domenica 14 aprile 2024

Sessant'anni di 1964: scontro Clark vs Hill, prima che la situazione cambi in corso d'opera

Dopo le prime quattro gare della stagione, soltanto un punto separava in vetta alla classifica Jim Clark e Graham Hill, in apparenza i principali contendenti al titolo. Il quinto evento in calendario era il gran premio di casa di entrambi, in Gran Bretagna a Brands Hatch, dove il pilota della Lotus ha preceduto quello della BRM in qualifica, conquistando la pole position. A seguire, le Brabham di Dan Gurney e di Sir Jack, nonché la meglio classificata delle Ferrari, quella di John Surtees, al quinto posto.
Era l'11 luglio il giorno della gara e Clark ha mantenuto la testa della gara fin dal via. Non è del tutto chiaro che cosa sia successo a Gurney, per un paio di giri in seconda posizione e poi precipitato nelle retrovie, in quanto tutto ciò che ho trovato è stato un highlight di un quarto d'ora, ma con inquadrature molto a random, ma fatto sta che gli è succeduto in seconda piazza Graham Hill.
Proprio il duo Clark/ Hill ha chiuso la gara in prima e seconda posizione, con un gap di circa due secondi. Staccato di circa un minuto e venti dal leader, Surtees ha portato a casa il terzo gradino del podio. Brabham ha preceduto l'altra Ferrari di Lorenzo Bandini, mentre la zona punti è stata conclusa da Phil Hill su Cooper.
Clark aveva a questo punto quattro punti di vantaggio su G.Hill, con gli avversari più vicini piuttosto distanziati da entrambi, ma la situazione era destinata a cambiare bruscamente.

Del successivo GP, disputato in Germania il 2 agosto, ho trovato un extended highlight con telecronaca tedesca della durata di mezz'ora, il che è assolutamente top quality. *-* Tra l'altro nei commenti ho letto di come quel periodo e quelle monoposto fosse considerato da un utente "il periodo più sicuro della Formula 1 vintage, fino alla metà degli anni '80". Non so, non mi sembra un commento tanto centrato, dato che in quel fine settimana ha perso la vita Carel Godin de Beaufort dopo un incidente in una sessione di prove libere.
Dal punto di vista del risultato, Surtees ha portato a casa la pole position, precedendo Clark e Gurney, nonché Bandini e G.Hill. Clark ha preso la posizione al via, ma già al termine del primo giro, dopo averlo superato, Surtees si è portato in testa e salvo una brevissima parentesi in cui Gurney avrebbe preso la leadership, sarebbe stato leader per quasi tutta la gara, oltre che nel momento decisivo.
Clark ha iniziato a perdere posizioni quasi subito, mentre Gurney in un momento avanzato della gara è andato incontro a un simile destino, con la sola differenza che Jim è stato costretto al ritiro, mentre Dan è riuscito a concludere la gara all'ultimo posto.
Hill ha concluso la gara in seconda posizione, precedendo Bandini. Hanno completato la zona punti Jo Siffert su Brabham, nonché Maurice Trintignant e Tony Maggs su BRM di team privati. Il filmato, in ottima qualità e che aveva permesso di assistere a diverse fasi della gara, in particolare la partenza - immortalata negli screenshot sottostanti - e il primo giro, si è concluso con un'inquadratura del podio.


Purtroppo non si può dire lo stesso dei due gran premi successivi, di cui ho trovato video riassuntivi di al massimo un minuto e pochi secondi. Tuttavia per quanto riguarda il GP d'Austria - disputato il 23 agosto - posso segnalare di come ci siano reperibili su Youtube filmati che riprendono il notevole incidente di cui è stato protagonista Phil Hill, a seguito del quale la macchina ha preso fuoco - il pilota avrebbe saltato il successivo GP d'Italia venendo sostituito da John Love, per poi tornare al volante negli ultimi due eventi stagionali.
Graham Hill scattava dalla pole, ma è partito al rallenty e si è ritirato quasi subito. Gli è succeduto in testa Surtees, che tuttavia nella prima parte di gara si sarebbe ritirato per un guasto a una sospensione. Stesso destino, prima ancora di arrivare a metà gara, per il pilota che gli era succeduto in testa, ovvero Gurney. A quel punto è passato in testa Bandini, che era risalito secondo dopo il ritiro di Clark per un problema tecnico e che è stato più fortunato dei suoi due predecessori e ha mantenuto la prima posizione fino al termine della gara, conquistando la vittoria con diversi secondi di vantaggio nei confronti della BRM di Richie Ginther, che ha concluso la gara in seconda posizione. Quella del pilota italiano è stata la prima vittoria della Ferrari a Zeltweg, nonché la seconda vittoria consecutiva per la Scuderia di Maranello in quella stagione.
Bob Anderson, su Brabham del team DW Racing, ha conquistato il suo unico podio in Formula 1, precedendo Maggs, Innes Ireland su BRP, infine Siffert a completare la zona punti.

