Nel 2007 nascevano i Commenti ai Gran Premi e, per ironia della sorte, proprio in quell'anno si svolgeva uno dei campionati a mio parere più belli e avvincenti di questo secolo.
Per celebrare il 2007 ho deciso di infilarmi in questa iniziativa: rivedermi tutti i gran premi dell'epoca e scrivere commenti ai gran premi di allora nel modo in cui scrivo commenti ai gran premi adesso, rievocando i fatti di quell'epoca e cercando di viverli con la mentalità di quell'epoca. Nello specifico i #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi sono commenti ai gran premi del 2007 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2007.
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Stati Uniti 2007: Teen-power
2007, l'anno in cui vedere i Gran Premi in diretta si sta rivelando sempre più difficile: anche per il Gran Premio degli Stati Uniti sono dovuta ricorrere all'uso del videoregistratore e guardarmi la gara, stavolta per un impegno di famiglia insieme a dei parenti.
Oserei dire che, per fortuna, con questo i gran premi serali sono terminati per un po' e che in genere i gran premi pomeridiani tendono a darmi un po' meno problemi. Impegni per i pomeriggi d'estate non dovrei averne.
Ci eravamo lasciati dopo il Gran Premio d'Australia con Raikkonen che vinceva il Gran Premio. 1 a 0 per la McLaren.
L'1 a 0 si è trasformato in un 1 a 1 con Alonso in Malesia.
Poi si è passati a un 3 a 1 della Ferrari, grazie alle vittorie di Massa in Bahrein e in Spagna.
Dal 3 a 1 si è passati al 3 a 3 della McLaren, dopo che hanno vinto i gran premi di Montecarlo e del Canada rispettivamente Alonso e Hamilton.
Un dubbio esistenziale ci attanagliava prima del weekend: sarebbe stato un gran premio favorevole alla Ferrari o alla McLaren?
La storia di Indianapolis insegna che ha sempre vinto la Ferrari, tra il 2000 e il 2006, a parte nel 2001 quando vinse Hakkinen e fu la sua ultima vittoria in carriera.
A proposito di Hakkinen, non c'entra molto, ma ricordo che una volta, non ricordo se nel 2004 o nel 2005, prima che Hakkinen andasse a gareggiare nel DTM, avevo letto un articolo in cui c'era un rumour di un suo ipotetico passaggio alla Williams per la stagione a venire. Doveva essere il 2004 e si parlava di un suo ipotetico ritorno in Williams per il 2005.
Credo che sia stata la prima volta nella mia vita in cui ho pensato che sarebbe stato bello se Hakkinen fosse tornato. C'erano ancora i piloti della sua epoca, allora. Adesso non è più così. O meglio, non c'è più Michael Schumacher, ma ci sono Coulthard e Barrichello, che però sono irrilevanti, parlando delle posizioni che contano.
Ormai è una nuova epoca, ci sono altri piloti, di un'altra generazione.
Ci sono Alonso e Raikkonen.
Ci sono Hamilton e Massa.
McLaren vs Ferrari.
Alonso vs Raikkonen o forse Hamilton vs il resto del mondo.
Le dinamiche di questo campionato hanno dato l'impressione, una settimana fa, con il Gran Premio del Canada, di essere sempre più diverse da come le avevamo pianificate.
La verità è che non c'è una nuova Formula 1.
C'è la stessa Formula 1 di un tempo, con la sola differenza che ci sono piloti che se ne vanno e ci sono nuovi piloti che arrivano.
Finché succede nelle posizioni che non contano nessuno ci fa caso, quando succede nelle posizioni che contano tutti hanno gli occhi puntati lì, a guardare quello che succede.
Anche De La Rosa non sta gareggiando in Formula 1, quest'anno, non solo Michael Schumacher. Però nessuno parla di De La Rosa, perché De La Rosa ha ottenuto solo un podio.
Quest'anno non è arrivato solo Hamilton. È arrivato anche Kovalainen, che tra parentesi a Montreal è arrivato quarto, ma nessuno parla di Kovalainen, così come nessuno parla di Sutil e negli anni scorsi nessuno parlava dei piloti che avevano debuttato negli anni scorsi.
Smettiamola di parlare di Hamilton, smettiamola di parlare della McLaren e smettiamola di parlare della Ferrari, di Raikkonen e di non so chi altro.
Smettiamola solo per un attimo, perché il Gran Premio degli Stati Uniti è stato, per me, un gran premio piuttosto importante. Poi sì, è terminato con una doppietta McLaren, che è un risultato di cui avrei fatto più che volentieri a meno, ma a volte dobbiamo prendere i risultati come dati di fatto e concentrarci anche su altre cose.
Il Gran Premio degli Stati Uniti 2007 è stato l'ultimo gran premio prima dell'inizio del mio esame di maturità, uno degli ultimi gran premi prima del diploma...
...
...
...e, incredibile ma vero, forse mi farà sentire "più grande" questo gran premio del diploma che presto prenderò.
Il diploma è un dato di fatto. È da una vita che sapevo che quel momento sarebbe arrivato nell'estate del 2007.
C'era qualcosa, però, di "estraneo" a me, che non potevo prevedere in anticipo e che nessuno avrebbe previsto soltanto una settimana prima.
Quel momento è arrivato in questo weekend.
È arrivato in forma di un ragazzo biondo con l'aria da bambino e i capelli vaporosi che indossa una tuta della BMW e che, come me, ha diciannove anni.
Poi va bene, io diciannove anni li ho compiuti due giorni dopo il Gran Premio di Montecarlo, mentre Sebastian Vettel è nato nel 1987 e il mese prossimo compirà vent'anni, ma la realtà dei fatti è che, all'età di diciannove anni, ho assistito al debutto in Formula 1 di un diciannovenne.
Fa uno strano effetto, per me che guardo la Formula 1 da una vita.
Quando ero bambina c'erano anche piloti che avevano l'età dei miei genitori.
Non mi ricordo di avere mai visto gareggiare Nelson Piquet, però ricordo che una volta mia nonna lo menzionò mentre si parlava di Formula 1 e mia madre disse che non correva più in Formula 1. Doveva essere il 1992. Avevo quattro anni il giorno in cui appresi dell'esistenza di Nelson Piquet, a quanto pare. Questo significa che, se anche non ricordo di averlo mai visto gareggiare, è possibile che sia successo. Piquet è più vecchio di mio padre di un anno, anzi, di meno di un anno; ci sarà più o meno la stessa differenza d'età che c'è tra me e Vettel.
Forse non mi spiego.
Forse non è chiaro l'effetto che mi abbia fatto.
Mi stavo dimenticando un'altra cosa seria: la notizia a proposito di Kubica che non ha riportato fratture era vera. Se il Gran Premio fosse stato disputato due settimane dopo il Canada invece che una sola, avrebbe potuto guidare. Tornerà la prossima volta, quando peraltro la Formula 1 tornerà in Europa.
Nel frattempo è giunto il momento di parlare del gran premio, che è iniziato con un'inquadratura del padre di Hamilton.
Per chi fosse interessato anche alla griglia di partenza, prevedeva notizie poco positive per la Super Aguri, dopo l'exploit di Montreal partivano entrambe dietro le Honda, mentre dopo il podio di Wurz, Wurz è tornato in mezzo al nulla come solito e non solo, entrambe le Williams si sono qualificate dietro ad entrambe le Toyota, il che non è molto positivo, dato che una di quelle Toyota è guidata da Ralf Schumacher, che pare essere sul punto di perdere il volante a favore di Franck Montagny, quello che l'anno scorso aveva preso il posto di Yuji Ide alla Super Aguri per poi essere rimpiazzato da Sakon Yamamoto. Prima di Davidson, era stato l'unico pilota non giapponese a guidare la Super Aguri.
Griglia di partenza:
1^ fila: Hamilton - Alonso
2^ fila: Massa - Raikkonen
3^ fila: Heidfeld - Kovalainen
4^ fila: Vettel - Trulli
5^ fila: Webber - Fisichella
6^ fila: Coulthard - R.Schumacher
7^ fila: Button - Rosberg
8^ fila: Barrichello - Davidson
9^ fila: Wurz - Sato
10^ fila: Liuzzi - Speed
11^ fila: Sutil - Albers
La partenza è stata rapida e indolore.
Hamilton e Alonso erano vicini, in lotta tra di loro, segno che quantomeno il mondiale rimarrà aperto almeno tra loro due, se proprio nessun altro potrà puntare al titolo.
Hamilton: "Sono figo!"
Alonso: "Io sono molto più figo di te!"
Hamilton: "Però tuo padre non ti segue di continuo!"
Alonso: "è quello che succede in genere quando sei grande abbastanza per raderti la barba."
Hamilton: "Cos'è la barba?"
Alonso: "Un giorno lo scoprirai."
Heidfeld: "Io l'ho già scoperto. La mia barba è meravigliosa. Mi rende un uomo molto affascinante. E sono anche davanti a Raikkonen, non come quel poppante del mio nuovo compagno di squadra che adesso sta cercando il ciuccio in mezzo all'erba!"
Vettel: "Yeaaaaaahh! Ho trovato il ciuccio! Potere ai ragazzini! Mandiamo via i vecchi dalla Formula 1!"
I "vecchi" della Formula 1 pare che l'abbiano ascoltato, dato che, mentre Vettel andava per prati alla partenza, Coulthard, Ralf Schumacher e Barrichello sono rimasti tutti quanti coinvolti nello stesso incidente.
No.
No.
No.
Noooooo.
Capisco uno.
Capisco due.
Tutti e tre in una volta no, però.
Li volevo vedere tutti e tre sul podio, nel senso, tutti e tre sullo stesso podio e contemporaneamente, altro che vederli ritirati.
Va beh, ho già capito, niente da fare.
Speravo che almeno Sato potesse regalarmi qualche soddisfazione, ma è riuscito a:
1) superare Button in regime di bandiere gialle, il che comunque mi fa pensare che, per quanto il sorpasso fosse irregolare, Button non se la stesse passando molto bene in quel momento;
2) insabbiarsi e, a causa del ritiro e dell'impossibilità di scontare una penalità in gara per il sorpasso su Button in questa gara, 10 posizioni di retrocessione sulla griglia di partenza del prossimo gran premio...
...
...
...l'Autrice(C): "Gran Premio che ovviamente vincerà, a pari merito con Barrichello e Ralf!"
Dopo il primo pitstop si è visto un bel duello tra Hamilton e Alonso.
Alonso, rientrando dopo, si era avvicinato parecchio.
Alonso: "E io mi raso la barba, mentre a te non è ancora spuntata!"
Hamilton: "Non hai proprio niente di meglio da fare? Non saprei, magari andare a prendere per i fondelli gli altri poppanti che ci sono in pista in questo momento. Cosa credi, che Vettel, Rosberg e Speed abbiano la barba?"
Alonso: "Perché, quanti anni ha Speed?"
Hamilton: "Boh. Non ne ho idea."
Alonso: "Nemmeno io."
Hamilton: "Secondo me Speed non esiste davvero. È una figura leggendaria di cui tutti ci raccontano per farci andare più veloci."
Alonso: "Concordo, ora però lasciami passare, sono stanco di questa pagliacciata. Io sono il campione del mondo, tu sei un poppante che dovrebbe andare in giro in triciclo."
Hamilton: "Se pensi che io sia un poppante che dovrebbe andare in giro in triciclo, perché non provi a sorpassarmi, dato che sei il campione del mondo?"
Il padre di Hamilton ai box: "Dove sono i genitori degli altri piloti? Devo andare a vantarmi davanti a loro che mio figlio è il più veloce di tutti!"
L'Autrice(C): "Attento che la madre di Speed non ti insegua armata di piumino per la polvere."
Voce fuori campo: "Perché questi stereotipi? Perché deve essere proprio la madre di Speed a spolverare? Anche gli uomini spolverano."
L'Autrice(C): "Sì, esatto, non capisco nemmeno io perché la madre di Speed dovrebbe spolverare. Potrebbe farlo lui stesso."
Voce fuori campo: "Forse lo fa mentre guida."
Dopo il secondo pitstop è stato Raikkonen ad avvicinarsi a Massa.
Si erano sbarazzati di Heidfeld già da tempo e stavano duellando tra di loro.
Oppure facevano finta.
Dopo oltre tre quarti di gara Heidfeld era fuori dai giochi, la vettura l'aveva abbandonato e lui era seduto su una sedia, in una via di fuga, a guardare con aria sconfortata verso la pista.
Non mi è chiaro se Massa e Raikkonen stessero ancora fingendo di duellare.
Probabilmente no.
Massa: "Tanto che bisogno c'è? Attireremmo soltanto l'attenzione su di noi e saremmo costretti a mostrarci in primo piano mentre siamo ben lontani dalle McLaren."
Raikkonen: "Però sul podio c'è lo champagne, quindi vale la pena di salirci."
Il fratello di Massa, che guardava la gara dai box: "Non provare a superare Felipe, altrimenti ti rapisco e ti raso i capelli!"
Raikkonen: "No, il mio crestino no! È la mia principale fonte di vanto."
Heidfeld: "Neanche stessi parlando di una bellissima barba..."
Voce fuori campo: "Fermi tutti. Non c'è nessuna BMW in zona punti. Il più vicino è Vettel, che è nono e sta inseguendo Webber che, dopo essere finito in giro per prati in corso d'opera, sta inseguendo Trulli. Credo che oggi la BMW andrà a casa senza punti."
Il motore della vettura di Rosberg: "Invece io credo proprio che la BMW a punti ci arriverà, dato che sto per arrendermi ai motori della Toyota autentica cedendo a Trulli il ruolo di vincitore del duello a distanza tra motori Toyota."
Rosberg si è ritirato a cinque giri dalla fine. Era sesto, quindi ha fatto risalire tutti di una posizione, Vettel e BMW compresi. L'hanno inquadrato mentre imprecava contro la vettura e anche la sua tuta, esattamente come quella di Wurz l'altra volta, faceva lo stesso effetto in mezzo alle gambe.
Non è stato l'ultimo a ritirarsi, dato che Liuzzi è stato costretto a parcheggiare ai box a due giri dalla fine.
Poi, alla fine, è arrivato il momento di andare tutti quanti a casa.
Prima di andarci, Hamilton e Alonso si sono abbracciati sul podio, dove sono saliti in compagnia di Massa.
Alla fine della giornata non mi restava che pensare che ci fosse anche qualcosa di positivo. Un mio coetaneo che se ne andava a casa con un punto, per me, lo è stato...
...
...
...mentre penso che in casa Honda abbiano raccolto ben poco di positivo, visto chi c'era davanti a Button al momento del traguardo.
RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (McLaren), 2. Fernando Alonso (McLaren), 3. Felipe Massa (Ferrari), 4. Kimi Raikkonen (Ferrari), 5. Heikki Kovalainen (Renault), 6. Jarno Trulli (Toyota), 7. Mark Webber (Redbull), 8. Sebastian Vettel (BMW), 9. Giancarlo Fisichella (Renault), 10. Alexander Wurz (Williams), 11. Anthony Davidson (Super Aguri), 12. Jenson Button (Honda), 13. Scott Speed (Toro Rosso), 14. Adrian Sutil (Spyker), 15. Christijan Albers (Spyker), 16. Nico Rosberg (Williams), 17. Vitantonio Liuzzi (Toro Rosso), Rit. Nick Heidfeld (BMW), Rit. Takuma Sato (BMW), Rit. David Coulthard (Redbull), Rit. Rubens Barrichello (Honda), Rit. Ralf Schumacher (Toyota).
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
mercoledì 25 ottobre 2017
Dieci anni di Commenti ai Gran Premi: Canada 2007
Nel 2007 nascevano i Commenti ai Gran Premi e, per ironia della sorte, proprio in quell'anno si svolgeva uno dei campionati a mio parere più belli e avvincenti di questo secolo.
Per celebrare il 2007 ho deciso di infilarmi in questa iniziativa: rivedermi tutti i gran premi dell'epoca e scrivere commenti ai gran premi di allora nel modo in cui scrivo commenti ai gran premi adesso, rievocando i fatti di quell'epoca e cercando di viverli con la mentalità di quell'epoca. Nello specifico i #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi sono commenti ai gran premi del 2007 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2007.
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Canada 2007: Punto di non ritorno
Ci sono commenti che si lasciano scrivere quasi da soli, in cui non so che cosa andrà a riempire la schermata bianca, ma in cui la schermata bianca si riempie da sola.
Questo avrebbe dovuto essere uno di quei commenti, ma non lo sarà.
Magari mi sarei potuta lamentare del fatto che un pilota della McLaren abbia vinto, per giunta partendo dalla pole, ma che sia comunque andata meglio del previsto, perché di McLaren davanti ce n'erano due, al momento della partenza.
Oppure mi sarei potuta lamentare che, nonostante tutto, il titolo sembra sempre qualcosa di interno alla McLaren, perché in Ferrari non hanno portato a casa un gran risultato.
Mi sarei potuta lamentare della squalifica del mio pilota preferito in assoluto, oppure compiacermi del fatto che gli altri due miei piloti preferiti abbiano concluso la gara in posizioni inaspettate, uno sul podio e l'altro... l'altro... l'altroooooooo... l'altro ha fatto qualcosa di eroico, che probabilmente né lui né nessun altro eguaglieranno mai più.
Mi sarei potuta lamentare del fatto che, proprio mentre stavo guardando il gran premio, i miei genitori abbiano deciso che dovevamo prendere delle pizze in una pizzeria take-away vicino a casa nostra per cena e che io dovevo accompagnare mia madre a prenderle; ciò mi ha costretta, a metà gara, ad uscire e a registrare la parte rimanente, e che non è la prima volta che quest'anno mi capita di non seguire un gran premio in diretta.
Oppure, per rendere il tutto più pittoresco, avrei potuto parlare del fatto che Anthony Davidson, a bordo di una Super Aguri, abbia occupato la terza posizione per una manciata di giri.
Però quando è successo non me ne fregava niente, perché in quel momento ero convinta che Robert Kubica fosse morto. Poi, quando ho scoperto che non era così, sono riuscita ad entusiasmarmi per alcune delle cose che vedevo e ad essere insoddisfatta di altre, ma rimane il fatto che non mi aspettavo di vedere una gara di questo genere.
Alla fine della giornata, quando ho capito che, a prescindere dal risultato, non era comunque andata male, mi sono resa conto del fatto che, tutto sommato, ci sono cose alle quali si può passare tranquillamente sopra.
La McLaren ha vinto?
Lo ha fatto per la seconda volta di seguito?
Entrambi i piloti hanno dimostrato di essere capaci di vincere, in diverse occasioni?
Entrambi hanno dimostrato che, quando tutto va bene e nessuno fa errori, potrebbero fare doppietta, dato che anche stavolta sono partiti davanti.
La Milly del 2000 o giù di lì odiava la McLaren.
La Milly del 2007 è molto più controllata di quella di un tempo, ma rimane il fatto che vedere una McLaren vincere non fa piacere nemmeno alla Milly 19enne. Però ci sono scenari peggiori di uno in cui quelli in cui una McLaren vince un gran premio e quando la consapevolezza che nessuno degli scenari peggiori che avevi immaginato si è verificato, all'improvviso non ti importa più nulla di quello che è successo e in realtà non ti importa nemmeno di fare le ovvie considerazioni del caso.
Lewis Hamilton ha vinto un gran premio.
Per essere più precisi, ha vinto nel sesto gran premio della sua carriera, dopo avere fatto cinque apparizioni sul podio nei cinque eventi precedenti, qualcosa di mai visto nella storia della Formula 1.
Ci sarebbero mille cose da dire, alla fine della giornata, ma l'unica che ti viene in mente è che ti sembra incredibile che Kubica sia uscito indenne da quel botto e che già si parla della sua partecipazione al prossimo gran premio.
Quindi, l'unica cosa da fare per dire quello che c'è da dire, o almeno per provarci, non è focalizzarsi sulla fine della giornata, ma sull'inizio.
Il Gran Premio del Canada è iniziato così:
1^ fila: Hamilton - Alonso
2^ fila: Heidfeld - Raikkonen
3^ fila: Massa - Webber
4^ fila: Rosberg - Kubica
5^ fila: Fisichella - Trulli
6^ fila: Sato - Liuzzi
7^ fila: Barrichello - Coulthard
8^ fila: Button - Speed
9^ fila: Davidson - R.Schumacher
10^ fila: Kovalainen - Wurz
11^ fila: Speed - Albers
Cose poco importanti: Kovalainen è stato retrocesso di dieci posizioni per sostituzione del motore, che poi non erano dieci perché si era qualificato in penultima fila, mentre Albers era destinato a partire dai box, ma questo l'avremmo scoperto domenica al momento della gara.
