quello che passava sull'asfalto, ma non ho mai sentito nessuno dargli dello scarso perché ha posato nudo, dove per nudo intendo il suo significato più letterale...
domenica 11 febbraio 2018
La linea del cambiamento di data
In questi giorni di tranquillità motoristica, quelli che precedono le presentazioni delle monoposto di Formula 1 e l'avvicinarsi dei gran premi, si è sollevato un enorme polverone dovuto al cambiamento della data della 6 Ore del Fuji, l'appuntamento del campionato di endurance al quale, in linea teorica, Fernando Alonso non avrebbe dovuto partecipare a causa della SoVrApPoSiZiOn3 con un gran premio di Formula 1.
Il motivo che ha fatto tanto scalpore è che la data della 6 Ore del Fuji è stata cambiata proprio per permettere ad Alonso di prendervi parte.
Ammetto che, quando ho letto la notizia per la prima volta, mi sono cascate le braccia e ho pensato: bravi, adesso date ragione a tutti quelli che hanno rotto le pa**e con la storia della sovrapposizione Baku/ Le Mans e a quelli che tormentano Di Grassi scrivendogli dei tweet pieni di insulti in cui gli ricordano che ha vinto il titolo perché Buemi ha dovuto saltare un doppio appuntamento della Formula E a causa della sovrapposizione con una gara del WEC.
Adesso mi cascano le braccia di fronte alle reazioni del fanboy medio, che ovviamente, dato che non vive sotto una cappa di vetro, sta iniziando ad accorgersi di quello che succede.
Vorrei fare una premessa. Tornando al concetto di "pilota di Formula 1 che gareggia nel campionato di endurance" vorrei fare due considerazioni:
1) trovo molto positivo il fatto che ci siano piloti che gareggiano in più di una serie e, anzi, sarebbe ora di rendersi conto del fatto che è una cosa abbastanza comune, per piloti di altre serie;
2) per questa ragione troverei abbastanza sensato e coerente se le varie serie stilassero calendari con date complementari le une alle altre, cercando di evitare sovrapposizioni (sia per i piloti che gareggiano in più serie, sia per i fan che potrebbero avere il desiderio di seguire più di una cosa).
Alla luce di queste considerazioni, la cosa migliore sarebbe se F1, WEC, Indycar, ecc... si sovrappponessero il meno possibile. Purtroppo questo sembra non succedere.
Il fatto che il campionato di endurance abbia cambiato data per non fare sovrappore una delle proprie gare con una gara di uno dei propri piloti mi sembra dannoso per diversi motivi, di cui alcuni facilmente intuibili:
1) altri campionati, adesso, stanno cambiando date dei propri eventi per permettere ai propri piloti di prendere parte alle gare che si vengono a sovrapporre con la nuova data della 6 Ore del Fuji;
2) per tutti gli altri piloti che prendono parte al campionato non è stata fatta la stessa cosa, nemmeno con *piloti importanti* dal punto di vista WEC-centrico, perché fino a prova contraria l'anno scorso Buemi era in lotta per il titolo sia nel WEC sia in Formula E e ha dovuto scegliere dove andare;
3) viene meno il concetto che i piloti devono fare delle scelte...
...
...
...
...
...e a maggior ragione, da questo punto di vista, si viene a creare un'ulteriore problema;
4) dal momento che Alonso la sua scelta l'aveva fatta (più o meno imposta dalla McLaren, questo non ci tocca) e che ha scelto di gareggiare in Formula 1 invece che nel WEC, il campionato di endurance sta facendo passare esattamente il seguente concetto: noi siamo una serie che nessuno si fila, quindi l'unica chance che abbiamo di essere presi in considerazione è avere un pilota mainstream al volante e cercare di accaparrarcelo in tutt le occasioni.
Quest'ultimo aspetto della faccenda è, a mio parere, il più sottovalutato. Io, personalmente, non darei poi così tanta fiducia a una serie che cerca di auto-promuoversi grazie alla presenza di un pilota il cui principale obiettivo, nel WEC, sembra essere la 24 Ore di Le Mans.
Se dovesse vincerla? Se dopo dovesse decidere che il suo nuovo obiettivo è la Indy 500, la Daytona 500 o non so che altro e andarsene? Se anche dovesse rimanere e tra un paio d'anni decidesse che ormai è vecchio abbastanza per dedicarsi ad altro?