Purtroppo anche di Monza - dove il gran premio si è svolto il 6 settembre - non si trovano video che mostrino qualcosa, ma dal lap-by-lap sembra che per i primi due terzi di gara Surtees, partito dalla pole position, e Gurney, che scattava dalla seconda posizione, si siano alternati in testa alla gara. Le posizioni si sono stabilizzate con Gurney secondo almeno fino alla parte ormai conclusiva della gara, quando ha perso diverse posizioni precipitando nuovamente nelle retrovie. In seconda posizione gli è succeduto Bruce McLaren su Cooper, mentre nel giro finale Bandini risulta avere superato Ginther per il terzo posto, con Ireland e Mike Spence su Lotus a completare la zona punti.
La Ferrari ha quindi conquistato la terza vittoria consecutiva e Surtees ha vinto - peraltro con un minuto di vantaggio sul secondo classificato - mentre i due principali contendenti al titolo non portavano a casa nemmeno l'ombra di un punto: scattato dalla terza casella della griglia, G.Hill non ha completato nemmeno un giro per un problema tecnico avvenuto alla partenza, mentre Clark si è ritirato dopo circa un terzo di gara mentre si trovava in terza posizione. La classifica era del tutto stravolta rispetto a qualche gran premio prima: Hill in testa con 32 punti, Clark secondo con 30, Surtees terzo con 28, un mondiale che si preannunciava ancora apertissimo, quando mancavano soltanto i due appuntamenti d'oltreoceano.

Per oggi il nostro viaggio nel 1964 termina qui. Vi lascio con il fiato sospeso, come se davvero non sapeste come sia andato a finire, almeno a livello di posizioni in classifica. Nel prossimo post dedicato a questa stagione ricostruiremo gli ultimi due eventi del campionato. Non ho ancora cercato niente, ma sono abbastanza sicura che non ci saranno video di extended highlights.


sabato 13 aprile 2024

Quando i piloti hanno utilizzato date di nascita non effettive

Tra le varie cose che mi ero ripromessa di fare, ma che non avevo ancora fatto, c'era quella di scrivere un post a proposito dei piloti che hanno utilizzato età fittizie. Ne avevo discusso con l'autore del canale youtube @MotorStories - che vi consiglio vivamente di seguire - in occasione dell'anniversario di nascita di Gilles Villeneuve, che nel mondo della Formula 1 è stato probabilmente il caso accertato più noto di età fittizia: nato nel 1950, infatti, per rendersi più appetibile si era calato gli anni sostenendo di essere nato nel 1952.
È stato lo stesso autore del canale, inoltre, a farmi notare come Roger Williamson, al quale ha dedicato un ottimo documentario che potete trovare sul suo canale, fosse in realtà nato nel 1949, e non nel 1948 come la maggior parte delle fonti riportano.
Ci sono stati casi anche in epoca più recente. Per esempio, Giovanna Amati è stata a lungo indicata come nata nel 1962 (ricordo che quando ho iniziato a muovere i miei primi passi nella storia della Formula 1 vintage), ma attualmente, da ormai diversi anni, nelle sue biografie compare come anno di nascita il 1959. In gioventù, nei primi mesi del 1978, fu vittima di un caso di cronaca e i giornali dell'epoca riportano la sua età come diciotto/ diciannove anni, e non quindici/ sedici, pertanto pare accertato che l'effettivo anni di nascita sia il 1959 e non il 1962.
A proposito di 1962, era anche l'anno di nascita ufficiale di Roland Ratzenberger e, solo dopo la sua morte, si è scoperto che era in realtà nato nel 1960 e che per tutta la durata della sua carriera aveva utilizzato un'età diversa da quella reale.

Sembra improbabile che ai giorni nostri si possano ripetere circostanze simili, legate o a misunderstanding mai smentiti dai diretti interessati, oppure a effettivi tentativi di apparire più giovani (o più vecchi - di questo ne parlerò nei prossimi paragrafi) tuttavia senza andare troppo indietro nel tempo e senza passare per la Formula 1 "vera e propria", arriviamo addirittura ai primi anni 2010.
La tester Maria De Villota, infatti, durante la sua carriera veniva data come nata nel 1980 da tutte le fonti che parlavano di lei. La stessa data di nascita è circolata per diversi anni dopo la sua morte, avvenuta nel 2013, e peraltro ai tempi la maggior parte degli articoli davano 33 anni come l'età al momento del decesso. Tuttavia il sito Legado Maria De Villota - che dovrebbe essere attendibile, in quanto fonte ufficiale - la dà come nata nel 1979.
Mi sento di citare - specificando chiaramente che si tratta di un rumour di cui si discuteva nella seconda fine degli anni 2000 su Forum Autorsport e altri siti analoghi, e non di una notizia mai accertata - che Mark Webber potrebbe essere in realtà nato nel 1973 invece che nel 1976.
Come ipotesi a sostegno di questa teoria venivano date presunte voci di corridoio a quanto pare effettivamente esistenti, nonché il fatto che nel 1994, al momento del suo arrivo in Europa, si sarebbe fidanzato con la sua attuale consorte, molto più vecchia di lui, e il fatto che questa relazione potesse essere iniziata quando aveva venti/ ventun anni sarebbe più plausibile che quando ne aveva diciassette/ diciotto.
Veniva citato inoltre il fatto che a detta di molti apparisse - ai tempi - più vecchio della sua età. Mi permetto quindi di fare i complimenti a Webber, perché quarantasettenne o cinquantenne che sia, al giorno d'oggi gli anni non se li porta affatto male!