Cose molto importanti: è abbastanza chiaro come sia stata accolta la pole position di Hamilton, sabato sera. Osservazioni del tipo "è un predestinato" o "è più veloce di Alonso, la Formula 1 ha un nuovo eroe" non si sono sprecate. In realtà le sentivamo già da un po' e una volta sono anche stata accusata di cose assurde da della gente del forum di Chatta.it (sito che non frequento da una vita) per avere espresso la mia opinione in proposito, ma adesso il clamore di tutto ciò è incrementato. Io, però, non sono più tornata su Chatta.it, anche se questa storia ci tengo a raccontarla, giusto per alleggerire un po' la narrazione di quello che verrà...
...
...
...perché Hamilton, in apparenza, è riuscito nell'eroica impresa di vincere proprio in un giorno in cui c'erano anche tantissime altre cose da parlare e, alla fine, non ci si è occupati più di tanto di lui.
Per quanto riguarda Chatta, è un sito che la mia amica S. frequenta di tanto in tanto e un giorno di qualche settimana fa, a scuola, mi ha informata che sul forum del sito c'era un topic in cui vari utenti (o chatterini, come li chiamano da quelle parti) stavano parlando di Formula 1.
Ho pensato che valesse la pena di andare a vedere quella discussione e sono addirittura intervenuta. Si stava dibattendo del fatto che Hamilton andasse molto forte e c'era gente che si chiedeva se quest'anno avrebbe fatto meglio o peggio di Alonso.
Ho risposto sostenendo che Hamilton ha fatto un ottimo inizio di stagione e che ha buone possibilità di arrivare in alto, ma che era un po' presto per prendere una posizione e predire chi farà più punti alla fine del campionato (e verosimilmente vincerà il campionato).
Un tipo mi ha accusata di avere dato quella risposta perché voglio aspettare di vedere chi vince per decidere chi tifare.
Oh...
Dunque...
Io starei aspettando di vedere come va a finire questo campionato per decidere se voglio tifare un pilota che indossa una tuta della McLaren o l'altro pilota che indossa la tuta della McLaren?
Non so se è chiaro il concetto: MILLY NON TIFA PILOTI CHE INDOSSANO LA TUTA DELLA MCLAREN, NÉ OGGI, NÉ DOMANI, NÉ MAI. Se e quando uno dei piloti McLaren vincerà il titolo mi metterò il cuore in pace e penserò che se l'è meritato, ma non ho intenzione di sostenere attivamente né l'uno né l'altro nel corso di questo campionato. Se e quando il titolo si deciderà tra loro due alla fine della stagione probabilmente avrò le mie preferenze, perché le ho sempre avute, ma oggi non è la fine della stagione così come non lo era qualche settimana fa quando ho risposto a quel topic.
Ho deciso di replicare a quell'accusa con un "veramente sono tifosa di Sato" il che tecnicamente non è falso.
Massa è il mio pilota preferito in assoluto tra quelli "che contano", mentre tra quelli che "non contano" (definizione che detesto, specie quando si parla della Super Aguri e di Sato) è sicuramente quello che più di ogni altro mi fa spalancare gli occhi e pensare che anche grazie a lui il mondo è un posto migliore.
Andiamo con la gara, adesso, perché ci sono tante cose da dire.
All'inizio è stato tutto tranquillo.
C'era Hamilton che partiva bene.
C'era Alonso che partiva male.
Ha finito per tagliare una chicane, come nel GP di Spagna con Massa, ma senza che lui e Hamilton si toccassero e senza che gli andasse altrettanto male. Ha perso solo una posizione, secondo adesso c'era Heidfeld.
Poi c'era Massa.
Poi c'era Rosberg.
Poi c'era Raikkonen e c'ero io che mi chiedevo che cosa ci facesse Raikkonen dietro a Massa e dietro a Rosberg. Probabilmente se lo stava chiedendo anche lui.
Lo scontro Honda vs Super Aguri Honda ci raccontava che la Honda non era esattamente nello stato di grazia per potere battere la Super Aguri, considerando che la Super Aguri, quantomeno, aveva due vetture in pista anche dopo il primo metro di gara.
Button era fermo per problemi tecnici.
Lo si è visto gironzolare a piedi e senza casco, nei minuti seguenti.
Aveva i capelli un po' in disordine e la barba, ma il suo livello di figaggine era immutato, considerazione che ho fatto nel vederlo e che quindi ho pensato di riportare anche in questo commento.
È un commento strano, che più che racchiudere pensieri immaginari di altri racchiude i pensieri miei, nel vedere la gara.
Dopo otto giri ho visto Speed che andava lento, con la vettura danneggiata.
Aveva tamponato da dietro una vettura che mi è sembrata una Williams, probabilmente quella di Wurz, dato che in quel momento Rosberg era in quinta posizione e che, per tamponarlo, Speed avrebbe dovuto essere sesto, e ovviamente non lo era, essendo un gran premio e non un film di fantascienza.
Poi, dopo una ventina di giri di gara, è stata la volta di Sutil.
È andato a schiantarsi a muro, il che visto il soggetto non mi pare una grossa novità.
Hamilton frattanto stava rientrando ai box, prima che venisse esposto il segnale di safety car e che la pitlane venisse chiusa.
Piccola digressione: da quest'anno, quando entra in pista la safety car, ma pitlane viene chiusa e nessuno può rientrare ai box finché non viene riaperta. Può capitare, però, che mentre la pitlane è chiusa qualcuno corra il rischio di rimanere senza benzina, se resta fuori. Può rientrare ai box e rifornire, ma poi sconterà (non in regime di safety car) uno stop and go di dieci secondi.
Voci di corridoio narravano che sia Alonso sia Rosberg fossero rientrati ai box DOPO l'esposizione del segnale di safety car, quindi con pitlane chiusa. Gli altri piloti hanno aspettato e alcuni sono rimasti in pista.
Al momento di tornare in pista, Massa e Fisichella sono usciti dalla pitlane quando i semafori erano rossi, mentre gli altri piloti presenti si sono fermati tutti ad attendere che il semaforo all'uscita dei box diventasse verde.
Poi è accaduto qualcosa.
È accaduto che, approssimativamente un giro dopo il restart, è stato inquadrato quello che rimaneva di una vettura che aveva impattato contro un muro ed era rimbalzata attraverso la pista, evitando miracolosamente le altre vetture, andandosi a schiantare contro le barriere.
Era la BMW di Kubica.
Avremmo scoperto più tardi che tutto era stato innescato da un contatto tra lui e Trulli, dopo il quale Kubica aveva spiccato il volo finendo contro il muro.
In quel momento ho provato una sensazione che non avevo mai provato prima, un senso di gelo che non conoscevo.
Non ricordo di avere mai visto un incidente e di avere pensato, negli istanti successivi, che il pilota fosse morto.
Nemmeno quando era successo davvero.
È stato agghiacciante.
Un attimo prima ero lì che guardavo la gara e che mi chiedevo se qualcuno fosse in grado di mettere i bastoni tra le ruote ai piloti McLaren, prima o poi.
Un attimo dopo vedevo le condizioni della BMW, vedevo che ci voleva del tempo per estrarre Kubica dalla vettura e vedevo che non accadeva nulla che lasciasse intendere che fosse 1) vivo, 2) in buone condizioni di salute.
Intanto, in sovrimpressione scorrevano affermazioni insignificanti del tipo "stop and go penalty for car 16".
Penalità per Rosberg per la storia del pitstop in regime di safety car, chi se ne frega.
Intanto, in sovrimpressione scorrevano affermazioni insignificanti del tipo "stop and go penalty for car 1."
Penalità anche per Alonso per la stessa storia del pitstop in regime di safety car, chi se ne frega.
Non mi importava più niente di niente, guardavo la gara per inerzia, pensando all'improvviso che non ci fosse più niente che contava.
Dopo quella che mi è sembrata un'infinità di tempo c'è stato il restart. I primi cinque erano Hamilton, Heidfeld, Alonso, Rosberg e Davidson.
Non sto scherzando, Anthony Davidson non si era ancora fermato ai box ed era in quinta posizione.
Sato, invece, ha superato Raikkonen. Non so se mi spiego, se è chiara l'enormità di quello che ho scritto: SATO HA SUPERATO RAIKKONEN.
Un paio di giri più tardi sia Alonso sia Rosberg sono rientrati ai box per scontare la penalità.
A quel punto DAVIDSON ERA TERZO.
C'era una Super Aguri in terza posizione, non con il mio preferito tra i piloti Super Aguri al volante, ma era pur sempre una Super Aguri in terza posizione, cose che non si vedono tutti i giorni, e neanche un giorno sì e un giorno no o una volta ogni dieci anni.
Poi, poco dopo, è rientrato ai box.
Ai box non lo stavano aspettando e ha perso un bel po' di tempo, tornando nell'anonimato in cui trascorre tutti i suoi gran premi.
In circostanze normali avrei fatto caso alla terza piazza di Davidson.
Invece no.
In circostanze normali avrei trovato molto divertente il fatto che (non avevo ancora parlato del duello Toyota vs Williams motorizzata Toyota, quindi facciamolo adesso che ne vale la pena) Rosberg e Trulli siano finiti in testacoda nello stesso momento, mentre erano in lotta tra di loro, senza toccarsi.
Invece no.
In circostanze normali mi sarebbe forse dispiaciuto per il ritiro di Coulthard, che è andato a parcheggiare ai box.
Invece no.
Per provare un po' di delusione ho dovuto attendere la squalifica di Massa e di Fisichella per la storia del semaforo.
È arrivata molto tempo dopo, quando penso che chiunque si fosse dimenticato del semaforo, visto che per gran parte della gara era successo di tutto...
...
...
...e il tutto non si è esaurito a quello che ho raccontato finora.
Mancavano poco più di venti giri alla fine e giravano voci secondo cui Kubica era in "condizioni stabili", definizione che poteva significare tutto e niente, quando c'è stato un altro incidente che ha provocato l'ingresso della safety car: stavolta il colpevole era Albers, segno evidente che la Spyker dovrebbe prendere in seria considerazione l'idea di chiudere il team e aprire un'impresa di demolizioni. Farebbero affari d'oro.
Vari piloti sono rientrati ai box.
Altri erano rientrati prima.
Altri non sono rientrati affatto.
Ho avuto l'impressione che Alonso e Raikkonen fossero molto vicini, nella pitlane.
Hamilton era in testa davanti a Heidfeld, Barrichello e Wurz.
Poi ci sono stati degli altri incidenti, dopo il restart.
C'è stato Liuzzi, che ne ha fatta entrare un'altra.
C'è stato anche Trulli, mentre la safety car era ancora in pista.
Poi è arrivato il momento della verità: questa gara lunga e piena di caos si stava lentamente involando verso il suo termine naturale.
Restart, lotta tra Ralf Schumacher e Alonso per la settima posizione!
Raikkonen era davanti a entrambi, probabilmente era uscito davanti ad Alonso quando li avevo visti vicini nella pitlane.
Poi, a sette giri dalla fine, Barrichello è rientrato ai box per effettuare l'ultimo pitstop, precipitando fuori dalla zona punti. Sato, che era dietro a Ralf Schumacher, da nono che era si è ritrovato ottavo, quindi in zona punti.
Barrichello si era già fermato.
Wurz doveva ancora fermarsi...
...
...
...
...ma avremmo scoperto che in realtà non doveva fermarsi affatto e che, partendo in mezzo al nulla e facendo una sosta in meno, si era appropriato saldamente di una terza posizione che avrebbe conservato fino al traguardo.
So che sarebbe bello parlare di Wurz, adesso.
Sarebbe bellissimo, ma a volte gli eventi bellissimi avvengono tutti in una volta, e magari passano in secondo piano perché nel frattempo c'è un'inquadratura del padre di Hamilton ai box della McLaren.
A quattro giri dalla fine, mentre l'onnipresente Anthony Hamilton veniva inquadrato ai box della McLaren, Takuma Sato ha superato Ralf Schumacher per il settimo posto.
So che, detta così, potrebbe sembrare una cosa da niente.
Infatti è una cosa da niente, al confronto con quello che è successo dopo.
Ralf Schumacher è stato rilevante, un tempo, ha ottenuto risultati di un certo livello, risultati che se avesse portato un cognome diverso non l'avrebbero marchiato a vita come "il fratello scarso di Michael Schumacher", ma oggi non mi pare che stia più concludendo molto.
A due giri dalla fine è avvenuto qualcosa di epico.
È avvenuto qualcosa di eroico, qualcosa che forse avrei preferito fosse accaduto in un altro giorno.
Un paio di giorni dopo, nonostante la scuola sia finita, sono stata a scuola per un incontro con la professoressa d'italiano che voleva dare a noi della classe delle dritte per l'esame di maturità, in particolare per l'orale.
Quando sono entrata in classe erano già arrivati quasi tutti; io ho dovuto prendere l'unico autobus che passava per il mio paese e sono arrivata un po' dopo.
Mi sono seduta accanto a S., mentre L. era seduto dall'altra parte.
Ci siamo guardati un attimo e L. ha esclamato, tutto estasiato: "hai visto Sato?"
Non c'è stato bisogno di contestualizzazione, sapevo di cosa stesse parlando. Stava parlando di quello che è avvenuto a due giri dalla fine, quando Takuma Sato, al volante di una Super Aguri, è andato a prendersi la sesta posizione, asfaltando con un sorpasso Fernando Alonso, al volante di una McLaren sulla quale svetta un numero 1 che qualcosa starà pur sempre a significare.
A volte non tutti i mali vengono per nuocere.
Se Sato non fosse stato scaricato dalla B.A.R., probabilmente non sarebbe mai riuscito a mettersi in mostra come ha fatto quest'anno al Gran Premio del Canada.
Aveva la reputazione dello sfasciacarrozze, di quello che combinava guai di continuo.
D'ora in avanti sarà uno sfasciacarrozze che combina guai, ma che ha superato Alonso per andare a ottenere un risultato che, per la Super Aguri, sembrava improponibile.
Mi sembra un passo avanti notevole, uno di quelli che cambiano radicalmente la situazione.
Poi la gara è finita.
Sono arrivate notizie più confortanti su Kubica.
Pareva si fosse fratturato una gamba, ma che fosse cosciente.
Poi è venuto fuori che non si è affatto fratturato una gamba. Di fratture non ne ha.
Mi sono sentita sollevata e, per la prima volta, ho avuto la consapevolezza che non fosse accaduto nulla di irreparabile.
Questo gran premio, comunque, mi ha trasmesso qualcosa che nessun altro gran premio mi aveva mai trasmesso prima d'ora, una sensazione di disagio che non pensavo di potere provare guardando un gran premio.
L'importante è che sia finito e che un giorno ci ricorderemo le belle cose... o magari ce le dimenticheremo, ma sarà perché non hanno più importanza e perché sono state soppiantate da tante altre belle cose.
RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (McLaren), 2. Nick Heidfeld (BMW), 3. Alexander Wurz (Williams), 4. Heikki Kovalainen (Renault), 5. Kimi Raikkonen (Ferrari), 6. Takuma Sato (Super Aguri), 7. Fernando Alonso (McLaren), 8. Ralf Schumacher (Toyota), 9. Mark Webber (Redbull), 10. Nico Rosberg (Williams), 11. Anthony Davidson (Super Aguri), 12. Rubens Barrichello (Honda), Rit. Jarno Trulli (Toyota), Rit. Vitantonio Liuzzi (Toro Rosso), Rit. Christijan Albers (Spyker), Rit. David Coulthard (Redbull), Rit. Robert Kubica (BMW), Rit. Adrian Sutil (Spyker), Rit. Scott Speed (Toro Rosso), Rit. Jenson Button (Honda), DSQ. Felipe Massa (Ferrari), DSQ. Giancarlo Fisichella (Renault).
È stato bello vedere Alex Wurz sul podio.
Non so se accadrà mai più, ma la realtà dei fatti è che era già accaduto altre volte e che non bisogna mai perdere le speranze.
Tra parentesi, durante gli inni nazionali ho notato che lo sporco sulla tuta creava strani giochi di luce che davano l'illusione ottica che fosse piuttosto gonfia in corrispondenza delle parti intime. E con questa osservazione molto colta non mi resta altro da fare che mettere fine al Commento al Gran Premio del Canada.
Per celebrare il 2007 ho deciso di infilarmi in questa iniziativa: rivedermi tutti i gran premi dell'epoca e scrivere commenti ai gran premi di allora nel modo in cui scrivo commenti ai gran premi adesso, rievocando i fatti di quell'epoca e cercando di viverli con la mentalità di quell'epoca. Nello specifico i #DieciAnniDiCommentiAiGranPremi sono commenti ai gran premi del 2007 scritti nel 2017 ma fingendo di essere nel 2007.
******
Canada 2007: Punto di non ritorno
Ci sono commenti che si lasciano scrivere quasi da soli, in cui non so che cosa andrà a riempire la schermata bianca, ma in cui la schermata bianca si riempie da sola.
Questo avrebbe dovuto essere uno di quei commenti, ma non lo sarà.
Magari mi sarei potuta lamentare del fatto che un pilota della McLaren abbia vinto, per giunta partendo dalla pole, ma che sia comunque andata meglio del previsto, perché di McLaren davanti ce n'erano due, al momento della partenza.
Oppure mi sarei potuta lamentare che, nonostante tutto, il titolo sembra sempre qualcosa di interno alla McLaren, perché in Ferrari non hanno portato a casa un gran risultato.
Mi sarei potuta lamentare della squalifica del mio pilota preferito in assoluto, oppure compiacermi del fatto che gli altri due miei piloti preferiti abbiano concluso la gara in posizioni inaspettate, uno sul podio e l'altro... l'altro... l'altroooooooo... l'altro ha fatto qualcosa di eroico, che probabilmente né lui né nessun altro eguaglieranno mai più.
Mi sarei potuta lamentare del fatto che, proprio mentre stavo guardando il gran premio, i miei genitori abbiano deciso che dovevamo prendere delle pizze in una pizzeria take-away vicino a casa nostra per cena e che io dovevo accompagnare mia madre a prenderle; ciò mi ha costretta, a metà gara, ad uscire e a registrare la parte rimanente, e che non è la prima volta che quest'anno mi capita di non seguire un gran premio in diretta.
Oppure, per rendere il tutto più pittoresco, avrei potuto parlare del fatto che Anthony Davidson, a bordo di una Super Aguri, abbia occupato la terza posizione per una manciata di giri.
Però quando è successo non me ne fregava niente, perché in quel momento ero convinta che Robert Kubica fosse morto. Poi, quando ho scoperto che non era così, sono riuscita ad entusiasmarmi per alcune delle cose che vedevo e ad essere insoddisfatta di altre, ma rimane il fatto che non mi aspettavo di vedere una gara di questo genere.
Alla fine della giornata, quando ho capito che, a prescindere dal risultato, non era comunque andata male, mi sono resa conto del fatto che, tutto sommato, ci sono cose alle quali si può passare tranquillamente sopra.
La McLaren ha vinto?
Lo ha fatto per la seconda volta di seguito?
Entrambi i piloti hanno dimostrato di essere capaci di vincere, in diverse occasioni?
Entrambi hanno dimostrato che, quando tutto va bene e nessuno fa errori, potrebbero fare doppietta, dato che anche stavolta sono partiti davanti.
La Milly del 2000 o giù di lì odiava la McLaren.
La Milly del 2007 è molto più controllata di quella di un tempo, ma rimane il fatto che vedere una McLaren vincere non fa piacere nemmeno alla Milly 19enne. Però ci sono scenari peggiori di uno in cui quelli in cui una McLaren vince un gran premio e quando la consapevolezza che nessuno degli scenari peggiori che avevi immaginato si è verificato, all'improvviso non ti importa più nulla di quello che è successo e in realtà non ti importa nemmeno di fare le ovvie considerazioni del caso.
Lewis Hamilton ha vinto un gran premio.
Per essere più precisi, ha vinto nel sesto gran premio della sua carriera, dopo avere fatto cinque apparizioni sul podio nei cinque eventi precedenti, qualcosa di mai visto nella storia della Formula 1.
Ci sarebbero mille cose da dire, alla fine della giornata, ma l'unica che ti viene in mente è che ti sembra incredibile che Kubica sia uscito indenne da quel botto e che già si parla della sua partecipazione al prossimo gran premio.
Quindi, l'unica cosa da fare per dire quello che c'è da dire, o almeno per provarci, non è focalizzarsi sulla fine della giornata, ma sull'inizio.
Il Gran Premio del Canada è iniziato così:
1^ fila: Hamilton - Alonso
2^ fila: Heidfeld - Raikkonen
3^ fila: Massa - Webber
4^ fila: Rosberg - Kubica
5^ fila: Fisichella - Trulli
6^ fila: Sato - Liuzzi
7^ fila: Barrichello - Coulthard
8^ fila: Button - Speed
9^ fila: Davidson - R.Schumacher
10^ fila: Kovalainen - Wurz
11^ fila: Speed - Albers
Cose poco importanti: Kovalainen è stato retrocesso di dieci posizioni per sostituzione del motore, che poi non erano dieci perché si era qualificato in penultima fila, mentre Albers era destinato a partire dai box, ma questo l'avremmo scoperto domenica al momento della gara.
