lunedì 8 agosto 2022

Il 1987 rivive in sei giorni: episodio 1/6 (Brasile, San Marino, Belgio)

Il mondiale 1986, caratterizzato da un acceso duello tra i compagni di squadra in Williams Nigel Mansell (che oggi 08/08/2022 compie sessantanove anni) e Nelson Piquet (di cui curiosamente oggi ricorre il quarantesimo anniversario della rissa con Salazar), si è concluso con la vittoria del titolo da parte del terzo incomodo Alain Prost, in una stagione con ripetute vittorie dei tre championship contenders. Altri due piloti hanno ottenuto vittorie, due per Ayrton Senna e una per Gerhard Berger.
Mentre Prost, Mansell, Piquet e Senna sono rimasti rispettivamente in McLaren, Williams e Lotus (non più nera JPS, ma gialla Camel), Berger ha lasciato la Benetton per la Ferrari, venendo rimpiazzato da Thierry Boutsen ad affiancare Teo Fabi.
Ex pilota Ferrari, Stefan Johansson adesso fa coppia con Prost in McLaren, mentre una nuova stagione sta per iniziare. Intendo raccontarvela tutta e in questo primo episodio parleremo dei primi gran premi della stagione, iniziando da Jacarepaguà.

BRASILE - Mansell fa una brutta partenza dalla pole, lasciando il comando della gara a Piquet. Senna si inserisce in seconda posizione, mentre Mansell si trova dietro alle Benetton, che tuttavia riuscirà a superare in un secondo momento, riportandosi al terzo posto. Prost nel frattempo si trova a sua volta alle spalle delle Benetton, che poi si lascia dietro (Boutsen, Fabi si ritira e dietro a Prost non rimane molto a lungo), portandosi quarto.
La strategia della maggior parte dei piloti prevede due soste, ma in casa Williams le cose si mettono male: Piquet e Mansell sono costretti a fermarsi in largo anticipo per problemi di surriscaldamento delle rispettive vetture, ritrovandosi quindi a fare una sosta in più. Anche a Senna le cose non vanno bene, anche lui ha un problema ed è costretto a una sosta extra. Prost si ritrova quindi al comando della gara e riesce a gestire agevolmente le gomme con sole due soste.
Prost, Senna e Mansell si ritrovano nelle prime posizioni, ma Mansell è attardato da una foratura, mentre Senna si ritira per un guasto al motore a gara inoltrata. Ciò riporta in auge Piquet, che si ritrova secondo, e permette a Johansson di posizionarsi sul gradino più basso del podio. Quarta e quinta ci sono le Ferrari, ma un testacoda di Michele Alboreto a due giri dalla fine fa sì che alle spalle di Berger si classifichi invece Boutsen, mentre a Mansell va la sesta posizione.

SAN MARINO - a Imola la gara perde subito uno dei suoi protagonisti, in quanto a Piquet dopo una violenta uscita di pista al venerdì viene impedito di mettersi al volante nel resto del weekend. Il suo compagno di squadra Mansell invece si porta in testa alla gara dopo appena un giro, superando il poleman Senna che di lì a qualche giro si ritrova in apparente difficoltà perdendo posizioni a vantaggio di Prost e Alboreto, inseguito da vicino da Berger.
Si ritirano sia Prost sia Berger, i primi tre sono Mansell, Alboreto e Senna, mentre in quarta posizione c'è una Brabham. È quella di Riccardo Patrese, il pilota preferito degli imolesi, mentre il suo compagno di squadra Andrea De Cesaris è stato visto esibirsi in una sbinnata e si ritirerà più avanti nella gara a causa di una sbinnata ulteriore.
Arriva il momento dei cambi gomme e, mentre la prima posizione di Mansell è assicurata, Senna overcutta Alboreto portandosi secondo. La gara sembra calma nelle posizioni di prestigio, mentre dietro Pascal Fabre (AGS) fa una sbinnata e Philippe Alliot (Larrousse) finisce per prato per evitarlo.
La gara SEMBRA calma davanti, ma non lo è affatto, Alboreto si porta secondo dopo un bel duello con Senna. Poi Patrese supera Senna e poi - se siete imolesi sedetevi e bevetevi una camomilla, per prepararvi al trauma - supera anche la Ferrari di Alboreto portandosi secondo. Alboreto e Senna rimangono a battagliare per il secondo posto, Senna passa davanti e frattanto Patrese ha un problema di motore.
Mansell vince davanti a Senna: Sensell vibes. Se siete fan di questa "coppia", comunque, sappiate che presto sarete chiamati alla sofferenza. Terzo chiude Alboreto, quarto Johansson. In quinta posizione c'era Derek Warwick (Arrows), ma rimane senza benzina e di piazzano quinto e sesto Martin Brundle (Zakspeed) e Satoru Nakajima (Lotus). Mansell frattanto scarrozza un pilota imprecisato, forse Warwick, durante il giro d'onore.

BELGIO - la gara inizia tranquillamente davanti, ma non a centro gruppo e nelle retrovie, dove ci sono vari incidenti, uno tra Andrea De Cesaris e la Ligier di René Arnoux, uno in cui Philippe Streiff (Tyrrell) va a sbattere contro le barriere, la vettura viene di fatto spezzata in due ed è coinvolto anche il suo compagno di squadra Jonathan Palmer. La gara viene redflaggata.
La seconda partenza fila liscia, Senna parte like a boss e si porta davanti al poleman Mansell, il quale già nel corso del primo giro cerca di superarlo. La gara di entrambi finisce con un incidente - o meglio quella di Senna finisce lì sul posto, quella di Mansell per ora no - to be continued. I due lasciano la leadership a Piquet che tuttavia rimane in testa per appena un quarto di gara ritirandosi per problemi tecnici.
A ereditare la leadership del pilota Williams non è Alboreto che si trovava secondo perché anche lui si ritira (Berger era già fuori per rottura del motore), bensì Prost, che si ritrova seguito a una certa distanza dal compagno di squadra Johansson dopo che questo ha superato Fabi: i due faranno doppietta.
Fabi sarà per alcuni giri terzo poi cederà a De Cesaris, infine alla iella ritirandosi per un guasto. De Cesaris invece rimarrà terzo per tutta la gara salvo poi non vedere il traguardo rimanendo senza carburante all'ultimo giro. Essendo l'ultimo pilota a pieni giri verrà comunque classificato davanti ai doppiati, quindi ugualmente terzo, davanti alla Arrows di Eddie Cheever, alla Lotus di Satoru Nakajima e alla Ligier di René Arnoux.
Torniamo ai Sensell, perché non è finita con l'incidente: Mansell infatti ha proseguito per vari giri nelle retrovie, per poi ritirarsi per i danni riportati alla sua vettura. A quel punto, sceso dalla macchina, si è diretto nel box della Lotus per discutere civilmente con il collega dell'accaduto e tra i due è scoppiata una rissa sedata dai meccanici. Shippare i Sensell in un momento come questo non è esattamente il massimo.