Il volere apparire più giovani, in un ambiente in cui spesso si viene messi da parte come "troppo vecchi" quando si è ancora giovanissimi, è facilmente intuibile. Il volere apparire più vecchi, invece? È molto semplice: mentre in Formula 1 fino all'epoca post-debutto di Max Verstappen non vi è mai stata alcuna regola che indicasse l'età minima per un pilota, dall'altra parte dell'oceano non funzionava così. Nell'universo USAC/ CART (in sintesi, il campionato di Indycar), per molti decenni vi erano limiti di età ben più stringenti di quella attuale, talora abbastanza borderline.
Di fatto era tendenzialmente richiesta la maggiore età per disputare le gare del campionato, con tuttavia un piccolo dettaglio non irrilevante: negli Stati Uniti la maggiore età non si raggiunge (o raggiungeva? non saprei) in tutti gli stati alla stessa età, ma in alcuni a diciotto e in altri a ventuno. E fino agli anni '90, tra questi stati vi era l'Indiana. Facendo qualche ricerca, inoltre, mi è parso di capire che chi nel proprio luogo di nascita o residenza era maggiorenne fosse comunque considerato maggiorenne, ma che comunque di anni per partecipare alla Indy 500 ce ne volessero ventuno. Di conseguenza c'erano piloti che, in linea teorica, potevano disputare diverse gare del campionato, ma non quella più prestigiosa!
Penso sia pressoché impossibile stabilire quanti piloti abbiano falsificato la propria età agli albori del motorsport, ma c'è un caso altisonante che risale ai primi anni '80. Il pilota in questione è Josele Garza, che diversi anni più tardi ha anche fatto un test con la Minardi, rookie of the year all'edizione 1981 a Indianapolis. Secondo la licenza con cui gareggiava aveva ventidue anni. In realtà era nato nel 1962 e ne aveva diciannove. È stato il più giovane pilota a disputare la Indy 500 almeno finché il limite di età non è stato abbassato.
Sembra non ci siano state conseguenze per lui, per la falsificazione dell'età, e tutto ciò che sappiamo è che, a quanto pare, si è difeso sostenendo di non sapere come mai risultasse di tre anni più vecchio.

Fuori concorso, stando a un racconto di Gianfranco Mazzoni durante una telecronaca di un gran premio del Brasile di parecchi anni fa, vorrei citare infine un altro escamotage con cui un pilota avrebbe eluso il limite di età: si tratterebbe di Rubens Barrichello che, in gioventù, avrebbe preso parte a una non meglio precisata competizione motoristica per la quale non aveva l'età semplicemente spacciandosi per il padre, omonimo e con il quale ha una forte somiglianza.

LINK SUGGERITI: @MotorStories
Documentario su Roger Williamson "La Cometa Inglese"



giovedì 11 aprile 2024

È morto Ted Toleman (1938 - 2024), in suo ricordo ripercorriamo la storia della sua scuderia

Ieri 10 Aprile è morto all'età di ottantasei anni Ted Toleman, fondatore dell'omonima scuderia presente in Formula 1 dal 1981 al 1985, team che di fatto ha cambiato diverse volte proprietà, a partire dal 1985, ma che è arrivato ai giorni nostri. A questo, tuttavia, ci arriveremo in un secondo momento, in quanto in questo post l'obiettivo è ripercorrere in primo luogo la storia della Toleman come scuderia.


Dopo un'esperienza nelle Formule minori, verso la fine del 1980 Toleman ha annunciato l'ingresso in Formula 1 per la stagione 1981, con motori turbo Hart.
La prima stagione, iniziata saltando i primi tre gran premi extraeuropei, è stata piuttosto complicata con i piloti Brian Henton e Derek Warwick che hanno collezionato una serie di DNQ e, a Montecarlo, addirittura DNPQ in quanto è stata disputata una sessione di prequalifiche per via della griglia di partenza ridotta dalle solite ventiquattro/ ventisei vetture alle venti che erano ammesse in griglia nel Principato.
Soltanto in due occasioni almeno una vettura è andata in griglia: a Monza, Henton si è qualificato penultimo ed è riuscito a portare la vettura al traguardo, classificandosi decimo e ultimo, mentre a Las Vegas, nel finale di stagione è stato Warwick a qualificarsi, partendo dalla penultima fila e ritirandosi in gara per un problema al cambio.

Il 1982 ha visto la presenza di Warwick come pilota, affiancato dal debuttante Teo Fabi, divenuto celebre per la sua presunta fuga dall'albergo nel quale si erano chiusi i piloti durante il famoso sciopero avvenuto in Sudafrica.
Durante il corso della stagione il team ha avuto svariate mancate qualificazioni, ha saltato anche due gran premi di "trasferta" nordamericana nel corso della primavera, ma le vetture sono andate in griglia più spesso, in diverse occasioni ci sono andate entrambe e soprattutto sono accaduti due fatti piuttosto attention seeker. Nel GP d'Olanda, Warwick ha ottenuto il giro più veloce nonostante i pochissimi giri disputati. In quello successivo in Gran Bretagna, è risalito velocemente dalle retrovie alla seconda piazza, per poi ritirarsi a poco più di metà gara. Le malelingue sostengono che sia stato simulato un problema tecnico, quando in realtà la monoposto era scesa in pista a serbatoio scarico, per risalire fino alle prime posizioni e in tal modo guadagnare inquadrature televisive per procacciarsi degli sponsor.
Warwick ha terminato i successivi gran premi in Francia e Germania, rispettivamente al quindicesimo e al decimo posto: sono state le uniche due gare terminate dalla Toleman nel corso del 1982.

Warwick è rimasto anche per il 1983, affiancato stavolta da Bruno Giacomelli. I risultati sono nettamente migliorati rispetto alla stagione precedente, con la qualificazione sempre, a parte a Montecarlo con una delle due auto quando Giacomelli è stato il primo degli esclusi, nonché con un numero rispettabile di gare terminate e diversi piazzamenti a punti.
Negli ultimi quattro gran premi Warwick è andato a punti in quattro occasioni di fila: sesto in Olanda, quinto a Monza, quinto a Brands Hatch dove peraltro anche Giacomelli ha fatto un punto giungendo sesto, nonché sesto nella gara conclusiva della stagione in Sudafrica.
In precedenza erano state ottenute altre top-ten, dalla settima piazza in poi, che per gli standard dei tempi tuttavia non valevano punti. E non avevamo visto ancora niente, perché era alle porte il 1984, la stagione più attention seeker in assoluto della storia del team.