Cose molto importanti: è abbastanza chiaro come sia stata accolta la pole position di Hamilton, sabato sera. Osservazioni del tipo "è un predestinato" o "è più veloce di Alonso, la Formula 1 ha un nuovo eroe" non si sono sprecate. In realtà le sentivamo già da un po' e una volta sono anche stata accusata di cose assurde da della gente del forum di Chatta.it (sito che non frequento da una vita) per avere espresso la mia opinione in proposito, ma adesso il clamore di tutto ciò è incrementato. Io, però, non sono più tornata su Chatta.it, anche se questa storia ci tengo a raccontarla, giusto per alleggerire un po' la narrazione di quello che verrà...
...
...
...perché Hamilton, in apparenza, è riuscito nell'eroica impresa di vincere proprio in un giorno in cui c'erano anche tantissime altre cose da parlare e, alla fine, non ci si è occupati più di tanto di lui.
Per quanto riguarda Chatta, è un sito che la mia amica S. frequenta di tanto in tanto e un giorno di qualche settimana fa, a scuola, mi ha informata che sul forum del sito c'era un topic in cui vari utenti (o chatterini, come li chiamano da quelle parti) stavano parlando di Formula 1.
Ho pensato che valesse la pena di andare a vedere quella discussione e sono addirittura intervenuta. Si stava dibattendo del fatto che Hamilton andasse molto forte e c'era gente che si chiedeva se quest'anno avrebbe fatto meglio o peggio di Alonso.
Ho risposto sostenendo che Hamilton ha fatto un ottimo inizio di stagione e che ha buone possibilità di arrivare in alto, ma che era un po' presto per prendere una posizione e predire chi farà più punti alla fine del campionato (e verosimilmente vincerà il campionato).
Un tipo mi ha accusata di avere dato quella risposta perché voglio aspettare di vedere chi vince per decidere chi tifare.
Oh...
Dunque...
Io starei aspettando di vedere come va a finire questo campionato per decidere se voglio tifare un pilota che indossa una tuta della McLaren o l'altro pilota che indossa la tuta della McLaren?
Non so se è chiaro il concetto: MILLY NON TIFA PILOTI CHE INDOSSANO LA TUTA DELLA MCLAREN, NÉ OGGI, NÉ DOMANI, NÉ MAI. Se e quando uno dei piloti McLaren vincerà il titolo mi metterò il cuore in pace e penserò che se l'è meritato, ma non ho intenzione di sostenere attivamente né l'uno né l'altro nel corso di questo campionato. Se e quando il titolo si deciderà tra loro due alla fine della stagione probabilmente avrò le mie preferenze, perché le ho sempre avute, ma oggi non è la fine della stagione così come non lo era qualche settimana fa quando ho risposto a quel topic.
Ho deciso di replicare a quell'accusa con un "veramente sono tifosa di Sato" il che tecnicamente non è falso.
Massa è il mio pilota preferito in assoluto tra quelli "che contano", mentre tra quelli che "non contano" (definizione che detesto, specie quando si parla della Super Aguri e di Sato) è sicuramente quello che più di ogni altro mi fa spalancare gli occhi e pensare che anche grazie a lui il mondo è un posto migliore.
Andiamo con la gara, adesso, perché ci sono tante cose da dire.
All'inizio è stato tutto tranquillo.
C'era Hamilton che partiva bene.
C'era Alonso che partiva male.
Ha finito per tagliare una chicane, come nel GP di Spagna con Massa, ma senza che lui e Hamilton si toccassero e senza che gli andasse altrettanto male. Ha perso solo una posizione, secondo adesso c'era Heidfeld.
Poi c'era Massa.
Poi c'era Rosberg.
Poi c'era Raikkonen e c'ero io che mi chiedevo che cosa ci facesse Raikkonen dietro a Massa e dietro a Rosberg. Probabilmente se lo stava chiedendo anche lui.
Lo scontro Honda vs Super Aguri Honda ci raccontava che la Honda non era esattamente nello stato di grazia per potere battere la Super Aguri, considerando che la Super Aguri, quantomeno, aveva due vetture in pista anche dopo il primo metro di gara.
Button era fermo per problemi tecnici.
Lo si è visto gironzolare a piedi e senza casco, nei minuti seguenti.
Aveva i capelli un po' in disordine e la barba, ma il suo livello di figaggine era immutato, considerazione che ho fatto nel vederlo e che quindi ho pensato di riportare anche in questo commento.
È un commento strano, che più che racchiudere pensieri immaginari di altri racchiude i pensieri miei, nel vedere la gara.
Dopo otto giri ho visto Speed che andava lento, con la vettura danneggiata.
Aveva tamponato da dietro una vettura che mi è sembrata una Williams, probabilmente quella di Wurz, dato che in quel momento Rosberg era in quinta posizione e che, per tamponarlo, Speed avrebbe dovuto essere sesto, e ovviamente non lo era, essendo un gran premio e non un film di fantascienza.
Poi, dopo una ventina di giri di gara, è stata la volta di Sutil.
È andato a schiantarsi a muro, il che visto il soggetto non mi pare una grossa novità.
Hamilton frattanto stava rientrando ai box, prima che venisse esposto il segnale di safety car e che la pitlane venisse chiusa.
Piccola digressione: da quest'anno, quando entra in pista la safety car, ma pitlane viene chiusa e nessuno può rientrare ai box finché non viene riaperta. Può capitare, però, che mentre la pitlane è chiusa qualcuno corra il rischio di rimanere senza benzina, se resta fuori. Può rientrare ai box e rifornire, ma poi sconterà (non in regime di safety car) uno stop and go di dieci secondi.
Voci di corridoio narravano che sia Alonso sia Rosberg fossero rientrati ai box DOPO l'esposizione del segnale di safety car, quindi con pitlane chiusa. Gli altri piloti hanno aspettato e alcuni sono rimasti in pista.
Al momento di tornare in pista, Massa e Fisichella sono usciti dalla pitlane quando i semafori erano rossi, mentre gli altri piloti presenti si sono fermati tutti ad attendere che il semaforo all'uscita dei box diventasse verde.
Poi è accaduto qualcosa.
È accaduto che, approssimativamente un giro dopo il restart, è stato inquadrato quello che rimaneva di una vettura che aveva impattato contro un muro ed era rimbalzata attraverso la pista, evitando miracolosamente le altre vetture, andandosi a schiantare contro le barriere.
Era la BMW di Kubica.
Avremmo scoperto più tardi che tutto era stato innescato da un contatto tra lui e Trulli, dopo il quale Kubica aveva spiccato il volo finendo contro il muro.
In quel momento ho provato una sensazione che non avevo mai provato prima, un senso di gelo che non conoscevo.
Non ricordo di avere mai visto un incidente e di avere pensato, negli istanti successivi, che il pilota fosse morto.
Nemmeno quando era successo davvero.
È stato agghiacciante.
Un attimo prima ero lì che guardavo la gara e che mi chiedevo se qualcuno fosse in grado di mettere i bastoni tra le ruote ai piloti McLaren, prima o poi.
Un attimo dopo vedevo le condizioni della BMW, vedevo che ci voleva del tempo per estrarre Kubica dalla vettura e vedevo che non accadeva nulla che lasciasse intendere che fosse 1) vivo, 2) in buone condizioni di salute.
Intanto, in sovrimpressione scorrevano affermazioni insignificanti del tipo "stop and go penalty for car 16".
Penalità per Rosberg per la storia del pitstop in regime di safety car, chi se ne frega.
Intanto, in sovrimpressione scorrevano affermazioni insignificanti del tipo "stop and go penalty for car 1."
Penalità anche per Alonso per la stessa storia del pitstop in regime di safety car, chi se ne frega.
Non mi importava più niente di niente, guardavo la gara per inerzia, pensando all'improvviso che non ci fosse più niente che contava.
Dopo quella che mi è sembrata un'infinità di tempo c'è stato il restart. I primi cinque erano Hamilton, Heidfeld, Alonso, Rosberg e Davidson.
Non sto scherzando, Anthony Davidson non si era ancora fermato ai box ed era in quinta posizione.
Sato, invece, ha superato Raikkonen. Non so se mi spiego, se è chiara l'enormità di quello che ho scritto: SATO HA SUPERATO RAIKKONEN.
Un paio di giri più tardi sia Alonso sia Rosberg sono rientrati ai box per scontare la penalità.
A quel punto DAVIDSON ERA TERZO.
C'era una Super Aguri in terza posizione, non con il mio preferito tra i piloti Super Aguri al volante, ma era pur sempre una Super Aguri in terza posizione, cose che non si vedono tutti i giorni, e neanche un giorno sì e un giorno no o una volta ogni dieci anni.
Poi, poco dopo, è rientrato ai box.
Ai box non lo stavano aspettando e ha perso un bel po' di tempo, tornando nell'anonimato in cui trascorre tutti i suoi gran premi.
In circostanze normali avrei fatto caso alla terza piazza di Davidson.
Invece no.
In circostanze normali avrei trovato molto divertente il fatto che (non avevo ancora parlato del duello Toyota vs Williams motorizzata Toyota, quindi facciamolo adesso che ne vale la pena) Rosberg e Trulli siano finiti in testacoda nello stesso momento, mentre erano in lotta tra di loro, senza toccarsi.
Invece no.
In circostanze normali mi sarebbe forse dispiaciuto per il ritiro di Coulthard, che è andato a parcheggiare ai box.
Invece no.
Per provare un po' di delusione ho dovuto attendere la squalifica di Massa e di Fisichella per la storia del semaforo.
È arrivata molto tempo dopo, quando penso che chiunque si fosse dimenticato del semaforo, visto che per gran parte della gara era successo di tutto...
...
...
...e il tutto non si è esaurito a quello che ho raccontato finora.
Mancavano poco più di venti giri alla fine e giravano voci secondo cui Kubica era in "condizioni stabili", definizione che poteva significare tutto e niente, quando c'è stato un altro incidente che ha provocato l'ingresso della safety car: stavolta il colpevole era Albers, segno evidente che la Spyker dovrebbe prendere in seria considerazione l'idea di chiudere il team e aprire un'impresa di demolizioni. Farebbero affari d'oro.
Vari piloti sono rientrati ai box.
Altri erano rientrati prima.
Altri non sono rientrati affatto.
Ho avuto l'impressione che Alonso e Raikkonen fossero molto vicini, nella pitlane.
Hamilton era in testa davanti a Heidfeld, Barrichello e Wurz.
Poi ci sono stati degli altri incidenti, dopo il restart.
C'è stato Liuzzi, che ne ha fatta entrare un'altra.
C'è stato anche Trulli, mentre la safety car era ancora in pista.
Poi è arrivato il momento della verità: questa gara lunga e piena di caos si stava lentamente involando verso il suo termine naturale.
Restart, lotta tra Ralf Schumacher e Alonso per la settima posizione!
Raikkonen era davanti a entrambi, probabilmente era uscito davanti ad Alonso quando li avevo visti vicini nella pitlane.
Poi, a sette giri dalla fine, Barrichello è rientrato ai box per effettuare l'ultimo pitstop, precipitando fuori dalla zona punti. Sato, che era dietro a Ralf Schumacher, da nono che era si è ritrovato ottavo, quindi in zona punti.
Barrichello si era già fermato.
Wurz doveva ancora fermarsi...
...
...
...
...ma avremmo scoperto che in realtà non doveva fermarsi affatto e che, partendo in mezzo al nulla e facendo una sosta in meno, si era appropriato saldamente di una terza posizione che avrebbe conservato fino al traguardo.
So che sarebbe bello parlare di Wurz, adesso.
Sarebbe bellissimo, ma a volte gli eventi bellissimi avvengono tutti in una volta, e magari passano in secondo piano perché nel frattempo c'è un'inquadratura del padre di Hamilton ai box della McLaren.
A quattro giri dalla fine, mentre l'onnipresente Anthony Hamilton veniva inquadrato ai box della McLaren, Takuma Sato ha superato Ralf Schumacher per il settimo posto.
So che, detta così, potrebbe sembrare una cosa da niente.
Infatti è una cosa da niente, al confronto con quello che è successo dopo.
Ralf Schumacher è stato rilevante, un tempo, ha ottenuto risultati di un certo livello, risultati che se avesse portato un cognome diverso non l'avrebbero marchiato a vita come "il fratello scarso di Michael Schumacher", ma oggi non mi pare che stia più concludendo molto.
A due giri dalla fine è avvenuto qualcosa di epico.
È avvenuto qualcosa di eroico, qualcosa che forse avrei preferito fosse accaduto in un altro giorno.
Un paio di giorni dopo, nonostante la scuola sia finita, sono stata a scuola per un incontro con la professoressa d'italiano che voleva dare a noi della classe delle dritte per l'esame di maturità, in particolare per l'orale.
Quando sono entrata in classe erano già arrivati quasi tutti; io ho dovuto prendere l'unico autobus che passava per il mio paese e sono arrivata un po' dopo.
Mi sono seduta accanto a S., mentre L. era seduto dall'altra parte.
Ci siamo guardati un attimo e L. ha esclamato, tutto estasiato: "hai visto Sato?"
Non c'è stato bisogno di contestualizzazione, sapevo di cosa stesse parlando. Stava parlando di quello che è avvenuto a due giri dalla fine, quando Takuma Sato, al volante di una Super Aguri, è andato a prendersi la sesta posizione, asfaltando con un sorpasso Fernando Alonso, al volante di una McLaren sulla quale svetta un numero 1 che qualcosa starà pur sempre a significare.
A volte non tutti i mali vengono per nuocere.
Se Sato non fosse stato scaricato dalla B.A.R., probabilmente non sarebbe mai riuscito a mettersi in mostra come ha fatto quest'anno al Gran Premio del Canada.
Aveva la reputazione dello sfasciacarrozze, di quello che combinava guai di continuo.
D'ora in avanti sarà uno sfasciacarrozze che combina guai, ma che ha superato Alonso per andare a ottenere un risultato che, per la Super Aguri, sembrava improponibile.
Mi sembra un passo avanti notevole, uno di quelli che cambiano radicalmente la situazione.
Poi la gara è finita.
Sono arrivate notizie più confortanti su Kubica.
Pareva si fosse fratturato una gamba, ma che fosse cosciente.
Poi è venuto fuori che non si è affatto fratturato una gamba. Di fratture non ne ha.
Mi sono sentita sollevata e, per la prima volta, ho avuto la consapevolezza che non fosse accaduto nulla di irreparabile.
Questo gran premio, comunque, mi ha trasmesso qualcosa che nessun altro gran premio mi aveva mai trasmesso prima d'ora, una sensazione di disagio che non pensavo di potere provare guardando un gran premio.
L'importante è che sia finito e che un giorno ci ricorderemo le belle cose... o magari ce le dimenticheremo, ma sarà perché non hanno più importanza e perché sono state soppiantate da tante altre belle cose.
RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (McLaren), 2. Nick Heidfeld (BMW), 3. Alexander Wurz (Williams), 4. Heikki Kovalainen (Renault), 5. Kimi Raikkonen (Ferrari), 6. Takuma Sato (Super Aguri), 7. Fernando Alonso (McLaren), 8. Ralf Schumacher (Toyota), 9. Mark Webber (Redbull), 10. Nico Rosberg (Williams), 11. Anthony Davidson (Super Aguri), 12. Rubens Barrichello (Honda), Rit. Jarno Trulli (Toyota), Rit. Vitantonio Liuzzi (Toro Rosso), Rit. Christijan Albers (Spyker), Rit. David Coulthard (Redbull), Rit. Robert Kubica (BMW), Rit. Adrian Sutil (Spyker), Rit. Scott Speed (Toro Rosso), Rit. Jenson Button (Honda), DSQ. Felipe Massa (Ferrari), DSQ. Giancarlo Fisichella (Renault).
È stato bello vedere Alex Wurz sul podio.
Non so se accadrà mai più, ma la realtà dei fatti è che era già accaduto altre volte e che non bisogna mai perdere le speranze.
Tra parentesi, durante gli inni nazionali ho notato che lo sporco sulla tuta creava strani giochi di luce che davano l'illusione ottica che fosse piuttosto gonfia in corrispondenza delle parti intime. E con questa osservazione molto colta non mi resta altro da fare che mettere fine al Commento al Gran Premio del Canada.
martedì 24 ottobre 2017
NASCAR Sprint Cup: Commento ai Playoff (12)
Un cordiale saluto, miei cari lettori, perché questo è un commento ironico ai playoff della NASCAR, ma non si rinuncia mai a un cordiale saluto allo stesso modo in cui non si rinuncia mai a una gara di NASCAR per guardare sottigliezze tipo la Formula 1...
...
...
...okay, sto scherzando, e in occasione della sovrapposizionehhhhh con il Gran Premio degli Stati Uniti ho deciso di fingere per una serata che la NASCAR non esistesse.
Prima di arrivare a quel momento, comunque, ce n'erano stati degli altri.
Procediamo con ordine: queste ultime tre gare sono state quel particolare turno di Playoff nel quale ci sono dodici piloti in lotta per il titolo, che resteranno solo otto in attesa del turno di playoff successivo.
Le gare di questo playoff non avevano nomi particolarmente imbarazzanti, il che è un po' una novità, dato che non succede tutti i giorni, ed erano le seguenti:
> Charlotte, Bank of America 500;
> Talladega, Alabama 500;
> Kansas City, Hollywood Casino 400.
Si sono svolte l'8, il 15 e il 22 Ottobre ed è stata appunto quella di Kansas City che si è svolta in sovrapposizionehhhh con Austin. #DrinkingAge #DrinkingAge #DrinkingAge!
La gara di Charlotte c'è stata nello stesso giorno del gran premio del Giappone, qualcosa come dodici ore più tardi o giù di lì.
Quella l'ho guardata.
Ho guardato il terzo stage, per meglio dire.
C'era Harvick in testa, quando ho acceso. Penso che fosse partito dalla pole. Era stato in testa al termine del primo stage e del secondo.
Ormai parlo di NASCAR da abbastanza tempo da parlare di Harvick in qualità di Harvick, ma il retroscena pittoresco lo devo raccontare.
Ho scoperto dell'esistenza di Kevin Harvick quando la sua identità venne alla luce anche in Europa, anni fa, dopo che era stato protagonista di una rissa con un certo tombino nostra vecchia conoscenza.
L'evento, in sé, era anche abbastanza pittoresco: Montoya, accusato da Harvick di avere innescato l'incidente che li aveva coinvolti, in realtà non aveva affatto innescato l'incidente; era semplicemente stato speronato da Truex e, di conseguenza, era andato a finire addosso a Harvick.
Fu anche abbastanza pittoresco vedere Montoya che prendeva Harvick a sberle sul casco, vista la stazza di Harvick.
Stavolta non ci sono state risse.
Non c'è stato nemmeno Montoya, in realtà, dato che gareggia nell'endurance americana o, in alternativa, gironzola per i box ad Austin.
Harvick ha perso la leadership in occasione di un giro di pitstop.
Truex è andato in testa.
Poi, tra una cosa e l'altra, Danica è finita nel bel mezzo di un crash con David Ragan.
Voce fuori campo: "Chi?"
L'Autrice(C): "Ho detto David Ragan, non Will Stevens!"
Ragan: "Chi è Will Stevens?"
L'Autrice(C): "Ecco, appunto..."
Nonostante l'assenza di Will Stevens e la presenza del solo David Ragan, ciò non è stato determinante perché Danica perdesse il duello tra gli Stenpatrick a cui la NASCAR fa da contorno. In realtà Danica era nelle retrovie da molto tempo e non è neanche che Ricky fosse messo tanto bene.
Ha comunque recuperato tra un incidente e l'altro e, quando la gara è terminata al termine dell'overtime, era ben 13°.
So che è un risultato da poco, ma mi sembrava bello citarlo tra grandi proclami.
Ha vinto Truex.
Elliot è arrivato secondo.
Harvick è finito al terzo posto.
Poi c'erano McMurray e Suarez.
Suarez è messicano, come Checo! *______*
La ragione dell'overtime finale è stato un incidente tra compagni di squadra.
Uno di quei compagni di squadra era Buscher.
L'altro era una nostra vecchia conoscenza. #AllmendingerForTheWin.
Poi Danica è andata a stirare.
Ha stirato per una settimana.
Poi ha abbandonato il ferro da stiro: era giunto il momento della gara di Talladega.
Il circuito di Talladega mi è rimasto impresso perché veniva menzionato numerose volte nel film "La leggenda di Ricky Bobby", che ho visto alcuni anni fa e che avevo trovato molto pittoresco, nella sua demenzialità.