sabato 6 agosto 2022

Il ritorno di Schumacher // GP Europa, Jerez 1994

Siamo nel 1994 e il mondiale si sta avviando lentamente verso le sue fasi conclusive. Il terzultimo appuntamento della stagione si svolge a Jerez de la Frontera e vede Michael Schumacher, di ritorno dopo due gare di sospensione, partire dalla pole position davanti alle Williams di Damon Hill e Nigel Mansell, quest'ultimo tornato per le ultime tre gare della stagione. Hill fa una buona partenza e si porta in testa davanti alla Benetton del suo diretto avversario, a Mansell va peggio, perde infatti alcune posizioni ritrovandosi sesto. Terzo c'è Heinz-Harald Frentzen sulla Sauber, quarto Rubens Barrichello sulla Jordan e quinto Gerhard Berger sulla Ferrari. Mansell supera Berger, poi si ritrova a lottare per il quarto posto con Barrichello, inizialmente lo supera, ma è il brasiliano a spuntarla. Poi trova sulla propria strada la Larrousse di Hideki Noda, che sta rallentando a causa di un guasto sulla sua vettura. Mansell ne urta la vettura e danneggia l'ala anteriore, venendo costretto a una sosta anticipata. Non è un buon ritorno, per il momento, e le cose peggioreranno, dato che si ritirerà a gara inoltrata a causa di un testacoda.

Torniamo agli Schumill, perché ci siamo lasciati con Hill in testa dopo una partenza migliore rispetto a quella di Schumacher. Quest'ultimo, tuttavia, fa una prima sosta ai box decisamente più rapida e si riporta in testa. Anche con il secondo pitstop le posizioni tra i due rimarranno invariate con Schumacher davanti a Hill e il gap tra di loro aumenterà nel corso della gara. Schumacher al momento aveva un punto di vantaggio su Hill in classifica piloti e così si porta a +5, gap che tornerà a +1 con il successivo GP del Giappone. Tornando alla gara di Jerez, dato che è di questo che dovremmo parlare, Frentzen occupa la terza piazza nel primo stint, ma la sua gara prevede una strategia a una sola sosta, che non sembra pagare. Viene infatti sopravanzato in corso d'opera da vetture decisamente più leggere della sua e deve accontentarsi di arrivare al traguardo in sesta posizione. Al terzo posto sotto la bandiera a scacchi passa la McLaren di Mika Hakkinen, mentre in quarta posizione si piazza una Jordan, non quella di Barrichello arretrato nel corso della gara a causa di una foratura, quanto piuttosto Eddie Irvine, mentre la Ferrari di Berger ottiene la quinta posizione.

Il GP d'Europa 1994 segna la fine della lunga carriera in Formula 1 di Andrea De Cesaris. Per il successivo evento a Suzuka, infatti, è previsto il rientro in pista di Karl Wendliner, che nei giorni successivi alla gara di Jerez deve effettuare un test al volante della Sauber. Il rientro non si concretizza in quanto Wendlinger soffre di dolori al collo, quindi Peter Sauber pensa di prolungare la presenza di De Cesaris per il finale della stagione. Non riesce tuttavia a contattarlo, in quanto archiviata la gara di Jerez, che era appunto l'ultima per la quale era sotto contratto, è partito per una destinazione sconosciuta e Sauber non ha il suo recapito. Viene quindi ingaggiato per le gare finali della stagione nientemeno che J.J.Lehto, terzo pilota della Benetton. Anche in Benetton si prevede un cambio di line-up, con Jos Verstappen messo da parte e ceduto alla Simtek per il 1995. Ci sono rumour secondo cui il prescelto per la gara di Suzuka sarebbe stato il pilota 47enne Kazuyoshi Hoshino, due partenze nei GP del Giappone 1976 e 1977, ma non sarebbe una grande scelta per un team che lotta per il titolo piloti e costruttori, viene quindi ingaggiato Johnny Herbert.


venerdì 5 agosto 2022

We believe in Lehstappen // GP Italia e Portogallo 1994

Miei cari launch control sulla cui legalità si dibatte, oggi ci spostiamo nei mid-90s. Siamo in un'epoca di tempi già cupi, in cui è palese a ogni iNsAiDeR che segue le gare dall'interno (l'interno è quello del bar, probabilmente) che ormai il pilota non conta più, ma conta solo la macchina. Visto il race ban di Michael Schumacher, è esattamente quello che sono chiamati a dimostrare il suo compagno di squadra Jos Verstappen e il suo ex compagno di squadra declassato a riserva tornato in auge per guidare al suo posto J.J.Lehto. Ora non ho dubbi che i Lehstappen diano il massimo per dimostrare che chiunque vincerebbe al volante di una Benetton, ma così, a intuito, non è esattamente il messaggio che passa.
Attenzione, però, ci sono anche altri messaggi che passano, ovvero che i ferraristi siano condannati alla sofferenza, visto quello che accadrà, in particolare a Monza ma per non farci mancare niente neanche a Estoril. Quindi, se siete tifosi della Ferrari oppure se siete Jean Alesi in persona (non che il suo collega Gerhard Berger se la passi tanto meglio, ma diciamo che almeno se la passa meno peggio), ponderate accuratamente la possibilità di scappare a gambe levate urlando che perfino un neonato di dieci giorni capirebbe che qualunque persona saggia dovrebbe stare il più lontana possibile da Maranello. Considerato che il giorno in cui si corre a Monza sono passati esattamente dieci giorni dalla nascita di Carlos Sainz Jr, non tutti i neonati di dieci giorni sembrano avere seguito alla lettera questa buona norma, ma nevermind, siamo nel 1994 e non sappiamo non solo chi sia Carlos Sainz Jr, ma nemmeno chi sia il suo idolo Fernando Alonso.