Di fatto il 1984 è la stagione per cui la Toleman è passata alla storia, e nello specifico per avere fatto debuttare in Formula 1 Ayrton Senna (che nulla c'entra con la Toleman, ma oggi 11 aprile ricorre l'anniversario del GP di Donington 1993).
Al suo fianco, vi era il campione di motociclismo Johnny Cecotto, ma a onore del vero i suoi risultati non sono stati particolarmente degni di nota. Il migliore è stato un nono posto al GP del Canada, mentre un paio di gare più tardi si è infortunato pesantemente fratturandosi entrambe le gambe e la sua stagione è terminata; sarebbe stato rimpiazzato verso la fine della stagione da Stefan Johansson, che tra una cosa e l'altra ha ottenuto un quarto posto a Monza.
Il quarto posto di Johansson, tuttavia, è ordinaria amministrazione, quindi veniamo a Senna, che dopo essersi ritirato al gran premio di casa in Brasile, ha conquistato il suo primo punto al successivo evento con un sesto posto in Sudafrica, risultato replicato anche in Belgio, anche se tuttavia in Belgio è stato promosso dalla settima alla sesta piazza a causa della squalifica di...
...
...
...cosa ve lo dico a fare, l'avrete sicuramente capito da anche soli! XD Incredibilmente è rimasto fuori dalla griglia al successivo GP di Imola, a causa di un problema tecnico, ma, dopo un ritiro al GP di Francia, è stata la volta di Montecarlo. Non credo di dovervi raccontare come se lo sentiste per la prima volta di come sia risalito dal tredicesimo al secondo posto e di come, se la gara non fosse stata interrotta a causa delle condizioni di bagnato estremo, avrebbe potuto, a seconda di chi lo racconta, vincere, ritirarsi a causa di un presunto problema tecnico, oppure essere superato da Stefan Bellof ed ereditarne la vittoria quando la Tyrrell sarebbe stata squalificata in corso d'opera (penso che abbiate capito, se non c'eravate arrivati prima, chi sia stato il pilota squalificato il paragrafo qui sopra).
Tra un settimo posto in Canada e diversi ritiri, Senna è riuscito a conquistare due ulteriori podi, in Gran Bretagna e all'evento finale in Portogallo, nei quali ha conquistato la terza piazza. In corso d'opera era stato appiedato one-off in occasione del GP di Monza, in quanto il team era rimasto indispettito dal suo passaggio in Lotus per la stagione futura, venendo rimpiazzato da Pierluigi Martini, che tuttavia non è riuscito a qualificarsi.

Per il 1985 il team non ha disputato i primi tre gran premi in quanto non aveva un contratto con un fornitore di gomme. Quando lo sponsor Benetton, che già aveva rilevato la Spirit che aveva un contratto con Pirelli, ha acquistato la Toleman, è stato finalmente possibile schierare una vettura, sempre con il nome "Toleman", poi affiancata da una seconda nel proseguimento della stagione.
L'intento originale del team era schierare Johansson, che tuttavia è passato in Ferrari, e John Watson, con il quale la trattativa non è andata a buon fine per questioni economiche. È quindi tornato Teo Fabi, affiancato da Piercarlo Ghinzani. Con un'ultima performance attention seeker, Fabi ha conquistato la pole position al GP di Gran Bretagna. La squadra, che s era classificata rispettivamente nona e settima nei mondiali costruttori 1983 e 1984, in questa stagione non ha ottenuto punti.

Come avrete probabilmente capito quando ho parlato dell'acquisto da parte di Benetton, a partire dal 1986 vi è stato un rebranding. Come Benetton, la squadra avrebbe conquistato i titoli piloti del 1994 e 1995 con Michael Schumacher e il titolo costruttori nel 1995, prima di passare di nuovo di proprietà ed essere acquisita dalla Renault nel 2001.
La storia si è riscritta e nel 2005 e 2006 Fernando Alonso ha conquistato due titoli piloti, così come la squadra ha ottenuto in questo caso per due volte il titolo costruttori. In seguito, dopo una breve parentesi di proprietà del marchio Lotus nella prima metà degli anni 2010, il team sarebbe tornato a chiamarsi Renault per poi essere rebrandizzato in Alpine. E cosa dire, l'Alpine di quest'anno come performance sta strizzando l'occhio ai risultati della Toleman!

Concludo specificando altri dettagli a mio vedere degni di nota, perché la Toleman non è stata solo Montecarlo 1984. Innanzi tutto è stata protagonista con la Tyrrell di un dualismo per procacciarsi lo sponsor Candy - quello sponsor che spesso finiva immortalato in inquadrature televisive originate da incidenti altisonanti - nel periodo 1982/1983, finendo per uscirne vincente.
Dopodiché vi hanno mosso i primi passi in Formula 1, importanti personalità come Rory Byrne, progettista prima della Benetton e poi della Ferrari - dove aveva seguito Schumacher nella seconda metà degli anni '90 - e di Pat Symonds, che ha successivamente lavorato per diverse scuderie, finendo invischiato anche nello scandalo crashgate.



mercoledì 10 aprile 2024

Sessant'anni di 1964: Clark vince in Olanda e Belgio, ma il primo ritiro stagionale è alle porte