Un campionato non dovrebbe *mai* cercare di promuoversi sfruttando l'immagine di un pilota. È il modo migliore per far sì che chi segue la serie perché attirato dalla presenza di questo pilota smetta di seguirla non appena questo pilota esce di scena. Se non capite cosa dico, provate a chiedervi quanti italiani continueranno a seguire il motomondiale una volta che Valentino Rossi si ritirerà...
Inoltre da qui a ottobre potrebbero accadere tante cose. Potrebbe addirittura succedere che Alonso vinca la 24 Ore di Le Mans al primo tentativo e decida di lasciare l'endurance per dedicarsi ad altro. A quel punto che figura ci farebbe il WEC? *roll eyes*
Il motivo che ha fatto tanto scalpore è che la data della 6 Ore del Fuji è stata cambiata proprio per permettere ad Alonso di prendervi parte.
Ammetto che, quando ho letto la notizia per la prima volta, mi sono cascate le braccia e ho pensato: bravi, adesso date ragione a tutti quelli che hanno rotto le pa**e con la storia della sovrapposizione Baku/ Le Mans e a quelli che tormentano Di Grassi scrivendogli dei tweet pieni di insulti in cui gli ricordano che ha vinto il titolo perché Buemi ha dovuto saltare un doppio appuntamento della Formula E a causa della sovrapposizione con una gara del WEC.
Adesso mi cascano le braccia di fronte alle reazioni del fanboy medio, che ovviamente, dato che non vive sotto una cappa di vetro, sta iniziando ad accorgersi di quello che succede.
Vorrei fare una premessa. Tornando al concetto di "pilota di Formula 1 che gareggia nel campionato di endurance" vorrei fare due considerazioni:
1) trovo molto positivo il fatto che ci siano piloti che gareggiano in più di una serie e, anzi, sarebbe ora di rendersi conto del fatto che è una cosa abbastanza comune, per piloti di altre serie;
2) per questa ragione troverei abbastanza sensato e coerente se le varie serie stilassero calendari con date complementari le une alle altre, cercando di evitare sovrapposizioni (sia per i piloti che gareggiano in più serie, sia per i fan che potrebbero avere il desiderio di seguire più di una cosa).
Alla luce di queste considerazioni, la cosa migliore sarebbe se F1, WEC, Indycar, ecc... si sovrappponessero il meno possibile. Purtroppo questo sembra non succedere.
Il fatto che il campionato di endurance abbia cambiato data per non fare sovrappore una delle proprie gare con una gara di uno dei propri piloti mi sembra dannoso per diversi motivi, di cui alcuni facilmente intuibili:
1) altri campionati, adesso, stanno cambiando date dei propri eventi per permettere ai propri piloti di prendere parte alle gare che si vengono a sovrapporre con la nuova data della 6 Ore del Fuji;
2) per tutti gli altri piloti che prendono parte al campionato non è stata fatta la stessa cosa, nemmeno con *piloti importanti* dal punto di vista WEC-centrico, perché fino a prova contraria l'anno scorso Buemi era in lotta per il titolo sia nel WEC sia in Formula E e ha dovuto scegliere dove andare;
3) viene meno il concetto che i piloti devono fare delle scelte...
...
...
...
...
...e a maggior ragione, da questo punto di vista, si viene a creare un'ulteriore problema;
4) dal momento che Alonso la sua scelta l'aveva fatta (più o meno imposta dalla McLaren, questo non ci tocca) e che ha scelto di gareggiare in Formula 1 invece che nel WEC, il campionato di endurance sta facendo passare esattamente il seguente concetto: noi siamo una serie che nessuno si fila, quindi l'unica chance che abbiamo di essere presi in considerazione è avere un pilota mainstream al volante e cercare di accaparrarcelo in tutt le occasioni.
Quest'ultimo aspetto della faccenda è, a mio parere, il più sottovalutato. Io, personalmente, non darei poi così tanta fiducia a una serie che cerca di auto-promuoversi grazie alla presenza di un pilota il cui principale obiettivo, nel WEC, sembra essere la 24 Ore di Le Mans.
Se dovesse vincerla? Se dopo dovesse decidere che il suo nuovo obiettivo è la Indy 500, la Daytona 500 o non so che altro e andarsene? Se anche dovesse rimanere e tra un paio d'anni decidesse che ormai è vecchio abbastanza per dedicarsi ad altro?