ITALIA - Jean Alesi ottiene la pole position davanti a Gerhard Berger, e già questo non è un buon segnale, perché mantenere la domenica le premesse del venerdì/ sabato sarà molto dura, dovendo già iniziare con il grande dubbio esistenziale "siamo 1/2, come facciamo a perdere la gara con entrambe le macchine". Dietro alla coppia Alesi/ Berger ci sono le Williams con in mezzo, al quarto posto, la Lotus di Johnny Herbert. Attenzione perché anche essere Herbert non è il massimo: la posizione è un raggio di luce in un periodo cupo in cui la Lotus sta andando alla ricerca del primo punto stagionale e partire al quarto posto è qualcosa di molto top. Purtroppo al via c'è un incidente che coinvolge numerose vetture, una di queste è quella di Herbert ed è costretto a prendere il restart (perché la gara viene redflaggata) con la vettura di riserva dalla pitlane, venendo in seguito costretto al ritiro da un guasto.
L'artefice della carambola in partenza è Eddie Irvine: il pilota della Jordan infatti parte like a boss facendo il vuoto, il problema è che in quel vuoto c'è anche Herbert. Le Ligier vengono coinvolte, Olivier Panis proprio nell'incidente, Eric Bernard in maniera più marginale, dietro si genera il caos e anche la Larrousse di Erik Comas e la Sauber di Andrea De Cesaris si ritrovano incidentate. Come penalità per l'incidente innescato, Irvine viene spedito in ultima posizione per il restart. Al momento del restart tutto sembra filare liscio per le Ferrari (ma non per altri più indietro, dato che si segnala un altro incidente), Alesi si appropria del comando seguito da Berger, peraltro protagonista alla mattina di un incidente nel warm-up nel quale fortunatamente è rimasto illeso.
Per Alesi tutto fila liscio fintanto che non è il momento del rifornimento. Quando va per ripartire, la vettura sembra non ripartire affatto ed è costretto al ritiro. Di due Ferrari in prima e seconda posizione ne rimane quindi solo una. Ancora una volta è la pitlane il luogo dei problemi e la sosta si rivela più lunga del previsto per non fare un unsafe release ai danni di Panis che si sta fermando a sua volta. Berger subisce overcut da parte delle due Williams, con a loro volta un overcut tra di loro: David Coulthard si ritrova al comando davanti a Damon Hill, ma dopo una provvidenziale citofonata dai box si leva di mezzo e inizia a seguire il compagno di squadra come un'ombra, mentre Berger un po' più distante cerca di raggiungerli, senza riuscirvi.
Solo nel finale, quando Coulthard rimane senza benzina un giro prima del finale della gara, Berger riesce a riappropriarsi almeno della seconda piazza, mentre le McLaren di Mika Hakkinen e Martin Brundle chiudono al terzo e al quinto posto con in mezzo a loro la Jordan di Rubens Barrichello. Coulthard viene classificato sesto, davanti ai doppiati Bernard, Comas, Lehto e Panis: è stata una gara ad elevato attrition rate, non solo per incidenti ma anche per guasti, e solo dieci vetture sono considerate classificate. Lehto, partito ventesimo, chiude nono dopo una gara con due soste e uno stop and go per eccesso di velocità nella pitlane.
Verstappen qualificato decimo dopo avere riportato un danno alla vettura, è finito alla seconda partenza in un incidente con la Footwork di Gianni Morbidelli e la Lotus di Alessandro Zanardi, innescato da una foratura che fa perdere il controllo della monoposto a quest'ultimo. Questo incidente ha portato tutti e tre al ritiro senza avere completato nemmeno un giro. Nessun punto quindi per la Benetton, che in vista del gran premio successivo si rende protagonista di un episodio piuttosto curioso: viene testata da un giovane pilota di Indycar con gli occhiali spessi come fondi di bottiglia. Quel pilota di Indycar è nientemeno che Paul Tracy!

PORTOGALLO - stavolta è Berger a partire dalla pole position, precedendo le Williams, la McLaren di Hakkinen e la Ferrari del compagno di squadra. A proposito di McLaren, si attendeva l'annuncio dell'ingaggio di Barrichello per la stagione seguente, ma alla fine Rubinho ha optato per prolungare il suo contratto con la Jordan. Chissà, se si fosse spostato a Woking magari un giorno sarebbe riuscito a vincere un mondiale con la McLaren battendo Schumacher, ma non sapremo mai come sarebbe andata! Sappiamo però come vanno le cose per i ferraristi del 1994 e Berger passa in testa una manciata di giri. Poi la sua vettura lo abbandona. Alesi nel frattempo risale in terza posizione alle spalle delle Williams, avendo superato Hakkinen alla partenza. Si ritirerà più avanti nella gara a causa di un incidente mentre sta doppiando David Brabham. Forse il pilota della Simtek non è proprio lesto a cedergli la strada, ma sembra che Alesi finisca a ruote bloccate e gli cozzi contro.
Torniamo al primo stint, con il ritiro di Berger e le Williams 1/2. In prima posizione c'è tuttavia Coulthard, che ha sopravanzato Hill alla partenza e percorre in testa praticamente il primo stint. Il suo compagno di squadra, tuttavia, punta a vincere il mondiale e se dovesse vincere la gara si porterebbe a -1 in classifica da Schumacher, quindi ovviamente Coulthard stavolta vince l'anno prossimo (il che non è detto a caso, proprio a Estoril otterrà la sua prima vittoria nel 1995). Quando Hill attacca Coulthard, questo non si difende e si accontenta della seconda posizione, il suo primo podio nella sua ultima gara della stagione (per le ultime tre tornerà Nigel Mansell già presente al GP di Francia). Terzo si piazza quindi Hakkinen, posizione che mantiene fino al traguardo salendo ancora una volta sul podio. Barrichello chiude quarto precedendo in zona punti Verstappen e Brundle.
Il quinto posto di Verstappen, partito ancora una volta decimo, porta due punti alla Benetton, gli unici due conquistati in questi due gran premi senza Schumacher. Lehto non pervenuto, nel senso che proprio non giunge alla bandiera a scacchi: partito dalla quattordicesima posizione, senza mai avere fatto nulla che portasse a pensare a una sua immediata risalita in zona punti, finisce la gara a seguito di un incidente. Dopo questa gara la Benetton, in testa al mondiale costruttori fino a Monza, perde la leadership della classifica ritrovandosi a -2 alle spalle della Williams. Gli iNsAiDeRs dall'interno del bar probabilmente stanno iniziando a maturare il dubbio che non basti mettere i Lehstappen al volante delle Benetton per vincere il mondiale.