Mi è rimasto impresso il protagonista che ad un certo punto cade in disgrazia, diventa un fattorino che consegna pizze a domicilio e ha due figli gemelli che chiama uno Walker e l'altro Texas Ranger.
Poi mi è rimasta anche una delle scene finali, in cui bacia uno dei suoi avversari come se fossero protagonisti di una fan fiction pubblicata su Archive of Our Own.
Diciamo che dal film si intuiva che Talladega fosse un circuito stretto, sul quale non era improbabile che capitassero incidenti che coinvolgevano numerose vetture...
...
...
...ma la realtà può superare di gran lunga la fantasia e vedere gare di NASCAR con un attrition rate elevato tanto quella che ho parzialmente visto quella domenica sera non è una cosa che capita tutti i giorni.
Vorrei precisare che per "parzialmente visto" intendo dire che ho visto gli ultimi ventuno giri.
In questi ventuno giri ci sono stati tre incidenti che hanno coinvolto numerose vetture e che hanno costretto all'interruzione con bandiera rossa.
Tra il momento in cui ho iniziato a seguire la gara e quello in cui mi sono resa conto che il vincitore, Brad Keselowski, è fortunato a disporre di una macchina dal momento che somiglia tantissimo a un certo pilota russo di Roma che una macchina non ce l'ha più, è passata una quantità di tempo quantificabile approssimativamente come un'ora e tre quarti.
Lo ripeto, ventuno giri.
Lo ripeto, tre incidenti notevoli.
Lo ripeto, tre bandiere rosse.
Prima di tutto ciò, ho scoperto tramite voci di corridoio, era già entrata la safety car dieci volte.
Ci mancava solo che arrivasse anche un temporale monsonico o che scoppiasse un incendio nel frattempo e poi avremmo fatto il pieno.
È stata una gara povera di soddisfazioni per gli Stenpatrick, entrambi eliminati per incidenti.
Quella che è seguita è stata una settimana povera di soddisfazioni soprattutto per Ricky, che l'incidente l'ha avuto prima di Danica e che quindi è stato costretto a stirare.
L'incidente in cui è rimasto coinvolto Ricky è stato un incidente tra diciassette vetture.
Non so se mi sono spiegata bene: diciassette vetture.
La legge del caso ha voluto che Dale Jr, che ultimamente attira le disgrazie con una certa facilità, abbia aggirato l'ostacolo e che la sua auto sia uscita intatta da tutto quel casino.
C'era tantissima gente su Twitter che non vedeva l'ora che Dale Jr potesse transitare per la victory lane e lo davano per scontato.
Uno dei suoi più grandi sostenitori su Twitter era nientemeno che J.J. Yeley, che a quanto pare è imparentato alla lontana con il Gufo di Interlagos o con Giedo Van Der Garde.
Altro piccolo siparietto interessante: intorno al 2013, nei primi tempi in cui vedevo gare di NASCAR, Yeley gareggiava nella Sprint Cup e mi era rimasto impresso per il cognome palindromo e per le iniziali J.J. come quelle di Lehto. Poi, quando anni fa mi sono guardata le vecchie gare di Indy Racing League e Formula CART, ho scoperto che negli anni '90 aveva gareggiato anche nella IRL e avevo letto che J.J. sta per Jimmy Jack Yeley, che Jimmy è il nome di suo padre e che Jack è il nome di un amico di famiglia. Il vero nome di J.J. Yeley è Christopher Beltram Hernandez Yeley e giustamente mi pare una cosa molto sensata chiamare tuo figli Christopher se la tua intenzione è quello di chiamarlo Jimmy o Jack o J.J. che dire si voglia. Va beh, poteva andargli peggio. Chiamarsi A.J. Foyt IV è decisamente più imbarazzante...
Dopo l'incidente delle diciassette vetture c'è stato anche quello in cui è rimasta coinvolta Danica e *PLOT-TWIST* anche stavolta Dale Jr è stato sfiorato ma ne è uscito indenne! Mi sorprende che nessuno fosse andato a chiamare con urgenza Van Der Garde perché dicesse la sua in proposito, ma a quanto pare Van Der Garde fa pronostici soltanto a proposito di vittorie di Vettel, eventi che non possono verificarsi nella Sprint Cup.
Per ora.
Chissà, magari un giorno Vettel verrà in NASCAR in compagnia di Hamilton per catturare i gabbiani del posto.
L'unico lato negativo, per loro, sarebbe il non potere più trasformare in un affare internazionale una ruotata in regime di safety car.
I gabbiani: "Grock, grock, grock."
Dale Jr: "Perché ci sono dei gabbiani in questo commento?"
I gabbiani: "DALE JR FOR THE WIN!"
Dale Jr: "Oh my Feliiii cry. E tu, Autrice(C), stai già affermando che vincerò sicuramente?"
L'Autrice(C): "No, sto pensando al fatto che in testa c'è Suarez."
Suarez è messicano, come Checo.
Si chiama Daniel, come Dani-Smile.
Non vedevo l'ora di vederlo vincere, ma era destinato a non vincere, così come Elliott, ancora all'inseguimento della sua prima vittoria.
Sono rimasti coinvolti nello stesso incidente, quello dell'ultima bandiera rossa.
A quel punto mi sono concentrata sul fatto che, con un po' di fortuna, tutto avrebbe potuto finire in un modo che piaceva a me.
C'era Keselowski in testa.
C'era Newman secondo.
C'era Dale Jr, sopravvissuto indenne all'ennesima vettura che lo sfiorava, terzo.
Speravo che uno dei due superasse Keselowski e vincesse...
...
...
...addio, Dale Jr, è stato bello credere in te.
Mentre Dale Jr perdeva posizioni, penso che Newman avesse avuto la visione di un hamburger gigante.
Quella visione è stata sufficiente per farlo lottare per la vittoria, ma non per farlo vincere. In victory lane c'è andato il sosia di Dany Kvyat.
Ricky: "E mentre l'Autrice(C) ci ignora per occuparsi della drinking age di Verstappino, non finisco la gara e rimango abbondantemente fuori dai playoff ma non importa, perché Danica s'è ritirata prima di me e quindi questa settimana stira lei!!!11!!111!!"
Danica: "Stai attento che prima o poi ti lascio per mettermi insieme a A.J. Allmendinger."
Allmendinger: "Guarda che questa settimana toccherebbe comunque a te stirare, mentre toccherebbe a me se mi mettessi insieme a Ricky. AAAAAAWWWWWW, Ricky! *-* Per uno come te sarei disposto a stirare 24/7."
Truex: "Ho vinto, perché nessuno mi ca*a?"
Voce fuori campo: "Perché tu non sei nessuno e non batteresti mai Liuzzi in una partita di briscola."
Truex: "E chi ca**o è Liuzzi?"
Will Stevens: "Come osi, eretico?! Capisco che tu possa non conoscere me, ma DEVI conoscere Liuzzi. Se non sei al corrente della sua identità, non sei degno del titolo."
Truex: "Come tutti i piloti di Formula 1 che ne hanno vinto solo uno, ma non al volante di una Ferrari, e che non fumano come ciminiere portandosi a letto qualunque donna gli capiti a tiro."
Will Stevens: "Esatto, vedo che hai capito tutto dalla vita. Potresti addirittura apprendere perfino chi sono io, con un po' d'impegno."
Truex: "Adesso non esageriamo, non mi abbasserei mai a questi livelli..."
[VINCITORI PLAYOFF / 12]
#30 Bank of America 500 (Charlotte): MARTIN TRUEX JR
#31 Alabama 500 (Talladega): BRAD KESELOWSKI
#32 Hollywood Casino 400 (Kansas City): MARTIN TRUEX JR
[CLASSIFICA DOPO I SECONDI PLAYOFF]
1. Martin Truex Jr: 4069 punti
2. Kyle Busch: 4042 punti
3. Brad Keselowski: 4026 punti
4. Jimmie Johnson: 4017 punti
5. Kevin Harvick: 4017 punti
6. Denny Hamlin: 4014 punti
7. Ryan Blaney: 4009 punti
8. Chase Elliott: 4006 punti
...
...
...okay, sto scherzando, e in occasione della sovrapposizionehhhhh con il Gran Premio degli Stati Uniti ho deciso di fingere per una serata che la NASCAR non esistesse.
Prima di arrivare a quel momento, comunque, ce n'erano stati degli altri.
Procediamo con ordine: queste ultime tre gare sono state quel particolare turno di Playoff nel quale ci sono dodici piloti in lotta per il titolo, che resteranno solo otto in attesa del turno di playoff successivo.
Le gare di questo playoff non avevano nomi particolarmente imbarazzanti, il che è un po' una novità, dato che non succede tutti i giorni, ed erano le seguenti:
> Charlotte, Bank of America 500;
> Talladega, Alabama 500;
> Kansas City, Hollywood Casino 400.
Si sono svolte l'8, il 15 e il 22 Ottobre ed è stata appunto quella di Kansas City che si è svolta in sovrapposizionehhhh con Austin. #DrinkingAge #DrinkingAge #DrinkingAge!
La gara di Charlotte c'è stata nello stesso giorno del gran premio del Giappone, qualcosa come dodici ore più tardi o giù di lì.
Quella l'ho guardata.
Ho guardato il terzo stage, per meglio dire.
C'era Harvick in testa, quando ho acceso. Penso che fosse partito dalla pole. Era stato in testa al termine del primo stage e del secondo.
Ormai parlo di NASCAR da abbastanza tempo da parlare di Harvick in qualità di Harvick, ma il retroscena pittoresco lo devo raccontare.
Ho scoperto dell'esistenza di Kevin Harvick quando la sua identità venne alla luce anche in Europa, anni fa, dopo che era stato protagonista di una rissa con un certo tombino nostra vecchia conoscenza.
L'evento, in sé, era anche abbastanza pittoresco: Montoya, accusato da Harvick di avere innescato l'incidente che li aveva coinvolti, in realtà non aveva affatto innescato l'incidente; era semplicemente stato speronato da Truex e, di conseguenza, era andato a finire addosso a Harvick.
Fu anche abbastanza pittoresco vedere Montoya che prendeva Harvick a sberle sul casco, vista la stazza di Harvick.
Stavolta non ci sono state risse.
Non c'è stato nemmeno Montoya, in realtà, dato che gareggia nell'endurance americana o, in alternativa, gironzola per i box ad Austin.
Harvick ha perso la leadership in occasione di un giro di pitstop.
Truex è andato in testa.
Poi, tra una cosa e l'altra, Danica è finita nel bel mezzo di un crash con David Ragan.
Voce fuori campo: "Chi?"
L'Autrice(C): "Ho detto David Ragan, non Will Stevens!"
Ragan: "Chi è Will Stevens?"
L'Autrice(C): "Ecco, appunto..."
Nonostante l'assenza di Will Stevens e la presenza del solo David Ragan, ciò non è stato determinante perché Danica perdesse il duello tra gli Stenpatrick a cui la NASCAR fa da contorno. In realtà Danica era nelle retrovie da molto tempo e non è neanche che Ricky fosse messo tanto bene.
Ha comunque recuperato tra un incidente e l'altro e, quando la gara è terminata al termine dell'overtime, era ben 13°.
So che è un risultato da poco, ma mi sembrava bello citarlo tra grandi proclami.
Ha vinto Truex.
Elliot è arrivato secondo.
Harvick è finito al terzo posto.
Poi c'erano McMurray e Suarez.
Suarez è messicano, come Checo! *______*
La ragione dell'overtime finale è stato un incidente tra compagni di squadra.
Uno di quei compagni di squadra era Buscher.
L'altro era una nostra vecchia conoscenza. #AllmendingerForTheWin.
Poi Danica è andata a stirare.
Ha stirato per una settimana.
Poi ha abbandonato il ferro da stiro: era giunto il momento della gara di Talladega.
Il circuito di Talladega mi è rimasto impresso perché veniva menzionato numerose volte nel film "La leggenda di Ricky Bobby", che ho visto alcuni anni fa e che avevo trovato molto pittoresco, nella sua demenzialità.
Mi è rimasto impresso il protagonista che ad un certo punto cade in disgrazia, diventa un fattorino che consegna pizze a domicilio e ha due figli gemelli che chiama uno Walker e l'altro Texas Ranger.
Poi mi è rimasta anche una delle scene finali, in cui bacia uno dei suoi avversari come se fossero protagonisti di una fan fiction pubblicata su Archive of Our Own.
Diciamo che dal film si intuiva che Talladega fosse un circuito stretto, sul quale non era improbabile che capitassero incidenti che coinvolgevano numerose vetture...
...
...
...ma la realtà può superare di gran lunga la fantasia e vedere gare di NASCAR con un attrition rate elevato tanto quella che ho parzialmente visto quella domenica sera non è una cosa che capita tutti i giorni.
Vorrei precisare che per "parzialmente visto" intendo dire che ho visto gli ultimi ventuno giri.
In questi ventuno giri ci sono stati tre incidenti che hanno coinvolto numerose vetture e che hanno costretto all'interruzione con bandiera rossa.
Tra il momento in cui ho iniziato a seguire la gara e quello in cui mi sono resa conto che il vincitore, Brad Keselowski, è fortunato a disporre di una macchina dal momento che somiglia tantissimo a un certo pilota russo di Roma che una macchina non ce l'ha più, è passata una quantità di tempo quantificabile approssimativamente come un'ora e tre quarti.
Lo ripeto, ventuno giri.
Lo ripeto, tre incidenti notevoli.
Lo ripeto, tre bandiere rosse.
Prima di tutto ciò, ho scoperto tramite voci di corridoio, era già entrata la safety car dieci volte.
Ci mancava solo che arrivasse anche un temporale monsonico o che scoppiasse un incendio nel frattempo e poi avremmo fatto il pieno.
È stata una gara povera di soddisfazioni per gli Stenpatrick, entrambi eliminati per incidenti.
Quella che è seguita è stata una settimana povera di soddisfazioni soprattutto per Ricky, che l'incidente l'ha avuto prima di Danica e che quindi è stato costretto a stirare.
L'incidente in cui è rimasto coinvolto Ricky è stato un incidente tra diciassette vetture.
Non so se mi sono spiegata bene: diciassette vetture.
La legge del caso ha voluto che Dale Jr, che ultimamente attira le disgrazie con una certa facilità, abbia aggirato l'ostacolo e che la sua auto sia uscita intatta da tutto quel casino.
C'era tantissima gente su Twitter che non vedeva l'ora che Dale Jr potesse transitare per la victory lane e lo davano per scontato.
Uno dei suoi più grandi sostenitori su Twitter era nientemeno che J.J. Yeley, che a quanto pare è imparentato alla lontana con il Gufo di Interlagos o con Giedo Van Der Garde.
Altro piccolo siparietto interessante: intorno al 2013, nei primi tempi in cui vedevo gare di NASCAR, Yeley gareggiava nella Sprint Cup e mi era rimasto impresso per il cognome palindromo e per le iniziali J.J. come quelle di Lehto. Poi, quando anni fa mi sono guardata le vecchie gare di Indy Racing League e Formula CART, ho scoperto che negli anni '90 aveva gareggiato anche nella IRL e avevo letto che J.J. sta per Jimmy Jack Yeley, che Jimmy è il nome di suo padre e che Jack è il nome di un amico di famiglia. Il vero nome di J.J. Yeley è Christopher Beltram Hernandez Yeley e giustamente mi pare una cosa molto sensata chiamare tuo figli Christopher se la tua intenzione è quello di chiamarlo Jimmy o Jack o J.J. che dire si voglia. Va beh, poteva andargli peggio. Chiamarsi A.J. Foyt IV è decisamente più imbarazzante...
Dopo l'incidente delle diciassette vetture c'è stato anche quello in cui è rimasta coinvolta Danica e *PLOT-TWIST* anche stavolta Dale Jr è stato sfiorato ma ne è uscito indenne! Mi sorprende che nessuno fosse andato a chiamare con urgenza Van Der Garde perché dicesse la sua in proposito, ma a quanto pare Van Der Garde fa pronostici soltanto a proposito di vittorie di Vettel, eventi che non possono verificarsi nella Sprint Cup.
Per ora.
Chissà, magari un giorno Vettel verrà in NASCAR in compagnia di Hamilton per catturare i gabbiani del posto.
L'unico lato negativo, per loro, sarebbe il non potere più trasformare in un affare internazionale una ruotata in regime di safety car.
I gabbiani: "Grock, grock, grock."
Dale Jr: "Perché ci sono dei gabbiani in questo commento?"
I gabbiani: "DALE JR FOR THE WIN!"
Dale Jr: "Oh my Feliiii cry. E tu, Autrice(C), stai già affermando che vincerò sicuramente?"
L'Autrice(C): "No, sto pensando al fatto che in testa c'è Suarez."
Suarez è messicano, come Checo.
Si chiama Daniel, come Dani-Smile.
Non vedevo l'ora di vederlo vincere, ma era destinato a non vincere, così come Elliott, ancora all'inseguimento della sua prima vittoria.
Sono rimasti coinvolti nello stesso incidente, quello dell'ultima bandiera rossa.
A quel punto mi sono concentrata sul fatto che, con un po' di fortuna, tutto avrebbe potuto finire in un modo che piaceva a me.
C'era Keselowski in testa.
C'era Newman secondo.
C'era Dale Jr, sopravvissuto indenne all'ennesima vettura che lo sfiorava, terzo.
Speravo che uno dei due superasse Keselowski e vincesse...
...
...
...addio, Dale Jr, è stato bello credere in te.
Mentre Dale Jr perdeva posizioni, penso che Newman avesse avuto la visione di un hamburger gigante.
Quella visione è stata sufficiente per farlo lottare per la vittoria, ma non per farlo vincere. In victory lane c'è andato il sosia di Dany Kvyat.
Ricky: "E mentre l'Autrice(C) ci ignora per occuparsi della drinking age di Verstappino, non finisco la gara e rimango abbondantemente fuori dai playoff ma non importa, perché Danica s'è ritirata prima di me e quindi questa settimana stira lei!!!11!!111!!"
Danica: "Stai attento che prima o poi ti lascio per mettermi insieme a A.J. Allmendinger."
Allmendinger: "Guarda che questa settimana toccherebbe comunque a te stirare, mentre toccherebbe a me se mi mettessi insieme a Ricky. AAAAAAWWWWWW, Ricky! *-* Per uno come te sarei disposto a stirare 24/7."
Truex: "Ho vinto, perché nessuno mi ca*a?"
Voce fuori campo: "Perché tu non sei nessuno e non batteresti mai Liuzzi in una partita di briscola."
Truex: "E chi ca**o è Liuzzi?"
Will Stevens: "Come osi, eretico?! Capisco che tu possa non conoscere me, ma DEVI conoscere Liuzzi. Se non sei al corrente della sua identità, non sei degno del titolo."
Truex: "Come tutti i piloti di Formula 1 che ne hanno vinto solo uno, ma non al volante di una Ferrari, e che non fumano come ciminiere portandosi a letto qualunque donna gli capiti a tiro."
Will Stevens: "Esatto, vedo che hai capito tutto dalla vita. Potresti addirittura apprendere perfino chi sono io, con un po' d'impegno."
Truex: "Adesso non esageriamo, non mi abbasserei mai a questi livelli..."
[VINCITORI PLAYOFF / 12]
#30 Bank of America 500 (Charlotte): MARTIN TRUEX JR
#31 Alabama 500 (Talladega): BRAD KESELOWSKI
#32 Hollywood Casino 400 (Kansas City): MARTIN TRUEX JR
[CLASSIFICA DOPO I SECONDI PLAYOFF]
1. Martin Truex Jr: 4069 punti
2. Kyle Busch: 4042 punti
3. Brad Keselowski: 4026 punti
4. Jimmie Johnson: 4017 punti
5. Kevin Harvick: 4017 punti
6. Denny Hamlin: 4014 punti
7. Ryan Blaney: 4009 punti
8. Chase Elliott: 4006 punti
Commento al Gran Premio degli Stati Uniti: Austin, 22 Ottobre 2017
La prima volta che la Formula 1 arrivò ad Austin era quella volta in cui c'era chi, invece di limitarsi a fingere un problema al cambio, rompeva i sigilli del cambio di uno dei suoi due piloti per farlo retrocedere e far partire l'altro dal lato pulito della pista e andava a sbandierare ai quattro venti le proprie intenzioni.
Era quella volta in cui Hamilton vinse per la seconda volta il Gran Premio degli Stati Uniti, perché aveva già vinto, su un altro circuito, quello del 2007. Non ricordo cosa accadde esattamente, ho il vago ricordo del fatto che ad un certo punto abbia superato Vettel, dopo che forse quest'ultimo aveva perso tempo durante un doppiaggio.