Un campionato non dovrebbe *mai* cercare di promuoversi sfruttando l'immagine di un pilota. È il modo migliore per far sì che chi segue la serie perché attirato dalla presenza di questo pilota smetta di seguirla non appena questo pilota esce di scena. Se non capite cosa dico, provate a chiedervi quanti italiani continueranno a seguire il motomondiale una volta che Valentino Rossi si ritirerà...
Inoltre da qui a ottobre potrebbero accadere tante cose. Potrebbe addirittura succedere che Alonso vinca la 24 Ore di Le Mans al primo tentativo e decida di lasciare l'endurance per dedicarsi ad altro. A quel punto che figura ci farebbe il WEC? *roll eyes*
sabato 10 febbraio 2018
Il mio "fave" si ritira: per chi dovrei tifare? (La domanda non si riferisce a me)
L'altra sera, girovagando per la rete, ho trovato un tizio che, su un sito (non italiano) sul quale è possibile interagire con altri utenti, si poneva la domanda che ho utilizzato come titolo di questo post.
Leggere quella domanda mi ha fatto uno strano effetto, per una serie di ragioni. Prima di tutto quel tipo tifava per un pilota non particolarmente mainstream, al giorno d'oggi. Poi tifava per un pilota che non correva per un team che potesse puntare alle prime posizioni, se non in qualche occasione random una volta ogni venti o trenta gran premi.
Lì mi dicevo: la risposta dovresti già conoscerla. Dovresti sapere che, se il tuo obiettivo è tifare per qualcuno che compete per un settimo o un ottavo posto, puoi sopravvivere anche senza tifare per qualcuno per forza, perché comunque sei già capace di guardare una gara e di entusiasmarti per la gara in sé, indipendentemente da chi vince.
Non è stato così semplice. Ha ricevuto risposte del calibro di "non ne ho idea, sono britannico quindi tifo per Hamilton", "sono tedesco quindi tifo per Vettel", "sono olandese quindi tifo per Verstappen"... e già lì ho provato un po' di commozione per i poveri Fisichella e Trulli, in Formula 1 per quindici anni o poco ci manca senza che gli italiani li prendessero in considerazione...
Poi c'erano quelli che sostenevano che, se non tifassero per il loro pilota preferito, tiferebbero per questo o per quell'altro. È strano, per me. Osservazioni del tipo "se non tifassi per Raikkonen, probabilmente tiferei per Ocon" mi lasciano quantomeno perplessa. Raikkonen e Ocon non sono diretti avversari. Che cosa ti impedisce di esprimere il tuo supporto a Ocon? In che modo sei frenato dalla presenza di Raikkonen?
Poi ho trovato anche un paio di risposte che mi hanno colpita. Una era del calibro di "dovresti sentirtelo dentro" e in un'altra il concetto era: "quali sono le ragioni per cui tifavi per lui? per chi avresti le stesse ragioni?" In quel momento ho capito che non sono sola.
C'è stato un periodo, nella mia vita, in cui ho deciso per chi tifare. Quando ero piccola, tifavo per chi guidava l'auto più bella, nella tarda infanzia/ preadolescenza tifavo per chi ritenevo *normale* tifare.
Se ci ripenso al giorno d'oggi, mi rendo conto che, in un contesto late'90/early'00, con il 99% delle probabilità tiferei per qualcun altro. Se il dubbio fosse quello di tifare Michael Schumacher o Mika Hakkinen, probabilmente tiferei per Ricardo Zonta e mi interesserebbe di più il futuro di quest'ultimo, o la possibilità di vederlo arrivare a punti, piuttosto che chi, a fine anno, vincerà il mondiale.
Le cose sono cambiate, la mia mentalità è cambiata, e un *fave* ce l'ho avuto, per ragioni che venivano dal cuore. È proprio quella la ragione per cui, guardando oltre, non mi sono mai chiesta chi avrei tifato *dopo*. È quella la ragione per cui, quando il mio *fave* non era in pista, non ho selezionato qualcuno con cui rimpiazzarlo. C'erano altri piloti che venivano dalla seconda posizione in poi nella mia scala di preferenze, ma erano preferenze che significavano qualcos'altro. Preferire che il titolo lo vinca Tizio, Caio o Sempronio, quando il tuo *fave* non è nemmeno in pista, non significa essere tifosi di Tizio, Caio o Sempronio. E non lo è nemmeno quando il tuo *fave* in pista c'è, ma il giorno in cui si assegnerà il mondiale è già buona se porterà a casa un punto.