giovedì 4 agosto 2022

W Series 2022: Le Castellet e Hungaroring

La W Series è tornata con due eventi in due weekend consecutivi, negli scorsi fine settimana, rispettivamente in Francia a Le Castellet e in Ungheria all'Hungaroring. Le prime quattro gare della stagione avevano visto il dominio assoluto di Jamie Chadwick, che verosimilmente quest'anno si porterà a casa un altro titolo, senza punti superlicenza ma con bonus economico (che per chi ha ben poche possibilità di arrivare in Formula 1 sembra sicuramente più invitante dei punti superlicenza). Il dubbio rimaneva uno: qualcuna sarebbe riuscita a farla scendere giù dal gradino più alto del podio? Abbi Pulling seconda in classifica sarebbe riuscita in questa impresa? Adesso, dopo due eventi disputati, la Pulling non è più al secondo posto della classifica, si trova quarta, arretrata di pochi punti dietro ad Alice Powell e Beitske Visser, che guardacaso si sono rivelate le principali minacce al dominio completo di Chadwick. Andiamo tuttavia a scoprire cosa sia accaduto nel corso degli eventi.

FRANCIA - Chadwick ha fatto segnare il miglior tempo ma, plot-twist, non ha rallentato(?) in regime di bandiera gialla, se ho ben capito, procacciandosi una penalità che l'ha fatta scivolare al terzo posto in griglia. Visser si è quindi presa la pole position partendo accanto a Nerea Martì. A fianco di Chadwick c'era Marta Garcia, poi a seguire Belen Garcia, Abbie Eaton, Fabienne Wohlwend, Jessica Hawkins, Sarah Moore ed Emma Kimilainen a completare la top-ten. Qualifica sventurata per il duo Powell/ Pulling che ha ottenuto la sesta fila davanti a Bruna Tomaselli e alle rookie Juju Noda, Tereza Babickova, Emely De Heus, Chloe Chambers e Bianca Bustamante.
La gara è partita con due colpi di scena, se così si possono chiamare. Il primo è che Martì è partita al rallenty e Chadwick si è subito appropriata della seconda piazza, trasformata in leadership un secondo contato più tardi. Anche Belen Garcia sembra avere avuto un buono spunto ed essersi portata davanti a Martì, mentre Marta Garcia perdeva alcune posizioni. L'altro colpo di scena è stato un contatto che ha messo fine alla gara di Eaton, forse con Kimilainen dato che l'abbiamo ritrovata indietro di parecchie posizioni. Non è stato il solo incidente della giornata, si è ritirata anche Chambers speronata da De Heus che si è conquistata in tal modo una penalità.
Dopo la safety car e il relativo restart, c'è stato un duello tra Chadwick e Visser per la prima posizione, con Visser che a un certo punto ha anche superato la campionessa in carica, uscendo tuttavia perdente dal loro duello e perdendo anche due posizioni a vantaggio di Belen Garcia e di Martì che hanno conquistato il podio relegandola in quarta piazza. Powell ha chiuso al quinto posto, precedendo le due compagne di squadra Marta Garcia e Wohlwend prima protagoniste di un lungo duello sulle loro vetture rosa. Moore, Pulling e Hawkins hanno completato la zona punti, precedendo Tomaselli, Kimilainen, Noda, Babickova, Bustamante e De Heus.

UNGHERIA - stavolta il plot-twist si è avuto nel corso delle qualifiche, quando Powell ha conquistato la prima posizione davanti a Visser, Martì e Marta Garcia a completare le prime due file. Chadwick era solo quinta, davanti a Pulling, Belen Garcia, Kimilainen, Wohlwend, Hawkins, Moore, Babickova, Eaton, Chambers, Tomaselli, Noda, De Heus e Bustamante. Qualcuno iniziava a chiedersi seriamente quanto tempo ci avrebbe messo Chadwick a risalire in testa alla gara, ma la realtà dei fatti è che non è mai stata in testa alla gara, anche se nel finale si è avvicinata molto a Powell.
La runner-up della scorsa stagione è riuscita a mantenere la testa della gara - iniziata dietro la safety car per la pioggia nonostante non ci fosse pioggia - fino alla bandiera a scacchi, nonostante la pressione da parte di Chadwick verso fine gara, dopo che questa aveva strappato la seconda piazza a Visser, che ha chiuso terza precedendo Marta Garcia e Pulling. Seguivano Moore e Eaton mentre, dopo numerosi sorpassi, Noda ha ottenuto il primo arrivo a punti della stagione con il nono posto davanti a Tomaselli. La compagna di squadra di Noda, Bustamante, invece è stata costretta al ritiro dopo un testacoda.
Nona fino a poco prima della fine della gara, Chambers ha chiuso undicesima precedendo Martì e Belen Garcia, arretrate in precedenza a causa di un contatto tra di loro, mentre quattordicesima è giunta Hawkins, dopo un contatto con Kimilainen costretta al ritir. Babickova, unica a non avere ottenuto ancora nemmeno un punto, ha chiuso la gara in penultima posizione, mentre ultima è giunta De Heus. Mancano a questo punto ancora due eventi singoli (Singapore e COTA) e un double header (Messico) alla fine della stagione, con i prossimi appuntamenti tutti previsti per il mese di ottobre.