Fa uno strano effetto a ripensarci, non al cambio di Massa, non a Vettel, non a Hamilton, ma alla vettura a bordo della quale si trovava quest'ultimo. Il Gran Premio di Austin è vecchio abbastanza dall'avere visto una vittoria della McLaren.
Poi venne il 2013. Vinse Vettel, non ricordo in quali circostanze, esattamente. Era quell'anno in cui, dopo la pausa estiva, le vinse tutte lui. Quella è, ad oggi, l'ultima vittoria di una Redbull ad Austin.
Poi venne il 2014. Ricordo che vinse Hamilton per il semplice fatto che Hamilton ha vinto tutti i gran premi di Austin a parte l'edizione vinta da Vettel. Non ricordo bene cosa successe, ma ho il vago ricordo di Kovalainen in pista al posto di Raikkonen, dopo che quest'ultimo aveva subito un intervento chirurgico a seguito di un infortunio.
Poi venne il 2015.
Austin, nell'immaginario collettivo, è il 2015, poco importa che ce ne sia stata anche una nel 2016, dopo, e che Hamilton abbia vinto anche quella.
Le non-qualifiche, il rain delay, i Versainz Jr che facevano travestire da piloti i rispettivi padri (non che i Versainz Sr non siano piloti, ma ci siamo capiti), Ricciardo che ballava con Kvyat, il meccanico della Force India che ballava la break dance, Lauda e Rosberg che giocavano a calcio, i meccanici della Williams(?) che andavano in giro su dei canotti rudimentali fingendo di remare... Poi in gara mi misi a tifare spudoratamente per Kvyat, quando lo vidi in testa al gran premio e la cosa non gli portò molto bene, ma si sacrificò per una giusta causa: il lancio dei cappellini dei Rosbilton sul podio. Nel frattempo Iceman cercava di farsi notare litigando con un pannello pubblicitario del Rolex e Verstappino arrivava quarto, a un passo dal podio, e mi dispiacque anche che non vi fosse salito perché 1) era al volante di una Toro Rosso e la Toro Rosso meriterebbe di stare sul podio così, a prescindere, 2) la drinking-age!!111!!!11!!!!11! ...e non ero affatto dispiaciuta dal fatto che avesse ancora una chance per riuscire a contrastare la drinking-age salendo sul podio quest'anno.
Sarai rimasta molto delusa.
Anzi, sarei rimasta doppiamente delusa.
Non so se mi spiego: nella mia esistenza non ho MAI tifato Verstappen ed è sempre stato tra le scatole a chiunque, per una volta in cui, in via del tutto eccezionale, ho deciso di tifarlo per un giorno per una giusta causa, è successo quello che è successo. Questo significa che non devo tifare nessuno, né sistematicamente né occasionalmente.
In alternativa potrei prendere in considerazione l'idea di diventare una fungirl dei Vettelton e di non vedere l'ora che uno dei due vinca il mondiale, così potrei essere accontentata sistematicamente per anni...
...
...
...sempre che nel corso degli anni non vada a finire che 1) vince il titolo Verstappino, 2) lo vince Alonso.
Ah, già, dobbiamo parlare dell'hot topic del weekend, dove per hot topic non intendo quello che, a causa del The Sun, provocherà una nuova ondata di fungirl che si fanno turbe psichiche scrivendo fan fiction Rosbilton ad alto contenuto erotico. Di quello ne parliamo dopo, perché comunque merita, dato che si parla di #ammmmore.
Parlando di cose più concrete, come il terzo titolo di Alonso su una McLaren (che poi, concrete? inizio a pensare che il terzo titolo di Alonso sia ancora meno concreto delle teorie delle fungirl secondo cui i Rosbilton sarebbero segretamente amanti), la notizia del secolo è che *NON-PLOT-TWIST* Ferniiii ha rinnovato con la McLaren. Prego, partano i fuochi d'artificio, i team radio pieni di imprecazioni e la gente che finge di essere sorpresa del fatto che Ferniiii non sia andato a gareggiare in Indycar in pianta stabile. Mi auguro che questa gente finga almeno di sapere che cos'è l'Indycar, nel frattempo, ma non sono così carica di speranze, anzi, più il tempo passa e più sono convinta che avere speranze sia del tutto inutile.
Passiamo all'argomento di calibro fangirlistico e al fatto che il campionato 2017 sia percepito come così intrigante che giornali, addetti ai lavori e utenti di social network non hanno occhi che per le polemiche tra i Rosbilton, nonostante uno dei due sia generalmente impegnato a guidare e a fare a ruotate con altre persone e uno sia impegnato a realizzare video per il suo canale youtube.
Eravamo rimasti a due settimane fa, in cui faceva scalpore come nel video di Leo 2.0 ambientato al GP del Giappone e intitolato "una notte a Suzuka" o qualcosa del genere, della serie in Mercedes a quanto pare nessuno distingue il giorno dalla notte, anche ben prima di arrivare a quarant'anni, fosse comparso dal nulla il Gangster Rapper, dove per comparso dal nulla intendo proprio quello che ho detto: la scena in cui c'è il Gangster Rapper che, vestito da straccione, si gratta le orecchie con aria imbambolata a tre passi da Niki Lauda voltando le spalle a Leo, è stata accuratamente montata just for show, perché nella scena immediatamente precedente in quella stanza non c'erano né il Gangster Rapper né tantomeno le persone con cui il Gangster Rapper stava parlando. Ho già espresso altrove la speranza che Leo 2.0, in cambio di quel cameo, gli abbia dato i soldi per comprarsi un paio di pantaloni nuovi. Purtroppo non ha fatto altrettanto scalpore il fatto che in quel vlog Leo abbia scelto Sebby seduto per terra appoggiato a un muro dopo il ritiro come sfondo per una scena in cui lo stesso Leo, in primo piano, conversa con Jensinho a proposito delle proprie bambine e chiede a Jensinho se lui abbia dei figli, anche questo per show, immagino, perché sono certa che nel paddock la gente vada in giro a mostrare le foto dei propri figli a colleghi ed ex colleghi e, se non hanno dei figli, che mostrino le foto dei loro animali.
Veniamo al "The Sun", che ha pubblicato un'intervista al Gangster Rapper in cui questo dichiara che adesso che c'è Bo77as al posto di Leo nel team Mercedes regna l'armonia, cosa di cui non dubitavo particolarmente, visto che Bo77as è irrilevante da mesi. Il Gangster Rapper avrebbe aggiunto che soltanto che Leo se n'è andato si è reso conto di quanto l'ambiente fosse negativo e (attenzione, qui viene la cosa imbarazzante) ha paragonato tutto ciò a una relazione sentimentale malsana in cui si rimane insieme solo per amore.
Premesso che lo stile del The Sun è sensazionalistico più o meno in stile Bild o Marca e che Wikipedia afferma che "a dispetto del suo successo, il quotidiano incontra molte critiche, con accuse di grossolanità e di poca professionalità, a causa dello stile sensazionalista mirato a un pubblico di basso livello culturale" [CIT.], è verosimile che chi ha scritto quell'articolo ci abbia lavorato di fantasia per rendere tutto molto più imbarazzante di quanto non sia stato in realtà, il che comunque non è difficile dato che capita spesso e volentieri che il Gangster Rapper si complichi la vita riuscendo a dire cose non imbarazzanti in modo molto imbarazzante.
Immagino che non sappia che il passo è breve e che ci saranno stuoli di fangirl pronte ad affermare che il Gangster Rapper ha sempre #ammmmato Leo ma che, ora che se n'è andato Leo, ha allacciato una relazione più equilibrata con Bo77as (che poi, più equilibrata ho qualche dubbio, vista la crescente webberizzazione di B077as).
Oppure lo sa benissimo e in realtà queste dichiarazioni sono tutte frutto di un complotto organizzato in gran segreto da lui e Leo 2.0 quando si incontrano le scale allo scopo di rimanere sempre al centro dell'attenzione a spese di Sebby, nonostante gli occhi azzurro shoking di quest'ultimo. Non mi sorprenderei se un giorno scoprissi che i Rosbilton, quando si incontrano per le scale del modesto palazzo in cui vivono, invece di spingersi a vicenda dentro la piscina condominiale o innescare risse in cui si strappano i capelli e si prendono a colpi di smartphone, scrivono in gran segreto fan fiction self insert su loro stessi e le pubblicano su Tumblr, dove si nascondono dietro l'identità di ragazzine con blog rosa pieni di stelline e brillantini. Magari si scambiano anche messaggi in cui parlano di quanto siano belli gli occhi azzurro shocking di Sebby e il Gangster Rapper minaccia di bloccare Leo 2.0 perché adesso è innamorato di B077as...
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...
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...sì, so che vi state chiedendo perché non parlo del gran premio e la mia risposta è che:
1) lo farò presto;
2) i gossip immaginari sui Rosbilton sono divertenti;
3) i Rosbilton stessi sono divertenti, così come Dani-Smile, Sebby e tutti i piloti nati nella seconda metà degli anni '80.
B077as: "Chiedo scusa per l'intrusione, perché io non sono stato esplicitamente menzionato nell'elenco dei piloti epici nati tra il 1985 e il 1989, ma sono stato lasciato in secondo piano?"
L'Autrice(C): "Orrorehhhh! E comunque la definizione di 'pilota epico' è scorretta, perché per piloti epici si intendono quelli che non ottengono punti o che si rendono protagonisti di eventi strani. Tu, comunque, rimani il serial killer ufficiale del paddock. Continua a guardare il Gangster Rapper con quegli occhi da squilibrato e vedrai che riuscirai a tenerlo sotto controllo!"
B077as: "Certo, adesso corro ad affondargli i denti nel collo, fingendo che si tratti di un prosciutto di soia."
Il Gangster Rapper: "Tu sì che hai capito tutto dalla vita, non come Leo che non mi azzannava mai a questo modo perché aveva paura di sgualcirsi il tutù rosa con le paillettes nel frattempo."
Leo: "Taci, se no ti blocco e ti segnalo al supporto di tumblahhhh."
Il Gangster Rapper: "E io comunico al mondo i tuoi dati personali per farti perdere il volante."
Leo: "Arrivi tardi, Singapore 2014 si è già concluso da un pezzo."
Il Gangster Rapper: "Come osi triggerarmi? Ti ho detto mille volte che i miei followed devono taggare Singapore. Mi vengono i brividi al ricordo delle indigestioni di cibo singaporese. Sebby, dammi subito il tuo sacchetto, devo vomitare."
Sebby: "Non ci penso nemmeno! Sono nel bel mezzo di una missione in incognito."
Il Gangster Rapper: "Tanto ti si riconosce comunque dagli occhi azzurro shocking."
Sebby: "Niente affatto. Prima sono stato inseguito da un pollo gigante convinto che fossi Sonyericsson. Poi, quando si è reso conto che non c'era Kmag a difendermi, ha desistito e si è accorto che non potevo essere io."
Sonyericsson: "Ma quale Kmag a difendermi?! Purtroppo passa tutto il suo tempo a farsi succhiare le pa**e da Hulkenberg."
Hulkenberg: "Io ho vinto la 24 Ore di Le Mans e voi no!!!11!!!11!!"
Hartley: "Anch'io l'ho vinta!!11!!11!!!!1! e ho i capelli biondi e vaporosi con un taglio dal dubbio gusto, pertanto sono ufficialmente la nuova Britney Bitch del paddock!!!11!!!! Quella volta che Mazzoni disse che sembravo UN cantane pop, si sbagliava, perché in realtà sembro UNA cantante pop. E ho intenzione di appropriarmi del volante di Kvyat, prima o poi!"
Un fanboy russo: "K0M3 T1 Xm3Tt1!!111!!111!! K0MpL8!!11!!!11!!111!! 3 PùTyN K3Ffàhhhh??222???22??"
Voce fuori campo "Autrice(C), sbarazzati di questa gente. Questo commento merita di entrare nel vivo e di vedere la luce."
Sono d'accordo, vorrei aggiungere due cose, una collegata a quanto detto finora, una che c'entra poco.
Quella collegata a quanto detto finora è sul "The Sun", che ho scoperto essere stato in passato un giornale di sinistra ed essere divenuto un giornale di destra annunciando il proprio cambiamento di linea editoriale in una data inquietante, ovvero quella del 30 settembre 2009, il giorno in cui fu annunciato il passaggio di Alonso in Ferrari e in cui molti fanboy ferraristi anti-alonsisti divennero degli alonsisti sfegatati.
Ora passiamo alla cosa di cui non ho ancora parlato, che ci riguarda più da vicino. Questo quartultimo evento stagionale era il terzultimo in diretta Rai di quest'anno e non si sa ancora che cosa ci aspetta per il futuro. Non mi è ben chiara la situazione della Rai 2018 e, con tutta probabilità, non è chiara nemmeno a nessun altro. Lo scorso inverno era stato annunciato che, al termine del 2017, la Rai non avrebbe rinnovato i diritti per la prossima stagione, ma una notizia uscita nel corso dell'estate riportava che la Rai ci aveva ripensato, visto l'incremento degli ascolti di questa stagione. Poi non è arrivata nessuna ufficializzazione, ma preferisco non fasciarmi la testa prima di essermela rotta: dopo il 2013/14, la notizia del rinnovo arrivò più o meno in dicembre. Ho ancora qualche mese a disposizione prima di disperarmi per la perdita della Formula 1 sulla Rai e di Gianfranco Mazzoni e compagnia bella.
Vorrei fare due precisazioni:
1) Dal 2013 a oggi sono sempre riuscita a vedere la F1 tramite canali alternativi e non mi è capitato nemmeno una volta di perdermi la diretta perché non trovavo un link dove vederla (le uniche dirette che mi sono persa sono state quelle in cui dormivo o in cui ero impegnata), quindi, almeno in linea teorica, non dovrei avere molte difficoltà in più rispetto a questi anni, se la Rai perdesse i diritti, ma mi mancherebbe probabilmente il fatto di vedere la F1 in TV (anche se la trasmettessero su Cielo o qualcosa del genere, non so se riuscirei a vederla in TV, perché abbiamo da sempre un po' di problemi con l'antenna da cui il resto del palazzo non è disturbato e pertanto mai risolti, quindi non so se il canale sia visibile o meno dal televisore di casa mia);
2) Mazzoni non è Murray Walker (che a mio parere è il guru delle telecronache motoristiche, a cui faccio tanti auguri dato che pochi giorni fa ha compiuto 94 anni), ma dopo vent'anni mi ci sono affezionata, così come mi sono affezionata agli altri membri della gang della Rai, Ivan Capelli, Stella Bruno, ecc... pre-gara e post-gara di solito non li guardo, quindi chiedo cortesemente di non estendere in automatico quanto ho detto a soggetti diversi da quelli che compaiono il cordiale saluto iniziale e il cordiale saluto finale. Se la Rai non trasmettesse più la Formula 1 a partire dal 2018 mi dispiacerebbe, quindi? Sì, moltissimo, quindi speriamo che la Ferrari vinca almeno una delle altre due gare in diretta e che di conseguenza il trend dell'incremento degli ascolti possa continuare. Potrebbe essere determinante per il futuro!
MAKING OF: PROVE LIBERE, QUALIFICHE E SHOW PRE-GARA
Visti gli orari inconsueti, ho guardato parte della FP3, sabato pomeriggio, cosa che in genere non faccio al sabato mattina, e ho anche iniziato a perdere qualche colpo, chiedendomi al termine della FP3 come mai nessuno stesse facendo le interviste post-qualifiche.
Sabato sera sono uscita. Le qualifiche le ho viste su Rai Replay intorno alle tre/quattro di notte, dopo essermi precedentemente registrata al sito, avendo scoperto che, diversamente che per vedere le puntate di "Un Posto al Sole" che a volte mi perdo durante la settimana, per rivedere le qualifiche serviva l'iscrizione.
Immagino che vi interessi di più quello che è successo che quello che è capitato a me, quindi direi che è il caso di procedere con il raccontarvelo.
Nonostante i soliti proclami iniziali sul fatto che rischiasse di venire giù il diluvio universale, non è accaduto nulla di tutto ciò e, a parte la pista umida all'inizio della FP1 al venerdì, per il resto si è girato solo ed esclusivamente sull'asciutto.
Tra venerdì e sabato abbiamo avuto la chiara e cristallina dimostrazione che il Gran Premio degli Stati Uniti sarebbe stato molto combattuto e che i potenziali candidati alla vittoria fossero molti: Hamilton ha infatti ottenuto il miglior tempo nelle prove libere 1, nelle prove libere 2, nelle prove libere 3, in Q1, in Q2 e in Q3. Gli altri, nel frattempo, si contendevano la vittoria del torneo di poker texano a cui il Gran Premio di Austin faceva da contorno.
Le qualifiche sono abbastanza tranquille, non ci sono stati incidenti, ma in Q1 ci sono stati due momenti abbastanza intensi:
1) mentre Grosjean tagliava per le decorazioni a stelle e strisce che costeggiano l'asfalto al fine di evitare Stroll, quest'ultimo si è allargato rischiando di travolgerlo e guadagnandosi di conseguenza tre posizioni di retrocessione per ostruzione;
2) Kmag ha ostacolato Perez e, oltre a tre posizioni di retrocessione per ostruzione, si è guadagnato anche una lunga serie di epiteti urlati alla radio dallo stesso Perez che, in apparenza, dopo essersi contraddistinto in gioventù per avere litigato con mezza griglia di partenza macchiandosi di crimini contro l'umanità quali ostruzioni e sportellate, adesso si sia ravveduto e reagisca allo stesso modo con i giovani sprovveduti dalla guida irruenta. Il caso vuole che Kmag abbia per abitudine proprio quella di essere il giovane sprovveduto dalla guida irruenta a cui tutti romperebbero volentieri il setto nasale di questi tempi.
Superati questi piccoli problemi si è delineata la griglia di partenza, o meglio, quella che sarebbe stata la griglia di partenza se non ci fossero state retrocessioni: HAM VET BOT RIC RAI VES OKI SAI ALO PER | MAS KVY VAN GRO HUL | ERI STR HRL WEH MAG.
In realtà di retrocessioni ce ne sono state varie: Kmag e Stroll per ostruzione, mentre Verstappen, Vandoorne, Hulkenberg e Hartley sono stati retrocessi per sostituzioni di componenti del motore.
Prima della gara c'era un ultimo tassello del Making Of da completare ed era (purtroppo) quella di organizzare uno show in stile corse americane che con la Formula 1 non ci stava a dire niente. Si segnalano: 1) piloti che sfilavano su una sorta di tappeto rosso che ha dovuto essere rimosso in gran fretta perché era sul circuito qualcosa come due minuti prima che i piloti salissero sulle vetture, 2) grid girl con una divisa da cheerleader piuttosto pacchiana che agitavano pon-pon dall'aria ancora più pacchiana delle divise da loro indossate.
RACE DAY: ALL'INSEGUIMENTO DELLO CHAMPAGNE
Eravamo tutti piuttosto rintronati dal pre-gara e pensavamo di affogare nell'alcool il dispiacere per il fatto che Verstappino fosse troppo lontano per sfidare le leggi locali e tracannare champagne sul podio, quindi ci voleva qualcosa di forte per riprenderci dallo shock. Ci hanno pensato i Vettelton, uno partendo bene e l'altro partendo male, con il fatto che per sette giri abbiamo avuto una Ferrari in testa a una gara e spero che ciò abbia dato i suoi frutti sugli indici d'ascolto. Ad ogni modo, una volta che Vettel è stato superato da Hamilton al settimo giro, è stato chiaro e lampante che le Mercedes erano più veloci delle Ferrari... o meglio, è stato chiaro che Hamilton era più veloce di Vettel, per il resto chi vivrà vedrà. Angolo retrovie: incidente tra Kmag e Wehrlein al via, con Wehrly che si è ritirato, non ho capito bene se per l'incidente o per che cosa. Anche Hulkenberg si è ritirato, per problemi tecnici, dopo una presenza in pista di brevissima durata.
Tornando alla gente che conta (come se Werly non contasse), B077as era inseguito da Ricciardo, con Dani-Smile che ha tentato più volte l'attacco nei primi giri di gara e che aveva anche quasi completato il sorpasso... QUASI, appunto. B077as ha messo un po' di spazio tra sé e lo shoey-man, ma la gara di quest'ultimo era destinata a una breve durata: al 16° giro, tre giri dopo essere passato da gomme ultrasoft a gomme soft, la sua gara è terminata per un guasto al motore. Non sarebbe stato il solo. Sei o sette giri più tardi sarebbe stata la volta anche di un certo spagnolo al volante di una scuderia britannica con motori giapponesi che intende passare a motori francesi nel 2018.