Sono una persona abbastanza romantica, dal punto di vista motoristico. Sono stata una grande affezionata di chi non aveva speranze, a livello di team soprattutto, ma non sempre chi non aveva speranze ha catalizzato la mia attenzione al punto tale da dimenticarmi di quello che avveniva per la prima posizione. Non sempre, quando guardi un gran premio, hai come obiettivo quello di scoprire chi arriverà sesto o chi arriverà decimo. È normale. È normale dimenticarti che hai dei *fave* e dare un po' di attenzione anche agli altri. È normale che, a poco a poco, tutto ti sembri avere un significato, anche se non in funzione dei tuoi *fave*. Quando segui la Formula 1 da un quarto di secolo e ti rendi conto che i piloti di un tempo si sono ritirati da vent'anni e che parte di quelli di oggi non erano nemmeno nati quando hai iniziato a seguire la Formula 1, ti rendi conto che il concetto di tifare qualcuno per tutta la vita è molto labile, a meno che tu non sia destinato ad una morte precoce.
Non so come funzioni, ma so che a me è successo di iniziare a tifare qualcuno perché me lo sentivo dal cuore. Non è qualcosa che si ripeterà, perché non ho più diciassette anni e non penso che nei miei late-20s (ma molto late, ormai) le cose possano funzionare allo stesso modo. Non lo cerco nemmeno, non è qualcosa che desidero. Il motorsport mi intriga di per sé, non ho bisogno di qualcuno per cui tifare, per amarlo.
Non è qualcosa che si ripeterà, ma conosco anche il concetto di vedere in qualcun altro quello che vedevo nel mio *fave*. Lo conosco perché l'ho provato, per ragioni che forse sono esistite solo per me.
È questo il motivo per cui mi rivolgo a tutti quelli che hanno un *fave* e non sanno con chi rimpiazzarlo una volta che il loro *fave* si sarà ritirato. Non fatelo. Non scegliete qualcun altro e soprattutto non scegliete qualcun altro se il vostro *fave* ha avuto una carriera di durata medio/lunga e di medio successo. A meno che non vi piaccia vincere facile e che non scegliate di tifare per un pilota molto mainstream con buone speranze di vincere e di rimanere in Formula 1 a lungo, la sua carriera sarà difficilmente paragonabile a quella del vostro *fave*.
Leggere quella domanda mi ha fatto uno strano effetto, per una serie di ragioni. Prima di tutto quel tipo tifava per un pilota non particolarmente mainstream, al giorno d'oggi. Poi tifava per un pilota che non correva per un team che potesse puntare alle prime posizioni, se non in qualche occasione random una volta ogni venti o trenta gran premi.
Lì mi dicevo: la risposta dovresti già conoscerla. Dovresti sapere che, se il tuo obiettivo è tifare per qualcuno che compete per un settimo o un ottavo posto, puoi sopravvivere anche senza tifare per qualcuno per forza, perché comunque sei già capace di guardare una gara e di entusiasmarti per la gara in sé, indipendentemente da chi vince.
Non è stato così semplice. Ha ricevuto risposte del calibro di "non ne ho idea, sono britannico quindi tifo per Hamilton", "sono tedesco quindi tifo per Vettel", "sono olandese quindi tifo per Verstappen"... e già lì ho provato un po' di commozione per i poveri Fisichella e Trulli, in Formula 1 per quindici anni o poco ci manca senza che gli italiani li prendessero in considerazione...
Poi c'erano quelli che sostenevano che, se non tifassero per il loro pilota preferito, tiferebbero per questo o per quell'altro. È strano, per me. Osservazioni del tipo "se non tifassi per Raikkonen, probabilmente tiferei per Ocon" mi lasciano quantomeno perplessa. Raikkonen e Ocon non sono diretti avversari. Che cosa ti impedisce di esprimere il tuo supporto a Ocon? In che modo sei frenato dalla presenza di Raikkonen?
Poi ho trovato anche un paio di risposte che mi hanno colpita. Una era del calibro di "dovresti sentirtelo dentro" e in un'altra il concetto era: "quali sono le ragioni per cui tifavi per lui? per chi avresti le stesse ragioni?" In quel momento ho capito che non sono sola.