mercoledì 3 agosto 2022

Commento al Gran Premio d'Ungheria 2022

Benvenuti all'Hungaroring, quella gara che di solito viene preceduta da considerazioni sul fatto che il layout del circuito sia tutt'altro che entusiasmante e che la gara sarà noiosa, salvo poi assistere a una gara che - a meno di non essere nel 2004 - si rivela meno noiosa di quanto viene definita prima che accada. Quest'anno comunque non c'è stato troppo tempo per parlare del circuito noioso, perché il giovedì prima del gran premio tutti i sogni proibiti del Vanz si sono materializzati: Vettel ha annunciato il proprio ritiro alla fine della stagione. Pare che sui social di Sky sia stato fatto un sondaggio ai telespettatori, ai quali veniva chiesto di votare quali fossero i peggiori gran premi della sua carriera. Ammetto che sono abbastanza stupita da tutto ciò, di solito i piloti che se ne vanno si cerca di ricordarli nel modo più positivo possibile, dimenticandosi di tutte le loro pecche e parlando di quanto ci mancheranno mentre staranno nelle loro tenute ad allevare galline ornamentali, invece in questo caso a quanto pare Crazy Frog è da perculare fino all'ultimo. Ne sarà sicuramente preoccupato, lo immagino mentre piange in disparte venendo consolato dalla rana. La rana comunque doveva essere in uno stato di eccitazione alquanto evidente, dato che nel corso delle prove libere del sabato mattina - che poi si svolgono alle 13.00 quindi non proprio esattamente di mattina - gli è saltata fuori all'improvviso dal taschino della tuta ed è andato a sbattere sfasciando la monoposto che, per le qualifiche, è stata rimessa in sesto dai meccanici Aston aiutati da lui stesso. Adesso però basta parlare di faccende da poco conto tipo il ritiro di Vettel, non sentite anche voi un ruggito micidiale da marmotta assassina del Quebec? Infatti nella sessione di prove libere sul bagnato del sabato post-mattinata c'è stato un pilota che ha fatto il miglior tempo a caso e quel pilota è stato Latifi! Si vede che era triggerato dal Piccolo Principe e adesso ha reazioni diverse dallo schiantarsi senza essere stato minimamente toccato dal Piccolo Principe stesso. A proposito, nel frattempo si facevano insistenti i rumour sul fatto che fosse proprio Schumacher il successore di Vettel alla Aston Martin, tanto che c'erano già degli iNsAiDeR che davano per certa la sua uscita dall'Academy Ferrari per essere ingaggiato dalla Green Panther per la prossima stagione.
Voce fuori campo: "Un pilota annuncia il ritiro e si parla già di chi sarà il suo sostituto, lamentandosi che non sarà un nome di alto profilo. Tutto ciò è divino."
L'Autrice(C): "Eh no, così non va bene. Le voci fuori campo non possono fare spoiler e anticipare che lunedì mattina, così a caso, verrà annunciato che il sostituto di Vettel in Aston Martin sarà Alonso, lasciando l'Alpine in modo random."
Voce fuori campo: "Planston Martin."
Le -L di Russell: "Tutto ciò è molto interessante, ma non potremmo parlare di altre cose tipo le qualifiche? Stiamo inseguendo Russell che, dispiaciuto per il fatto che sua nonna tifosa di Vettel gli ha detto che smetterà di seguire la Formula 1 nel 2023, sta cercando disperatamente di farle cambiare idea andando a procacciarsi la pole position."
I Leclainz: "What the f*ck?"
Crazy Frog: "Non si dicono queste parole. Perché insistete per forza ad avere un linguaggio come il mio, un po' come se foste dei Tsunoda qualsiasi?"
Predestinatohhhh: "Vorrei essere Tsunoda, perché sta in Alpha Tauri quindi accanto al Pokemon. AAAAWWWW."
Marmotta del Quebec: "Anch'io sto accanto al Pokemon, dato che si è qualificato diciannovesimo. Anzi, non sto accanto al Pokemon, perché sta per partire dalla pitlane dopo avere cambiato il motore."
L'Autrice(C): "Datti una calmata, è solo sabato, nessuno sta ancora partendo dalla pitlane per le prossime ventidue ore. Dobbiamo annunciare la pole di Russell e di tutte le sue -L, osservare come Verstappino sia solo decimo per un problema di motore e Checo non sia neanche arrivato in top-ten. Sembra che il destino per la Redbull sia segnato, o almeno così la pensano in Ferrari, ormai certi di avere la vittoria in tasca, o quantomeno i gradini più bassi del podio qualora non fosse possibile superare tutte le -L di Russell in corso d'opera."

1^ fila: Russell - Sainz
2^ fila: Leclerc - Norris
3^ fila: Ocon - Alonso
4^ fila: Hamilton - Bottas
5^ fila: Ricciardo - Verstappen
6^ fila: Perez - Zhou
7^ fila: Magnussen - Stroll
8^ fila: Schumacher - Tsunoda
9^ fila: Albon - Vettel
10^ fila: Latifi - Gasly