Parliamo di pit-stop: il trio Mercedes / Ferrari / Redbull era partito su gomme ultrasoft con la sola eccezione di Verstappino, partito sulle supersoft perché con quelle si era qualificato in Q2, con l'intento di andare avanti più a lungo in gara. Prima del 20° giro sono rientrati B077as e i Vettelton, montando tutti quanti le soft, così come Iceman. Verstappen è rimasto in pista appena tre giri in più di Hamilton, facendo il figo in testa per qualche giro e rientrando dopo essere stato superato dallo stesso Hamilton: anche lui ha montato gomme soft e si poteva presupporre che tutti fossero sulla stessa strategia, a quel punto. Invece no, le cose sono cambiate in corso d'opera.
Parliamo di quello che succedeva a centro gruppo: mentre Massa resisteva stoicamente per metà gara prima di rientrare ai box, dietro di lui si accodavano nientemeno che i Perocon! L'Oki era davanti e Checo scalpitava, invocando un ordine di scuderia o qualcosa del genere. La realtà dei fatti ha dimostrato che, una volta che Massa si è levato di torno, era proprio l'Oki il più veloce dei due! Infatti l'Oki è andato dritto per la sua strada, mentre Perez se la doveva vedere con Sainz. Il piccolo fanboy di Ferniiii, appena passato all'ex team di Ferniiii, era scatenatissimo al volante della sua vettura color banana e ha asfaltato Checo dopo un duello piuttosto intenso. Dopo essere rientrato ai box, invece, Massa è tornato in pista nelle retrovie, dove è stato visto superare RoGro per non essere più inquadrato fino alla fine della gara, che ha concluso in zona punti alle spalle di Sainz. La zona punti l'ha chiusa Kvyat! *_____* E ora, che sappiamo perfettamente che dal 6° al 10° posto sono arrivati Ocon, Sainz, Perez, Massa e Kvyat, possiamo tornare a parlare della top-5, anche perché, di fatto, tutti gli eventi significativi accaduti in un secondo momento hanno riguardato la top-5 e qualche guest star che stava sulla strada della top-5.
Al 38° giro Verstappen, l'ultimo che aveva cambiato le gomme, è rientrato a sorpresa mentre era in scia a Vettel, Bottas e Raikkonen, che si erano compattati, passando alle supersoft. Vettel l'ha seguito un giro più tardi e ha fatto benissimo: prima tra lui e Verstappino c'erano due monoposto, adesso c'era uno spazio tale da far credere che, se fosse rientrato un giro più tardi, sarebbe uscito dietro a Verstappino.
I Raikkottas hanno proseguito, rimanendo in pista. A quel punto era ormai chiaro che, se fossero rientrati, sarebbero stati undercuttati da Verstappino, quindi la loro unica possibilità era rimanere in pista e sperare di non essere raggiunti. Vettel e Verstappen, però, andavano molto più veloci di loro, anche se avevano qualche peripezia da affrontare, tipo un contatto tra Kmag ed Ericsson, per cui quest'ultimo è stato penalizzato, che ha mandato in testacoda Kmag proprio mentre era appena stato doppiato da Vettel e si apprestava ad essere doppiato da Verstappino. Il Gangster Rapper, nel frattempo, era in una botte di ferro, perché era abbastanza palese che nessuno l'avrebbe raggiunto, mentre era duello tra i Finnish Bros! Non è durato tanto, the Real & Only Iceman era più veloce del connazionale e l'ha superato al 42° giro su un totale di 56.
Non restava altro che attendere, a quel punto, che i Vettelstappen giungessero al cospetto dei Raikkottas. L'hanno fatto. Mancavano qualcosa come cinque giri di gara, Sebby ha superato B077as in maniera abbastanza agevole, mentre Verstappino ha faticato un po' di più. Inutile dire che a quel punto ai piedi di Sebby sia stato esposto uno zerbino con i colori della bandiera finlandese e che sia quindi risalito in seconda posizione. Inutile dire che Verstappino non era sazio e che era all'inseguimento del podio, mentre nel frattempo B077as, dopo averle prese praticamente da tutti, rientrava ai box per fare il figo su un set di gomme nuove per qualcosa come tre giri di gara, in stile Alonso alla ricerca del giro più veloce (che però non ha ottenuto, battuto di poco da Vettel).
Il dramma si è consumato all'ultimo giro, quando Verstappino ha raggiunto la zona DRS e a poche curve dalla fine ha divorato il cremino Algida andando a prendersi la terza piazza...
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...in quel momento ho provato una gioia incontenibile! Finalmente la mia sete di conoscenza sarebbe stata soddisfatta.
Vorrei spiegare che cosa mi abbia portata a considerare quella della drinking age americana una giusta causa per sperare di vedere Max Verstappen sul podio. In realtà non era necessario che fosse proprio Verstappen, però dato che l'unica altra alternativa era Stroll, vedevo più probabile che, se uno degli under-21 fosse salito sul podio, quell'under-21 non sarebbe stato Strollino.
Tutto iniziò poco più di due anni fa. Era l'estate del 2015 e lessi alcuni tweet a proposito del fatto che, al termine della gara di Indycar di Iowa Corn, apparentemente sul podio non c'era lo champagne per nessuno perché uno dei primi tre classificati, Sage Karam, classe 1995, era al di sotto della drinking age e sarebbe stato un reato, da parte dell'organizzazione della gara, consegnare una bottiglia di champagne tra le mani di Karam.
Ricordo di avere pensato: chissà cosa succederebbe se Verstappen (all'epoca 18enne) dovesse riuscire a salire sul podio ad Austin. Tra Indycar e Formula 1 c'è una differenza abissale, per quanto riguarda la cerimonia di premiazione: in Indycar non se la fila nessuno e pare non venga nemmeno trasmessa in TV, in Formula 1 è un evento di primo piano e il marchio dello champagne è in bella vista. Se venisse eliminato lo champagne per via della presenza di un pilota al di sotto della drinking age, significherebbe non esporre champagne sponsorizzato, ovvero fare inca**are e non poco uno sponsor che verosimilmente ha pagato profumatamente per essere esposto.
Ho una laurea in marketing.
Mi piacerebbe tantissimo l'idea che un giorno gli studenti che intraprendono il mio stesso percorso di studi si ritrovino ad ascoltare una lezione di marketing in cui viene citato come caso pratico il dilemma del podio al gran premio degli Stati Uniti dovuto al fatto che la drinking age americana è decisamente più alta che in gran parte degli altri paesi del mondo.
Riassumendo, il mio dubbio esistenziale era: COSA SUCCEDEREBBE SE UN PILOTA DI ETÀ INFERIORE AI 21 ANNI SALISSE SUL PODIO AL GRAN PREMIO DEGLI STATI UNITI? Non saprei dire se sono ancora del tutto inconsapevole della risposta oppure se ne ho una. Sinceramente inizio a propendere per la seconda teoria.
Premessa necessaria: non mi si voglia accusare, per cortesia, di tirare fuori teorie del complotto campate in aria, di volere difendere questo o quell'altro o di volere sovvertire chissà che cosa. Questo è un Commento Ironico e le mie affermazioni vanno prese per tali, anche se ormai la pulce nell'orecchio ce l'ho, quindi ho deciso di mettervi al corrente di come la penso. Sul fatto che Verstappen abbia superato Raikkonen mettendo le ruote fuori dalla pista non ci sono dubbi. I dubbi sulla penalità derivano dal fatto che "leaving the track and gaining an advantage" può significare tutto e niente, al punto che già una volta penso di avere osservato che, almeno in linea teorica, se un pilota spinge un altro pilota fuori pista, con l'attuale regolamento potenzialmente uno potrebbe accusato di "forcing another car off the track" mentre l'altro di "leaving the track and gaining an advantage". Sappiamo che la coerenza non è il punto forte di chi applica le penalità, quindi prendo atto di quello che è successo senza dovere esprimere per forza un'opinione. La cosa che mi ha lasciata perplessa sono i tempi tecnici in cui la penalità nei confronti di Verstappen è arrivata. Con la sola eccezione di Messico 2016, in cui comunque si stava già scatenando il putiferio quindi forse i commissari hanno deciso di darsi una mossa, non ricordo altre occasioni, approssimativamente da vent'anni a questa parte, in cui la decisione di penalizzare un pilota sia avvenuta al contempo sia post-gara sia prima del podio, e non solo per fatti avvenuti all'ultimo giro. Anzi, spesso e volentieri capita che le penalità vengano applicate soltanto al momento della pubblicazione del risultato ufficiale, tre ore dopo il termine della gara. Citando me stessa, nel Commento al GP di Gran Bretagna 2016, in cui Rosberg perse la seconda posizione per una penalità applicata post-gara, descrissi con queste testuali parole il tempo che era trascorso tra il termine della gara e l'applicazione della penalità: "nel frattempo ho fatto in tempo a cazzeggiare per tutto il resto del pomeriggio, lavarmi i capelli e imprecare perché il mio computer nell'attesa era andato in palla". Non so se mi spiego. In circostanze normali sarebbe servita qualcosa come un'ora per decidere se Verstappen doveva essere penalizzato o meno. Sono convinta che, se non ci fosse stato il pericolo di non potere mostrare le bottiglie di champagne Chandon (stavolta tinte di rosa in occasione della promozione della campagna contro il tumore al seno), Verstappen sarebbe stato magari penalizzato lo stesso perdendo la terza posizione, ma che ciò sarebbe avvenuto dopo che era già ufficialmente salito sul podio. Per intenderci, non metto in dubbio che Verstappen andasse penalizzato o no, metto in dubbio le tempistiche con cui ciò sarebbe successo, e sono fortemente propensa a credere che, se si fosse trattato di un pilota di età superiore alla drinking age, nessuno si sarebbe preoccupato di andarlo a prelevare dal retro del podio. Oserei azzardare, se queste sono le premesse, che se non avesse combinato nulla di male forse una penalità sarebbe stata inventata addirittura a caso, magari facendo un passo indietro dopo un eventuale ricorso, perché in realtà non importa chi sia il primo a tagliare il traguardo, in Formula 1 i vincitori sono sempre e comunque gli sponsor.
IL PODIO: Usain Bolt ha consegnato il trofeo del vincitore e ha condotto le interviste sul podio, mentre i Vettelton si ignoravano come se Sebby fosse stato Leo 2.0, mentre Iceman, risvegliato in extremis dal sonnellino pomeridiano post-gara per salire sul podio, teneva indosso gli occhiali da sole trafugati nel frattempo approfittando del fatto di non avere dovuto parcheggiare al parc fermé... e poi, all'improvviso, è accaduto quello che non ti aspetti, anzi, che conoscendo i soggetti tendi ad aspettarti da un momento all'altro, perché si sa che a lungo andare non filarsi chi hai di fianco è stancante. Mentre Bolt intervistava Iceman, il Gangster Rapper ha deciso di versargli dello champagne giù per la schiena. Prima di farlo si è scambiato un'occhiata d'intesa con Sebby, di quelle che t fanno capire che, in fin dei conti, il #GrandeAmmmmore è lì, da qualche parte, sepolto in attesa del giorno in cui entrambi inizieranno a litigare con altre persone e saranno troppo impegnati per mettersi a litigare anche tra di loro. I tempi passano, i piloti cambiano, ma viviamo in un mondo in cui Hamilton scattava foto a Sainz, le decorava con orecchie da coniglio, le mostrava ad Alonso e poi le postava. Non so se mi spiego: Hamilton e Alonso che fanno comunella giocando con il cellulare. Hamilton e Alonso...
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...ah, già, forse hanno ragione i fanboy che hanno iniziato a seguire la Formula 1 l'altro ieri, che sostengono che Hamilton non ha mai litigato con nessuno, prima di Rosberg e Vettel! Tra parentesi, che tristezza. La rivalità tra gli Hamonso è stato un hot topic incredibile, dieci anni fa, e questa gente la snobba così dal nulla. Gli Hamonso sono stati un po' peggio di una coppia di sposini che si lanciano i piatti.
RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (Mercedes), 2. Sebastian Vettel (Ferrari), 3. Kimi Raikkonen (Ferrari), 4. Max Verstappen (Redbull), 5. Valtteri Bottas (Mercedes), 6. Esteban Ocon (Force India), 7. Carlos Sainz (Renault), 8. Sergio Perez (Force India), 9. Felipe Massa (Williams), 10. Daniil Kvyat (Toro Rosso), 11. Lance Stroll (Williams), 12. Stoffel Vandoorne (McLaren), 13. Brendon Hartley (Toro Rosso), 14. Romain Grosjean (Haas), 15. Marcus Ericsson (Sauber), 16. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Fernando Alonso (McLaren), Rit. Daniel Ricciardo (Redbull), Rit. Pascal Wehrlein (Sauber), Rit. Nico Hulkenberg (Renault).
TROLL-RACE-DAY: I PILOTI TUMBLRERI
gr8esthotgangsta: "AAAAAWWWWWW! <3 Oggi il podio era pieno di figonihhhhh beliximihhhh!!11!!!!1!! *_______* e non c'era Verstappino! I bambini devono andare a giocare con il camion dei pompieri."
blueflagsf*ck: "Concordo, i miei occhi azzurro shocking erano qualcosa di adorabile. *-* E' stato straziante passare tutto quel tempo senza un sacchetto di carta che nascondesse la mia identità, ma non importa. Sono un figonehhhh beliximohhhh e tutti lo devono sapere."
gr8esthotgangsta: "Smettila di darti delle arie, se no ti blocco. Intanto sblocco l'altro mio #ammmmore perché lo amo più di te. @glitterprincess ti prego torniamo insiemehhhh, ne ho abbastanza di andare in giro mano nella mano con questo tipo bruttohhhh e kattivohhhh che mi sbatte sempre davanti al naso il fatto di avere gli occhi azzurro shoking."
glitterprincess: "Va bene, torniamo insieme, ma solo se mi restituisci il tutù che mi hai rubato."
icecreamman: "Va beh, ho già capito, se nessuno vuole B077as, me lo prendo io. AAAAAAAAAWWWWWWWWW!"
Era quella volta in cui Hamilton vinse per la seconda volta il Gran Premio degli Stati Uniti, perché aveva già vinto, su un altro circuito, quello del 2007. Non ricordo cosa accadde esattamente, ho il vago ricordo del fatto che ad un certo punto abbia superato Vettel, dopo che forse quest'ultimo aveva perso tempo durante un doppiaggio.
Fa uno strano effetto a ripensarci, non al cambio di Massa, non a Vettel, non a Hamilton, ma alla vettura a bordo della quale si trovava quest'ultimo. Il Gran Premio di Austin è vecchio abbastanza dall'avere visto una vittoria della McLaren.
Poi venne il 2013. Vinse Vettel, non ricordo in quali circostanze, esattamente. Era quell'anno in cui, dopo la pausa estiva, le vinse tutte lui. Quella è, ad oggi, l'ultima vittoria di una Redbull ad Austin.
Poi venne il 2014. Ricordo che vinse Hamilton per il semplice fatto che Hamilton ha vinto tutti i gran premi di Austin a parte l'edizione vinta da Vettel. Non ricordo bene cosa successe, ma ho il vago ricordo di Kovalainen in pista al posto di Raikkonen, dopo che quest'ultimo aveva subito un intervento chirurgico a seguito di un infortunio.
Poi venne il 2015.
Austin, nell'immaginario collettivo, è il 2015, poco importa che ce ne sia stata anche una nel 2016, dopo, e che Hamilton abbia vinto anche quella.
Le non-qualifiche, il rain delay, i Versainz Jr che facevano travestire da piloti i rispettivi padri (non che i Versainz Sr non siano piloti, ma ci siamo capiti), Ricciardo che ballava con Kvyat, il meccanico della Force India che ballava la break dance, Lauda e Rosberg che giocavano a calcio, i meccanici della Williams(?) che andavano in giro su dei canotti rudimentali fingendo di remare... Poi in gara mi misi a tifare spudoratamente per Kvyat, quando lo vidi in testa al gran premio e la cosa non gli portò molto bene, ma si sacrificò per una giusta causa: il lancio dei cappellini dei Rosbilton sul podio. Nel frattempo Iceman cercava di farsi notare litigando con un pannello pubblicitario del Rolex e Verstappino arrivava quarto, a un passo dal podio, e mi dispiacque anche che non vi fosse salito perché 1) era al volante di una Toro Rosso e la Toro Rosso meriterebbe di stare sul podio così, a prescindere, 2) la drinking-age!!111!!!11!!!!11! ...e non ero affatto dispiaciuta dal fatto che avesse ancora una chance per riuscire a contrastare la drinking-age salendo sul podio quest'anno.
Sarai rimasta molto delusa.
Anzi, sarei rimasta doppiamente delusa.
Non so se mi spiego: nella mia esistenza non ho MAI tifato Verstappen ed è sempre stato tra le scatole a chiunque, per una volta in cui, in via del tutto eccezionale, ho deciso di tifarlo per un giorno per una giusta causa, è successo quello che è successo. Questo significa che non devo tifare nessuno, né sistematicamente né occasionalmente.
In alternativa potrei prendere in considerazione l'idea di diventare una fungirl dei Vettelton e di non vedere l'ora che uno dei due vinca il mondiale, così potrei essere accontentata sistematicamente per anni...
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...sempre che nel corso degli anni non vada a finire che 1) vince il titolo Verstappino, 2) lo vince Alonso.
Ah, già, dobbiamo parlare dell'hot topic del weekend, dove per hot topic non intendo quello che, a causa del The Sun, provocherà una nuova ondata di fungirl che si fanno turbe psichiche scrivendo fan fiction Rosbilton ad alto contenuto erotico. Di quello ne parliamo dopo, perché comunque merita, dato che si parla di #ammmmore.
Parlando di cose più concrete, come il terzo titolo di Alonso su una McLaren (che poi, concrete? inizio a pensare che il terzo titolo di Alonso sia ancora meno concreto delle teorie delle fungirl secondo cui i Rosbilton sarebbero segretamente amanti), la notizia del secolo è che *NON-PLOT-TWIST* Ferniiii ha rinnovato con la McLaren. Prego, partano i fuochi d'artificio, i team radio pieni di imprecazioni e la gente che finge di essere sorpresa del fatto che Ferniiii non sia andato a gareggiare in Indycar in pianta stabile. Mi auguro che questa gente finga almeno di sapere che cos'è l'Indycar, nel frattempo, ma non sono così carica di speranze, anzi, più il tempo passa e più sono convinta che avere speranze sia del tutto inutile.
Passiamo all'argomento di calibro fangirlistico e al fatto che il campionato 2017 sia percepito come così intrigante che giornali, addetti ai lavori e utenti di social network non hanno occhi che per le polemiche tra i Rosbilton, nonostante uno dei due sia generalmente impegnato a guidare e a fare a ruotate con altre persone e uno sia impegnato a realizzare video per il suo canale youtube.
Eravamo rimasti a due settimane fa, in cui faceva scalpore come nel video di Leo 2.0 ambientato al GP del Giappone e intitolato "una notte a Suzuka" o qualcosa del genere, della serie in Mercedes a quanto pare nessuno distingue il giorno dalla notte, anche ben prima di arrivare a quarant'anni, fosse comparso dal nulla il Gangster Rapper, dove per comparso dal nulla intendo proprio quello che ho detto: la scena in cui c'è il Gangster Rapper che, vestito da straccione, si gratta le orecchie con aria imbambolata a tre passi da Niki Lauda voltando le spalle a Leo, è stata accuratamente montata just for show, perché nella scena immediatamente precedente in quella stanza non c'erano né il Gangster Rapper né tantomeno le persone con cui il Gangster Rapper stava parlando. Ho già espresso altrove la speranza che Leo 2.0, in cambio di quel cameo, gli abbia dato i soldi per comprarsi un paio di pantaloni nuovi. Purtroppo non ha fatto altrettanto scalpore il fatto che in quel vlog Leo abbia scelto Sebby seduto per terra appoggiato a un muro dopo il ritiro come sfondo per una scena in cui lo stesso Leo, in primo piano, conversa con Jensinho a proposito delle proprie bambine e chiede a Jensinho se lui abbia dei figli, anche questo per show, immagino, perché sono certa che nel paddock la gente vada in giro a mostrare le foto dei propri figli a colleghi ed ex colleghi e, se non hanno dei figli, che mostrino le foto dei loro animali.
Veniamo al "The Sun", che ha pubblicato un'intervista al Gangster Rapper in cui questo dichiara che adesso che c'è Bo77as al posto di Leo nel team Mercedes regna l'armonia, cosa di cui non dubitavo particolarmente, visto che Bo77as è irrilevante da mesi. Il Gangster Rapper avrebbe aggiunto che soltanto che Leo se n'è andato si è reso conto di quanto l'ambiente fosse negativo e (attenzione, qui viene la cosa imbarazzante) ha paragonato tutto ciò a una relazione sentimentale malsana in cui si rimane insieme solo per amore.