Sono passate due settimane da quando il campionato di Formula 1 1964 è iniziato con il Gran Premio di Montecarlo e il 24 maggio è la volta dell'Olanda, di cui come per quello precedente sembrano essere arrivate ai giorni nostri ben poche tracce video dell'evento.
Anche di tracce scritte, in realtà, non è che ce ne sia l'abbondanza, quindi ricostruire i fatti non è qualcosa che si possa fare proprio nel dettaglio. Sappiamo tuttavia della pole position di Dan Gurney al volante di una Brabham e di come Jim Clark su Lotus e Graham Hill su BRM l'abbiano superato già al via.
Per Clark, la gara è proseguita staccando tutto e tutti, mentre Gurney e Hill dovevano vedersela con la Ferrari di John Surtees, il quale li ha superati entrambi in corso d'opera. Dan si è anche ritirato per problemi tecnici, mentre Graham ha dovuto effettuare un pitstop a causa del quale ha perso diverse posizioni.
Peter Arundell su Lotus è salito al terzo posto, mentre Hill ha poi recuperato fino alla quarta posizione, precedendo a completare la zona punti Chris Amon su Lotus/Reg Parnell e Bob Anderson su Brabham/DW Racing.

Ovviamente il fatto che ci fosse una Ferrari in seconda posizione a 50+ secondi da Clark al traguardo potrebbe portare a pensare che fosse una gara falsata! Ma vi assicuro che c'era di peggio alle porte e che il 14 giugno al GP del Belgio sia Surtees sia il compagno di squadra Lorenzo Bandini si sono ritirati per guasti a motore. A peggiorare la situazione, il ritiro di Surtees è avvenuto dopo appena tre giri quando aveva appena preso la testa della gara davanti al poleman Gurney.
Riprendersi la leadership dopo il ritiro di una Rossa è un affronto inaccettabile, quindi oserei dire che, se esistesse il karma, Dan avrebbe dovuto pagare per la sua falsata azione! Non voglio dibattere sull'esistenza del karma, tuttavia mi limito a osservare che se i ferraristi facevano macumbe contro di lui, esse hanno avuto il loro effetto: è infatti stato costretto a rientrare ai box per un rifornimento di benzina quando mancavano due giri alla fine della gara, ma il team non aveva benzina! Quindi è tornato fuori senza avere fatto rifornimento e in corso d'opera è stato costretto al ritiro perché la benzina era finita.
Non è comunque andata meglio a Graham Hill, che ne aveva ereditato la leadership: un guasto l'ha messo fuori gioco quando ormai mancava solo un giro alla conclusione della gara! È passato in testa quindi Bruce McLaren sulla Cooper, ma ha avuto un problema tecnico a pochi metri dal traguardo e ha cercato comunque di arrivare a oltrepassarlo. Ce l'ha fatta, ma tre secondi dopo Clark che, dopo avere passato la gara a oscillare tra il terzo e il quarto posto, ha conquistato la vittoria a random.

Il finale, a leggerlo, sembra una prova generale del GP di Montecarlo 1982, anche se mancano vari elementi come il pilota che vince dopo avere mandato in vacca la vittoria pochi minuti prima, oppure piloti di fatto ritirati sul podio. I primi tre sono stati Clark/ McLaren/ Jack Brabham, con Richie Ginther su BRM classificato quarto. Hill e Gurney sono riusciti entrambi a prendere punti, giungendo rispettivamente al quinto e al sesto posto.
Purtroppo non ci sono video reperibili del finale della gara di Spa, mentre del successivo gran premio di Francia, avvenuto il 28 giugno, è ancora più difficile andare a scoprire gli eventi. Comunque sia, a Rouen Gurney non ha conquistato la pole, diversamente dai due eventi precedenti, tuttavia ha conquistato la vittoria succedendo in testa a Clark dopo che questo ha rotto il motore.
A proposito di rotture di motore, quel destino l'ha subito anche Surtees quando si trovava in terza piazza, e dopo pochissimi giri di gara, quindi potete comprendere facilmente come anche questo gran premio fosse falsato!
Dopo il ritiro di Surtees, Brabham gli era succeduto al terzo posto, ritrovandosi secondo. Graham Hill, invece, è risalito in zona podio dopo avere preso la posizione ad Arundell. In sintesi, Gurney/ G.Hill/ Brabham è stato il podio, con Arundell che ha concluso la gara al quarto posto precedendo Ginther. McLaren ha concluso la zona punti, classificandosi sesto davanti al compagno di squadra Phil Hill.

A questo punto della stagione Clark e Hill erano primo e secondo in classifica staccati di un punto l'uno dall'altro, mentre altri cinque piloti precedevano Surtees, al punto che verrebbe strano pensare che in un campionato di dieci gran premi totali, Surtees poi possa avere vinto il campionato. Com'è stato possibile? Lo scopriremo nei prossimi post dedicati al mondiale 1964.


martedì 9 aprile 2024

Sessant'anni di 1964: l'esordio stagionale a Montecarlo

Sono passati ormai sessant'anni dal lontano 1964 e, in occasione di questo anniversario, ho deciso di ripercorrere, con una serie di appositi post, tutta quella stagione, iniziata il 10 maggio con il Gran Premio di Montecarlo. Sulle anguste e tortuose stradine del Principato, come le avrebbe definite Mazzoni se fosse un viaggiatore nel tempo e fosse andato nel 1964 a raccontare questo evento, Jim Clark ha conquistato la pole position.
Questo è facilmente ricostruibile, mentre è un po' più difficile andare a ripescare gli eventi della gara, dato che esistono video di durata di un minuto, due quando va bene, mentre mi ero entusiasmata nel trovare su Youtube un video della durata di ben cinque minuti per poi scoprire, mentre lo guardavo, che non era un video sul gran premio, ma semplicemente un breve servizio del 1964, in stile guida turistica, su Montecarlo. Però, ecco, mi ha fatto pensare a Mazzoni quindi mi sento ugualmente soddisfatta!