La gara è iniziata con rischio pioggia (ma vi anticipo subito che non è venuta più di qualche goccia, quindi la gara è rimasta asciutta) e con una varietà di strategie diverse, con alcuni piloti che partivano con gomme soft, altri che partivano con gomme medium per fare un primo stint più lungo e due piloti nello specifico che invece partivano con gomme medium per fare uno stint lungo tale e quale a quello dei piloti con gomme soft. Non è chiaro perché non siano partiti con le soft, forse i Grandi Strateghi hanno deciso di essere creativi e gomma rossa su vettura rossa non era abbastanza creativa, quindi sono passati alla gialla. Ciò che si prospettava come plausibile era questo: sorpasso delle due Ferrari su Russell e tutte le sue -L al via in modo da potere subire undercut quando questo, con gomme soft, si fosse fermato prima di loro. Non sono però riusciti a superarlo, rimanendo secondo e terzo, quindi questa ipotesi è sfumata, era quindi doveroso trovare un altro modo per complicarsi la vita. Nel frattempo Norris perdeva qualche posizione, gli Alocon duellavano come se non ci fosse un domani con Ocon che la spuntava, mentre le Redbull risalivano like a boss. In un primo momento sembrava Perez quello che aveva recuperato più posizioni, ma alla fine l'ha spuntata Verstappino.
Gangster Rapper: "A proposito, io sono davanti agli Alocon, qualcuno mi ha notato?"
Voce fuori campo: "Ma anche tu, cosa ti aspetti di essere preso in considerazione in un commento a un gran premio? Dopo quindici anni non hai ancora capito che i commenti di Milly Sunshine sono un'accozzaglia di cose a caso senza inserire nulla nel giusto contesto?"
Gangster Rapper: "Non sono d'accordo, l'Autrice(C) è piuttosto focalizzata sui dettagli, tipo si è sicuramente accorta che Kmag è partito molto bene, ma ha l'ala anteriore penzolante e sta per ricevere bandiera nera con cerchio arancione."
Crazy Frog: "E dove lo metti Albon che cerca di attirare la mia attenzione prendendomi a sportellate? C'è stata anche una virtual safety car per questo e ha sparso dei pezzi in giro. Poi forse è andato ai box perché è dietro e non di poco anche alla marmotta del Quebec. Rimango del parere che non finirà la gara dietro alla marmotta del Quebec, ma questi sono dettagli. Invece ho l'impressione che Kmag finisca la gara dietro al Piccolo Principe."
Gangster Rapper: "Va bene che ti ritiri a fine stagione, ma non ti pare un po' troppo presto per tirarla a tutti così come se niente fosse?"
Crazy Frog: "No, per niente. Mi spingo anche ad affermare, e presto Kmag potrà confermarlo, che le gomme hard che ha messo fanno abbastanza schifo. Però è ancora presto per notarlo e quando si fermeranno per fare una sosta sola gli Alpine Bros metteranno entrambi le hard ritrovandosi in poco tempo a novanta. Al ritorno in pista riprenderanno a battagliare tra di loro e verranno anche asfaltati like a boss da Dani-Smile nello stesso momento. Dani-Smile in questo momento della gara fa meno schifo di come dicono, ma passerà alla storia per una penalità che si procaccerà più avanti nel corso della gara per avere tirato una sportellata al mio compagno di squadra Strollino facendogli fare un breve testacoda un po' come se fosse me. Spero che, diversamente da quando ha detto di non avere imparato niente da Massa, Strollino abbia imparato qualcosa da me e dica qualche 'f*ck' mentre torna a girarsi dal lato giusto. Se così non fosse, gli lascerò un'opportunità di farlo anche a fine gara, quando dopo essergli stato dietro fin da ieri, gli strapperò la posizione."
Distratti dal monologo di Crazy Frog, i Grandi Strateghi nel frattempo erano all'opera per cercare di fare confusione. Il primo giro di pitstop, a parte essere stato fatto in largo anticipo, non è neanche andato male, se non prendiamo in considerazione che quello di Sainz è durato più di quanto dura in media un pitstop. Però visti gli standard a cui la Rossa ci sta abituando, questa è la normalità. Non solo per gli standard in effetti, perché di pitstop lenti ce n'è minimo uno per gara, quando va bene anche due o tre. Ad ogni modo Russell era ancora in testa, seguito dalle sue -L ma stavolta aveva dietro la più predestinata delle due vetture rosse. Si è acceso un duello piuttosto movimentato, culminato dopo un po' con il sorpasso di Leclerc su Russell. Si è quindi portato in testa alla gara e improvvisamente sembrava fatta. Sainz intanto è giunto timidamente alle spalle delle -L di Russell e qualcuno stava addirittura sognando una doppietta. Sainz, però, non ha superato Russell quindi la Ferrari non ha fatto doppietta. E in realtà il fatto che Sainz non abbia superato Russell è stato il male minore. Verstappino, che nella prima parte di gara aveva recuperato posizioni varie portandosi a ridosso del Gangster Rapper, ha infatto undercuttato il Gangster Rapper portandosi quarto, sempre più vicino a Sainz e a Russell. In più era su una strategia più promettente delle Ferrari, esattamente come Russell: soft nel primo stint, medium nel secondo e la possibilità di montare ancora medium. Le Ferrari invece erano al secondo stint sulle medium e dovevano scegliere tra due opzioni: allungare il secondo stint subendo undercut e poi finire la gara sulle soft, oppure fermarsi in contemporanea agli altri e fare l'ultimo stint sulle hard. La strategia pianificata sembra fosse passare alle hard, sulle quali le Alpine faticavano, le Haas avevano faticato passando di nuovo alle medium, le Alfa Romeo sembra faticassero a loro volta, mentre le McLaren sembravano fare appena un po' meno fatica. Però ecco, non sembravano esattamente le gomme più adatte per terminare la gara.
Verstappino è rientrato. Poi sono rientrati subito dopo Russell e Leclerc. Leclerc ha mantenuto la posizione su Verstappen, Russell no. A questo punto la predestinata vettura rossa numero 16 era virtualmente in testa alla gara (davanti c'erano Sainz e Hamilton che dovevano ancora fermarsi), ma Verstappino si avvicinava con un ritmo tale da pensare che non sarebbe durata molto a lungo. Infatti ha superato Leclerc facendogli una pernacchia e si è portato davanti. Poi si è distratto facendo la pernacchia e ha fatto un testacoda tornando dietro. Ancora una volta in due secondi contati si è ripreso la posizione, mentre Russell scambiando Leclerc per un tappeto rosso si è portato davanti a sua volta. A quel punto, nel frattempo, è stato decretato che per Sainz era tardi per evitare l'undercut, quindi bisognava improvvisare una strategia alternativa per salvare il salvabile. Problema enorme: la strategia alternativa per salvare il salvabile era già più presentabile che quella ideata per dominare la gara. Sainz così come Hamilton si è fermato più tardi per passare alle gomme soft e obiettivamente andavano decisamente più veloci di Leclerc, soprattutto Hamilton che andava in realtà più veloce di tutti. Leclerc ha fatto un'ulteriore sosta perché le gomme hard erano le peggiori per gestire le poche gocce di pioggia e ne è uscito sesto alle spalle di Perez. Però anche sulle soft non sembrava ci fosse molto da fare per recuperare la posizione. La ciliegina sulla torta è arrivata quando Sainz, che era terzo, è stato superato da Hamilton per la terza posizione. Quindi nessun pilota della Rossa è andato sul podio a procacciarsi una bottiglia di spumante nella quale affogare i dispiaceri della giornata.
Gangster Rapper: "Per fortuna ce n'è una a disposizione per Russell, tutte le sue -L ne avranno molto bisogno."
Con una zampata, infatti, si è preso la seconda piazza, facendo nel frattempo una pernacchia non al compagno di squadra quanto piuttosto alla gente che il giorno prima gli dava del bollito. Poi giusto per confondere le idee ha anche fatto un ruggito tale che perfino la marmotta del Quebec si è guardato intorno con aria smarrita. E ci credo, è anche arrivato penultimo, dato che Tsunoda si è ritrovato nelle retrovie dopo un testacoda, arrivando diciannovesimo - c'è stato infatti un solo famelico ritirato per problemi di motore, facendo mettere una virtual safety car verso fine gara, giusto in tempo per fare un giro finale, condizionto dalla pioggia che effettivamente, in quel momento iniziava davvero a scendere.