Premesso che lo stile del The Sun è sensazionalistico più o meno in stile Bild o Marca e che Wikipedia afferma che "a dispetto del suo successo, il quotidiano incontra molte critiche, con accuse di grossolanità e di poca professionalità, a causa dello stile sensazionalista mirato a un pubblico di basso livello culturale" [CIT.], è verosimile che chi ha scritto quell'articolo ci abbia lavorato di fantasia per rendere tutto molto più imbarazzante di quanto non sia stato in realtà, il che comunque non è difficile dato che capita spesso e volentieri che il Gangster Rapper si complichi la vita riuscendo a dire cose non imbarazzanti in modo molto imbarazzante.
Immagino che non sappia che il passo è breve e che ci saranno stuoli di fangirl pronte ad affermare che il Gangster Rapper ha sempre #ammmmato Leo ma che, ora che se n'è andato Leo, ha allacciato una relazione più equilibrata con Bo77as (che poi, più equilibrata ho qualche dubbio, vista la crescente webberizzazione di B077as).
Oppure lo sa benissimo e in realtà queste dichiarazioni sono tutte frutto di un complotto organizzato in gran segreto da lui e Leo 2.0 quando si incontrano le scale allo scopo di rimanere sempre al centro dell'attenzione a spese di Sebby, nonostante gli occhi azzurro shoking di quest'ultimo. Non mi sorprenderei se un giorno scoprissi che i Rosbilton, quando si incontrano per le scale del modesto palazzo in cui vivono, invece di spingersi a vicenda dentro la piscina condominiale o innescare risse in cui si strappano i capelli e si prendono a colpi di smartphone, scrivono in gran segreto fan fiction self insert su loro stessi e le pubblicano su Tumblr, dove si nascondono dietro l'identità di ragazzine con blog rosa pieni di stelline e brillantini. Magari si scambiano anche messaggi in cui parlano di quanto siano belli gli occhi azzurro shocking di Sebby e il Gangster Rapper minaccia di bloccare Leo 2.0 perché adesso è innamorato di B077as...
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...sì, so che vi state chiedendo perché non parlo del gran premio e la mia risposta è che:
1) lo farò presto;
2) i gossip immaginari sui Rosbilton sono divertenti;
3) i Rosbilton stessi sono divertenti, così come Dani-Smile, Sebby e tutti i piloti nati nella seconda metà degli anni '80.
B077as: "Chiedo scusa per l'intrusione, perché io non sono stato esplicitamente menzionato nell'elenco dei piloti epici nati tra il 1985 e il 1989, ma sono stato lasciato in secondo piano?"
L'Autrice(C): "Orrorehhhh! E comunque la definizione di 'pilota epico' è scorretta, perché per piloti epici si intendono quelli che non ottengono punti o che si rendono protagonisti di eventi strani. Tu, comunque, rimani il serial killer ufficiale del paddock. Continua a guardare il Gangster Rapper con quegli occhi da squilibrato e vedrai che riuscirai a tenerlo sotto controllo!"
B077as: "Certo, adesso corro ad affondargli i denti nel collo, fingendo che si tratti di un prosciutto di soia."
Il Gangster Rapper: "Tu sì che hai capito tutto dalla vita, non come Leo che non mi azzannava mai a questo modo perché aveva paura di sgualcirsi il tutù rosa con le paillettes nel frattempo."
Leo: "Taci, se no ti blocco e ti segnalo al supporto di tumblahhhh."
Il Gangster Rapper: "E io comunico al mondo i tuoi dati personali per farti perdere il volante."
Leo: "Arrivi tardi, Singapore 2014 si è già concluso da un pezzo."
Il Gangster Rapper: "Come osi triggerarmi? Ti ho detto mille volte che i miei followed devono taggare Singapore. Mi vengono i brividi al ricordo delle indigestioni di cibo singaporese. Sebby, dammi subito il tuo sacchetto, devo vomitare."
Sebby: "Non ci penso nemmeno! Sono nel bel mezzo di una missione in incognito."
Il Gangster Rapper: "Tanto ti si riconosce comunque dagli occhi azzurro shocking."
Sebby: "Niente affatto. Prima sono stato inseguito da un pollo gigante convinto che fossi Sonyericsson. Poi, quando si è reso conto che non c'era Kmag a difendermi, ha desistito e si è accorto che non potevo essere io."
Sonyericsson: "Ma quale Kmag a difendermi?! Purtroppo passa tutto il suo tempo a farsi succhiare le pa**e da Hulkenberg."
Hulkenberg: "Io ho vinto la 24 Ore di Le Mans e voi no!!!11!!!11!!"
Hartley: "Anch'io l'ho vinta!!11!!11!!!!1! e ho i capelli biondi e vaporosi con un taglio dal dubbio gusto, pertanto sono ufficialmente la nuova Britney Bitch del paddock!!!11!!!! Quella volta che Mazzoni disse che sembravo UN cantane pop, si sbagliava, perché in realtà sembro UNA cantante pop. E ho intenzione di appropriarmi del volante di Kvyat, prima o poi!"
Un fanboy russo: "K0M3 T1 Xm3Tt1!!111!!111!! K0MpL8!!11!!!11!!111!! 3 PùTyN K3Ffàhhhh??222???22??"
Voce fuori campo "Autrice(C), sbarazzati di questa gente. Questo commento merita di entrare nel vivo e di vedere la luce."
Sono d'accordo, vorrei aggiungere due cose, una collegata a quanto detto finora, una che c'entra poco.
Quella collegata a quanto detto finora è sul "The Sun", che ho scoperto essere stato in passato un giornale di sinistra ed essere divenuto un giornale di destra annunciando il proprio cambiamento di linea editoriale in una data inquietante, ovvero quella del 30 settembre 2009, il giorno in cui fu annunciato il passaggio di Alonso in Ferrari e in cui molti fanboy ferraristi anti-alonsisti divennero degli alonsisti sfegatati.
Ora passiamo alla cosa di cui non ho ancora parlato, che ci riguarda più da vicino. Questo quartultimo evento stagionale era il terzultimo in diretta Rai di quest'anno e non si sa ancora che cosa ci aspetta per il futuro. Non mi è ben chiara la situazione della Rai 2018 e, con tutta probabilità, non è chiara nemmeno a nessun altro. Lo scorso inverno era stato annunciato che, al termine del 2017, la Rai non avrebbe rinnovato i diritti per la prossima stagione, ma una notizia uscita nel corso dell'estate riportava che la Rai ci aveva ripensato, visto l'incremento degli ascolti di questa stagione. Poi non è arrivata nessuna ufficializzazione, ma preferisco non fasciarmi la testa prima di essermela rotta: dopo il 2013/14, la notizia del rinnovo arrivò più o meno in dicembre. Ho ancora qualche mese a disposizione prima di disperarmi per la perdita della Formula 1 sulla Rai e di Gianfranco Mazzoni e compagnia bella.
Vorrei fare due precisazioni:
1) Dal 2013 a oggi sono sempre riuscita a vedere la F1 tramite canali alternativi e non mi è capitato nemmeno una volta di perdermi la diretta perché non trovavo un link dove vederla (le uniche dirette che mi sono persa sono state quelle in cui dormivo o in cui ero impegnata), quindi, almeno in linea teorica, non dovrei avere molte difficoltà in più rispetto a questi anni, se la Rai perdesse i diritti, ma mi mancherebbe probabilmente il fatto di vedere la F1 in TV (anche se la trasmettessero su Cielo o qualcosa del genere, non so se riuscirei a vederla in TV, perché abbiamo da sempre un po' di problemi con l'antenna da cui il resto del palazzo non è disturbato e pertanto mai risolti, quindi non so se il canale sia visibile o meno dal televisore di casa mia);
2) Mazzoni non è Murray Walker (che a mio parere è il guru delle telecronache motoristiche, a cui faccio tanti auguri dato che pochi giorni fa ha compiuto 94 anni), ma dopo vent'anni mi ci sono affezionata, così come mi sono affezionata agli altri membri della gang della Rai, Ivan Capelli, Stella Bruno, ecc... pre-gara e post-gara di solito non li guardo, quindi chiedo cortesemente di non estendere in automatico quanto ho detto a soggetti diversi da quelli che compaiono il cordiale saluto iniziale e il cordiale saluto finale. Se la Rai non trasmettesse più la Formula 1 a partire dal 2018 mi dispiacerebbe, quindi? Sì, moltissimo, quindi speriamo che la Ferrari vinca almeno una delle altre due gare in diretta e che di conseguenza il trend dell'incremento degli ascolti possa continuare. Potrebbe essere determinante per il futuro!
MAKING OF: PROVE LIBERE, QUALIFICHE E SHOW PRE-GARA
Visti gli orari inconsueti, ho guardato parte della FP3, sabato pomeriggio, cosa che in genere non faccio al sabato mattina, e ho anche iniziato a perdere qualche colpo, chiedendomi al termine della FP3 come mai nessuno stesse facendo le interviste post-qualifiche.
Sabato sera sono uscita. Le qualifiche le ho viste su Rai Replay intorno alle tre/quattro di notte, dopo essermi precedentemente registrata al sito, avendo scoperto che, diversamente che per vedere le puntate di "Un Posto al Sole" che a volte mi perdo durante la settimana, per rivedere le qualifiche serviva l'iscrizione.
Immagino che vi interessi di più quello che è successo che quello che è capitato a me, quindi direi che è il caso di procedere con il raccontarvelo.
Nonostante i soliti proclami iniziali sul fatto che rischiasse di venire giù il diluvio universale, non è accaduto nulla di tutto ciò e, a parte la pista umida all'inizio della FP1 al venerdì, per il resto si è girato solo ed esclusivamente sull'asciutto.
Tra venerdì e sabato abbiamo avuto la chiara e cristallina dimostrazione che il Gran Premio degli Stati Uniti sarebbe stato molto combattuto e che i potenziali candidati alla vittoria fossero molti: Hamilton ha infatti ottenuto il miglior tempo nelle prove libere 1, nelle prove libere 2, nelle prove libere 3, in Q1, in Q2 e in Q3. Gli altri, nel frattempo, si contendevano la vittoria del torneo di poker texano a cui il Gran Premio di Austin faceva da contorno.
Le qualifiche sono abbastanza tranquille, non ci sono stati incidenti, ma in Q1 ci sono stati due momenti abbastanza intensi:
1) mentre Grosjean tagliava per le decorazioni a stelle e strisce che costeggiano l'asfalto al fine di evitare Stroll, quest'ultimo si è allargato rischiando di travolgerlo e guadagnandosi di conseguenza tre posizioni di retrocessione per ostruzione;
2) Kmag ha ostacolato Perez e, oltre a tre posizioni di retrocessione per ostruzione, si è guadagnato anche una lunga serie di epiteti urlati alla radio dallo stesso Perez che, in apparenza, dopo essersi contraddistinto in gioventù per avere litigato con mezza griglia di partenza macchiandosi di crimini contro l'umanità quali ostruzioni e sportellate, adesso si sia ravveduto e reagisca allo stesso modo con i giovani sprovveduti dalla guida irruenta. Il caso vuole che Kmag abbia per abitudine proprio quella di essere il giovane sprovveduto dalla guida irruenta a cui tutti romperebbero volentieri il setto nasale di questi tempi.
Superati questi piccoli problemi si è delineata la griglia di partenza, o meglio, quella che sarebbe stata la griglia di partenza se non ci fossero state retrocessioni: HAM VET BOT RIC RAI VES OKI SAI ALO PER | MAS KVY VAN GRO HUL | ERI STR HRL WEH MAG.
In realtà di retrocessioni ce ne sono state varie: Kmag e Stroll per ostruzione, mentre Verstappen, Vandoorne, Hulkenberg e Hartley sono stati retrocessi per sostituzioni di componenti del motore.
Prima della gara c'era un ultimo tassello del Making Of da completare ed era (purtroppo) quella di organizzare uno show in stile corse americane che con la Formula 1 non ci stava a dire niente. Si segnalano: 1) piloti che sfilavano su una sorta di tappeto rosso che ha dovuto essere rimosso in gran fretta perché era sul circuito qualcosa come due minuti prima che i piloti salissero sulle vetture, 2) grid girl con una divisa da cheerleader piuttosto pacchiana che agitavano pon-pon dall'aria ancora più pacchiana delle divise da loro indossate.
RACE DAY: ALL'INSEGUIMENTO DELLO CHAMPAGNE
Eravamo tutti piuttosto rintronati dal pre-gara e pensavamo di affogare nell'alcool il dispiacere per il fatto che Verstappino fosse troppo lontano per sfidare le leggi locali e tracannare champagne sul podio, quindi ci voleva qualcosa di forte per riprenderci dallo shock. Ci hanno pensato i Vettelton, uno partendo bene e l'altro partendo male, con il fatto che per sette giri abbiamo avuto una Ferrari in testa a una gara e spero che ciò abbia dato i suoi frutti sugli indici d'ascolto. Ad ogni modo, una volta che Vettel è stato superato da Hamilton al settimo giro, è stato chiaro e lampante che le Mercedes erano più veloci delle Ferrari... o meglio, è stato chiaro che Hamilton era più veloce di Vettel, per il resto chi vivrà vedrà. Angolo retrovie: incidente tra Kmag e Wehrlein al via, con Wehrly che si è ritirato, non ho capito bene se per l'incidente o per che cosa. Anche Hulkenberg si è ritirato, per problemi tecnici, dopo una presenza in pista di brevissima durata.
Tornando alla gente che conta (come se Werly non contasse), B077as era inseguito da Ricciardo, con Dani-Smile che ha tentato più volte l'attacco nei primi giri di gara e che aveva anche quasi completato il sorpasso... QUASI, appunto. B077as ha messo un po' di spazio tra sé e lo shoey-man, ma la gara di quest'ultimo era destinata a una breve durata: al 16° giro, tre giri dopo essere passato da gomme ultrasoft a gomme soft, la sua gara è terminata per un guasto al motore. Non sarebbe stato il solo. Sei o sette giri più tardi sarebbe stata la volta anche di un certo spagnolo al volante di una scuderia britannica con motori giapponesi che intende passare a motori francesi nel 2018.
Parliamo di pit-stop: il trio Mercedes / Ferrari / Redbull era partito su gomme ultrasoft con la sola eccezione di Verstappino, partito sulle supersoft perché con quelle si era qualificato in Q2, con l'intento di andare avanti più a lungo in gara. Prima del 20° giro sono rientrati B077as e i Vettelton, montando tutti quanti le soft, così come Iceman. Verstappen è rimasto in pista appena tre giri in più di Hamilton, facendo il figo in testa per qualche giro e rientrando dopo essere stato superato dallo stesso Hamilton: anche lui ha montato gomme soft e si poteva presupporre che tutti fossero sulla stessa strategia, a quel punto. Invece no, le cose sono cambiate in corso d'opera.
Parliamo di quello che succedeva a centro gruppo: mentre Massa resisteva stoicamente per metà gara prima di rientrare ai box, dietro di lui si accodavano nientemeno che i Perocon! L'Oki era davanti e Checo scalpitava, invocando un ordine di scuderia o qualcosa del genere. La realtà dei fatti ha dimostrato che, una volta che Massa si è levato di torno, era proprio l'Oki il più veloce dei due! Infatti l'Oki è andato dritto per la sua strada, mentre Perez se la doveva vedere con Sainz. Il piccolo fanboy di Ferniiii, appena passato all'ex team di Ferniiii, era scatenatissimo al volante della sua vettura color banana e ha asfaltato Checo dopo un duello piuttosto intenso. Dopo essere rientrato ai box, invece, Massa è tornato in pista nelle retrovie, dove è stato visto superare RoGro per non essere più inquadrato fino alla fine della gara, che ha concluso in zona punti alle spalle di Sainz. La zona punti l'ha chiusa Kvyat! *_____* E ora, che sappiamo perfettamente che dal 6° al 10° posto sono arrivati Ocon, Sainz, Perez, Massa e Kvyat, possiamo tornare a parlare della top-5, anche perché, di fatto, tutti gli eventi significativi accaduti in un secondo momento hanno riguardato la top-5 e qualche guest star che stava sulla strada della top-5.
Al 38° giro Verstappen, l'ultimo che aveva cambiato le gomme, è rientrato a sorpresa mentre era in scia a Vettel, Bottas e Raikkonen, che si erano compattati, passando alle supersoft. Vettel l'ha seguito un giro più tardi e ha fatto benissimo: prima tra lui e Verstappino c'erano due monoposto, adesso c'era uno spazio tale da far credere che, se fosse rientrato un giro più tardi, sarebbe uscito dietro a Verstappino.
I Raikkottas hanno proseguito, rimanendo in pista. A quel punto era ormai chiaro che, se fossero rientrati, sarebbero stati undercuttati da Verstappino, quindi la loro unica possibilità era rimanere in pista e sperare di non essere raggiunti. Vettel e Verstappen, però, andavano molto più veloci di loro, anche se avevano qualche peripezia da affrontare, tipo un contatto tra Kmag ed Ericsson, per cui quest'ultimo è stato penalizzato, che ha mandato in testacoda Kmag proprio mentre era appena stato doppiato da Vettel e si apprestava ad essere doppiato da Verstappino. Il Gangster Rapper, nel frattempo, era in una botte di ferro, perché era abbastanza palese che nessuno l'avrebbe raggiunto, mentre era duello tra i Finnish Bros! Non è durato tanto, the Real & Only Iceman era più veloce del connazionale e l'ha superato al 42° giro su un totale di 56.
Non restava altro che attendere, a quel punto, che i Vettelstappen giungessero al cospetto dei Raikkottas. L'hanno fatto. Mancavano qualcosa come cinque giri di gara, Sebby ha superato B077as in maniera abbastanza agevole, mentre Verstappino ha faticato un po' di più. Inutile dire che a quel punto ai piedi di Sebby sia stato esposto uno zerbino con i colori della bandiera finlandese e che sia quindi risalito in seconda posizione. Inutile dire che Verstappino non era sazio e che era all'inseguimento del podio, mentre nel frattempo B077as, dopo averle prese praticamente da tutti, rientrava ai box per fare il figo su un set di gomme nuove per qualcosa come tre giri di gara, in stile Alonso alla ricerca del giro più veloce (che però non ha ottenuto, battuto di poco da Vettel).
Il dramma si è consumato all'ultimo giro, quando Verstappino ha raggiunto la zona DRS e a poche curve dalla fine ha divorato il cremino Algida andando a prendersi la terza piazza...
...
...
...
...in quel momento ho provato una gioia incontenibile! Finalmente la mia sete di conoscenza sarebbe stata soddisfatta.
Vorrei spiegare che cosa mi abbia portata a considerare quella della drinking age americana una giusta causa per sperare di vedere Max Verstappen sul podio. In realtà non era necessario che fosse proprio Verstappen, però dato che l'unica altra alternativa era Stroll, vedevo più probabile che, se uno degli under-21 fosse salito sul podio, quell'under-21 non sarebbe stato Strollino.
Tutto iniziò poco più di due anni fa. Era l'estate del 2015 e lessi alcuni tweet a proposito del fatto che, al termine della gara di Indycar di Iowa Corn, apparentemente sul podio non c'era lo champagne per nessuno perché uno dei primi tre classificati, Sage Karam, classe 1995, era al di sotto della drinking age e sarebbe stato un reato, da parte dell'organizzazione della gara, consegnare una bottiglia di champagne tra le mani di Karam.
Ricordo di avere pensato: chissà cosa succederebbe se Verstappen (all'epoca 18enne) dovesse riuscire a salire sul podio ad Austin. Tra Indycar e Formula 1 c'è una differenza abissale, per quanto riguarda la cerimonia di premiazione: in Indycar non se la fila nessuno e pare non venga nemmeno trasmessa in TV, in Formula 1 è un evento di primo piano e il marchio dello champagne è in bella vista. Se venisse eliminato lo champagne per via della presenza di un pilota al di sotto della drinking age, significherebbe non esporre champagne sponsorizzato, ovvero fare inca**are e non poco uno sponsor che verosimilmente ha pagato profumatamente per essere esposto.
Ho una laurea in marketing.
Mi piacerebbe tantissimo l'idea che un giorno gli studenti che intraprendono il mio stesso percorso di studi si ritrovino ad ascoltare una lezione di marketing in cui viene citato come caso pratico il dilemma del podio al gran premio degli Stati Uniti dovuto al fatto che la drinking age americana è decisamente più alta che in gran parte degli altri paesi del mondo.
Riassumendo, il mio dubbio esistenziale era: COSA SUCCEDEREBBE SE UN PILOTA DI ETÀ INFERIORE AI 21 ANNI SALISSE SUL PODIO AL GRAN PREMIO DEGLI STATI UNITI? Non saprei dire se sono ancora del tutto inconsapevole della risposta oppure se ne ho una. Sinceramente inizio a propendere per la seconda teoria.