Torniamo al pilota della Lotus che scattava dalla pole position davanti a Jack Brabham su una vettura del suo omonimo team, a Graham Hill su BRM, a John Surtees su Ferrari e a Dan Gurney su Brabham a completare i primi cinque. In totale c'erano sedici vetture sulla griglia di partenza, perché ai tempi in griglia a Montecarlo andavano solo in sedici, con gli altri che potevano tornarsene tranquillamente a casa. Uno dei non qualificati era Chris Amon, a bordo di una Lotus del team Reg Parnall.
La gara durava cento giri e Clark l'ha iniziata mantenendo la testa, seguito brevemente da Brabham che poi è stato costretto al ritiro. Gli è succeduto in seconda posizione Gurney, seguito da Graham Hill. Sono stati proprio Gurney e Hill, quando Clark ha iniziato ad accusare dei problemi di motore a circa un terzo di gara, a prendere la prima e la seconda posizione, con Hill successivamente passato in testa appena superata la metà gara, dove è rimasto fino alla bandiera a scacchi, andando nuovamente a vincere sul tracciato monegasco.
Con il ritiro di Gurney per un problema al cambio, Clark si è riappropriato almeno della seconda piazza, ma non era destinato a fare 1/2 con il suo best friend forever Hill, in quanto la vettura l'ha lasciato a piedi a quattro giri dalla fine. Visto che comunque non c'era nessuno a pieni giri, ha chiuso comunque in quarta piazza, con secondo Richie Ginther su BRM e terzo Peter Arundell su Lotus.

Hanno concluso la zona punti Joakim Bonnier su Cooper e Mike Hailwood su Lotus. Sfortunatamente si è trattato di una gara falsata, in quanto nessun pilota Ferrari ha visto la bandiera a scacchi: Surtees si è ritirato ancora nelle prime fasi per un guasto mentre si trovava in bassa zona punti, mentre destino analogo è toccato, a gran premio invece inoltrato, al suo compagno di squadra Lorenzo Bandini, quando si trovava al quarto posto.
Come potete facilmente dedurre, la Scuderia di Maranello non sembrava avere al momento il mondiale in tasca. Aveva comunque il fascino rappresentato dalla presenza di un campione di motociclismo al volante e sappiamo tutti che le moto sono più interessanti delle auto, secondo la legge del motorsport da bar! In più, così come non è tutto oro quello che luccica, anche quello che non luccica non necessariamente è falsato: stay tooned, che i mondiali finiscono all'ultimo gran premio della stagione e che, anche se non li vincono vetture rosse, non sempre le vetture bianco-blu sono meno ricche di fascino!

lunedì 8 aprile 2024

Formula 4 Arabia Saudita: Federico Al Rifai si aggiudica la prima stagione

Nei primi mesi del 2024 si è svolta la prima edizione di una nuova serie di Formula 4, a quanto ho capito ideata dalla mente degli ideatori della Formula 4 South East Asia. In sintesi doveva essere un'alternativa a minore costo per i piloti in prevalenza mediorientali, per i quali potrebbe essere troppo oneroso disputare formule minori europee. Nella realtà dei fatti si sono visti al volante anche diversi piloti di altre provenienze, oltre che le onnipresenti sorelle Al Qubaisi, che bazzicano in Formula 4 ormai dalla notte dei tempi, con l'aggiunta del loro fratello minore, che ha esordito sulle open wheels.

Dopo un evento non championship in Bahrein, nel corso del quale ha ottenuto due vittorie Oscar Wurz, figlio di Alex, mentre ne hanno ottenuta una ciascuno il marocchino Suleiman Zanfari e l'emiratino Federico Al Rifai, il campionato ha visto sei round "ufficiali": due in Kuwait e uno in Qatar, composti da quattro gare ciascuno, mentre tre in Arabia Saudita, in cui le gare per ciascun round sono state solamente tre.
Per essere una serie nuova, la presenza non è neanche stata deprecabile, circa una quindicina i piloti che hanno gareggiato full season, con qualche comparsa occasionale, con soli due piloti visti nell'evento off season - Monteego Maassen e Abdulaziz Altayar - che non hanno disputato nessuno degli eventi "champhioship".
Al Rifai ha vinto otto delle ventuno gare che assegnavano punti, conquistando il titolo davanti al serbo Andrej Petrovic, che non aveva preso parte al round non championship del Bahrein e di vittorie ne ha ottenuto sole quattro, ma ha inanellato una serie di piazzamenti a podio. Al terzo posto si è piazzato invece Kirill Kustkov, pilota del Kyrgyzstan, che è salito sul gradino più alto del podio soltanto una volta.
Zanfari, che come avevo annunciato aveva già vinto nel non championship event, ha concluso la stagione al quarto posto, con tre vittorie nelle gare che assegnavano punti, e precedendo il pilota del Kuwait Saqer Almaosherji, autore di una vittoria.