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Lewis Hamilton (Mercedes), 3. George Russell (Mercedes), 4. Carlos Sainz (Ferrari), 5. Sergio Perez (Redbull), 6. Charles Leclerc (Ferrari), 7. Lando Norris (McLaren), 8. Fernando Alonso (Alpine), 9. Esteban Ocon (Alpine), 10. Sebastian Vettel (Aston Martin), 11. Lance Stroll (Aston Martin), 12. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 13. Guanyu Zhou (Alfa Romeo), 14. Mick Schumacher (Haas), 15. Daniel Ricciardo (McLaren), 16. Kevin Magnussen (Haas), 17. Alex Albon (Williams), 18. Nicholas Latifi (Williams), 19. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), Rit. Valtteri Bottas (Alfa Romeo).

PS. Il commento che avete letto finora è stato scritto nella giornata di martedì prima che scoppiasse l'altra faccenda che ha incasinato il mercato piloti e spento i riflettori dai Vettonso. In sintesi è andata così: dopo che Vettel ha annunciato il ritiro (giovedì 28) e Alonso ha annunciato il passaggio in Aston (lunedì 1), Alpine ha annunciato l'ingaggio di Piastri (martedì 2, al pomeriggio). Piastri, però, ha in seguito affermato che non correrà per l'Alpine nella prossima stagione (martedì 2, in prima serata), con modalità che ricordano quando Palou ha negato di avere un contratto con Ganassi per correre il campionato 2023 di Indycar con loro nonostante l'ingaggio e in seguito ha annunciato il passaggio in Arrow McLaren. E proprio in McLaren ma in Formula 1 si appresterebbe a debuttare Piastri nel 2023, prendendo il posto di Ricciardo (che qualcuno sostiene possa andare in Alpine, ma è solo un rumour). Siamo partiti da Vettel e passati per Alonso, quindi è doveroso informarvi che il trittico dello scorso decennio si sta ricomponendo: il premio Oscar per il migliore attore non protagonista va al manager di Piastri... ovvero Mark Webber!



martedì 2 agosto 2022

Indycar 2022: #13 Gran Premio di Indianapolis Road Course

Nell'ultimo fine settimana di luglio si sono svolte varie competizioni motoristiche di cui andrò a parlare, iniziando dal campionato di Indycar, che gareggiava a Indianapolis Road Course, nella giornata di sabato. Nello stesso fine settimana ha gareggiato sullo stesso circuito anche la NASCAR, in cui ha fatto il proprio esordio un certo Daniil Kvyat di cui forse avete già sentito parlare in passato! A meno che non siate Helmut Marko in incognito, sono sicura che Marko non sia al corrente della sua esistenza... ma siamo qui per parlare di Indycar e non di NASCAR, quindi procediamo con il gran premio di sabato, che è iniziato con Felix Rosenqvist che scattava dalla pole position sulla sua vettura color papaya.

A proposito di Arrow McLaren, l'altro pilota, Pato O'Ward è stato protagonista fin nelle prime battute di un incidente con Will Power. Sia lui sia il pilota del team Penske sono precipitati nelle retrovie, mentre davanti era in prima posizione Colton Herta davanti al compagno di squadra Alexander Rossi. La situazione tra i due piloti del team Andretti sembrava abbastanza definita con Herta davanti e Rossi secondo, ma Herta ha avuto un problema tecnico ed è stato costretto al ritiro lasciando la leadership al compagno di squadra, davanti a Christian Lundgaard, con il pilota del team Rahal che viaggiava verso il primo podio nella categoria. Un giusto timing nei pitstop ha portato Power (che si è fermato ai box in concomitanza con la safety car uscita per una vettura del team Meyer Shank ferma, quella di Simon Pagenaud) a risalire fino alla terza piazza.

Power, che con i punti della terza posizione si è portato in testa alla classifica piloti strappando il primato a Marcus Ericsson, ha preceduto i compagni di squadra Scott McLaughlin e Josef Newgarden: per quanto riguarda quest'ultimo è stato scongiurato fin dall'inizio del weekend il rischio di saltare la gara dopo l'incidente della scorsa settimana (il sostituto designato in tale caso sarebbe stato Santino Ferrucci). Rinus Veekay (Carpenter), Graham Rahal (Rahal) e Scott Dixon (Ganassi) hanno preceduto il poleman Felix Rosenqvist che ha chiuso solo in nona posizione, mentre la decima piazza è andata ad Alex Palou, pilota ancora conteso tra Ganassi, il team per il quale gareggia attualmente, e Arrow McLaren, per cui dovrebbe gareggiare nella prossima stagione, pare si andrà avanti per vie legali.

Marcus Ericsson, partito dalle retrovie dopo un guasto al motore in qualifica, è giunto davanti a O'Ward, rimontato fino alla dodicesima posizione, a David Malukas (Coyne), Callum Ilott (Juncos), Takuma Sato (Coyne), Romain Grosjean (Andrett), Conor Daly (Carpenter), Devlin DeFrancesco (Andretti), Helio Castroneves (Meyer Shank), Jack Harvey (Rahal), Dalton Kellett (Foyt), Jimmie Johnson (Ganassi) e Kyle Kirkwood (Foyt). Siamo già a un punto abbastanza inoltrato della stagione, mancano ormai solo quattro appuntamenti, due in agosto e due in settembre. Il primo di questi quattro sarà a Nashville e si svolgerà già il fine settimana che vinee, mentre due settimane più tardi ci sarà l'ultimo appuntamento su ovale della stagione a Madison, prima di terminare il campionato con Portland e Laguna Seca.



lunedì 1 agosto 2022

Back to 1986: la prima vittoria della Benetton

Alla sua prima stagione dopo avere rilevato la Toleman, il team Benetton si è tolto diverse soddisfazioni, compreso il primo podio già nelle prime fasi della stagione. Poi, in Austria e Italia, sono arrivate due pole per mano di Teo Fabi, che purtroppo non si sono tradotte in nulla di concreto. Idem la gara di Gerhard Berger, leader per tutto il primo stint a Zeltweg, si è conclusa mestamente. Nell'ultimo appuntamento europeo, che si svolge in Portogallo a Estoril, tuttavia, Berger inizia la gara in terza posizione, alle spalle di Nigel Mansell e Ayrton Senna - quest'ultimo, partito dalla pole, viene sopravanzato subito dal pilota della Williams. La gloria di Berger, tuttavia, non dura molto a lungo: viene infatti risucchiato dagli inseguitori ed è costretto ad accodarsi in bassa zona punti.