Premessa necessaria: non mi si voglia accusare, per cortesia, di tirare fuori teorie del complotto campate in aria, di volere difendere questo o quell'altro o di volere sovvertire chissà che cosa. Questo è un Commento Ironico e le mie affermazioni vanno prese per tali, anche se ormai la pulce nell'orecchio ce l'ho, quindi ho deciso di mettervi al corrente di come la penso. Sul fatto che Verstappen abbia superato Raikkonen mettendo le ruote fuori dalla pista non ci sono dubbi. I dubbi sulla penalità derivano dal fatto che "leaving the track and gaining an advantage" può significare tutto e niente, al punto che già una volta penso di avere osservato che, almeno in linea teorica, se un pilota spinge un altro pilota fuori pista, con l'attuale regolamento potenzialmente uno potrebbe accusato di "forcing another car off the track" mentre l'altro di "leaving the track and gaining an advantage". Sappiamo che la coerenza non è il punto forte di chi applica le penalità, quindi prendo atto di quello che è successo senza dovere esprimere per forza un'opinione. La cosa che mi ha lasciata perplessa sono i tempi tecnici in cui la penalità nei confronti di Verstappen è arrivata. Con la sola eccezione di Messico 2016, in cui comunque si stava già scatenando il putiferio quindi forse i commissari hanno deciso di darsi una mossa, non ricordo altre occasioni, approssimativamente da vent'anni a questa parte, in cui la decisione di penalizzare un pilota sia avvenuta al contempo sia post-gara sia prima del podio, e non solo per fatti avvenuti all'ultimo giro. Anzi, spesso e volentieri capita che le penalità vengano applicate soltanto al momento della pubblicazione del risultato ufficiale, tre ore dopo il termine della gara. Citando me stessa, nel Commento al GP di Gran Bretagna 2016, in cui Rosberg perse la seconda posizione per una penalità applicata post-gara, descrissi con queste testuali parole il tempo che era trascorso tra il termine della gara e l'applicazione della penalità: "nel frattempo ho fatto in tempo a cazzeggiare per tutto il resto del pomeriggio, lavarmi i capelli e imprecare perché il mio computer nell'attesa era andato in palla". Non so se mi spiego. In circostanze normali sarebbe servita qualcosa come un'ora per decidere se Verstappen doveva essere penalizzato o meno. Sono convinta che, se non ci fosse stato il pericolo di non potere mostrare le bottiglie di champagne Chandon (stavolta tinte di rosa in occasione della promozione della campagna contro il tumore al seno), Verstappen sarebbe stato magari penalizzato lo stesso perdendo la terza posizione, ma che ciò sarebbe avvenuto dopo che era già ufficialmente salito sul podio. Per intenderci, non metto in dubbio che Verstappen andasse penalizzato o no, metto in dubbio le tempistiche con cui ciò sarebbe successo, e sono fortemente propensa a credere che, se si fosse trattato di un pilota di età superiore alla drinking age, nessuno si sarebbe preoccupato di andarlo a prelevare dal retro del podio. Oserei azzardare, se queste sono le premesse, che se non avesse combinato nulla di male forse una penalità sarebbe stata inventata addirittura a caso, magari facendo un passo indietro dopo un eventuale ricorso, perché in realtà non importa chi sia il primo a tagliare il traguardo, in Formula 1 i vincitori sono sempre e comunque gli sponsor.
IL PODIO: Usain Bolt ha consegnato il trofeo del vincitore e ha condotto le interviste sul podio, mentre i Vettelton si ignoravano come se Sebby fosse stato Leo 2.0, mentre Iceman, risvegliato in extremis dal sonnellino pomeridiano post-gara per salire sul podio, teneva indosso gli occhiali da sole trafugati nel frattempo approfittando del fatto di non avere dovuto parcheggiare al parc fermé... e poi, all'improvviso, è accaduto quello che non ti aspetti, anzi, che conoscendo i soggetti tendi ad aspettarti da un momento all'altro, perché si sa che a lungo andare non filarsi chi hai di fianco è stancante. Mentre Bolt intervistava Iceman, il Gangster Rapper ha deciso di versargli dello champagne giù per la schiena. Prima di farlo si è scambiato un'occhiata d'intesa con Sebby, di quelle che t fanno capire che, in fin dei conti, il #GrandeAmmmmore è lì, da qualche parte, sepolto in attesa del giorno in cui entrambi inizieranno a litigare con altre persone e saranno troppo impegnati per mettersi a litigare anche tra di loro. I tempi passano, i piloti cambiano, ma viviamo in un mondo in cui Hamilton scattava foto a Sainz, le decorava con orecchie da coniglio, le mostrava ad Alonso e poi le postava. Non so se mi spiego: Hamilton e Alonso che fanno comunella giocando con il cellulare. Hamilton e Alonso...
...
...
...ah, già, forse hanno ragione i fanboy che hanno iniziato a seguire la Formula 1 l'altro ieri, che sostengono che Hamilton non ha mai litigato con nessuno, prima di Rosberg e Vettel! Tra parentesi, che tristezza. La rivalità tra gli Hamonso è stato un hot topic incredibile, dieci anni fa, e questa gente la snobba così dal nulla. Gli Hamonso sono stati un po' peggio di una coppia di sposini che si lanciano i piatti.
RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (Mercedes), 2. Sebastian Vettel (Ferrari), 3. Kimi Raikkonen (Ferrari), 4. Max Verstappen (Redbull), 5. Valtteri Bottas (Mercedes), 6. Esteban Ocon (Force India), 7. Carlos Sainz (Renault), 8. Sergio Perez (Force India), 9. Felipe Massa (Williams), 10. Daniil Kvyat (Toro Rosso), 11. Lance Stroll (Williams), 12. Stoffel Vandoorne (McLaren), 13. Brendon Hartley (Toro Rosso), 14. Romain Grosjean (Haas), 15. Marcus Ericsson (Sauber), 16. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Fernando Alonso (McLaren), Rit. Daniel Ricciardo (Redbull), Rit. Pascal Wehrlein (Sauber), Rit. Nico Hulkenberg (Renault).
TROLL-RACE-DAY: I PILOTI TUMBLRERI
gr8esthotgangsta: "AAAAAWWWWWW! <3 Oggi il podio era pieno di figonihhhhh beliximihhhh!!11!!!!1!! *_______* e non c'era Verstappino! I bambini devono andare a giocare con il camion dei pompieri."
blueflagsf*ck: "Concordo, i miei occhi azzurro shocking erano qualcosa di adorabile. *-* E' stato straziante passare tutto quel tempo senza un sacchetto di carta che nascondesse la mia identità, ma non importa. Sono un figonehhhh beliximohhhh e tutti lo devono sapere."
gr8esthotgangsta: "Smettila di darti delle arie, se no ti blocco. Intanto sblocco l'altro mio #ammmmore perché lo amo più di te. @glitterprincess ti prego torniamo insiemehhhh, ne ho abbastanza di andare in giro mano nella mano con questo tipo bruttohhhh e kattivohhhh che mi sbatte sempre davanti al naso il fatto di avere gli occhi azzurro shoking."
glitterprincess: "Va bene, torniamo insieme, ma solo se mi restituisci il tutù che mi hai rubato."
icecreamman: "Va beh, ho già capito, se nessuno vuole B077as, me lo prendo io. AAAAAAAAAWWWWWWWWW!"
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lunedì 23 ottobre 2017
Formula 4 italiana 2017: il campionato è terminato
Avevo parlato del campionato di Formula 4 in un post di luglio, parlando di quanto si era visto fino a quel momento, nei primi quattro appuntamenti della stagione.
Ce ne sono stati altri tre, tutti e tre composti da quattro gare, esattamente come quelli precedenti, e il campionato è terminato nel weekend del 21/22 Ottobre.
Riporto pari pari dal vecchio post quello che è successo nei primi quattro eventi del campionato, in modo da fare mente locale.
1/2 Aprile: Misano
Tutte e tre le gare sono state vinte dal pilota venezuelano Sebastian Fernandez, che curiosamente da allora in poi non è più salito nemmeno sul podio. Sul podio con lui in gara 1 il russo Artem Petrov (no, non è parente dell'amico di Alonso) e l'estone Juri Vips; l'italiano Lorenzo Colombo è giunto secondo sia in gara 2 sia in gara 3 e il gradino più basso del podio è stato occupato rispettivamente da Marcus Armstrong e Artem Petrov.
6/7 Maggio: Adria
Vincitore di gara 1 è stato l'olandese Job Van Uitert, precedendo Colombo e Armstrong. E' poi arrivato secondo nelle due gare della domenica, vinte da due italiani: Leonardo Lorandi e Lorenzo Colombo. Terzo in gara 2 il tedesco di origini albanesi Lirim Zendelli e in gara 3 Marcus Armstrong.
24/25 Giugno: Vallelunga
Armstrong, pilota neozelandese, ha vinto la seconda gara di Vallelunga, dopo essersi classificato secondo in gara 1 vinta da Ian Rodriguez, pilota originario del Guatemala, con l'Altro Petrov a completare il podio. Quest'ultimo è arrivato secondo in entrambe le gare della domenica, dove hanno fatto la propria comparsa sul podio il brasiliano Felipe Drugovich, terzo in gara 2 e vincitore di Gara 3, e Aldo Festante, italiano, terzo in quest'ultima gara.
15/16 Luglio: Mugello
Protagonista dell'ultimo weekend finora disputato è stato l'estone Juri Vips. Assente ad Adria e a Valleunga in quanto parallelamente impegnato anche nella Formula 4 tedesca, è tornato in grande stile: ha vinto gara 2, contornata da due secondi posti in gara 1 e gara 3, vinte rispettivamente da Marcus Armstrong e Job Van Uitert. L'italiano Lorenzo Colombo ha portato a casa due terzi posti (gara 1 e gara 3), mentre Armstrong ha chiuso al secondo posto gara 2 davanti a Petrov.
Veniamo ora a quello che è successo nelle ultime settimane, negli eventi disputati nel mese di Settembre e di Ottobre.
9/10 Settembre: Imola
Marcus Armstrong, leader della classifica nel corso dell'estate, è ripartito con una vittoria in Gara 1, mentre Gara 2 e Gara 3 sono state entrambe vinte dall'olandese Job Van Uitert. Sul podio si sono visti lo stesso Van Uitert e Zendeli in gara 1, Vips e l'indiano Kush Maini in gara 2, nonché l'italiano Leonardo Lorandi, secondo in gara 2 davanti a Marcus Armstrong.
7/8 Ottobre: Mugello
Nel penultimo appuntamento stagionale l'autore dell'exploit di Misano ha dato il meglio di sé (quasi: a Misano aveva fatto 3/3): il venezuelano Fernandez ha vinto in Gara 1, precedendo Armstrong e Colombo in gara 1 e, dopo essere arrivato nelle retrovie in gara 2 (ha vinto Armstrong, precedendo Van Uitert e Lorandi), ha vinto l'ultima gara del weekend, davanti al russo Artem Petrov e a Marcus Armstrong.
21/22 Ottobre: Monza
Artem Petrov ha iniziato con due vittorie l'ultimo appuntamento della stagione, sia nella gara del sabato, sia nella prima gara della domenica. Sul podio, in quelle due gare, non ci sono stati particolari outsider: Armstrong e Van Uitert in Gara 1, quest'ultimo e Lorandi in Gara 2.
Ha chiuso la stagione con la vittoria dell'ultima gara stagionale Lorenzo Colombo, dopo una penalizzazione subita da Armstrong che aveva tagliato il traguardo in prima posizione. Secondo si è classificato il pilota del Guatemala Ian Rodriguez e terzo Kush Maini.
Marcus Armstrong ha vinto il campionato con 287 punti, precedendo Job Van Uitert (247), Lorenzo Colombo (223), Sebastian Fernandez (197), Artem Petrov (192) e Leonardo Lorandi (185).
Ce ne sono stati altri tre, tutti e tre composti da quattro gare, esattamente come quelli precedenti, e il campionato è terminato nel weekend del 21/22 Ottobre.
Riporto pari pari dal vecchio post quello che è successo nei primi quattro eventi del campionato, in modo da fare mente locale.
1/2 Aprile: Misano
Tutte e tre le gare sono state vinte dal pilota venezuelano Sebastian Fernandez, che curiosamente da allora in poi non è più salito nemmeno sul podio. Sul podio con lui in gara 1 il russo Artem Petrov (no, non è parente dell'amico di Alonso) e l'estone Juri Vips; l'italiano Lorenzo Colombo è giunto secondo sia in gara 2 sia in gara 3 e il gradino più basso del podio è stato occupato rispettivamente da Marcus Armstrong e Artem Petrov.
6/7 Maggio: Adria
Vincitore di gara 1 è stato l'olandese Job Van Uitert, precedendo Colombo e Armstrong. E' poi arrivato secondo nelle due gare della domenica, vinte da due italiani: Leonardo Lorandi e Lorenzo Colombo. Terzo in gara 2 il tedesco di origini albanesi Lirim Zendelli e in gara 3 Marcus Armstrong.
24/25 Giugno: Vallelunga
Armstrong, pilota neozelandese, ha vinto la seconda gara di Vallelunga, dopo essersi classificato secondo in gara 1 vinta da Ian Rodriguez, pilota originario del Guatemala, con l'Altro Petrov a completare il podio. Quest'ultimo è arrivato secondo in entrambe le gare della domenica, dove hanno fatto la propria comparsa sul podio il brasiliano Felipe Drugovich, terzo in gara 2 e vincitore di Gara 3, e Aldo Festante, italiano, terzo in quest'ultima gara.
15/16 Luglio: Mugello
Protagonista dell'ultimo weekend finora disputato è stato l'estone Juri Vips. Assente ad Adria e a Valleunga in quanto parallelamente impegnato anche nella Formula 4 tedesca, è tornato in grande stile: ha vinto gara 2, contornata da due secondi posti in gara 1 e gara 3, vinte rispettivamente da Marcus Armstrong e Job Van Uitert. L'italiano Lorenzo Colombo ha portato a casa due terzi posti (gara 1 e gara 3), mentre Armstrong ha chiuso al secondo posto gara 2 davanti a Petrov.
Veniamo ora a quello che è successo nelle ultime settimane, negli eventi disputati nel mese di Settembre e di Ottobre.
9/10 Settembre: Imola
Marcus Armstrong, leader della classifica nel corso dell'estate, è ripartito con una vittoria in Gara 1, mentre Gara 2 e Gara 3 sono state entrambe vinte dall'olandese Job Van Uitert. Sul podio si sono visti lo stesso Van Uitert e Zendeli in gara 1, Vips e l'indiano Kush Maini in gara 2, nonché l'italiano Leonardo Lorandi, secondo in gara 2 davanti a Marcus Armstrong.
7/8 Ottobre: Mugello
Nel penultimo appuntamento stagionale l'autore dell'exploit di Misano ha dato il meglio di sé (quasi: a Misano aveva fatto 3/3): il venezuelano Fernandez ha vinto in Gara 1, precedendo Armstrong e Colombo in gara 1 e, dopo essere arrivato nelle retrovie in gara 2 (ha vinto Armstrong, precedendo Van Uitert e Lorandi), ha vinto l'ultima gara del weekend, davanti al russo Artem Petrov e a Marcus Armstrong.
21/22 Ottobre: Monza
Artem Petrov ha iniziato con due vittorie l'ultimo appuntamento della stagione, sia nella gara del sabato, sia nella prima gara della domenica. Sul podio, in quelle due gare, non ci sono stati particolari outsider: Armstrong e Van Uitert in Gara 1, quest'ultimo e Lorandi in Gara 2.
Ha chiuso la stagione con la vittoria dell'ultima gara stagionale Lorenzo Colombo, dopo una penalizzazione subita da Armstrong che aveva tagliato il traguardo in prima posizione. Secondo si è classificato il pilota del Guatemala Ian Rodriguez e terzo Kush Maini.
Marcus Armstrong ha vinto il campionato con 287 punti, precedendo Job Van Uitert (247), Lorenzo Colombo (223), Sebastian Fernandez (197), Artem Petrov (192) e Leonardo Lorandi (185).
domenica 22 ottobre 2017
La Superformula è finita in anticipo: Hiroaki Ishiura vince il titolo
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| Il motivo per cui il GP Suzuka II è stato annullato (clic per vederlo full size). |
Il campionato è partito a Suzuka nel mese di aprile: vittoria di Kazuki Nakajima, vecchia gloria della Formula 1, partito dalla pole positin, primo al traguardo davanti a Naoki Yamamoto (che non è parente di Sakon) e proprio al campione in carica; un podio tutto composto da piloti di casa, evento in realtà abbastanza raro in questo campionato, in cui anche piloti occidentali hanno saputo dire la loro.
Secondo round a Okayama (Tanaka International / Aida, nomi che forse potrebbero dirvi qualcosa di più), doppio appuntamento: il nipponico Yuhi Sekiguchi è partito dalla pole, ma si è accontentato di una seconda piazza in gara 1, alle spalle del tedesco André Lotterer, quello dell'endurance che ha disputato una gara anche alla Caterham, per intenderci. Sul gradino più basso del podio un altro occidentale: si tratta del neozelandese Nick Cassidy.
Sekiguchi si è ripreso vincendo gara 2 davanti al pilota che partiva dalla pole, Ishiura, mentre Lotterer ha chiuso al terzo posto.
Hiroaki Ishiura ha vinto al Fuji, unica vittoria stagionale, in corrispondenza dell'unica pole stagionale di Kunimoto che però si è ritirato in gara.
Sul podio c'erano due europei: lo svedese Felix Rosenqvist, compagno di squadra di Heidfeld in Formula E, e il già citato André Lotterer.
Un altro europeo, il francese Pierre Gasly, fino a quel momento non aveva ancora visto la luce del podio, ma avrebbe vinto le due gare successive, a Motegi e ad Autopolis.
A Motegi partiva dalla pole Kenta Yamashita, sesto al traguardo. Ad Autopolis in pole c'era Tomoji Nojiri, che ha concluso nelle retrovie.
Sul podio con Gasly c'erano nel primo caso Kamui Kobayashi, il cui secondo posto è stato il miglior risultato stagionale, e Felix Rosenqvist, nel secondo caso ancora Rosenqvist, stavolta secondo, e il giapponese Kazuja Oshima.
Il periodo d'oro di Gasly era destinato a continuare a Sportsland Sugo, laddove Nick Cassidy ha ottenuto la pole position, ma in gara ha concluso tra le ultime posizioni. E' tornato alla vittoria Segikuchi, ma Gasly si è piazzato sul secondo gradino del podio davanti a Kazuki Nakajima.
A quel punto c'era appena mezzo punto di gap tra Ishiura e Gasly. Con un massimo di 18 punti ancora ottenibili (8 per la vittoria, 1 per la pole, moltiplicato per due), erano ufficialmente ancora in lotta per il titolo non solo Rosenqvist, ma anche Segikuchi, Nakajima, Lotterer, Kobayashi e Kuminoto, con Pierre Gasly che ha saltato il Gran Premio degli Stati Uniti con la Toro Rosso per recarsi a Suzuka nel tentativo di portare a casa il campionato.
Poi è arrivato il tifone Lan (per info, consiglio la lettura dello screenshot che ho inserito in questo post, clic per ingrandire l'immagine) ed è arrivata la decisione, probabilmente sofferta ma probabilmente necessaria, di cancellare l'evento e di decidere che il campionato era già terminato. La notizia non è stata ben accolta dai tifosi di Gasly.
CLASSIFICA:
1. Hiroaki Ishiura - PmuCeruno Inging Toyota - 33.5 punti
2. Pierre Gasly - Team Mugen Honda - 33 punti
3. Felix Rosenqvist - Sunoco Team LeMans Toyota - 28.5 punti
4. Yuhi Sekiguchi - Itochu Enex Team Impul Toyota - 25 punti
5. Kazumi Nakajima - Vantelin Team Tom's Toyota - 22 punti
6. André Lotterer - Vantelin Team Tom's Toyota - 21 punti
7. Kamui Kobayashi - KCMG Toyota - 16.5 punti
8. Yuji Kunimoto - PmuCeruno Inging Toyota - 16 punti
9. Naoki Yamamoto - Team Mugen Honda - 10.5 punti
10. Nick Cassidy - Kondo Racing Toyota - 7 punti
11. Kenta Yamashita - Kondo Racing Toyota - 6.5 punti
12. Kazuya Oshima - Sunoco Team LeMans Toyota - 6 punti
13. Takuya Izawa - Docomo Team Dandelion Racing Honda - 5 punti
14. Jann Mardenborough - Itochu Enex Team Impul Toyota - 4.5 punti
15. Koudai Tsukakoshi - Real Racing Honda - 3 punti
16. Daisuke Nakajima - TCS Nakajima Racing Honda - 2 punti
17. Tomoki Nojiri - Docomo Team Dandelion Racing Honda - 2 punti
18. Takashi Kogure - B-Max Racing Team Honda - 0 punti
19. Narain Karthikeyan - TCS Nakajima Racing Honda - 0 punti
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