Il piccolo Wurz non è stato particolarmente altisonante, nonostante quanto accaduto nell'evento che non assegnava punti, in quanto nelle gare "ufficiali" non è mai riuscito a ripetersi e a conquistare la vittoria, ottenendo soltanto piazzamenti a podio e la sesta posizione nella classifica piloti, precedendo ben tre piloti che hanno ottenuto rispettivamente una, una e due vittorie: il saudita Omar Aldereyaane, la nostra vecchia conoscenza Hamda Al Qubaisi e il saudita Faisal Alkabbani, mentre la top-ten in classifica è stata completata da Amna Al Qubaisi.
Oltre la vittoria, Hamda ha conquistato qualche piazzamento occasionale sul podio, mentre è andata peggio ad Amna, che vi è salita solo due volte, di cui una soltanto nelle gare che assegnavano punti. Curiosamente, undicesima in classifica piloti c'è una loro collega della F1 Academy, Aurelia Nobels, che con una presenza one-off si è procacciata un podio, probabilmente il primo della sua carriera open wheel.
Il qatariota Jabor Al-Thani si è piazzato dodicesimo, precedendo Abdullah Al Qubaisi, fratello minore di Amna e Hamda, che ha preso parte a quattro eventi ottenendo come miglior risultato stagionale un sesto posto. Dietro di lui si è classificata la Laura Villars, che pare finora avesse gareggiato a livello amatoriale, e che ha ottenuto una quinta piazza come miglior risultato in gara. Ha preceduto solo uno dei full time, il saudita Abdulaziz Abuzenadah, nonché il filippino che ha preso parte a metà stagione. Hanno chiuso la classifica due one-off, l'irlandese Lucca Allen, a suo tempo vincitore del campionato di F4 South East Asia (epoca prima del coronavirus), infine il saudita Saud Al Saud, il cui nome mi ricorda un fanalino di coda visto in Formula 4 Emirati diversi anni fa.



domenica 7 aprile 2024

Commento al Gran Premio del Giappone 2024

07.04.2024 - Suzuka // VERSTAPPEN RETURNZ

In Giappone è stato assegnato il mondiale nel 1976, anche se era il Fuji. Poi nel 1987, nel 1988, nel 1989, nel 1990, nel 1991, nel 1996, nel 1998, nel 2000, nel 2003 e perfino nel 2011 nonostante il mondiale fosse ancora ben lontano dal terminare, in queste occasioni a Suzuka. Poi a onore del vero è finito in Giappone anche nel 1995, solo che non era il gran premio del Giappone, ma quello del Pacifico, e la pista era Okayama, ai tempi nota come Tanaka International Aida. È proprio T.I. Aida che, nell'edizione precedente, il 1994, rappresentava finora l'unica apparizione di un tracciato giapponese nel mese di aprile. La collocazione temporale pianificata per il 1995 doveva essere più o meno la stessa, anche se poi la time slot è stata spostata a causa del terremoto di Kobe, che ha avuto tra le conseguenze motoristiche anche il ritiro in corso d'opera degli sponsor che Hideki Noda avrebbe dovuto portare alla Simtek come pilota part-time e, indirettamente, il fallimento dell'originale Piccola Cenerentola di Banbury.
Eccoci invece qui nel 2024, con il GP del Giappone in aprile, perché i calendari a cui siamo stati abituati ormai non esistono più... e devo dire, la mia mente oppone un po' di resistenza a Suzuka in aprile, sarà perché associata così tanto ai finali di stagione, cosa che non mi impensieriva invece ai tempi degli spostamenti di Shanghai e Sepang. Poi Sepang è stata spostata nuovamente in autunno prima di sparire dal calendario, ma stiamo di nuovo divagando specie al pensiero che la Redbull ci ha fatto doppietta nel 2016 approfittando delle sventure dei Rosbilton e Verstappino ha sbevazzato like a boss dal secondo gradino del podio senza dare scandalo nonostante avesse ai tempi diciannove anni e la Malesia avesse già ufficializzato un innalzamento della drinking age per il 2017 dai diciotto ai ventun anni, cosa che comunque non gli ha impedito di sbevazzare like a boss anche un anno dopo all'età di vent'anni sullo stesso podio.
Erano i vecchi tempi, in cui Verstappino era un bambino innocente(?) che faceva la scheggia impazzita approfittando delle disgrazie dei vari Rosvettelton di turno invece di fare pole position a ripetizione. Era anche agli albori della sua carriera, mentre adesso proprio a Suzuka ricorre (pur essendo aprile e non ottobre) il decennale del suo pseudo-esordio in Formula 1, quando è stato gettato nella mischia facendo il proprio esordio come Friday driver nelle prove libere.
A distanza di una decade ne è uscito con la pole position, in una sessione di qualifiche la cui differita TV8 è stata alle 14.00, proprio come le differite Rai giapponesi dei vecchi tempi. E quella qualifica là, vista a suo tempo in differita, era iniziata con l'annuncio di Kvyat in Redbull al posto di Vettel, quindi si può dire che sia un mondo totalmente diverso.
Questa è la griglia di partenza che è uscita da queste primaverili qualifiche nipponiche:

Verstappen - Perez
Norris - Sainz
Alonso - Piastri
Hamilton - Leclerc
Russell - Tsunoda
Ricciardo - Hulkenberg
Bottas - Albon
Ocon - Stroll
Gasly - Magnussen
Sargeant - Zhou