Il duo di testa non cambia, anche se i due non sono molto vicini, seguono poi Nelson Piquet, Alain Prost e Keke Rosberg, almeno prima del ritiro ritiro di quest'ultimo per un guasto al motore. Curiosità: le McLaren sfoggiano colori diversi, Prost quella solita bianco-rossa (la classica livrea Marlboro), Rosberg una livrea one-off bianco-gialla (livrea Marlboro Light). Fuori Rosberg, i primi quattro rimangono invariati, sia nel primo sia nel secondo stint. Resteranno tali fino a quasi fine gara quando Senna resterà senza benzina a un giro dalla fine venendo classificato quarto. Sul podio con Mansell ci andranno quindi Prost e Piquet. Le Ferrari di Michele Alboreto e Stefan Johansson chiudono in quinta e sesta posizione, dopo che Johansson è stato protagonista del ritiro di Berger.

Tra i due, infatti, c'è stato in precedenza un incidente mentre lottavano per il quinto posto, costato a Berger il ritiro e a Johansson una posizione nei confronti di Alboreto. Con il ritiro di Berger, le speranze della Benetton sono tutte con Fabi, che però si trova al settimo posto nelle fasi conclusive e verrà classificato ottavo dopo avere finito la benzina anzitempo - un grande classico dei mid-80s quello di rimanere a piedi ogni tre per due. Per intenderci, il GP del Portogallo non fa certo parlare di sé per la Benetton. In realtà neanche per la gara in sé, le cose più celebri accadute in Portogallo 1986 sono: 1) un servizio per la TV britannica in cui Murray Walker sta nell'abitacolo di una Williams con ai lati Mansell e Piquet che per esigenze TV fingono di essere best friend forever, 2) la foto di gruppo.


In Portogallo Senna, Prost, Mansell e Piquet erano ancora tutti in lotta per il titolo, ma a fine gara l'aritmetica ha condannato Senna, che arriva a Città del Messico ormai fuori dai giochi. Parte comunque dalla pole position e per la gara può ancora dire qualcosa, almeno finché la gara non parte e viene superato da Piquet ritrovandosi secondo. Seguono Berger e Prost, ma il pilota della McLaren supera quello della Benetton e si lancia anche a caccia di Senna. Mansell, invece, a causa di un errore commesso nelle prime fasi di gara è chiamato a rimontare dalle retrovie, riuscendo anche a risalire in zone abbastanza presentabili. La vera battaglia, tuttavia, non sembra tra piloti o tra team, quanto piuttosto tra fornitori di gomme: i gommati Goodyear soffrono, i gommati Pirelli sembrano cavarsela alla grande.

È così che emerge Berger, che arriva a portarsi in testa alla gara perché è l'unico del gruppetto dei primi che non effettua soste - giusto per andare da un estremo all'altro l'iniziale leader del gran premio, Piquet, di cambi gomme ne effettua ben tre. Il pilota austriaco - che sta prendendo parte alla gara con sintomi influenzali e la febbre a trentotto - stavolta non è colpito da sventure varie e in un colpo solo andrà a ottenere la prima vittoria sia per sé sia per la Benetton come squadra. Sul podio con lui saliranno Prost e Senna in seconda e terza posizione. Piquet si trova sesto e Mansell settimo fino a pochi giri dalla fine, ma eccoli che guadagnano due posizioni ciascuno in un colpo solo grazie al ritiro dei due piloti che avevano davanti: quinto c'era infatti Johansson che ha rotto il motore ed è stato costretto a parcheggiare.

Giornata terribile per la Ferrari, anche Alboreto infatti si è già ritirato da molto tempo per problemi di motore. Per fortuna nel momento stesso in cui Johansson si ritira, i ferraristi assistono a una scena consolatoria: una Brabham va a sbattere, Riccardo Patrese si ritira invece di appropriarsi della posizione perduta del pilota svedese! Gli imolesi al gran completo come minimo esultano davanti alla TV. Sesto giunge Philippe Alliot, che dopo la gara viene subito accerchiato da Stefan Johansson e dal compagno di squadra René Arnoux, che ha a sua volta rotto il motore: i due vorrebbero essere scarrozzati in pitlane invece di doversela fare a piedi. Alliot non ha nulla in contrario, il serbatoio della sua vettura invece ha molto in contrario: finisce la benzina e Johansson, Arnoux e Alliot sono tutti a piedi.


Il terzetto non si scoraggia affatto, tutto quello che c'è da fare è trovare un altro che scarrozzi tutti quanti. Johansson quindi si sbraccia tentando di fermare il primo malcapitato di turno, raggiunto da Arnoux e poi anche da Alliot quando questo scende dalla Ligier ormai sprovvista di carburante. Il malcapitato di turno è Piquet, che li carica tutti e tre, Johansson e Arnoux con le chiome al vento, Alliot con il casco in testa, e si dirige verso la pitlane. O almeno è quello che possiamo immaginare, mi auguro che dopo quella sistemazione non rimangano di nuovo tutti a piedi! Tra i tanti episodi analoghi, sembra l'unico della storia in cui addirittura in tre vengono portati ai box caricati sulla stessa monoposto (in precedenza era capitato che Jacques Laffite scarrozzasse contemporaneamente Alain Prost e Niki Lauda).

In sintesi, vince Berger ma nessuno prende in considerazione Berger... anche perché obiettivamente il mondiale viaggia verso la sua conclusione e sono ben in tre i piloti ancora in lotta per il titolo, ovvero il duo della Williams e Prost. Mansell è in testa, con sei punti più di Prost e sette più di Piquet. Sembra pericolosamente vicino alla vittoria del titolo, invece è a una foratura di distanza dalla sconfitta. Questa, però, è un'altra storia che vi ho già raccontato parecchio tempo fa (durante i rewatch ufficiali del 2020), quindi per il momento ci fermiamo qui. Nello specifico, comunque, del 1986 ho ancora parecchie cose da raccontarvi, praticamente tutta la prima metà della stagione o poco ci manca. Non temete, arriverà il momento per tutto, prima o poi. Per oggi, però, ci salutiamo con Berger e il Messico.