C'è stato un periodo, nella mia vita, in cui ho deciso per chi tifare. Quando ero piccola, tifavo per chi guidava l'auto più bella, nella tarda infanzia/ preadolescenza tifavo per chi ritenevo *normale* tifare.
Se ci ripenso al giorno d'oggi, mi rendo conto che, in un contesto late'90/early'00, con il 99% delle probabilità tiferei per qualcun altro. Se il dubbio fosse quello di tifare Michael Schumacher o Mika Hakkinen, probabilmente tiferei per Ricardo Zonta e mi interesserebbe di più il futuro di quest'ultimo, o la possibilità di vederlo arrivare a punti, piuttosto che chi, a fine anno, vincerà il mondiale.
Le cose sono cambiate, la mia mentalità è cambiata, e un *fave* ce l'ho avuto, per ragioni che venivano dal cuore. È proprio quella la ragione per cui, guardando oltre, non mi sono mai chiesta chi avrei tifato *dopo*. È quella la ragione per cui, quando il mio *fave* non era in pista, non ho selezionato qualcuno con cui rimpiazzarlo. C'erano altri piloti che venivano dalla seconda posizione in poi nella mia scala di preferenze, ma erano preferenze che significavano qualcos'altro. Preferire che il titolo lo vinca Tizio, Caio o Sempronio, quando il tuo *fave* non è nemmeno in pista, non significa essere tifosi di Tizio, Caio o Sempronio. E non lo è nemmeno quando il tuo *fave* in pista c'è, ma il giorno in cui si assegnerà il mondiale è già buona se porterà a casa un punto.
Sono una persona abbastanza romantica, dal punto di vista motoristico. Sono stata una grande affezionata di chi non aveva speranze, a livello di team soprattutto, ma non sempre chi non aveva speranze ha catalizzato la mia attenzione al punto tale da dimenticarmi di quello che avveniva per la prima posizione. Non sempre, quando guardi un gran premio, hai come obiettivo quello di scoprire chi arriverà sesto o chi arriverà decimo. È normale. È normale dimenticarti che hai dei *fave* e dare un po' di attenzione anche agli altri. È normale che, a poco a poco, tutto ti sembri avere un significato, anche se non in funzione dei tuoi *fave*. Quando segui la Formula 1 da un quarto di secolo e ti rendi conto che i piloti di un tempo si sono ritirati da vent'anni e che parte di quelli di oggi non erano nemmeno nati quando hai iniziato a seguire la Formula 1, ti rendi conto che il concetto di tifare qualcuno per tutta la vita è molto labile, a meno che tu non sia destinato ad una morte precoce.
Non so come funzioni, ma so che a me è successo di iniziare a tifare qualcuno perché me lo sentivo dal cuore. Non è qualcosa che si ripeterà, perché non ho più diciassette anni e non penso che nei miei late-20s (ma molto late, ormai) le cose possano funzionare allo stesso modo. Non lo cerco nemmeno, non è qualcosa che desidero. Il motorsport mi intriga di per sé, non ho bisogno di qualcuno per cui tifare, per amarlo.
Non è qualcosa che si ripeterà, ma conosco anche il concetto di vedere in qualcun altro quello che vedevo nel mio *fave*. Lo conosco perché l'ho provato, per ragioni che forse sono esistite solo per me.
È questo il motivo per cui mi rivolgo a tutti quelli che hanno un *fave* e non sanno con chi rimpiazzarlo una volta che il loro *fave* si sarà ritirato. Non fatelo. Non scegliete qualcun altro e soprattutto non scegliete qualcun altro se il vostro *fave* ha avuto una carriera di durata medio/lunga e di medio successo. A meno che non vi piaccia vincere facile e che non scegliate di tifare per un pilota molto mainstream con buone speranze di vincere e di rimanere in Formula 1 a lungo, la sua carriera sarà difficilmente paragonabile a quella del vostro *fave*.
venerdì 9 febbraio 2018
Throwback Friday
Questa è una delle immagini più divertenti ad oggetto Indycar che io ricordi di avere mai visto. Mi è capitata davanti agli occhi e ho deciso che meritava che le dedicassi un post! *-*
La mia nuova OTP!
Sono certa che presto mi convincerò di vivere in un alternate universe in cui Matheus Leist è il figlio di Tony Kanaan! <3
Iscriviti a:
Post (Atom)