Anche la gara era alle 14.00 in differita e sono stata lontana dagli spoiler fino a circa quaranta minuti prima. A pranzo mio padre ha infatti acceso la TV con l'intenzione di guardare qualche programma di cucina, ma per qualche motivo la TV è finita sintonizzata invece su Canale 5 dove c'era il telegiornale e dove di lì a due minuti contati c'è stato un servizio inerente il gran premio. Quindi sapevo già com'era andata quando alle 14.00 su TV8 stava andando in onda non il via della gara, bensì una clip che mescolava sigle di anime, urla di Vanzini e immagini in formato cartoon di piloti. Alla vista di Leclerc con scritto "the Chosen" e Vanzini che urlava "il predestinato" ho rimpianto di non essere nata quarant'anni prima e di non avere vissuto in diretta la Formula 1 dei very uominy. Poi ho visto che c'è anche di peggio: dopo quel megamix anime è stata mandata la pubblicità e al ritorno ci siamo persi la griglia di partenza eccetto le prime quattro file. Poi via con il giro di formazione e Gené che menzionava un "grande degrado" parlando di gomme. Quella locuzione calzava a pennello anche per altro. Comunque sia la gara è finalmente partita, ma non è durata a lungo, dato che Ricciardo e Albon si sono toccati, il primo dei due ha fatto una mega-sbinnata poi sono andati simultaneamente a schiantarsi, specie il secondo dei due, su una barriera di pneumatici, con la gara che è stata redflaggata per poi ripartire dopo una pausa per ripulire la pista.
Quando è ripartita, fin dalle prime battute è stato chiaro che, almeno per la vittoria, non c'era alcuna possibilità diversa da Verstappino, verosimilmente in 1/2 con il compagno di squadra. Per il resto, la gara dei piloti che potevano ragionevolmente chiudere a punti ha strizzato molto l'occhio al mondiale 2012. Quindi ecco le McLaren che rientravano presto, le Mercedes che facevano l'opposto, Sainz che ritardava le due soste e Leclerc che ne faceva solo una, con tanto di undercut vari e di gomme molto più performanti nel finale da parte dei piloti che si erano appena fermati, con Alonso che come sul finire del mondiale 2012 era in una sorta di terra di nessuno in zona punti mentre il suo compagno di squadra non si sapeva bene dove fosse.
Le strategie diverse adottate dalla Ferrari hanno funzionato entrambe, perché Leclerc partiva ottavo e fare meglio era molto plausibile e perché Sainz ha superato le due o tre vetture che si è ritrovato davanti dopo essere tornato in pista a seguito della seconda sosta, compreso il compagno di squadra, dal quale ha allungato nei giri finali. Ho intravisto su "Xwitter" e Facebook che leclerchini e sainzini avrebbero polemizzato su tutto ciò, ma preferisco soprassedere.
La zona retrostante è stata costellata di timidi duelli, a volte neanche troppo timidi, nella maggior parte dei quali era coinvolto Tsunoda, e da Sargeant che sembrava essersi schiodato dall'ultima posizione, non perché partisse davanti a Zhou dato che questo si è ritirato ai box ancora nelle prime fasi, quanto perché effettivamente aveva delle vetture dietro. Il tutto è stato vanificato quando nelle fasi finali è andato a insabbiarsi, ma ha regalato una scena rustica meravigliosa quando è rientrato in pista con la macchina interamente grigia di polvere, scena che avevo già visto in anteprima durante il già citato servizio del TG5, nonché da me lungamente attesa perché non avevo idea di quando fosse capitata!
In sintesi non è stata una brutta gara, movimentata al punto giusto, ma a mio vedere le è mancato quel qualcosa che nel 2012 ci faceva saltare sulla sedia. D'altronde nel 2012 abbiamo avuto addirittura eventi quali la vittoria di Maldonado, ad oggi non credo ci sia qualcosa di diverso alle porte da una lunga sinfonia bibitara, seguita dalle Ferrari, dalle McLaren e dalle Mercedes in ordine rigoroso, al massimo un po' rimescolato nelle zone basse se gente random tipo Piastri e Hamilton oggi non sembrano tenere il passo dei rispettivi compagni di squadra. Russell permane un grande mistero, ma si segnala come sul finire di gara sia uscito vincente da un duello con Piastri.
Per il resto la telecronaca della gara è stata costellata da riferimenti pressoché nulli alla seppure vasta storia di Suzuka, ci è stato solo un velato accenno agli scontri Senna vs Prost, ma l'argomento è stato subito dismesso.
Neanche la storia più recente è stata rievocata, da inizio a fine gara, podio compreso, non ho sentito nemmeno una volta menzionare il nome di Jules Bianchi, nonostante proprio a Suzuka dieci anni fa (se non consideriamo i mesi di gap) avveniva il suo incidente mortale, il tutto nonostante le inquadrature del casco ad hoc di Leclerc. Non che sia necessariamente un male, considerando che detesto con tutte le mie forze la retorica secondo cui si parla di Bianchi solo ed esclusivamente come di colui che è vissuto per annunciare la venutahhhh del predestinatohhhh, però ammetto di esserci rimasta male.
Detto questo, possiamo chiudere con il grande finale, con i piloti nel retro del podio, che guardavano sullo schermo davanti le azioni salienti della gara. Secondo i Vanzené, Verstappino tacciava Sainz di non avere rispettato i track limits durante un suo duello post-cambio gomme con Hamilton che ancora non si era fermato:
"Hai superato il Prosciuttello mettendo le ruote sull'erba!!!111!!!11!!!"
"Se ci fossi stato tu, forse gliele avresti messe in testa..."

RISULTATO:
1. Max Verstappen/ Redbull
2. Sergio Perez/ Redbull
3. Carlos Sainz/ Ferrari
4. Charles Leclerc/ Ferrari
5. Lando Norris/ McLaren
6. Fernando Alonso/ Aston Martin
7. George Russell/ Mercedes
8. Oscar Piastri/ McLaren
9. Lewis Hamilton/ Mercedes
10. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
11. Nico Hulkenberg/ Haas
12. Lance Stroll/ Aston Martin
13. Kevin Magnussen/ Haas
14. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
15. Esteban Ocon/ Alpine
16. Pierre Gasly/ Alpine
17. Logan Sargeant/ Williams
Rit. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
Rit. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
Rit. Alex Albon/ Williams